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L’editoriale

BUON RISVEGLIO ZENA

C

oltiva il tuo orto, scriveva Voltaire. Ovvero non met

tere te stesso in secondo piano rispetto a tutto cio' che ti circonda, dai forza a cio' che pensi, alle tue qualita', alle tue abilita', cu

rati prima di te e poi di cio' che devi fare. Perche' tu non sei cio' che devi fare. Il lavoro, il denaro, gli affari, la macchina, la casa, le bollette... Dietro a tutto questo, c'e' il tuo orto da coltivare. Il tema che sollevo' Voltaire nel suo "Can

dido", torna di questi tempi attuale e scottante. Perche' qualcosa nel nostro grasso Occidente non ha funzionato e ognuno di noi ha la sua parte di responsabilita': le ban

che sono scivolate, il sistema "la

vora produci taci" scricchiola... la gente compra super auto a rate, compra anche i televisori a rate ed e' costretta ad accendere mutui in

terminabili per avere una casa. Eb

bene si', ammettiamolo, la grande corsa al denaro trent'anni fa ci aveva conquistati, dagli uffici agli esercizi, dalle imprese alle grandi catene, tutti alla ricerca di quel be

nessere che il soldone poteva facil

mente regalare. Ma le cose ultima

mente hanno preso una piega inaspettata e non andranno a finire esattamente come avevamo spe

rato... Il denaro e' sempre meno facile e la comodita' si allontana per lasciar spazio alla noia. Sta

mattina ti sei svegliato e, come ogni altro giorno negli ultimi tren

t'anni, sei andato a lavoro. Che ci posso fare, dirai tu, ho una casa da mantenere, una famiglia, un bam

bino... E fino a qua, per carita', nes

sun problema. Quello che ti chiedo e' di focalizzare un secondo la tua giornata... Quello che hai fatto e che devi ancora fare, per

che' l'hai fatto o perche' lo farai, le cose che hai detto e ascoltato, quello che hai mangiato... Ora dimmi: come va' con il tuo orto??! Come procede il raccolto?? Io lo so che anche tu sogni un luogo in

cantato, lontano dalle luci e dai ru

mori. Un posto dove poter finalmente prendere coscienza di cio' che senti, delle tue paure, degli ostacoli da abbattere e di quelli da

aggirare. Dove vanno a finire le stelle una volta cadute e si raccol

gono i desideri, perche' da qualche parte dovranno pur raccogliersi... Un luogo per poterti vergognare, per affrontare cio' che non riesci ad affrontare, per liberarti dai sensi di colpa, dall'ansia di sbagliare e di non poter rimediare. Sogni un'isola in cui riuscire sempre a chiedere scusa, dove e' stupido volere aver ragione, giacche' probabilmente nessuno l'ha mai avuta. Immagini un posto in cui quello che fai non e' affatto piu' importante di quello che sei... un luogo in cui poter fi

nalmente scegliere. Ma poi ti sve

gli, bruscamente. Ricordo una frase che trovai su un libro anni fa: "...sei il primo pensiero che fai ogni mat

tina, ascoltalo. Non lasciare che si sperda, la' dentro ci sei tu..." Magari e' cosi', magari basta dav

vero un attimo. E quell'isola fatata che sognavi fino a pochi istanti prima e che ti sembrava cosi' lon

tana e irraggiungibile, quel luogo tanto immaginato, potrebbe di

ventare semplicemente il tuo letto, la mattina, dopo il suono della sve

glia... Un fiume in piena di idee, proposte, motivazioni, un incante

vole rio fatto di silenzio e saggezza. Ecco dove vanno a finire le stelle e dove si raccolgono i desideri! Chi l'avrebbe mai detto?? Sono ri

masti li', tutti questi anni, sotto il tuo cuscino. Pronti per la semina, direbbe Voltaire... Buon risveglio Zena. Con affetto, Gabriele Serpe

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l 10 Giugno 2008 i ministri del lavoro dei 27 stati europei hanno raggiunto un accordo sulla direttiva europea riguardante l'orario di lavoro. Nel caso di approvazione da parte del Parlamento eu

ropeo, l'attuale limite di 48 ore settimanali, conquistato dall'Organizzazione internazionale dei lavoratori nel 1917, verra' esteso a 60 ore su base volontaria e indi

viduale. Verra' quindi esteso a tutta l'Europa dei 27 il cosiddetto diritto di “opting out”, che permette ai sin

goli lavoratori e alle imprese di sottoscrivere “liberi” accordi per modificare l'orario di lavoro. In Italia l'ora

rio di lavoro contrattuale e' tipicamente di 40 ore set

timanali, ma, nella realta', questo limite viene spesso superato. Ad esempio, vi e' mai capitato di percorrere la sopraelevata, magari mentre state uscendo per an

dare a trascorrere una serata fuori con gli amici, e di di Giorgio Avanzino vedere le luci del “Matitone” ancora accese? Per ognuna di quelle piccole luci, c'e' una persona ancora seduta alla propria scrivania che sta svolgendo il pro

prio lavoro mentre voi state andando a divertirvi. Ma cosa spinge una persona a rimanere a lavoro ben oltre il proprio orario, magari per 12 o 13 ore al giorno? E soprattutto, chi saranno mai queste persone a cui sem

bra stare cosi' a cuore il proprio lavoro? Beh, c'e' il classico fanatico della propria occupazione che si e' estra

niato dalla realta' tanto da non accorgersi di che ore si sono fatte, il marito frustrato che per pagare le rate del mutuo deve fare ore e ore di straordinario e il tipico aziendalista che, per l'illusione di una facile carriera, ha deciso di battere tutti i record di permanenza in azienda. Ma insieme a questi soggetti che chiunque la

vori o abbia lavorato in un ufficio conosce molto bene, c'e' un personaggio decisamente piu' particolare e meno conosciuto che si aggira per gli uffici della citta' sino a tardi: il “grigio impiegatuccio”. Ma che cosa contrad

distingue il “grigio impiegatuccio” dagli altri compagni di sventura? La differenza fondamentale e' che gli altri conoscono (o nella maggior parte dei casi forse credono di conoscere) il motivo per cui si trovano li', men

tre lui lo ignora completamente. E allora voi vi chiederete, ma perche' rimane a lavoro senza un valido mo

tivo invece di tornare a casa per un po' di meritato riposo? La risposta e' semplice. Al “grigio impiegatuccio” manca una cosa che nella societa' in cui viviamo e' sempre piu' rara: l'autocoscienza, la consapevolezza delle proprie azioni. A lui non inte

Vignetta di Luca Barbieri ressa la carriera, non ha un mutuo da pagare, ne' ha una passione cosi' smisurata per il proprio lavoro. Ma, essendo at

torniato da persone che, di fatto, hanno scelto di vivere in fun

zione del proprio impiego, ac

quisisce i loro comportamenti facendoli propri e considera re

gole di vita alcuni “buoni” con

sigli: “Anche se non hai da fare niente non uscire prima delle 8 cosi' fai bella figura col capo”, oppure “Mi raccomando, anche se in teoria ti verrebbero pagate, non segnare le ore di straordina

rio perche' non sta bene”, o an

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che “Non vorrai mica uscire alle 5, che fai oggi? Mezza giornata!?”. "Il grigio impiegatuccio" lo ha sentito dire da piu' parti: l'uomo felice e' colui che ha successo nel proprio lavoro. E se con questi consigli si arriva al “suc

cesso”, perche' non dovrebbe seguirli anche lui per raggiungere la felicita'? A lui non e' mai venuto in mente di porsi domande del tipo: e' cosi' che voglio trascorrere il resto della mia vita? Vale davvero la pena di ba

rattare la mia vita con un po' di denaro e una carriera spesso illusoria? Ma soprattutto... E' davvero questa l’unica scelta di vita possibile? C'e' una ragione molto semplice per la quale nella coscienza del grigio impie

gatuccio non sono mai affiorati questi dubbi: viviamo in una societa' dove si e' ossessionati dagli obiettivi. Prima si devono finire gli studi il piu' presto possibile per trovare un buon lavoro. Una volta trovato un lavoro si deve lavorare il piu' possibile per potersi permettere il migliore stile di vita. Infine, una volta acquisita la stabilta' economica, si e' pronti per mettere su famiglia. In questo vortice di eventi e' diventato quasi impossibile tro

vare il tempo per fermarsi e fare la cosa piu' semplice e, al tempo stesso, piu' bella che ci sia: pensare. Pro

vate ogni tanto a prendervi cinque minuti per staccare dalle vostre attivita' giornaliere. In quei cinque minuti guardatevi intorno e osservate cio' che vi circonda, prendete un bel respiro e ponetevi una semplice domanda: e' questa la vita che voglio?


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no degli aspetti piu' micidiali dell'attuale cul

tura, e' di far credere che sia l'unica cultura... invece e' semplicemente la peggiore. Per esem

pio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni alla settimana e' la cosa piu' pezzente che si possa immagi

nare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto, della macchinetta... Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l'unica vita che ho! Perche' non ne avro' un'altra, ho solo questa... e questi mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla settimana e mi lasciano un miserabile giorno... per fare cosa? come si fa in un giorno a costruire la vita?! Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale e' prigioniero perche' senno' anche se un giorno la porta sara' aperta lui non vorra' uscire... Deve sem

pre pensare, con una coscienza perfetta: Questi stanno rubandomi la vita, in cambio di due milioni e mezzo di lire al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore e' inenarrabile! Non capisco per

che' un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese, bene che vada. Secondo me, poi, siccome con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati almeno 100 volte, al

lora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte! Invece no! L'orario di lavoro e' rimasto intatto [...] Meglio leccare il pavimento o morire? Meglio leccare il pavimento... ma quello che e' orrendo in questa cultura e' che "leccare il pavimento" e' diventata addirittura una aspirazione, capisci? Tutto cio' e' "oggettivamente" mostruoso".

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Si, ma ormai e' irreversibile la situazione... (commenta l'intervistatore n.d.r.) "Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perche' e' tipico dello schiavo, no?! Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte. Perche' lo schiavo non e' tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non e' piu' capace di immaginarsi la liberta'. Quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sara' sicuramente stato qualcuno come te, che gli avra' detto: Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che e' il Sole che gira intorno, mo' arrivi te a dire questa stronzata... e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani? e lui: Non e' affar mio, signori... Allora guarda, sig Galileo, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non e' vero, cosi' tutto torna nell'ordine delle cose! Hai capito? Tutto l'Occidente vive in un'area di be

neficio perche' sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo. Quindi non e' che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina... no. E' un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un po' di benessere a 1/4 di Mondo, che siamo noi... quindi, signori miei, o ci si sveglia... o si fa finta di dormire... o bisogna accorgersi che siete tutti morti." Silvano Agosti, regista di cinema e teatro, sceneggiatore e scrittore Silvano Agosti, da “Discorso tipico dello schiavo�

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Silvano se dovessi racchiudere oggi in poche righe il tuo discor so dello schiavo, come un messaggio sul telefonino a milioni di persone nello stesso istante... cosa scriveresti? R: Nessuna somma al mondo vale un giorno della tua vita vissuta in liberta', vale a dire sulla scia silenziosa dei desideri e non nel chiasso degli obblighi. Tu hai girato l'Oriente in sacco a pelo, come sopravvivevi, come ti sei mantenuto? R: Un vero miracolo. A partire dalla Grecia e poi in Turchia e in Siria e in Giordania e nel Libano e in tutto il nord Africa, avevo con me un biglietto di due dollari e non ho mai avuto bisogno di cambiarlo perche' ovun

que mi svegliassi c’era un essere umano, uomo o donna che mi porgeva del cibo con infinita tenerezza. Puo' sembrare incredibile ma e' stato cosi'. Il lettore si stara' domandando: Ma oltre ai sogni da rock star, da attore hollywoodiano e alla vita da eremita, quali sono le vie alternative ai mille euro al mese del mio principale? Proviamo a dar loro qualche spunto... qualche esempio da cui partire, qualche riferimento... qualche cosa ben precisa su cui riflettere... Oltre il la

voro subordinato, quali strade pensi possa intraprendere un giovane oggi per sopravvivere in questo mondo? R: Innanzitutto va ripristinato il meccanismo dei desideri naturali, quelli che in genere ha un bimbo di 4 anni che non desidera ne' soldi ne' ragazze, ne' carriere ma, se ha dormito e mangiato, desidera solo giocare. Si tratta di giocare col mondo e con gli eventi come se fossero a disposizione della nostra fantasia. Non esiste Essere al mondo che non abbia voglia di giocare e il gioco di un bimbo cresciuto si chiama creativita', in qual

siasi forma o quantita'. Il lavoro subordinato e' in genere un crimine, ma per tre ore al giorno a pieno stipendio si puo' anche accettare. Al limite va cercato un padrone con un minimo di cervello, gli va chiesto quali sono i compiti da svolgere e tali compiti ci si organizza per svolgerli in tre ore, tempo interminabile per una per

sona serena e che sta pensando alle rimanenti 21 ore di liberta'. Ma meglio e' se ognuno si inventa la possibi

lita' di vivere della propria creativita'. Inoltre sconsiglio a chiunque di sopravvivere, si tratta invece di vivere e vivere, lo ripeto, significa ritrovare i desideri naturali e dare loro una risposta. Il mondo e' pieno di talenti. Ma per pubblicare libri viene richiesto denaro, per incidere dischi serve denaro, se suoni dal vivo non guadagni piu' di trenta euro a serata e se vuoi fare cinema niente soldi per iniziare a gi

rare. Quale strada deve seguire un artista emergente per riuscire a vivere della sua attivita'? R: L’arte fatta con i soldi somiglia all’amore fatto con i soldi, ovvero non e' altro che un nulla travestito da evento. Ho scritto un manuale intito

Fotografia di Constanza Rojas lato “Come produrre un film senza de

naro o, per capirci meglio, senza spendere neppure un euro”. Io di film lungometraggi ne ho prodotti 12 senza denaro e una sessantina di documen

tari. Naturalmente per prima cosa ho eliminato la troupe e mi sono assunto la responsabilita' di scrivere la sceneg

giatura, fare la fotografia, il montaggio, la produzione e anche la distribuzione. Insomma “Comanda e fai da te, sarai servito come un re…” Infine non credo esista il Cantautore o il Poeta, ma un essere umano che si e' ridotto a identificarsi in un ruolo, sia pur gio

coso. In realta' tu Cantautore o tu Poeta, come essere umano, appunto, sei una infinita' di altre cose...

