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talpa, capaci di scorgere le mutazioni del colore delle rocce per individuare filoni; abili e coraggiosi da scendere fino a centodiciassette metri sottoterra pur di strappare ferro e rame a queste colline così generose. l’uomo, qui, ha faticato, ha corso pericoli mortali, ha dato la vita per i metalli. era mosso da avidità (cercava rame, ferro, argento, piombo) e da necessità. gli etruschi, i minatori del medioevo, gli operai tedeschi del rinascimento mediceo: tutti vennero a scavare in queste terre. e, infine i contadini di campiglia e san vincenzo abbandonarono i campi e gli orti per diventare minatori. ci furono geologi francesi e finanzieri inglesi privi di scrupoli, fra ottocento e novecento, a cercare di fare soldi in queste terre. nel 1976, atto finale: a milano vennero scritte sessantuno lettere di licenziamento dirette a Discorso Lungo, ad Arancino e ai loro compagni. fu allora che qualcuno abbassò quel tasto rosso. ma questa non è la storia di un abbandono. nel 1984, otto anni dopo la chiusura delle miniere, un gruppo di giovani archeologi dell’università di siena risalì i sentieri di san silvestro. li guidava e li istruiva un medioevalista burbero e sapiente. si chiamava riccardo francovich. lui sapeva di un antico villaggio minerario. organizzò campagne di scavo, trovò alleati e complici appassionati. e, come in una parabola a lieto fine, nacque un futuro in un luogo abbandonato. fu un cammino lungo e ostinato. nel 1996, le antiche miniere divennero un parco archeominerario. dumas, sì, allora, declamò le sue poesie e ci fu vino e festa. sì, questa è la storia di

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Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

Erodoto108 n°13  

ERODOTO È UNA FRONTIERA, salta di qua e di là. Ma dove siamo arrivati camminando per capannoni vuoti o varcando soglie di case disabitate?...

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