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IL MENSILE GENOVESE A DISTRIBUZIONE GRATUITA ANNO VI n 43 a.c. PIRRI

CORNIGLIANO

IN BILICO FRA PASSATO

E FUTURO


I futuri progetti della giovane testata genovese diventano un percorso partecipato. Laboratori didattici, workshop e uno spazio online per le proposte della città.... Scopri il progetto su www.erasuperba.it

APERTE LE ISCRIZIONI AL LABORATORIO WEBTV! TV STORIES - LABORATORIO PER AUTORI WEBTV OBIETTIVI Acquisire gli strumenti della scrittura e del linguaggio televisivo. Dall’ideazione alla realizzazione di un format. Fornire ad ogni partecipante gli strumenti pratici per realizzare un format televisivo, incoraggiando la ricerca della propria creatività e della personale scrittura, discostandosi il più possibile da stereotipi e imitazioni. DURATA 12 Moduli per un totale di 150 ore suddivise in 6 mesi, 2 weekend di lezione al mese (sabato 10:00 – 18:00; domenica 10:00 – 16:30)

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EDITORIALE La demagogia è la degenerazione della democrazia, il suo antidoto, il fumo che la droga e la mette fuori uso. È un regime politico fondato sulla disgustosa pratica di governo che mira a ottenere in modo subdolo il consenso della maggioranza della popolazione (e quindi la conservazione o l’affermazione del potere), facendo leva su quelle che sono le aspettative e le rivendicazioni più sentite dalle masse, approfittando dell’ingenuità e dell’ignoranza che nei secoli le ha sempre caratterizzate. Vera e propria condicio sine qua non, quest’ultima, tanto che il compito principale di un governo demagogico è proprio il mantenimento e la salvaguardia del livello più basso possibile di partecipazione, coscienza e informazione da parte del popolo. La campagna elettorale è la massima espressione di questo regime politico, il momento in cui si procaccia consenso a colpi di slogan pubblicitari e strategie marketing. Mesi di fuoco nei quali emerge la totale assenza di dignità degli oratori, ingrediente indispensabile per garantire la stabilità del regime. Stabilità che oggi, nell’Italia demagogica di inizio millennio, sembra tutto fuorché in discussione. Basti pensare che questo sistema politico, per qualche magico effetto della proprietà transitiva, riesce da almeno trent’anni a far passare come “demagogia” la rabbia e l’insofferenza verso il sistema stesso, compromesso e corrotto. Un capolavoro. Con frustrazione, Gabriele Serpe EDITORE Associazione Culturale Pirri DIRETTORE Gabriele Serpe AMMINISTRAZIONE Manuela Stella, Marco Brancato GRAFICA E IMPAGINAZIONE Constanza Rojas COPERTINA Constanza Rojas FOTO Daniele Orlandi, Diego Arbore REDAZIONE Manuela Stella, Matteo Quadrone, Claudia Baghino, Marta Traverso, Adriana Morando HANNO COLLABORATO Michela Alibrandi, Gianni Martini, Gigi Picetti, Gianluca Nicosia, Daniele Canepa, Daniele Aureli, Nicoletta Mignone, Emiliano Bruzzone COMMERCIALE Annalisa Serpe (commerciale@ erasuperba.it) STAMPA Tipografia Meca CONTATTI www.erasuperba.it 0103010352 redazione@erasuperba.it Autorizzazione tribunale di Genova registro stampa n 22/08

SOTTO LA LENTE

società per cornigliano progetto yepp

A VOXE DE ZENA

il peso dell'impercepibile abbazia di san giuliano vanuart project a spasso per zena: villetta di negro

di tutto un po'

lettere dalla luna Diario di viaggio: california nice to meet you english vino veritas liberamente

il caffè degli artisti

intervista a elisa boccedi fermata a richiesta il banditore l'ango lo di gianni martini

varie ed eventuali

lista distribuzione parla come mangi un zeneize all'inferno agenda

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S O C I E Ta ' p e r c o r n i g l i a n o

LA REGIA PER IL RILANCIO DEL QUARTIERE

di matteo quadrone

Fotografia di Daniele Orlandi

Una società per azioni (a prevalente capitale pubblico) costituita per realizzare – grazie ai finanziamenti stanziati da varie leggi nazionali – gli interventi di risanamento ambientale, riconversione e valorizzazione delle aree dismesse dallo stabilimento siderurgico Ilva (ex Italsider) di Cornigliano, al fine di consentire nuovi insediamenti socio-produttivi strategici di rilevante interesse regionale, ambientalmente compatibili. La Società per Cornigliano Spa è nata ufficialmente il 22 febbraio 2003 e i soci sono Regione Liguria (45%); Comune di Genova (22,5%); Provincia di Genova (22,5%); Invitalia Partecipazioni SpA, società interamente partecipata da Invitalia SpA, a sua volta interamente partecipata dal Ministero dell’Economia (10%). Attualmente nel Consiglio di Amministrazione siedono, tra gli altri: Stefano Bernini (nominato dal Comune

di Genova), Presidente; Giovanni Calisi (nominato dalla Provincia di Genova), Vice Presidente; Claudio Burlando (di diritto, nominato dalla Regione Liguria), consigliere. Il direttore è Enrico Da Molo. Insieme alla Società Per Cornigliano operano, in virtù di contratti di mandato, due altre società a prevalente capitale pubblico: FILSE SpA (Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico) che si occupa di tutte le attività finanziarie e amministrative e Sviluppo Genova SpA (società pubblicoprivata costituita per realizzare iniziative dirette alla riqualificazione ambientale attraverso il riutilizzo di aree industriali dismesse o in via di dismissione) che cura tutte le attività tecnico-ingegneristiche, in particolare è la stazione appaltante per la maggior parte dei lavori di demolizione, smantellamento, bonifica e costruzione.


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2005: ILVA, FINE DELLA LAVORAZIONE A CALDO Il superamento della produzione siderurgica “a caldo”, altamente inquinante, è stato, per più di due decenni, una delle maggiori problematiche del territorio genovese. La tematica ha visto numerosi tentativi di soluzione per tutti gli anni ’90, complicati anche dal fatto che, nel frattempo, da statale qual era (Italsider), la proprietà dello stabilimento era divenuta privata (ILVA, del Gruppo Riva). Nel luglio del 2005 si è raggiunta un’intesa tra le parti per la dismissione della produzione a caldo – l’ultima colata è del 29 luglio 2005 – e le aree sono state restituite alle istituzioni pubbliche (265.000 mq alla Società Per Cornigliano e 78.000 mq al demanio aeronautico, utilizzate dall’aeroporto). Società per Cornigliano, inoltre, è diventata proprietaria anche delle aree ILVA non direttamente interessate dalla dismissione del 2005 (1.050.000 mq), su cui però il gruppo Riva dispone di un diritto di superficie sino al 2065 (rimangono di proprietà dell’ex Italsider 44.000 mq). L’ex area “a caldo”, al completamento delle operazioni di bonifica, è destinata al corridoio infrastrutturale costituito dalla nuova Strada di Scorrimento a Mare, a funzioni logistico-portuali a cura dell’Autorità Portuale e a funzioni urbane (che andremo a vedere più avanti nel dettaglio).

RISORSE FINANZIARIE Le risorse complessive a disposizione – fondi di competenza del Ministero dell’Ambiente, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e della Presidenza del Consiglio dei Ministri – ammontano (al lordo degli oneri finanziari) a euro 216 milioni circa. Sulla base delle valutazioni al momento disponibili si stima che gli interventi di bonifica avranno un costo di circa 65-70 milioni di euro e le infrastrutture (strada di scorrimento a mare e altre, incluse le opere di nuova delimitazione dello stabilimento) un costo di euro 90-100 milioni. Pertanto, per gli interventi di riqualificazione urbana sarebbero disponibili risorse per un importo variabile tra i 45 e i 60 milioni di euro.

BONIFICA La prima porzione delle aree dismesse è stata presa in consegna dalla Società a fine marzo 2006, e l’ultima porzione è stata consegnata nel gennaio 2009. Dal punto di vista economico, gli interventi più significativi sono stati la demolizione in area SOT (Sottoprodotti), la demolizione della Cokeria e la demolizione dell’Altoforno, mentre dal punto di vista dell’impatto positivo sul quartiere e della “spettacolarità”, senza dubbio l’intervento più significativo è stata la demolizione dei due gasometri e della torre piezometrica. Il costo complessivo per l’insieme degli interventi di demolizione, smantellamento e bonifica ammonta a fine 2011 a circa 30,5 milioni di euro, comprensivo di spese tecniche. «Oggi la bonifica è in gran parte conclusa – spiega il direttore della Società per Cornigliano, Enrico Da Molo – La porzione più critica è quella dell’area ex Sottoprodotti, a sud –est, dove è presente una notevole contaminazione della falda acquifera. Stiamo ragionando sull’intervento da eseguire. Mentre l’area ex gasometri sarà bonificata e ricoperta da un metro di terra conforme in modo da trasformarla in spazio destinato a verde pubblico. Infine, rimane da bonificare la parte a sud della ferrovia, nei pressi di Villa Bombrini, dove è stata ipotizzata l’ubicazione del futuro ospedale del Ponente».


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INFRASTRUTTURE L’opera più importante è la realizzazione della nuova strada di scorrimento a mare (SSM) – da Lungomare Canepa (Sampierdarena) a Piazza Savio (Cornigliano) – in grado di fornire un’adeguata risposta alle esigenze legate alla mobilità dell’intero Ponente genovese e, nel contempo, sgravare via Cornigliano dal traffico di attraversamento con il conseguente effetto di riqualificazione urbana. Ma sono previsti anche altri interventi infrastrutturali al fine di riorganizzare l’intero sistema viario della zona: Lungomare Canepa; strada di sponda sinistra del torrente Polcevera; strada di sponda destra del torrente Polcevera; collegamento tra la strada a mare e lo svincolo autostradale Genova-Aeroporto. Le opere situate nelle aree dismesse dallo stabilimento siderurgico (vale a dire parte della strada a mare e il collegamento con lo svincolo) sono finanziate dalla Società Per Cornigliano mentre le restanti opere sono finanziate da ANAS. Tuttavia, considerata l’unitarietà del disegno infrastrutturale, si è ritenuto necessario che le attività di progettazione e di successiva esecuzione delle opere stradali fossero svolte da un unico soggetto, vale a dire da Società Per Cornigliano, che si avvale di Sviluppo Genova, in virtù di un rapporto di mandato, per tutte le attività tecnicoingegneristiche. E’ quindi Sviluppo Genova che svolge le funzioni di stazione appaltante. «Con la strada a mare siamo a metà dell’opera – spiega il direttore della Società per Cornigliano, Enrico Da Molo – le altre infrastrutture viarie sono già state progettate, alcuni lavori sono partiti (ad esempio quello per la strada di sponda destra del Polcevera), a breve, tutti saranno avviati».