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ARRIVA IL WIRELESS!

di Ambra Ballostro

M

i e' giunta voce che a Ge

nova, proprio nella mia antica e un po’ diffidente citta', mi sara' possibile a breve connettermi a internet in tutta tranquillita' con il mio portatile grazie all’installazione di una serie di antenne wireless, parola che in

dica un sistema di comunicazione tra dispositivi elettronici, senza bi

sogno di cavi. Questo mi rende

rebbe davvero la vita piu' facile visto che gia' da tempo sono schiava della “internet key”! Eb

bene, tutti i lettori un minimo pra

tici di computer, e con loro tutti i genovesi che non vedono l'ora di scroccare a qualcuno la connes

sione internet, saranno contenti di sapere che questo servizio sara' presto attivo. Il wireless arrivera' anche da noi. Mi e' altresi' giunta voce che il progetto sia stato inse

rito in una serie di finanziamenti regionali richiesti proprio que

st’anno e che, a erogazione avve

nuta (cosa che normalmente accade a distanza di un anno e piu' dall’istanza) dovrebbe interessare le zone del centro storico, Di Negro, Sampierdarena e probabil

mente Molassana... Niente male! Per quanto riguarda i tempi di rea

lizzazione, pero', il Comune man

tiene ancora una certa discrezione: da Tursi al “Matitone” sull'argo

mento non ci si vuole sbilanciare, come se si trattasse di un'opera

zione militare... Eh gia', perche' il progetto “wireless”, per quanto empiricamente semplice, sembra coinvolgere parecchie aziende pri

vate e svariati reparti comunali... Con la speranza di non andare in

contro all'ennesimo progetto a lungo termine, puntiamo ad evi

denziare gli aspetti positivi di que

sta iniziativa, nell'ottica di un

AIUTIAMO CHI SI BATTE PER AIUTARE!

“Le piccole cose” o.n.l.u.s. nasce nel giugno del 2007 adottando Hamara School, scuola indiana che si prende cura dei bambini “di strada”. Accoglie circa 70 bambini ed e' aperta dalle 9 alle 16. La scuola si autogestisce: i volontari provvedono a colazione, pranzo e merenda. Educazione sco

lastica, alimentazione, assistenza e cure mediche, attivita' ricreative e programmi di supporto... Le piccole cose opera attraverso interventi diretti: le raccolte di fondi servono per comprare “in loco” quanto necessario alla struttura, evitando costi di trasporto e sdoganamento, e, nel rispetto della cultura locale, permettendo ai ragazzi di lavorare con e su materiali della loro tradizione. Chi contribuisce alla raccolta fondi, “spendera'” tutto quello che dona esclusivamente nell’acquisto di materiale scolastico e/o alimentare, e non anche in trasporto e distribuzione.

Le piccole cose Onlus lepiccolecose.org@gmail.com – www.lepiccolecose.org Conti correnti intestati a Le piccole cose – Onlus Posta 82969494 Banca Intesa IBAN IT59 N030 6901 4606 1529 6356 017

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adeguamento della citta' alle nuove esigenze e di un'insolita apertura metropolitana. Per carita', tutte le citta' piu' importanti d’Ita

lia e del mondo sono fornite gia' da tempo di questo dispositivo, ma da queste parti, si sa, c'e' il vizio di arrivare sempre un po' in ritardo sulla preda quando ormai tutti hanno digerito, e alla fine ci si ac

contenta di poco... Finalmente nes

suno sara' piu' costretto a posizionarsi vicino ai poli universi

tari, da tempo forniti di internet senza fili per i propri studenti, per riuscire a “beccare un po’ di se

gnale” e dare un’occhiata alla posta… Nell'attesa, e' comunque possibile tentare di connettersi alla “rete dati ad alta velocita' 2.4 GHz”, il cui punto di accesso e' ubicato sul Monte Fasce e che rap

presenta la prima sperimentazione in materia, installata dall’ARI Ge

nova, Associazione Radioamatori Italiani. Per maggiori informazioni vi rimando al sito www.arigenova.it in cui potete trovare tutte le spe

cifiche tecniche per accedervi!


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IL DOPO MERCATO IN CORSO SARDEGNA

Un dossier per chi si chiede quando, come e perche'... di Enrico Scaruffi

N

el 2003 a Bolzaneto comin

ciarono i lavori per il risa

namento dell'area Ex SANAC, destinata ad ospitare il mercato ortofrutticolo di Genova. Marta Vincenzi, in occasione del

l'inaugurazione della strada co

struita per il mercato di Bolzaneto, sostenne che il trasferimento dello stesso sarebbe avvenuto al mas

simo nei primi mesi del 2008. An

cora nulla, pero', in mezzo a molteplici perplessita' e interroga

tivi, raccogliamo la dichiarazione dell'assessore alle attivita' produt

tive della Regione Renzo Gucci

nelli, il quale sostiene che il trasferimento ufficiale ci sara' i primi mesi del 2009. Partiamo pro

prio da quest'ultima afferma

zione:il mercato a breve si trasferira'. Forse ci siamo davvero. La domanda che sorge spontanea

pero' e' la seguente: se l'area di Bolzaneto potra' finalmente en

trare in funzione, di Corso Sarde

gna 67 che ne sara'?? Proviamo a capire la situazione procedendo con ordine. Dobbiamo tornare in

dietro sino all'Amministrazione Sansa, quando la circoscrizione San Fruttuoso organizzo' un incontro con i residenti della zona, con i commercianti e le associazioni operanti nel territorio. Insieme sti

larono il PUC, che venne successi

vamente approvato dalla Regione Liguria. Il Piano Urbanistico Co

munale prevedeva che il 75% del

l'area fosse destinata ad uso pedonale con spazi verdi attrezzati, venisse realizzata una sala polifun

zionale (musica, cinema, teatro), un Centro Sociale per tutti gli abitanti e 300 parcheggi pubblici. Inoltre, doveva essere garantita la salva

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guardia delle costruzioni storiche e la valorizzazione degli esercizi com

merciali della zona, il completa

mento dell'alberatura di corso Sardegna ed infine una ridotta por

zione edificabile per residenze e connessi box, con lo scopo iniziale di finanziare la costruzione del mercato a Bolzaneto. Questo piano venne accolto positivamente anche dalla Provincia di Genova, la quale contemporaneamente ap

provo' il Piano di Bacino del Bisa

gno, dove si evidenziava che il terreno della zona presenta un ele

vato rischio di inondazioni. Anno 1999, l’ex sindaco Pericu indice un concorso di idee per il dopo mer

cato in corso Sardegna, con deli

bera G.C.1787/1999, vinto da una famosa impresa edile: la Rizzani De Eccher. Il “project financing” pro

posto dalla De Eccher (un’opera


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zione che prevede finanziamenti privati a lungo termine) conferisce alla ditta che si aggiudica l'appalto l'opportunita' di realizzare concre

tamente il progetto e di gestirlo per 93 anni, pagando un canone annuo di 60.000,00â‚Ź nelle casse co

munali e aggiudicandosi per intero i proventi derivati dallo sfrutta

mento commerciale dell'area. Questo progetto risulta pero' com

pletamente difforme a quel fa

moso PUC stilato e approvato ai tempi di Sansa, in quanto le aree verdi vengono quasi totalmente eliminate a favore di una costru

zione edilizia con tanto di box che contrasta anche il Piano di Bacino del Bisagno ed esclude totalmente l'utilizzo di impianti per l'energia rinnovabile previsto dalla finanzia

ria 2007. Saltando come un can

guro di data in data, atterriamo all'

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8 agosto 2007, giorno in cui il Dott.Carlo Isola stipula un bando di gara per la realizzazione con

creta del "project financing" dise

gnato dal Comune e dalla De Eccher. Isola diede come data di scadenza della gara il 19 ottobre 2007, un po' poco forse per dare tempo alle imprese edili di pro

porsi, senza contare che, all'interno delle documentazioni ufficiali de

positate in Comune, l'indicazione della delibera risulta essere sba

gliata in quanto riguarderebbe tut

t'altro tipo di progetto, in tutt'altra zona della citta'! Dal momento che la gara di appalto si e' ovviamente conclusa deserta, la Rizzani si e' ag

giudicata ufficialmente il diritto di ricevere in affidamento dal Co

mune il project financing in quanto promotrice. A questo punto viene da sorridere se si legge su una nota

Il nuovo mercato ortofrutticolo di Bolzaneto

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enciclopedia la definizione di “pro

ject financing�: un' operazione utile a mantenere separati gli assets (beni materiali ad utilità plurien

nale) dell'azienda che realizza il progetto da quelli dei soggetti pro

ponenti l'iniziativa d'investimento (i cosiddetti "promotori")... Perche' nessuno ha bloccato questa stramba gara? Oggi, la giunta Vincenzi, ha dispo

sto una verifica di carattere urba

nistico in accordo con la Rizzani De Eccher, per esaminare nuova

mente il PUC e il Piano di Bacino del Bisagno e dare quindi il via alla realizzazione del project finacing cercando di modificare le carte laddove non in linea con quanto dettato da PUC e Piano di Bacino. Probabilmente non sara' piu' possi

bile intervenire a 360 gradi sul pro

getto, perche' c'e' di mezzo una gara d'appalto conclusa che confe

risce alla societa' vincitrice nume

rosi diritti sull'area, ma almeno a Palazzo Tursi sembra esserci nuo

vamente la volonta' di fare luce e chiarezza sull'argomento. In linea di massima, comunque, il progetto e' gia' praticamente delineato: circa una trentina di alloggi, par

cheggi a pagamento e box, una nuova sede per il Teatro Garage, un centro sportivo polifunzionale, un Casa della Salute con diversi ambulatori, due asili, spazi verdi e alcuni negozi specialistici che, in quanto tali, non dovrebbero rom

pere l'equilibrio commerciale della zona. La facciata dell'attuale co

struzione lato Corso Sardegna verra' conservata.


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BUON COMPLEANNO MUSIC LINE!

Trent'anni fa nasceva a Genova la scuola di musica di Gianni Martini di Gabriele Serpe

T

rent'anni di Music Line, e scusate se e' poco. La sto

rica scuola genovese, fon

data da Gianni Martini nel 1978, festeggia tre decenni di attivita'. Un lungo percorso caratterizzato non solo dall'insegnamento della tecnica e della teoria musicale (21 insegnanti dalla chitarra al basso, dal sax passando per le tastiere, la batteria ed il flauto traverso sino al violino, la tromba, il clarinetto ed ovviamente il canto), ma anche dalla riflessione costante sulla mu

sica intesa come costrutto umano utile per indagare e capire il mondo di oggi e, soprattutto, la nostra citta'. Abbiamo incontrato per l'occasione Gianni Martini, una lunga chiacchierata in una delle aule della sua scuola, per ri

flettere sui tanti aspetti che in trent'anni hanno cambiato radical

mente il rapporto dei giovani con la musica. Lui, che esordi' nel 1972 al Festival di Sanremo come chi

tarrista dei Delirium di Ivano Fos

sati, che fu protagonista del progetto dell'Assemblea Musicale

Teatrale degli anni 70 e per 18 anni chitarrista del grande Giorgio Gaber, ha le idee molto chiare a riguardo: "Oggi la musica e' sem

pre meno bisogno di esprimersi e sempre piu' esigenza di esibirsi. Noi cerchiamo di far capire ai no

stri allievi che l'impegno non deve essere quello di rendersi visibili, di farsi protagonisti di una corsa a testa bassa verso i propri sogni di gloria. La musica non e' narcisi

smo, non e' vita da rock star, bensi' responsabilita' e coscienza." Meno espressione e piu' esibi

zione... da cosa credi dipenda que

sto atteggiamento? "Dal fatto che oggi il futuro per i giovani non e' piu' una speranza, ma una minac

cia, osservata quasi con rassegna

zione. Inoltre, all'interno delle famiglie il rapporto figli genitori e' sempre meno caratterizzato dal conflitto generazionale che invece anni fa era la prima scinitilla da cui nasceva l'ispirazione. I figli oggi uti

lizzano i genitori come dispensa

tori di risorse e non c'e' piu' quel bisogno di ribellione che si respi

Gianni Martini intervistato da Gabriele Serpe

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rava fino a vent'anni fa. Per par

lare di musica bisogna sempre comprendere il contesto sociale in cui essa si sviluppa e il nostro tempo ha insegnato ai giovani che si diventa miti per contratto di

scografico." Veniamo alla nostra citta', i trent'anni di Music Line sono inevitabilmente intrecciati con la realta' musicale genovese. La patria dei grandi cantautori e' un pallido ricordo o un presente che sopravvive nella piu' totale in

differenza? "La tradizione cantau

torale genovese non e' un ricordo. Aloisio, Manfredi, Fossati... i can

tautori genovesi esistono e scri

vono canzoni molto belle, e ce ne sono anche di giovani che in pro

spettiva, solo crescendo e matu

rando nel proprio lavoro, potranno dare seguito a questa tradizione. Tuttavia, credo sia completamente inutile preoccu

parsi di cercare il nuovo Fabrizio De Andre', perche' attualmente il contesto sociale e' completamente diverso e il problema e' un altro. Giorgio Gaber, in uno degli ultimi lavori che abbiamo prodotto in studio, ha scritto un verso molto bello "... come se fosse un urlo in cerca di una bocca..." De Andre' e' l'esempio della bocca capace di raccogliere un urlo ben preciso in grado di rappresentare piu' di una generazione. Beh, oggi non c'e' nessun urlo, o perlomeno si tratta di tanti urli spezzettati e diversi, questo e' il punto. Le bocche in grado di raccoglierlo sono solo una conseguenza di quell'urlo..�.


