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trimestrale di informazione dellazienda USL VALLE d’aosta

MEDICINA STRUTTURE E SERVIZI POSTE ITALIANE S.p.A. – SPEDIZIONE IN A.P. – 70% - DCB DI AOSTA - N 40/anno VIII - ottobre 2009 - Aosta- REGISTRAZIONE DEL TRIBUNALE DI AOSTA N. 2 10/99 DEL 29/11/99

INFLUENZA A - H1N1 · Le attività di comunicazione di Giorgio Galli – direttore SC Comunicazione

È

iniziata da alcune settimane la campagna di comunicazione, destinata all’intera popolazione valdostana, riguardante l’influenza A- H1N1. Il Piano Pandemico Regionale prevede infatti che, almeno in fase iniziale, l’Azienda USL, attraverso la SC Comunicazione e in coerenza con le indicazioni ministeriali, provveda ad informare la popolazione in merito alle misure igieniche preventive da adottare. L’Azienda ha inoltre istituito una task force composta dal Direttore sanitario, dai Direttori del Dipartimento di Prevenzione e di Area Territoriale, dal Responsabile della SC Igiene e Sanità Pubblica e dal Direttore della SC Comunicazione.

Sito Internet

I cittadini avranno a disposizione il sito web aziendale www.ausl.vda. it, all’interno del quale – sulla home page – troveranno il box “Influenza A - H1N1” contenente tutte le informazioni necessarie tenute costantemente aggiornate.

Numero verde

L’Azienda ha attivato il numero verde 800.620.640 a disposizione di tutti i cittadini (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12 e dalle 14

DI ECCELLENZA PER IL “LABORATORIO FORMATIVOPROGETTUALE INTERRETI HPH” bbiamo il piacere di informarVi che il Comitato Scientifico dell’VIII Edizione del Premio Basile per la Formazione nella P.A. ha terminato i propri lavori, con il conferimento di Segnalazione di Eccellenza per la sezione Reti Formative alla candidatura “Il Laboratorio Formativo-Progettuale InterReti HPH” presentata da Programma di Promozione della Salute Rete HPH Toscana in collaborazione con Rete HPH Liguria, Rete HPH Valle d’Aosta e Rete HPH Emilia-Romagna”. Questo il testo trasmesso dall’AIF (Associazione Italiana Formatori – Settore Nazionale Pubblica Amministrazione”) alla nostra rete HPH regionale congiuntamente a quelle della Toscana, Liguria e Emilia Romagna. L’esperienza del Laboratorio InterReti verrà sinteticamente illustrata nel CD allegato al volume “Ricerca AIF 2009 sulla Formazione nella P.A.” che verrà offerto a tutti i partecipanti al VI Convegno AIF che avrà luogo a Palermo a fine ottobre. Il riconoscimento ci riempie senza dubbio di soddisfazione e conferma la bontà e l’utilità dell’iniziativa “Laboratori InterReti Formativo-progettuali” già da tempo avviata dalle quattro reti HPH sopracitate. Dopo i primi tre laboratori tenutisi nel 2007 a Sestri Levante (Liguria), nel 2008 a La Salle (Valle d’Aosta) e nel 2009 a Reggio Emilia (Emilia Romagna), sono previsti nell’immediato futuro altri laboratori tematici. In particolare agli inizi del 2010 la rete del Trentino promuoverà un laboratorio sugli indicatori di qualità HPH mentre, presumibilmente nella tarda primavera 2010, la rete Valle d’Aosta organizzerà un secondo laboratorio tematico sul tema della “Comunicazione e Promozione della Salute”.

Manifesti e pieghevoli

La sezione grafica della SC Comunicazione ha realizzato due diversi manifesti e un pieghevole, contenenti indicazioni utili circa le misure igieniche da adottare per prevenire l’influenza A. I manifesti, misura 50 x 70, in accordo con le altre istituzioni della Regione, sono stati inviati e affissi nelle sedi socio-sanitarie, negli ambulatori dei medici di famigli e pediatri di libera scelta, nelle farmacie, nelle scuole di ogni ordine e grado (grazie alla collaborazione della Sovrintendente agli Studi), nei Comuni, nelle biblioteche e nei centri commerciali.

Giornata della Prevenzione – 17 ottobre

Il 17 ottobre, in occasione della Giornata della Prevenzione, in Piazza Chanoux ad Aosta, sarà presente uno stand del Dipartimento di Prevenzione per fornire – anche in questa occasione – informazioni ai cittadini.

EDITORIALE

SEGNALAZIONE

“A

alle 15,30) per fornire informazioni. In caso di urgenza nei giorni festivi e prefestivi, sarà contattabile il medico reperibile del servizio di Igiene e Sanità Pubblica componendo il numero di telefono del centralino USL (0165 5431)

AZIENDA USL SEMPRE PIU’ “FAMILY FRIENDLY”

N

ell’ambito del progetto che è stato definito “Family friendly”, l’Azienda ha sperimentato, durante il periodo estivo che si è appena concluso, i centri estivi per i figli dei dipendenti. Si è inteso raccogliere un bisogno fortemente espresso dalle famiglie, le quali, durante le vacanze scolastiche, si trovano ad affrontare equilibrismi organizzativi tra lavoro ed impegni familiari, che, molto spesso, non trovano altra soluzione che l’aspettativa senza assegni, piuttosto che arrangiamenti “tampone”. L’idea è nata anche dall’esperienza del nido aziendale: fornire un supporto alle famiglie dei dipendenti, ma sulla base di un progetto educativo articolato, che non si configurasse soltanto come spazio ludico, bensì come occasione di apprendimento. L’iniziativa ci risulta essere stata apprezzata dalle famiglie, ma soprattutto dai bambini che vi hanno partecipato. Ora l’Azienda sta ipotizzando un servizio di supporto extra-scolastico, per la giornata infrasettimanale del mercoledì (in cui non vi sono lezioni), aggiungendo un ulteriore tassello al progetto. Parallelamente, in collaborazione con la Direzione Politiche sociali dell’Assessorato, si sta cercando di imbastire un servizio di mediazione familiare. Ma questa è un’altra storia di cui si parlerà più avanti. Carla Stefania Riccardi Direttore Generale


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ISTRUZIONI PER L’USO Categorie di persone (in ordine di priorità) alle quali viene offerta la vaccinazione antinfluenzale con vaccino pandemico A(H1N1): a) persone ritenute essenziali per il mantenimento della continuità assistenziale e lavorativa: personale sanitario e socio-sanitario; personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile; personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco del Ministero dell’Interno, personale delle Forze Armate; personale che assicura i servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni, secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici; b) donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza; donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, la persona che assiste il bambino in maniera continuativa; c) persone a rischio, di età compresa tra 6 mesi e 65 anni:  malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio, inclusa asma, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica e BPCO;  gravi malattie dell’apparato cardiocircolatorio, comprese le cardiopatie congenite ed acquisite;  diabete mellito e altre malattie metaboliche;  gravi epatopatie e cirrosi epatica;  malattie renali con insufficienza renale;  malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie;  neoplasie;  malattie congenite ed acquisite che comportino carente produzione di anticorpi;  immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV;  malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale;  patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie, ad esempio malattie neuromuscolari;  obesità con Indice di massa corporea (BMI) > 30 e gravi patologie concomitanti;  condizione di familiare o di contatto stretto di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati;  soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine d) bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido; minori che vivono in comunità o istituzionalizzati; e) persone di età compresa tra >6 mesi e 17 anni, non incluse nei precedenti punti, sulla base degli aggiornamenti della scheda tecnica autorizzata dall’EMEA o delle indicazioni che verranno fornite dal Consiglio Superiore di Sanità; f) persone tra i 18 e i 27 anni, non incluse nei precedenti punti. Fatta salva la disponibilità di vaccino pandemico A(H1N1), nel corso della campagna vaccinale potranno essere inserite nel programma anche ulteriori categorie di soggetti. Prima di procedere alla vaccinazione dovrà essere fornita una corret-

ta informazione da parte degli operatori sanitari addetti alle vaccinazioni sulle conoscenze disponibili. Dovrà essere inoltre acquisito il consenso informato per iscritto da parte degli interessati. Soggetti dell’Azienda USL coinvolti nel piano di vaccinazione:

L’influenza A H1N1 si manifesta nella grande maggioranza dei casi con sintomatologia lieve. È opportuno rimanere a casa, restare a riposo e limitare i contatti con altre persone per evitare di diffondere la malattia. Si consiglia di consultare il medico o il pediatra di famiglia.

 Dipartimento di Prevenzione: S.C. di Igiene e Sanità Pubblica  Area Ospedaliera: Direzione Sanitaria Ospedaliera, S.C. Immunoematologia e Medicina Trasfusionale  Area Territoriale e Medicina di Assistenza Primaria: Medici di Medicina Generale (MMG), Pediatri di Libera Scelta (PLS), Consultori, SERT

Numero verde del Servizio Sanitario Regionale della Valle d’Aosta

Informazioni utili per proteggersi e contrastare la diffusione del virus

Azioni del Dipartimento di Prevenzione (S.C. di Igiene e Sanità Pubblica) Vaccinazione delle persone in classe di priorità a): circa 9000 unità.  Cinque poli vaccinali (2 ad Aosta, gli altri 800 620 640 1 per Distretto) dal lunedì al venerdì: 08,00 -12,00 / 14,00 - 15,30  Otto medici e due assistenti sanitarie già operativi. Altro personale medico o di alFonte OMS A cura della SC Comunicazione - Azienda USL Valle d’Aosta tre figure professionali può essere reperito all’interno delle strutture del Dipartimento e dei Distretti e temporaneamente o A donatori convocati o presentatisi esclusivamente per la destinato all’attuazione del piano di vaccinazione. vaccinazione. • Previste 5 sedute settimanali di circa 4 h. (complessivamente o Sede prelievo di Aosta: dal lunedì al sabato ore 7,30-11,00 40 sedute settimanali). o Sede di prelievo di Donnas: il giovedì ore 8,30-10,45 • 48 vaccinazioni/seduta, circa 1920 persone/settimana. • Necessarie 4-5 settimane per completare la quota di soggetti di cui alla priorità a). Modalità e tempi d’attuazione relative ai pazienti degenti in ospedale e rientranti nella classe di priorità c): Il personale delle strutture di degenza che ospitano pazienti rientranti Azioni dell’Area Ospedaliera nella classe di priorità c), che non abbia ancora ricevuto la vaccinazioLa popolazione interessata comprende: ne e che non presenti controindicazioni in atto alla somministrazione • Operatori sanitari = 2062 del vaccino durante il periodo di degenza, richiedono il vaccino e prov• Donatori periodici di sangue = 1430 vedono alla sua somministrazione. • Pazienti degenti in ospedale e rientranti nella classe di priorità c)

Modalità e tempi d’attuazione relative agli operatori sanitari: La sommistrazione sarà organizzata con le seguenti modalità: - direttamente in reparto con 2 sedute per ogni S.C. (50 S.C.) in giorni differenziati per reparto per le prime dosi e 2 sedute per eventuale richiamo - somministrazione presso l’ambulatorio della Direzione Sanitaria: 2 sedute in giorni differenziati per le prime dosi e 2 per il richiamo presso PO “U. Parini” , 2 sedute in giorni differenziati per le prime dosi e 2 per il richiamo presso PO Beauregard per un totale di 8 sedute

Modalità e tempi d’attuazione relative ai Donatori di Sangue: • Popolazione interessata: Donatori di Sangue Periodici di sesso maschile e di età compresa fra i 30 ed i 55 anni, che ammontano a circa 1430 unità. • La S.C. di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale predispone un elenco di tali soggetti, che informa mediante gli usuali canali (lettera, telefono, e-mail, tramite le Associazioni e Federazioni dei donatori) sull’offerta vaccinale. • La vaccinazione viene eseguita dal personale medico ed infermieristico della S.C. • La vaccinazione potrà essere effettuata: o A donatori che effettuano la donazione di sangue o di emocomponenti, al termine della stessa;

Azioni dell’Area Territoriale e della Medicina di Assistenza Primaria •

Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta: vaccinazione dei soggetti a rischio per patologia (classe di priorità c).

SERT: vaccinazione della popolazione a rischio di pertinenza (soggetti con infezione da HIV, epatopatie, cirrosi etc.), compresa la popolazione carceraria.

Consultori: informano le persone in classe b) sull’offerta vaccinale e le indirizzano ai poli vaccinali della S.C. di Igiene e Sanità Pubblica.


