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L’editoriale

I HAVE A “MELTING POT DREAM”!

S

fatando il mito che indica Genova citta’ poco fre

quentata da turisti e visita

tori, mi e’ capitato in queste settimane di incontrare e cono

scere tante persone venute da fuori, in visita alla vecchia Zena. In particolare, ho impressa l’imma

gine di una signora pisana che ho accompagnato in piazza De Fran

chi, a pochi passi da via della Mad

dalena. Era la prima volta che metteva piede nella nostra citta’. L’espressione del suo volto… beh, tutto un programma: esterrefatta, come se da via Garibaldi, in un istante, fosse scesa in un girone dantesco. In quelle ore, quando meriggio e sera si osservano prima di baciarsi, la popolazione multiet

nica della Maddalena si incrocia con i tanti passanti presi dal piu’ poetico dei riti umani, il rincasare. Una fotografia davvero affasci

nante. Lei, trapiantata all’improv

viso “nel quartiere dove il sole del buon Dio non da i suoi raggi”, non aveva mai visto nulla di simile, te

stuali parole. In effetti, ci sono par

ticolarita’ che caratterizzano in

modo unico l’immigrazione nella nostra citta’, parlarne con chi que

sta fotografia la osserva dal vivo per la prima volta, puo’ essere un aiuto per coglierle. La citta’ vec

chia, stretta intorno a quello che fino a quarant’anni fa era il punto unico di snodo degli spostamenti via mare di tutto il Mediterraneo, ha accolto nella sua pancia chissa’ quanti milioni di viaggiatori... An

davano e venivano, portavano la nostra citta’ in giro per il mondo, e lei si faceva bella, petto in fuori. Negli ultimi decenni i viaggiatori di passaggio diventano immigrati, loro raggiungono Genova per re

starci. Prima dal sud dell’Italia, oggi dalle zone piu’ povere del nostro Pianeta… E si stabiliscono in gran parte proprio nel cuore della citta’, nel suo antico centro. Per uno che viene da fuori, immergersi in quelle calate che trasudano la nostra sto

ria, significa imbattersi in una re

alta’ inaspettatamente multietnica, a tratti degenerata in situazioni dif

ficili, oltre i limiti, a tratti splendi

damente armoniosa, in ogni caso, decisamente suggestiva. Negli anni

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settanta ottanta l’incuria e il sudi

ciume (altro che “movida”) ave

vano portato tanti genovesi ad abbandonare parte del centro sto

rico per arretrare verso i monti o distendersi sulle coste; quelle zone della vecchia Superba le hanno ri

popolate loro, gli immigrati. E pur pagando quotidianamente le diffi

colta’ d’integrazione fra popoli e culture che caratterizzano tutto il mondo in questo inizio di secolo, Genova negli ultimi decenni e’ di

ventata madre di tanti figli adottivi provenienti da molto lontano, ac

cogliendoli in quei vicoli dove oggi il turista va a cercare la storia e la tradizione genovese… Una con

traddizione? Forse, o magari un modo fedele di raccontarla quella vecchia storia di mercanti... Non saprei dirlo, d’altronde nel 1500 non ero ancora nato e quella su

perba gente, io, non l’ho mai vista. Immagino se le cose cambiassero ulteriormente, se nuovi flussi mi

gratori raggiungessero Genova per stabilirsi, per scommettere su di noi, da tutto il mondo, non solo dai paesi in difficolta'. Citta' come Barcellona, Madrid, Boston, Am

burgo o New York sono esempi di quanto sia importante attirare l'at

tenzione di tanti cittadini del mondo... Zena polo d’interesse e punto d’incontro di tutti i princi

pali flussi migratori del globo? Ma magari! Sarebbe il modo migliore, cari concittadini, per provare a ri

viverla la nostra gloriosa storia… altro che raccontarla. Con affetto, Gabriele Serpe


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rn o

ai in nessuna parte del mondo libero si e' riu

sciti a mettere freno ai fenomeni migratori”. Nel 2006 il giornalista genovese Enrico Pede

monte, allora corrispondente da New York per “L'Espresso”, parlo' provocatoriamente di “crac del multiculturalismo”, evidenziando le crescenti difficolta' di Europa e Stati Uniti nell'integrare nuovi immigrati. Difficolta' che e' indispensabile superare in fretta... il XXI secolo sara' il secolo delle grandi migrazioni, i flussi assumeranno dimensioni mai verificate nella sto

ria e gran parte del futuro dei paesi oggi piu' ricchi di

pendera' dalla capacita' di attirare, fra coloro che si sposteranno, i soggetti piu' dotati di carica innovativa. In sostanza, necessita' di “investire” sull'immigrazione. Sentenza che, di questi tempi, fa un certo effetto. Il fenomeno migratorio di questo ultimo decennio ri

corda per proporzioni quello che caratterizzo' il mondo nel tardo 800 e nella prima meta' del 900, quando il nostro era un Paese povero e decine di milioni di italiani emigrarono oltreoceano, animati dal sogno di poter un giorno tornare. Oggi le popolazioni disagiate abbandonano in massa il proprio Paese per cercare fortuna nel ricco Occidente (ma anche in Cina o in India), un sacrificio necessario per mantenere dignitosamente i parenti lontani, a casa, una casa alla quale prima o poi si spera di far ritorno. Fin qui nulla di nuovo dunque, anche se il ruolo dell'Italia nello scacchiere degli spo

stamenti si e' capovolto. Tuttavia, a differenza di un secolo fa, il fenomeno migratorio si e' oggi arricchito di nuove tipologie di flussi, dettati da diverse esigenze e aspirazioni. A lasciare il proprio luogo natio, infatti, sono anche tantissimi cittadini “benestanti”, giovani laureati, alla ricerca di esperienze e nuove realta' con le quali misurarsi. E se si considera solo questo genere di flusso, il nostro Paese torna come per magia ad occupare i primi posti in quanto a cittadini partenti... Basti pensare che, secondo un rapporto datato Aprile 2008, oltre la meta' (54%) degli italiani residenti all'estero e' oggi costituito da giovani al di sotto dei 35 anni. La differenza sostanziale con le generazioni passate, oltre alle condizioni economiche di partenza, e' che questi nuovi emi

grati non sognano affatto di rientrare in Italia. Vuoi che l'attaccamento alla proprie radici non e' piu' forte come un tempo, vuoi che per raggiungere “l'altra parte del mondo” bastano una decina di ore di volo e che i biglietti sono sempre piu' economici grazie alle tariffe delle compagnie “low cost”... Insomma, oggi non parte solo chi e' costretto a farlo, l'intero Pianeta e' in movimento. Poveri e ricchi, cervelli e fannulloni, afri

cani, asiatici, europei e americani... Chi offre opportunita', riceve forza lavoro, fermento culturale, idee, pro

getti, investimenti e quindi sviluppo. Non tiriamoci indietro, la capacita' di attirare in casa nuova linfa vitale, sara' l'arma in piu' dei paesi di domani.

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Migranti ieri e oggi. A sinistra Mulberry Street, meglio conosciuta come Little Italy (New York City, primi del 900)

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sto po ndo n U mo l ne

C

ome nel libro di Fabio Volo, come nella vita di tanti giovani, italiani e non, che lasciano il proprio Paese non perche' costretti dalla fame, o da condizioni di vita difficili, ma spinti dall'avven

tura, dalla scommessa... Attratti da possibilita' vantag

giose di studio, lavoro, investimento. Durante le mie lunghe esperienze all'estero, ho conosciuto tante per

sone che hanno scelto di vivere lontane da casa, per conoscere culture e societa' diverse. Uomini e donne che hanno abbandonato tutto, spesso anche posizioni lavorative sicure e ben retribuite, per misurarsi con re

alta' nuove, distanti migliaia di chilometri dai propri affetti, dalle proprie radici... Alcuni esempi?!?

Marco Moretti, laureato alla Bocconi, raggiunge Syd

di Morena Firpo ney per imparare a surfare, si innamora del Paese e decide di trovare un modo per rimanerci: oggi e' Trade Manager della Camera di Commercio italiana nella “metropoli” australiana. Tutte le mattine si sveglia alle 5, fa surf e va in ufficio in bicicletta. Nel tempo libero e' anche fotografo. Ha comprato due case, lavora in Camera e ha il suo business personale… e ha solo 29 anni! Una persona davvero in gamba che in Italia, probabilmente, non avrebbe potuto esprimere le sue capacita' prima dei 30 anni.

Valerik Apinian lascio' la sua Armenia per raggiungere San Pietroburgo molti anni fa, senza un soldo ne' un amico, armato di soli colori e pennello… dipingere era la sua unica forza… oggi e' pittore rinomato nella societa' pietroburghese, ricorda con nostalgia la sua patria, non e' mai piu' tornato.

Rune lascio' la Norvegia all’eta' di 20 anni per studiare cinematografia alla Bond University nella Gold Coast in Australia. Dopo qualche viaggio di lavoro a Bangkok, si rese conto che voleva viverci, almeno per qualche mese: sono ormai quattro anni che vive e lavora in mezzo ad artisti di ogni nazionalita' in una friendly caotica Tailandia.

Camila, mia carissima amica colombiana, era a Calafate, sud argentino, quando l’ho conosciuta. Ci siamo ri

trovate a Buenos Aires. Poi io sono andata in Australia e lei e' rimasta in Argentina. Adesso vive in Giappone e si mantiene con l’affitto della sua casa in Colombia, dove non torna da 3 anni…

Marty, un couch surfer che ha passato qualche notte sul mio divano a Sydney, e' partito da Leeds, dopo aver lavorato per molto tempo nelle piattaforme di petrolio e aver messo da parte un bel gruzzoletto… Ha attraversato il Pacifico in barca a vela, senza aver mai avuto esperienza prima… Adesso vive in Sud America. Come loro, milioni di persone ogni anno, alla costante ricerca di un posto nel mondo...

Buenos Aires, Argentina

Il golfo di Sydney, Australia

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anno fatto in modo che io vivessi senza radici. E da quel momento vago da un luogo all'altro / Indosso una nuvola ogni notte e parto / Solo io mi dico addio solo io mi do il benvenuto / Volo per sentirmi libera non perche' ho paura / Torno dal desi

derio non dal fallimento / la mia costanza e' il mare e la mia bussola e' la tempesta / nell'amore non getto l'ancora in nessun porto / il mio corpo e' il viaggio e la mia morte e' nel fermarmi. Joumana Haddad e' una cittadina del mondo, poetessa del corpo, della provocazione, giornalista e scrittrice. Questa 38enne libanese dal fascino dirompente, negli ultimi anni ha fatto parlare di se'. Per i suoi libri tradotti e pubblicati in tantissimi paesi (parla sette lingue, fra cui un perfetto italiano, e ha tradotto autori arabi in

di Gabriele Serpe troducendoli nel mercato occidentale) e per il suo pe

riodico "Jasad", trimestrale in lingua araba specializzato nel linguaggio del corpo, un atto coraggioso e rivoluzionario, un punto forte di rottura con i tanti tabu' che oggi incatenano la cultura medio orientale. E' stata uno degli ospiti d'onore della 15esima edizione del Festi

val Internazionale di Poesia di Genova, un soggiorno breve nella nostra citta' e poi nuovamente in viaggio...