RIQUALIFICAZIONE L’obiettivo è quello di rispondere all’istanza di ricucitura tra l’abitato e lo stabilimento siderurgico, attraverso un progetto urbanistico di elevata qualità e di risposta alle esigenze della delegazione. Gli accordi prevedono interventi di riqualificazione urbana estesi sul quartiere. I fulcri di tali operazioni sono rappresentati da Villa Bombrini (acquistata da Società per Cornigliano nel 2008 per 9,7 milioni, era di proprietà di Fintecna spa società interamente partecipata dal Ministero dell’Economia ndr) e dal previsto spostamento della stazione ferroviaria, la cui ricollocazione, in corrispondenza dell’attuale rimessa AMT, prelude alla definizione di una nuova piazza, baricentrica rispetto all’ambito di Cornigliano e posta a cerniera fra l’area residenziale ed insediamenti produttivi previsti nell’area siderurgica. Società Per Cornigliano e Comune di Genova, pertanto, hanno concordato un “Programma Integrato di Riqualificazione Urbana” e tra gli interventi decisi ricordiamo: facciate edifici privati; recupero di Villa Serra; rifunzionalizzazione di Villa Bombrini; restyling di Via Verona e Via Vetrano; Videoporto. «Il rifacimento delle facciate ha ottenuto un grande successo – spiega Da Molo – Adesso abbiamo aperto nuovo bando per includere altri edifici». «Quasi il 50% dei palazzi ha aderito al bando per ottenere i contributi – conferma Bernini – ciò significa che anche i cittadini corniglianesi hanno creduto nel progetto di riqualificazione, visto che hanno partecipato in prima persona anche con le proprie risorse economiche». «Abbiamo ultimato la ristrutturazione di Villa Serra (che è


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Fotografie di Diego Arbore

di proprietà comunale e l’amministrazione dovrà decidere quali funzioni inserire al suo interno, ndr) e stiamo sistemando i giardini Melis – continua Da Molo – A breve dovrebbe partire la gara di appalto per il restyling di via Verona e via Vetrano». Ma, come detto in precedenza, i due fiori all’occhiello sono Villa Bombrini e Videoporto. Parte integrante dell’intervento su Villa Bombrini è stata la manutenzione straordinaria del suo giardino con lo scopo di aprire questo spazio alla cittadinanza. Nell’immobile hanno trovato sede alcuni soggetti pubblici (quali Infrastrutture Liguria e SIIT) e, soprattutto, la Genova Liguria Film Commission (GLFC). Significativa è anche la formazione di un “distretto” riservato alle piccole imprese del settore audio-video. Nato dalla collaborazione tra Società Per Cornigliano e Genova Liguria Film Commission, il cosiddetto “Videoporto” è il primo insediamento nelle aree dismesse dallo stabilimento siderurgico realizzato in attuazione del “Programma Integrato di Riqualificazione Urbana”. «Abbiamo riconvertito l’edificio che, fino al 2006, ospitava gli uffici amministrativi dell’Ilva – spiega Da Molo – Oggi al suo interno trovano posto 35 piccole imprese del settore dell’audiovisivo. Questo rappresenta sicuramente uno dei punti di forza dell’intera riqualificazione». «Il restyling di Villa Bombrini è fondamentale per due aspetti – spiega Bernini – Innanzitutto quello produttivo: siamo partiti con la GenovaLiguria Film Commission, poi abbiamo realizzato il Videoporto e da 5 imprese presenti siamo già saliti a 35. Secondo me ci sono enormi possibilità di sviluppo perché stiamo parlando di alta tecnologia, ossia un comprato sul quale Genova deve puntare forte. Il secondo aspetto cruciale è la trasformazione di villa Bombrini

in punto di riferimento per il territorio: un vero e proprio centro culturale che organizza e ospita eventi, festival musicali e svariate iniziative». L’Accordo del 2005 costituisce l’ideale presupposto anche per un’ulteriore operazione destinata a cambiare il volto del quartiere, ovvero il recupero di via Cornigliano che si candida quale nuovo “centro” del tessuto urbano, attraverso la programmazione di adeguati interventi di riqualificazione (riduzione carreggiate, alberature, arredo urbano e riqualificazione marciapiedi, ecc.). «Il Consiglio di amministrazione della Società per Cornigliano ha dato incarico a RI.geNova s.r.l. (Riqualificazione Urbana Genova s.r.l. partecipata dall’Agenzia Regionale per il Recupero Edilizio-A.R.R.ED. S.p.A., società mista pubblica) di avviare un concorso di progettazione della nuova via Cornigliano – racconta Bernini – Sarà un percorso partecipato con la popolazione del luogo. Gli architetti parleranno con persone, associazioni e comitati del territorio per studiare la migliore soluzione progettuale». Ma non è tutto, nel prossimo futuro «A mare della ferrovia verrà realizzato il nuovo depuratore – continua il Vice Sindaco – stiamo lavorando per dare la disponibilità del Comune. In questo modo risolveremo il disagio dovuto agli sgradevoli miasmi prodotti dall’attuale impianto nella zona vicino al Ponte Pieragostini». E ancora sono previsti «Il rifacimento della bocciofila di quartiere, la copertura del mercato comunale ed altre piccole riqualificazioni nel centro storico di Cornigliano», aggiunge Bernini. Senza dimenticare che le aree attualmente occupate dal Gruppo Spinelli «Diventeranno l’autoparco di Genova, in grado di accogliere tutti i mezzi pesanti che gravitano intorno al porto», conclude Bernini.


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I G I O VA N I P E R C O R N I G L I A N O

PROGETTO YEPP Non tutti sanno che è attivo a Cornigliano, ormai dal 2007, un progetto di “sviluppo di comunità” attuato dai giovani per il rilancio e la riqualificazione delle aree urbane degradate. Si chiama progetto YEPP (Youth Empowerment Partnership Programme), un’iniziativa nata nel 2001 per volontà di fondazioni internazionali (tra le altre, l’associazione INA della Freie Universität di Berlino e NEF, Network of European Foundations), presente in vari paesi europei,

DI ELETTRA ANTOGNETTI

tra cui Belgio, Bosnia Herzegovina, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Polonia e Slovacchia. Oggi, a cinque anni di distanza dalla presentazione del progetto per Cornigliano, sono pochi i genovesi che sanno che cosa sia di fatto questo YEPP e quali siano nello specifico le sue attività. Eppure l’iniziativa coinvolge, oltre ai giovani del quartiere, ben 15 associazioni del Ponente, dall’organizzazione di concerti, all’attività didattica.

Fotografie di Daniele Orlandi

I PIANI OPERATIVI YEPP Cornigliano ha realizzato dal 2007 tre Piani Operativi, l’ultimo dei quali sarà ultimato tra poco. Si tratta di programmi in cui gli enti pubblici (Comune di Genova e Municipio VI Medio Ponente), le 15 associazioni locali e i ragazzi di Cornigliano propongono nuovi progetti da realizzare. Ogni anno, indicativamente, le spese di realizzazione si aggirano

intorno ai 100 mila euro: «I Piani operativi in questi anni sono stati finanziati prevalentemente dalla Compagnia di San Paolo - racconta Ferdinando Barcellona coordinatore di YEPP Cornigliano - Abbiamo poi effettuato attività di fundraising con la partecipazione a due bandi della Regione Liguria nel 20082009. Inoltre, il Municipio e la Società per Cornigliano sostengono YEPP attraverso l’utilizzo di spazi in modo gratuito. In questo momento, a conclusione del piano 2012,

siamo in fase di valutazione e a breve ridefiniremo nuovi obiettivi per il prossimo anno».


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I PROGETTI Ad essere attualmente attivi sono 4 progetti su 5: Lavorare Stanka?, Tank TV, Villaggio di YEPP, Cornigliano Mon Amour e Youth Bank (quest’ultima iniziativa, sperimentata nel 2009, al momento non è attiva, ma l’intenzione è di riprenderla nel 2013). Tutte le attività sono svolte presso l’Infopoint di Cornigliano. Ecco i progetti, in dettaglio: “Lavorare Stanka?” è rivolto ai giovani (16-28 anni) del quartiere, lavoratori o in cerca di occupazione. Il progetto prevede la creazione di un apposito spazio di ascolto, il Job Club, in cui i ragazzi discutono “inter pares” di lavoro: i coordinatori sono un gruppo di giovani che aiuta i coetanei a entrare in contatto con le realtà lavorative del Ponente. “Tank Tv”, è un laboratorio multimediale di produzione video e photostory, con l’obiettivo finale di sviluppare una vera tv di comunità. L’iniziativa è aperta ai ragazzi dai 16 ai 25 anni che amano le nuove tecnologie. Gli spazi per le registrazioni sono situati presso il CEL Torretta di viale Narisano che, assieme alla Cooperativa sociale Incontro (tra le associazioni partner), ha reso possibile la realizzazione del progetto. Il “Villaggio di YEPP” è un’iniziativa che promuove il supporto giovanile attraverso la creazione di un “contenitore di sogni”, uno spazio aperto e libero in cui i ragazzi possono trascorrere del tempo, interagire con adulti e coetanei, condividere esperienze e ascoltarsi. Come detto, nel 2009-2010 è stato attivato il progetto Youth Bank che, prendendo spunto da altre iniziative europee, finanzia le iniziative promosse dai giovani, per migliorare la vivibilità nella comunità e ridurre il disagio giovanile. Ad oggi, non è più attivo. Altra iniziativa è Cornigliano Mon Amour, festival di Arti di strada e Cultura Hip Hop. I giovani di Cornigliano sono stati interpellati direttamente e hanno deciso di loro iniziativa di dare vita a un progetto che avesse a che fare con la musica, in particolare rap e hip hop. Così sono nati vari workshop permanenti di musica, scrittura di testi rap, fotografia, ecc., guidati sia da giovani che da figure professionali. Tutto il lavoro svolto durante l’anno sfocia poi nel grande evento estivo, il festival Cornigliano Mon Amour, che ormai da cinque

estati, nel mese di luglio, porta nel quartiere gruppi locali e artisti hip hop. Ad esclusione della prima edizione, organizzata ai Giardini Melis, e della terza a villa Bombrini, dal 2009 il festival si svolge alla Valletta Rio S.Pietro, zona simbolo di degrado urbano. L’area della Valletta è interessata anche dall’iniziativa degli Orti Sinergici promossa dall’associazione “Terra!”: «Insieme alla rete YEPP abbiamo ideato un progetto di orto collettivo - racconta Giorgia Bocca referente dell’associazione Terra! - al nostro arrivo la valletta era un roveto degradato e abbandonato a sé stesso, abbiamo iniziato pian piano a riqualificare. Lo spazio è gestito da un gruppo informale, persone che singolarmente o in gruppo coltivano un pezzetto di orto, con un coordinatore che ne supervisiona le attività». Ancora troppo spesso, però, gli stessi corniglianesi fanno fatica a entrare in contatto con le associazioni attive sul territorio e a cercare un dialogo con esse. Interpellando gli stessi abitanti di Cornigliano, infatti, ci si scontra con un numero elevato di persone che ancora ignorano l’esistenza del progetto YEPP dopo 5 anni di attività… La carenza di riflettori intorno a YEPP accomuna anche le altre associazioni che fanno parte della sua rete.


