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L’editoriale

PROPRIO COME UNA MICCIA...

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ppure siamo in tanti. Ci sentiamo una miccia, ogni giorno che passa, una mic cia che non riesce mai ad esplo dere. Nella vita di sempre, nelle faccende, in casa e fuori, in fami glia come fra amici. Ci sentiamo una miccia la sera in mezzo alla gente, che magari chissa' quante di quelle persone si sentono come noi... in fondo siamo in tanti, tal mente tanti che neanche dovrebbe esserci il dubbio. Capita a volte di riuscire ad aprirsi e scoprirsi con chi ha voglia di ascoltare, e sul mo mento quasi ci sentiamo liberi da ogni peso, rinati... Per poi rendersi conto, cinque secondi dopo, di non essere riusciti a spiegare molto, di essere andati fuori tema, di aver avuto paura di esagerare... probabilmente neanche noi riu

sciamo ancora a comprendere. Ep pure e' una sensazione costante, questa dannata miccia che, anche quando riesce a bruciare sino al l'ultimo millimetro, non c'e' niente da fare, non esplode. E ci sembra, ogni dannata volta, di non aver detto tutto, di non aver fatto quel che ci sentivamo di fare, di non es sere stati in grado di rendere pie namente comprensibile il nostro punto di vista. E' come scrivere una lettera, lasciarla a meta', e spe dirla incompleta. La bellezza delle cose ci allevia, i mobili punti di luce del sole sull'acqua, o i riflessi notturni della Luna... ma non puo' bastare, non puo' essere tutto qua. Ci annoiamo, e non vogliamo am metterlo a noi stessi. Ci annoiano i discorsi, i modi di fare, le cose gia' sentite e le uscite scontate, ci an

Foto di Tommaso Baldovino

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noiano a tal punto da finire con l'estraniarci completamente dal contesto. L'idea di viaggiare, di an dare via lontano, di ricominciare da capo si aggira fra un pensiero e l'altro, magari da chissa' quanti anni... Ma state tranquilli, arrivera' la svolta per tutti noi, sara' una splendida deflagrazione di libero istinto, creativita', coraggio... No, troppo facile cosi'! Non ci soddi sfa neanche la prospettiva ottimi stica, non ci placa. L'istante successivo una nuova fonte di ca lore si avvicina senza fare rumore, e nuovamente la miccia riprende a bruciare. Ma tanto sai gia' che non esplode... Eppure saremmo cosi' tanti... Con affetto, Gabriele Serpe


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mmaginate la scena di un giovane boy scout che tenta di aiutare un’anziana signora ad at traversare la strada. “Buongiorno signora, posso offrirle il mio aiuto?”. “Certo tesoro grazie...sono dieci euro.” “No signora, io non lo faccio per soldi ma solo per il piacere di aiutarla.” “Cosa hai capito, i soldi sono per me, non crederai mica che mi faccia aiutare gratis!” Vi sembra assurdo? Eppure di recente sono nate numerose associazioni di volonta riato che ragionano in un modo non molto diverso. Il concetto e' semplice, prendi dei giovani imbambolati dal sogno di sentirsi Gino Strada per un giorno, e po trai chiedere loro in cambio cifre da capogiro, soprat tutto se saranno i genitori a sborsarle (aggiungerei infatti che la maggior parte dei volantini pubblicitari circolano nelle universita', sara' un caso!?). Navigando di Daniele Orlandi in rete e' facile trovare associazioni che propongono missioni in paesi esotici (volontariato umanitario, per l’ambiente o in altri campi come giornalismo, medicina, insegnamento ecc...), offrono accampamenti spesso in tende o in baracche prive di servizi, tutto per aggiun gere quel pizzico di avventura che tanto attira gli annoiati cittadini... Ma una volta scelta la vostra meta, ecco comparire la pagina dei prezzi: scoprirete che a seconda dei periodi e della durata di permanenza, le quote si aggirano sui tremila euro al mese, viaggio aereo escluso, naturalmente. A quel punto tutto il castello che vi eravate costruiti crolla inesorabilmente. “Ma come!? Io lascio tutto e mi pago il viaggio aereo, e mi sta’ bene. Sono disposto a lavorare dieci ore al giorno nei campi per guadagnarmi un piatto di riso e mi sta’ bene, ma devo addirittura pagare per farlo? Beh ora non esageriamo...” Soprassediamo per un attimo sul dover pagare

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per andare a lavorare gratuitamente. Quello che trovo personalmente sgra devole nella filosofia di queste organiz zazioni, sta' soprattutto nel “confondersi” tra le tante associazioni umanitarie gratuite (fortunatamente ci sono e lavorano in modo lodevole...) per attirare il maggior numero di per sone possibili. Spesso vengono pubbli cizzate incredibili esperienze di volontariato in ogni parte del mondo, evitando di comunicare che si tratta di viaggi a pagamento con lavoro obbliga torio (suonerebbe gia' diversa messa cosi'... no?!). E se i soldi non li hai? Niente paura, e' in voga anche una guida su come convincere i tuoi amici o parenti a pagare per te. Avete sentito bene, non sto' scherzando, in Inghilterra lo chiamano “fund raising”. E poi, la piu' classica delle questioni, questi soldi dove vanno a finire? Nella maggior parte dei casi viene spiegato che i soldi sono utilizzati esclusivamente per pa gare lo staff che ti seguira' durante il viaggio, se sei ospitato da una famiglia come rimborso spese per il tuo mante nimento e una parte per l’assicurazione sanitaria. Ma tutto questo puo' costare davvero cosi' tanto? E poi, quanto denaro daranno alla famiglia africana per avermi ospitato un mese?


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n imprenditore di grande talento, in prima linea da tanti anni, quando nel 1963 assunse il controllo della "ERG" di papa' Edoardo, scom parso prematuramente. Oggi l'azienda genovese e' una delle realta' petrolifere piu' importanti d'Europa. Nato a Genova nel 1936 e laureato in chimica industriale, Riccardo Garrone ha legato il suo nome a tante im portanti iniziative per la citta' di Genova, a partire dalla storica riapetura del teatro Carlo Felice nel 1991 con un intervento di oltre 11 miliardi di vecchie lire (contri buto di mecenatismo culturale tutt'oggi senza prece denti in Italia) sino alle tante significative donazioni a favore dell'Istituto Giannina Gaslini. Nel 2002 rilevo' la Sampdoria dalla famiglia Mantovani salvandola dal fal limento. In sette anni ha ottenuto la promozione in di Gabriele Serpe serie A al primo tentativo centrando poi per tre volte la qualificazione europea. Una figura di grande stile e professionalita', un uomo indissolubilmente legato alla sua citta' e ai suoi concittadini.

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Riccardo Garrone ha dato tanto alla citta' di Genova... quanto ha ricevuto? Quando si opera per la collettivita', buona regola e' non aspettarsi mai nulla in cambio. Soprattutto per quanto riguarda le Amministrazioni, ovvero coloro che sono chiamati a rappresentare i cittadini. Io ho imparato che quasi mai, purtroppo, il volere o il bisogno della collettivita' e' in linea con il volere o bisogno delle Ammini strazioni. Per questo, anche nei casi in cui ho sentito forte l'appoggio della cittadinanza, mi sono poi trovato a scontrarmi con il volere opposto dei loro rappresentanti. Mi viene in mente, ad esempio, il 1987, anno in cui cercai con il progetto "Viva Genova" di dare una svolta alla vita e all'economia del ponente genovese. Il mio sogno era riconvertire la dismessa area petrolifera Erg di San Quirico in un parco scientifico e tecnolo gico con residenze destinate agli addetti e agli studenti, verde pubblico, attrezzature sportive... Avevo previ sto nell’area di Morigallo la realizzazione di un autoporto e nell’area di Fegino una “Citta' Mercato” con esercizi pubblici e servizi. Venni trattato male dalle Isti tuzioni, e fui costretto ad ab bandonare il progetto nonostante fosse fortemente voluto da tutta la citta'. Co loro che erano chiamati a prendere decisioni, non erano assolutamente disposti a dialogare. L'antenato del nascente Polo Tecnologico degli Erzelli... meglio tardi che mai, come si suol dire! Pochi anni dopo non fu eletto al Parlamento per pochissimi voti... Si, era il 1992. Mi ero candi dato alle elezioni per il par tito repubblicano e ottenni

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un grande risultato. Quello fu un altro momento in cui sentii l'ap poggio della citta', soprattutto in quelle aree industriali del po nente, la gente mi diede fiducia. Per soli 1000 voti non riuscii ad essere eletto al Senato. Con il senno di poi, non fu una trage dia pero'... Mi sarei ritrovato parte di un Parlamento diciamo "un po' cosi'"... lo spettro di tan gentopoli era infatti alle porte. Oggi, in veste di presidente della Sampdoria, si ritrova nuova mente a stretto contatto con le Istituzioni per il progetto dello stadio di Sestri Ponente... Come Il progetto del nuovo stadio genovese a Sestri Ponente (Repubblica.it) e' la situazione? Speriamo che pero' questa volta, rispetto al passato, le cose vadano a finire diversamente... Questa estate ab biamo mosso passi in avanti, Preziosi mi ha proposto una partecipazione al 50%, evidentemente anche lui si e' reso conto che questa e' l'unica strada percorribile per evitare il fallimento e il crollo delle due gloriose so cieta' genovesi. E anche i tifosi, doriani e genoani, penso abbiano preso coscienza di cio'. Comprendo i senti mentalismi di tutti, ma bisogna guardare in faccia la realta'. "Morire di Marassi" e' un rischio concreto ed e' nostro dovere fare di tutto per scongiurarlo. Da due anni il colloquio con l'Amministrazione Vincenzi e' sem pre in atto, in questi ultimi mesi si e' intensificato notevolmente. Loro conoscono bene il nostro progetto nei dettagli, mi auguro di poterlo depositare a breve ufficialmente, per dare finalmente via alla fase di realizza zione, anche se la strada non e' semplice, bisognera' verificare anche la compatibilita' con alcune operazioni di ammodernamento della zona aeroportuale. Io personalmente credo che non solo le due societa' di calcio, ma anche l'area dell'aeroporto in toto avrebbe grandi vantaggi, cosi' come tutto il quartiere di Sestri... Bisogna davvero, come dicono in tanti, avere forti manie di protagonismo per assumere la guida di una societa' di calcio? Forse in genere e' vero... ma il mio caso e' anomalo. Io ero gia' largamente soddisfatto della mia vita come imprenditore industriale. Prima di diventare presidente della Sampdoria, avevo assunto per due volte la pre sidenza dell'Associazione industriali genovesi, un ruolo di prestigio di cui vado molto orgoglioso. Poi si sa, io il calcio non l'ho cercato affatto... non era nei miei programmi. Un matrimonio particolare, nato quasi per caso... Un matrimonio frutto delle circostanze, non una libera scelta. Come sono andate le cose ormai lo sanno tutti... Io e la mia famiglia fummo circonvenuti da Dossena e soci. Nel Luglio del 2001 mi contattarono chie dendomi di fare da garante nell'operazione di acquisto della societa' Sampdoria, dicendomi di aver ricevuto da parte di un principe saudita l'incarico di occuparsi dell'acquisizione del pacchetto di maggioranza. A Gen naio dell'anno successivo, fu raggiunto un accordo di massima per la cessione della societa' per 30 miliardi di lire, ma gli acquirenti chiesero un anticipo di cinque milioni di dollari, per un problema di fidejussioni ban carie. Ero il garante e decisi di informare la Guardia di Finanza dei miei sospetti, che poi si sono rivelati fon dati, sull'operazione che si stava sviluppando. Il principe arabo, infatti, non c'era... Mi ritrovai la Samp fra le mani e a quel punto decisi di impegnarmi personalmente per salvarla. In caso contrario la societa' sarebbe morta o, comunque, sarebbe finita chissa' dove... Sono contento di averlo fatto.

