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UNa ‘SCUoLa’ NELLa DiSCariCa

ULAN BATOR

‘VORREI POTER LEGGERE IL MIO NOME’

Le piccole storie di avgan, onon, Naran, Tseren e amlagan. Sopravvivere nella pioggia, nel freddo, fra ciminiere e smog. i genitori sono fuggiti dalla campagna. La sfida all’analfabetismo e alla miseria. Nella solitudine di un paese di ghiaccio. Foto e testo di matthias Canapini

a

lla stazione vecchie babu?ke, giovani innamorati, operai tagiki, uzbeki e kazaki. Lentamente, oscillando, il treno parte, macinando chilometri di foresta e di steppa. a bordo i controllori si improvvisano cuochi, tagliando pesce fresco con spesse mannaie e farcendo con carne aromatizzata succulenti ravioli fatti a mano. il cielo è grigio, non traspare nulla. ai lati dei binari, carcasse arrugginite di pulmini sovietici, strade fangose e umili casette in legno. Jin, diretto a Pechino, continua a bere birra, sgranocchiare cipolla e offrirmi fette di carne. Nel vagone ristorante invece, una grassa cuoca dai capelli rossi continua a versare vodka a due ragazzi svedesi ormai semi svenuti sul tavolino. Tutto è fermo. Dopo circa seimila chilometri e cinque fusi orari varchiamo il confine. Spuntano le prime gher, poi sempre più edifici e fabbriche, di un

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ERODOTO108 •14

mongolia

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Erodoto108 n°14  

Erodoto, in questo numero, ha cercato di raccontare la Scuola. Consideriamo la Scuola, la crescita dei bambini e dei ragazzi, qualcosa di d...

Erodoto108 n°14  

Erodoto, in questo numero, ha cercato di raccontare la Scuola. Consideriamo la Scuola, la crescita dei bambini e dei ragazzi, qualcosa di d...

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