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IL FORTE SANTA TECLA VUOLE IMITARE LO SPERONE!

E' in fase di realizzazione il progetto per dare nuova vita al forte, la palla passa alle Istituzioni di Andrea Giannini

I

l Santa Tecla e' uno dei forti di Genova, insieme allo Sperone, ad essere giunto fino a noi in condizioni ac

cettabili. Il nucleo originario, una piccola chiesetta dedicata pro

prio alla Santa di Iconico, esisteva gia' nel XII Secolo, ma la fortifi

cazione vera e propria inizio’ solo a meta' ‘700 e venne utilizzata dai francesi per la difesa durante le guerre napoleoniche. Successiva

mente, nel 1833, viene comple

tata una caserma a due piani ed altre opere esterne: il tutto pen

sato al fine di bloccare un even

tuale passaggio nemico proveniente da levante. Dal se

condo dopoguerra il forte, avendo ormai perso da tempo la sua funzione militare, viene oc

cupato… da civili! Gente co

mune, cittadini probabilmente ri

masti senza casa dopo i bombar

damenti inglesi, elessero il forte a loro dimora, abitandolo fino agli anni ’70. Loro malgrado, tuttavia, proprio in quegli anni, il consiglio di quartiere di San Fruttuoso, rendendosi conto che l’area era perfettamente agibile e sfrutta

bile, penso' di restaurare il com

plesso in modo da farne una sede per iniziative culturali. Nel 1981 cominciava lo sgombro e l’anno successivo i lavori di ripristino, terminati i quali, finalmente, il forte, rimesso a nuovo e tirato a lucido, venne adibito ad una fun

zione ricreativa moderna ed effi

ciente. E vissero tutti felici e contenti. Fine. Ma va’ la! No, non illudetevi: siamo pur sempre in Italia…!! In realta', una volta

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completati i lavori negli anni ’80 l’area… venne chiusa! Si, perche' non sapendo bene a che uso de

stinarla, si penso' di recintarla un po’ alla bene e meglio e di la

sciare che il tempo passasse inu

tilmente, mentre l’erba cresceva e i vari malintenzionati, pene

trando facilmente, potevano di

vertirsi a deturparne l’interno: il declino venne suggellato dall’in

cendio del tetto della caserma per mano dei soliti ignoti. Dopo circa 15 anni di abbandono to

tale, nel 1997 la Soprintendenza ai beni ambientali, con la parte

cipazione gratuita dei volontari della protezione civile, si dedica a nuovi lavori di ristrutturazione e dal 2001 il Comune di Genova pone la gestione addirittura nelle mani di un apposito “Assessorato ai Forti”! Risultato? Se andate a fare un giro da quelle parti (chi scrive lo ha fatto…), vi renderete conto che, mentre l’interno del forte e' gestito da obiettori del servizio civile (coordinati dai vo

lontari della stessa protezione ci

vile), l’area esterna presenta innumerevoli problemi di manu

tenzione e gestione. Innanzitutto, benche' (in teoria) la zona debba essere transennata in modo da ri

sultare carrabile solo per i mezzi di soccorso, si scopre (in pratica) che le protezioni sono instabili e che si riesce ad accedere tran

quillamente; col risultato che questa no man’s land da una certa ora del pomeriggio in poi


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risulta frequentata da soggetti che non consiglierei di invitare a casa la sera per una tranquilla partita di scarabeo! Scherzi a parte, il problema e’ soprattutto la “scarsa” cura del verde e la “poca” pulizia (eufemismi). Pro

vare per credere! (Il retro del forte, tra Via Berghini e Salita su

periore di Santa Tecla, potete raggiungerlo facilmente con la macchina o con il bus: vedrete che, paradossalmente, e' il ver

sante che piu' risulta abbando

nato a se stesso!). Insomma:

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negli ultimi vent’anni poco e' cambiato e, a differenza dell'im

ponente forte del Righi, il forte Santa Tecla non e' mai stato va

lorizzato. Oggi si pensa di recu

perare gli spazi verdi che circondano il forte con l'obiet

tivo di dare nuova vita all'intera zona, un’area attrezzata per lo svago, per pic nic, concerti, pro

iezioni di film, spettacoli, mo

stre… il tutto a quindici minuti dalla Stazione Brignole. La ge

stione dell'area ricreativa ver

rebbe affidata al circolo ARCI

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“Cianderlin” e potrebbe diven

tare un punto di riferimento per tanti cittadini. Fantaprogetti?? Assolutamente no, esiste un pro

getto vero e proprio in fase di realizzazione, affidato ad un gio

vane professionista, che ci si au

gura veda a breve la luce senza perdersi nelle lunghe e tortuose vie della burocrazia… Perche' il terreno e' proprieta' dello Stato (quindi non appartiene al Co

mune), e sara' ancora piu' diffi

cile destreggiarsi fra domande e permessi…


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La gita a puntate fra il presente e il passato della nostra citta'

A SPASSO PER ZENA: IL BORGO DI CREVARI

L

e sue creuze si arrampi

cano sulle alture del

l'estremo ponente genovese. Crevari, infatti, e' in

sieme a Vesima il borgo che segna il confine fra Genova e Arenzano. Giunti a Voltri nel piazzale del ca

polinea della linea 1, bastera' im

boccare il bivio per Crevari e dopo neanche due chilometri raggiunge

rete la piazza "moderna" del borgo. La strada carrabile finisce qui, po

steggiate, perche' adesso viene il bello! Dalla piazza partono le creuze che attraversano il borgo, percorribili a piedi o in bicicletta per chi ha i polpacci sviluppati. Visto il periodo natalizio, l'attra

zione principale di questi tempi e' il presepe meccanico, allestito nel salone parrocchiale e visitabile dalla mezzanotte del 24 sino alla se

conda domenica di febbraio. Pen

sate che i volontari iniziano i lavori per la costruzione del presepe (di

verso di anno in anno) addirittura nel mese di agosto! Il borgo di Cre

vari e' dominato dalla chiesa di S. Eugenio, ma l'edificio attuale non e' quello antico. Costruita a cavallo fra gli ultimi anni del 1100 e i primi del 1200, la chiesa venne prima chiusa e dichia

rata inagibile nel 1807 per poi crollare definitivamente nel 1824, a seguito dei lavori per l'aper

tura della via Aurelia verso po

nente. Rimase in piedi soltanto il coro che divenne cappella del ci

mitero. Nel 1811, infatti, erano gia' iniziati i lavori per la costruzione dell'attuale parrocchia. Intorno alla chiesa tutto il paese sembra strin

gersi per non scivolare in mare, le costruzioni sono a picco sul golfo di Voltri e seguono la conforma

zione della collina. Una di queste

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antiche abitazioni e' conosciuta in tutta Italia come la "Ca' delle anime". Una leggenda vuole che questa costruzione, risalente al 1700, sia tuttora abitata dai fanta

smi di due donzelle (madre e figlia) trucidate quasi tre secoli or sono da un viandante al quale le buone donne avevano concesso ristoro per una notte. Ma il fascino di Cre

vari e' legato anche alla tradizione culinaria: le foccaccette allo strac

chino tipiche del borgo sono una vera e propria prelibatezza, ven

gono talvolta accompagnate con salumi e sono semplicissime da preparare. Non e' finita qui, per

che' ogni anno nel mese di giugno Crevari si trasforma in un paese in festa! L'occasione e' il "Crevari In

vade", tre giorni di musica live con gruppi emergenti da tutta la re

gione, focaccette e ottima birra. Giunta alla sedicesima edizione e organizzata dagli stessi abitanti vo

lontari, la piccola "Woodstock" di casa nostra ogni anno attira l'at

tenzione di tutta la citta' e devolve l'intero ricavato in beneficenza. Davvero niente male per un borgo di 1500 anime...


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rassegna stramba a cura di

IBRA MOURINHO, SAPORE PICCANTE

Dennis Carzaniga

Le dichiarazioni “folli” dei due trascinatori dell’Inter

Mario Sconcerti: “Io sono amico di tutti, anche suo non solo di Mancini”

Risponde a Brocchi che l’aveva accusato di comportamento antisportivo:

“Mio non e’ sicuramente, a me puo’ invitare a cena che io non vado. Lei mi parla come giornalisti, amico no...”

“Lui corre e io gioco, semplice. Non e’ colpa mia se non riesce a prenderla...” Dichiarazione rilasciata a un famoso quotidiano sportivo svedese:

Prima conferenza stampa ufficiale: risponde a domanda su Lampard

“Perche’ mi parla di un gioca

tore del Chelsea? Io non sono pirla!

“Io sono come Cassius Clay: quando annunciava di voler battere il proprio avversario in quattro riprese, poi lo faceva...”

“Ha sentito le dichiarazioni di Lo Monaco?”

Dopo la conquista dello Scudetto 06/07

“Questo e’ il quinto. Due vinti in Olanda e tre in Italia: dove vado io si vince sempre.

IL TUFFO DEI SUINI

E’ una gara che va in scena ogni anno al Royal Mel

bourne Show, antica e tradi

zionale fiera che si tiene in Australia, e che mette in mo

stra prodotti e animali di tutto il paese. Il lato “spor

tivo” dell’evento e’ rappre

sentato proprio dalla gara di tuffi, comprensivi ovvia

mente di regolare votazione

Ibrahimovic

e classifica finale. L’ultima edizione se la sono giocata Porky Pig, Ham Bone e Bacon Bone. Tutti accomu

nati dallo stesso destino, fi

nire su una tavola imbandita.

Mourinho

“Che Monaco, de Tibet?No, io conosco Monaco de Tibete, Monte

carlo, Bayern Monaco, Gp di Monaco: se qualcuno Monaco vuole essere cono

sciuto perche’ parla di me mi deve pa

gare, come Adidas e io parlo di loro...”

RAFTING GONFIABILE

Quella che si terra’ ad ago

sto 2009 sara’ la quinta edi

zione del Baba Bubble Challenge, gara di rafting “a bordo” di bambole gonfia

bili. La particolarissima com

petizione va in scena sulle onde del fiume Vouksa, che si trova nella provincia di San Pietroburgo, e consiste nel percorrere un determinato

percorso con la speciale “im

barcazione” invece del clas

sico gommone. Una regola e’ non abusarne, pena la squalifica immediata dalla competizione.


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A TU PER TU: TOMAS SKUHRAVY & PATO AGUILERA

di Gabriele Serpe

L

o storico Genoa del quarto posto, della splen

dida notte di Liverpool... il Genoa di mister Bagnoli e soprat

tutto di Pato Aguilera e Tomas Skuhravy. Il tandem d'attacco che ha fatto sognare il popolo ge

noano, uno dei piu' forti della sua lunga storia, si racconta in un'in

tervista esclusiva su Era Superba. Entrambi sono ancora molto legati alla citta' (Tomas, in particolare, non ha mai lasciato Genova...) ed ovviamente al Grifone e ai suoi ti

fosi... Tomas ha collezionato con la maglia rossoblu ben 163 presenze condite da 58 reti, mentre Pato, in tre stagioni dall' 89 al 92, ha se

gnato 33 volte. Numeri importanti per due giocatori che la Genova rossoblu’ non potra' mai dimenti

care, indelebili nel cuore dei tifosi e nella storia del Grifone.

La maglia di Pato Aguilera

Pato Aguilera e Diego Maradona durante una partita di beneficenza

Voi avete vissuto questa citta' negli anni novanta, si parla di vent'anni fa ormai... Quanto e’ cambiata Zena oggi? Pato: Io non la trovo cambiata, ogni volta che torno e' sempre in

cantevole e i genovesi sono per

sone che meritano di essere conosciute... Tomas: Genova e' unica al mondo, davvero. Io ho viaggiato tanto, sia per lavoro che per passione, ma e' difficile trovare un posto piu' bello di questo. Io penso che in ven

t'anni Genova non sia cambiata di una virgola e questa a mio parere e' la sua forza!

Voi siete stati protagonisti di un grande Genoa. Forse, con quello attuale di mister Gasperini, il mi

gliore che si ricordi. Ma mentre voi conquistavate lo storico piazza

mento Uefa, dall'altra parte della citta' vincevano lo scudetto. Come vivevate questa rivalita'?

