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Reg. Trib. di Palermo n.6 del 18/02/2009 — N. 4-5 — giugno - luglio 2010 — equinews@alice.it

Il personaggio Ernesto Vacirca

Il Fatto Modifiche al Trofeo Trinacria: Opinioni e Commenti

L’ Obiettivo Una Schumann di Bronzo agli «Italiani»


Sommario Sommario EquiNewsSicilia

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Il Personaggio L’ Obiettivo L’Inchiesta Il Fatto Concorsi

Ernesto Varcica Una Schumann di bronzo agli «Italiani» Fisioterapia Equina: pareri ed opinioni degli addetti ai lavori Modifiche al Trofeo Trinacria: Opinioni e Commenti

Campionati Regionali Adim 2010

Concorsi

Coppa Camelot, numerosi i binomi ai nastri di partenza

Concorsi

Trofeo Sicilia Dressage chiusa a «La Palma» l’edizione 2010

Concorsi

Quarta Tappa Trofeo Trinacria un’occasione per ricordare Antonio Privitera

Porto Franco

Giovanni Gioé L’ arte del «mercante» di cavalli

Non Solo Salti

Endurance, affascinante disciplina di campagna in espansione

Fisco Ius Equus

Copertina

Ernesto Vacirca - Voilà

Una corretta contabilità : i registri «indispensabili» «R.C.» Cavallo, assicurarsi è meglio

Mensile di equitazione e cultura dell’ambiente N. 4 - 5 giugno - luglio - 2010 equinews@alice.it Reg. Trib. di Palermo, n. 6 del 18 febbraio 2009 Distribuzione a mezzo web una pubblicazione

Centro Equitazione Garsigliana via Iside, 22 - 90149 Palermo Contrada Pietra Lunga n. 36 Fax: +39 (091) 6651399 - garsigliana@alice.it

Direttore editoriale

Rosario Seminerio

Direttore responsabile Davide Matranga

Hanno collaborato a questo numero:

Riccardo Campolo, Annalisa Castronovo, Antonio Inghilleri, Marcello Marinisi, Francesco Pagano, Carlo Riela, Claudia Santoro

Fotografie

Claudia Santoro, Rosario Seminerio Francesco Longo

Vignette

Giuseppe Augello

Segreteria di redazione Luigia Cangemi

Progetto grafico e impaginazione

Centro Equitazione Garsigliana Luigi Casella Federica Manzo Copyright © 2009 Centro Equitazione Garsigliana


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Editoriale Editoriale EquiNewsSicilia

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n questo numero sarebbe stato «eretico» non dare spazio agli ottimi risultati ottenuti dai giovanissimi talenti siciliani Turi Vacirca e Xenia Schumann. Successi che si collocano in parallelo con la conclusione dei tre trofei che sono stati proprio teatro delle grandi prestazioni delle nuove stelle della nostra Sicilia. Ultimo, ma solo in ordine di citazione, è il campionato regionale che anche quest’anno ha viaggiato su buoni numeri, arricchendosi notevolmente di partecipanti. Tutto ciò, prima della pausa estiva, non può che essere considerato come una vera gratificazione per l’equitazione isolana. Con la fine dei trofei di Dressage, Salto Ostacoli e Trinacria si sono potute così tirare le somme rispetto a quello che è stato il lavoro di tecnici e cavalieri in Sicilia, evidenziando la buona qualità del lavoro fin qui svolto. Parlando, in particolare, del trofeo Trinacria ritengo che sia stata e che sarà un’ottima palestra per la crescita tecnica dei ragazzi. Non credo, tuttavia, che sia stata una mossa del tutto azzeccata quella di avere cambiato le regole in itinere perché, inevitabilmente, ha lasciato scontenti diversi atleti. Probabilmente, sebbene fossero stati preannunciati a monte, i cambiamenti andavano fatti solo alla seconda edizione. Offrendo quantomeno a tutti l’opportunità di gareggiare sempre ad armi pari. “Saltando” al dressage, la Sicilia ha finalmente visto l’istituzione di un trofeo in una disciplina che fino ad oggi non aveva avuto le attenzioni che meritava. Tutto ciò, però, non basta: sono ancora troppo poche le gare che annualmente vengono organizzate perché in Sicilia possano crescere giovani talenti in questa disciplina dell’equitazione. Purtroppo, d’altronde, sono pochi i cavalieri che si iscrivono a questo tipo di gare e i comitati organizzatori non trovano alcuna convenienza nel dare spazio. Forse un leggero aumento delle quote d’iscrizione potrebbe dare un po’ più di ossigeno, sebbene ciò possa risultare impopolare, al fine però di invogliare maggiormente gli organizzatori alla realizzazione di manifestazioni di questo tipo. Si potrebbe, altrimenti, associare la disciplina ad altre minori come il gioco-pony quanto meno per ammortizzarne i costi. A partire da questo numero, poi, Equinews Sicilia sarà arricchito della presenza di altre due discipline che fin qui nei media non hanno ancora trovato il giusto spazio che meritano, ovvero Endurance e Monta Western. Il tutto, nel primo caso, grazie alla collaborazione di Giuseppe Speciale e, per la monta western, all’aiuto di Salvatore Patti. Altro atto doveroso da compiere, infine, è stata l’inchiesta sulla fisioterapia equina che ha messo in luce le opinioni di alcuni fra gli addetti ai lavori: fisioterapisti e veterinari.

Rosario Seminerio

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Il personaggio Il personaggio EquiNewsSicilia

Ernesto Vac di Annalisa Castronovo

aver realizzato tre percorsi netti durante le prove che hanno precel figlio d’arte Ernesto Vacirca, duto la finale e un percorso netto nonostante la giovane età, ha nel percorso base, è stato penalizzadato prova di grande forza e to solo dall’ultimo salto del secondo giro della finale. maturità agli scorsi Campionati Renata Raineri: “Abbiamo seguito Ciò nonostante, il Europei 2010 di il programma giovanile della Fise cavaliere catanese è stato il miglior salto ostacoli te- e i risultati si sono visti” italiano e, su 81 nutisi presso la splendida cornice di Haras de Jardy, partenti, ha raggiunto il quinto poin Francia. Ernesto, infatti, dopo sto individuale.

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Come ci si sente a far parte della Nazionale? «Sicuramente è un grande onore entrare a far parte della squadra italiana, soprattutto perché nella categoria Children ormai in Italia ci sono molti partenti che ambiscono ai Campionati Europei; possiamo dire però che un po’ me l’aspettavo, durante l’anno avevo avuto ottimi risultati, quindi…». Si tratta della stessa sicurezza che, in questa competizione, è tornata utile


versa dal solito nell’organizzazione. vanile che prevede un altro Test Event È vero che i ragazzi avevano respiraa ottobre a Bologna, qualifica per il CSIO». E aggiunge: «Abbiamo seguito un po’ quest’aria nei vari concorsi fatti a squadre e, dunque, non essendo to tutto il programma giovanile della stata la prima volta, i ragazzini erano Fise col tecnico Gianluca Bormioli. I gli stessi con i quali ormai si è creato risultati si sono ovviamente visti, nel senso che non avevano nulla d’inferioun bel rapporto. Avevano gareggiato in Austria, che era qualificante per gli re ai ragazzini stranieri. Sono arrivati Europei, assaggiando per l’appunto tutti preparatissimi». Pierfrancesco un po’ di quest’aria; però l’Europeo è Matarazzo, presidente del Comitato l’Europeo, vale a Fise Sicilia, ha dire che c’è tutta P ierfrancesco M atarazzo: “A così commenun’altra atmo- E rnesto, ai genitori e a tutto il tato le ottime sfera: le divise, suo staff voglio rivolgere il più prestazioni del le sfilate e così sentito ringraziamento a nome g iova n issimo via; l’importante d e l C o m i tato e d i t u t to i l atleta siciliaperò è la gara». movimento equestre isolano” no: «Il risultaQuali sono i to ottenuto da prossimi appuntamenti per il Ernesto Vacirca è importantissimo piccolo Vacirca? per lo stesso cavaliere e per l’equita«I Campionati Italiani – risponde la zione siciliana. Riuscire a centrare un Raineri - e poi il CSIO di Bologna». I successo del genere a soli 13 anni è un ottimo incentivo per continuare in primi si terranno a Cattolica durante la seconda settimana di settembre. questa splendida, seppur ancora “gioInoltre, dopo un periodo di riposo, nevane” carriera agonistica. A Ernesto, cessario anche alla «cavalla (Voilà) che ai genitori e a tutto il suo staff voglio da gennaio gira in continuazione per rivolgere il più sentito ringraziamento a nome del Comitato e di tutto il moarrivare a questo risultato», Ernesto vimento equestre isolano». «dovrà continuare il programma gio-

circa alla Nazionale italiana per ottenere l’argento dietro alla Gran Bretagna, ma prima dell’Irlanda che invece è salita sul terzo gradino del podio. Sei stato il miglior italiano, questo come ti fa sentire? «Un po’ emozionato», è la battuta laconica, un po’ più in linea con la sua giovane età. Renata Raineri, madre di Ernesto, racconta così di Jardy: «La gara per noi è stata assolutamente una cosa nuova, completamente di-

Sul podio: da sx Ernesto Vacirca - Alvaro Matias - Marcello Pastore Manganotti - Alice Sultan Rosa 5


L’OBIETTIvo L’Obiettivo EquiNewsSicilia

Una Schumann di bronzo agli « italiani»

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di Claudia Santoro

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enia Herta Schumann mette a segno un nuovo prestigioso risultato. La giovane amazzone, tesserata per il Passitti di Catania, ha conquistato infatti la medaglia di bronzo ai campionati italiani assoluti pony di dressage, conclusi negli impianti dell’Asd Etrea di Busto Arsizio lo scorso primo luglio. La giovane amazzone catanese, a soli dodici anni, porta in Sicilia un importante titolo in sella al suo ormai fidato cavallo Zitnas Vito, con una percentuale del 110,819%. «E’ stato molto emozionante salire sul podio dopo una gara così impegnativa, per montare meglio anche nel salto ostasono contentissima – afferma l’amazzocoli – afferma ancora - il dressage seconne – si è trattato di un’esperienza indimenticabile, soprattutto perché Vito è do me è lo sport principale da cui nasce un pony che ho domato da sola e sono tutto il resto. Non mi sento penalizzata riuscita a dimostrare ai giudici le mie dal fatto che in Sicilia si stia diffondencapacità». do solo adesso perché partecipo anche a Zitnas Vito, pony tedesco di sette anni, diverse gare fuori dalla regione». è stato acquistato dall’ allevamento Il suo primo cavallo è stato una femmiSchumann all’età di due anni e da alna, Tinkerbell. Oggi ha quindici anni e lora è compagno sabato ha dato fidato della gio- “N on mi sento penalizzata dal alla luce un puvane amazzone. fat to che in S icilia il dressage ledro. Tinkerbell «Insieme a Vito si stia diffondendo solo adesso è sempre stata abbiamo eseguito p e r ch é pa r t e c i p o a n ch e a un cavallo imdiverse figure – d i v e r s e g a r e f u o r i d a ll a portante. Al Toscana tour spiega - Il passo regione ” indietro, la mezza ha vinto la piroetta, il galoppo alto, le appoggiate, i 135 montata da una amazzone americana e nel 2008, montata da Xenia, cambi semplici, le spalle in dentro». Xenia Schumann si allena quotidiaha vinto il Trofeo Sicilia categorie F namente, dopo la scuola, con Peter ed E. Nell’ultimo anno agonistico la Kleinhans. A sostenere l’amazzone ai Schumann ha partecipato a quasi cencampionati assoluti pony, è stato però to gare. «Ben 57 volte – prosegue - mi il cavaliere veronese Walter Calandra sono classificata prima e il resto delle che ha partecipato anche al Trofeo Alpe volte sono salita sul podio». La catanese Adria con sei pony del proprio allevaè campionessa siciliana nella categoria mento. più alta per pony, ha vinto il Trofeo «Nella combinata ho portato anche Nadine di 8 anni – aggiunge ancora la giovane Schumann – l’abbiamo acquistata all’età di quattro anni. Non era addestrata e l’avevamo impegnata come fattrice. Quando poi abbiamo visto i suoi movimenti e la sua bellezza ho deciso di addestrarla. Per lei “Alpe Adria” ed i Campionati Italiani sono state le prime gare fuori casa». La giovane Herta Schumann pratica salto ostacoli e dressage dall’età di cinque anni e dopo essersi trasferita in una nuova casa proprio vicino al Passitti è stata invogliata a praticare lo sport equestre da un amico di famiglia, appassionandosi così alla disciplina. «Pratico il dressage perché mi piace di più, è più professionale e mi fa acquisire la tecnica

Sicilia e si è classificata per le Ponyadi. Xenia è arrivata quindi al prestigioso appuntamento forte di una serie positiva di risultati ottenuti nelle ultime due stagioni. L’entusiasmo per i suoi risultati ha fatto breccia anche in Federazione: «L’ottimo risultato di Xenia Scumann – ha detto Pierfrancesco Matarazzo, presidente del Comitato Regionale Fise Sicilia – è la dimostrazione che la nostra regione può contare su giovani forti e competitivi anche a livello nazionale. Vincere una medaglia di bronzo in un campionato italiano è senz’altro una grande impresa. Questo successo mi inorgoglisce ancor di più perché la disciplina del dressage nella nostra regione ha fatto registrare negli ultimi anni una fortissima ascesa». A precedere l’amazzone nei campionati italiani assoluti pony, a ragion di cronaca, sono saliti sul primo gradino del podio Carlotta Marconi su Ferdi Folklores Puccini con una percentuale di 136,789% e al secondo posto Giulia L’Abbate su Okidoki con 123,810 punti percentuali.

