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DELLA DOMENICA

avanti@partitosocialista.it

ANNO XIV - N. 43 DOMENICA 4 DICEMBRE 2011 SPED. ABB. POST. - DL 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N° 46 Art.1, Comma 1, DCB) ROMA TAXE PERCUE - TASSA RISCOSSA - ROMA ITALY

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Italia che raccontiamo a Fiuggi – e per la quale lanceremo le nostre proposte – è un’Italia alla rovescia. È l’Italia che in nove anni di governo Berlusconi ha accumulato debito alla velocità doppia - 60 miliardi di euro l’anno, mille per ogni cittadino - rispetto alla media dei governi repubblicani, quelli di Spadolini e Craxi eternamente crocifissi dalla retorica giacobina. Paghiamo il 30% di tasse in più e abbiamo già un piede nella recessione. È l’Italia dell’apartheid dei diritti, quella in cui gli ammortizzatori sociali esistono per le tute blu, ma non per i precari: un esercito di tre milioni di giovani, molti dei quali laureati, afoni e invisibili. Anche per il sindacato. È l’Italia della “gerontonepocrazia”, un’Italia barocca, pontificia, a tratti feudale, su cui insistono una miriade di caste e in cui avanzano i “figli di”. È l’Italia dei 6000 corsi universitari, delle 370 sedi distaccate, dei professori che non divengono ordinari prima dei 55 anni, l’Italia in cui un giovane su tre è disoccupato e i figli se ne vanno di casa a 32 anni. È l’Italia in cui per arrivare a una sentenza per i 5 milioni e mezzo di cause civili arretrate ci vogliono in media dieci anni. Noi vogliamo rovesciare quest’Italia e rimetterla per il verso giusto. Dando voce ai milioni di indignati che non scendono in piazza, non lanciano estintori, ma si alzano ogni giorno alle sette del mattino per andare a studiare e a lavorare. Pagano le tasse e i contributi, per poi ritrovarsi a fine stipendio con troppo mese che avanza e con la prospettiva di arrivare alla pensione quando la vita sarà all’ultimo chilometro. A chi mi chiede e si chiede che senso abbia essere socialisti oggi, rispondo dicendo che laddove trionfa il trinomio libertà-merito-eguaglianza si vive meglio. È questo il “vangelo socialista” del terzo millennio, da contrapporre al populismo, alla demagogia, alla faciloneria e al familismo amorale che ci ha contagiati negli ultimi anni. Abbiamo un passato imponente, che diventa ingombrante quando si espone come un totem da venerare acriticamente; di quel passato dobbiamo recuperare il coraggio di essere eretici, di dire e fare ciò che gli altri non dicono e non fanno. È un passaggio cruciale, l’unico possibile per costruire un nuovo futuro. Dobbiamo diventare il partito che combatte le tante “apartheid” che ammorbano l’Italia, l’angelo custode dei ventenni. Diceva Nelson Mandela che “l’istruzione e la formazione sono le armi più potenti per cambiare il mondo”. In maniera più prosaica, ma non meno convinta, abbiamo declinato le nostre proposte al nuovo governo, partendo dal presupposto che l’istruzione e la conoscenza sono le molle per la crescita dell’Italia: corsi post laurea gratuiti segue a pagina 3

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Assemblea congressuale e convenzione programmatica - Fiuggi, 2 - 4 dicembre

A Fiuggi per rovesciare l’apartheid Riccardo Nencini

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Per amore dell’Italia. Idee e azioni per cambiare Il testo integrale del documento congressuale approvato dalla segreteria alle pagine 2 e 3 PROGRAMMA VENERDI’ 2 DICEMBRE Ore16:00 Prologo. Saluti delle autorità locali, Fabrizio Martini, Sindaco di Fiuggi e Danilo Iafrate, Segretario Provinciale Frosinone Ore 17.00 Apertura e presentazione dell’Assemblea Nazionale Congressuale Giada Fazzalari, Ufficio Stampa Psi e Claudia Bastianelli, Segretaria Nazionale FGS Ore 17.30 Relazione del Segretario Nazionale del PSI, Riccardo Nencini Ore 18.15 Intervento di Rita Cinti Luciani, Sindaco di Codigoro (FE), Responsabile Nazionale Pari Opportunità Ore 18.30 Intervento del Segretario Nazionale del PD, Pier Luigi Bersani Ore 19.00 Intervento di Marina Lombardi Sindaco di Stella Ore 19.15 Intervento del Segretario Generale UIL, Luigi Angeletti Sarà presente il Presidente di SeL, Nichi Vendola

Caldoro, Presidente Regione Campania; Cinzia Dato; docente di Sociologia dei fenomeni politici, Università del Molise Ore 15:00 IV Sessione: Dibattito Congressuale Ore 16.00 “ Più Europa, Meno Destra” - Relatori: Costantinos Botoupolos, PASOK; Presidente della Commissione greca per i Mercati Finanziari; Zita Gurmai, Presidente Donne PSE; Luca Cefisi, Ufficio di Presidenza PSE. Ore 16.45 “Il futuro nella terra del sapere” - Relatori: Daniela Brancati, giornalista e scrittrice; Francesco Vitucci, ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani) Ore 17.30 “Merito e inclusione” - Relatori: Antonio Guidi, presidente Istituto Italiano di Medicina Sociale; Carlo Puca, giornalista e scrittore Ore 18.30 “La rivoluzione del buonsenso” - Relatori: Luigi Covatta, direttore di MondOperaio; Intervengono: Giacomo Portas, Indipendenti PD-Moderati; Angelo Bonelli, Presidente della Federazione dei Verdi; Mario Staderini,Segretario dei Radicali Nel corso della sessione sono previste comunicazioni di: Angela Doronzo, studentessa; Charlie Gnocchi, Disk Jockey; Toni Garrani, attore; Valerio Zanone, Presidente della fondazione “Luigi Einaudi”; Piero Marrazzo, giornalista; Pia Locatelli, Presidente Internazionale Socialista Donne; Rino Formica, Presidente “Socialismo è Libertà”; Mariella Dionisi Magi, Presidente Associazione “Memoria”; Cristiano Zagari, Managing Editor;Ugo Intini, giornalista e Scrittore, Gim Cassano, Presidente Associazione “LibLab”; Michele Achilli, Presidente Onorario Istituto per la Cooperazione Internazionale; Loreto Del Cimmuto, Direttore Lega Autonomie Locali

Nel corso della sessione sono previste comunicazioni di Alessandro Cecchi Paone, giornalista, docente universitario Ore 21.00-23.30 II Sessione: Dibattito Congressuale SABATO 3 DICEMBRE Ore 9.30 III Sessione: Dibattito Congressuale Ore 10.30 “Un secondo repubblicanesimo” Relatori: Massimo Teodori, giornalista e scrittore; Gianluca Sgueo, giornalista Ore 11.00 Intervento del Presidente UDC, Pier Ferdinando Casini Ore 11.30 “Fare, creare, innovare” Relatori: Vito Gamberale, manager; Giulio Sapelli, storico dell’economia Nel corso della sessione sono previste comunicazioni di: Silvano Miniati, Network Sinistra Riformista; Stefano Carluccio,Direttore Critica Sociale; Paola Muti, docente Dipartimento di Epidemiologia, Harward School of Public Health; Gioacchino Albanese, Manager; Bruno Molea, Presidente AICS; Giovanni Bechelloni, docente Facoltà di Scienze Politiche, Università C.Alfieri di Firenze; Mario Serpillo, presidente UCI; Stefano

