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LA VOCE DI CALVISANO UNA COMUNITÀ IN DIALOGO Editore don Tarcisio Capuzzi - Dir. resp. Gabriele Filippini - Aut. Trib. Bs n. 31/97 del 7/8/97 - Anno XXXI - N° 259 Fotocomposizione: GraficaCM - Leno (BS) - Stampa: Grafinpack - Calvisano (BS)

SETTEMBRE 2017

Ogni tutti insieme, insieme, verso verso l’unità l’unità pastorale pastorale Ogni giorno, giorno, tutti

I fratelli erano assidui nell’ascoltare l’insegnamento degli apostoli e nell’unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo (Atti degli apostoli 2, 42-48) Le parrocchie che gravitano sul comune di Calvisano sono chiamate a formare un’Unità Pastorale sotto la guida di don Tarcisio e don Alessandro. Ma di cosa si tratta? L’Unione Pastorale è una unione di più parrocchie affidate dal Vescovo a una cura pastorale unitaria e chiamate a vivere un cammino condiviso e coordinato di autentica comunione, attraverso la realizzazione di un unico progetto pastorale missionario pluriennale aperto non solo al territorio, ma pure al mondo intero, in sintonia con le indicazioni pastorali diocesane. Il tema delle Unità Pastorali è stato oggetto di una lunga riflessione: fu presentato per la prima volta dal Vescovo Giulio Sanguineti nella Scelta Pastorale del 2000/2001. Durante la celebrazione della Messa Crismale del Giovedì Santo 2010, il suo successore mons. Monari annunciò la volontà di convocare un Sinodo diocesano specificatamente dedicato alle Unità Pastorali. Dal lungo lavoro di varie commissioni e da una capillare consultazione sul territorio nacque poi uno Strumento di lavoro, sul quale si sono concentrati la riflessione e il dibattito al Sinodo, svoltosi nei giorni 7/8/9 dicembre 2012. Le osservazioni e i contributi dei partecipanti (presbiteri, religiosi e laici di tutta la diocesi) hanno portato alla stesura del Documento finale Comunità in cammino, votato quasi all’unanimità. Dalla lettura di tale documento emerge chiaramente che l’Unità Pastorale non è un triste ripiego per sopperire alla mancanza di sacerdoti, ma una rinnovata modalità di attuare la fraternità nel nome di Gesù, che può trovare nelle Unità Pastorali possibilità inedite e forse per questo più efficaci nel portare il Vangelo agli uomini del nostro tempo. Le parole d’ordine sono quindi quelle di sempre, comunione e missione, ma rilette e rinnovate alla luce dei segni dei tempi nuovi. Nella nuova situazione trova spazio un’indicazione del Concilio Vaticano II che non sempre ha avuto applicazione: l’invito ai laici a passare dalla collaborazione alla corresponsabilità. Ci si riferisce non a un laicato che “dia una mano” ai pastori, e neppure che li “affianchi”, restando comunque in un ruolo marginale, ma a laici e laiche capaci di portare in prima persona, da protagonisti, il loro dono alla vita della Chiesa, secondo i loro rispettivi carismi. Le Unità Pastorali sono un’opportunità per far crescere il senso di corresponsaSignore Gesù, eccoci pronti a partire per annunciare ancora il tuo Vangelo al mondo nel quale la tua Provvidenza misteriosa ma colma d’amore ci ha posti a vivere.

bilità. Il funzionamento sano della comunità richiede infatti l’apporto di tutti, la corresponsabilità di tutti. Ciascuno è responsabile del suo servizio proprio, ma ciascuno è responsabile del funzionamento di tutto il sistema dal quale dipende anche il buon funzionamento di ciascuno. La costituzione di un’Unità Pastorale è naturalmente molto complessa e richiede tempi lunghi. Per noi, che siamo all’inizio del cammino, è opportuno conoscerne le tappe: 1. La fase della preparazione (circa un anno pastorale): prevede la nomina del presbitero coordinatore e la costituzione del gruppo di lavoro interparrocchiale formato da sacerdoti, diaconi permanenti, una rappresentanza della vita religiosa, degli operatori pastorali, del Consiglio Pastorale delle singole parrocchie, dei gruppi e movimenti ecclesiali presenti. In fase iniziale il gruppo di lavoro dovrà procedere ad una mappatura dell’esistente per ogni settore della pastorale in ogni singola parrocchia, dopo di che il presbitero coordinatore promuove uno o più incontri interparrocchiali degli operatori pastorali impegnati nei vari settori nelle singole parrocchie (es. catechisti, animatori liturgici, operatori Caritas…). Successivamente il gruppo di lavoro elabora una sintesi dei risultati delle proposte raccolte e la presenta ai singoli Consigli Pastorali Parrocchiali da cui si raccolgono eventuali osservazioni e suggerimenti. Quanto rielaborato andrà condiviso dal presbitero coordinatore con il Delegato Vescovile e con la Commissione diocesana in vista dell’elaborazione del progetto pastorale dell’Unione Pastorale. 2. La fase di costituzione (un anno pastorale): prevede il decreto del Vescovo e una celebrazione solenne da lui presieduta. A questo punto andranno elaborate alcune scelte operative, alla luce della mappatura dell’attività pastorale parrocchiale svolta nella fase della preparazione; infine si dovrà avviare la stesura del Regolamento dell’Unità Pastorale. 3. La fase dell’accompagnamento e della verifica (circa cinque anni): vede coinvolti i soggetti dell’Unità Pastorale e il Delegato Vescovile con la Commissione diocesana. Uno o due membri di tale Commissione potranno partecipare agli incontri del Consiglio dell’Unità Pastorale, in qualità di uditori, invitati dal presbitero coordinatore, con facoltà di intervenire senza diritto di voto. A questo punto l’Unità Pastorale sarà costituita in modo definitivo e sarà chiamata annualmente a progettare e verificare la propria pastorale: le iniziative per vivere i momenti “forti” dell’anno liturgico, il servizio della carità, della liturgia e della catechesi, le iniziative da realizzare nelle singole parrocchie o a livello di Unità Pastorale, la pastorale della famiglia, del lavoro, dei malati, della vita sociale e politica, la pastorale giovanile, il tutto tenendo conto dei “segni dei tempi” e del continuo rinnovarsi delle sfide da parte del mondo di oggi.

Signore, prega il Padre come ci hai promesso perché mandi lo Spirito Santo, lo Spirito di verità e di forza, lo Spirito di consolazione che rende la nostra testimonianza chiara, buona ed efficace.

Monica Gavazzi

Sii con noi, Signore, per essere uno in Te e capaci con la tua potenza di trasmettere al mondo la tua pace e la tua salvezza. Amen. (Paolo VI)


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Lecomunità comunità di Mezzane Mezzane ee Viadana Le Viadana accolgono ilil nuovo nuovo Parroco Parroco Don accolgono DonTarcisio Tarcisio MEZZANE Inizia in questi giorni, in quel di Calvisano, il complesso cammino verso l’Unità Pastorale che si articolerà e definirà nel corso dei prossimi anni. In questo contesto venerdì 8 settembre alle ore 20,00 Don Tarcisio Capuzzi, già parroco di Calvisano e Malpaga, ha fatto il suo ingresso come parroco a Mezzane, in occasione della giornata dedicata a Santa Maria Nascente di cui la parrocchia porta il nome. Nella piazza antistante la chiesa, presenti molti parrocchiani, dai più piccoli e grandi, giovani ed anziani, don Tarcisio è stato accolto con scritte di benvenuto e palloncini bianchi. Il sindaco Giampaolo Turini ha portato il saluto della comunità civile e Luciano Zeni quella del Comitato di Partecipazione di Mezzane. La celebrazione religiosa, accompagnata dal coro locale, è stata presieduta, nella prima parte, dal delegato del Vescovo don Adolfo Piotto, vicario della zona pastorale XIII° della Bassa Orientale, il quale ha presentato alla Comunità VIADANA Anche la comunità di Viadana ha festeggiato l’ingresso di don Tarcisio quale nuovo parroco e di don Alessandro quale nuovo curato: striscioni di benvenuto con la foto dei due sacerdoti sventolavano all’ingresso del paese e nel piazzale dell’oratorio. Nel tardo pomeriggio di sabato 9 settembre, nella piazza dedicata a “Gepi” Guarisco, il sindaco ed alcuni rappresentanti delle famiglie, dei giovani, dei gruppi locali, fra cui “Gruppo Vivo” hanno rivolto un pensiero di saluto al nuovo parroco. Con un breve corteo si è raggiunta la chiesa gremita di persone che attendevano con fiducia e trepidazione. Nel corso della solenne concelebrazione, presenti il delegato del Vescovo don Adolfo Piotto e don Stefano che si è molto impegnato in questi mesi nella nostra parrocchia, una rappresentante del Consiglio Pastorale si è rivolta ai nuovi sacerdoti, ringraziando il Signore ed offrendo piena disponibilità a collaborare:

“II sacerdote è un dono del cuore di Cristo: un dono per la Chiesa e per il mondo”. Benedetto XVI descriveva così la figura del sacerdote e in queste parole è racchiuso tutto il sentimento di gioia con il quale oggi lo comunità cristiana della Parrocchia S. Maria Annunciata

parrocchiale il nuovo Parroco, dando lettura della bolla vescovile di nomina del 1° agosto 2017, che lo nominava anche parroco di Viadana, ingresso che è avvenuto il giorno dopo.

ringrazia il Signore per il dono di don Tarcisio e di don Alessandro. Lei don Tarcisio, ci è stato inviato come parroco per condurci verso la futura unità pastorale. Ci aiuterà ad incontrare Cristo nei momenti della vita, attraverso i sacramenti e l’annuncio della Parola. Con umiltà e semplicità vogliamo esprimere il nostro affetto fraterno e tutta

Dopo l’affidamento della Parrocchia con riti esplicativi e la consegna delle Chiavi della Chiesa, Giancarlo Filippini portava il saluto del Consiglio Pastorale e due suoi componenti sull’altare firmavano il verbale d’ingresso del nuovo parroco, unitamente allo stesso ed al Vicario del Vescovo. Nell’omelia don Tarcisio si è soffermato sulle letture che riguardavano la Natività della Beata Vergine Maria Madre di Cristo e nostra, a cui sempre chiediamo intercessione. All’ingresso, al benvenuto ed alla concelebrazione eucaristica era presente anche don Alessandro Laffranchi, fresco sacerdote dal giugno scorso, che come vicario collaboratore, opererà nelle quattro parrocchie calvisanesi. Don Tarcisio subentra a don Diego Ruggeri, che per quattordici anni ha guidato la nostra parrocchia e continuerà la sua attività pastorale, al servizio della Chiesa bresciana, nell’unità pastorale di Lumezzane. M. M.

la nostra comprensione per il suo nuovo incarico non privo di sfide e incognite, alcune delle quali dovute al nostro essere singole parrocchie: le nostre comunità sono chiamate a una nuova vita di collaborazione e comunione, che non può prescindere da una sostanziale riflessione sul nostro approccio reciproco e su una nuova mentalità. Accogliamo anche lei, don Alessandro, certi che si prenderà cura dei nostri ragazzi, adolescenti e giovani per guidarli alla scoperta di Cristo, affinché lo nostra comunità possa crescere e rinnovarsi nella fede anche attraverso lo sguardo fresco, aperto e curioso dei più giovani, che sono il nostro futuro. Con voi desideriamo crescere e camminare in un percorso di reciproca conoscenza, fiducia e paziente accoglienza dei tempi e delle diversità di ciascuno. Con viva e sincera emozione porgo a nome mio, del Consiglio Pastorale, dei catechisti, dei vari gruppi e dell’intera comunità, il più sentito benvenuto a lei don Tarcisio come nostro nuovo parroco e a lei don Alessandro come nostro curato. Il cammino verso l’Unità Pastorale è chiaramente avviato: ora spetta a tutti ed a ciascuno di noi, impegnarsi e collaborare. F.A.


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Benvenuto, Alessandro Benvenuto, Don Don Alessandro

nostronuovo nuovocurato, curato,rispondendo rispondendo ad alcune Il Il nostro alcune domande, domande,sisipresenta: presenta: Mi chiamo Alessandro Laffranchi, ho 41 anni e sono nato e cresciuto a Manerbio, frequentando qui le scuole elementari e medie. Ricordo con simpatia questo periodo, come anche i momenti del catechismo e dei Grest in Oratorio. Poi è arrivato il tempo delle scelte, per la scuola superiore e l’università, che mi hanno portato a frequentare un po’ meno il mio paese. Ho studiato Chimica industriale all’ITIS Torriani di Cremona e proseguito, poi, gli studi in Geologia, laureandomi all’Università di Parma. I miei interessi si sono rivolti verso i Paesi con scarse risorse, approfondendo tematiche relative agli interventi umanitari e sollecitandomi ad esperienze missionarie in Bangladesh e Costa d’Avorio: momenti intensi e molto importanti della mia vita. Mi sono accorto di avere ricevuto tanto e che avrei potuto anche condividere tutto questo; ho avvertito la presenza benevola e discreta del Signore, che mi ha sempre accompagnato e guidato nel mio cammino di fede, fino, anche dopo alcuni incontri importanti, ad entrare in Seminario. Un primo importante periodo formativo è avvenuto nel Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere), con gli studi a Roma e a Monza. Ho infine conclusa la formazione presso il Seminario diocesano di Brescia, dove è avvenuta la decisione di donare la vita al Signore, nel servizio della Chiesa come sacerdote diocesano. In questi ultimi due anni ho svolto le esperienze pastorali presso le parrocchie di Molinetto di Mazzano e di Cristo Re a Brescia, oltre a un servizio scolastico come insegnante di Religione. Il 10 giugno 2017 sono stato ordinato sacerdote: so che può sembrare a molti, ancora oggi, una scelta particolare, magari fuori dai tempi. Fare esperienza del Signore, riconoscere la presenza di un Dio che parla alla tua vita, attraverso il Vangelo e la sua Parola, può aprirti un orizzonte che diventa poi luce di riferimento e consente di cominciare veramente un cammino di fede che può divenire anche entusiasmante, decisivo per la propria vita. Almeno, questo è avvenuto per me. Il sacerdote è e rimane un semplice uomo, che riceve però un grande dono da destinare a tutti, quello di portare nel mondo ogni giorno un riflesso di Dio, di eternità. Ora mi appresto a svolgere il compito di curato nelle parrocchie di Calvisano, Malpaga, Mezzane e Viadana, con il desiderio di compiere responsabilmente ciò che mi viene richiesto ed essere un segno, nella quotidianità, di quell’Amore che ho avuto modo anch’io di scoprire nella mia vita. Rivolgo di cuore al parroco e a tutti, famiglie, giovani, anziani e malati, il mio più cordiale saluto, ringraziando fin da subito per la vostra accoglienza che ho già avuto modo di sperimentare, quando ho avuto occasione di passare nei paesi per una iniziale conoscenza dei vari gruppi.

