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Via Canella, 3 - 37031 Cellore d’Illasi (VR) Tel. 0457 834 058 - Fax 0457 834 505 e-mail: ottica@lov.it - Internet: www.lov.it

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Reg. Trib. VR 1139 - Direttore Responsabile: Dr. Luigi Verzini Grafica: Insieme s.r.l. Caldiero (VR) - Spedizione in A.P. art. 2 comma 20/B legge 662/96 Verona

PERIODICO DI INFORMAZIONE E CULTURA ANNO 17 - No 2 - 7 Giugno 2011 - N° 103 - ILLASI (VR)

Via Canella, 3 - 37031 Cellore d’Illasi (VR) Tel. 0457 834 058 - Fax 0457 834 505 e-mail: ottica@lov.it - Internet: www.lov.it

UNA INUTILE MACCHINA DA GUERRA di Carlo Sacco

La maggioranza consiliare di destra, che da circa due anni regge le sorti del nostro Comune, ha manifestato, alcuni giorni addietro, divisioni e lacerazioni interne – peraltro latenti da tempo – che al momento sembrano insanabili o perlomeno di difficile ricomposizione. Riprendendo ciò che da fonti autorevoli è già stato espresso (L’Arena, Giovedì 19/5/2011, pagina 26): “purtroppo il Paese ha un’altra immagine negativa, la vicenda dei T-red insegna, che non si merita”. È solo in apparenza paradossale che tali amare considerazioni av-

vengano solo dopo due anni dalla robusta vittoria del gruppo “L’Intesa” alle ultime elezioni comunali. Una cosa è creare una macchina da guerra che raccolga con diversi mezzi di persuasione voti e preferenze, che prometta l’inverosimile sapendo che le casse dei comuni, in periodi di propaganda federalista, sono e saranno sempre più vuote; altra cosa è l’arte del governo, laddove saggezza, capacità di mediazione e di ascolto dei bisogni ed onestà rappresentano il cemento su cui avere una visione prospettica nel medio e lungo periodo sulle

prospettive di sviluppo della comunità. È soprattutto per questa ragione che la gioiosa macchina da guerra della destra cittadina vive questa crisi: può divertire fare proselitismo, compito assai più impegnativo è l’esercizio del governo del bene e dei beni pubblici. Peraltro dalle stesse colonne dell’Arena sembra che taluni rimpiangano il decisionismo pasticcione di Giuseppe Trabucchi. Per chi scrive, anche quella fu una pagina poco lieta della nostra storia recente, che non rimpiangiamo per nessun motivo. Come altre volte scritto su questo

giornale, le cattedrali vuote, dove vi è assenza di relazioni sociali ed affettive, non ci piacciono. Riteniamo dunque porre l’accento su alcuni punti della crisi politica in atto che ci appaiono dirimenti rispetto ad altri. Il passaggio ad Illasi dal “regno” di Alberto Trabucchi al pedestre e meno nobile esercizio della democrazia (maggioranza ed opposizione che si confrontano su programmi diversi) si è rivelato in effetti più lungo del previsto, sicuramente molto sofferto ed anche doloroso per gli attori in scena. Al passato non si torna: essere progressisti significa cre-

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dere alle ineludibili leggi della Storia, capirne le evoluzioni ed interpretare i cambiamenti; una classe dirigente adeguata, in Italia come altrove, non s’improvvisa ma si forma facendo pedagogia anche in politica. Non sarebbe poi così umiliante imparare dai propri errori per accelerare i miglioramenti.“Step by step” dicono gli anglosassoni, “passo lungo e ben disteso” fanno eco i nostri montanari: così nasce il miglioramento continuo, con onestà, forza tranquilla e tenacia, per lasciare ai nostri giovani non macerie ma un futuro sostenibile.

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L’ILLASI VINCITORE AL TORNEO “CITTÀ DI CALDIERO”

Domenica 29 Maggio, i coniugi Giuseppe Vinco e Santa Scardoni hanno festeggiato, insieme ai figli, nipoti e parenti, in una cornice di festa, il loro sessantacinquesimo anniversario di matrimonio. Vederli cosi sereni e pieni di entusiasmo è una cosa straordinaria, e straordinario è il modo con il quale riescono a trasmetterlo a tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarli. È un piacere sentirli raccontare la loro vita, che non è stata affatto semplice. Nonostante ciò, riescono sempre a trovare il lato positivo di ogni cosa. Il loro insegnamento è per noi molto prezioso perché con i loro esempio indicano alle giovani coppie la strada da percorrere per una vita coniugale serena e felice.

LA GRANDE SFIDA di Carlo Sacco Si è svolta con successo sabato 21 Maggio ad Illasi la “Grande Sfida 16”, manifestazione del Centro Sportivo Italiano che unisce in un grande abbraccio persone con varie abilità. Lo scopo della manifestazione è abituare tutti alla relazione, abbattere barriere architettoniche, culturali e spirituali. Come si vede, una grande e bella Fila in alto: Guzzo, Colognato, Castello, Piccoli, Viviani, Noli, Colombari, Ghedini, Noli. Fila seduti: Baldo, Turco, Cunego, Vezzari, Facchini, Bonamini. Fila a terra: Perfetto, Zambellan, Tagliamento, Fiocco, Benini.