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L’INCHIESTA L’Inchiesta EquiNewsSicilia

fisioterapia equina: pareri ed opinio di Annalisa Castronovo

scheletrico e muscolare ancora formati, per non parlare dei cavalli da reining o el cercare di chiarire in cosa dei cavalli da corsa, si presume che se consista la fisioterapia equina, c’è qualcuno che, sin dalla loro giovane e a quali figure professionali età, garantisca loro una migliore forma faccia capo, abbiamo raccolto la testifisica, anche l’attività sportiva e agonistica sia migliore rispetto a quella di monianza diretta di un addetto ai lavori, vale a dire quella del fisioterapista un atleta che non fa fisioterapia». del cavallo Antonio Inghilleri. Il fisioterapista offre qualcosa in più rispetto alla figura del veteIn cosa consiste la professione di rinario? horse therapist? «La figura del fisioterapista equino ar«Certamente. L’ideale, in verità, sarebbe una totale collaborazione tra medico riva in Sicilia con me, invece in Italia con la mia istruttrice, Eliana Speziale, veterinario e fisioterapista, tesa a pornegli anni ’90, ma era già praticata netare il cavallo alla migliore forma fisica gli anni ’50 in America. L’importanza nell’attività sportiva. Molto importante della figura del fisioterapista è alla sarebbe anche la collaborazione tra fisioterapista e istruttore o allenatore in base della gente che lavora dietro le maniera tale da fare, per esempio, dequinte, perché insieme all’allenatore, al maniscalco, al veterinario e al dentista gli allenamenti settimanali mirati per va a completare quell’ équipe di persone singolo cavallo, non avendo tutti i cache, un po’ come in un box delle moto valli la stessa età e gli stessi acciacchi. o delle macchine da corsa, assistono e Ci sono cavalli che hanno degli scomcurano il cavallo-atleta. E’ importante pensi posturali o dei difetti strutturaper diversi motivi: innanzitutto perché li, quindi questi avrebbero più bisogno avendo a che fare con un atleta, questo delle manipolazioni. Se il cavallo fosse allenato bene, basterebbero 1-2 volte al avrà bisogno di cure veterinarie e delmese, a seconda della più o meno intenla ferratura mensile o settimanale, se sa attività, però ci sono cavalli, come parliamo di cavalli da corsa. La maniquelli da corsa, che ne avrebbero bisopolazione e i trattamenti fisioterapici gno anche settimanalmente, perché sono importanti per dare la possibilità al cavallo di hanno un’attività avere sempre la “C hi sceglie di fare il e un allenamento decontrazione fisioterapista, sceglie di dedicarsi molto più intensi muscolare e la 24 ore su 24 al cavallo, anche rispetto a quelli da salto ostacoli, coordinazione del movimento tralasciando un po’ l’aspetto ciò vale sia per i che serve un po’ a economico. Ci sono mestieri, cavalli da galoptutti gli atleti. Se po sia per i cavalquali il medico, il veterinario, poi consideriamo li da trotto». che il cavallo da il professore, il maestro che Qual è il percorsa o da salto non sono veri e propri mestieri, corso formatiostacoli ha un’atvo per questa sono delle missioni” tività agonistica tipologia di professione? più o meno intensa, la fisioterapia è un ottimo coadiuvante per garantire «Intanto ci si avvicina con la passione la miglior forma possibile. Io considero per il cavallo; se lo si fa per un semplice motivo economico non si va da nessuna il cavallo da salto ostacoli un po’ come parte, perché è un mestiere che, come un giocatore di calcio. I calciatori sono tutti quelli fatti dietro le quinte, dà i primi a essere seguiti da una vera e propria équipe: dal medico della società tanto lavoro e poche soddisfazioni che, sportiva al massaggiatore, al fisioteraperò, quando arrivano sono grandi. È pista, al preparatore atletico. Il tutto soddisfacente vedere i cavalli in gara consiste nel garantire una carriera coordinati e tranquilli; se poi vanno in agonistica quanto più tranquilla e premiazione non c’è soddisfazione milunga possibile. Se si pensa al cavallo gliore sia per chi ci lavora sotto sia per da salto ostacoli, ad esempio, che a 4 chi ci sta sopra. Ci si forma facendo un corso per Massofisioterapisti equini, anni inizia già a gareggiare, quindi in quanto puledro non ha gli apparati che prima consisteva di tre settimane

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Antonio Inghilleri di pratica e teoria full immersion, più l’esame finale. Si studiano sia materie teoriche come anatomia, fisiologia e soprattutto biomeccanica del movimento, per poi dedicarsi alla teoria della manipolazione vera e propria: si divide il tutto in treno bilanciere (collo), treno anteriore, tronco e treno posteriore, in modo tale da allenare il fisico del terapista, che impara pian piano la manipolazione vera e propria che si fa sul cavallo. È come fare palestra, perché trattare un cavallo è veramente faticoso, vale sia per la manipolazione sia per lo stretching. Nel cavallo è complicato perché all’inizio bisogna instaurare un rapporto di sintonia e di fiducia, è importante per me, perché devo capire se accetta il movimento, e per loro, perché abbandonandosi completamente nel movimento si lasciano sorreggere. Quindi il primo approccio si ha durante la visita, per capire i disturbi muscolari e la struttura del cavallo, com’è ferrato, che finimenti porta, se porta attrezzi, se viene lavorato con redini di ritorno, gobbe e così via. L’approccio principale è alla base del mio lavoro, se non si riesce a entrare in sintonia con il temperamento del cavallo diventa un po’ più difficile». Oltre alle procedure di allenamento, quali sono le patologie per cui la fisioterapia è particolarmente indicata? «Le patologie sono più o meno comuni a quelle che incontra anche il veterinario, per questo bisogna avere molta sintonia con quest’ultimo. I cavalli che, a mio avviso, ne hanno più bisogno sono quelli con difetti strutturali veri e propri, tipo i cavalli vaccini. Ce n’è bisogno anche nel periodo postoperatorio, per il


oni degli addetti ai lavori

quale parliamo di una vera e propria rieducazione. Rieducazione che prevede sia l’ausilio della fisioterapia passiva, quindi in box, sia degli esercizi di ginnastica e di un ciclo di trattamenti; poi, qui in Sicilia non c’è la possibilità di farlo, ma a me è capitato di lavorare altrove anche con cavalli siciliani che nel postoperatorio vengono riabilitati tramite il tapis roulant con l’acqua, con l’ozonoterapia, con l’idromassaggio, ecc.

A seconda del tipo di intervento chirurgico, inoltre, si fanno passeggiare a mano e così via». In quale lasso di tempo si possono vedere i benefici? «Tutto dipende dal tipo di infortunio subito, se parliamo di un cavallo che ha avuto un incidente o della manipolazione sportiva si prevedono dai dieci ai quindici giorni di rieducazione, perché sono cavalli che hanno la possibilità di continuare ad allenarsi, all’inizio magari girandoli alla corda o – a seconda della struttura in cui vengono scuderizzati – dandogli un po’ di libertà e poi con il proprietario sopra, sempre tramite l’istruttore, facendo la ginnastica che va a completare la manipolazione passiva in box». Infine, Inghilleri aggiunge: «Chi sceglie di fare il fisioterapista, sceglie di dedicarsi 24 ore su 24 al cavallo, anche tralasciando un po’ l’aspetto economico. Ci sono mestieri, quali il medico, il veterinario, il professore, il maestro che non sono veri e propri mestieri, sono delle missioni. Scegli di farlo e di dedicarti a loro a

360 gradi. Il cavallo è la testimonianza terrena che veramente esiste un Dio da qualche parte, studiandolo ci si rende conto che è stato creato per stare libero, per avere spazi enormi in cui galoppare, scappare, migrare. Ha contribuito all’evoluzione dell’uomo, perché ha combattuto in battaglia, l’ha spostato e l’ha fatto arrivare ovunque. Penso che non ci sia mestiere più bello che aiutare i cavalli a trascorrere la loro vita agonistica nella maniera più tranquilla possibile. Io mi impegno al massimo e cerco di relazionarmi con proprietari, allenatori, istruttori, trainers e chiunque abbia il mio stesso tipo di mentalità. Si lavora sul cavallo per il cavallo, non si lavora sul cavallo per un rendiconto economico, prima o poi le soddisfazioni e le premiazioni arrivano».

MARCO BURI Veterinario e fisioterapista A.C.

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ra i pareri in fatto di medicina veterinaria non poteva mancare quello di Marco Buri che, laureatosi presso l’ Un iversità di Torino nel 1982, si occupa ormai da molti Marco Buri ed Elena Seliak anni della clinica equina nei suoi vari e specifici settori: allenamento dei puledri da trotto, ortopedia nei cavalli da salto, da dressage e nei quarter horse. Dagli ultimi anni si interessa anche delle tecniche proprie della fisioterapia per il recupero funzionale delle zoppie in un apposito centro specializzato. Innanzitutto, da quanto tempo e in che modo praticate la fisioterapia equina? «Il Centro è aperto da agosto dell’anno scorso, quindi stiamo lavorando da un anno; io ci lavoravo già prima

che fosse aperto. La fisioterapia che stiamo utilizzando, principalmente, è quella con la vasca, in acqua». Quindi si tratta dell’ozono-terapia? «Sì, nella vasca facciamo sia l’ozono-terapia che l’idromassaggio, che il movimento in acqua. Tendenzialmente, il recupero principale che stiamo facendo adesso su trotter o su cavalli da salto riguarda problemi tendinei o muscolari, quindi tendiniti, problemi dei legamenti, strappi e problemi muscolari vari. Generalmente associamo la tecarterapia a seguito di infiltrazioni, perché lavoro sempre in collaborazione con dei colleghi, con i loro cavalli, per cui magari loro normalmente fanno le loro terapie; così dopo circa venti giorni che il cavallo è fermo completamente per terapie d’urgenza delle volte associamo la tecarterapia per togliere il dolore, i gonfiori o altre problematiche simili». Esistono patologie per le quali non è sufficientemente efficace fare la fisioterapia? «Ce ne sono molte. Per esempio le artrosi. Specialmente per quelle molto avanzate non è sufficiente, nel senso che non si riesce a risolvere la situazione. Io ho avuto un paio di casi con delle artrosi. Con le cosiddette formelle, cioè le artrosi della fila falangea, in cui si hanno dei miglioramenti, ma non si risolve il problema. Generalmente le artrosi non sono risolvibili». 9