Non nascondo, credo comprensibilmente, qualche apprensione… come dire: sarò in grado di seguire e dare risposta a tutte le necessità in modo adeguato? Ho, però, consapevolezza che queste parrocchie hanno già una loro storia, un loro percorso, che diventa importante portare avanti insieme, con i collaboratori e volontari che ho già visto non mancare. Come mi è già capitato di accennare, da quello che ho visto nei Paesi dove la Chiesa è povera e veramente con poche risorse, non sono fondamentali i numeri, come il numero di preti, l’abbondanza di beni, le tante attività o innumerevoli proposte… Quello che è fondamentale, a me pare, è puntare lo

sguardo nella direzione giusta. Cercare la presenza del Signore e del suo Spirito, guardare a ciò che suggerisce… e questo potrà farci fare un’esperienza di Chiesa e di comunità meravigliose, pur nelle difficoltà quotidiane. Arrivo quindi con serenità, desideroso di fare del mio meglio per conoscervi, imparare da voi e mettermi al vostro passo. Semplicemente, per camminare insieme con fiducia e speranza cristiana. Allora a presto! Don Alessandro


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Commemorazione dei dei defunti defunti ed ed aspirazione aspirazione alla alla Santità Santità Commemorazione

Avevo in mente di scrivere un pensiero sulla ricorrenza dei Santi e dei Defunti, ma mi sentivo in difficoltà anche per le nuove preoccupazioni ed impegni come parroco. Questa mattina, all’incontro annuale del clero bresciano, uno dei relatori mi ha fatto riflettere sulle circostanze che possono smuovere l’attenzione dei giovani verso le domande importanti della vita e, credo, non risolte neanche per gli adulti e anziani: quando in una comunità accadono eventi tragici, come la morte di persone giovani, spuntano tra le E’ giunto il tempo di sciogliere le vele (2 Tim. 4,6) Sono certo che presto dovrò lasciare questa mia tenda (2 Petr. 1, 14) La fine! Giunge la fine (Ez. 2,7) Questa ovvia considerazione sulla precarietà della vita temporale e sull’avvicinarsi inevitabile e sempre più prossimo della sua fine si impone. Non è saggia la cecità davanti a tale immancabile sorte, davanti alla disastrosa rovina che porta con sé, davanti alla misteriosa metamorfosi che sta per compiersi nell’essere mio, davanti a ciò che si prepara. Vedo che la considerazione prevalente si fa estremamente personale: io, chi sono? che cosa resta di me? dove vado? e perciò estremamente morale: che cosa devo fare? quali sono le mie responsabilità? E vedo che questa suprema considerazione deve svolgersi a dialogo con la Realtà divina, donde vengo e dove certamente vado; secondo la lucerna che Cristo ci pone i n m a n o p e r i l g ra n d e p a s s a g g i o . Camminate finchè avete la luce (Jo. 12, 35) Ecco: mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce... sembra che il congedo debba esprimersi in un grande e semplice atto di riconoscenza, anzi di gratitudine: questa vita mortale è, nonostante i suoi travagli, i suoi oscuri misteri, le sue sofferenze, la sua fatale caducità, un fatto bellissimo, un prodigio sempre originale e commovente, un avvenimento degno d’essere cantato in gaudio e in gloria: la vita, la vita dell’uomo! Né meno degno d’esaltazione e di felice stupore è il quadro che circonda la vita dell’uomo: questo mondo immenso, misterioso, magnifico, questo universo dalle mille forze, dalle mille leggi, dalle mille bellezze, dalle mille profondità. E’ un panorama incantevole... La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, d’un Dio Creatore, che si chiama il Padre nostro che sta nei cieli! Grazie, o Dio, grazie e gloria a Te, o Padre! Ma ora, in questo tramonto rivelatore un altro pensiero, occupa il mio spirito: ed è l’ansia di profittare dell’undicesima ora, la fretta di fare qualche cosa d’importante prima che sia troppo tardi. Come riparare le azioni mal fatte, come ricuperare il tempo perduto, come afferrare in quest’ultima possibilità di scelta, la sola cosa necessaria? Alla gratitudine succede il pentimento. Al

persone le domande sul significato del vivere e del morire e si riprende, anche per breve tempo, un dialogo e confronto tra giovani e persone credenti o anche con i sacerdoti, chiamati a far riflettere più che a dare risposte. Sollecitato da questo pensiero provo a offrire alcuni brani del pensiero sulla morte del Beato Paolo VI, Papa bresciano, brani che conservo e, in diversi momenti, rileggo e mi aiutano a riordinare le idee sul senso del faticare di ogni giorno.

grido di gloria verso Dio Creatore e Padre succede il grido che invoca misericordia e perdono. Che almeno questo io sappia fare: invocare la Tua bontà, e confessare con la mia colpa la Tua infinita capacità di salvare. Signore pietà; Cristo pietà; Signore pietà. E poi un atto, finalmente, di buona volontà: non più guardare indietro, ma fare volentieri, fare presto, fare tutto, fare bene. Fare lietamente: ciò che ora Tu vuoi da me, anche se supera immensamente le mie forze e se mi chiede la vita. Finalmente, a quest’ultima ora. Curvo il capo ed alzo lo spirito. Umilio me stesso ed esalto Te, Dio, “la cui natura è bontà” (S. Leone). Lascia che in questa ultima veglia io renda omaggio, a Te, Dio vivo e vero, che domani sarai il mio giudice, e che dia a Te la lode che più ambisci, il nome che preferisci: sei Padre. Poi io penso, qui davanti alla morte, maestra della filosofia della vita, che l’avvenimento fra tutti più grande fu per me, come lo è per quanti hanno pari fortuna, l’incontro con Cristo, la Vita. A nulla infatti ci sarebbe valso il nascere se non ci avesse servito ad essere redenti.

Don Tarcisio

Io credo, io spero, io amo, nel nome Tuo, o Signore. Il tramonto della vita presente, che sognerebbe d’essere riposato e sereno, deve essere invece uno sforzo crescente di vigilia, di dedizione, di attesa. E’ difficile; ma è così che la morte sigilla la meta del pellegrinaggio terreno e fa ponte per il grande incontro con Cristo nella vita eterna. Un aspetto su tutti gli altri principale: ha dato se stesso per me; la sua morte fu sacrificio; morì per gli altri, morì per noi. La solitudine della morte fu ripiena della presenza nostra, fu pervasa d’amore: amò la Chiesa. Prego pertanto il Signore che mi dia grazia di fare della mia prossima morte dono d’amore alla Chiesa. E alla Chiesa, a cui tutto devo e che fu mia, che dirò? Le benedizioni di Dio siano sopra di te; abbi coscienza della tua natura e della tua missione; abbi il senso dei bisogni veri e profondi dell’umanità; e cammina povera, cioè libera, forte ed amorosa verso Cristo. Amen. Il Signore viene. Amen.

ORARI DELLE S. MESSE

(in vigore dal 16 e 17 settembre 2017)

MESSE DOMENICALI Calvisano Ore: 8.00 – 10.30 – 18.30 Malpaga Ore: 9.30 – 18.00 Mezzane Ore: 11.00 – 19.00 (alle ore 18.00 con il cambio dell’ora) Viadana Ore: 11.00 MESSE DEL SABATO E PREFESTIVE Calvisano Ore: 15.20 (alla Casa di Riposo) – 18.30 Viadana Ore: 19.00 (alle ore 18.00 con il cambio dell’ora) MESSE FERIALI Calvisano Ore: 8.30 al lunedì – 7.30 gli altri giorni Malpaga Ore: 17.00 al giovedì Mezzane Ore: 18.30 nei giorni di martedì e venerdì Viadana Ore: 18.30 nei giorni di lunedì e mercoledì

PER TUTTE LE PARROCCHIE: vale il criterio che nel giorno della messa feriale, se si celebra un funerale, la messa di orario non si celebra e l’intenzione, se c’è, si sposta a data da concordare con l’offerente; così vale anche per tutte le parrocchie il criterio che le intenzioni delle S. Messe si raccolgono mezz’ora prima della celebrazione della S. Messa di orario, dal sacerdote celebrante.


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CALENDARIO LITURGICO PASTORALE

Venerdì 22 e sabato 23 settembre alle ore 14,30

inizia il catechismo

con un momento di preghiera tutti insieme in chiesa.

Venerdì 29 settembre

Festa degli Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele

In occasione della tradizionale festa di S. Michele, sarà celebrata la S. Messa alle ore 20.00 presso il sagrato della chiesa parrocchiale, con la distribuzione del pane benedetto.

Ottobre mese del Rosario La parola Rosario significa “Corona di Rose”. Nostra Signora ha rivelato a molti che ogni volta che si dice un’Ave Maria è come se si donasse a Lei una bella rosa. La rosa è la regina dei fiori, e così il Rosario è la rosa di tutte le devozioni ed è perciò la più importante. Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con il Rosario infatti meditiamo i “misteri” della gioia, del dolore, della gloria e della luce di Gesù e Maria. E’ una preghiera semplice, umile così come Maria. E’ una preghiera che facciamo insieme a Lei, la Madre di Dio e, quando La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra domanda, unisce la sua preghiera alla nostra. Essa diventa perciò sempre più efficace perché Gesù non può mai dire di no a quanto gli chiede sua Madre.

Ottobre mese missionario “Il mondo ha bisogno del Vangelo di Gesù”. E’ quanto afferma il Papa nel Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale che sarà celebrata il prossimo 22 ottobre. Il Pontefice ricorda il potere trasformante del Vangelo ed esorta a far crescere “un cuore missionario”. “Lo Spirito Santo sostenga la missione della Chiesa nel mondo intero e dia forza a tutti i missionari e le missionarie del Vangelo”. E, proprio perché il Vangelo di Gesù Cristo ha bisogno di essere detto, cantato, condiviso, proclamato, testimoniato non solo all’interno delle nostre chiese e delle nostre comunità, ma «uscendo per le piazze e per le vie della città», quest’anno, dal 12 al 15 di ottobre si terrà a Brescia il “Festival della Missione”, un evento straordinario che riunirà nella nostra città più di 300 missionari e proporrà a tutti, adulti e ragazzi, un fitto programma di incontri, conferenze, spettacoli, momenti di preghiera e di animazione.

Per i ragazzi del catechismo Venerdì 27 e sabato 28 ottobre alle ore 14.30 ci saranno le confessioni per acquistare l’indulgenza plenaria in occasione della prossima festa dei santi e dei morti.

Indulgenza plenaria per i defunti Alle seguenti condizioni: • dal mezzogiorno dell’1 a tutto il 2 novembre, visitando una chiesa o un oratorio; • dall’1 all’8 novembre, visitando un cimitero; • Confessione sacramentale; • Comunione Eucaristica; • Preghiere secondo le intenzioni del Papa.

Mercoledì 1 novembre Domenica 1 ottobre

Prima di ottobre Festa della Madonna del Rosario • Durante la S. Messa delle ore 10.30: Mandato ai catechisti. • Alle ore 14.00, in oratorio vengono organizzati dei giochi, musica e albero della cuccagna. • La Caritas allestisce la tradizionale pesca di beneficienza. • Alle ore 18.00 - Processione per le vie del paese con il seguente percorso: oratorio, viale Stazione, via Marconi, via Enrico Fermi, via Fratelli Cervi, via Lechi, via S. Michele, via Roma e chiesa parrocchiale. Segue la S. Messa animata dal Coro S. Cecilia.

Festa di Tutti i Santi

La S. Messa si celebra alle ore: 8.00 – 10.30 – 18.30

Giovedì 2 novembre

Commemorazione di tutti i defunti

• Alle ore 7,30 – S. Messa nella chiesa della Disciplina; • Alle ore 15.20 – S. Messa alla Casa di Riposo per tutti i

defunti del ricovero; • Alle ore 16,00 – S. Rosario e S. Messa nella chiesa delle Bradelle. Segue processione e benedizione al cimitero.