Vittoria a sorpresa per l’Illasi al torneo “Città di Caldiero”, categoria giovanissimi (annata 1997/1998). Il torneo era suddiviso in due gironi: il girone A ( Illasi, Albaredo e Provese) ed il girone B (Caldiero, Hellas Monteforte e Soave). Dopo aver eliminato l’Albaredo e la Provese con un doppio due a zero, l’Illasi ha affrontato in

semifinale l’Hellas Monteforte pareggiando (1-1), quindi, in finale, dopo aver chiuso i tempi regolamentari sul risultato di uno a uno, ha battuto i padroni di casa del Caldiero ai rigori. La nostra squadra non era la formazione favorita, per cui l’impresa assume un’importanza ancora maggiore. Allenati da Sergio Verzè, Gabriele Cunego , Cristian Vezzari e Vittorio Guz-

zo, i ragazzi hanno avuto il merito di non mollare mai, agguantando il pareggio a cinque minuti dalla fine, potendo così accedere alla sfida dal dischetto. È un’affermazione dell’impegno che appassionati illasiani stanno mettendo nell’educare allo sport questo bel gruppo di ragazzi del 1997, con un lavoro impegnativo che con costanza è stato profuso durante tutta la stagione.

sfida, soprattutto di attualità in tempi in cui le discriminazioni (vedi l’ultima campagna elettorale per i nuovi sindaci) sembrano ancora fare presa su quella parte di elettorato più esposta ai cambiamenti davvero straordinari in corso in vari luoghi del mondo. Dell’altro si ha paura, quando in realtà conosciamo poco noi stessi.


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PERIODICO DI INFORMAZIONE E CULTURA ANNO 17 - No 2 - Giugno 2011 - N° 103 - ILLASI (VR)

ALLEGATO

AL

N.

103

DEL

GIUGNO

TROPPI DIRITTI IN BILICO di Marzia Severin Da qualche tempo mi sono convinta che qui in Italia dovremmo iscriverci in massa, a prescindere dalle convinzioni politiche di ciascuno, all'U.C.R.I.: Unione Cittadini Realmente Incavolati, e di trarne tutte le opportune conseguenze, di farci sentire esprimendo con convinzione il nostro dissenso e la nostra totale indignazione per come stanno andando le cose in questo Paese e per il fatto che ne facciamo direttamente le spese. Cosa succede... in città?, cita una famosa canzone. Succede che dobbiamo ormai assistere al calpestamento sistematico non più solo dei nostri diritti politici, ma anche di quelli civili, e perfino oramai di quelli umani. E, cavolo, non siamo in Ruanda, o in Kosovo, ma in Italia, Paese del primo mondo! Quando è che accade che si calpestino i nostri diritti politici? Vengono CALPESTATI i nostri diritti politici... quando le istituzioni politiche al più alto livello (e facciamo anche il riferimento specifico: il famoso Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui per una volta vorrei tacere il cognome, tanto non serve, ossia il Presidente del Milan) non portano il dovuto rispetto per le altre, ritengono di essere al di sopra delle regole, ritengono di non essere tenute a rispondere del loro operato nemmeno alla legge (che vale per tutti gli altri e che serve a non rendere questo posto una giungla dove valga la sola regola del più forte), e nemmeno al popolo sovrano, quando una volta ogni tanto vorremmo esprimerci con scelte politiche dirette, con le nostre stesse mani e teste, tramite l'esercizio del diritto di voto nei referendum, ma (sempre le stesse istituzioni) fanno giochi di prestigio giuridici per farne scomparire qualcuno, una settimana prima del voto (uno a caso, quello sul nucleare: nel momento in cui scriviamo non

sappiamo ancora se lo potremo votare o se sarà eliminato). Quando vengono calpestati i nostri diritti civili? Vengono ELIMINATI i nostri diritti civili quando perdiamo la possibilita di ottenere una libera informazione non tanto sullo sport ed il tempo libero, ma su temi anche più importanti, come per esempio i referendum che abbiamo proposto e voluto, benché all'apparenza esista la massima libertà e pluralità di opinione e di informazione. Per esempio chi non naviga su Internet forse non sa che nelle scorse settimane è stato messo in atto un vero e proprio oscuramento delle tematiche referendarie, a tal punto che una ricercatrice che doveva parlare della privatizzazione dell'acqua e delle sue implicazioni giuridiche alla radio, in una trasmissione programmata già da 15 giorni, si è vista cancellare l'intervento ed il programma, poiché improvvisamente è stato vietato con una circolare di toccare l'argomento "acqua" in qualunque programma Rai, fino a metà giugno (cioè dopo il referendum). Da qualche giorno invece vediamo finalmente apparire qualche breve confronto tra fautori dei sì e dei no; ciò è potuto accadere solo perché la Rai è stata diffidata dall'autorità di vigilanza a diffondere tali dibattiti. Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione.

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Come potranno venir meno addirittura i diritti umani??? Vengono SMANTELLATI a poco a poco anche i nostri diritti umani, qui, ora: il diritto al bene primario acqua, mentre veniamo trasformati di nuovo, da cittadini fruitori di servizi pubblici che siamo, in consumatori, semplici (obbligati) clienti, delle multinazionali dell'acqua. Così come già siamo clienti delle multinazionali del petrolio, e subiamo aumenti dei prezzi del gasolio e della benzina anche quotidiani, se così decidono le società. E poi di nuovo quando fosse svenduto una volta ancora il nostro diritto collettivo ed individuale alla salute, già a tratti vacillante, e alla minima salvaguardia dell'ambiente, mediante l'impossibilità di fare sentire la nostra voce su un argomento importante come quello di decidere se vogliamo o non vogliamo centrali nucleari sul nostro territorio (non potendo certo influire sui territori nazionali altrui: magari potessimo!). È per tutto questo che mi chiedo, ma in che diavolo di posto siamo finiti… un posto dove di legittimo non viene garantito più niente di niente a nessuno, ma siamo qua solo per la capacità economica che abbiamo, e dobbiamo solo, a testa bassa, pagare e subire, subire e pagare? Perciò recarsi a votare i referendum assume un significato ulteriore rispetto ai referendum stessi, che è quello di dire: adesso basta, su tutta la linea. Ci rifiutiamo di continuare ad essere usati come degli oggetti. È per tutto questo che il 12 ed il 13 giugno andrò al seggio elettorale ad impugnare (non ancora) il forcone!, ma la matita copiativa: insieme a molti altri, spero numerosi, Cittadini Realmente Incavolati.

