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LA VOCE DI CALVISANO UNA COMUNITÀ IN DIALOGO Editore don Gabriele Facchi - Dir. resp. Gabriele Filippini - Aut. Trib. Bs n. 31/97 del 7/8/97 - Anno XXVII - N° 236 Fotocomposizione: GraficaCM - Bagnolo Mella (BS) - Stampa: Grafinpack - Calvisano (BS)

FEBBRAIO 2013

PASQUA: FESTA DELLE FESTE

“La PASQUA non è semplicemente una festa tra le altre, è la FESTA DELLE FESTE... È la GRANDE DOMENICA, preceduta dalla Settimana Santa che in Oriente è chiamata LA GRANDE SETTIMANA. Il mistero della Risurrezione nella quale Cristo ha annientato la morte, permea della sua potente energia tutto il nostro vecchio tempo”. “Gesù con l’Ultima Cena ha dato alla pasqua ebraica il suo significato definitivo. La Pasqua è il passaggio di Gesù al Padre attraverso la Sua morte e la Sua risurrezione”. “II memoriale della Pasqua non è soltanto il ricordo degli avvenimenti del passato, ma la proclamazione delle meraviglie di Dio che ha compiuto per gli uomini” (dal Catechismo della Chiesa Cattolica, paragrafo 1169 - 1340 - 1363). La festa di Pasqua risale ad antichissime usanze dei pastori nomadi in relazione del cambiamento annuale dei territori adibiti a pascolo ed è strettamente collegata con pratiche esorcistiche per prevenire e proteggere le greggi da influssi maligni e diabolici. Nella tradizione ebraica riferita al “Vecchio Testamento”, la spiegazione popolare del termine ebraico di “Pasqua” prende il significato di “passare oltre” o “Risparmiare” con preciso riferimento all’evento dell’Esodo dall’Egitto (Es 12,21 - 23). All’epoca di Gesù era per gli Ebrei la festa principale dell’anno, una grande festa di pellegrinaggio a Gerusalemme che sovrastava le pur grandi feste di Pentecoste e dei Tabernacoli. Dato il gran numero di pellegrini che affluivano nella capitale, la folla si radunava anche sui tetti (ampi terrazzi delle case) e nei cortili. Veniva celebrata in piccoli gruppi di almeno dieci persone ed iniziava la sera, dopo il tramonto, del Nisan (plenilunio del mese di marzo/aprile). Era la commemorazione della liberazione dalla schiavitù di Egitto e gli elementi del pasto (agnello, erbe amare e pane non lievitato) interpretavano alla lettera l’antico

Raffaello: Risurrezione di Gesù.

cerimoniale della storia dell’Esodo. Nei Vangeli Sinottici (Matteo, Marco e Luca) l’ultima cena di Gesù fu proprio un banchetto pasquale, mentre l’Evangelista Giovanni fa coincidere la morte di Gesù con l’uccisione nel tempio degli agnelli pasquali, stabilendo così una correlazione tra Gesù, vittima sacrificale per la reden-

zione del mondo, e l’Agnello pasquale che “toglie il peccato dal mondo”. Col Venerdì di passione ha così inizio la Nuova Pasqua di cui la comunità cristiana attende il compimento con il ritorno glorioso e definitivo di Cristo sulle nubi per giudicare i vivi e i morti. Nel frattempo la (Segue a pagina 2)


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LA VOCE DI CALVISANO (Segue da pagina 1)

sua lunga attesa, un cammino di vigilanza e di amore verso la Luce del mondo, è sintetizzata dall'intensa e ardente “Veglia Pasquale” che ripercorre tutte le tappe fondamentali della Storia della salvezza. La Pasqua è la festa delle feste perché si celebra la vittoria di Gesù sulla morte e sul peccato. Cristo è risorto dai morti. Con la sua morte ha vinto la morte! Con il mattino di Pasqua inizia “L’ERA NUOVA” per tutta l'umanità. Cristo ha tuttavia bisogno della nostra testimonianza simile a quella delle pie donne e degli Apostoli, donne e uomini concreti. Il Risorto stabilisce con noi un nuovo rapporto fatto di contatto, di comunione e di condivisione. Gesù non è un fantasma e tanto meno noi siamo degli esaltati. Sul suo Corpo Glorioso porta ancora i segni della Passione, come l’umanità redenta porta ancora le piaghe del peccato. Ormai quel Corpo Risuscitato è corpo della potenza dello Spirito Santo e partecipa in pienezza alla vita divina della Trinità: Egli è L’UOMO CELESTE. Tuttavia Cristo Risorto non si manifesta al mondo ma solo ad alcuni testimoni scelti davanti al popolo. Tutte le verità, anche le più inaccessibili allo spirito umano, trovano il senso e la loro giustificazione in Cristo Risorto, prova definitiva della Potenza e dell’Amore di Dio. Egli nel Mistero pasquale con la sua morte ci ha liberato dal peccato e con la sua Risurrezione ci apre la via di una NUOVA VITA: Cristo Risorto è principio e sorgente della nostra futura risurrezione. Il Vivente ormai siede alla destra del Padre con il suo corpo umano trasformato e glorificato che, attraverso la passione, la morte e la risurrezione, ha inaugurato il suo Regno che non avrà mai fine. Auguro a tutti che la Pasqua del Signore sia l’inizio di una vita veramente nuova e porti tanta gioia. Il Parroco Don Angelo Gabriele Facchi

Federico Barocci: “Noli me tangere” (Non mi toccare).

ANAGRAFE PARROCCHIALE Battesimi (2012)

Tornati alla casa del Padre (2012)

33) Chioda Samuele di Marco e Sisti Elisa 34) Gorni Sara di Fausto e Berselli Gloria

47) Tomasoni Guerino di anni 71 44) Picinelli Umberto di anni 72 45) Pesci Maria Angela di anni 93 46) Archetti Natalina di anni 84 (2013)

(2013) 1) Rubino Fabrizio Damiano di Giuseppe e Narra Giuliana Maria 2) Boselli Melissa di Claudio e Papuja Natalia

1) Zani Lino di anni 81 2) Cè Domenico di anni 79 3) Reghenzi Santina di anni 68 4) Zerz Rosa di anni 87 5) Minghini Natalina di anni 82

Battesimo 13 gennaio 2013.

Foto Brunelli

Battesimi 26 dicembre 2012.

Foto Brunelli

Battesimo 27 gennaio 2013.


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LA VOCE DI CALVISANO

CALENDARIO LITURGICO PASTORALE

FEBBRAIO SACRI TRIDUI PREGHIERE PER I DEFUNTI Giovedì 6 febbraio Venerdì 7 febbraio Sabato 8 febbraio 13 Mercoledì – Mercoledì delle ceneri Giorno di astinenza e digiuno Perdonaci, Signore: abbiamo peccato

Il mercoledì delle Ceneri apre il tempo della Quaresima. Il nome ha origine dall’usanza di cospargere la fronte dei fedeli con le ceneri, ricavate bruciando i rami d’ulivo benedetti l’anno prima nel corso della “Domenica delle Palme”. La semplice, ma coinvolgente liturgia di questo giorno, conserva un duplice significato che è esplicitato nelle formule d’imposizione: “Ricordati che sei polvere, e in polvere ritornerai” e “Convertitevi, e credete al Vangelo”. Anzitutto sono segno della debole e fragile condizione dell'uomo. Le ceneri, infatti, altro non sono che l’uomo, ancor prima della sua creazione, quando non c’erano ancora né la forma né la sostanza, ma solo cenere, che Dio ha plasmato e a cui ha dato vita. Le ceneri sono anche segno esterno di chi si pente del proprio agire malvagio e decide di “scrollarsi di dosso” i propri peccati per convertirsi e cambiare vita. È tempo d’ascolto della Parola di Dio, di conversione, di preparazione, di riconciliazione con Dio e con i fratelli, di ricorso più frequente alle “armi della penitenza cristiana”: la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Il digiuno, in particolare, significa l’astinenza dal cibo, (ogni venerdì) ma comprende anche altre forme di privazione per una vita più sobria, con l’aiuto di Dio, di astenerci dal male e di vivere del Vangelo. Non digiuna veramente chi non sa nutrirsi della Parola di Dio. È il tempo favorevole per ravvivare in noi il dono del Battesimo e far in modo che la nostra vita recuperi gli impegni di questo Sacramento, che è alla base del nostro essere cristiani. Nel Battesimo si realizza quel grande mistero per cui l’uomo, morto al peccato, è reso partecipe della vita nuova in Cristo Risorto e riceve lo Spirito di Dio che ha risuscitato Gesù dai morti. Siamo dunque attenti a cogliere l’invito di Cristo a seguirlo in modo più deciso e coerente per abbandonare l’uomo vecchio che è in noi, per giungere rinnovati alla Pasqua e poter dire con san Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me”. Mercoledì 13 febbraio S. Messa con imposizione delle ceneri alle ore 9.00 – 16.30 – 20.00

14 Giovedì - Santi Cirillo, monaco e Metodio, Vescovo Patroni d’Europa Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo GIORNATE DI PREGHIERA PER LA BEATA CRISTINA: Giovedì 14 febbraio: • Ore 10.00 – S.Messa. • Ore 16.00 – S.Rosario presso la casa natale della B. Cristina. • Ore 18.00 – Processione. • Ore 18.30 – S.Messa. Domenica 17 febbraio: • Ore 8.00 – 10.00 – 11.00 – 18.30: S.Messa. • Ore 16.00 – nella Chiesa Parrocchiale: concerto dei cori di Calvisano, Mompiano e Montirone.

