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racconti a quadretti

LA STORIA DI DON PEPPE DIANA Venti anni fa, venne ucciso don Peppe Diana…

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La camorra lo ha ammazzato il 19 marzo 1994 nella sagrestia della sua chiesa, San Nicola di Bari, a Casal di Principe. Questa è Terra di Lavoro, provincia di Caserta. Terra di clan, terra di camorra. Nell'ottobre di quello stesso anno gli venne conferita la Medaglia d'oro al valor civile perché “pur consapevole di esporsi a rischi mortali, non esitava a schierarsi nella lotta alla camorra, cadendo vittima di un proditorio agguato mentre si accingeva ad officiare la messa. Nobile esempio dei più alti ideali di giustizia e di solidarietà umana”. Don Peppino aveva dedicato il suo tempo e il suo impegno alla realizzazione di un centro di accoglienza per i primi migranti africani evitando così che la camorra li arruolasse nei suoi eserciti in borghese. Poi era andato avanti: nel Natale del 1991, assieme ai sacerdoti del vicariato di Casal di Principe, aveva sfidato le famiglie che da sempre gestiscono il destino delle terre campane. In quel giorno sacro, in tutte le chiese dell’agro avaersano, venne letto un documento straordinario: ‘Per amore del mio popolo non tacerò’. L'attacco era diretto, senza sconti, al Sistema. Al clan dei Casalesi. Don Peppino scelse le frasi dei profeti per incoraggiare la denuncia e la ribellione, per far nascere forza e desiderio di giustizia nel suo popolo. Sono parole che intimorirono i clan più di un blitz dell'Antimafia, scrive Roberto Saviano nel capitolo a lui dedicato in Gomorra. Nel gennaio 2003, Nunzio De Falco, il boss di camorra del cartello casalese, venne condannato all'ergastolo come mandante dell'omicidio di don Peppe Diana. A difenderlo in aula c'era Gaetano Pecorella. In quel momento era Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e oggi è Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. A Casal di Principe, oggi, non c'è un Sindaco, ma un Prefetto. Il Comune è stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012. Sara Lozzi

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Erodoto108 n°4  

Elogio della normalità - Andrea Semplici. Il traghetto del Mar Caspio - Tino Mantarro, Andrea Forlani. Voglio vivere alle Vergini - Andrea...

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