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LA CITTADELLA UN CARDINE DEL SAPERE TRADIZIONALE

Il tradizionalismo italiano ha avuto varie riviste, di durata più o meno lunga; alcune testate arrivano fino a noi dagli ormai lontani anni 70. L’originalità de “La Cittadella” sta tutta nel fatto che è l’unica nata per parlare solo di studi romani ed italici, anche se non mancano ogni tanto in essa sguardi sul mondo greco, sull’Oriente e sul tradizionalismo evoliano e guénoniano. Tutto cominciò a Messina, nel 1984, quando Salvatore Ruta (un nome abbastanza noto nella storia della destra e degli studi tradizionali tra gli anni 50 e 70) diede vita ad una rivistina fatta artigianalmente in casa ma ricca di articoli interessanti, che riuscì a pubblicare trimestralmente fino ad un numero unico 59-60 del 1999, avendo tra i suoi collaboratori più costanti Sandro Consolato, Renato Del Ponte e Roberto Incardona e, tra i saltuari Mario Enzo Migliori, Alfonso De Filippi, Gennaro D’Uva, Alfonso Piscitelli ed altri. “La Cittadella” che molti oggi conoscono nasce, figlia di quella precedente esperienza, nel 2001, a cura di Sandro Consolato, e viene pubblicata dalla casa editrice romana I libri del Graal. La nuova serie, voluta dallo stesso Ruta (poi morto nell’estate del 2002), ha chiuso con perfetta cadenza trimestrale il suo decimo anno d’esistenza con un numero 40, dedicato integralmente a un grande orientalista e maestro spirituale, il prof. Pio Filippani Ronconi, che alla rivista aveva pure offerto due suoi articoli. Oltre ai principali collaboratori della prima serie, “La Cittadella” ne ha avuti e ne ha di nuovi, alcuni dei quali di un certo rilievo, come il prof. Piero Di Vona (uno dei maggiori studiosi di Evola e Guénon), come Stefano Arcella (autore di un fortunato saggio sui Misteri di Mithra), come Moreno Neri (colui che ha “rilanciato” in Italia la straordinaria figura di Giorgio Gemisto Pletone, il rinnovatore quattrocentesco del paganesimo platonico), come Giovanni Damiano (uno dei più brillanti studiosi di filosofia della politica espressi dalla destra radicale italiana), come Mario Giannitrapani (rigoroso studioso di protostoria italica), ed altri più e meno noti si potrebbero citare.La singolarità de “La Cittadella” è la sua capacità di dare al richiamo alla romanità e all’antichità italica una veste che non è né meramente erudita né retorico-politica. La rivista riesce quasi sempre a conferire ai temi trattati un tono e di leggerezza e di attualità, cercando di rendersi comprensibile a lettori di vario

livello culturale senza però mai banalizzarsi o semplificarsi. E, dato abbastanza importante, riesce anche ad essere una rivista che “fa politica” forse meglio di tante riviste politiche, e senza voler essere una rivista politica. Che “La Cittadella” sia nata entro l’ambito della cultura di destra, e che da destra vengano o a destra stiano per lo più i suoi collaboratori, è un fatto che non le impedisce di essere aperta a collaboratori che non hanno tale matrice e di essere letta anche da persone di sinistra ma con certi interessi culturali. “Il nostro scopo – ci spiega il prof. Consolato da noi interpellato – è ridare agli italiani consapevolezza del proprio passato e di far loro sentire vive e operanti le forze spirituali che hanno creato la nostra civiltà. Sotto questo punto di vista, sentiamo l’opportunità di coinvolgere intellettualmente ed emotivamente un pubblico quanto più vasto possibile, indipendentemente dalle appartenenze politiche”.Dal punto di vista storico, “La Cittadella” ha valorizzato determinati periodi, oltre quello dell’antica Roma (da Romolo al tardo Impero): le antiche civiltà italiche, con particolare attenzione agli Etruschi, ma anche il Rinascimento meno noto dell’Accademia pagana di Pomponio Leto e del platonismo di Gemisto Pletone, il Risorgimento (cui verrà dedicato uno speciale nel 2011) nei suoi aspetti più alti, il Fascismo visto soprattutto attraverso i progetti pagani di Arturo Reghini e di Julius Evola (entrambi questi autori hanno avuto dedicato un numero triplo). Quello che si intende evidenziare, è un filo rosso che segni una storia ideale italiana in cui riconoscersi e che possa fare da base ad una rinascita nel tempo presente. Dal punto di vista religioso e storico-religioso, sono state trattate diverse figure divine, da Giano a Flora, da Marte a Feronia (di quest’ultima ha scritto Luca Cancelliere) e diversi temi sacrali, dai riti di immortalazione ai talismani di Roma. Il dispiegarsi della sapienza pagana è stato seguito dai tempi remoti a quelli più recenti, e s’è dedicato uno speciale alla grande e tragica figura di Ipazia, vittima del talebanismo cristiano, e a Giuliano Kremmerz, ultimo grande rappresentante dell’ermetismo egizio-partenopeo. Caratteristioche della rivista sono poi due rubriche fisse: Auctores, che presenta autori classici latini e greci (Virgilio e Proclo ad es.); Pagine ritrovate, che riscopre sotto una luce congeniale alla linea seguita dalla rivista autori di vari

tempi e paesi, noti e meno noti: Papini, Henry James, ecc. Da segnalare anche l’attenzione prestata dalla rivista ai movimenti pagani europei, da quello greco a quello lituano, di cui sono stati intervistati i principali esponenti, Vlassis Rassias e Jonas Trinkunas.Alla rivista fa da spalla un sito internet, il forum http://www.lacittadella-web.com/forum/ , che si contraddistingue per la sua capacità di informare e di tenersi lontano da derive volgari e polemiche. Il forum ha molte sezioni, dedicate non solo alla romanità ma anche all’identità italiana, alla storia militare, all’esoterismo ecc.La rivista continua nel suo andamento trimestrale, e per leggerla il miglior modo è abbonarsi: 26.00 euro per 4 numeri. Informazioni dettagliate presso l’editore: seradilu@libero.it

Coloro che vogliano accedere ad una Cultura negata dai grandi diffusori di pretesa cultura consigliamo di visitare il sito www.edizionidiar.com Vi ringraziamo per la lettura. ARETE’ arete776@libero.it

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Aretè n° 3  

Libertà Indoeuropea

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