ANTICA OSTERIA

DI CAMPENAVE

Dal 1908 il punto di riferimento per la buona cucina nel ponente genovese. I migliori piatti dell’Osteria vengono preparati alla brace sulla piastra del barbecue, come la Bistecca Fiorentina, salsicce e spiedini, costine di agnello e wurstel. Per gli amanti dei frutti di mare è possibile, previa prenotazione, preparare anche menù a base di pesce. I primi piatti rispecchiano le antiche tradizioni della cucina ligure: fra le specialità, le trofie al pesto, i ravioli au toccu, i pansotti al sugo di noci, gnocchetti verdi al basilico e i ravioloni con ripieno gorgonzola-noci conditi al castelmagno. Il locale è specializzato nell’organizzazione di matrimoni, cerimonie e feste per bambini, grazie anche alla presenza del magnifico parco verde con giochi che circonda la nostra struttura e all’ampio parcheggio clienti capace di ospitare oltre ottanta vetture. Via Superiore dell’Olba 41, Crevari, Frazione Campenave (Ge Voltri) Telefono 010 610.14.35 info@anticaosteriacampenave.it www.anticaosteriacampenave.it


IL PESO DELL'IMPERCEPIBILE SIAMO RIDOTTI IN QUESTO STATO... Come potete constatare, non me la sono sentita di interrompere dopo tanto tempo questa rubrica, e ciò nonostante il permanere delle impunite ingiustizie da me subite, che riepilogo un’ultima volta prima di passare all’argomento del titolo, non disgiunto dal tema della legalità latitante per chi non può permettersi difensori come Ghedini... In breve: tre anni fa vengo privato del lavoro da un socio che vende a se stesso l’attività in cui ho una quota del 43% e sottrae dal locale i materiali (libri, dischi, apparecchi audiovisivi, ecc) da me acquistati per le attività socioculturali gratuite che svolgo ormai da 55 anni, cioè dall’allestimento del centro di quartiere “La Bicocca” del 1958. Senza occupazione né pensione per mancati versamenti INPS del socio e di precedenti datori di lavoro continuo l’attività sociale con la tanta attrezzatura che ho nella casa-laboratorio in cui divento però moroso. Nel frattempo collaboro con l’Assoutenti - Assoconsumatori, sempre gratuitamente, che mi nomina responsabile del Mangiarsano Liguria per cui partecipo a

di Gigi Picetti

nei confronti del socio truffatore sono tutt’ora inspiegabilmente ferme e la legale che mi ha dato il gratuito patrocinio non si fa trovare né di persona né al telefono.

Foto di Oliviero Crippa

trasmissioni in varie tv allestendo per la stessa associazione anche la sala di scuola informatica, riparo le luci scale nel palazzo della sede, ecc L’associazione mi offre in cambio uno spazio dove trasferirmi per cui concordo la cessazione del rapporto con il padrone di casa (un noto capo della magistratura) che, al corrente della mia situazione, mi abbona gli affitti arretrati e mi trasferisco con tutte le attrezzature nello spazio offertami... Colpo di scena! ARTE mi ingiunge legalmente di uscire finendo prossimamente in mezzo a una strada senza poter continuare varie attività socioculturali in corso perché non so dove ospitare le relative attrezzature. Intanto le cause civili e penali

E qui il discorso si allarga dal personale al collettivo, alle tante manipolazioni a favore privato di denaro sottratto all’uso pubblico. Le prossime elezioni offrono un’occasione di severo giudizio sui politici inetti: sarà un vero esame di maturità per i cittadini che hanno subito impunite ingiustizie simili alle mie o ancor più gravi. Da notare che il plebiscito si svolgerà, guarda caso, all’indomani del mio 74°compleanno che cade il 23 febbraio. Per più dettagliate notizie sulla mia odissea potete consultare il sito www.facebook. com/lastoriarecentedigigipicetti/info Gradisco inoltre opinioni e incoraggiamenti, meglio con sms al 349.5506561 oppure, con ricezione meno immediata, all’email: gigipicetti@ libero.it o su facebook previa amicizia volentieri data. Grazie a tutti coloro che mi sono vicini. Vi abbraccio idealmente.


a voxe de zena

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abBazia di san giuliano

una ristrutturazione

lunga 40anni L’Abbazia di San Giuliano è un edificio religioso risalente al X secolo stretto fra il mare e Corso Italia, lungo l’antico Lungomare Lombardo. Tra contenziosi legali che hanno coinvolto le ditte impegnate nell’opera, conflitti di competenze e soldi che mancano, per risalire all’inizio dell’attività di restauro dobbiamo andare addirittura agli anni ’70. Solo nel 1992, in occasione delle “Colombiadi”, viene rifatta la facciata. Nel 1999 con i fondi del gioco del Lotto si finanzia un nuovo intervento. E nel 2000, pure un secondo. I lavori procedono a singhiozzo fino al 2006 quando, sotto la direzione dell’architetto Guido Rosato (Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria), entrano nel vivo. Purtroppo le risorse economiche non sono sufficienti e tutto si blocca nuovamente, con il rischio che l’incuria ed il trascorrere del tempo, vanifichino i risultati raggiunti. «L’abbazia, la chiesa vera e propria per intenderci, e alcuni locali annessi, non sono di proprietà del Demanio dello Stato, bensì sono tuttora proprietà privata dei Monaci Benedettini di Montecassino – spiega il Direttore della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, l’arch. Maurizio

di matteo quadrone

Fotografia di Matteo Quadrone

Galletti – Per questo motivo non dipende esclusivamente da noi il recupero integrale del bene, nonostante il valore che tale patrimonio culturale riveste per l’intera città». Il resto del complesso monumentale, invece, è di proprietà del Demanio il quale, tra il 2000 ed il 2002, l’ha consegnato in custodia al Ministero dei Beni Culturali. Subito dopo partono i lavori. «L’amministrazione ha trovato parecchie difficoltà – sottolinea Galletti – Ci siamo confrontati anche con alcune occupazioni abusive. Adesso stiamo completando la riqualificazione della facciata, della pavimentazione, ecc. Alcuni locali diventeranno degli uffici. L’obiettivo è trasferire qui il Nucleo Carabinieri

Tutela Patrimonio Culturale di Genova, attualmente ospitato nel complesso monumentale di S. Ignazio, accanto all’Archivio di Stato. Hanno necessità di maggiore spazio, quindi abbiamo pensato al trasferimento a San Giuliano. Inoltre, qui sarà insediato anche l’Ufficio Esportazione. Insomma, stiamo portando avanti gli interventi per rendere funzionali gli edifici». Se tutto va bene, considerando le risorse che dovrebbero arrivare nel 2013... «Auspichiamo di concludere l’opera nel 2014», aggiunge il Direttore Regionale. Quindi, dopo quarant’anni di tira e molla, l’Abbazia di San Giuliano potrebbe finalmente essere restituita alla città.


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Fotografia di Matteo Quadrone

LUNGOMARE LOMBARDO E RIQUALIFICAZIONE DELLA ZONA Lungomare Lombardo è il percorso pedonale che circumnaviga l’abbazia di San Giuliano collegandola a ponente e levante con Corso Italia. Il complesso monumentale e la passeggiata rappresentano un insieme dall’alto valore paesaggistico. «Italia Nostra più volte si è occupata di San Giuliano sottolineando l’importanza di preservare tutta l’area circostante – spiega la professoressa Franca Guelfi di Italia Nostra – È un nucleo storico sopravvissuto dopo la costruzione di Corso Italia nel ‘900: un intervento per certi aspetti molto pesante che, ad esempio, ha comportato la demolizione della chiesetta di S. Nazario a Punta Vagno». La zona di Lungomare Lombardo, secondo l’ex presidente di Italia Nostra, deve recuperare il rapporto primario con il mare. «Questa è la prima cosa da salvaguardare. Ora c’è un accesso libero stretto tra due stabilimenti balneari, manufatti che chiudono l’ingresso al mare. La zona

a mare, invece, dovrebbe essere liberata». Ma non è tutto. Nella parte a monte dell’abbazia un tempo c’erano degli orti, oggi trasformati in spazi delimitati da rudimentali cancelli e trasformati in una sorta di magazzini, forse utilizzati dagli adiacenti stabilimenti. «Non si capisce se sono di proprietà pubblica o privata – continua Guelfi – Durante la ristrutturazione ci avevano assicurato il massimo impegno per liberare tali spazi. Ma a distanza di anni la situazione non è cambiata». Il tratto di Lungomare Lombardo lato levante appare in buone condizioni dopo un’attenta riqualificazione. Il lato ponente, invece, è stato al centro di una mozione presentata dal consigliere Bianca Vergati (Sel-Lista Doria) presso il Municipio Medio-Levante. «Ho proposto il completamento della riqualificazione di Lungomare Lombardo – spiega Vergati – Un’iniziativa che potrebbe essere compresa nell’ambito della “riqualificazione di Corso Italia”, richiesta formulata dal Municipio riguardo il Piano Triennale Lavori Pubblici del Comune di Genova». Il

problema, però, è nel conflitto di competenze: «Non si comprende quale sia la responsabilità sul tratto di Lungomare Lombardo lato ponente: Demanio, Soprintendenza, ecc.», si domanda il consigliere. Vergati chiede chiarimenti anche per quanto riguarda i civici n. 16 e 18 di Lungomare Lombardo, due edifici privati ubicati proprio a ridosso dell’abbazia. «I civici hanno ottenuto dalla Soprintendenza il permesso di posteggio nonostante si tratti di zona pedonale, inoltre, pare che i residenti di Lungomare Lombardo (civici n. 16-18) abbiano chiesto la sopraelevazione della loro proprietà». Chiarimenti che abbiamo chiesto direttamente all’arch Galletti «in Lungomare Lombardo ci sono dei contenziosi aperti che si trascinano da decenni. Si tratta di rivendicazioni d’uso da parte di terzi in zona demaniale». Le due unità abitative (i civici n. 16-18) sono il risultato di occupazioni avvenute anni addietro. E, secondo il direttore generale, la loro rivendicazione d’uso non sarebbe ancora stata accolta dal Demanio.


