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L’editoriale

LA RIVISTA DI TUTTI? NON E' DEMAGOGIA!

P

ensavo... Se un giornalista potesse mai ascoltare le migliaia di risposte che ri

ceve per ogni domanda che pone, durante un'intervista come fra le righe di un articolo... Probabil

mente sarebbe impossibile non im

pazzire davanti ad un oceano di opinioni, input, proposte, idee. Non piu' solo il lettore che riceve informazioni dal giornalista, ma anche viceversa... una splendida prospettiva. Il giornalismo "on line" muove vent'anni fa i primi passi in America spinto, tra gli altri, anche da questo proposito: il colloquio con chi legge. In effetti oggi il re

cipiente del web offre un'infinita' di canali d'informazione, i quoti

diani sono i primi a pubblicare ar

ticoli in rete che chiunque puo' liberamente commentare, le noti

zie fanno poi in un attimo il giro della nazione e del mondo intero, di portale in portale. Grazie ad in

ternet e' possibile informarsi, piu' o meno approfonditamente, su qualunque argomento, ma bisogna sapere dove e come cercare. Per

che', in fondo, ogni giorno i por

tali piu' cliccati altro non fanno che pubblicare le notizie di quotidiani e agenzie rendendone molto piu' semplice e veloce la diffusione. Punto. Gli approfondimenti, le in

chieste, i blog, le community... beh, in questi casi bisogna sapere, appunto, come muoversi. In so

stanza, la vita di ognuno di noi, la nostra realta' quotidiana, continua spesso e volentieri a restare lon

tana anni luce dalla fonte di infor

mazione. E' come se, in un certo senso, si parlasse sempre "d'altro".

In ambito locale sarebbe chiara

mente piu' semplice avvicinare la vita delle persone, ma i fogli, le tv e le radio spesso commettono l'er

rore di imbrigliarsi nei salotti poli

tici, finendo con limitare il raggio d'azione ai vari rumors che giun

gono da Tursi, De Ferrari e via di

cendo. Eppure, in mezzo fra “buche nelle strade� e cariche isti

tuzionali, ci sono oltre seicentomila persone che ogni mattina si appre

stano a vivere un giorno nuovo, in chissa' quanti modi differenti. As

sociazioni, artisti, movimenti, BUONE NOTIZIE, intuizioni, pic

cole realta', iniziative... un mondo, per i piu', inesplorato. Io credo fer

mamente che qualunque notizia debba per forza partire dal basso e che sia inutile parlarne solo una volta che questa raggunge i piani alti... Insomma, il giornalismo lo

cale ha la possibilita' e il dovere di fare di piu'. Vi invito a scriverci nu

merosi, a informarci di quello che fate, di cio' che accade intorno a voi. "Era Superba" e' seduta pro

prio li', in quell'enorme spazio fra buche e assessori, con le orecchie perennemente tese e l'ambizione di riuscire a parlare "con" la citta' prima che "della" citta'. E se Ge

nova fosse ancora da scoprire? Di

cevamo... se un giornalista potesse ascoltare tutte le risposte che ri

ceve per ogni domanda che pone... Con affetto, Gabriele Serpe

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He i! tu Cos o a po sa rto i d ? el

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“N

el corso degli anni sul porto si e' detto tutto e il contrario di tutto. E' fonte di litigi e discus

sioni proprio perche' e' il bene della citta', e' la sua ricchezza...”Le parole sono di Renzo Piano, un con

cetto semplice e inopinabile. La citta' Genova e' il pro

lungamento, lo sviluppo, la conseguenza del suo porto. Fisicamente, economicamente, storicamente, social

mente... il porto ha fatto Genova. Forse, per alcuni aspetti, noi siamo addirittura lo specchio del nostro vecchio porto: forte delle sue forze, alle quali anco

rarsi non e' mai troppa prudenza, sempre un po' ti

mido a rischiare. Se chiedi a un genovese notizie sulla salute del porto di Genova, lui ti rispondera': crisi, non e' piu' come quarantanni fa, non arrivano piu' navi, vanno altrove costa meno e via dicendo... Beh, i pro

blemi sicuramente non mancano. Dati alla mano, il confronto con il traffico merci delle grandi potenze portuali europee (vedi Rotterdam) e' perso in partenza. Politici ed organi di stampa locali, come e' giusto che sia, non mancano mai di evidenziare le oggettive e logistiche difficolta' dello scalo genovese, e quindi i litigi, e quindi le discussioni. Il limite primo del nostro porto e' rappresentato dal trasposto ferroviario e su gomma, gli accessi si trasformano troppo spesso in imbuti, un problema che ci trasciniamo ormai da anni e che prima o poi dovra' per forza arrivare ad un reale e concreto punto di svolta: la modernizzazione delle infrastrutture per il trasporto merci e' una necessita' imprescindibile. A cio' si aggiungono i giorni non proprio facili che vive oggi Palazzo San Giorgio, un periodo di sensibile trasformazione. L'Autorita' Portuale vendera' le proprie quote dell'Aeroporto, lo stesso potrebbe accadere con la Stazione Marittima, Fiera e Marina Fiera, Tunnel di Genova, Porto Antico e Porto di Genova srl. La Finanziaria 2008 non lascia dubbi d'interpretazione: tutte le partecipazioni pubbliche non strettamente necessarie devono essere dismesse. “E' necessaria un'azione di sfol

timento delle partecipazioni, cosi' da poter concentrare le risorse sulle vere necessita' dell'ente. E se da una parte usciremo, in altre vogliamo entrare piu' pesantemente, come nel retroporto di Alessandria...” ha di

chiarato il presidente dell'authority Luigi Merlo a “Repubblica” il 30 marzo. L'assetto del nostro porto e' dun

que in evoluzione, la rincorsa del nostro scalo ai grandi traffici europei non promette certo trionfi facili e fan

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fare, ma parte da numeri di tutto rispetto. Il punto e' che non si parla mai di quello che funziona, forse per una tendenziale allergia alla buona notizia, o semplicemente perche' alcuni aspetti vengono spesso dati per scontati quando per molti in realta' non lo sono. Il porto di Genova, per estensione e traffico merci, e' il primo porto d'Italia. Da Voltri alla Foce (quarantasette chilometri di cui trenta occupati dai tredici terminal), le tonnellate di merci sbarcate ed imbarcate nel solo 2007 sono state cinquantasette milioni (secondi in Italia Taranto e Trieste, ma sono quasi dieci i milioni di tonnellate di differenza fra Genova e i due scali), numeri inferiori nel Mediterraneo solo al vicino porto di Marsiglia. Oggi i dati sono sicuramente calati, ma in linea con il resto dell'Europa... la crisi economica ha infatti paralizzato anche parte del commercio via mare e tutti i piu' grandi scali ne hanno risentito pesantemente. Tuttavia Genova, perso da secoli il ruolo di rilevanza mon

diale, rimane punto di scalo importante per gli scambi con Africa e oriente e, seppur le distanze dai primi oggi siano esponenziali, i numeri continuano a collocarci fra i dieci porti industriali e commerciali piu' attivi d'Europa. Era superba, ma non e' ancora l'ultima della classe. I “CAMALLI” di Walter Firpo C’era un tempo in cui asini e cavalli rispondevano al suono di sirene. In quel tempo, camallare era un lavoro faticoso. L’uomo faceva la forza e contava sulla propria schiena. Le navi si caricavano a brac

cia. E nel porto della Superba non c’era giorno in cui non ci fossero navi cariche. Il camallo vestiva camicia e pantaloni di tela dura (quella che la leggenda vuole gli americani abbiano copiata e chia

mata Jeans). Nessuno nasceva camallo, ma a Genova chiunque lo era. Chiunque non avesse lavoro si recava alla “chiamata”. Li' si in

scenava, ogni giorno, una competizione per un turno di lavoro tra uomini bisognosi e volenterosi. Erano i caporali a scegliere gli uo

mini che sembravano loro migliori. Oggi in porto non ci sono piu' asini e cavalli, ma grandi macchine difficili da manovrare... CURIOSITA': il termine camallo, come molti altri termini del no

stro dialetto, viene dall'arabo, idioma in cui "hamal" significa dro

medario, noto animale da soma. Questo termine gia' anticamente stava ad indicare una grossa fune usata nei porti per lo scarico merci. Bartolomeo Pagano, nato nel quartiere di S.Ilario nel 1878 e morto nel 1947, e' stato un camallo del porto di Genova divenuto famoso nei primi anni del Novecento come "Maciste" grazie ad apparizioni cinematografiche nei film muti dell'epoca.

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“AFFRESCO”: IL PORTO DI RENZO PIANO

Il progetto “Affresco” (2004) di Renzo Piano cerca di delineare un piano di azione che coinvolga la costa genovese dalla fiera del mare a Voltri e che trovi un punto d’accordo tra gli interessi economici e gli aspetti energetici e ambientali. I punti principali della previsione? Sono venti e molti di questi riguardano il porto e le sue funzioni... Esempi? Lo spostamento a mare dell’aero

porto Cristoforo Colombo su un’isola artificiale, la riorganizza

zione delle zone di Multedo con delocalizzazione del Porto Petroli e del Petrolchimico e creazione di spazi per la nautica da diporto e per attivita' urbane, la risistemazione dell'area Fincantieri di Se

stri, la creazione di un porto pescherecci a Voltri, la riorganizza

zione di tutti i servizi del porto e la loro ricollocazione a Calata Gadda dei relativi posti barca... Costo degli interventi??Sedici miliardi di euro!!

FLUSSO PASSEGGERI Per quanto riguarda esclusivamente il flusso annuo di passeg

geri, e non di merci, il porto di Genova e' dodicesimo in Italia. I primi della lista sono ovviamente Messina e Reggio Calabria considerati i tanti spostamenti giornalieri da una regione all'al

tra, poi Napoli (neanche fra i primi dieci porti italiani come traf

fico merci...) e via via prima di Genova troviamo Olbia, Ischia, La Maddalena, Civitavecchia, Capri, Palau, Piombino e Portoferraio... tutti porti ad esclusiva vocazione turistica.


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es e

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N

on e' un personaggio noto, non ricopre alcun ruolo politico... Bensi' un genovese comune che lavora in porto da ben trentuno anni. Marco Mazzari e' socio della Compagnia Unica dei Lavoratori Merci Varie dal 1978, fra le ultime generazioni che hanno vissuto il porto dei "camalli", quello dove la forza braccio era la principale risorsa e la CULMV aveva il monopolio della manodopera portuale. "Poi nei primi anni ottanta le cose sono cambiate ricorda Marco la Compagnia perse il monopolio e, per assurdo, ci ritro

vammo a insegnare il lavoro a chi ce lo stava levando!" Oggi, dopo tanti anni di "camallo", Marco ricopre un ruolo amministrativo all'interno della Compagnia, la pensione non e' piu' cosi' lontana e forse per questo i suoi racconti rivelano anche una punta di malinconia... di Gabriele Serpe Prima di fargli alcune domande mi lascio volentieri ac

compagnare per una visita di rito nei saloni di piazza San Benigno, prima la ex mensa, oggi spaccio per i lavoratori e ritrovo per i tanti pensionati della Compagnia che si incontrano qui per giocare a carte e scambiarsi racconti. Poi i saloni della chiamata, San Giorgio e Ste

fano Canzio... "Un salone per i lavoratori di bordo e uno per quelli di terra, i caporali si affacciavano dal piano rialzato... Chiamavano le matricole e lanciavano loro il foglio dove era indicato il lavoro da svolgere... Oggi semplicemente arrivano le veline qui nell'ufficio dove lavoro io e un addetto le carica sul terminale!" Oggi sembra essere un giorno fortunato in Compagnia, dopo tanti giorni di magra, il lavoro non manca. "Il primo turno del mattino ha impegnato 165 soci, il secondo 159 e a questo punto siamo fiduciosi anche per il terzo!"

