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LA VOCE DI CALVISANO UNA COMUNITÀ IN DIALOGO Editore don Tarcisio Capuzzi - Dir. resp. Gabriele Filippini - Aut. Trib. Bs n. 31/97 del 7/8/97 - Anno XXXI - N° 256 Fotocomposizione: GraficaCM - Leno (BS) - Stampa: Grafinpack - Calvisano (BS)

GENNAIO 2017

14 FEBBRAIO 2017

FESTA DELLA BEATA CRISTINA

Come ogni anno ci apprestiamo a partecipare alle numerose iniziative (vedi Calendario a pag.5) per onorare, ricordare, pregare la nostra Beata che da secoli veglia sull’intera comunità di Calvisano. Accanto alle celebrazioni religiose che siamo invitati a vivere con intensità, nel pomeriggio di domenica 12 febbraio alle ore 16, potremo assistere alla consueta e sempre coinvolgente manifestazione musicale che il Maestro Enrico Tafelli, fondatore ed anima del nostro coro, ha proposto e co-ideato: “Concertoriflessione: Il Vangelo di Esta Tierra”.

La Parola vestita di suono, un insieme di colori e parole tratte dai Vangeli… L’uomo, sotto forma di musica, forte e, nello stesso tempo, insicuro… La parola ed il pensiero di papa Francesco che ci trasmettono la profonda grandezza di Dio. Le voci narranti, la musica strumentale, le voci del coro con solista, le luci che illuminano e nascondono… “ESTA TIERRA” è un concerto da non perdere!

QUARANTA GIORNI E QUARANTA NOTTI Il significato della Quaresima, in quanto preparazione alla Pasqua, sta tutto nel numero quaranta, che ricorre più volte sia nell’Antico, sia nel Nuovo Testamento: sono i giorni del diluvio, con cui Dio distrugge l’umanità corrotta per salvare solo pochi giusti, con cui stipula la sua prima alleanza; sono i giorni che per ben due volte Mosè, mediatore della seconda alleanza, trascorre sul monte Sinai, in comunicazione diretta con Dio; sono gli anni di peregrinazione degli Ebrei prima di entrare nella Terra promessa; sono i giorni di cammino del profeta Elia, in fuga dalla persecuzione verso il monte di Dio; sono i giorni che Gesù trascorre nel deserto alla vigilia dell’inizio della sua predicazione. Qui egli inaugura la sua lotta contro la tentazione con le armi del digiuno e della preghiera, abbandonandosi totalmente al Padre e al suo progetto per lui: diversamente dal suo popolo, che nel deserto è stato tentato ed ha più volte ceduto alla mormorazione, alla ribellione e addirittura all’idolatria con il vitello d’oro, Gesù supera la prova rinunciando al potere, al successo, alla facile autoaffermazione. Anche il cristiano è chiamato, in questo che è forse il tempo più significativo dell’anno liturgico, alla preghiera e al digiuno: ma con quale significato? E con quale intendimento finale? Si tratta di un rituale in cui si stratificano molti livelli: anzitutto contiene l’idea di espiazione dei peccati e di penitenza; in secondo luogo, l’uomo, rinunciando al cibo, testimonia la propria piccolezza di fronte al Creatore, e dichiara di aspettarsi ormai tutto da lui; inoltre, è un mezzo per entrare in comunicazione con Dio, attendendo da lui rivelazione ed ispirazione, liberando spazio in sé stessi affinché Egli ci possa riempire di sé. Ma ciò che conta più di tutto, ciò che a tutto dà significato, impedendo che preghiera e digiuno siano solo vuoti ritualismi religiosi, è l’amore: con questi mezzi potenti noi ci avviciniamo a Dio, perché

gli diciamo che nella nostra vita nulla è importante quanto Lui. Come ci ricorda il profeta Isaia, Dio disprezza il falso digiuno di chi rispetta un formalismo puramente esteriore, ma continua a odiare il fratello: Ecco, voi digiunate fra liti, alterchi e ingiusti colpi … Non è piuttosto questo il digiuno che vorrei: sciogliere le catene inique, rimandare liberi gli oppressi? Non consiste forse nello spezzare il pane all’affamato, nell’introdurre in casa i miseri? Il profeta ci rimanda qui al terzo pilastro di ogni vera penitenza: oltre alla preghiera e al digiuno, anche l’elemosina verso i fratelli più sfortunati è un modo per testimoniare l’amore verso Dio: perché come possiamo dire di amare Dio, che non vediamo, se non riusciamo ad amare il prossimo che incontriamo sulla nostra strada? E Gesù ci invita a diffidare di noi stessi, quando facciamo penitenza e digiuniamo solo per essere ammirati dagli altri: “E quando digiunate non ostentate squallore nel viso come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. Tu invece quando digiuni profumati la testa e lavati il volto: e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà”. Digiunare, quindi, non significa disprezzare il corpo, che è sacro in quanto tempio dello Spirito, né la creazione, che è buona come il suo Creatore: significa invece saper rinunciare a qualcosa per ottenere una cosa più grande, come l’uomo che vende tutto ciò che ha per comprare un campo, in cui sa però che è nascosto un tesoro: nella nostra cultura di oggi, ossessionata dalla sazietà e dalla sovrabbondanza, impariamo nuovamente il valore della rinuncia ed insegniamola anche ai bambini, affinché capiscano, un po’ alla volta, che possedere non è tutto, che la sazietà non è ricchezza e l’abbondanza puramente materiale non è amore. Buon cammino a tutti Monica Gavazzi


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Cosa dice la Chiesa circa la cremazione dei cadaveri? La domanda mi è stata rivolta già diverse volte e la recente pubblicazione dell’Istruzione della Congregazione per la dottrina della fede del 25 ottobre 2016 dice che il tema è sentito non solo nella nostra comunità, ma ,più in generale, in tutta la Chiesa. Partendo appunto da questo documento ufficiale cerco di rispondere. La disciplina della Chiesa registra un cambiamento con il documento del Sant’uffizio del 1963 che stabilisce «sia fedelmente mantenuta la consuetudine di seppellire i cadaveri dei fedeli», aggiungendo però che la cremazione non è «di per sé contraria alla religione cristiana» e che non siano più negati i sacramenti e le esequie a coloro che abbiano chiesto di farsi cremare, a condizione che tale scelta non sia voluta «come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica e la Chiesa». Questo nuovo documento intende ribadire le ragioni dottrinali per la preferenza della sepoltura dei corpi: 1- La risurrezione di Gesù è la verità culminante della fede cristiana, predicata come parte essenziale del Mistero pasquale fin dalle origini del cristianesimo. Mediante la sua morte e risurrezione, Cristo ci ha liberato dal peccato e ci ha dato accesso a una nuova vita. Con il Battesimo siamo immersi nella morte e risurrezione di Cristo e sacramentalmente assimilati a lui. Uniti a Cristo mediante il Battesimo, partecipiamo già realmente alla vita di Cristo risorto (cf. Ef 2,6). 2- Grazie a Cristo, la morte cristiana ha un significato positivo. La liturgia della Chiesa prega: «Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata un’abitazione eterna nel cielo». Con la morte, l’anima viene separata dal corpo, ma nella risurrezione Dio tornerà a dare la vita incorruttibile al nostro corpo trasformato, riunendolo alla nostra anima. 3- Seguendo l’antichissima tradizione cristiana, la Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l’inumazione è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale. Ragioni pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi: 1- La Chiesa, che come Madre ha accompagnato il cristiano durante il suo pellegrinaggio terreno, offre al Padre, in Cristo, il figlio della sua grazia e ne consegna alla terra le spoglie mortali nella speranza che risusciterà nella gloria. 2- Seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella risurrezione della carne e intende mettere in rilievo l’alta dignità del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia. 3- Non può permettere, quindi, atteggiamenti e riti che coinvolgono concezioni errate della morte, ritenuta sia come l’annullamento definitivo della persona, sia come il momento della sua fusione con la Madre natura o con l’universo, sia come una tappa nel processo della re–incarnazione, sia come la liberazione definitiva della “prigione” del corpo. 4- la sepoltura nei cimiteri o in altri luoghi sacri risponde adeguatamente alla pietà e al rispetto dovuti ai corpi dei fedeli defunti, che mediante il Battesimo sono diventati tempio dello Spirito Santo e dei quali, «come di stru-

menti e di vasi, si è santamente servito lo Spirito Santo per compiere tante opere buone». 5- la Chiesa considera la sepoltura dei morti come un’opera di misericordia corporale. 6- Sin dall’inizio i cristiani hanno desiderato che i loro defunti fossero oggetto delle preghiere e del ricordo della comunità cristiana. Le loro tombe divenivano luoghi di preghiera, della memoria e della riflessione. I fedeli defunti fanno parte della Chiesa, che crede alla comunione «di coloro che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la loro purificazione e dei beati del cielo; tutti insieme formano una sola Chiesa». 7- Mediante la sepoltura dei corpi nei cimiteri, la tradizione cristiana si è opposta alla tendenza a occultare o privatizzare l’evento della morte e il significato che esso ha per i cristiani Norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri nel caso della cremazione: 1- Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima e la risurrezione dei corpi. 2- la cremazione non è vietata, «a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana». 3- la Chiesa, dopo la celebrazione delle esequie, accompagna la scelta della cremazione con apposite indicazioni liturgiche e pastorali. 4- Qualora per motivazioni legittime venga fatta la scelta della cremazione del cadavere, le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nel cimitero. 5- La conservazione delle ceneri in un luogo sacro può contribuire a ridurre il rischio di sottrarre i defunti alla preghiera e al ricordo dei parenti e della comunità cristiana. In tal modo, inoltre, si evita la possibilità di dimenticanze e mancanze di rispetto, che possono avvenire soprattutto una volta passata la prima generazione. 6- Per i motivi sopra elencati, la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita. Le ceneri, tuttavia, non possono essere divise tra i vari nuclei familiari e vanno sempre assicurati il rispetto e le adeguate condizioni di conservazione. 7- Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione. 8- Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto. Il Santo Padre, Papa Francesco ha promulgato questo documento il 15 agosto 2016, solennità dell’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria, in corpo e anima. Don Tarcisio