L’INCHIESTA L’Inchiesta EquiNewsSicilia

Crede che in generale la figura dell’horse thecollega che si occupa di fisioterapia per proseguire le terapie. Quindi, tranne che nei casi veramente rapist sia sottovalutata? «Sì, un pochino in Italia lo è ancora. Io, per esempio, molto avanzati di artrosi, di osteoartrosi, cioè di cose collaboro con Elena Seliak che fa massoterapia e davvero gravi, la fisioterapia offre beneficio, ma non stretching. Ed è una figura che in realtà è poco conrisolve; però, per quanto riguarda il resto, attraverso siderata ancora; nel senso che si passa direttamente la collaborazione si è ottenuto un buon risultato». dal nostro lavoro veterinario al laSecondo lei, come mai la fivoro in pista, al lavoro in campo; “Il fisioterapista deve avere gura del terapista del cavalinvece, a mio avviso, ci sarebbe un’indicazione di qual è la lo non è molto affermata in dello spazio per un aiuto prima terapia, deve conoscerla, sapere Italia? del lavoro, anche senza essere ri«In primo luogo, per una quecoverati; parlo proprio del lavoro cos’è stato fatto e di conseguenza stione culturale, quindi anche di in pista, del lavoro in campo». concordare col veterinario i conoscenza. Siamo ancora un po’ La figura del fisioterapista va movimenti futuri” agli albori di questa disciplina, coadiuvata da quella del vetenoi ci siamo avvicinati alla fisiorinario? Deve essere un lavoro di squadra? terapia equina un po’ per un mio interesse, un po’ «Tendenzialmente sì, com’è legata la figura del fiperché a questa mia collaboratrice (Elena Seliak, sioterapista umano con quella del medico umano. NdR) piaceva questo tipo di lavoro. Molti proprietari Nel senso che tendenzialmente il fisioterapista deve non se ne rendono conto e solo quando “realizzano” avere un’indicazione di qual è la terapia, deve cola situazione capiscono qual è il lato positivo. Può noscerla, sapere cos’è stato fatto e di conseguenza darsi, poi, che ci sia anche un problema economico, concordare col veterinario i movimenti futuri, quenel senso che aggiungere questa spesa a quella vetesto è quello che noi stiamo facendo. Devo dire che rinaria fa chiaramente aumentare quella complesotteniamo discreti risultati in collaborazione con dei siva. In questo momento potrebbe prevalere questo colleghi che si approcciano con noi, con me in parragionamento ma tendenzialmente credo che alla fine si tratti più di un fatto culturale». ticolare dal punto di vista veterinario e poi con la

ALBERTO VELIS E LA FISIOTERAPIA EQUINA

muscolari o le articolazioni da trattare maggiormente. Chiaramente un uomo fa fisioterapia potendo spiegare quali sono, ad esempio, le rigidità, ma nel caso di un cavallo è evidentemente un po’ più difficile». Quindi è un lavoro che va fatto a stretto contatto con il veterinario? «Con il veterinario o anche con un fisioterapista che sia in grado di fare una buona diagnosi, ovvero normalmente con il termine Alberto Velis fisioterapista si intende un massaggiatore, invece, in questo caso A.C. cavallo? è qualcosa di più. Il fisioterapista «Il valore di tale fisioterapia è può operare con il veterinario, ma lberto Velis è conosciuto identico a quelanche da solo, lo della fisiote- “Il fisioterapista può operare perché esistonel mondo dell’equitaziorapia umana. ne per i risultati ottenuti no dei titoli di come cavaliere di secondo grado, Il problema con il veterinario, ma anche da studio che oggi oltreché come istruttore di seconriguardo ai ca- solo, perché esistono dei titoli abilitano a do livello, nonché in quanto medico valli consiste di studio che oggi abilitano a tale professioveterinario fiduciario Fise. È pronel fare una ne. Principio prio in qualità di veterinario che buona diagno- tale professione. La qualità deve f o n d a m e nt a “EquiNews Sicilia” lo ha intersi. Infatti, la essere quella di avere la capacità le, però, deve vistato riguardo alla fisioterapia vera difficoltà di fare delle buone diagnosi” essere avere equina. della fisioterala capacità di pia equina sta nella vera diagnosi, fare delle buone diagnosi. Questo Qual è il valore della fisioterapia equina come coadiuvante vale a dire nel capire, intuire, coè fondamentale. Anche i medici, ad nella preparazione atletica del noscere quali possono essere i fasci esempio, a volte fanno una diagno-

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si che non è certa, ma sanno che il farmaco va in tutto il corpo; il fisioterapista lavora su un fascio muscolare, se non è quello non ottiene risultati». Lei ritiene che sia utile l’inserimento della figura del fisioterapista all’interno del team che si prende cura del cavallo? «Senz’altro. Poi è un problema di

cultura. Chiaramente il team prevede anche questo. Non ci sono dubbi. La gente, però, si avvicina se ha un po’ un livello di cultura che le consenta di capire l’importanza del fisioterapista». In quali patologie è più indicato l’apporto della fisioterapia? «Sicuramente sui tessuti molli, quindi: muscoli, tendini e lega-

menti. In tutte quelle che sono infiammazioni acute e croniche dei tessuti molli, certo a livello osseo è meno efficace». In quali patologie ritiene che la fisioterapia sia superflua? «Nelle patologie croniche della struttura ossea, quali artrosi, navicoliti, laminiti. In tali casi la ritengo totalmente inutile».

FRANCESCO PUGLISI: «Diagnosi veterinaria e collaborazione» A.C.

particolare, del cavallo atleta? quinews ha chiesto anche il «Sicuramente la fisioterapia ha i suoi benefici, fatta bene e in parere di Francesco Puglisi circa la fic ol labora z ione sioterapia equi- “Sicuramente la fisioterapia con una diagnosi effettuata da na. Laureatosi alla Facoltà ha i suoi benefici, fatta in un veterinario; di Medicina collaborazione con una soprattutto in Veterinaria di diagnosi effettuata da un periodo riabilitativo post inParma, ha lavorato presso veterinario; soprattutto in tervento è una l’ospedale vete- periodo riabilitativo post cosa favorevole. Senza dubbio rinario militaintervento è una cosa deve essere fatre di Saragozza (Spagna), nonché favorevole. Sicuramente deve ta da persone alla clinica vete- essere fatta da personale specializzate e coadiuvata spesrinaria Malone e specializzato e coadiuvata al dipartimento so da mezzi teradi clinica chirur- spesso da mezzi terapeutici peutici oltre che dalla manualigica della Facoltà oltre che dalla manualità” tà: dal supporto di Medicina della tecar a tutta la riabilitazioVeterinaria di Guelph in Ontario ne in piscina, fino all’ozonotera(Canada); inoltre, è delegato Fise, svolge l’attività di libero professiopia fatta in centri specializzati. nista per lo più con cavalli da salto Comunque, deve essere sempre ostacoli, endurance e trottatori, è monitorata in base alle probledirettore sanitario della clinica matiche e ai piani di lavoro. Quello che funziona benissimo è equina e centro di riproduzione la terapia fatta nel pre gara, così Cesevet di Cinisi, nonché membro dell’Aaep; infine, si occupa da come lo stretching. La fisioterapia funziona bene con problematempo anche di pet therapy. tiche come le contratture nel liQual è l’utilità della fisiotevello cervicale, un po’ meno sulle rapia equina circa la cura, in

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Francesco Puglisi problematiche della schiena, per le quali la digito-pressione, la manualità fatta da un uomo dà pochi benefici. Questi sono dati di studi effettuati; infatti, in Francia esistono delle ricerche sull’argomento». Ritiene che la fisioterapia sia utile come coadiuvante nella preparazione atletica? «Sicuramente ha i suoi benefici; appunto se praticata come stretching; infatti, come decontratturante va sicuramente bene. Poi tutto deve essere supportato da un piano di lavoro del cavaliere, che deve corrispondere ai trattamenti fatti, quindi seguire comunque le prescrizioni fatte sia dal veterinario che dal terapista durante i trattamenti». Ritiene dunque che la figura del fisioterapista equino sia utile all’interno di un’équipe dedicata al cavallo? Senz’altro. All’interno di un’équipe è utile, non è utile se è un lavoro fatto fine a sé stesso. 11


IlIl fattofatto EquiNewsSicilia

TROFEO TRINACRIA «EPPUR SI MUOVE»…

di Marcello Marinisi

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ra nell’aria da un po’ e adesso, a seguito delle prime due tappe in programma per il Trofeo, la Federazione ha deciso, dopo un’attenta analisi e un confronto con giudici, cavalieri, istruttori e genitori, di apportare alcune significative modifiche al regolamento del Trofeo stesso. Cerchiamo, però, di capire in cosa consistano queste novità. Sono due le modifiche sostanziali che intervengono per migliorare la formula della competizione. In primo luogo, sono utilizzate delle nuove schede di valutazio12

ne che consentono un meccanismo di calcolo più rapido dando la possibilità di conoscere i risultati ottenuti quasi in tempo reale, snellendo le operazioni di voto. Questo cambiamento, nelle intenzioni della Federazione, punta a rendere più efficace il risultato della prestazione sportiva oltre che permettere una maggiore rapidità nella lettura della classifica provvisoria e di come questa si sviluppa nel corso delle varie tappe del Trofeo. In secondo luogo e in conseguenza al primo intervento, viene modificato il criterio di attribuzione dei punti utilizzando gli stessi parametri del Trofeo Sicilia, vale

a dire i Punti d’Onore. Questo nuovo meccanismo mira ad attenuare ulteriormente alcune differenze di giudizio dei giudici che si determinano da molteplici fattori e che si possono verificare nel corso delle manifestazioni. La Federazione è certa di avere operato nell’interesse dei concorrenti, migliorando la formula di un Trofeo che ha lo scopo di diventare un ottimo strumento per la crescita tecnica dei cavalieri e delle amazzoni siciliani. Equinews Sicilia ha così deciso di chiedere ai diretti interessati di esprimere un proprio parere in merito alle novità; opinioni che troverete nelle pagine seguenti.


CAMBIO REGOLE AL TRINACRIA MASSIMO RICCIO: GROSSO ERRORE FARLO “IN ITINERE” M.M.

idonei, se interpretati e montati nel modo corretto, possono vinCosa pensa delle ultime cere una categoria di equitation perché il cavaliere dimostra il memodifiche apportate daltodo giusto di interpretazione di la Federazione riguardo quel cavallo. Penso che con queste al regolamento del Trofeo Trinacria? modifiche si sia andati fuori tema, questa è la mia sensazione. Il fat«Quando si parte dall’idea di volere migliorare qualcosa, le moto che il Comitato abbia cambiato difiche sono sempre bene accette. le regole a Trofeo iniziato potrebPerò, credo che farlo in corso d’opebe portare la gente a non iscrira sia stato un versi più alle grosso errore. “Fossi stato nella Federazione, sue iniziative. Fossi stato nel- avrei mantenuto il regolamento Ne va anche la Federazione, proposto nelle prima tappa e, dell’immagine avrei mantee della corretnuto il regola- successivamente, sulla base dei tezza sportiva. mento propo- risultati del Trofeo, avrei proposto Hanno volusto nelle prima to modificare le modifiche alla scheda” tappa e, sucqualcosa che cessivamente, sulla base dei risulgià funzionava bene». tati del Trofeo avrei proposto le Dopo questo primo anno di modifiche alla scheda. Quella che sperimentazione, che opiè stata presentata è una scheda nione si è fatto del Trofeo di valutazione molto valida, preTrinacria? cisa da un punto di vista tecnico «Il Trofeo rimane molto valido. Il e le modifiche sono sicuramente percorso offre diversi temi e orgamigliorative e molto valide, ma rinizzazioni. Mi piace notevolmentengo sbagliato il fatto di cambiare te. Forse mi piacerebbe di più se in corsa. Il metro di giudizio così modificassero i percorsi inserendo più grafici, in modo tale che i è diventato più rigido. Lo spirito del Trofeo Trinacria credo dovesse ragazzi possano abituarsi a una essere diverso: anche i cavalli non categoria tempo da equitation con

Massimo Riccioio un grafico diverso. Questa tipologia è valida, perché si può lavorare bene, si prepara il percorso prima e si può far capire loro che è tutta una questione di equilibri e di posizione».

TROFEO TRINACRIA, IL PARERE DI GIORGIO TERRASI M.M.