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La tua arte e la tua vita hanno come comune denominatore il viaggio. In apertura abbiamo provato a trat

tare questo tema da piu' punti di vista, giacche' oggi scoprire e conoscere il mondo non e' piu' un privilegio per pochi e nuovi flussi migratori trasformeranno molte zone del Pianeta. Come viene vissuto tutto cio' in Medio Oriente? Eh si, io sono perennemente in viaggio e non mi stanco mai, viaggiare e vivere per me sono sinonimi. E' vero che la voglia di conoscere oggi e' fortemente radicata nell'essere umano, piu' che in passato, in Oriente come in Occidente, ma a prescin

dere dal desiderio, nel mondo arabo e' inevitabile scontrarsi con quelle che sono le concrete possibilita', ovvero la realta' dei fatti. In Libano le frontiere sono aperte, ma nel resto del Medio Oriente la situazione e' diversa. Partire significa quasi sempre non poter tornare, pena il carcere. A voi puo' sembrare assurdo, lo so, ma e' la realta'. Quindi quello che per molti oc

cidentali e' desiderio di una nuova esperienza, esplorazione di se' e ricerca di stimoli diversi, per la gente che nasce e vive ma

gari in Siria, Palestina, Iran o Iraq si chiama sogno di una vita migliore, dal punto di vista economico, sociale e politico.

Joumana Haddad, foto di Giorgio Pace

Sei rimasta solo qualche giorno a Genova... Che impressione ti ha fatto la citta'? Sono rimasta troppo poco per farmi un'idea, avrei voluto visi

tare il centro storico ma alla fine non ce l'ho fatta. Credo pero' di aver ben compreso l'animo dei genovesi... Gli occhi sono quelli della gente di mare, gli stessi che trovo ad esempio a Bei

rut, la mia citta', anche lei bagnata dal Mediterraneo. Io penso che il mare segni nel profondo e allo stesso identico modo l'animo di tutti i popoli che su di esso affacciano.

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Veniamo alla tua rivista... "Jasad", che in lingua araba significa "corpo". Scrittori e artisti per lo piu' arabi, senza pseudonimi, trattano con disinvoltura tematiche legate al sesso e alla poetica del corpo, un'impresa a dir poco coraggiosa in Medio Oriente... Jasad e' un progetto che sentivo di dover realizzare. Le polemiche e le grida allo scandalo sono ovviamente state tantissime, ma ho ricevuto anche molti segnali di approvazione. Il tema di rilievo della rivista e' la di

mensione sessuale del corpo, ma non c'e' ovviamente solo questo. Arti, letteratura e scienze del corpo... un territorio vastissimo profondamente radicato nella cultura araba, ancora piu' che in quella occidentale, eppure in molti se lo sono dimenticati. Oggi nelle nostre regioni il corpo umano, il sesso e l'erotismo sono diventati tabu'. "Jasad", semplicemente, questo non lo vuole accettare. I corpi nudi femminili e i racconti erotici di "Jasad", contrapposti ad una cultura che relega le donne in se

condo piano, in alcune regioni costrette a condizioni di schiavitu' per tutta la vita... Quante di loro pensi siano consapevoli della violenza che subiscono e quante, invece, considerano tutto cio' la "normalita'"? In Libano ci sono donne con il velo e donne che non lo indossano, la scelta e', nella maggior parte dei casi, libera. E' intorno ai confini del Libano, invece, che la situazione diventa tragica. Io, e in questo momento parlo in quanto essere umano, non solo come donna araba, vivo questa realta' come un insulto, un'umiliazione. Ci sono donne arabe ben consapevoli dei soprusi subiti, ma pur potendo farlo, non muovono un dito per cam

biare la propria situazione. Ci sono quelle consapevoli che pero' non possono fare nulla per cambiare le cose, perche' minacciate o controllate e infine quelle che non si rendono conto di vivere in condizioni atroci. Que

ste sono coloro che hanno subito veri e propri lavaggi del cervello fino ad autoconvincersi che si tratti di una loro scelta. E' in queste donne che si nasconde il vero rischio di non vedere mai un cambiamento. Ma di una cosa, piu' di ogni altra, proprio non riesco a capacitarmi: le donne arabe consapevoli di quello che subiscono non si rendono conto di avere fra le mani l'arma piu' potente di tutte, ovvero la maternita'. Queste madri di futuri uomini arabi, fanno crescere i propri bimbi con i "valori" distorti del padre o del fratello, pur sapendo che si tratta di un errore mador

nale. Mi sento di dire, tuttavia, che di soprusi nei confronti delle donne io ne ho visti anche qui in Italia, e non meno gravi. Mi riferisco ai pezzi di carne vestiti da donna della vostra te

levisione, io credo che la differenza sia sottile, e cio' dovrebbe farvi riflettere... Come ha reagito il mondo arabo alla vittoria elettorale di Obama? Obama ha rappresentato e rappresenta per la maggior parte del mondo arabo una speranza che prima era totalmente scomparsa. Ovvero quella di trovare finalmente un contatto con l'occidente, un punto d'incontro. Io sono otti

mista su un progressivo riavvicinamento dei due mondi, oggi ancora cosi' distanti, e come me sono ottimisti tantissimi arabi, gli estremi

sti sono davvero una minoranza. Credo che ci vorra' molto tempo, indubbio, ma le possibilita' esistono, ne sono convinta.

Joumana Haddad, foto di Laurent Denimal

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“RIVIERA LIGURE” E “ZENA”...

Due antenati di tendenza per Era Superba!

R

iviera Ligure e' un pe

riodico nato nel lon

tano 1895 come una sorta di bollettino pubblicita

rio per la ditta Sasso, nota casa produttrice di olio d’oliva. Di

retta da Mario Novaro, era al

legata direttamente al prodotto costituendo un cu

rioso caso di rivista aziendale: trattava tematiche artistiche e culturali affiancate alla cronaca del Ponente ligure. Per l’epoca era un fatto assai singolare co

niugare la cultura ad un pro

dotto d’uso prettamente quotidiano, ma fu proprio per questo motivo che “Riviera Li

gure” ebbe larghissima diffu

sione e resistette fino al primo conflitto mondiale. Nei primi anni del Novecento usci' dagli schemi del bollettino locale, trasformandosi in una raffinata antologia della letteratura ita

liana. Ospito' tra le sue pagine prestigiosissimi autori: Piran

dello, Pascoli e Grazia De

ledda, ed altri, spaziando dalla poesia al teatro. L’illustratore Plinio Nomellini le conferi' un aspetto grafico del tutto inno

vativo, a partire dalla coper

tina in colore verde (per richiamare le olive) e stampata con caratteri sinuosi, quei ca

ratteri che, ancora oggi, distin

guono il prodotto Sasso. L’impostazione grafica era cer

tamente innovativa rispetto agli schemi ottocenteschi, ac

cennando precoci esempi di quello che sara' definito stile Liberty. Ma non solo, compar

vero qui i primi esempi di pub

blicita' commerciale che, nel corso del Novecento, saranno emblematici nel panorama artistico italiano. Claudia Diaspro

ENA: rivista trime

strale pe chi parla a lengua de Balilla e de Colombo in tutto o mondo...”. A cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta, a Genova nacque “Zena”, una rivista interamente scritta in dialetto, diretta da Ettore Balbi, con sede e re

dazione in via San Martino al numero 37. Distribuita nelle edicole, la rivista trat

tava gli argomenti principali della vita e della cultura cit

tadina, pubblicava interviste a diversi artisti e personaggi della scena genovese (me

morabile fu un articolo scritto da Gilberto Govi nel 1958, l'attore giocava sul

l'omonimia con un “Sena

tore del Regno”, suo antenato, defunto molti anni prima...) e contava su moltissimi corrispondenti dall'estero, genovesi emi

grati in altri paesi in cerca di maggiore fortuna. Gabriele Serpe

Z

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Una prima pagina di Riviera Ligure

Numero speciale per il Nataledel ‘58


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MARINA AEROPORTO: SOTTOFONDO JAZZ

L'estate sestrese promette musica e restyling di Debora Baldisser

A

l via quest’anno la IX edi

zione del Sestri Jazz, una iniziativa organizzata in collaborazione con l'associazione Jazz Lighthouse di Genova, il Mu

nicipio VI Medio Ponente, la Pro

vincia di Genova e il Comune di Genova. Quest’anno la rassegna musicale si rinnova trasferendosi nella nuova location della Marina Aeroporto e dilatando nel tempo le serate fino a coprire l’intera sta

gione estiva. La nuova cornice degli otto concerti in programma, tutti ad ingresso gratuito, e' il J Class Cafe', un jazz club all'aria aperta, con tanto di tavolini, per ri

creare l'atmosfera dei locali che ancora oggi attirano numerosi ap

passionati. L’estate jazz ha esordito il 15 maggio con un artista di pre

stigio mondiale, Stefano Battaglia, musicista dalla forte originalita' e dalla multiforme sensibilita' arti

stica. Nel corso delle serate si spa

ziera' da un mix di grooves e raccordi improvvisati del Trio Tri

cycles ad un incontro fra la tradi

zione afroamericana e le nuove sonorita' jazz e blues di Joyce E. Yiulle e Stefano Calzolari. Da Re

nato Sellani, artista che ha contri

buito a scrivere la storia del jazz in Italia, a Paul Jeffrey, figura leggen

daria della musica. Per continuare con il Luca Cosi Quartet e il loro nuovo album e le improvvisazioni del Massimo Minardi Quartet. La

Un’ampia panoramica della nuova Marina di Sestri

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rassegna ospita anche Pewee Du

rante, il Parithetical Jazz Trio e il 19 settembre, per chiudere in bel

lezza, il Max De Aloe Quartet che ripropone la rivisitazione di celebri arie d'opera. Sestri Jazz e' un se

gnale molto positivo di crescita per la Marina di Sestri Ponente, senza dimenticare molte altre iniziative svoltesi durante l’anno gia' tra

scorso, come la Festa delle Asso

ciazioni, la Mostra Mercato di fiori e piante, la Fiera del Libro, la Re

gata Millevele del 2 giugno, l’Anti

quariato in porto del 6 7 giugno, il cinema all’aperto e molte altre an

cora. Queste iniziative sono inse

rite in un contesto piu' ampio, di innovazione e sviluppo, che dal


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Marina Aeroporto, la passeggiata sotto i portici a due passi dal mare 2007 in avanti ha portato alla crea

zione del complesso della Marina Genova Aeroporto. Un’impo

nente opera di ampliamento e rin

novamento ha cambiato il volto a quest’area, trasformandola in un modernissimo porto turistico ca

pace di ospitare addirittura due

mila barche e attrezzato per il turismo nautico di alto livello, gra

zie ad officine meccaniche di assi

stenza, veleria, falegnameria e tappezzeria, nonche' negozi di at

trezzature nautiche e imbarcazioni.

L’evoluzione del complesso, da vecchio e antico molo a portic

ciolo nuovo di zecca, riguarda anche la creazione di un borgo re

sidenziale, con attrezzature spor

tive, negozi e servizi di vario genere. Questa zona e' formata da vari appartamenti cosiddetti “in

telligenti” in quanto ogni abita

zione verra' dotata di un sistema di automazione domestica che offre soluzioni evolute di comfort, sicu

rezza, comunicazione audio video, risparmio energetico e controllo a

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distanza della casa. Ad oggi la Ma

rina non e' solo la piu' grande ban

china di rifornimento del Mediterraneo, ma un porto che comprende varie attivita' commer

ciali quali pub, pizzerie e caffette

rie. Tutti questi servizi hanno l’intento di contribuire a fare della Marina un nuovo luogo di aggre

gazione, a disposizione non solo dei proprietari delle barche, ma anche di chi desidera semplice

mente passeggiare e godere del pa

norama.


