Erodoto108 n°17

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una foto una storia soddo, etiopia, Wolayta soddo school for the blind

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Foto e testo di Giovanni marrozzini

o scattato questa fotografia otto anni fa, a Soddo, in Etiopia. La Wolayta Soddo School for the blind ha accettato la mia domanda di fotografare all’interno dell’istituto per ragazzi non vedenti e dell’attigua fabbrica di mattoni anch’essa gestita da personale non vedente. Al primo contatto rimasi sorpreso nel vedere come tutto funzionasse secondo una logica che solo adesso mi è chiara, come se fili invisibili muovessero sia le persone sia l’ambiente intorno, creando una sorta di giostra. Il Centro era molto pulito e ordinato. I bambini partecipavano alla lezioni con grande compostezza e vivo interesse. La grazia che accompagnava i loro movimenti appariva ai miei occhi come un’armoniosa coreografia. Guardavo le loro movenze, le mani leggermente distanziate dal corpo, il passo accorto e mai veloce. Parlavano sottovoce, erano affettuosi, tranne due che nel cortile adiacente litigavano, picchiandosi. Il maestro intervenne e li invitò a fare pace. Si alzarono da terra e avvicinandosi al muro si scambiarono una carezza. Tutti percepivano la mia presenza e accompagnavano la sorpresa con piccoli movimenti del capo e delle mani, come se stessero captando segnali, odori, informazioni. Poi, dopo qualche minuto di esitazione, esplodevano in un sorriso di intesa e di vera accettazione. Più di una volta si sono avvicinati alla macchina fotografica: solo dopo aver capito che era niente più di un pezzo di ferro si slanciavano su di me, toccandomi e abbracciandomi. Chissà quale immagine della mia persona si è materializzata nella loro mente. Mentre mi toccavano si sussurravano parole tra loro, come se volessero tutti assieme ridisegnare e costruire la mia figura. Forse sono andati più a fondo di quanto sia riuscito a fare io. Ai miei occhi sembrano falene uscite da un mondo in cui la luce non è necessaria per vivere. erodoto108 • 17

Giovanni marroZZini, nasce la prima volta a Fermo 45 anni fa. Rinasce a Malta nel 2001 per merito dell’amico Andrea che gli regala una poesia e poi ancora in Zambia dopo un attacco di malaria cerebrale, nel 2003. Da dilettante fotografa per professione, da professionista 66