Giorgio Terrasi

Cosa pensa delle ultime modifiche apportate dalla Federazione riguardo al regolamento del Trofeo Trinacria? «Penso che le modifiche siano state opportune. Troppo spesso la valutazione dei giudici dipendeva dalla giornata o dal campo e un concorrente poteva rovinare l’intero Trofeo a causa di una sola tappa. Con queste nuove regole, la valutazione è più generale e anche se i giudici cambiano il giudizio nelle diverse tappe rimane lo stesso». Dopo questo primo anno di

sperimentazione, che opinione si è fatto del Trofeo Trinacria? «Questo Trofeo aiuta a migliorarsi. Ci confrontiamo tutti sullo stesso percorso e possiamo migliorare riprovando il percorso in allenamento e, soprattutto, sappiamo che viene organizzato dalle persone più esperte riguardo al nostro modo di montare. Io mi sono trovato abbastanza bene, si tratta di un percorso abbastanza tecnico, preciso, facile da memorizzare, ma anche impegnativo, sia per i cavalieri che per i cavalli. Credo che sia abbastanza adeguato al mio livello di preparazione». 13


IlIl fattofatto EquiNewsSicilia

PER Cesare Savoca un Trofeo Trinacria «validissimo»

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Cesare Savoca

osa pensa delle ultime modifiche apportate dalla Federazione riguardo al regolamento del Trofeo Trinacria? «Credo che il Trofeo Trinacria sia

e un miglior metro di giudizio lungo validissimo perché dal punto di vista dell’assetto si è data un’impotutto il percorso». stazione per tipologia di percorso, Dopo questo primo anno di specon dei compiti specifici che permetrimentazione, che opinione si è tono al binomio di presentarsi nel fatto del Trofeo Trinacria? miglior modo possibile. Inoltre, tro«Penso che il Trofeo abbia contrivandosi sotto giudizio, ci si impegna buito alla formazione dei giovani per raggiungere lo scopo nel miglior cavalieri, soprattutto grazie a un modo possibile. La prima scheda di maggiore cura nel compito, anche, valutazione, per esempio probabilmen- “Credo che il Trofeo abbia contribuito sull’imboccate, era troppo alla formazione dei giovani cavalieri, tura o l’assetampia e meno to formale. In selettiva per soprattutto grazie a un maggiore cura questo modo, quanto ri- nel compito, anche, per esempio diventa un percorso belguarda l’as- sull’imboccatura o l’assetto formale” lo a vedersi. setto. Se si Negli anni passati, sembrava che riesce, negli anni, ad ottimizzare questo tipo di monta, la si può trafossero tutti un po’ fuori controllo sferire automaticamente nelle ale venivano messi in atto atteggiatre categorie, che siano a tempo o a menti che erano controproducenti per l’esecuzione corretta del percorbarrage, acquisendo così un tipo di monta utile e corretta, finalizzata so. Credo che l’anno prossimo sarà alla migliore esecuzione del percororganizzato anche meglio, sarà più so. Grazie a queste modifiche si rieselettivo e sono certo che vi prendesce a ottenere un maggior controllo ranno parte molti più cavalieri».

Trinacria, per Alberto Velis «un trofeo inutile»

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Alberto Velis Alberto Velis

osa pensa delle ultime modifiche proposte dalla Federazione riguardo al regolamento del Trofeo Trinacria? «Chi prepara questi documenti lo fa con una certa attenzione e queste 14

modifiche vengono fuori da alcune Dopo questo primo anno di speosservazioni che hanno portato a rimentazione, che opinione si è queste modifiche. Io non ho molto fatto del Trofeo Trinacria? da lamentarmi rispetto alle strut«Personalmente lo ritengo molto inutile. Credo che piuttosto bisogneture dei regolamenti prodotti dalla nostra Federazione. Certo, il prorebbe lavorare molto sugli istrutblema è che il Comitato non ha un tori e non sul Trofeo. Si tratta di vero e proprio interlocutore. Non una formula che non si adatta bene so se la colpa è soltanto nostra che alla nostra tradizione equestre, che non è quella americana, e finisce accettiamo le regole così come ce le per risultare noioso a causa della danno. Sul merito del regolamento del mancanza di competitività diretta. Questo tentativo di trasportare Trofeo Trinacria non posso dire molto. I regolamenti sono sempre abitudini di Paesi molto diversi dal fatti con una cernostro, secondo ta capacità, però “Si tratta di una formula me non funziona. vengono elabora- che non si adatta bene alla Bisogna puntare ti all’interno del sugli istruttori, Comitato, non c’è nostra tradizione equestre, penalizzarne un un interlocutore che non è quella americana, certo numero e da parte degli incentivare una e finisce per risultare noioso istruttori o dei nuova generagenitori che pos- a causa della mancanza zione che porti sa discutere nel di competitività diretta” gli allievi verso merito delle cose. un certo tipo di Quelle volte che veniamo chiamati equitazione. Il problema non è la formula della categoria, ma sono gli non vengono presentate proposte o soluzioni che possano integrare il istruttori perché alcuni sono bravi lavoro del Comitato». ma molti no».


NUOVE REGOLE DEL TRINACRIA, L’OPINIONE «STRANITA» DI TULLIO AMADEUS mo rimasti tutti un po’ straniti, io per primo ho pensato si trattasse di una cosa scorretta da parte dell’organizzazione nei confronti dei concorrenti. Ci si iscrive pensando che il Trofeo sia tutto basato sull’equitation, invece ci si ritrova con delle schede che, seppur valide, non c’entrano nulla con quelle della prima tappa. Quindi, o il metro di valutazione veniva stravolto all’inizio, facendo magari un concorso di prova, oppure lo si lasciava invariato. Hanno anche dovuto sospendere le classifiche, perché nessuno sapeva come sarebbero stati modificati i punteggi della prima valutazione con quelli della nuova. Ormai la modifica è stata fatta, quindi il Trofeo ce lo teniamo così com’è, questa è l’ultima tappa, però credo che una cosa del genere non dovrebbe accadere più, non è corretto». Dopo questo primo anno di sperimentazione, che opinione si è Tullio Amadeus fatto del Trofeo Trinacria? «Il Trofeo è stato divertente perché sono osa pensa delle ultime state introdotte molte novità. Negli modifiche apportate dalla anni in cui ho gareggiato, per esempio, non avevo mai Federazione fatto l’equitation riguardo al “Quando hanno cambiato la in ogni gara. Se le schede fossero regola mento del Trofeo scheda ci siamo tutti un po’ state cambiate Trinacria? straniti, io per primo ho pensato sin dall’inizio «Sono partito si trattasse di una cosa scorretta avremmo avuto con l’idea che il qualcosa di veTrofeo Trinacria da parte dell’organizzazione nei ramente inedito. fosse una com- confronti dei concorrenti” Partecipare a petizione basata questa competutta sull’equitatizione mi ha tion, ovvero valupermesso di migliorare tantissimo, perché una gara tazione dei salti singoli per la postura, il galoppo durante i salti e così via. tutta basata sull’equitation deve farti Quando hanno cambiato la scheda siaimpegnare in campo nella forma, nella

postura e nel controllo del cavallo. Mi rendo conto, rivedendo i miei filmati, che nelle gare a tempo sono sempre più scomposto, penso di più ad andare avanti ed è una cosa che non aiuta ad avere una forma stabile e un galoppo regolare. Invece l’equitation ti spinge a fare sempre meglio e a migliorarti, è una cosa che aiuta molto».

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CONCORSI Concorsi EquiNewsSicilia

Campionati regionali Adim Ancora una volta una bella m

di Annalisa Castronovo

ha gareggiato su Tycho, mentre il seconA vincere la categoria Brevetti do su Vavantos. Giuseppe Carrabotta, Seniores è stata Lucy Santangelo in o scorso mese di giugno, più presella a Calonicus, mentre si sono piazin sella a Dark Moon, ha ottenuto, incisamente dal quattro al sei, si vece, la medaglia d’oro nel Campionato zati secondi Alex Agatino Pellizzeri e sono svolti per la Sicilia all’Adim di 2° grado Juniores e Young Riders, il suo Pablo, mentre Aurelia Piazza di Augusta e in contemseguito da Alessandro ha vinto la medaglia di bronzo su Eris poranea a tutto il resto L a m anifesta zione Trovato con Clinton S IV. Invece, nella categoria Brevetti d’Italia, i Campionati s p o r t i va è s tata e da Alessia Ruggieri Juniores, la vittoria è andata a Regionali di salto ostasu Valentino. Sebastiano Clemenza con Ultimate, seguito da Stefano Enea in sella a coli. In questa edizione diretta dal lombardo Il Campionato di 1° il numero dei partenti Fabrizio S onzogni , grado Seniores è staVonistro e da Cristiana Assenza su ha superato di gran to vinto da Salvatore Ulft B. Infine, ecco i nomi dei primi co a d i u va t o d a l lunga quello della preclassificati nelle restanti categorie: Caccamo in sella a cedente, trattandosi di- “ nostro” G abriele Stapp’s Omein, menFederica Canino su Charieffa per il tre Renato Zappulla e fatti di ben 345 binomi Vulcanico Campionato di 1° grado Pony, Alessia contro i 290 precedenAnastasi con Okapi per il Campionato il suo Glenn 0155 sono ti. Si deve al Comitato regionale Fise saliti sul secondo gradino del podio e Pony Brevetti, Giuseppe Militello per Marcello Ortisi ha conquistato la meil Gran Premio Istruttori, Rosario Sicilia, in collaborazione con il centro daglia di bronzo, terzo posto conquistaTorrisi su Nadir dell’Ippari per il ippico della famiglia Aprile, l’organizzazione di questa riuscita manifestato su Satire. Criterium Brevetti vi t tor ia d e l Senior, zione sportiva, che è stata diretta dal Renato Agosta, L a Davide lombardo Fabrizio Sonzogni, coadiuvaUmberto Sambataro e Campionato di 2° Campoccia con Top to dal “nostro” Gabriele Vulcanico. Daniele Nicastri sono, Gun per il Criterium Ad aggiudicarsi la vittoria del nell’ordine, il primo, il grado Seniores è Brevetti Junior, secondo e il terzo clas- andata a Turi Vacirca Giuliana Galia in Campionato di 2° grado Seniores, in sella a Watchico, è stato Turi Vacirca. sificato del campionato in sella a Watchico groppa a Ballylee Hanno conquistato, invece, la medaglia di 1° grado Juniores e Silver per il Criterium d’argento e quella di bronzo altri due Brevetti Pony e per la categoria Young Riders, saliti sul podio anche cavalieri catanesi: rispettivamente, grazie all’apporto dei loro rispettivi caCriterium Promesse Pony è arrivata Alberto Velis e Dario Agosta. Il primo valli Wessel, Tjeloma e Saniki. prima Gaia Falsone in sella a Ninfa.