SPECIALE INIZIATIVE PER LA QUARESIMA

Per i ragazzi: • Via Crucis ogni lunedì alle ore 16.15 nella Chiesa della Disciplina. • Una stazione davanti alla croce dell’oratorio, ogni venerdì e sabato alle ore 14.30. • iniziative a favore della Caritas, cassette per le missioni o altri aiuti. Per i gruppi parrocchiali: • Lectio Divina (preparazione della Messa domenicale con i testi propri) nei giorni: – Mercoledì 20 febbraio alle ore 20.30 – Mercoledì 27 febbraio alle ore 20.30 – Mercoledì 6 marzo alle ore 20.30 – Mercoledì 13 marzo alle ore 20.30 – Giovedì 21 marzo dopo la S. Messa delle Quarantore Per tutti: • Via Crucis ogni domenica alle ore 16.00 nella Chiesa della Disciplina. • Via Crucis alle ore 20.00 nei villaggi secondo il seguente programma: – 22 febbraio – Villaggio Marcolini – 1 marzo – Villaggio Beata Cristina – 8 marzo – Villaggio I° Maggio – 15 marzo – Via Polini e dintorni


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LA VOCE DI CALVISANO

CALENDARIO LITURGICO PASTORALE 17 Domenica - I DOMENICA DI QUARESIMA Resta con noi, Signore, nell’ora della prova 21 Giovedì - San Pier Damiani, Vescovo e dottore della Chiesa Nel giorno in cui ti ho invocato mi hai risposto 22 Venerdì - Cattedra di San Pietro, apostolo Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla 23 Sabato - San Policarpo, vescovo e martire Beato chi cammina nella legge del Signore 24 Domenica - II DOMENICA DI QUARESIMA Il Signore è mia luce e mia salvezza

MARZO 3 Domenica - III DOMENICA DI QUARESIMA Il Signore ha pietà del suo popolo 4 Lunedì - San Casimiro L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente 7 Giovedì - Sante Perpetua e Felicita, martiri Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore 8 Venerdì - San Giovanni di Dio, religioso Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce 9 Sabato - Santa Francesca Romana, religiosa Voglio l’amore e non il sacrificio Ore 14.30 PRIMA CONFESSIONE dei ragazzi di quarta elementare. 10 Domenica - IV DOMENICA DI QUARESIMA Gustate e vedete com’è buono il Signore 17 Domenica - V DOMENICA DI QUARESIMA Grandi cose ha fatto il Signore per noi 18 Lunedì - S. Cirillo di Gerusalemme, vescovo e dott. Chiesa Con te, Signore, non temo alcun male 19 Martedì - SAN GIUSEPPE, SPOSO DELLA B. V. MARIA In eterno durerà la sua discendenza GIORNATE EUCARISTICHE Giovedì 21 marzo: • Ore 7.30 – S.Messa. • Segue Adoraz. Eucaristica fino alle 20.00 (secondo i turni del giovedì). • Ore 20.00 – S.Messa. Venerdì 22 marzo: • Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi. • Segue Adorazione Eucaristica fino alle ore 9.00. • Ore 9.00 – S.Messa. • Ore 15.00 – Adorazione per i ragazzi. • Ore 16.30 – S.Messa. Sabato 23 marzo: • Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi. • Segue Adorazione Eucaristica fino alle ore 9.00. • Ore 9.00 – S.Messa. • Ore 15.00 – Adorazione per i ragazzi. • Ore 18.00 – Vespri. • Ore 18.30 – S.Messa.

23 Sabato – San Turibio de Mogrovejo, Vescovo Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge

SPECIALE SETTIMANA SANTA 24 marzo Domenica delle Palme e della Passione di Nostro Signore Gesù Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

• Ore 8.00 – S.Messa. • Ore 10.30 – Al Chiostro di Padre Pio: benedizione degli ulivi e processione verso la Chiesa parrocchiale per la celebrazione della S.Messa. • Ore 16.00: Via Crucis nella Chiesa della Disciplina. • Ore 18.30 – S.Messa. 25 marzo - Lunedì Santo Il Signore è mia luce e mia salvezza

• Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi e adorazione Eucaristica. • Ore 9.00 – S.Messa. • Ore 10.00 – S.Messa alla Casa di Riposo. • Ore 20.00 – Via Crucis preparata dai gruppi parrocchiali per le vie del paese. 26 marzo - Martedì Santo La mia bocca, Signore, racconterà la tua salvezza

• Ore 7.30 – S.Messa. • Ore 20.30 – Confessioni dei giovani a Visano. 27 marzo - Mercoledì Santo O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi

• Ore 7.30 – S.Messa. • Ore 20.30 – Confessioni per tutti. 28 marzo - Giovedì Santo – Cena del Signore Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza

• Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi. • Ore 15.20 – S.Messa alla Casa di Riposo. • Ore 16.00 – S.Messa con presentazione dei cresimandi alla comunità. • Ore 20.00 – S.Messa con presentazione dei cresimandi alla comunità. • Ore 21.00 – Adorazione per tutti. • Ore 22.00 – Adorazione per i giovani. 29 marzo - Venerdì Santo - Passione del Signore Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito

• Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi. • Ore 10.00 – Adorazione per i ragazzi delle elementari e delle medie e consegna delle cassettine per le missioni. • Ore 15.00 – Celebrazione della Passione di nostro Signore Gesù e bacio del crocifisso. • Ore 20.00 – Via Crucis e bacio del crocifisso.


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LA VOCE DI CALVISANO

CALENDARIO LITURGICO PASTORALE 30 marzo - Sabato Santo

• Ore 8.00 – Celebrazione delle Lodi. • Seguono le confessioni per tutta la giornata. • Ore 10.00 – Adorazione per i ragazzi delle elementari e delle medie. • Ore 21.00 Veglia Pasquale e celebrazione dei battesimi. 31 marzo - Domenica di Pasqua Resurrezione di Nostro Signore Gesù Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo

• Ore 8.00 – 10.00 – 11.00 – 18.30: S.Messa. • Ore 18.00 – Vespri solenni.

Cristo è risorto. È veramente risorto! ALLELUIA

FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIA Il disegno essenziale, riprodotto in questa immagine è stato mostrato a una suora polacca che si chiamava Faustina Kowalska in una visione del 22 febbraio 1931 nella cella del convento dove viveva. «La sera, stando nella mia cella - scrive suor Faustina - vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l’uno e l'altro pallido (...) Dopo un istante, Gesù mi disse: Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: “Gesù confido in Te”. In questo giorno è possibile ottenere l’indulgenza plenaria alle seguenti condizioni: Confessione, Comunione Eucaristica, recita del Padre nostro, del Credo e di altre preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice, con l’animo distaccato dall’affetto di qualunque peccato. 8 Lunedì – ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE Ecco, Signore, io vengo per fare la tua volontà 11 Giovedì - San Stanislao, vescovo e martire Ascolta, Signore, il grido del povero 13 Sabato - San Martino I, papa e martire Su di noi sia il tuo amore, Signore 14 Domenica - III DOMENICA DI PASQUA 89a Giornata nazionale per l’Università Cattolica Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato

“Se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati. Ora, invece, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti”. (1 Cor 15,17-20) “Questo è il giorno fatto dal Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso”. (Sal 118, 24)

APRILE 7 Domenica - II DI PASQUA O DELLA DIVINA MISERICORDIA Rendete grazie al Signore perché è buono: il suo amore è per sempre CALENDARIO DEI RITIRI PER I RAGAZZI/E DEL CATECHISMO

• 4 elementare • 5a elementare • 1a media • 2a media • 3a media a

- 2 marzo - 2 febbraio e 7 aprile - 9 febbraio - 16 febbraio - 23 febbraio

21 Domenica - IV DOMENICA DI PASQUA - (Gesù Buon Pastore) 50a Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida 23 Martedì - San Giorgio e Sant’Adalberto, vescovo, martiri Genti tutti, lodate il Signore 24 Mercoledì - San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire Ti lodino i popoli, o Dio, ti lodino i popoli tutti 25 giovedì – S. MARCO EVANGELISTA Canterò in eterno l’amore del Signore 26 aprile – San Giovanni Piamarta, sacerdote Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato 28 Domenica – V DI PASQUA Benedirò il tuo nome per sempre, Signore 29 Lunedì – Santa Caterina da Siena, vergine e dottore della Chiesa, Patrona d’Italia e d’Europa Benedici il Signore, anima mia 30 Martedì – S. Pio V, Papa I tuoi amici, Signore, proclamino la gloria del tuo regno APPUNTAMENTI PER I GENITORI E I BAMBINI DI PRIMA ELEMENTARE 24 febbraio 2013 alle ore 9.00 17 marzo 2013 alle ore 9.00 14 aprile 2013 alle ore 9.00 12 maggio 2013 alle ore 9.00