DOMENICA 4 DICEMBRE Ore 9.00 VI Sessione: Dibattito Congressuale Ore 10.00 “La cittadinanza nello stato laico” - Relatori: Giulio Giorello,Filosofo; Beppino Englaro; Gennaro Acquaviva, presidente Fondazione socialismo; Pietro Ichino (Videomessaggio), Senatore PD e giuslavorista Ore 11.00 Intervento della Segretaria Generale della CGIL, Susanna Camusso Ore 11.30 Intervento del sen Carlo Vizzini, Presidente Commissione Affari Costituzionali Ore 12.00 Conclusioni del Segretario Nazionale del Psi, Riccardo Nencini Nel corso della sessione sono previste comunicazioni di Valerio Spigarelli, Presidente Unione Camere Penali

- Stampa e Tv -

Cosa dicono i socialisti L’Assemblea congressuale del 2, 3, 4 dicembre a Fiuggi

Quello che non vi hanno detto di noi

Segretario generale PSE: va risolto il pasticcio Ds-Pd

Un progetto per il Paese L’alternativa è il declino

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Il sito internet del Pse parla chiaro: i partiti italiani membri sono i Ds ed il Psi ed i rispettivi leader sono Pierluigi Bersani e Riccardo Nencini. Nessun cenno al Pd. Il segretario generale, Philip Cordery, ha posto la questione, con toni burocratici, al Consiglio del PSE: “Bisogna trovare una soluzione perché i Ds non esistono più. Il Pd è un partner, ma non ha diritto di voto. Auspico che questa situazione sia risolta”.

Giovanni Crema

occasione che ci è data con la nascita del Governo Monti dovrebbe assicurare al Parlamento italiano un minimo di tregua alla fase distruttiva del tutti contro tutto che abbiamo vissuto in questi 17 anni di falso bipolarismo. Serve un cambiamento politico radicale, per dare al Paese riforme e un “patto sociale”, che sia sostenuto anche da una nuova cultura delle autonomie locali, che metta a profitto il positivo delle risorse culturali, umane ed economiche territoriali, il bisogno di società più giusta e di politiche pubbliche, non generatrici di dannose burocrazie ma di crescita. E’ necessario cambiare la legge elettorale nazionale, per assicurare stabilità e garantire la scelta agli elettori, senza tornare ai sistemi e ai vizi che hanno portato alla crisi della prima Repubblica, valutando anche i sistemi elettorali che hanno dato migliore prova, quale

Milano. Con Boeri ricostruire un rapporto di fiducia

segue a pagina 4

Il congresso regionale dell’Emilia Romagna

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Una politica del credito salverebbe l’occupazione Massimo Carugno

l signor Tizio, nel 1998 diventa insolvente per un mutuo ipotecario di 300.000.000 di vecchie lire. La Banca Teliprestoio avvia le procedure esecutive immobiliari. Dopo qualche tempo, Tizio, tramite il suo avvocato, versa una serie di acconti per 90.000,00 euro, mentre dalla vendita di uno dei tre lotti la Banca Teliprestoio ricava 250.000,00. In prossimità di una nuova asta e al fine di salvare la residua proprietà Tizio, sempre tramite il suo avvocato, offre a saldo stralcio ulteriori €.120.000,00 per chiudere la posizione definitivamente. La Banca Teliprestoio che aveva prestato originariamente £.300.000.000 (pari €.155.000,00 circa) e ne avrebbe incassato complessivi €.460.000,00, quindi ben €.310.000,00 in più, di quanti ne aveva elargito, ha rifiutato. Questa piccola parabola per aiutare a descrivere il rapporto tra la gente e le banche. segue a pagina 4

Il Psi tra passato e futuro Mauro Del Bue a pag.4 Visto dall’Europa

PSE, un nuovo modello economico e primarie per tutti Luca Cefisi a pag.4

Cresce l’aspettativa di vita, ma non la contribuzione

Pensioni, il cortocircuito è dietro l’angolo Luigi Iorio a pag.4

“Un gesto di grande responsabilità e condiviso dal gruppo del PD”. Lo ha dichiarato Roberto Biscardini, aggiungendo: “Adesso bisogna trovare una soluzione, ricostruendo un rapporto di fiducia. Boeri, come tutti noi, è parte dello straordinario cambiamento avvenuto a Milano nel maggio scorso, ma lui in particolare rappresentava con Pisapia un’accoppiata simbolo dell’unità della coalizione. Per questo sarebbe assolutamente sbagliato pensare che Stefano Boeri possa uscire di scena da questa avventura senza che nulla cambi”.

Beni sequestrati alla mafia devono tornare alla collettività

“La legge 109/96 è chiara. I beni sottratti alle mafie vanno assegnati a organizzazioni non profit proprio perché l’obiettivo è quello di restituirli alla collettività”. Lo ha dichiarato il segretario del PSI di Roma Atlantide Di Tommaso. “Il sindaco Alemanno invece ha nominato responsabile dei beni confiscati Giorgio Magliocca, un signore noto solo per essere stato arrestato per concorso esterno in associazione mafiosa, che assegna uno di questi beni all’associazione Podgora, il cui presidente è Giuseppe La Fortuna, consigliere comunale del PdL.


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ANNO XIV - N. 43 - DOMENICA 4 DICEMBRE - 2011

FIUGGI 2-4 DICEMBRE 2011 - ASSEMBLEA CONGRESSUALE E CONVENZIONE PROGRAMMATICA

Per amore dell’Italia Idee e azioni per cambiare

Il documento congressuale approvato dalla segreteria all’unanimità il 27 ottobre 2011 e successive modifiche La crisi italiana è parte di un fenomeno internazionale ma a renderla drammatica è il contesto specifico in cui si manifesta. Esso riguarda, in primo luogo, il rapporto con il mondo esterno: mercati, istituzioni finanziarie, Europa. Alla base, la totale sfiducia nutrita verso il nostro governo. Questa condizione alimenta la nostra fragilità finanziaria mentre rende sempre più cogenti e dure le richieste di misure per farvi fronte, in un’ottica in cui l’ortodossia “budgetaria” appare prioritaria rispetto alle esigenze della crescita. Ma queste richieste non appaiono in condizione di essere soddisfatte. Ciò crea ulteriore sfiducia, taglio delle aspettative e sempre maggiore fragilità, in un circolo vizioso inarrestabile. Altrettanto rilevante è il versante interno: il rapporto dell’Italia con sé stessa e con le sue istituzioni. Le istituzioni – dal governo al Parlamento, dalle parti sociali alle istituzioni locali ai partiti – vivono una situazione di precarietà e di impotenza cui il Governo Monti inizierà a porre rimedio. Fino ad oggi l risultato è stato l’affermarsi incontrollato delle spinte corporative e del “fai da te”. E, parallelamente, il formarsi di un immaginario collettivo analogo a quello del 1992-94 o forse assai più negativo poiché si nutre di una sorta di dichiarazione di fallimento delle istituzioni, dei partiti e, in ultima analisi, della stessa politica. Viviamo una situazione di drammatico squilibrio tra domanda e risposta politica. La prima esplode senza filtri e da ogni segmento della società, la seconda è sempre insufficiente e, spesso, parziale e demagogica. E’ in questo quadro che i partiti hanno il dovere morale di rivendicare il loro ruolo insostituibile fare sintesi e offrire risposte praticabili - tanto più oggi che il ciclo demagogico-populistico volge al termine, la missione berlusconiana al tramonto, e si intravedono tentativi, da sostenere, di rinnovamento della democrazia e della partecipazione. Queste proposte si collocano, tutte, sotto il segno di una globale necessaria discontinuità. Una diversa politica economica richiede la costruzione di un diverso rapporto con una diversa Europa. L’obiettivo del superamento del berlusconismo e dell’assenza della politica non potrà mai realizzarsi attraverso scorciatoie trasversali e accorgimenti tattici; deve essere sostanziato da una proposta credibile di ricostruzione dello Stato e della società. Infine il processo di revisione costituzionale non può realizzarsi per parti disorganiche sulla base di richieste particolari e tra loro incoerenti, ma deve diventare un disegno complessivo basato su un consenso generalizzato. La fine ‘dell’età di mezzo’ coincide con il tramonto della delega piena a uomini soli al comando – un virus che ha influenzato destra e sinistra - e con il ripristino di solide forme di democrazia partecipata fondata sulla centralità delle assemblee elettive e su un rapporto equilibrato tra governi e parlamenti. Una nuova coalizione di governo, successiva al governo dei tecnici potrà rappresentare una vera alternativa al centrodestra e alla politica conservatrice se farà proprio il bisogno di cambiamento profondo della società italiana. In altre parole, non si tratta di andare al governo solo per fare meglio alcune delle cose che Berlusconi non ha saputo fare, ma soprattutto per farne altre. Ciò significa pensare a riforme socialiste e di libertà per affrontare nel modo più equo la crisi, coniugando crescita e rigore con il talento e la giustizia sociale.

