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VEDERE A LUGANO

AION Masterpieces propone la formula della felicità collezionistica: la sinergia tra arte, diritto ed economia La società ha esordito nel 2012 con una mostra di otto dipinti di Rubens provenienti da collezioni private, alcuni mai esposti al pubblico. Il suo scopo è di assicurare alla propria clientela, proprietari o acquirenti di opere d’arte, un servizio di consulenza di altissima qualità

N

ell’aprile 2012 è nata AION Masterpieces SA, con sede a Lugano, società che ha lo scopo di offrire ai propri clienti, siano essi collezionisti o investitori finanziari, un’ampia gamma di servizi di consulenza utilizzando un approccio che metta in relazione e Federico Mion valorizzi apporti e collaborazioni di varia natura. Federico U. Mion, presidente della nuova società, economista, il padre Fabrizio P. Mion, avvocato, e Claudio Metzger, storico dell’arte, sono le tre figure operative di AION Masterpieces. È Federico Mion a illustrare caratteri e mission della nuova società. «Quale piattaforma di Fine Art Management, ci occupiamo innanzi tutto della promozione e della vendita di opere d’arte di alto livello, rapportandoci a clienti che, appassionati collezionisti, acquistano per puro piacere o come forma di investimento finanziario alternativo, al fine di diversificare il loro portafoglio. I proprietari di opere d’arte che si rivolgono a noi ci affidano un mandato a vendere in esclusiva; se la vendita avrà luogo, saremo remunerati per mezzo di una commissione da parte del venditore (seller commission), peraltro meno onerosa rispetto a quelle abitualmente applicate dalle case d’asta. La discrezione con cui gestiamo la totalità delle operazioni e con cui conduciamo le trattative costituisce uno dei tratti peculiari della nostra società». AION Masterpieces ha debuttato sulla scena artistica nell’ottobre 2012, con l’esposizione, alla Villa Principe Leopoldo di Lugano, di otto dipinti di Pieter Paul Rubens (Siegen, 1577 - Anversa, 1640), provenienti da collezioni private e in gran parte mai esposti al pubblico. La mostra è accompagnata da un catalogo con un lungo saggio monografico di Didier Bodart, «Pierre-Paul Rubens et les Habsbourg d’Espagne», che inquadra storicamente il periodo di realizzazione delle opere e si sofferma su ciascuna di esse. Gli otto dipinti di Rubens custoditi nel caveau di Ascona, nei locali della AION Private Art Service & Consulting SA, società gestita dallo stesso Metzger e attiva da due decenni in campo artistico, giudicati esempi straordinari dell’opera del grande maestro fiammingo, sono: «Madonna con Bambino», 1617-1618; «Paesaggio di tempesta con Filemone e Bauci», 1620-1625, un’opera tenebrosa di altissima qualità, modello che mostra notevoli differenze con l’opera definitiva, oggi al Kunsthistorisches Museum di Vienna; due dipinti preparatori, rispettivamente su tavola e su tela, per gli arazzi destinati alla Cappella del convento madrileno delle Descalzas Reales; «Il Trionfo della Verità sull’Eresia», 1625-1626, e «L’incontro di Abramo e Melchisedec», 1626-1627, eseguito con la partecipazione dell’atelier; «Bacco su un barile», 1636-1638, raro studio preparatorio su carta, finora ignoto, servito per la realizzazione delle tele oggi alla Galleria degli Uffizi di

Firenze e all’Hermitage di San Pietroburgo; «La caccia all’orso», 1639-1640, modello della tela oggi al North Carolina Museum of Art, in parte lesionata da un incendio; «Atalanta e Meleagro», 1635, di Rubens e van Thulden, opera mai vista negli ultimi trent’anni, che si rifà alla tela conservata alla Alte Pinakothek di Monaco; infine «L’arrivo di Maria de’ Medici a Marsiglia», 1622-1625, esposta ad Ascona il 19 dicembre 2012, in occasione dell’illustrazione del restauro svolto dalla Nicola Restauri di Aramengo d’Asti. «Ci occupiamo, dice ancora Federico Mion, di organizzare per i nostri clienti analisi tecnico-scientifiche (ad esempio, radiografie,

riflettografie, analisi dei pigmenti) di cui non siano in possesso, allo scopo di fornire loro una documentazione completa, e ci rivolgiamo agli esperti di maggior rilievo per una valutazione storico-critica sull’opera, oltre a coordinare interventi di restauro in collaborazione con i migliori specialisti. Offriamo infine servizi di stoccaggio, trasporto e assicurazione: insomma, tutti i servizi che ruotano intorno a un’opera d’arte che vale la pena salvaguardare e affidare alle future generazioni». Per informazioni: AION Masterpieces SA, via Canova 18, Lugano; tel. 0041 919211427; info@aionmasterpieces.com; www.aionmasterpieces.com