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Pato: La Samp era fortissima, ma con noi non ha mai vinto! Per cui quell'anno, fra derby vinto e piaz

zamento in coppa Uefa, eravamo comunque soddisfatti. Tomas: Bisogna ricordare che il nostro obiettivo non era certo uguale al loro! Noi non lottavamo per il titolo e loro erano ben piu' quotati di noi. Cio' nonostante riu

scimmo a vincere il derby, e per i nostri tifosi la Samp campione d'Italia divenne piu' facile da digerire... Fuori dal campo come erano i rap

porti con i giocatori della Samp? Eravate amici? Pato: Amici e' una parola grossa... Pero' ho sempre considerato Gian

luca Vialli un grande campione e un grande uomo. Tomas: Sono d'accordo con Pato per quanto riguarda Vialli, ma per il resto ti rispondo che non c'era nessun legame fra noi e i giocatori


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Abitavamo nella stessa citta', e' vero, ma frequentavamo zone diverse. La Gradinata Nord, il vostro po

polo in visibilio dopo un goal... Quale e' l'esultanza, la gioia, la corsa piu' bella che ricordate davanti ai vostri tifosi? Pato: Io non ho alcun dubbio, dico Liverpool. Bisogna dire pero' che se non avesse segnato Tomas con l'Oviedo, a Liverpool non ci avremmo neanche giocato... Tomas: Cavolo... non e' per niente facile, perche' i momenti belli vis

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suti insieme alla Gradinata Nord sono davvero tantissimi. Forse il goal all'ultimo minuto con l’Oviedo e' quello che ricordo con piu' gioia. Per i nostri tifosi poter giocare in Europa era un sogno e le partite le sentivamo in maniera particolare... Poi con Pato era splendido, perche' se non segnavo io, segnava lui!! Siete tornati spesso al Luigi Ferra

ris come spettatori durante le par

tite anche recenti del Genoa. Credete che in questi vent'anni la passione della gente si sia raffred

data? Il calcio ha davvero perso

magia? Pato: In altre citta' d'Italia forse si, ma a Genova assolutamente no! La tifoseria genovese e' unica al mondo per me, sia blucerchiata che rossoblu. Al Ferraris c'e' un ca

lore diverso da tutti gli altri stadi in cui ho giocato. Poi, si sa, la Nord e' la Nord... Tomas: Personalmente al tifoso ge

noano devo tutto, davvero tutto quello che di bello ho raccolto nella mia vita e' per merito loro. Una passione di questo tipo per il calcio non credo possa mai raf

freddarsi...

A sinistra una delle 58 esultanze di Tomas Skuhravy con la maglia del Genoa, a destra la figurina del 1994

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l problema risiede nell’aspettativa. L’aspettativa e', citando lo scrittore nostrano Andrea De Carlo, “colei che divora il terreno sul quale qualcosa potrebbe accadere.” Frutti dell’aspet

tativa sono la frustrazione, la disillusione, che proviamo di fronte ad una realta' non parago

nabile al castello costruito, all'acuto lavoro dell’immaginazione e agli arabeschi della fantasia... E' esattamente cosi' che nascono le incomprensioni, gelosie, ma soprattutto tutte le illusioni della vita sono risultato di questo semplice e banale errore. Nell’aspettativa si annida un essere geloso, un es

sere sconosciuto, un astrazione che non ha modo di esprimersi, un grumo di insaziabile curiosita' e allo stesso tempo un vuoto di senso, un vuoto di sensazione, un vuoto di movimento. Fra l’immagi

nazione e la cruda realta', il crudo realismo divoratore, esiste uno spazio vuoto. In quello spazio si trovano fantasmi, giardini inesplorati e incantatori, si annidano sirene, probabilmente serpenti, fan

tasie inviolabili e appena tracciate, appena accennate; e' la “selva oscura”, il luogo dove e' nascosta la bestia e l’angelo salvatore, e' il luogo delle scoperte... forse, ma anche della perdizione. E' un antro, e' una terra inesplorata. Le paure risiedono in quel luogo, ma con le aspettative riusciamo spesso a coprirle, almeno cosi' ci sembra. Fuggiamo dal momento presente proiettandoci nel futuro vorace

mente, e li' invece bisognerebbe fermarsi. Proprio li', in quello spazio vuoto e nero, dove si annidano tutte le paure: la morte, la malattia, la paura di trovarci faccia a faccia con noi stessi. Se avessimo il coraggio di fermarci in quello spazio e osservare la vastita' del momento presente rimarremmo di stucco. Perche' una volta osservato tutto questo mare di melma nera, queste sabbie mobili, sco

priamo che esse nulla possono, che non hanno alcun potere se non quello che noi stessi gli diamo. Siamo noi, fuggendo da loro, a dargli potere. Se avessimo il coraggio di fermarci per osservarle ed affrontarle, ci renderemmo conto che quelle emozioni nocive e pericolose sono del tutto innocue e non cosi' difficili da superare. Oltrepassarle e vivere pienamente nel presente significa superare un ponte che ci conduce ad una serenita' nuova. Vivere pienamente il presente non significa abbando

nare progetti e aspirazioni, bensi' semplicemente ascoltarsi, magari nel silenzio e nel buio di una stanza, significa fare i conti con se stessi ed e' questo che spesso, troppo spesso, spaventa. Suoni, ru

mori, voci, bottiglie, tutto questo aiuta a coprire quel rumore di sottofondo che ci rende tanto ti

morosi. Quel rumore pero' siamo noi, e' parte di noi stessi, non possiamo rifiutarlo, sarebbe come rifiutare se stessi, e se non ci si accetta noi per primi e' inutile illudersi che qualcun altro ci accettera' di conseguenza. L'aspettativa e' una follia ed e' la radice di tante cosiddette “delusioni d’amore”...

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ROAD TO PATAGONIA!

Il diario di una viaggiatrice solitaria di Morena Firpo

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ida: 13 enero; vuelta: 8 febrero artenza da Buenos Aires giorno dopo sveglia alle 8... cola

verso la terra del Sud, la zione e... si parte! 45 km in bici

Patagonia. Prima tappa: cletta!!! Tra sterrati, spiagge, laghi, Bariloche... parto il pomeriggio sentieri verso rifugi e lagune... a verso le 14 e arrivo la mattina Colonia Suiza compro il “pan ca

dopo verso le 9... In viaggio ho co sero� piu' buono che abbia mai nosciuto Natalia (Argentina) e mangiato per 10 pesos e un po di Amit e Raav (israeliani), i quali mi cioccolata... pedaliamo ancora due convincono ad unirmi a loro per ore e poi ci fermiamo a fare un pic andare in bicicletta il giorno se nic in spiaggia... un vento che guente. Alle 22.30 ci rincontriamo porta via ma noi ci ripariamo die

per cena... ristorantino carino e ac tro ai cespugli... e col fuocherello cogliente... e soprattutto final da campeggio di Amit riusciamo mente pesce!!! inizia a notarsi la anche a berci un "buon" caffe' a differenza tra nord e sud quando fine pasto... panini, cioccolata, bi

ci portano il conto: il sud e’ caris scotti, alfajores, mango... todo simo! Una bella mazzata... 60 pesos compartido... ci rimettiamo in a testa! A Buenos Aires di solito viaggio con le panze piene... atti

son 30 40 (7 8 euro)! La serata vita' fisica, natura, chiacchiere e ri

passa tranquilla e si va a dormire sate, scambio culturale, amicizie presto... Bariloche col suo vento nuove... un dia relindo! Qualche freddo (mi sembra Torriglia!) non giorno dopo compro il biglietto ispira una gran vita notturna! Il per Pampa Linda per salire al Tro

Bariloche, la Cattedrale sulla riva del lago Nahuel Huapi and Cathedral (Argentina)

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La vetta del Tronador

nador, la vetta piu alta della zona... passo quindi il resto della giornata a comprare cose per fare trekking (pantaloni, scarpe, cibo...), poi sa

luto Amit e Raav, il giorno dopo avremmo preso strade diverse. Il cammino verso il rifugio Otto Meiling in cima al Tronador co

mincia verso le 11. Un cammino solitario di un'ora finche' non perdo la macchina fotografica e mi unisco per un pezzo a un tipico "gruppo vacanze piemonte"... loro poi hanno altra meta e io proseguo sola. Arrivo in cima alle 18 circa... devastata... cominciano le chiac

chiere davanti a un caffe' tonifi

cante con due ragazzi Leo y Ezequiel... siesta... e panorama mozzafiato! La serata prosegue al

l'interno del rifugio con colita (piatto di pasta e carne), pancakes con dulce de leche... e giochi di carte con un gruppetto di rosarini (di Rosario) e due americani. At

mosfera da taverna... da taberna degli Alabardieri... da Signore degli anelli... una di quelle serate che ri

corderai per tutta la vita, che nella loro semplicita' ti entrano nel cuore... A mezzanotte ci cacciano dalla sala e ci mandano a nanna....


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nel frattempo si era aggregato un gente quando non capisce non ti coreano che anche lui non aveva dice "non ho capito, me lo puoi ri

trovato letti... cosi abbiamo la spiegare?"... non c'e' niente di male sciato gli zaini in un altro ostello e cazzo! E' questo il problema del ci siamo incamminati verso la La mondo: manca il desiderio di com

guna de los Tres, un cammino fino prendersi... La sera abbiamo ce

in cima al Fitz Roy dove c'e' una nato e bevuto tutti insieme e poi La celebre Ruta 40, la strada nel nulla... laguna spettacolare blu cobalto in alle 4am io sono risalita su un bus Nella stanza i materassi sono stati mezzo a picchi rosa. Rapportarmi per andare al Calafate... sul bus ho posti anticipatamente e pian pia col coreano e’ stato alquanto diffi chiacchierato con Jonny, austra

nino ci sistemiamo tutti... potete cile in quanto sembrava rincoglio liano, piccino, tenero e alle 15.30 immaginare la puzza che c'era il nito, rideva per qualsiasi cosa e siamo andati insieme a vedere il giorno dopo! Rientriamo a Pampa soprattutto non capiva niente ne' Perito Moreno, il famoso ghiac

Linda verso le 3 e arriva il mo in inglese ne' in spagnolo... per for ciaio... Incredibile osservare ascol

mento della separazione anche da tuna in cima ho conosciuto due ar tare la caduta dei pezzi di ghiaccio Leo y Ezequiel... io proseguo per gentini, un francese e una nel lago... 14 km di ghiaccio!!! El Bolson! Bolson e' famosa per la brasiliana... "mate" per due orette Un'esperienza acustica oltre che vi

verdura e la frutta biologiche... e poi siamo ridiscesi... Ho provato siva, come dice la lonely planet!! nonche' per la sua atmosfera hippy in tutti i modi a spiegare al co Calafate e' troppo cara e turistica, e la feria artesanal... Da Bolson ho reano che si dice "gracias" solo una volevo spostarmi subito. Andai in preso poi un bus notturno verso le volta che non vuoi piu prendere il un internet point e nei pc di fianco 11 per il Chalten... 36 ore di viaggio mate, e questi ogni volta rideva e sedevano una colombiana e uno sulla ruta 40... rinomata in tutto il mi diceva "gracias"... ma perche' la svizzero, coi quali ho finito per pas

mondo per essere la strada piu' as

surda e avventurosa... in quanto non c'e' niente per km e km... tanto meno l'asfalto!! Uno sballot

tamento continuo... Ho passato il tempo a leggere Sostiene Pereira, Gabriella Garofano e Cannella, mangiucchiando, e chiacchierando con una coppia di australiani e una di francesi... Siamo arrivati a Chal

ten alle 4 del mattino e non ho tro

vato posto in ostello. Cosi ho dormito in un lobby di un ostello che era aperto e non c'era nes

suno... aspettando che si svegliasse qualcuno... alle 7 arriva la recep

tionist e mi caccia brutalmente!! Chalten, la spettacolare Laguna de Los Tres

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Il parco Torres del Paine in Chile

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sare la serata. Lo svizzero mi parla di un parco in Cile, Torres del Paine, lui sarebbe partito l'indo

mani mattina... decido al mo

mento: mi aggrego! Arriviamo in Cile dopo ore e ore di bus e do

gane, dove non si puo' trasportare frutta e verdura... ho mangiato le mie tre mele in un minuto! La mattina dopo una bella colazione all'inglese e via alle 7.30 al parco! Tre giorni di cammino in mezzo a panorami incantevoli, campeggio, cazzeggio, animales sueltos. A meta' cammino abbiamo fatto co

noscenza con tre pazzi (due cileni e una brasiliana) coi quali ci siamo messi a fumare e bere nel mezzo del nulla del parco... quanto ri

dere! Rudy, lo svizzero, non stava mai zitto e a volte era irritante la sua maniera di criticare usi e co

stumi argentini per elogiare quelli svizzeri... In realta' sono stata anche un po' incosciente... non lo conoscevo affatto e ci ho fatto campeggio tre giorni... mhhh... va beh son stata fortunata, sono an

cora viva! Dopo aver visto l'alba su las Torres (un'arrampicata su rocce scivolose alle 4 del mattino al buio) io sono tornata a P.to Natales dove

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ho passato l'ultima notte prima di dirigermi alla Fin del Mundo!!! Ushuaia e' la citta piu’ a sud del mondo, nella tierra del fuego. Li', mentre passeggio, incontro per caso Ben, un newyorkese di 37 anni che avevo conosciuto di sfuggita la mattina che ero partita da Calafate con lo svizzero. Ben, ex avvocato, ha venduto tutto 3 anni fa e da 3 anni sta viaggiando per tutto il mondo... storie pazzesche... una donna in Honduras con cui ha la

vorato coi cavalli... Nepal, Tibet, Cina, India... mi invita a cena. Alle 10.30 lo raggiungo in ostello... fa freddo... parecchio freddo... pesce fuegino al ristornate Volver... una bottiglia di vino tinto in due... par

liamo senza staccarci gli occhi di dosso... paghiamo e corriamo via sotto vento e pioggerellina tipica di Ushuaia. Beviamo una birretta al Dublin pub, lui il giorno dopo parte per l'Antartide... il bacio viene naturale... forse ci rivediamo tra qualche settimana (se saro' an

cora qui) per andare insieme al nord (Salta) e in Bolivia. Il giorno dopo con due ore di sonno vado in barca nel Canal Beagle a vedere

pinguini e foche... poi al parco a passeggiare... che spettacolo ve

dere cavalli liberi, conigli, lepri, il picchio. Di rientro verso le 8 ceno in ostello con una canadese un po' fuori di melone ma fortissima... 47 anni... ha venduto tutto, mollato tutto (compresi i figli) ed e’ partita alla scoperta del mondo. Tutto perche' dopo una vacanza in Costa Rica , una volta tornata in Canada, piangeva tutti i giorni! Passiamo la serata parlando di salame, formag

gio e olive, mi racconta che suo padre compra solo il salame di Ge

nova, quello di Sant Olcese... le dico che sono di Genova e... car

ramba!!! Vado a dormire cotta e alle 4 mi sveglio per prendere il bus per P.to Madryn... Questa volta passiamo la dogana 4VOLTE!!! La tierra del fuego e' divisa tra Cile e Argentina... ormai ho circa 10 tim

bri cileni sul passaporto... e ci son stata solo 5 giorni!! Le ultime due tappe sono P.to Madryn e Mar de La Plata, il bagno nell'oceano e il tramonto piu' bello della mia vita. Si torna a Buenos Aires, ma non e' finita qui, c'e' ancora tanto mondo da esplorare...To be continued!