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Scontato chiederlo... Periodo difficile?! Sicuramente si. Da gennaio il lavoro si e' di

mezzato del 50% e non penso proprio di esa

gerare! Ma non e' questo un problema solo del porto di Genova, la crisi economica ha tagliato le gambe al commercio via mare in genere, le navi sono meno, e sono meno per tutti... In Germania finiranno con il lasciare a casa tan

tissimi lavoratori, ma sono convinto sia solo un brutto periodo, le cose torneranno a girare altrimenti dovrebbero licenziare tutti! Dal 1978 ad oggi... In che cosa, sostanzialmente, il porto e' cambiato? Beh innanzitutto in quegli anni si lavorava per almeno l'85% a braccio, adesso neanche il 15 e solo sulle navi. A terra si lavora solo con i mezzi meccanici. Inoltre, non esistevano i con

tainer percio' era completamente differente anche la tipologia di lavoro! Un tempo servi

vano sei "camalli" a bordo e sei a terra per 100 tonnellate di merce che sistemavamo in tre ore circa, ora basta una macchina che fa lo stesso

Magazzini Generali, camalli alle prese con i sacchi del caffe' (1979) (Foto Grigis)

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peso in venti minuti. Impossibile dimenticare lo sbarco e l'imbarco di tonno a ventuno gradi sottozero, le tonnellate di sacchi di caffe' sulle spalle o ancora peggio imbarchi e sbarchi di quarti di bue da 100 chili l'uno a braccia per venti metri di stiva!!! Molto diverso era anche l'ambiente. Fra noi si instauravano forti legami e ogni giorno, nonostante le fatiche durissime, i rapporti sociali erano sinceri e continui. Un ambiente davvero piacevole e umano che probabil

mente oggi e' andato un po' perdendosi... vecchie e nuove gene

razioni non sempre vanno cosi' d'accordo, i giovani vogliono lavorare e scappare, non hanno molto interesse nei confronti della Compagnia. Ma e' normale, in fondo le cose vanno nella stessa di

rezione anche fuori dal porto, nella societa' di tutti i giorni. E la sicurezza sul lavoro? Fortunatamente le norme oggi esistono! Ancora negli anni ottanta la sicurezza praticamente non esisteva... Eppure non ci sono mai stati cosi' tanti decessi come negli ultimi anni, forse perche' le ge

nerazioni a partire dai novanta, che hanno imparato a lavorare sulle macchine, non sono cosi' preparate ai lavori di braccio e rischiano maggiormente. Non saprei darmi altra risposta... La CULMV in citta' viene spesso considerata quasi una casta pri

vilegiata, inaccessibile ai piu' se non per conoscenze dir ette o parentele... In parte e' colpa nostra perche' abbiamo sempre fatto gli spacconi Ponte Somalia, sbarco delle banane (1980) piu' del dovuto! Dall'esterno il nostro lavoro senza orario fisso ri

sulta un incredibile vantaggio e noi su questo ci abbiamo sempre un po' marciato... In realta' lavori magari due ore, e poi non hai idea di quello che sara' il resto della giornata (potrebbero chiamarti per lavorare anche sei ore dopo, tanto per dire). I dipendenti dei Terminal hanno uno stacco obbligatorio di 11 ore fra un turno e l'altro, noi la

voriamo solo quando ci sono picchi di richiesta e non po

tremmo mai permetterci un discorso simile... Altro che privilegiati! Poi sicuramente e' spesso difficile entrare in Compagnia senza parentele, questo e' vero, posso anche capire che a qualcuno dia fastidio... Bisogna anche dire, pero', che per anni, e talvolta ancora oggi, questa idea di

storta sul nostro conto ha fatto si' che venissimo presi a capro espiatorio per i problemi vari del porto. Ricordo, ad esempio, quando in passato si diceva che il mercato del caffe' aveva abbandonato Genova a causa dell'inefficienza nostra, in realta' a Trieste semplicemente non facevano pagare l'affitto dei magazzini per il deposito merce. Non si parla mai, ad esempio, dei vari Terminal che pensano prima ai loro interessi e poi a quelli del porto di Genova. Spesso, invece che puntare a far girare il piu' velocemente possibile la merce, questa resta ferma in magazzino L'imbarco dei quarti di bue a basse temperature per lunghi tempi in attesa che il prezzo aumenti...


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ARIA DI PRIMAVERA: GITA A PIEDI??

Fra Bogliasco e Pieve Ligure sino al Santuario di Santa Croce...

L

a primavera ha gonfiato l'aria di odori, il sole ha un colore diverso ad aprile, la velina che in inverno lo copriva e' calata... Che ne dite di una bella escursione nello splendido scena

rio del Golfo Paradiso, a pochi mi

nuti dal centro citta'?? Fra i comuni di Pieve Ligure e Bogliasco si arrampicano antichi sentieri che collegano i due paesi e la vetta di Santa Croce, a 518 metri sul livello del mare. Fra distese di ulivi, pini mediterranei, limoni e ciliegi, giar

dini in fiore e macchie selvatiche di ginestre, pruni e biancospini, una sull'altra si arrampicano le ter

razze a picco sul blu vivo del CEMENTO AD ALBARO di Manuela Stella Chiasso ad Albaro a causa della cemen

tificazione che interessera' la zona di Via Puggia. Il progetto prevede la costru

zione di palazzine, alloggi e posteggi e viene contestato dai residenti in quanto non si tratterebbe di un’opera di inte

resse pubblico ma di un’iniziativa di edi

lizia privata che andrebbe a devastare il polmone del quartiere. Inoltre, cito la legge, “e' possibile trasferire edifici in

compatibili da un quartiere all’altro della citta' purche' non venga alterato l’am

biente circostante”... cosa che invece ac

cadrebbe in via Puggia, poiche' le palazzine non sarebbero in linea con quelle circostanti e sarebbero troppo vi

cine tra loro! Appellandosi a questa in

compatibilita', un comitato di abitanti ha gia' vinto il primo ricorso al Tar, che ha fatto bloccare il progetto iniziale. Il pro

getto e' stato riformulato e con molta probabilita' verra' approvato. La batta

glia e' destinata a infuocarsi , soprattutto dopo il parere favorevole espresso dalla Circoscrizione del Medio Levante che ha mandato su tutte le furie gli abitanti.

Golfo... i vostri preziosi occhi avranno sicuramente di che go

dere! Potete scegliere di partire da Bogliasco imboccando Via Favaro (200 m dopo la galleria dell'Aure

lia), il sentiero nasce tra villette e piccoli condomini di via Fratelli Ferrari, per proseguire tra fasce coltivate, ulivi e piccoli orti salendo lungo la costa della collina, domi

nando il Golfo Paradiso e la valle di Bogliasco. Dopo neanche mez

z'oretta di cammino troverete la frazione di San Bernardo (217 metri sul livello del mare) caratte

rizzata dalla piccola chiesa origina

ria del XVII secolo e ricostruita nel secolo scorso. Da qui due sentieri antichi conducono a Pieve Alta, nella bella piazza San Michele. In alternativa, si puo' proseguire fino al Santuario di Santa Croce... (i piu' pigri possono posteggiare l'auto a San Bernardo e solo da li' avven

turarsi a piedi sino alla vetta!). Dopo una breve salita, abbando

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nato l'abitato, si prosegue lungo un sentiero sassoso, quasi pianeg

giante, alle pendici del Monte S. Croce, la cui cima si intravede gia' di fronte. Il sentiero e' piuttosto ri

pido, si costeggia una macchia di pini, e dopo circa un'ora di cam

mino si raggiunge la Cappella su uno spiazzo erboso e alberato, de

limitato da un muretto a secco. Accanto vi e' un rifugio, sempre aperto e attrezzato con tavolo e panche... Il panorama e' straordi

nario, e nelle giornate particolar

mente limpide sono visibili, in uno scenario di rara bellezza, la Corsica e le Isole dell' Arcipelago To

scano!! Partendo da piazza San Mi

chele a Pieve Alta, invece, e' possibile raggiungere la vetta di Santa Croce seguendo il cosid

detto cammino del "mistero", lungo la costa orientale del monte, con il promontorio di Portofino che quasi pare a portata di mano... Buona passeggiata "superbi"...!


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UN BOTTA... E VIA!

Il comitato cittadini vince ancora: arriva il no per il secondo progetto di Boccadasse di Andrea Giannini

M

entre stiamo scrivendo, sembra che manchi solo l’ufficialita': l’architetto Mario Botta abbandona. Il pro

getto per l’edificazione di nuove strutture private sull’area della ex

rimessa AMT di Boccadasse, con tutta probabilita', non portera' la sua firma. E’ un primo epilogo, una piccola grande svolta in una vi

cenda molto complessa, che va ben oltre i soli confini di quartiere di quello che e' un piccolo borgo. C’e' una storia di collaborazione ci

vica molto istruttiva; sullo sfondo, c’e' la poco chiara operazione del salvataggio di AMT, su cui indaga la magistratura; c’e' una bella serie di esempi, infine, di quella tipica, italianissima “vicinanza” tra im

prenditoria e politica, “tanto stretta al punto che”, se le due parti non si dessero una mano a vi

cenda, di tanto in tanto, sarebbe quasi una scortesia... Alcune cose le avrete gia' lette sui giornali. A

fine 2004, con sindaco Pericu, l’AMT e' sull’orlo del fallimento. Ma l’anno successivo avviene una miracolosa operazione di recu

pero, con lo stesso canovaccio se

guito dal governo Berlusconi per salvare Alitalia: si divide l’azienda pubblica in due tronconi (AMT e AMI), si vende la parte sana (AMT) a privati (Transdev) e si mantiene pubblica la parte onerata dai debiti (AMI) lasciando cosi' che siano le casse comunali (cioe' i cit

tadini) a pagare danni causati da amministrazioni “poco efficienti”. E’ proprio questa l’accusa princi

pale su cui sta indagando la magi

stratura: danni all’erario pubblico. Ma ci sono anche altri risvolti. Per esempio, se in questo quadro e' normale che AMI cerchi di “fare cassa” vendendo a privati le pro

prieta' rimaste in suo possesso, come e' il caso proprio della ex ri

messa di Boccadasse (ceduta nel gennaio 2006), non e' affatto nor

La rimessa di Boccadasse

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male che venda ad un prezzo molto basso. Eppure le Fiamme Gialle giudicano troppo pochi i circa 12 milioni di euro ricavati tra

mite la cessione dell’area e ipotiz

zano per tanto un illecito. In una normale economia di mercato, in

fatti, chi vende tende di solito a cercare di ricavare il maggior pro

fitto possibile: questo a meno che non si voglia fare il classico prezzo di favore… Ecco, c’e' il fondato sospetto, per l’appunto, di un en

nesimo scambio di favori a benefi

cio di chissa' quale soggetto o ente privato, di chissa' quale “amico degli amici” di turno: ma sempre a scapito, sia chiaro, delle casse pub

bliche (tanto paga Pantalone…). Tutti pensieri che ispirano una sot

tile inquietudine a quei cittadini che, per esempio, si accingono a pagare l’ennesima multa sulle cor

sie gialle (sara' anche vero che sono utili a migliorare la circolazione, non c’e' dubbio che siano utili alle casse di Transdev... vedi “Era Su

perba” N°2) o a quei cittadini che un bel giorno scoprono che il sole che tutte le mattine filtra dai vetri delle loro finestre sara' presto oscurato da un enorme casermone di 9.000 metri quadrati di metra

tura (novemila! E inderogabil

mente! Vuoi vedere che anche qui bisogna farci guadagnare qual

cuno?) per giunta firmato da un noto architetto come Mario Botta (il cui curriculum non si discute, ma che forse non era particolar

mente ispirato… giudicate voi!).


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“Secondo noi quel progetto era una provocazione”, dice Paolo Vercellino, portavoce del comitato “Uniti per Boccadasse”, costitui

tosi spontaneamente tra gli abitanti del quartiere. “Ancora oggi, quando entriamo nell’ufficio della sindaco, quel progetto e' sempre ben visibile sulla scrivania”. Sin

daco alla quale bisogna riconoscere una buona attitudine al dialogo. “Indubbiamente l’idea di una citta' partecipata non e' rimasta solo sulla carta”, continua Vercellino. “Noi siamo la prova vivente che mettendosi insieme i cittadini pos

sono farsi sentire in modo civile ed ottenere risultati concreti; ma bi

sogna anche riconoscere il merito della sindaco per averci ascoltato, per avere risposto alle nostre e

mail, per averci incontrato”. Fatto sta che il comitato e' riuscito a ri

chiedere un secondo progetto (quello delle due “torri gasome

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Il secondo progetto di Botta, in primo piano i due cilindri

tri”, forse anche peggiore del pre

cedente... giudicate voi nuova

mente!), ad ottenere l’accanto

namento anche di quest'ultimo e adesso addirittura a formulare ri

chieste dettagliate su come elabo

rare un terzo progetto, che potrebbe persino essere firmato da un altro architetto (come dice

vamo in apertura), se Botta si ar

rendesse e decidesse di rinunciare.