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AMORIS LAETITIA: prima riflessione. L’amore e le sue espressioni Concludendo la presentazione del documento di Papa Francesco, nell’ultimo numero del Giornalino parrocchiale, ci siamo riproposti di approfondirne il contenuto negli argomenti che ci riguardano più da vicino, come cristiani e come “uomini”. Eccoci dunque alla prima parte della nostra riflessione nella quale facciamo riferimento al Capitolo IV dell’Amoris Laetitia che costituisce un piccolo trattato sull’amore inteso come capacità di relazione finalizzata ad una serena esistenza quotidiana. Probabilmente mai vocabolo è stato più usato, frainteso e talora abusato. Mai parola ha assunto significati più diversi fino ad accezioni fra di loro opposte (come ben dimostra la cronaca di ogni giorno): dal dono più sublime e totale alla passione che può distruggere. Papa Francesco parte, come fa di solito, dalla parola di Dio e la applica alla vita concreta trasformandola in regole anche semplici, ma che possono diventare lineeguida estremamente utili. Il documento prende spunto, dunque, dal cosiddetto “Inno alla Carità” di S.Paolo (prima lettera ai Corinzi, 13, 4-7) che elenca le caratteristiche dell’amore che noi qui cerchiamo di evidenziare sperando che orientino la nostra vita di comunità, anche indipendentemente dalle scelte più propriamente religiose. L’amore è paziente: il vocabolo qui significa “non lasciarsi guidare dagli impulsi ed evitare di aggredire” e più ampiamente non pretendere che l’altro sia perfetto, saperlo accettare com’è (anche se si rivela modesto o diverso da come lo vorremmo); non credere di essere al centro di ogni relazione per cui se questo viene messo in discussione scattano l’ira e l’aggressività. La pazienza non si identifica con un atteggiamento rassegnato e passivo, perché ad

essa deve seguire la benevolenza, cioè l’azione che promuove il meglio per chi ci è vicino. L’amore così non è solo un sentimento perché si realizza più nelle opere che nelle parole (S.Ignazio) L ’ a m o r e n o n è i n v i d i o s o : in questo amore non c’è spazio per quel sentimento amaro (Invidia) che non ci fa gioire dei doni dell’altro, del suo successo e ce lo mostra come una minaccia, un inciampo alla nostra affermazione. È l’orgoglio che ci fa credere di essere i migliori, più grandi, più saggi, di aver sempre ragione e quindi ci impedisce l’ascolto delle ragioni altrui. L’amore al contrario non vuole far soffrire l’altro col gesto rude o la parola scortese, deve anche saper tacere perché il rapporto non diventi uno scontro e la casa un campo di battaglia. È questo che S. Paolo definisce amabilità. Grazie ad essa si coltivano i legami affettivi e quelli sociali, si creano reti di solidarietà entro cui ciascuno si sente protetto ed è pronto a proteggere. L’amore perdona: nel rapporto con il prossimo meglio un atteggiamento positivo che cerca di comprendere le debolezze, supera il rancore e non si impegna “a fargliela pagare”. Non si tratta di non rivendicare i propri diritti o di non sostenere il proprio punto di vista, ma di una disponibilità alla tolleranza, al perdono. Eccoci alla parola-chiave del messaggio del Papa durante quest’anno “giubileo

della misericordia”. È dura - pensiamo noi - quando siamo stati offesi o delusi! Immaginando questo naturale sfogo Papa Francesco aggiunge: “Nessuno dice che sia facile, ma il perdono è possibile e auspicabile”. Per i cristiani inoltre, la certezza assoluta che Dio ci accoglie sempre e comunque deve indurre ad offrire una seconda opportunità, a non presentare il conto a chi può averci ferito. Bisogna anche impegnarsi a chiederlo, il perdono. Si usino pure tutte le varianti lessicali che si vogliono, se il vocabolo ci sembra troppo forte. Sappiamo quanto può costare, ma è l’unica possibilità perché non si approfondisca il solco del rancore e l’unica direzione sicura per riprendere il cammino. Il Testo di S. Paolo elenca numerose altre caratteristiche dell’amore. Qui sono state sottolineate solo quelle che possono guidarci concretamente ogni giorno. Abbiamo richiamato l’attenzione su atteggiamenti che possono essere di tutti e di ciascuno, senza insistere su una specifica scelta esistenziale: sono, per così dire, il denominatore comune di ogni condizione di vita. È evidente, comunque, che l’ambito in cui questo paradigma dell’amore si declina più compiutamente è la famiglia. A questa istituzione e al gesto che ne sancisce moralmente e giuridicamente il valore, il matrimonio, dedicheremo il nostro prossimo breve commento. LMC

Una società che guarda al futuro Il rispetto della vita umana passa anche dal rispetto dei giovani e degli anziani, sul solco delle parole spesso sottolineate da Papa Francesco. Sono tante le suggestioni offerte dal Messaggio del Consiglio episcopale permanente della Cei in occasione della prossima Giornata per la Vita (5 febbraio 2017). Il coraggio di sognare con Dio. Papa Francesco spesso ci invita a sognare, non come rifugio in cose irrealizzabili, ma tensione ideale a pensare ed agire in grande. Spesso nelle udienze fa riferimento ai sogni dei bambini e dei giovani, dei malati e degli anziani, delle famiglie e delle comunità cristiane, delle donne e degli uomini di fronte alle scelte importanti della vita. Sognare con Dio e con Lui osare e agire! Quando si rivolge alle famiglie,il papa ricorda loro che il sogno di Dio “continua a realizzarsi nei sogni di molte coppie che hanno il coraggio di fare della loro vita una famiglia; il coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo, nessuno si senta superfluo o senza un posto”. I bambini e i nonni, il futuro e la memoria. Per Papa Francesco il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e

dei nonni. I bambini “sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza”; i nonni “sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede. Avere cura dei nonni e avere cura dei bambini è la prova di amore più promettente della famiglia, perché promette il futuro. Un popolo che non sa prendersi cura dei bambini e dei nonni è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per andare avanti”. Educare alla vita significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale. Con Madre Teresa. È ciò che ancora oggi ci ricorda Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso pronunciato in occasione del premio Nobel 1979: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”; è ciò che continua a cantare con l’inno alla vita: “La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà … La vita è la vita, difendila”. (Adattamento di un documento CEI da parte di Angelo T.)


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CENTRO di AIUTO alla VITA Nel mese di febbraio aprirà a Calvisano il Centro di Aiuto alla vita (CAV), dopo un periodo di preparazione ed un corso di formazione rivolto a potenziali volontarie. Il 5 febbraio la Chiesa italiana celebrerà la 39a Giornata nazionale per la vita, in quell’occasione dopo la Messa delle ore 10, noi volontarie saremo presenti all’uscita della chiesa con un punto informativo, per far conoscere ciò che il Centro di Aiuto alla vita offre. Esso si occupa di ascoltare, aiutare ed accogliere donne, in situazione di difficoltà, in attesa di un bimbo. La nascita del Centro è stata promossa e sostenuta dal CAV di Desenzano, con l’assessore Marco Pari e il parroco don Tarcisio Capuzzi. Questa esperienza è aperta alla partecipazione di nuove volontarie e volontari. Il CAV si trova Calvisano, in via Mazzucchelli, sarà aperto il GIOVEDI’ ore 9 – 11, dal 9 febbraio 2017. Per l’ascolto si può richiedere un appuntamento al numero di telefono 366 4800150. LE DIFFICOLTA’ DELLA VITA NON SI RISOLVONO ELIMINANDOLE, MA SUPERANDOLE.

La gioia natalizia a Calvisano “Oggi è nato per noi il Salvatore”. Ancora un’altra volta, ho camminato insieme ai cristiani della parrocchia San Silvestro di Calvisano verso il Natale che ci fa godere della gioia della nascita del Salvatore del mondo. Nel cammino verso il Natale, la parrocchia di Calvisano ha messo a disposizione, di tutti quelli che desiderano il sacramento della riconciliazione, i sacerdoti perché li aiutino a riconciliarsi con Dio e con la Chiesa allo scopo di avere un cuore puro e pronto ad accogliere il Bambino Gesù, che è presenza di Dio in mezzo a noi. Mi ha fatto piacere vedere tanta gente che affollava la chiesa di Calvisano nei due ultimi giorni per dissetarsi al sacramento della riconciliazione, fonte di perdono e di pace. Questo testimonia quanto i Calvisanesi hanno sete della misericordia di Dio: è segno che parecchi hanno già capito che non basta preparare i regali del Natale senza avere prima preparato il proprio cuore ad accogliere il Bambino Gesù che è il più grande regalo che Dio ha dato all’umanità peccatrice. Per tutti coloro che avevano preparato bene il loro cuore con tanti propositi nel cammino di fede e di vita cristiana, il Natale è stato fonte di gioia, di pace e di forza per potere cambiare in meglio e vivere in comunione d’amore con Gesù Salvatore. A Natale, il presepe costituisce un segno visibile della nascita del Salvatore, cioè della presenza di Dio in mezzo a noi credenti. In quasi tutte le famiglie, è stato preparato un presepe come segno visibile del Natale.

Per permettere ai Calvisanesi di capire il senso profondo e spirituale del presepe nelle proprie famiglie, la parrocchia ha organizzato il concorso dei presepi. Accompagnato da tre chierichetti che dovevano fare la valutazione dei presepi e attribuire il voto allo scopo della premiazione di tutti quelli che si sono impegnati a fare un presepe a casa loro, io e don Tarcisio siamo passati in tante case per la benedizione delle famiglie perché “il Bambino Gesù adagiato nella mangiatoia” diventi una presenza effettiva e beneficante nelle loro case. Spero che la presenza del presepe in ogni casa aiuti i suoi abitanti e i loro ospiti a avere la certezza che, nel Bambino Gesù, Dio è con loro e che nessuno sarà contro di loro, come dice san Paolo nella sua lettera ai Romani (Cf. Rm 8, 31). Solo la nostra fede, cioè la certezza che Dio è con noi e che non ci abbandona mai, ci riempie di pace e di gioia e ci dà la forza di andare avanti nel nostro impegno di conformare la nostra vita al Vangelo malgrado le difficoltà, le prove, le incomprensioni e le delusioni a cui siamo confrontati nella nostra vita quotidiana. Prima di finire il mio articolo, non posso non esprimere la mia gioia di sentire che i Calvisanesi si ricordano di don Didier che veniva con me a Calvisano per svolgerci il ministero sacerdotale. Questo è segno che la sua presenza a Calvisano è stata edificante per tanti Calvisanesi. Ne approfitto per darvi i suoi saluti e farvi sapere che non è venuto con me a Calvisano perché ora è pienamente impegnato nella nostra diocesi di Ngozi in