Straordinaria visuale motturna di Ushuaia, la città piu’ a sud del mondo

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a cura di Daniele Orlandi

COMPETIZIONE SESSUALE

O

GECO LEOPARDO

BOA CONSTRICTOR IMPERATOR

I

l suo nome scientifico e' specificata mente Eublepharis macula tus, ma molto piu' comunemente viene chiamato anche “geco leopardo”, per via delle caratteristiche macchie distribuite su tutta la su perficie corporea, nonche' per la sua particolare abitudine di ondulare la coda durante l’inse guimento della preda, proprio come fanno anche la mag gior parte dei felini. La colorazione a macchie del geco (come per altri animali vedi ad esempio il leopardo o la zebra), serve a spezzare l’immagine e confondere cosi' il predatore o la preda. Un altro soprannome appropriato ma decisamente meno aggraziato del precedente e' “geco dalla coda grassa”, derivato dal fatto che durante la stagione povera di cibo questo animale accumula tutti i grassi, che fungeranno da scorta alimentare, proprio nella coda.

gni autunno i maschi adulti di daino (Dama dama) si sfidano in violente lotte per conquistare il do minio di un territorio (harem), arrogandosi il diritto di accoppiarsi con le femmine del gruppo. I combattimenti raramente sono mortali, ma gli animali dopo il combattimento sono indeboliti e talvolta feriti, con il ri schio di ammalarsi o di essere catturati da un predatore. Nonostante il dispendio di energie e gli evidenti rischi che ne conseguono, questo comportamento e' larga mente diffuso tra gli animali sociali, per quale motivo? Fu proprio Charles Darwin il primo a porsi questa domanda, ed anche il primo a dare una risposta. Secondo la teoria da lui stesso elaborata della selezione sessuale, solo i ma schi piu' adatti all’ambiente circostante potranno gene rare la prole trasmettendo cosi' il proprio patrimonio genetico alle generazioni successive.

Q

uesto splendido animale e' originario dell’America Centrale e della Colom bia ma, grazie alla sua variabilita' genetica, tantissime sottospecie si sono adattate a vivere in altre regioni. Grazie proprio alla sua adattabilita', il Boa constrictor e' anche una delle specie di Rettili piu' allevate e commercializzate come animali da compagnia, ovviamente per coloro che amano avere in casa un serpente che puo' ar rivare a 3 metri di lunghezza per 15 chilogrammi di peso! Non sono rari infatti i casi di abbandono. Il Boa consctrictor imperator puo' arrivare a 45 anni di eta' e, nonostante il suo carattere docile ed inoffensivo, non e' proprio il genere di animale da appartamento, ed e' quindi facile pensare che persone, magari stufe di litigare con la fidanzata che odia i serpenti, scelgano la via piu' semplice abbandonandolo per strada... E' quindi importante riflettere bene prima di prendere un impegno del genere.

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BOOK CROSSING: PAROLE IN VIAGGIO

Milioni di libri registrati su un sito e liberi di girare il mondo di mano in mano... di Andrea Vagni

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i piace leggere?? Divorate parole su parole??? O an cora meglio, i libri li scri vete o vi piacerebbe scriverli?? Bene, sappiate che anche l'arte della lettura ha subìto le influenze progressiste e multimediali. E certo, perche' negare a un libro la possibilita' di essere iscritto su in ternet, come noi esseri umani? Non e' follia, e' realmente possibile dare un'identita' cibernetica ai libri. Come?? Esiste un sistema chia mato “book crossing” in base al quale si registra, su un sito apposi tamente dedicato, un libro di cui si e' in possesso con il solo scopo di “liberarlo”, lasciarlo, cioe', a di sposizione degli altri in luoghi pub

blici per poi seguirne il “percorso di vita” da un confine all'altro del pianeta! Il Book Crossing, nato, manco a dirlo, in America nel 2001, ha attualmente piu' di 450.000 iscritti che hanno registrato quasi 3 milioni di libri. Gli iscritti hanno anche la possibilita' di incontrarsi periodicamente per dare vita a veri e propri salotti letterari in piccole librerie di quartiere... Agli occhi dei piu' romantici, il Book Cros sing, puo' essere visto come diretto discendente del messaggio in bot tiglia, per i piu' razionali, invece, un modo per sbarazzarsi dei vecchi libri in cantina, senza necessita' di buttarli. Insomma, una sorta di rac colta differenziata, se vogliamo...

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ed il meccanismo e' davvero molto semplice. Bisogna, come prima cosa, iscriversi sul sito www.book crossing italy.com, registrare i libri che si vogliono “liberare”, a cui verra' assegnato un numero uni voco (BCID) che dovra' essere ri portato sul libro stesso. A questo punto non dovrete far altro che la sciare il libro in un luogo pubblico, con qualche vostro commento al l’interno, se vorrete, e aspettare, sperando che qualcuno lo trovi, lo legga e registri il ritrovamento, in modo che possiate sapere dov’e' finito il vostro libro ed in mano a chi! Non vi rimane che andare alla ricerca del libro piu' vicino a casa vostra… buon divertimento!


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Perche’ solo una sedicenne puo’ davvero conoscere e descrivere i suoi simili…

a cura di Annalisa Serpe

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inalmente Dicembre, final mente Natale! Come spesso troppe pubblicita' ricordano, il Natale e' la festa piu' amata da grandi e piccini. Percio' questa volta, a pochi giorni dal 25, la vostra “nemica di Maria” sara' meno polemica e tagliente del so lito... che ne dite?? No! Non ci riesco e' piu' forte di me!! Eppure voi vi chiederete: cosa c’e' da dire di negativo su questa meravigliosa festivita'?!? E' vero, anche io adoro il Natale. Fin da bambini ci hanno sempre insegnato a essere tutti piu' buoni a Natale, perche' si festeggia “il compleanno di Gesu'”. In re alta', durante le Feste sono tutti molto piu' buoni solo con i nego zianti, i quali ci invitano all’acqui sto come i ragni affamati invitano

le loro prede nella ragnatela... Infi nite fiumare di persone esagitate affollano le vie del centro geno vese, dalle bancarelle di Brignole sino ai “carruggi”, che diventano invivibili...Tutta questa agitazione per cosa? Per il fatidico regalo di Natale, spesso non fatto con il cuore, ma con il senso di dovere. Ovviamente anche nel mondo dei teenagers si scatena una vera e propria corsa al regalo. C'e' quello che con una bella passeggiata fra le bancarelle in due ore sistema una ventina di persone con regalini tal mente brutti che non si farebbe neanche da solo, quello che invece aspetta di capire chi gli fara' il re galo e quanto costoso per adattarsi e ricambiare sulla stessa lunghezza d'onda e quello pragmatico, che ha

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ogni anno i suoi quattro o cinque affezionati a cui sa di dover com prare qualcosa... E dove sono finiti i regali pensati, ragionati, sentiti?? Quelli, personalmente, credo siano piu' frequenti durante l'anno, senza nessuna ricorrenza, piuttosto che a Natale... I miei coetanei, solita mente, gia' a inizio Novembre si preoccupano della cosiddetta “classifica dei prescelti”, ossia dei preferiti che si meritano il regalo natalizio. Giunti a Dicembre prov vedono all’acquisto dei regali, che, variano di valore e prezzo a se conda del destinatario. Mi e' capi tato di ricevere uno specchietto racchiuso nella plastica dalla stessa ragazza che aveva regalato alla “falsa diva” della mia palestra (amata e nello stesso tempo odiata da tutti) un paio di scarpe da gin nastica griffate... Queste ridicole si tuazioni avvengono con tale disinvoltura quasi a voler ammet tere che a seconda del tuo atteg giamento e del peso che assumi all’interno di un gruppo, a Natale ti spetta un determinato regalo. La mia polemica anti “regalo a tavo lino” e' portavoce di una mino ranza che crede ancora nell'onesta' e nella magia del Natale, da sem pre simbolo di buoni sentimenti. A proposito... Non dimentichiamoci, con il naso appoggiato sul vetro appannato della finestra, di aspet tate l’arrivo di una magica slitta, la slitta di “Babbo Natale”... Sognare fa bene al cuore e alla mente... ve lo assicuro... Felice Natale a tutti!


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“Il bacio” GUSTAV KLIMT Olio su tela, 1907


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IL GENIO: IL CORAGGIO DELLA SFACCIATAGGINE!

Dopo il successo/tormentone di “Pop Porno”, il duo ha presentato il disco alla Fnac di Andrea Giannini

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ino all’anno scorso Gianluca de Rubertis e Alessandra Contini non erano nessuno. Un bel giorno lei (bassista a tempo perso con qualche lavoro come sce nografa alle spalle) ospita a casa sua lui (tastierista degli Studio Davoli «senza una lira in tasca»). Quasi per caso viene l’idea di mettere insieme un po’ di materiale creato in prece denza: nasce cosi' un nuovo pro getto, Il Genio, un mix naif di batterie e sintetizzatori elettronici con cui si presentano alla porta della Cramps Music (etichetta indie che non stava navigando in buone acque). Come per incanto… les jeux sont fait! Il singolo “Pop Porno” scala le classifiche e diventa sigla di trasmissioni televisive. Incontriamo i

due protagonisti di questo “mira colo” musicale e commerciale in oc casione della presentazione del loro disco alla Fnac. Entrambi di bella presenza, si presentano con un bic chiere di vino bianco in mano e una strumentazione scarna: gli amplifica tori sono dei giocattolini, la chitarra e il basso sono le “versioni economi che” di modelli piu' costosi, e per le basi basta un portatile. Finito un check sound che pare fin troppo me ticoloso (ma i volumi risulteranno alla fine comunque squilibrati), il duo sciorina una selezione di brani dal loro disco: si susseguono “Gli Eroi Del Kung Fu”, “A Questo Punto”, “Le Bugie Di François”, un’impro babile e inedita cover di “Girl” dei Beatles (che cantata in italiano di

Gianluca de Rubertis e Alessandra Contini

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venta “Ragazza”…) e l’immancabile “Pop Porno”. Arrangiamenti naif, di cevo, che pescano dall’indie elettro nica, rivelano influenze derivate dalla canzone francese ed ammiccano a scenari da sobborghi sexy di metro poli nipponiche. In questo contesto s’inserisce egregiamente la voce da “lolita”, sottile e sensuale, di Ales sandra. Terminato lo spettacolo, se guono le domande. Una giornalista insiste nel rimarcare tanto il carattere “sexy” della musica del duo, quanto il potenziale commerciale di “Pop Porno”, una canzone “costruita” ap posta – a giudizio della stessa – per stare in classifica: “Quanto vi calza la definizione di sexy pop?” “Nulla, piu' che altro ci fa incalzare!!” ri sponde Francesco. “Il Genio” dimo stra di non dare peso alle interviste: Lui non vede l’ora di fumare una si garetta, Lei smania per uscire a com prare della pasta fresca genovese prima dell’orario di chiusura. Quanto e' costruito questo atteggia mento? “Ma che costruito”, dice Gianluca, “io voglio fumare e punto!!! E parlo esclusivamente di sigarette, perche' l'ultima volta che ho fumato una canna sono diventato bianco e fra un po' sbattevo in terra”. Chiedo com’e' lavorare con una persona dell’altro sesso. “Un in cubo!” rispondono entrambi, con qualche sorriso e un po’ di imba razzo che non mi aspettavo... Ma co s’ha Il Genio di particolare, rispetto a tutti gli altri gruppi? “Io penso che pochi avrebbero avuto il coraggio di scrivere Pop Porno...”, risponde Alessandra, la piu' disponibile dei due. “Avere il coraggio di essere naif, esporsi alle critiche di fare mu sica facile… non e' facile! Ci vuole sfacciataggine. E noi l’abbiamo”.