Il primo progetto firmato Botta, notare il casermone di 9000 m²

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“L’architetto Botta”, dice Vercel

lino, “quando ci ha presentato il secondo progetto ha dimostrato di non sapere nemmeno i nomi delle vie”. Che bello studio del contesto urbanistico! “Ora chiediamo di rendere abitabile anche il piano terra, magari con tanto di giardino, ma in modo che si riesca a co

struire un piano di meno”. Cio' che sbalordisce, pero', sono sicura

mente i risultati ottenuti: un tale successo e' senza precedenti, per giunta su una questione di edilizia privata. Il segreto? Basso profilo e larga partecipazione, niente mani

festazioni che bloccano il traffico e poi sfidare l’amministrazione sul terreno del dialogo, senza mai toc

care tasti dolenti. “Alla vicenda AMT non abbiamo mai fatto rife

rimento”, conclude Vercellino. Certo, non l’hanno fatto e hanno fatto bene. Ma per quanto ri

guarda noi, e' tutto un altro discorso…


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BARRIERE ARCHITETTONICHE: PASSI AVANTI

Diminuiscono le barriere architettoniche, ma sono ancora tanti i muri da abbattere di Deepa Scarra'

S

ono gli ostacoli che impe

discono o rendono piu' difficile l’accesso e la mo

bilita' negli edifici, negli spazi pub

blici e nei mezzi di trasporto alle persone con problemi di tipo mo

torio e sensoriale: le barriere ar

chitettoniche, un tasto delicato per qualunque grande citta'. Grazie so

prattutto alle tante persone che quotidianamente continuano a bat

tersi per l'abbattimento delle bar

riere, Genova e la Liguria in questi anni hanno compiuto importanti passi avanti. La Regione Liguria puo' erogare contributi per la ri

mozione su segnalazione (a tal fine bisogna seguire una procedura che inizia con la presentazione della domanda al sindaco del comune di residenza), ha stanziato due milioni di euro per finanziare progetti ri

guardanti l’accessibilita' urbana sia a livello di spazio stradale che di spazi verdi. A Genova in partico

lare sono previsti undici siti tra cui un ascensore e piani di riqualifica

zione e di accessibilita'. Inoltre Amt ha recentemente acquistato venticinque autobus dotati di pe

dana per disabili, che vanno ad ag

giungersi a quelli acquistati precedentemente; inoltre sugli au

tobus sono stati finalmente instal

lati segnali acustici per i non vedenti che indicano fermate e percorso. Ovviamente questi in

terventi non possono essere consi

derati risolutivi, poiche' ad esempio l’accesso alla fermata stessa risulta in molti casi proble

matico, vedi la rampa per salire sul marciapiede oppure, quando si e' riusciti ad accedere alla fermata, gli autisti non e' detto siano preparati a far salire una persona disabile sul

l’apposita pedana. Il Comune di Genova ha predisposto un servizio di trasporto individuale o collettivo (servizio a chiamata Amt Pollicino) per coloro che hanno necessita' di spostarsi e non riescono ad acce

dere ai mezzi pubblici. Non di

mentichiamo, inoltre, che Genova

e' la prima citta' italiana ad offrire il Mobility Service, cioe' un servizio che consente alle persone con dif

ficolta' motorie di utilizzare uno scooter elettrico a quattro ruote nel centro storico e in altri luoghi di interesse. Vi e' poi un altro tipo di barriere, cioe' quelle relative al

l’accessibilita' al web, un ostacolo all’informazione. La Regione Ligu

ria si e' mossa in questo senso con

sentendo ai non vedenti ed ipovedenti di accedere a tutte le informazioni sugli orari della rete trasporti regionali, attraverso una tastiera braille ed un sintetizzatore vocale. Ma c’e' ancora molto da fare, infatti in Italia solo l’8% dei siti ministeriali sono accessibili a tutti. Intanto, il World Wide Web Consortium, ha sviluppato un’ini

ziativa che riguarda la predisposi

zione di tre documenti che contengono le indicazioni rivolte agli sviluppatori per rendere il web accessibile a tutti. Ora trattasi di seguirle.

LIANA MILLU Omaggio ad un'autrice genovese che, dalle nostre parti, viene spesso dimenticata... di Alberto Piccini * Professore di Storia dei Totalitarismi presso la facolta' di Scienze Politiche di Genova

Era il lontano 1947... Liana Millu, giornalista pisana ma genovese d'adozione, pubblicava "Il Fumo di Birkenau": in quegli anni i reduci dei lager rappresentavano una sola particella in un universo che aspirava a rimettersi in mo

vimento e fra i tanti che parlavano per denunciare e i molti che sceglievano di tacere per pudore, la scrittrice per vocazione non permetteva che il dovere di testimoniare e di illustrare passasse in secondo piano. Da tutti e' co

nosciuto il lusinghiero giudizio di Primo Levi, che aveva definito “Il Fumo di Birkenau” la testimonianza italiana sui lager nazisti piu' toccante. Vorrei aggiungere: testimonianza toccante e mai sfiorata dal sentimento d’odio, dalla tentazione della retorica e immune dalle troppo facili note dell’autocommiserazione e del moralismo predicato

rio. Un’opera piena di coraggio, lo stesso coraggio della prigioniera che nasconde la testa dietro il carrello della sabbia o attende ferma il colpo di bastone della kapo', soffrendo senza mai tremare. Del coraggio di cui l’opera e' piena, e' indizio il titolo: e' la visione del fumo l’elemento che distacca il testimone diretto dello sterminio da quanti oggi hanno la volonta' (o l’occasione) di ascoltare ed e' sempre il fumo, addensato e disperso sulla pianura polacca che racchiude i poveri corpi e i volti di quanti hanno lasciato traccia sulla terra solo in queste pagine.

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"CORNIGLIANO MON AMOUR"

La missione del progetto "Yepp" per lo sviluppo del quartiere di Gabriele Serpe

L

o scorso settembre, grazie anche alla collaborazione tra la Fondazione bancaria Compagnia di S. Paolo e il Co

mune di Genova, a Cornigliano ve

niva presentato "Yepp", un progetto internazionale condotto da alcune Fondazioni europee e statunitensi con lo scopo di pro

muovere, in precisi territori che presentano disagi a livello econo

mico, sociale o ambientale, inizia

tive rivolte ai giovani attraverso il coinvolgimento diretto di associa

zioni e comunita' operanti sul ter

ritorio. "Cornigliano Mon Amour" e' il nome della missione Yepp che opera per la rivalorizzazione del

l'intero quartiere e il recupero del

l'area dei giardini Melis di Via Cornigliano. Perche' buona parte della vita di Cornigliano, soprat

tutto degli abitanti piu' giovani,

ruota intorno ai suoi giardini. I "Melis" sono punto d'incontro di culture differenti e lontane, culture che raramente in passato hanno avuto modo di avvicinarsi. L'in

tento e' quello di creare finalmente sinergia fra cittadini italiani ed im

migrati per la crescita di un quar

tiere che, stretto fra l'ormai vago ricordo d'una localita' balneare e un passato recente segnato dalla veloce industrializzazione e conse

guente massiccia immigrazione, oggi si trova improvvisamente fra le mani un futuro ancora tutto da scrivere. E grazie all'ormai sempre piu' vasta rete Yepp (sono tantis

sime le associazioni coinvolte), in molti hanno gia' iniziato a pren

dere carta e penna... Eh gia', per

che' per le vie di Cornigliano gira indisturbata una sagoma davvero particolare realizzata dalla sapiente

Via Cornigliano

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mano di Enrico Macchiavello, il ge

novesissimo autore degli spot "Ceres". Lo scopo questa volta non e' pubblicizzare una birra, ma rac

cogliere i post it di chiunque abbia proposte e idee per il futuro del quartiere e dei giardini in partico

lare. Allo stesso scopo, verra' pre

sto inaugurato un secondo supporto itinerante di "Cornigliano Mon Amour", il video box, una ca

bina nella quale ognuno potra' re

gistrare le proprie proposte davanti ad una telecamera. Attra

verso il coinvolgimento di archi

tetti professionisti, la fase successiva sara' quella di progettare nel concreto il futuro della zona. In questo senso si sta tentando di coinvolgere attivamente anche la giovane e nutrita comunita' suda

mericana che frequenta il fati

scente campo da basket dei giardi


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ni (mancano perfino i canestri...) per proporne un nuovo assetto, adatto alle loro esigenze. "Corni

gliano Mon Amour", pero', non si limita certamente alla sola rivalu

tazione architettonica della zona. In occasione del concerto organiz

zato ai giardini per la presentazione del progetto, infatti, i tantissimi giovani volontari avevano organiz

zato una raccolta idee per capire quali sarebbero dovuti essere i primi passi da compiere sul terri

torio... Ed e' cosi' che e' nato il "La

boratorio di scrittura rap": si tiene regolarmente tutti i mercoledi'

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presso la sede dell'associazione "La Stanza" all'interno dei Melis, e' condotto da rapper professionisti e avvicina ragazzi di diverse etnie. Sudamericani ed italiani impegnati insieme per imparare l'arte della scrittura rap, un genere che fra le vie di Cornigliano va' per la mag

giore. Per questo motivo, presso l'area Dufour, alcune associazioni della rete Yepp hanno dato vita anche ad un corso di breaking o breakdance su strada. A giugno "Cornigliano Mon Amour" tra l’al

tro organizzera' un nuovo evento durante il quale tutti i giovani che

Il monumento ai Caduti presso i giardini Melis

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Veduta dell'area ex Ilva oggi frequentano i corsi si esibi

ranno davanti al proprio quar

tiere... "Ma siamo appena all'inizio..." tengono a precisare dalla sede Yepp. Ebbene si, Corni

gliano e' anche questo.


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La gita a puntate fra il presente e il passato della nostra citta'

A SPASSO PER ZENA: CARIGNANO

“V

i sono cinquanta giardini, ossia ville di cittadini, molto dilettevoli, ornate di magnifici edifici e superbe case..." Cosi' scrivevano del colle di Cari

gnano agli inizi del ‘500. Nel Me

dioevo la zona era denominata Caliniano o Calignano, una collina coltivata ove gli orti si estendevano per lunghe distanze intorno alle ville. Fino al XIX secolo Carignano rimase poco piu' di un sobborgo (venne inclusa nelle mura dal 1320), a tal punto che gli abitanti dice

vano "ana' a Zena" per dire "scen

dere in centro"... Testimonianza di quel passato alcune strade come via delle Bernardine (detta "Creuza da Gianetta" dal nome della pro

prietaria di un rinomata osteria) o vico Fasce (quella zona della col

lina era coltivata a fasce), aperto tra le case piu' vecchie e malri

dotte del colle di Carignano, lungo il quale un tempo si formava un piccolo slargo curiosamente cono

sciuto in tutta la citta'. In vico Fasce, infatti, si riunivano i popo

La Basilica in Piazza Carignano

Lo storico ponte di Carignano

lani per esercitarsi a "Batte a Moe

sca" (ballare la moresca), una danza in voga all'epoca, importata dalla Spagna dai Saraceni. La cima della collina era ed e' occupata dalla Ba

silica di Carignano, fatta costruire dalla famiglia Sauli, la prima pietra fu posta il 10 marzo 1552. La parte esteriore fu terminata nel 1890 e da allora sono in corso i lavori di re

stauro... Proprio per questo motivo si usa dire a Genova "A l' e' comme a Fabbrica de Caignan" per indicare una cosa lunga, che non finisce mai. Per dare degno accesso alla chiesa, la famiglia Sauli nel 1718 finanzio' la costruzione del ponte di Carignano. Il ponte fu inaugurato nel 1724 per unire il colle di Sarzano con quello di Ca

rignano, un'opera notevole per i tempi, tanto che i disegni e i dipinti del "grande ponte di Carignano" fecero il giro dell'Europa. Curio

sita': a causa dell'alto numero di suicidi, il mercante genovese Giu

lio Cesare Drago fece sbarrare i pa

rapetti del ponte alla fine dell’800, gli stessi che si vedono oggi, come ricorda una lapide del 1880... "Per

che' non passi in consuetudine

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l'esempio antico e recente di git

tare disperatamente la vita dal ponte di Carignano..." Il quartiere e' cambiato nell'800: piazza Cari

gnano, villa Miramare (costruita nel 1875 da Federico Mylius e visi

bile da corso Aurelio Saffi, un im

ponente loggiato sull'orlo del muraglione), via Fieschi, corso An

drea Podesta' e via Corsica sono del XIX secolo. Gli orti e le ville hanno ceduto il passo ai lavori di modernizzazione della citta' voluti da Carlo Barabino. Fu lui nel 1825 a progettare il parco dell'Acqua

sola, pensato come passeggiata fra gli ippocastani, impreziosita da un laghetto e un teatro. Per com

prendere la trasformazione che subi' il quartiere, e' sufficiente ri

portare un testo del 1887 dove via Corsica veniva definita "l'arteria piu' ampia e spaziosa della citta'". In quegli anni venne costruita anche villa Croce, oggi sede del Museo d'Arte Contemporanea di Genova, a breve distanza dal bel

lissimo complesso del Sacro Cuore. Lo splendido parco della villa e' da sempre aperto al pubblico e offre una suggestiva apertura sulla citta'.


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rassegna stramba a cura di

A TUTTO TRAP

Dennis Carzaniga

Dopo Italia Irlanda da avversario, ricordiamo le frasi piu’ strane dell’ex ct azzurro Ai miei dico: don’t play violino, solo perche’ abbiamo gli stessi punti dell’Italia.

Lo dico sempre ai miei gioca

tori: quando siete in difficolta’ date la palla a Robbie.

So che with if and with ma, non si va lontano.

Sia chiaro, questo discorso resta circonciso tra noi.

Gli italiani, quando mi incontrano per strada, mi dicono good luck per Bari, ma a parte parenti e amici, tutti sperano che perda.

In this moment… you coul

dn’t… spiel violin… spiel, gioco… play… quello e’ german… deutsch.

Guardando i risultati, posso dire che siamo sullo stesso pia

nerottolo delle altre!

Non possiamo fare i cocco

drilli e piangere sul latte ver

sato e sulle uova mangiate.

