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A C Q U E D ’ A F R I C A / R E P O R TA G E

africa occidentaLe senegaL e gaMBia

erodoto108 • 8

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ATTRAVERSA LA FRONTIERA D’ACQUA FRA SENEGAL E GAMBIA

‘NO, GRAZIE, AFFOGO DA SOLA’

D

ev’essere così. Dev’essere così che si sentono, loro, i clandestini, i migranti, quando si affidano al mare. La barca è alta, stretta e profonda e in fondo dove si restringe, per quanto si svuoti, resta sempre un po’ d’acqua. Si riforma, cresce, non bisogna guardarla perché mette paura. E nemmeno badare alla barca che trema, traballa e appena qualcuno accenna un movimento, fosse anche minimo, solo per sistemarsi meglio sul sedile, fa un guizzo come se stesse per capovolgersi e buttarci tutti in acqua. E’ un equilibrio instabile, precario, improvvisato come questa imbarcazione di legno

vecchio, puzzolente di pesce, rimediata. Difficile bilanciarla. Ci si siede un po’ di qua e un po’ di là, sui bordi e sui sedili, a caso, a stima, ma il peso fa la differenza, anche se nessuno sembra capirlo, o badarci. Quanto odi il tizio corpulento che si sistema spensierato dalla parte dove c’è già più gente e sorride appena, imbarazzato quando la barca sobbalza e si scuote tutta come un cane bagnato. E tu pensi che sta per ribaltarsi, certo, è così. Finirai in acqua, in questo porto africano schifoso, limaccioso, pieno di orrendi residui di fogna e di budella di pesci e di chissà cos’altro.

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Erodoto108 n°8  

ELOGIO DEL CIBO Firenze L’attimo fuggente del lampredotto Catalogna L’eleganza dei cipollotti Burkina Faso Tò, polenta d’Africa Argentina L...

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