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GLI AFFITTI “SPENNA STUDENTE”

Gli studenti fuori sede e le speculazioni sui canoni d'affitto di Deepa Scarra’

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gni anno, soprattutto in questi albori autunnali, gli studenti universitari fuori sede si trovano ad affrontare il problema dell’alloggio. L’A.r.s.u.u. (Azienda Regionale per i servizi scolastici e universitari) mette a di sposizione alloggi a prezzi conve nienti, che vanno da zero per i vincitori di borse di studio, fino a duecentocinquantacinque euro per studenti o laureandi con redditi oltre il limite ISEEU (per maggiori info www.arssu.liguria.it). Coloro che non riescono ad ottenere un tetto attraverso l'Azienda Regio nale, sono costretti a fare i conti con i salati affitti della nostra citta', ed in particolare con i sala tissimi affitti riservati agli studenti! Eh gia', perche' invece di proporre agli studenti prezzi, non dico con venienti, ma quanto meno onesti, la tendenza generale e' quella della speculazione. Dunque, oltre a rate universitarie spesso fuori misura, gli studenti stranieri o residenti in altre citta' italiane che scelgono Genova per i loro studi, sono co stretti a pagare cifre assurde per l’affitto di una camera. I prezzi ge neralmente vanno dai duecento cinquanta ai quattrocento euro per l’affitto di una sola stanza, e quando i corsi sono gia' iniziati, i prezzi tendono al rialzo. Infatti, una volta passate le scadenze per gli al loggi A.r.s.u.u., e soprattutto una volta iniziati i corsi, ovvero quando per lo studente trovare una stanza diventa una vera urgenza, i pro prietari degli appartamenti alzano ulteriormente i prezzi e , non con

tenti, spesso affittano l'abitazione in nero, senza nessun tipo di tutela e garanzia. L’Universita' di Ge nova, insieme al Comune e alla Guardia di Finanza, hanno realiz zato il progetto “affitti in nero…convenienza zero”, che consente di registrare il contratto di locazione in maniera semplice e autonoma e soprattutto di com prenderne i vantaggi. Registrare il contratto, oltre ad essere obbliga torio, e' vantaggioso sia per lo stu dente che per il proprietario. Lo studente e' maggiormente tutelato: garanzia di un giusto canone grazie alla contrattazione collettiva e a criteri fissi di valutazione che pos sono portare ad un risparmio fino a cinquecento euro l’anno, inoltre la registrazione del contratto con

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sente di detrarre il 19% delle spese sostenute. Anche il proprietario puo' ottenere importanti benefici fiscali, come una riduzione del 30% per la determinazione del reddito imponibile Irpef e la riduzione del 30% del canone annuo su cui ap plicare l’aliquota ai fini del calcolo dell’imposta di registro. Gli obiet tivi di questo progetto sono la lotta all’evasione fiscale e la tutela degli studenti fuori sede. A tal fine l’Universita' si occupa di gestire un database, aggiornato ogni anno, con i dati degli studenti fuori sede, parallelamente il Comune adotta attivita' di tipo informativo e ispet tivo, mentre la Guardia di Finanza si occupa dell’analisi delle singole situazioni e dei relativi controlli fiscali.


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GENOVA CITTA' DI SCOOTER

di Andrea Giannini

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iguri popolo di motocicli sti? Genova citta' di cen tauri?Sembrerebbe proprio di si, a dispetto dell’ac cento romagnolo dei vari Rossi e Simoncelli… Basti pensare, infatti, che gia' nel 2001 la Liguria presen tava un valore di motocicli per nu mero di abitanti ben doppio (!) rispetto alla media nazionale; ed inoltre l’ultimo rapporto sugli in dicatori ambientali urbani del 2008, che l’Istat ha pubblicato qualche giorno fa, attesta che i pochi ca poluoghi italiani a superare la so glia di 200 moto su 1000 abitanti (vale a dire piu' di una moto ogni 5 abitanti, compresi vecchi e bam bini…) sono Imperia (238,9), Li vorno (237,2), Savona (220,0) e Genova (216,3). Un primato nazio nale che spetta alla nostra regione. E c’e' poco da fare: per rimanere in ambito cittadino, il volto delle arterie genovesi, con colonne di auto in coda assediate dal caotico zigzagare delle moto, immancabile sia nelle fredde mattine di inverno che negli afosi pomeriggi d’estate, e' ormai una caratteristica distin tiva della nostra citta'. Eppure, al l’inizio, le due ruote erano una risorsa. Ricordo distintamente la pubblicita' in TV, molti anni fa, di una famosa marca di scooter, in cui un giovane e rampante impie gato sfrecciava solitario in mezzo al traffico degli automobilisti im bottigliati, trovava un comodo par cheggio su un liberissimo marciapiede e arrivava in ufficio prima del grande capo, il quale pure si era fatto portare… in eli

cottero! Oggi questa e' fanta scienza. Le scene di follia sono all’ordine del giorno: gente in moto rino che sor passa motorini, che a loro volta sorpassano auto, due ruote che in centro si aggirano per un’ora intera prima di tro vare un pertu gio, ragazze che si sono abituate a sollevare di peso le moto altrui per in ventare un par cheggio per il proprio mezzo, e via dicendo. La piu' eclatante fra le male abitudini di chi si sposta in moto, tuttavia, e' senz’altro quella di viaggiare co stantemente a ridosso (e oltre) della corsia contraria, tanto radi cata che ormai anche i Vigili Ur bani si sono “rassegnati” a farne buon uso… Eppure, se non fosse per le due ruote, bisogna ammet tere che a Genova il traffico sa rebbe a dir poco paralizzato. Di fronte a tutto cio' e' normale chie dersi: cosa e' stato fatto negli ul timi vent’anni per venire incontro ad una tale situazione? Come hanno risposto le varie ammini strazioni ai problemi, cosi' come alle opportunita', create dal molti

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plicarsi dei motorini? A queste do mande e' difficile dare una rispo sta precisa. Innanzitutto perche' il cittadino non e' un esperto di ur banistica, con le competenze ne cessarie per comprendere tutte le esigenze dei flussi di traffico. Ep pure, dall’altra parte, i problemi in frastrutturali possono essere facilmente visibili da tutti e – so prattutto – riguardano tutti, e ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione sulla cosa. Per cui, per dire la mia, credo che a proposito sia stato fatto poco o nulla! Pensiamoci un attimo: come e' cambiato il volto della citta'? Cosa vediamo di nuovo quando gi riamo per le nostre strade?A parte


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il fatto che i parcheggi per moto rini si sono moltiplicati (pur rima nendo in numero insufficiente), non mi viene in mente altro di ri levante (a chi sovviene qualcosa alzi la mano). Ricordo anzi di ripe tute minacce di impedire l’accesso al centro alle due ruote, cosi' come delle resistenze a consentire a que ste il transito regolato sulle corsie gialle le cui telecamere creano im bottigliamenti di cui si fatica a in travvedere l’utilita'. Ripeto: per esprimere un giudizio sicuro biso gnerebbe essere competenti sul

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l’argomento; ma informare i citta dini sulle scelte prese e' anche compito di chi si occupa di queste cose. E io non vedo una cittadi nanza informata e comprensiva, ma arrabbiata e infastidita. E nel frattempo, nell’indifferenza gene rale di un sistema di trasporti cao tico ed individualista, il rispetto delle regole e anche il rispetto re ciproco si sgretolano a poco a poco. Se i trasporti pubblici fos sero una valida alternativa, i geno vesi li preferirebbero a quelli privati? Difficile dirlo. La questione

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resta accademica, se treni, metro, bus e car sharing non riescono a battere in velocita' e comodita' moto e auto, la gente continua a preferire il trasporto privato. Anche se a questo si accompagna, per raggiungere il lavoro e poi la propria abitazione, un’abitudinale infrazione delle regole fino a che questa non diventa un atto dovuto. Anche cosi' si diffonde pervicace mente quella mentalita' tutta ita liana per cui i regolamenti sono impedimenti e solo chi impara ad aggirarli sopravvive.