CIAO CIAO PATENTE

Fino al 2011. Solo che stavolta non si parla di un contratto. Anche perche’, a 38 anni suo

nati e con la cattiva fama che si e’ costruito, sarebbe stata dura per Edmundo (nella foto), ex giocatore di Fioren

tina e Napoli e famoso nel mondo con il soprannome di “O’ animal”, trovare un’altra squadra in cui giocare e con

tinuare a contare il numero di gol (secondo i suoi calcoli avrebbe superato quota mille, come Pele’). Per adesso Ed

mundo potra’ giusto contare il numero di contravvenzioni ricevute: secondo indiscre

zioni, 17 infrazioni nel 2008 con una decurtazione di 70 punti sulla patente, dal 2006 invece saremmo a quota 47 infrazioni e i punti sottratti sa

rebbero addirittura 219. Nu

Il maestro Giovanni Trapattoni

meri impietosi, che hanno co

stretto le autorita’ a sospen

dere la patente di guida dell’attaccante per due anni. Secondo la legge brasiliana, il ritiro della patente scatta dopo la perdita di venti punti, tra l’altro Edmund e’ ancora sotto processo per un inci

dente avventuo nel 1995 nel quale persero la vita tre per

sone. O’ Animal, per tornare a guidare nel 2011, dovra’ ri

fare i corsi e l’esame di scuola guida. In bocca al lupo! fonte O Dia

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Le tensioni sono aumentate al mille... di piu’, all'un per mille! Penso alla tutela della struttura societaria che vada tutelata. La vita ci da’ martellate sui calli.

CHE RIGORE!

Volevano imitare il mitico Jo

hann Cruyff, ma come conse

guenza hanno perso, si spera solo momentaneamente, la nazionale Under 21 del loro paese. Parliamo di Pereirinha e Rui Pedro, giovani promesse della selezione portoghese che per un calcio di rigore sba

gliato si sono ritrovati imme

diatamente ai margini della nazionale. Eppure si trattava di una partita amichevole contro Capo Verde, gara tra

l’altro vinta 2 0 dai rossoverdi. Il motivo dell’arrabbiatura dello staff, il modo in cui il pe

nalty e’ stato sbagliato: siamo all’84’ e i due decidono bat

tere un calcio di rigore “a due”, quindi senza tirare su

bito in porta ma toccando la sfera per il compagno che avrebbe potuto sfruttare il momento di confusione creato da un gesto atipico (i rigori vengono calciati sempre in porta in maniera diretta) come quello che riusci’ pro

prio a Cruyff negli anni set

tanta o piu’ recentemente a Thierry Henry (nella foto) quando giocava nell’Arsenal. Risultato? Esecuzione sciagu

rata e un difensore di Capo Verde che riesce a liberare l’area facendo fallire l’esperi

mento. fonte gazzetta.it


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A TU PER TU: STEFANO ERANIO

di Dennis Carzaniga

G

enova come punto di par

tenza (e di ritorno...), Mi

lano come campo base. Stefano Eranio, classe 1966, si di

vide tra la due citta' piu' vive dal punto di vista calcistico del nord Italia. A Genova, dove ha una casa e dove torna nei periodi di va

canza, ha mosso i primi passi da calciatore facendo, come si dice, tutta la trafila nel settore giovanile rossoblu' prima di esordire in prima squadra dove ha racimolato ben 213 presenze, condite da 13 gol. A Milano, dove si e' consa

crato da calciatore ad altissimo li

vello con il Milan approdando anche in Nazionale, vive e lavora da tempo: dopo le stagioni in campo dal 1992 al 1997 (98 pre

senze e 6 reti), dal 2005 l'ex cen

trocampista del Genoa e' la guida tecnica dei Giovanissimi nazionali rossoneri. Punto fermo del settore giovanile del Milan, Eranio anche quest'anno sta facendo un ottimo lavoro con i "piccoli diavoli" classe 1994: la fase finale e' nel mirino, e tutta da giocare sara' la finalissima del prestigiosissimo Torneo Anno

vazzi, competizione che racchiude solo il top della categoria e che vedra' il Milan affrontare l'Inter di Cerrone per il piu' classico e sen

tito dei derby della Madonnina. La tua carriera di giocatore nel Genoa finisce nel 1992 e abbandoni la Superba per trasferirti a Milano: qual e' il luogo che ti e' rimasto piu' nel cuore di Genova? Sicuramente Nervi. Quando ero piu' giovane, al tempo dei "corteg

giamenti" diciamo, quando si era fidanzatini si andava sempre in quella zona: ci sono legato e mi piace veramente moltissimo, tan

t'e' vero che ho preso casa proprio a Nervi e ci torno appena ho un attimo di tempo.

Con la maglia del Derby County

Com'e' cambiato il tuo rappor to con la citta' tra quando giocavi a Genova e adesso? Da parte mia non e' cambiato niente, Genova e' la mia citta' e

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anche dopo essere passato al Milan ho continuato a tornarci spesso, come del resto faccio adesso. Il rapporto e' un po' cambiato con la gente soprattutto i primi tempi, si vede che non avevano accettato il fatto che andassi via dal Genoa. Pero' penso che qualsiasi tifoso avrebbe fatto come me, la mia era una scelta per migliorare e giocare a un livello ancora piu' alto. Ov

viamente non posso dimenticare gli anni passati in rossoblu', visto che li porto nel cuore: mi hanno dato tanto e devo dire grazie al Genoa se sono arrivato a giocare anche in Nazionale. Nel 1997 lasci il Milan per andare a giocare in Inghilterra nel Derby


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County. Sei rimasto li' per quattro anni, quindi avrai fatto in tempo ad assimilare usi e costumi di una realta' diversa. Qual e' secondo te la differenza principale tra Genova e l'estero? In ambito calcistico, senza dubbio la tifoseria: c'e' meno pressione, quando le cose vanno male il pub

blico ti applaude e ti incita ugual

mente, la cultura dello sport e' molto diversa. Ma Genova in que

sto senso e' una città unica: quando scendi in campo con la maglia del Grifone ti fanno sentire un eroe. Nelle altre piazze c'è più freddezza. Come citta', beh... Genova e' sempre Genova. Pensavi che il Genoa di quest'anno potesse fare un campionato del ge

nere? Il quarto posto e’ davvero raggiungibile a questo punto? Quest'anno il Genoa sta facendo veramente un ottimo lavoro, la squadra sta rispondendo in questa maniera eccezionale per il lavoro fatto da una persona competente come ritengo sia Gasperini. I risul

tati ci sono, penso che il Grifone sia meritevole del quarto posto e quindi di un posto in Champions per come ha giocato fino ad ora e per la qualità tecnica e tattica della squadra. Certo, quando centri un obiettivo del genere poi e' impor

tante arrivare alla competizione con possibilita' di giocarsela senza fare la fine della comparsa come ha fatto ad esempio la Fiorentina.

Sono convinto pero' che, con que

sto tipo di lavoro e di organizza

zione, ci siano i presupposti per migliorare ulteriormente la qualità della squadra con innesti impor

tanti per avere poi una rosa competitiva. In che giocatore, per caratteristi

che, ti rivedi di questo Genoa? Per come pensa il calcio direi Thiago Motta: un giocatore che magari puo' sembrare non tanto veloce, ma lui e' veloce di testa, sa come giocare. Un misto straordi

nario di qualita' e quantita'. Anche io, che non ero un fulmine di

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guerra, avevo quella caratteristica. Poi il ruolo e' quello, quando sono passato a giocare in fascia o come terzino ho cambiato tipo di giocare e mi sono adattato mettendo in mostra altre caratteristiche. Passando per un attimo ai "cu

gini"... Cassano Pazzini come i ge

melli del gol Mancini Vialli: un paragone davvero possibile? Effettivamente sono molto simili come coppia, Cassano e' geniale come Mancini mentre Pazzini e' un finalizzatore proprio come lo era Vialli. Un accostamento direi per

fetto.


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i rendo conto da quassu' che il denaro, esborsi minimi o significativi, ricavi importanti od ir

risori che siano, vi rende tutti completamente idioti. La conversazione fra due o piu' persone che parlano di denaro e' fatta di cose dette a meta', di sguardi che si studiano... Magari gli in

terlocutori si conoscono da anni e sono amici, ma se si parla di denaro questo conta poco. L'espres

sione del viso cambia all'istante in ognuno di noi quando si discute anche per un solo secondo di cash, e' come se ogni muscolo del viso si preparasse ad una guerra psicologica... Spesso si azzerano anche gli affetti per i pochi euro di resto dal panificio. "Hei, non per essere... potresti mica... darmi i due euro di resto..." Coloro che invece questo morboso attaccamento al denaro non lo hanno, si ritro

vano a fare la parte di quelli che pagano sempre, che non chiedono resti vari agli amici... un ruolo che all'interno della compagnia tutti i componenti individuano subito, ti conoscono e ne approfit

tano. Non e' cattiveria, il denaro gioca brutti scherzi. In un modo o nell'altro avere soldoni pare es

sere l'obiettivo primario della maggior parte di persone che osservo da quassu'... E allora si cerca lavoro subito finita la scuola, va bene qualunque cosa l'importante sono i settecento euro al mese. Perche' non posso rinunciare ad avere vestiti alla moda, rate per la macchina, lo scooter e il weekend devo spendere almeno cento euro in alcool altrimenti mi annoio... no?! Cavolo state facendo di

ventare tutto sistematico, gia' scritto... siete davvero parecchio scontati... Per cui ok al primo datore che incrocio e via a lavoro senza farmi troppe domande... soldi, soldi, soldi... datemi soldi e non rompero' le palle a nessuno. Intanto i matrimoni si sfaldano, le coppie si lasciano, gli amici si per

dono, i rapporti si logorano per il denaro... La smania di racimolarne sempre il piu' possibile per tutta la vita ci rende inconsciamente implacabili predatori di bigliettoni, costi quel che costi. C'e' poi chi non subirebbe il bieco fascino del denaro se non fosse costretto a rincorrerlo tutta la vita per rime

diare a condizioni difficili o a disgrazie improvvise... ma si tratta senza dubbio di una minima parte, la percentuale maggiore fra i lupi da cash e' rappresentata dal soggetto medio senza nessun incom

bente disagio, annoiato e per nulla perspicace. Lui guadagna e spende a caso, senza ritegno, come se questo fosse il meccanismo portante dell'esistenza. Tutto gira intorno al denaro? Bah... Io dico che il denaro gira intorno a tutto... e la cosa e' un po' diversa.

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LO YOGA CHE NON TI ASPETTI

di Igor Sartoni

L

o Yoga e' sulla bocca di molti. A parlarne riviste di salute, di medicina, di co

stume. Una realta' che si sta rita

gliando uno spazio ben preciso e il cui orizzonte di diffusione non sembra potersi arrestare. Il suo successo cresce. Negli Usa e' stato stimato che i praticanti dello Yoga siano 15 milioni, il numero cresce anche in Europa e ad Hollywood, culla delle nuove mode e tendenze per eccellenza, e' ormai parte inte

grante del life style. Per qualcuno rappresenta ancora un mondo eso

terico dal quale tenersi a debita di

stanza, per qualcuno e' una

filosofia di vita evoluta, per qual

cuno una nuova attivita' da prati

care in palestra, per qualcuno una medicina, per qualcuno una folgo

rante esperienza che cambia la vita. Ma come e' possibile che una di

sciplina antica millenni (secondo lo studioso George Fuerstein le ori

gini dello Yoga risalirebbero al VII millennio a.c.), sviluppata nelle afose foreste indiane, sia giunta fino alle nostre ipermeccanicizzate palestre? Definire lo Yoga a parole e' impresa ardua. Infatti uno dei piu' noti maestri Yoga internazio

nali, B.K.S Iyengar, ha sentenziato, con grande verita', “Le parole non

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possono esprimere tutta l’utilita' dello Yoga. Bisogna farne espe

rienza”. La parola Yoga deriva dal vocabolo sanscrito Yuj, che signi

fica “unione”, infatti lo scopo ul

timo della pratica Yoga e' realizzare l’unione fra l’individuo e il divino, per usare altre parole l’unione fra l’uomo e Dio. E qua sorge il primo inghippo. E’ infatti idea diffusa quella che lo Yoga sia una ginnastica per il corpo e nulla piu'. Niente di piu' sbagliato. Lo Yoga nasce e si sviluppa come una religione. A differenza delle grandi religioni monoteiste, lo Yoga e' orientato maggiormente al corpo e alla pratica. Da qui nascono gli innumerevoli esercizi fisici e di re

spirazione che la disciplina pro

pone. Esercizi ottimi per salute, umore e spirito. La sua grande dif

fusione e' spiegabile anche grazie al fatto che i suoi effetti sulla salute sono scientificamente provati. Gli antichi Yogi (i monaci Yoga) nelle grotte o nelle foreste indiane pas

savano ore a studiare il loro corpo, a meditare e a sperimentare su se stessi quali erano le pratiche che meglio si adattavano al corpo. C’e' chi la definisce una panacea di tutti i mali, chi proclama che con la me

ditazione Yoga si otterrebbe la pace nel mondo, c’e' chi lo defini

sce il sistema piu' perfetto di cre

scita umana mai scoperto, chi una bufala, chi addirittura una pratica pericolosa. E qui il vecchio detto viene comodo: non e' tutto oro


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quel che luccica. Ci si potrebbe chiedere, cosa ci puo' essere di male o di pericoloso nello Yoga? Parliamo di dati: circa il 35% di co

loro che vengono iniziati alla pra

tica della meditazione trascen

dentale, una forma di meditazione indiana, sperimenta effetti collate

rali negativi, inclusi alcuni ricoveri ospedalieri. Molti praticanti di que

sta ed altre forme di meditazione, finisce con il scivolare in quella che un terapeuta Americano definisce “Trance addiction” ovvero dipen

denza da Trance, stato di Trance. Certo difficile e lungo e' ancora il percorso che potrebbe portare a