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Turi Vacirca in una foto d’archivio 16


2010 manifestazione

intervista a

Turi Vacirca

A. C.

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Alberto Velis

Alessia Ruggieri su Valentino

uri Vacirca è il vincitore dei Campionati Regionali di 2° grado Seniores svoltisi sui campi dell’Adim di Augusta. Equinews ha raccolto le sue impressioni: «Abbiamo assistito ad un’ottima organizzazione e bei percorsi. L’Adim è sito in una località molto bella, tutto è stato fatto abbastanza bene. Ritengo di buon livello anche il parco ostacoli e il direttore di campo. Tutti hanno il desiderio di gareggiare in questo impianto perché possiede anche un buon terreno di gara e quindi è molto piacevole sia per i cavalli che per i cavalieri. Trovo sia positivo che i Campionati vengano fatti ad Augusta». Esiste, per ogni vittoria, un segreto? «Non c’è alcun segreto. In questa occasione ho cercato di avere un po’ di costanza nel percorso associato ad un cavallo idoneo. Mi sono affidato alle sue potenzialità, nonostante quest’ultimo non avesse molta esperienza. Ho vinto perché sono stato abbastanza regolare, perché ho sempre ottenuto dei buoni piazzamenti; non ho fatto nessun exploit ma neanche delle prestazioni al di sotto della media». Dal punto di vista tecnico ha fatto delle scelte particolari? «Sì, ho fatto la scelta di non tirare le categorie, di non andare troppo veloce, in modo da avere sempre un cavallo abbastanza regolare; perché non era la velocità a contare, bensì le barriere». Cosa prova dopo il risultato ottenuto da suo figlio Ernesto a Jardy? «È stata sicuramente una bellissima esperienza sia per me che per il bambino e, comunque, era già parecchio tempo che giravamo in concorso ottenendo eccellenti risultati. A Jardy è stata una bella esperienza, c’era veramente tanta gente e, inoltre, il confronto con altri bambini della stessa età di Ernesto ci ha dato un’idea del livello tecnico dei cavalieri stranieri; lo stesso discorso può essere valido per il parco cavalli. La distanza della nostra regione ci pone dei limiti alla conoscenza delle altre realtà agonistiche di livello internazionale». Quindi la differenza tra un concorso internazionale e un Campionato europeo si sente… «Certo che c’è differenza, non v’è dubbio; però, siccome c’è tanta passione e tanta buona volontà, alla fine cerchiamo di renderle al minimo, sebbene tali differenze siano palesemente presenti. Penso, tuttavia, che sia una cosa normale». 17


CONCORSI Concorsi VILLA GENNA, Alagna su tutti nella C115 e C120 EquiNewsSicilia

di Annalisa Castronovo

su Mistery; per la BP90, a tempo, è arrivata prima Agata Pellegrino el weekend compreso tra il 3 e con Dualchi (57,28), seguita da il 4 luglio, presso Villa Genna Caterina Piacentino con Julius The Fire (63,82); terzo posto (76,11 e 4 a Marsala, si è tenuta la quarpenalità), invece, per Rossella Lumia ta tappa del Campionato Provinciale Trapanese di salto ostacoli. A vestire su Nefertite. La vincitrice della BP90 i panni di direttore di campo è stato ha partecipato anche alla BP100 Tommaso Favata; mista con un Rita Rizzo ha in- F r an ce sco A l agna fa tempo di 72,63 e vece presieduto “ e n ple in ” i mpone ndosi 4 punti di penalità. Nella B100 la giuria, formata anche da Giovanni in prim a posizione ne ll a mista Andrea Mangogna, Mela gara a tempo della C115 Magaddino conGarofalo e Sabrina e ne ll a C120 mista quista la vetta del podio con un Parrinello. percorso netto in 40,22 su Frida, Tra i più giovani concorrenti delmentre la seconda e il terzo clasla domenica ricordiamo Vincenzo Piacentino su Lord Bayron, Marta sificati, con Rebbecca e Olaf, sono e Alessio Morettino in sella a rispettivamente Giusy e Francesco Licari. Quest’ultimo è anche il vinMartino, Baldassare Cusumano citore della B110 con un tempo di e Giulia Matteucci su Flamenco, Michel Anastasi e Simona Gargano 55,78, precedendo Mario Chiaia e la sua Nikita, nonché Chiara Sutera con Eashly e Riccardo S. Colomba su piazzatasi terza in sella a Flavio. Cappagh Fred per la BP60; nella categoria B80 di precisione, tra gli altri, Infine, eccoci giunti alle prestigiose C115 e C120. Nella gara a temGaia Cusumano con Hamlet, Silvia po vince il primo premio di 150,00 Morello su Samoa e Giacomo Buzzitta

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euro Francesco Alagna con Cyrus De Cosniere, mentre il secondo e il terzo premio vanno, rispettivamente, a Salvatore Martorana in sella a Romana V/D Molenberg e a Manfredi Di Giovanni che ha gareggiato con Fulmine Del Tavollo. È proprio Francesco Alagna che si aggiudica anche la C 120 mista. Con un tempo di 66,29 e un percorso netto, in sella a Veni De Joncmesnil, vince anche il premio di Euro 250,00 messo in palio per il primo classificato in questa categoria. Categoria che vede la medaglia d’argento per Piero Miceli con Campinoo e il bronzo a Francesco Pagano, che ha gareggiato su Verena Van Bergvijver. Francesco Alagna


CONCORSI Concorsi EquiNewsSicilia

COPPA CAMELOT NUMEROSI I di Marcello Marinisi

Cammormile, Giuliana Farinella su Mambo, Ilaria Marotta su Rubens II, l 10 e 11 luglio, negli impianti Andrea Vetrano su Mambo, Giovanni dell’Asd Camelot di Sciacca, ha Martinelli su Lord Bayron, Sofia avuto luogo la seconda edizione Peraino su Explosive dell’Aragam, della Coppa Camelot, una compeLucrezia Billeci su Hop du Cornet e tizione di tipo “B” che ha visto ai Anastasia Di Leo su Mister Magoo. nastri di partenza numerosi cavaNella B100, con 21 partenti, ben 13 lieri e amazzoni che si sono sfidati binomi hanno ottenuto il percorso nelle diverse categorie, dalla B80 netto, tra questi: Ignazio Fabrizio Puma su Oleandro, Isabel Nizza su alla C135, e che si sono contesi il montepremi di 6.400 euro messo in Frida, Silvana Patrì su Wayana e Rodolfo di Caro su Vasco C. palio per l’evento, sotto lo sguardo vigile e attento di Mela Garofalo, La B110 (11 partenti), ha visto salire sul gradino più alto del podio Caterina la presidente di Giuria, supportata da Rosalba Bertuccio, Tommaso Titone su Latina, con un tempo di Favata, Sabrina Parrinello e Maria 33,19, seguita da Michele Culotta Letizia Passatti. su Jean-Paul (36,19) e da Laura A impreziosire la “due giorni” di Marchese su Madame de Coeur che, gare, i percorsi ideati dal direttore con un tempo di 40,70, di è aggiudidi campo, il cacato il terzo piaztanese Gabriele Ottimo piazzamento nella C130 zamento. Vulcanico. per G iovanni G ioè su U lano Successo netLa prima giorto per il binonata di gara si Van de Boslandhove, che si è mio formato è aperta con la imposto su 21 concorrenti in d a l l ’a m a z z o B80, gara di gara, con un tempo di 56,33 ne Nathalie precisione che Scarluppa e ha visto nove partenti, otto dei quaQuelmondo che, nella C115 (11 partenti) con un tempo di 30,68, ha stacli hanno compiuto un percorso netto cato il secondo classificato, Orazio con 0 penalità guadagnandosi ex equo la prima piazza. Componevano Bonaccorso su Vado al massimo, di il nutrito gruppo: Alessia Bono su più di 8 secondi (39,04).

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Luca Li Bassi 20

Giovanni Gioè Ottimo piazzamento nella C130 per Giovanni Gioè su Ulano Van de Boslandhove, che si è imposto su 21 concorrenti in gara, con un tempo di 56,33, superando Dario Luigi Agosta su Valley Girl, (58,42) e Ludovica Bonanno su Succodarancia (60,64). Ha chiuso la giornata la categoria C120 (nove partenti), vinta da Giammario Basile su Future (70,82). Basile ha avuto la meglio su Lorena Traina (su Boheme de Carmel, con un tempo di 60,84 con 4 penalità) e su Salvatore Cambria (su Kangoon de Villemer) che ha ottenuto un tempo di 66,81 cumulando però 4 penalità. Anche la seconda giornata di gare si è aperta con la B80 (sette partenti), gara di precisione che si è conclusa con un ex equo, il primo posto, infatti, è stato occupato da Alessia Bono, ancora su Cammormile, Sofia Peraino su Explosive dell’Aragam e da Anastasia Di Leo su Mister Magoo. Un podio tutto al femminile che ha inaugurato l’ultimo giorno della seconda Coppa Camelot. Ancora in tre sul gradino più alto del podio, questa volta si tratta della B100 (17 partenti), precisione e barrage, che ha avuto per protagonisti Ignazio Fabrizio Puma su Oleandro, Isabel Nizza su Frida e Elisa Sideli su Fotka.


I BINOMI AI NASTRI DI PARTENZA

Alessia Barsalona su Joeri si è aggiudicata il primo posto nella B110 (undici partenti), con un tempo di 33,41, avendo la meglio su Silvana Patrì, ancora su Wayana, su Geraldine Trimboli su Cjabatyn, Laura Marchese su Madame de Coeur, Caterina Titone sempre su Latina e Gaetano Alfonso Belfiore su Curling, tutti al secondo posto con 4 penalità sul percorso. Nella C115 speciale a fasi consecutive, secondo successo per Nathalie Scarluppa su Quelmondo (26,73). Seconda piazza per Pasquale Marchese su Ledj Wildsun (29,54), mentre Orazio Bonaccorso su Vado al massimo ha concluso la giornata con il terzo posto con un tempo di 30,72. Due manche per i 18 partenti della C135 (valida per il passaggio da 1° Grado Qualificato a 2° Grado) che, in questa seconda giornata, ha sostituito la C130. Ad aggiudicarsi la prima piazza è stato Luca Li Bassi su Uranco V, con un tempo sul percorso di 38,68. Secondo posto, invece, per Dario Luigi Agosta su Valentino G., con 40,36. Ottimo risultato anche per Giovanni Gioè che, dopo il primo posto nella C130 della prima giornata,

si aggiudica anche il terzo piazzamento nella C135, sempre su Ulano Van de Boslandhove, con un tempo sul percorso di 36,31 (0/4). A chiusura della 2^ Coppa Camelot, si è svolta la C120 a tempo (10 partenti), vinta da Cesare Savoca su Icaro Baio, con un tempo di 48,08. A seguire,

Salvatore Cambria che, su Kamgoon de Villemer, bissa l’eccellente prestazione del primo giorno, con un tempo di 52,80. Terza piazza, invece, per Giammario Basile su Future, anche lui protagonista di questa entusiasmante due giorni nella cornice dei campi di Sciacca.

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TROFEO SICILIA DRESSAGE

CHIUSA L’EDIZIONE 2010 A « A presiedere la giuria la lombarda Maria Adelaide Galante

Xenia Schumann impegnata in una delle riprese dei Campionati Italiani

di Marcello Marinisi

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’atto conclusivo dell’edizione 2010 del Trofeo Sicilia Dressage si è svolto il 17 e il 18 luglio e ha avuto come cornice i campi del Club Ippico “La Palma” di Messina (gara qualificante per la finale del Trofeo Gid). Un bel momento di sport che ha permesso di conoscere i vincitori di tutte le categorie in concorso, emersi tra i binomi che hanno partecipato ad almeno tre delle quattro tappe in programma in giro per la Sicilia. A presiedere la giuria c’era la lombarda Maria Adelaide Galante, supportata da Karen Dalton, Antonino Fichera e Ugo Volpe. Ma procediamo con ordi22

ne. Daria Tribastone, già camsto ai Campionati italiani assopionessa regionale in carica, si luti pony della disciplina. Tra è aggiudicata la prima piazza i Senior, vittoria per l’amazzonella Categoria ne Isabella De “ M ” su Leon T r a le prom e s se , ne ll a Salvo che, in sella ad Aladin, S ottenendo un punteggio categoria pony, vittoria per è riuscita a ott ota le su l le la Bombaci in sella a E mir tenere un toquattro tap- co n un p u n t e g g i o tale di 368, 319 punti sulle pe di 395,445. quattro tappe. Secondo posto complessivo di 393,545 Piazzamento di per A lber t o Santoro che in sella a Quinto ha tutto rispetto anche per Fabrizio ottenuto 345,556 punti. Marsica su Melis H che con Nella Categoria “F ” junior, in360,957 ha agguantato il seconvece, ad ottenere la vittoria è do posto. stata la giovane Xenia Herta La giovane Annalisa Arestia in Schumann in sella a Zitnas Vito sella a Chamonie ha guadagnacon 384,343 punti. La Shumann to 400,418 punti aggiudicandosi non è nuova ai successi, infatti in questo modo la vittoria nella Categoria E junior, davanti a ha già conquistato un terzo po-


«LA PALMA» DI MESSINA

supportata da Karen Dalton, Antonino Fichera e Ugo Volpe in sella a Cleopatra, con un botcategoria Promesse cavalli, dove tino complessivo di 378,856 punad arrivare in fondo è stato un solo ti. Dietro di lui Guglielmo Filici binomio, quello formato da Luisa Malfitano e Querver e che ha vinto su Ulixes (350,610). Occhi puntacon un puntegti infine sulle Nella Categoria F junior ad gio di 391,459. Promesse. Nella Il 2010, non va ottenere la vittoria è stata la categoria pony, infine dimenvittoria per la giovane Xenia Herta Schumann ticato, è stato Bombaci in sel- in sella a Zitnas Vito il primo anno la a Emir con un in cui il Trofeo punteggio complessivo di 393,545. Sicilia ha dedicato un’intera sezione La seconda posizione, invece, è al Dressage, una disciplina che vastata conquistata da Nicola Arena lorizza l’addestramento del cavallo e su Hey Speed davanti a Desirè che raccoglie sempre più praticanti Morabito su Ninf. Delusione nella provenienti da tutta la Sicilia.