Burundi. Da quando è rientrato in Burundi a settembre 2016, don Didier è segretario esecutivo della Caritas diocesana che ha per scopo principale lo sviluppo integrale della persona umana, cioè lo sviluppo di ogni persona umana e in tutte le sue dimensioni. Oltre questo incarico a livello diocesano, don Didier è responsabile di un orfanotrofio che ospita 43 orfani con meno di 6 anni e che hanno perso le proprie mamme durante il parto. Siccome c’è tanto bisogno per dare la speranza e il futuro a questi bambini orfani, don Didier si raccomanda alle preghiere di tanti uomini e donne di buona volontà, in modo particolare alle preghiere dei Calvisanesi e al loro aiuto materiale per contribuire al mantenimento e all’educazione di questi bambini che hanno bisogno dell’affetto, della tenerezza, dell’attenzione e del calore umano. Ringraziando il parroco don Tarcisio che mi ha invitato a svolgere il mio ministero sacerdotale a Calvisano, le famiglie dei Calvisanesi che mi hanno accolto e offerto il pranzo o la cena e tutta la comunità parrocchiale che ha condiviso con me le funzioni liturgiche, invoco la benedizione di Dio su tutti voi. Dio che ci ha tanto amato da mandarci il suo Figlio Unigenito Gesù ci aiuti a custodire il dono natalizio della pace e ad essere per gli altri la luce che conduce a Gesù Salvatore, affinché tutte le persone bisognose si sentano abbracciate dalla misericordia di Dio. Don Christian NZINAHORA


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CALENDARIO LITURGICO PASTORALE Martedì 14 febbraio

Giovedì 2 febbraio

PRESENTAZIONE DEL SIGNORE AL TEMPIO 21a Giornata dedicata alla vita consacrata FESTA DELLA CANDELORA

FESTA DELLA BEATA CRISTINA

Quaranta giorni dopo il Natale Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio per adempiere quanto prescritto dalla legge mosaica. Al Tempio Maria e Giuseppe incontrano Simeone e Anna. Simeone, nel suo celebre “Cantico” riportato dal Vangelo di Luca, definisce Gesù “luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele” (cfr Lc 2,30-32). Da qui, la festa del 2 febbraio assume il senso di “festa della luce” ed è tradizionalmente celebrata con il rito della processione e benedizione delle candele.

Alle ore 16.00: S. Rosario presso la casa natale della Beata Cristina.

• La S. Messa si celebra alle ore: 7.30 - 20.00.

Alle ore 7.30 - processione dalla chiesa della Disciplina alla parrocchiale; segue la benedizione delle candele e la celebrazione della S. Messa.

Venerdì 3 febbraio

FESTA DI S. BIAGIO La S. Messa si celebra alle ore: 7.30 – 16.30 - 20.00.

In occasione della festa di S. Biagio, durante la S. Messa ci sarà la benedizione della gola.

S. Messa alle ore: 8.00 – 10.30 - 20.00

Alle ore 19,30: processione per le vie del paese.

TRIDUI PER I MORTI Giovedì 23 - Venerdì 24 - Sabato 25 febbraio La S. Messa si celebra alle ore: 7.30 – 16.00 - 20.00. In questi giorni si raccolgono le iscrizioni dei defunti.

Domenica 26 febbraio: alle ore 14.00 - Sfilata dei carri mascherati, partenza dalla piazza del Comune. Lunedì 27 febbraio: Carnevale in oratorio per gli adolescenti. Martedì 28 febbraio: alle ore 14.00 - Festa di Carnevale in oratorio per bambini e ragazzi con la sfilata delle mascherine. Mercoledì 1 marzo

MERCOLEDI’ DELLE CENERI La S. Messa con l’imposizione delle ceneri si celebra alle ore: 8.30 – 16.30 – 20.00.

INZIATIVE PER LA QUARESIMA CALENDARIO DEI RITIRI E ANIMAZIONE DELLA MESSA DELLE ORE 10 CLASSE

RITIRO

I Elementare

19 febbraio/26 marzo

II Elementare

12 febbraio

MESSA 26 febbraio 5 marzo

III Elementare IV Elementare

5 febbraio/19 marzo

12 marzo

V Elementare

5 marzo

5 febbraio/19 marzo

I Media

12 marzo

12 febbraio/26 marzo

II Media

19 febbraio

III Media

19 febbraio

CONFESSIONI: (PER LE CLASSI V ELEMENTARI, I-II-III MEDIA) 2 E 4 MARZO

Per i ragazzi: • Via Crucis ogni lunedì alle ore 16.15 nella Chiesa della Disciplina. • Una stazione davanti alla croce dell’oratorio, ogni venerdì e sabato alle ore 14.30. • iniziative a favore della Caritas (raccolta generi alimentari), cassette per le missioni o altri aiuti. Per tutti: • Via Crucis ogni domenica alle ore 15.00 nella Chiesa parrocchiale. • Via Crucis alle ore 20.00 nei villaggi secondo il seguente programma: 10 marzo – Villaggio Marcolini 17 marzo – Villaggio Beata Cristina 24 marzo – Villaggio I° Maggio 31 marzo – Via Polini e dintorni


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Verbali del Consiglio Pastorale Parrocchiale VERBALE DEL 9 NOVEMBRE 2016 I due Consigli di Calvisano e Malpaga si sono riuniti per evidenziare in una griglia gli aspetti positivi e critici per COSTRUIRE COMUNITA’ CRISTIANE ATTRAENTI punto 3.2.1 del progetto pastorale missionario. In sintesi, dal dibattito, sono emerse le seguenti considerazioni. Al centro di tutto c’è la relazione con Cristo, Via, Verità e Vita. È importante porre l’accento sull’ascolto della Parola di Dio personale e comunitaria. Le celebrazioni dovrebbero coinvolgere più persone. l’Adorazione Eucaristica del giovedì arricchiamola con momenti di spiritualità giovanile, confessioni serali, adorazione notturna. Aprire l’oratorio è un impegno notevole, serve che ci siano le persone che collaborino in modo serio e che diano buone parole. Celebrare per stupire: portare la Parola fuori dai nostri ambienti e approfittare delle occasioni particolari come i matrimoni o i funerali dove ritroviamo persone non frequentanti dell’ambiente Chiesa. La cura dell’annuncio della Parola e dell’omelia dovrebbe attirare i “lontani” che sono presenti in queste circostanze. Dovremmo pensare i modi per coinvolgere di più i bambini nella messa. La messa deve diventare partecipata e deve proporre novità coinvolgenti per i partecipanti. È necessario fare qualcosa per far partire i centri di ascolto sulla Parola di Dio e avviarsi su questa strada. È difficile però che questa iniziativa sia attraente per coloro che non sono praticanti. Bisogna fare qualcosa di più concreto soprattutto per i giovani come puntare sulle Relazioni.

È la Parola di Dio che ci aiuta a mettere al centro Cristo; è Lei che può aiutarci a costruire relazioni buone. Sarebbe importante avere l’opportunità di confrontarci fra di noi, leggere, meditare alcuni brani della Bibbia e approfondirne insieme il significato. Prima di pensare a qualcosa di nuovo, bisogna migliorare quello che c’è, le iniziative valide che già abbiamo. Dobbiamo vivere la carità sul nostro territorio: porre l’attenzione alle famiglie povere per portare loro un messaggio di speranza. Attenzione agli ammalati: ognuno può far visita a chi vuole. Attenzione a chi è senza lavoro: ai ragazzi e ai giovani che attendono uno spiraglio di speranza, altrimenti seguono strade non buone. Un’idea potrebbe essere quella di sfruttare le occasioni che abbiamo: si può pensare ai giovani genitori che con i sacramenti entrano in contatto con la parrocchia. I sacramenti dei figli sono quindi un punto di aggancio delle famiglie lontane. Alla base di tutto bisogna unire di più i gruppi che lavorano in parrocchia perché il clima sereno attira. Un’idea nella Via Crucis itinerante sarebbe quella di cercare di fare le stazioni davanti alle case di chi non viene. Si potrebbe pensare anche alla veglia delle Palme in forma itinerante e al rosario nei quartieri da incentivare. Dovremmo conoscere i gruppi e le associazioni presenti sul nostro territorio, creare rapporti di collaborazione, appoggiare le varie iniziative. Dobbiamo sperimentare cose nuove. I giovani in oratorio sono quelli rimasti dopo la scrematura sacramentale, e gli altri? Per attirare le famiglie sarebbe utile pensare alla possibilità di creare una sala giochi per i bambini piccoli: è segno di accoglienza.

VERBALE DEL 30 NOVEMBRE 2016 Preghiera: meditazione delle letture del giorno - festa dell’apostolo Andrea (Mt. 4,18 – 22; Gv. 2,35 – 42). Con il Progetto di Pastorale Missionaria ci si propone di costruire delle comunità attraenti, immagine del fascino di Gesù. La festa dell’apostolo Andrea introduce il tema della chiamata di Gesù all’interno delle relazioni umane. Pietro non è chiamato da solo, ma con suo fratello Andrea e questo è un invito anche per noi ad operare nella comunità, non in modo autonomo, ma insieme agli altri. I due fratelli, secondo l’evangelista Matteo sono pronti a seguire Gesù “subito”, in una disponibilità piena e incondizionata che li fa abbandonare tutto. L’evangelista Giovanni sottolinea invece l’aspetto dell’attesa. Andrea era in attesa di Gesù, aveva questo desiderio, coltivato nel tempo, d’incontrare e conoscere Gesù. Ecco che l’attesa deve essere anche per noi, non un tempo vuoto e passivo, ma un tempo di raccoglimento nel quale possiamo percepire e ascoltare quello che ci dice Gesù. Parola illuminante: dalla lettura delle osservazioni raccolte nel precedente incontro, emerge il termine “RELAZIONI” che sono la base sulla quale si fonda una comunità “attraente”. Le prime comunità cristiane si distinguevano proprio dal modo in cui si volevano bene. Vivere la comunità come un insieme di relazioni dalle quali esce qualcosa di buono. Dal dibattito emergono: - fra i genitori si avverte il bisogno di confrontarsi per avere poi il coraggio di prendere iniziative in oratorio. - Si dovrebbe creare un ponte dal battesimo ai 6 anni di età attraverso delle celebrazioni come la “festa della vita” nella quale si potrebbero invitare le famiglie dei battezzati nell’anno. Creare centri d’ascolto per le coppie che vivono periodi di difficoltà o che si stanno separando. - Puntare sulla famiglia che poi coinvolge anche i ragazzi. Incontri nei quartieri. - Più animazione della messa domenicale per i giovani e anche quella delle ore 8 frequentata in particolare dagli anziani. Creare un ambiente per giocare a carte e ritrovarsi nei pomeriggi feriali. Celebrazioni per i battezzati del 1° - 2° - 3° - 4° - 5° anno… - Ricalibrare quello che c’è già e le attività che stiamo facendo: esempio fare la marcia della pace oltre che parlare di pace. Ado-