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Chiesa Parrocchiale San Silvestro Restauro del ciclo decorativo interno

Primo lotto - Volta dell’Abside e del Presbiterio

Alla fine del mese di giugno, dopo l’approntamento del ponteggio, sono iniziati i lavori di Restauro della Chiesa Parrocchiale di San Silvestro, con il primo lotto che coinvolge la volta dell’Abside e del Presbiterio. Le restauratrici della ditta STEMA, coordinate dalla prof. Elisa Pedretti e sotto la supervisione dell’arch. Sandro Amadei, partendo da un’indagine conoscitiva sugli intonaci storici dipinti o affrescati, sui bassorilievi in stucco e finti marmi a marmorino, hanno verificato le caratteristiche dei supporti e degli elementi decorativi originari, predisposto le campionature di pulitura ed individuato i procedimenti da met-

tere in atto successivamente su tutte le superfici, come richiesto dalla competente Soprintendenza. In questa prima fase si è lavorato sulle varie porzioni della volta dell’abside alla ricerca degli antichi colori della Chiesa che, con i vari restauri che si sono succeduti, erano nascosti da altri strati di pitture di tinta diversa. Dopo l’operazione di “descialbo” (rimozione accurata di tutti gli strati di colore stesi su una pittura o un intonaco antico) si sono individuati ed analizzati gli strati di colore rinvenuti ed inoltre datati i vari interventi che hanno contribuito a dare alla Chiesa l’aspetto attuale.

Gli approfondimenti diagnostici hanno completato e confermato quanto già documentato dagli storici locali, evidenziando che: - La Chiesa in origine, fine Settecento, presentava un ciclo decorativo essenziale, molto ridotto rispetto all’esistente con tinte in linea con il gusto e lo stile dell’epoca con prevalenza di colori freddi e pochi stucchi forti realizzati in opera e dorati. - Verso la fine dell’Ottocento primi anni del Novecento, viene approntato il completamento delle decorazioni pittoriche, incaricato il pittore Pietro Servalli a cui per motivi di contestazione di stile subentra il collega Giuseppe Riva. Opera di Riva sono


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gli affreschi dell’abside con l’aggiunta di cornici dorate in rilievo il Crocefisso con la Maddalena, S. Giovanni, S. Maria Maddalena e la Beata Cristina; e, nella volta del presbiterio, l’adorazione del SS. Sacramento con Angeli; nelle due finestre Angeli con frutti. - In quell’occasione l’impianto decorativo iniziale viene completamente rivisto ed arricchito con tutti gli elementi oggi visibili, stucchi in gesso dorato, lesene a marmorino con capitelli, archivolti e fregi del cornicione. I colori interni vengono sostituiti con tonalità più calde su tutte le superfici. - Durante l’ultimo Restauro del 1984 sono state ridipinte tutte le porzioni con tinte piatte, modificati i colori ed inserite altre partiture con cornici decorate. Il progetto di intervento sul ciclo decorativo predisposto dall’arch. Amadei e dalla prof. Pedretti affinato dopo i vari approfondimenti, prevede il Restauro conservativo finalizzato al maggior rispetto dell’edificio storico nella sua conformazione originaria, attraverso il ripristino delle dorature e dell’impostazione cromatica otto/novecentesca realizzata da Riva, il consolidamento dei fregi e degli stucchi, la pulitura ed il recupero delle superfici affrescate. Tale progetto è stato condiviso ed avvallato dalla Soprintendenza nella persona dell’arch. Marco Fasser durante il sopralluogo del 18 luglio. Si è quindi proceduto con i lavori di Restauro veri e propri: dapprima una accurata pulizia delle superfici con particolare attenzione agli stucchi dorati, rimuovendo polvere, pulviscolo ed altri depositi di sporco e di ritocchi pittorici di interventi precedenti alterati.

LA VOCE DI CALVISANO

Di seguito, si è proceduto dopo avere ripristinato e protetto le dorature, al descialbo di tutti gli strati di coloritura risalenti al 1984 e sovrapposti agli originali, alla pulitura e ripristino completo delle lesene a marmorino veneto, al restauro conservativo completo, come previsto dal progetto autorizzato, di tutti gli affreschi murali figurativi eseguiti da Riva e Servalli, alla coloritura delle specchiature decorate delle cornici e degli stucchi. Anche gli infissi in legno delle finestre sono stati oggetto di manutenzione, ripristino e ridipintura. Come da programma pubblicato sul numero di aprile, gli interventi ora proseguiranno sulle pareti dell’Abside e del Presbiterio e sulla prima porzione della volta della navata. Per l’intero restauro è previsto un costo (comprensivo di Iva) di € 403.000, completamente autorizzato dalla Sovrintendenza. La Parrocchia è stata autorizzata dalla Curia ad aprire, presso la BCC Banca di Credito Cooperativo, agenzia di Calvisano, un fido bancario di € 300.000 per sostenere tale intervento, contando anche sull’accantonamento finora fatto di € 44.400 (vedi prospetto allegato). Evidentemente è un impegno di spesa consistente che la nostra comu nità dovrà supportare con la generosità che sempre ha dimostrato. Per le offerte o erogazioni liberali effettuate a favore della parrocchia per il restauro della nostra Chiesa, verrà rilasciata adeguata ricevuta da allegare alla dichiarazione dei redditi per le detrazioni spettanti. Don Tarcisio

OFFERTE FINALIZZATE PER LE OPERE DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DELLA CHIESA PARROCCHIALE 02-01-17 02-01-17 09-01-17 09-01-17 09-01-17 13-01-17 16-01-17 16-01-17 17-01-17 23-01-17 24-01-17 31-01-17 31-01-17 01-02-17 06-02-17 06-02-17 06-03-17 10-03-17 21-03-17 26-03-17 26-03-17 27-03-17 28-03-17 03-04-17 03-04-17 06-04-17 10-04-17 10-04-17 18-04-17 30-04-17 02-05-17 05-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 06-05-17 15-05-17 22-05-17 22-05-17 23-05-17 23-05-17 26-05-17 27-06-17 06-07-17 17-07-17 26-07-17 31-07-17 TOTALE

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€ 1.000,00 € 400,00 € 10.000,00 € 500,00 € 400,00 € 1.000,00 € 2.000,00 € 200,00 € 220,00 € 250,00 € 800,00 € 250,00 € 2.000,00 € 330,00 € 90,00 € 580,00 € 1.329,46 € 10.000,00 € 300,00 € 150,00 € 500,00 € 100,00 € 235,00 € 500,00 € 100,00 € 1.000,00 € 1.000,00 € 200,00 € 150,00 € 536,80 € 330,00 € 1.000,00 € 500,00 € 100,00 € 100,00 € 50,00 € 500,00 € 40,00 € 50,00 € 1.000,00 € 50,00 € 1.900,00 € 100,00 € 115,00 € 150,00 € 200,00 € 100,00 € 1.000,00 € 100,00 € 200,00 € 300,00 € 400,00 € 44.406,26


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BENE IL “BENE” “BENE” FARE IL BENE Le prime parole pronunciate da Tremolada al termine dell’ordinazione episcopale nel 2014 furono: «Abbiamo tutti bisogno oggi di più speranza, di gioia e di bellezza. Mi piacerebbe tanto che il mio ministero di Vescovo fosse a totale servizio di questa speranza nella chiesa e con la Chiesa in particolare a favore dei giovani».

Mons. Pierantonio Tremolada, finora vescovo ausiliare di Milano, è stato scelto da papa Francesco come successore di mons. Luciano Monari diventando così il 122° vescovo di Brescia. «Credo molto nella Parola di Dio», ha detto ancora il nuovo vescovo. «In questo mi collego molto alla figura del cardinale Martini che mi ha ordinato e sotto il cui ministero sono cresciuto. La Parola di Dio permette di avere quella conoscenza della realtà che ci aiuta ad affrontare le sfide». «Come Chiesa dobbiamo contribuire a dare serenità alla gente. Ma la serenità non la si conquista a facile prezzo, per ottenerla occorre tanta riflessione e pensiero perché la realtà è complessa. Però se si mettono insieme le energie e si valorizza la buona volontà di tanti, potremo fare bene». Parole chiare e di prospettiva. Mons. Tremolada ha poi aggiunto: «Non conosco molto della diocesi di Brescia. Da questo punto di vista mi sento un po’ come Abramo, al quale il Signore disse: “Parti dal tuo paese e va’ verso una terra che io ti indicherò”. Conosco invece bene il vescovo Luciano, di cui cercherò di essere degno successore. Mi legano a lui grande stima e affetto e anche l’amore per le Scritture, cui abbiamo entrambi dedicato anni di studio e di insegnamento». «Speriamo che la Diocesi di Brescia non rischi troppo. Conosco bene i miei limiti. Dal momento in cui mi è stato dato questo annuncio ho incominciato ad amarla. Davanti ai numeri e alle misure cresce l’ansia». PROBLEMI E PROSPETTIVE (evangelizzazione, preti, catechesi, giovani) La missione che attende il nuovo vescovo è sicuramente impegnativa i problemi ci sono, ma anche tante sono le risorse e la speranza. Brescia è una terra dove il cattolicesimo è tra gli elementi caratterizzanti, anche del tessuto sociale. Nella realtà si conta il calo numerico dei partecipanti in una realtà di chiesa attiva, ma che deve confrontarsi con il parallelo calo delle vocazioni (46 i seminaristi) e soprattutto dei preti. Altro punto critico è il cambiamento del mondo culturale, che impone di dire la fede con categorie culturali completamente diverse dal passato. Oggi invece bisogna rifondare i comportamenti dell’etica cristiana in modo nuovo, rimanendo fedeli al Vangelo. Sono state istituite le unità pastorali per cercare di rispondere in

Mons. Luciano Monari. Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, 75 anni fa, si è sempre definito un «manovale della Bibbia». Il suo lavoro in terra bresciana si è concentrato sopratutto sul tema della collegialità dei sacerdoti. Tema di rilevanza visto il costante calo delle ordinazioni sacerdotali. Proprio per venire in soccorso ai sacerdoti Monari ha introdotto le unità pastorali, promuovendo inoltre la responsabilità e l’operosità delle figure laiche. Ha rivitalizzato e continuato le attività dell’oratorio, inoltre ha promosso e riorganizzato l’Icfr (Iniziazione cristiana dei fanciulli e dei ragazzi). Un’altra tematica fondante di Monari lungo questi anni è stata il dialogo ecumenico con tutte le religioni e Mons. Luciano Monari, Vescovo emerito. culture.

maniera più efficace al cambiamento in atto. Detto questo, dobbiamo purtroppo constatare che molte persone non sentono la Chiesa come la loro casa. Il loro stile di vita quotidiano è troppo distante. La sfida è parlare al vissuto di oggi, cosa tutt’altro che facile se di fronte a noi abbiamo la società liquida che ci sfugge dalle mani come un’anguilla. Molti giovani vivono la fede come qualcosa del passato, hanno semplicemente estromesso Dio dalla loro vita perché hanno deciso che non ha nulla a che fare con il loro quotidiano. Non gli hanno lasciato spazio non ritenendolo degno di attenzione, così facendo lo hanno cancellato del tutto dalla loro vita. IL FUTURO POSSIBILE Dunque la chiesa bresciana oltre a punti di eccellenza, sta vivendo difficoltà e disagi, ma tutto questo apre infinite possibilità. Da metà luglio sulla porta del suo appartamentino a Santa Marta papa Francesco ha affisso un eloquente, quanto ironico cartello, che recita: «Vietato lamentarsi». Vi si legge che «i trasgressori sono soggetti da una sindrome di vittimismo con conseguente abbassamento del tono dell’umore e della capacità di risolvere i problemi». Che «la sanzione è raddoppiata qualora la violazione sia commessa in presenza di bambini». E conclude così: «Per diventare il meglio di sé bisogna concentrarsi sulle proprie potenzialità e non sui propri limiti, quindi: smettila di lamentarti e agisci per cambiare in meglio la tua vita». Questo vale sia per la vita personale e per quella delle nostre comunità. (a cura di A. Tomasoni)

La diocesi di Brescia in cifre (dati 2016) Vescovo Vescovi emeriti

Religiosi Diaconi

Pierantonio Tremolada Bruno Foresti, Giulio Sanguineti, Luciano Monari 934 di cui 735 secolari e 199 regolari 1.027 battezzati per sacerdote 289 uomini, 1.470 donne 54 permanenti

Abitanti Battezzati Superficie Parrocchie

1.152.107 960.000 (83,3% del totale) 4.538,39 kmq 473

Sacerdoti

Mons. Pierantonio Tremolada. E’ nato a Bareggia, una frazione di Lissone nella provincia di Monza e Brianza, il 4 ottobre del 1956. Il 13 giugno del 1981 è stato ordinato presbitero dal cardinale Carlo Maria Martini. Ha frequentato il Pontificio Istituto Biblico, dove nel 1985 ha ottenuto la licenza in Scienze bibliche e nel 1996 il dottorato. Nell’arcidiocesi milanese si è dedicato all’insegnamento. Autore di diversi testi, dal 1987 al 1995 è stato redattore capo della rivista biblica “Parole di Vita”. Dal 1997 al 2007 ha seguito anche la formazione dei diaconi permanenti. Ha a cuore i giovani: dal 2013 è presidente della Fondazione Oratori Milanesi. Il 28 giugno 2014 ha ricevuto l’ordinazione episcopale, nella cattedrale di Milano. È delegato per la scuola e la pastorale universitaria presso la ConfeMons. Pierantonio Tremolada, renza episcopale lombarda. nuovo Vescovo.