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CONTRASTI: IL NUOVO CHE AVANZA

Prende il via l'iniziativa di Era Superba in collaborazione con il Municipio Centro Est

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‘ il titolo del primo con corso fotografico organiz zato dall'Associazione Pirri (editrice di Era Superba) in colla borazione con il Municipio Centro Est. Due mesi di esposizione delle foto partecipanti nei sottopassi pe donali di piazza De Ferrari e piazza Portello, per raccontare con le im magini una citta' (e non solo) che negli ultimi decenni si e' resa pro tagonista di una grande corsa verso il futuro. Sia dal punto di vista ar chitettonico, che negli usi e nei co stumi, la mostra presentera' i contrasti tra vecchio e nuovo in trappolati dall'obiettivo dei geno vesi, amatoriali e professionisti in un'unica esposizione lunga due mesi. In questi giorni sul sito della nostra testata erasuperba.com, sono in corso le votazioni di voi lettori... Le prime otto fotografie

saranno ingrandite ed esposte negli otto grandi pannelli del tun nel di piazza Portello. Per tutte le altre foto partecipanti, i due sotto passi saranno dotati di pannelli piu' piccoli, per dare cosi' a tutti la giu sta visibilita'. L'obiettivo e' anche

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quello di dare respiro a due zone troppo spesso abbandonate al pro prio destino, in particolare il sot topasso di Portello merita una bella rispolverata... Ma, ovviamente, non e' tutto. La Redazione di Era Superba sara' spesso presente sul posto, ognuno di voi potra' fer marsi fra una foto e l'altra e avan zare proposte, idee, critiche, suggerimenti per la crescita della nostra rivista, la rivista dei geno vesi. Potrete proporre argomenti da trattare, fare segnalazioni o la sciare i vostri scritti per la pubbli cazione sulla bacheca. Inoltre, organizzeremo letture (se scrivi, leggi, suoni e vuoi esibirti durante la mostra scrivi a: asspirri@yahoo.it) artisti a sorpresa intratterranno i passanti... In somma, se da qui sino al 15 No vembre vi capitera' di passare piazza De ferrari o attraversare Portello, beh sappiate che po trebbe non essere come tutte le altre volte...


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IL FUTURO DELL' EX "VERRINA"

Ecco il progetto per la riconversione dell'area industriale a pochi passi da via Pra' di Gabriele Serpe

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opo l'assemblea tenutasi il 16 luglio, prosegue il per corso che portera' alla ri conversione dell'area industriale "Verrina" al confine fra i quartieri di Pra' e Voltri nel ponente geno vese. Ai cittadini intervenuti, l'as sessore Mario Margini ha tracciato le linee guida e le ipotesi proget tuali, per poi passare la palla all'ar chitetto progettista Fabio Pontiggia che ha risposto alle domande poste. Dopo Molassana per l'ex area Boero e Boccadasse per l'ex rimessa AMT (dove il volere dei cittadini e' riuscito a far cadere l'in tero progetto dell'architetto Botta, vedi Era Superba N° 6), quella del l'area Verrina e' la nuova scom messa dell' Assessorato alla Citta' Partecipata, istituito nel 2007 dalla Sindaco Marta Vincenzi con lo

Le terrazze sul mare, che nel progetto si sviluppano ai piedi della torre

scopo di coinvolgere la cittadi nanza nelle grandi opere cittadine. Tutti i punti emersi dal dibattito ora verranno valutati da cittadini e progettisti, per poi rincontrarsi l'8 ottobre e delineare il progetto de finitivo che trasformera' l'area di smessa in un moderno centro residenziale. L'area si trova al con fine voltrese di levante, adiacente

La torre di 20 piani, alternativa al blocco residenziale di 11 piani

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alla cosiddetta piana Podesta' oc cupata da serre di basilico e colti vazioni varie, stretta fra l'autostrada Genova Ventimiglia con relative costruzioni di edilizia economica e l'Aurelia, nella zona del nuovo porto di Voltri. Una zona strategica dunque, per la quale il PUC aveva indicato i se guenti obiettivi: riconversione per usi compatibili con la retrostante zona residenziale, l’urbanizzazione di Via Ventimiglia e la Via Aure lia; realizzazione di un collega mento viario diretto con l’Aurelia, tale da alleggerire il transito in Via Ventimiglia. Armati di buona lena, righelli e matita, la squadra dell'ar chitetto Pontiggia si e' messa al la voro e ha sviluppato una prima ipotesi di progetto che prevede due soluzioni per quanto riguarda la configurazione dell'edificio resi denziale: una torre di venti piani di sicuro impatto visivo o un blocco piu' basso, di undici piani, ben piu' invadente sul territorio immediata mente circostante. Il progetto inol tre prevede un’asse di attraversamento veicolare urbano verso il confine con il muro delle


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Seconda possibilita': la realizzazione di un blocco residenziale

serre della piana Podesta', un percorso pedonale di attraver samento longitudinale dell’area sul lato a ponente individuato come collegamento privilegiato tra gli insediamenti residenziali a monte e la via Aurelia, un’area a verde pubblico, lungo il rio San Giuliano tra il nuovo intervento e l’edificazione esi stente e la demolizione integrale dei vecchi capannoni. La strada a levante sara' dedicata al traf fico diretto in collina, mentre quella a ponente sara' una strada di accesso ai parcheggi, inserita nel contesto della sponda del rio San Giuliano. I dubbi sollevati dalla cittadinanza a luglio riguardano le attivita' commerciali e la salvaguardia della produzione agricola della piana. L'architetto ha voluto as sicurare i presenti che l'ex Ver rina non si trasformera' in una nuova Fiumara: "La destina

zione delle superfici previste non e' tale da caratterizzare l'area come centro commer ciale. Il termine tecnico e' Media Struttura di vendita, ov vero due negozi con area di vendita di circa 2000 mq..." Per quanto riguarda la salvaguardia dei vicini terreni coltivati ha precisato: "L'ombra non alte rera' la situazione attuale e si manifestera' solo a partire dalla seconda meta' del giorno. Nel caso della torre non permane per piu' di un'ora nello stesso punto, nel caso del corpo basso interesserebbe invece un'area piu' estesa e per maggiore tempo nell'arco della giornata." Saranno 80 90 appartamenti, circondati da ampie terrazze vista mare. E' anche previsto un asilo e, come detto, del verde pubblico. Ma ancora tutto po trebbe accadere, il caso Botta a Boccadasse ce lo ha insegnato.

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La gita a puntate fra il presente e il passato della nostra citta'...

A SPASSO PER ZENA: STADIO "LUIGI FERRARIS"

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'area dove oggi sorge lo stadio piu' antico d'Italia faceva parte di una villa di proprieta' del Marchese Musso Piantelli, edificio secolare esistente tuttora presso l'ingresso del settore distinti. La proprieta' del genovese era vasta, alle spalle dell'abitazione sorgeva un parco. Il calcio entro' nella vita del marchese nel 1894, anno in cui divenne socio del Genoa Cricket and Football club, societa' sportiva nata un anno

La Cajenna, il campo dell'Andrea Doria primo antenato dell'attuale Luigi Ferraris

prima (ma attiva almeno dal 1891) per volere di Sir James Richardson Spensley, sul modello di quelle in glesi che, grazie al "football", sta vano ottenendo ampio seguito in terra britannica. Il "football" in Ita lia non era conosciuto, le prime partite vennero quindi giocate dalla neonata squadra rossoblu in un terreno attrezzato "alla buona" situato nelle adiacenze del porto, dove ora sorge l'attuale via Walter Fillak. Per ovvi motivi, il quartier generale rossoblu venne spostato sul campo di Ponte Carrega, una zona ancora oggi conosciuta come uno dei fulcri principali del tifo ge noano. In quei giorni Spensley chiese al socio Piantelli una parte del suo terreno da utilizzare come

galoppatoio per la sezione di equi tazione del club... ma era il "foot ball" lo sport nel destino del parco Piantelli. Accanto al galoppatoio, infatti, dove oggi sorge la gradinata nord del Luigi Ferraris, Piantelli nel 1895 aveva concesso alla societa' Andrea Doria (fondata nel 1900, ma attiva gia' dal 1895) una parte di terreno per finalita' sportive. Il campo da gioco veniva sopranno minato "la Cajenna", lo storico padre dell'attuale Luigi Ferraris. La nuova disciplina "con i piedi" ini zio' a prendere seguito in citta' e anche l'Andrea Doria prese ben presto a praticare il "football". Nel 1909 Piantelli cedette alla societa' biancoblu il terreno, e "la Cajenna" divenne ufficialmente il campo del l'Andrea Doria. Lo stesso anno Piantelli decise di ridisegnare l'area fino a quel momento utilizzata come galoppatoio per costruire un secondo impianto da destinare esclusivamente al calcio e al "suo" Genoa. Il nuovo stadio del club rossoblu venne inaugurato il 22 gennaio 1911 (la prima partita fu Genoa Internazionale), frutto del lavoro di tutti i soci della compa gine genoana. Per 15 anni Genoa e Andrea Doria si spartirono cosi' il territorio dell'attuale stadio, uno steccato separava le zone di com petenza di una e dell'altra societa', un'immagine che fa sorridere, dav vero lontana dalla realta' moderna. Alla fine del 1926 "la Cajenna" venne dichiarata inagibile e il Genoa offri' alla societa' rivale 20.000 lire piu' il portiere Baciga lupo per impossessarsi del terreno e costruire la gradinata nord. Fu cosi' che nel 1928 il "campo" del Genoa divenne stadio, con una ca

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pienza di 20.000 persone, un vero lusso in quegli anni. Nel 1933, du rante i festeggiamenti per i qua rantanni del club rossoblu, lo stadio venne intitolato a Luigi Fer raris, capitano del Genoa morto durante la Prima Guerra Mondiale. Fino a quel momento caratteriz zata esclusivamente da campi col tivati e piccole abitazioni di campagna, tutta l'area intorno al Ferraris inizio' lentamente a cam biare volto. I primi accenni di ur

Accanto a la Cajenna nel 1911 viene inaugurato il campo del Genoa.

banizzazione interessarono la zona intorno allo stadio prima di tante altre aree cittadine, tanto che gia' alla fine dell'ottocento erano stati realizzati i primi palazzi ad uso po polare in corso De Stefanis, alle spalle dell'attuale settore distinti. Fu poi a cavallo delle due guerre, ma soprattutto nel dopoguerra, che tutto il quartiere cambio' volto fino al "recente" restyling per i mondiali del 1990, quando l'archi tetto Vittorio Gregotti ridisegno' il "Luigi Ferraris". Negli anni succes sivi venne realizzato anche il pro lungamento di corso De Stefanis sino a raggiungere piazzale Parenzo e la copertura del Bisagno per la realizzazione dell'ampio parcheggio e dell'istituto scolastico "Firpo".


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rassegna stramba a cura di

ROSSI CASSANO, LINGUE DI FUOCO

Dennis Carzaniga

Le perle di Valentino e Antonio, due tra i personaggi piu’ amati e discussi Valentino Rossi ha a cuore la salute dei propri familiari...