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I CANCELLI “BLOCCA DEGRADO”

di Claudia Diaspro

P

urtroppo capita sempre piu' frequentemente di passeggiare per il centro storico genovese e vedere alcuni vicoli sbarrati da cancelli. Ingenua

mente, molti di noi, avranno pen

sato si trattasse di cortili interni, o proprieta' private degli edifici adia

centi, in realta' non e' cosi'. Negli ultimi anni, in seguito alla prima ondata di riqualificazione del cen

tro storico, l'Amministrazione Co

munale ha deciso di chiudere l'accesso di alcuni vicoli, perche' non in ottime condizioni o mal fre

quentati. Sono stati cosi' posti freddi cancelli metallici, ma quella che avrebbe dovuto essere una si

tuazione provvisoria e' oggi diven

tata abitudine, anzi, il numero dei cancelli “blocca degrado” negli ul

timi tempi e' addirittura aumen

tato. I vicoli in questione presen

tano senza ombra di dubbio situa

zioni di degrado avanzato, ma in alcuni casi si tratta di brevi distanze che racchiudono passo dopo passo una storia plurisecolare. Ne e' un esempio Passo delle Mulette, vi

cino a Porta Soprana, antico canale principale dell’acquedotto ro

mano, poi frammento del cammi

namento delle mura medievali, ma sono molti altri i casi di questo tipo: Vico alla casa di Mazzini, Vico Usodimare, Vico del Piombo, Vico della Rana... a oggi se ne possono contare una qua

rantina. Questi caruggi vengono abbandonati a se stessi o a chi de

cide di usarli come scantinati o ga

rage, ma non dobbiamo dimenticare che sono luoghi pub

blici e patrimonio di ogni cittadino. Non e' in questo modo che si combatte il degrado del centro storico, di questo passo rischie

remo di trovarci ingabbiati tra una splendida via San Lorenzo, ed una suggestiva piazza De Ferrari, con tanto di giochi d’acqua e prato, al

l’occorrenza. Il centro storico va ri

qualificato, ma senza atti scenografici e superficiali, non e' mai bello spingere la polvere sotto al tappeto perche' si rischia di per

dere il controllo della situazione. La sensibilizzazione dei cittadini e' certamente un passo avanti in que

sta direzione, prima di tutto sa

perlo, perche' spesso si passa davanti ai cancelli senza ricordare che un tempo si poteva passare oltre senza alcun gioco di prestigio.

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L' ALBO DEGLI ARTISTI DI STRADA

Il Comune riconosce e "regolarizza" l'arte on the road

C

on la pubblicazione di un Re

golamento “a doc�, il Co

mune di Genova compie un passo significativo, in linea con le piu' lungimiranti realta' europee. L'arte di strada e' ufficialmente riconosciuta e consentita nell'ambito del territorio comunale, considerata attrazione per turisti e cittadini, ma soprattutto "fe

nomeno culturale" di cui si intende "valorizzare le varie forme espressive". Gli artisti, previa autocertificazione da presentare al Municipio della zona in cui si intende esercitare l'attivita', po

tranno iscriversi all'albo professionale ottenendo un "passaporto" che con

ferira' loro diritti e doveri. Potranno liberamente esibire il famoso "cap

pello", ovvero ricevere, sottoforma di esborso spontaneo, denaro dai pas

santi; a patto che non venga eserci

tato commercio ambulante, esclusa la vendita di opere del proprio ingegno artistico. Gli orari previsti per le per

formance sono i seguenti: dalle ore 9,30 alle 23.30 dal 1 maggio al 30 set

tembre, fino alle 19:30 dal 1 ottobre al 30 aprile. La singola performance non dovra' superare la durata di 1 ora nella stessa postazione, se realizzata in adiacenza di edifici residenziali o di esercizi commerciali. Gli artisti hanno il divieto di accompagnare con uno o piu' animali le loro esibizioni, di uti

lizzare strutture o costruzioni fisse, di esibirsi in determinate zone come ad esempio via Garibaldi o XX Settem

bre e, ovviamente, di intralciare gli accessi agli edifici o la libera circola

zione di veicoli e persone.

foto di Costanza Rojas

FELTRINELLI&RICORDI: ECCO LA FUSIONE Aprira' a Genova un megastore di sette piani

In via Ceccardi, dove un tempo sorgeva il cinema "Universale", pa

recchio tempo fa e' stato aperto un cantiere, senza nessuna partico

lare indicazione all'esterno, un po' avvolto dal mistero. Ebbene, a settembre verranno finalmente tolti i veli per l'inaugurazione del nuovo punto vendita di "Feltrinelli" e "Ricordi Media Store". Il pro

getto prevede ben sette piani dedicati a musica ed editoria, un me

gastore futuristico, attrezzato in ogni particolare. Verranno smantellati in questi mesi gli attuali e "storici" punti vendita di via XX Settembre.


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La gita a puntate fra il presente e il passato della nostra citta’

A SPASSO PER ZENA: VERNAZZOLA

V

icino alla cime del Fasce / ecco, c'e' la luna che nasce / e getta perle sul mare. E ora le onde che arrivano / dalla parte di Portofino / trasportano il chiar di luna / e lo lasciano qui sulla sabbiolina". Sono i versi tra

dotti dal genovese di una famosa poesia di Edoardo Firpo intitolata "Una sera a Vernazzola", il modo migliore per introdurre una delle zone piu' affascinanti della nostra citta'. Antica baia di pescatori sorta sulla foce del torrente Ver

nazza, sino ai primi decenni del se

colo scorso si trasformava nei mesi estivi in localita' di balneazione per eccellenza, ospitava i tanti clienti "furesti" del "Grand Hotel Sturla" ed era comoda per tutti i genovesi, vista la vicinanza con la vecchia sta

zione ferroviaria di Sturla (situata nell'attuale via Chighizola). Non esisteva l'attuale depuratore, al suo

Vernazzola dal mare

posto la "scogliera dei pescatori"... Ogni giorno quei si

gnori di poche pa

role portavano il pesce fresco alle fa

miglie e a quasi tutte le pescherie sino a Quarto dei Mille. Erano gli anni dei "Canterini Vecchia Sturla", storico gruppo vocale geno

vese, punto fermo Uno scorcio di Vernazzola della tradizione po

polare della nostra citta'. Oggi il borgo di Vernazzola, questi giorni i lavori di restyling le cui acque furono teatro nel me che hanno mandato su tutte le dioevo di una sanguinosa battaglia furie i residenti), dominata dal pro

fra la flotta pisana e quella geno montorio di Santa Chiara a Po

vese, conta circa 500 abitanti, quasi nente e dalla scogliera artificiale a tutti nativi della zona. Scendendo Levante. Prima del posizionamento da Capo Santa Chiara si arriva alla di questa barriera di scogli, ricor

caratteristica spiaggia (ultimati in dano ancora in molti, l'alta marea portava sistematicamente l'acqua nelle case... Eh gia', perche' la ca

ratteristica di questo antichissimo borgo marinaro sono le porte d'in

gresso delle abitazioni (in partico

lare la schiera a Ponente) situate a meno di un metro dal livello del mare. Infine, una curiosita': pochi passi prima dell'antico molo, ai piedi del promontorio, negli anni settanta venne posta una targa per ricordare la tragedia del "Libellula", l'elicottero dei Vigili del Fuoco fa

moso per numerosi interventi ai li

miti dell'impossibile. L'ultimo di questi eroici voli fu fatale al Mag

giore Enrico Rinaldo e a due suoi compagni.

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rassegna stramba a cura di

Dennis Carzaniga

SALVATORE? NO, “ANDRE”: E SI DA’ ALLA FUGA...

Le notizie piu’ strane, curiose e divertenti dal mondo dello sport

D

i solito succede nei campi di Terza, massimo Se

conda categoria. E novan

tanove volte su cento la “furbata” riesce ad avere il lieto fine. Stavolta e’ successo nella Serie D di Calcio a 5, ma per la societa’ milanese dell’Acemare Arci Olmi e’ finita con 100 euro di multa, la sconfitta a tavolino nella partita contro l’Admiral e una serie di squalifiche per giocatori e dirigenti. Il fatto ri

sale a meta’ febbraio, e ha dell’in

credibile non tanto per l’evento in se’, ma per come i fatti si sono poi evoluti. Quando hai un giocatore squalificato e non raggiungi il nu

mero minimo, o quando il calcia

tore in questione e’ troppo importante per gli equilibri della squadra, le soluzioni sono due: o si

cerca di rimediare all’assenza cam

biando tattica, oppure si schiera il giocatore che non aveva diritto a partecipare alla gara sotto falso nome, e cioe’ utilizzando il cartel

lino di un compagno assente alla partita, e possibilmente con qual

che somiglianza fisica per rendere credibile l’inganno. L’Acemare avrebbe optato per la seconda ipo

tesi. I fatti: dopo il riscaldamento, le due squadre sono pronte ad ef

fettuare il riconoscimento prepar

tita. Per conoscenza diretta, o trasversale, Matteo Grasso, diri

gente dell’Admiral, dopo aver ri

cevuto la distinta avversaria chiede al direttore di gara l’identificazione nel numero 5, registrato come Sal

vatore Dore. Tutto ok secondo la giacchetta nera, che verifica la so

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miglianza fotografica e incassa le rassicurazioni del capitano Mas

simo Milone. Di solito, passato lo scoglio del riconoscimento, fila tutto liscio come l’olio. Non sta

volta, perche’ «a seguito delle insi

stenze dei giocatori dell’Admiral e anche perche’ il medesimo arbitro avvertiva che i compagni chiama

vano “Andre” il calciatore Dore Salvatore, il direttore di gara deci

deva di effettuare una nuova iden

tificazione ma senza riuscirvi perche’ il calciatore su consiglio del suo capitano abbandonava im

mediatamente senza autorizzazione il terreno di gioco». Il tutto, da Co

municato Ufficiale numero 38 del 9 aprile 2009. Puff… Una fuga vera e propria: fantastico immaginare i volti degli avversari e del pubblico nel momento in cui il buon “Andre” ha capito di essere stato scoperto e ha deciso far perdere le proprie tracce. Le sanzioni? Scon

fitta a tavolino per 6 0 per l’Ace

mare (e 100 euro di multa), poi le squalifiche fino all’1 ottobre 2009 per Salvatore Dore, il capitano Massimo Milone e Andrea Trig

giani, il famoso “Andre” che, squalificato, non avrebbe potuto giocare. Un mese di inibizione (a questo punto gia’ ampiamente scontato) per il presidente Salvetti e il dirigente accompagnatore Giuseppe Rota.


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A TU PER TU: TIBOR BENEDEK

di Morena Firpo

T

ibor Benedek e' attaccante mancino e quarto stra

niero della grande Pro Recco di pallanuoto. Nato a Buda

pest (Ungheria) il 12 luglio del 1972, Tibor durante la sua carriera da pallanuotista si e’ aggiudicato ben otto medaglie d’oro, di cui tre ai giochi olimpici di Pechino 2008, Sydney 2000 e Atene 2004. Noi siamo andati a incontrarlo alle pi

scine Sant' Anna di Recco al ter

mine della prima gara di finale scudetto tra Pro Recco e Posillipo, vinta dai pallanuotisti di casa nostra!