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8 GIORNATA DELLA PREVENZIONE La presenza dell’Azienda USL a

S

abato 17 ottobre, nella centralissima piazza Chanoux, ad Aosta, si terrà l’8° Giornata della Prevenzione, quest’anno parte integrante della 9° edizione della Festa regionale del Volontariato. Quest’ultima iniziativa è promossa dal CSV Onlus Valle d’Aosta (Centro di Servizi per il Volontariato).e si svolgerà dal 16 al 18 ottobre. Il calendario è ricchissimo di iniziative, già ampiamente illustrate nel corso della conferenza stampa di presentazione avvenuta l’8 ottobre. La Giornata della Prevenzione, promossa anche quest’anno dall’Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali, vedrà una nutrita presenza di stand in piazza Chanoux e una serie di conferenze nella struttura coperta appositamente allestita nella piazza principale di Aosta. La nostra Azienda ha risposto in modo alquanto significativo all’invito del CSV e della Regione di prendere parte alla manifestazione. Questa, in sintesi, la nostra presenza in piazza Chanoux dalle 10,00 alle 17,00: Dodici stand vertenti sulle seguenti tematiche: 1. prevenzione influenza A H1N1 (Igiene e Sanità Pubblica) 2. prevenzione alcol e lavoro (Medicina del lavoro) 3. promozione delle attività del Dipartimento di Prevenzione (Igiene e Sanità Pubblica, Sicurezza nei luoghi di lavoro, Igiene degli Alimenti e della Nutrizione)

4. prevenzione dal Tabagismo (Igiene e Sanità Pubblica, SerT, Pneunotisiologia) 5. prevenzione alcolismo e dipendenze patologiche (SerT) 6. promozione servizi veterinari (Igiene allevamenti) 7. prevenzione piaghe da decubito (Geriatria riabilitativa, Servizio ausili) 8. prevenzione epatite (Malattie Infettive) 9. promozione screening tumore mammella e utero (Radiologia) 10. promozione screening colon retto (Gastroenterologia) 11. promozione sana e corretta alimentazione (Dietologia e nutrizione clinica) 12. campagna “mi fido di te”Pangolo) Una conferenza-incontro con la popolazione dal titolo “Alimenta il tuo movimento”- L’importanza dell’attività fisica e di una sana alimentazione”. (orario 10,30–12,30) L’incontro sarà articolato in diverse tematiche: • Obesità e sovrappeso – La prevenzione comincia dall’infanzia (relatori: Anna Maria Covarino e Andrea Perruquet) • Bevi con attenzione. L’alcol può uccidere (relatore: Silvio Giono Calvetto) • Alzati dalla poltrona. L’attività fisica è salute (relatori: Carla Stefania Riccardi e Maurizio Ferrini) Moderatori: Giorgio Galli e Maurizio Castelli.

“LIBRI D’ATTESA”

PARTIRà A BREVE L’INIZIATIVA NELLA NOSTRA AZIENDA

Giornata della prevenzione

8

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,00 0 ALLE 17 DALLE 10,0

tobre sabato 197-oAtOSTA

PR OG RA MM A

00

2 ANOUX PIAZZA CH

ORE 10.30

Presentazione dell’iniziativa e saluti delle autorità

Albert Lanièce Assessore Sanità, Salute e Politiche sociali Stefania Riccardi Direttore generale AUSL

Conferenza “Alimenta il tuo movimento”

L’importanza dell’attività fisica e di una sana alimentazione a cura dell’Azienda USL Valle d’Aosta Obesità e sovrappeso. La prevenzione comincia dall’infanzia Ore 10.45 - Anna Maria Covarino medico presso il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione Dipartimento di Prevenzione Ore 11.00 - Andrea Perruquet psicologo presso il Servizio di Dietologia e disturbi del comportamento alimentare Ore 11.15 - dibattito

ORE 14.30

Conferenza “Vivo sano e dono la vita”

Ore 15.00 - Proiezioni di filmati informatividivulgativi legati a: Associazione Fibrosi Cistica onlus, Associazione San Michele Arcangelo - Fidas Valle d’Aosta onlus, Aned Valle d’Aosta onlus e Aido

Ore 16.00 Perché è importante donare? Claudio Erisi presidente della Associazione Fibrosi Cistica onlus Elio Ceccon presidente Aned Monica Meucci Referente Prelievi per la Valle d’Aosta del Bevi con attenzione. L’alcol può uccidere Coordinamento Regionale Prelievi Piemonte Ore 11.30 - Silvio Giono Calvetto Direttore del distretto n. 2 - Aosta e referente e Valle d’Aosta Ospedale Molinette di Torino Eliana Viérin aziendale del progetto di promozione della Responsabile del Centro trasfusionale salute PREMIA Grand Combin Ospedale Aosta Ore 11.45 - dibattito Alzati dalla poltrona. L’attività fisica è salute Ore 12.00 - Stefania Riccardi Direttore generale AUSL Maurizio Ferrini Medico responsabile dell’ambulatorio di Medicina dello Sport Ore 12.15 - dibattito e conclusioni

Ore 16.30 - Presentazione e inizio sessione dimostrativa di spinning Ore 17.45 - Momento di spinning “leggero” per curiosi e dilettanti

Moderano Giorgio Galli, Direttore della Comunicazione AUSL e Maurizio Castelli, Direttore del Dipartimento di Prevenzione AUSL VdA

Iniziativa proposta da Associazione Fibrosi Cistica onlus, Associazione San Michele Arcangelo – Fidas Valle d’Aosta onlus, Aned Valle d’Aosta onlus e Aido.

Ore 18.00 - Testimonianza di un trapiantato e di un familiare di un donatore

SARANNO IN PIAZZA PER INFORMAZIONI E EVENTUALI CONTROLLI MEDICI Croce Rossa Italiana Polizia Stradale Carabinieri Pronto intervento 112 Polizia Municipale di Aosta Volontari del Soccorso Sez. di Valpelline A.R.P.A. (Agenzia regionale protezione dell’ambiente) I.N.A.I.L. Valle d’Aosta A.N.D.I. (Ass.ne nazionale Dentisti italiani) A.I.O. (Ass.ne italiana Odontoiatri) A.I.D.I. (Ass.ne Igienisti dentali italiani) Ordine dei Farmacisti Valle d’Aosta Federfarma Valle d’Aosta Lega Italiana contro i tumori AVIS Valle d’Aosta Les Amis du Coeur du Val d’Aoste Associazione ALICE Associazione V.I.O.L.A. A.D.V.A A.R.C.A.T Valle d’Aosta AL.CE (l’Alleanza cefalalgici) Unione italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti A.V.P. (Ass.ne valdostana paraplegici) S.V.A.P. (Società valdostana autoservizi pubblici)

di Giorgio Galli (Direttore SC Comunicazione)

ROBERTO SACCO HA LASCIATO L’OSPEDALE DI AOSTA

I

l dottor Roberto Sacco ha lasciato la direzione sanitaria del nostro ospedale per assumere, dal 1° settembre scorso, l’incarico di Direttore dell’ospedale di Rivoli. Roberto Sacco, dopo aver conseguito la specializzazione in Direzione ospedaliera nel 1987, ha rivestito incarichi di responsabilità negli ospedali di Venaria, presso il Gradenigo ed il Cottolengo di Torino e, dal’11 gennaio 2006, presso il “Parini” di Aosta. L’eccellente curriculum e l’esperienza maturata in Valle d’Aosta e negli ospedali piemontesi saranno utili al dottor Sacco per condurre il consistente processo di miglioramento che interessa l’ospedale di Rivoli. Da parte della Direzione strategica dell’Usl, della redazione di Newsl e di tutti i colleghi i più sentiti auguri di buon lavoro!

P

iccoli libri, da leggere in 5-6 minuti, per mitigare il tempo d’attesa passivo. Racconti brevi e poesie, con trama leggera e ironica, scritti da autori nazionali che saranno regolarmente editi con l’apposizione del codice ISBN.(L’International Standard Book Number è un numero che identifica a livello internazionale in modo univoco e duraturo un titolo o una edizione di un titolo di un determinato editore. libro). L’obiettivo del progetto, ideato da Edizioni Cinquemarzo di Viareggio, è quello di alleggerire il peso dell’attesa agli utenti e avvicinare i cittadini alla lettura al fine di umanizzare sempre più gli ambienti sanitari. I libri (10 diversi titoli) saranno collocati su appositi totem ben riconoscibili (vi sarà il logo aziendale e quello di Edizioni Cinquemarzo) e un cartello da banco fornirà le necessarie indicazioni ai fruitori, a cominciare dalla restituzione del libro, dopo il suo utilizzo, al fine di renderlo disponibile ad altri utenti.

Prenderà così il via nella nostra Azienda, entro la fine del mese di ottobre, questo interessante progetto di comunicazione e di promozione della cultura. In via sperimentale gli espositori con i “libri d’attesa” verranno collocati nelle seguenti sale d’aspetto: 1. Piastra ospedale “Parini” 2. Pronto Soccorso 3. Radiologia 4. Piastra sede di Beauregard 5. Atrio via Guido Rey, 1 (CUP e Ufficio Scelta e Revoca) 6. Ambulatorio Diabetologia via Guido Rey, 1 7. Poliambulatorio Distretto 2 – Aosta (via Guido Rey, 1) Il progetto è già stato sperimentato con successo dall’Azienda USL 12 di Viareggio. E’ intenzione della direzione, se l’iniziativa avrà riscontri positivi, estenderla ad altre strutture ospedaliere e territoriali.


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PAPA BENEDETTO XVI ALL’OSPEDALE “UMBERTO PARINI” DI AOSTA IL RICORDO DI UNA GIORNATA PARTICOlaRE

È

stata la notizia del giorno. Come è noto, a causa di una scivolata accidentale avvenuta nella villetta di Les Combes di Introd, che ha procurato una frattura scomposta del polso destro, Benedetto XVI è stato ricoverato dalle ore 9.50 fino alle 16 di venerdì 17 luglio all’ospedale “Parini” di Aosta. Dopo l’accettazione in pronto soccorso, Papa Ratzinger, che è stato accompagnato dal suo segretario particolare Georg Gaenswein e dagli agenti della sua scorta, è stato trasferito nel reparto di Rianimazione, l’unico veramente

inaccessibile ai giornalisti, ed è stato prima sottoposto ad una radiografia del polso che ha evidenziato la frattura e poi, dopo un consulto, alle 13.30 è iniziata l’operazione chirurgica, da parte dei medici Amedeo Manuel Mancini, direttore del reparto di ortopedia, ed Enrico Visetti, direttore del reparto di rianimazione, assistiti dalla dottoressa Laura Mus e dall’anestesista Marco Fondi, che si è conclusa velocemente, in una ventina di minuti, senza alcuna complicazione. Dopo l’intervento Benedetto XVI è stato messo in osservazione per qualche ora e, poco dopo le ore 16, è uscito, sorridente, dall’ospedale, tra i diversi fedeli che hanno applaudito al suo passaggio ed è tornato a Les Combes, salutando i giornalisti assiepati all’ingresso dell’ospedale. Fin qui i fatti. Abbiamo però pensato, per il nostro giornale, di invitare alcuni nostri colleghi, protagonisti della “giornata particolare” a raccontarci le loro emozioni, a fronte dell’occasione di incontrare il santo Padre da vicino, all’interno delle mura del nostro ospedale. Di seguito sensazioni e immagini.

“Venerdì 17 luglio 2009: una data che lascia un’impronta sul piano sia umano che professionale.... E pensare che in passato, in reparto, si scherzava spesso sull’ipotesi che il Pontefice potesse diventare paziente dell’Ospedale di Aosta. E così quando Benedetto XVI si è recato davvero nell’Ospedale Parini, lo stupore e l’emozione non sono mancati! Superata la sorpresa iniziale, ci si è concentrati sull aspetto puramente professionale della situazione e, in quanto chirurghi, come è nostra consuetudine, abbiamo rivolto esclusivamente la nostra attenzione a come eseguire l’intervento chirurgico al meglio. Nel Papa abbiamo potuto apprezzare, una volta oltrepassato  il primo impatto con il numeroso seguito ufficiale e col nutrito apparato di sicurezza, la semplicità, l’umanità e la pazienza che ha saputo dimostrare, malgrado il dolore. Inoltre le successive visite effettuate a Les Combes ci hanno permesso

di creare un nuovo rapporto umano e professionale con gli uomini dello staff medico e non medico del Pontefice, che si sono dimostrati non solo professionalmente validi, ma anche cordiali ed ospitali In seguito, di fronte alle aride polemiche sollevate nei giorni successivi sulla tecnica adottata per l’intervento chirurgico, abbiamo ricevuto con soddisfazione, da parte degli organi ufficiali della SIOT ( società italiana di ortopedia e traumatologia), un pieno assenso sulla nostra condotta terapeutica. E significativo che la nostra piccola realtà valdostana, ancora una volta, si sia dimostrata all’altezza della situazione, la cui gestione è stata apprezzata dallo staff stesso di Sua Santità! Infine, su un piano puramente personale, in quanto credente, la possibilità di incontrate e poter essere in qualche modo utile al Santo Padre ha rappresentato un importante momento di crescita interiore”. Laura Mus

