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EUROPA/CATALOGNA L’eleganza dei cipollotti Testo di Luigi Cojazzi

Cotti sulla brace viva, allacciati come se fossero una collana, i calçots vanno afferrati dalla griglia, ripuliti della pelle bruciacchiata e mangiati tenendoli con due dita e rovesciando la testa all’indietro. Una delizia…

Q

uando devo parlare della cucina catalana, sono sempre in imbarazzo. È come se dentro di me – e sospetto che capiti a molti italiani – viva un piccolo gastronomo snob che, quando sente descrivere il pa amb tomaquets come un ‘originale piatto tipico catalano’, comincia a spanciarsi a terra dalle risate. Andiamo, ragazzi… stiamo parlando di pane con il pomodoro! Siamo seri. Eppure c’è qualcosa di autentico e affascinante in questo aspetto rurale della tradizione culinaria catalana, ed è ancora più affascinante che si sia conservato in una città che vorrebbe darsi delle arie vagamente posh come Barcellona.

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Le foto sono state tratte da www.restaurantcarmen.com

È per questo che quando devo scegliere un piatto regionale (per carità, volevo dire nazionale) rappresentativo della Catalogna, finisco sempre per parlare del calçot: una sorta di cipollotto fresco, dalla forma allungata che ricorda quella di un porro, originario del Tarragonese e protagonista di una delle più tipiche feste gastronomi-

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Erodoto108 n°8  

ELOGIO DEL CIBO Firenze L’attimo fuggente del lampredotto Catalogna L’eleganza dei cipollotti Burkina Faso Tò, polenta d’Africa Argentina L...

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