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GIULIO CESARE GIACOBBE: IL BUDDHA DI CASA NOSTRA

Intervista con il prof Giulio Giacobbe, scrittore di successo, insegnante e psicoterapeuta di Andrea Giannini

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ersonaggio poliedrico, con troverso e anticonformista, Giulio Cesare Giacobbe si presenta in piu' vesti. Come acca demico e' stato ricercatore al CNR, ha vinto il premio dell'Accademia Nazionale dei Lincei per le Scienze Filosofiche e oggi insegna “Fonda menti di Discipline Psicologiche Orientali” all’Universita' di Genova. Come psicoterapeuta iscritto al l’albo, ha un PhD in psicologia con seguito negli USA, dove ha anche insegnato; ha fondato l'Istituto In ternazionale di Biopsicosintesi e ha inventato la psicologia evolutiva e

la psicoterapia evolutiva. Ma questo non e' tutto. Quasi per scherzo, su incitamento dei suoi studenti, un giorno pubblica “Come Smettere di Farsi le Seghe Mentali e Godersi la Vita”: e' un successo inaspettato. Il libro vende quasi un milione di copie e viene tradotto in francese, spagnolo e tedesco. Da allora, tra gli altri titoli, ha pubblicato “Alla Ri cerca delle Coccole Perdute”, “Come Diventare un Buddha in Cinque Settimane”, “Come Diven tare Bella, Ricca e Stronza” e “Come Fare un Matrimonio Felice che Dura Tutta la Vita”. L’ultimo nato e' “Come Smettere di Fare la Vittima e non Diventare Carne fice”. Psicologia, filosofia orientale, linguaggio colloquiale secco e con dito da qualche “parolaccia”: con questi ingredienti Giacobbe si e' consacrato anche come scrittore di successo. Professore, cominciamo dalla sua formazione. Si e' laureato in filoso fia dimostrando un iniziale interesse per la matematica e la storia della scienza. Come e perche' ha comin ciato ad interessarsi di psicologia? R: Nulla. Semplicemente mi sono stancato di avere a che fare con le macchine e i computer! All’epoca facevo ricerche sull’intelligenza artificiale…

Giulio Cesare Giacobbe

E l’interesse per le filosofie e le pratiche psicofisiche orientali? R: Mi hanno affascinato da sempre. E’ stato pero' in seguito alla morte di mio figlio Yuri che quello che era

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un semplice interesse accademico si e' trasformato in una adesione esi stenziale al buddhismo originale, cioe' all’insegnamento del Buddha. Capisco… A proposito di univer sita': nella premessa del suo ultimo libro accenna a come il livello medio di preparazione degli stu denti universitari si sia drastica mente abbassato. Vorrei un contributo su qu elli che, secondo lei, sono i prob lemi piu' rilevanti degli atenei italiani. R: Quando dico che il livello medio di preparazione si e' abbassato, al ludo al fatto che vengono mandati all’universita' ragazzi che non hanno la vocazione allo studio. Ma non sono i soli. Anche molti insegnanti, dalle scuole medie all’universita', non hanno ne' una preparazione ne' una vocazione all’altezza della tradizione culturale italiana. Titoli del tipo “Come diventare bella, ricca e stronza” non l’hanno danneggiata come accademico, ma gari minacciando la sua credibilita' o attirando critiche o invidie? R: Forse si… ma non me ne sono accorto! Veniamo allo straordinario successo editoriale dei suoi libri. Sicuramente il linguaggio piuttosto “diretto” e' una delle chiavi di questo successo. Altre spiegazioni? R: Conta anche il fatto che io tratto tematiche e argomenti con cui tutti hanno esperienza, ma a cui nessuno osa accostarsi… Questo perche' gli


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scrittori e gli accademici spesso non vivono nella realta'! Da “Come smetter e di farsi le seghe mentali” a “Come smettere di fare la vittima”… sembrano tantissimi gli atteggiamenti nevro tici del mondo di oggi! A suo giu dizio, e' lo stile di vita moderno che li produce oppur e, piu' sem plicemente, ci sono sempre stati e oggi c’e' solo piu' attenzione al riguardo? R: Ai giorni nostri, e specialmente in Italia, la nevrosi e' aumentata enormemente ed e' dovuta al per sistere della personalita' infantile, a sua volta dovuta al permanere

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troppo a lungo con i genitori. Secondo il modello della sua psi cologia evolutiva, molte persone non compierebbero il passaggio bambino–adulto–genitore neces sario per la maturazione e la salute psicofisica… Lei reputa la societa' italiana, per come e' costituita, in qualche modo responsabile della situazione? R: La “societa'” non e' un soggetto reale, ma un concetto. Tuttavia la realta' italiana e' fatta di famiglie che tengono i figli con se' come fornitori affettivi e non gli permet tono di affrontare la vita. La cosa piu' sconvolgente e' che tutto que

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sto viene attuato dalle classi ope raie ed impiegatizie, rimaste al mito per il quale la laurea do vrebbe dare ricchezza. Un mito ben anteriore all’universita' di massa, oggi la laurea in Italia da soltanto disoccupazione e perma nenza a vita con una famiglia castrante! Un bel quadretto! Concludiamo con un altro tipo di domanda … Le ha mai detto nessuno che somiglia a Mel Brooks? R: No, proprio nessuno! Ma spero che si tratti solamente di una so miglianza caratteriale e artistica!E niente di piu’...


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VUOI SAPERNE DI PIU'?? IL JAZZ...

di Deepa Scarra’

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l jazz nasce intorno al 1890, risultato dell'incontro di di verse e lontane tradizioni. La componente prima ed indiscussa e' quella africana, portata in Ame rica dagli schiavi che provenivano in gran parte dall’Africa occidentale, e caratterizzata da ritmi molto com plessi, da alcuni elementi come il celebre canto “domanda e rispo sta” e l’improvvisazione. I canti blues, che sono il cuore del jazz, erano conosciuti come “canti di la voro”, ed erano probabilmente ac compagnati da uno strumento africano detto banjo. Ultimo ingre diente di questo rivoluzionario “cocktail” e' lo Spiritual, genere nato prima dell’ottocento e defini tivamente affermatosi nella seconda meta' del secolo con la segregazione dei battisti neri. La componente africana si e' intersecata con quella spagnola, francese ed anglosassone, poiche' New Orleans, la culla del jazz, era caratterizzata dalla presenza di diverse culture. In particolare la fusione con i ritmi europei avvenne quando i neri iniziarono a suonare per intrattenere i bianchi ed i bian chi introdussero nelle loro canzoni alcuni ritmi tipici del folklore nero. Dal 1916 inizio' un’ondata migrato ria dei neri verso nord, in partico lare diretta nelle grandi citta' come Chicago e New York, che porto' ad un’inevitabile diffusione del jazz con un conseguente aumento del pub blico. Intorno al 1920 i discografici si accorsero del potenziale di questa musica e vennero pubblicati i primi “race”, cioe' dischi destinati a neri.

Il jazz era la lingua comune dei neri d’America, specialmente di quelli che vivevano negli stati del sud e dei primi emigranti verso nord, can tanti blues e pianisti, abilissimi nel l'improvvisazione. Solo intorno agli anni trenta, quando iniziava gia' a “contaminarsi” con le grandi or chestre “commerciali”, il jazz inizio' a diffondersi in modo capillare fra la popolazione nera e gli adolescenti bianchi. Il jazz si era trasformato in uno spettacolo di grande successo. Questo smorzava l’en tusiasmo dei musicisti, passati da uno stile to talmente libero ad uno arrangiato e suonato da orchestre rigide ed organizzate. A questo punto i musicisti inizia rono a fare differenza fra il jazz “per lavoro”, quello suonato come intrattenimento nei lo cali e quello “per pia cere”, caratterizzato da interminabili “jam session”. Nelle celebri jam i jazzisti suona vano quello che senti vano, senza filtri e senza preoccuparsi di cio' che avrebbe po tuto attirare il pub blico, inoltre sperimentavano nuovi sound e nuove idee per poi portarle negli spettacoli. Negli anni cinquanta il jazz e' ormai un genere musi

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cale diffuso in tutto il mondo. Le sperimentazioni, i grandi gruppi jazz, le taverne... tutto cio' e' storia piuttosto recente, la storia di un un genere che ha avuto la fortuna di perdere in fretta l'etichetta di “mu sica di consumo”, riuscendo negli anni a conservarsi. Un tipo di mu sica che riusci' ad avvicinare bianchi e neri in un momento assai terribile per la societa' americana, una mu sica che ancora oggi custodisce una magia particolare...


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ARTE METROPOLITANA

Le stazioni metro come musei d'arte sotterranei di Manuela Stella

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ottoterra c’è un mondo che non ti aspetti: un mondo pieno di sorprese, frenetico, caotico, vivo. Un luogo frequentato giornalmente da mi lioni di persone diversissime tra loro, dal ricco imprenditore al l’operaio, dal giovane studente al pensionato. La metropolitana è di ventata la nuova location per la trasmissione del lifestyle cittadino, delle novità e delle tendenze, un luogo dove la creativita' puo' espri mersi liberamente, senza vincoli e pregiudizi. Non a caso, negli ultimi anni, molte stazioni metro sono di ventate veri e propri musei d’arte sotterranei, in cui si possono os servare quadri, mosaici, installa zioni, murales, sculture. Nella metro di Madrid sono esposte le stampe di Francisco Goya, al costo di un euro (biglietto di ingresso per la metropolitana)… Non male per un’esposizione d’arte firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica spagnola. Inol tre, sotto i piedi di Madrid, e' pos

Spettacolare ingresso di una stazione (Stoccolma, Svezia)

sibile assistere a spettacoli di fla menco, concerti sinfonici, e pren dere in prestito un libro in una delle 9 biblioteche metro realizzate nelle stazioni sotterranee. La me tropolitana di Stoccolma, invec, e’ definita come “la piu’ lunga galle ria d’arte del mondo”: famosi sono i disegni spettacolari e stra vaganti sulle pareti, le fontane, le installazioni, i lampadari, le scul ture. Un luogo incredibile capace di togliere il fiato, nel quale anche il passeggero meno sensibile smet tera’ di pensare per un attimo ai sui prossimi ap puntamenti in agenda per de dicarsi a pen sieri e riflessioni quantomeno piu’ profonde. A Tolosa, si puo’ parteci pare ad una vi I vasi antichi nella metro di Atene, Grecia

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sita guidata alla scoperta di una galleria d’arte sotterranea con 38 opere di arte contemporanea esposte, realizzate da artisti di fama internazionale. Ad Atene, la linea metropolitana appena ristruttu rata, offre alla vista dei passeggeri “teche” di vetro in cui sono cu stoditi antichi vasi e sculture ap partenenti al glorioso passato della Grecia classica. A Berlino si orga nizzano tour guidati alla scoperta dei bunker, delle fortificazioni dei cunicoli costruiti all’epoca della Guerra Fredda e durante la Se conda Guerra Mondiale. A questa rassegna non poteva mancare Pa rigi, dove gli artisti della metro sono veri e propri professionisti, ri conosciuti dal comune; nella sta zione Europe sono rimasti installati per lungo tempo una miriade di schermi che trasmettevano tra smissioni televisive da tutta Eu ropa, in tutte le lingue. E poi ancora i bassorilievi di Singapore,


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le ceramiche di Lisbona, le futuristi che strutture di Hong Kong. Oltre che un semplice piacere per gli occhi, queste iniziative diventano inevitabilmente un mezzo per met tere in contatto attraverso l'arte e la creativita' milioni di viaggiatori che giornalmente affollano la metropoli tana. E anche l’occhio inesperto dif fidente e critico di chi, per mancanza di interesse, soldi, tempo, non è assiduo frequentatore di mo stre o gallerie d’arte, viene inevita bilmente coinvolto e catturato... A Barcellona, nelle linee 1 e 2 della metro, si organizza ogni anno il “Fe stival del Musicos en el Metro”: una vera e propria maratona di concerti a cui prendono parte gli artisti locali. In Italia, in particolare nelle metro di Milano e Roma, ma anche Napoli e Palermo e negli spazi sotterranei (sottopassaggi, tunnel...) di Venezia e Mantova, l’iniziativa più interes sante si chiama Subway Letteratura: i libri di giovani autori emergenti sono distribuiti gratuitamente tra mite piccoli “juke box” e quindi sot

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Una splendida fermata nella metro di Stoccolma toposti al grande giudizio del popolo sotterraneo. Si è passati dalla distri buzione di circa 60000 copie di libri nel 2002, (anno di nascita dell’inizia tiva), ai 4 milioni di copie del 2008. E se la metro diventasse una sorta di mondo parallelo, una sottocittà in cui si ribaltano le convenzioni e i pregiudizi? Ci avevate mai pensato? Per molti la metro e' solo l'emblema della frenesia e della fretta che con traddistingue il nostro stile di vita, ma evidentemente per tanti altri e' diventato un luogo magico, un punto d'incontro, di scambio e di at

Un’opera di Goya esposta alla fermata Goya di Madrid, Spagna

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tività cultuale. L' occasione per leg gere un libro, per visitare una mo stra d’arte, per staccare la spina fra una fermata e l'altra e dedicarsi solo a se stessi. Perche' una cosa e' certa: l'arte sotterranea oggi e' molto di piu' di un semplice contorno...

Ingresso della metro parigina


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Naufragio di me stesso, frastornato fra madre e padre, fra l’illusione cruda e la ricerca dell’amore. Dispero spaventato, fra spettri che ben conosco e pezzi di ricordi e sogni infranti che si dileguano nel dolore, cosi' forte che non ci vedo. Un altro carico di pianti infantili mancati. E il volto di una madre troppo vera nel suo dolore, cosi' vera e cruda nel suo pianto da fare quasi paura.

Se mai pagherai per tutti gli errori degli avi, non lasciare la resa incondizionata, se mai pagherai per la sporcizia delle tue radici, non ti crucciare, lavale, lava la terra che ti ha generato e porta luce porta luce la dove non c’e' speranza, e' la tua possibilita'.