Antonio Cassano parlando degli Euro pei del 2008.

Un’altra battaglia sarebbe stata troppo dura per il cuore di mia nonna.

Io, Buffon a capotavola, Materazzi alla mia sinistra e Gattuso alla destra di Buffon. Il mio clan contro il clan di Gigi. Ringhio e Gigi contro me e Marco. Sem pre a insultarci.

Jorge Lorenzo si domostra un suo grande amico...

In realta’, anch’io ho pensato al cuore di tua nonna e cosi’ nei primi giri ho chiuso il gas, per evitare un arrivo come quello di Barcellona…

Il barese commenta la sfortunata stagione 2004/2005

Dopo l’Europeo non so cosa mi e’ successo: perche’ sono stato male che avevo un po’ di problemi fisici, poi mi sono ritrovato con 8 chili in piu’. Poi quando stavo ritornando mi so' venute pure le emorroidi. Cassano e il brutto feeling con la ma glia Azzurra della Nazionale...

Dopo la prima partita con la Dani marca, che ero in panchina, il giorno dopo mi sono tolto…mi so’ preparato la valigia, volevo andarmene a casa. E Gigi Buffon mi ha bloccato. Le cose che si sanno sì, ma le cose che non si sanno…non è che sono stato tanto bravo. Poi ci sono cose che si fanno uscire e cose no.

Valentino commenta lo striscione per le 99 vittorie in carriera...

E’ lungo 25 metri, da me in casa non ci sta.

Antonio Cassano

Vincere così tanto è difficile, in ogni epoca. Ai miei tempi era più pe ricoloso: ogni domenica perdevi un amico e un rivale. Si correva in pista peri colose e il pensiero della morte ti accom pagnava sempre. Valentino sul record di Dorian Gray Agostini...

Giacomo dice che sono 123, conta quella con la Yamaha 750. Ma dice anche che ha 55 anni e non e’ vero.

Mario Balotelli ha scelto il suo maestro: ne seguira’ i consigli?

Ho avuto vari attestati di stima dopo le offese razziste ricevute. Ma quello che piu’ m’e’ stato vicino e’ Anto nio Cassano. Mi ha spiegato gli errori che ho commesso, le esperienze da lui vissute e mi ha riempito di consigli. Sì, un po’ mi ha stupito la cosa.

Giacomo Agostini dice la sua sul motociclismo del 2000

Agostini prova a mostrarsi disinteressato...

Valentino Rossi

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Cambia poco se sono 122 o 123. E la Federazione ha detto che conta pure la vittoria con la Yamaha 750.


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A TU PER TU: GRAZIANO CESARI

di Gabriele Serpe

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raziano Cesari e' il piu' ce lebre arbitro genovese che abbia mai diretto in serie A ed in campo internazionale. Lui, che in realta' nasce a Parma nel 1956 per poi trasferirsi a Genova all'eta' di tredici anni, di esperienza in ambito calcistico ne ha davvero da vendere: ha arbitrato 70 partite in serie B, 170 in serie A, e 65 match internazionali. Dopo soli quattro anni dal suo esordio in serie B (Padova Ancona del 1990), arriva la promozione ad arbitro in ternazionale e una lunga carriera ricca di soddisfazioni sino al ritiro nel 2002 per limiti di eta'. Nel 1999 venne sospeso dall'Uefa perche' sorpreso a fumare negli spogliatoi durante l'intervallo e poi al termine della partita di Coppa Campioni fra Bayern Monaco e Valencia, un caso raro... Come quello che vide nuovamente protagonista il fi

(Fonte Primocanalesport.it)

schietto genovese nel 2002, unico arbitro nella storia del calcio ad es sere intervenuto ad una trasmis sione televisiva per commentare il proprio operato sul campo. Lo fece dopo un Inter Roma di quel l'anno ai microfoni di Contro campo, trasmissione che lo avrebbe poi consacrato come opi nionista negli anni successivi. Oggi collabora con diverse realta' tele visive come Mediaset, Primocanale e Telelombardia ed è Direttore della comunicazione della societa' Carrarese, che milita in Lega Pro Seconda Divisione. Genova, la tua citta' d'adozione: come la racconteresti ad uno che non l'ha mai vista? A Milano talvolta mi capita di par lare della mia citta'... beh, mi viene

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molto semplice. Lasci la nebbia e passi i monti... Improvvisamente ecco tante piccole perle incasto nate in un bracciale che non ha fine, libero nell'orizzonte, mentre il mare si confonde con il cielo. Poi un'infinita' di colori, l'imponente porto e gli splendidi caruggi, unici, inimitabili. Veniamo alla tua materia princi pale, il calcio. Quale e', oggi come oggi, il grande vanto e il pericoloso difetto delle due squadre genovesi? Il vanto credo sia innanzitutto l'at taccamento della citta' a queste due squadre, i tifosi di Genoa e Samp sono senza ombra di dubbio fra i piu' caldi d'Italia, ma anche il fatto di poter, fino all'anno scorso la Samp oggi anche il Genoa, rap


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rappresentare la propria citta' in Europa. Purtroppo, pero', credo sia difficile superare un limite che le caratterizza entrambi, ovvero quello di sentirsi e considerarsi provinciali, quasi con rassegna zione. Se solo la rassegnazione si trasformasse in orgoglio, anche il piu' grande limite potrebbe trasformarsi in punto di forza. Quale partita fra quelle che hai ar bitrato ricordi piu' piacevolmente e quale invece cancelleresti? Potra' sembrare banale, ma io dico la prima e l'ultima. La prima fu un Baiardo Molassana classe esor dienti, ero emozionato e la ricordo con immenso piacere, anche se alla fine una mamma scese dalle gradi nate e cerco' di rincorrermi per darmi un calcio! L'ultima non vor rei cancellarla, semplicemente l'ho gia' cancellata... davvero non me la ricordo, e' come se istintivamente

avessi voluto rimuoverla. Andare in pensione all'inizio ti fa tirare un

bel sospiro di sollievo, poi passa qualche mese e "te gia u belin", tanto per intenderci! Immagina per un attimo il calcio in televisione da spettatore e non come addetto ai lavori... quale ag gettivo useresti per descriverlo? Fasullo, non ho dubbi. Perche' cio' che accade sul campo e' lontano anni luce e profondamente diverso dai salotti televisivi. La TV pre tende di dare certezze che in campo non esistono e si crea uno spettacolo che non ha nulla che vedere con la realta' dei fatti.

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libri di storia dicono che, quarantanni fa, qualcuno di voi raggiunse queste lande de solate della Luna prima di me. Era il 1969, io quassu' non ci ero ancora arrivato. Per celebrare l'anniversario, una vostra emittente televisiva ha intervistato colui che rac conto' l’evento in diretta a tutti gli italiani. L’uomo, un telecronista d’altri tempi professio nale e serioso, riviveva con rimpianto e gioia quei grandiosi attimi di storia. Per rendere ancora piu' coinvolgente la trasmissione, hanno poi trasmesso un filmato che mostrava tutte le ipotesi dei cosiddetti “scettici”, coloro i quali considerano ancora lo sbarco sulla Luna una messinscena creata ad hoc dagli americani per avere la meglio sui russi nella Guerra Fredda. Il conduttore ha chiesto al suo ospite cosa pensasse di tutto cio', ma per lui, come ci si po teva aspettare, non vi era dubbio alcuno, l’ipotesi di considerare bugie le credenze di una vita intera non lo avevano mai nemmeno lontanamente sfiorato. Si e' rifiutato addirittura di di scuterne. A me non interessa sapere se lo sbarco sulla Luna sia stato reale o pura finzione, io sulla Luna vado e vengo quando mi pare, figuriamoci se mi turbano queste inezie! Quello che mi preoccupa, invece, e' questa reazione comune in tutti voi che credete ferma mente in qualcosa, sia che riguardi la politica, la religione, la scienza e cosi' via fino ad arri vare anche al calcio, purtroppo. Mai nella vostra vita avete considerato anche solo lontanamente la possibilita' di essere completamente fuori strada. Questa prospettiva vi spa venta e vi opprime al punto che preferite di gran lunga continuare a restare della vostra opi nione, chiusi e ben protetti nel vostro guscio. Ma in fondo, mi chiedo io, che male ci sarebbe nell'accettare e considerare per ogni cosa un ampio margine di errore? Nessuno sulla Terra puo' dirsi detentore della verita' assoluta, ed e' forse questo il bello, il mistero che circonda le Grandi domande. Perche' allora continuare a temerlo per poi fuggirlo impauriti? Non sa rebbe piu' bello accoglierlo come tale questo dannato mistero e mettersi continuamente in discussione considerando plausibili le idee altrui? Quantomeno non avreste piu' bisogno di affannarvi a spedire razzi disturbando la mia quiete, perche' aprendo un pochino di piu' la vostra mente, arrivereste in un baleno, proprio qui di fianco a me.

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LA SFIDA: POLEMICO VS DIGITALE TERRESTRE!

di Sir Biss

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partire dal prossimo giu gno anche la Liguria si dovra' adeguare al digitale terrestre, dando l’addio al vecchio segnale analogico. Si partira' con lo “Switch Over” (oscuramento ana logico di RAI 2 e Rete 4) per finire con lo “Switch Off”, ossia il pas saggio definitivo al digitale terre stre e contestuale azzeramento del segnale analogico. Cio' vuol dire che o ti attrezzi o non vedi piu' una mazza! Presentazione Premetto che non sono assoluta mente un tecnico TV ma vi assi curo che non sono nemmeno un prevenuto cronico nei confronti del progresso tecnologico, basti sa pere che mi piace il computer e sono alquanto “smanettone”; quel che mi lascia perplesso pero’ e' che, secondo il mio parere, questo tipo di progresso non apporta al cuna miglioria nella nostra vita quotidiana, se tralasciamo il non proprio esagerato incremento della definizione della faccia di Emilio Fede e la possibilita' di usufruire di centinaia di nuovi canali. Per quanto riguarda il primo vantag gio, ne puoi godere appieno solo se possiedi un moderno TV da Euro 1.000,00 o giu' di li'. Per i nuovi canali, beh, me ne bastereb bero una ventina come si deve e, soprattutto, non ho alcuna bramo sia di interagire con i programmi TV!