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Prima di parlare del referendum che si terrà il 12 e 13 giugno 2011, vorrei evidenziare l’importanza che ha il voto nel concretizzare o meno una proposta di legge. È sempre più frequente la tentazione di non andare a votare. ERRORE! Il voto ci garantisce una scelta, e se non andiamo a votare saranno gli altri a scegliere per noi! È indispensabile che i cittadini di ogni comune vadano a dare la propria opinione. L’esercizio del voto è un dovere civico e contribuisce a costruire una più diffusa partecipazione alla vita civile e democratica dell’Italia. Questa volta non si tratta di mere questioni politiche, non si tratta di assegnare poltrone a dirigenti e seggi ai consiglieri comunali, bensì si tratta di problemi comuni che riguardano gran parte del futuro del nostro ambiente, del mondo: abrogare delle normative, o parte di esse, riguardanti la privatizzazione di un bene libero e comune come l’acqua o normative concernenti la realizzazione di Centrali Nucleari. In Italia, l’importanza della questione dell’acqua ha raggiunto nel tempo una consapevolezza tale da generare una serie di comitati per rendere più incisiva la lotta in difesa dell’acqua come bene comune. Per ciò che concerne i due referendum sull’acqua nel documento ci si esprime senza mezze misure: “L’acqua, essendo un bene vitale per tutti gli uomini è oggetto di un diritto universale e inalienabile, sicché non deve essere lasciata in balia del mercato soggiogato al profitto e governato dal libero incontro tra domanda e offerta”. Il riconoscimento del diritto universale all’uso dell’acqua poggia sulla dignità di ogni persona e non su logiche economiche. L’acqua è un bene comune e va gestito - senza sprechi e inefficienze - dalla comunità con la partecipazione di tutti, perché è la base della vita. Puoi immaginare che l’aria venga acquistata da una società privata? Si scrive acqua, ma si legge “democrazia”. Le Centrali Nucleari, come tutti quanti sappiamo, riforniscono il pianeta terra di energia elettrica, ma il loro uso, nel 2011 è da considerarsi obsoleto. La Germania e la Svizzera le rimuovono, la Francia le dichiara “agonizzanti”, il Giappone probabilmente eliminerà le centrali dal proprio territorio, e noi italiani le vorremmo costruire? Le forme di energia rinnovabili rappresentano già da diversi anni il monito che tutti quanti noi dobbiamo seguire. Basta energia violenta, ad impatto ambientale massimo, dobbiamo pensare ai nostri figli ed alle nostre future generazioni. VOTIAMO PERCHÉ OLTRE CHE UN DIRITTO È GIUSTO DARE UN PARERE! I LAMENTI NON SERVONO DOPO! PRIMA BISOGNA ESPRIMERE IL PROPRIO VOTO! Con ciò mi auguro che tutti vadano a votare. Ermanno Malpetti


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"Abrogare" significa cancellare una legge, che esiste già. Perciò ai referendum che iniziano con la domanda: "Volete voi abrogare la legge n. XY", si risponde SI quando si desidera togliere quella legge, perchè considerata superata, o ingiusta, e si vuole riaprire il dibattito politico per cercare di raggiungere un risultato migliore. Se si vota NO, la legge che esiste già rimane in vigore.

REFERENDUM ESPLOSIVI

REDAZIONE Direttore responsabile:

Luigi Verzini

Fotografia:

Claudio Faggionato

Fotocomposizione:

Insieme - Caldiero

• Redazione: Ciro Bertolazzo, Claudio Faggionato, Martina Guzzo, Damiano Mani, Ermanno Malpetti, Gianfranco Martini, Lino Pozzerle, Davide Reffatto, Carlo Sacco, Marzia Severin, Giovanni Verzini. • Anno 17, numero 2 - 103ª uscita • Collaboratori alla stesura del numero di Giugno 2011: Maria Luisa De Poli, Vanni Rizzati, Chiara Romio, Alona Maria Verzini, Rodolfo Zanchetta. Chiunque può concorrere alla stesura del nostro giornale, inviando i propri articoli al coordinatore della Redazione: Giovanni Verzini, p.zza Sprea, 12 - 37031 Illasi (VR) Tel.: 348 / 4063616 - giornale-lapiazza@libero.it Il fax e la Segreteria telefonica della Redazione rispondono al numero: 045 / 7834384 * La Redazione si trova al 1° piano del Centro Commerciale di Illasi. * Numero di copie stampate: 3.500. “La Piazza” è distribuita gratuitamente in tutte le edicole di Illasi, Badia C., Tregnago, Colognola ai C., Caldiero e Cazzano di T., Lavagno.

Si vota domenica 12 giugno, dalle ore 8 alle 22 e lunedì 13 giugno, dalle ore 7 alle 15, portando con sè un documento di identità e la tessera elettorale. Il referendum è valido quando si è recato alle urne la metà più uno degli aventi diritto al voto. Si possono ritirare le schede di tutti i quattro referendum, oppure si possono ritirare solo quelli che interessano (per quanto sia consigliabile votarli tutti). Chi rientra da lontano per votare, ha diritto ad agevolazioni sulle spese di viaggio. Per i viaggi degli elettori residenti in Italia, i biglietti ferroviari nominativi a tariffa ridotta sono rilasciati dietro esibizione della tessera elettorale e di un documento di identità (unicamente per il viaggio di andata è ammessa l’autocertificazione). I biglietti hanno un periodo di utilizzazione di venti giorni (stabilito per ogni consultazione) e devono essere convalidati prima di iniziare il viaggio di andata e quello di ritorno. Lo sconto è del 60%. Per ulteriori informazioni su agevolazioni di viaggio è necessario attenersi alla circolare del Ministero dell’Interno su tale materia. Per i viaggi effettuati con il mezzo aereo sul territorio nazionale, è riconosciuta agli elettori un’agevolazione per il viaggio di andata alla sede elettorale dove sono iscritti e ritorno, nella misura del 40 per cento del costo del biglietto. L’importo massimo rimborsabile non può essere superiore a 40 euro per il viaggio di andata e ritorno per ogni elettore. m.s.