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spiegare la ragione per cui diffe

renti individui reagiscono in ma

niere alcuni, qui si presentano solo dati statistici. Certo c’e' stata anche qualche lun

gimirante mente che aveva pre

detto che lo Yoga per gli occidentali non sarebbe stata una strada in discesa priva di ostacoli. Uno dei primi a studiare questa fi

losofia fu l’emerito Carl Gustav Jung, psicologo e filosofo svizzero di fama mondiale. Dopo aver stu

diato tutti i testi riguardanti l’ar

gomento sentenzio': “Dico a tutti quelli che posso, studia Yoga im

parerai una quantita' infinita di cose da esso ma non pro

vare ad applicarlo, per

che' noi europei non siamo costituiti in modo da applicare metodi come questo”, e continua, “In

vece di imparare a me

moria le tecniche spirituali dell’Est e imitarle […] sa

rebbe di gran lunga piu' pertinente scoprire se esi

ste nell’inconscio una ten

denza all’introversione simile a quella che e' di

venuta il principio spiri

tuale guida dell’oriente”. Ancora piu' tagliente il meno noto filosofo in

glese Alan Watts, uno dei maggiori divulgatori in oc

cidente delle religioni orientali che scrive nel suo libro “Il tao della filo

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Per chi volesse praticare lo Yoga, per chi cercasse nuove direzioni, per chi fosse interes

sato ad esplorare nuove strade, a scoprire il fascino dell’oriente e ad esplorare le grandi zone d’ombra che ancora esistono inviterei a fare cio' che ognuno sente ma a riflettere su queste parole del Dalai Lama: “Non penso sia consigliabile diventare buddhisti in occidente. Cam

biare religione non e' come cambiare lavoro. L’eccitazione iniziale diminuira' con il passare del tempo, e allora cosa succe

dera'? Ti ritroverai un senza tetto dentro te stesso.” sofia”: “Ecco forse potete sognare: ‘Facciamo Yoga e diventiamo dei duri’, gia' ma questo significa che diventereste sempre piu' insensibili, che vi allontanereste dal disordine assordante che vi portate dentro cercando solo di fuggire”. C’e' poi chi taglio' corto come John Len

non che dopo anni di pratica Yoga nel suo pezzo God dice senza mezzi termini “I don’t believe in Yoga”(Non credo nello Yoga). No

nostante alcune scoraggianti pre

messe il numero di occidentali che si rivolgono ad Est per trovare ri

sposte e nuovi cammini sta cre

scendo a dismisura. Quali saranno i frutti di questa unione non si puo' sapere. Come disse il poeta, la risposta soffia nel vento.


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SOCIAL NETWORK: NUOVE TENDENZE NEL MONDO LIBRI

di Debora Baldisser

N

egli ultimi anni sono nate sul web alcune iniziative che coinvolgono gli appas

sionati della lettura. Fra queste una delle piu' famose e' il social net

work Anobii, cosi' chiamato dal

l’Anobium punctatum, il “tarlo della carta”. Questa rete sociale permette agli iscritti di mettere on line la propria libreria attraverso i codici ISBN dei libri, condividendo commenti, recensioni e suggeri

menti con gli altri utenti, diretta

mente o attraverso i gruppi. Con

sente di individuare le librerie si

mili, permettendo cosi' la conoscenza di persone con gusti letterari affini ai propri, l’occasione di scoprire nuovi autori e nuovi libri, e la possibilita' di poter scam

biare e vendere i libri fra gli utenti. Un attivita' simile allo scambio dei libri e' il Bookcrossing (vedi “Era Superba” N° 3), che prende vita nel 2001 e in pochi mesi si espande a macchia d’olio contando ad oggi

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iscritti da piu' di 130 paesi. Questo nuovo modo di vivere i libri consi

ste nella loro “liberazione” in qua

lunque luogo della citta' allo scopo di poterne seguire il viaggio attra

verso i commenti di coloro che lo ritrovano. Il Bookcrossing o BC, Giralibri, Liberalibri, Libri Liberi, Libri in Liberta', ruota intorno al

l’esistenza di un sito web attraverso il quale e' possibile dotare i libri di un codice identificativo. Basandosi su questo numero chi ritrova il libro lasciato in liberta' puo' regi

strarne sul sito il ritrovamento e dopo averlo letto, anche se non e' obbligatorio, puo' rilasciarlo nuo

vamente su una panchina, su un treno, in un bar... per chi arrivera' dopo di lui. Ma sono molte le ini

ziative simili, ad esempio i Boo

krings, che permettono agli utenti interessati alla lettura di un deter

minato libro di iscriversi ad una lista su internet, dopodiche' il libro in questione verra' spedito dal primo nome della lista al secondo, cosi' via fino ad arrivare all’ultimo, per poi tornare al primo. Un’altra variante dei Bookrings sono i Boo

krays, la cui unica differenza e' che alla fine della catena chi ha il libro decide se metterlo in liberta' o se organizzare un altro bookray. Con l’incremento di queste prati

che si e' creata una vera e propria comunita' che tramite il web orga

nizza incontri a livello internazio

nale. Uno degli ultimi si e' svolto proprio a Genova nella primavera scorsa, e il fenomeno non accenna


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a cura di Daniele Orlandi

C

CO CC IN EL LA

ome molto spesso avviene in molti altri insetti, anche le coccinelle se vengono toccate con un dito, ripiegano le zampe e le antenne, emettendo dai fianchi una sostanza gialla dall'odore sgradevole che rappresenta un'arma di difesa; anche il sapore e' assai sgradito agli uccelli e la livrea colorata e' un chiaro invito a non provare un secondo assaggio.

E IN GG RE U ST ST U TE PAL

I

n Italia l'Emys orbicularis era una specie molto comune nelle aree costiere e pianeggianti. Era possibile trovarla in laghi e fiumi, stagni e pa ludi o risaie. Le estese opere di bonifica delle aree pa ludose, a partire dalla meta' del secolo scorso, e l'inquinamento delle acque, hanno progressivamente ri dotto gli ambienti adatti alla vita delle testuggini, che attualmente sono presenti con un numero notevol mente ridotto di popolazioni, quasi completamente iso late le une dalle altre.

D

PU N

GI T

O PO

iffuso in tutta Italia, e' un cespuglio molto ra mificato con fusti finemente solcati, puo' for mare il sottobosco di foreste mediterranee. Il nome "pungitopo", deriva dall'usanza contadina di proteggere dai topi, con mazzetti di questa pianta, i salumi e i formaggi messi a stagionare.

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LIAM GALLAGHER IRROMPE NELLA MODA

di Igor Sartoni

“I

'm not gonna be putting anything out, unless I'd wear it" (Non ho inten zione di mettere sul mercato nulla senza averlo prima indossato). Con questo imperativo Liam Gallagher si lancia nel mondo della moda. Si avete sentito bene, il frontman degli Oasis si inventa stilista. Ha creato una linea di abiti e accessori maschili chiamandola “Pretty Green”, come la canzone dei The Jam. "I vestiti e la musica sono la mia passione", ha dichiarato "non lo faccio per conquistare il mer cato o per i soldi, lo faccio perche' non c'e' tanta roba che mi mette rei nei negozi". Lo stile è quello che lo contraddistingue, di im patto, sicuro del suo successo e dei propri mezzi. I capi sono intera mente "Edizione limitata", immagi niamo cosa possa significare questo in termini di prezzo. "Disegnero'

solo gli abiti che voglio e che ri specchiano il mio modo di essere. Se alla gente piaceranno, bene, al trimenti non importa” racconta, “sarò coinvolto in prima persona nella produzione e penso che andra' tutto alla grande”. La linea sara' venduta on line e nella grande distribuzione e perseguira' uno stile “sfrontato, diretto, classico”. Nei negozi quindi si troveranno calza ture, jeans, maglioni, giacchette, trench coat, parka, t shirt, cappelli, sciarpe e accessori firmati Liam. E' lecito aspettarsi un successo? In negabile l'influenza che ha avuto lo stile e il look Oasis, in particolare quello di Liam, sulle schiere di fan e non solo durante gli anni 90'. Non sarà più necessario dover os servare i video degli Oasis per tro vare qualcosa di "Britannico" e originale, si troverà direttamente nel negozio di fiducia.

SENSECAM, LA SOLUZIONE PER GLI SMEMORATI

Per i malati di Alzheimer, ma anche per tutti coloro che hanno problemi di memoria recente e' in arrivo "SenseCam", un piccolissimo dispositivo messo a punto in Gran Bretagna che si appende al collo e scatta una foto ogni 30 secondi! La vita quotidiana di chi la porta viene quindi immortalata con tinuamente e poi fatta vedere al paziente stesso, che puo' recuperare dopo poche ore tutte le esperienze fatte e gia' di menticate. SenseCam puo' memorizzare circa 30 mila im magini equivalenti a una quindicina di giorni con una lente a grandangolo e sensori. Uno studio, incentrato su una 66enne bibliotecaria a cui venne diagnosticata un'encefalite del cervello limbico nel 2002, ha dimostrato che la memoria della signora, gravemente deteriorata al punto da non ri cordare cosa ha fatto il giorno prima, e' enormemente mi gliorata con la fotocamera... Guardare quelle immagini continuamente, ha dimostrato la scansione, ha attivato la normale memoria episodica del suo cervello.

Liam Gallagher

ANCHE LA ZUCCHERIERA E' IN CRISI di Claudia Diaspro

La popolazione sembra essere febbrilmente attratta dai prodotti light, “chi meno ne ha la vince” e' il motto che manda in crisi la zucche riera. La dolcezza e' stata la prima ad essere rimpiazzata dando il via libera al mercato degli edulcoranti sintetici, aspartame e saccarina, che popolano le nostre tavole. E’ dimostrato che l’abuso di queste sostanze puo' essere nocivo, ma farne a meno e' impossibile. Anche volendo eliminarli, i dolcificanti sintetici si trovano in tutti i prodotti di uso comune. Come fare? La soluzione si chiama STEVIA, e' una pianta paraguaiana, ha un potere dolcificante 40 volte superiore allo zucchero ed e' priva di calorie. Paesi come il Giappone l’hanno so stituita ai dolcificanti chimici, negli Usa e' in vendita come integra tore alimentare ma in Europa e' fuori legge, il divieto non si basa sulla sua tossicita' ma sulla mancanza di dati. Il caso e' curioso per che' i dati relativi alla tossicita' dell’aspartame sono disponibili ma e' legalmente in commercio, presumo che la diffidenza europea nei confronti della Stevia, naturale ed economica, derivi principalmente dal fatto che il brevetto di questo dolcificante manderebbe in crisi le grandi multinazionali che gestiscono l’aspartame e simili.

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Perche’ solo una diciassettenne puo’ davvero conoscere e descrivere i suoi simili…

a cura di Annalisa Serpe

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mondiale, potrebbe avere seri scopi, un mezzo per la comunica zione immediata tra collaboratori di lavoro all’estero, per imparare a conoscere le altre culture e il mondo bellissimo che si trova al dila' di quel muro di pregiudizi che ci soffoca... invece e' utile ai ragazzi affetti da gravi problemi con l’al tro sesso! E’ peggio dei fans di Uo mini e Donne! Apriamo gli occhi e la mente, la vita non e' virtuale, e' viva ed e' una sola, la felicita' non deve essere approssimativa, non accontentiamoci di cosi' poco! Ci rende cosi' felici presentarci alla fitta rete multimediale con la solita foto con la faccia di sbieco, lo sguardo malizioso e, per i piu' insi curi, i grossi occhiali da sole?? Io continuo a sperare che non sia cosi'. Eppure Facebook e' un feno meno di massa che coinvolge anche i piu' grandi, che il periodo dell’insicurezza dovrebbero averlo superato gia' da un pezzo... Ma e' cosi' la societa' odierna, si passa dalla tv spazzatura a Facebook, non ci si puo' aspettare niente di piu'. Il punto e' che se fossero solo i ragazzini quelli rimbecilliti dietro a Facebook, si potrebbe ancora sperare nello strano fenomeno chiamato crescita o maturazione. Ma quando ti rendi conto che sono soprattutto i vnticinquenni a passarci le giornate, beh, le spe ranze si affievoliscono notevol mente... Amici miei sarebbe bene Mark Zuckerberg, 25 anni, amministratore delegato e inventore di Facebook cercare una sistemazione su Marte!

ta' 17, data di nascita 5/08/1991, situazione senti mentale single, interessi... zero! Ecco la presentazione della piu' fitta rete multimediale che ormai guida i rapporti sociali, sto parlando di Facebook. Voglio es sere molto diretta con voi, miei fe deli lettori, cosi' ho deciso di svelarvi tutti i segreti di Facebook (immagino gia' i vostri sguardi con centrati sulle mie prossime pa role...) Tutto comincia con l’adolescente frivola e vuota da vanti al Pc... Ecco che il ciclone del conformismo la travolge, entra in gioco Facebook. Il mondo della comunicazione multimediale si presenta ai suoi occhi come un oc casione per conoscere virtual mente tantissimi idioti in un attimo solo! Come lasciarsela scappare?? La ragazza e' gia' alienata e sta en

trando nella fase piu' acuta, quella che io goliardicamente definisco come la fase “ REM”, in cui tutti i neuroni dormono profondamente! In questa fase la giovane aggiunge le sue “fotine” nel profilo in modo che tutti la possano ammirare e magari se e' fortunata la aggiunge ranno come amica... Adesso pero' mi arrabbio sul serio, amicizia cosa significa al giorno d’oggi? Avere una lista di “amici” su Facebook come fosse la lista della spesa? Pro babilmente i principi importanti della vita si stanno confondendo addirittura da scambiare l’amicizia con il senso di soddisfazione che si prova ad avere un’interminabile lista di “amici/sconosciuti”. Que sto programma multimediale po trebbe essere utilizzato con intelligenza per risolvere impor tanti problemi di comunicazione