I tasti dolenti E' disarmante rendersi conto che se abiti in una zona servita da un buon se gnale, potrai continuare a ve dere bene, forse meglio, il tuo TV in digitale; me se sei tanto sfigato da aver dovuto sempre lottare con l’an tennista per ve dere il TG senza nebbiolina, eb bene, continue rai la tua guerra quotidiana in compagnia di tale evento at mosferico, pero' in digitale. Solu zione? Parabola Dal prossimo giugno l'addio al segnale analogico satellitare, con annessi e connessi. Non e' tutto. Le girera' in media intorno a 170 euro, emittenti locali che non riusci che ovviamente pesano sul ranno a sostenere gli oneri finan bilancio famigliare. ziari per l’adeguamento rischiano di essere tagliate fuori. E cio' vale I consigli anche per quelle famiglie che in Cosa occorre allora per attrezzarsi? contreranno non poche difficolta' Innanzitutto non e' necessario so nel sobbarcarsi una spesa extra per stituire l’antenna, salvo nel caso di attrezzare i propri TV, se non ad impianti (antenna e cavi) molto dirittura per acquistarne di nuovi. vecchi, in quanto normalmente il Si e' calcolato che la spesa di ogni digitale terrestre si riceve con la famiglia, in base anche al numero tradizionale antenna tv usata fino dei televisori presenti in casa, si ag ad oggi per la televisione analogica.

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Ovviamente, se sfortunatamente devi cambiare l’antenna la spesa di cui sopra aumenta. E giu' palan che! Poi serve il decoder. Tutti i te levisori in vendita da aprile 2009 lo hanno per legge gia' incorporato, mentre per i modelli piu' vecchi si deve acquistare un decoder esterno (con piccola jungla di cavi annessa...), in alternativa cambiare televisore. Pensate a quanti televi sori perfettamente funzionanti sa

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ranno da rottamare... (e sara' solo un lontano ricordo anche il mio piccolo TV tascabile, con cui se guivo “90° Minuto” in aperta cam pagna o in spiaggia!) Ma torniamo ai decoder. Sul mercato ce ne sono diverse tipologie, con caratteristi che e costi vari, che partono da un costo minimo intorno ai 30 euro, fino agli oltre 100. Per scegliere bi sogna considerare, naturalmente, l’uso che ne vuoi fare. Zapper: e' il

modello piu' economico (intorno ai 30 euro). Permette di vedere i canali in chiaro (quelli che cono sciamo oggi, e i digitali); ma non fa accedere ai servizi interattivi, ne' ai canali a pagamento. Decoder Mhp: sono i decoder che consen tono anche l’interattivita'. Il costo parte da circa 60 euro. Decoder con bollino blu: e' la certificazione rilasciata da DGTVi, il consorzio che ha il compito di promuovere tutte le iniziative relative alla diffu sione del digitale terrestre. Oltre ai canali in chiaro dello Zapper, con sente l’interattivita' (partecipare da casa a giochi e quiz con il teleco mando, anche evitando telefonate o sms; la possibilita' di accedere a servizi di informazione e pubblica utilita', come con il televideo) e l’accesso alla pay tv. Polemica e conclusione Mi viene un sospetto. I nostri poli tici ci invitano a spendere, cosi' po tremo uscire dalla crisi. E’ solo una coincidenza il fatto che il digitale terrestre costringe gli Italiani ad ac quistare decoder, accessori non che' nuovi televisori? A questo punto abbiamo un minimo di in formazione sull’argomento e pos siamo metterci il cuore in pace: c’e' da spendere e basta! E sic come il fumatore continuera' a fu mare nonostante aumenti il prezzo delle sigarette, noi saremo perpe tui utenti TV nonostante questi ul teriori costi. O no?!

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SAN FERMEN, IL DELIRIO DI PAMPLONA

di Walter Firpo

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amplona effervescente in una sozzura color del vino. Omini vestiti di bianco con accessori rossi dilagano nel palmo di mano che e' la citta'. Non si possono contare. Una miriade di persone. Una luna piena illumina e provoca (o magari e' da esso pro vocata) il delirio di una feria, quella di San Fermen, che incontra tradi zione e moda. I tori sbuffano alle spalle di un cancello. Umori pun genti esalano dal selciato melmoso. La festa e' appena cominciata e, ubriachi, come mannari, si aggi rano i solitamente tranquilli Pam plonesi per la citta'. Una piccola citta' della Navarra, circondata da colli sui quali fanno sfoggio di se' tanti mulini per l’energia eolica. Tappa del cammino di Santiago de Compostela, Pamplona per otto giorni l’anno (dal 6 al 14 luglio) si trasfigura e compie un salto nel Medioevo. In quei sette giorni la abitano persone in visibilio, per

dute in una estasi adrenalinica. L’entusiasmo dei locali si coagula alla curiosita' dei turisti. Sette notti brave di scorribande, aspettando il temerario Encierro. Per follia? Per goliardia? Per onore? Per virtu'? Io ho avuto l’impressione che per i locali, almeno, sia come una tappa cruciale della crescita, del passag gio all’eta' adulta. Per i turisti solo un gioco pericoloso di cui non co noscono le regole. Qualcosa da raccontare al ritorno dalle vacanze, se non saranno incornati. Io mi tengo da spettatore. Ad un primo fremito l’orda coraggiosa di corri dori, sconvolti ancora dagli effluvi notturni, fugge; ma non c’e' an cora nessun inseguitore bovino, poi un secondo falso allarme. Quindi, due spari e i tori corrono, travolgono, annebbiati dal loro ter rore. Alcuni ritengono sia spietato verso quelle bellissime bestie; altri lo ritengono eccessivo e anacroni stico, per il pericolo che comporta

per gli spericolati corridori. Que st’anno un morto e molti feriti. E' tauromachia... e la sua storia pre cede i Greci della classicita'. Perso nalmente non giudico e osservo, sono venuto apposta, ma invidio un cosi' viscerale sentimento della tradizione. Quest’anno Pamplona festeggia la candidatura a Capitale della cultura Europea 2016, i mani festi sono dappertutto. Puo' una citta' dagli usi cosi' barbari essere capitale della cultura Europea? Io credo che lo meriti piu' di tante altre, dopo aver dubitato io per primo, e molto. E' la cultura l’in sieme di ricchezze che ci vengono dal passato? Ebbene, oggi, molte citta' e nazioni custodiscono gelo samente le proprie e le altrui ric chezze materiali, opere d’arte, letteratura…, ma hanno perso quello che ancora si puo' trovare a Pamplona: lo spirito e, torno a ri petere questa parola romantica, la tradizione.

La corsa dei tori a Pamplona durante la feria di San Fermen

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I GIOVANI TORNANO IN CAMPAGNA!

Sempre piu' forte fra i giovani il richiamo della vita di campagna di Daniele Orlandi

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requentando assiduamente l’entroterra Ligure, non ho potuto fare a meno di no tare che, soprattutto negli ultimi anni, la costruzione di nuove case o la ristrutturazione di vecchi ru stici ha subito un notevole au mento. Ovunque si vada ci sono casette bifamiliari in vendita o in affitto, terreni edificabili pronti ad ospitare nuovi graziosi prefabbri cati, antiche cascine pronte a con vertirsi in agriturismo. Si puo' dunque supporre che fra le nuove

generazioni stia per iniziare la grande inversione di rotta verso la campagna? Forse e' ancora pre matura come supposizione, ma certo e' che, chi in citta' non ha trovato la “fortuna” tanto ago gnata ma soltanto il rumore, lo smog e la troppa frenesia, oggi va luta la vita di campagna un'alter nativa concreta e non piu' obsoleta o superata. Si puo' affermare quindi (questo si, e con assoluta certezza), che l’era dello spopola mento delle campagne, iniziata nei primi del ‘900, oggi sia con clusa. Le per sone un tempo erano attirate dalle grandi citta', non solo per le comodita' che offrivano ma anche per combattere il grande senso di isolamento cui costringe vano le cam pagne di inizio secolo scorso. Adesso, in vece, la vita cittadina e' di ventata per molti insoste nibile e, grazie alle moderne strade che ri

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ducono le distanze, ai cellulari e in ternet, la campagna rappresenta una valida alternativa. Il concetto stesso di vivere in campagna e' dunque cambiato, non piu' luogo di isolamento e duro lavoro, ma oasi di pace, lontana dalla frenesia della citta'. Sarebbe limitativo pero' ridurre tutto alle villette in cui riposarsi dopo una giornata in ufficio, per alcuni la scelta e' stata piu' radicale, gli incentivi regionali per combattere l’abbandono delle campagne hanno infatti permesso a molte famiglie di intraprendere le antiche attivita' agricole. Oggi sono davvero tantissimi i casi di ab bandono delle case cittadine per aprire agriturismi, aziende agricole, allevamenti ecc.. Tuttavia, mentre scrivo questo articolo dalla calda e assolata redazione cittadina, mi vengono in mente le parole che spesso ci sentiamo dire dai nostri nonni, “qui un tempo eran tutti prati...”, gli anni in cui andare in centro significava “andare in citta'”... E se quello che ora noi consideriamo campagna un giorno diventasse periferia cittadina e poi addirittura parte integrante della citta'? Ecco che il ritorno alla cam pagna che si profila oggi perde rebbe completamente senso... E magari ci ritroveremo a raccontare ai nostri nipoti di quando d’estate sfuggivamo alla calura della citta' tra i verdi prati e i laghetti dei tanti paesini di campagna. E il destino tornera' a girare, come una ruota...