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Pellegrinaggio Fatima Pellegrinaggio aa Fatima Nei giorni 8 - 9 - 10 luglio, un gruppo di fedeli della comunità di Calvisano e frazioni si fa partecipe del Pellegrinaggio organizzato da don Tarcisio ed Ornella con meta Lisbona – Fatima, per la celebrazione del centenario dell’apparizione della Madonna (13 maggio 1917) ai tre pastorelli a Cova de Iria, nei pressi di Fatima: Lucia dos Santos di 10 anni con i cuginetti Giacinta Marto di 7 anni e Francisco Marto di 9 anni: apparizione cui si associò il 13 ottobre dello stesso anno, il miracolo del sole, cui assistettero molte migliaia di persone, credenti e non credenti. Il giro panoramico di Lisbona ci consente di ammirare i monumenti dell’unica capitale europea che si affaccia sull’oceano Atlantico, mentre l’omelia di don Tarcisio, durante la messa celebrata nella chiesa di sant’Antonio di Padova (nativo di Lisbona), ci prepara al rapporto con il soprannaturale, sollecitando riflessioni per un rinnovamento interiore. Si passa, quindi, a Conca de Iria con la storia delle apparizioni: dell’angelo (nel 1916), identificatosi come Angelo della Pace richiedente preghiere in riparazione delle offese subite da Dio da parte dei peccatori e della Madonna (dal 13 maggio 2017) che raccomanda ai tre pastorelli di

recarsi in quello stesso luogo il tredici di ciascuno dei sei mesi successivi e di recitare il rosario perché la prima guerra mondiale possa terminare. Secondo il racconto dei tre, le apparizioni continuarono per un po’ di tempo accompagnate da rivelazioni di eventi futuri: la fine imminente della prima guerra mondiale, il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti, la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al cuore immacolato di Maria, per opera del Papa e di tutti i vescovi riuniti. Con questo bagaglio di vita e di messaggi rag-

giungiamo la grandissima piazza antistante la Basilica dove in un clima di intensa spiritualità planetaria si partecipa all’immensa processione serale del sabato. Nella messa domenicale dove una quiete e raccolta comunione include tutti, ciascuno, con il proprio fardello di problemi o di gratitudine da confidare, (nel rispetto di chi siede a fianco o di chi procede ginocchioni) ha pensieri particolari da rivolgere alla Madonna, mediatrice di pietà, di verità e di rinnovamento presso suo Figlio. Il nostro gruppo con qualche affabile coppia che si aggrega, percorre la via Crucis attraverso un impervio sentiero costruito fra lecci, ulivi e viti, sotto un cielo intenso di azzurro, con le quindici bianche cappellette o stazioni che si raccordano con la lettura dei brani che sollecitano la meditazione sui misteri dell’amore, della morte, della resurrezione. Si termina con la visita delle abitazioni dei pastorelli, conservate nella dignitosa e semplicità degli arredi, con l’intimità delle piccole culle di legno accostate ai letti matrimoniali, a farci comprendere le ragioni di una scelta: “Beati i puri di cuore”…”Lasciate che i pargoli vengano a me”. Adriana Cinquina Pari

Dalla Dalla Casa Casa di di Riposo Riposo Il mese di marzo, in occasione della ricorrenza dell’Annunciazione a Maria, ci ha portato in dono (offerta da Enrico Rosa, nostro fedele collaboratore, a nome ed in ricordo della sua mamma) una splendida statua della Madonna, collocata in un angolo del giardino a sinistra dell’ingresso: il suo sorriso e le sue braccia aperte sono segno di accoglienza ed invitano ad una sosta. Molti, ospiti e familiari, si fermano e sicuramente, nell’intimo, elevano una preghiera alla Mamma Celeste. A fine maggio con un nutrito gruppo di ospiti, accompagnati dai generosi volontari, siamo stati invitati ad una Super-merenda presso Palazzo Lechi, completata dalla storia del palazzo raccontata dalla Contessa stessa che ha dialogato con i presenti e promesso di ripetere l’esperienza anche negli anni futuri. Giugno è stato ricco di iniziative ed uscite. La prima, veramente originale, al Pub Numero Uno, accolti dal proprietario Marco Vaia, orgoglioso di ospitarci e metterci a nostro agio. I nonni hanno visitato il locale, poi si sono accomodati all’aperto per una ricca merenda, seguita da gelato e caffè, quindi l’impianto stereo è stato sintonizzato sulle canzoni dei ricordi a cominciare da “Madonnina dai riccioli d’oro” e si è formato presto un coro pieno di entusiasmo. Pochi giorni dopo, uscita in cascina a Visano da un altro nostro collaboratore, Ottavio: al fresco, sotto il gazebo collocato a lato della piscina, ci siamo goduti un pranzo delizioso. Abbiamo trascorso alcune ore in allegria, circondati da numerose galline, un gattino desideroso di coccole ed una capretta biricchina. La settimana seguente, nella nostra struttura, abbiamo gustato un raffinato risotto agli asparagi, anzi, il “famoso” risotto agli asparagi

del ristorante “Al Gambero” offerto con simpatia dai noti ristoratori nostri concittadini sig.ri Gavazzi, che hanno confermato l’alto livello della loro cucina e la cortesia del loro staff… Un piatto da leccarsi i baffi… Un gruppo di ragazzi, futuri rugbisti, in un pomeriggio successivo, viene a trovare i nostri nonni ed insieme ricordano i giochi di un tempo. Trascorriamo una mattinata particolare presso la cascina del sig. Rolfi dove possiamo rivedere molti attrezzi ed utensili utilizzati in passato nello svolgimento delle attività agricole e gustiamo biscotti preparati in casa che riscuotono un meritato successo. Qualche giorno dopo, in un assolato pomeriggio, ci rechiamo presso la sede degli Alpini dove ci aspetta don Tarcisio per celebrare la s. messa. Segue una saporita e fresca merenda che attenua il gran caldo del giorno e viene gustata con entusiasmo dal nostro numeroso gruppo. A fine giugno una sessantina di bambini partecipanti al Grest di Mezzane vengono in visita alla Casa di Riposo e trascorrono un pomeriggio allegro e vivace con i nostri ospiti

che vengono coinvolti in simpatici giochi nei giardini: lancio della palla, canestro, centra il barattolo, ecc. Non manca, poi, il momento della merenda con pizza, anguria e gelato… Un commovente incontro fra generazioni “distanti” che hanno saputo trovare molti punti in comune. Il gran caldo di luglio limita le uscite dei nostri anziani: a metà mese siamo invitati ed accolti dalla sig.ra Elvira per assaporare il suo buonissimo gelato; a fine mese trascorriamo una divertente serata presso il parco didattico faunistico intitolato a Sergio Cammi, partecipando ad una suggestiva “Tombolata sotto le stelle” completa di gelato offerto dagli associati e dal caffè offerto dalla nostra amica Alice. All’inizio di agosto, alcuni disabili del gruppo Centro Lana di Ghedi, frequentato in passato anche dalla nostra sig.ra Pierina, vengono a trovarci e trascorrono alcune ore con i nostri anziani. Domenica 27 agosto, in una splendida mattinata, viene proposta una gustosa “colazione in giardino” aperta a tutti: numerosi i partecipanti che hanno condiviso piacevolmente chiacchiere e stuzzichini. I nostri ospiti hanno veramente goduto ed apprezzato le diverse proposte, rese possibili, oltre che dal personale della struttura, dalla generosità delle varie associazioni e delle numerose persone che ripetutamente, nel corso dell’anno, estendono loro inviti ed alla grande, incalcolabile disponibilità dei nostri volontari. E’ doveroso ringraziare tutti, assieme alla signora che offre le caramelle”, alla signora che regala colonie e profumi, alla signora che ricama per noi ed alla signora dei fiori, tante preziose risorse per tutti i nostri anziani. Sara (animatrice)


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DALL’ORATORIO DALL’ORATORIO

Detto fatto… fatto... Detto “Detto fatto, parole che danno frutto, come un patto che sarà soddisfatto, e se prometto poi, però, mi ci metto!” Al ritmo di questo ritornello abbiamo trascorso in oratorio quattro intense settimane insieme a 170 ragazzi dalla prima elementare alla terza media. Lungo è stato il cammino di preparazione degli animatori, iniziato ancora ad aprile, con incontri settimanali di conoscenza reciproca e approfondimento delle tematiche da affrontare. I nostri giovani animatori si sono messi in gioco ed hanno firmato un patto per testimoniare la volontà di impegnarsi per i bambini a loro affidati. Il tema centrale di questo Grest è stato quello della Creazione, raccontata da don Tarcisio attraverso il racconto biblico, la preghiera ed alcuni video divertenti. Ogni settimana si sviluppava attorno ad un elemento della vita: la Terra, ovvero le nostre radici, l’Acqua, come sinonimo di essenzialità, l’Aria, intesa come relazione, e il Fuoco, come comunione.

Una novità di quest’anno sono state le testimonianze di cinque persone che ci hanno aiutato a comprendere la forza di questi quattro elementi. Numerose sono state le gite: oltre alle immancabili giornate in piscina, don Tarcisio ci ha sorpreso regalandoci una interessante visita al parco delle Cornelle, dove abbiamo osservato incuriositi tanti animali. Per concludere il mese trascorso insieme ci siamo avventurati nel parco di Molina (VR) attraversando i suoi numerosi sentieri alla ricerca delle cascate. Coronamento della giornata è stata la visita al Santuario della Madonna del Frassino, dove abbiamo ringraziato il Signore per l ‘esperienza vissuta insieme. Grazie a don Tarcisio per l’impeccabile organizzazione e per la sua costante guida, grazie agli animatori che con il loro sorriso e l’impegno sono stati per noi una presenza essenziale come l’Acqua e grazie soprattutto a voi genitori, per la fiducia che ci avete dimostrato affidandoci i vostri bambini. Arrivederci al prossimo Grest!! Alice, Arianna e Marta

ESTATE OBRA ESTATE A OBRA CAMPO ELEMENTARI Come ogni anno il campo per i ragazzi delle Elementari si è svolto tra momenti di gioco e di riflessione, non sono mancate le passeggiate che permettono ai Ragazzi di sperimentare la fatica del cammino ed il piacere della scoperta. Ha coinvolto 28 Ragazzi dagli 8 agli 11 anni accompagnati dal Parroco Don Tarcisio e da 9 animatori. Il tema di quest’anno era incentrato sulla vita di S. Francesco ed in particolare sulla sua visione del creato come luogo di comunione. Abbiamo ripercorso le tappe della vita del Santo cercando di capire il Suo punto di vista così rivoluzionario per il suo tempo e così attuale anche per i giorni nostri. Abbiamo imparato ad osservare con occhi diversi la quotidianità di ogni giorno, scoprendo come anche nelle cose che riteniamo più semplici e scontate, sia racchiuso il grande messaggio di Amore che Dio rivolge ad ognuno di noi. Per esempio nell’affetto dei nostri genitori, come nei rapporti di amicizia oppure nel giusto rapporto con il creato, i ragazzi hanno potuto riconsiderare il proprio punto di vista scoprendosi parte

di un progetto più grande. Hanno iniziato a capire il ruolo che possono avere nella costruzione di un mondo migliore. Durante le passeggiate nei dintorni hanno contemplato la bellezza del Creato che Dio ha posto nelle nostre mani. Hanno potuto vedere personalmente, visitando i siti con le fortificazioni della prima guerra mondiale, quello che può succedere ed è successo quando l’uomo dimentica il suo rapporto con Dio e segue altri progetti. Penso che anche quest’anno per i Ragazzi sia stata una bella esperienza che potrà aggiungere un altro tassello alla loro formazione e che li ha resi un po’ più consapevoli del grande Amore di Dio per ognuno di noi.

CAMPO MEDIE «Che bello che è stato!», «Quando ci incontriamo ancora?», «io mi iscrivo già per l’anno prossimo…» queste le affermazioni dei nostri ragazzi, parole mescolate ad abbracci, saluti, sorrisi e lacrime… Cosa dire? È stata un’esperienza ricca e intensa, faticosa e gioiosa. Insieme, animatori e ragazzi, siamo cresciuti e abbiamo maturato qualche consapevolezza in più sulla vita comunitaria, sullo spirito di gruppo, sulla condivisione e sull’amicizia. Il tema di quest’anno: “10 regole per la felicità”. Abbiamo cercato di far cogliere ai ragazzi che per vivere serenamente insieme, che si tratti di famiglia, oratorio, scuola società, è necessario misurarsi con le regole... ma bisogna guardarle con occhi nuovi le regole e bisogna guardare con occhi nuovi le “regole cristiane” cioè i 10 co-


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mandamenti! Non sono restrizioni alla libertà o impedimenti alla spensieratezza, sono suggerimenti per la vita, sostegno nelle incertezze, linee guida per un’esistenza alta e profonda. Si è trattato di un tema vivace ed originale, che ci ha coinvolto nel profondo; alcuni di noi erano alla prima esperienza, altri più esperti, alcuni provenivano da altri paesi, ma tutti ci siamo messi in gioco senza paura. Il camposcuola è un’esperienza di vita unica, che tocca tutti gli aspetti della crescita di ciascuno, è la condivisione piena del tempo e dello spazio, è un “vissuto” che rimane dentro e non si cancella col passare degli anni. Grazie a quanti ancora permettono la realizzazione di queste esperienze in parrocchia, grazie a don Tarcisio, agli animatori e ai genitori che ripongono fiducia in questa proposta credendola formativa per i loro figli. CAMPO ADOLESCENTI “PERICOLO ADOLESCENZA” è la proposta che l’oratorio di Calvisano ha avanzato alla comunità come campo estivo naturalmente per adolescenti, a cui hanno aderito con entusiasmo ben 37 ragazzi fra i 14 e i 18 anni provenienti non solo dal nostro paese. Con l’aiuto di 6 animatori fra giovani e adulti e di Don Tarcisio, hanno vissuto una piacevole esperienza formativa e di fede basata sulle

principali problematiche adolescenziali. La settimana come ormai accade da alcuni anni, è stata organizzata alternando i giorni di gita (nei quali abbiamo avuto la possibilità, non senza fatica e inconvenienti legati al meteo, di ammirare fantastici panorami dal Monte Zugna, dal Corno Battisti e dal Rifugio Achille Papa) ai giorni più formativi dei “lavori di gruppo”. Questi ultimi sono stati preparati partendo dal famosissimo film La Fabbrica di Cioccolato, dal quale sono stati sviluppati i tre argomenti molto vicini al mondo dei ragazzi che hanno caratterizzato le tre giornate più riflessive:

gli eccessi e lo sballo, il vizio e il pretendere tutto subito, l’alienazione e la realtà virtuale. Il tutto è stato arricchito da testimonianze portate da Don Tarcisio di personaggi che con la loro fede sono stati capaci di andare in controtendenza a queste tre tematiche “negative”. Come educatori speriamo di aver lasciato un messaggio positivo a questi ragazzi e ci auguriamo che questo campo estivo sia stato un punto di partenza per mantenere un gruppo adolescenti forte che partecipi anche alle iniziative dell’oratorio a partire da settembre.