La nostra bussola si ispira a un rinnovato socialismo liberale – più società meno stato, regole certe dettate dalla politica a presidiare i mercati,

un originale ricorso alla sussidiarietà - perché l’alleanza tra meriti e bisogni si imponga in una società fondata sulla inclusione, sulla responsabilità, sull’etica pubblica e sul rigore, per favorire la sicurezza sociale e valorizzare i diritti della persona. Un nuovo repubblicanesimo necessario a riaffermare i valori della libertà contro ogni ondata liberista e qualunquista, e per ricostruire una corrispondenza, venuta meno con le leggi elettorali varate dal 1994 ad oggi, tra maggioranza dei governi e maggioranza degli elettori. I socialisti condividono lo spirito che muove i giovani “Indignati” di tutto il mondo, ne sostengono le ragioni e si impegnano a concretizzarle per dar vita ad una nuova stagione di equità e di libertà. Rilevano con preoccupazione che in assenza di un rinnovamento del quadro politico, con un sistema di partiti debole e compromesso, senza un cambiamento profondo della politica economica e sociale, l’Italia corre il rischio di passare in breve tempo da una lunga fase di assuefazione a una fase di protesta e di rabbia sociale che cova da tempo nel Paese. Queste considerazioni ci spingono a presentare un ‘Progetto per l’Italia’. Per amore dell’Italia.

Per amore dell’Italia: fare, creare, innovare

La questione fondamentale è riprendere un percorso di sviluppo per favorire la crescita dell’occupazione, per ricostruire un clima sociale positivo ed infine per aumentare la capacità di spesa delle famiglie. In questo cammino sono centrali una politica di pareggio del bilancio, una più efficace politica industriale e un diverso e più qualificato sostegno all’economia della conoscenza. Con i socialisti europei, denunciamo nella politica di austerità dei tagli lineari e dei sacrifici iniqui la minaccia di una cronica recessione economica. I socialisti propongono un approccio diverso basato sulla disponibilità di maggiori risorse, a partire da quelle derivanti da provvedimenti che colpiscano la rendita e la speculazione, con l’introduzione di una imposta patrimoniale e con la tassazione delle rendite finanziarie il cui ricavato INTERVENTI DIBATTITO CONGRESSUALE

L’Avanti! della domenica darà conto dei lavori pubblicando una sintesi degli interventi. Per l’eventuale pubblicazione, compatibilmente con lo spazio a disposizione, le sintesi non devono superare le mille battute, spazi compresi, e vanno inviate per email a avanti@partitosocialista.it tassativamente entro e non oltre lunedì 5 dicembre alle ore 10. Il materiale che giungerà oltre questa data, verrà pubblicato nei numeri successivi.

sia finalizzato a finanziare gli investimenti nelle infrastrutture, nella rete della conoscenza (scuola, ricerca, cultura, creatività), nei settori imprenditoriali “nuovi” (a cominciare dalla green economy) e nella sicurezza sociale. E’ utile prevedere strumenti di governance sovranazionali, quali la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (FTT) e l’emissione di Eurobond, per raccogliere sui mercati maggiori risorse delle obbligazioni nazionali. La riduzione del carico fiscale sulle imprese è parte fondamentale di un programma per la crescita. In tutti i paesi in cui il carico fiscale sulle imprese è minore, si favorisce la crescita perché aumentano le risorse per gli investimenti. Altre forme di sostegno allo sviluppo riguardano gli interventi a favore degli investimenti esteri in Italia per la creazione di agenzie per l’innovazione e per la semplificazione e un piano straordinario per la ricerca. Il contrasto alla illegalità ed alla evasione fiscale

Direttore Politico

della domenica

Organo ufficiale del Partito Socialista Italiano aderente all’Internazionale Socialista e al Partito Socialista Europeo

Riccardo Nencini

Segreteria di Redazione Domenico Paciucci

Direttore Responsabile Dario Alberto Caprio

Presidente del Consiglio di Amministrazione Oreste Pastorelli

Direttore Editoriale Roberto Biscardini

Redazione Carlo Corrér, Emanuele Pecheux

Società Editrice Nuova Editrice Mondoperaio srl

deve essere perseguito con il coinvolgimento attivo degli enti locali, con l’introduzione dell’ISEE quale strumento di valutazione della ricchezza e con la tracciabilità del denaro.

Urge una radicale revisione del sistema di sostegno alle imprese attraverso nuovi incentivi per eliminare i finanziamenti a pioggia e potenziare quelli finalizzati a raggiungere precisi obiettivi strategici a cominciare dai distretti industriali fortemente innovativi. E’ necessaria una fiscalità di favore per le imprese che assumono giovani con meno di 30 anni, per le imprese promosse da giovani con meno di 35 anni, per le aziende create da imprenditoria femminile. Va sostenuta la capacità di penetrazione della piccola impresa e dell’impresa artigianale sui nuovi mercati internazionali, un sistema-Stato efficace che accompagni il Made in Italy nel mondo, valorizzi le nostre tipicità, favorisca un sistema di finanziamento accessibile. Urge deburocratizzare e semplificare le procedure puntando più sulla efficacia dei controlli che sul modello delle autorizzazioni preventive. Urge riformare la filiera degli ordini professionali cancellando i superflui. Urge proseguire con fermezza nella lotta alla criminalità organizzata che non consente a molte aree del territorio di crescere e che inquina la trasparenza del mercato. Urge puntare alla separazione tra banche di risparmio e banche d’affari consentendo così allo Stato di intervenire a sostegno delle prime e non degli istituti bancari tout court. Questa è la strada maestra da seguire. La lotta gli sprechi affidata ai tagli lineari misura semplicemente la riduzione della spesa e colpisce spesso la carne viva del Paese (meno asili, meno scuole, meno servizi, etc...). Lo Stato deve dare il primo esempio. Circa 40 milioni di giornate di malattia annue su meno di 3,5 milioni di dipendenti pubblici sono la spia evidente di abusi da combattere, della debolezza della pubblica amministrazione ed un fardello insostenibile per i tanti lavoratori onesti. La spesa pubblica nell’ultimo triennio è tornata abbondantemente al di sopra del 50% del PIL ma solo una parte dei cittadini ne ha ricavato vantaggi. Oltre la metà serve a pagare stipendi pubblici e pensioni; la parte residua non è stata utilizzata per sostenere i milioni di cittadini senza tutele. Misurarsi con gli sprechi significa invece combattere irregolarità e illegalità, sperperi e privilegi, quell’insieme di rapporti fatti di esternalizzazioni, consulenze, finanziamenti incontrollati ed erogazioni improprie che alimentano le tante “caste”.