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VA N U A R T

Trasformare Genova In una grande galleria d'arte Immaginate Genova come un’immensa galleria d’arte a cielo aperto, dove in ogni momento dell’anno è possibile ammirare l’opera di artisti visivi, assistere a spettacoli di teatro e danza, ascoltare musica in numerosi angoli della città. Il tutto gratuitamente e senza vincoli di orari o date di apertura. Queste, in sintesi, le caratteristiche di Vanuart, un progetto che Sabrina Losciale ha proposto a Genova – città in cui si è trasferita da pochi mesi – dopo tre anni passati in Australia e Nuova Zelanda, «dove realtà di questo genere sono all’ordine del giorno». In quei Paesi infatti vi sono numerosi locali che hanno riadattato il retrobottega a laboratorio artistico, aperto a chiunque voglia utilizzarlo, che proiettano video e foto durante i concerti dal vivo, che accolgono attori di teatro che eseguono parte degli spettacoli che vengono rappresentati sul palcoscenico, e così via. L’obiettivo di Vanuart è realizzare a Genova un progetto analogo: per questo Sabrina si è messa alla ricerca di artisti specializzati in varie espressioni creative – arti visive, fotografia e video, danza, musica e teatro – per avviare un laboratorio permanente di creazione di opere e progetti. In secondo luogo, Vanuart mira alla costante collaborazione con negozi e locali, sia in attività sia in disuso, che potranno ospitare mostre ed eventi e beneficiare

della visibilità da esse derivati. A breve sarà attivata una piattaforma web per agevolare le candidature spontanee di artisti, esercenti e persone che vogliono collaborare. «Sarebbe bellissimo vivere la città di Genova come una costante galleria d’arte contemporanea open air, free e alla portata di tutti, con artisti che a rotazione si potranno mettere in luce su un palcoscenico urbano, a diretto contatto con le persone. Questa attività potrebbe sensibilizzare chi non è ancora del tutto appassionato all’arte e facilitare la condivisione della bellezza delle arti visive ed espressive, oltre che incentivare i nuovi artisti a produrre di più e a farsi conoscere in città. Infine i locali incrementeranno la loro visibilità, quindi una notevole pubblicità per loro, e i locali in disuso verranno riqualificati.

di marta traverso

Un motivo in più per venire a visitare il centro storico di Genova». Tante belle parole campate in aria? Per nulla. In pochi mesi Sabrina ha già raccolto l’adesione di oltre venti artisti e quattro locali, e molti altri sono in via di definizione: ad accogliere i primi passi di Vanuart saranno Berio Cafè, Gradisca (zona Erbe), Bruchi Art Design (vico del Ferro) e B&B Il Ciottolo (Castelletto). «Il filo conduttore di tutti gli eventi sarà “il seme del cambiamento piantato a Genova”. Quante volte un quadro, un film, una musica ci aiutano a evadere dai pensieri e dallo stress? L’arte, in ogni sua forma, è fonte di ispirazione per risolvere i problemi della vita quotidiana, e in senso più ampio per risollevarsi dalla crisi». Chi vuole partecipare al progetto può contattare Sabrina attraverso la pagina Facebook “Vanuart Project”.


a voxe de zena

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A SPASSO PER ZENA Villetta DI NEGRO e il museo d' arte orientale Nel quartiere di Portoria guardando a monte, lasciata alle spalle l’elegante Piazza Corvetto, si può scorgere il parco di Villetta Di Negro, al cui interno, celato da una flora rigogliosa, è ubicato il Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone. Il parco, voluto agli inizi dell’Ottocento dal marchese Gian Carlo Di Negro, è caratterizzato da tortuose salite nel chiaro-scuro della vegetazione e da sassose grotte. Su, in alto, dove la collina spiana, da un belvedere corredato da panchine, lo sguardo spazia sui tetti della città fino alla Lanterna che si erge, solitaria, sul molo. Al momento dell’acquisto da parte del marchese, qui si ergeva il bastione cinquecentesco ormai smilitarizzato di Luccoli. Sulla vendita della collina, fissata in 22 mila lire, gravava l’impegno di fondare un centro botanico che, su progetto dell’architetto Carlo Barabino, fu ospitato in una palazzina neoclassica circondata da un grande giardino all’inglese. Dopo il decesso del nobile (1857), la proprietà passò nuovamente nelle mani del Comune con varie destinazioni d’uso, fino al 1942, quando l’edificio abitativo venne distrutto nel corso di un bombardamento. Ma facciamo un passo indietro... negli anni in cui Di Negro passeggiava lungo i viali della sua nuova dimora, nasceva ad Arenzano Edoardo Chiossone (21 gennaio 1832), pittore ed

di adriana morando

Fotografia di Daniele Orlandi

incisore, cugino del più noto David. Edoardo approdò all’Accademia Ligustica delle Belle Arti dove si distinse per le sue pregevoli incisioni su rame, conservate, oggi, nel Museo Nazionale di Roma. La litografia, la nascente fotografia e, argomento non trascurabile per un genovese, l’amore per il “denaro” lo portarono ad operare presso la Banca Nazionale del Regno d’Italia, a cui seguì una specializzazione a Francoforte e un soggiorno in Inghilterra. Il suo interesse era rivolto alla creazione di banconote “perfette” e quindi non falsificabili: questo suo lavoro non sfuggì ai giapponesi che lo chiamarono a fondare e a dirigere, a Tokyo, l’Officina Imperiale di cartevalori. Profondo cultore dell’arte giapponese, divenne un importante raccoglitore di opere. Alla sua morte (Yokohama, 11

aprile 1898), pur lontano, si ricordò della sua patria e dell’Accademia Ligustica, “mia madre in arte”, a cui lasciò la sua collezione. Fu così che 96 grandi casse, con all’interno 15 mila reperti preziosi, giunsero al porto di Genova, senza spese di trasporto e di dogana, per essere accolti nei locali del Palazzo dell’Accademia in Piazza De Ferrari, dove venne allestito un primo museo, inaugurato il 30 ottobre 1905 alla presenza di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia. Smantellato, durante la guerra, riprese a “vivere” nel luogo dove abbiamo lasciato le macerie dell’antico palazzo Di Negro. Grazie ad un progetto di Mario Labò, infatti, al loro posto venne costruito (1971) un sobrio e razionale edificio che ricorda l’essenzialità delle case nipponiche e nel quale questi inestimabili manufatti hanno trovato la sede definitiva.


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lettere dalla luna

LETTERE

DALLA LUNA All’alba mi ha svegliato il canto strozzato di un pollo nelle mani pelose di un contadino. Non sono riuscito a riprendere sonno, forse lo stinco d’uomo al forno della sera prima, forse un sogno lasciato a metà. In poco tempo raccolgo le mie cose per poi cambiare idea e alla fine decidere di lasciarle lì, a quel punto abbandono di corsa la stanza per guadagnare gradino dopo gradino il tetto, smanioso di pormi sfrontato al cielo senza più ostacoli davanti. “Che fai tu, luna, in ciel? Dimmi, che fai, silenziosa luna?” Esistono due tipi di masturbazione: quella fisica e quella mentale. Io sono dipendente dalla seconda, non resisto alla tentazione dell’orgasmo che colma ogni singola cellula del mio cervello e poi, a differenza della prima, non è scandalosa in pubblico, non sporca e non disturba. Il problema, però, sono gli effetti collaterali. Se è scientificamente provato che la prima non conduce alla cecità, la seconda, garantisco, porta il cervello in tilt, in una sorta di perenne limbo fra follia e ragione, uno stato di deviante storpiatura del vero a favore di un poco tranquillizzante buco nero; una confusione costante fra dentro e fuori, fra realtà e pensiero. Al culmine del godimento cerebrale raggiungo il tetto. Preda del vento tagliente e con le mani gelate, mi spingo sino al ciglio per guardare le punte delle scarpe sospese nel vuoto. Il battito cardiaco cresce impetuoso, la paura del salto fa oscillare il baricentro e l’equilibrio diventa istinto da vincere. Ho abbandonato ogni singolo muscolo alla gravità e ho chiuso forte gli occhi. Tornare sulla Luna è stato come buttarsi giù, solo che al contrario.

SEI UNO SCRITTORE? SCRIVICI! VIDEOSCRITTORI

IL NUOVO FORMAT DI ERASUPERBATV Due persone che non si conoscono. Una di fronte all’altra. La prima è uno scrittore. Alla seconda piace fare domande ed ascoltare. Una penna che scrive, una voce che legge. Il mondo di uno scrittore che si compone pian piano, la sua faccia, la sua storia, davanti alla telecamera per dieci minuti di libera creatività... Se sei interessato a partecipare scrivi una email a redazione@erasuperba.it

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DI TUTTO UN po'

CALIFORNIA san francisco e il sequoia national park

di diego arbore

Fotografia di Diego Arbore

La baia di San Francisco mi aspetta agitata, in una giornata grigia e ventosa che non toglie nulla al fascino delle cartoline o di quei poster colorati che vendono all’Ikea insieme alla cornice. Quello con la foto del Golden gate, il ponte sospeso più grande del mondo… mi sono deciso a scattarla personalmente attraversandolo in entrambe le direzioni per cogliere le varie angolazioni. Già dopo i primi passi in città mi sembrava di essere in un film, San Francisco, proprio quella dei ripidissimi saliscendi con persone di ogni tipo che appaiono e scompaiono al volo dalle Cable Cab per tornare a casa o andare al lavoro; Chinatown,

uno dei quartieri cinesi più grandi al mondo, il porto, dove ho mangiato un granchio appena pescato e degli ottimi gamberoni fritti al Bubba Gump, si proprio quello di Forrest Gump. “Se stai andando a San Francisco mettiti dei fiori nei capelli”, così cantava Scott Mc Kenzie negli anni 60 e anche se i fiori non ci sono più, un’aria di libertà si respira ancora passeggiando per la città anche solo osservando l’abbigliamento delle persone o ascoltando la musica che passa la radio o suonata da musicisti di strada. Ho attraverso lustrascarpe e band musicali agli incroci delle strade, uomini in carriera con abiti firmati e senzatetto che

frugavano nei rifiuti alla ricerca di qualcosa di utile; i senzatetto sono veramente tanti in America… nelle grandi città e nei piccoli centri, nel deserto e nei boschi, un carrello con una montagna di abiti e oggetti in equilibrio instabile rappresenta la loro casa. Ho abbandonato la baia dopo aver pranzato su uno dei numerosi moli del porto, con rammarico e con la promessa di ritornare presto a riassaporare il brivido del vento e delle piccole scosse telluriche che accompagnano le giornate di una delle più belle città degli States. Quindi ho deciso di ripiegare verso l’interno e attraversare il cuore dello stato. La prima città che ho