razione per giovani. Creare il gruppo chierichetti. - Andando oltre al calendario, cercare di fare qualcosa in più qualitativamente per le varie fasce d’età. Elementari: l’icfr “costringe” i genitori a venire e quindi bisognerebbe coinvolgerli facendoli animare, ad esempio, una domenica in oratorio. Medie: fascia più difficile. Comunità adulta: tre volte all’anno incontri di formazione, oltre all’adorazione in Avvento e Quaresima, anche in altro periodo. Per i pensionati: fare un gruppo vivo. Durante la settimana seguire i ragazzi in oratorio coinvolgendo le associazioni a turni settimanali o mensili. Per i Battesimi: preparazione con coppie laiche e poi recuperarli periodicamente, almeno una volta all’anno, con un incontro /confronto sull’educare i bimbi. un’occasione potrebbe essere la giornata della vita in febbraio. Messe per fasce d’età, la domenica sera potrebbe essere animata dai giovani e dagli adolescenti. Occasioni per relazioni buone tra le famiglie o per le famiglie o con le famiglie: destinatarie protagoniste. In concreto inseriamo nel calendario: - Festa dei battesimi 2016 all’8 gennaio 2017 - festa del Battesimo di Gesù. - Festa della vita per bimbi 0-6 anni: incontro educativo per famiglie con figli piccoli e angolo per i piccoli sorvegliato da adolescenti e giovani. - 11/2: festa e giornata dell’ammalato coinvolgere Croce Rossa e Avis in oratorio e in chiesa - Per i giovani: adorazioni notturne - Per le elementari: dalla prima alla terza, i bambini nei ritiri della domenica mattina, entrano alla messa al momento del Santo. - Per i giovani: animano la messa della domenica sera con prete apposta (padre Fabio o Maurizio) - Visita nelle case dei bambini che riceveranno i sacramenti: 4 e 5 elementare con benedizione della casa e della famiglia nell’orario serale concordato per 2 – 3 famiglie per serata. - Via Crucis del venerdì Santo serale – lette dal TEATRO 7. - Primo maggio: FESTA LAVORATORI animata dalle ACLI - Alla messa delle 10.00 tenere presente i genitori e coinvolgerli. Don Tarcisio


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Anniversari di matrimonio 2016 Domenica 20 novembre numerose coppie di sposi della nostra parrocchia hanno accolto l’invito a celebrare gli anniversari di matrimonio, secondo la consuetudine che si ripete ormai da diversi anni. Nella chiesa di Santa Maria della Rosa molte coppie erano accompagnate da figli e nipoti che hanno voluto condividere questo significativo momento di festa. Per tutti è stata un’occasione per riflettere sul grande dono dell’amore di coppia, che ogni giorno si rinnova, pur nelle difficoltà quotidiane, attraverso il dialogo, la fedeltà e il rispetto reciproco. Durante l’omelia don Tarcisio ha ricordato un passo di un discorso pronunciato da Santa Teresa di Calcutta riguardo al matrimonio: il processo che porta ad un matrimonio riuscito somiglia per certi versi a quello che porta alla santità. Anche il cammino con la persona amata nel matrimonio, come quello dei

Santi con Dio, conosce le cosiddette grazie iniziali: consolazione, dolcezze, attrattive; cose che però non durano per sempre. Arriva per gli uni e gli altri la notte dei sensi che porta con sé vuoto, aridità, senso di fatica, fino a dubitare di essere sulla strada giusta, di aver sbagliato tutto. Ma sia nel rapporto con il coniuge che in quello con Dio questo non è la fine di tutto, ma il preludio di un amore più puro, con la consapevolezza che l’amore vero, genuino è quello maturato attraverso le vicende della vita affrontate insieme. Al termine della celebrazione ad ogni coppia è stata donata una piccola icona raffigurante la Sacra Famiglia e, dopo le consuete foto di gruppo gentilmente realizzate dai fratelli Mauri, la festa è continuata presso l’oratorio, dove era stato preparato un rinfresco per tutti. M.G.

5° - 10° - 15° anniversario

20° e 25° anniversario

30° - 35° - 40° anniversario

45° - 50° - 51° anniversario

52° - 53° ed oltre

Festa della classe 1951

Cordiali auguri ai numerosi e giovanili sessantacinquenni.


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Chiesa Parrocchiale - Relazione tecnica I lavori per il rifacimento del manto di copertura della Chiesa Parrocchiale di circa 1400 mq, sono stati realizzati dal mese di Settembre fino alla settimana che ha preceduto il Natale nel pieno rispetto del Progetto autorizzato dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Brescia. Dopo l’installazione della gru a torre e dell’intero impalcato dei ponteggi metallici affidate a ditte specializzate, le ditte di Calvisano che si sono aggiudicate i lavori, il gruppo di Imprese edili e la ditta di Impianti elettrici, dai primi di Ottobre hanno provveduto alla realizzazione delle varie fasi lavorative partendo dal campanile e proseguendo con le falde della navata e poi dell’abside. Al fine di garantire in ogni momento la protezione della Chiesa dagli agenti atmosferici ed ottimizzare i tempi di realizzazione, si è deciso di procedere per settori che di volta in volta venivano smantellati e completati con i nuovi interventi. Nel concreto si è provveduto a rimuovere e smaltire gli impianti antifulmine e dissuasore antivolatili esistenti in copertura; rimuovere ed accatastare l’intero manto di copertura in coppi esistenti, con smaltimento dei rotti ed inutilizzabili; rimuovere e smaltire tutte le lastre bitumate sottocoppo ormai inservibili e relativa pulitura dell’assito che si è verificato essere in

buono stato di conservazione; sostituire tutti i fissaggi e le sigillature dei canali in rame; posare nuova guaina bitumata impermeabilizzante; posare i listoni in abete per il sostegno dei coppi con guarnizioni di tenuta su ogni vite di fissaggio; installare parapasseri a pettine in lamiera sui perimetri di gronda ed i compluvi, ganci flessibili anticaduta sottocoppo in acciaio, sot-

tocolmo ventilato su listoni di sostegno; posare il manto di copertura con nuovi coppi canale con nasello sui listoni di sostegno in abete, coppi coperta e colmi in riuso fissati uno ad uno con ganci metallici; installare nuovi impianti antifulmine e dissuasore antivolatili analoghi agli esistenti smantellati. S.A.

Chiesa Parrocchiale: seconda fase Terminati i lavori di restauro conservativo ed il rifacimento del manto di copertura della parrocchiale, siamo alla seconda fase dei lavori alla chiesa: messa in sicurezza e restauro della volta e del sistema decorativo della chiesa. Prima di sistemare le reti provvisionali, per poter rientrare a vivere le celebrazioni liturgiche nella nostra chiesa parrocchiale, si è effettuata una rilevazione laser e orto-fotografica dell’interno e si è preso così visione dei lavori necessari all’interno della chiesa stessa. Nel periodo natalizio abbiamo valutato la possibilità di richiedere i progetti di intervento di restauro degli affreschi e la sistemazione degli stucchi pericolanti collocati nella volta. Abbiamo fatto riferimento alla Curia diocesana per le indicazioni in merito ai possibili restauratori. Si sono valutate le principali fasi di intervento che saranno definite con precisione nel futuro Progetto di Restauro: - Verifica e messa in sicurezza degli stucchi in gesso e delle superfici intonacate e decorate della volta, soggetti a distacco o compromessi dall’umidità pregressa. - Restauro degli affreschi e delle superfici decorate, ammalorati dai sali dell’acqua infiltrata da tempo. - Valutazione ed eventuale sostituzione di elementi decorativi in precedenza restaurati con materiali contrastanti e diversi dagli originali; ad es. sono ben visibili, per disomogeneità di colore, ampie porzioni di dorature ossidate non in foglia d’oro come le originarie.

- Pulitura della patina di polveri depositate dai fumi da riscaldamento delle pareti dipinte della volta e in generale della chiesa. - Eventuale pulitura dei marmi di rivestimento: altari e zoccolo perimetrale, da valutare in base alle preventivazioni ed alle disponibilità economiche: intervento non urgente, ma avendo a disposizione il ponteggio potrebbe essere il completamento ovvio dei lavori. - Incaricato l’arch. Sandro Amadei per il Coordinamento del Progetto e la Direzione dei Lavori. Scelti 5 restauratori accreditati presso la Sovrintendenza alle Belle Arti, si è chiesto

loro di preparare Proposta Tecnica e Preventivo per il Restauro. Con il Consiglio degli Affari Economici si valuteranno le proposte ed in base ai risultati della domanda di contributo e finanziamento fatta alla regione Lombardia lo scorso agosto, decideremo i lavori da fare. La Sovrintendenza dovrà darci il parere sui lavori in progetto e, nei tempi soliti per questi uffici, dovremmo cominciare i lavori entro l’estate 2017, predisponendo un ponteggio interno alla chiesa che permetterà ai restauratori di lavorare in sicurezza ed alla comunità di partecipare a tutte le celebrazioni liturgiche. Colgo l’occasione, a nome dei collaboratori intervenuti in quest’opera, per ringraziare tutti coloro che in questi mesi con le loro offerte hanno permesso di pagare completamente i lavori del tetto della chiesa (come potete vedere dal prospetto allegato). È stata una manifesta e generosa dimostrazione di fiducia che ci ha rinfrancati e che ci sprona ad essere sempre più attenti a usare bene dei sacrifici della comunità e a renderne conto puntualmente. Le offerte che perverranno nei prossimi mesi saranno destinate a sostenere le spese per i lavori descritti sopra che quantificheremo appena approvato il progetto della Sovrintendenza alle Belle Arti di Brescia e vi comunicheremo tempestivamente. Grazie. Il parroco, il tecnico incaricato e il Consiglio Affari Economici