Per amore dell’Italia: merito e inclusione

Primo: la liberalizzazione del mercato del lavoro non può essere attuata, come è avvenuto sinora, a senso unico. C’è la libertà di licenziare da parte dell’impresa ma ci deve essere, anche, la libertà, cioè la possibilità, di trovare un nuovo lavoro. Va costruito un sistema in cui questa possibilità venga incentivata concretamente. Secondo: la crisi economica e le politiche pubbliche che l’hanno accompagnata hanno, insieme, peggiorato le condizioni degli occupati e allargato la forbice tra tutelati e non tutelati. Va dunque evitato, in ogni modo, che questo “diverso regime” cresca e diventi una condizione permanente. Terzo: difendere il sistema del “welfare” significa difendere le basi stesse della democrazia e della convivenza civile. Ciò non significa che questo debba rimanere così com’è: squilibrato a danno delle nuove generazioni e dei “più deboli”. Quarto: l’Italia delle corporazioni inalbera ogni giorno vetusti privilegi. Ordini professionali, pezzi dello Stato, Chiesa, Banca d’Italia e via dicendo. Cancellarli nel nome del merito e della trasparenza. Troppe nuove politiche del lavoro hanno determinato una incontrollata “precarizzazione” dei Redazione e amministrazione P.zza S. Lorenzo in Lucina 26 – Roma Tel. 06/68307666 - Fax. 06/68307659 email: avanti@partitosocialista.it Impaginazione e stampa

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rapporti di lavoro in tutti i settori, compresi quelli pubblici. La flessibilità è l’ architrave su cui poggia il nuovo mercato. Tuttavia, la flessibilità può essere regolamentata al fine di renderla un’opportunità per il lavoratore, una fase transitoria della sua vita e non, come avviene oggi, un’ ostacolo permanente all’acquisizione di diritti. La flexsecurity può rappresentare la soluzione al modello di “precarietà” attuale. Per raggiungere un simile obiettivo, occorre equilibrare tanto gli interessi del datore di lavoro che quelli del lavoratore. I diritti sociali non sono diritti flessibili secondo le presunte necessità dell’economia perché non sono un lusso ma elementi costitutivi della libertà e della dignità. Un’economia moderna e competitiva non si fonda sulla riduzione dei diritti e della spesa sociale in nome dell’efficienza. Lo spettro della concorrenza dei nuovi giganti economici asiatici non giustifica una rincorsa al ribasso sulle garanzie e i diritti. Il nostro modello sociale va riformato costruendo un ‘patto tra le generazioni’. Per investire sul capitale umano, per ridiscutere l’attuale assetto pensionistico, per correggere il sistema delle tutele.

Il primo obiettivo deve rimanere quello di un’occupazione stabile e dignitosamente retribuita. La tutela della capacità d’acquisto dei salari e degli stipendi deve essere decisa. In secondo luogo, la riduzione dei conflitti a livello aziendale deve poter portare non solo a maggiore corresponsabilità dei lavoratori, ma anche a maggiori benefici. E’ tempo di studiare una versione italiana della cogestione, che consenta ai lavoratori di assumersi più doveri ma anche di partecipare ai successi dell’impresa.

Il mondo del lavoro non sempre garantisce al lavoratore lo stesso posto per tutta la vita. I cambiamenti vanno protetti ed aiutati sia attraverso la fissazione di un Reddito di Cittadinanza che offra la sicurezza minima a chi lavora in maniera intermittente – e legando questo assegno di solidarietà alla disponibilità a svolgere lavori a favore della comunità - sia con la determinazione per legge di un Salario Minimo per tutelare l’elevato numero di stipendi che sfuggono alla contrattazione nazionale. La percezione di questo reddito deve essere condizionata alla sottoscrizione di un patto che preveda formazione, ripresa dell’attività lavorativa, responsabilità individuale. Deve liberare le famiglie dal peso di essere oggi l’unica rete di protezione, e deve offrire un’alternativa al lavoro nero, e in generale al lavoro sottopagato, che non è mai accettabile. Salario Minimo e Reddito di Cittadinanza sono strumenti essenziali anche per fissare le cosiddette pensioni minime: il concetto di “standard minimo” deve ispirare tutta la sicurezza sociale. Vanno garantiti a donne e uomini parità di accesso all’occupazione e parità di retribuzione. Se da un lato si dovranno evitare le pensioni d’oro e i vitalizi senza proporzione con i contributi versati, una congruità minima delle pensioni deve essere stabilita, a fronte della consistenza dei numeri di donne anziane sole e di futuri anziani che non godranno di pensioni adeguate, per la precarietà lavorativa di questi anni.

Un rete di protezione estrema deve essere prevista per coloro che sono a rischio di perdere lavoro e casa. Una società dove anziani, malati, persone in stato di forte bisogno vivono per strada non è una società civile, e non ci sentiamo consolati dall’esistenza di tante iniziative caritative, che non risolvono anzi crescono perché cresce il problema. Questa rete deve prevedere alloggi sociali gestiti dai servizi comunali, da realizzarsi mettendo a disposizione delle imprese aree demaniali libere da oneri concessori e di urbanizzazione, progetti di reinserimento e cura, inserimento non appena possibile nel sistema di

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Chiuso in tipografia il 29/11/2011

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sicurezza flessibile che offre reddito in cambio di attività e partecipazione alla società.

I servizi sociali non si computano secondo la logica dei costi. L’impegno pubblico nel sostenerli e, parimenti, l’impegno pubblico nel ritenere la sanità un bene collettivo da finanziare con priorità non può essere eluso. Vanno incentivate tutte le politiche orientate verso la sussidiarietà per costruire un efficace rapporto tra servizi promossi dai privati, ‘iniziative di comunità’ create direttamente dai cittadini e gli impegni assunti dal settore pubblico.

Per amore dell’Italia: un secondo repubblicanesimo

L’Italia ha bisogno, per essere competitiva nella globalizzazione e non solo per tagliare i costi della politica, di una solida riforma istituzionale, una diversa cornice entro cui collocare la riforma delle istituzione centrali e locali, compreso il dibattito sulla abolizione delle province, il tema del federalismo fiscale, la riorganizzazione del sistema delle regioni e dei comuni incentivando la fusione degli enti locali più piccoli, l’abrogazione degli enti secondari le cui funzioni possono essere accorpate, il rilancio del ruolo della ‘città’ e il superamento delle Regioni a statuto speciale. La riduzione del numero dei parlamentari deve essere collegata alla nascita del Senato delle Autonomie, il CNEL potrebbe essere soppresso senza nocumento alcuno mentre il tema dei ‘costi della politica’ va affrontato con rapidità e nella sua globalità. La definizione di questo disegno, per evitare modifiche costituzionali parziali e inconcludenti, deve essere affidata a un’Assemblea Costituente eletta su base proporzionale.

Quanto alla legge elettorale, si riconsegni intanto ai cittadini il diritto di scegliere un partito e il diritto di scegliere un candidato all’interno di un sistema dove maggioranza e opposizione siano chiaramente identificabili. Un bipolarismo politico, non coatto, di stampo europeo. I socialisti sosterranno il voto ai sedicenni per la elezione dei Consigli di Circoscrizione e leggi sulla partecipazione nelle regioni per favorire nuove forme di democrazia diretta . Primarie delle idee per decidere le priorità programmatiche e favorire la partecipazione dei cittadini. Primarie di candidatura, regolamentate e a servizio della coalizione, per stabilire quali siano i soggetti da impegnare nelle elezioni.

Il tempo della sobrietà e del rigore corrisponde al tempo della politica. Sempre. Quando si chiedono sacrifici ai cittadini, è necessario che sia la politica a muovere il primo passo. Può farlo praticando una linea di austerità che uniformi gli emolumenti ai valori più bassi e che elimini i privilegi sciolti dallo svolgimento della funzione; introducendo norme più stringenti nella scelta dei candidati e nella definizione delle incompatibilità; ponendo fine alla pluralità degli incarichi dei parlamentari; introducendo la regola della trasparenza della situazione patrimoniale degli eletti e la possibilità per i cittadini di essere informati sulle scelte e sulle attività politico-istituzionali dei loro rappresentanti in Parlamento; promuovendo leggi per censire i gruppi di interesse; garantendo alla diversità di genere parità di accesso negli enti e nelle istituzioni; obbligando i partiti al rispetto dell’art. 49 della Costituzione salvo essere sanzionati con il mancato rimborso elettorale.