Fotografia di Diego Arbore

incontrato è Fresno, calda come l’inferno e brutta come il peccato, l’unica attrazione un cinema anni 50... Ho pensato che non sarebbe stato il posto ideale dove passare la notte e mi sono spinto sino alla tappa successiva, Sequoia National Park. La strada da Fresno non è breve, guadagnavo il monte mentre il sole iniziava a calare e rendere i colori più caldi e la temperatura più fresca. Ho pagato l’accesso al parco, e con la cartina ho cercato i pochissimi villaggi con letto disponibili, ma il parco è immenso e la luce ormai era un vago ricordo, solo gli abbaglianti mi facevano strada tra i grandi alberi che coprivano il cielo. Il mio sogno di dormire immerso nella natura si era fatto realtà quando anche l’ultimo villaggio mi aveva chiuso la porta in faccia costringendomi a passare la notte in macchina… Se decidete di dormire nel Sequoia Park sarebbe opportuno prenotare da casa o tramite agenzia la camera, in alternativa sceglietevi una comoda macchina. La Ford Taurus che avevo preso in affitto era scomoda oltre che brutta, ma almeno aveva un tetto e il riscaldamento a portata di mano,

mi chiusi all’interno in compagnia delle patatine al mais “Guerrero” ascoltando una raccolta rock acquistata in una specie di autogrill americano. I rami degli alberi creavano un fitta trama che rendeva impossibile scorgere le stelle, rumori sinistri e fruscii tra le foglie mi inquietavano e ho fatto fatica a prendere sonno... Quando un timido chiarore si è poi fatto largo attraverso i tronchi, ho sgranato gli occhi e guardato l’ora, erano le sei del mattino… Acceso il riscaldamento, sono rimasto a guardare per qualche minuto fuori dalla macchina, pensando di scendere per svolgere le funzioni primarie, ma qualcuno me lo impedì… un orso con tre cuccioli stava trafficando tra i cespugli alla ricerca di cibo; ho preferito non essere io la loro colazione! Quella mattina sono partito alla ricerca della foresta Gigante; sono rimasto estasiato davanti agli alberi più grandi del mondo, sono passato con la macchina sotto una galleria scavata nel tronco di una sequoia abbattuta e le pigne erano tre volte più grandi del mio 45 di piede. Per non parlare della Generale Shermann, la sequoia più grande

del parco e una delle piante più grandi del mondo, 83 mt di altezza, oltre 1400 mt cubi di volume e circa 30 mt di circonferenza, al suo cospetto è facile sentirsi degli gnomi. Sono sceso fino alla Death Valley dove il caldo del deserto strozza l’aria condizionata della macchina e nelle strade polverose è facile trovare animali morti sul ciglio della strada, si percepivano almeno circa 50 gradi dei 42 segnalati sul termometro e la paura di un guasto alla macchina mi costrinse a sostare nel primo centro popolato più vicino, Calico Ghost Town. Il nome non prometteva nulla di buono ma ho scoperto poi esser un vecchio paese costruito alla fine del ‘800 per sfruttare una miniera d’oro. Una volta esaurito il prezioso materiale il paese è stato abbandonato così come era, in perfetto stile Western, con tanto di saloon, ufficio dello Sceriffo, prigioni e spazio a sufficienza per uno scontro all’ok corral. Ho acquistato un cappello da Cow Boy, utilissimo per ripararsi dal sole, e ho ripreso a viaggiare lasciandomi la California alle spalle sino a superare il confine con l’Arizona, ma questa è un’altra storia, un’altra avventura…


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Nice 2 meet u

ENGLISH di daniele canepa

“Non dare titoli!” E’ un imperativo quanto mai opportuno se si parla di cinema in una conversazione in inglese. Se infatti ci sono film per i quali il titolo italiano non si discosta da quello originale (The Godfather/Il Padrino, The Untouchables/Gli Intoccabili), esistono anche delle pellicole il cui titolo viene tradotto in modo tale da renderlo pressoché irriconoscibile. Qualche anno fa non riuscivo a comunicare il mio apprezzamento per “Le ali della libertà” a un mio amico inglese. Continuando a chiamarlo The Wings of Freedom, che ne sarebbe la traduzione letterale, non c’era modo di fargli capire di quale film stessi parlando. Quando poi ho iniziato a raccontargli la trama, finalmente si è illuminato e mi ha detto che mi riferivo a The Shawshank Redemption, del quale anche lui era appassionato. Passando al maestro della suspense Alfred Hitchcock, se parlate in inglese di “Intrigo internazionale”, con Cary Grant e James Mason, dovrete usare il titolo: North by Northwest. L’avreste mai indovinato? Al contrario, Rope (letteralmente “corda”), thriller psicologico del regista inglese con protagonista James Stewart, è stato presentato al pubblico italiano come “Nodo alla gola”. Sebbene non sia una traduzione fedelissima dell’originale, il titolo è comunque collegato all’evento saliente della trama, un omicidio per strangolamento. Ma le traduzioni talvolta libere – per usare un eufemismo – dei titoli dei film sono una peculiarità soltanto dell’italiano? In realtà no. Anche in altri paesi il titolo tradotto si allontana spesso da quello originale. “La donna che visse due volte”, in francese ha il titolo “Sueurs froides” (letteralmente “sudori freddi”), mentre l’inglese è Vertigo. Sex and the City diventa Sexo en Nueva York in spagnolo. Talvolta il cambiamento nella traduzione è dovuto a ragioni di marketing e alla volontà di avvicinare il pubblico, ma spesso le differenze rispetto al titolo originale appaiono misteriose al punto che anche il grande maestro del giallo Hitchcock stesso avrebbe faticato a comprenderle …

DI TUTTO UN po'

VINO V E R I TA S di gianluca nicosia

Il BARBERA DEL MONFERATO DOC è l’ultimo vino facente parte della denominazione e chiude il nostro viaggio alla scoperta del Barbera. Al contrario degli altri la sua zona di produzione è più ampia e comprende 216 comuni tra le province di Asti e Alessandria. Viene prodotto con uva Barbera in un minimo del 85%, è consentita però un’aggiunta di altri vitigni quali Freisa, Grignolino e Dolcetto in un massimo del 15%. Questa DOC si produce in tre tipologie fermo, vivace e frizzante. Il colore è rosso rubino, l’odore vinoso, il sapore è asciutto e leggermente abboccato. La gradazione alcolica minima è 11,5°. Il Barbera del Monferrato si può trovare anche nella versione SUPERIORE, la quale ha ottenuto la DOCG, per ottenerla il vino deve essere sottoposto ad un invecchiamento minimo di 14 mesi di cui 6 in botti di rovere, a partire dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. Viene servito a 16/18°c. Gli abbinamenti consigliati sono primi piatti saporiti, carni rosse e piatti tipici piemontesi come la bagna cauda.


di tutto un po'

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Liberamente

a cura della psicologa

michela alibrandi

QUEI PENSIERI CHE CI FANNO STAR MALE Spesso il malessere è causato non tanto da quello che ci succede, ma da come noi stessi lo interpretiamo. Il capo che ci sgrida ci può irritare, ma se pensiamo che sia intollerabile e assolutamente ingiusto, la rabbia diventerà molto più forte e duratura e porterà ad una maggior sofferenza. Alcune “categorie” di pensieri sono più pericolose di altre perché sono quasi certamente causa di emozioni spiacevoli e intense: proviamo a descriverle per riconoscerle più facilmente e combatterle meglio. - generalizzare: le parole “sempre”, “mai” non mi aiutano ad essere obiettivo; se penso: “non me ne va MAI bene una, sono SEMPRE sfortunato” , i miei pensieri non sono realistici e mi espongono facilmente ad emozioni negative. - interpretare ciò che accade in modo superficiale: se mi fermo a quello che mi viene in mente subito invece di considerare le alternative, probabilmente commetterò degli errori di valutazione. - giudicare male le persone: se mi convinco che gli altri siano stupidi o cattivi, e ne ignoro i lati positivi, vivrò con costante senso di rabbia e di ingiustizia. - ingigantire gli eventi spiacevoli: se valuto ciò che mi accade come insopportabile o terribile, proverò facilmente ansia e tristezza. - volere a tutti i costi, pretendere: se credo che le cose debbano andare esattamente come dico io, e che gli altri si debbano comportare secondo i miei criteri, sarò probabilmente esposto a rabbia, ansia, tristezza e colpa.

Illustrazione di Nicoletta Mignone

Allora, nel nostro dialogo interno, quella vocina interiore che commenta la nostra vita, proviamo a sostituire le parole “sempre” e “mai” con “raramente” o “qualche volta”; cerchiamo di considerare la realtà in modo obiettivo e con precisione, senza farci trascinare dai pensieri automatici; giudichiamo i comportamenti degli altri ma non le persone, per esempio non diciamo che quell’amico è cattivo, ma che si è comportato male; consideriamo gli eventi negativi come spiacevoli o irritanti, ma non terribili e insopportabili; invece di “voglio” pensiamo “mi piacerebbe”: saremo più concreti e realistici e soprattutto più sereni.


il caffè degli artisti

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ELISA BOCCEDI ARTE FRA SOGNO

E PERVERSIONE Elisa Boccedi è una giovane artista formatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Genova. Modenese di nascita ma cresciuta tra Rapallo e Genova, le sue opere sono attualmente esposte presso la MF Gallery di Vico dietro il Coro della Maddalena, raccolte in una mostra dall’inquietante e originale titolo “Paraphilia Onirica”. Elisa illustra una serie di parafilie, ovvero perversioni di natura sessuale, le quali – filtrate attraverso la sua capacità immaginativa e interpretativa – entrano in una dimensione, appunto, onirica, dissociata dalla realtà. Perversioni sessuali che vanno dalle più leggere al reato vero e proprio. Perché hai scelto questo tema, così difficile, e in che ottica l’hai affrontato? «È semplicissimo. Il sesso attira: siamo una generazione di depravati alienati. Quello che mezzo secolo fa era catalogabile come pornografia ora te lo vedi sparato sul cartellone della “Sloggi”. Però la mira finale è fare dell’abominevole, dell’inconcepibile un medium per innestare una reazione emotiva potente (positiva o negativa che sia me ne frega), che crei qualche tipo di ripercussione psicologica ed induca ad interpretare personalmente quello che si ha davanti agli occhi. Farsene un’opinione propria, insomma». Cosa riversi nel tuo lavoro? Quali elementi prendi

di claudia baghino

“Necrophilia” di Elisa Boccedi

dall’osservazione dell’esterno e quali da te stessa? «Ho un temperamento lunatico, ansioso, e la mia sensibilità è di tipo “nevrotico”. Quindi, ho sempre utilizzato l’espressione “artistica” (tra virgolette perché lo ritengo un aggettivo abbastanza controverso, oggigiorno) come mezzo propedeutico per il mantenimento di un (precario) equilibrio psichico. Peccato che, come tutte le “valvole di sfogo”, si sia innestato su di un processo circolare/ossessivo composto da: periodo di osservazioni

-arricchimento-saturazionematurazione-rilascio. E via daccapo. Non percepisco una netta differenziazione tra interno ed esterno, tra me e gli altri e/o l’altro (per questo il mio umore è così mutevole). Tutto si fonde e si sfilaccia ai bordi, si mescola alle estremità, come se congiunto da suture invisibili in un gigantesco patchwork. Faccio ricorso pertanto all’ibridazione più sfrenata, nei miei lavori, nel tentativo di convogliare, almeno in parte, la suddetta impressione