Igor Sartoni

Anonimo

PENSIERO Pensavo che l'arte ad oggi sta prendendo molto piu' piede nella nostra vita di una volta. Una volta si avevano sempli cemente delle belle opere appese nelle case dell'aristocrazia o dei magnifici affreschi nelle chiese cappelle. Oggi non e' piu' cosi', l'arte tocca tanti aspetti, la pubblicita' per esempio, ma anche il cinema e indirettamente la televisione, di conseguenza e' molto piu' presente nelle vite di tutti e molta piu' gente puo' accedervi. Inoltre e' in generale molto piu' diretta di un tempo. Pensiamo al cinema, chi non e' mai andato al cinema o ha visto un film in televisione, beh, quella e' arte. Questo da un lato e' molto bello, pero' dall'altro portera' l'arte a perdere quell'aurea di magia che ha ancora oggi, e allora forse la magia stessa diventera' arte. Gli artisti saranno impiegati al servizio del palato e i maghi saranno gli artisti, vagabondi girovaghi portatori di ideali e profezie.

Guido Laremi

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AGENDA

MUSICA&DINTORNI

Sabato 20 dicembre CONCERTO GOSPEL The Loneliest Vocal Ensemble h.16 Calata Falcone Borsellino, Porto Antico Brani eseguiti in lingua originale per uno spettacolo che fonde fa mosi canti Spiritual con il Jazz e il Blues. APRES LA CLASSE IN CON CERTO Mep Club Sestri Levante Ing 12E Domenica 21 dicembre GIULIANO PALMA & THE BLUEBEATERS IN CONCERTO Mep Club Sestri Levante Ing 15E

Mercoledì 31 dicembre THE FLOATING CASTLE DIGI TAL TALK & more live acts Forte Sperone, dalle h 16 del 31 alle h 16 dell’1 24 ore di musica no stop per fe steggiare il nuovo anno.

Sabato 10 gennaio QUINTORIGO PLAY MINGUS Q Teatro della Tosse h 21 Quintorigo, uno dei gruppi musi cali più originali e interessanti degli ultimi anni, in un’opera monografica mista, che fonde l’elemento musicale alla dimen sione teatrale e a quella docu mentaristica. Sul palco verranno suonati i particolari arrangiamenti dei Quintorigo dei brani più cele bri di Mingus, ma verranno anche letti passi significativi della sua au tobiografia.

Sabato 17 Gennaio CASINO ROYALE IN CON C CERTO Mep Club Sestri Levante Ing 12E

INCONTRI&MOSTRE Per tutto il mese di dicembre e gennaio LLUCIO FONTANA: LUCE E COLORE Palazzo Ducale dalle h 9 alle 19.30 Un`importante retrospettiva dell`attivita’ artistica di Lucio Fontana, incentrata sul tema del colore e della luce, strumenti con cui l`artista esprime la propria poetica spaziale. SCOPRI LA TORRE E LE ANTI CHE CARCERI DI PALAZZO DUCALE Palazzo Ducale Torre Grimal dina e Carceri storiche dalle h 10/13 e 15/18. Chiuso lunedi’.In gresso 4 euro Entra nelle celle piu’ buie, rivivi le sensazioni dei prigionieri e poi sali ad ammirare Genova dall`alto: uno spettacolo da non perdere METAMORFOSI MONUMEN M TALE Palazzo Ducale Martedi’ giovedi’ 9.00/12.30 e 14.00/17.00, venerdi’ 9.00/12.30, sabato, domenica e lu nedi’ chiuso. Ingresso gratuito. Un percorso tra memoria e tra sformazione urbana a Genova tra 800 e 900 Presso Palazzo Ducale Archivio Storico del Comune di Genova ADAGIO E CURIOSO. VIAG A GIO LENTO INTORNO AL

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MONDO DEL LIBRO, DELLA CARTA, DI GUTENBERG. Biblioteca Berio lunedì e venerdì 9.00 18.00, martedì e giovedì 9.00 13.00, mercoledì 9.00 18.00. In gresso gratuito Dalla pietra al papiro, dalla perga mena alla carta, dal rotolo al co dice, dai formati microscopici a quelli atlantici, tanti esempi di ‘libri’ per vedere e toccare con mano modi diversi di comuni care. MIRAGENOVA: SUONI E IM M MAGINI DELLA CITTA’ Galata Museo del mare Martedì venerdì 10.00/18.00; sabato e do menica 10.00/19.30; lunedì chiuso L'allestimento della terrazza Mira dor, con aree di sosta attrezzate, un giardino pensile, totem che descrivono itinerari storici e arti stici, consente al visitatore di ap prezzare la citta’ che circonda l'arco portuale su cui si affaccia il Galata Museo del Mare. Fino a venerdì 9 gennaio LLA MERICA! IL VIAGGIO PER MARE NEGLI ANNI DELL’EMI GRAZIONE ITALIANA Galata Museo del mare Martedì venerdì 10.00/18.00; sabato e do menica 10.00/19.30; lunedì chiuso Tra la fine dell'ottocento e il primo decennio del Novecento, Genova diviene il maggior porto di emigrazione in Italia verso gli stati Uniti di cui Ellis Island rap presenta l'obbligatoria porta d'ac cesso. Grazie a questa mostra visitatori vivranno la suggestione della partenza proprio come era sentita un tempo da chi lasciava l'Italia in cerca di fortuna.


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Martedì 16 dicembre BERIOCAFE’ SPEAKS EN B GLISH Biblioteca Berio, h 17 Quarto incontro di EnterTrai ning:una occasione per parlare in inglese con insegnanti madri lin gua dello Shenker di Genova. L’argomento di questo incontro sarà: Twelve days of Christmas Partecipazione, gratuita, per pre notare 010 5705416 o 010 543457 Giovedi’ 18 dicembre ARRIVA IL NUOVO ROSSESE A DI DOLCEACQUA Biblioteca Berio, h 17.30 Presentazione e degustazione del nuovo Rossese di Dolceacqua DOC Superiore 2007 Maixei della azienda Riviera dei Fiori. www.maixei.it

Da mercoledì 31 dicembre FFABRIZIO DE ANDRE’ LA MOSTRA Palazzo Ducale, dalla h 9 alle 20 Ing 8 euro Genova rende omaggio a Fabrizio De Andrè a dieci anni dalla sua scomparsa con una grande mo stra un vero e proprio viaggio multimediale nella musica, nelle parole e nella vita di Faber. Me gaschermi, installazioni video e speciali postazioni interattive per mettono non solo di esplorare e approfondire le sue tematiche ma anche di ricostruire il mosaico della sua vita attraverso videoin terviste allo stesso Fabrizio e testi monianze della moglie Dori Ghezzi e dei suoi più stretti colla boratori e amici. Giovedi’ 15 gennaio MEETIX: NUOVE GENERA M ZIONI, NUOVE CITTA’, NUOVI QUARTIERI Dalle H 1430 Palazzo Ducale, In

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contro nell’ambito della manife stazione Meetix

SPETTACOLI Lunedì 15 dicembre PPROIEZIONE DEL FILM NO PROFIT “ ALL HUMAN RIGHTS FOR ALL” H 21 Sala Sivori, Sal Santa Cate rina In occasione del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, proiezione del film spirato ai trenta articoli della Di chiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. Il film è composto da altrettanti cortometraggi. Domenica 21 dicembre CIRCUMNAVIGANDO FESTI C VAL LE CARAVANE JAUNE H 15 Calata Falcone Borsellino Porto Antico Per l’ottavo anno consecutivo si rinnova l’appuntamento con il teatro di strada a Genova: spetta coli e performance di compagnie e artisti italiani e stranieri Asso ciazione Culturale Sarabanda Domenica 21 dicembre TEATRO IN DIVENIRE 5 MI NUTI PER UN SOGNO H 20 Magazzini del Cotone Porto Antico Ingresso libero L’iniziativa è aperta ad attori professionisti e non che abbiano un sogno teatrale nel cassetto. Il 19 e 20 dicembre avverrà una prima selezione presso il Teatro Garage. Durante la serata del 21 dicembre, presso il Porto Antico, 10 soggetti selezionati avranno a disposizione 5 minuti per pro porre dal vivo un estratto del la voro sottoposto al giudizio di una giuria tecnica e di pubblico.

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Venerdì 26 dicembre CIRCUMNAVIGANDO FESTI C VAL UNA GIORNATA SUL L’ISOLA CHE NON C’E’ H 15 Piazzale Mandraccio Porto antico Racconta la fiaba di Peter Pan con gli occhi incantati del circo, con magie, giocolieri, acrobazie a terra ma soprattutto per aria. Sarò un’ora di fantasia e di meravigliosa alle gria in una giornata sull’isola che non c’è! Organizzato da As sociazione Culturale Sarabanda.

SAGRE E VARIE Mercoledi’ 24 dicembre Sori Dalle 15.30 animazione con trampolieri, clown, distribuzione cioccolata e frittelle. Domenica 28 dicembre Castiglione Chiavarese Escur sione gastronomico culturale di borgo in borgo visitando i pre sepi. Partenza alle 8.45 da Campe gli e ritorno previsto per le 12.30. Costo: 10 euro. Prenotazione ob bligatoria al n. 0185 408016 Sabato 3 e domenica 4 gennaio Santo Stefano d'Aveto Sabato 3 si svolge "La prima ciaspolata del 2009", domenica 4 "La prima do menica dell'anno sulle nevi del l'Aveto". Prenotazioni: 0185 88046m www.parks.it/parco.aveto Sabato 5 gennaio Sestri Ponente Si svolge la "Festa di Luce al Gazzo", la tradi zionale escursione notturna con partenza da piazza Baracca alle 20.30 per raggiungere il Santuario in vetta al Monte Gazzo con di stribuzione di vin brule’ e te’ caldo, lo scambio casuale dei doni.


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"Il Blog del Tama e' on line sul sito www.erasuperba.com! Potete commentare e discutere gli argomenti trattati, creare dibattiti e leggere le versioni integrali degli articoli! Se invece avete dediche da fare, aneddoti da raccontare, foto da pubblicare scrivetemi a ilblog@erasuperba.com... Tutti potranno leggervi e rispondervi... Il Tama è qui per voi!!!"

G

Anni fa questo girava di mail in mail...

enova e'... noi abitudinari, con i nostri punti fermi, un po' chiusi, un po' introversi, un po' diffidenti. Abbiamo un gran bisogno delle nostre certezze e tutto cio' che non conosciamo, almeno all'inizio, ci intimidisce. E rispettiamo gli spazi degli altri, non amiamo entrare a forza…. Genova e'... il vittimismo, abbiamo sempre la certezza di essere in credito con la sorte, di aver subito un torto, di aver ottenuto meno di quanto pensiamo di meritare… Genova e'... noi con gli scooter, sempre, anche quando piove, nelle nostre cerate gialle, impavidi tra gli spruzzi sollevati dagli autobus e le luci delle macchine in coda. Ci infiliamo negli spazi, nelle piccole strettoie degli ingorghi ed arriviamo sempre la' davanti, per primi al semaforo. Vento, traffico, sole o pioggia, sappiamo che in un quarto d'ora arriveremo... E quando siamo in scooter odiamo quelli in macchina che creano solo caos… Genova e'.... le strade strette e ripide in cui guidiamo con disinvoltura, ci incrociamo con altre macchine senza il timore di toccarci e spesso senza neppure rallentare, come se ormai il nostro occhio fosse il piu' preciso degli ingegneri. E quando siamo in macchina odiamo quelli in scooter che si prendono precedenze che non hanno... Genova e'.... la focaccia calda, profumata, mangiata alle 4 del mattino dopo una notte fuori, all'intervallo di scuola o sugli scogli quando la scuola decidi invece di saltarla... a casa a colazione il sabato mattina nel caffe' latte, o quella con la cipolla a pranzo, che solo i milanesi dicono sia pesante... Genova e'... bellissima anche d'inverno, quando le altre citta' hanno la nebbia e la neve, noi ci affacciamo alla finestra, il sole pallido, il termometro a 8 gradi e pensiamo "che freddo!" Genova e'... la Lanterna, insignificante agli occhi dello straniero, splendida ai nostri. La sopraelevata, antiestetica per al cuni, scomoda e da tirare giu' per altri... ma quando torniamo dopo giorni passati fuori, lei e' sempre li' ad accoglierci, come se ci stendesse il suo tappeto e ci introducesse di nuovo nella nostra vita... Genova e'…la sua Metropolitana con pochissime fermate, ridicola per molti, per altri il segno che la citta' ha voglia di crescere e svilupparsi… Genova e'... un derby perenne, nelle parole, nei bar, nei campetti e nell'orgoglio di mostrare i propri colori, le sciarpe di lana d'inverno, le magliette d'estate e gli adesivi sui caschi. Genova e'... Bogliasco, Pieve e Sori... dove ESPERIENZA DI VITA si conoscono tutti e puoi ancora trovare il Correva l'ormai lontanissimo 2004 ed io potevo ancora considerarmi un piccolo Alimentari ed il Droghiere... l'Au ragazzo. Era la fine di Ottobre e, con degli amici, si era deciso di andare relia con il sole in faccia e il vento caldo a trovare delle amiche in Erasmus a Valencia. Eravamo perfettamente quando la percorri in moto d'estate, coi ri organizzati, fatto milioni di calcoli e giunti alla conclusione che andare in flessi del mare, le barche a vela, gli alberi macchina sarebbe stata la decisione piu' saggia ed economica che si po fioriti e la serenita' negli occhi... tesse fare. Arrivata la sera della partenza non rimaneva che caricare la Genova e'.... la mareggiata a novembre, col macchina e partire. Gli spazi erano risicati e avremmo dovuto utilizzare suo vento di libeccio che porta la sabbia tutte le nostre risorse cerebrali giocando a tetris con i bagagli. Dopo gli d'Africa e che per un giorno trasforma la schemi su carta siamo passati all’azione… Bagagliaio chiuso ed io da den citta' in una fortezza rossa.... tro avevo il delicato compito di incastrare le varie borse che un mio Genova e'.... i suoi fortini, le passeggiate sui amico mi passava da fuori. Incredibile catena di montaggio ed incredi monti, le sagre dell'entroterra, le fave ed il bilmente funzionale, sin quando… il furbone adibito al passaggio da fuori salame di Sant'Olcese... le canzoni di De a dentro, cosa fa?? Come se nulla fosse, come se stessimo facendo tut Andre' che tutti conosciamo e cantiamo, t’altro negli ultimi 15 minuti!! Ha fatto il giro della macchina, posizio delle quali siamo un po' gelosi.... nandosi dietro, esattamente di fronte al bagagliaio. Io lo guardavo dal Genova e'... troppo stretta per le nostre am lunotto posteriore cercando di capire cosa volesse fare… lo fissavo negli bizioni, troppo antica, siamo contenti di occhi. Fece un gesto che mai e poi mai comprendero' in tutta la mia vita: poter andare via appena possibile, ma gia' al apri' il bagagliaio facendo crollare tutta la roba che sino a quel momento di la' dei Giovi ci sentiamo smarriti, come se avevamo incastrato con tanta cura!! Ma perche'???? Nel silenzio asso ci avessero tolto, all'improvviso, la nostra luto lo fissammo tutti con gli occhi sgranati… non poteva essere calda e sicura coperta, ci manca il mare e successo davvero!! non vediamo l'ora di poter tornare...