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LA HEPBURN MANIA

L'attrice di “Vacanze Romane” e' ancora oggi icona di stile ed eleganza di Matilde Gomez

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orse, magliette, accessori di vario genere. Addirit tura negozi, bar e ristoranti dedicati a lei e ai suoi film piu' fa mosi... Audrey Hepburn e' diven tata una mania per stilisti, commercianti, fashion victims e non solo. Dai mercatini rionali ai negozi di grandi marche (...persino all’Ikea!!), si trovano oggetti con il suo volto nelle piu' svariate mo venze. Sia le adolescenti che le madri e, perche' no, anche le nonne... Donne di tutte le eta' con quistate dalla raffinatezza di questo personaggio che rende elegante persino le piu' scadenti borse di plastica. Ma che cosa ha questa at trice del passato che altre colleghe non hanno avuto? Come mai sem

bra che non si possa fare a meno di perpetuare la presenza di questa icona di stile e di eleganza? La sua unicita', negli anni cinquanta, oltre che per sicure doti interpretative, risiedeva in una figura sottile e inafferrabile, diafana in certi casi, in un’epoca di maggiorate (Mary lin Monroe, Jane Russell, Kim Novak), diventando tra l’altro, proprio per questo motivo, mo dello estetico e musa ispiratrice dello stilista Givenchy. Ma che cosa, oggi, ci fa scegliere lei piut tosto che una provocante Marylin? Come mai la Audrey acqua e sa pone attira piu' della biondina che stuzzico' i sogni erotici di tutto il pianeta, la diva irraggiungibile im mortalata da Andy Warhol? Pro babilmente la sua storia e la sua carriera ci possono venire in aiuto per capire questa moda irrefrena bile.Il fatto che probabilmente il suo ritiro dagli schermi fosse avve nuto in giovane eta', ad esempio, ci rimanda al ricordo di una Au drey nel fiore della sua bellezza, senza costringerci a vedere i segni del tempo che avrebbero potuto scalfire la sua impalpabile figura. Infatti, dopo il ritiro dalle scene, si vide sempre meno e soltanto per portare avanti le iniziative benefi che a cui si dedicava. Da un altro punto di vista, anche la scelta di abbandonare la carriera per dedi carsi alla famiglia, in un'epoca an cora fortemente caratterizzata dai valori cattolici ma dominata da

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scandali e colpi di scena (vedi, ap punto, Marylin...), ha conferito alla splendida Audrey l’ennesima aurea di particolarita', di antidivi smo, di unicita'. La sua vera forza, la dote innata, e' ancora oggi un'immagine fine, quasi virtuale, una “voce fuori dal coro” negli anni in cui iniziava a prender piede la figura “tangibile” della donna, il vedo e non vedo, la provocazione sessuale. Un'attrice bella, ricca e fa mosa, che si muoveva e si atteg giava come la fanciulla della porta accanto. Ecco perche' Audrey Hepburn non ha mai stancato e non stanchera'... Semplice ed ele gante, raffinata senza eccesso e mai volgare: insomma, quale miglior caratteristica per una borsa o una maglietta??


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ontinua n in ballo do a parlare d ” si fa i proble p morale zione d ”, ossia er dire le ba matiche rigua io nc rd u rale de perare per fa n ente/istituto he. Spesso all anti la music vorire lo a dal v lle ban e c banche h e dov ivo ch vedere s come p e (non so se viluppo della rebbe conten viene avvicin , questo mese comun ere nel coglier ato il c otrebbe alle ban “tirerei ne ita'. pro on ro ch tosferic e di destinar sostenere il “ l’effetto comic Sospendiamo prio statuto l’ cetto di “ente ea i se e il o gettuale introiti al sost fondo perdu ttore live”. S , e divertirm commento su splicita indica a i, e t ll o r g a caratu e o d n u b o i n in b a pe e po rife dell caz Valoriz zazione rimento, che a musica dal rcentuale infin ssibile per via zarmi) e cerc ra mo hiamo vivo? O dei giov gregativ itesima istituzio trovere di le an vv b n o stare i f comunicativ i talenti 2) So be le sue m iamente occo (tipo 1per mil ale “imporre” ste ot en a, le r Sostegn omeni di disg e quindi la s gno dell’attiv ivazioni – sb rerebbe un se ) dei loro stra ua imp ita' mu r regazio o alla “ r io quad ig a t ivam sic or ne p tivo di r creare rofessione mu del tessuto s tante funzione ale cogliendon ente espost o pro e in: sbocch ociale; sica”, f e la gra le gran sociale, ie 1) dall ina nd di in zione d aziende una opportunita' o nziando prog ’altro di facilit grado da un e capacita' ag de et iu c a la naziona n fondo da d fiscalizzazione cupazionali.A ti formulati se re i processi d to di contra n r estinars i le) che ia p c in o a m t r r e i a en g . Sareb a “x pe i come brutalm A me il be cosi' te, che abbia razione 3) r mil co en t no l’ob “crimin ruberie utto sembra f te – tanto pe ntributo per f le” del loro biet ale” or fat ,a in r comple cui la (nostra temente ragio capirci – indic anziare un pr turato, a fron ipotizzare pe og r ne ss )c te h politica o passaggio. L lasse politica vole, soprattu ero' come “p etto (espressio della costitu rogetto a scarsa e impre pone co tto pen ne di u na legg nditoria sando a profess oggi si conside me risu e ion co le lt ra tu di cons nfigura. Ma a ato l’assenza d zione della p ci ha assuefat tte le porcate e musicista”? ro id nc i le ti. , un indiv erare la music or piu' si lam ggi adeguate fessione music Riepiloghiam gli sprechi e le enta (e o un po a come alla com ale, da iduo, p al temp parte d er il so ' questo per dile plessita attivita lo ell o 'd tt ' o di un o (o per una p fatto di svolg professionale stesso si pales el settore mu a nostra classe produ a scand er a sicale, p iz alo tt e brerebb famiglia benes za e una birra e un’attivita' creativo iva; la musica samente) l’in r come ) dando tante. M e sensa c to il rite c p volgime m a a o e pacita' me la v usicale, cerchia r scont ne n quali la to degli enti lo re che attrave mo di essere ata la presenz dovesse farlo o ro, come se se a rs c S e musica .I.A.E e poi le ali( comune, p o una sorta di ri!!! Saro' un di un “lavoro sclusivamente le, rico s v r “ o o e b le g v ro” all a n in g n a g che, cia, tore eq no sicali e compo scendo valenz le grandi azie regione) e l’af uadro” sulla m /utopista, ma e spalle sitivi, n fiancam e e dign nde etc usica, im mi sem luoghi egli en … in ita p che orm cui la profess studi di regist ' a chi investe , si possa con to coordinato licante il coin ione de t razione d r n ai appa ib i e is u ll t e ir ituti priv e a con scuole, l music la prese iono lo e, sopra solid ati nelle ista nta nz tt nulla d a in Parlamen nissimi qualco si esprime in utto, nei locali sale prova, n are il circuito i u t e s riesca a significativo, in o di Gino Pao a, a livello ist no dei suoi m dove si faccia i progetti mu ituziona omenti musica li… An trovare fatti ne le, da ch piu ss almeno u per cap n politico che uno ricorda a e Veltroni ab sembrava po ' significativi. l vivo, tesse m lcunche bozzo' per i gio ire qua In anni sia uno qu uo nt '. v d che no ani, certo, m o sia importa isposto a spe Eppure, mi se alche discorso versi. Ricordo aa n nt ndere u mbra a sulla m vv n favorisc sappia investir nche per l’in e lo sviluppo tera “c dell’att po’ del suo im ilente che no usica… e nella e l’app om ivit n si ia cu Forse e ' questo ttimento cultu ltura, nella cr unita' nazion a' creativa.Im pegno a e p r le pronti c a a o h t le ” rta ivit e si vu p e “l’im ar poverim a', nella ricer erche' un pae nte stonati, ispondere all ole: cittadini c se e a n ( t n e o o c ovviam ente. M suggestioni de onsumatori d antropologico n solo scientif o ica), l merca ” dei c i si acca cili, di c it to ppona la pelle . E poi…tutt ultura modest tadini. … i al Kar a aoke…

Frank Zappa Gran Wazoo Warner Bros Record Traffic John Barleycorn Must Die Island Gary Burton e Chick Corea Crystal silence ECM

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QUENTIN BLAKE E I PERSONAGGI DELLA NOSTRA INFANZIA

Il grande illustratore londinese al Museo Luzzati di Claudia Diaspro

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enerazioni di bambini, passate, presenti e, spe riamo, future trascor rono magici pomeriggi in compagnia dei personaggi usciti dalla penna di Roal Dahl: Ma tilda, Willi Woonka e la fabbrica di cioccolato, il GGG, gli Spor celli e molti altri, personaggi ri masti indelebili nella nostra mente grazie anche alle fanta stiche illustrazioni disegnate da Quentin Blake, disegnatore lon dinese che da anni “cura l’im magine” dei nostri originalissimi amici. Il Museo Luzzati ospita

fino a Gennaio 2010 una suc cosa personale di questo artista, passando in rassegna molti dei suoi disegni e acquerelli, pre sentandoci realmente quello che e' il mestiere dell’illustra tore: tante piccole sfumature che una volta immersi nell’av ventura del racconto non riu sciamo a cogliere. “Per disegnare un coccodrillo e' fon damentale coglierlo nella sua coccodrillaggine” spiega Blake, un signore londinese dallo sguardo frizzante e il sorriso sulle labbra “il mestiere dell’il

Quentin Blake

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lustratore non consiste nel raf figurare la realta' cosi' come la vediamo, ma com’e' vista dal l’interno cogliendone la sua es senza”. La location della mostra e' particolarmente suggestiva e calzante: Blake e Luzzati hanno molto in comune, nonostante non si siano mai incontrati e non abbiano mai collaborato. Uno italiano l’altro inglese, rie scono a parlare la stessa lingua: quella dei disegni, del colore e del teatro. Come Luzzati, Blake ha sviluppato la sua ricerca arti stica in diversi spazi espressivi,


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riuscendo a mantenere il suo tratto distintivo come un “marchio di fab brica”. Non e' stato illustratore solo di Dahl, ma anche di autori italiani come Bianca Pitzorno (ad esempio in Polisenna del Porcello), pubblicando inoltre alcuni volumi di illustrazioni tra cui un divertentissimo manuale per disegnatori inesperti. Come emerge da una chiacchierata con Quentin: “Per poter disegnare non occorrono tecniche o doti partico lari, l’importante e' un’abbondante dose di fantasia, dopotutto alla na scita ognuno di noi e' piu' portato al linguaggio figurativo, piuttosto che a quello testuale. Il segreto e' non ab bandonarlo, piuttosto sollecitarlo co stantemente... Non bisogna aspettare l’ispirazione perche' quella viene di segnando, l’importante e' credere in cio' che si fa!” Personalmente mi pare un ottimo incoraggiamento! Blake e' rimasto stregato dalla nostra citta', dalle potenzialita' che rac chiude e ipotizza una possibile colla borazione con il museo dell’illustrazione di Londra, si e' im pegnato a portare i bambini del Ga slini in un mondo fantastico realizzando alcuni cartelloni. Non vo glio svelare altro, piuttosto invito tutti a fare un passo al Museo Luz zati per scoprire il tesoro che vi e' racchiuso, proprio li: in un forziere davanti al mare!

