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tive. sulle aree coltivate la manovalanza si divideva in fissa e avventizia: la prima denominata anche degli "annaroli" indicava il contratto per un anno, la seconda dei "mesaruoli" e giornalieri, si riferiva a contratti per un mese o per un giorno. gli ultimi della scala sociale erano loro, i braccianti. Quando non era spuntato ancora il sole, vendevano la forza delle braccia in piazza. lavoro in cambio di derrate alimentari. farina, olio, vino, più raramente qualche manciata di soldi. dove, invece, non c'erano i cereali iniziava il dominio dei pastori, il pascolo, l'altra voce economica basilare legata agli allevamenti. carne, pellame, formaggi, latte munto da bovini e ovini. lo stemma della città riassume meglio di qualsiasi altra immagine le colonne portanti dell'economia del passato: campeggia un bue che reca in bocca un fascio di spighe di grano. anche le stazioni ferme invitano a viaggiare. mi sono spostato poco lontano, dove si erge un altro rudere. una di quelle realtà cantoniere ben disegnate e di un'eleganza sobria che non ha perso nonostante il deprimente stato di abbandono. ricordo quel luogo in altri tempi, quando era vivo. così, mi sono addentrato nei

suoi locali razionalmente disposti su due livelli, inciampando su mobili fatti a pezzi, spazzatura varia e, cosa più interessante per me, lo sguardo si è fermato sui resti di alcuni brogliacci. ordini di servizio sopravvissuti a decenni di oblio. erano ancora ben leggibili le scritte a penna dei turnisti dipendenti del consorzio di bonifica, nome e cognome, ore di la-

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Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

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