Particolare di “Zoophilia” di Elisa Boccedi

sensoriale (che, tengo a sottolineare, è sempre stata naturale e non conseguenza di assunzione di sostanze stupefacenti.)». Dici che nelle tue opere tendi a “immolare qualsiasi convinzione”. Tolte le convinzioni, cosa proietterà l’immagine? Dubbi, domande, paure? «Non sono tanto contro le convinzioni in sé, quanto contro la mentalità che solitamente le regge, e mi riferisco a quell’impianto settoriale, categorizzante e sovente accusatorio (per autodifesa, ovvio) di molle lassismo e di accettazione rassegnata. Semplicemente: è noioso, è restrittivo, è costrittivo. Perché ridursi a languire in simili pastoie (il più delle volte tramandate, imposte e assorbite passivamente) quando l’unica libertà che ci è consentita, in definitiva, è quella di poter variare il nostro pensiero? Anche solo per il gusto di “andare contro”, senza aspettative: per puro esercizio ginnico mentale. La libertà di pensiero, credo, sia soprattutto questo». Ti definisci interessata al “lato potenzialmente incontrollabile e distruttivo che ciascuno contiene”: come entra questo aspetto nella tua arte? «Diciamo che ha una valenza

personale, introspettiva (se lo applico a me), e una sociale, di sensibilizzazione (se lo applico agli altri). Premetto che, per me, il termine “distruttivo” non assume alcuna connotazione negativa. Distruggere non significa annientare, bensì “smantellare”, ed è implicito che, fatta materia prima di ciò che si era precedentemente scomposto, se ne ricrei una nuova, differente, con qualche innesto o detrazione, magari. Sotto questa luce la distruttività e l’incontrollabilità non possono che procedere a braccetto, finché non interviene qualcosa, nel nostro pensiero, a frenarle». Parlando a livello pratico, quali trovi che siano le difficoltà per un giovane artista nel vivere del proprio lavoro, oggi? «La domanda non si pone, perché è effettivamente impossibile, ora come ora, qui, in Italia (non so poi all’estero come sia la situazione) per un giovane artista vivere del proprio lavoro. Di quelli che, come me, si occupano di lavori prettamente artigianali e per di più con un’impronta così marcatamente personale, non gliene frega (giustamente) a nessuno. Mi capitano occasioni per allestire mostre, partecipare a eventi (i più di autoproduzione), e alle volte pure delle commissioni che mi fan tirar su

qualche soldo occasionale, e allora è una soddisfazione e un piacere (sempre occasionale, però). Non vedo come potrebbe essere altrimenti, innanzitutto per la situazione economica generale, ma anche per la più completa desensibilizzazione verso l’oggetto artistico in virtù di una concentrazione esclusiva su quello di fruizione immediata. E’ deprimente e demotivante. Bisogna ingegnarsi, arrabattarsi, arrotondare con qualche lavoretto (se lo si trova), la competizione è altissima, i colpi bassi non si negano, è tutto uno sciacallaggio che mi ricorda un po’ il cadavere di un geco ricoperto di formiche che avevo trovato sul terrazzo da bambina. Non so, ho 25 anni e posso solo ringraziare quella buon’anima di mio nonno se sono economicamente indipendente. Magari mi butterò sul settore della comunicazione, appena avrò dato gli esami per i certificati di lingue che sto preparando. Ma può anche benissimo darsi che mi scoglioni definitivamente di questo umanissimo mondo di “cane mangia cane” e vada a consumare i miei giorni venerando la Grande Dea (MahaDevi), nei campi crematori di Calcutta o di Tarapit. Chi vivrà vedrà».


foto di Daniele Orlandi

Fermata a richiesta:

una storia, una foto

Domani cambio vita (Ispirato ad una storia vera)

di Daniele Aureli

- Ancona Siena Savona Apecchio Siluro Sei Imola Norman Orso: Assassino. - Signor Denevi, non possiamo incriminarla solo perché ha ucciso una zanzara con un ferro da stiro. E per favore, non chiami più la polizia per questi avvenimenti. Mi attaccano il telefono, rimango con la cornetta in mano. Il ferro da stiro è a terra, sotto c’è una zanzara e un po’ di rosso. Mi ha trascinato verso la pazzia: tutta la notte a combattere le sue incursioni aeree. Prima ho provato con un libro, poi sono passato alle armi pesanti e… umanoidi 1 – zanzara 0 (un grazie comunque a Orwell). Sabato andrò al supermercato e comprerò la racchetta uccidi zanzare; diventerò il Federer dei disinfestatori. La vita da single offre disordinati pomeriggi, ma il sabato tutto cambia: ogni cosa scorre a rallentatore. La sveglia suona alle 12, altre volte si blocca e neanche suona; una sveglia che non mi sveglia (sembra lo scioglilingua di un logopedista). Mi muovo in modalità “Slow Motion”: dal bagno alla cucina impiego due ore, poi vado ad ispezionare il frigo… improvvisamente il nulla: vuoto! Una scena triste, più del finale di E.T.. Così, il sabato, è il giorno del supermercato. E’ un impegno... l’unico! Indosso la solita camicia a quadri e i miei inseparabili occhiali. La busta la porto da casa, risparmio qualche centesimo che posso investire sulla scelta del ketchup. Dopo un rapido giro,

mi reco al reparto surgelati. Uno ad uno, noi single ci schieriamo lì. Immobili, ad osservare. Polli nudi, wurstel giganti che ci fanno avere un complesso di inferiorità, bistecche, salsicce che ci riportano a dimensioni umane, e spiedini. Fermi, con un dubbio Amletico su cosa cucinare. La scelta ricade sempre sui wurstel perché con una bionda fresca e una partita serale sono l’apice godurioso della settimana. Dopo la scelta cibo, ci osserviamo. Quando manca qualcuno all’appello, facciamo un minuto di silenzio, e pensiamo che “quello li” sarà in compagnia di una ragazza che lo obbligherà ogni domenica ad andare a pranzo dalla madre: noi ci sentiamo più fortunati. Ed eccomi qua, con una cornetta del telefono in mano e a terra un ferro da stiro. Ho voglia di una bionda e non ho per niente sete. Andrebbe bene anche una castana, mora, rossa tinta, rasata, capello a caschetto, codine da Heidi… qualsiasi cosa. La verità è che io i wurstel non li sopporto più, e il calcio l’ho sempre odiato. Domani cambio vita! Vado all’inseguimento della donna perfetta e chiamo tutte le ragazze che conosco… tutte e due! Approccio con una battuta qualunque, tipo, che ne pensi dello spread? e faccio a entrambe la proposta di uscire. Se una mi dice di sì, andrò al supermercato in t-shirt e bermuda e comprerò solo prodotti bio. Presto succederà, ma non oggi. Perché oggi è sabato?!? Ca**o! Mi staranno aspettando al reparto surgelati! Vado! e non metto neanche le bretelle, ormai sto diventando un uomo. Ps: Il ferro da stiro lo lascio a terra, prima o poi capirò come si accende!


il caffè degli artisti

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IL BANDITORE Per avere maggiori informazioni sui bandi e scoprire altre opportunità per gli artisti visita www.erasuperba.it * Bordighera Art Festival prima edizione del festival di Arti Visive che si terrà nella cittadina ligure a giugno 2013. Inviare fino a tre opere di pittura, scultura, grafica e poesia, iscrizioni sul sito bordighera.art-festival.eu. In palio premi in denaro ai primi tre classificati di ogni sezione. * èAfrica bando per progetti di foto e video, rivolto ad artisti tra i 18 e i 35 anni. In palio un workshop di una settimana in Tanzania (maggio 2013), per realizzare un reportage presso un ospedale. Caricare curriculum, portfolio e progetto di reportage sul sito www.mediciconlafricacuamm.org/contest. Scadenza: 15 marzo. * Sogno concorso di pittura indetto dal Cantiere Campana, Teatro della Tosse. Inviare un’opera ispirata allo spettacolo “Sogno di una notte di mezza estate” (in scena ad aprile 2013): iscrizione inviando un jpeg dell’opera a promozione@teatrodellatosse.it. In palio mostra collettiva durante le repliche dello spettacolo. No quota di iscrizione. Scadenza: 18 marzo. * Pinocchio e il viaggio bando per illustratori a cura del Museo Luzzati, in occasione della mostra “Pinocchio – Biennale 2012”. Per iscriversi inviare una mail a catalogazione@ museoluzzati.it. No quota di iscrizione. Premi: 1.200 € primo classificato, 500 € secondo classificato, valigetta da 120 matite colorate (valore 395 €) terzo classificato. Scadenza: 30 marzo.


l' angolo di Gianni Martini La fine degli anni ’70, caratterizzata dal “riflusso”, vedrà nuovamente il mercato vittorioso. La musica non commerciale sopravviverà con difficoltà ai margini del mercato. Ogni tanto qualche improvvisa “graffiata creativa” sveglierà dal torpore una scena musicale molto addomesticata. Ma si tratterà sempre di una rivisitazione di linguaggi già praticati e non di una nuova era.

Nell’arco di tempo che va dall’inizio dei ’60 alla seconda metà dei ’70 la creatività musicale esplose investendo il mercato discografico, addirittura facendo nascere un diverso modo di gestire la discografia. Il dato sociale peculiare e inedito fu che si trattò di una spinta creativa spontanea, proveniente dal basso. Come dire… il presente, il “suono della storia”, partiva dalle inquietudini, dalla rabbia dei contesti quotidiani e si esprimeva, conseguentemente, in maniera diretta, grezza, acerba, senza mediazioni, come d’altronde sempre crudi e diretti sono i fatti storici. L’espressività nel rock, blues, jazz e ancor più nella canzone non era frutto, nella maggioranza dei casi, di compiuti studi accademici. Questo da un lato. Dall’altro una tale forza espressiva così dissacrante, necessitava di interlocutori – sulla sponda discografica – in grado di sapere in modo lungimirante cogliere/intuire l’impatto enorme che questa diversità comunicativa avrebbe potuto avere soprattutto sulle masse giovanili delle metropoli. Per tutti questi aspetti prendiamo come esempio i Beatles. Ragazzini di estrazione popolare, inquieti figli di una città industriale (Liverpool), i Beatles iniziarono a suonare da autodidatti ancora in età scolare e fecero gavetta ad Amburgo, nei locali del quartiere a luci rosse. Il loro primo provino presentato alla “Decca” non venne giudicato interessante.