Come ci si sente a essere campioni del mondo? E' bellissimo, ma nella pallanuoto ogni partita e' un nuovo momento. Per questo anche se sei un cam

pione alla fine devi sempre dimo

strare di essere all’altezza del titolo. Come sono i r apporti fra di voi all'interno dello spogliatoio? E' un bel gruppo, ci lega un buon rapporto di amicizia e passiamo tanto tempo insieme. Per vincere e' importante stare bene al di fuori del gioco e avere un bel rapporto fra di noi. Anche fra stranieri e

I fumogeni dei tifosi della Pro Recco alla piscina Sant'Anna

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italiani non c’e' differenza. Quanto peso ha il tifo nella palla

nuoto? C'e' chi dice che i fumo

geni infastidiscono gli atleti in piscina... Oh, e' importantissimo. Per questo e' piu' bello giocare a Recco: la pi

scina e' piu' grande e si riempie sempre di tifosi, mentre a Sori, per esempio, la piscina e' piccola e viene sempre poca gente a vederci. Anche il tifo per gli avversari ci in

cita a fare di meglio. I fumogeni non danno fastidio, anzi ci caricano di energia!


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Pro Recco vs Posilllipo... Campioni d'Italia! La pallanuoto ha cambiato la tua vita? Io sono nato pallanuotista: e' da tanto, troppo tempo che gioco, 30 anni... Quindi non saprei neanche se “cambiata” sia la parola piu' giu

sta. Non ho proprio idea di come sarebbe stata la mia vita senza la pallanuoto. Per me esiste solo giocare in giro per il mondo! Come ti sei avvicinato alla pallanuoto? Su consiglio medico. Avevo pro

blemi alla schiena e il dottore mi ha consigliato di nuotare.

sara' fatto quando la squadra potra' tornare ad allenarsi a Recco.

Per quanto riguarda le infrastrut

ture sportive... Tasto dolente? E' una questione importante al momento perche' non abbiamo le strutture a Recco e siamo costretti ad allenarci a Genova o a Sori. Cio’ ha causato polemiche poiche' la squadra piu' forte del mondo non ha neppure la piscina dove al

lenarsi! Non e' bello, anzi direi che e vergognoso. Un passo avanti

Quanto sono lontani gli stipendi dei calciatori dalle vostre piscine? (Ride) Il nostro e' uno “stipendio orario”: noi prendiamo in un anno quello che loro prendono in un’ora! Non posso rendere pub

blico il mio salario... Ognuno prende uno stipendio diverso, per cui proprio non saprei farti una media anche perche' non sap

piamo lo stipendio l’uno dell’altro.

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A

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ll'improvviso, alla luce di una luna smorfiosa, si accorgevano di essere anziani... Eh gia'. Nuove generazioni compaiono prepotenti e si sostituiscono alle precedenti. Ragazzini spensierati, felici e belli, sostituiscono trentenni (o giu' di li'...) con la scadenza scritta sul lato o sul tappo della giovinezza. Trentenni che sanno di essere cresciuti, ma si arenano sulle secche del

l’adolescenza e non trovano i mezzi per riprendere il largo. Sono cresciuti e si rendono conto di es

serlo, eppure si comportano ancora come un tempo, si nascondono dietro il dito della consapevolezza. Sembrano attendere qualcosa... Perche' vi attardate? Cari trentenni (o giu' di li'...), avete forse paura di invecchiare e restate alla larga dalla qual che sia sicurezza, poiche' le sicurezze (lavoro, responsabilita', famiglia, stabilita' e tranquillita' e…) contraddistinguono gli anziani e accele

rano l’invecchiamento? E, nel frattempo, dove ve ne andate? Via lontano! La citta' mi sta stretta! Voglio girare il globo e... perche' no, anche un posticino quassu' dalle mie parti credo sia partico

larmente ambito!Diventare grandi significa che non c’e' piu' nulla di scontato? Vuol dire perdere gli obiettivi, significa scontrarsi con le rinunce che impone avere delle responsabilita'? Si perde la con

centrazione? Si e' piu' deboli? Non lo so. Significa non avere risposte! E sapersi rialzare a ogni ba

tosta!Significa forse gettarsi a testa china in tutti i progetti e, per lo piu', rimanerne esclusi? Diventare grandi uguale collezionare rimpianti? Non credo proprio che crescere porti al rimpianto, piuttosto il non crescere, quello si! Si rimpiange di non essere grandi. Perche' come si cresce nel corpo, cari miei, non meno si cresce nella mente. Ed e' a questo che, proprio, non riuscite ad adeguarvi. Ma, diamine, perche' nessuno vi aiuta? Perche' siete adulti e dovete camminare con le vostre gambe! Du

rante l’adolescenza non avete prestato troppa attenzione, convinti che sarebbe rimasto sempre tutto uguale, convinti di possedere un “tempocomando” nella tasca della giacca. E siete rimasti imbam

bolati a guardare le tette della vostra compagna di banco, vi siete ammirati troppo per come era

vate allora e non siete piu' in grado di riconoscervi diversi. E ora, nel vostro specchio, compare un uomo con la testa di un coniglio. “Non sono io quello!”. Basta scuse, dovete riconoscervi in un tipo di pensiero diverso, non piu' giovane e incollato a chissa' quale principio di bellezza, perfezione e for

sennato accoppiamento. E' trascorso il tempo persino di essere asceti, dovete accettare la vostra umanita', in carne ed ossa.


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COCKTAILS: NON E' TUTTO ORO QUEL CHE LUCCICA!

di Walter Firpo

C

i sono gli estimatori della birra, avulsi da questo pro

blema; ma quanti, giunta l’ora dell’aperitivo, cercano la sen

sazione intensa di un cocktail buono, preparato a regola d'arte... ma non lo trovano! Confezionare un buon drink e' un lavoro tutt'al

tro che semplice. Troppi profani vanno a tastoni in una scienza che non conoscono, sicuri che nessuno notera' nulla. E spesso si pagano cari biberoni che scendono in gola a fatica, acidi e molli. Io credo non abbia davvero senso bere tanto per bere, e' bello farlo intensamente, concentrati sulle proprie papille

gustative. E non dimentichiamoci, inoltre, che ognuno ha il proprio stile in cio' che beve! “Quelli della birra”, ad esempio, hanno da sce

gliere il colore e hanno preferito il design di una bottiglietta, la sem

plicita', all’elaborata ricerca di ar

cobaleni di gusto: ma questi bevono soltanto birra. Qui da noi la Vodka e' per le signorine, diluita con bibite gassate, e per i ragazzi sensibili... C'e' poi chi e' abituato a bere il solito, chi e' indeciso e fini

sce sempre con il cadere sul ba

nale, chi e' eclettico e sceglie sempre qualcosa di diverso e, tal

volta, inventa cocktails fuori dal

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comune. Poi ci sono coloro che tengono il bicchiere in mano per ore, o, per ore, ci girano le dita in

torno, seduti al tavolino; quelli che bevono d’un fiato, come assetati sfiniti. Insomma, c’e' psicologia schietta dietro tutto cio'! Dulcis in fundo, ci sono i veri cocktail. Quelli che, se lo scovi, torni a berlo e, ogni volta, come spuma, perche' neppure ti accorgi che e' alcolico (prima di alzarti dal tavo

lino). Il vero cocktail non lo si puo' bere in discoteca, dove alla base al

colica si aggiungono preparati gia' pronti ore prima, ne' vale misce

lare gli ingredienti un po’ cosi'. Ci vuole una alchimia precisa, merite

vole della sapienza degli stregoni. E' come comporre un elisir... Le dosi giuste di ogni componente sono fondamentali. Dove non c’e' ghiaccio, per altro, rinunciate al cocktail. E' un po’ anche una filo

sofia, perche' non e' la stessa cosa


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che bere un distillato liscio, al modo dell’uomo d’affari, o co

munque elegante, Americano. Per

che' ci vuole cultura nel bere, deglutire quello che passa solo per ubriacarsi e' un po' come pranzare tutti i giorni al McDonald's. E' bello bere per il gusto di cio' che ab

biamo nel bicchiere, apprezzarlo, degustarlo, con coscienza. Eppure

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i locali “aperitivo” tendono ad at

tirarci piu' con il cibo che non con quella che dovrebbe essere la loro forza, ovvero la preparazione dei cocktails. Dare da mangiare molto e usare alcolici di qualita' scadente e' sicuramente poco costoso e rende di piu' al padrone del bar! E, particolare da non trascurare, a quel punto tutti possono essere

barman. Voglio invitarvi a scegliere con cura i locali ove godrete i vo

stri aperitivi e dopocena, facendo attenzione non all’abbondanza, ma alla qualita'. Siate ricercati! Non la

sciatevi abbindolare da vane tenta

zioni! L’estate e' meravigliosa e un bicchiere che trasuda la propria condensa illuminata dal sole la riassume in estasi…

CHE COSA CI VUOLE PER FARE UN BUON COCKTAIL? Vodka Martini: il drink di James Bond. Gli ingredienti sono vodka e Martini bianco; Sean Connery lo voleva shakerato, non mesco

lato; a David Craig non importa (forse il suo cocktail e' fatto male, quando si sente male al tavolo da gioco). Negroni: nasce a Firenze il sovrano assoluto dei cocktails. Il piu' classico, il piu' nobile e sincero, il piu' forte, il piu' difficile. Gin1/3, Martini Vermouth1/3, Campari1/3 Cuba Libre: banale, ma assurdo se il Rhum non e' buono. E' lui che fa la differenza. Gli ingredienti sono Rhum 5/6, limone spremuto 1/6, mezza bottiglietta (o poco piu') di Cola. Mojito: molti pensano che basti buttare un poco di Rhum su zuc

chero di canna e limone battuto con una foglia di menta… Il Mo

jito e' molto di piu', e' un superbo principe del nostro reame. Tanto per cominciare si usa il lime. 50g di Rhum chiaro, un lime spre

muto, due cucchiai di zucchero di canna, mezza bottiglietta di soda, menta. E' rinfrescante e appagante, idealmente estivo... Sa di America centrale! Margarita: un altro classico. A dir il vero, non molto qui da noi (sara' per tutto quel sale, o perche' nessuno lo sa fare?) Si ottiene con 2/3 di Tequila, 1/3 di Triple sec, mezzo lime spremuto, sale fino e uno spicchio di limone per decorare. E... Non dimenticate il ghiaccio!