“17 luglio 2009, ore 9 circa. Un messaggio mi avvisa: “Il Papa sta arrivando in ospedale”. Inizia così una lunga giornata, nella quale le emozioni che in me si accavallavano e si sommavano erano diverse: il timore per la salute del Santo Padre, fortunatamente presto fugato dopo i primi accertamenti eseguiti, e dalla consapevolezza di potergli offrire un percorso diagnostico e terapeutico della massima qualità, poiché quello è ciò che cerchiamo di fare sempre e per tutti; la preoccupazione di assicurare il “normale” funzionamento dell’ospedale, pur in presenza di un evento sicuramente eccezionale; l’impegno per la tutela della sicurezza e della riservatezza, che vanno comunque garantite ad ogni paziente, ma con ulteriori implicazioni (e complicazioni) nel caso del Papa, nella sua qualità di Capo di Stato Estero; la necessità di gestire la comunicazione con i numerosissimi media presenti, a testimonianza dell’attenzione verso un così illustre paziente, ma anche espressione del giusto diritto all’informazione dei cittadini. Tutte cose che, come si capisce, non sono sempre e facilmente conciliabili. A posteriori, posso affermare che tutti noi, ciascuno nel suo ambito di competenze, ci siamo impegnati per riuscirci. Dopo tutto questo, mi resta il ricordo di una stretta di mano e di un sorriso che, a me come, credo, a tutti quelli che hanno salutato il Santo Padre alla fine di quella lunga giornata, ci ha ripagato di tutto”. Pierluigi Berti

“Sono lusingato e orgoglioso del fatto che il Papa si sia rivolto all’ospedale regionale, tenuto conto che una così grande personalità avrebbe potuto affidarsi a qualsiasi struttura traumatologica italiana. Naturalmente è stato un momento di forte emozione e di grande responsabilità dover intervenire sul Santo Padre. Responsabilità che, in ogni caso, un chirurgo si assume ogni volta che deve intervenire su un paziente, chiunque esso sia. In particolare Papa Benedetto XVI, al termine delle consuete spiegazioni tecniche relative all’intervento chirurgico, mi ha dato subito il consenso ad effettuarlo. Analogo consenso lo hanno rilasciato i due medici personali del Santo Padre. Ringrazio anche il suo Segretario per la profonda gratitudine espressa nei miei confronti, sia per il trattamento offerto che per la successiva assistenza post operatoria durante la permanenza del Papa nella nostra Regione”. Amedeo Manuel Mancini


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Diffondere la formazione sul campo

NOTIZIE IN BREVE Nominato il nuovo direttore del Distretto n. 4 – Donnas Adriana Brusa, medico specialista presso la SC Neurologia dell’Ospedale “Parini”, dal 1° ottobre è il nuovo Direttore del Distretto n. 4 che fa capo al poliambulatorio di Donnas. Pende il posto di Fabio Martini, ora Direttore di Area Territoriale. La dottoressa Brusa, nata a Monza il 26 febbraio 1967, è laureata in medicina e Chirurgia ed ha conseguito il dottorato di ricerca (PhD) presso l’ospedale Queen Square di Londra A lei vanno gli auguri di buon lavoro da parte della redazione di Newsl.

Nuovo Dirigente delle professioni sanitarie: è Giuliana Vuillermin

La Dott.ssa Giuliana Vuillermin, attualmente referente dell’Ufficio Qualità aziendale, è la vincitrice del concorso pubblico di Dirigente delle professioni sanitarie. A lei vanno le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro.

Novità introdotte nell’Ufficio Qualità

A seguito di una nuova deliberazione del direttore generale (la n. 1086 del 29 giugno 2009), l’Ufficio Qualità è stato modificato nella sua denominazione e nella sua composizione. La denominazione ufficiale è ora “Ufficio Qualità e gestione della sicurezza del paziente”, mentre sono stati inseriti quattro nuovi componenti: Mauro Dujany (SC medicina Trasfusionale e Immunoematologia), Teresa Zanin (Direzione area ospedaliera), Maria Concetta Mezzatesta (SC Anestesia) e Andrea Fadda (SC Farmacia). La responsabilità dell’Ufficio Qualità è stata affidata al Direttore sanitario aziendale, Pierluigi Berti.

Ultimata la ristrutturazione della SC Personale

Sono stati ultimati i lavori di ristrutturazione della SC Personale che, lo ricordiamo, è situata al 3° piano della palazzina di via Guido Rey, 1. Con l’occasione ricordiamo che, oltre al dr. Enrico Formento Dojot, direttore della struttura complessa, la SC Personale vede la presenza di un altro dirigente, dagli inizi del 2009 la dott.sa Monia Carlin (e-mail mcarlin@ausl.vda.it - tel. 0165 544538)

Corsi per neo assunti – Al via la 2° edizione

Prenderà il via nei mesi di novembre e dicembre la 2° edizione dei corsi per neo assunti “Benvenuti in Azienda”. Sarà la volta del personale tecnico e sanitario (dal 2008 ad oggi) e del personale amministrativo (dal marzo 2009 ad oggi). A breve verrà inviato il calendario e l’articolazione dei corsi.

Pubblicati i ruoli nominativi regionali del personale a tempo indeterminato del SSN riferiti all’Azienda USL

La Giunta regionale, con deliberazione n. 4528 del 17.11.2003, ha impartito apposite direttiva all’AUSL in materia di ruoli nominativi regionali del personale del SSN, al fine di disporre si un adeguato strumento informativo. Così, presso la Direzione Salute dell’Assessorato Sanità, viene mantenuto e aggiornato il ruolo del personale del SSR. Lo stesso è consultabile sul sito Internet della Regione Valle d’Aosta all’indirizzo http://www.regione.vda.it sezione Sanità.

L’Associazione VIOLA organizza corsi di sostegno psicologico per famigliari di pazienti oncologici

Da quest’anno l’Associazione VIOLA organizza corsi di sostegno psicologico per famigliari di pazienti oncologici. Il percorso sarà condotto da una psicologa, affiancata da una donna operata di tumore “fiduciaria dell’Associazione VIOLA”, e avrà una durata di 6 incontri della durata di un’ora e mezza con cadenza settimanale. Il numero massimo è quello di 5-6 partecipanti. Per informazioni e iscrizioni: cell 333 7425159

di Giuseppe Villani – Direttore SC OSRU

L’

Azienda ha avviato nel 2008, con la consulenza di PRAXI (società esperta nel settore dello sviluppo delle risorse umane), un progetto di benchmarking della formazione sul campo al fine di sostenere l’introduzione e la diffusione dei nuovi modelli di formazione in coerenza con gli obiettivi dell’Educazione Continua in Medicina e con le procedure di gestione dei processi di accreditamento. L’indagine ha coinvolto quattro realtà aziendali sanitarie, pubbliche e private, del Nord Italia: Azienda ULSS 1 Belluno, Azienda ULSS 9 Treviso, Azienda USL di Reggio Emilia e l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. Le finalità del progetto si possono così riassumere: diffondere la cultura della formazione sul campo tra i diversi interlocutori aziendali coinvolti nelle attività di gestione della formazione; sviluppare le competenze di progettazione, realizzazione e gestione delle nuove pratiche formative riconosciute e valorizzate dal sistema ECM regionale: addestramento, stage o tirocinio formativo, gruppo di miglioramento, audit clinico, partecipazione a ricerche o studi epidemiologici. Il progetto si è articolato in tre fasi: 1) costituzione del gruppo di formatori interni e progettazione degli interventi; 2) diffusione del nuovo modello di formazione sul campo; 3) consolidamento delle competenze della comunità dei formatori interni attraverso un’esperienza guidata di progettazione e realizzazione di interventi di formazione. Entrando nel dettaglio, il gruppo di formatori interni ha sviluppato, per ciascuna delle quattro pratiche formative summenzionate, la microprogettazione dei moduli didattici da erogare e il relativo materiale didattico (esercitazioni, casi, questionario di verifica finale); i materiali necessari all’accreditamento dei corsi; l’organizzazione della fase di erogazione e il relativo calendario. Il primo momento di diffusione del nuovo modello si è avuto con un seminario realizzato l’8 maggio scorso che ha consentito di condividere le attese della Direzione Sanitaria rispetto alla diffusione delle nuove pratiche formative, di diffondere le nuove tipologie di formazione previste dalla Commissione regionale per l’accreditamento ECM, di presentare quanto già realizzato e di confrontarsi con le buone prassi di altre realtà aziendali (Reggio Emilia e Treviso). L’esperienza guidata di progettazione e realizzazione di interventi di formazione è stata calendarizzata per ottobre, novembre e dicembre. Si prevede l’erogazione di quattro iniziative formative: la formazione sul campo attraverso i gruppi di miglioramento; l’audit clinico come esperienza di formazione sul campo; progettare, realizzare e verificare la formazione sul campo individuale: addestramento, stage e tirocini formativi; la ricerca clinica come progetto di formazione sul campo. I primi tre progetti formativi verranno realizzati in moduli di due giornate ciascuno. Il progetto di formazione “La ricerca clinica come progetto di formazione sul campo” sarà realizzato attraverso un convegno previsto per la fine del 2009. Ma cos’è la formazione sul campo? E’ una pratica formativa che si realizza direttamente nei luoghi e tempi di lavoro, all’interno di una cornice gestionale e metodologica e con il coinvolgimento di più attori esperti di apprendimento e di contenuto. Significa interrogare e farsi interrogare dall’esperienza. Le principali tipologie di formazione riconosciute dai sistemi di accreditamento ECM sono: Stage/ Tirocinio/Addestramento, Gruppi di miglioramento, Audit Clinici, Partecipazione a ricerche/studi epidemiologici. Stage/Tirocinio/Addestramento è un percorso formativo individuale di durata variabile finalizzato a far acquisire gli elementi applicativi di una specifica competenza tecnica (contenuti di lavoro) e comportamentale (modelli relazionali e organizzativi) legate allo specifico contesto lavorativo. Si realizza questo percorso di apprendimento individuale: in fase di neo-inserimento lavorativo (tirocinio); all’interno di un progetto di sviluppo organizzativo del proprio servizio e della propria struttura di appartenenza (addestramento); in una struttura assistenziale e formativa diversa da quella di appartenenza (stage). In tutte e tre le situazioni di formazione sul campo è prevista la figura del tutor con il compito di favorire e supportare il percorso di apprendimento individuale. La durata

minima del percorso per tutte le tipologie è di 15 ore. Per il tirocinio e l’addestramento è prevista una valutazione finale con certificazione di frequenza del responsabile della propria Struttura, previa acquisizione delle valutazioni dei tutor. Per lo stage è prevista la valutazione finale del responsabile del servizio frequentato, previa acquisizione delle valutazioni dei tutor, nonché la certificazione delle presenze. I gruppi di miglioramento si realizzano attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro finalizzati allo sviluppo di progetti di miglioramento della qualità, alla promozione della salute, all’accreditamento e alla certificazione di sistemi, dell’organizzazione di servizi, di prestazioni, della comunicazione con i cittadini. I gruppi di miglioramento realizzano alcuni presupposti e logiche della qualità: il monitoraggio dei processi e di alcuni esiti importanti; la definizione e l’aggiornamento di procedure gestionali e operative, ivi comprese le Linee Guida professionali e i Percorsi Diagnostico-Terapeutici; la realizzazione di processi reali di miglioramento nel rispetto di adeguate metodologie (cicli di qualità). Si può parlare di Gruppo di Miglioramento quando: si è in presenza di un progetto di miglioramento (attività non ripetitiva, finalizzata al raggiungimento di un obiettivo in un certo periodo di tempo, svolto utilizzando uno sforzo congiunto di un pool di risorse); il mandato di miglioramento comporti l’analisi/soluzione di un problema o lo sviluppo di un obiettivo o l’approfondimento di una tematica professionale; all’interno del progetto sono presenti attori differenti; il progetto preveda il raggiungimento di un risultato dichiarato e misurabile con indicatori di processo e di esito; ogni Gruppo nella realizzazione del mandato di miglioramento utilizzi metodologie e strumenti di lavoro definiti. L’audit clinico è lo strumento che permette di verificare le capacità di fornire e mantenere livelli assistenziali di qualità elevata, valutando e misurando, secondo modalità sistematiche, le differenze riscontrate nella pratica assistenziale rispetto a standard esplicitamente definiti L’obiettivo dell’audit non è esclusivamente il monitoraggio, ma anche la definizione di opportune strategie di miglioramento laddove venga riscontrata una significativa differenza tra i profili assistenziali documentati e gli standard professionali di riferimento. Si può parlare di Audit clinico quando: si valuta la qualità assistenziale attraverso l’esame e il confronto di quello che è stato fatto (attività e risultati raggiunti ) con standard espliciti, predefiniti, concordati; si è in presenza di un progetto di miglioramento della qualità dei servizi sanitari realizzato attraverso un approccio rigoroso e metodologie di rilevazione, analisi e valutazione dei risultati; si realizza un processo sistematico che parte dalla identificazione di un problema, alla definizione di un intervento di miglioramento e alla misurazione dei risultati ottenuti sulla base di standard espliciti predefiniti (indicatori). Il confronto per l’analisi delle criticità e l’individuazione delle soluzioni di miglioramento avviene tra pari, in modo strutturato, multidisciplinare, multiprofessionale. Non è vano specificare cosa NON è Audit Clinico: una delle tante mode che attraversano l’organizzazione sanitaria italiana; una attività transitoria legata agli obiettivi annuali di budget, da abbandonare a favore di altri traguardi; la metodologia informalmente adottata nella discussione su un caso clinico all’interno di una struttura organizzativa; la “consueta” riunione sulla casistica; la discussione su una procedura o su una linea guida; fare in modo un pò diverso quello che si è sempre fatto. La partecipazione a ricerche cliniche o studi epidemiologici, infine, presuppone la costituzione di un gruppo di lavoro con obiettivi di indagine in ambito clinico o organizzativo. Essa può ripartirsi in tre classificazioni: ricerca sperimentale (per confermare o respingere un’ipotesi di lavoro esplicitata); ricerca epidemiologica (osservazioni statisticamente controllate di fenomeni); ricerca-azione (ricerca applicativa attuata confrontando su campioni comportamenti diversi).