Novità 2017: 2017: campo famiglie! Novità famiglie!

Estate…tempo per stare con la propria famiglia! Quest’anno per la nostra comunità lo slogan è cambiato: Estate…tempo per stare tra famiglie! A Obra eravamo in 14 famiglie accompagnate da Don Tarcisio e 8 giovani educatori che si occupavano dei nostri figli nei momenti di riflessione degli adulti. Si sono condivisi fra sole mamme e soli papà i diversi modi di sentire e di educare il figlio dell’essere donna e dell’essere uomo. Ci si è confrontati all’interno della coppia. Don Tarcisio ci ha poi aiutati a riflettere sull’importanza dell’equilibrio che deve esistere fra mamma e papà per crescere i figli, aspetto questo che è implicito anche nel nostro essere moglie o marito. Tre i consigli per alimentare l’equilibrio famigliare suggeriti da azioni di Dio nella Creazione:

fare ordine, dare un nome alle cose e alle situazioni, essere persone di relazione. Vivere in 70 lo spazio di un’unica casa per tre giorni ci ha permesso di sentirci più vicini e fratelli nel divertimento, nel rispetto delle esigenze dell’altro, nella condivisione dell’esperienza di famiglia, nel nostro pregare, nel nostro riflettere, nel faticare. Gita sul Monte Zugna, grigliata, partitelle di carte a notte inoltrata accom-

pagnata da bruschette, ‘raccolta’ di funghi, partite di pallavolo, giocate con la sabbia, giochi serali insieme ci hanno fatto vivere una bella esperienza di UNICA FAMIGLIA!

GRAZIE AGLI ANIMATORI Paolo, Chiara, Aurora, Marco, Sarah, Christian, Riccardo, Elisabetta, Francesca, Matteo, Marina, Beatrice, Ezio, Giuseppe, Michele, Alessandro, Simona, Nicola, Davide, Andrea, Sandro, Mariacarmela, Mattia, Francesca, Roberto, Angelica, Sandra, Matteo, Elisa. Sono una presenza preziosa per la nostra comunità! GRAZIE Ai cuochi CLARA, LINA, GIANFRANCO, DOMENICO, MADDALENA per aver reso il momento dei pasti … da ricordare! GRAZIE A DON TARCISIO per essere stato guida e presenza significativa, nonostante i mille impegni dell’essere parroco!


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CRONACHE BREVI a cura di Piera D’Adda a cura di Piera D’Adda CRONACHE BREVI PELLEGRINAGGIO

Un’oasi splendida di pace e di preghiera fa da sfondo al nostro pellegrinaggio mariano di mercoledì 7 giugno. Accompagnati da don Tarcisio ci rechiamo in un luogo ancor poco conosciuto sulle alture nei pressi di San Polo, frazione di Lonato, dove si venera la Vergine Maria, Mediatrice e Dispensatrice di grazie. All’ombra di pini odorosi, avvolti da una leggera brezza, ascoltiamo con attenzione crescente la testimonianza di Luigi, il custode di questo luogo: è una testimonianza densa, a volte oscura e drammatica, con luci e ombre, illuminazioni e silenzi di cui ci fa dono con grande umiltà. Nel rosario ciascuno depone, ai piedi di Maria, ansie, gioie e dolori. Nella s.messa ci vengono ricordate le parole di Maria “Fate quello che Lui vi dirà”. Un gustoso rinfresco conclude la nostra visita. E mentre scendiamo, la luce del tramonto che danza all’orizzonte e sui profili delle case, ci ricorda che stiamo per

tornare al nostro quotidiano, sorretti da tanta serenità.

LAUREA

il 18 aprile scorso, Alessandra Vaccari si è brillantemente laureata con 107/110

GRUPPO VIVO

Centro Parrocchiale di Viadana-Calvisano INCONTRI DI FORMAZIONE CULTURALE E SOCIALE PER LA TERZA ETA’ ORATORIO DI VIADANA: Giovedì dalle ore 15.00 alle ore 17.15 Autunno 2017 Giovedi 21 settembre Giovedi 28 settembre Giovedi 5 ottobre Giovedi 12 ottobre Giovedi 19 ottobre Giovedi 26 ottobre Giovedi 9 novembre Giovedi 16 novembre Giovedi 23 novembre Giovedi 30 novembre Giovedi 7 dicembre Giovedi 14 dicembre Giovedi 21 dicembre

Accoglienza, presentazione programma e saluto del parroco Incontro con l’amministrazione comunale e resp. servizi sociali Preparazione alla seconda di ottobre e tradizionale castagnata Gita di un giorno alla Reggia di Monza Incontro con la Psicologa Il dottor Pari parlerà del meteo Gita di mezza giornata a Orzinuovi e caseificio il Giardino Pomeriggio in musica con i 2B & B Incontro con il Prof. Treccani su “Civiltà precristiana a Calvisano” Tradizionale tombolata ospiti dell’oratorio di Malpaga Curarsi con i prodotti della natura Incontro con la Dott. Antonella Busseni Visita a un presepio e cenetta a chiusura degli incontri

Servizio Trasporto a cura della società “ Rugby Calvisano” in collaborazione con l’amministrazione comunale. CALVISANO: ore 14.30

MALPAGA:

ore 14,35 ore 14,40

Per informazioni rivolgersi a:

Scuole elementari - Via Dante incrocio via Donatori di sangue - Parcheggio Family Market Via Apollonio Via Turati Sagrato della Chiesa Cavagnini Luciano Binosi Luciano Savio Paolo Bertoletti Angiolino

tel. 030-9968507 cel. 3890133887 tel. 030-968367 cel. 3338446310 tel. 030-9686248 cel. 3466171147 cel. 3665284265

Per ragioni organizzative il programma potrà subire delle variazioni.

presso l’Università Cattolica di Brescia in Scienze dell’Educazione e della Formazione. Siamo partecipi della soddisfazione dei familiari e porgiamo ad Alessandra le più vive felicitazioni con l’augurio che l’impegno e la passione dimostrati negli studi le regalino al più presto favorevoli prospettive nel lavoro.

GRUPPO FOTOGRAFICO

Recentemente il gruppo fotografico Bradelle, sorto nel 2014 come punto di riferimento per gli appassionati di fotografia, ha lasciato la Sala Polivalente per trasferirsi nella sede dell’ACLI, in viale Stazione, nei locali dell’ex bar. Una mostra di opere del compianto Maurilio Ferrari ha fatto da cornice all’inaugurazione della nuova sede.

BUON COMPLEANNO

E’ un giorno importantissimo, martedì 6 giugno, per Emilia Rosa Freato che ha compiuto 105 anni e per tutti i suoi cari, per ospiti ed operatori della Casa di Riposo “Beata Cristina” e per tutta la comunità che l’hanno circondata con tanto amore, stima ed affetto. Un sorriso luminoso, uno sguardo, pur velato dal tempo, che sembra scrutare, da un pozzo di saggezza, abissi di luce. La sua voce è ancora vibrante ed appassionata e riscalda i cuori. Tantissimi auguri Emilia e la Madonna, di cui ha sempre cantato le lodi, le sia vicina con la sua materna tenerezza.

MATURITA’

Ci congratuliamo con tutti gli studenti delle nostre comunità calvisanesi che hanno superato il traguardo della maturità ed a quanti hanno arricchito l’elenco delle pagelle d’oro ed altri riconoscimenti con il loro impegno. A tutti gli studenti che proseguono negli studi auguriamo buon anno scolastico 2017/2018.


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LAUREA

Il 18 luglio Gavazzi Andrea Ulisse si è brillantemente laureato in Economia – Banca e Finanza, presso l’Università degli Studi di Brescia, Dipartimento Economia e Management con la tesi: “Le dinamiche del credito bancario e le politiche di gestione del rischio di credito: il caso BCC Agro Bresciano” . Relatore: Chiar.mo Prof. Roberto Savona. Come comunità intera ci uniamo alla viva soddisfazione dei familiari e porgiamo ad Andrea i più vivi rallegramenti e l’augurio di realizzare le sue aspirazione nell’ambito del lavoro.

ESTATE IN PAESE

Anche quest’anno, l’estate ci ha regalato momenti vivaci con serate culturali, sportive, sociali e culinarie grazie all’Amministrazione Comunale, all’impegno di operatori capaci e competenti, di sponsor generosi e di tutta la cittadinanza che si è riversata nei punti di ritrovo partecipando con allegria e spensieratezza alle varie proposte. Dalle manifestazioni sportive di Kick Boxing, Kangatraining e Ginnastica Dinamica militare, allo spettacolo di School of Rock, dalla Fest’Acli alla Festa dell’Avis, dalla Colazione e Cena in Villa, alla cena al parco ed allo spiedo, alle notti sotto le stelle, alle numerose occasioni culturali. E la gente di Calvisano ha vissuto serenamente questo stare insieme, cercando ciò che unisce e non ciò che divide, cementando relazioni buone e positive, perché, come dice un proverbio arabo “una mano sola non applaude”.

AMBIENTE

Papa Francesco e Bartolomeo I°, Patriarca di Costantinopoli, per il 1° settembre “Giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del Creato” han preparato un messaggio congiunto in cui invitano tutti ad assumere, nei confronti dell’ambiente, un comportamento responsabile e rispettoso, anche nelle cose più semplici e concrete. “L’ambiente umano e quello naturale si stanno deteriorando insieme, e tale deterioramento del pianeta grava sulle persone più vulnerabili”. Nel ringraziare il “benevolo Creatore per il magnifico dono del creato”, il messaggio si rivolge “a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale” lanciando “un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato” l’ambiente ferito. Perché non ci può essere “una soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una rispo-

sta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa”.

GITA A PAVIA

Si è svolta domenica 3 settembre, in segno di riconoscimento per i collaboratori parrocchiali, una gita a Pavia. La visita della Certosa e Musei avviene a gruppi alterni. Importanti per le numerose opere d’arte e per i calchi in gesso di opere presenti in Certosa, i musei sono preziose testimonianze. Abbagliante di marmi, la Certosa si staglia nella piatta, uniforme campagna pavese. Voluta da Gian Galeazzo Visconti per farne un mausoleo di famiglia nel 1396, è un vero patrimonio artistico, fonte di emozioni profonde. Visitiamo l’interno, i Chiostri ed una cella dei monaci cistercensi che ora custodiscono il complesso in sostituzione dei certosini ritiratisi in clausura. Dopo la s. messa ed il pranzo in un agri-

turismo, raggiungiamo la città di Pavia, detta “la piccola Oxford” per la sua prestigiosa Università. Dopo una breve passeggiata sotto il Ponte coperto, visitiamo la romanica chiesa di San Michele, il maestoso Duomo e raggiungiamo il Castello Visconteo, fortezza in mattoni rossi. In una vicina piazzetta appartata ecco la basilica di S. Pietro in Ciel d’oro (cosi chiamata per il suo soffitto antico ricoperto di lamine d’oro) fondata nel VII° secolo dal re Longobardo Liutprando per ospitare, in una splendida Arca in marmo posta sopra l’altare maggiore, i resti di Sant’Agostino, Padre della Chiesa. Nella cripta, in un sarcofago, si trovano le spoglie di Severino Boezio, filosofo e consigliere del re ostrogoto Teodorico, da lui fatto uccidere. Siamo di ritorno in prima serata, con un bagaglio ricco di emozioni forti e piacevoli, in un clima di amicizia e serenità.