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LA VOCE DI CALVISANO

Messaggio dal Sinodo diocesano alla società bresciana Riuniti attorno al nostro Vescovo, noi partecipanti al XXIX Sinodo diocesano sulle Unità pastorali, coscienti e lieti di rappresentare i laici, i sacerdoti e i consacrati della Chiesa bresciana, nel desiderio di camminare insieme, dedichiamo un pensiero alla città e a tutti i Comuni della diocesi. È un pensiero carico di affetto, simpatia e fraterna amicizia verso tutte le donne e gli uomini che vivono e operano in questa terra bresciana. II nostro impegno sinodale ha riguardato il futuro della missione della nostra Chiesa bresciana, prospettando una rinnovata azione pastorale basata sulla comunione, collaborazione e corresponsabilità fra le varie comunità parrocchiali. Vogliamo condividere il nostro sguardo al futuro con tutti, anche con coloro che si sentono lontani dalla vita ecclesiale, ma che hanno a cuore il bene comune, il sereno domani delle generazioni più giovani, orizzonti di pace, giustizia, progresso e lavoro per tutti. Cogliamo questa occasione per esprimere pubblica gratitudine per gli esempi di civiltà, umanità, dedizione professionale e onestà che troviamo al di fuori delle esperienze ecclesiali. Come cattolici, praticanti e impegnati nelle parrocchie e nelle aggregazioni o istituzioni ecclesiali, ci sentiamo vicini e partecipi alla vita e alle quotidiane vicende di tutti i nostri concittadini, particolarmente in questo tempo di grave crisi economica, sociale e culturale. Raccogliendo volentieri una preziosa eredità che ci viene da un passato lontano e recente, possiamo dire che essere cattolici non ci impedisce di essere cittadini italiani che vogliono il bene e la libertà di tutti (Giuseppe Tovini). Ribadiamo volentieri, pur consapevoli dei nostri limiti, che la nostra appartenenza ecclesiale non rallenta ma rafforza la coscienza della nostra responsabilità civile. Fedeli alla Dottrina sociale della Chiesa, vogliamo essere cittadini onesti e liberi, leali e rispettosi della legalità, dediti con passione al bene comune della nostra città e dei nostri paesi. È in nome di questo indissolubile legame che ci sentiamo, nell'attuale e difficile stagione, singolarmente vicini a tutte le famiglie, ai lavoratori e ai giovani che soffrono a causa della crisi economica. E, con indistinta solidarietà, guardiamo alle famiglie di stranieri che, venuti da lontano con le loro diversità di cultura e di fede, sono ormai nostri concittadini che partecipano allo sviluppo del nostro territorio. Per queste ragioni dobbiamo sentirci tutti più uniti e in un rapporto di dialogo costante e costruttivo, arricchendoci gli uni gli altri dei nostri specifici contributi, nel percorrere in particolare tre

sentieri che possono portarci a migliori previsioni e situazioni. Prima di tutto il sentiero, tanto raccomandato anche dal Magistero della Chiesa, del rinnovamento sociale che presuppone necessariamente una visione vera e alta della politica: un servizio alla comunità, svolto con onestà, saggezza, disinteresse, competenza, scelte illuminate e condivise. In secondo luogo la salvaguardia e la promozione del valore della famiglia, cellula della società e piccola Chiesa domestica. Credenti e non credenti abbiamo la necessità e il dovere di promuovere il ruolo della comunità familiare che è il fondamento delle relazioni sociali. Infine non possiamo tacere il valore dell’educazione in un momento di emergenza che preoccupa per il futuro dei nostri giovani. Nella terra bresciana che ha donato all’Italia e all’Europa, un patrimonio di idee e strumenti per l'educazione delle giovani generazioni, questa dimensione rimane una priorità per tutti. Facciamo nostra la convinzione di Giuseppe Tovini, pubblico amministratore, sposo e genitore: i figli senza la fede non saranno mai ricchi, con la fede non saranno mai poveri. Il nostro saluto vi giunga rammentando le parole di Giovanni Paolo VI ai bresciani, ribadite anche da Benedetto XVI: E tu Brescia, fidelis fidei et iustitiae, riscopri il patrimonio di ideali che costituisce la tua ricchezza più vera, e sarai capace di essere centro vivo di irradiazione della nuova civiltà, la civiltà dell’amore, auspicata dal tuo grande figlio Paolo VI. Brescia, 9 dicembre 2012

“Cristiani non si nasce, ma si diventa” (Tertulliano) … E il cammino di fede può durare un’intera vita. Con una lettera indirizzata a tutti i sacerdoti della Diocesi, il nostro Vescovo Mons. Luciano Monari, ha fornito chiarimenti su alcuni aspetti concernenti il cammino di Iniziazione Cristiana dei Fanciulli e dei Ragazzi (ICFR). Questo progetto educativo s’inserisce in un contesto socio – culturale in continua evoluzione che ha sicuramente sovvertito la scala dei valori. Fino ad oggi i sacramenti del Battesimo, dell’Eucaristia e della Confermazione erano ricevuti nel contesto di una vita familiare per lo più già orientata a Cristo, sostenuti da un percorso catechistico di preparazione. Ora, invece, si parla di crisi dell’iniziazione cristiana dei fanciulli proprio perché la fede occupa una posizione del tutto marginale. Ci sono famiglie che non chiedono più il Battesimo per i loro bambini; ragazzi battezzati che non accedono più agli altri sacramenti dell’iniziazione e se vi accedono, non poche volte disertano la Messa domenicale; altri, infine, dopo aver ricevuto il sacramento della Confermazione scompaiono dalla vita ecclesiale. Occorre promuovere la maturazione di fede e soprattutto bisogna integrare tra loro le varie dimensioni della vita cristiana: conoscere, celebrare e vivere la fede. L’iniziazione cristiana dei fanciulli interpella la responsabilità originaria della famiglia nella trasmissione della fede. La parrocchia deve offrire ai genitori gli elementi essen-

ziali che li aiutino a fornire ai figli l’“alfabeto” cristiano attraverso un appropriato cammino di formazione ed evangelizzazione. La partecipazione alla Messa domenicale va anche proposta come momento essenziale della preparazione ai sacramenti. È l’Eucaristia il sacramento che, continuamente offerto, non chiude un’esperienza, ma la rinnova ogni settimana. Quello che il nostro Vescovo vuole promuovere è un percorso che si articola in due tappe: un cammino catechistico tradizionale, seguito da un itinerario di tipo catecumenale. In un primo tempo si tratta quindi di trasmettere i contenuti della fede cristiana in modo diverso in base all’età e alle capacità cognitive per raggiungere un certo livello di conoscenza. Segue il cammino catecumenale che, attraverso le celebrazioni e le esperienze di servizio e di carità, rendono concreto il nostro essere cristiani. All’interno di quest’orientamento è stata operata una scelta ben precisa anche con riferimento ai sacramenti: la Cresima che conferma e rafforza la grazia del Battesimo introduce al banchetto eucaristico e pertanto è stata proposta e sperimentata la celebrazione unitaria di questi due sacramenti. Non siamo in grado di stabilire ora se le innovazioni apportate nella catechesi rispondano esattamente alle aspettative, lo stesso Vescovo manifesta le sue perplessità, solo l’esperienza consentirà di perfezionarle. Mariarosa Mori


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LA VOCE DI CALVISANO

Un presepio per Calvisano Quest’anno il presepio si è arricchito di nuovi significati e mi piacerebbe poterli condividere con voi, per far perdurare almeno un po’ il benessere che il Natale ci lascia. Innanzitutto abbiamo assaporato la gioia della condivisione, a partire dalla scelta del luogo dove approntarlo. Una condivisione fatta di suoni gioiosi, di colori e di relazione, che è il segreto che il Bambin Gesù ha voluto condividere con noi. È nato e morto per questo. Ama il prossimo tuo come te stesso: in questa occasione, posizionando statue, alberi e capanna, abbiamo avuto il privilegio di respirare l’amore. L’amore fatto di sorrisi, di superamento delle differenze, dei rancori passati. I primi a descrivere la Natività sono gli evangelisti Luca e Matteo. Nei loro brani c'è la sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome latino di praesepium che vuoI dire mangiatoia. Si narra infatti dell’umile nascita di Gesù come riporta Luca “in una mangiatoia perché non c'era per essi posto nell’albergo”. L’albergo in cui “non c’era posto” per una madre in procinto di partorire (e nessuno le cedette il suo) simboleggia il nostro egoismo, mentre la “mangiatoia” dove Maria “depose” il Bambino appena nato è l’invito a mettersi nei panni di coloro che si trovano in grande difficoltà, generosità nell’aiutare chi è nel bisogno. Un importante messaggio che il presepio di Calvisano ha tra-

smesso è l’appartenenza alla comunità, sapore a volte dimenticato ma così importante per una vita sana e serena. È bello appartenere alla nostra comunità, è un poco sentirsi al sicuro ed allo stesso tempo sentirsi responsabili degli altri. Ed il sagrato della chiesa è il simbolo dell’appartenenza, oltre che alla comunità calvisanese, anche alla comunità cristiano cattolica, che ora come non mai ha bisogno di un fermo riconoscimento. E questo è un altro significato importante, il ricono-

scimento. Attorno al presepio ci riconosciamo fedeli, ci scambiamo gli auguri: senza riconoscimento saremmo perduti. E allora ricordiamo questo momento con la grazia che proprio il Natale ogni anno ci dona, come un miracolo che si è rinnovato cresciuto e sigillato da questa opera che San Francesco d’Assisi mise in atto per primo. Il Santo volle far conoscere Gesù, il Figlio di Dio. come bambino, come

vero figlio di uomo. Nel bambino nella stalla di Betlemme, si può, per così dire, toccare Dio e accarezzarlo. Francesco ha voluto far rivive l’umanità di Gesù, il bambino, perché in questo essere bambino si rende chiara l’umiltà di Dio. Dio è diventato povero. Il suo Figlio è nato nella povertà della stalla. Nel bambino Gesù, Dio si è fatto dipendente, bisognoso dell’amore di persone umane, in condizione di chiedere il nostro amore. Guardiamo con gratitudine a questa tradizione che ci stringe in un momento di pace ed armonia. Che il raggio di luce che illumina la nostra capanna raggiunga i vostri cuori. a cura di Ivana Tratta

Si ringraziano i volontari che hanno contribuito, la Provincia, la Pro Loco, i ragazzi del ricreativo, Gigio, La Betulla, Novalux e Tercomposti.

