Page 142

guerra improvvisa, inattesa, feroce. le bombe della nato. una nuova fuga, verso l’italia. infine, hamara. 24 anni (forse). viene dal sud del mali. so, perché lo leggo altrove (lui non me lo dice), che suo padre già riparava biciclette a bamako. è il più silenzioso: ‘non voglio parlare’. ma è il primo a scattare appena entra un cliente. è gentile, accogliente, abile. hamara e hamit hanno scalato i gironi terribili della libia, del mare di lampedusa, dei centri di accoglienza, della violenza continua del tempo perduto, dell’abbandono e della disattenzione che passa negli alberghi dove ti rinchiudono come rifugiato. Justus, invece, ha ribaltato la sua vita: via dal kenya, via dal mestiere di contabile, poi, in italia, via dai campi dei pomodori o dagli oliveti pugliesi. ‘mai avrei immaginato di riparare biciclette’, mi dice. fra loro, i tre soci (gekake è una cooperativa), parlano in italiano. brescia è un crocevia strategico dell’immigrazione: città della beretta, delle industria alimentari, qui c’è (c’era?) lavoro, qualche possibilità in più. esco dalla stazione e ci sono gruppi di africani seduti a crocchio sotto l’ombra degli alberi. Quasi il 20% dei bresciani sono cittadini stranieri. 35mila persone. pakistani, moldavi, rumeni. e un migliaio di africani. brescia è uno dei palcoscenici del mondo.

ERODOTO108 • 13

cammino per via san faustino, un tempo quartiere dei guai bre142 sciani (spaccio, prostituzione, case malandate), oggi strada della movida del carmine. Qui vi sono macellerie halal, fruttivendoli tunisini, venditori di cianfrusaglie cinesi, kebabbari pakistani. via san faustino è un’altra polaroid della globalizzazione. ci sono, e ci stanno bene, osterie e giovani artisti. via marsala è appena dietro l’angolo. l’officina ciclomondo è gran bel posto. Quasi non c’è spazio. ingombro di ruote, catene, telai. via vai di clienti: al mattino tutti stranieri. cinesi, pakistani (con accento bresciano alla balottelli) e arabi in cerca di una bici da venti euro (niente da fare). hamara saluta in cinese (solo ciao, per carità, nĭ hăo). ragazzi africani ven-

BRESCIA

Profile for Erodoto108

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Advertisement