Giulia Pampallona su Valchiria di Giulfo, seconda piazza, e a Ottavia Marascia su Cleopatra che ha conquistato il terzo posto della categoria con un punteggio complessivo di 368,844. Il Trofeo Sicilia Dressage 2010 si tinge ancora di rosa, per quanto concerne i pony, sempre nella Categoria “E”, infatti, successo di Elsa Calcaterra su Korreborg’s, vincitrice con 385,354 punti. Alle sue spalle, in sella a Nuvola, secondo posto per Marta Di Pietro, con 355,705 punti. Terza piazza conquistata invece da Antonio Nasisi in sella a Ribot. Nella sezione riservata ai Senior della Categoria “E”, primo posto per il cavaliere Eduardo Marascia

Daria Tribastone 23


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Quarta tappa Trofeo Trinacria, un’occa

Nel “Livello C” successo di misura per Cesare Savoca: so

Una Panoramica del campo in erba della Società Ippica Siracusana

di Marcello Marinisi

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a Società Ippica Siracusana, presieduta da Giovanni Stella, in occasione della IV Tappa del Trofeo Trinacria svolta nei suoi campi di Contrada Fusco a Siracusa il 24 e 25 luglio scorsi, ha voluto rendere omaggio alla memoria del professore Antonio Privitera, chirurgo di fama dell’Ospedale Garibaldi e grande appassionato di cavalli, morto lo scorso 15 giugno. A Privitera, personaggio di rilievo del mondo dell’equitazione siciliana, va il grande merito di avere portato in Sicilia una ventata di novità in anni in cui questo sport era ancora ai suoi inizi. Grazie al suo impegno ed alla sua passione, infatti, è nato il Cisse, Centro ippico siciliano sport equestri, nei cui campi ha avuto luogo la prestigiosa “Coppa 24


casione per ricordare Antonio Privitera

olo di un punto, infatti, la differenza su Federica Canino

del Mediterraneo”, un concorso internazionale al quale nel corso degli anni hanno partecipato cavalieri e amazzoni di fama, provenienti da tutto il mondo e che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita e allo sviluppo dell’equitazione in Sicilia. La tappa siracusana, oltre a rendere omaggio alla memoria del compianto Antonio Privitera, è stata l’occasione per conoscere i verdetti finali dell’edizione 2010 del Trofeo Trinacria. I binomi si sono cimentati sotto gli sguardi attenti della presidentessa di giuria Rosalba Bertuccio, assistita nel suo lavoro da Francesca Brugaletta, Rita Rizzo, Daniela Saitta, Giuseppe Carcò, Franco Alongi, Antonio Fichera e Fabio Paderni.

Tre le categorie in gara. Nel Livello “A”, successo per il giovane Tullio Amadeus che, in sella a Pepinto Pink, si è aggiudicato la prima piazza con un punteggio complessivo sulle quattro tappe di 281. In seconda posizione, con 263 punti, Antonio Nasisi su Schery de Fontaine. Si piazza al terzo posto Sofia Monastero su Ines la Vieville con 204 punti. Nel Livello “B”, agguanta il primo posto Alessia Falco su Thunder of Ice, l’amazzone è riuscita ad ottenere un complessivo di 289 punti staccando Giorgio Terrasi su Senator, secondo posto con 192 punti. Terza piazza per Sebastiano Pitruzzello in sella a Gianco (140 punti). Finale sul filo di lana, infine, nel Livello “C”, il più impegnativo dei tre in programma. Successo di misura, infatti, per l’ufficiale dell’Esercito Cesare Savoca su Idyllio, che ha ottenuto la vittoria con un punteggio totale di 276, seguito da Federica Canino che, in sella a Charieffa, ha guadagnato 275 punti. Terzo posto, infine, per Giammario Basile su Future (265).

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PORTO Porto Franco FRANCO EquiNewsSicilia

GIOVANNI GIOÈ

L’A R T E D E L « M E R C A N T E » D I

Giovanni Gioè su Schat Girls

di Riccardo Campolo

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iovanni Gioè è uno dei pilastri fondanti de le “ Scuderie La Rana”, un’azienda che opera nel mondo dell’equitazione da ormai dieci anni, dopo la sua fondazione da parte di Antonio Romano. Un decennio di professionalità che ha permesso a questa scuderia di diventare un punto di riferimento per l’Italia che monta a 26

premi con Breezer e Toreador, o Alessandro Clemente in sella a Silvano V. Sono tanti gli ingredienti fondamentali affinché i clienti restino sempre soddisfatti, affinché restino convinti negli anni della scelta fatta. «Decidiamo di acquistare un cavallo dopo averlo seguito nell’anno precedente, quindi sostanzialmente è già testato. Non è detto “Possiamo che il binomio cavalnostro comit lo/cavaliere riesca «a primo colpo», ma Abbiamo avut diamo la possibilità e una rapprese ai nostri clienti di tornare indietro, con in continua e una assistenza pressoché illimitata» ci racconta Gioè, in barba a quelli che lui stesso definisce «mestieranti», che spesso rovinano la reputazione della categoria. I cavalli della scuderia, provenienti da tutta Europa (in primis Belgio e Olanda) vengono lavorati fino ai 3 anni da un collaboratore, poi è lo stesso Gioè che li prepara per le competizioni. Non manca qualche dritta di carattere tecnico, grazie all’esperienza acquisita negli anni in questo campo: «il lavoro in piano è fondamentale; senza quello il cavallo non può ottenere risultati soddisfacenti. Ne ha bisogno per un’ottima preparazione al salto, risultato, poi, che viene in automatico». Approfondire e capire quale è il punto di vista di un cavaliere/allevatore di cavalli cavallo. Il loro segreto, secondo da competizione molto attivo nel quanto afferma lo stesso Gioè, contesto siciliano. «Possiamo risiede nella cura e nella passione che mettono nel lavoro, sevantarci del nostro comitato guendo costantemente gli esemregionale. – afferma Gioè - la plari trattati Sicilia, dopo e i loro clien- “la cosa più importante è seguire Lombardia e Veneto, è una ti. La serietà della scuderia il cavallo nonché i risultati, magari delle regioni con il maggior è confermata tramite internet” numero di tesdai risultati serati». «E’ un comitato che si di alcuni loro binomi: Andre rinnova, che non muore sepolto Vitale, vincitore di alcuni gran


I C AVA L L I

da polvere e noia, come il precedente. E’ un comitato fattivo, che segue quelle che sono le esigenze dei cavalieri». Una nota di merito nei confronti dell’attuale presidente, Pierfrancesco Matarazzo: «Il Presidente conosce il suo mestiere. L’ho contattato quando ho avuto bisogno e ho trovato il giusto riscontro. Ascolta gli sportivantarci del vi, è pronto, preparato. Conosce tato regionale. lo sport perché lo to una crescita vive». Ha qualcosa entanza sportiva da dire su «alcuni personaggi che crievoluzione” ticano per i propri interessi politici. Ma non sono critiche obiettive. Io posso dire che questo comitato funziona » aggiungendo inoltre come non avverta più la differenza di prima rispetto ai cavalieri con esperienza internazionale. Ci tiene poi ad evidenziare la «chicca » della sua scuderia: «quest’anno La Rana ha comprato un cavallo molto impor-

Umberto Romano e Giovanni Gioè

tante che verrà montato da Luca Calabro, mio coach. Il cavallo, lo stallone Orane, è stato in Olanda e a Roma. Ha dato vita a più di 500 puledri nel 2010; di fatto è uno dei più richiesti a livello europeo». Si chiude, infine, con un consiglio per i nuovi acquirenti ricordando che «la cosa più importante è seguire il cavallo nonché i risultati, magari tramite internet - e continua - consiglio di rivolgersi a gente che ha dimostrato serietà e affidabilità, cioè coloro che hanno trattato cavalli che hanno ottenuto risultati. Se il cavaliere è giovane è meglio un cavallo d’esperienza. Sicuramente meglio di comprare un cavallo giovane nella speranza che duri il più a lungo possibile». 27


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Endurance, affascinante disciplina di campagna in espansione di Claudia Santoro

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’Endurance è un’affascinante disciplina di equitazione di campagna che coinvolge sempre più curiosi ed appassionati. A tener alto il suo prestigio nella nostra regione è il centro ippico “Noe Equitazione” di Partinico che, fondata da Giuseppe Speciale e Francesca Mannino nel 2004, conta oggi circa duecento tesserati. Nel centro si allena anche la famiglia Casamento. Il padre Giovanni e le due figlie Rossella e Annamaria, credono fermamente in questa passione, supportati dalla madre e dai fidanzati che collaborano con loro ad ogni gara, assicurando l’importante servizio di assistenza. Numerosi sono i piazzamenti in gare regionali e nazionali dei Casamento e dei loro cavalli, offrendo così all’isola sempre più visibilità nella disciplina. Ultimi risultati sono quelli ottenuti a Predazzo e a Partinico. Tre i Siciliani che hanno preso parte alla terza tappa del Campionato Giovani Cavalli Italiani di Predazzo (TN) il 18 luglio. In testa alla CEN**/B 84 chilometri per UNIRE, si è piazzata l’amazzone siciliana Rossella Casamento in sella a Navasiria, puro sangue arabo di 28

sette anni,firmando una vittoria in testa a sedici binomi. Nella stessa categoria, in terza posizione, ancora un siciliano ovvero Alessandro Piro con Vittorinas, mentre in sesta posizione si è classificato Giovanni Corradino con Visconte D’Ambelia. Rossella Casamento, 23 anni compiuti il giorno successivo alla gara, ci racconta così l’esperienza di Predazzo. «Siamo partiti alle 6,30 del mattino e ci ha accompagnato la pioggia. I primi due giri sono stati molto difficili perché la prima parte del percorso era molto tecnica. C’erano salite, discese, entravamo nel bosco dove da terra spuntavano delle radici. Bisognava fare attenzione alla salvaguardia del cavallo. Da metà percorso in poi, invece, era possibile andare ad una velocità sostenuta e aumentare la media». «In Sicilia – continua la Casamento - i nostri percorsi sono più tecnici, questo forse ha favorito il nostro binomio. Ho fatto una media fortunatamente molto alta, stando in testa sin dal principio in tutti e tre i giri. Il cavallo, nonostante il viaggio dalla Sicilia, è rimasto in ottime condizioni ad ogni giro.» Un altro successo si aggiunge quindi ai già conquistati allori per Rossella

Casamento, già reduce dalla medaglia d‘argento a Castellana Sicula nella seconda tappa del Campionato Regionale. «Il vero motore di tutto, per me e per la mia famiglia, è l’amore per il cavallo e la natura – spiega Rossella Casamento – per fare le gare è necessario un allenamento costante. Grazie a questa grande passione da tutti condivisa, riusciamo a conciliare lavoro, studio ed equitazione. Quando è possibile usciamo insieme