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LIFE AFTER DRUGS

Quando droga e alcool non hanno piu' niente da dire... di Igor Sartoni

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osa succede quando la droga e l’alcool ti assicu rano un biglietto per l’ospe dale piu' vicino o non bastano piu' a soddisfare la tua sete di trascen denza? Semplicissimo, dentro il tuo cervello hai tutto l'occorrente per andare avanti da solo, basta solo sa pere come tirarlo fuori. Lo scrittore Beat William Borroughs, uno che sulla questione la sapeva lunga, aveva gia' annunciato decenni fa che “Qualsiasi stato mentale provocato dalla chimica puo' essere replicato in altri modi”. La notizia, che non e' certo una novita', e' di sicuro inte resse per il lettore sveglio e curioso. Le culture di ogni tempo hanno ela borato tecniche per modificare lo stato di coscienza abituale. Oggi basta leggere le news riguardanti Rock Star, divi di Hollywood, artisti di ogni risma, notoriamente gli spe

rimentatori della nostra societa', per rendersi conto che le quotazioni di droga e alcool stanno calando. Gli esempi non mancano. Chris Martin, frontman dei Coldplay, ha dichia rato alla rivista Rolling Stone di “sballare” con i sonniferi. Pete Do herty, leader dei Babyshambles e in vidiatissimo compagno della modella Kate Moss si e' dato al Tai Chi e al Qi Gong (arti marziali cinesi Ndr). Come lui fecero non molto tempo fa Iggy Pop e Lou Reed, anche loro seguaci del Tai Chi e del Kung Fu. I Red Hot Chili Peppers, noti sballoni interplanetari, hanno trovato le loro strade alternative, Flea si impone di passare giorni in silenzio assoluto presso ritiri Yoga nelle lande Cali forniane, John Frusciante dopo lo Yoga e la meditazione Buddhista ha dichiarato di voler studiare la Ca bala. E’ ormai diversi anni che Sting

Timothy Leary photo by Dean Chamberlain

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Pete Doherty (www.theworldsbestever.com)

esegue serie di asanas (esercizi Yoga) giornalmente e prima dei concerti; David Lynch, il regista di punta del cinema off Hollywood Usa, si e' dato a una moderna forma di medi tazione Hindu e alla sua diffusione nelle scuole. Cio' che contraddistin gue le scelte di questi personaggi e' la voglia di cercare nuove strade, la fantasia nelle scelte personali e la creativita' nel plasmare il proprio stile di vita. Chi ha il coraggio di ispi rarsi alle loro scelte? Gia' negli anni 70’ fu pubblicato un monumentale libro di culto “The Book of Highs” di Edward Rosenfeld, che elencava puntigliosamente 250 modi di stra volgersi alternativi e naturali. In somma il fascino dell'autodistruzione va scemando. Inoltre, come ha detto un grande regista tempo fa, “Le dro ghe possono aprire alcune porte ma presenteranno un conto molto sa lato al tuo sistema nervoso”. Per chi ha voglia di sperimentare e di esplo rare nuovi orizzonti le possibilita' non mancano.


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L'ALTRA META' DEL TEATRO GENOVESE

Oltre ai teatri “ufficiali” si afferma la tendenza dei locali di nicchia di Claudia Diaspro

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l dibattito sul futuro dello spettacolo teatrale e' ac ceso, in tempi di crisi non tutti sembrano disposti ad investire fondi nella cultura e, a suon del motto “tanto chi ci va piu'..”, anche illustri scrittori hanno di chiarato morto il teatro. Nella citta' baluardo del risparmio si va a teatro? E cosa offre il teatro a que sta “superba” gente? La stagione teatrale e' in corso, quindi fare sta tistiche esaustive per comprendere i gusti e le affluenze dei genovesi non e' ancora possibile. In via ge nerale sembra che, rispetto agli anni indietro, l’affluenza sia note volmente aumentata. Questo puo' dipendere da vari fattori, dato

certo e' che molti teatri sono sorti, o risorti, e ora raccolgono i meri tati frutti. Opera e Balletto al Carlo Felice, e non mancano i teatri di prosa come Lo Stabile, L’Archi volto, La Tosse, solo per citarne al cuni, che propongono ricchi cartelloni dal classico al contem poraneo: si tratta prevalentemente di repliche, ma di ottima qualita' e messe in scena da note compagnie in tour. La nostra citta', anche se fra le righe, propone inoltre tante piccole produzioni, testi originali, compagnie e laboratori sperimen tali. Bisogna cercarli, e' vero, gli eventi non sempre sono pubbliciz zati a dovere, ma ci sono. Prodotti freschi e ambienti alla mano, intesi

Da Vero West Jurij Ferrini e Corrado d'Elia al Teatro Duse

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anche come luoghi di aggregazione sociale...Uno di questi casi e' rap presentato dal circolo Arci “Checkmate” (in Via Trebisonda) che, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo, promuove parecchie iniziative a sfondo artistico cultu rale, offrendo agli artisti emergenti la possibilita' di calcare un palco scenico: serate di Cabaret, musica live, feste a tema e, come sta acca dendo in questi giorni, piccole pro duzioni teatrali. Vale la pena citare “Dust to Dust”, una commedia tragicomica rivisitata dalla compa gnia genovese “Teatro dei matti”. Un’ombra di noir e un pizzico d’ironia fanno dell’esperimento dei tre ragazzi genovesi un successo, le


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recensioni sono positive ed inco raggianti e il locale si e' riempito in ogni data a disposizione; sicura mente la piece e' adatta alla loca tion, in quanto nasce precisamente come testo da pub! Gli attori, con diverse esperienze teatrali alle spalle, si alternano in una serie di monologhi allo scopo di inqua drare la situazione da diversi punti di vista, rendendo molto intensa la narrazione, che d’un fiato rapisce lo spettatore fino agli applausi fi nali. “Il teatro e' l’attivita' umana che ha per oggetto l’umano stesso”disse Brecht, e forse e' pro prio nei momenti di crisi che si sente maggior bisogno di visioni differenti da quella quotidiana.

MUSICALMENTE “Nessun arrivismo, solo passione”

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o spettacolo “alterna tivo” si allarga sempre piu’ a macchia d’olio, e vive principalmente sul passa parola. Esempio calzante di cio' e' la compagnia genovese “Mu sicalmente” (www.associazione musicalmente.com), un gruppo di ragazzi unito dalla grande passione per il musical che da anni opera in citta' raccogliendo fondi per attivita' di volonta riato. Piazze, case di riposo, tea

tri... L'ultima fatica del nutrito gruppo di teatranti genovesi si intitola “Vuoi conoscere i miei?”, una commedia libera mente ispirata ai film “Ti pre sento i miei” e “Mi presenti i tuoi?” scritta e diretta dai ra

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gazzi stessi. Lo spettacolo, che coinvolge e diverte, e' in scena al Teatro della Gioventu', ma se ve lo siete perso, avrete sicura mente la possibilita' di vederlo... Musicalmente non e' come Paganini, tranquilli.


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a music a ultimi s dal vivo da u n po’ d ei/otto i a biato p dimensionato nni i locali do anni a questa rogram gli appu ve si fa parte n ce m n o miglior e dei ca azione, diven tamenti settim va musica da n se la sta pa l tando “ ssando si a qua v a a Geno ivo si so n a li dedic ben dis lch va n chiarirc , la realta' e' a e concerto/e co bar”, prop ati al “live”; o ridotti; altr e. Negli vento. m i un po i hanno o ncora p n o endo k lti dei c Se q ’ le iu' entrano ri a in gioco idee. Come p asfittica. Cer uesta e' l’aria raoke o dj se lub hanno cam c socio e t h r , c e im ia h li e m c m a h si re itan od e, in cos co pio? l’e nomico, ossia teragendo,co a ritengo indis i fare qualche spira in tutta dosi, nel nt It rif n la p 4) il pu rata in vigore “realta' quo dizionano la m ensabile cons lessione nel t alia, beh, t bblico; id e id d ntat u e e ia s r ll ic a n ’euro); 5) le il punto 2) i loca a”, aspetto da a dal vivo. Ve re le compon ivo di uno, l’e istituzioni e enti ch li d cui n iamo e i lo di prop il n orzioni trata in vigor loro rapporto ro gestori; 3) on si puo' pre le: 1) il conte e e dell’e scinder i music s titanich colarm con la m uro isti e (un e to en e. sem ha gest te entusiasta, Ci tengo a pr , “avvenimen usica. Questo e l’ambiente ito de to m ec m tive e p il passaggio a a soprattutto isare che io m ” che per la m ese chiamiam i gruppi; ortato a ll o in cau u i v a s v r ic n it il u a it e ova m ngo oed e' st ad colta'. O sa vviame un incremento oneta. La m isgustato dall un europeista ata una mazza retto m nte que a t , a a n c d m canza erto n ei cos anier eg ll ficile. L lio il colpo; a i piu' avviati, q ti per cui i ges di controlli ha a in cui la cla on parti sse ltr a to u fa arrivan conseguenza i hanno patito elli con una g ri dei locali s vorito pratich politica i e do al q e' stata e specu s s di piu', tione p ono tro ua u la versant iu e dei clu dro desolante n ridimension ma, comunqu ' attenta e p vati in serie d rofessio e, per t iffi amento descritt voci, co b molto utti nale ha o d n nn unica f questo termin piu' grave app in apertura d elle serate ded si e' aperta u onte di na fase o i artico arve su e intend ic a t e a lo d b r ll eddito a tutti q o limita ito la sit a music if . Se qu l’a rm e u a u sono am elli che, con u ttivita' musica i a considera azione per i m sto e' stato l’im dal vivo re esclu n le (inte usicisti. ic patto s siv sa colui/c i, ma spero lavoro alle sp alle, suo in tutte le su amente colo A scanso di e ul olei che che ne ro che ssuno m qui e form nano p vive esc un altro hann e). N er p en lu m tivita'/g estiere anche sivamente pro e vorra'). Sc assione o sem on mi riferis o, come us co rin d s ip gomen ta/versatilita olo come inte ucendo/esegu ate se insisto, rofessionalm , quindi, to. Dun grazion ', tutte e e m nte (mo n a d o per m /com e. ca qu un lato lt , un m e situazione a ratteristiche s Questo ovviam ponendo mu e il musicist i oggettiv usicista a ncor piu s mente” e ic e n ' a senza te pres er o ' v ora 50 e eniva a guada un gruppo si grave per i m ientranti, con cinde dalla bra svolgere s u gn eg e u v s mila lir ro; un gruppo are la meta': ' trovato ad a icisti, stavamo uentemente, ura/crea e si tro v c in d e h c r ic o i altro ar e e n e r m n un m a ab do. ver eno 100mila lire dov a' a prendere inimo di nom ituato a prend serate, dall’ Gia', perche' altro “ da 300 e so rebbero e che fin ere 100 quotidia im m lo o avesse nita', il “nuov equivalere gro raramente 4 al 2001 pote ila lire a sera provvisa va tratt pe , si trov o” cost 00 euro sso mo ar o a d . non 50 rcepito 100 e uro vist della vita avr o a 50 euro … Giusto, si sar e serate a 600 va centesim / e o e 8 b b guadag 00 I b i c l b h e m p e e r tratta a1e detto oblem cio' na situazio va la meta' o uro!!! Chiaro che costava 1 to il nostro m a fu che “fu perche' ,no or 00 ne – u roba am dicono si sia se preferite – ?!!! Con l’en 0lire sarebbe sicista come s i” , nella e ora cos trata in “stabiliz ara per il costo tat v za molti, s d e non p ta”… si … a ella vita era r igore dell’euro o ad lr er tutti. s E quest ibasso pero'!! doppiato! Or i !...il ch a o e' un la e primo (triste) significa … argome nto.