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1° GIUGNO ATTIVO L’ISPETTORATO MICOLOGICO

Anche quest’anno la struttura di Igiene degli alimenti e della nutrizione ha aperto al pubblico il servizio di ispettorato micologico. Gli esperti hanno fornito consulenza nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì e si sono resi disponibili, telefonicamente, anche in caso di emergenza. L’ispettorato rimarrà aperto fino al 30 ottobre.

riproposta la campagna “BOB” per il consumo responsabile di sostanze alcoliche. Con l’impiego del Camper della Salute gli operatori ed i volontari hanno incontrato i giovani in occasione delle sagre di Saint-Rhémy-en-Bosses, Ollomont, Valpelline, Saint-Oyen, Oyace, Gignod e Allein nel periodo estivo. Un buon successo ha riscosso anche la campagna “Junior BOB” rivolta alla fascia di età tra i 12 e i 18 anni.

11 – 12 GIUGNO 2° WORKSHOP ITALO-FRANCESE DI ANESTESIA LOCO-REGIONALE

La Sc Anestesia, Terapia intensiva post operatoria ha organizzato la seconda edizione del Workshop italo-francese sull’applicazione degli ultrasuoni in anestesia loco-regionale. L’evento si è svolto nel salone delle conferenze dell’Hostellerie du Cheval blanc, nelle sale operatorie e nell’aula per la formazione dell’ospedale “Parini”.

18 GIUGNO PRELIEVO MULTIORGANO

Nel corso della notte tra giovedì 18 e venerdì 19 giugno l’équipe multidisciplinare coordinata dal centro Interregionale Prelievi di Piemonte e Valle d’Aosta ha eseguito un complesso intervento di prelievo multiorgano sul cadavere di un uomo deceduto per emorragia cerebrale. L’intervento è durato circa nove ore ed ha permesso il prelievo del cuore, del fegato, dei reni, della cute e delle cornee. L’ultimo prelievo multiorgano eseguito nel nostro ospedale risale all’anno 2005.

14 LUGLIO CORSI DI LAUREA IN AREA SANITARIA

La struttura di Formazione del Personale infermieristico ha presentato in una conferenza stampa l’offerta formativa dei corsi di laurea in area sanitaria, le novità e le modalità di iscrizione per l’anno accademico 2009/2010. Anche quest’anno la Regione Autonoma Valle d’Aosta ha messo a disposizione degli studenti valdostani borse di studio e facilitazioni per la frequenza ai corsi (infermieri, tecnici sanitari di radiologia medica, fisioterapisti, logopedisti, tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, tecnici sanitari di laboratorio biomedico, infermieristica (28 posti) e tecnico sanitario di radiologia medica (3 posti).

25 / 27 GIUGNO MOSTRA DI PITTURA DEL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

Il Dipartimento di salute mentale e l’Assessorato della Sanità, con il patrocinio del Comune di Aosta e della Comunità Montana Evançon hanno allestito una mostra di pittura dal titolo “Luca Oliveri, le strade della pittura”. L’esposizione ha avuto luogo a Verrès, nel salone delle Murasse e ad Aosta, nella saletta dell’Hotel des Etats. Ha partecipato ai vernissage il coro “Allegra-Mente” di Donnas.

29 – 30 GIUGNO SCUOLA SPECIALE ACOI DI CHIRURGIA DELL’OBESITA’

La Scuola Speciale Acoi di Chirurgia dell’Obesità, intitolata al dottor Umberto Parini, prosegue la sua attività. Alla fine del mese di giugno si sono infatti svolte due intense giornate di lavoro che hanno visto impegnati i discenti su argomenti come l’approccio multidisciplinare, la chirurgia bariatrica in età pediatrica, gli aspetti del post intervento.

4 SETTEMBRE UN AMBULATORIO PER LE “GRAVIDANZE A RISCHIO”

La struttura di Ostetricia e Ginecologia ha attivato l’ambulatorio di patologia ostetrica per le cosiddette “gravidanze a rischio”. Le sedute ambulatoriali si svolgono ogni venerdì dalle ore 8 alle 14 presso l’ospedale Beauregard. Il responsabile dell’ambulatorio è il dott. Savino Corcella.

6 / 8 SETTEMBRE CORSO DI TECNICHE ANTALGICHE MINI INVASIVE

10 LUGLIO / 28 AGOSTO PREMIA GRAND COMBIN

Per il quarto anno consecutivo la Comunità Montana Grand Combin e l’Azienda Usl VdA, in collaborazione con l’Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali, hanno promosso il progetto di prevenzione mirato dell’abuso di alcol, rivolto soprattutto ai giovani, chiamato “Premia Grand Combin”. Nell’ambito del progetto, grazie al supporto del SerT e del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, è stata

L’Hostellerie du Cheval Blanc ha ospitato la quinta edizione del Corso di tecniche antalgiche mini invasive, realizzato dalla SSD di Terapia del Dolore in collaborazione con la SIMED (Scuola Italiana di Terapia del Dolore). Ha partecipato in qualità di docente il prof. Gabor Racz, della Texas Tech University e presidente del World Institute of Pain. Il prof. Racz, eminenza internazionale nel campo della terapia del dolore, ha accettato l’invito del nostro ospedale e, per la prima volta, di essere docente di un corso in Italia, a testimonianza della qualità del lavoro svolto presso la nostra struttura.

1° OTTOBRE CONVEGNO SUL TEMA “SERVIZI SOCIALI E SANITARI A CONFRONTO”

Presso l’Hostellerie du Cheval Blanc, ad Aosta, si è tenuto un affollato convegno dal titolo “Servizi sociali e sanitari a confronto”con lo scopo di analizzare la situazione attuale e le linee di tendenza in Italia e in

Valle d’Aosta sul tema dell’integrazione. L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato regionale alla Sanità (settore Politiche Sociali), dall’Azienda USL Valle d’Aosta (SC OSRU) e dal CELVA. Tra i relatori che hanno aperto i lavori della mattinata ricordiamo Tiziano Vecchiato (direttore della Fondazione Zancan di Padova), Gianni Nuti (direttore delle Politiche Sociali dell’Assessorato alla Sanità), Kyriakoula Petropulacos (direttore sanitario dell’AUSL di Modena), Rosanna Romano (dirigente della Regione Campania). Hanno anche fornito il loro contributo numerosi operatori regionali e aziendali: Rosa Maria Cristaudo, Paolo Bonino, Maria Luisa Traversa, Gianmauro Numico, Patrizia Scaglia, Marisa Rey, Antonio Colotto, Anna Jacquemet, Massimo Pesenti Campagnoni.

1-9 OTTOBRE L’INCANTEVOLE CARITA’ Mostra dedicata alla vita e alle opere di San Camillo De Lellis

Dal 1° al 9 ottobre è stata allestita presso l’ospedale regionale “Parini” una mostra dal titolo “L’incantevole carità – Più cuore! Più anima alle mani”, dedicata alla vita e alle opere di San Camillo De Lellis. La mostra, composta da 36 pannelli, evidenziava le peculiarità e la grandezza del Santo che è stato iniziatore di una nuova scuola di carità. Per questo è anche Patrono universale dei malati, degli infermieri e degli ospedali. La mostra è stata allestita nel corridoio del primo piano seminterrato, nei pressi della radiologia. Il 6 ottobre, presso la sala conferenze dell’ospedale regionale, si è tenuta la presentazione della mostra, alla presenza di Paolo Bonino (direttore della SC Geriatria e promotore dell’iniziativa), Giuseppe Anfossi (Vescovo di Aosta) Pierluigi Berti (direttore sanitario dell’AUSL).


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CONCLUSA A REGGIO EMILIA LA XIII CONFERENZA NAZIONALE HPH Bilancio più che positivo per l’Azienda USL Valle d’Aosta di Giorgio Galli (Direttore della Comunicazione e Coordinatore regionale rete HPH

Giorgio Galli, coordinatore regionale della rete HPH, con Mariella Martini, direttore generale AUSL Reggio Emilia

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n tema difficile, importante e di grande rilevanza (l’Empowerment della Persona come strategia di promozione della salute nei luoghi di cura, nell’integrazione socio-sanitaria e nella comunità) è stato al centro delle comunicazioni e del dibattito della XIII Conferenza nazionale delle reti HPH (Reggio Emilia, Centro Loris Malaguzzi, 24-26 settembre). Una conferenza organizzata in modo impeccabile dalla rete emiliano-romagnola, caratterizzata da un’elevata qualità degli interventi e dalla presenza di nuovi linguaggi e strumenti di comunicazione, quali i videofilmati. Oltre 400 partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia, 5 sessioni plenarie, 330 contributi ricevuti, 4 turni di sessioni parallele, 16 video, 214 poster, tutti di buona qualità, anche grafica: questi, in sintesi, i numeri della conferenza appena conclusasi. Intanto una giusta precisazione sul tema del convegno, ovvero l’empowerment. Si tratta di un termine anglosassone, molto usato e più spesso abusato, che in una sola parola racchiude un profondo significato. Si parla di empowerment “quando l’individuo ha la capacità di collocarsi in una situazione di potere decisionale o meglio ancora quando l’individuo possiede quelle risorse che lo mettono in grado di agire e operare scelte consapevoli e in modo autonomo”. Da qui la possibilità che gli individui, singoli o in gruppi sociali, diventino capaci di riconoscere i loro bisogni di salute, di assumere un maggior controllo sui fattori personali e sugli altri determinanti (ambientali, sociali, ecc.) della salute, di adottare comportamenti corretti, di partecipare attivamente ai processi decisionali connessi ai percorsi di cura. La conferenza ha previsto 4 sottotemi. Strategie di empowerment 1. del paziente 2. della persona nei luoghi di cura e di assistenza 3. per una migliore gestione della malattia mentale e del disagio psichico

4. per diversi gruppi target della popolazione La presenza della rete HPH Valle d’Aosta Va subito detto che la nostra rete ha fornito numerosi contributi, tutti qualificanti. Queste le tre comunicazioni orali in sessioni parallele: • Giorgio Galli (“Il benessere organizzativo nell’Azienda USL Valle d’Aosta” nella sessione dedicata all’empowerment degli operatori) • Anna Castiglion (“Azienda Family Friendly” nella sessione dedicata all’empowerment organizzativo e gestione del rischio) • Raffaella Sanguneti (“Progetto benessere psicologico delle future mamme e neo-mamme” nella sessione dedicata alla promozione della salute mentale) Poster presentati (la nostra rete ha inviato 10 poster) • La gestione della gravida ipertesa in VdA: formulazione di linee guida locali (autore Sabina Modesti) • la gestione delel fratture del femore prossimale presso l’OR “Parini” di Aosta. Il nostro modello organizzativo e di empowerment del paziente (autori: Manuel Mancini, Giorgio Basile, Domenico Caminiti) • La malattia mentale: storia e attualità. Campagna di sensibilizzazione e iniziative per l’inserimemtno nel tessuto sociale (autori: Antonio Colotto, Milvia Norbiato) • A scuola di salute passo dopo passo: alimentazione, attività fisica, autostima e bellezza autentica (autori: Pier Eugenio Nebiolo, Andrea Perruquest) • Empowerment dei giovani e consumo di alcol. Esperienza quadriennale in VdA (autore: Silvio Giono Calvetto) • Sport, Salute e Stili di Vita (autore: Carla Stefania Riccardi)

• Io non casco…senza il casco! (autore: Tiziano Trevisan) • Migrant Friendly Hospital: i facilitatori della transculturalità (autore: Anna Castiglion) • La consulenza giuridica a favore delle famiglie (autore: Giuseppe Villani) • La biblioteca dell’ospedale “Parini” di Aosta (autore: Giuseppe Villani) Il poster di Antonio Colotto e Milvia Norbiato ha ricevuto il 1° premio nella categoria. Tutti i poster presentati dalla nostra rete, così come ha riferito GIuseppe Villani (che era componente della Commissione valutazione poster) sono stati citati e valorizzati, grazie alle indiscusse capacità della nostra sezione aziendale di grafica. Comunicazione in plenaria Giorgio Galli (“La comunicazione tra le reti: una sfida possibile?”) Workshop pre-conferenza La tre giorni congressuale è stata preceduta da un pomeriggio dedicato a due workshop sui temi “Modelli e strumenti per lo sviluppo del progetto HPH elaborati nel Laboratorio interReti HPH” e “Task Force on Migrant Friendly and Culturally Competent Health Care”. Il primo workshop ha ripreso e approfondito le traiettorie di sviluppo scaturite dai recenti Laboratori formativo-progettuali InterReti HPH: Lo scrivente è stato invitato come docente al primo workshop, trattando il seguente argomento: “Dal progetto di promozione della salute al piano di comunicazione. L’esempio del progetto benessere organizzativo nell’AUSL Valle d’Aosta”. Il prossimo anno la conferenza nazionale sarà ospitata dalla rete calabrese.