La Giustizia è negazione della giustizia per troppi italiani. La Giustizia è il sale della buona convivenza civile.

Otto milioni di procedimenti arretrati. Un’ingiustizia! Snellire le procedure delle azioni civili con udienze-filtro e tempi massimi per ogni singolo grado di giudizio. Separazione delle carriere e doppio C.S.M. Divieto per i magistrati di assumere incarichi politico-istituzionali nei distretti in cui hanno prestato servizio. Maggiori garanzie nella fase della custodia cautelare ed effettività della pena nelle sentenze definitive. Opposizione all’abuso delle intercettazioni ed alla pubblicazione dei contenuti come gogna mediatica.

Per amore dell’Italia: la cittadinanza nello Stato laico

L’area dei diritti civili in una democrazia matura come la nostra è stata spesso compressa. Involuzioni e ritardi dovuti in primo luogo all’annoso problema di una incompleta e ‘irrisolta’ laicità italiana. L’interferenza della Chiesa Cattolica non si misura nella sua legittima facoltà di orientare il dibattito e le scelte politiche con la predicazione, l’esempio, la persuasione, che nessuno intende mettere in discussione. Si riscontra, invece, in alcuni indebiti privilegi rispetto alle altre confessioni religiose, primo fra tutti il peculiare sistema di esenzioni fiscali. E nella permanenza, nell’ordinamento giuridico italiano, di norme che proibiscono scelte non ritenute etiche dalla Chiesa. E’ questo il caso della normativa sulla fecondazione assistita, in cui emerge, ma non da solo, il divieto di fecondazione eterologa che vieta una libera scelta della coppia priva di danni per alcuno. E’ il caso del diritto matrimoniale, che non prevede il matrimonio tra persone dello stesso sesso (con un’indebita invocazione alla Costituzione, che parla sì di famiglia, ma questa parola può certo evolvere con i tempi). Anche l’adozione da parte di coppie omosessuali non può essere esclusa a priori dal nostro ordinamento, dove il principio cardine del benessere del minore adottato deve essere valutato nel merito, e quindi senza pregiudizi. Non è prevista, inoltre, in Italia, la possibilità di patti di solidarietà, impegnativi ma diversi dal matrimonio, che pure sono richiesti a gran voce da un numero significativo di coppie conviventi. E’ il caso inoltre delle normativa sul testamento biologico e un dignitoso fine vita, oggi in discussione nel Parlamento, dove si rischia l’imposizione alla totalità dei cittadini di convinzioni non scientifiche, ma solo rispondenti a un determinato sistema morale, rispettabile ma non universale, da parte di una (presunta) maggioranza.

L’Italia non ha mai avuto, nella sua storia, una sola confessione religiosa. Oggi, grazie non solo al raggiungimento progressivo della cittadinanza da parte di immigrati che vengono a far parte pienamente della comunità nazionale, ma anche alla libera scelta di italiani di ogni origine che compiono scelte spirituali proprie e libere, alle minoranze storiche protestanti ed ebraiche si sono aggiunte numerose altre confessioni. I socialisti intendono la laicità anche come rispetto di ogni religione e scelta di fede. E’ quanto mai urgente ed opportuno che si dia operatività alle molte intese raggiunte con le confessioni religiose. Nessun filtro di natura religiosa o culturale può limitare l’accesso alla cittadinanza italiana, che è una cittadinanza costituzionale fondata sul vincolo definito dalla nostra Costituzione. Per questo, occorre al più presto una riforma generale della cittadinanza che offra accesso ai cittadini stranieri che vivono, lavorano, studiano e pagano le tasse in Italia, senza discriminazione alcuna. In questo senso, un requisito assai ragionevole come la conoscenza della lingua italiana non deve essere inteso come discriminatorio, ma come garanzia di libertà e consapevolezza per ogni cittadino nascente. Duri con chi delinque, giusti con chi accetta le nostre leggi e condivide un futuro comune.

mondoperaio rivista mensile fondata da pietro nenni

novembre 2011

Per amore dell’Italia: il futuro nel sapere, il futuro nella terra del futuro

Il diritto all’istruzione e il diritto alla conoscenza sono diritti costituzionali. Punto. Art. 34 della Carta: ‘ I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi ‘. Per rendere attuale quel dispositivo servono investimenti nella scuola pubblica, uno stipendio più dignitoso per gli insegnanti, una valutazione ‘per merito’ di docenti e di studenti, un rapporto più stringente tra scuola e mondo del lavoro, corsi di studio orientati alla contemporaneità (inglese obbligatorio fino dalle elementari, nuove lingue, tecnologie innovative, saperi complementari a quelli tradizionali), ‘Erasmus’ allargati alla scuola media superiore, sostegno a quanti, meritevoli, non possono continuare negli studi post-diploma perchè versano in condizioni di bisogno, prestiti tesi a investire nelle idee dell’ultima generazione. Le riforme Berlinguer-Gelmini non hanno reso migliore l’università italiana. Si può affrontare la globalizzazione a condizione che i nostri atenei siano più competitivi. Più del numero chiuso può una seria valutazione sui tempi in cui ci si laurea e sul grado di conoscenza raggiunto negli studi. Più della quantità degli atenei sparsi nella penisola può la qualità e il rigore dei centri di insegnamento. Più dei baroni, anche anagrafici, possono ricercatori e assistenti responsabili con i quali rinnovare la ricerca in Italia e ai quali garantire mobilità scientifica. Secondo i dati OCSE 2010 l’Italia, in termini di PIL, resta al di sotto della media europea ed i suoi investimenti nella conoscenza risultano, in valore assoluto, del tutto inadeguati rispetto a quelli dei grandi paesi industrializzati proprio mentre il mercato del lavoro permane in forte crisi, con un tasso di disoccupazione di circa 30 giovani su 100. Se è vero che ogni presente è il futuro di un altro, investire sul capitale umano è un dovere eticoistituzionale. E’ la ragione, questa, che ci porta a contrastare l’ipotesi di privatizzazione integrale dell’università nel nome di un migliore equilibrio tra risorse pubbliche e private, a sostenere l’idea di una profonda revisione del corso di studi attuale (il ritorno alla laurea, né corta né lunga, è la strada maestra), a premere per la presentazione di una nuova legge-quadro che aggiorni il principio dell’autonomia universitaria.

Ha un territorio magnifico e dissestato l’Italia che affidiamo alle nuove generazioni: molteplici rischi naturali, troppa incuria, un eccesso di abusivismo edilizio dentro città e campagne disseminate di opere d’arte di valore impareggiabile. L’Italia spende oggi in emergenze piu’ del doppio degli Usa, che hanno un territorio 30 volte piu’ grande del nostro, ma spendiamo poco o nulla in prevenzione. Ogni condono edilizio e’ una cambiale che pagheranno, anche con la vita, i nostri figli domani, in un paese dove dal 1942 non si riesce ad approvare una legge urbanistica nazionale e si va avanti a colpi di sanatorie, deroghe e piani casa che minano ulteriormente il gia’ fragile equilibrio di un territorio chiamato a convivere con tutti i rischi presenti in natura. Una normativa-quadro nazionale che coniughi sviluppo e tutela oltre all’impegno a contrastare ogni nuova tentazione di condoni per far cassa sono l’impegno che va assunto di fronte agli italiani. Paesaggio e beni culturali sono risorse non riproducibili, il perimetro su cui costruire la seconda frontiera del turismo in Italia. Il 2% di ogni appalto pubblico venga destinato a finanziare opere artistiche e monumentali che giova-