I consigli musicali di Gianni.. “Stand up” di Mike Stern “Nefertiti” di Miles Davis “Mr. Gone” dei Weather Report

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CESARE VIEL E IL “CONTEMPORANEO” NEL GENOVESE

di Claudia Diaspro

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esare Viel e' nato a Genova nel 1964, un artista contem poraneo che, pur essendo apprezzato a livello internazionale, ha scelto la sua citta' natale come sede operativa. Il suo percorso arti stico inizia negli anni ’90, incentrato sul rapporto tra l’opera d’arte e il suo fruitore, l'arte relazionale. Alle sue spalle un nutrito numero di esposizioni in cui sono sfruttate di verse tecniche comunicative dall’in stallazione al video, dalla parola all’illustrazione. “Domande per il corpo”(2007) e' una realizzazione che molti hanno avuto modo di cono scere in occasione della rassegna “il contemporaneo nei palazzi del ‘600”. “Si tratta di un’installazione ambientale – dice l'artista che mette in scena sette domande rela tive alle diverse dimensioni del

corpo: il corpo soggettivo, vissuto dall’interno e, il corpo oggettivo, vis suto dall’esterno”. Incontriamo Ce sare per scoprire qualcosa in piu'... Nel caso di “Domande per il corpo” l’installazione e' intervenuta diretta mente nello spazio urbano impo nendosi all’occhio della popolazione, qual e' stat a la reazione del pubblico? Ho voluto usare gli striscioni –stam pati su ambo i lati per giocare con la forma della comunicazione pub blicitaria. La collocazione degli stri scioni li vedeva disposti in sequenza: scendendo da Piazza Matteotti le do mande e, a salire, le risposte. Il pub blico ha avuto reazioni variegate: da chi era molto interessato e leggeva tutto, a chi proseguiva senza accor gersi di trovarsi casualmente dentro

ad un’installazione. Hai notato grandi differenze rivol gendoti ad un target di pubblico tra sversale, rispetto a quello delle gallerie? Questo e' stato l’aspetto piu' inte ressante della vicenda. In una galle ria tutti l’avrebbero letta da subito come un’opera d’arte. Il soggetto di questo lavoro e' il cor

Cesare Viel, "Domande per il corpo", 2006 2007, particolare dell'installazione in via san Lorenzo, courtesy Pinksummer, Genova, foto: Rokma

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po, ma l’aspetto fisico del corpo stesso e' negato. L’uso della parola che si sostit uisce all’immagine concreta dell’oggetto? Ho voluto usare solo la parola scritta perche' in questo progetto mi inte ressava affrontare il rapporto con il nostro corpo attraverso un altro corpo: il linguaggio, ho voluto farlo in modo assolutamente antidecora tivo. La parola non si sostituisce al l’immagine, e' essa stessa un’altra immagine. Cosi' come il nostro corpo e' un’altra forma di parola. Nelle tue realizzazioni dai molta im portanza al linguaggio. Cosa ti at trae della parola: il suo significato letterale, il suo suono o il suo aspetto grafico? Mi interessa la potenza vitale della frase, il ritmo e la forma della frase scritta sulla carta, ma anche il gesto dello scrivere su un foglio di carta imprimendo una traccia soggettiva. Mi interessa il significato delle parole che scaturisce dal loro concatena mento. Per me, senso, sonorita' e immagine vanno insieme. Nel processo creativo del fare arte, pensi possano emergere idee real mente vergini e originali, o credi che l’artista sia inevitabilmente influen zato dalle esperienze precedenti? Nel tuo caso, che rapporto hai con l’arte del passato? L’originalita' e' un concetto com plesso, dipende soprattutto da come viene utilizzato. Secondo me, le esperienze artistiche del passato de vono essere vissute come stimolo

Cesare Viel

per il presente; un artista e' immerso nel presente, ma sempre segnato dalle esperienze che lo hanno preceduto. Spesso c’e' chi dice “lo so fare an ch’io” guardando all’arte contemporanea... come rispondi!? Rispondo:”perche' allora non lo fai?” devi lavorarci per parecchio tempo e creare un qualcosa di tuo;

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qui ti voglio, e' troppo facile criticare e basta. Per finire, giusto un’ultima do manda: puoi rivelarci quali sono i tuoi progett i per il futuro? Rive dremo le tue creazioni in giro per le strade genovesi? Sto progettando nuove installazioni e performances, per il momento non a Genova.


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Per scrivere sulla bacheca di “Era Superba” invia i tuoi scritti a bacheca@erasuperba.com

QUELLE NUVOLE DI GENOVA

combatte con il cielo

Guardo dal vetro gli ombrelli

che s’apre e mostra il sole

e le corse al vento sulle salite

la primavera sorprende questa citta'

lungo i rivi rumorosi

guardo le nuvole di Genova

al largo i gabbiani volano a vista

aprirsi e cambiare intimidite

il mare scuro

Gian Luigi Monari 38


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L'OMBRA Nel tuo pensiero non sono che un'ombra, come minuscolo insetto che vola: rapida s'alza la mano a scacciarlo, d'istinto, senza neppure guardare. E se non sono e poi mai non saro' l'ombra di un sogno struggente e bramato, allora immagino d'essere almeno la piccola ombra che inquieta il tuo sonno, cos di me prenderesti coscienza.

Gisella Ruzzu SOMMA

Charlotte 39


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GESTISCI UN LOCALE? ORGANIZZI EVENTI? Segnalaceli inviando una mail a agenda@erasuperba.com MUSICA&DINTORNI Giovedì 16 aprile GIORNATA MONDIALE DELLA VOCE H 15 Palazzo Ducale Ingresso libero Dibattiti sull’importanza della respirazione nella vita quoti diana; respirazione diaframma tica; uso corretto della voce nel parlato quotidiano, nella recitazione, nel canto; preven zione delle patologie alle corde vocali; proiezioni di filmati, diapositive, dimostrazioni vo cali relative agli stili vocali Jazz e Opera con intervento di me dici, poeti e cantanti. Martedì 21 aprile MODENA CITY RAMBLERS H 18 Forum Fnac Mercoledì 22 aprile LEZIONE INCONTRO PER L’AMICO FABER H 21 Palazzo Ducale Una lezione concerto del Mae stro Nicola Piovani per raccon tare attraverso l e musiche e la collaborazione con Faber la lunga storia della loro amicizia Venerdì 24 aprile HYDRA+TBA concerto H 19 Zona fascia di rispetto di Prà CONCERTO ALLA ZECCA con i "La Mala Crianza" H 20 Piazza del Carmine Sabato 25 aprile FESTA DEL SOLE Dalle 21 Forte Sperone Ingresso 10 euro

Da giovedì 30 aprile a sabato 2 maggio FRESH FESTIVAL 2009 al Forte Sperone Un evento tutto da vivere per tre intere giornate dove la protagonista sarà la musica elettronica in un susseguirsi di kermesse artistiche e perfor mances live di djs, gruppi live e visual artists, in cui si spazierà dal funky al deep, alla house attraverso l’uso di tec nologie quali digitale, synth, campionatori e tastiere. Inoltre spettacoli teatrali itineranti lungo le vie del Forte, perfor mance circensi, giocolieri,tram polieri, funamboli e artisti di strada. Organizzata dall’Asso ciazione E Deas Promotion. Info http://www.myspace.com/fre shfestivalgenova www.freshfestivalitaly.it Sabato 2 maggio ONDA SU ONDA Dalle 8 alle 19 Via Cairoli banchi con dischi rari e stru menti musicali, esibizione di al cuni musicisti e gruppi musicali

INCONTRI&MOSTRE Giovedì 16 aprile CORSO DI CULTURA ITA LIANA DEL 900: Francesco Biamonti, parole luce e silenzio H 1630 Biblioteca Berio TRA KANT E NIETZSCHE La filosofia pratica. Conferenza H 1730 Palazzo Ducale

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INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA PENSARE PIT TURA H 18 Museo Arte contempora nea Villa Croce La mostra considera la ricerca pittorica non figurativa a par tire dagli anni 70 che, con il movimento della Nuova Pit tura, segnano il ritorno al fare pittorico dopo la stagione delle ricerche oggettuali e concet tuali e della smaterializzazione dell'arte Venerdì 17 aprile CICLO DI INCONTRI:STO RIA DEL MELODRAMMA : Richard Wagner H 16 Biblioteca Berio LO CHIEDO ALL’ARCHEO LOGO H 16 Museo di Archeologia li gure Come anteprima della XI Set timana della Cultura il Museo offre ai visitatori l'ingresso li bero alle sale dove saranno presenti gli archeologi del museo per rispondere a do mande e curiosità PARLIAMONE CON.. LA PITTURA Alice’s Bar, fascia di rispetto di Pra’ (accanto al campo spor tivo) Un percorso che permette di riflettere sulla relazione che lega l’arte al benessere psicofi sico dell’uomo. Per info 333 3478439 sorrentino.ivana@libero.it


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ALESSANDRO MAGNA SCO: UNA PASSIONE DI FABRIZIO DE ANDRE’ H 1745 Palazzo Bianco Visita guidata alla scoperta delle opere del grande pittore genovese a Palazzo Bianco Sabato 18 aprile POESIA CON LE VOCI…CON LE MANI Laboratorio di poesia creativa in lingua italiana H 10 Biblioteca berio ASTRONOMIA AL MUSEO: Pianeti rocciosi e pianeti gas sosi, un motivo c’e’ H 16 Museo di storia naturale GENOVA INEDITA Presentazione del romanzo giallo di romano Garibotti. H 1730 Berio cafè INAUGURAZIONE MO STRA LEE QUINONES H 18 Galleria Trifoglio Nero A Genova, da New York, Lee Quinones uno dei riconosciuti e storici fondatori del movi mento dei writer. Domenica 19 aprile GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO Bookcrossing I lettori sono invitati a parteci pare all’evento portando un libro che hanno amato e che desiderano offrire a un altro lettore. In cambio, potranno prendere libri nuovi dalla su perlibreria allestita per l’occa sione. Per tutto il giorno libri in liberta’, in movimento, che passano di mano in mano H 11 Forum Fnac H 17 AFTERHOURS presen tano “Il paese è reale” Lunedì 20 aprile

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CONFERENZA: CON GLI OCCHI DEL BAMBINO Dalla’antica tradizione indiana un percorso interiore che rin traccia l’aspetto divino del quotidiano e vede nelle diffi coltà che ognuno incontra nella propria vita, altrettante occasioni di crescita spirituale H 17 Biblioteca Berio Martedì 21 aprile A SUD DEL MONDO?DI RITTI SOTTOSVILUPPO E COOPERAZIONE Storia della Bolivia e proie zione documentari H 15 Biblioteca Berio Mercoledì 22 aprile POESIE FUTURISTE H 1730 Truogoli di S.ta Brigida Sei performers interprete ranno poesie di autori celebri del futurismo. Giovedì 23 aprile IL DIRITTO ALL’OBLIO La cronaca di un fatto e’ anche storia, e la storia e’ me moria per cui il diritto all’oblio e’ oggetto di studi. Dibattito con Avvocati, giornalisti, magi strati e cronisti. H 1630 Biblioteca Berio Fino a domenica 26 aprile FERMO E MOSSO. SPAZI CORPO TEMPO Martedì venerdì 9.00/19.00; sa bato e domenica 10.00/19.00. Museo Raccolte Frugone Villa Grimaldi Giovani fotografi internazio nali, attivi tra Nord Europa e Mediterraneo, si confrontano con musica, danza e teatro. Lunedì 27 aprile A SUD DEL MONDO?DI

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RITTI SOTTOSVILUPPO E COOPERAZIONE Per una patnership territoriale: esperienze e modelli sostenibili negli interventi di sviluppo H 15 Biblioteca Berio Giovedì 30 aprile ALESSANDRO MAGNA SCO: UNA PASSIONE DI FABRIZIO DE ANDRE’ H 1745 Palazzo Bianco Visita guidata alla scoperta delle opere del grande pittore genovese a Palazzo Bianco Fino al 30 aprile PER POTER BACIARE AN CORA GENOVA Locanda di Palazzo Cicala, dalle 14 alle 19 Genova attraverso i testi di Fa brizio De André e le foto di PUBLIFOTO Genova Ingresso libero Info: www.pa lazzocicala.it 010 25 18 824 Fino al 3 maggio FABRIZIO DE ANDRE’ LA MOSTRA Palazzo Ducale, 9.00/20.00 GASTRONOMIA Da venerdì 17 a lunedì 20 aprile SLOW FISH www.slowfish.it Fiera di Genova Venerdì 17, sabato 18 e domenica 19: 11 23 Lunedì 20: 11 20 Sabato 18/domenica 19 aprile SAGRA DELLE FOCAC CETTE Località Megli, Recco Sabato 25 aprile GRIGLIATA DI CARNE E KARAOKE Alice’s Bar, fascia di rispetto di Pra’. Euro 12


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"Il Blog del Tama e' on line sul sito www.erasuperba.com! Potete commentare e discutere gli argomenti trattati, creare dibattiti e leggere le versioni integrali degli articoli! Se invece avete dediche da fare, aneddoti da raccontare, foto da pubblicare scrivetemi a ilblog@erasuperba.com... Tutti potranno leggervi e rispondervi... Il Tama è qui per voi!!!"