Matrimoni Matrimoni

Fezzoli Enzo 33 -- Fezzoli Enzocon conLombardi LombardiAdele Adele

Gialdini Enrico 44 -- Gialdini Enrico con conBertuzzi BertuzziPamela Pamela


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LA VOCE DI CALVISANO

Dom Dom Amedeo Amedeo Maria Maria

“Mi sento carne consacrata e comincio a camminare con le mie gambe”, “Ho cambiato vita: se prima ci vedevo bene, ora, con la Grazia di Dio, ci vedo ancora meglio”: non riesce a contenere la propria gioia il “nostro” Davide Maccarini, consacrato monaco benedettino olivetano nel giorno dell’Assunzione, presso l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore di Asciano (Siena). Un evento grandioso per Calvisano, tanto felice quanto colto alla sprovvista dalla notizia. “Non ho detto praticamente niente a nessuno - confida Davide. Volevo fare una sorpresa”. In molti, di fatto, hanno perso per così dire le sue tracce due anni fa, quando decise di rispondere alla chiamata vocazionale ed entrare nell’abbazia senese. “Un luogo isolato e tranquillo, dove prima amavo ritirarmi durante le vacanze, per staccare dalla quotidianità”, dice. L’esperienza di mettere - letteralmente - le mani in pasta con papà Sergio e nonno Giuseppe al panificio di piazza XX Settembre, pur positiva, non lo soddisfaceva completamente. Ad ogni modo, il giovane riservava sempre un sorriso a tutti durante le consegne del “panem nostrum”. Nel contempo, non

lesinava nemmeno di adoperarsi in parrocchia e in oratorio. Attraversato poi un momento di difficoltà (“comunque costruttivo”, ricorda), ecco di nuovo l’abbraccio con Dio nella valle di Accona, laddove tutto ruota intorno all’”ora et labora” benedettino. Così, tra sveglie all’alba, preghiere e mansioni varie, Davide viene accolto nell’abbazia, divenendo postulante della comunità fondata da San Bernardo Tolomei, ricevendo il nome di dom Amedeo Maria, in onore di un abate di Lendinara deceduto e della devozione mariana. Un lungo cammino di fede lo ha quindi portato sino al 15 agosto; il grande giorno. “Ora sono cristoforo (letteralmente: portatore di Cristo, ndr). Desidero pertanto dare delle belle pennellate alle vite degli altri, affidandomi totalmente alla misericordia”, dice il monaco. Nel tempo libero, chiuso nella sua cella, dom Amedeo assicura di riservare comunque un pensiero ai propri cari, alla comunità di Calvisano e agli amici che coglie l’occasione di salutare e ringraziare per l’affetto mostratogli. emmezeta

Buon Buon compleanno, compleanno, Madre Madre Vittoria Vittoria

Martedì 22 agosto, un nutrito gruppo di Calvisanesi si è recato ad Iseo, presso l’Istituto Canossiano, per festeggiare i cento anni di Madre Vittoria e ringraziarla per tutto il bene che nel corso della sua laboriosa ed attivissima esistenza è riuscita a portare nelle diverse comunità che ha servito: Isorella, Calvisano, Ghedi, Iseo… Enrico Rosa, a nome della nostra comunità, le ha rivolto un affettuoso, emozionante pensiero, tratteggiando il suo lungo, operoso servizio: “…come catechista; portava la comunione agli ammalati che l’aspettavano con tanto desiderio; era attenta al sociale perché tutti avessero un posto di lavoro; tutti i venerdì santo si portava alle fabbriche del paese e consegnava un’immagine di Gesù Crocifisso ai lavoratori con i quali, poi, pregava alle tre del pomeriggio; partecipava alle attività della parrocchia, attenta all’ascolto ed umile nel servire; si prodigava in consigli e suggerimenti… Lei Madre Vittoria ha saputo trasmettere l’amore

incondizionato di Gesù a tutti i fratelli che ha incontrato nel suo cammino di Canossiana. GRAZIE Madre Vittoria, grazie a nome delle comunità presenti, perché ha saputo vivere il Vangelo dell’umiltà, dell’obbedienza e della carità”…

AVVISO PUBBLICO

L’Amministrazione Comunale informa la cittadinanza che dall’ 1 al 21 ottobre, 80 ragazzi degli istituti superiori di Ghedi, Montichiari e Remedello passeranno casa per casa, con distintivo di riconoscimento e in forma gratuita, per il completamento e la verifica della banca dati comunale. Il progetto “Calvisano 4.0” è un primo passo verso la realizzazione di importanti e improrogabili servizi per la comunità. Si ringrazia anticipatamente per la collaborazione.


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Sulle Festivalininsuo suonome nome Sulletracce traccedidiVirgilio, Virgilio, un un Festival

“Calvisano dovrà compiere scelte di fondamentale importanza per dare positività al proprio futuro. Attraverso la rivisitazione della poetica virgiliana intendiamo promuovere in particolare l’attenzione all’ambiente, valore fondante e cardine del nostro programma amministrativo”. Con queste parole pronunciate dal Sindaco Giampaolo Turini si è aperto a Calvisano il Festival Vergilius prima edizione. Tre intensissimi giorni: 1-2-3 settembre che, come un caleidoscopio, hanno avuto il potere di presentare le eccellenze del nostro territorio sotto diversi punti di vista. Conferenze, concerti, laboratori e percorsi eno-gastronomici, tutte occasioni per accendere i riflettori sulla conoscenza del ricco microcosmo delle nostre campagne e per sollecitare riflessioni sulle tematiche che già Virgilio declamava. Insomma, un nobile pretesto per affrontare i cambiamenti culturali e le scelte non rinviabili sul nostro rapporto con la cultura, l’arte, il paesaggio e l’ambiente, anche a Calvisano. Ospiti d’eccezione Maurizio Pallante del movimento della “Decrescita felice”, il grande Philippe Daverio che ci ha aperto piste inedite sul possibile rapporto dialogante tra una comunità e il suo patrimonio artistico. E poi a seguire una conversazione tra Amministratori locali virtuosi sull’ Agenda di sostenibilità sociale e ambientale 2030, al fine di condividere scelte strategiche volte alla salvaguardia dell’ambiente e dell’inclusione sociale. Appuntamenti musicali con i fratelli Cielo e il Prof. Pietro Treccani, il maestro A. Trebeschi, letture virgiliane eseguite in particolari scorci naturali e artistici di incredibile bellezza qual è palazzo Lechi, esperienze di immersione meditativa con il centro yoga “La Sfera” per apprezzare sotto una luce nuova il nostro territorio. E ancora laboratori virgiliani per i più piccoli presso il Vivaio “La Betulla”, biciclettata consapevole per riscoprire il piacere della nostra campagna attraverso la guida del Vivaio “Le Georgiche”. Durante ogni evento i convenuti hanno potuto apprezzare la ricca gastronomia

locale grazie all’organizzazione di buffet, aperitivi e cene a chilometro zero del Gruppo di Acquisto Solidale del Circolo ACLI, del birrificio Carpe diem e dei giovani ristoratori del “Cantinone”. Un calendario ricco, una partecipazione oltre ogni buona previsione anche da parte di visitatori fuori confine, attirati evidentemente dall’originalità della proposta e dalla qualità degli eventi offerti. Un evento riuscito dunque, il cui successo è sicuramente da attribuire alla serietà e all’impegno profuso da tutti coloro che lo hanno progettato e sostenuto: Michele Lobaccaro, il Consigliere delegato agli eventi del Comune di Calvisano Pierferruccio Ravazzolo, l’associazione “Calvisano in Fiera”, i professionisti, il personale del Comune coinvolto nel progetto, i volontari che generosamente hanno supportato nella predisposizione dei tre giorni e, non ultimi gli sponsor che hanno creduto da subito nel valore e nella qualità della proposta. Oggi si pensa già all’edizione due, ma con la medesima visione aperta e interculturale, inclusiva ed accogliente propria del villaggio globale. Inseguendo l’idea di grazia “virgiliana” l’obiettivo rimane quello di favorire l’attenzione e la consapevolezza per le bellezze e ricchezze della nostra terra. A.L.

SPORT... SPORT… Stefano Migliorati è campione italiano degli 800 metri Lo sognava da tempo quel momento. Era un appuntamento che non poteva mancare. Voleva a tutti i costi la medaglia d’oro. E non ha fallito: Stefano Migliorati l’1 luglio, in quel di Trieste, ha centrato il successo negli 800 metri, proclamandosi campione italiano nella disciplina. O, per meglio dire, nella sua specialità. Complet ando i due giri di pista in 1.49.48, il giovane classe ‘94 ha infatti lasciato alle spalle i vari Mattia Moretti (1.49.90) ed Enrico Riccobon (1.50.39), rispettivamente secondo e terzo. A nulla è valso il loro disperato tentativo di rimonta negli ultimi metri. In corsia 4, l’atleta della San Rocchino ha preso le redini della corsa dall’inizio, senza mai cedere un solo passo agli avversari. Così, nemmeno la rovinosa caduta al suolo, per un contatto fortuito avvenuto oltre la linea del traguardo, ha tolto il sorriso di gioia (e incredulità?) allo studente della North Carolina University. “Ragazzo... sei campione d’Italia”, ha tuonato in diretta Rai la voce inconfondibile di Franco Bragagna. Insomma: tutto vero. Complimenti!

Patarò Rugby Calvisano e Calvina in forma d’Eccellenza per la nuova stagione. Gialloneri e biancoazzurri, smaltiti i bagordi per le proprie gioie (conquista dello scudetto per i rugbisti, salvezza ottenuta da matricola per i calciatori), sono pronti ad iniziare una nuova stagione. Entrambi nei rispettivi campionati d’Eccellenza. Confermati alcuni senatori, in casa dei campioni d’Italia in carica sono arrivati in estate tantissimi giovani, di prospettiva. Obiettivo? Replicare la sontuosa annata andata in archivio da pochi mesi, ripartendo sempre da coach Massimo Brunello. A pochi passi, non cambia nemmeno la g u i d a te c n i c a d e l l a prima squadra della Calvina: confermatissimo Ennio Beccalossi che può contare su diversi innesti importanti provenienti dalla Rigamonti Castegnato, insieme al gioiello

Magnini e qualche “quota” di livello. Si sa mai che si possa alzare l’asticella. emmezeta


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CENNI LOCALE CENNI DI DI STORIA STORIA LOCALE

Basalìca (entriamo nella necropoli e nella vita sociale di quell’insediamento umano) - prima parte Nello scorso articolo davo rilievo all’importante scoperta di un insediamento della civiltà del rame a Basalìca di Calvisano. Nel corso del presente cercherò di “entrare” nel merito dei rilievi archeologici. Ma… iniziamo dal nome della località. L’unico studioso che aveva cercato di carpirne il significato era stato il compianto Maestro Franco Serafini. Egli, in “Calvisano nei tempi”, scriveva: Basalica = “cascina a nord di Calvisano. Et. da basilico (erba selvatica diffusa nella zona)”. Ho sempre avuto più d’una perplessità circa questa affermazione, anche perché in zona non ho mai rilevato esistere una particolare diffusione del basilico. Per approfondire sono quindi andato a cercare riscontri in quel mondo celtico che tanta parte ha avuto nel nostro territorio (come ho tentato di spiegare anche in altri articoli). Nel merito, ho trovato subito molto interessante quanto riportato da Pietro Monti nel suo “saggio di vocabolario della Gallia Cisalpina e Celtico e appendice al Vocabolario dei dialetti…” (testo datato, ma ancora molto utile: editore Società tipografica de’ classici italiani, 1856. Oggi lo si può peraltro reperire facilmente poiché è stato digitalizzato in google books). Egli ha trovato esistenti in Valtellina i termini basalìcc e basìcc (come derivazione di baàsc). Si tratta di voci galliche che hanno il significato di “tempietto” (con dedicazione a una divinità) o anche “cappelle mortuarie”. E proprio in quest’ultima voce, a parte la evidente similitudine etimologica, troviamo la connessione con le ricerche archeologiche operate a Basalìca di Calvisano e che leggerete più oltre. PS: non è secondario indicare che il termine basalìca, sia nelle segnalate indicazioni di vocabolario che nella nostra parlata calvìna, porta l’accento sulla i (ì = basalìca). E a significare ulteriormente la portata dei ritrovamenti di Basalìca, segnalo che il 26 maggio, presso la sala Bruni Conter e il museo archeologico di Gavardo, si è tenuta la conferenza “Riti funebri dell’età del rame della pianura bresciana: la necropoli di Basalica di Calvisano”, a cura di Cristina Longhi, del SABAP (Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio). Conferenza interessantissima, questa, alla quale ha partecipato un discreto numero di calvisanesi, con evidente soddisfazione della relatrice (e, permettetemi, pure mia!). In tale occasione ella ha affermato di avere a suo tempo informato la Amministrazione (allora uscente) di Calvisano, circa quanto si andava rinvenendo, senza però avere successivi riscontri di interesse. Confermando la portata dei rinvenimenti, ha già inteso dare la sua disponibilità per allestire una eventuale mostra/conferenza nel nostro paese, fors’anche esponendo i reperti ritrovati (che attualmente si trovano nei depositi della soprintendenza). Vedremo!

Lo spianamento dei dossi già esistenti in zona, ha portato alla esistenza di uno strato agrario dello spessore di circa 35 centimetri, Al di sotto dello stesso, e prima di quello delle ghiaie, compaiono “strutture negative, fosse e fossati di epoche diverse, visibili oggi in uno stesso orizzonte” ma allora allocati a livelli diversi. Le necropoli dell’età del rame sono generalmente posizionate su palei/terrazzamenti alti rispetto al piano dello scorrere delle acque. A Basalìca si era chiaramente su un dosso fluviale, rialzato. Insieme ad alcune tombe di altre età storiche (sulle quali non mi soffermerò), anche se parzialmente manomesse dalle arature sono state rinvenute tre tombe dell’età del rame (numerate come tt. 10-11-12), a fossa semplice, senza camicie di pietre, nelle quali il defunto era disposto col capo a ovest, il busto in posizione supìna e le gambe flesse sul lato sinistro, secondo una ritualità tipica delle necropoli del periodo. Notevole l’altezza di uno dei corpi, di circa 175 centimetri: molti rispetto a quanto si presume circa gli uomini dell’epoca. La sua tomba presentava un corredo fatto da un pugnale di selce (non si è conservata la parte lignea dello stesso) e tre cuspidi di frecce. Vista la posizione, il pugnale è da pensare posto nella mano destra del defunto e le frecce (certamente a suo tempo erano dotate dell’asta di legno) in una assai probabile faretra posizionata sulla schiena del defunto. Le altre due tombe erano senza corredo e presentavano defunti dalla altezza di circa 156 centimetri (tomba 10) e di una altezza compresa tra i 132 e i 148 centimetri (tomba 12). L’antropologo chiamato allo scopo, ha osservato che essi erano di struttura esile, al confine tra quanto è caratteristico di un uomo e/o di una donna. Sono presenti deformazioni a livello degli arti inferiori, che evidenziano un accentuato utilizzo degli stessi (raccolta, cammino…) oppure una deformazione di carattere genetico, tipica del posto. Vale la pena ricordare che, pur non sapendo molto degli insediamenti abitativi dell’età del rame, è sicuro che l’uomo si riunisse in comunità. A Basalìca c’era un insediamento umano. Nell’età del rame (e tardo neolitico) viene introdotto l’aratro e quindi avviene uno sfruttamento maggiore dei terreni. Viene inventata la ruota che facilita gli spostamenti e la movimentazione delle derrate, sui carri a quattro ruote. Si utilizzano i bovini per la trazione. Si alleva anche per ricavare latte e formaggio, o lana, e si creano ampi spazi utili alla pastorizia. Nasce la metallurgia e le conseguenti specializzazioni legate all’estrazione e alla lavorazione dei metalli (con conseguente riconoscimento economico) determinano una prima modifica sociale, e un iniziale accumularsi di ricchezze/benessere da parte di alcuni. Il metallo peraltro non era “nativo” delle nostre zone ed il fatto che qui fosse lavorato con destrezza, come nell’ambito dell’intero territorio sul quale insisteva la civiltà Remedelliana, avva-

Foto 1 e 2 : locandina della conferenza di Gavardo del 26 maggio e calvisanesi con la relatrice dott.ssa Cristina Longhi, che ha lavorato agli scavi di Basalìca.