Giovanni Casamento


nei percorsi di San Cipirello, adoperando il cardiofrequenzimetro per controllare i battiti cardiaci del cavallo e regolare l’andatura. Più ci avviciniamo alle gare, più il nostro allenamento diminuisce per non far arrivare in gara il cavallo stressato. Nei nostri allenamenti alterniamo anche momenti di gioco e di svago insieme fermandoci magari agli abbeveratoi». La prossima gara è in programma in settembre con la quarta tappa del Campionato Giovani Cavalli Italiani ad Anghiari, in provincia di Arezzo, dove Rossella Casamento e Navasiria cercheranno di tener testa per aggiudicarsi il titolo a Tanca Regia in Sardegna nella quinta ed ultima tappa del Campionato. Successo dopo successo la famiglia Casamento è ormai nota agli appassionati e agli addetti ai lavori dell’endurance italiano. Non è da meno, infatti, la sorella gemella di Rossella, Annamaria che ha firmato numerose vittorie in sella a Turandor Di Valleverdi. Non ultima quella del CEI* e del CEN**/B – CEI1*, nel Trofeo Giovani Cavalli Italiani 2009 svolto in Sardegna. Nel 2007 hanno vinto insieme il Trofeo Unire nella categoria riservata ai 5 e 6 anni, la CEN*/R. Le sorelle, influenzate dall’amore del padre per i cavalli, hanno iniziato a montare all’età di undici anni con Lara Corsetti, attuale istruttrice presso l’Eos di Palermo. A coronare un anno di successi è poi il capofamiglia, Giovanni Casamento, che in sella a Qualcuno, si è aggiudicato a Partinico la gara più prestigiosa della quarta tappa del Campionato Regionale. Nello splendido scenario della diga Poma, dove ogni giorno i tesserati del centro godono delle meraviglie del paesaggio nei loro costanti a l lena menti , Casamento si è aggiudicato la penultima tap-

pa del Campionato Regionale alla quale hanno preso parte 55 cavalli provenienti da tutta la Sicilia. Il cavaliere di Partinico, con il suo cavallo famoso per la qualificazione agli europei e tornato in campo dopo due anni di pausa, ha chiuso la gara di 90 chilometri con una media oraria di 10,960 km/h precedendo nella classifica Alessandro Piro su Robinia di Valleverdi che oltre ad avere ottenuto la “best condition” ha chiuso con una media oraria di 10,795 Km/h. «Il percorso era molto tecnico. Doveva essere studiato a fondo per capire come affrontarlo - spiega Giovanni Casamento - la prima parte era tutta in salita, ma nella parte finale la discesa dava la possibilità di recuperare. Le gare di endurance si vincono se il cavallo è in forma. Compito del cavaliere è intuire la volontà del cavallo e prepararlo al

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Rossella Casamento

meglio con allenamenti, alimentazioni e controlli adeguati insieme a tecnici e veterinari bravi». Vittorie ottenute con grandi sacrifici e con grande costanza con il supporto dell’intera famiglia. «Ad un certo punto però abbiamo dovuto allentare un po’ la presa – aggiunge - perché ad ogni trasferta il cavallo è come se sostenesse due gare. Una è quella del viaggio. Noi della Sicilia, infatti, siamo eccessivamente penalizzati a causa delle distanze e dei costi». 29


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Giuseppe Speciale e Vito B

Spiegano a Equinews cos’è l’e

Giuseppe Speciale

di Claudia Santoro

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iuseppe Speciale*, in cosa consiste l’Endurance? «È una disciplina molto impegnativa, che consiste nel porta re i l cava llo a l trag ua rdo nel le migl ior i cond izion i su lunghe distanze. Perché questo accada è importante che il cavaliere riesca a capire bene il cavallo e ad allenarlo in ottime condizioni. L e condizioni 30

f isiche del cavallo sono quindi elemento fondamentale per la buona r iuscita della gara. Nella selezione del v incitore i veterinari controllano diversi parametri importanti dal battito cardiaco alla disidratazione, e così v ia ». Perché i ragazzi dovrebbe ro scegliere l’endurance, rispetto alle altre discipline equestri? «I ntanto perché è uno spor t che va fatto in campag na e

secondo me è uno degli sport più sani. Non è la stessa cosa di essere costretti in un rettangolo a saltare gli ostacoli stressando il cavallo. Nell’endurance anche l’allenamento è più tranquillo, si fanno del le passegg iate immersi nel la natura ». Qua nta adrena lina of fre l’endurance in gara? «Nell’endurance il cava l iere che r iesce a gestire bene il cavallo portando nelle migliori condizioni al trag uardo ha una soddisfazione immensa perché sa capi re l’a n ima le, sa capire i suoi momenti di crisi, di stanchezza e sa incoraggiarlo. Per il controllo dell’animale l’apparecchiatura è fondamenta le. Viene uti l izzat o i l ca rd io frequenzimetro per un costa nt e mon it oragg io del la f requen za ca rd iaca. Pa rametro chiave della gara ». Perché ha deciso di specializzarsi nell’endurance? «P ratico l’endurance da più di venti anni ed ho trasmesso la passione a mio f iglio che ha ottenuto r isultati impor tanti. Ha partecipato a Europei, Mond ia l i , per d iversi a n n i è stat o ca mpione ita l ia no. Questa stessa passione vorrei trasmetterla a i ragazzi che frequentano il mio centro. Non tutti comunque seguono l’endu-


Barranca

endurance rance a livello agonistico, ma solo per il piacere di montare. Nel mio centro ho 20 0 tesserati, 25 sono agonisti e la parte restante frequenta la scuola, ma solo una quarantina è costante ». Cosa ser ve per iscriversi? «Per iscriversi è necessario il tesseramento. Bisogna acquisire poi la prima patente per l’assicurazione. Con i nuovi iscritti iniziamo con lezioni di base nel rettangolo. Inseg niamo a sellare il cavallo e a prendersene cura. P iù o meno dopo dieci lezioni si è in condizioni di montare e pian piano di andare fuori. Un pacchetto d i d ieci lezioni da 1 ora costa 120 euro al quale si deve agg iungere il costo dell’assicurazione obbligatoria. È preferibile la frequenza di almeno due volte a settimana soprattutto per chi vuole av viarsi all’attiv ità agonistica. Spesso organizziamo anche passegg iate come quella notturna con la luna piena che facciamo a f ine luglio. Ed ogni anno organizziamo stage con veterinari. Per esempio lo scorso anno abbiamo inv itato Vito Ricci per uno stage sul l’a l imentazione del cavallo sportivo ». Come vede il futuro dell’endurance in Sicilia? «In questo momento abbiamo ottimi cavalli e credo ci sia, nonostante la crisi, una crescita della disciplina in Sicilia. Sia per i cavalieri che per i cavalli. Dimostrazione è il fatto che a P redazzo si siano piazzati tre cavalieri siciliani». *delegato tecnico endurance per la Fise 31


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L’AVVENTO DELLA M DAL FAR WEST ALLA di Riccardo Campolo

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icorderete tutti gli scenari esotici, quelli di Sergio Leone nei suoi spaghetti western, cow boys duri e temprati dal tempo come Clint Eastwood, mandrie di buoi, inseguimenti e galoppate epocali. Con il tempo tutto ciò si è perso, ma sono rimasti in tanti gli appassionati di questo mondo. “Questa tecnica nasce negli Stati Uniti, e considerato l’avvento delle macchine che sostituirono il lavoro dei cavalli, ne è rimasta una disciplina” afferma Salvatore Patti, istruttore di terzo livello, allevatore e socio fondatore della Asr – associazione siciliana reining. Originariamente, si sa, il cavallo veniva utilizzato ai fini del lavoro, per il trasporto o la battaglia. Togliendo una serie di ingredienti ne rimane un’affascinante ed inedito stile equestre: la monta americana. Rilevanti sono le differenze tecniche dalla monta inglese: in primo luogo la staffatura, più lunga rispetto alla classica, diversa anche la posizione delle mani. Il tutto per ottenere una posizione “apparentemente” più rilassata e con il baricentro spostato verso dietro. Diverso anche il morso utilizzato per il cavallo, che esercita una pressione maggiore e permette la conduzione del cavallo con una sola mano. Questo consente di effettuare delle virate più rapide e repentine (così si spiega la staffatura più lunga, altrimenti il cavaliere si troverebbe facilmente sbilanciato). Lo stesso Patti ci ricorda come “in Sicilia, nel giro di 3-4 anni, c’è stato un incremento del 300% a favore della monta da lavoro”. Sella più larga e comoda, staffe lunghe, differente morso, adattabili su tutte le razze. Ma ci 32

sono dei cavalli particolari, ideali per questo tipo di monta: i quarter horse. Sono esemplari imponenti, ottenuti dall’incrocio di purosangue inglesi, mustang e cavalli di razza spagnola. Il nome quarter nasce dal fatto che siano più rapidi nel


MONTA AMERICANA A SICILIA tando tutta italiana. Tanti i campioni ed i campioncini (ovviamente anche in versione femminile) che ci ricorda Patti: Giampiero Taormina di Enna, Martina Montana di Termini Imerese (14), vincitrice della rookie youth, Francesca Turiaco di Messina, Giuseppe Rando (non prof) e ultimo, ma non per importanza, lo stesso Salvatore Patti, vincitore della Open Medicavalli dal 2000 al 2004.

quarto di miglio. Tante le discipline agonistiche con questi possenti esemplari: trail horse, western riding, walk and trot (gara riservata ai bambini), hunter under saddle, hunter hack. L’unica “disciplina di specialità” attualmente riconosciu-

ta dalla Fei – Federazone equestre internazionale - è il reining (di cui Patti è maestro) ed altri come il cutting, il barrel racing, il pole bending e il team penning. Nomi rigorosamente inglesi, data l’origine, ma una passione che sta diven33


horsetherapist Horsetherapist EquiNewsSicilia

La sella «sbag di Antonio Inghilleri

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a sella è un finimento che dovrebbe assicurare libertà di movimento per chi la indossa ma, a volte, invece chi l’acquista cerca soltanto la propria comodità, tralasciando di fatto un aspetto fondamentale: ovvero che potrebbe risultare scomoda o costrittiva per il proprio cavallo. Questo, infatti, dipende dalla struttura del garrese, zona delicata e fulcro nella meccanica dell’animale. A causare il maggior numero di problemi è l’arcione a volte troppo stretto o troppo largo. La scapola si aggancia ai

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processi spinosi del garrese tramite una serie di “cinghie” che saldano la cartilagine scapolare ad essi, proprio in questo punto, un arcione scomodo provoca una pressione a tenaglia che blocca il movimento scapolare. Il cavallo usa la spalla per muovere le gambe e, nel caso di un saltatore, per fletterle riunendole sotto di sé. Questi movimenti, che implicano una notevole coordinazione, vengono fortemente limitati dal peso sulle staffe che il cavaliere esercita e che si ripercuote quindi sull’arcione della sella. Il cavallo dolente in questa regione limiterà la protrazione e sarà molto meno coordinato nella f lessione e per sottrarsi al dolore stringerà a sé gli anteriori chiudendo il petto; è noto infatti che, nei casi più gravi di dolori ai muscoli coinvolti nella meccanica della scapola, i due nodelli si tocchino o che il cavallo manifesti zoppia. Bisogna tener presente che, pur con un finimento inadatto, il cavallo continua giornalmente la propria attività sportiva e l’incapacità di comunicazione lo porta, con il passare del tempo, ad una condizione di malessere tale da renderlo zoppo. Questo è di sicuro il segnale ultimo che il cavallo usa per

testimoniare il proprio disagio fisico, ma anche un atteggiamento aggressivo mentre lo si striglia o lo si sella può essere riconducibile a questa tipologia di disturbi muscolari. Non bisogna assolutamente sottovalutare, inoltre, che un cavallo che usa male le spalle avrà notevoli problemi in altre zone che compensano la scarsa protrazione, retrazione, flessione e movimenti laterali del treno anteriore. Davanti a questi casi il fisioterapista agisce su diversi fronti, primo su tutti ed ovviamente scontato, quello di eliminare la causa del malessere, quindi trovare una sella consona. I trattamenti fisioterapici elimineranno i dolori muscolari e trascorso il periodo di riabilitazione anche la zona sovra scapolare acquisterà un buon tono muscolare; infine, gli esercizi in campo, prima alla corda, poi montato, riporteranno il cavallo ad avere quella libertà di movimento, coordinazione e


gliata»

fiducia in sé stesso che prima sconosceva. Dal momento in cui il cavallo può essere montato, è preferibile mettere sotto alla sella un sottosella ortopedico ideato e costruito proprio per agevolare il recupero motorio, cosa che i comuni agnellini o gel non facilitano. La sella, dunque, deve permettere al cavallo la naturalezza del suo movimento e la comodità durante l’esercizio fisico.