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Il Margarita


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AMICI PER CASO

di Sir Biss

E

' una giornata calda. Vo

glio proprio godermelo questo pomeriggio di dolce far niente in citta', in attesa che apra il negozio di informatica per comprare una nuova RAM per il mio PC. Prima tappa: gelatino. Poi Villetta Di Negro: ai piedi della cascata si sta da Dio. Penso che in quel punto li' ti sembra di non es

sere in citta', se non fosse per la so

lita moto di grossa cilindrata che fa casino su per via Assarotti. Addi

rittura sento un uccellino che ri

corda tanto la suoneria del mio cellulare. Anzi no, sono due per

che' uno gli risponde, che stra

nezza!. “Ciao”. Ecco li', ci siamo... ora questo qui mi chiede una siga

retta. Mi giro mentre tiro fuori il pacchetto e vedo una famigliola: lui, sulla quarantina, jeans e cami

cia bianca; lei, direi sua coetanea, carina, jeans e camicetta bianca; la bambina, 6/7 anni, jeans e cami

cetta bianca; e un gatto. La cosa particolare e' che tutti e quattro, compreso il gatto, sono biondi con gli occhi verdi. Son tutti vestiti uguali, chissa' forse appartengono a una comunita' religiosa. Lui mi chiede gentilmente, in un italiano

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molto approssimativo, se posso fare loro da guida solo per un paio d’ore, perche' devono partire e il viaggio e' piuttosto lungo. Io ac

cetto, tanto il negozio chiude alle 19,30. “Avete un’idea di cosa vo

lete vedere?” Lui risponde “si', mare con navi galleggianti”. Gal

leggianti??? E come voleva tro

varle... affondate? Mi scappa proprio di chiedergli da dove ven

gono. Lei mi sorride e dice che me lo diranno prima di partire. Le sor

rido anch’io, rendendomi conto che in fondo li trovo simpatici. Mentre scendiamo verso l’Acqua

sola, dove ho l’auto parcheggiata, noto che il gatto li segue come se avesse il guinzaglio, accucciandosi ogni tanto... insomma, faceva il cane. “Mai vista una cosa del ge

nere” penso. Entrando in auto, sara' perche' non e' di primo pelo, lui e lei si guardano e accennano un sorrisino. Io penso tra me “in

tanto pero' siete a piedi e io ci metto la benzina e il parcheggio al porto”. Arriviamo al Terminal Traghetti, sicuro di trovarci qual

che nave, e li vedo interessati alla grande abbuffata di auto nella pan

cia del traghetto. Prevengo la do

manda e spiego che quelli vanno in Sardegna. Occhi con punto inter

rogativo. Questi non conoscono la Sardegna, roba da matti! Mi rendo conto che il tempo passa, cosi' penso che sarebbe un bel ricordo di Genova far ammirare la citta' al tramonto da Spianata Castelletto.


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E credo di aver avuto proprio una bella idea, poiche' la bambina, che oltretutto non ha mai aperto bocca, davanti a quello spettacolo si e' avvicinata a me e mi ha preso la mano. Ovviamente il gatto e' sempre li', seduto. Abbasso lo sguardo e mi rendo conto di es

sermi un po' affezionato a quella strana famigliola. Lui mi dice che la sua casa e' molto diversa da quelle che si vedono dalla roman

tica ringhiera: e' tutta piena di ve

trate ed e' circondata dalla sabbia. Sabbia? Ho capito. Ho visto in In

ternet i villini dei dirigenti di So

cieta' americane nel deserto libico: sono proprio fatte cosi'. Questa e' gente col grano...beati loro. E’ tardi, lui mi fa capire che la sua macchina e' su quell’ altura con i grossi muri, e che erano scesi giu' a piedi. Capisco che si tratta del Righi e mi offro di accompagnarli alla macchina. Lei non risparmia un altro sorriso e mi dice “sei vero gentile”. Io penso “e giu' ben

zina...” Comincia a far buio, arrivo

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in cima a Righi e chiedo dov’e' par

cheggiata la loro auto. Lui mi indica due alberi distanti un metro e mezzo l’uno dall’altro. Fermo l’auto li' davanti e scendiamo. Mi accendo una sigaretta e la bambina ha storto il na

sino, come se disapprovasse. Io la guardo come per dire “tanto non smetto di fumare”. Al di la' dei due alberi c’e' una radura, tipico luogo da coppiette (in effetti mi ri

cordava qualcosa), ma non c’e' nessuno. Son cambiati i tempi! Lui mi dice che la sua macchina e' li' dentro: ma come ha fatto ha pas

sare tra i due alberi? Ricordo che a malapena ci passava una cinque

cento, e loro, che per me hanno i soldini, avranno certamente un’auto come si deve. Dietro le siepi vedo finalmente la macchina: un nuovo modello, sicuramente giapponese, tutto cromato; pero' non si vedono le ruote. “Ha fatto l’assetto” penso “e poi l’erba e' un po’ alta”. Sento tre “ciao” e un

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“miao”. C’e' una leggera brezza e la bambina mi viene incontro e mi da' un bacino leggero. Lui e lei mi salutano mettendo la mano sul cuore. Sono entrati. Pur non ca

pendo un cacchio di motori, sono curioso di sentire un bel rombo da Gran Premio. Nessun rombo, solo un improvviso bagliore, cosi' acce

cante da costringermi a coprire gli occhi. Poi il ronzio di cento zan

zare, e mi ritrovo come uno scemo a testa in su a salutarli con la ma

nina fino a che non sono diventati una stellina a sinistra della Luna. La Luna? Ma che ore sono? Belin... addio RAM... va' be'... la com

prero' domani.


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LINO MISSIO: IL FILOSOFO IMPRENDITORE

di Gabriele Serpe

L

e caselle mail di molti li

guri e genovesi ricevono ogni settimana comunica

zioni dalla sua segreteria... Una rete promozionale degna delle mi

gliori menti del marketing, tanto da meritarsi la nomea di "filosofo imprenditore". Corsi antistress a domicilio nelle aziende e sedute private (l'ultima iniziativa e' intito

lata "Come individuare e sciogliere i conflitti irrisolti") sono il suo mar

chio di fabbrica. Lino Missio ("...io mi dedico al cambiamento delle singole persone...") e' psicologo e filosofo, laureato in psicologia a Pavia e in filosofia a Genova. In particolare, la sua attenzione va alle piccole e grandi imprese, o meglio, ai tanti lavoratori che quo

tidianamente le frequentano, per combattere lo stress, l'ansia, l'in

soddisfazione. Noi lo abbiamo in

tervistato per saperne qualcosa di piu', il "filosofo imprenditore" ci incuriosiva non poco... Corsi, incontri, studi. Il suo nome gira di mail in mail e i suoi corsi a pagamento sono pubblicizzati e frequentati. Le da fastidio sentirsi definire "filosofo imprenditore"? Assolutamente no. Per molti anni ho lavorato con aziende e persone, utilizzando gli strumenti della filo

sofia, quella pratica, che permet

tono di ristrutturare, in un certo senso, la realta' che ogni individuo si costruisce e che, a volte, diventa distruttiva per la propria vita e per quella dell'azienda in cui lavora o della quale e' titolare. Che cos'e' secondo lei la malattia mentale? La malattia mentale e' una anoma

lia del compor

tamento e/o del pensiero, carat

terizzata da apa

tia morale e asocialita', ma questa e' una definizione del tutto generica, perche' come si puo' constatare consultando il DSM IV (il ma

nuale diagno

stico dei disturbi mentali), vi sono diversi tipi di

problematiche mentali. Per dare una spiegazione piu' filosofica, direi che la malattia mentale puo' equi

valere ad una visione particolare del mondo che porta ad un com

portamento e ad un pensiero di

verso da quello condiviso dalla comunita'. Lei ha scritto, in un suo libro, che "i problemi non esistono". Un'af

fermazione forte e senza ombra di dubbio suggestiva... Come con

vince di cio' i tanti che invece po

trebber o giurar e di vivere sommersi dai problemi quotidiani? Nella pratica e' difficile fare accet

tare questa affermazione, ma diffi

cilmente sposiamo soluzioni lontane dalla nostra cultura e dalle nostre regole: ci impuntiamo. Di fronte ad un problema che osta

cola i nostri obiettivi, cerchiamo di concentrarci su cio' che il pro

blema ci suggerisce di fare. Non lo accettiamo, lo combattiamo, ma questo non e' l’atteggiamento giusto. Il segreto e' l'accettazione. Mi perdoni la domanda terra terr a... "Siamo tutti uguali" o "Siamo tutti diversi"? Ogni individuo e' totalmente di

verso da un altro: miliardi di com

binazioni e interazioni fra geni, cultura e ambiente, ci rendono tanto unici e autentici, quanto, spa

ventosamente, uguali. Un para

dosso che le statistiche disegnano quotidianamente.

ESCLUSIVA PER I LETTORI DI "ERA SUPERBA" Bastera’ iscriversi sul portale www.informatutto.info ed inviare una email a redazione@informatutto.info preci

sando di essere lettori di "Era Superba". Riceverete gratuitamente sulla vostra e mail l'ultimo libro di Lino Missio, attualmente in vendita nelle librerie, "Cosa vedo in te".

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e rzo ap p vivo e untamento di di colo q u e st a ro musica c . Inten che di music hiacchierata a d riguard o s v t ivono: e r if r e erir ) la a quelle r ivolte a musica dal v mi a politiche i musicisti. P nte aspetti e problem r l iv e avanti. c s o ndiamo o e . t n t I t o l in re c qua ua M at direttiv i limito a butt lassico/sinfon dro e' disarm tive, possibili e le istituzioni n iche della mu ico son ante: n e che d are li' q e sica da p l loro r r a t icabil op on ua efis l gare i m a usicisti calizzassero i lche spunto... iu' in odore d esistono polit i, volte a sost pporto con la i assiste Ad ese che suo iche or e Voglio costi so n e r e (no mp ga nz na d st volati. ire, per molti no (non in ne enuti da un g io, sarebbe p ialismo che di niche di quest n assi

Perche o e r o tipo s s s o s e o t s t o ib s m t t r o e il e per a alla ri pr gno. e su ' il e una con cezione settore music oduttivi sono luce del sole, insonorizzare base europea Ma, andiamo ale non , arriva conside previsti radicata con i co un loca re po ra le in n n ditemp ta in modo se ella cultura e trebbe usufru centivi, cassa tributi, come , allestire il p a delle a o, l’estr s n r lco, pa

ir in i e io e f l t a . e c di nor in un grazio Il mu ostum oso a posto trovand , il sognatore sicista, nel no e italiano tale mative analog ne, sgravi fis lavoro vero)? cali stro pa , colui come la osi un la he per cui, ch ese v v la music ? La risposta , crediti age