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IPERTENSIONE E GRAVIDANZA: La gestione delle Gravide Ipertese in Valle d’Aosta Attuata la revisione delle linee guida locali.

di Maria Sabina Modesti - Responsabile Ambulatorio per la diagnosi e la cura dell’Ipertensione Arteriosa SC Medicina Generale

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el 2002 in Valle d’Aosta è nato un progetto di collaborazione fra Centro Ipertensione-S.C.Medicina Generale dell’Ospedale Regionale, gli Ostetrici-Ginecologi dello stesso Ospedale, gli Ostetrici e i Ginecologi operanti sul territorio, tutti i Medici di Assistenza Primaria e la Direzione Sanitaria dell’Azienda USL Valle d’Aosta per la gestione uniforme e condivisa della donna gravida riscontrata ipertesa. Gli obiettivi principali sono la presa in carico concordata, condivisa, integrata e multidisciplinare della donna ipertesa gravida; la definizione precisa dei ruoli delle figure professionali interessate e la loro integrazione; la definizione di un percorso per ridurre il rischio di pre-eclampsia Nel corso di ripetuti incontri di aggiornamento le figure professionali interessate si sono confrontate fra di loro e con le linee guida europee e internazionali più recenti . Si è così arrivati a definire un documento che raccoglie le “ Linee Guida Locali per la gestione della gravida ipertesa “.. Il 5 giugno 2009, nel corso di un nuovo incontro di aggiornamento introdotto dal Direttore Sanitario dell’Azienda USL, Pierluigi Berti , si è riproposta una revisione di tali linee guida locali con l’inserimento di nuove figure professionali quali l’Anestesista, il Cardiologo, il Nefrologo, l’Endocrinologo-Diabetologo e lo Psicologo. Anche questo incontro è avvenuto, come tutti i precedenti, con la collaborazione attiva di specialisti esperti delle vicine Università di Torino e Genova ed esponenti della Società Italiana di Ipertensione Arteriosa. Fino ad oggi si è ottenuta la riduzione del numero di casi non valutati o valutati con diagnosi non corrette, la riduzione delle situazioni di emergenza, l’aumento di accessi al Centro Ipertensione e contemporanea riduzione della richiesta di consulenza del medico del Centro per gravide ricoverate e quindi in condizioni più severe . Nuovo indicatore proposto: la riduzione dei casi di di pre-eclampsia , grave complicazione correlata all’ipertensione arteriosa che coinvolge mamma e bambino .

Avevo sentito parlare dell’Asilo Nido come di un servizio “attento” oltre che ai bambini che accoglie, anche alle loro famiglie, ai genitori e…anche ai nonni! La mia esperienza di nonna ha confermato che quanto sopra corrisponde a verità. Ho potuto constatare che il ruolo dei nonni è considerato e valorizzato adeguatamente L’augurio che rivolgo al mio nipotino è che lungo il percorso educativo che ha iniziato con l’Asilo Nido, possa continuare con altre “occasioni” di accoglienza positiva e fruttuosa come quella appena conclusa. L’augurio che rivolgo a me stessa, come nonna, è di poter ancora trovare nelle future esperienze educative dei miei cari nipotini, operatori competenti e sensibili come quelli incontrati nel nostro Nido Aziendale! La nonna di Noah

“LAVORARE MEGLIO PER VIVERE MEGLIO” di Anna Castiglion (Uff. Progetti Innovativi – SC Comunicazione)

Quest’estate la nostra Azienda, grazie ad un partenariato con il Consorzio per le Tecnologie ed Innovazione (CTI) e ad un finanziamento Fondo Sociale Europeo, ha potuto realizzare il progetto “Lavorare meglio per vivere meglio: la conciliazione come occasione di innovazione organizzativa” . Questo progetto si è tradotto nella realizzazione di un servizio extrascolastico rivolto ai figli e alle figlie, dai sei ai quattordici anni, dei dipendenti della nostra Azienda. I centri estivi, come più comunemente è chiamato questo servizio, sono stati un’occasione importante per sperimentare, oltre al nido aziendale, un’altra forma di sostegno ai genitori nella gestione dei loro figli. L’esperienza maturata in questi quattro anni di gestione diretta del nido aziendale ci ha permesso di cooperare attivamente con i responsabili del CTI. Questa collaborazione, attuata principalmente in fase di elaborazione delle graduatorie, sta proseguendo. Un gruppo di lavoro tutto aziendale sta mettendo a punto gli strumenti per procedere ad una valutazione di qualità del servizio. E’, infatti, in fase di elaborazione un que-

stionario che sarà inviato a tutti i partecipanti. I punti di forza e di debolezza che emergeranno da questa valutazione sono elementi preziosi e fondamentali per poter rendere concreta la possibilità di realizzazione di un servizio per l’anno 2010. Chiediamo, pertanto, la collaborazione di tutti per aiutarci a costruire un servizio “cucito addosso” alle nostre esigenze. Ai centri estivi hanno partecipato circa ottanta ragazzi e ragazze; le attività realizzate sono state numerose. Ovviamente non è stato possibile accontentare tutti; per alcuni le attività proposte sono state al di sotto delle aspettative; per altri molto soddisfacenti. Quello che ci preme sottolineare è lo sforzo fatto da tutti, CTI e azienda, per provare ad organizzare un servizio apprezzabile, che potesse realmente venire incontro alle esigenze dei partecipanti. Questo è stato possibile soprattutto grazie al personale educativo, scelto, formato e messo a disposizione del CTI. Questi ragazzi e ragazze sono stati il vero motore dei centri. Fanny Bizzotto è una di loro. Ha voluto raccontarci le attività realizzate, evidenziando che tutto quello che è stato fatto ha avuto come obiettivo non solo la soddisfazione del legittimo desiderio di giocare, ma anche lo stimolo alla fantasia e alla creatività dei ragazzi. Vedrete che dalle sue parole e dalle immagini traspare il grande entusiasmo di questo gruppo che, dimostrando grande professionalità, ha saputo accogliere e coinvolgere i giovani partecipanti del nostro centro. I NOSTRI LABORATORI: Creare per imparare a lavorare con il materiale semplice e a giocare, collaborando. Colorare, disegnare, pitturare, “creare” con forbici e cartoni; costruire un castello o una pista per le biglie con solo cartone e “fantasia”; creare gioielli con le perline oppure costumi di personaggi dei fumetti; le calze che diventano “marionette”, le bottiglie di plastica dei pesci in un acquario e gli scatoloni di cartone, case per le bambole.

IL GIOCO LIBERO permette ai ragazzi di costruire un gruppo affiatato di amici che, interagendo tra loro in maniera indipendente, crescono insieme. Calcio, giochi a squadre (“palla prigioniera”, “conquista la città”, ecc...), il biliardino, giochi di ruolo, parco giochi (scivoli, altalena).

Far partecipare i nostri ragazzi più grandi al concorso di fotografia.

I GIOCHI DA TAVOLO hanno accompagnato i momenti di pausa tra le varie attività e le nostre giornate di pioggia. Le carte di “Uno”, il “gioco dell’oca”, “shopping” e tanti altri ancora.

Alla prossima esperienza...

LA MUSICA, IL TEATRO E LA FOTOGRAFIA Imparare a costruire gli strumenti musicali con il materiale semplice; Mettere in scena uno spettacolo di cabaret e musical organizzato dai ragazzi; Imparare dall’esperto di fotografia come immortalare i momenti più belli delle attività

L’ANIMAZIONE: Le mille magie dell’animatore “Marco Merlino”, i “Truccabimbi”, gli animali con i palloncini e qualche incontro inaspettato...


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RICONCOSCIMENTI INTERNAZIONALI PER IL PROGRAMMA DI SCREENING AL COLON RETTO di Sergio Crotta (Direttore SC Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva)

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stato accettato in forma di poster al Congresso americano a Chicago, nello scorso giugno, e verrà presentato a Londra come comunicazione orale al prossimo Congresso europeo delle malattie digestive, un lavoro scientifico sullo screening del cancro colo-rettale in Valle d’Aosta. Frutto della collaborazione tra la SC di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Dott. Sergio Crotta, Dott.ssa Simona Paganin; Sig.ra Bruna Dagnes) e il CPO (Centro Prevenzione Oncologica) di Torino, lo studio analizza l’andamento di quattro round di screening nell’area di Chatillon e St. Vincent.. L’originalità del lavoro consiste nel fatto che ci sono in letteratura internazionale pochissime esperienze di lungo periodo con il test da noi usato fin dall’inizio (test immunochimico per la ricerca del sangue occulto nelle feci). Siamo stati fra i primi in Italia nel 2001 e abbiamo ripetuto lo screening nei due comuni nel 2003; infine nel 2006, proprio grazie a queste esperienze pilota, è iniziato il programma regionale che ha ricompreso i due comuni in altri due round (2006 e 2008). Lo studio, che all’inizio ha arruolato 2959

cittadini seguiti per 7 anni, ha rivelato sempre un’alta adesione all’invito (sopra il 60%) e, al termine, una percentuale di cancri del colon dimezzata in coloro che avevano partecipato almeno una volta allo screening, confrontati con coloro che non avevano mai aderito. Inoltre il dato molto importante è che il 50% dei cancri scoperti con lo screening era in uno stadio iniziale e quindi completamente curabile, contro un 17% in coloro che non avevano mai fatto il test. Risultati simili sono stati conseguiti dallo screening regionale nel quale, nel biennio 2006-2008, sono stati diagnosticati e in buona parte guariti 61 cittadini affetti da cancro dell’intestino in assenza di sintomi. I dati positivi dell’esperienza valdostana ci incoraggiano nella prosecuzione di questo programma che ha coinvolto, oltre a varie figure sanitarie, anche i volontari della LILT (Lega Italiana della Lotta ai Tumori). Non dimentichiamo che il Programma di Screening, seppure oneroso in termini economici per la Regione e complesso dal punto di vista organizzativo, contribuisce al miglioramento dello stato di salute della nostra popolazione.

A FAVORE DELLA PROFESSIONE INFERMIERISTICA di Gabriella Delfino (infermiera S.C. Chirurgia Generale)

Pubblichiamo volentieri le considerazioni della nostra collega infermiera, che lavora all’interno dell’Ospedale, anche perché siamo certi che l’articolo fornirà lo spunto per aprire un interessante e costruttivo dibattito.

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el mese di giugno mi è capitato di leggere una lettera di un’abbonata alla rivista “Vanity Fair” n°23, in cui la lettrice riportava un atteggiamento di poco rispetto, al limite del maltrattamento, nei confronti di un’anziana signora da parte di un’infermiera. A questo proposito ho sentito la necessità di dire ciò che penso sull’argomento, visto che sono un’infermiera. Lavoro da 14 anni ed esercito questa professione con estrema passione. Non ho mai maltrattato nessuno, anche se a volte sono talmente stanca che neppure io riesco a capire come faccio ancora a sorridere ai tanti pazienti che vedo ogni giorno. Quello dell’infermiere è un lavoro duro, fatto di turni estenuanti e di buste paga ridicole. Capita spesso di rinunciare a riposi o alle ferie in quanto siamo costantemente sotto organico. Con questo non condivido il comportamento della collega che ha mancato di rispetto all signora anziana, pero’ mi da’ tremendamente sui nervi notare che basta un esempio del genere per rovinare il lavoro di un’ intera categoria di professionisti. Sono poche le persone che saprebbero

rispondere alla domanda “cosa fa un infermiere?”....La nostra figura ruota intorno a persone malate, che al medico chiedono solo di guarire, mentre a noi chiedono tutto il resto: ripassiamo dai pazienti dopo che e’ stata fornita loro qualche spiegazione dai medici perché sicuramente non hanno capito e vogliono da noi chiarimenti che non hanno osato chiedere a loro. Ci sediamo a confortare utenti e parenti nei momenti difficili perché lo psicologo viene una volta alla settimana e ha poco tempo. Nel frattempo dobbiamo portare avanti il lavoro burocratico, di somministrazione di terapie, supporto ai consulenti, giro di medicazioni, controllo delle diete, ripristino e controllo scadenze del materiale sanitario, pianificazioni assistenziali, affiancamento degli studenti ecc. E in verità io mi ritengo fortunata perché, rispetto ad altre realtà italiane, l’ospedale dove esercito offre condizioni accettabilissime di lavoro. Abbiamo un ruolo sociale non bene identificato e sottovalutato e di certo i media in questo non ci aiutano: non ho mai letto un articolo dedicato a noi, a patto che non sia una rivista professionale e neppure qualche servizio in televisione, tranne quando si parla di mala sanità... Nella mia vita ho avuto a che fare anch’io con persone senza educazione e non erano solo infermieri...bisognerebbe fare un bilancio al contrario: per ogni storia al negativo, quante se ne trovano di positive?