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f iFisco sc o

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Una corretta contabilità: i registri «indispensabili» di Francesco Pagano*

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ome già anticipato più volte nelle uscite precedenti di questa rubrica, le associazioni senza fini di lucro, trovandosi in un regime di contabilità agevolata, oltre al libro soci e dei verbali, non sono obbligate a redigere o vidimare nessun altro tipo di registro. L’unico altro adempi-

mento fiscale alle quali sono obbligate è quello della conservazione delle fatture e delle ricevute per almeno dieci anni dalla data di emissione delle stesse. In realtà, nella vita fiscale di tutti i giorni 36

Francesco Pagano

non è proprio così. La mancata un registro dei beni strumentali. redazione di un registro contabiCome tutti sanno, un’associazione le, non darebbe vita al bilancio sportiva, generalmente è compod’esercizio e quindi non permetsta più di beni strumentali che di terebbe l’attuazione di uno dei titoli economici. Ad esempio uno o requisiti indispensabili che ogni più cavalli, pony, un parco ostacoente associativo deve assolvere, li, un mezzo per il trasporto degli cioè la trasparenza economica nei animali e così via sino talvolta confronti dei proad arrivare alla pri associati e di La mancata redazione di un piena proprieconseguenza nei registro contabile, non solo tà dell’intera confronstruttura dove ti degli non darebbe vita al bilancio il circolo risieorgani di d’esercizio, ma ancora più grave de. Questi tipi controllo di acquisti non verrebbe a mancare la piena come la saranno impufinanza, trasparenza economica nei tabili come beni l’ispetto- confronti dei soci effettivi economici relarato del tivamente ad un lavoro, la polizia, i carasolo anno fiscale ma come beni binieri, e così via. Tale repatrimoniali che dovranno essere quisito diventa non dimotenuti in considerazione per tutta strabile se l’associazione la vita del bene stesso. Il registro, stessa non intrattiene una quindi, non sarà altro che un elencontabilità in piena regoco analitico dei beni ed oltre ad avere una descrizione dettagliala. Per l’attuazione pratica di tale metodo contabita per ogni singolo cespite, dovrà le i registri minimi di cui anche evidenziare il costo storico (pari all’importo d’acquisto) e il dobbiamo avvalerci sono: il registro di prima nota valore relativo alla fine di ogni cassa ed il registro dei anno fiscale (pari alla differenza beni strumentali. La pritra il costo storico e la quota d’amma nota cassa dettagliamortamento, cioè la percentuale ta permetterà in maniera stabilita per legge di perdita di immediata al consulente valore da imputare ad ogni sinfiscale la classificazione golo anno di attività contabile). Il di tutti i profitti e di tutregistro di prima nota, associato te le perdite. Sarà quinal libro dei beni strumentali, perdi possibile valutare se, metterà al consulente fiscale di oltre ai vari costi e ricacreare il “Bilancio di Esercizio” vi attinenti all’attività che potremmo quindi definirlo come una sorta di carta d’identisportiva dilettantistica, tà fiscale dell’ente e descriverà la siano stati percepiti anvita economica dell’anno fiscale che ricavi commerciali. Tali movimenti farebbero perdere che stiamo tenendo in considerai requisiti obbligatori e costrinzione e l’intera vita patrimoniale gerebbero l’associazione a dover che avrà inizio con la data della rinunciare ai benefici dati per la costituzione e cesserà contestualcontabilità agevolata. Altro aspetmente alla fine dell’Associazione to importante è quello di redigere Sportiva stessa.


f iFisco sc o

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IUS Ius Equus Equus

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«R.C.» cavallo assicu Nonostante un ampio dibattito giurisprudenziale, mi sento di condividere l’orientamento espresso da alcuni giudici di merito che tendono a valutare la sussistenza della pericolosità in relazione alle specifiche circostanze del caso. Ad esempio, l’attività di un centro di equitazione non può qualificarsi di per sé pericoloso ma deve ritenersi tale, di volta in volta, in relazione alla specifica attività svolta dal centro e ai di Carlo Riela servizi che a esso vengono richiesti ha collaborato Adele Pupella dai terzi. Si può dunque parlare di attività pericolosa nel caso in cui i ’articolo di questo numero, sulbambini o i principianti si rivolgano al centro per essere iniziati allo sport la stessa “falsariga” di quello scorso, sarà dedicato alla redell’equitazione e istruiti nell’esercisponsabilità civile del proprietariozio dell’attività sportiva; non può dirpossessore nel caso dei danni cagiosi altrettanto nel caso in cui un sognati dal suo cavallo. Come ormai getto si rivolga ai servizi del centro sapete, nel nostro ordinamento il richiedendo solo l’affidamento di un cavallo da montare in quanto abituaprincipio generale della responsabile frequentatore di maneggi e abile lità civile da fatto illecito è contenucavaliere. Sulla distinzione tra cavato nell’art. 2043 del Codice Civile, il liere esperto e principiante, la quale recita: «Qualunque fatto dologiurispruso o colposo che cagiona ad altri un denza utidanno ingiusto, obbliga colui che ha lizza come commesso il fatto a risarcire il danparametro no». Si è anche detto, tuttavia, che, nel caso dei danni cagionati da un cala capacità vallo, può trovare applicazione l’art. di effet2050 del codice civile che disciplina tuare l’attività di salto la responsabilità per esercizio di attività pericolosa a norma del quale degli ostacoli. «chiunque cagiona un danno ad alE’ stato, infatti, considerato cavalietri nello svolgimento di un’attività re non principiante colui che aveva pericolosa, per sua natura o per la eseguito una ventina di lezioni di natura dei mezzi adoperati, è tenuequitazione e che si apprestava ad to al risarcimento, se non prova di eseguire piccoli salti poiché l’attiviavere adottato tutte le misure idonee tà di affrontare piccoli salti è stata a evitare il danno». L’applicazione ritenuta un indice di una certa dimestichezza ed espedell’art. 2043 o 2050 del codice “Il proprietario di un animale o rienza nell’arte equestre. Invero, civile, e quindi il diverso onere chi se ne serve per il tempo in cui nozioni di comune probatorio in capo lo ha in uso, è responsabile dei esperienza relatial danneggiato o va alle discipline danni cagionati dall’animale” danneggiante, è della scuola di condizionato al equitazione inconcetto di “pericolosità” che viene segnano che l’attività di salto degli o meno riconosciuto dal giudice in ostacoli viene fatta apprendere agli allievi quando costoro hanno supeconsiderazione dell’attività fonte del fatto illecito. Occorre, quindi, comrato il livello di principianti ovvero prendere quando una determinata hanno imparato a stare in sella e a attività equestre possa o meno quapercorrere a tutte le andature i perlificarsi come “pericolosa”. corsi del maneggio governando il ca-

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vallo. Particolarmente interessante in materia di responsabilità per i danni provocati dal cavallo, è la disciplina contenuta nell’art. 2052 del codice civile. La norma dispone che «il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi


urarsi è meglio

il caso fortuito». La responsabilità neggiato può in ogni caso citare in del proprietario dell’animale, ex art. giudizio il proprietario dell’animale. 2052 c.c., costituisce un’ipotesi di reL’onere di provare l’effettiva sussistenza del rapporto di utenza non sponsabilità oggettiva, fondata non sulla colpa, ma sul rapporto di fatricade infatti sulla vittima del fatto lesivo; sarà invece il proprietario a to con l’animale. Ciò significa che il proprietario o utilizzatore del cavallo dover dimostrare l’avvenuta traslazione del rischio, e conseguentemenrisponderà dei danni causati dall’animale non solo se per negligenza non te della responsabilità, in capo al soggetto alternativamente obbligato avrà, ad esempio, chiuso la porta del box e l’animale sia andato in giro (come contropartita all’utilizzazione dei commoda ofarrecando danno, o se imprudente- “Per essere adeguatamente ferti dall’animamente l’abbia fatto tutelati ed evitare pesanti le). Mentre risulta montare da un ca- condanne in sede civile, sarebbe facilmente accertabile la qualità valiere inesperto, ma sarà comun- bene che tutti i cavalieri ed i di proprietario, è que responsabile proprietari di cavallo complicata dei danni arrecati l’individuazione stipulassero una copertura anche laddove abdell’utilizzatobia agito con tutte assicurativa che li copra da re dell’animale. L’opinione prevale cautele del caso ogni genere di rischi” per il semplice lente in materia è che per utilizzatore debba intendersi fatto di essere proprietario o utilizzatore dell’animale. Ne consecolui che dall’animale trae un’utilità economica. Fa eccezione, rispetto gue che per essere esente da rela su indicata definizione, l’attività sponsabilità, non sarà sufficiente di noleggio di cavalli in quanto safornire la prova negativa dell’asrebbe idonea a trasferire in capo al senza di colpa del proprietario o cavaliere la responsabilità per danni dell’utilizzatore del cavallo, ma si causati dal cavallo, pur mantenendo dovrà fornire la prova positiva che il danno è stato causato da il proprietario il beneficio economico derivante dall’animale. Attenzione un evento fortuito, e cioè impreperò: ciò si verifica solo in caso di vedibile ed eccezionale. Sotto il profilo della legittimazione passiaffidamento dell’animale ad un cava, nella fattispecie di cui all’art. valiere già esperto per la partecipa2052 c.c., non ricorre un vincolo zione a competizioni o a passeggiate di solidarietà per i danni cagionati all’esterno del maneggio, con possidal cavallo tra il proprietario bilità di esercitare delle manovre in ed utilizzatore in quanto autonomia. Utilizzatore, e pertanto l’imputazione della reresponsabile al posto del proprietario, in sua assenza, è il gestore del sponsabilità in capo a quest’ultimo esclude la maneggio, in caso di cavalli “in pensione” presso i circoli ippici, poiché responsabilità del primo. costui trae dalla custodia dell’aniLa soggezione alternamale un utile economico e per di tiva alla responsabilità opera però solo nei confronti più ne ha anche il controllo di fatto. dei terzi, estranei sia alla proprietà L’allievo di una scuola di equitazione non è ritenuto l’ “utilizzatore dell’aniche all’uso dell’animale. Di consemale” in quanto non è lui a trarre guenza, salva la sua responsabivantaggio economico dal cavallo ed lità personale nei confronti dei inoltre all’allievo inesperto è sottratterzi, il proprietario ha regresso verso il custode non utilizzata la disponibilità dell’animale, che tore dell’animale per l’eventuale deve ubbidire agli ordini impartiti dall’istruttore. Oltre che dei danni violazione dei correlativi doveri di vigilanza e sorveglianarrecati dall’animale a terzi, i circoli ippici che esercitano l’attività di za. Da notare che il dan-

“pensione cavalli”(a pagamento) risponderanno anche dei danni subiti dagli stessi animali a loro affidati, in base ai principi sulla “responsabilità per custodia”( art. 2051 Cod. Civ.). La responsabilità ex art. 2052 c.c. non potrebbe essere invocata ed il nesso causale verrebbe interrotto incontestabilmente: - se a montare fosse un esperto cavaliere; in caso di imprudenze commesse dallo stesso ed in mancanza di comportamenti dannosi imputabili al cavallo (se di proprietà di terze persone). Il cavaliere esperto non può, infatti, non sapere che l’animale può anche divenire incontrollabile dal momento che tale rischio è implicito per la natura stessa dell’animale. - qualora vi sia l’utilizzo del cavallo da parte di un cavaliere in totale autonomia senza la presenza di un istruttore che indichi al cavaliere quali comandi eseguire: in tale caso l’utilizzatore è il cavaliere/utilizzatore che consegue proprio i vantaggi connaturati all’uso del cavallo (trasporto, divertimento ed esercizio di un’attività sportiva). - altrettanto in caso di noleggio del cavallo: in tale ipotesi il cavaliere trasferisce su di sé i rischi inerenti all’attività sportiva intrapresa. In capo al gestore potrebbe residuare ed essere riconosciuta un’eventuale responsabilità per inadempimento degli obblighi contrattualmente assunti laddove si potesse dimostrare che il danno sofferto dal cavaliere è causalmente riconducibile ad una inidoneità del cavallo ad essere utilizzato nell’attività equestre. Gli argomenti oggi affrontati, dimostrano come le questioni giuridiche connesse al mondo del cavallo siano varie e meritevoli di approfondimento da parte di tutti coloro che intendano interagire, a qualsiasi titolo, con questo nobile animale. In conclusione, per essere adeguatamente tutelati ed evitare pesanti condanne in sede civile, sarebbe bene che tutti i cavalieri ed i proprietari di cavallo di stipulassero una copertura assicurativa che li copra da ogni genere di rischi connesso all’uso del cavallo, eventualmente adattando le condizioni di polizza previste nei modelli prestampati dalle compagnie di assicurazione secondo le proprie esigenze e in relazione al tipo di attività che si intende svolgere. 39


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Equinews Sicilia Giugno Luglio 2010  

Periodico sul mondo del cavallo

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