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mi accorgo che la donna, in realtà, non è straniera. non riesco a vederla come tale. il suo dolore, le sue occhiaie, le sue rughe sono le stesse delle nostre donne. la sua casa è del nostro paese. cerchiamo nei boschi, nei dirupi, nelle campagne, entriamo in casolari abbandonati (e vi troviamo altre storie, intrecci dei cammini di uomini e donne): siamo noi a scoprire un paesaggio di malinconia in questo inverno. siamo ostinati, ogni traccia ci è preziosa. guardo il tufo dei casolari, le argille delle nostre colline: le ombre arrivano troppo in fretta ogni giorno. cerchiamo anche di notte. cerchiamo anche quando siamo stanchi e sfiduciati. scatto le foto. cerco la luce e trovo le ombre. non ce lo diciamo, ma cerchiamo una certezza. Quale essa sia. veronica non può vivere

senza sapere. nemmeno noi ci riusciamo. vogliamo violare un ignoto. sconfiggere l’ignoto.

sono stati semplicemente giorni di lavoro. abbiamo sfiorato un mistero, e ce ne siamo resi conto. abbiamo visto paura e dolore. ora abbiamo addosso il timore che tutto possa essere dimenticato. la vita di un uomo che svanisce senza lasciare alcuna traccia dietro di sé. mi dico che non può accadere. mi sono sentito circondato da ombre e volevo che si dissolvessero. indagavo e cercavo una luce. era inverno e volevo che spuntasse la primavera assieme a ludovicu. volevo che ci fosse un conforto anche nel pieno di questi mesi di oscurità.

le mie foto provano a raccontare la nostra ansia, la voglia di rivedere ludovicu. come vorrei potergli fare un ritratto. come vorrei narrare di un uomo che prima, in paese, mai avevamo notato. vorremmo placare l’angoscia di veronica. e, mentre lo cercavamo, ci siamo imbattuti in mille mondi diversi. altri migranti, i pastori, i contadini, i nostri paesani. ho guardato a tutti loro con altri occhi. mi sono reso conto che le mie apprensioni, il mio desiderio che questa storia avesse una sua fine sono i sentimenti a oggi ludovicu non è ricomparso. che hanno attraversato anche la mente dei miei colleghi. i cani cercano, gli MARIANO SILLETTI, 43 anni, uomini setacciano i campi, lucano di Pisticci. Vive a Matera. Giovanissimo si arruola nelavanzano ancora di un l'Arma dei Carabinieri. Nel 1997 metro nel bosco. sperano. studia fotografia a Bari. I suoi scatti raccontano il mondo oscompiono uno sforzo in servato da chi, per mestiere, più, non lasciano niente di vive quotidianamente le storie di uomini e donne comuni, la vita intentato. ho voluto raccontare questa ricerca, i miei obiettivi hanno sfuocato, per dire meglio quanto ci stava accadendo. i giorni alla ricerca di ludovicu non

e, spesso, le difficoltà. La storia di Luduvicu è diventata un libro. Il reportage è stato premiato, lo scorso autunno, al Festival di Fotografia Etica di Lodi.

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ma sappiamo anche come sia fragile la possibilità di ritrovare ludovicu. combattiamo i cattivi presentimenti della famiglia, nascondiamo i nostri timori. faremo tutto il possibile. vogliamo ritrovare quell’uomo smarrito.

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Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

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