PROGETTO PILOTA DI PROMOZIONE DELLA RICERCA CLINICA PRESSO LA SC DI CARDIOLOGIA

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el novembre del 2005 l’Heart Care Foundation (Fondazione Italiana per la Lotta alle Malattie Cardiovascolari) insieme all’ANMCO (Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri) hanno proposto all’Azienda USL della Valle d’Aosta di partecipare ad un progetto pilota di promozione della ricerca clinica. L’idea era quella di istituire all’interno di alcune SC di Cardiologia italiane dei gruppi di ricerca dove personale specifico e specializzato per la gestione della ricerca clinica (Research Management) potesse operare come supporto alla componente medica occupandosi degli aspetti organizzativi e di coordinamento necessari per una corretta conduzione dei protocolli di ricerca. Nel maggio 2008 questo progetto è stato attivato nella SC di Cardiologia e Cure Intensive Cardiologiche di Aosta e, attualmente, viene gestito, in qualità di Study Coordinator, dalla Dott.ssa Cristina Baré (biologa). Dopo più di un anno dalla sua attivazione ci sembrava opportuno fare il punto sul Progetto Pilota, spinti anche dalla necessità di comunicare a voi quanto, a parere della Cardiologia, questo progetto sia stato e sia tuttora importante,

Dott. Marco Sicuro (Direttore SC Cardiologia)

non solo perché permette di partecipare ad un numero maggiore di studi clinici in maniera sempre più scientifica e rigorosa, ma anche perché fornisce l’opportunità di partecipare in prima linea alle innovazioni nell’ambito della ricerca. Dal momento in cui è stato attivato il Progetto di promozione della ricerca clinica si è potuto aderire a diversi studi, sia osservazionali che sperimentali. Tra quelli osservazionali ricordiamo i più significativi: - registro IN-HF Outcome (Italian Network on Heart Failure outcome): registro dei pazienti con scompenso cronico e acuto; - registro MANTRA (Management of patients with ACS in the real world practice in Italy: an outcomes research focused on the use of ANTithRombotic Agents): registro dei pazienti con Sindromi Coronariche Acute per valutare le modalità di gestione e le differenti strategie antitrombotiche utilizzate, la loro eventuale associazione ed il profilo di sicurezza. Tra gli studi sperimentali, invece, il più importante attualmente è uno studio internazionale di Fase 2, per il quale sono stati selezionati solo 7 centri in Italia (la scelta di selezionare il nostro Centro è stata proprio spinta dalla presenza, all’interno della SC, di una persona dedicata alla ricerca). Molti, inoltre, sono i progetti futuri, tra cui: alcuni studi sperimentali ed osservazionali che attualmente stanno seguendo l’iter burocratico di approvazione, l’idea di realizzare studi interni all’ospedale che, se risultano interessanti, possano essere poi proposti come studi multicentrici e continuare ad espandere i progetti di prevenzione cardiovascolare sulla linea del Progetto PrATO (Progetto Assistenziale Territorio Ospedale), partito dalla Neurologia e che attualmente coinvolge anche la Cardiologia. Oltre alla qualità della ricerca e alla quantità dei pazienti che possono essere seguiti con maggiore cura e precisione, la figura del Data Manager permette di alleggerire il lavoro bu-

Dott.ssa Cristina Baré (Study Coordinator in Cardiologia)

rocratico dei medici impegnati nella ricerca, gestendo anche i contatti con Comitato Etico, Commissione P.T.R., sponsor e pazienti. Per avere un’idea del miglioramento ottenuto con l’introduzione di questa nuova figura professionale nel nostro reparto, riportiamo in fondo all’articolo il punteggio qualità, fornito dal Centro studi ANMCO annualmente e dove si può notare come l’attivazione del progetto pilota abbia contribuito ad innalzare il livello di qualità (es. nell’area dello scompenso cardiaco) della Cardiologia Italiana, superando di oltre 2 punti la media Italiana. Una buona riuscita delle attività di ricerca, facilitata dalla presenza di una figura professionale dedicata, fa si che le proposte di ricerca, anche quelle più remunerative, si incrementino nel tempo, rendendo più produttive, dal punto di vista scientifico, ma anche economico, le attività. Solo così la ricerca italiana ha qualche possibilità di misurarsi con realtà internazionali di rilievo. E’ evidente che la prospettiva futura porta ad immaginare un gruppo di ricerca clinica formato da una équipe di figure professionali differenti che contribuiscano a gestire la ricerca clinica non solo in Cardiologia, ma anche in altre SC dell’ospedale. Il partecipare in prima persona a progetti di ricerca, contribuendo ai progressi della scienza, il seguire passo dopo passo la storia di un farmaco che verrà o meno messo in commercio, il confrontarsi con le altre realtà ospedaliere (italiane e non) offrono una possibilità che il nostro Ospedale non deve lasciarsi sfuggire. Pensare all’Ospedale “Parini” come ad uno dei centri altamente specializzati nella ricerca, un polo di riferimento per la ricerca clinica nazionale e perché no (vista la posizione strategica della nostra regione) anche internazionale, è un’utopia? Ci auguriamo di aver suscitato il vostro interesse e ci terremmo a conoscere le vostre impressioni, i dubbi e le idee per poter realizzare un progetto di promozione della ricerca clinica condiviso dalle diverse strutture. Il direttore della SC di Cardiologia e Cure Intensive Cardiologiche Dott. Marco Sicuro P.S. Chiunque fosse interessato a fornire contributi può inviarli alla Dott.ssa Cristina Baré (Study Coordinator in Cardiologia): cbare@ausl.vda.it

PUNTEGGIO QUALITA’

ANNO 2007 Aosta

ANNO 2007 Media Italiana

ANNO 2008 Aosta

ANNO 2008 Media Italiana

Scompenso Cardiaco

6.5

5.4

8.8

6.3


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trimestrale di informazione dell’unità sanitaria locale valle d’aosta

Auto o non auto?

Un progetto buono per cambiare abitudini. di Elisa Pasin – SC Comunicazione

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veglia, caffè, armadio, porta, auto, parcheggio, ufficio o ospedale. Possono esserci delle varianti o dei passaggi in più, ma per i più la sequenza casa-lavoro è la stessa tutti i giorni ed è consolidata un po’ dall’abitudine e un po’ dalle comodità. E se questo meccanismo non fosse così scontato? “Muoviamoci responsabilmente” nasce come un invito a prendere consapevolezza dell’importanza dei piccoli e grandi cambiamenti nella scelta di come andare al lavoro. Da un lato, lo dice la norma. “Muoviamoci responsabilmente”, infatti, è un progetto che l’azienda ha adottato applicando il Decreto Ronchi “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” del 27 marzo 1998, che fa entrare il tema della mobilità tra le priorità dell’agenda delle amministrazioni pubbliche. In particolare, la direttiva è quella tracciata dall’articolo 3 del Decreto, secondo il quale le aziende e gli enti con oltre 300 dipendenti per unità locale devono nominare un responsabile della mobilità aziendale e prevedere un piano per la riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale. Dall’altro lato lo dice la missione dell’AUSL. Come azienda sanitaria, l’impegno per la salute è perseguito sempre di più, insieme ai propri dipendenti, anche come un percorso di responsabilità sociale. La premessa dell’approccio a questo tema è che ogni cambiamento ha bisogno, innanzitutto, di informazioni corrette. Per questo, nel 2007 era stato realizzato un questionario finalizzato a conoscere le necessità e le opinioni dei dipendenti sul tema (al quale era seguita la realizzazione e diffusione del Piano Spostamento Casa Lavoro). Dal questionario era emersa una realtà sfaccettata, che colpisce per la sopravalutazione delle difficoltà nello spostarsi e

per una scarsa informazione sui mezzi pubblici. Spesso, infatti, chi sceglie di spostarsi in auto invece che con mezzi propri alternativi o con l’autobus e il treno lo fa perché non considera altre possibilità e nonostante riconosca gli aspetti negativi che questa scelta comporta (costi economici, stress da parcheggio, inquinamento). Conosciamo le caratteristiche del territorio della nostra regione, i disagi di chi non abita in centro, il meteo sfavorevole per molti mesi l’anno e le carenze strutturali di alcuni servizi di trasporto, del sistema di viabilità e dei parcheggi. Ma sappiamo anche che Aosta è una città piccola che può essere percorsa in pochi minuti, che gli autobus e i treni sono economici, abbastanza frequenti e permettono di raggiungere la maggior parte delle località, e che per muoversi a piedi o in bici basta vincere un po’ di pigrizia. Da settembre, nelle sedi dell’azienda saranno affisse delle locandine dai tipici colori dei “lavori in corso”, il giallo e il nero. Con esse parleranno direttamente i dati risultati dal questionario. Nessun tentativo di persuasione, solo informazione e un invito a “scoprire le alternative” nella pagina del sito dell’azienda (accessibile dalle news dell’home o dal menù principale: Promozione ed educazione alla salute/Muoviamoci responsabilmente) che sarà dedicata a fornire informazioni aggiornate sul tema e sul progetto. Spetterà poi a ciascuno scrivere all’email muoviamociresponsabilmente@ausl.vda.it per far conoscere le proprie opinioni e condividere nuove proposte.

IL CINEMA NELLA FORMAZIONE di Roberta Oriani (Corso di laurea in Infermieristica) e Alfredo Mattioni ( S.S Psicologia clinica )

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ell’educazione degli adulti, il cinema è unanimamente riconosciuto come uno strumento formativo potentissimo, capace di catturare, affascinare, divertire, ma anche di fare riflettere. L’esperienza soggettiva costituisce il fulcro della possibilità di apprendere dell’adulto sia perché dalla sua osservazione scaturiscono contenuti di apprendimento, sia perché si crea un incremento alla motivazione ad imparare: i film possono produrre sull’adulto le stesse reazioni che le fiabe suscitano nei bambini. Nella situazione cinematografica i fenomeni dell’identificazione sono molto intensi, poiché lo spettatore si abbandona con tranquillità ai processi psichici che il film innesca. L’utilizzo del materiale filmico perciò sollecita un’elevata attivazione dell’individuo, sul fronte del pensiero così come su quello delle emozioni portando la persona ad esprimere le proprie sensazioni e a parlare di sé. Nel nostro corso di laurea per infermieri molte discipline utilizzano i filmati per favorire la riflessione e quindi attivare un percorso di apprendimento profondo. Le immagini cinematografiche vengono viste e poi vissute attraverso la rappresentazione delle scene più significative. È possibile formarsi sperimentando la relazione con l’altro, tramite l’identificazione con i personaggi rappresentati, la verbalizzazione dei vissuti, il confronto tra i partecipanti al gruppo e l’integrazione dei contenuti emersi da parte del conduttore. Una formazione, quindi, alla relazione, attraverso la relazione con se stessi e con il gruppo. Per apprendere attraverso un film è necessario che lo spettatore si immedesimi nella simulazione, provando alcune sensazioni dei personaggi rappresentati, cioè che si metta nei loro panni, ne prenda le parti, provi a pensare che cosa farebbe se si trovasse in quella situazione. Agli studenti vengono proposti spezzoni di film (“La forza della mente”, “Parla con lei”,“Una donna in carriera”, “Patch Adams”, “Lo scafandro e la farfalla”, “Risvegli”, “Il posto delle fragole”, ect.) che favoriscono: • la concretizzazione di un concetto facili-

La formazione attraverso il cinema permette di sviluppare una serie di funzioni di comprensione che permettono allo studente di affrontare e risolvere alcuni problemi che gli si presentano e che suscitano in lui una tipica ansia da prestazione, ma può soprattutto permettere di vivere le proprie emozioni senza temere di esserne soprafatto e quindi di dovere ricorre alla negazione o alla fuga come meccanismo di difesa. Cesare Musatti, il padre della psicoanalisi in Italia, soleva dire ai suoi allievi che ogni film è un test proiettivo, per cui invitava ad andare a vedere film e poi a raccontarglieli.

CHIRURGIA GENERALE E CHIRURGIA D’URGENZA Cosa facciamo e dove siamo

tando così la trasferibilità della realtà quotidiana; • l’immaginazione personale che richiama la propria esperienza; • l’attribuzione di significato rendendo consapevole lo studente della modalità con cui interpreta gli eventi. James Hillman sostiene che “ la visione di un film può essere la via per un apprendimento in cui le immagini proiettate sullo schermo fanno da rimando a quelle archiviate nella memoria e ri-costruite in funzione di una trama dotata di senso che si snoda nel momento presente vissuto dalla persona”. Per questo il film possiede un potere di trasformazione e dunque di apprendimento. Il formatore deve indirizzare lo studente su un continuum tra vicinanza e distanza al fine di imparare a “vedere” e “vivere “ la scena.

