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FOTO LUCA MASSINI

“b

uttana la miseria, ma chi minchia fa’, affiu?” grida vincenzo dall’alto della vara ad alfio che maldestramente sta tentando di capire che direzione stia prendendo la processione. il capovara è il regista della processione, di cui decide velocità e soste: dovrebbe essere un cristiano onesto, libero da pendenze legali e, soprattutto, osservante.

ERODOTO108 • 13

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se mi domandassero quanta religiosità e spirito cristiano io riesca a vedere nella festa di sant’agata, risponderei “unn’u sacciu”. in realtà, come altre feste popolari di sicilia, la prima impressione è un po’ quella di un grande carnevale, senza musica e danze, inebriato di cera, tuniche bianche, e orgoglio catanese: un grande rito collettivo di isteria, un pandemonio di gente, più o meno devota, che inonda la città per festeggiare la santa o, piuttosto, catania, le sue leggende e le sue debolezze. per me sant’agata è la festa del fuoco, dei ceri, del bianco puro dei “sacchi” e dei guanti, uniti alla scuzzetta, un copricapo di velluto nero, delle minne e di cortei di strane figure, le velate, che circondano il fercolo della santa. strane creature, a metà fra le ninfe e le sibille della mitologia greca, che però parlano catanese. una specie di cerimonia di purificazione collettiva, la processione di sant’agata è un rito di regressione psicologica in cui l’individuo

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Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

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