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DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA

AMORE = parola di cinque lettere, tre vocali, due consonanti e due idioti. AUTORITA’ = colui che arriva dopo la battaglia e prende a calci i feriti.

BANCHIERE =un tipo che ti presta l’ombrello quando c’è il sole e lo rivuole indietro quando inizia a piovere. LINGUA = organo sessuale che certi degenerati usano per parlare.

V

i domando, ma a volte non avete voglia di fare cose incredibili?? Cose folli, da film?? A me ogni tanto capita… l’altro giorno per esempio, ero in macchina con un carissimo amico e dopo una curva mi tro vai davanti uno di quei bei camion che trasportano le au tovetture, vuoto, con il carrello abbassato. Non potete immaginare quanta e' stata la tentazione di dare un bel pe stone all’acceleratore e via… in volo. Soltanto provare ad immaginare la scena, mi da un grandissimo senso di liberta' … a voi no?? Cosa mi ha fermato dite?? C’e' un solo, pic colissimo particolare, ho una sola vita. Sprecarla cosi' non mi sembrava il caso. Cosi' con l’amico, compagno di av ventura, siamo giunti alla conclusione che qui bisognerebbe cambiare qualcosa, ed abbiamo deciso di presentare una

proposta di legge naturale al Padre Eterno, chi firma?? Ne servono solo 500.000. L’idea, nata dall’esperienza vissuta, sarebbe quella di avere una sorta di bonus vita… invece di averne una soltanto, che ne dite di tre?? A me sembra un compromesso accettabile e per quanto riguarda il mio caso, di certo mi sarei rischiato il volo alla Kit. Si potrebbe vivere al massimo, provando emozioni forti senza troppe paure… qualche lancio con il paracadute, un bel volo in deltaplano, una passeggiata nella foresta nera e molte altre cose che aiuterebbero a sentirsi vivi per davvero. Non c’e' dubbio, pero', che, stupidi come siamo, prenderemmo questa me ravigliosa opportunita' e ne faremmo carta straccia. Del resto non diamo valore alla vita avendone una sola, perche' farlo se ce ne trovassimo in tasca tre?

by LISA LASTRUCCI

la foto del mese

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A SCUOLA DI CUCINA PANDOLCE ….PANDöçEE

Il pandöçe (pandolce) è il vero emblema del Natale in ogni casa genovese. Ne esistono due varianti, quello normale lievitato o quello basso. Qui proponiamo la ricetta del pandolce basso. Ingredienti 1 kg di Farina 0 400g di zucchero 400g burro 4 uova Latte Acqua di fiori d’arancio Pinoli, uvetta, cedro candito, arancio candito o frutta candita a vostra discrezione. Limone grattugiato Vanillina 1 bustina di lievito in polvere

Preparazione Ammorbidite il burro a temperatura ambiente. Ammollate l'uvetta in sciroppo di zucchero oppure in acqua e rhum. Dopodichè miscelate la farina, lo zucchero, le uova, il burro e l’acqua di fior d’arancio e lavorate bene l’impasto (potete usare anche l’impastatrice tipo brown). Quando l’impasto è ben amalgamato, aggiungete l’uvetta i pinoli e l’altra frutta candita. Aggiungete per ultimo il lievito (a rapida lievitazione). Fate una palla con l’impasto, mettetela in una teglia foderata di carta da forno, e fate un taglio a croce sulla sommità del panettone. Infornate a 180 gradi (a forno già caldo) e fate cuocere per circa 40 minuti. ……Se non vi piace la frutta candita, potete guarnire il panettone con dei pezzetti di cioccolato o con i fichi e le noci.

BUON APPETITO!

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A SCUOLA DI ZENEIZE IL VERBO ESSERE MODO INDICATIVO PRESENTE Mi son Ti t'è Lë o l'è Noiätri semmo Voiätri sei Lö son

TRAPASSOU Mi ëo stæto Ti t'ëi stæto Lë o l'ëa stæto Noiätri eimo stæti Voiätri ëi stæti Lö ëan stæti

Io sono Tu sei Egli è Noi siamo Voi siete Essi sono

PASSOU Mi son stæto Io sono stato Ti t'è stæto Tu sei stato Lë o l'è stæto Egli è stato Noiätri semmo stæti Noi siamo stati Voiätri sei stæti Voi siete stati Lö son stæti Essi sono stati IMPERFETTO Mi ëo Ti t'ëi Lë o l'ëa Noiätri ëimo Voiätri ëi Lö ëan

FUTÛO Mi saiò Ti ti saiæ Lë o saià Noiätri saiemo Voiätri saiei Lö saian

Io ero stato Tu eri stato Egli era stato Noi eravamo stati Voi eravate stati Essi erano stati Io sarò Tu sarai Egli sarà Noi saremo Voi sarete Essi saranno

FUTÛO COMPOSTO Mi saiò stæto Io sarò stato Ti ti saiæ stæto Tu sarai stato Lë o saià stæto Egli sarà stato Noiätri saiemo stæti Noi saremo stati Voiätri saiei stæti Voi sarete stati Lö saian stæti Essi saranno stati

Io ero Tu eri Egli era Noi eravamo Voi eravate Essi erano

DIZIONARIO DIZIONAIO

Anitra→ànnia Aquila→âguila Cane→can Coccinella→daedae Coniglio→Cuniggio/coniggio Corvo→cròu Formica→formîgua Gabbiano→ochin Gallina→gallinn-a Ghiro→gî Leone→lion Lepre→levre Lucciola→ciaebella Lucertola→grigoa/grigua Lupo→Luvo /lô Maiale→porco Pipistrello→rattopennùgo Pollo→pollastro Pulce→pruxa Puzzola→gatto spusso Ragno→âgno/ragno Rana→raena Riccio→Rissêu Rospo→baggio Sanguisuga→sanguetta Somaro→âze Tacchino→bibbin Talpa→tarpa Tarma→càmoa Topo→ratto Toro→Töu Tortora→Tortòa/tortùa Usignolo→roscigneu Volpe→vorpe/ùrpe Zanzara→sinsàa

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Inviate il nome del cantante ottenuto dal CRUCIVERBA e la massima di Baudelaire derivata dal gioco CHI L’HA DETTO? a asspirri@yahoo.it Il piu’ veloce vincera’ un buono per due consumazioni al prezzo di una al Bar Boomerang (Via di Porta Soprana 41 43 R)

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Le caselle gialle, in ordine, formeranno il co gnome di un mito della musica internazionale

Chi l’Ha detto?

In ogni gruppo cancellate le lettere che compongono la pa rola derivata dalla definizione corrispondente; quelle che re steranno, in ordine, formeranno una massima di Baudelaire.

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C c p l e e u n n s o o i a a ____________________________ P l r o i a t m i o d a r o a ____________________________ G a p m o e c r a d n a i i i ____________________________ ____________________________ Q m m d e o a s n o t i i c u ____________________________ M c a a g h l r e e e l n o i O bi n l l n a t t o e a m m ____________________________ ____________________________ C z p o o r i a m z p i a e r S____________________________ g c a a i c r r i l f i o o

ORIZZONTALI

VERTICALI

1 Maligna e stizzosa 6 Sono note quelle di bambu’ 11 “El Principe” del Genoa 13 Il nome di Lionello 15 In mezzo al cibo 16 La città piu’ a oriente di Ita lia 18 Famoso film di Spielberg 19 Il nome di uno dei fratelli Abbagnale, campioni del canot taggio 21 E’ opposto all’Off 22 La seconda nota 23 Cagionare, provocare 25 Sindacato Nazionale Radiolo gia 26 Direttore Sportivo 27 Un programma tv della do menica 30 La Repubblica d’Irlanda 32 Fiume nelle Marche 33 Il costruttore della biblica Arca 35 Iniziali della Moric 36 Il secondo monte piu’ alto d’Italia 40 Ideale irrealizzabile 42 Insieme di persone che can tano 44 Alloggio a basso costo 46 Il nome di Eastwood 47 Maschera di carnevale multi colorata 49 Iniziali di Morricone 50 Le vocali in casa 51 Servono per volare 52 Metallo da oreficeria

1 Le si confidano i propri se greti 2 Mangiare 3 Articolo maschile 4 Uno dei principali eroi achei nella guerra di Troia 5 Appartamento che sta sempre all’ultimo piano 6 La quinta preposizione 7 Membro articolato del corpo 8 Un gas nobile nelle lampade 9 Abbreviazione di nostro 10 Il cemento –amianto dannoso per la salute 12 Lo e’ una pianta che abbelli sce case o giardini 14 Cio’ che non ha mai fine 17 L’aria in poesia 20 Sono doppie in marrone 24 Tasto del pc che corrisponde all’invio 25 Piccolo Stato indipendente In Emilia Romagna 28 Il simbolo dell’iridio 29 Sommo magistrato dell’an tica Roma 31 Si dice di un’ipotesi molto lontana e improbabile 34 Sono pari nelle gole 37 Genere teatrale e lirico 38 Il nome della Pizzi 39 Si dice siamo gli specchi dell’anima 41 Trieste 43 Quello del vero, di dice per precisare 45 Si dice di ragazza poco intelli gente 48 Iniziali dell’atleta Lewis

sudoku

Definizioni

1 L’ultima fermata dell’autobus 2 Cosi’ si definisce una scuola non gestita dallo Stato 3 Ha il reggae nel sangue 4 Il Salvatore poeta italiano premio nobel nel 1959 5 Scolpi’ “La Pieta’” 6 Il commissario creato da Camilleri 7 Vettura trainata da cavalli 8 Privazione, rinuncia, grave e continuo disagio

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“Quanta pace trova l'anima dentro, scorre lento il tempo di altre leggi di un'altra dimensione e scendo dentro un Oceano di Silenzio sempre in calma...”

ARIETE Il sole in Sagittario vi regala energia da sfruttare al meglio fino al 22, per che' dopo iniziera' una fase di declino. Nel campo sentimentale scossoni per i single! TORO Dicembre e' il mese adatto per fare il grande passo con l’amata... e se siete single, approfittatene per riallacciare rapporti con una persona ormai lontana.

DA LEGGERE… “Un posto nel mondo” di Fabio Volo Mondadori, 2006 “Myricae” di Giovanni Pascoli Genere poesia

GEMELLI Inizio del mese difficile, ma si chiudera' in maniera favorevole. Vi consiglio di evitare lunghi viaggi; temporeggiate... il 2009 e' alle porte!! CANCRO L’oracolo ricorda di non lasciarsi prendere dall’impulsivita' che vi porta a dichiarazioni che metterebbero a rischio i rapporti interpersonali!

DA VEDERE…

LEONE L’ingresso di Venere nel vostro segno vi rende inquieti nei confronti delle persone che vi circondano; non recriminate su episodi passati… guardate avanti!!

“Vi presento Joe Black” di Martin Brest Anno 1998

VERGINE Se siete single un fulmine vi colpira' improvvisamente!!Per i verginelli in coppia, invece, si prospetta un mese di grande attivita' sessuale. Cogliete l’attimo quotidianamente perche' le sorprese sono all’ordine del giorno. BILANCIA Non sentitevi vittime quando non lo siete; prima di accusare superiori o colleghi fatevi un esame di coscienza… un po’ troppo emotivi in questo periodo?? SCORPIONE Vi sentite stanchi e stufi della solita quotidianita'; troverete ostacoli sulla vostra strada ma non per questo dovrete fermarvi! Le stelle vi suggeriscono di passare l’ultimo dell’anno lontano dalla vostra dimora... SAGITTARIO Grande mese sul lavoro; sul fronte amoroso non aspettatevi novita': ognuno ha cio' che si merita... incanalate le energie in cio' che vi suggerisce il cuore. CAPRICORNO Marte vi regala grinta e forza... tirate fuori dal cassetto i vostri sogni e agite: tutto e' possibile!! Periodo propizio per viaggi e incontri interessanti… ACQUARIO Siete brillanti ed effervescenti, pronti a spaccare il mondo... Possibi lita' di incontri per i single, con la grinta riuscite ad ottenere tutto cio' che volete. PESCI Marte vi mette i bastoni fra le ruote e cerca di rendervi nervosi e di illudervi. Pazientate, dedicate il vostro tempo alla lettura e alla cura del proprio io.

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DA ASCOLTARE… “Wond'ring aloud” Jethro Tull da “Aqualung” “Golden slumbers” The Beatles da “Abbey Road”


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Erasuperba 03  

Riprenditi il tuo tempo, slow food a Genova e molto altro sul Magazine di EraSuperba