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HORACIO FERRER, IL POETA DEL TANGO

di Manuela Stella

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er gli esperti non servono presentazioni: Horacio Fer rer, il piu’ grande paroliere vivente di versi di tango. Non solo grazie alla sua fervida collaborazione con il piu’ noto Astor Piazzolla, che lo scelse per scrivere i testi delle sue opere, ma anche grazie alla sua scrit tura originale e rivoluzionaria, im pregnata di elementi pittorici, sensuali, conoscitivi, enigmatici, mi stici, che gli hanno consentito di ot tenere la candidatura al Premio Nobel nel 2004. Horacio Ferrer e’ un uomo che colpisce al primo sguardo: la sua voce aristocratica e sinuosa, la sua risata goduta e con tagiosa, i suoi occhi vispi e vissuti, i suoi modi gentili e spontanei, e l’em patia quasi inimmaginabile con la pittrice Lulu', la sua splendida ed ec centrica moglie. Nato a Montevideo nel 1933, ma trasferitosi in tenera eta’ a Buenos Aires, manifesto’ il suo talento gia’ da piccolo’, scri vendo poesie, milonghe, giochi di marionette, per intrattenere i suoi amici del quartiere. Fu uno zio ma terno a trasmettergli la passione per il tango e a fargli conoscere il fer mento artistico della capitale Ar

gentina. Negli anni 50 pubblico’ il suo primo libro di poesie e la sua prima opera teatrale, ma la svolta ar rivo’ con l’opera “La ultima grela”, un tango che ebbe grandissimo suc cesso e che rappresento’ l’inizio della sua parabola di scrittore. Da quel momento, infatti, la sua attivita’ compositiva non conobbe soste, gra zie al sodalizio artistico che instauro’ con Astor Piazzolla, grande musi chiere. Piazzolla, che in quel periodo cercava qualcuno che condividesse la sua voglia di rivoluzionare le chiuse e ormai logore tradizioni tan

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guere, per approdare a una forma di tango piu’ innovativa e vivace, trovo’ in Ferrer un eccentrico paro liere, e insieme diedero vita a una nuova estetica del tango, basata su opere con poche concessioni melo diche a favore delle parole, brani nei quali la musica fosse concepita come una preziosa cornice alla poesia. Negli anni successivi collaboro' con altri grandi artisti internazionali, con tinuo' a regalare ai milongari grandi opere e scrisse il “Libro del Tango”, che divenne oggetto di studio al l’Universita’ di Parigi. Nel 1989 ha fondato la “Academia Nacional de Tango della Repubblica Argentina” a Buenos Aires e negli anni succes sivi la stessa accademia e’ nata anche in Francia, Spagna, Belgio, Italia, Olanda, Germania, Svezia, Cile, Cuba, Messico, Brasile. Persino una strada a Buenos Aires e' intitolata a lui... Lo abbiamo incontrato in occa sione del Festival Internazionale di Poesia di Genova, una chiacchierata emozionante, un incontro di quelli che rimangono impressi.


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Horacio, che cos’e’ il tango e cosa rappresenta per lei? Il tango scorre nelle mie vene fin dalla nascita, definirei la mia vita come una specie di festival perma nente. Credo di essere un uomo mo desto, ma con una grande virtu’: l’ armonia nel suo destino. E questa ar monia si e’ materializzata con il tango. Uno dei valori fondamentali della mia vita e’ la liberta’, e per me il tango e’ un esercizio di liberta’ straordinario: e’ il profumo, il sa pore, l’odore, e’ l’arte della sensua lita’; il suo destino e’ quello di esprimere il lato confidenziale del l’esistenza e di ricondurci all’ istinto primordiale, che e’ la parte piu' libera di noi stessi. Danz a e poesia, due elementi pre dominanti nella sua vita, molto piu’ simili e vicini di quanto la gente creda. Quali sono i punti di unione che legano queste due forme d’arte? Simonide di Ceos, poeta dell’antica Grecia, disse “La poesia e’ musica che parla, un insieme di suoni che

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arrivano e si trasformano in parole, la danza e’ il corpo stregato dalla musica.” Nel tango sono due realta’ che convivono perfettamente, mosse dall’estetica e dal cuore. Quale e' il suo rapporto con l’Italia e quale impressioni le ha suscitato Genova? Il mio bisnonno aveva origini ita liane, come la mia compagna Lulu’, per cui il richiamo del vostro paese e' sempre forte. Venni per la prima volta nel 1971, a Roma. In quegli anni molti artisti italiani recitavano le mie opere o volevano collaborare con me: Milva, Mina, Domenico Modugno. In passato ho firmato il documento per la nascita a Roma dell’Accademia nazionale italiana di Tango, un luogo in cui convivono arte e cultura, creazione e studio, ar tisti e professori. A Genova e' la prima volta che vengo, mi ricorda un po’ Napoli. Il mare fa risplendere la terra di un luccichio inebriante. Un amore a prima vista, sotto il sole, un poeta immortale.

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Mi libertad es tango que baila en diez mil puertos y es rock, mambo, es ópera y flamenco. Mi libertango es libre, poeta y callejero, tan viejo como el mundo, tan simple como un credo. De niño la adore', deseándola crecí, mi libertad, mujer de tiempo y luz, la quiero hasta el dolor y hasta la sole dad. La mia liberta' e' tango che balla in die cimila porti e' rock, mambo, e' opera e flamenco Il mio liberotango e' libero, poeta e va gabondo, Cosi' vecchio come il mondo, cosi' sem plice come un credo. Da bambino la adorai, crebbi desideran dola, la mia liberta', madre di tempo e luce, la voglio fino al dolore e fino alla solitu dine.

Da “LiberTango”, Horacio Ferrer


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Per scrivere sulla bacheca di “Era Superba� invia i tuoi scritti a bacheca@erasuperba.com

MIO PAESE Adagiato fra la rocca e il convento le case coi muri di pietra i tetti sbiancati dal sole le gronde corrose dal tempo. Al mattino festosi rumori d'imposte rustiche e sbiadite lasciano entrare sole e profumo di biancospino. Nei tuoi silenziosi caldi meriggi sulle aie mucchi di pannocchie. Odore di mosto nei tini odore di sole e di fieno. Cosi' ti ricordo paese.

Renata Carabini

Vorrei essere il fuoco fiamma ardente color rubino e oro vorrei lambire il tuo corpo lentamente scivolare nella tua pelle vorrei scaldare il tuo cuore con faville scintillanti entrare con violenza dentro ai sogni tuoi infiammare immagini e desideri vorrei come biricchina lussuriosa lingua di fuoco farti provare il calore che desideri

arroventare il tuo corpo trascinarlo giu in un caldissimo piacere il piacere che provi al sottile caldo bacio della fiamma che si strofina su te fiamma provocante capovolgo le tue forze mi impadronisco di te attorcigliato dalle mie lingue sem pre piu calde precipiti verso il caldissimo tempio della perdizione piacere caldo scivoli nelle mie braccia che stringono il tuo amore e infiammano il mio

spargere il tuo corpo di piccole lucciole di amore calde intriganti fiamme che ti fanno sognare

come la rugiada del mattino compare le fiamme si placano scivola tiepida la luce rosata si sente il respiro del vento il fuoco si e' spento.

fiamma ondeggiante

Nina 1960

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DELUSIONE Ma forse stasera qualcuno tornera' a casa deluso e avviandosi per strade tristi e senza nome a testa china pensera' a quel che poteva essere e non e' stato. Alzera' lo sguardo e vedra' luci ancora lontane seguira' chi rientra piano piano e felice e sottobraccio a lei fa ancora progetti. E allora sentira' un nodo stringere la gola calde lacrime righeranno il suo viso stanco e apparira' il giorno a venire, e poi tutti gli altri... Avrebbe voluto dire tante cose oggi ma d’un tratto il suo sogno e' finito non parlera' piu' di lei che se n’e' andata e si confondera' nelle tenebre della notte venuta.

Carlo Massobrio

NONNO CUSTODE DEL CAMPO DI PALLONE Sul campo fradicio tira aria di mare. Un profumo di sciroppo di rosa e canfora che giunge dalla panchina. E’ come quella sensazione buona e virile dopo un’entrata dura che ti costa l’ammonizione. Non ero quel che si dice “piedi buoni”. In mezzo tra le linee di fondo e l’area piccola, mio nonno guarda lontano; conta le maglie di chi non c’e' piu' e di chi ci sara'. Guarda una palla che si perde nella pioggia davanti ai riflettori accesi. Alla fine e' soltanto un gioco; un pallone da addomesticare; Le partite si vincono nello stop a seguire: “Superi l’avversario, anticipi il difensore”. “Devi conoscerli questi fondamentali!” “Metti giu' la palla, alza la testa, che a qualcosa ti serve, lancia sull’ala, scatta!” Mi urlava mentre tirava un gran vento. E’ la storia della vita. Puo' succedere che un giorno tu possa correre verso quella palla in mezzo all’area e colpire forte sotto la traversa, per farti ballare un altro tango sotto la Nord Dai nonno prendi le ultime maglie, chiudi le borse, spegni le luci; accendi la stella.

Andrea Bolfi

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A SCUOLA DI CUCINA Se a-a sèia ti mangi comme 'n treuggio, a-a neutte no ti strenzi l'euggio Se la sera mangi come ad un trogolo, di notte non chiudi occhio

I BACI DI ALASSIO Sono simili ai piu’ comuni baci di dama, ma si distinguono da essi per la grandezza e la di versa composizione della farcitura. Pare fu rono creati ai tempi di D’Annunzio ed Eleonora Duse, da Rinaldo Balzola, pasticcere della Real Casa di Savoia. Ingredienti 700 g nocciole 600 g zucchero 100 g cacao amaro 3 albumi 100 g miele 200 g cioccolato fondente 150 g panna liquida Tritate le nocciole finemente e unite lo zuc chero, il miele, il cacao e l’albume e lasciate ri posare il composto per alcune ore. Dopodichè prendete un sac à poche e colate i baci su una teglia rivestita di carta da forno. Lasciate che asciughino per circa 12 ore quindi cuoceteli in forno a 220 gradi per 7 minuti. Fate bollire in un pentolino la panna e unitevi il cioccolato fondente che avrete pre cedentemente fatto sciogliere a bagnomaria. Amalgamate bene il cioccolato e la panna fino ad ottenere un composto cremoso. Prendete i biscottini a due a due, farciteli con il composto di panna e cioccolato, uni teli e otterrete i baci di Alassio. Conservateli in una scatola i latta in luogo fresco e asciutto.