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QUATTRO Q

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PRIMO QUESITO

(“Volete voi l’eliminazione della legge che prevede”)

... la gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica affidati ai privati La legge in questione, che si vuole eliminare, ha dichiarato la rilevanza economica di alcuni servizi pubblici. Il quesito comprende la gestione dell’acqua, ma il tema è molto più ampio, basta pensare che i servizi pubblici comprendono anche altre attività (fognature e depurazione – trasporti pubblici – rifiuti solidi urbani ecc.). Questo significa che, in nome di questa legge, tali servizi non si gestiscono più in nome della collettività, eventualmente in perdita oppure con prezzi calmierati, ma possono essere oggetto di business dal quale ricavare guadagni, al pari di qualsiasi altra attività commerciale. Potranno essere esercitati non più solo dagli enti locali o dai loro consorzi o da aziende municipalizzate in mano pubblica, ma anche da soggetti privati, cioè società e/o multinazionali. Abbiamo presente per cosa sono famose le multinazionali? Non sono dei benefattori. Il privato tende per definizione alla massimizzazione del profitto. Cioè a cercare il massimo del guadagno. Facciamo il caso di un inceneritore per i rifiuti, che venga utilizzato a scopo commerciale. Lo scopo del suddetto non sarà più, come poteva essere prima, quello di risolvere il problema dell’eliminazione dei rifiuti urbani limitatamente al territorio di riferimento; sarà quello di rimanere in funzione come un altoforno che produce acciaio: 24 ore su 24, procacciandosi e facendosi conferire il materiale da bruciare da ovunque possa arrivare, di qualunque cosa si tratti (quando è distrutto, non si può tornare a vedere di cosa si trattava; rimangono i formulari di identificazione, che si possono falsificare come i bilanci delle società), con buona pace di chi si sorbisce i fumi e le polveri.


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III

O QUESITI... MICA DA POCO

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SECONDO QUESITO

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TERZO QUESITO

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QUARTO QUESITO

(“Volete voi l’eliminazione della legge che prevede”)

(“Volete voi l’eliminazione della legge che prevede”)

(“Volete voi l’eliminazione della legge che prevede”)

... la remunerazione del capitale investito nella gestione del servizio idrico

... la costruzione di nuove centrali nucleari

... il legittimo impedimento: per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri

La legge che si cerca di eliminare, assicura attualmente ai privati un guadagno minimo garantito del 7%. Al contempo, non vi è però nessun obbligo di investimento nemmeno in capo ai gestori privati! Facciamo un esempio di ordine pratico e già accaduto, poiché in altre regioni la privatizzazione dell’acqua è già a regime da almeno 10 anni. Arezzo: un utente che nel 1999 pagava 250.000 lire all’anno (pari a circa 125 euro), con un aumento annuo del 7% si trovava nel 2009 a pagare per la stessa quantità di acqua, 1.000 euro all’anno. Ora nel 2011 pagherà sicuramente di più.. E ora immaginiamo come potrebbe diventare la nostra vita, con una bolletta dell’acqua che costa 10 volte tanto, ed in progressione, sempre di più. Immaginiamo se potremmo ancora permetterci giardini fioriti con prati verdi, ed orti con le verdure di casa. Immaginiamo le attività commerciali ed industriali e gli effetti della crisi economica attuale, che con l’aumento dei costi idrici, si inasprirebbe ancora di più. Naturalmente oltre alla bolletta di casa nostra, pagheremmo di più anche tutto quello che ci serve per vivere: i costi di tutto si scaricano sempre sul cliente finale.

Anche se fosse vero che l’energia nucleare è sicura, pulita, a basso costo ecc., anche se non fosse vero che l’uranio, che serve da combustibile per le centrali, in pochi anni è già destinato ad esaurirsi; in un paese come il nostro, del quale (ora come ora) sappiamo quanto poco ci si possa fidare, immaginiamo anche solo quale potrebbe essere… la qualità del cemento armato utilizzato per costruirle. E poi non sono riusciti a prevedere l’imprevedibile nemmeno i giapponesi a Fukushima, popolo di valentissimi ingegneri e fisici, dotati di competenze professionali e senso etico illimitati. In un territorio densamente popolato come il nostro, come si potrebbe dichiarare off limits per disastro nucleare una zona grande come l’Umbria? Ultime notizia: Svizzera e Germania hanno deciso di chiudere con il nucleare. Evidentemente un motivo ci sarà (e non solo uno). E noi? Cominciamo adesso?... Sembra proprio che l’argomento non abbia bisogno di molti altri approfondimenti.

Si parla di processi penali. Se si arriva a processo, significa che le notizie su cui si indaga sono dotate di fondamento, e non che sono frutto di vaneggiamenti o di invenzioni. I magistrati non sono un ordine cospirativo, dato che sono essi stessi soggetti alla legge. Un processo non è automaticamente una condanna: ci si presenta, ci si difende, si ha la possibilità di arrivare ad assoluzione. Ci si difende dentro il processo, non lo si scansa. Quando si è chiamati, si risponde. Così tocca a noi cittadini semplici. In altri Paesi non si starebbe a discutere di questo, perché chi riveste cariche di questa importanza si dimette di sua iniziativa, al primo momento in cui si parla di incriminazioni. Ma per molto meno… È già tanto che qui in Italia sia possibile rimanere in carica anche quando si è incriminati: forse sarebbe più equa una legge che introducesse una sospensione del rapporto di fiducia instaurato con i propri elettori, fino a processo definito (con esito favorevole all’imputato).