I campioni di Campione d’Italia Il museo civico nell’ex Chiesa di San Zenone custodisce le testimonianze dell’attività dei maestri d’arte campionesi

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ampione d’Italia è l’unica exclave italiana in un territorio straniero: pur facendo parte delle Provincia di Como, Campione è completamente circondato dal territorio del Canton Ticino, separato dall’Italia dal lago di Lugano e dalle Alpi, e risulta, anche per questa ragione, profondamente legato all’economia svizzera, tanto da adottare il franco (assieme all’euro) e i sistemi postali e telefonici svizzeri. Campione conta pochi abitanti (2.158) ma vanta una storia gloriosa: per nove secoli fu feudo imperiale concesso all’Abbazia di Sant’Ambrogio di Milano. Oggi è famoso per il Casinò e per la splendida vista del lago di Lugano che vi si gode, una volta approdati nel suo centro, dopo avere varcato l’arco d’ingresso in Piazza Indipendenza e affrontato salite e discese della strada che s’inerpica lungo il fianco della montagna. Nella piazza, accanto al Municipio, s’erge la Chiesa di San Zenone, sconsacrata e diventata sede della Galleria Civica e di eventi culturali; documentata dal 756, fu costruita dalla famiglia longobarda di Totone, il ricco commerciante che l’annovera fra i propri possedimenti nel testamento del 777 con cui tutti i suoi beni vengono lasciati in eredità agli abati di Sant’Ambrogio a Milano. Entrati nella Chiesa, a tre navate, l’interesse subito si volge, oltre che alla struttura architettonica, agli affreschi trecenteschi nell’abside e alle opere scultoree dei Maestri Campionesi, la corporazione di lapicidi (gli artigiani che incidevano le iscrizioni nel marmo), plastificatori, pittori, capomastri, architetti e ingegneri attivi in Lombardia, Emilia e Liguria, che per alcuni secoli interpretarono la transizione dal romanico al gotico. Il Comune di Campione è orgoglioso di questo suo patrimonio (documentato in un catalogo a cura di Mirko Moizi) e, come

dipinti antichi Piazza Riforma 2 – 6900 Lugano – Svizzera www.galleriacanesso.ch

La grande lunetta attribuita alla bottega di Bonino

ci dice Stefano Roberto Mazzatorta, responsabile delle attività culturali, «è attento ad arricchirlo anche attraverso acquisizioni sul mercato». Campione possiede anche una collezione di dipinti (esposti in parte nella sede del Municipio) e di sculture (collocate in alcuni punti del proprio territorio). «Nonostante la scarsità delle risorse a disposizione, dice ancora Mazzatorta, cerchiamo di organizzare mostre temporanee, all’interno della Galleria Civica, per suscitare l’interesse dei turisti e dei visitatori: nel 2010, “Lago sacro” di Claudio Massini; nel 2011, “L’impronta di Caravaggio. Dipinti caravaggeschi in collezione privata”, a cura di Luigi Coiro; nel 2012, “Perugino inedito a Campione d’Italia”, a cura di Francesco Federico Mancini, con quattro tavolette del tardo Perugino e un dittico “veneziano”; nel 2013, un’esposizione di Carlo Buzzi, da me curata, e una di Marco Mendeni, a cura mia e di Matteo Bittanti». Per informazioni: Galleria Civica di Campione d’Italia, piazzale Maestri Campionesi, Campione d’Italia; tel. 0041 916419180; galleriacivicasanzenone@gmail.com; stefanom@comunecampione.ch; www. campioneitalia.com; profilo twitter: @GalleriaSanZeno

Giornale dell'Arte - Ticino  
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