Tornarono all’attacco con la casa discografica “La voce del padrone” che invece li mise sotto contratto: nel 1962 (50 anni fa) uscì “Love me do”. Il resto è storia nota. Ma se il suono, le parole, l’urlo che si forgiava nella scansione temporale degli eventi stessi, componevano l’immagine visionaria di milioni di voci che parlavano e cantavano di un cambiamento possibile, quelle stesse voci, diventate coscienza, si resero conto di quanto poco le cose stessero cambiando, se non addirittura peggiorando. Allora, il mercato, neutro ai sommovimenti emotivi dovuti alle delusioni politico-sociali, tornò a dettare le sue leggi. Si, il mercato che silenziosamente aveva piano piano riconquistato le posizioni perdute, ed anzi, adeguando velocemente i propri mezzi alla nuova realtà, era nuovamente pronto, più temprato e aggressivo che mai. Gli spazi di relativa libertà creativa che si erano aperti in seno alle grandi case discografiche (..se la rivoluzione fa vendere i dischi, che problema c’è? Viva la rivoluzione: il mercato è onnivoro!!!) si richiusero ai primi segni evidenti di riflusso. Ancora una volta, risulta istruttiva l’analisi di ciò che è successo, soprattutto in ambito pop e rock. Trattandosi di settori in cui si muove molto denaro, meglio si riescono a cogliere gli orientamenti del mercato. Con l’inizio degli anni ’80 tutte le etichette discografiche

imporranno lo standard secondo il quale la durata media di un brano deve stare tra i 2’50 e i 4’10. Aboliti sviluppi e divagazioni strumentali, aperture armoniche azzardate, introduzioni in crescendo ecc… Le eccezioni a questo imperativo saranno ben poche. Ovviamente non stiamo parlando dell’Italia, ma – purtroppo- del mercato internazionale!!! La creatività messa al bando, esiliata, sopravviverà in anfratti sconosciuti ai più. Ogni tanto qualche vampata squarcerà la staticità della scena musicale. Una prima energica scossa – prendendo sempre come esempio l’ambito rock- fu data dal punk, fenomeno che rifiutò nettamente di integrarsi negli orizzonti del “vivere borghese”. Poi, negli ’80, ci fu la meteora “Metal” e, negli anni ’90, il “Grunge”. Bagliori, brevi falò il cui impatto, fu comunque sempre al di sotto delle speranze che alimentò: la bocca che urlava si era ormai richiusa e questi suoni coraggiosi non riusciranno ad imporsi ed essere riconosciuti come suoni epocali.


l ista

d i st r i b u z i o n e

ERA SUPERBA

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Gli espositori fissi si trovano in Piazza Dante (attraversamento pedonale di fronte casa Colombo), Via XII Ottobre (attraversamento pedonale di fronte bar Moody), Via Assarotti 11R (Rapid Service Mosca), Matitone (ingresso lato levante), Ospedale Galliera (atrio principale), Monoblocco Ospedale San Martino (atrio lato edicola), Berio Cafè (c/o Biblioteca Berio via del Seminario), Sestri Ponente (Biblioteca Bruschi-Sartori, Via Biancheri zona stazione FS).

CENTRO

Piazza Dante (espositore attraversamento pedonale), Via Fieschi/Seminario (Berio Cafè), Via Ceccardi (Libreria La Feltrinelli), Piazza Colombo (Ma.Ma.Cla, Bar Manhattan), Via Cesarea (Teatro della Gioventù), Via XII Ottobre (espositore attraversamento pedonale), Via Assarotti (Rapid Service Mosca), Fontane Marose/ Via Garibaldi (Edicola Fontane Marose, BookShop Palazzo Tursi, Baribaldi, Guitar Land), Zona Maddalena (edicola via Maddalena, La Lepre, bar Piazza Posta Vecchia, Pub i 4 Canti, GloGlo Bistrot), Zona San Lorenzo/ Giustiniani (Bar Pasticceria Da Giuse, Nouvelle Vague), XXV aprile/ Casana (Bar Baruffa, Bar 25, Bar Antica Casana, Cafè de Paris), Matteotti/ Porta Soprana (Informa Giovani, Mentelocale, Bar Boomerang), Zona piazza Erbe/Via di San Bernardo (Giardini Luzzati, Alabardieri Taberna Storica, Teatro della Tosse, Cantine Embriaci) Via San Luca/ Fossatello (Edicola Fossatello, Pasticceria Cavo, Caffetteria Lomellini), Via Cairoli (Les Aperitif, Barpagianni, O Caffè, Libreria Bozzi, Ghetto Blaster), Piazza del Carmine (Bar Marika, Bar 8 rosso), Zona Largo Zecca (La Fermata, Mescite), Via Balbi/ Santa Brigida (Università di Lettere Balbi 4, Scienze Politiche/Giurisprudenza Balbi 5 accoglienza, Università Lingue, Polo Universitario, Antica trattoria Lupo), Porto Antico (Università di Economia, libreria Porto Antico, Museo Luzzati, Antica Vetreria del Molo, Biblioteca De Amicis)

CARIGNANO - CASTELLETTO

Ospedale Galliera (atrio principale), Piazza Manin (Alle Volte)

FOCE

Piazza Rossetti (Bisquit Cafè), Corso Torino (Il Salotto), Corso Buenos Aires (Il baretto), Via Finocchiaro Aprile (La Rosa dei Venti), Via Pisacane (Il Bar), Via Rivale (bar Movie, bar Boom), Via di S.Zita (bar Mediterraneo), Via Trebisonda (Checkmate Club)

ALBARO

Boccadasse (La Tartana, La Strambata), Via F. Cavallotti (Hobby sport junior, Hobby Sport, Posh), Via De Gaspari (piscine di Albaro), Via Gobetti (Bar Brio), Via Nizza (Belli che aneti), Via Piave (bar Piave)

SAN MARTINO

Ospedale San Martino (atrio Monoblocco), Corso Europa (Università Scienze motorie, Università di Medicina e Scienze Naturali)

QUARTO - QUINTO - NERVI

Lungomare Via Quarto (Caffè Balilla), Via Schiaffino (O’Connor Pub), Priaruggia (Sede Gruppo Editoriale Era Superba, Bar Tino), Via Gianelli (Bar Colombo, A due Passi dal Mare), Via Oberdan (gelateria Gaggero, gelateria Chicco, Why?- ex Paips)

SAN FRUTTUOSO - Marassi - MOLASSANA - PRATO

Piazza Giusti – Manzoni (Bar Don Chisciotte, Sportello del cittadino), Via Paggi (teatro Garage), Via Monticelli (PharmaSPA, Centro erboristico Monticelli), Via del Chiappazzo (scuola di musica ‘Music Line’), Via Adamoli (Piscina Sciorba) Via Struppa altezza piazza Suppini (edicola)

SAMPIERDARENA

Piazza Modena (teatro dell’Archivolto)

CORNIGLIANO

Via Cornigliano (Pintori dolce e salato, Music Bar Ikebana, Zerodieci)

SESTRI PONENTE

Via Biancheri (espositore fisso lato stazione), Via Soliman (Biblioteca Civica Bruschi Sartori), Vico al Gazzo (Les Barriques), Via Sestri (Le Petit Cafè, La caffetteria, Bar il Fragolino, L’Arte dell’Espresso, Bar Tentazioni, Libreria Mondadori)

MULTEDO

Via Ronchi (Cafè Restaurant La Porcigna), Via Dei Reggio (Molli Malone’ s Guinnes Pub)

PEGLI

Via Pegli (La Tana dei Golosi), Largo Calasetta (circolo Rari – Nantes), Lungomare di Pegli (Bar Pasticceria Amleto), Pontile Milani (Bar chiosco), Piazza Rapisardi (Bar Franca), Via Parma (Bar Angelo), Via della Maona/Odisso (Bar Christian’s), Stazione FS (edicola), Via Martiri della Libertà (Bar le Palme)

PRA'

Via Prà (Bar Nuovo Cafè Rolando, Tony e Giò, 104 Rosso, Bar Grisù), Via Murtola (Bar Flò), Fascia di Rispetto (bar pizzeria Il Gufo 2)

VOLTRI

Via Camozzini (Farmacia Serra, Voltri Cafè, Bar Luigi, Bar Roma), Passeggiata mare (Fuori Rotta), Piazza Odicini (Circolo Anpi Odicini, La Bottega del Goloso 2), Via S.Ambrogio 18r (Kapitombolo), Piazza Lerda (New Gibò, bar Gli Archi), Stazione FS (Bar Stazione), Via Biscaccia – Mele (Cartiera 41)

RIVAROLO

Piazzale Guerra (Biblioteca Cervetto), Via Rossini (Bar Ciacci, Mastrolibraio)

CERTOSA

Via Jori (Bar Pinin)

BOLZANETO

Via Orietta Doria (Bar Pippo), Piazza Rissotto (Bar Goccia di Caffè)

PONTEDECIMO

Piazza Pontedecimo (Bar Margherita)


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parla come mangi

MANGI

FOCACCIA

CON LA SALVIA Ingredienti 1 kg di farina, 75 gr di lievito, mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo bicchiere di olio, salvia, sale. Preparazione Ammucchiate la farina sulla spianatoia, fate al centro un incavo e mettetevi il lievito e un bicchiere di acqua tiepida; impastate il lievito con la farina che avrà assorbito l’acqua, versatevi sopra la farina restante, coprite con un canovaccio e fate riposare per almeno due ore. Successivamente, fate un buco nella farina che ricopre la pasta, versatevi mezzo bicchiere di vino bianco, mezzo bicchiere d’olio e salvia tritata. Aggiungete il sale e impastate in modo da ottenere una pasta morbida e liscia e fate riposare il composto. Prendete poi una teglia, ungetela e ricopritela con la pasta, spargete del sale e dell’olio e cuocete in forno a 200 gradi per 25 minuti circa, fino a che la superficie non risulti dorata.