18/20 a oro su cui con oro normale, e non ha vogli , viene semp mette in a n o nv re nn a ta tenend gioco o la mu di lavorare m considerato iene professio sici, e' t i). Questa eq re” (… cosi' nalmen a sica com uazione ad esem a che “ alment m e t a ' strada te e radic sarebbe pio mi musica solazion e hobb ata, fra rib y/ m = e musicis e' dire che n che tutti, anc non “vero” la adivano insist passione, visto eglio mettesse il per

ta en h e v la testa c la sua m , attivita' ricon i paesi piu' civ e i politici, ne oro, a cui solo temente i mie he non offre g osciuta c i iopia n il a p o p ranzie i a n a r u d r zialm n gio enti ivido en el pot re b b ero ess non consider on semi cland vane riesce a no di fatto … ente sfuggono quando avevo are che erci de hanno estina, i music costruir la stupid cin pe st d is e mentali udiato anni e e di migliaia all’ultimo pub rche' pagata in un progetto aggine!!! Ma ti clas

g di giov anni, o debban in ra con d n i e p r esis o. rovincia ani in g ssia il m o essere urgenti” di Bolz La nostra clas tenza facend

r u a o d s d ic g o a g is a e r s o il d ta? e po isolv no tto iv di ques ta assen ere, ma allor di concertate Certo, capisc ivere dignitos all’ultimo loca litica dimostr a a a o le za , m p crepita che con di normative noi musicisti c olitiche di rile che la Fiat e ente, facend di Pantelleria o quell vanza s , tutti i s he dov litica” sidera la finalizza op rem tra ett c t formaz he non ritie musica nella s e alla valorizz mo fare, tagli tegica; capisco ori economic er cui ione/sv azione ne che ua dim i fonda a che ci s rci le ve de ilup ensione

problem l’ ludico/ lla cultura m ne? No, io pe iano “question a di leg po/arricchim educazione usicale hobbys n i e m del mu s if n o e u t r c o s a ic h r d e c t e in ale co ica. Ed ella i sia un sic alla bas ntrib e' ac e piano a ista. Sia chiar modo adegu personalita' di un b uisca, al p evidente che oncezione de o che o lla mus ato, ris a u p ica nel a

r r n bene, p m o m i a n b a d d “ in i da alm endo a percors er curio lle esig o o di un a elle altre d cultura po

eno 3 oe s pivelli) stanno ita', quante/i ducativo. Che 0 anni la ped enze di chi in dolescente, no iscipline, all musicis a vivendo agogia n potra dire? L ho dett tende e te/i piu ’a 'p o se fa creand tutto! Insomm cendo i music nate/i a Gen rretratezza de ' avanzata ass rcitare la pro orsi il o in ov eg fe is a nanziam occupazione. , una seria po ti a tempo pie a intorno al 1 ostri politici m na un ruolo d ssione Lancio 9 litica d i enti, ne i n 8 primo r o 5 isulta ? Io (quin i u progra mmazio lla forma di “ na proposta: sostegno potr non ne conos di persone d disgustosa. Eb contrib co nem i ebbe co perche

ne ser dovreb u ' meno u 24/25 anni, no ia e be che sia to a sostegno non istituire ntribuire a ril n n o non ric essere preoc . E con qu ancia ” ver un “ no cu hie esto assurdo dere, ufficialm pata per la cr disponibili a rebbero conc Fondo per la re la musica d dal vivo is e m che le s s i e s in u d n i s v t e a ic e e ll i a s a lo u t , n ir sbigliet m d c c uole di e nel ali in gr al vivo” impegn usica d tam s anche la ento e incas musica/ballo/ o da parte de al vivo, e mot ettore. E po ado di presen ? I fi

te ta iv so lla i dal vivo S.I.A.E., potre . Non sarebb atro debbano S.I.A.E.? Al ata ad interve c’e' la S.I.A re una esufficie nire. Pe .E., ch tempo pagare bbe co ” di cu e ntribuir stesso t rche' i sopra. nte ver cifre co giovani rov ea sar ns N ta Eppure lenti. Forse s on solo, espo ffiancando le e una cifra fis istenti in asse o ar nz ne sa is a con l’o me sembrano ebbe meno in ndosi potrebb tituzioni, a qu , simbolica? E a di bbiettiv v e e is poi, l s p a “ promu unti r Fond a tut o dall’eta ' di 18 di riconoscer agionevoli da ti proprio in v overe attivita o per la music anni. e dignit ' ir p a a' profe oter utilizzar tu' del suo im per valorizzar e come e ssionale p i e g n o. U bas a chi fa questo e su cui discu topia? mestier tere, e

– D. Henderson "Jimi Hendrix" Arcana editore – J. Carr "Mile Davis" Arcana editore – A. Collisani " Musica e simboli" Edoizioni Sellerio

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SPENCER TUNICK, L'ARTE DEL NUDO

di Matilde Gomez

N

udi e crudi, come mamma ci ha fatti. Di tutte le taglie, di ogni colore. E' cosi' che ci vuole Spencer Tunick, fotografo newyorkese; ci chiede di spogliarci di abiti e di pudore, magari di sdra

iarci sull'asfalto delle nostre citta', per celebrare la "bellezza artistica della pura nudita'". Tunick e' l'arti

sta in grado di far denudare centi

naia e centinaia di persone contemporaneamente e farle diven

tare un fenomeno d'arte contempo

ranea, per poi definirle come installazioni di nudo su larga scala: una forma surreale di puzzle umano dove le tessere sono individui spo

gliati e utilizzati come elementi di un mosaico tridimensionale. Nelle sue foto centinaia di corpi. Non e' por

nografico, non e' volgare. E' un' ec

centrica forma d'espressione che coinvolge curiosi e simpatizzanti in tutto il mondo. La sua carriera inizia una ventina di anni fa quando, dopo aver ottenuto il Bachelor of Arts nel 1988, comincio' a fotografare nudi

nelle vie di New York, era il 1992. Tunick in ventanni ha fotografato migliaia di esseri senza veli ritratti in diverse situazioni metropolitane, in movimento, a riposo... La colletti

vita' e' la sua specialita' e la sua mi

Citta' del Messico, diciottomila persone nude fotografate da Tunick

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gliore forma di espressione... solo in pochi casi tratta di nudi individuali o di piccoli gruppi inseriti in situa

zioni insolite. Divulgare la sua arte “genuina� non fu una passeggiata: infatti, nel 1994, fu arrestato al Rock

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feller di Manhattan (New York), per

che' in compagnia di una modella completamente nuda. Dopo aver realizzato alcune foto in altri paesi degli States, nell'ambito del progetto 'Nakad States' allarga il raggio della

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sua tela e sbarca a Londra, Lione, Melbourne, Montreal, Caracas, San

tiago, Sao Paulo, Buenos Aires, Syd

ney, Newcastle, Roma e Vienna. Nel giugno 2003 ben 7000 persone hanno posato a Barcellona. Nel maggio 2007, a Citta' del Messico, ha battuto il suo record fotografando oltre 18.000 persone nello Zocalo della citta', tutti volontari. Molti defini

scono le sue opere 'manifestazioni sociali' a sostegno della liberta' di espressione. Ma c'e' di piu' nel suo esperimento visivo... “un'azione li

vellatrice che permette di compren

dere l'omogeneita' umana, tramite una visione democratica del nudo, che, totalmente privato di umanita' e sensualita', ci riporta ad uno stato di uguaglianza non ottenibile in nes

sun contesto odierno�.


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GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA

Incontro con i protagonisti dell'ultimo film di Pupi Avati di Francesco Gualdaroni

P

rodotto da Antonio Avati, scritto e diretto da Pupi Avati, "Gli Amici del Bar Margherita" e' una storia ambientata nella Bologna degli anni cinquanta, con un cast echeggiante composto da Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Fabio De Luigi, Luigi Lo Ca

scio, Neri Marcore', Gianni Cavina e Katia Ricciarelli. Una commedia sentimentale che rievoca l'adole

scenza del regista bolognese, ricordi e personaggi legati alla sua giovi

nezza, personaggi esistiti, "eroi stu

pidi", come li ha definiti Pupi Avati: "Io sedicenne somigliavo, nella sfron

tatezza delle mie aspettative, a quel

l’Italia in cui nessuno si prendeva la briga di richiamarmi alla ragionevo

lezza. Avevo l’eta' dei miei sogni, che era l’eta' della citta' in cui vivevo e della sua gente. Tutti insieme con

dividevamo le stesse attese nei ri

guardi di uno sconfinato futuro... Questo e', in breve, "Gli amici del bar Margherita"...". P artiamo da Lucio Dalla, l'autore delle musiche. Come sono nate le canzoni del film? Tutti i vari momenti di sonorizza

zione sono stati concordati di co

mune accordo con Pupi che conosce bene la musica. Mi sono sentito su

bito ispirato, ho scritto piuttosto in fretta, e' venuto fuori tutto molto “di getto”... Si tratta di musica inte

ramente inedita, tranne la canzone dei titoli di coda “Dark Bologna” che ho cantato e suonato cam

biando leggermente il testo per adat

tarlo ai primi anni ’50 (si parlava ad esempio di autostrade che all’epoca non esistevano!).

Diego Abatantuono interpreta "Al", il re del bar Margherita... Ho subito aderito idealmente a que

sto personaggio perche' la sua vita e' speculare alla mia: io ho trascorso piu' tempo al bar che a scuola! I bar in passato rappresentavano una sorta di seconda casa, nascevano dei rapporti paralleli, quasi integrativi e compensativi rispetto a quelli che si avevano con i genitori e i fratelli maggiori, esisteva un’etica destinata a scomparire nel tempo perche' si giocava un po' tutti alla pari. Se oggi sono gli extracomunitari ad esser emarginati, all’epoca la stessa diffi

denza era destinata ai meridionali, ma sia il bar raccontato da Pupi che quelli che ho frequentato in seguito io a Milano, per esempio, svolge

vano una funzione di integrazione e di raccordo tra categorie sociali dif

Al, il personaggio interpretato da Abatantuono

Pupi Avati durante le riprese del fim

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ferenti. Meridionali e settentrionali, benestanti e squattrinati, anziani e giovani, tipi strani ed altri piu' che omologati... Gianni Cavina, cosa ti ha lasciato "Gli amici del bar Margherita"? Questo film e' la dimostrazione che, se si ha voglia di grattare e scavare, il territorio nasconde sempre qual

cosa da scoprire. Sono legato a que

sto film, mi hanno invecchiato di ventanni ed e' stato appassionante entrare nel personaggio... Insomma, lo trovo delizioso, a mio parere uno dei piu' belli di Pupi Avati. Hai recitato in tanti film di Pupi Avati: quali ricordi con piu' piacere? "Regalo di Natale" e' senza dubbio il primo, poi "La via degli Angeli"... e questo merita la terza posizione.

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Devo dire che il fatto di aver reci

tato ancora una volta per Pupi mi fa sentire incredibilmente fortunato, sono quarantanni che mi adopera ed io mi faccio adoperare! E menomale che ho conosciuto i fratelli Avati tanti anni fa... pensa se al loro posto avessi incontrato i gemelli Ruggeri! Laura Chiatti, un'esperienza impor

t ante per la tua crescita... Si... approdare nella famiglia di Pupi Avati e' stato davvero stimolante, mi hanno trattato con i guanti, mi hanno fatto sentire una principessa. Come ti sei trovata con il t uo personaggio? Una parte impegnativa ma diver

tente! Interpreto un'entraineuse. Vengo assoldata da Luigi Lo Cascio per cercare di dissuadere Neri Mar

core' dal suo matrimonio. Ho reci

tato il ruolo di un'attrice... Ecco un tipo singolare... Fabio... Esatto. Fossi stato Fabi o Fabios, in inglese, saremmo stati piu' di uno... invece sono solo io. Io e il mio amico (un uomo bizzarro che non lo molla un istante mentre facciamo l'intervista ndr), che non so chi sia, ma ride e mi bacia continuamente... Veniamo al film. Fai la parte di un antennista che non sa cantare e va al Festival di Sanremo, e' stato diffi

cile imparare a "non saper cantare"? Per nulla... Ho usato il metodo Sta

nislavskij, lo adotto da quarantanni, ovvero la mia eta'. In tutto questo tempo ho fatto il possibile per non imparare a cantare, in modo da farmi trovare pronto per il film!