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OFFERTE FINALIZZATE ALLA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEL TETTO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DATA DESCRIZIONE IMPORTO OFFERTE RACCOLTE FINO AL 4/11/2016 € 50.450,00 14/11/2016 N. N. € 300,00 21/11/2016 N. N. € 400,00 28/11/2016 N. N. € 100,00 30/11/2016 N. N. € 200,00 30/11/2016 N. N. € 200,00 03/12/2016 N. N. € 300,00 05/12/2016 N. N. € 5.000,00 05/12/2016 N. N. € 400,00 05/12/2016 N. N. € 100,00 05/12/2016 N. N. € 500,00 06/12/2016 N. N. € 2.143,82 07/12/2016 N. N. € 1.000,00 12/12/2016 N. N. € 10.000,00 13/12/2016 N. N. € 2.000,00 13/12/2016 N. N. € 3.000,00 14/12/2016 N. N. € 1.000,00 15/12/2016 N. N. € 200,00 15/12/2016 N. N. € 300,00 15/12/2016 N. N. € 1.000,00 16/12/2016 N. N. € 200,00 16/12/2016 N. N. € 50,00 16/12/2016 N. N. € 100,00 19/12/2016 N. N. € 1.000,00 19/12/2016 N. N. € 500,00 19/12/2016 BUSTE IN CHIESA € 975,00 20/12/2016 N. N. € 900,00 20/12/2016 N. N. € 200,00 21/12/2016 N. N. € 500,00 23/12/2016 N. N. € 10.000,00 23/12/2016 N. N. € 140,00 27/12/2016 N. N. € 300,00 27/12/2016 BUSTE IN CHIESA € 2.275,00 27/12/2016 N. N. € 200,00 27/12/2016 N. N. € 400,00 27/12/2016 N. N. € 500,00 28/12/2016 N. N. € 1.500,00 29/12/2016 N. N. € 15.000,00 30/12/2016 N. N. € 1.500,00 02/01/2017 N. N. € 1.000,00 02/01/2017 N. N. € 400,00 09/01/2017 N. N. € 10.000,00 09/01/2017 N. N. € 500,00 09/01/2017 N. N. € 400,00 12/01/2017 N. N. € 1.000,00 13/01/2017 N. N. € 2.000,00 16/01/2017 N. N. € 200,00 16/01/2017 N. N. € 220,00 TOTALE € 130.553,82 21/11/2016 smaltimento coppi opera gratuita € 208,00 30/12/2017 impianto antivolatili e parafulmini opera gratuita € 4.100,00 TOTALE GENERALE OPERE€ 134.861,82

BILANCIO DEI COSTI SOSTENUTI PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL TETTO DELLA CHIESA PARROCCHIALE DESCRIZIONE MATERIALE EDILE NOLEGGIO PIATTAFORMA NOLEGGIO GRU E PONTEGGI IMPRESE EDILI LATTONIERE IMPIANTO ANTIVOLATILI E PARAFULMINE ONORARI A PROFESSIONISTI MARCHE DA BOLLO TOTALE COSTI SOSTENUTI AL 31/12/16 RITENUTE SU ONORARI COMPENSATE RITENUTE DA VERSARE TOTALE GENERALE SALDO DISPONIBILE IN BANCA AL 30/06/2016 OFFERTE RACCOLTE

IMPORTO € 35.600,53 € 725,00 € 49.441,88 € 83.149,97 € 2.500,00 € 4.950,00 € 14.722,40 € 110,00 € 191.199,78 € 1.000,00 € 600,00 € 192.799,78

€ 60.571,20 € 134.861,82

Nelle offerte sono compresi i costi relativi allo smaltimento dei coppi e parte del costo relativo al rifacimento dell’impianto anti-volatili e parafulmini che sono stati eseguiti gratuitamente dalle imprese appaltatrici. La ditta fornitrice di materiali ha praticato uno sconto devolvendo alla parrocchia un contributo di € 15.000 oltre ad emettere una nota d’accredito pari a € 4.533,15. Le imprese edili hanno offerto la manodopera per il rifacimento del tetto del fabbricato adiacente la chiesa.

Nati alla Grazia I genitori dei bambini battezzati sono invitati far pervenire tempestivamente al Parroco una foto della celebrazione, così da poterla pubblicare (è possibile anche inviare mail a: parrocchiacalvisano@libero.it). Bodei Emma

28 - Accini Lia

29 - Solazzi Luca

30 - Turra Michele


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Con queste immagini concludiamo la presentazione delle fasi di lavorazione per il restauro conservativo ed il rifacimento del manto di copertura della nostra Chiesa Parrocchiale. Le diverse fasi di lavorazione sono ben spiegate nella relazione tecnica di fine lavori (pubblicata a pag. 8)


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Ed ecco, nelle ultime tre foto, il tetto completato !!!

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DALL’ORATORIO Il Sinodo (Cost 218) fornisce questa definizione di oratorio: «...è una comunità che educa all’integrazione fede-vita, grazie al servizio di una comunità di educatori, in comunione di responsabilità e di collaborazione con tutti gli adulti. Il metodo dell’oratorio è quello dell’animazione, che consiste nel chiamare i ragazzi a partecipare a proposte educative che partono dai loro interessi e dai loro bisogni». Per mettere in pratica questa indicazione pastorale il nostro oratorio, insieme alle moltissime attività di catechesi e ricreative, propone ormai da più di un anno, un’altra forma di affiancamento ai ragazzi: l’oratorio feriale. Sì, l’o-

L’Oratorio feriale ratorio non è solo per i giorni di festa! Non è aperto solo per il catechismo del venerdì e sabato!... E’ aperto la domenica per andarci con la famiglia ed è aperto ogni giorno della settimana. Sette giorni su sette. Dal lunedì al giovedì, dalle 14:30 alle 17:30, si svolge “DOPOLASCUOLA”, è una proposta organizzata in collaborazione con l’associazione Ideando, rivolta ai bambini della scuola primaria e ai ragazzi della secondaria. I partecipanti, divisi in gruppi, prima si dedicano allo svolgi-

mento dei compiti, poi la merenda insieme e a seguire, gioco, svago e attività insieme. I ragazzi sono affiancati durante l’intero pomeriggio da un team di giovani animatori, alla presenza del Don e della Sig.ra Lidia. Si utilizzano le aule per i compiti, il bar, la sala-giochi e gli spazi esterni per le attività ludiche. E’ una grande e bella opportunità offerta a tutti i ragazzi per condividere interessi e bisogni. Per informazioni contattare Don Tarcisio (338 7555732) oppure il numero 366.3456080 (Associazione Ideando). ATTENDIAMO TUTTI I RAGAZZI! Don Tarcisio e gli animatori

Assemblea triennale dell’Azione Cattolica di Calvisano Ogni anno l’8 Dicembre l’Azione Cattolica festeggia la festa dell’adesione, detta anche festa del tesseramento, in cui i laici di AC, rinnovando la loro adesione all’associazione, rinnovano in senso più ampio il loro aderire alla Chiesa Cattolica ed alla sua missione evangelica. Quest’anno, oltre alla festa dell’adesione, l’AC di Calvisano ha vissuto un momento particolare celebrando l’assemblea triennale. Avendo forma di associazione infatti, l’Azione Cattolica ha una struttura democratica che prevede l’elezione di alcune figure responsabili che compongono il consiglio parrocchiale e che vengo rinnovate ogni tre anni. Tutte le associazioni territoriali Bresciane così come quelle del resto d’Italia hanno percorso nella seconda parte dello scorso anno un cammino di verifica e programmazione che le ha portate nei mesi di Novembre o Dicembre a vivere l’assemblea come un momento di confronto prezioso per il futuro di tutti gli associati. Analogamente nei prossimi mesi si svolgeranno le assemblee Diocesane quindi quelle Regionali che condurranno alla assemblea nazionale il prossimo 28 Aprile. All’incontro che si è svolto nel pomeriggio oltre ad un buon numero di associati dei vari settori, Adulti, Giovani e dell’Acr, sono intervenuti anche il parroco Don Tarcisio, la presidente Diocesana di Azione cattolica, Giuliana Sberna, come delegato del Consiglio diocesano e, per un breve saluto, anche il nostro Sindaco Gianpaolo Turini. I nuovi responsabili che formeranno il prossimo consiglio parrocchiale potranno attingere da quanto emerso nel cammino di preparazione e nell’assemblea stessa, per tracciare la rotta e le linee programmatiche per il prossimo triennio: la forza dell’AC, infatti, sta nella particolare vocazione al confronto partecipato e responsabile dei laici, non solo come esecutori, ma anche propositori di nuove forme di pastorale a sostegno della missione evangelica della Chiesa. La presidente Giuliana Sberna ha invece sottolineato come per i laici di Azione Cattolica l’aderire all’associazione passi attraverso la pronuncia di un Sì consapevole, ispirato dal primo e più grande Sì di Maria che ha cambiato la Storia. Ci ha ricordato che il nostro aderire deve sapersi esprimere con intensità senza mezze misure, deve saper andare sempre un po’ oltre il confine attuale, con l’inquietudine di chi vuole raccontare a tutti la propria grande gioia, contagiando tutti con la propria speranza. Anche il Sindaco Giampaolo Turini, ha raccomandato di non accontentarci dell’ambito parrocchiale, ma di guardare a tutta la comunità civile, come luogo di impegno che richiede, oggi più che mai, nuove figure di laici maturi, capaci di spendersi per il bene comune. Molti sono stati gli interventi

e non è possibile ovviamente riportarli tutti, ma vale la pena citare alcuni riferimenti importanti: l’importanza, ad esempio, del coltivare legami autentici di amicizia mantenendo lo stile di una grande famiglia capace di accogliere tutti. O l’importanza di saper guardare avanti tenendo i piedi ben fissi nei valori che stanno alla radice del nostro operare. Così come l’importanza di portare il messaggio di Cristo in modo autentico e senza sconti, perché è il solo messaggio che poi rimane veramente nel cuore dei ragazzi che ci vengono affidati. Per questo il nostro impegno alla formazione personale e di gruppo deve essere una componente irrinunciabile del nostro servizio. Un altro aspetto sottolineato in molti interventi è l’attenzione da rivolgere ai giovani animatori della nostra associazione. Negli ultimi anni, grazie soprattutto all’azione dello Spirito Santo ed in parte, merito di un buon lavoro di formazione, un bel gruppo di giovani si sta impegnando donando alla parrocchia preziose energie e all’AC ottime speranze per il futuro. In sintesi le prospettive per la nostra associazione appaiono buone, il lavoro svolto nell’ul-

timo triennio è stato molto impegnativo per tutti gli associati, in particolar modo per il consiglio parrocchiale uscente a cui tutti gli associati hanno espresso riconoscenza e apprezzamento. Alcuni responsabili hanno dato disponibilità a continuare il loro incarico , mentre i responsabili uscenti sono: Marco Turini per il settore Adulti, Elena Moretti e Silvia Tomaselli per l’ACR e Paolo Migliorati che conclude il suo mandato di presidente. A loro va il sentito ringraziamento da parte di tutta l’associazione. Nella seconda parte dell’assemblea sono stati eletti i responsabili del nuovo consiglio parrocchiale per i vari settori. Per il settore adulti: Amadei Sandro e Ruggero Bresciani. Per il settore Giovani: Nicola Migliorati, Giuseppe Castellucchio, Francesco Zappettini. Per il settore ACR: Beatrice Castellucchio, Chiara Moretti. Successivamente il nuovo consiglio si è riunito per eleggere il nuovo presidente parrocchiale, che per il prossimo triennio sarà Roberto Castelletti. Il consiglio parrocchiale uscente e tutti gli associati augurano loro un buon lavoro. C.P.