17 gennaio: Sant’Antonio Abate

Chi di noi non conosce S. Antonio, almeno attraverso i detti, le filastrocche, i riti come la benedizione degli animali, che la cultura popolare ha consegnato alla tradizione? Nell’immaginario cristiano evoca una figura mitica, un eroe dell’ascesi, un austero eremita fuggito dal mondo e rifugiatosi nel deserto. Ma ci siamo mai documentati un po’ più attentamente? Vale la pena di farlo, sollecitati dall’appena trascorsa ricorrenza. Storicamente non fu il primo monaco, anche se, sia in Oriente che in Occidente, molti monaci riconobbero in lui un padre per la sua fama di santità. le notizie della sua vita si sono diffuse soprattutto grazie alla biografia (Vita Antonii) scritta dal vescovo di Alessandria d’Egitto Atanasio che lo aveva avuto come collaboratore nel contrasto all’eresia ariana. Antonio era nato a Coma (odierna Qumans) in Egitto, intorno al 251 d.c. da agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano non ancora ventenne ed erede di un consistente patrimonio, sente ben presto il richiamo della parola evangelica e vi si adegua rigorosamente distribuendo ai poveri i suoi beni e mettendosi alla scuola di un anziano anacoreta che viveva in solitudine, preghiera, povertà e castità. Egli vuoi fare del suo cuore la dimora del Signore, conquistare una purezza e una maturità spirituale che gli consentano di vincere la forza del male. Non fu una facile lotta e il suo biografo racconta che il demonio lo tentò nei modi più fantasiosi e feroci senza tuttavia distoglierlo dalla grotta dove si era ritirato e dove visse per vent’anni.

Ma la solitudine non fu sterile isolamento: la fama della sua santità attirava gente dal villaggio, ed egli sapeva consolare, esortare, ricomporre dissidi, tanto che “lo chiamavano amico di Dio e lo amavano taluni come figlio, altri come fratello”. Quando nel 311 l’imperatore Massimino diede inizio alla persecuzione incarcerando molti cristiani di Alessandria, Antonio, solidale con la sua Chiesa, lasciò il deserto per confortare i fratelli nella fede, disposto a testimoniarla anche con il martirio. Terminata la persecuzione, tornò all’eremitaggio, ma rimase punto di riferimento e guida spirituale dei numerosi seguaci contribuendo all’espansione dell'anacoretismo (monaci eremiti), operando guarigioni e liberazioni dal demonio. Visse i suoi ultimi anni nel deserto della Tebaide dove pregando e coltivando un piccolo orto per il proprio sostentamento, morì a circa 106 anni nel 357, il 17 gennaio, giorno in cui la Chiesa continua a celebrarne la memoria proponendoci il suo straordinario esempio di santità ascetica e nel Il Santo eremita davanti alla sua grotta in mezzo agli animali. contempo operosa.


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LA VOCE DI CALVISANO

La storia di Gesù ieri e oggi: la vita pubblica

Cosa ha detto e fatto veramente? Sono solo storie del passato o hanno un’importanza per la mia vita? È tutto provato quello che ci raccontano? Nello scorso numero ci eravamo soffermati sull’infanzia di Gesù, guidati dal libro del papa. In questo numero sempre guidati da Benedetto XVI nel libro “GESÙ DI NAZARET. - DAL BATTESIMO ALLA TRASFIGURAZIONE” vedremo i punti salienti della vita pubblica. In questo volume sono trattati il Battesimo, le tentazioni, i discorsi, i discepoli, le grandi immagini di San Giovanni, la professione di fede di Pietro e la Trasfigurazione, con una conclusione sulle affermazioni di Gesù su se stesso. L’autore parte spesso da un testo o da un evento della vita di Gesù per interrogarsi sul suo significato per le generazioni future e per la nostra generazione. In questo modo il libro diventa una meditazione sulla figura storica di Gesù e sulle conseguenze del suo avvento per il tempo presente. Egli mostra che, senza la realtà di Gesù, fatta di carne e di sangue, «il cristianesimo diviene una semplice dottrina, un semplice moralismo e una questione dell’intelletto, ma gli mancano la carne e il sangue» (p. 270). «La situazione è drammatica per la fede, se è vago il volto di Colui che la fonda». Non è fare del terrorismo teologico. No. Il caso è veramente serio: perché il cristianesimo non è una lista di dottrine o di precetti; è una storia, anzi una Persona, appunto Gesù di Nazaret. A differenza, ad esempio, dell’Islam: per un musulmano il centro della fede è Allah, non Maometto. Ma anche a differenza dell'ebraismo: Jacob Neusner - citato dal Papa come ‘grande erudito ebreo’ - nella sua Disputa immaginaria tra un rabbino e Gesù, si figura che, al termine di una lunga giornata al seguito di Gesù, il rabbino gli chiede se Gesù insegni le stesse cose degli ebrei. Neusner: «Non precisamente, ma quasi». «Che cosa ha tralasciato?». «Nulla». Che cosa ha aggiunto allora?». «Se stesso». E’ questa equiparazione di Gesù con Dio il motivo di fondo della differenza con l’ebraismo ma anche con tutte le religioni. Ma negli ultimi anni si è insinuata la cultura del sospetto che il Gesù della Chiesa non rassomiglierebbe affatto a quello dei Vangeli, e che quindi sarebbe tutto una truffa o un imbroglio. Penso che un titolo appropriato del libro poteva essere anche: Gesù di Nazaret, ieri e oggi. E questo perché l’autore passa con facilità dalla considerazione dei fatti che riguardano Gesù all’importanza di quest’ultimo per i secoli seguenti e per la nostra Chiesa. Il libro è pieno di allusioni a problematiche contemporanee. Per esempio, parlando della tentazione nella quale dal demonio viene offerto a Gesù il dominio del mondo, egli afferma che il «suo vero contenuto diventa visibile quando constatiamo che, nella storia, essa prende continuamente una forma nuova. L’Impero cristiano ha cercato molto presto di trasformare la fede in un fattore politico per l’unità dell’Impero… La debolezza della fede, la debolezza terrena di Gesù Cristo doveva essere sostenuta dal potere politico e militare. Nel corso dei secoli questa tentazione – assicurare la fede mediante il potere – si è ripresentata continuamente» (p. 59). Questo genere di considerazioni sulla storia successiva a Gesù e sull’attualità, conferiscono al libro un’ampiezza e un sapore che altri libri su Gesù, in genere più preoccupati dalla discussione meticolosa dei soli eventi della sua vit a, non hanno. Vediamo alcuni brani significativi: la tentazione: “Della natura della tentazione La figlia di Giairo. fa parte la sua apparenza mo-

rale: (ll diavolo) non ci invita direttamente a compiere il male, sarebbe troppo rozzo. Fa finta di indicarci il meglio: abbandonare finalmente le illusioni e impiegare efficacemente le nostre forze per migliorare il mondo. Si presenta, inoltre, sotto la pretesa del vero realismo. Il reale é ciò che si constata: potere e pane. A confronto le cose di Dio appaiono irreali, un mondo secondario di cui non c’é veramente bisogno. È in gioco Dio: é vero Icona raffigurante la scena del Buon samaritano. o no che Lui é il reale, la realtà stessa? É Lui il Buono o dobbiamo inventare noi stessi ciò che é buono? La questione di Dio é la questione fondamentale, che ci conduce al bivio dell’esistenza umana. Che cosa deve fare il salvatore del mondo o che cosa non deve fare? E questa la domanda sottesa alle tentazioni di Gesù. In esse si rispecchia la lotta interiore di Gesù per la sua missione, ma nello stesso tempo affiora anche la domanda su ciò che conta davvero nella vita degli uomini. Qui appare chiaro il nocciolo di ogni tentazione: rimuovere Dio, che di fronte a tutto ciò che nella nostra vita appare più urgente sembra secondario, se non superfluo e fastidioso. Mettere ordine da soli nel mondo, senza Dio, contare soltanto sulle proprie capacità, riconoscere come vere solo le realtà politiche e materiali e lasciare da parte Dio come illusione, é la tentazione che ci minaccia in molteplici forme” (pp.50-51). La guarigione é una dimensione essenziale della missione apostolica, della fede cristiana in genere. Eugen Biser qualifica il cristianesimo addirittura come una «religione terapeutica» – una religione del guarire. Compreso con la necessaria profondità, ciò esprime l’intero contenuto della «redenzione». Come l’esorcismo scaccia la paura per i demoni e affida il mondo, che proviene dalla Ragione dî Dio, alla ragione dell'uomo, così anche l’atto del guarire per mezzo del – potere di Dio é allo stesso tempo un invito a credere in Dio – e a usare le forze della ragione per il servizio della guarigione. Sempre si intende una ragione ad ampio spettro, che percepisce Dio e quindi anche riconosce l’uomo come unità di corpo e anima. Chi vuole veramente guarir l’uomo, deve vederlo nella sua interezza e deve sapere che la sua definitiva guarigione può essere solo l’amore di Dio” (pp.211-212). la parabola del buon samaritano “Dobbiamo dare aiuti materiali e dobbiamo esaminare il nostro genere di vita. Ma diamo sempre troppo poco. se diamo solo materia. E non troviamo anche intorno a noi l’uomo spogliato e martoriato? Tutto ciò riguarda noi e ci chiama ad avere l’occhio e il cuore di chi è prossimo e anche il coraggio dell’amore verso chi é prossimo. Perché – come detto – il sacerdote e il levita passarono oltre forse più per paura che per indifferenza. Dobbiamo partire dal nostro intimo, imparare di nuovo il rischio della bontà; ne siamo capaci solo se diventiamo noi stessi interiormente «buoni», se siamo interiormente «prossimi» e se abbiamo poi anche lo sguardo capace di individuare quale tipo di servizio, nel nostro ambiente e nel raggio più esteso della nostra vita, è richiesto, ci e possibile e quindi ci é anche dato per incarico” (p. 236) [a cura di A. Tomasoni]