Nel mettere sui piatti della bilancia i pro e i contro, ciascuno trarrà le proprie conclusioni, ma con il valore aggiunto di essersi preso il tempo per decidere come muoversi responsabilmente.

A cura degli operatori delle Chirurgie

Comprendere i propri stati emotivi e cogliere in quale modo il paziente interpreti questi, non è certamente semplice per uno studente che si trova ad affrontare queste situazioni per la prima volta. Eppure questa consapevolezza è parte integrante del percorso formativo come professionista e come persona. Forse questa metodica formativa ci può aiutare ad affrontare insieme allo studente un cammino di crescita nella relazione con la persona malata. Bibliografia: Quaglino G.P. (2002), “Verso l’autoformazione” In For, 53, pp 9 –17; Cortese C.G (2006) “Il cinema “ in Nacamulli R.C.D., Boldizzoni D. (2001) ( a cura di) La formazione allargata; Binetti P., Bruni R. “Il cinema tra formazione e terapia” in Tutor (dicembre 2004).

Forse non tutti sono al corrente….. Dall’ormai lontano 2002, la Chirurgia Donne e la Chirurgia Uomini non esistono più! L’azienda ha fatto la scelta di eliminare i reparti “unisex”, per adeguarsi alla Legge Regionale del 25 gennaio 2000, e in particolare all’articolo 28 che disciplina l’organizzazione dipartimentale.La Chirurgia Donne e la Chirurgia Uomini sono quindi diventate Chirurgia Generale e Chirurgia d’Urgenza. La Chirurgia Generale fa parte del Dipartimento delle Chirurgie. E’ un reparto di elezione: accoglie principalmente pazienti studiati per interventi programmati. I pazienti si ricoverano il giorno precedente l’intervento chirurgico. L’accettazione avviene tramite un’infermiera dedicata alla programmazione e gestione degli accessi. Le patologie maggiori sono soprattutto quelle oncologiche (del tratto gastroenterico) e bariatriche, ma si eseguono anche interventi di chirurgia pediatrica (una volta al mese) e interventi di chirurgia minore (VL colecistectomie, plastiche di ernie e laparoceli, chirurgia proctologica, ecc.). Inoltre il nostro reparto è dotato di un ambulatorio di proctologia con la presenza di una enterostomista due volte alla settimana; un DH che ha per obiettivo lo studio pre operatorio dei pazienti oncologici e l’organizzazione degli interventi in regime di DH e/o ambulatoriali.La chirurgia generale è situata nel corpo C dell’Ospedale regionale “U. Parini”. La Chirurgia d’Urgenza appartiene al Dipartimento dell’Emergenza e Accettazione (area dell’Emergenza, dell’Urgenza e delle Cure Intensive). Riceve i pazienti provenienti dal Pronto Soccorso, gli OBI (Osservazione Breve Intensa) e i pazienti trasferiti per urgenze chirurgiche in utenti di altri reparti ospedalieri. Vengono trattate le urgenze chirurgiche dell’apparato gastro enterico e gli ustionati (eccetto i grandi ustionati che sono dirottati nei centri dedicati). L’intervento d’emergenzaurgenza è garantito dall’apertura di una sala operatoria 24h /24. La chirurgia d’urgenza è sita nel nel corpo B dell’Ospedale regionale “U. Parini”.


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trimestrale di informazione dell’unità sanitaria locale valle d’aosta

Corso per Operatore Socio-Sanitario La ricaduta occupazionale delle tre edizioni gestite dall’Azienda USL Valle d’Aosta. di Alfredo Diano – SC Formazione Personale Infermieristico

Ultimi Accordi e Regolamenti di interesse sindacale sottoscritti - consultabili sul sito Internet dell’Azienda USL nella pagina “accordi sindacali”-

AREA DEL COMPARTO Accordo decentrato sul tempo parziale – siglato in data 31/07/2009 – . Vedi approfondimento a cura della S.C. Personale. Accordo decentrato con le OO.SS. dell’area del comparto per la progressione economica orizzontale del personale - siglato in data 28/08/2009 -. L’accordo rinnova il precedente siglato nel 2005, rideterminando i criteri di assegnazione delle fasce. Quest’ultime, con decorrenza dal 1 gennaio di ogni anno, a partire da gennaio 2010, vengono assegnate sulla base di una graduatoria informata al criterio dell’anzianità di servizio dei dipendenti a tempo indeterminato, in servizio al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di riferimento. Nel computo dell’anzianità di servizio, ai fini della graduatoria, sono da escludere i periodi di lavoro maturati con rapporti di lavoro diversi dal tempo indeterminato e i periodi effettuati presso l’Azienda USL anteriormente al licenziamento volontario o alla messa in quiescenza. Il periodo di anzianità minimo richiesto, ai fini della progressione economica orizzontale, è determinato dal CCNL 2006-2009 – articolo 3 -, pari cioè ad almeno 24 mesi di permanenza nella posizione economica in godimento. Le fasce verranno assegnate attingendo dalla graduatoria, secondo l’ordine decrescente, fino ad esaurimento delle risorse economiche disponibili (risorse economiche risultanti dall’avanzo del fondo fasce dell’anno di competenza). Nel rispetto del principio di rotazione, i soggetti a cui verrà attribuita la fascia superiore, verranno successivamente collocati in coda alla graduatoria. L’Azienda pubblicherà la graduatoria nella rete aziendale - Andromeda - entro il 31 gennaio di ciascun anno; i dipendenti sono tenuti a verificare la propria posizione e a richiedere eventualmente l’aggiornamento, entro il 15 febbraio, documentando i nuovi elementi che favorissero una posizione più favorevole in graduatoria. Terminato l’iter sopra descritto, la S.C. Personale, entro il 31 maggio di ciascun anno, provvederà all’adeguamento della fascia spettante ai dipendenti interessati.

ACCORDO DECENTRATO SUL TEMPO PARZIALE DEL PERSONALE DEL COMPARTO di Monia CARLIN (Dirigente della SC Personale)

L’articolo 73 del Decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, convertito in modifiche con legge 6 agosto 2008, n. 133 ha sancito che la concessione del part time ai dipendenti sia una facoltà per le Pubbliche Amministrazioni e non più un obbligo. Ciò nonostante l’Azienda USL della Valle d’Aosta ha ritenuto che lo svolgimento del tempo parziale da parte di una percentuale di dipendenti soddisfi finalità di efficienza ed equità. Per quanto sopra in data 31 luglio 2009 è stato siglato l’Accordo decentrato relativo al tempo parziale del personale del Comparto dell’Azienda USL della Valle d’Aosta. Il suddetto accordo ha validità a decorrere dal 1° gennaio 2010. Il contingente di personale da destinare al tempo parziale è riferito alle singole categorie e corrisponde al 25% della dotazione organica complessiva teorica dell’anno precedente a quello di riferimento. Al riguardo entro il 31 agosto di ogni anno la SC Personale provvederà a determinare il suddetto contingente e a predisporre il bando che verrà trasmesso a tutte le strutture aziendali e pubblicato su “ANDROMEDA”. L’accesso al tempo parziale è concesso, su istanza motivata del richiedente, da presentarsi secondo le modalità esplicitate nel suddetto bando, alla SC Personale, entro il 30 settembre di ogni anno, con decorrenza dal 1° gennaio successivo. La domanda di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale può essere presentata esclusivamente da dipendenti a tempo indeterminato che siano stati assunti presso l’Azienda USL della Valle d’Aosta da almeno un anno alla data di presentazione della domanda e che abbiano superato il periodo di prova. Il rapporto di lavoro parziale ha durata biennale e, comunque, non oltre la cessazione delle motivazioni che ne hanno comportato la concessione. In particolare il tempo parziale è concesso in presenza delle seguenti motivazioni: 1. cura di familiari in situazioni di non autosufficienza dichiarata dagli organi competenti in materia qualora altro componente della famiglia anagrafica, dipendente pubblico o privato, non goda di regimi orari agevolati per lo stesso motivo; 2. cura ed educazione di figli minori di anni 14, qualora l’altro genitore, dipendente pubblico o privato, non goda di regime di orario agevolato per lo stesso motivo ovvero non conviva col minore; 3. cura e assistenza di familiari in particolari condizioni psico-fisiche accertate da una struttura sanitaria pubblica o convenzionata in base alle leggi nazionali e regionali vigenti (a titolo esemplificativo: stato di tossicodipendenza, alcolismo cronico, handicap fisico e mentale, patologie oncologiche); 4. svolgimento, ai sensi dell’art. 7, di una seconda attività di lavoro subordinato o autonomo che non comporti conflitto di interessi con la specifica attività di servizio svolta; 5. motivi di salute accertati dal medico competente. Qualora le domande eccedano il numero dei posti disponibili, la SC Personale stilerà una graduatoria sulla base dei sopracitati criteri ai quali è stato attribuito un punteggio. Nel caso in cui, per contro, le domande non eccedano i posti concedibili, verranno prese in considerazione, in subordine e secondo l’ordine cronologico, ulteriori richieste non motivate; in tal caso il part time avrà validità annuale, eventualmente prorogabile, per un’altra annualità. Prima del passaggio al tempo parziale, il dipendente, ove non ostino esigenze di servizio, dovrà fruire delle ferie maturate e procedere al recupero o al pagamento delle eventuali ore di straordinario maturate. L’autorizzazione alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale verrà comunicata all’interessato entro il termine di 45 giorni dall’istanza. La trasformazione del rapporto si perfeziona con la sottoscrizione individuale del contratto.

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l 30 luglio scorso si è chiusa, con l’esame finale che ha qualificato 22 Oss, la terza edizione del percorso formativo per la qualificazione di base in Operatore socio-sanitario, realizzata dell’Azienda USL. In tre anni di gestione del percorso formativo (2006-2009) sono stati qualificati 67 operatori, a fronte dei 75 previsti (25 posti disponibili per ogni edizione). Pertanto, sono 8 i corsisti che non si sono qualificati, 7 dei quali hanno abbandonato il corso per motivi personali e uno non ha acquisito il criterio della frequenza per l’accesso all’esame finale. Alla data del 1° settembre, dei 67 Oss formati dalla SC Formazione Personale Infermieristico, 50 Oss svolgono l’attività lavorativa in oggetto. Il 72% degli ex studenti è occupato come Oss sul territorio valdostano, il 3% in Piemonte (Ivrea e Torino); il 9% non risulta occupato (pause di riflessione, casalinghe, motivi familiari); il 16% ha scelto un altro tipo di occupazione, prevalentemente di tipo amministrativo. Le strutture/servizi in cui risultano lavorare gli Oss, sono le seguenti:

Il grafico evidenzia che il 64% degli ex studenti lavora attualmente come Oss presso le strutture complesse di degenza dell’Ospedale “Umberto Parini”, il 26% presso le strutture/servizi delle Comunità Montane e altre piccole percentuali sono distribuite tra le strutture di assistenza socio- sanitarie della valle d’Aosta e del Piemonte. I compiti dell’Oss L’Oss costituisce una realtà in molti servizi e strutture socio-sanitarie del territorio valdostano, intervenendo nell’assistenza di base alle persone, per aiutarle a gestire i problemi che comportano la non autosufficienza o l’isolamento sociale. In particolare nelle strutture di degenza dell’Ospedale Parini, l’inserimento dell’Oss ha rappresentato e rappresenta tuttora una sfida, perché chiede un cambiamento nella pratica clinica della professione infermieristica e nell’organizzazione del lavoro. L’Oss in Ospedale è assegnato all’infermiere e svolge, dietro sua indicazione e supervisione, le attività assistenziali rivolte ai pazienti. Questo comporta per l’infermiere una nuova responsabilità, poiché deve attribuire compiti all’Oss e nello stesso tempo mantenere il contatto con la globalità dell’assistito. Con l’auspicio che l’integrazione professionale tra i due ruoli diventi al più presto realtà, auguro agli Oss neo qualificati e a tutti gli altri operatori che li hanno preceduti, di mantenere l’entusiasmo che hanno dimostrato durante il percorso formativo, anche nella realtà lavorativa, al letto del malato e con l’équipe assistenziale.

IL NOSTRO ULTIMO SALUTO A PATRIZIA FORNERIS Come tutti sappiamo la nostra collega Patrizia Forneris è improvvisamente mancata il 18 settembre scorso, all’età di 56 anni, dopo una breve quanto inesorabile malattia. Eravamo sgomenti e increduli il 21 settembre scorso, in occasione dei funerali che si sono svolti nella Cattedrale di Aosta. Patrizia lavorava da anni, come biologa, presso il Laboratorio Analisi dell’Ospedale “Parini” di Aosta. Era molto amata e stimata non solo per le sue doti professionali, ma anche per quelle umane. Cara Patrizia, la direzione aziendale, i colleghi di lavoro e tutti gli amici ti porgono, con grande affetto, l’ultimo saluto.