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editoriale Luigi Covatta Bipolarismi taccuino Riccardo Nencini L’Italia della crisi Edoardo Petti Se la Corte dice sì Pier Giovanni Guzzo Archeologia e numismatica Domenico Ambrosino Il governo distratto Giuseppe Lavalle La crisi e la sussidiarietà Enrico Catassi Socialismo realizzato

dossier/la crisi dell’euro Giuliano Amato Il precedente del ‘92 Antonio Funiciello L’asse Roma-Francoforte Paolo Sylos Labini Libertà di licenziare per salvare l’occupazione Giuseppe Pennisi Il guado insidioso Giulio Sapelli Prodi, Berlusconi e il debito Pietro Ichino Sindacato in conflitto di interesse Gianpiero Magnani Anatomia di un disastro Domenico Argondizzo I furbetti del change over dossier/autobiografia della nazione Michele Salvati Democrazia, crisi economica, Berlusconi Luciano Cafagna Una riflessione attuale dossier/rossi-doria Luigi Scoppola Iacopini Il riformismo al tempo di De Gasperi intervistato da Luigi Scoppola Iacopini Lavorare col Professore

La riforma non è un pranzo di gala Gilberto Marselli

mondo operaio? Marco Preioni Attaccarsi al tram biblioteca/citazioni Gennaro Acquaviva Il duello Craxi-Berlinguer le immagini di questo numero Treccani a Melissa

Paolo Pombeni La terza prova dei riformisti

www.mondoperaio.it

ni artisti realizzeranno. Utilizzare il ‘servizio civile obbligatorio’ in vigilanza di ambiente e monumenti. La sostenibilità ambientale, cui puntare con decisione, è incompatibile con i programmi nucleari che i referendum hanno bocciato per ben due volte.

Per amore dell’Italia: la rivoluzione del buonsenso

Questa è l’Italia in cui vogliamo vivere. Il nostro compito è mantenere viva la storia del riformismo italiano e raffinarne gli strumenti – il partito, le leggi - per renderli adeguati al buongoverno di una società profondamente cambiata, carica di fratture sociali, indebolita, povera di aspettative eppure ricca di donne e di uomini, cittadini e imprese, che ancora credono e si impegnano quotidianamente per il bene dell’Italia. Il PSI lavora perchè il centrosinistra italiano sia in grado di presentarsi con una coalizione credibile e in grado di convincere un’ampia maggioranza di italiani. La nostra meta, alla quale dedichiamo energie fin dal congresso di Montecatini (2008), è un’alleanza costruita su un asse riformista, del quale i socialisti sono parte con la loro presenza autonoma, che escluda le forze dichiaratamente antagoniste e si apra alla liberaldemocrazia cattolica. L’esatto contrario di ipotesi unioniste o frontiste conflittuali con la storia italiana e deleterie rispetto ai bisogni di questa Italia. Il PSI rafforzerà la voce del socialismo liberale, appellandosi non soltanto al suo patrimonio di militanti ed elettori, in via di graduale e costante ricostituzione, ma volgendosi in una doppia direzione: a tutte le esperienze riformiste, sovente senza bandiera, che a livello locale hanno dato vita a movimenti referendari, a liste civiche di orientamento progressista, a comitati e associazioni di cittadini che si battono per una politica migliore; al mondo laico, radicale e democratico, chiamandolo a raccolta ed auspicando un’intesa per proseguire un lavoro che è stato proficuo e per rendere l’Italia più civile e più moderna. * * *

“I

Vizzini: basta partiti personali

socialisti ritengono che occorra utilizzare questa stagione per uscire dalle logiche dei partiti personali e tornare ai partiti delle regole, ripristinando un corretto rapporto tra elettore ed eletto”. L’ha detto a Palermo il senatore Carlo Vizzini, da poco passato dal Pdl al Psi, nel suo intervento al cinema Golden dove si è tenuto un incontro dal titolo “Oltre l’appartenenza. Per una nuova primavera di Palermo”. “E’ un modo di tornare in Europa anche dal punto di vista della politica, dopo 17 anni in cui quasi tutti i partiti hanno cambiato più volte nome – ha aggiunto Vizzini – passando dagli animali, alle piante, agli alberi e agli arbusti, per ricollegarsi invece con le grandi correnti di pensiero che caratterizzano il Parlamento europeo e quello delle grandi nazioni che hanno fondato l’Europa nelle quali sono i leader che cambiano nome e non i partiti”. “Per queste ragioni – ha concluso il presidente della commissione Affari Costituzionali – i socialisti chiedono al governo una politica economica e finanziaria che smetta di tartassare i soliti noti e colpisca invece le rendite, la speculazione e l’enorme evasione. E’ necessaria una patrimoniale sulle grandi ricchezze e una legislazione che tassi tutte le plusvalenze, senza gravare di nuove imposte i possessori di un unico appartamento. Bisogna studiare agevolazioni fiscali per quelle aziende cosiddette labour-inclusive e occorre anche che il governo si caratterizzi come istituzione laica, senza cedere a tendenze confessionali”.

A Fiuggi per rovesciare l’apartheid Nencini dalla prima

per chi è meritevole e vive nel bisogno; programmi Erasmus per gli studenti delle scuole superiori; incentivi fiscali a chi finanzia la ricerca; insegnanti meglio retribuiti; diritto di voto a 16 anni. Da qui si deve partire e non dalla reintroduzione dell’Ici sulla prima casa, unico e vero salvadanaio degli italiani. Nel nostro Paese il 10% delle famiglie più ricche detiene il 45% della ricchezza nazionale: se si chiedono sacrifici è giusto che chi più possiede contribuisca in misura maggiore. È una questione di equità, ed equità per noi significa patrimoniale, tassazione delle rendite finanziarie,

tagli alla politica (e non alla democrazia) con l’abbattimento dei privilegi e il riordino del sistema istituzionale, pagamento dell’Ici sulle attività commerciali ecclesiastiche. Se siamo arrivati a Fiuggi, con un partito vivo e vibrante, lo dobbiamo solo a noi. Al lavoro e alla passione di chi ha presidiato giorno e notte i nostri confini, di chi ha riportato in vita le nostre voci storiche, Mondoperaio e l’Avanti!, di chi ha sempre creduto che un Paese senza una rappresentanza socialista nelle istituzioni è un Paese più arretrato. La tempesta è passata e la barca ha ripreso la rotta. È finito il tempo della navigazione a vista e a Fiuggi vogliamo dare a tutti i socialisti - quelli di ieri, di oggi e di domani - il portolano per veleggiare più spediti verso una nuova Italia.


DELLA DOMENICA

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www.partitosocialista.it ANNO XIV - N. 43 - DOMENICA 4 DICEMBRE - 2011

Un progetto per il Paese L’alternativa è il declino Crema dalla prima

quello a doppio turno che vige per gli enti locali o quello che ben funziona in Germania. Avviare la riforma del Parlamento, per una sola camera che mantenga il potere di dare la fiducia ai governi e di fare le leggi e una camera delle regioni e delle autonomie. Razionalizzare il sistema degli enti locali con la riforma della Carta delle Autonomie imperniandola sul ruolo fondamentale dei comuni, mirando ad un sistema di un governo territoriale adeguato ai nostri tempi, evitando sovrapposizioni e duplicazioni, allargando la dimensione degli enti superando una polverizzazione divenuta sotto tutti gli aspetti insopportabile. Attuando una seria riforma della gestione dei servizi locali, obbligando a cambiamenti radicali e difendendo i beni comuni, qual è l’acqua, dalla selvaggia e totale privatizzazione, come deciso dagli italiani nel referendum, ma non rinunciando alle buone esperienze di gestione in partnership con i privati sotto controllo pubblico, scongiurando i tentativi di svendita del patrimonio di tutti senza alcuna garanzia sulla globalità e qualità dei servizi ai cittadini. Intensificare la lotta all’evasione fiscale, a tutti i livelli, con meccanismi premianti, incentivando anche gli enti locali a darsi strumenti nuovi e a partecipare in forme appropriate alle iniziative dello Stato, con lo Stato che dà le risorse necessarie per poterlo fare. In questo rinnovato e modificato quadro va attuato seriamente e coerentemente il Titolo V° della Costituzione. Il fatto che non vi sia oggi un disegno leggibile, affidabile per i cittadini, è il segno di una sconfitta che vale per tutti. Può non valere per chi vuol godere ancora di un potere personale, asserragliato nel “palazzo”, a salvaguardia d’interessi che niente hanno a che vedere con quelli di un Paese intero. Così non può durare e l’esigenza del cambiamento è un dovere della classe dirigente locale e centrale. Questa è la ragione che rende necessario una nuova cultura autonomista. (prima parte/segue)

