Erodoto108 n°12

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CERCHIARA DI CALABRIA

STORIE

DI CIBO

le donne del pane

testo di andrea Semplici

‘G

li uomini scappano. Rimangono solo le donne. Rimaniamo solo noi. Gli uomini escono. Appena possono vanno al bar. Le donne hanno più responsabilità. Io e mia madre si dormiva a terra pur di badare al pane’. Domenica ha 40 anni; sua madre, Antonia, ne ha 65. So che sono in piedi dalle due del mattino. So che lavoreranno fino alle otto, le nove di sera. Davanti ai loro quattro forni a legna. A fare il pane. A fare un pane oggi celebre e amato dai cuochi e giornalisti di cibo: è il pane di Cerchiara di Calabria, ottocento abitanti (è quanto mi dicono, i censimenti uf-

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in questo paese del pollino, fare il pane è storia femminile. otto panifici, otto donne davanti ai forni. instancabili, brave, appassionate. hanno creato una nuova economia e un futuro. incontro con domenica e antonia. nica ha un marito e due figli. Un terzo sta per arrivare. Amicizia dei tempi della scuola. Dieci anni di fidanzamento. E poi lui ha vissuto anni lontano dal paese fino a quando, due anni fa, il lavoro al Nord è svanito e, Questa è una storia di donne. È la storia del loro pane. Sono otto i pani- allora, è tornato a casa. Che sta sopra il forno. ‘Il mio uomo è buono. Ha fici del paese e, in tutti, trovate una donna a impastare, avere cura del lie- pazienza con me’, dice Domenica. Gli orari non esistono nel lavoro di vito madre, infornare, sorvegliare la panettiere. C’è da ravvivare il forno cottura. in piena notte e poi da impastare. Bi‘Ci potevo andare all’università – sogna aspettare la lievitazione, c’è dice Domenica – ma non ho voluto. tempo per un’ora di riposo, poi coVedevo la fatica di mia madre e volevo dare mano. Non ho rimpianti: mi mincia la danza dell’infornare. Almeno tre giri di pane prima di piace il pane, è una passione, un mezzogiorno. Dieci quintali ogni amore e voglio farlo bene’. Domegiorno. Forme normali da due chili e mezzo. Poi ci sono i taralli da tirare a mano, le frese con le farine integrali, i biscotti… ficiali ne contano poco oltre duemila), paese aggrappato ai contrafforti orientali della montagna del Pollino.

Una storia quasi normale per le donne del pane di Cerchiara. Il pane si è sempre fatto in casa. Lo faceva Celeste, mamma di Antonia e nonna di Domenica. Gli uomini andavano a cercare lavoro fuori dal paese. Il pane qui dura a lungo. Due settimane, venti giorni. E, alla fine, i vicini di casa ti chiedevano di fare il pane anche per loro. Il forno, in anni duri, diventa un’economia informale. Fino a venti anni fa. È negli anni ’80, che la famiglia di Antonia diventa impresa. Madre, figlia e zia si ritrovano, ogni notte, a impastare quintali di farina, a fare pizze e fo-