Giornate comunitarie in Oratorio Uno degli obiettivi che ci siamo dati quest’anno come educatori degli adolescenti è stato quello di far vivere ai ragazzi l’oratorio non solo come ambiente nel quale formare e crescere la propria fede, ma anche come luogo di incontro e di svago...come una casa dove i ragazzi possono vivere relazioni di familiare quotidianità...insomma andare in oratorio semplicemente perché ci si sta bene. La fede si fa vita... È nata così in accordo con don Tarcisio l’idea di proporre ai ragazzi di 3a e 4a superiore di vivere 3 giorni in oratorio (notte esclusa). A dicembre, alcuni ragazzi hanno così vissuto la loro vita di tutti i giorni: scuola, pasti, impegni extra, studio e svago all’interno della grande casa che è l’oratorio. Ciascuno ha messo a disposizione degli altri le proprie abilità (anche culinarie e scolastiche) e condiviso momenti di svago e chiacchiere. Insomma hanno formato una piccola comunità in oratorio dove ciascuno ha messo in comunione tutto se stesso. Cosa è rimasto ai ragazzi? Ecco i loro commenti: “Penso che i tre giorni di vita comunitaria siano stati un’esperienza molto bella e utile. Ci hanno aiutati a vivere insieme come una grande famiglia nella quale ognuno si è preso le proprie responsabilità, nella quale ci siamo divertiti insieme e ci siamo aiutati a vicenda. Spero che questa esperienza possa ripetersi in futuro!”. “Secondo me l’esperienza è stata interessante. Oltre alle esperienze delle serate, si è anche andato a creare un bel gruppo, forse perché eravamo pochi ed è andata meglio di come mi aspettassi. Da rifare”. “L’esperienza di vita comunitaria che ho sperimentato per la prima volta mi ha lasciato davvero molto; sono stati tre giorni di collaborazione, divertimento, dialogo, ascolto, autogestione e aiuto reciproco. Ne è valsa davvero la pena e spero che possa ripetersi il prima possibile!”. “Le tre giornate comunitarie sono state molto utili per stare con persone della mia età, riscoprire vecchie amicizie e passarci molto tempo insieme. Mi è piaciuto perché in questa esperienza è emerso il valore della condivisione, dell’aiuto e della responsabilità. Mi sono divertita molto e la consiglio a tutti”. “Penso che questa esperienza sia stata ben organizzata. È stato bello vedere come vivono gli altri le loro giornate. A volte pensiamo di essere quelli che hanno più cose da fare, ma poi vediamo che ci sono persone che arrivano a casa da scuola o da lavoro molto più tardi; magari anche più stanchi e devono ancora fare compiti o finire il proprio lavoro. Mi è piaciuto molto anche aiutare gli altri se avevano bisogno di una mano per qualsiasi cosa che poteva essere studiare o cucinare”. Anche come educatori siamo stati contenti di questa esperienza perché abbiamo visto i ragazzi apprezzare di più l’oratorio...certo il sogno è che non servano momenti organizzati per vivere l’oratorio, ma che possa diventare una normale quotidianità.


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Obra... campoinvernale... “Le iscrizioni devono chiudere ormai…i ragazzi sono 65…e poi le cuoche, il don e gli educatori...i letti non bastano… “va beh, qualche educatore dormirà per terra dai…” “che bello …che preoccupazione”… E gli abitanti di Obra? A si anche loro sono circa 80(?)… come noi… ci aspettano ugualmente con simpatia, portiamo vivacità nel loro tranquillo paese. E così si parte con non poca emozione (o preoccupazione?) dei genitori e dei ragazzi che restando o partendo partecipano in egual modo all’esperienza. Ad aspettarci ad Obra il don e i giovani che han festeggiato l’ultimo dell’anno in montagna e che ora tornano con il nostro pullman, (non prima di averci preparato una casetta accogliente e pulita) e le cuoche che già profumano di pranzetti prelibati il nostro arrivo. E poi il campo inizia con la frenesia di conoscere e vivere le camerette.. di sapere cosa si mangerà ..che giochi si faranno… quando si potrà uscire… che serate son state preparate… E prosegue nutrendosi di amicizie nuove o consolidate, di attenzioni e sorprese per tutti… di riflessioni e preghiere guidate dal nostro don che, nonostante l’influenza, non si concede un minuto di pausa. E poi finisce…già, nel piazzale arriva il pullman che ci riporta a casa…ma questa volta sbaglio….no, il campo non finisce.. la ricchezza ricevuta diventa contagiosa…il supereroe che c’è in ognuno di noi non si addormenta con la discesa a Calvisano, ma si fa abbraccio verso i genitori che ci aspettano, parole gentili o sor-

risi generosi verso tutti, perché anche noi come i pastori, abbiamo capito e sperimentato quanto siamo preziosi agli occhi di Dio. E siccome non finisce… nemmeno questo articolo può finire… ora spazio ai ragazzi che ci raccontano il campo con la loro penna: I ragazzi delle medie Andare ai campi scuola, invernali o estivi, è sempre più bello. Da quando abbiamo provato per la prima volta quest’esperienza non abbiamo mai smesso di andarci… E’ come una grande famiglia, per noi ormai, in cui ci sono spazio e attenzione per tutti e ci si affeziona velocemente… si vive a fianco a fianco 24ore e qui capiamo il senso vero dell’amicizia e dello stare insieme anche con persone nuove. Per questo vorremmo ringraziare tutti

Viaggio nella Memoria del Bene e del Male Si tratta di un percorso formativo di educazione alla giustizia e alla pace, promosso dall’Associazione Ideando, rivolto ai preadolescenti, adolescenti e giovani del nostro territorio. Ricordare è un atto doveroso al fine di evitare che gli errori del passato si ripetano; “fare memoria” consente ai giovani di maturare atteggiamenti di responsabilità individuale e collettiva e contribuisce all’esercizio di una cittadinanza attiva e consapevole. Credere nel valore educativo della Memoria significa promuovere, insieme alla ferma e determinata condanna del Male (perpetrato attraverso intolleranze, genocidi, stermini di massa, terrorismo), anche la valorizzazione del Bene, andando a scovare le tante figure esemplari che nel corso della storia hanno detto il loro NO alla sopraffazione di altri esseri umani e hanno reagito al Male operando il Bene. Gli animatori dell’Associazione “IDEANDO”, coinvolgendo anche l’oratorio, gli insegnanti e gli studenti dell’Istituto comprensivo di Calvisano e degli Istituti superiori vicini, il Comitato Giardino dei Giusti, la Biblioteca comunale e le

Associazioni del territorio, hanno inteso promuovere il dialogo fra generazioni e favorire la socializzazione delle potenzialità e delle fragilità nella fascia d’età 12-18 anni. Alcune proposte: - Laboratori di pace e cooperazione realizzati presso l’oratorio per i ragazzi di 12/14 anni. - 15 gennaio 2017: Viaggio d’istruzione al Memoriale della Shoah di Milano - Binario 21 (tra il 1943 e il 1945 fu il luogo in cui centinaia di deportati furono caricati su vagoni merci, diretti ai campi di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau, Bergen Belsen) e al Giardino dei Giusti di Milano con incontro/testimonianza. - Celebrazione della “Giornata della memoria” (27 gennaio) - Allestimento di una Mostra di opere a tema: “DALLA MEMORIA RINASCE IL DOMANI” fruibile da tutti gli alunni delle scuole, artisti locali, gruppi e singoli cittadini. La mostra, inaugurata il 27 gennaio, sarà aperta al pubblico nelle settimane successive presso la Sala Polivalente.

coloro (amici, don, cuoche e educatori) che anche in pochi giorni ci permettono di sorridere, di cogliere l’opportunità di farci nuovi amici, perché questo è il bello del campo: avere al proprio fianco persone divertenti sulle quali poter sempre contare. E i ragazzi delle elementari alla prima esperienza.. In questa vacanza mi sono divertita moltissimo perché ho passato tanti momenti di allegria con tanti bambini… Mi sono trovata molto bene con le mie amiche, mi sembrava un pigiama party la nostra cameretta… Che bella la passeggiata nel bosco, è stata lunghissima, ma ci hanno aiutato i ragazzi delle medie così sembrava una vera avventura. Per me è stata un’esperienza meravigliosa, anche se, arrivata a casa, ho dormito quindici ore perché ero molto stanca. Io forse vado anche a quello estivo..

“Io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.” (Vangelo di Matteo)

Ebbene in molti a Calvisano ci credono! Il 19 novembre scorso, un folto numero di giovani e adolescenti dell’Associazione Ideando e dell’Azione Cattolica, hanno offerto mani e sorriso alle porte dei negozi di alimentari, per sostenere la Caritas parrocchiale nella preziosa missione di aiuto ai poveri. Sono stati raccolti: 1543 kg di generi ali mentari di prima necessità quali pasta, riso, zucchero, caffè, farina, scatolame vario. La comunità di Calvisano si riconferma, anche quest’anno, generosa e attenta!!! GRAZIE A QUANTI SI SONO DEDICATI A QUESTA INIZIATIVA E A QUANTI GENEROSAMENTE HANNO DONATO!