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trimestrale di informazione dell’unità sanitaria locale valle d’aosta

Convegno sul tema “Il Progetto Suoni Per Star Bene e altre esperienze a confronto”

di Adelaide Lalla Paolone (S.C. OSRU -. Relazioni sindacali e Politiche incentivanti)

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i terrà, nella giornata del 14 novembre 2009 un convegno sul tema “Il Progetto Suoni Per Star Bene e altre esperienze a confronto”. Il luogo e le modalità di iscrizione verranno comunicati quanto prima agli operatori interessati. Il progetto “Suoni per star bene” nasce dalla collaborazione tra le principali istituzioni aostane impegnate in ambito musicale e socio-sanitario - Fondazione Istituto Musicale e Azienda USL Valle d’Aosta - nonché dal contributo economico dell’Assessorato Sanità, Salute e Politiche Sociali. Il progetto, in fase di conclusione, è rivolto a differenti ambiti applicativi, sia preventivo (reparto di Pediatria dell’Ospedale di Aosta) che clinico (Neuropsichiatria Infantile, RSA di Aosta, J.B.Festaz, e Domus Pacis di Donnas).. Le esperienze proposte hanno avuto positivi riscontri sul piano dei risultati e hanno coinvolto utenti e personale socio-sanitario in progetti volti a determinare situazioni di benessere e in percorsi terapeutico-riabilitativi più articolati. Il progetto “Suoni per star bene” ha previsto anche azioni formative che hanno preceduto gli interventi sopra menzionati. Il progetto costituisce anche la naturale prosecuzione dei corsi di formazione in musicoterapia promossi dalla Regione, dall’Università della valle d’Aosta e dalla Fondazione Musicale della Valle d’Aosta tra il 2002 e il 2006. Il Convegno costituisce un significativo momento di riflessione e di progettualità e prende spunto da esperienze applicative in ambito musicoterapeutico realizzate in diversi contesti clinici. L’evento si rivolge a tutti coloro (operatori socio-sanitari, musicotereapeuti, insegnanti, educatori e studenti) che desiderino conoscere e approfondire le tematiche che caratterizzano le potenzialità della musica e della musicoterapia in ambito preventivo, riabilitativo e terapeutico.

■ LE opinioni

Se possiedi le parole possiedi le cose di Carlo Bandirola (Direttore SC Igiene Alimenti di Origine Animale)

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el mondo del lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni, il divario che separa la lingua legale da quella reale è diventato un abisso: l’epistolografia e il gergo ufficiale sono sempre più lontani ed estranei dalla parlata quotidiana. E’ pur vero che la nostra lingua è una realtà in continuo divenire, ma sempre più politici e burocrati gareggiano nell’esprimersi per enigmi, coniando espressioni come:”l’accorpamento delle funzioni e il decentramento decisionale,la verifica critica degli obiettivi istituzionali e la individuazione di fini qualificanti,la non sanitarizzazione delle risposte,un organico collegamento interdisciplinare ad una prassi di lavoro di gruppo… Spesso ci troviamo di fronte a degli assurdi geometrici tipo le”convergenze parallele”e lo stesso termine tangente, che Euclide definiva come una retta che toccava un punto sulla circonferenza, oggi ha preso una “brutta piega” e ha assunto risvolti di tipo giuridico. Si chiama sempre tangente, ma non è più una cosa “retta”. Oltre ad espressioni sempre più contorte nel nostro lessico si sono innestati numerosi anglismi che sono diventati insostituibili agli equivalenti termini nostrani. Oggi, un giovane che viene assunto come marketing assistant, deve avere una esperienza di product manager previo un periodo di training nel quale abbia imparato ad incrementare il budget . Sempre più imperano espressioni nuove e sofisticate e, se è vero che viviamo, giustamente orgogliosi, in un regime di libertà di parola, risulta difficile esercitarla perché è sempre più arduo capirne e comprenderne i significati. Nello scrivere una lettera se non inseriamo nel contesto una delle tante espressioni vaneggianti tipo ”pa-

lingenesi strutturale e livello emergente, metodi di accorpamento contestuale, aggregazione multipla di messaggi interdisciplinari…” chi leggerà avrà la lieta sensazione di trovarsi davanti a un piccolo classico. Viene il sospetto che il trastullarsi con il lessico nasconda la paura dell’azione e la penosa mancanza di idee. Evidentemente evitare la chiarezza può risultare anche comodo perché le posizioni troppo nette non lasciano scappatoie ai ripensamenti o a ritirate strategiche. Lo stesso Socrate asseriva che la filosofia era un esame incessante di sé e degli altri e che nessun scritto poteva suscitare e dirigere la filosofia, ma solo comunicare una dottrina senza stimolare la ricerca. Rifiutò pertanto la scrittura. Che sia stata una strategia per non incorrere in ripercussioni? Non funzionò perché fu condannato ugualmente a morte. A differenza di Socrate, Platone non rifiutò la scrittura, ma disse:”Se pensate che abbia scritto quello che penso, vuol dire che siete matti”. Evidentemente l’affidare la verità alla fragile arte della scrittura era da lui considerato rischioso e prese così le distanze. Oggi si è rimediato a questi timori rendendo l’epistolografia ufficiale da comprensibile e quindi potenzialmente fragile ad articolata, labirintica e blindata ; di conseguenza difficilmente attaccabile e contestabile. E’ nato il burocratese! Oltre a ciò un’altra tendenza del nostro linguaggio è stata quella di variare la terminologia di molti mestieri, di per sé tutti nobili, in modo che su di loro aleggi una indefinibile e signorile prestigiosità: la domestica è diventata collaboratrice familiare, l’infermiere paramedico, il secondino operatore penitenziario, il rappresentante di farmaci informatore scientifico, il netturbino ope-

ratore ecologico. Si prevede che tra non molto i sagrestani si faranno chiamare parapreti, i pastori agenti di custodia di mandrie in transito e i ciabattini restauratori di antiquariato scarpario. Soltanto l’arbitro non beneficia di questa tendenza: infatti mai un tifoso gli griderà dalle gradinate “figlio di operatrice sessuale!” Di questo passo la svalutazione del denaro si attenuerà in riallineamento monetario, la disoccupazione in manodopera disponibile e chi gioca a carte in ufficio dimostra attitudine al lavoro di gruppo. La mistificazione lessicale genera una insidiosa mistificazione prima intellettuale e poi morale, toglie vigore e precisione alla lingua snervandola in flaccida genericità. Appare quindi evidente che semplicità e chiarezza lessicale siano un patrimonio essenziale da non dissipare:una lingua che non si evolve è una lingua morta, ma se si evolve troppo rapidamente, accettando di tutto, rischia di perdere la sua individualità e morire per altra via. La parola d’ordine che oggi impera è comunicazione che deriva dal latino communicari (mettere in comune). Nel significato originario del termine era dunque compresa l’idea di condividere esperienze, pensieri ed emozioni. Gradualmente a questo senso originario si è sovrapposto quello di trasmettere e trasferire informazioni. Se il lessico ufficiale usato rende la comunicazione difficoltosa è impedita la corretta ricezione del messaggio. Tale “arte” è invece ormai applicata frequentemente da maestri eccelsi. Non dobbiamo mai dimenticare che se si possiedono le parole si possiedono le cose e ciò è utile per non rischiare di farsi abbindolare dai numerosi mercanti di imbrogli e di false illusioni che infestano i nostri tempi.

■ NON SOLO PAROLE: LA VOCE DELLE ASSOCIAZIONI

SUCCESSO INTERNAZIONALE PER L’AVRES DI NUS

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n’esperienza tutta valdostana nel campo della riabilitazione equestre è stata al centro del XIII International Congress of Therapeutic Riding Munster – Horses for body, mind and soul che si è tenuto il Germania dal 12 al 15 agosto 2009. Stiamo parlando del progetto di volteggio integrato dell’Avres di Nus, Associazione Valdostana di Riabilitazione Equestre Sportiva. Il centro, guidato da Giovanna Rabbia Piccolo, segue oltre 50 utenti affetti da diverse disabilità, psichiche e fisiche e può contare sulla professionalità di diversi operatori e tecnici dalla lunga esperienza e formazione nel campo della disabilità, della riabilitazione e dell’equitazione. Il convegno internazionale, che quest’anno si è svolto a Munster, ha una cadenza triennale e rappresenta un’importante occasione per mettere a confronto le esperienze dei diversi paesi del mondo; quest’anno ne erano presenti 38, rispetto alla riabilitazione equestre. Il prossimo simposio avverrà in Grecia e più in là in Australia. L’Italia era presente con  un gruppo  numeroso e le  relazioni italiane sono state ben otto, tra cui lo studio sul volteggio integrato, attività che si svolge da diversi anni all’interno del Centro Avres. Il lavoro ha suscitato molto interesse, come d’altra parte tutti quelli presentati dagli italiani, a conferma della qualità di quanto si è fatto nel nostro paese nel campo della riabilitazione equestre. L’attività di volteggio in generale consiste nell’eseguire una serie diversificata di esercizi ginnici ed acrobatici a corpo libero e a ritmo di musica sul dorso del cavallo, all’andatura del passo e del galoppo con il cavallo alla corda. Viene considerata un’espressione di alta

competenza equestre, sia per il cavallo, cui sono richiesti una specifica tipologia e un adeguato addestramento, che per il cavaliere: il volteggio infatti prevede un movimento ripetuto e sincronizzato tra uomo e cavallo. Nell’esperienza dell’Avres la proposta di un’attività di volteggio ad un gruppo di ragazzi con disabilità neuropsichica si configura come un’attività di Remedial Work With Horse. A questa attività equestre, oltre alla motivazione ludica e poi eventualmente sportiva, vengono attribuiti numerosi effetti positivi, sia di tipo organico biologico, come: coordinazione, equilibrio, agilità, ma anche sviluppo della respirazione aerobica, sia effetti di tipo “psicologico”, in relazione allo sviluppo della creatività circa le figure da proporre o al coraggio e all’attenzione nella pratica al galoppo o, ancora, circa lo sviluppo arrivare fino all’attività sportiva competitiva. A testimonianza della delle competenze prosociali e di rapporto con gli altri componenti del bontà del binomio disabilità-cavallo basti segnalare che sono diversi team. L’esperienza che l’Avres ha portato in Germania ha presentato e i ragazzi seguiti dall’Avres che si sono fatti strada nel mondo dello descritto la proposta di volteggio che ha visto protagonista un gruppo sport. Si tratta di ragazzi affetti da disabilità fisiche. Un esempio eterogeneo composto da ragazzi normodotati e da ragazzi con diverse tra i tanti è Andrea Vigon, atleta paraolimpico dal lungo medagliere problematiche psicopatologiche, in particolare quattro ragazzi a svi- internazionale “purosangue” della scuderia Avres di Nus. luppo tipico (due femmine e due maschi), quattro ragazzi con Sindrome di Down con ritardo cognitivo medio – lieve (una femmina e tre maschi) e tre ragazzi con Disturbo dello Spettro Autistico ( due femmine e un maschio). L’attività è stata praticata Trimestrale di informazione dell’Azienda USL Valle d’Aosta in lezioni settimanali di circa due ore che si sono Direzione e Redazione. SC Comunicazione Ufficio Stampa svolte come una normale lezione di volteggio. Via Guido Rey, 1 - 11100 AOSTA - TEL 0165/544501 - FAX 0165/544626 Il lavoro svolto con questi ragazzi è stato sottopoustampa@ausl.vda.it sto a continua valutazione e lo studio condotto, Direttore Responsabile Hanno collaborato Alfredo Mattioni cui sono stati applicati protocolli per la verifica a questo numero. Giorgio GALLI Maria Sabina Modesti del miglioramento delle relazioni interpersonali, Laura Mus si è riassunto in una valutazione globalmente Carlo Bandirola Segretaria di Redazione: Roberta Oriani positiva dell’esperienza in modo concordante Pierluigi Berti Paola BOCCO Lalla Paolone Paola Bocco tra operatori e familiari. Risultato che testimoElisa Pasini Monia Carlin Grafica nia l’utilità dell’attività di volteggio per favorire Anna Castiglion Pier Francesco Grizi Morgana Rappazzo il progresso delle abilità sociali frequentemente Sergio Crotta Aosta - 0165/364161 Carla Stefania Riccardi problematiche nei bambini con S. Down e con Gabriella Delfino Disturbi Spettro Autistico, inserendo il volteggio Marco Sicuro Alfredo Diano Tipografia Valdostana nell’ambito degli interventi riabilitativi per le sue Tiziano Trevisan Giorgio Galli Aosta - 0165/239559 valenze a favore dell’adattamento, dell’autonoGiuseppe Villani Amedeo Manuel Mancini mia e del recupero di un ruolo sociale che può

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