De Luigi è l'atennista che sogna il Festival

Laura Chiatti è un'entraineuse anni 50

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Per scrivere sulla bacheca di “Era Superba� invia i tuoi scritti a bacheca@erasuperba.com

SUL TERRAZZO DI CERVO Sole, dal Borgo inebri tutto il mare, spegni i lampioni, risvegli i vasi in fiore, carezzi il patio e la rugiada muore, sorridendo nell'azzurrita'. Da riva al Poggio un volo di gabbiani radendo i tetti inventano canzoni. Macchie di ulivo e piante di limoni, uno scrigno di tranquillita'. E di sera la brezza concede quattro passi nel cielo assopito, che la mente ammaliata intravede come spazi di un nuovo infinito.

GOMITOLO Districo di mia vita la matassa, come nastro la svolgo e, sparsa, da vicino ne osservo ogni frammento e ad ognun ne attribuisco il senso.

Doti, fatiche, piuttosto buona sorte, ecco il mio diario che apre le mie carte: gesta, miserie, comunque pezzi d'arte, amicizie e contrarieta'.

Silvia Guerra

C'e' la radio degli anni sessanta con canzoni integrali e rifatte, qualche libro, il clima che incanta, due spaghetti, una tazza di latte. Ora l'estate mi sembra piu' vicina, e' sul terrazzo che noi faremo cena. Se penso a ieri ti conoscevo appena, quanti anni son finiti gia'! La passeggiata, un tuffo dall'arena, un omaggio alla fedelta'.

Paolo Scazzola

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Il racconto a puntate dei lettori di “Era Superba”!!! Abbiamo iniziato noi, pubblicando l'incipit un mese fa, ed ora ecco prender forma il primo capi

tolo del vostro romanzo! Sul sito www.erasuperba.com potrete leggere l'incipit e la versione inte

grale di questo primo episodio, ma soprattutto inviarci il vostro nuovo capitolo! Spetta a voi far proseguire le avventure dell'investigatore Igor Panelli...

CAPITOLO 1 (di Luca Sestu, Genova) Igor non aveva saputo reagire a quella nuova sconvolgente. Per alleggerire l’effluvio da eccitazione dell’ingaggio ri

cevuto, si rintano' in un bar e ingoio' whyskey tutto il di'. Usci', ubriaco, a notte fonda e dialogava con se stesso, a voce alta: “ Non sarai mai in grado di risolverlo!”. “Taci! e' il mestiere che ho scelto!”. “Dove cercherai gli in

dizi?”. “Domani. Lascia che ci pensi domani!”. L’indomani mattina (o era pomeriggio?) l’investigatore si sveglio' riverso tra i giornali vecchi del suo ufficio. Era ovvio, sarebbe dovuto andare presso l’abitazione dello scrittore, quel sig. Firpo, e cominciare di li' le ricerche. La testa gli scoppiava. Perche'? Lascio' lo sgabuzzino e si incammino' sul marciapiedi. Lo scrittore viveva fuori citta' ad almeno dieci chilometri, Panelli avrebbe impiegato due ore a piedi ad arrivare fin la'. Ma gli piaceva passeggiare in quell’habitat inquinato, inequivocabilmente esclusivamente umano. Egli scrutava tutti i passanti, da sotto la tesa del cappello, con sospetto: gli occhi stretti e le ciglia allerta. Faceva caldo, ma l’uomo che molti videro risalire la collinetta del quartiere residenziale non tolse l’impermeabile e rag

giunse casa Firpo trafelato. “Buongiorno!”, lo saluto' l’anziana madre dello scrittore. Egli, di fatto, viveva con lei. “Lei e' l’investigatore! Mio figlio non c’e'. Ma ha lasciato detto di lasciarla fare, purche' non metta troppo disor

dine nelle sue carte!”. Panelli dimostro' il suo assenso con un gesto del cappello. “Le offro qualcosa? Gradite…?”, si interesso' la padrona di casa, non solo per convenienza, ma con sincera ospitalita'. “Un caffe', grazie!”, taglio' secco Panelli. Quand’ebbe ricevuta la sua tazza colma di panna (Dio che orrore! A Igor Panelli il caffe' piaceva nero, forte e amaro), l’investigatore si fece condurre nella stanza che lo interessava. La camera del sig. Firpo era quella di un ragazzino disordinato. E tutto era ammucchiato qua e la'. Panelli fu scoraggiato di trovare un solo indizio. “La lascio solo!”, disse la madre di e, un secondo piu' tardi, si udi' il suono di un aspirapolvere in funzione. Panelli si scosse solo avvertendo quel rumore. Per tre ore scartabello' e frugo' nella polvere di una mente senza confine e in perpetua guerra: appunti; brani cominciati, cancellati, riscritti, modificati…; intuizioni; idee; nessun testo com

piuto. “Scende per mangiare qualcosa?”, la padrona di casa lo scovo' sotto il letto. “Oh, no grazie. Vado via! La ringrazio davvero!”. Mentre si scrollava le lane dall’impermeabile, Panelli scorse una ragazza meravigliosamente bella appesa alla parete in una foto con l’autore. “Chi e'?”, domando'. Panelli sperava fosse una ex ragazza delusa e com

prensibile di rancore nei confronti dello scrittore ( tanto da fugare il suo ultimo manoscritto caso risolto! ), ma, guardando meglio e intuendo la somiglianza tra i due, non gli fu necessario ascoltare la risposta della madre di entrambi: “E’ mia figlia! La sorella maggiore del signorino Firpo!” ... Clicca su www.erasuperba.com e... CONTINUALO TU!

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GESTISCI UN LOCALE? ORGANIZZI EVENTI? Segnalaceli inviando una mail a agenda@erasuperba.com MUSICA

Villa Serra Breakout festival H 21 Villa Serra Sant’Olcese Ven3/7 Genova/Salento Reg

gae night Ing 5E Sab4 Capa

rezza 15E Merc8 Dragonforce , Arthe

mis, White skull 20E Ven 10 Negrita 20E Sab11 Skiantos 5E Ven17 Punkreas 5E Sab18 Banda

bardò 12E Ven24 Modena city ramblers 12E Venerdi 10/7

H 21 BORBEROCK FESTI

VAL 2 Novembre, The In

spector, Grenouille, Gandhi’s Gunn, Maggie Brown. Bor

ghetto Borbera (AL) Sabato 11 H 2030 “CEP ovvero cuscus e pesto” degustazione gratuita di cuscus e trenette al pesto e esibizione della Banda di Piazza Caricamento (formazione mul

tietnica). Consorzio Pianacci, via della Benedicta, Cep. 010 6120546

H 21 BORBEROCK FESTI

VAL Vallanzaska, Duffy punk, Eazy skankers, Deep Throat Domenica 12 H 21 BORBEROCK FESTI

VAL Ministri, Aim, Passover, Hattori Hanzo Da Giovedi 16 a domenica 19 FESTIVAL DELLE PERIFERIE, Esibizioni di band ed artisti del panorama rock ligure e nazio

nale h 20 Villa Rossi

Sestri Jazz, Paul Jeffrey Quar

tet Monk Tribute. Marina Ge aeroporto Sabato 18 H 21 Questi posti davanti al mare” musica d’autore con Hannah Scott. Marina Ge Ae

roporto Ven 24/Mer 29 H 2130 Con

certo blues Villa Imperiale Sab 25/7–NATURAL BEAT Dal tramonto all’alba torna l’house music festival. Monte Cornua, loc Casebecco (Sori)

H 2030 Cep in Rap, serata de

dicata all’hip hop con esibi

zioni musicali e di ballo con MondoMarcio. Consorzio Pia

nacci, via della Benedicta, Cep. 010 6120546

Sestri Jazz, Luca Cosi Quar

tet. Marina Ge aeroporto Dal 31/7 al 2/8 CAMPOFESTI

VAL Nella splendida cornice del Castello Spinola si esibi

scono artisti internazionali di musica celtica. Campo Ligure Sabato 1/8 H 21 Questi posti davanti al mare” musica d’autore con Havana football club. J class cafè, Marina Ge Aeroporto Sab 1/8 H 21 MUSICA PER LA VITA Forte Sperone Dj di fama internazionale in una serata organizzata dall’Ass. Musica per la vita. Ricavato a favore del Gaslini Sab 8 Sestri Jazz, Massimo Mi

nardi Quartet Are you Stan

dard. Marina Ge aeroporto

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Sab 15 H 1730 Omaggio a Nic

colò Paganini José Scanu, maestro concertatore, chitarra e Mario Trabucco, violino Pa

lazzo Rosso H 21 Questi posti davanti al mare” musica d’autore con Andrea Parodi. Marina Ge Ae

roporto Gio 20/ven 21/sab 22 BALLA COI CINGHIALI Più di 30 concerti che spaziano dal rock, punk, folk, reggae, area cam

pegio e punti ristoro, attività culturali. Bardineto(Sv) Info www.ballacoicinghiali.it 349/8355671 328/0392107 Sab 22 H 2030 Tributo ai Bea

tles, con i raffinati arrangia

menti dei Gnu Quartet. Consorzio Pianacci, via della Benedicta, Cep. 010 6120546

Sestri Jazz, Peewee Durante Trio Jazz on funk. Marina Ge aeroporto Sab 29/8 H 21 Questi posti da

vanti al mare” musica d’autore con Gipo Gurrado. Marina Ge Aeroporto

MOSTRE

Da 1/7 a 23/8 agosto WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR Museo di Storia Naturale . Mar ven 9/19 sab dom 10/19. Le migliori fotografie naturali

stiche selezionate tramite il concorso internazionale pro

mosso dal Natural History Mu

seum di Londra dalla BBC


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Per info più dettagliate e aggiornate, visitate l’agenda eventi on line su www.erasuperba.com SPETTACOLI

Mar 7/7 14/7 21/7 28/7 4/8

11/8 H 2130 Genova per voi "cabaret in giardino”. Cabaret e Musica in Via Cesarea Gio 9 H 2130 Dracula il Vam

piro. Atmosfere suggestive fra teatro, musica, danza. Arena del mare Porto antico. Sab 11 H 2130 “L’uomo dal fiore in bocca” Lettura antire

torica del testo pirandelliano all'insegna dell'umorismo. Villa Imperiale Mar 14 H 2130 “Moving parts” spettacolo di danza. V. Imperiale Mer 15 H 2130 “Qui comincia la sventura del signor Bona

ventura” V. Imperiale Gio 16 H 2130 “70 mi da tanto” Musica da ridere me

scolata a numeri comici e at

mosfere anni settanta. V Imperiale Ven 17 H 2130 “Sulle vie del blues” Musica dal vivo e nar

razione. Arena del mare Porto antico Mer 29 H2130 Don GIO

VANNI E LE SUE DONNE Arena dal mare Dom 2/8 H 2130 STASERA CABARET Serata dedicata ai comici genovesi V Imperiale Mar 4/8 H 2130 MIN