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Binario 21

Il 27 Gennaio di ogni anno viene celebrato il GIORNO DELLA MEMORIA, ricorrenza internazionale istituita nel 2005 dalle Nazioni Unite in commemorazione delle vittime dell’olocausto. Per ricordare e riflettere su questi tragici avvenimenti storici e dopo la forte esperienza dello scorso anno di Dachau, l’Associazione Ideando, domenica 15 gennaio, ha proposto un altro viaggio particolarmente toccante e significativo: la visita al BINARIO 21, luogo ai più sconosciuto e collocato sotto l’attuale Stazione Centrale di Milano. L’unico SEGNO delle deportazioni rimasto intatto in tutta Europa. Entrando in questo spazio, ora divenuto

sito/museo ed all’epoca volutamente celato ai viaggiatori, ci si trova innanzi al muro dell’INDIFFERENZA, parola scritta a caratteri cubitali per invitare i visitatori ad una profonda riflessione. Secondo LILIANA SEGRE, fiera testimone dell’olocausto, “è proprio l’indifferenza a spiegare come una tragedia di tali proporzioni si sia potuta consumare pressochè indisturbata”. Il gruppo composto da giovanissimi e adulti, partito da Calvisano, ha avuto il privilegio di incontrare LILIANA proprio presso il BINARIO 21 e l’esperienza con questa donna forte e determinata è stato il momento più commovente e coinvolgente della giornata. Aveva 13 anni e fu

Pata Peroni Stadium per il Patarò Rugby Calvisano un’aliment azione equilibrata, ma soprattutto da una pratica corretta e costante di esercizio fisico”. Tra essi figura pure la palla ovale. In occasione del prestigioso Torneo 6 Nazioni, “Pata” ha infatti già condiviso i propri ideali con la nazionale italiana, tra il 2010 ed il 2012. È recente la notizia che la gloriosa formazione rugbistica del nostro paese, il Patarò Rugby Calvisano (che guida il girone d’Eccellenza), si lega a “Pata”, la più importante realtà industriale del territorio del settore “food”, con sede a Castiglione delle Stiviere (Mantova). In particolare quella che gli inglesi chiamano “partnership” (ovvero: collaborazione) sarà ben visibile all’ingresso e nella cartellonistica dello stadio di via San Michele. Nello specifico, infatti, il “Peroni stadium” è diventato da pochi giorni il “Pata Peroni stadium”. La “Pata” non è comunque nuova a sodalizi con realtà sportive, anche protagoniste a livello mondiale. D’altro canto, come sostiene la stessa ditta in un comunicato stampa, “si vuole trasmettere al pubblico l’importanza di sport e movimento per la crescita di bambini e ragazzi. Questo impegno nasce dalla consapevolezza che una vita sana deriva da

Elisoccorso (notturno) Sono in via di definizione gli ultimi dettagli con l’Areu (Agenzia regionale emergenza urgenza) che permetteranno a Calvisano di entrare nella lista dei 100 comuni disponibili a concedere spazi per l’atterraggio dell’eliambulanza dell’ospedale di Brescia. E proprio i campi da rugby del centro sportivo di via San Michele sono stati ritenuti idonei dai tecnici per questo innovativo servizio (attivo da luglio 2016). Se tutto dovesse quindi andare per il verso giusto - come pare -, l’impianto d’illuminazione all’avanguardia istallato, potrà persino essere azionato direttamente dalla centrale operativa Areu. Assolutamente favorevoli dell’iniziativa sia il sindaco Giampaolo Turini sia la dirigenza del Patarò Rugby Calvisano. emmezeta

caricata su quel vagone, simile a quelli posizionati oggi nel museo, il 30 gennaio del 1944. Quel giorno partirono oltre 600 persone, tornarono in 22. Questo triste elenco è proiettato è visibile sul ‘Muro dei Nomi’, ulteriore occasione di raccoglimento. Ricordare quell’ora trascorsa in compagnia di LILIANA, in silenzioso ascolto della sua storia, ci aiuterà a celebrare con maggior consapevolezza il Giorno della Memoria, meditando sui soprusi e le ingiustizie dell’uomo nei confronti del suo simile, anche nel contesto attuale. ...E per coloro che ‘non ricordano’ l’invito è di fare l’esperienza del ‘BINARIO 21’ per non dimenticare.

FATIMA 1917-2017

In occasione del centenario delle Apparizioni della Madonna a Fatima, la parrocchia di Calvisano organizza un pellegrinaggio di tre giorni da venerdì 7 a domenica 9 luglio verso questo santuario. Quota di partecipazione: 650,00 € (compreso trasporto in pullman per e da aeroporto) Minimo 16 persone - Massimo 30 persone Prenotazioni entro domenica 16 aprile con acconto di 200,00 € (non restituibili in caso di rinuncia) Il programma dettagliato sarà esposto fra gli avvisi nella bacheca della chiesa e dell’oratorio. Per informazioni rivolgersi al bar dell’oratorio e/o alla sig.ra Ornella 333 4405701


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CENNI DI STORIA LOCALE Passeggiando sulle “antiche orme” del nostro paese (seconda parte)

Nel prima parte di questo articolo, pubblicato sul numero precedente, ho sottolineato che anche la toponastica (relativa al nostro paese) racconta la presenza longobarda sul nostro territorio: infatti abbiamo potuto cogliere la derivazione dal longobardo dei nomi di alcune cascine e/o luoghi di Calvisano. Anche altri nomi ed espressioni longobarde sono ancora di uso comune. Vediamone alcuni: STAINBERGA (alloggio di pietra), da “stain”(pietra, dal germanico stainz) e bèrga (alloggio) = STANBERGA. Il termine BINDA era utilizzato con il significato di “striscia, fascia, benda”, poi fu usato per indicare una striscia di terra a campi o a bosco. Da BINDA derivano le forme dialettali “bindèl” (nastro o anche nastro tagliatore). Il termine PALK (travatura, assito) ha portato all’italiano “palco”. Il longobardo SKUR (luogo coperto, rifugio, protezione) si è evoluto in “imposta ad anta chiusa che non lascia filtrare la luce”. In italiano = “scuro”, in dialetto = “scür”. PREDEL ha dato origine a “predèla” (predella) e al suo diminutivo “predellino” (poggiapiedi, sgabello). SKRANNA (sedile) si è legato al latino volgare “scamnium” e al nostro SCRANNO. Termini longobardi legati alla lavorazione artigianale dei tessuti sono FEDERA (federa del cuscino, imbottita di piume) e FAZZJO (cencio, straccio) che dà origine al nostro “fazzoletto”. Nella casa longobarda il fumo del camino fuoriusciva da una apertura del tetto, lasciando l’ambiente comunque fumigante e pieno di odori. THAMF (vapore, fumo) è sopravvissuto nell’italiano “tanfo”. Da SUPFA (una sorta di polentina tenera, ovviamente fatta coi cereali disponibili) viene il nostro termine ZUPPA e il dialettale “söpa” (minestra). KRUPPJA (mangiatoia) è divenuto “grèppia”. Connesso a questo termine è KRUPP (nodo, intoppo) attestato nel dialetto con “gróp” (nodo) e “engrópà” (annodare). Dalla lavorazione del legno vengono SKID (pezzo di legno) da cui il bresciano SCHIDA (scheggia) e STEK (stecco, piolo) che indica un pezzetto di legno sottile, uno stuzzicadenti o anche una persona magrissima. TRAPPA (trappola) si è mantenuta in “tràpula”. Legato alla pesca è il termine longobardo WADA (rete a strascico), da cui “guadino”. Dal longobardo STROZZA (gola), deriva il verbo “strózà” (strozzare) e il termine “strozzino” (usuraio), ma anche “stròs”, di uso tipico nel gioco della briscola. BARA, dal germanico “beràn” (portare), indica una lettiga per portare i morti al luogo di sepoltura. Il termine si è mantenuto anche in “barèla” (barella) e nell’italiano “bara” (cassa da morto). Il longobardo STRAK (teso, tirato) è continuato in “strach” (stanco) e “stracàs” (stancarsi). Il verbo SKRAPF(J)AN (grattare) ha dato vita a “sgrafignà” (graffiare) e “sgrafignàda” (graffione). Anche il longobardo TRINKAN (bere senza moderazione) si è trasferito nell’italiano. SKERZAN si è trasferito in “scherzà” (prendere in giro) e “schers” (scherzo). Continuando, troviamo anche FAIDA = vendetta familiare; LAMA = stagno (anche peschiera); SALA (la nostra sala di una casa); AGGROPPARE = fare il nodo (èl gróp a le scàrpe); ANNO (il nostro anno solare); ARRAFFARE (afferrare con violenza: da hraffion); BALENGO = persona strana, essere un poco stranito; BANCONE – BANCHINA = da bank e da pank; SBARELLARE = oscillare, barcollare, andare fuori dalle righe (ancora da beràn = portare); BIADA = da blada (= cereale); BRODA = da bród = brodo, generalmente di fagioli (da cui deriva anche “SBRODOLONE”); BRUSCA = spazzola per strigliare; BRUSCO = aspro ma anche pianta del sottobosco simile all’erica (questa si chiama BRUCUM); BURIANA = temporale, anche di rapporti umani; BUTTARE = mettere i germogli da parte delle piante (anche il BUTTO delle patate); RASPINO =irritazione della gola (da raspon = grattare) …… Tanti nomi… e tante tracce di cultura longobarda “ancora viva”, che si possono ulteriormente approfondire. A tale scopo