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Incontro con l’ingegner Arrigo Tagliaro

CHIARE, FRESCHE, DOLCI ACQUE... DI VALLE di Marzia Severin Incontriamo l’Ing. Arrigo Tagliaro, direttore tecnico del Co.V.I.Se., cioè del Consorzio che gestisce l'acquedotto della Val d'Illasi, servente in origine tutti i Comuni della Valle ricompresi tra Selva di Progno e Colognola ai Colli. Come e quando nacque l'acquedotto in Val d'Illasi? “L'acquedotto fu costruito parecchi anni fa, per contingenze dapprima di tipo logistico militare (ai tempi della Prima Guerra Mondiale era acquartierato un grande numero di militari tra Badia Calavena e Selva di Progno, con relativi conseguenti complicazioni igienico-sanitarie), e anche in seguito per portare una soluzione alla scarsezza delle risorse idriche della zona (da tutti noi conosciuta anche come "la Valle Secca" - NdR). Le sorgenti all'epoca erano situate in territorio austriaco, e solo dopo il mutamento dei confini nazionali fu possibile ottenere il nulla osta da parte del Ministero competente, e far partire i lavori. Conserviamo ancora presso i nostri archivi quella lettera, che ci informava che la produzione e la fornitura delle tubazioni da posare, da parte della gloriosa Società Italiana Ernesto Breda, azienda di costruzioni meccaniche di tutta importanza nel XX secolo, sarebbe iniziata solo a commesse belliche concluse”. Le finalità del Consorzio comprendono comunque anche altri scopi, vero? “Sì, infatti. Il Consorzio è per così dire una creatura ideata dal nostro indimenticato sindaco, il Prof. Alberto Trabucchi, con il quale rendemmo piuttosto vasto l'oggetto di questo ente (tra le varie si enumerano, non tutte in corso di gestione: rifiuti solidi urbani, gas metano, trasporti scolastici, affissioni, gestione del territorio e dei beni patrimoniali, energia elettrica - NdR). Attualmente, per esempio, abbiamo in via di ultimazione la messa in esercizio di una turbina per la produzione di energia

elettrica in Località Paradiso, che genererà 60 chilowatt/ora, con una resa di 60-70.000 euro all'anno ed un periodo di ammortizzamento dei costi sostenuti pari a meno di un anno. Allo stesso modo si pensava di realizzare una centrale elettrica a S. Andrea di Badia Calavena, ma al momento ci troviamo con le mani legate perché anche al nostro Consorzio viene applicato il Patto di stabilità che vincola i Comuni, per cui ci viene imposta una capacità di indebitamento limitata, pure rinvenendo le risorse per portare a compimento l'opera”. Veniamo ai temi di grande attualità in questo momento, che riguardano l'acqua e tutti noi che siamo prossimamente chiamati alle urne. Ci esprima il suo punto di vista qualificato in merito alle leggi che potremo eliminare, votando sì ai referendum dell'acqua “Il senso dei referendum è quello di fermare il prima possibile una legge scandalosa, che consegna la gestione di una risorsa inestimabile del territorio, cioè l'acqua, a delle società, principalmente private, che perseguono fini di lucro. È una legge che nel tempo parte da lontano, sin dal Governo Prodi e dal Ministro Bersani (ricordiamo la campagna dell'epoca, per le privatizzazioni in genere) e giunge ora a completamento tramite il centro-destra con questo risultato aberrante, di dichiarare la rilevanza economica dei servizi pubblici locali (nello specifico di cui stiamo parlando, la gestione dell'acqua). Dichiarare la rilevanza economica di un bene, o di un servizio, equivale a stabilirne la commercializzazione a fini di profitto economico, e cioè equivale a sottoporla alle leggi di mercato, e a farne un business. Sottolineo inoltre che in Europa in generale, la gestione dell'acqua non è stata dichiarata un servizio a rilevanza economica. L'Europa

stessa non obbliga affatto noi in Italia, come invece qualcuno intende sostenere, a farlo. Paesi che dove avevano sperimentato la privatizzazione, come Francia ed Inghilterra, stanno facendo marcia indietro. Ricordo inoltre che non siamo nemmeno obbligati a gestire questo servizio facendo ricorso a mega aggregazioni, anzi, con tutta probabilità è più rispondente alle esigenze dei singoli territori la semplice, ed attenta, gestione locale”. Come sono strutturate le tariffe per i consumi idrici attualmente, e come potrebbero diventare se il referendum non vincerà? “Attualmente esistono tre successive fasce di prezzo: il consumo di primo fabbisogno si paga ad un prezzo sociale, da un certo livello in poi si passa ad una tariffa un po' più alta, diciamo ordinaria e per finire, superata la soglia del consumo ordina-

rio, si pagano ad un prezzo più alto le eccedenze. Il Consorzio ha sempre praticato la politica di garantire un minimo quantitativo anche a chi si fosse reso, non in cattiva fede, inadempiente nei pagamenti, garantendo il minimo vitale ed evitando di sigillare ermeticamente le utenze. Ora, l'unico effetto certo che si sia potuto verificare dove a gestire sono entrati pesantemente i privati (che entrano sia direttamente, sia per mezzo di una maggiore partecipazione nelle quote delle aziende municipalizzate), è l'aggravamento delle tariffe imposte agli utenti. Già da quando sono stati creati gli Aato (Autorità Ambito Territoriale Ottimale: che sono comunque un ente di controllo e programmazione, e non società private con fini di lucro - NdR), abbiamo preso atto dell'incremento delle tariffe di circa il 15%, ma con l'entrata in vigore della legge già esistente, aumenterebbe molto di più”.

Il secondo quesito referendario riguarda l'eliminazione del criterio introdotto, dell'adeguatezza remunerativa della tariffa praticata, rispetto al capitale investito. Anche questa è una conseguenza della dichiarazione sopra descritta, di rilevanza economica del servizio? Chiaramente il privato che si mette in affari non fornisce un servizio di utilità pubblica, così come fa invece un ente pubblico con i suoi cittadini, bensì instaura un contratto commerciale con i suoi clienti; e non ha voglia di assumere reti idriche non remunerative. È chiaro a tutti che gestire un Comune come Selva di Progno con, ad esempio, cento utenze per chilometro di tubi, non sarà remunerativo a parità di tariffa con un Comune come Verona che di utenze per chilometro ne serve mille.