NAZZA, LA GRANDE MADRE La Sicilia raccontata attraverso un mito. Con Leo

Gullotta. Arena del mare Mer 5 H 2130 NINTE In un paesino di fantasia dell’entro

terra ligure storie di varia umanità Arena del mare

FESTIVAL IN UNA NOTTE D’ESTATE info www.lunariateatro.it SPETTACOLI Piazza San Matteo Ing 12E Inizio h 2115 11 12 13/7 “Nanìn, l’Oliver Twist alla ligure”prosa e mu

sica 14 15/7 “Di carne e di asfalto” danza 17/7 “Notte segreta” prosa 19 /7 “L’esame” prosa 21/7 Fi

lippo Gambetta trio 22/7 Se

rata d’onore Myria Selva per i 60 anni di teatro. Gratuito 24 25 26/7 “Aspettando Godot” prosa 28/7 “Three movement” danza 29/7 “Il berretto a sonagli”prosa 31/7 “Sorelle di sangue – Criso

temi” prosa e danza AGOSTO 1 2/8 “Genova, il 68”Teatro documento 4/8 “Caligari, la logica del delirio” musica e cinema 7/8 “Oh Ka

barett!”prosa e musica 8/8 “Una vita nuova” prosa 9/8 “Questi poveri, piccoli uomini feroci” Caccia al lupo di Verga e La morsa di Piran

dello prosa 11/8 “Macbeth” prosa e musica 14/8 “L’amore è un sogno” prosa 15/8 16/8 “Nanìn, l’Oliver Twist alla ligure”prosa e mu

sica

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INCONTRI APERITIVO “Letture Pirandellliane” h 19 Palazzo Pallavicino 22 25/7 I VECCHI E I GIOVANI 29/7

1/8 IL FU MATTIA PASCAL 31/7 L’UOMO DAL FIORE IN BOCCA 4/08 NOVELLE

SAGRE

Sab 11/7 h 19 Sagra del tor

tello Montepegli (Rapallo) – Sagra della tagliata Aggio (Strada per Creto) Gambero

nata Pieve Ligure Sab 11/dom 12 Sagra della Re

vezora , tipica focaccia locale a base di farina di mais. Campo ligure Ven 17/sab18/dom 19 Sagra della Nutella, Isola del Can

tone Sab 18 Sagra dei ripieni Mez

zanego Dom 19 Sagra dell’acciuga fritta Neirone –Sagra della paella, Livellato(Ceranesi) Ven 31/7 Sagra del cinghiale Campo Ligure Sab 1/8 Sagra della focaccia alla salvia S.Giulia, Lavagna Dom 2/8 Sagra della polenta coi funghi Mezzanego Ven 7/sab 8/dom 9 Festa dello sport e sagra dello stoc

cafisso Campo ligure Ven 14 Sagra dello Stoccafisso Molino Vecchio, Valbrevenna Gio 20 Sagra del Menestrun, h 18 Rezzoaglio Sab 29 Sagra patata (Montoggip)


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A SCUOLA DI CUCINA

Meno s'è a tôa ciû se mangia - Meno si è a tavola, piu c'è da mangiare

SORBETTO AL BASILICO

Ingredienti (per 6 persone) 200 g di zucchero 300 ml d'acqua 3 limoni 1 bicchierino di Vodka 8 foglie di basilico 1 albume Fate bollire l’acqua con lo zucchero e una scorza di limone (possibilmente non trattato) fino a che non diventi un composto abba

stanza denso. Eliminate la scorza e lasciatelo raffreddare. Dopo aggiungete il succo dei li

moni e la vodka. Tritate le foglie di basilico e unilete al liquido mescolando. MoNtate poi a neve l’albume d’uovo e unitelo delicatamente al composto. Amalgamate il tutto e mettete in freezer per ì2 ore. Trasferite poi nella gelatiera (o nel frullatore precedentemente fatto raf

freddare in freezer), frullate per una decina di minuti e poi rimettete in freezer per altri 20 minuti.

CUNDIJUN

Ingredienti Pomodori, peperoni verdi, cipolline, basilico, rucola, cetriolo, acciughe sott'olio, olive nere, uova sode, ori

gano, aglio, olio extra vergine, sale, pane casereccio. In una grande terrina tagliate i pomodori, i peperoni verdi e il cetriolo a fette, le foglie di basilico e di ru

cola e tritate finemente le cipolline. Aggiungete le acciughe salate fatte a pezzetti , una manciata di olive nere e le uova sode tagliate a fette. Condite il tutto con olio extra vergine, aceto, sale, origano e uno spicchio d'aglio. Servite il cundijun su delle fette di pane casereccio.

BUON APPETITO!

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A SCUOLA DI ZENEIZE

Se l'è Zugno sensa vento, l'annâ a và in salvamento (se Giugno è senza vento, l’anno va male) PRONOMI E AGGETTIVI DIMOSTRATIVI questo →sto quello → quello questa→sta quella→ quella questi→sti quelli →quelli queste→ste quelle →quelle questo fatto, ciò, questo quì→sto chì tale, tali→ tâ, tæ simile→ pægio stesso→ mæximo

PRONOMI E AGGETTIVI SINGOLATIVI qualche →quarche qualcuno→quarchedun qualcuna→quarchedunn-a qualcosa→quarcösa alcuni →dötrei alcuna →dötræ çerto →certo çerta → certa certi →de quelli certe→ de quelle certuni→ çertidun certune→çertidunn-e tale→ tâ tali→ tæ altro→ätro ätra : altra PRONOMI E AGGETTIVI COLLETTIVI qualunque→qualonque chiunque →chionque chiccessia→chi se segge ciascuno→ciaschedun ciascuna→ciaschedunn-a ogni→ògni ognuno→ognidun ognuna→ognidunn-a tutto →tutto tutta →tutta tutti →tutti tutte → tutte

DIZIONARIO→DIZIONAIO

CARDINALI - ORDINALI 1 un - primmo 2 doì - segondo 3 trei – terso 4 quattro – quarto 5 çinque - chinto 6 sei – sesto 7 sette – setten 8 eutto - eutten 9 neuve – noven 10 dexe – dexen 11 unze – unzen 12 dozze - dozzen 13 trezze – trezzen 14 quattòrze – quattorzen 15 chinze – chinzen 16 sezze – sezze 17 dïsette – dïsetten 18 dixeutto – dixeutten 19 dixineuve – dixineuven 20 vinti – vintéximo 21 vintun – vintunéximo 22vintidoì - vintidoiéximo 23 vintitrei – vintitreiéximo 30 trenta – trentéximo 40 quaranta – quarantéximo 51 çinquanta – çinquantéximo 60 sciuscianta – sciusciantéximo 70 settanta – settantéximo 80 ötanta – ötanteximo 90 novanta – novantéximo 100 çento – çentéximo 200 duxento - duxentéximo 300 trexento – trexentéximo 400 quattroçento – quattroçentéximo 500 çinqueçentéximo – çinqueçentéximo 1000 mille - milléximo

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Se avete dediche da fare, aneddoti da raccontare, foto da pubbli

care scrivetemi a ilblog@erasuperba.com... Tutti potranno leggervi e rispondervi... Il Tama e’ qui per voi!!!"

N

on amano l'acqua, molti di loro puzzano perche' tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle citta' dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incompren

sibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pieta', con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perche' poco attraenti e selvatici, ma perche' si e' diffusa la voce di alcuni stupri con

sumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per la

vorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attivita' criminali”. So gia' cosa state pensando, ed in

vece…questo testo e' tratto da una relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912. Ora potete chiudere la bocca e continuare a leggere, perche' la relazione prose

gue e riesce ad essere ancor piu' moderna “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti piu' di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie ri

mangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali e' riferita gran parte di questa prima relazione, pro

vengono dal sud dell'Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i piu'. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

by Valeria Todde

la foto del mese 42

ARIET tiche s TORO altri ch GEME parla s CANC di evit zione p LEON parte… rischie VERG


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CITAZIONI Non mi preoccupa il terrorismo. Sono stato sposato per due anni Sam Kinison Io e mia moglie siamo stati felici per vent’anni. Poi ci siamo cono

sciuti. Rodney Dangerfield

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Le mogli ci ispirano grandi cose, il guaio e' che non ci permet

tono di conseguirle. Dumas Dopo il matrimonio,marito e moglie diventano come le facce della stessa moneta; non pos

sono vedersi, pero' stanno in

sieme. Hemant Joshi

LA LUCCIOLA

D

a piccoletto, era estate solo e soltanto quando vedevo le lucciole in giardino. Ogni anno sedevo sul gradone davanti alla portafinestra e le ammiravo con gli occhi sgranati. Da sempre hanno rappre

sentato la fine della scuola e da sempre hanno fatto nascere in me una domanda spontanea “ma e' una visione o le vedo davvero?? Esistono davvero??”. La risposta e' la piu' semplice e banale di questo mondo e si puo' riassumere in una sola parola NATURA. Eppure oggi, nel 2009, se si dicesse a voce alta la parola “lucciola” in Via XX, tra le 8.15 e le 8.30, in mezzo a centinaia di persone…sono sicuro che il loro cervello non focalizzerebbe mai quel minuscolo e affascinatissimo insettino, ma una donnina seminuda a lato di una strada sotto un lampione. Se vogliamo aggiungere tristezza alla tristezza, posso affermare che, un bambino di 10 anni di oggi sa con molta piu' facilita' cos’e' una lucciola (donna di strada), che una lucciola (insetto)…ed anche nel caso in cui sapesse dell’esistenza del volatile, con molta facilita' non ne ha mai visto una dal vivo. Un minuscolo insetto… una piccola metafora… per una grande verita', la tristissima verita' di un mondo che sta andando in calando e noi tutti siamo qui, in prima fila, a guardare.

"L'essenziale e' invisibile agli occhi" ARIETE – Sorridete, e' il dono piu' bello che abbiamo. Evitate cri

tiche soprattutto nei confronti di chi vi e' sempre stato vicino. TORO – La stagione dell’amore viene e va: amori che arrivano, altri che vi lasciano; l’importante e' agire sempre con il cuore. GEMELLI – Concedetevi piu' tempo lasciando perdere chi vi parla sempre dei suoi problemi. Puro relax, soprattutto emotivo!! CANCRO – Il silenzio vale piu' di mille parole… quindi cercate di evitare discorsi inutili, ma piuttosto fate un esame di introspe

zione per capire davvero cio' che vi manca nella vostra esistenza. LEONE – Arroganza e superbia non vi porteranno da nessuna parte… cercate di essere piu' comprensivi e riflessivi, altrimenti rischierete di perdere l’obiettivo estivo che vi siete prefissati. VERGINE – Siete il segno piu' fortunato dello zodiaco per

l’estate 2009! Tentate la fortuna e nella quotidianita' cercate di sfruttare al meglio le occasioni che vi piomberanno addosso! BILANCIA – Amico della Bilancia e' giunta l’estate tanto attesa! Ti senti piu' bello, piu' carico e piu' positivo nei confronti degli altri; avrai piacevoli novita' in campo lavorativo e sentimentale. SCORPIONE – L’ estate sara' ricca di nuovi incontri per i single e di momenti di completo relax per le coppie. SAGITTARIO – Se desiderate riempire la vostra estate di un piz

zico di trasgressione, guardatevi indietro e ritrovate chi nel pas

sato vi ha fatto trascorrere momenti di completa ilarita'. CAPRICORNO – L’oracolo ha gia' capito che c’e' qualcosa di piccante che vi frulla nella testolina: sappiate che le stelle saranno sempre dalla vostra parte, solo se vi dimostrerete volenterosi. ACQUARIO – Novita' in campo lavorativo: rimboccatevi le ma

niche e sarete premiati; concedetevi un massaggio rilassante. PESCI – La sensualita' sprizza da ogni dove e vi fa conquistare l’at

tenzione dell’altro sesso; occhio a non dimenticare il lavoro; e' estate, ma sara' bene non perdere di vista la crescita professionale.


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Erasuperba 08  

Si parla di viaggi, chi parte per Genova e chi parte da Genova.

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