Una politica del credito salverebbe l’occupazione Carugno dalla prima

Fino a qualche anno fa gli insolventi erano una categoria spesso assimilata a persone poco oneste o quantomeno poco serie: impenitenti insolventi o peggio ancora incalliti truffatori. Con il progressivo aggravarsi della crisi economica la categoria dei “debitori” si fa sempre più popolosa ma è anche composta sempre più da persone serie che si sono trovate in grosse difficoltà economiche. Il comportamento delle Banche e degli Istituti di finanziamento è, però, sempre più selvaggio e sempre più rigido: iscrizione immediata alla prima insolvenza nell’anagrafe dei cattivi paga-

L’aspettativa di vita si allunga e gli occupati diminuiscono

L’

Luigi Iorio

attuale Governo Monti si è posto degli obiettivi, uno tra questi è la riforma del sistema pensionistico. Ma cerchiamo di capire meglio chi e cosa ci ha portato a dover urgentemente intervenire e soprattutto come mai la spesa corrente dello Stato è gravata del 40% alla voce pensioni. La ragione per cui la spesa pensionistica in Italia è cosi alta, ci fa riflettere come negli anni la politica non abbia mai avuto il coraggio, di fare scelte impopolari, chiedendo uno sforzo ai lavoratori affinché le pensioni fossero un investimento per il futuro e per tutti e non un mero ammortizzatore sociale nell’ immediato. Il problema principale legato alle pensioni è il cambiamento demografico avvenuto in tutta Europa ed in Italia : negli ultimi 40 anni abbiamo guadagnato dieci anni di vita. Mentre la vita di ognuno aumentava, molta gente in meno ha lavorato e lavora, questo è uno dei primi problemi legato alla spesa pensionistica. Come anche, mentre aumenta la speranza di vita, il sistema economico e lavorativo ha ceduto ed in molti non hanno più pagato i contributi per chi li ha preceduti e per chi verrà dopo di loro. Nel 1925 si lavorava, in media 45 anni, i nati nel 1945 lavoravano 8 anni in meno, quelli nati nel 1980 invece lavoreranno 15 anni in meno.

tori, rigidi sistemi di cancellazione, mancanza di strumenti rapidamente riabilitativi per protesti o peggio ancora fallimenti. L’alibi è rappresentato dalle ferree regole della Banca d’Italia che sanzionerebbe operazioni di prestito non garantite o per soggetti non affidabili. Regole che stranamente non si rispettano per grosse elargizioni di denaro disposte con una semplice telefonata come quella fatta da una nota banca lombarda per un altrettanto noto ex odontotecnico diventato palazzinaro, poi fallito. E’ con un comportamento diverso, però, che un proficuo assetto economico del nostro Paese si ricrea: anche recuperando alla società le sempre più numerose persone che hanno avuto difficoltà economiche. E allora è necessario proporre una nuova politica del credito con regole certe da introdurre anche eventualmente attraverso interventi legislativi o riforme dei Codici del sistema civile. Regole certe, e a condizioni eguali per tutti, con chiare cautele prima di essere iscritti nelle anagrafi degli insolventi. Precise regole per una più facile cancellazione. Precise regole per una più facile riabilitazione dai protesti e dai fallimenti. E poi le banche devono ricordarsi che la loro “mission” è prestare soldi e finanziare. E quando hanno recuperato molto, ma molto di più di quanto hanno prestato e di fronte a gesti di grande buona volontà, diventino più amiche della gente e imparino ad accontentarsi. Salverebbero più famiglie e tante piccole imprese. E tante piccole imprese sono tanti, ma tanti posti di lavoro.

Lettere

Ritroviamo lo spirito perduto

Pensioni, il cortocircuito è dietro l’angolo

La notizia che lo storico quotidiano socialista ritorna nelle mani degli eredi del Socialismo italiano non può che riempire di gioia chi, come me, oggi sessantenne, da giovane ventenne, dopo aver fatto una scelta riformista, controcorrente con la moda pseudo-rivoluzionaria che imperversava negli anni ‘70, tutte le domeniche mattina provvedeva a portare il giornale nelle case dei compagni. L’Avanti! ha rappresentato per i compagni di base lo strumento per vivere da vicino il dibattito politico che nel corso del tempo si sviluppava all’interno del partito. E’ stato un po’ il vangelo dei socialisti, lo strumento di diffusione delle battaglie nelle quali il partito era impegnato, una fra tante quella sul divorzio del 1974. Personalmente in quel periodo ero militare a Palermo e dopo la vittoria feci una colletta tra amici, andai a comprare trenta copie dell’Avanti! e le distribuì clandestinamen-

Si inizia a lavorare molto più tardi, ma si va in pensione prima e molto spesso dopo gli stessi anni che si andava in passato. Ne consegue che, oggi le pensioni vengono pagate per molti più anni, a seguito del cambiamento demografico, facendone lievitare i costi. Questi costi vengono pagati da chi oggi lavora ed ha la speranza che quando andrà in pensione, verrà trattato allo stesso modo. La domanda è una e sorge spontanea. Ma come potranno essere garantiti i futuri pensionati se oggi più del 30% dei giovani non lavora e non versa contributi previdenziali per il futuro? Se non si riuscirà a dare una risposta ben precisa a questa domanda il futuro dei nostri genitori prossimi alla pensione e soprattutto il nostro futuro sarà sempre più buio. Infatti chi ha iniziato a lavorare negli ultimi dieci anni facendo una stima riceverà una pensione più bassa del 30% in meno in rapporto all’ultimo salario comparandolo a chi va in pensione oggi; non dimenticando che ormai molti datori di lavoro prevedono contributi previdenziali più bassi con scorciatoie come co.co.co o contratti a progetto. Il tema è molto ampio e non merita di essere ridotto a poche battute su un foglio di giornale, anzi va al più presto approfondito, magari già da questa assemblea congressuale di Fiuggi. Il futuro degli lavoratori e dei giovani va tutelato, sempre.

VISTO DALL’EUROPA i è tenuta a Bruxelles la ConvenS zione del Partito del Socialismo Europeo. Due giorni che avevano

di Luca Cefisi

PSE, primarie per tutti

un doppio scopo: far partecipare circa duemila militanti da tutta Europa, momento di costruzione di un’identità progressista comune, e cercare di far giungere ai media la critica dei socialisti all’ortodossìa economica del duo Merkel-Sarkozy e della BCE. Il messaggio del Pse è stato chiaro: se non si cambiano le politiche, l’Europa non uscirà dalla crisi, ma andrà verso una vera e propria recessione. La risoluzione votata dai delegati chiede maggiori investimenti per un nuovo modello economico, e rivendica che le proposte oggi all’ordine del giorno, dalla tassa sulle transazioni finanziarie agli eurobond, solo qualche anno fa erano avanzate soltanto dal presidente del Pse, l’ex-primo ministro socialdemocratico danese, ed economista, Poul Nyrup Rasmussen, oggi purtroppo dimissionario per motivi di salute (il suo testimone, per ora, sarà raccolto dall’ex primo ministro bulgaro Stanischev). Il socialismo europeo è quindi incamminato sulla via di una dialet-

tica europea con i conservatori. L’anno prossimo inizierà il processo per eleggere dal basso il candidato socialista a presidente della Commissione Europea nel 2014, l’anti-Barroso insomma. Si vuole farlo con primarie in tutti i Paesi europei: i progressisti e i riformisti italiani saranno distratti, o si appassioneranno alla sfida, anche se magari non ci sarà un candidato italiano? Sulla capacità di uscire dalla ristrettezza della visione nazionale si misurerà sempre di più una sinistra italiana che ancora dibatte ossessivamente sulle fumose “terze vie” che dovrebbero aggirare la scelta di una moderna e solida identità socialdemocratica europea (e italiana!). E’ il caso di citare Stanishev, che proviene da un partito ex-comunista, che a Bruxelles ha spiegato che l’adesione al Pse del suo partito fu un fallimento finché venne vissuta come una tattica diplomatica e un biglietto d’ingresso in un club; è diventata un successo quando è stata una scelta che ha investito davvero l’identità e i valori dei nuovi socialisti bulgari, praticata prima di tutto a casa propria.