Foto 3: Bione forma di fusione in pietra monovalve per ascia.


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lora l’idea di un contatto/scambio tra comunità e quindi di un già avvenuto miglioramento delle comunicazioni viarie e dei trasporti, con l’attivazione di contatti commerciali, anche a lungo raggio. Il metallo peraltro, nonostante la maestria già raggiunta nella realizzazione e nel modellamento delle selci, ben si prestava alla creazione di più funzionali attrezzi da lavoro. Nacque quindi l’arte della metallurgia con la creazione di forme-attrezzi-tecniche di fusione e forni fusori per trattare i minerali. E ci si andò anche via via specializzando in una serie di nuovi mestieri. Tutto questo contribuì ad una maggiore stanzialità, e anche ad un incremento demografico con il conseguente aumento delle dimensioni degli abitati. Ebbene: Basalìca, tra il 3500 e il 2000 a.C. era tutto ciò ed in tutto questo “mondo” ben si inseriva.

Foto 4: Bione forma di fusione in terracotta bivalve. Nelle foto sopra: tombe 10 – 11 – 12 scavi da Basalìca di Calvisano.

Dal punto di vista del culto, prendo a prestito quanto scriveva Mario Fraccaro nella sua interessante tesi di laurea “la cultura eneolitica di Remedello Sotto” (anno accademico 1975-76, pagg 175-176-177 e 190-191). “l’uomo percepiva il mistero di quella natura con la quale si trovava in continuo contatto… così dall’alba della loro civiltà, vediamo i camuni rivolgersi con emozione ai fenomeni della natura, offrendo loro le proprie preghiere e la propria devozione. Il sole che appariva ogni mattino per poi percorrere la sua via celeste e infine calarsi dietro le montagne, li aveva condotti a misurare la sua potenza e ad immaginare le sue relazioni nel mondo sotterraneo della notte, dove abitavano gli avi e gli spiriti… in Valcamonica il disco solare è il maggior simbolo religioso nel neolitico e nell’eneolitico, un simbolo importante nell’età del bronzo, mentre nell’età del ferro passa in secondo piano. Probabilmente anche tra i remedelliani era diffuso il culto del sole… anche se risulta assai arduo documentarlo… Presso gli antichi popoli si associavano spesso le idee della terra e della donna, la fertilità dell’una con quella dell’altra. Tale simbolo universale e costante, che appartiene all’inconscio collettivo, lo si può ritrovare nella mitologia universale che ha fatto del cielo e della terra una coppia divina; infatti il cielo feconda la terra con la pioggia e questa, fecondata, dà frutti e produce abbondanza… la terra come ventre materno “terra madre” in cui sono nati gli uomini”. (E, a questo punto io aggiungerei, a cui ritornano con la sepoltura: non a caso sono composti in posizione praticamente fetale). Tutto questo era presso i Camuni, così come presso molte altre civiltà. Visti i rapporti (certi) tra camuni e remedelliani, il Fraccaro dà per probabile questo “mondo cultuale” anche presso questi ultimi. Ed io stesso lo dò come dato di fatto. Essendo Basalìca di Calvisano nel solco della civiltà remedelliana, anche qui…!!! Le sepolture di cui si è sin qui detto sono chiaramente analoghe ad alcune di quelle rinvenute a Remedello dall’ultimo ventennio del 1800 e a molte di quelle rinvenute nelle altre grandi area archeologiche del rame: Fontanella Mantovana di Casalromano e Volongo (pure scavate a fine 1800).

Nelle foto sotto: tomba 65 e tomba 83, da Remedello (conservate nel museo di Reggio Emilia). In queste tombe i defunti sono deposti rannicchiati sul fianco, con il busto supino, con gli arti inferiori raccolti - ho appositamente scelto due orientamenti diversi degli stessi - ed il capo volto a nord ovest /ovest. Queste due sepolture sono analoghe a quelle di Basalìca di Calvisano.

A Calvisano le tombe erano probabilmente assai più numerose di quante rinvenute. L’archeologa cita, a testimonianza, le parole degli agricoltori del posto che le hanno detto di come più volte, negli anni, in fase di aratura siano emerse ossa nei campi. N.B.: se vi è già parso interessante il presente articolo… aspettate il prossimo perché c’è da descrivere ancora molto, di “unico e importantissimo. …cose che… solo qui!!! Treccani Pietro

(continua)


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Nati alla Grazia

12 -- Serafini 12 Serafini Vittorio Vittorio 13 13 -- Formentini FormentiniEdoardo Edoardo 1414- Rolfi - RolfiGioele Gioele

15 -- Azzini Azzini Vittoria 15 Vittoria

16 -- Tomaselli Tomaselli Nicolò 16 Nicolò

17 BoselliAurora Aurora 17 -- Boselli

18 -- Elia Elia Antonio 18 AntonioFelice Felice

19 -- Cornale 19 Cornale Cristian Cristian

I genitori dei bambini battezzati sono invitati a far pervenire tempestivamente al Parroco una foto della celebrazione, così da poterla pubblicare (è possibile anche inviare mail a: parrocchiacalvisano@libero.it). 20 -- Polonioli 20 Polonioli Nicla Nicla


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S. MESSE DOMENICA GIOVEDI’ GIOVEDI’

Parrocchia S. Maria della Rosa h. 9.30 - 18.00 h. 18.00 h. 17.00

GIOVEDÌ

h. 20.00

Se nel giorno della messa si celebra un funerale, la Messa prevista per quel giorno non si celebra e l’intenzione, se c’è, si sposta a data da concordare con l’offerente.

Malpaga Al Cimitero (Settembre) In Chiesa (da Ottobre ad Aprile) (da Maggio ad Agosto)

Le intenzioni delle S. Messe si raccolgono mezzora prima della Celebrazione della S. Messa di orario dal sacerdote celebrante.

Reverendo Don Alessandro, con gioia ed emozione accogliamo il dono della tua presenza in mezzo a noi. Ti abbiamo accolto ancor prima nei nostri cuori e nelle nostre preghiere appena abbiamo avuto notizia della tua nomina a vicario parrocchiale di Calvisano, Malpaga, Mezzane e Viadana. Trovi una comunità piccola, ma pronta a continuare il cammino intrapreso un anno fa con Don Tarcisio, ed ora anche con te: un nuovo compagno di viaggio, una giovane guida che, nel suo ministero, sarà sempre ispirato all’immagine del Buon Pastore, quel pastore che esce, va a cercare quella pecora smarrita. Sarai per noi Maestro, ma anche fratello e con Te condivideremo i tuoi sforzi e le tue iniziative per edificare sempre più la Chiesa e annunciare il regno di Dio. Con Te pregheremo e per Te pregheremo perché Tu possa essere sempre in mezzo a noi il prete del grembiule e lo stimolo a perseguire la comunione fraterna. Caro don Alessandro, la comunità di Malpaga ti rinnova l’augurio che il Vescovo ti fece il giorno della tua ordinazione sacerdotale: “possa tu essere sempre prete secondo il cuore di Cristo, possa tu, seguendo l’insegnamento di Pietro, esercitare il tuo ministero con gioia ed essere per noi testimone di gratuità e di donazione”. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale ed Affari Economici, i catechisti e le catechiste, e tutti gli altri volontari della parrocchia e dell’oratorio ti assicurano la piena e consapevole collaborazione. Insieme, consolideremo la costruzione di una comunità che nell’amore e nella stima reciproca pone le sue fondamenta per essere sempre più simili alle prime comunità assidue nella predicazione, nelle riunioni comuni, nella frazione del pane e nella preghiera. A Maria Santissima ed al nostro Patrono San Paolo affidiamo le nostre speranze ed i nostri sentimenti. MOO ISM HIS Don Alessandro, BENVENUTO TRA NOI! CH EC TE AT CA AC RA SUR IUSU CCH HIU TEE STAAT EST INIZIO E

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18 GIUGNO GIUGNO 18 PROCESSIONE PROCESSIONE CORPUS CORPUSDOMINI DOMINI

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28 GIUGNO - RISTORO A CASA BUCCELLENI 28 GIUGNO - RISTORO A CASA BUCCELLENI

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26 AGOSTO 26 AGOSTO

SOLENNITA’ BEATA VERGINE DEL ROSARIO

TERZA DOMENICA DI OTTOBRE

1927-2017: 90° ANNIVERSARIO AMPLIAMENTO CHIESA

Lunedì 9/10/2017

h. 20.00 Rosario

Animato da ICFR6 (medie)

Martedì 10/10/2017

h. 20.00 Rosario

Animato da ICFR5 (Lucia)

Mercoledì 11/10/2017

h. 20.00 Rosario

Animato da ICFR3 (Manuela)

Giovedì 12/10/2017

h. 16.30 Rosario segue S.Messa h. 20.00 Rosario h. 21 Veglia Missionaria Diocesana (Brescia, Manerbio...)

Venerdì 13/10/2017

Sabato 14/10/2017

Animato da ICFR1 (Rebi/Mati) da definire

h. 15.00 Catechismo e confessioni h. 20.00 Rosario h. 20.30 apertura mostra fotografica in Salone h.21.00 Festival “Mission is Possible” a Brescia

da definire

h. 21.00 Notte bianca della Missione a Brescia

da definire

Animato da Adolesc./Giovani

Domenica 15/10/2017 h. 9.30 S. MESSA SOLENNE e PROCESSIONE, seguirà aperitivo e apertura pesca di beneficenza h. 15.00 all’oratorio giochi e palo della cuccagna h. 18.00 S. MESSA

ISCRIZIONI CATECHISMO DOMENICA 10/9/2017 DOMENICA 17/9/2017 DOMENICA 24/9/2017

IN ORATORIO Dalle h.10.30 alle h.11.30 Dalle h.15.30 alle h.17.30 Dalle h.10.30 alle h. 11.30 Dalle h.15.30 alle h.17.30 h. 9.30

h. 15.30 in oratorio

CATECHISMO: ICFR1 (1° elementare) ICFR3 (3°-4°elementare) ICFR5 (5° elementare) ICFR6 (1°-2°-3° media) ADOLESCENTI con i ragazzi

GIORNO INCONTRO DOMENICA DAL 24/09/17 VENERDI’ DAL 29/09/17 VENERDI’ VENERDI’ DAL 29/09/17 da concordare

In oratorio In oratorio MESSA INIZIO CATECHISMO e FESTA DEI NONNI (segue aperitivo) TOMBOLATA con i NONNI