BUON APPETITO!

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A SCUOLA DI ZENEIZE Ogni cäso in to cû se fa ûn passo avanti. Ogni calcio nel sedere si fa un passo avanti. (Sbagliando si impara)

Son zeneize, riso ræo, strenzo i denti e parlo ciæo Sono genovese, rido raramente, stringo i denti e parlo chiaramente. PRONOMI E AGGETTIVI QUANTITATIVI Poco →pöco Pochi → pöchi Troppo → tròppo Troppi → tròppi Tanto → tanto Tanti → tanti Altrettanto → ätrettanto Altrettanti → ätrettanti

PRONOMI E AGGETTIVI COLLETTIVI Che → che Chi → chi Che cosa → cöse Quale → quæ Quanto → quante Quanta → quanta Quanti → quanti Quante → quante

DIZIONARIO→DIZIONAIO

Addormentarsi→ addormîse Addormentato→ addormïo Anta→ arva/àrvega Armadio→ armaio Camera→ stansia /camea Candela→candéia Cassapanca→ casciabanca Cassetto→ càntia Comodino→ comodin/ghirindon Coperta→ covèrta/cuaerta Cornice→ cornixe Cuscino→ oegê/cuscin Dormicchiare→ pisaggiâ Dormiglione→ dormiggioso Dormire→ dormî Fodera→ fodretta Incubo→ pèson Lampadina→ lampadinn-a Letto→ letto Lenzuolo→lenseu Materasso→ strapunta Nanna→ nanà Notte→neutte Pisolino→ pisaggia Quadro→ quaddro Riposare → riposâ Russare→ ronfâ Sbadiglio→ bägio Sedia→caréga Soffitto→soffita Sognare→assunnâse Sogno→seunno Sonno→seunno Spalliera→spalléa Specchio→ spëgio Stancare→ stancâ Svegliare→ addesciâ

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Se avete dediche da fare, aneddoti da raccontare, foto da pubbli care scrivetemi a ilblog@erasuperba.com... Tutti potranno leggervi e rispondervi... Il Tama e’ qui per voi!!!"

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uonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (environmental children organization). Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me. Abbiamo raccolto tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire. Venendo a parlare qui sto lottando per il mio futuro. Perdere il mio futuro non e' come perdere un’elezione o alcuni punti sul mercato azionario. Sono qui a par lare a nome delle generazioni future. Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate. Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo sul pianeta, perche' non hanno piu' alcun posto dove andare. Ho paura di andare fuori al sole perche' ci sono dei buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perche' non so quali sostanze chimiche contiene. Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia citta', con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori. E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, svaniscono per sempre. Nella mia vita ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici, giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo. Quando avevate la mia eta', vi preoccupavate forse di questo cose?? Tutto cio' sta accadendo sotto i nostri occhi e cio' nonostante continuiamo ad agire come se aves simo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni. Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni, ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi. Se non sapete come fare a ripa rare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo. Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 milioni di persone. Per la verita', una famiglia di 30 milioni di specie. E nessun governo, nes suna frontiera, potra' cambiare questa realta'. Sono solo una bambina, ma so che dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha solo uno scopo. Nel mio paese produciamo cosi' tanti rifiuti, com priamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via e tuttavia i paesi del nord non con dividono con i bisognosi. Anche se abbiamo piu' del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ delle nostre ricchezze. In Canada viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case, ab biamo orologi, biciclette, computer, televisioni. Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre tra scorrevamo un po’ di tempo con i bambini di strada, uno di loro ci ha detto: ”Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto”. Se un bambino di strada che non ha nulla e' disponibile a condividere, perche' noi che abbiamo tutto siamo cosi' avidi?? Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini della mia stessa eta' e che nascere in un paese o in un altro fa ancora cosi' grande differenza: che potrei essere un bambino in una favela di Rio o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio oriente o un mendicante in India. Sono solo una bambina ma so che se tutto il denaro speso in guerre fosse destinato a cercare risposte ambientali, terminare la poverta' e far siglare degli accordi, che mondo meraviglioso sarebbe questa terra!! A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo. Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il di sordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari. Allora perche' voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?? Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perche' le state fa cendo?? Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere. I genitori dovrebbero consolare i loro figli dicendo “tutto andra' a posto. Non e' la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio”. Ma non credo che voi possiate dirci piu' queste cose. Siamo davvero nella lista delle vostre priorita'?? Mio padre dice sempre siamo cio' che facciamo, non cio' che diciamo. Cio' che voi state facendo mi fa piangere la notte. Voi continuate a dire che ci amate, ma io vi lancio una sfida: ”per favore, fate che le vostre azioni riflettano le vostre parole”. Grazie

Il famoso discorso tenuto da Severn Suzuki al Congresso delle Nazioni Unite nel 1992

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ARIE Il seg potre TORO quillit e' arri GEM rimen CAN sta al chi c LEON ora ch


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la foto del mese by

Laura Raggio

"Si tu me pides la luna la robo pa ti pa que juegues con ella en las noches oscuras.."

ARIETE – Amore a gonfie vele, fortuna che continua a baciarvi! Il segno piu' fortunato per questo settembre, agite con istinto, potrete ottenere tutto cio' che desiderate! Seduzione alle stelle! TORO – Benessere psico fisico che vi permette di agire con tran quillita' in amore e nel lavoro; per i single la stagione dell’amore e' arrivata, con la vostra seduzione cadranno tutti ai vostri piedi! GEMELLI – Migliorano i rapporti con i colleghi; in amore chia rimenti per chi ha avuto problemi e incontri fatali per i single! CANCRO – Aprite gli occhi quando guardate la persona che vi sta al fianco: sara' quella giusta??!! Bene il lavoro: occasioni per chi cerca, crescita professionale per chi gia' ha un impiego. LEONE – E’lei la stella del firmamento che da tempo aspettate; ora che potete ammettere di essere stati baciati dalla fortuna, sta

a voi non rovinare il momento idilliaco! VERGINE – Attenzione alla salute, forse avete tirato troppo la corda e ora vi sentite stanchi e appesantiti. Riposatevi... BILANCIA – Avete esagerato con i pettegolezzi e ora ne pagate le conseguenze. L’amore va a gonfie vele e vi tirera' su di morale. SCORPIONE – C’e' un'aria romantica che vi circonda… sarete apprezzati e inseguiti; attenzione pero' a non illudervi facilmente... SAGITTARIO – Fra il lavoro e le questioni sentimentali avete molto da fare! Non scoraggiatevi, l’ora piu' buia e' sempre quella che precede il sorgere del sole. CAPRICORNO – Avete perso la fiducia nei confronti di per sone a voi vicine; chiarite il vostro cuore e la vostra testa, poi confrontatevi con chi muove strane illazioni nei vostri confronti. ACQUARIO – E’ giunto il momento di rimboccarsi le maniche e pensare al futuro; le occasioni vanno colte al massimo! PESCI – C’e' un pensiero fisso che non riuscite a togliervi dalla testa; guardate la luna, lei sa sempre il da farsi. Consigliati viaggi per non perdere il filo che vi lega a culture differenti dalla vostra.


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AUTOMEZZI Vendo CARAVAN MANSARDATO CALLI STA COVE MT. 8.35, motorizzato FORD 7300 TURBO DIESEL, 215 CV, anno 1996, cambio automatico 4 marce piu' overdrive, cruise control, immobilizer, chiusura centraliz zata, resistenza per riscaldamento motore in verno, 2 pannelli solari da 100 watt, aria condizionata cabina e cellula, generatore 4 kw a gas, gommato al 95%, 2 stufe Truma E1800 E E4000, forno a miscroonde, cucina 4 fuochi, cabina doccia separata, bagno separato. Il tutto in buono stato. VENDESI PER PAS SAGGIO A MOTORHOME MISURA SUPE RIORE. Volendo,con aggiunta 4000 euro,4 piedini idraulici HWH americani computeriz zati autolivellanti. Prezzo 38.000 Euro, a Chiavari. Telefona a cri stiano: 3408440457 Vendo PEUGEOT 206 CC del 2001 cilindrata 1.6 benzina 109 cv con circa 65000 km di co lore grigio metallizzato con interni in pelle rosso e nero,c ambio manuale, vetri elettrici, climatizzatore automatico, airbag conducente e passeggero, autoradio cd di serie con co mandi al volante, fendinebbia, servosterzo, chiusura centralizzata, gomme nuove con cer chi in lega da 16, bollo pagato per un anno. Tutti i lavori effetuati sono stati certificati. Prezzo 6.500 Euro, chilometraggio 65.000 Telefona a Ivan, La Spezia: 3495654146 Vendo per conto di un amico LANCIA DEDRA berlina 1.6 del 1992, auto tenuta ma niacalmente da un anziano signore (unico pro prietario), perfetta in ogni dettaglio, sempre in box, solo 53.100 km, catalitica (euro 1), nume rosissimi optional (fendinebbia, climatizzatore, servosterzo, spoilerino posteriore, cerchi in lega originali Lancia, autoradio). Targa origi nale MI 0W****, tra soli 3 anni rientrera' tra le vetture d'epoca e godra' di tutti i benefici del caso (assicurazione e bollo ridotti). L'auto e' perfettamente funzionante e in grado di per correre qualsiasi distanza. Documenti in re gola, assicurazione scaduta e bollo pagato per tutto il 2009. Si vende solo per mancanza di spazio. Trapasso OBBLIGATORIO e a carico dell'acquirente. La vettura e' visibile e ritirabile a Pietra Ligure (SV). Euro 900 Informazioni e contatti: Luca 349 1593348 Vendu SUV Mitsubishi Pajero 3 porte clima aut, vetri elettrici, airbag, radio cd, cerchi in lega, gancio traino. Euro 12.000, chilometrag gio 180.000, anno 2004. Simone Tel. 3491994489 Vendesi Fiat 500 L colore bianco del 1971, COMPLETAMENTE RISTRUTTURATA. Euro 4.800, chilometraggio 65.000. Per mag giori informazioni contattatemi allo 0187/500496 oppure via e mail a: nettuno89.canada@hotmail.it Si richiede la

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