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NOTIZIE DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA BONALDI... I fatti nostri... raccontati a voi

I Benefattori della scuola dell’infanzia “Bonaldi” Un po’ di storia La Scuola dell’infanzia Augusto Bonaldi da quasi 140 svolge la propria attività educativa a favore dei bambini di Calvisano. Essa nacque dallo slancio di alcuni benefattori che vollero garantire ai piccoli, più deboli ed indifesi, un ambiente nel quale, insieme all’assistenza, potessero ricevere un’educazione basata su solidi principi morali. Nel corso di tutti questi anni l’Asilo ha conosciuto varie vicende, ben illustrate nel bel volume “130 anni al servizio di bambini (1876-2006)”. Attualmente, esso è una Fondazione con personalità giuridica di diritto privato, iscritto in un apposito registro regionale. Scopo della Fondazione, che non ha fini di lucro, è la gestione della Scuola dell’infanzia che persegue l’obiettivo, in collaborazione con le famiglie, di favorire la formazione della personalità dei bambini che la frequentano. La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione composto da 5 membri, che svolgono la propria attività in modo del tutto gratuito. Un po’ di economia Sotto il profilo economico, la scuola si regge soprattutto sulle rette pagate dalle famiglie, cui seguono i contributi dello Stato e del Comune. Il contributo chiesto agli utenti è tra i più bassi della Provincia. La crisi economica che da alcuni anni attanaglia il nostro Paese si è fatta sentire anche alla Scuola Materna. È ad essa che va attribuita la dolorosa, ma inevitabile chiusura dell’Asilo Nido di Malpaga che ha privato la nostra comunità ed i suoi bambini di un’importante offerta formativa in quanto esso non si limitava ad un mero servizio di custodia, ma aveva una finalità educativa, affidata a personale qualificato. Nonostante questo sacrificio, il bilancio dell’Ente è ancora in sofferenza perché il Consiglio di Amministrazione, negli ultimi anni, ha scelto di limitare il più possibile gli aumenti delle rette per non caricare di ulteriori oneri le famiglie, già provate dalla dura recessione economica. Accanto all’incremento dell’azione formativa (è stata inserita l’8a Maestra, aumentato il tempo prolungato, garantita l’attività estiva nel mese di Luglio), il Consiglio ha ridotto al minimo le spese, senza attendere la spending review disposta dal Governo nazionale. Ritorno alle origini Volendo perseverare nell’intento di contenere il più possibile le

rette di frequenza per scongiurare il pericolo che qualche famiglia non mandi il bambino a scuola per motivi economici, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di ritornare alle origini, fidando sulla notoria generosità dei calvisanesi e di potenziali benefattori. A tale riguardo, sono state individuate due proposte: A. Istituzione del Registro dei benefattori nel quale saranno iscritti privati, società, enti ed associazioni che doneranno alla scuola in modo continuativo, oppure anche una tantum un importo in denaro od in natura di almeno € 500,00. Il registro è perpetuo e, pertanto, il nome dei benefattori sarà tramandato ai posteri; B. Viene costituito il Circolo dei Benefattori nel quale entreranno a far parte coloro che intendono impegnarsi, sulla parola, per un dato numero di anni, ad effettuare una donazione costante a favore della Scuola (€ 5/10.000 all’anno). I benefattori che entreranno a far parte del circolo saranno costantemente informati sull’andamento della scuola sulla base di un patto di gentlemen agreement concordato tra il Consiglio dei Amministrazione ed i componenti del Circolo. Anche in questo caso, il nome dei benefattori sarà iscritto in un apposito documento affinché rimanga memoria indelebile dell’impegno profuso. In entrambi i casi si tratta di un bel gesto di generosità, munifico esempio per le generazioni presenti e per quelle future. Chi, senza impegno, volesse maggiori ragguagli è invitato a manifestare il proprio interesse ai membri del Consiglio di Amministrazione, i cui componenti sono Aristide Attanasio (Presidente), dott. Solazzi Giuseppe (Vicepresidente), Don Gabriele Facchi, dottoressa Bignotti Cristina ed Ezio Patti; alla Direttrice, dottoressa Inverardi Rita, od al segretario della Fondazione, dott. Molesini Nicola. È possibile anche indirizzare una lettera in sede (viale Stazione, 26), oppure una mail all’indirizzo info@asilobonaldi.it Da considerare altresì che il donante godrà di benefici fiscali. (da verificare) Siamo certi che a Calvisano non mancheranno persone buone e disponibili che, al pari dei primi benefattori, sapranno rispondere con generoso slancio alle proposte illustrate, finalizzate a garantire anche a coloro che sono economicamente meno fortunati il diritto a beneficiare di adeguate opportunità educative e formative. Sono cambiati i tempi, mutati i bisogni, ma la solidarietà verso i più piccoli rimane sempre un intramontabile dovere morale. Dopotutto, i loro sogni sono il nostro scopo. Il c.d.a. della scuola dell’infanzia


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Incontri ed eventi alla Casa di riposo

Eccoci insieme per raccontare un po’ cosa è stato fatto durante il periodo dell’Avvento nella Casa dei nostri nonni. La sera del 7 dicembre è stata organizzata una bellissima cena di Natale con i nonni e i loro parenti. L’atmosfera era magica grazie agli addobbi e ai fiocchi di neve che cadevano dal cielo da ore e ore. Durante la serata è stata organizzata una piccola lotteria con un bel cesto in palio; inoltre abbiamo anche ascoltato con grande piacere tre bambine che hanno cantato per noi dei canti di Natale, accompagnate da Mauro con la chitarra. Per il giorno di Santa Lucia, grande sorpresa per i nostri nonni! Sono venuti a trovarci il Mago Giuliano e i suoi clown. Siamo rismasti tutti un po’ stupiti dalla sua magia, ma la vera magia è stata vedere tutti gli ospiti sorridere grazie al contagioso

buon umore dei pagliacci. Il 21 dicembre, invece, abbiamo accolto nel nostro salone ben 60 bambini della Scuola dell’Infanzia. Tutti con i loro grembiulini colorati e tanta voglia di farci ascoltare un piccolo assaggio della loro recita natalizia. Correvano e scappavano da tutte le parti, regalando ad ogni nonno un piccolo pensierino. Due giorni dopo, il 23 dicembre, sono venuti a trovarci i bambini del Baby coro di Calvisano. Tutti quanti in fila indiana. hanno rallegrato la nostra domenica con canzoni di Natale. Alla Vigilia sono stati fatti gli auguri da parte di tutta l’amministrazione della Casa di Riposo. Nel pomeriggio, dopo la Santa Messa, sono stati consegnati bellissimi regali ad ogni nonno, da parte della nostra amica Alice. Queste meravigliose feste natalizie si

sono concluse con la visita dei nostri avisini e degli attori del Teatro7, i quali oltre a farci gli auguri per un felice anno nuovo, ci hanno fatto ridere con le loro scenette dialettali, sempre apprezzatissime. La giornata si è conclusa con un brindisi e tanti doni per ogni ospite. Grazie a tutti coloro che, con la loro presenza, hanno portato un sorriso ad ogni nonno. Credo che il regalo più bello in assoluto sia la gioia che trasmettono attraverso piccoli gesti come un sorriso, una carezza o uno sguardo. Tutti i nostri nonni possiedono qualcosa di grande ed io ho capito che anche il loro silenzio è ricco di emozioni e se lo si ascolta, riempie il cuore di gioia. Concludo ringraziando ogni nonno per avermi accolta con entusiasmo e fiducia, e per avermi fatto vivere un sereno Natale in loro compagnia. Alice

L’Associazione “Il Sorriso” ringrazia Festa di Santa Lucia all’Oratorio di Calvisano con la Caritas Parrocchiale e tradizionale scambio di Auguri “Al Capriccio”. Sabato 15 dicembre presso l’Oratorio si è rinnovato, con l’ormai consolidata disponibilità della Caritas Parrocchiale, un incontro conviviale per festeggiare l'arrivo di Santa Lucia. Come ogni anno dopo la Santa Messa celebrata da Don Gabriele, i disabili con i loro famigliari sono stati ospiti, presso l’ex convento delle Suore Canossiane per la tradizionale cena e consegna dei doni. Ed è con grande ammirazione da parte di tutti noi, appartenenti al gruppo “Il Sorriso”, che ogni anno verifichiamo e apprezziamo la sensibilità e la disponibilità che la Caritas Parrocchiale riserva nei nostri confronti. L’emozionante attesa per l’arrivo della