h. 10.30-11.30 h. 15.00-16.00 h. 15.00-16.00 h. 15.00-16.00 Orario serale

CATECHISTA MULAZZI REBECCA e MARINI MATILDE LORENZI MANUELA MAGLI LUCIA BELLINI FRANCO BELLINI FRANCO

PUOPPO GRUGPR ATE RE R E F RAT FERA CTAOSTO A CAS

ASSISTENTI

GERVASI CHIARA ROSSINI ELISA MARINI LORENZO

Incontro ogni prima Domenica del mese SOLAZZI NOEMI LORENZI AURORA


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LA VOCE DI CALVISANO

INTERVISTA

La distribuzione porta a porta del bollettino da parte dei nostri bambini e ragazzi è anche l’occasione per scambiare quattro chiacchiere, soprattutto con i nonni di Malpaga. E tra una chiacchiera e l’altra è nata l’idea di intervistare i nonni su com’era Malpaga molti anni fa... Nel proporvi la prima intervista, ringraziamo di cuore Aldo Sossi e la sua famiglia per la disponibilità e l’ospitalità che ci hanno offerto. Grazie! Quando avevi 9 anni come si viveva a Malpaga? Nonno Aldo e sua sorella Rosa raccontano… A 9 anni vivevamo a Malpaga nella stessa casa dove siamo nati entrambi e dove vive ancora oggi Aldo. Piazza Leonardo Da Vinci non era asfaltata come oggi ma piena di sassi e ghiaia e senza alberi. Era tempo di guerra. Ricordiamo che c’era un rifugio sotterraneo qui in piazza. Quando sentivamo arrivare l’aereo (soprannominato PIPPO) si scappava tutti dentro il rifugio. Si sentiva l’aereo volare basso, faceva molto rumore e metteva tanta paura. Nel rifugio si pregava insieme. Il lavoro più diffuso a quel tempo era quello del contadino. I nostri genitori lavoravano nei campi. In famiglia eravamo 7 persone: papà, mamma e 5 figli ma purtroppo la primogenita è morta bambina. La nostra casa aveva la cucina, tre camere e la stalla con le mucche (dove adesso c’è il garage). Non esistevano elettrodomestici: si faceva tutto a mano. C’era l’energia elettrica solo per la lampadina, non esisteva il frigorifero ed i pochi alimenti che avevamo si conservavano nella moscarola (un mobiletto). A quel tempo eravamo quasi tutti poveri e non avevamo gli alimenti che abbiamo oggi, ma la nostra mamma apriva sempre la porta ai poveri per offrire un poco di latte o farina. Per cuocere i pasti si metteva il “parol” sul fuoco. Non esisteva il riscaldamento; le sere d’inverno ci si scaldava in stalla vicino alle mucche. Si faceva filos, si stava in compagnia del vicinato. Il Signor Sabadini era bravo a raccontare le storie. Si recitava il rosario. D’estate si stava in compagnia per “scarfoiare e sgranare” davanti casa il granoturco raccolto a mano. Si andava anche a spigolare nei campi dopo che erano passate le macchine. Per noi bambini era festa anche quando veniva macellato il maiale, perché era l’occasione per mangiare qualcosa di diverso. Non sono andato all’asilo che si trovava dove ora c’è il teatro della parrocchia. Le elementari erano due classi: la prima e la seconda insieme in un’aula, la terza e la quarta insieme in un’altra aula. Non ricordo il nome della maestra ma era buona con me. Nell’aula c’erano i banchi con il foro per il calamaio e le panche, la lavagna nera (non la LIM!!!). Le materie di studio erano: italiano (grammatica, lettura e scrittura), aritmetica, geografia e storia. Il Comune passava ai bisognosi i quaderni che dovevano essere tenuti con cura. A Malpaga (dove c’è il monumento ai Caduti) ho frequentato fino alla quarta; per la quinta elementare, sono dovuto andare a Viadana perché a Malpaga non c’era. Non c’era la scuola media, perciò terminata la quinta elementare si andava a lavorare. Veramente si lavorava anche prima: prima di andare a scuola o subito dopo, si correva ad aiutare i genitori nei campi e in casa. Non avevo alcun giocattolo. Pochi bambini ne avevano (solo i più ricchi ne avevano alcuni ma certo non quanti ne avete voi oggi). Però

ricordo che giocavamo insieme. I giochi erano: ciancol (bisognava stare attenti perché era pericoloso), mondol (che era il gioco della campana tracciato per terra dove si lanciava la “sgaia” cioè un pezzetto di coccio). Di tempo libero non ce n’era. Io andavo a scuola e a lavorare, perciò di tempo libero non ne avevo. Andavo a zappare con mio papà e, alcune volte, mi divertivo ad arrampicarmi sugli alberi a caccia dei nidi. A colazione mangiavo latte e polenta; a pranzo quello che c’era; non facevo merenda; per cena mangiavo minestra con le erbe raccolte nei campi o comunque quello che c’era. Si mangiava pochissima carne e per me era un lusso poter mangiare la rosolada. Avevo molti meno abiti di voi ed erano fatti a mano in casa con poca stoffa comprata dall’ambulante che passava una volta all’anno a Malpaga. Ci si spostava a piedi, pochi avevano la bicicletta. Per andare fuori Malpaga, si poteva prendere il treno a Viadana oppure si chiedeva il passaggio a chi aveva l’auto. Si comunicava con lettere e cartoline (a Natale e Pasqua si mandavano notizie ai parenti lontani). C’erano pochi giornali. Quando ero bambino non c’erano la radio ed il telefono. La televisione è comparsa nel bar solo negli anni ‘60. Rispetto ad oggi c’erano meno medicine. Il dottore era a Calvisano. Le malattie più comuni erano i vermi ossiuri e il fuoco di Sant’Antonio. Ricordo che per i vermi, i bambini venivano segnati da un signore, il vermucino. C’erano molte tradizioni che si seguivano con tanta fede e gioia. Oggi molte di quelle sono scomparse (trovarsi la sera a recitare il rosario, stare di più in compagnia, andare in chiesa a pregare tutti i giorni, far suonare la campanella di Sant’Antonio - campana martel - quando c’era il temporale, in caso di siccità o al contrario troppa pioggia il parroco invitava grandi e piccini a pregare al Cimitero). Per Natale non si sono addobbate le case e le strade fino agli anni ‘60-’70. Il ricordo più commovente è quello del Natale: da bambini, si aveva il torrone; mia mamma lo divideva in tanti pezzetti; ad ognuno il proprio pezzetto. Poi mia mamma divideva il suo in altrettanti pezzettini per potercene dare ancora un po’. Non si ricevevano giocattoli. Non ricordo dolci, solo a volte lo “zucco” di liquirizia. Per Pasqua non c’erano le uova di cioccolato come quelle di oggi! Ricordo però che uno zio ci portava un piccolo ovetto con un poco di cioccolata all’interno. Pasqua voleva dire partecipare con fede alle celebrazioni in Chiesa. Gli unici passatempi in Parrocchia erano le commedie durante l’inverno: erano molto belle. Un ricordo molto caro è quello legato al canto: da bambino ho iniziato a cantare a casa e con gli amici. Ero seguito dal Maestro Cristini di Calvisano. Ho potuto cantare in Chiesa, tra amici e durante le feste in famiglia. Andavo a cantare a Montichiari ed a Brescia. I miei genitori erano felici ed orgogliosi nel sentirmi cantare. In particolare a Malpaga si aspettava con trepidazione la festa della Terza di Ottobre: si addobbavano con cura le strade, si partecipava tutti con fede alla messa ed alla processione con la nostra bella statua della Madonna e le famiglie si riunivano per un buon pasto che impegnava le nostre mamme tanto tempo per renderlo il più ricco e succulento possibile. Ricordo che c’erano le luminarie e le bancarelle. C’era davvero tanta gente. Aldo e Rosa Sossi Malpaga, 1 Agosto 2017


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LA VOCE DI CALVISANO

TESTIMONIANZA TESTIMONIANZA Durante il catechismo, il gruppo delle medie ha seguito la testimonianza di alcune persone innamorate di Dio. Chiara Amirante è stata quella che maggiormente ha colpito le nostre ragazze al punto da scriverle una lettera. E Chiara ha risposto, ecco il testo della sua bellissima lettera.

Frosinone, 8 Agosto 2017 Bellini Franco di Malpaga di Calvisano Carissime Paola, Valentina, Letizia, Noemi, Carissimi catechisti e carissime catechiste, la Vostra lettera è stata ricevuta da Chiara che l’ha letta commossa nel sentire che alcune adolescenti si lasciano interrogare dal senso dell’amore e dalla possibilità di amare Dio. E’ riconoscente anche a voi catechisti ed a voi catechiste che... osate tanto e vi rivolgete a un’età che nei confronti della fede è più critica che accogliente, proponendo mete alte e impegnative. Riguardo alla Vostra precisa domanda “come hai fatto ad unirti così profondamente a Dio?” Chiara mi dà alcune indicazioni per formulare la sua risposta. Come ha fatto...la prima cosa che le viene da rispondere è che sostanzialmente... non ha fatto nulla, nel senso che è Dio che le ha fatto sentire la Sua presenza e la Sua Opera nella sua vita. Davvero è Lui “che ci ha chiamato per primo” (Gv 4,19) creandoci e volendo per noi in tutti i modi la nostra felicità, dandoci un cuore fatto in modo tale che non ha pace finché non riposa in Lui, come dice Sant’Agostino. Certamente Chiara si è resa disponibile a seguire questa traccia luminosa che Dio ha scritto nel suo cuore, ad ascoltare la Parola di Vita e a metterla in pratica. Anche voi, ragazze, convinte che Dio ha preparato un disegno di felicità per ognuna e che ciascuna di voi è un prodigio meraviglioso che aspetta di incarnarsi, potete impegnarvi a preparare le condizioni perché tutto questo si realizzi anche nella vostra vita. Potete aprire le orecchie per ascoltare… non solo la musica ma anche la vostra interiorità fatta di desideri, sogni, preoccupazioni, tristezze e gioie, anche i bisogni degli altri che vivono attorno a voi, vi chiedono aiuto e sono la presenza di Gesù per voi (“qualunque cosa avete fatto ai più piccoli, l’avete fatta a me” Mt 25,40). Potete aprire il cuore... non solo alle amicizie, così preziose alla vostra età ma anche alla preghiera, che è dialogo con Dio con la sua presenza di Padre che vi accompagna e vi ama in modo incondizionato, potete aprirvi alla accoglienza, al perdono, al dono, alla gratuità. Potete aprire la mente... ai pensieri positivi e di pace per tutti, alla Parola di Gesù che ci indica la strada: “tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12). Si tratta poi anche di farsi accompagnare in questa maturazione della fede da qualche guida adulta, i vostri genitori, i vostri catechisti o catechiste, qualche sacerdote, e di condividere con qualcuno, un gruppo, un’Asso-

ciazione, un Movimento, quanto questo cammino di fede vi sta regalando. Chiara vi augura che questo vostro impegnarvi per costruire un legame intenso pieno di amore, fede e fiducia con Dio (come scrivete la lettera) mostri i suoi frutti di gioia e di pace, che questi frutti vi rendano più solide e convinte in questa via e con la vostra vita possiate attirare tante altre ragazze. E’ tanto necessario nel mondo di oggi mostrare che si può essere cristiane felici e non oppresse, cristiane libere e non obbligate o costrette, cristiane sorridenti e non tristi ed in-

soddisfatte. Questo è l’augurio che Chiara vi fa e la preghiera che vi promette. Vi chiede anche di continuare a pregare per lei, per la sua salute così fragile, e per tutti i compiti che “Nuovi Orizzonti” le richiede. Per la segreteria di Chiara, Mariella


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LA VOCE DI CALVISANO

Rubrica dedicata a coloro che ci hanno lasciato in questi mesi per rinnovare il ricordo e la preghiera per questi nostri concittadini.

27 -- Luigi 27 Luigi Treccani Treccani di di anni anni91 91

28 Roberto - RobertoVaccari Vaccari 28 di anni anni 64 di 64

29 -- Martina Martina Ghidini 29 Ghidini di anni anni 88 di 88

30 -- Giovanni 30 GiovanniGorni Gorni di di anni anni80 80

31 31 -- Giovanni GiovanniSigurtà Sigurtà di anni anni 91 di 91

32- -Maria MariaCivettini Civettini 32 in in Marzocchi Marzocchididianni anni8181

33--Ezio Ezio Solazzi Solazzi 33 di dianni anni56 56

34 34 -- Teresa TeresaDanieli Danieli di dianni anni59 59

35 -- Roberto Roberto Savoldi 35 Savoldi di anni di anni 82 82

36 -- Luciana Luciana Forbici 36 Forbici di anni di anni 78 78

40 40 -- Francesca FrancescaMaria Maria Rubagotti Rubagottididianni anni7272

41 -- Angela 41 AngelaGalli Galli di anni anni 96 di 96

37 -- Luciana Luciana Olivetti 37 Olivetti di anni anni 88 di

38 38 -- Iole IoleBresciani Bresciani di di anni anni88 88

39--Angelina Angelina Venturelli Venturelli 39 di di anni anni95 95

Un saluto a Giuseppina Manenti

42 - Giuseppina GiuseppinaManenti Manenti di di anni anni93 93

Cara Giuseppina, come posso raccontare la tua vita? Con certezza posso affermare che il tuo vissuto è stato una viva e concreta testimonianza di secolare consacrata nel mondo. Il tuo apostolato silenzioso, ma concreto nella nostra comunità ed ovunque ci fosse bisogno, il tuo modo di vivere in semplicità ed umiltà, il tuo servizio fatto con amore alla tua cara sorella Flavia, ai tuoi parenti ed a tutti coloro che erano bisognosi, sono stati il segno tangibile del tuo amore a Cristo ed al prossimo. Hai realizzato, nel concreto, le sette opere di misericordia corporali e spirituali che sono la Carta Magna o meglio il lasciapassare per il Paradiso. Anche le tue consorelle della Congregazione di S. Caterina da Genova, raccolte in meditazione agli esercizi, si uniscono alla nostra preghiera. A tutti, ora, il compito ed il desiderio di imitarti. Grazie Giuseppina.

IN MEMORIA...

Rita Biasia Biasia Rita

10/1/1951 - 20/7/1995 Sei semprenei neinostri nostricuori. cuori. Sei sempre

Bruno Mori Bruno Mori

MariaPanigara Panigara Maria

9/7/2015 -- 9/7/2017 9/7/2017 31/8/2008 -- 31/8/2017 31/8/2017 9/7/2015 31/8/2008 La vostra dolce presenza riempie sempre i nostri cuori La vostra dolce presenza riempie sempre i nostricuori, accompagnae ecicisostiene sostieneininogni ogni momento momento della cari vostricari vita.I Ivostri nostravita. della nostra ci ciaccompagna

Carlo Maccarini Carlo Maccarini

31/5/1936 -- 9/8/2017 9/8/2017 31/5/1936 Il tuo ricordo è sempre vivo. Il tuo ricordo è sempre vivo.

DomenicaPagani Pagani Domenica

13/6/1928 -- 22/9/2012 22/9/2012 13/6/1928 Il tuo ricordo sempre Il tuo ricordo èèsempre nel tutti ii tuoi tuoicari. cari. di tutti cuore di nelcuore

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La Voce di Calvisano - Settembre 2017  

La Voce di Calvisano - Settembre 2017  

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