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Giugno 2011

Davide Tamellini, di Lavagno, ha pubblicato il volume di poesie “In Cammino”

LA RIFLESSIONE, LA PAROLA SALVATA, LA BELLEZZA RISCOPERTA La disabilità, il viaggio dentro se stesso, l’impegno e l’armonia con il mondo. di Luigi Verzini Prima di incontrare Davide, mi ero proposto di parlare delle sue poesie e non della sua disabilità. Prima di intervistarlo, infatti, avevo letto alcuni suoi versi sul suo sito web ed essendomi piaciuti molto avevo pensato che sarebbe stato ingiusto, penalizzante, per il poeta, soffermarmi troppo sulla vita in carrozzella del ragazzo disabile. Avrei evitato, insomma, di cadere nel solito tranello, magari in qualche luogo comune sul riscatto dallo stato di disabilità. Anche a motivo del mio lavoro, mi capita spesso di aver a che fare con il mondo della disabilità, rapportandomi in modo diretto con quelle persone definite “diversamente abili” da uno dei tanti assurdi neologismi creati da ipocrite convenzioni lessicali, senza farmi tanto distrarre dalla figura esterna, dai segni della malattia. Volevo perciò scoprire più che altro il poeta che è tra di noi, nella nostra zona, lettore assiduo de La Piazza. Volevo parlare di poesia, della sua poesia e poi, come spesso accade, lasciarmi portare dove la chiacchierata ci avrebbe condotto. Così pensavo, prima di fermarmi in Via Montecurto di Sotto, a Lavagno, dove mi aspettava Davide Tamellini, neanche trent’anni, una laurea quinquennale in scienze pedagogiche, segretario della UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Verona e consigliere nazionale della medesima associazione, vicepresidente della Consulta della disabilità al Comune di Verona, consigliere comunale del Comune di Lavagno con delega in materia di disabilità. Segni particolari: passione e talento per la poesia. La chiacchierata mi ha condotto lontano dai miei limitati propositi iniziali. Cercavo un poeta e l’ho trovato. Ma mi sono sentito portare fuori dal terreno che con un po’ di presunzione avevo in qualche modo preparato per l’incontro. È stato più che altro Davide a stanarmi dalle mie ingenue presunzioni. Mi ha parlato si, della sua poesia, ma mi ha aperto il suo sorriso tranquillo per parlarmi soprattutto della sua vita, di come l’impegno con l’UILDM e l’attività di consigliere comunale lo coinvolgano pienamente, Mi ha spiegato qual è l’obiettivo di tutto questo: l’”abbattimento delle barriere”, spiega, non quelle architettoniche, che impediscono a lui ed agli altri come lui di muoversi liberamente, ma quelle mentali, che frenano il rapporto con la persona che vive una disabilità. La prospettiva ne risulta rovesciata: si deve abbattere qualcosa che impedisce voi “normali”, non noi disabili. Ma, sempre con l’immancabile, aperto, sguardo sereno, mi spiega anche che “non è stato mica tutto così semplice”, giusto perché si sappia che l’attività e l’impegno non sono un darsi da fare per coprire un dolore, per non fermarsi a riflettere. Quello, semmai, aggiungo io, è il rischio che corriamo quotidianamente tutti quanti noi, non disabili. Nella vita di Davide c’è un periodo di due anni, dopo le superiori, dedicato al-

la riflessione. “Non è stato facile”: sono le semplici parole che egli confida con una profonda ma pacata espressione che vale ogni spiegazione. “Dopo le superiori”, racconta, “sono rimasto fermo per un paio d’anni ed ho riflettuto approfonditamente, poi ho conosciuto l’UILDM, che ha cambiato la mia vita. Ora sono molto attivo, mi muovo, vado dappertutto, prendo il treno, mi sposto, sono molto impegnato. Nella gente”, prosegue, “vedo che la difficoltà di rapportarsi con il disabile non è tanto dovuta al pregiudizio, forse sono interessati, vedo curiosità, ma probabilmente c’è anche un imbarazzo che impedisce un rapporto pieno. Nel nostro modo di fare dobbiamo andare incontro agli altri. Io dico spesso ai disabili che devono portare avanti il proprio impegno e le proprie passioni, percorrendo la propria strada.” E la strada dell’intenso impegno sociale di Davide Tamellini si sviluppa in parallelo con un percorso artistico che trova nella poesia la talentuosa risposta ad una passione nata una decina d’anni fa. La maturità, che in non pochi momenti si tinge di vera e propria saggezza, la profondità, la serenità, soprattutto la serenità, sono straordinariamente presenti nei suoi versi, a testimoniare i risultati di un percorso interiore, sicuramente nato e sviluppatosi anche con momenti “non facili” , per ripetere le sue stesse parole: ne deriva l’immagine di un uomo che si guarda intorno con aria certamente disincantata ma tuttavia permeata di una luce particolare che io, personalmente, per quanto possa valere la mia piccola opinione, mi sento d’impulso di definire bontà, benevolenza. C’è tanta benevolenza, nei suoi versi, dove l’esperienza di una vita certamente… “non facile” (la sua definizione ed il sorriso che l’accompagna non mi consentono di usare termini diversi) ha sviluppato un intimismo che non è l’estremo rinchiudersi, ma un profondo cercarsi e trovarsi, per ripresentarsi al mondo in una comunione d’umanità che apre naturalmente all’altro, all’amore, alla natura, dando l’impressione di una pacata visione, di una saggezza che porta il lettore ad interrogarsi inevitabilmente sulla sua provenienza. Ecco perché non ho potuto non riconsiderare i miei iniziali propositi. L’amore per la vita che traspare costantemente dai versi di Davide, il rapporto mai ostile e nemmeno diffidente verso l’umanità, la continua meraviglia per l’esistenza, in ogni suo aspetto ed in ogni suo momento, ti porta inevitabilmente a considerare, soprattutto dopo averne parlato con l’autore ed averne ricevuto esplicite conferme dalle sue parole dirette e dai suoi occhi, che questi versi provengono da chi ha vissuto e vive momenti…non facili e non puoi non riflettere: su quanto ci sfugge, su quanto sprechiamo, su quanto non viviamo e su quanto trascuriamo. “La poesia consente di valorizzare la parola”, dice Davide, “divenendo strumento fondamentale per lavarla dall’usura e dal disprezzo”. Così è: c’è molto di più in poche righe del “morbi-