Santa Lucia da parte dei nostri ragazzi, il batticuore ma nello stesso tempo la gioia nel poterla vedere e toccare, la serenità di tutti noi, sono dimostrazioni di gratitudine e riconoscenza verso tutti coloro che con impegno e concretezza fanno in modo che tutto sia organizzato alla perfezione per la buona riuscita della festa. Ci fa particolare piacere menzionare una frase che la Caritas ha scritto nell’articolo pubblicato su “La Voce di Calvisano” edizione Dicembre 2012 che afferma: “Il 15 dicembre ci sarà un incontro con i nostri amici del Sorriso. Prepareremo una serata in loro compagnia e come sempre saremo noi a ricevere molto più di quello che daremo, dalla loro gioia e semplicità”. Il 21 dicembre invece, presso il Ristorante - Pizzeria “Al Capriccio”, si è rinnovato l’incontro conviviale con tutti coloro che hanno sostenuto, idealmente e concretamente, la nostra Associazione. Grazie alla sensibilità della Sig.ra Franceschi Pasqua, titolare del ristorante, i nostri invitati e gli associati hanno potuto gustare piatti tipici del luogo e passare alcune ore in serena compagnia. La serata è stata aperta con il discorso di benvenuto da parte del nuovo Presidente Binosi Luciano e si è conclusa con lo scambio dei tradizionali auguri. Pertanto un doveroso e significativo ringraziamento va a tutti coloro

che, con sensibilità e attenzione, ci permettono e ci coinvolgono in iniziative promosse a favore di persone meno fortunate. Inoltre un ringraziamento particolare va rivolto al Sig. Mori Bruno, per la disponibilità e per la sua professionale opera, offerta nel realizzare ed aggiornare un sito Internet interamente dedicato al nostro gruppo. Il sito, visitabile da tutti, è: http://i1sorriso.webnode.it/(imp.te/finale). A tutta la Comunità di Calvisano, rivolgiamo i nostri migliori auguri di Buon Anno e che sia un nuovo anno ricco di consapevolezza, gioia, entusiasmo, pace e amore, perché faccia riscoprire all’umanità quei valori cristiani, fondamentali per il nostro futuro e per il futuro dei nostri figli. Sam


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“Sarajevo: un inverno che non finisce...” 27 Dic. 2012 / 4 Gen. 2013 Che belle le vacanze natalizie... Tutti le aspettiamo con ansia: relax, cenoni, ricchi pranzi, regali, ancora cenoni e ancora regali... Così, circondate dal solito e monotono consumismo delle feste, ci siamo chieste se due ventenni non avessero il dovere di darsi un po' da fare e tentare di vivere il Natale in maniera insolita, aprendo meglio gli occhi sul mondo che ci circonda e, magari, regalando qualche sorriso a chi purtroppo non conosce né i “monotoni cenoni” né “i numerosi regali”. Venendo a conoscenza dell’esperienza che l’Associazione Nazionale “Il Giardino delle Rose Blu” ripete ormai da quattro anni in Bosnia Erzegovina, (in collaborazione con l'omonima Fondazione Internazionale), abbiamo dato inizio alla nostra piccola, grande avventura. La missione, della durata di otto giorni, aveva come primo obiettivo l’animazione dei vari reparti dell’Ospedale di “Drin”, un istituto a lunga degenza per disabili e malati psichiatrici di ogni età, nei pressi di Sarajevo. In una terra ancora fortemente provata dalle ferite della guerra, purtroppo l’attenzione a queste persone è ancora molto ridotta e i pazienti, oltre a disporre di spazi insufficienti, non ricevono le attenzioni necessarie, a causa della mancanza di personale e di volontari. Ecco perché una carezza, un sorriso o una semplice stretta di mano riescono ad accendere una luce negli occhi sofferenti di un bambino, un adulto o un anziano, in cerca di un po’ di affetto, (che probabilmente gli è stato negato dai parenti a causa della condizione in cui si trova). Inoltre, le ferite lasciate dalla guerra scoppiata nel 1992, in tutta la ex-Jugoslavia, hanno aggravato la situazione di emarginazione dei pazienti e ne hanno aumentato il numero: molte famiglie, oltre ai problemi di povertà e distruzione, hanno dovuto affrontare conseguenze come la sindrome PTSD (disturbo da stress post-traumatico), che spesso andava a peggiorare condizioni di stabilità mentale già precarie. Ancora oggi sono numerose le famiglie in uno stato di forte di-

sagio economico; per questo “Il Giardino delle Rose Blu”, dopo aver costatato la scarsa emissione di aiuti da parte delle istituzioni locali, ha creato un progetto chiamato “Il Ponte del Sorriso”, per sostenere le famiglie più bisognose, seguendole da vicino attraverso i volontari, che visitano periodicamente i bambini adottati a distanza. (Grazie alla generosa offerta di una famiglia Calvisanese, una bambina è stata aggiunta al progetto durante quest’ultima permanenza dei volontari in Bosnia). Ma le emozioni non sono finite qui! Dopo aver toccato con mano i problemi di emarginazione attorno alla moderna Sarajevo, ormai quasi completamente ricostruita, ecco che, con sole tre ore di viaggio, ci siamo ritrovate catapultate in una realtà lontana anni luce: il piccolo villaggio di Cerska, nei pressi di Serbrenica, una delle città tristemente ricordate per le stragi della guerra. Qui “Il Giardino delle Rose Blu” organizza, da quattro anni, un campo estivo di animazione per circa 150 bambini e ragazzi che, felici di rivedere i loro animatori italiani anche in un periodo insolito, si sono recati a scuola, accettando con piacere giocattoli e abiti donati. Come qualcuno ha detto durante il campo “... è sempre difficile trovarsi davanti a persone o bambini sofferenti, ti paralizza un po'; ma poi ti accorgi che tu devi solo lasciarti andare e nient'altro, perché stanno già facendo tutto loro...” Infatti, le numerose difficoltà nella comunicazione (praticamente sempre, solo non verbale), nella capacità di mettersi in gioco e un po’ in ridicolo, (magari con un naso rosso e qualche scarabocchio in viso), hanno reso quest'esperienza ancora più speciale ed unica, restituendoci gli sforzi dei primi giorni in sorrisi e lacrime di felicità; perché quando un gruppo di 45 persone provenienti dalle più disparate regioni italiane, (se non addirittura da paesi come Brasile e Croazia), con diverse età, idee ed esperienze, si trova nello stesso luogo e con lo stesso grande obiettivo di solidarietà, allora sì che è davvero Natale! Vidimo se, Sarajevo! (A presto Sarajevo!) (Cogliamo l’occasione per invitare ognuno di voi, (di qualunque età), alle prossime esperienze! Troverete molte informazioni sul sito dell’associazione www.ilgiardinodelleroseblu.com). Francesca T. e Francesca F.

Natale in musica... e non solo! Anche quest’anno, in occasione del Concerto di Natale del 26 dicembre, dopo i due cori parrocchiali Santa Cecilia e Il Cantico, il gruppo di bambini del Baby Zecchino si è esibito con cinque canti natalizi: “Il Primo Natale”, “Se la gente usasse il cuore”, “Natale è nell’aria”, “Cantano gli angeli” e “Feliz Navidad”. E, ancora una volta, il gruppo di piccoli cantanti ha accolto con piacere l’invito del coro Il Cantico per unirsi nell’esibizione di “Deck the hall” e “È Natale ancor” (del maestro Pietro Treccani). Il piccolo coro si è inoltre recato, per il terzo anno consecutivo, presso la Casa di Riposo “Beata Cristina” di Calvisano, per augurare Buon Natale a tutti i nonni che vi abitano. Un ringraziamento

speciale va quindi alle educatrici e ai volontari della struttura, per la calorosa accoglienza e la disponibilità, sempre dimostrate, in ogni occasione. Il GRAZIE più grande, però, è per tutti i nostri piccoli cantanti che hanno partecipato con impegno ed entusiasmo anche a quest’ultimo appuntamento e, naturalmente alle loro famiglie. Cogliamo inoltre l’occasione per invitare tutti i bambini (dai 3 anni in su), all’edizione primaverile del Baby Zecchino: un’altra serie di incontri ricchi di giochi ritmici e musicali, con le nuove canzoni dello Zecchino d’Oro 2012. Presto le date dei nuovi appuntamenti!!! Sara, Francesca e Alessia


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Cenni di storia locale la pala del Gallina, a soggetto la Beata Cristina

Si tratta di una tela raffigurante la Beata Cristina Semenzi di Calvisano, “raccontata” nell’attimo estatico immediatamente successivo all’essersi trafitta un piede con un grosso chiodo, ad imitazione di uno dei patimenti della croce. Il quadro fu commissionato a Lodovico (o Ludovico) Gallina, bresciano, il 18 settembre 1777, con contratto stipulato fra il pittore stesso e la Comunità di Calvisano, tramite mediazione di Padre Francesco Paratico e del Nobile Faustino Lechi, con un tempo di stesura dell’opera stimato in cinque anni ed un prezzo di commissione pattuito in cento quaranta Zecchini, più le spese, pagabili in tre rate (con l’aggiunta di un eventuale premio di diciotto Zecchini alla consegna, qualora l’opera fosse stata giudicata bella). Il Gallina (Brescia 1752; Venezia 1786 -ma la enciclopedia Treccani ne data la morte al 1787-) era al tempo considerato un buon Maestro. Formatosi alla scuola veneziana, era infatti capace di quei tipici luminismi, in parte presenti anche nella parte superiore del nostro dipinto. Sapeva inoltre far emergere un gusto coloristico e una ricchezza compositiva che piacevano. Morì però troppo prematuramente per riuscire a collocarsi nel novero dei grandi. In questo dipinto ha dato certamente una buona dimostrazione della sua mano, ancorchè ritengo abbia forse ecceduto proprio nella parte raffigurante Cristina, la cui immagine, evidentemente inginocchiata dalla parte sinistra, non pare però dimensionarsi al globale dell’opera. L’espressa intenzione dei committenti era di collocare la tela quale pala per l’altare dei Santi, quindi nella sua attuale sistemazione: a coprire una splendida lipsanoteca in legno dorato, contenente molte reliquie (“custodia” artistica che andava scoperta solo saltuariamente, alla presenza di un rappresentante della Comunità che possedeva la chiave del “deposito”, essendo il Comune stesso deputato al rispetto del culto delle Sacre Reliquie, almeno fino a tutto o quasi il 1800. Le Reliquie, come dice la tabella affissa presso l’altare, nella Parrocchiale, furono “procurate dal concittadino abate Teodoro Schilini; vennero collocate con grande solennità nella Chiesa precedente l’attuale, nel 1654. Busti e teche sono del secolo XVII. Altare e soasa in marmo sono opera di Giuseppe Biasio di Brescia, 1770-71”).