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erche' le donne stanno cosi' tanto nei bagni pubblici? Il grande segreto di tutte le donne rispetto ai bagni e' che da bambina tua mamma ti por tava in bagno, puliva la tavolozza, ne ricopriva il perimetro con la carta igie nica e poi ti spiegava: 'MAI, MAI ap poggiarsi sul gabinetto' e poi ti mostrava 'la posizione' che consiste nel bilanciarsi sulla tazza facendo come per sedersi ma senza che il corpo venga a contatto con la tavolozza. 'La posizione' e' una delle prime le zioni di vita di una bambina, impor tantissima e necessaria, deve accompagnarci per il resto della vita. Ma ancora oggi, da adulte, 'la posi zione' e' terribilmente difficile da man tenere quando hai la vescica che sta per esplodere. Quando 'devi andare' in un bagno pubblico, ti ritrovi con una c oda di donne che ti fa pensare che dentro ci sia Brad Pitt. Allora ti metti buona ad aspettare, sorridendo amabilmente alle altre che aspettano anche loro con le gambe e l e braccia incrociate. Fi nalmente tocca a te, si apre la porta di un bagno e ti butti addoss o alla persona che esce. Entri e ti accorgi che non c'e' la chiave (non c'e' mai); non importa... Appendi la borsa a un gancio sulla porta, e se non c'e' (non c'e' mai), ispezioni la zona e non trovi di meglio che appen derla al collo ed e' pesantissima, piena com'e' di cose che ci hai messo den tro, la maggior parte delle quali non usi ma le tieni perche' non si sa mai. Tornando alla porta... dato che non c'e' la chiave, devi tenerla con una mano, mentre con l'altra ti abbassi i pantaloni e assumi 'la posizione'...

finalmente!! A questo punto cominciano a tremarti le gambe... perche' sei sospesa in aria, con le ginocchia piegate, i pantaloni abba ssati che ti bloccano la circol a zione, il braccio teso che fa forza con tro la porta e una borsa di 5 chili appesa al collo. Vorresti sederti, ma non hai avuto il tempo di pulire la tazza ne' di coprirla con la carta, dentro di te pensi che non succederebbe nulla ma la voce di tua madre ti risuona in testa 'non se derti mai su un gabinetto pubblico!', cosi' rimani nella 'posizione', ma per un errore di calcolo un piccolo zam pillo ti schizza sulle calze!!! Sei fortu nata se non ti bagni le scarpe. Mantenere 'la posizione' richiede grande concentrazione. Per allonta nare dalla mente questa disgrazia, cer chi il rotolo di carta igienica maaa, cavolo...! non ce n'e'...! (mai). Allora preghi il cielo che tra quei 5 chili di cianfrusaglie che hai in borsa ci sia un misero kleenex, ma per cercarlo devi lasciare andare la porta, ci pensi su un attimo, ma non hai scelta. E non ap pena lasci la porta, qualcuno la spinge e devi frenarla con un movimento brusco, altrimenti tutti ti vedranno se miseduta in aria con i pantaloni abbassati. NO!! Allora urli 'O CCU PA TOOO!!!', continuando a spingere la porta con la mano libera, e a quel punto dai per scontato che tutte quelle che aspet tano fuori abbiano sentito e adesso puoi lasciare la porta senza paura, nes suno osera' aprirla di nuovo (in questo noi donne ci rispettiamo molto) e ti ri metti a cercare il kleenex, vorresti usarne un paio ma sai quanto possono

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tornare utili in casi come questi e ti ac contenti di uno, non si sa mai. In que sto preciso momento si spegne la luce automatica, ma in un cubicolo cosi' minuscolo non sara' tanto difficile tro vare l'interruttore! Riaccendi la luce con la mano del kleenex, perche' l'al tra sostiene i pantaloni, conti i secondi che ti restano per uscire da li' , su dando perche' hai su il cappotto che non avevi dove appendere e perche' in questi posti fa sempre un caldo terribile. Senza contare il bernoccolo causato dal colpo di porta, il dolore al collo per la borsa, il sudore che ti scorre sulla fronte, lo schizzo sulle calze... il ricordo di tua mamma che sarebbe vergognatissima se ti vedesse cosi'. Ma la debacle non e' finita...sei esausta, quando ti metti in piedi non senti piu' le gambe, ti rivesti velocemente e so prattutto tiri lo sciacquone‌ma non funziona (mai). Finalmente vai al la vandino. E' tutto pieno di acqua e non puoi appoggiare la borsa, te la appendi alla spalla, non capisci come funziona il rubinetto con i sensori automatici e tocchi tutto finche' riesci finalmente a lavarti le mani in una posizione da gobbo di Notredame per non far ca dere la borsa nel lavandino; l'asciuga mani e' cosi' scarso che finisci per asciugarti le mani nei pantaloni, per che' non vuoi sprecare un altro kleenex per questo! Esci passando accanto a tutte le altre donne che anc ora aspettano con le gambe incrociate e in quei momenti non riesci a sorridere spontaneamente, cosciente del fatto che hai passato un'eternita' la' dentro. Sei fortunata se non esci con un pezzo di carta igienica attaccato alla scarpa o peggio ancora


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Se fossi un pittore ti dipingerei. Se fossi un vasaio ti modellerei. Se fossi un poeta ti loderei. Ma sono un trombettiere... modestamente...

la cerniera abbassata! Esci e vedi il tuo ragazzo che e' gia' uscito dal bagno da un pezzo e gli e' ri masto perfino il tempo di leggere Guerra e Pace mentre ti aspettava. 'Perche' ci hai messo tanto?' ti chiede irritato. 'C'era molta coda' ti limiti a rispondere. E questo e' il motivo per

cui noi donne andiamo in bagno in gruppo, per solidarieta', perche' una ti tiene la borsa e il cappotto, l'altra ti tiene la porta e l'altra ti passa il klee nex da sotto la porta; cosi' e' molto piu' semplice e veloce perche' tu devi concentrarti solo nel mantenere 'la posizione'. E la dignita'.

la foto del mese

*Questo e' dedicato alle donne di tutto il mondo che hanno usato un bagno pubblico e a voi uomini, per che' capiate come mai ci stiamo tanto.*

by Lisa Lastrucci 43


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A SCUOLA DI CUCINA A chi à famme, o pan o ghe pä lasagne

BURIDDA DI SEPPIE Ingredienti 800 gr seppie 1 ciuffo di prezzemolo 1 spicchio d’aglio 15 gr di funghi secchi 2 acciughe salate mezzo bicchiere di vino bianco secco olio extravergine di oliva 1 cucchiaio di estratto di pomodoro 1 cucchiaio di pinoli 200 gr di piselli sgranati Sale Lavate, pulite e tagliate a listarelle le seppie . Mettete a bagno i funghi in acqua tiepida,dopodiche’ strizzateli e tritateli. Tagliate l’ aglio e il prezzemolo . Diliscate le acciughe e sciogliete i filetti nel l’olio. Disponete le seppie in un tegame, possibilmente di terracotta, quindi unitevi il trito di aglio e prezzemolo e fate rosolare il tutto. Insaporite e bagnate col vino. Evaporato il vino, aggiungete i funghi tritati e l’estratto di pomodoro diluito in acqua calda. Salate e fate cuocere per circa mezz’ora. Aggiungete i pinoli e i piselli e portate a cottura. Variante: i piselli si possono sostituire con 200 gr di patate novelle o carciofi.

BUON APPETITO!

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A SCUOLA DI ZENEIZE IL VERBO AVERE CONGIUNTIVO PRESENTE che mi agge che tì ti aggi che lê o l'agge che noiätri aggimo che voiätri aggiæ che lô àggian

PASSATO imperfetto Iche mì agge avùo che tì ti aggi avùo che lê o l'agge avùo che noiätri àggimo avùo che voiätri aggiæ avùo che lô àggian avùo

IMPERFETTO che mì avesse che tì ti avesci che lê o l'avesse che noiätri avéscimo che voiätri avesci che lô avéssan

CONDIZIONALE PRESENTE mi avieiva (io avrei) ti ti aviesci lê o l'avieiva noiätri aviéscimo voiätri aviesci lô avieivan

DIZIONARIO→DIZIONAIO

Pasqua→Pasqua Lunedi di Pasquetta→lunedì de l’angeo (lunedì dell’angelo) e non pasquetta che in genovese indica invece l’Epifania Quaresima→Quæixima

NATURA →Natûa Primavera→primmavéia Acacia→gazzïa Acqua→ Ëgua Alba→arba Albero→èrbo Aria→äia Brezza→brixa Cielo→çê Cipresso→ çipresso Collina→collinn-a Edera→lélloa Fango→ bratta Faggio→fò Felce→frexa Fiore→fiore/sciô Fiume→fûmme, sciûmme Foglia→ fêuggia Fulmine→fûrmine Fuoco→fêugo Garofano→ ganêuffano Gelsomino→giäsemin Girasole→giäsô Legna→legne Luna→lunn-a Mare→mâ Margherita→margaitta Nuvola→nuvia Palma→parma Pianura→cianûa Pietra→pria Pino→pin Pioggia→ægua Pioppo→árboa Prato→pròu Ramo→rammo Resina→rexina Rosa→reusa Ruscello→riâ Rugiada→rosâ Scirocco→sciöco Sereno→sën, seren Sole→sô Suolo→sêu Terra→tæra Tiglio→tiggio Trifoglio→trifêuggio Tuono→tron

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1 Fu il leader dei Doors 13 Uno studio dove si curano i denti 15 Centro Europeo di Norma zione 16 Pietra preziosa di colore viola 17 Una birra piccola in gergo spa gnolo 19 Acquistar vita, rinvigorirsi 21 Andava in giro su un tappeto volante 23 Circondate da affetto, deside rate 24 Portate in alto 27 Spesso si deve seguire quello burocratico 29 Industrie Riunite Odolesi 30 Oristano 31 Un piccolo paesino del po nente ligure 32 Dispositivo in grado di emet tere una luce particolare 34 Si nomina insieme a Tizio e Sempronio 35 E’ co capoluogo della Puglia con Barletta e Andria 36 Sono doppie in calcio 37 Le antiche dimore padronali marocchine 39 I medici in prima linea 40 Tipici dolci siciliani 42 L’inizio della manica 43 Stimati, giudicati 45 Faceva parte dei Primitives 46 Centro Vita Associativa 47 Ingresso, entrata 49 Piccolo comune in provincia di Chieti 50 L’olio inglese 51 Un tipo di farina 52 Divinità femminile

1 Un formaggio a “fiocchi di latte” 2 Spesso si lotta per il proprio 3 Così è anche detta la Gio conda 4 Tra la l e la o 5 Organizzazioni Tecniche Aziendali 6 Una nativa della capitale 7 Niente in francese 8 Incontri di due vocali pro nunciate separatamente 9 Valutazione economica di un bene 10 La sua stella più luminosa, è la stella polare 11 Sale dell'acido nitrico 12 Attraversa la Pianura Pa dana 14 Cittadina a sud di Napoli 18 Chi partecipa a un'iniziativa 20 Il giorno precedente a quello in cui siamo 22 Le abitanti della Costa d’Avorio 25 Tastati 26 Un famoso filosofo della grecia 28 Discussione rumorosa e scomposta 33 Il terminal all’aeroporto di chi atterra 38 Pianta ornamentale con fiori grandi 41 Grezzo, risoluto 44 Il signor dei tali 45 Pazzo in inglese 48 Gli zeri della percentuale


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DA LEGGERE… ARIETE – Al cuor non si comanda caro amico dell’ariete! Anche se razionalmente pensate sia sbagliato buttarvi a capofitto in una liaison, sappiate che d’amor si vive! Lasciatevi andare! TORO – Buone opportunita' per i single, felici novita' per le coppie. Attenzione alla vostra salute: troppo stress lavorativo vi portera' forti emicranie. GEMELLI – Marte pazzerello vi rendera' tesi e nervosi ma per fortuna le festivita' pasquali vi danno l’opportunita' di rilassarvi… magari in montagna! CANCRO – E’ giunta l’ora di farsi sentire all’interno della coppia, inutile lasciar passare le cose come se nulla fosse; parola d’ordine: dialogo! LEONE – Un incontro inaspettato allietera' questo mese; siate pero' subito chiari sulle vostre intenzioni perche' rischiate di creare inutili malintesi. Fortuna nel gioco VERGINE – Una situazione astrale favorevole fa si' che riuscirete a togliervi grandi soddisfazioni in campo lavorativo; anche l’amore tornera' a farvi sorridere. BILANCIA Mese negativo per l’amore: le coppie dovranno resistere ad una tem pesta e i single devono diffidare di persone appena conosciute; positive novita' invece nel lavoro. SCORPIONE – Contate fino a 12 prima di parlare: la pazienza sta per finire pero' la vostra arroganza potrebbe causare non pochi problemi con i colleghi. Emozioni forti per le coppie consolidate. SAGITTARIO –Aprile dolce dormire... che e' un po’ quello che vi piacerebbe fare! Ma non fermatevi: continuate a lavorare su quello in cui credete, state per giungere al traguardo. CAPRICORNO Il cielo di aprile non vi e' molto amico, qualche malumore in famiglia e confusione mentale. Circondatevi da persone che vi sappiano ascoltare. ACQUARIO – Chiusa una porta, si apre un portone! Periodo di grandi novita' nel lavoro e nell’amore. Attenzione alle finanze, non siate spendaccioni! PESCI – In amore avrete l’imbarazzo della scelta... sono molti i predatori che si ag girano intorno a voi. Dopo un periodo faticoso miglioramenti in ambito lavorativo.

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“Cristo si e’ fermato a Eboli” di Carlo Levi Einaudi, 1945

DA VEDERE… “Cose di questo mondo” di Michael Winterbottom Anno 2002

DA ASCOLTARE… “Se ti tagliassero a pezzetti” Fabrizio De Andre’ da “Fabrizio De Andre’” (Indiano), 1981 “Altrove” Morgan da “Canzoni dell’appartamento” Anno 2003 “Tu silencio” Bebe da “Pafuera Telaranas” Anno 2004


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