do” ermetismo di una poesia di Davide che in tanti inutili, tortuosi, incessanti, discorsi che quotidianamente ci scarichiamo addosso l’un con l’altro o ci facciamo scaricare addosso dalla volgarità dei media. “Un sorriso è un regalo a te rivolto, vicino sconosciuto. È inaspettato, il tuo stupore. È abitudine d’essere, che non ti fa vedere l’altro che sono io”. Si chiama “Io sono l’altro” ed è una delle poesie contenute nel volume pubblicato da Davide Tamellini in aprile, dal titolo “In Movimento”. “La poesia”, spiega Davide, “ mi ha permesso di cogliere tutto ciò che viene dimenticato, svalutato, abusato. Io le devo molto, perché aiuta ad aver cura del proprio essere ed a ritrovare nuova identità. La poesia è bellezza, perché permette di dare un senso alle nostre scelte di vita. Non è importante solo l’estetica, ma anche l’etica”. In queste sue frasi c’è, meravigliosamente spiegata, la sintesi delle impressioni che la lettura dei versi di Davide può suscitare e che nessun articolo potrà mai spiegare con altrettanta efficacia.

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✍ La penna ✍ LETTERA APERTA ALLA SENATRICE MARIA PIA GARAVAGLIA

Illustrissima, gentile senatrice, cara signora, egregia….. Come è difficile cominciare una lettera a una personalità così importante. Lei in Valle, al momento, ha il più alto mandato politico, visto che a livello locale gli elettori si sono affidati ad un lontano eletto lacustre. La zona conserva un consigliere regionale di minoranza, ma senatrice a Roma ci sta Lei. Ma, se del consigliere regionale sappiamo quasi tutto, passiamo dall’elogio sperticato alla critica più bieca (quest’ultima ovviamente solo da quando è risultato in minoranza), di Lei poco si sa. Un suo sostenitore continua a dire: “Se la chiamate Lei c’è” ed effettivamente si sono viste alcune sue recenti apparizioni. Ma non dovrebbe essere il contrario, Lei chiama e se un suo potenziale elettore ne ha voglia risponde. Perché non convoca la popolazione per informarla del suo lavoro in Senato, quali proposte di legge, quali mozioni, quali interrogazioni, quali interventi? Magari potrebbe spiegare quello che avviene in Parlamento (voti di fiducia al Governo), che Lei vede in prima persona. Ha mai parlato dei problemi della Valle con le istituzioni di Roma? Stando a Roma si è informata presso la Presidenza della Repubblica sulla fine che hanno fatto quei ricorsi delle minoranze di Illasi? Uno è quello (roba vecchia) contro il Sindaco che ha nominato assessore una ineleggibile in barba ad una norma dello statuto comunale? A proposito, se non se ne è occupata fino adesso, ora ne può fare a meno. L’ineleggibile si è dimessa per problemi suoi, ed è stata sostituita, pare, rispettando precedenti accordi partitocratici. Le è mai passato per la mente di promuovere questo suo paese d’adozione, magari stimolando, in maniera lecita, l’uso dei prodotti locali per esempio nel ristorante del Senato? Qualcuno ha promosso il baccalà alla vicentina, buono vero?, c’era anche Lei. E, perché no, una mostra fotografica delle nostre bellezze vallive, anche via web? Abbiamo ottimi fotografi in luogo. Può darsi che Lei abbia fatto anche molto di più, però nessuno ne è informato. Se “Berlu”, come lo chiama la Littizzetto, dura, Lei avrà un paio di anni per darsi da fare, così poi potrà venire in Valle e richiedere voti, a meno che non pensi alla rottamazione. A proposito di largo ai giovani, che fine hanno fatto quelli che il suo sostenitore le ha fatto conoscere durante la campagna elettorale comunale? Le domande (CRI, voto contro vitalizio a parlamentari, Veltroni sindaco Roma, suoi rapporti con PD Illasi) sarebbero ancora tante, specialmente riguardanti un suo eventuale impegno a livello comunale, visto che presto si andrà a votare, però si rischia di essere pesanti, perciò è meglio chiudere. Senatrice, se ci sei (scusi il “tu” ma con il “lei” non viene bene), batti un colpo… Cordialmente. Lettera firmata

I vantaggi del movimento

CAMMINA CHE TI FA BENE… NON È SOLO UN MODO DI DIRE di Vanni Rizzati Camminare è un movimento innato nell'uomo tant'è vero che la deambulazione è uno stadio dello sviluppo motorio che si acquisisce spontaneamente. Il camminare non comporta nessun movimento forzato e quindi nessun trauma all'apparato locomotore. Per quanto riguarda l'apparato osteo-artro-muscolare, camminando si migliora il tono muscolare per cui la fibra, irrorata da più sangue, si ossigena e si rinforza; le articolazioni, muovendosi in modo naturale, mantengono un elevato grado di elasticità nei tendini e nei legamenti; anche il tessuto osseo si mantiene compatto prevenendo, nelle persone anziane, l'osteoporosi. Per quanto riguarda il sistema cardiocircolatorio, in un camminatore abituale la frequenza cardiaca diminuisce e per affrontare uno sforzo occorrono un numero minore di pulsazioni. La circolazione sanguigna si modifica perché le pareti dei vasi diventano più elastiche ed il sangue scorre incontrando meno resistenza. Diminuisce, quindi, la pressione sanguigna e c'è un migliore ritorno venoso del sangue al cuore (camminare previene il rischio d'infarti e arteriosclerosi). Camminare migliora anche l'apparato respiratorio perché i muscoli annessi alla cassa toracica si rinforzano e permettono un ampliamento dello spazio per i polmoni i quali possono espandersi carichi di ossigeno. Questo porta ad un rallentamento della frequenza respiratoria proprio per-