Sono forse meno conosciuti anche altri particolari presenti nel dipinto. Ritengo valga quindi la pena di soffermarsi, anche fotograficamente, su alcuni di essi, se non altro per riuscire a leggere la tela nella sua globalità, non senza prima evidenziare come essa sia stata oggetto di un riuscito restauro, effettuato pochi anni orsono, che ha impedito il deteriorarsi e lo scollarsi di alcune parti pittorico-coloristiche della parte inferiore, “cotte” dal centenario calore dei ceri onorifici. La pulitura del velo pittorico ha portato quindi in luce alcuni degli aspetti luministici di cui ho detto. Nell’occasione si è inoltre venuti a ritendere in modo corretto la tela e a suturare un evidente strappo, che si posizionava circa nella regione centro-medio bassa dell’opera, creatosi durante gli spostamenti cui era stata sottoposta, a partire dalla metà degli anni ottanta (con varie collocazioni la più adeguata delle quali è stata probabilmente quella che la vedeva nella chiesa della Disciplina). Motivo iniziale di tali spostamenti fu la necessità di procedere ad alcuni interventi di restauro alla chiesa. Venendosi a “scoprire” la lipsanoteca di cui ho dianzi detto, di cui si era persa “memoria visiva”, si pensò di lasciare quella alla contemplazione dei fedeli, non riposando il quadro del Gallina nella collocazione per la quale era nato. Oggi si è invece addivenuti ad una intenzione diversa, e filologicamente corretta. Nella parte inferiore del dipinto, sono presenti alcuni inserti di sicuro interesse Foto 1) Ci si interroga sulla morte e sul senso delle cose terrene. Che senso ha la nostra corsa in questo mondo, se abbiamo un destino segnato? Ed ecco la risposta: è meglio donarsi, ad imitazione di Cristina. Il cranio posto sul libro delle preghiere (con evidenza iconica al suo essere molto utilizzato) è il messaggio; la strada, la via dritta, è nella preghiera. Il mazzo di rose che si colloca al fianco della scena ora descritta è un chiaro simbolo onorifico ma anche il ricordo di un episodio della vita della Beata (il miracolo delle rose). Sullo sfondo è presente, quale momento ulteriore di onore, una urna per oli, forse (meno probabilmente) leggibile anche quale turibolo o incensiere. Foto 2) Ecco la firma del Gallina, con la data che oggi leggiamo 1799, e tracce di uno stemma che penso rappresentasse originariamente la comunità committente, terra di origine della Beata (lo stemma di Calvisano è presente in molte delle opere che la raffigurano). Noterete subito che c’è qualcosa che “non torna” tra le date dell’opera e della morte dell’autore. Non faccio ulteriori commenti se non ipotizzare un errore occorso in fase di restauro (oggi o in altra epoca?). Lo stemma è appoggiato ad un “tronco di colonna” o capitello, sovrastato da una sfera: il mondo, ma inteso come creazione, quindi la perfezione, la divinità. (Di questo inserto non presento immagine fotografica particolare ma lo si può comunque notare nel globale dell’opera).

Foto 1= visione globale della tela del Gallina; Foto 2= la lipsanoteca lignea (oggi coperta); Foto 3= l’altare settecentesco L’immagine fondante il dipinto è ben conosciuta nel nostro paese: trattasi dell’episodio sopra citato della vita terrena della Beata, che veste l’abito agostiniano, “steso” pittoricamente nella sua parte inferiore. Lo “scuro” dell’abito, e che iconicamente è comunque parte fondante di tanta della parte inferiore del quadro, non contribuisce certo a dar luce al resto del dipinto, meno presente, infatti, nella memoria, anche del fedele. Nella parte superiore del lavoro è raffigurata sempre Cristina, ma nella gloria del cielo, incoronata di alloro da un angelo e vestita in abito dai colori chiari, che esalta l’aspetto, quasi diafano, di un corpo che ha un qualcosa di una trasparenza tale da collocarsi bene nel posto e nel carosello di angeli che la circonda. Ecco: qui la mano dell’artista si esalta e … ottiene! Fotograficamente (fot o A) pongo questo “inserto” in rapporto immediato con la parte del dipinto che più è densa di significato, rappresentando l’attimo estatico della trafissione del piede da parte della Beata, ritratta (e qui si nota la forza descrittiva del Gallina) con un viso molto epressivo, sostenuta nel suo sforzo da quella figura angelica femminile (rappresentante la forza di volontà e la concessione di grazia) che regge lo stesso crocifisso, non a caso indicandocelo poiché fonte di ispirazione del gesto stesso della Beata. (Vedi foto B; al centro del manto di Cristina si evidenziano ancora le tracce di uno strappo della tela).

Foto A= Cristina nella gloria del cielo, viene incoronata d’alloro da un angelo; Foto B= estasi di Cristina

Foto 1= interrogazione sul senso della morte e della vita; Foto 2= firma dell’autore, data e tracce di stemma calvino E a conclusione del presente articolo pongo quattro altri momenti fotografici di dettaglio, sui quali però non mi dilungo ulteriormente. Foto 3= il martello nella mano della Beata (qui, come nell’immagine seguente, sono evidenti la densità e lo spessore della patina pittorica) Foto 4= il piede trafitto Foto 5= la Croce ed il Crocifisso (simbolo ed imitazione) Foto 6= (questa croce non fa parte della tela ma ne diviene momento integrante, attraverso la lettura della scritta che riporta, e che è lo stesso “perché” del gesto di Cristina): stupenda croce lignea, posta al vertice del tabernacolo dell’altare, con scritta “in hoc signo vinces” (“con questo segno vincerai”, di costantiniana memoria). Pietro Treccani


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CRONACHE BREVI a cura di Piera D’Adda Natale dello sportivo Si è svolto la sera di lunedì 17 dicembre il consueto appuntamento annuale con la celebrazione del Natale dello sportivo. La serata si è svolta con la celebrazione della S. Messa alle ore 20.00 presieduta dal nostro parroco Don Gabriele alla quale hanno partecipato molti atleti facenti parte delle varie società gruppi sportivi presenti sul territorio calvisanese. Al termine della Messa, ci siamo ritrovati all’Oratorio per un piccolo rinfresco ed il consueto scambio di auguri. Cogliamo l’occasione, a nome del Gruppo Sportivo, di augurare a tutti un felice 2013!!!

Piano di studio

È stato approvato dal Comune di Calvisano, assessore all’Istruzione Marco Rocco, il piano al diritto allo studio 2012-2013. Il piano coinvolge una popolazione scolastica che va dal Nido di Malpaga (affidato all’Associazione Don Bosco) con potenzialità 10 utenti alle due Scuole Materne di Viadana con 61 utenti e Mezzane con 29 utenti, alla Scuola Materna, ente autonomo “A. Bonaldi” con 171utenti, le Scuole elementari del capoluogo con 346 scolari e di Viadana con 80 alunni e la Scuola media con 277 studenti. Alcune novità riguardano il trasporto degli alunni: un nuovo scuolabus comunale affiancato da un mezzo fornito da un’azienda privata. Il costo di gestione del servizio è stimato circa 114 mila euro: ai 170 utenti giornalieri verranno garantite l’assistenza sui mezzi e una cinquantina di escursioni didattiche. Le tariffe a loro carico oscilleranno tra i 25 e 42 euro in base alle fasce Isee. I contributi versati alla scuola paritaria “A. Bonaldi” saranno di 25.000 euro per circa 170 alunni mentre 77.000 alle sezioni statalizzate. Sarà garantito il servizio pre-scuola ed il nuovo servizio “Piedibus” con 85 piccoli utenti seguiti e controllati da 26 volontari sulle linee attivate nel capoluogo e a Viadana: scolari e volontari sono dotati di sistemi distintivi sponsorizzati. Buona la rispondenza delle famiglie alle opportunità della “Dote Scuola” con 238 domande (per 391 alunni) per il sostegno del reddito e 14 domande per il merito.