Emilia Romagna: Psi tra passato e futuro

Lazio: la strada per la rinascita

ta che si ritrovano e anche di un numeroso gruppo di giovani, attivo e ben preparato. Quel che ho detto nel mio intervento è in larga parte già riassunto nei miei interventi scritti precedentemente. Ho accolto a braccia aparte il ritorno a casa di Ottorino Bartolini, il romagnolo autonomista, consigliere regionale del Psi in epoca pre craxiana. E ho svolto un ragionamento sul sistema politico in evoluzione nella fase aperta col governo Monti e sul nostro piccolo partito in rapporto alla possibilità di aggregazione più vasta dell’area liberalsocialista. Sul primo punto una premessa: Il governo Monti non aveva alternative, se non quella del ricorso alle elezioni anticipate che ci avrebbero regalato due eventi preoccupanti: il pericolo del tracollo finanziario e quello della vittoria della triplice di Vasto (Bersani, Vendola Di Pietro) che non sarebbe stata in grado di governare l’Italia. Il governo Monti segna due aspetti, uno negativo e uno positivo. Quello negativo è la sua cosiddetta valenza tecnica. Bisognava fare un governo politico di emergenza, ma i due partiti maggiori non vogliono contaminarsi. Preferiscono stare alla finestra e lottizzare i ministri, i vice e i sottosogretari, prevalentemente di notte. L’elemento positivo è costituito dalla potenziale trasformazione del sistema politico. Monti non sarà una semplice parentesi del bipolarismo, ma finirà per scomporlo. E se sommiamo a questa evidenza la sola strategia che l’Italia si deve dare e cioè quella di diventare un paese europeo, allora la possibiltà che una forza socialista e liberale rinasca è certa. Anche su questo nuovo movimentismo dell’area riformista dobbiamo intervenire senza scomuniche, senza pensare d’essere noi il solo partito a cui gli altri dovrebbero aggregarsi, con umiltà, ma anche con due premesse indispensabili. Per creare in Italia una nuova forza socialista o liberalsocialista occorre essere in rapprto col socialismo europeo e non col Partito popolare e in Italia non si può essere parte integrante di un partito di centro destra. Su tutto il resto dobbiamo essere pronti a discutere.

er amore dell’Italia e del Lazio. Idee e azioni per cambiare”. Questo il titolo dell’assemblea congressuale regionale del partito che si è tenuta sabato 26 novembre scorso, presso l’ostello “Casale dei monaci” a Ciampino (RM). A presiedere l’evento è stato il capogruppo alla Regione Lazio, Luciano Romanzi. Hanno partecipato poi il responsabile degli enti locali, Gerardo Labellarte , e diversi altri esponenti della direzione nazionale. Folta è stata la rappresentanza di tutte le federazioni provinciali ed i lavori si sono svolti dalla mattina fino al tardo pomeriggio. Numerosi sono stati gli interventi che hanno evidenziato la decisa volontà del Partito di essere protagonista in questo particolare momento della vita politica e sociale dell’Italia. Tutti i delegati hanno messo in risalto lo spirito di “rinascita” del Partito, la fattiva collaborazione di numerosi giovani e la linea di centrosinistra che da portare all’Assemblea congressuale di Fiuggi. Tale scelta politica dovrà essere portata avanti con fermezza, ma con la volontà di evidenziare le diversità di un partito storico come il Psi, da sempre difensore dei diritti delle classi più deboli, nei confronti in particolare di un PD prigioniero delle contraddizioni tra le anime troppo diverse al suo interno. Un’epoca nuova fatta di fierezza e di dignità a cui tutti i compagni sono tenuti ad aderire contro la censura imposta dai mass-media.

Mauro Del Bue

ttima occasione per segnalare un’esistenza e anche un progetto di futu“P O ro, il congresso che si è svolto a Imola del Psi dell’Emilia-Romagna. Sala gremita, salta agli occhi la presenza di tanti vecchi compagni di corda-

te sulle brande dei soldati. Successe il finimondo. Tutta la caserma venne consegnata per tre giorni. Ma nonostante gli ufficiali sapessero che l’iniziativa era partita da me non riuscirono a trovare un solo soldato disponibile a testimoniare e così me la cavai. A quelle persone che si trovarono in mano il giornale nessuno potrà più togliere dalla memoria i titoli cubitali che riferivano del risultato del referendum e che riportava una frase di Nenni: NO. Hanno voluto contarsi ed hanno perduto. Ha perduto la chiesa, la reazione, la parte più retrograda del paese”. Quando questo giornale è finito in mano ad uno come Lavitola confesso che ho provato indignazione verso tutti quei compagni che dal Partito avevano avuto tanto: parlamentari, sottosegretari, ministri, amministratori regionali, provinciali, ecc. Una schiera di persone che in quel momento con un piccolo gesto avrebbero potuto conservare la proprietà della gloriosa testata agli eredi del Socialismo. Un gesto che nessuno fece, lasciando così che lo strumento di

comunicazione del Psi, di quel partito che dalla fine dell’800 aveva pagato con la morte di tanti militanti l’impegno per le battaglie di civiltà, finisse in mano a personaggi inqualificabili, infangando un secolo di storia gloriosa di militanti e martiri. Oggi l’Avanti!ritorna ai socialisti. Mi auguro che lo spirito che animava quei ventenni come me a diffondere il giornale tra i militanti sia presente ancora oggi tra chi dice di richiamarsi ai valori del socialismo e che si ritrovi, oltre al giornale, lo spirito di servizio che ha caratterizzato il Socialismo italiano fino a qualche decennio fa.. Giancarlo Colella

Il ministro e il referendum

Che bello, finalmente un ministro che appena nominato ha le idee veramente chiare, ma quel che ha di più chiaro è il rispetto per gli italiani. Abbiamo ancora addosso l’odore delle schede del referendum contro il nucleare e questo

Barbara Conti

signore si presenta con dichiarazioni a favore del nucleare. Adesso voglio vedere la chiericosinistra del PD come reagisce; oppure dobbiamo aspettarci che ancora una volta sia... Di Pietro a dire qualcosa di sinistra!

Giuseppe Beltutti

Un compleanno socialista

La sezione del partito socialista di Urbino festeggerà i 102 anni del compagno pittore xilografo Umberto Franci per la sua coerenza di vita e di mitanza:Socialista da sempre. Facciamo tutti i migliori auguri. Colgo l'occasione per ringraziarvi per lo sforzo che state facendo per difendere il giornale che fu di Nenni e dei socialisti. L'Avanti! in casa nostra non è mai mancato quindi colgo l'occasione per inviarvi i soldi per l'abbonamento a nome di Umberto Franci. Gabriele Franci - Urbino

AVANTI! DELLA DOMENICA N.43  

SETTIMANALE DEL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO, ADERENTE ALL'INTERNAZIONALE SOCIALISTA E AL PSE

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