A CURA DI BRUNO GATTORNO canto V Da o primmo rœo chinæmmo zù pe ûn derrûo streito a tortaiêu, o me pa ûn supplizio inträ in te questo doloroso ospizio. (Ti che ti vegni da erti nii, no fiate, de chi ti te fii) o me dixe o Minosse, fito ho capîo che eimo in to giròn di peccatôi carnali, condannæ de, anà de çà ,de lá, de sciù, de zù sempre remenæ. Ûnn-a domanda a me vegne maliziâ (Chi en Meistro, quella gente, coscí castigâ), (A primma bollä de quella gente, de lûxùria han visciuo malamente, nommi importanti da stöia, finii in to vêuo da memöia.) Ao lúvego m’attrœvo, e chi bugge tûtto comme o mâ in tempesta, trascinando i spiriti infernali in ta rovinn-a molesta, i peccatôi carnali sòn condannæ a ûn grammo tormento, ûñ po’ comme streppâ e äe ai stornelli, con ûnn-a folá de vento. Li! ghe sòn due ombre castighè, che han abolio lezzi e önestæ, Semiramide donna de ûn Re sposá, che apprêuvo ao Didon a se ammassà, e

che di de Cleopatra, d’Egitto figgia luxuriosa, reginña, mai anæta sposa. (Cäo Meistro? chi sòn quelli duî che insemme van comme anime affanæ sponciæ da o vento tegnindose pe man?) parlæme, da vostra stöia, che nisciûn ve impedisce de scavá in ta memöia: (semmo…Paolo e Francesca, amanti do passôu, che pe vœi di atrï, questa vitta emmo abbandonôu, l’amô che emmo visçiuo o le grande comme o mâ,o lea coscí forte, che pe o vœi di atrï emmo çercòu a morte, o nostro amô o l’æiva tanto affetto, che cianzeivimo pe leze quello libretto, che de Ginevra e Lancilotto o parlava comme ûn focoso amante, ea bocca o ghe baxava tûtto tremante. “Galiöto” sci! o l ‘ëa o libbro e chi la scrïto.) De questa stöia che han visciuo, sòn quæsci svegnuo, de veddili me sòn sentio mancâ da no pœi sta ciù drito e zù derruâ.


agenda

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GLI EVENTI AGGIORNATI IN TEMPO REALE LI TROVI NELL’AGENDA ONLINE DI ERA SUPERBA: w w w . e r a s u p e r b a . i t

SEGNALA I TUOI EVENTI eventi@erasuperba.it TUTTI I MERCOLEDì

-PENSA ALLA SALUTE! Mercatino biologico per l’intera giornata in piazzetta Tavarone (tra p. San Matteo e p. Campetto)

un sistema bancario che non conosce più regole e che ha distrutto migliaia di risparmiatori. Teatro dell’Archivolto, piazza Modena (20/22 € intero, 18 ridotto, 7,5 studenti)

FINO AL 3 MARZO

DA VEN 8 A DOM 10 FEBBRAIO

-RUMORI FUORI SCENA Irresistibile e pluripremiata commedia inglese di di Sir Michael Frayn interpretata da The Kitchen Company per la regia di Massimo Chiesa. Teatro della Gioventù, ingresso 12 €

SABATO 2 FEBBRAIO

-H 21.30 JOEL HOLMES TRIO IN CONCERTO: live del pianista e compositore statunitense. Count Basie Jazz, ingresso 15 € con tessera arci

MARTEDì 5 FEBBRAIO

-CINEFORUM GENOVESE: proiezione di Umberto D di Vittorio De Sica (Italia 1952). Multisala America, via Colombo. Ore15, 17.30 e 21.15

MERCOLEDì 6 FEBBRAIO

-H 21 LUDOVICO EINAUDI IN CONCERTO. Teatro Carlo Felice, prezzi da 27 a 40 €

GIOVEDì 7 FEBBRAIO

-H 21 FESTIVAL IL CANTO DELLA TERRA: Rebis in concerto. Villa Bombrini di Cornigliano, ingresso libero -H 21 LA GIOCONDA di Leonardo, il quadro più famoso del mondo. Incontro con Marco Carminati, storico dell’arte e giornalista de “Il Sole 24 ore”. Palazzo Ducale

VENERDì 8 E SABATO 9 FEBBRAIO

-SARZANO STREET CARNIVAL. Due giornate di festa organizzate dal Civ di Sarzano in occasione del Carnevale. Venerdì dall 18 alle 24 musica e dj set tra Stradone Sant’Agostino e Porta Soprana, sabato dalle ore 15 Orchestra di percussioni brasiliane Bloco Jà è!, eventi per bambini e rinfreschi offerti dalle attività commerciali -H 21 BANCHE: UN LADRO IN CASA. Spettacolo di denuncia con Fabrizio Coniglio e Bebo Storti su

-CIBIO, LA FIERA DEL GUSTO. Prodotti tipici italiani, cosmesi, laboratori, degustazioni e show cooking. Magazzini del Cotone, Venerdi 14/19; sab e dom 9/19. Ingresso gratuito

SABATO 9 FEBBRAIO

-H 21 FRANCO BATTIATO IN CONCERTO Il grande cantautore siciliano si esibisce con Apriti Sesamo Tour. Teatro Carlo Felice, prezzi da 25 a 65 € -H 22 GERMANOTTA YOUTH IN CONCERTO. Un progetto che unisce le elettroniche di stampo industrial-breakcore a ritmiche e sonorità grind. Checkmate Rock Club, via Trebisonda

SABATO 9 E DOMENICA 10 FEBBRAIO

-LO SCETTRO DI ZEUS Una commedia brillante ambientata sull’Olimpo. Teatro Garage via Paggi, 12 € . Sab h 21, dom h 17

DOMENICA 10 FEBBRAIO

-H 21 CABARET CON I VA.SI. DA. MATTI. Count Basie Jazz, ingresso 10 € con tessera arci

DA LUN 11 A MERC 13 FEBBRAIO

-H 20.30 BERLINGUER. I PENSIERI LUNGHI. Un racconto teatrale con Giorgio Gallione, prodotto dal teatro dell’Archivolto in collaborazione con il teatro Stabile, che utilizza anche le parole e le riflessioni di alcuni grandi intellettuali del Novecento: da Gramsci a Pasolini, da Saramago ad Allende. Teatro Duse, via Bacigalupo da 17 a 25 €

MARTEDì 12 FEBBRAIO

-H 22 ZEROCOVER: concerto di Matteo Conta. Kitchen, via San Donato

MERCOLEDì 13 FEBBRAIO

-H 10.30 ISTRUZIONI PER L’USO. Teatro Indipendente Ligure organizza un’assemblea pubblica con


agenda

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gli operatori del settore e le istituzioni che ha lo scopo di porre le basi per la promozione di un percorso di cambiamento del sistema di gestione dei fondi destinati allo Spettacolo dal Vivo. Sala Chiamata del Porto

SABATO 23 E DOMENICA 24 FEBBRAIO

VEN 15, SAB 16 E DOM 17 FEBBRAIO

DOMENICA 24 LUNEDI’ 25 FEBBRAIO

-H 21 I SOGNAUTORI: Rassegna di musica cantautorale locale. Venerdì 15: Michele Savino, Valentina Amandolese, Federico Sirianni, Giua accompagnata dal grande chitarrista Armando Corsi. Sabato 16: Il Banco dei Sogni, Sergio Pennavaria, Zazza Esposito, I Belzer, Roberta Alloisio Domenica 17: Karen Ciaccia, Cristiano Angelini, Nima. In chiusura, Max Manfredi. Teatro Govi

VENERDì 15 E SABATO 16 FEBBRAIO

-H 21 GRIMLESS: in questa nuova tappa del proprio percorso drammaturgico, ricci/forte sovrappongono gli archetipi delle fiabe dei Grimm ai fantasmi del quotidiano. Teatro dell’Archivolto, piazza Modena (20/22 € intero, 18 ridotto, 7,5 studenti)

MARTEDì 19 FEBBRAIO

-CINEFORUM GENOVESE: proiezione di Faust di Aleksandr Sokurov (Russia 2011) Multisala America, via Colombo. Ore15, 17.30 e 21.15

DA MARTEDì 19 A GIOVEDì 21 FEBBRAIO

-H 20.30 TRE FAMIGLIE. Mescolando delicatezza e senso dell’ironia a una lucida e originale capacità di osservazione della realtà, Israel Horovitz, mette sotto una lente d’ingrandimento i rapporti e le relazioni familiari, rivelando gli aspetti più curiosi, crudeli, commoventi e divertenti del privato.Teatro della Tosse, sala Campana

GIOVEDì 21 FEBBRAIO

-H 21 FESTIVAL IL CANTO DELLA TERRA. Filippo Gambetta Trio in concerto. Villa Bombrini di Cornigliano, ingresso libero

VENERDì 22 E SABATO 23 FEBBRAIO

-H 20.30 SUNS Thomas Ostermeier, indiscusso protagonista del teatro mondiale, leone d’oro alla carriera 2009 per la prima volta ospite in un teatro ligure. Teatro della Tosse, da 20 a 25 € -H 21 UNA CENA ARMENA. Una commedia dolorosa e insieme divertente, per raccontare la tragica storia del genocidio armeno.Teatro dell’Archivolto, piazzaModena(20/22 € intero, 18 ridotto, 7,5 studenti) -H 21 NASCOSTO DOVE C’E’ PIU’ LUCE: con Gioele Dix. Politeama Genovese, da 20 a 25 €

SABATO 23 FEBBRAIO

-H 21.30 ARNESI PER FARE MUSICA. Franco Boggero live con Marco Spiccio, Federico Bagnasco, Daviano Rotella. Count Basie jazz, ing 10€ con tessera arci

-PLAZA SUITE: commedia di Simon sui costumi degli ultimi cinquant’anni dove cambiano le virtù ma non i vizi. Teatro Garage via Paggi, 12€. Sab h 21, dom h 17 SESTRI LES VINS: iniziative, incontri, appuntamenti ed eventi dedicati al vino naturale con preduttori provenienti da tutta Europa. Ex Convento dell’Annunziata,Sestri Levante, ingresso 10 €

MARTEDì 26 FEBBRAIO

-CINEFORUM GENOVESE: proiezione di Cosa piove dal cielo? Di Sebastián Borensztein. Multisala America, via Colombo. Ore15, 17.30 e 21.15 -H 22 ZEROCOVER: concerto di Belzer. Kitchen, via San Donato

MERCOLEDì 27 FEBBRAIO

-H 21 TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI IN CONCERTO. Evento a cura di Habanero; in apertura Tutte Le Cose Inutili. Teatro dell’Archivolto piazza Modena, ingresso 11 €

MERCOLEDì 27 E GIOVEDì 28 FEBBRAIO

-H 2030 PRIMA ERO SCHIZOFRENICA… ORA SIAMO GUARITE di Mario Jorio con Sarah Pesca. Teatro della Tosse, sala Campana -H 21 E’ STATO LA MAFIA: Spettacolo con Marco Travaglio. Politeama Genovese, da17 a 25 €

DAL 27 FEBBRAIO AL 24 MARZO

-LA NONNA. Una delle commedie più significative del teatro sudamericano contemporaneo, rappresentata in tutto il mondo. Teatro Duse, feriali ore 20.30, dom ore 16, lun chiuso. Da 17 a 25 €

DAL 27 FEBBRAIO AL 30 MARZO

-CENTENARIO DI GIORGIO CAPRONI. In occasione del centenario della nascita del poeta, una mostra con prime edizioni delle opere, lettere inedite, fotografie ed altro materiale originale. Biblioteca Berio

VENERDI’ 1 MARZO

-H 21 DEI LIQUORI FATTI IN CASA. Ispirato ai testi di Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e Gina Lagorio. Teatro Cargo, piazza Odicini.

VENERDI’ 1 E SABATO 2 MARZO

-H 21 ITALIANESI Dopo lo straordinario successo di “Dissonorata” e “La Borto”, Saverio La Ruina, ispirandosi a storie vere, offre una nuova emozionante interpretazione. Teatro dell’Archivolto piazza Modena -H 21 LA CENA DEI CRETINI Con Zuzzurro e Gaspare, Politeama Genovese, da 22 a 27 €


Era Superba n43  

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