Spettacoli natalizi Nella bella sala della comunità, punto di riferimento importante per la condivisione di valori sociali, culturali, civili, abbiamo assistito, in occasione delle feste natalizie, a due splendidi spettacoli dei ragazzi di scuola media e degli alunni delle terze elementari. Il primo è stato un applauditissimo concerto musicale con la presenza di 113 ragazzi con i loro strumenti: flauto, pianoforte, tromba... solisti o in coro. Ci hanno deliziato per la bellezza di brani musicali,

ispirati in parte al Natale, preparati con la massima cura dai ragazzi e dai loro insegnanti. Lo spettacolo “L’Incantesimo di Natale” delle terze elementari è stato bellissimo e particolarmente coinvolgente per la naturalezza e la gioiosa partecipazione dei piccoli attori e cantori. E se all’inizio ci si poteva chiedere: ma cosa hanno a che fare una strega, folletti e pipistrelli, alla festa della “Luna storta” con la nascita di un Bambino che è entrato nel mondo danzando i passi dell’amore? Invece il messaggio natalizio arriva puntuale: tutti possono diventare buoni grazie all’aiuto di chi ci è vicino e vuole il nostro bene, come la strega che diventerà la Befana dispensatrice di doni e felicità ai bambini del mondo. Anche altre classi della scuola elementare, nella palestra, hanno intrattenuto genitori e parenti con graziosi spettacoli con addobbi, canti, poesie natalizie, esercizi di psico-motricità, per concludere con gli alunni delle quinte con uno spettacolo natalizio all’insegna della multiculturalità, motivo costante e vivo del loro percorso educativo, che fa delle differenze una preziosa ricchezza da vivere nel segno del rispetto, dell’uguaglianza e della fraternità; i bellissimi canti, che si sono susseguiti nelle varie lingue degli alunni, sono stati la più bella espressione del messaggio di Natale.

MO.I.CA. Nel 1982 nasceva a Calvisano l’idea del Movimento Casalinghe: trent’anni di attività e conquiste per dare dignità alla “donna di casa” grazie a MO.I.CA. (movimento italiano casalinghe) fondato da Tina Leonzi, illustre bresciana che ne è ancora la massima espressione. Il movimento ebbe inizio l’11 novembre 1982 dopo un intenso lavoro preparatorio, con l’impegno di Tina Leonzi, che ricorda le prime discussioni, riflessioni e condivisioni sui diritti delle casalinghe insieme agli amici l’avvocato Stefano Minelli e la moglie Velleda Mereghetti nella loro abitazione di Cal-

visano, Villa Nember, fin dal lontano 1974. Il Movimento, che nacque quasi in contrapposizione al femminismo, è l’unica organizzazione italiana, in questo campo, di ispirazione cristiana, propone per le casalinghe la promozione spirituale e culturale, il riconoscimento giuridico e una conseguente politica socio-economica. L’attività della casalinga continua ad essere una tematica affinché la donna e la società nel suo complesso abbiano la consapevolezza dell’importanza del ruolo di tale lavoro, con la stessa dignità e valore delle altre attività.

Visita presepi Tempo di Natale, tempo di presepi: quelli preparati in casa, nelle Chiese, all’aperto. È tempo di visitare anche quei presepi, in paesi più o meno vicini, che per tradizione sono così caratteristici e suggestivi. E i fedeli si mettono in cammino come i Magi che “al veder la Stella provarono una grande gioia”. Come ogni anno il Gruppo Amici di S. Padre Pio, coordinato da Enrico Rosa con la collaborazione dei coniugi Tomaselli, ha proposto nel pomeriggio dell’Epifania, domenica 6 gennaio, una visita ad alcuni significativi presepi della nostra provincia. Sono state scelte le rappresentazioni di Nuvolera, dove il presepe vivente si snoda per i sentieri della collina in un ambiente tipicamente rustico, con le sue tradizioni, costumi, arnesi, lavori e strumenti d’epoca, con il coinvolgimento dei suoi abitanti. Una partecipazione corale, all’insegna di ricreare un ambiente originale e suggestivo, si accompagna l’inquietudine del cuore umano sempre in ricerca, e quella nostalgia che provò S. Francesco nel primo presepe, realizzato a Greccio, di stringere tra le braccia, seppur idealmente, quel Dio fatto Bambino. Ed è subito scambio di sensazioni gioiose ed emozioni profonde. La visita è proseguita presso gli altri due presepi di Gavardo e Manerba, di tipo tradizionale, pur nella loro bellezza.

FRANCO FIOLINI

MARIALILIA VIOLA

26.3.2008 26.3.2013

31.1.2012 31.1.2013

Ti ricordiamo sempre con tanto affetto. I tuoi cari

Ogni giorno ci accompagna il ricordo della tua dolcezza e serenità e questo ci conforta e ci dà la forza di accettare la tua perdita. Ti vogliamo bene. I tuoi cari


Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della 46a Giornata Mondiale della Pace, 1° gennaio 2013:

Beati gli operatori di pace

I punti caldi sono, in Africa, Darfur, Libia, Mali, Nigeria, Puntland, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Somaliland; in Asia, Afghanistan, BirmaniaMyanmar, Pakistan; in Europa, Cecenia, Daghestan; in Medio Oriente, Iraq, Israele, Siria, Turchia, Yemen; in America, Colombia, Messico. Di fronte a questa spaventosa realtà, che spesso ci sfugge perché trova poco spazio nei nostri mass media, papa Benedetto XVI parte dalla beatitudine evangelica per dare la sua definizione di pace: essa “concerne l’integrità della persona umana ed implica il coinvolgimento di tutto l’uomo. È pace con Dio, nel vivere secondo la sua volontà. È pace interiore con se stessi, e pace esteriore con il prossimo e con tutto il creato”. La pace passa per il riconoscimento e il rispetto delle verità iscritte da Dio nel cuore di ogni persona, ne è quindi “precondizione” lo “smantellamento della dittatura del relativismo” e, alla fine, esige di “proporre e promuovere una pedagogia della pace”, che miri alla “costruzione di una convivenza fondata sulla verità, sulla libertà, sull'amore e sulla giustizia”. I nostri tempi, osserva il Papa, sono contrassegnati “dalla globalizzazione, con i suoi aspetti positivi e negativi, nonché da sanguinosi conflitti ancora in atto e da minacce di guerra”. “Allarmano i focolai di tensione e di contrapposizione causati da crescenti diseguaglianze fra ricchi e poveri, dal prevalere di una mentalità egoistica e individualista espressa anche da un capitalismo finanziario sregolato” e “sono pericolosi per la pace quei fondamentalismi e quei fanatismi che stravolgono la vera natura della religione, chiamata a favorire la comunione e la riconciliazione tra gli uomini”. “E tuttavia, le molteplici opere di pace, di cui è ricco il mondo, testimoniano l’innata vocazione dell’umanità alla pace”. Questa “vocazione” è fondata sulle verità del diritto naturale. Primo punto è quindi il “riconoscimento di essere, in Dio, un'unica famiglia umana… ove si riconoscono sinceramente secondo verità e giustizia, i reciproci diritti e i vicendevoli doveri”. È la ricerca del “bene comune”. La via della sua realizzazione passa anzitutto per il rispetto per la vita umana, “considerata nella molteplicità dei suoi aspetti, a cominciare dal suo concepimento, nel suo svilupparsi, e sino alla sua fine naturale”. Accanto al no ad aborto ed eutanasia, c’è la difesa e la promozione della fami-

glia “rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione”. “Tra i diritti umani basilari, anche per la vita pacifica dei popoli, vi è quello dei singoli e delle comunità alla libertà religiosa… Purtroppo, anche in Paesi di antica tradizione cristiana si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza religiosa, specie nei confronti del cristianesimo e di coloro che semplicemente indossano i segni identitari della propria religione”. Ma la promozione della pace passa anche per i diritti e i doveri sociali. Tra quelli oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro. Servono quindi “coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti” e “un nuovo modello di sviluppo”, che sostituisca quello prevalso negli ultimi decenni che “postulava la ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacità di rispondere alle esigenze della competitività. In un'altra prospettiva, invece, il vero e duraturo successo lo si ottiene con il dono di sé, delle proprie capacità intellettuali, della propria intraprendenza, poiché lo sviluppo economico vivibile, cioè autenticamente umano, ha bisogno del principio di gratuità come espressione di fraternità e della logica del dono”. Concretamente, «l’operatore di pace si configura come colui che instaura con i collaboratori e i colleghi, con i committenti e gli utenti, rapporti di lealtà e di reciprocità. Egli esercita l’attività economica per il bene comune, vive il suo impegno come qualcosa che va al di là del proprio interesse, a beneficio delle generazioni presenti e future». «È poi fondamentale ed imprescindibile la strutturazione etica dei mercati monetari, finanziari e commerciali..., in modo da non arrecare danno ai più poveri. La sollecitudine dei molteplici operatori di pace deve inoltre volgersi a considerare la crisi alimentare, ben più grave di quella finanziaria». Occorre, in conclusione, “rinunciare alla falsa pace che promettono gli idoli di questo mondo e ai pericoli che la accompagnano, a quella falsa pace che rende le coscienze sempre più insensibili, che porta verso il ripiegamento su se stessi, verso un'esistenza atrofizzata vissuta nell’indifferenza. Al contrario, la pedagogia della pace implica azione, compassione, solidarietà, coraggio e perseveranza”. Monica Gavazzi

L’immagine, tratta dal sito di “Peace reporter”, è impressionante, e purtroppo non del tutto aggiornata: documenta i conflitti in atto oggi, che coinvolgono circa 60 Stati e 376 gruppi di miliziani.

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La Voce di Calvisano - Febbraio 2013  

Bollettino della parrocchia di Calvisano

La Voce di Calvisano - Febbraio 2013  

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