ché la quantità di aria che si butta fuori dopo un rigonfiamento massimo del torace è maggiore. Ovviamente la respirazione durante la camminata trae giovamento anche dall'ambiente in cui avviene: meglio, naturalmente, un contesto naturalistico con aria pura e non inquinata. Cambiare ambiente e soprattutto avvertire il passaggio delle stagioni nel corso dell'anno stimola i ritmi cerebrali e contribuisce ad un senso di benessere, di iniziativa e di motivazione. Infine, il moto è la migliore cura per la malinconia come sapeva Robert Burton (l'autore di The Anatomy of Melancholy): "I cieli stessi girano attorno di continuo, il sole sorge e tramonta, stelle e pianeti mantengono costanti i loro moti, l'aria è in perpetuo agitata dai venti, le acque crescono e calano...per insegnarci che dovremmo essere sempre in movimento". Ma c'è di più: studi recenti pubblicati sul "New England Journal of Medicine" hanno stabilito che fare alcuni chilometri al giorno a piedi consente di abbassare i livelli di colesterolo con grande vantaggio per cuore e vasi. Altri studi hanno documentato un netto miglioramento dell'umore: responsabili di ciò sono alcune molecole, le endorfine e la serotonina che vengono prodotte in sovrappiù quando sono i grandi muscoli del corpo a entrare in funzione. Camminare quindi serve ad aumentare i livelli delle sostanze che svolgono funzioni antidepressive.


Piazza_GIUGNO_2011

8-06-2011

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Giugno 2011

AL BOSCHETTO C’È… QUALCOSA DI NUOVO di Maria Luisa De Poli Certamente domenica 22 maggio gli abitanti di Illasi si saranno chiesti cosa potessero essere i tre boati che si sono sentiti in tarda mattinata. Erano gli spari del trombino che sottolineavano l’inaugurazione della baita degli Artiglieri dopo i lavori di ampliamento della baita stessa. Dopo la benedizione di don Roberto e i discorsi del Sindaco e del Presidente abbiamo potuto ammirare con quanta cura, buon gusto e perizia sono stati eseguiti i lavori e quanto bello, aperto e luminoso è l’ambiente che è stato aggiunto a quello esistente. È molto apprezzabile la soluzione che è stata adottata per sfruttare la struttura del bar già esistente, e per renderla più completa anche dal punto di vista della nuova sala, dove sulla parete di fondo si nota subito un bell’affresco con inserito lo stemma ed il motto degli Artiglieri. Invito pertanto a visitare e a fruire di questa struttura, che per la sua posizione tranquilla e nello stesso tempo centrale può essere frequentata da tutti, cominciando dai piccolini e finendo con i più anziani.

STORIA DELL’ARTIGLIERIA 1915-1918 Il battaglione Scuola Illasi

La Piazza si scusa con gli sponsor che in questo numero non compaiono. Motivi tecnici, legati ai necessari, corposi, contenuti redazionali del numero speciale, unitamente ai tempi di estrema urgenza nei quali si è dovuto operare, hanno impedito la regolare definizione degli spazi. Rimane inteso che le omissioni verranno “recuperate” e regolarizzate sin dal prossimo numero. Rinnovando le scuse, ringraziamo ancora per il fondamentale aiuto gli amici sponsor, che consentono a La Piazza di sopravvivere, realizzando anche numeri speciali, come questo.

Fu alla luce della nuova, sorprendente tattica di attacco attuata dall’esercito tedesco nella primavera 1918, basata sull'infiltrazione affidata a piccoli gruppi di “Sturmtruppen”, dotati di un notevole tasso di fuoco e di manovra, riassunta dal generale Lunderdoff in un ordine di servizio del 30 marzo: “Ciò che decide non è già il numero ma il fuoco” che alla Scuola di perfezionamento di Illasi (Verona) si concepì un nuovo battaglione dalla potenza di fuoco non inferiore a quello nemico e in grado di adottare i nuovi procedimenti tattici della fanteria germanica. Su cinque compagnie aveva un organico di 26 ufficiali e 804 soldati divisi in: • Una compagnia mista su cinque plotoni: - plotone arditi con una squadra lanciafiamme di quattro apparecchi. - plotone zappatori. - plotone lanciabombe Stokes con quattro armi. - plotone cannoncini con due pezzi. - plotone misto. • Tre compagnie moschettieri su tre plotoni moschettieri e uno misto: - I plotoni erano su tre squadre, la prima con una mitragliatrice leggera, la seconda con due moschetti automatici, la terza composta da venti fucilieri. - Una compagnia mitragliatrici su cinque sezioni con dieci armi. Il battaglione, con le sue 37 armi automatiche, dieci mitragliatrici pesanti, nove leggere, 18 moschetti automatici, due cannoncini, quattro lanciabombe e quattro lanciafiamme, era in grado di sviluppare un volume di fuoco notevolmente superiore al precedente, con un armamento all’altezza di quello austriaco ma rimase sulla carta per l’improvvisa fine della guerra. Tratto da Ist. Cultura Storia Militare: LA FANTERIA ITALIANA NEGLI ANNI VENTI di Emilio Bonaiti


Giornale La Piazza  

Editoriale della val d'Illasi. Caldiero, Colognola ai Colli, Illasi, Tregnago, Badia Calavena, Selva di Progno, S. Mauro di Saline, Mezzane,...

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