indico la presenza, in internet, di vocabolari longobardo-italiano. Il lettore ne usi “ad abundantiam”. Gli Ungari, distruggendo Mercadèi / San Zeno distrussero quindi una comunità di origine e cultura longobarda, di culto cristiano e però di eresia ariana (celebrata nella chiesa longobarda della Madonna delle Bredelle). Già Balestrini ci ricordava che prima ancora che longobarda, la zona “intorno” alla chiesetta di San Zeno fu romana. Ed anche io, parlando della cascina Palina (sita in loco), in altro articolo ricordavo la presenza, ancora oggi, di un pozzo costruito con cotto romano; ricordavo inoltre l’uso della “palina” per la centuriazione e di come tracce della stessa seconda centuriazione romana fossero ancora rilevabili nei dintorni. Inoltre una ara in pietra, romana, proveniente dalla zona di S. Salvatore (oggi presente nel chiostro domenicano), ci racconta di un liberto, ex schiavo di romani, grato per l’avvenuta liberazione. Tutto ciò ci racconta che …quindi è vero! La zona che stiamo considerando era abitata dai romani, prima che dai longobardi. Come i longobardi, anche i romani si erano stanziati laddove l’acqua era abbondante e la terra ricca. E questo era uno dei siti nei quali “insistevano” gli abitanti che daranno vita al nostro Calvisano. Della toponomastica e dell’uso di terminologie di chiara derivazione dal latino si sa, e non mi ci soffermo. Ciò che voglio però sottolineare è che, forse anche di numero maggiore a quante fin qui raccontate per altre culture, nella stessa zona vi sono ampie tracce di una toponomastica di origine celtica. Nel quinto secolo a.C. varie tribù galliche penetrarono nella Val Padana. I Cenomani fecero “centro” a Brescia. A San Giorgio di Montichiari, secondo alcuni miei studi, essi certamente si stanziarono, onorandovi le divinità degli alberi e l’acqua. Anche alla Palina, stando ai racconti degli abitanti del luogo, nel corso di alcuni lavori agricoli fu rinvenuta una sorta di piccola zona di dedicazione, con escavo di gradini a scendere verso l’acqua, e pietre immerse (…un culto di fertilità? Una zona cultuale che possiamo “dare” ai celti? …non credo possa essere ad essi precedente!). Purtroppo non so altro, e l’importanza notevole del ritrovamento è oggi andata perduta. Ma si sa che la stessa agricoltura del bresciano fu “impiantata” dai celti. Sugli stessi insediamenti celtici si fecero poi corrispondere i pagi (pagus) romani. E a seguire le fare longobarde. Questa successione di culture, come abbiamo iniziato a vedere in questo articolo, si può ancora rintracciare. Tra tutti i documenti, scritti e orali, i più longevi sono i nomi propri di luogo (i toponomi) che si tramandano, anche se alterati dall’uso, nel succedersi delle lingue, delle culture e delle dominazioni. Essi hanno mantenuto fors’anche solo il suono dell’indicazione del sito, ma lo hanno mantenuto!!! Esplorare il passato-presente dei/nei nomi di luogo è come essere un archeologo della lingua, colui che riporta alla luce reliquati sepolti. Ed è una operazione che si può ancora fare, anche a Calvisano. Nel prossimo articolo cercherò quindi di rintracciare/evidenziare le origini della toponomastica dei posti “intorno” a Mercadèi – San Zeno – Bredelle, località-paese che ebbe vita plurisecolare, che non fu luogo solo rurale ma godette di una certa importanza, dato che i suoi abitanti erano abilitati all’uso delle armi, godevano di buona ricchezza e quindi anche di un certo qual rango sociale! Il nome di questo paese? Mi piacerebbe scriverlo. Sarebbe bello, ma di questo non ho ancora trovato “indicazione”! Treccani Pietro


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Dall’Associazione “Il Sorriso” Per il Gruppo Alp i n i . A fine novembre il Gruppo Alpini di Calvisano ha offerto a famigliari e ai diversam e n te a b i l i u n pranzo, tradizionale incontro che esalta la grande sensibilità di questo Gruppo verso i più deboli, di disinteressata generosità e di attaccamento alla propria comunità. L’occasione ha permesso di gustare un ottima porchetta allo spiedo. È stato un grande piacere condividere con i presenti, momenti che hanno offerto occasioni per confrontarsi e stare insieme, opportunità per rinsaldare la coesione sociale e il senso di essere parte di una comunità. Il Presidente del “Sorriso” Binosi Luciano, nel rivolgere i ringraziamenti al Gruppo, ha voluto evidenziare e riconoscere la partecipazione attiva degli Alpini nelle attività di Volontariato e di Protezione Civile, presenze che affermano quanto siano radicati, in questi volontari, i valori della solidarietà e di legame al proprio paese. Auguri per il nuovo anno. Per la Caritas. Nel riconoscere ai volontari della Caritas il merito di operare per rendere meno problematico il vivere quotidiano delle persone che patiscono la povertà, si è potuto riscontrare che il loro agire non si ferma solo nella distribuzione di cose o alimenti, ma si avvalora della sensibilità che ripongono verso i più deboli ed emarginati. Infatti, come ormai da tradizione, in dicembre la Caritas Parrocchiale ha dedicato ai nostri disabili e ai loro famigliari, un’emozionante serata molto attesa e gradita da tutti: l’arrivo di Santa Lucia. Un invito che ha dato loro l’opportunità di evadere dalle preoccupazioni quotidiane e condividere con i volontari le gioie di questo entusiasmante arrivo che ogni anno si manifesta fisicamente por-

tando doni e gradite sorprese a tutti. Questa suggestiva serata è iniziata con la partecipazione alla Santa Messa celebrata dal nostro Parroco Don Tarcisio ed è proseguita con la cenetta presso il salone dell’ex convento delle Madri Canossiane, preparata dalle volontarie della Caritas. La serenità dei familiari e la gioia dei diversamente abili è stata la dimostrazione più spontanea e sincera di aver gradito quanto è stato loro offerto e di aver apprezzato l’impegno che è stato riposto nell’organizzazione della festa. Per questa ragione tutti noi dell’Associazione “Il Sorriso” vi ringraziamo e vi facciamo tanti auguri per questo nuovo anno. La nostra Associazione il 23 dicembre ha organizzato una serata presso il ristorante “Al Capriccio” per lo scambio di auguri Natalizi e di Fine Anno. Un tradizionale evento indirizzato a volontari e Associazioni che durante l’anno hanno sostenuto e collaborato con la nostra Associazione. Il Presidente Binosi Luciano nel discorso di benvenuto ha informato i presenti sui vari

obiettivi raggiunti dall’Associazione, soffermandosi a sottolineare l’importanza e la necessità per le famiglie di vedere finalmente realizzato il “Dopo di noi”. Inaspettata, ma molto apprezzata e gradita, è stata la partecipazione di alcuni strumentisti della Banda Comunale, accompagnati dal Maestro e dalla loro Presidente che, con l’esecuzione di alcuni brani natalizi, hanno creato atmosfera e rallegrato la serata. Un ringraziamento speciale alla signora Pasqua e famiglia e a tutto il loro personale, perché tutti gli anni ci ospitano e ci consentono di procurare un’occasione di distrazione alle nostre famiglie e attuare un gesto di riconoscenza nei confronti di chi ci sostiene. Infine, estendiamo il nostro ringraziamento a tutti quelli che nell’ anonimato ci assistono e ci sostengono, gesti che ci permettono di esistere e di poter concretizzare le finalità che il nostro Statuto ci impone. Un augurio di Buon Anno a tutti da parte dell’Associazione “Il Sorriso” Il presidente Binosi Luciano

CRONACHE BREVI a cura di Piera D’Adda CITTADINANZA ONORARIA Al Prof. Lino Marzocchi, per tanti anni validissimo Preside della Scuola Media di Calvisano ed Isorella, è stata conferita la “cittadinanza onoraria” dal Comune di Isorella, quale “attestazione di gratitudine per una vita spesa con grande passione, prima nel campo della scuola e successivamente in quello storico-letterario teso a scoprire e valorizzare le radici della comunità Isorellese”. Anche noi conserviamo di Lui un ricordo grato e denso di ammirazione per la sua opera svolta con grande amore e rigoroso impegno. Il prof. Marzocchi non ha partecipato, per motivi di salute, alla cerimonia, ma la sua presenza si è percepita viva e reale quando la sua voce, attraverso una registrazione portata dalla moglie Emilia, si è diffusa nella Sala Consiliare tra l’intensa commozione dei presenti. Al Prof. Lino Marzocchi

esprimiamo, a nome della nostra comunità, felicitazioni vivissime e tutta la nostra stima ed apprezzamento.

LAUREA Il 18 luglio scorso Davide Ghelfi ha brillantemente conseguito la Laurea Magistrale in Ingegneria Edile – Architettura presso l’Università degli Studi di Brescia riportando la votazione di 110/110 con la tesi “Modellazione Informativa e simulazione degli usi per la progettazione edile”. Relatore il prof. Arch. Angelo Luigi Camillo Ciribini, correlatori l’Ing. Silvia Mastrolembo Ventura e l’Ing. Davide Simeone. A nome di tutta comunità esprimiamo al neolaureato ed ai suoi familiari le nostre congratulazioni per l’importante traguardo raggiunto con l’augurio che possa seguire un radioso e soddisfacente futuro professionale.

LAUREA Il 28 ottobre 2016, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, al Corso di Laurea in Infermieristica, presso Fondazione Poliambulanza, Sofia Capra si è brillantemente laureata con 110 e lode, discutendo la tesi “Indagine sulla percezione della qualità di vita nei pazienti in trattamento anticoagulante”. Relatore: Prof.ssa Sonia Tosoni, correlatore: Prof.ssa Sabrina Maioli. Mentre partecipiamo, come comunità, alla gioia e soddisfazione dei suoi cari, porgiamo alla neo-laureata le più vive felicitazioni e l’augurio che si realizzino i suoi obiettivi ed i suoi sogni.

ANNIVERSARIO Giuseppe ed Annunciata Migliorati hanno recentemente festeggiato il loro 65° anniversario di matrimonio, nella serena dolcezza di


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una vita insieme vissuta nell’amore, nel dono di sé e del servizio. Grazie per questa preziosa testimonianza. La presenza del Signore e la preghiera sempre vi accompagnino fino al giorno che non conosce tramonto.

DIRITTI DISABILI In occasione della Giornata Internazionale per i diritti dei disabili, nella Sala Polivalente “Beata Cristina” è andato in scena “L’altrarte”, spettacolo teatrale ideato dalla cooperativa “La Sorgente” dei Centri Diurni disabili di Montichiari e Ponte San Marco: “un percorso singolare dentro le opere di pittori famosi” con un’interpretazione originale di ciò che il quadro rappresenta e delle emozioni che suscita in ciascuno di noi. In sintonia con la Convenzione dell’Onu si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica sui diritti dei disabili, combattere gli stereotipi e promuovere la consapevolezza sulle loro capacità. Lo spettacolo è stato presentato, durante l’orario scolastico, agli alunni della scuola secondaria di primo grado di Calvisano ed Isorella. Nel pomeriggio, presso l’ex chiesetta dell’oratorio, si è inaugurato il mercatino solidale dell’usato a favore dei disabili, gestito dal gruppo “Volontari con noi, dopo di noi”.

STORIA VERA Ci siamo lasciati alle spalle da poco il Natale, non il suo messaggio d’amore e di fratellanza che brilla particolarmente in una storia vera accaduta a Bagnolo Mella, una storia che tanto piacerebbe a papa Francesco. E’ una sera fredda dell’aprile scorso quando Sergio Malacarne esce con il suo cane per una passeggiata. Su una panchina del parco, sotto una pioggerellina gelida, un giovane sta mangiando una fetta di pane. Sergio si ferma e viene così a sapere che è solo e dorme in stazione a Brescia. Gli offre del denaro e si fa dare il numero di cellulare. Quel volto smarrito, però, gli è rimasto nel cuore come un aculeo. A casa ne parla con la moglie Nicoletta. Bastano poche parole. Subito torna al parco ed invita il giovane a cena. Viene alla luce una storia di povertà, violenza, emarginazione: il giovane Sahiou Jammeh è partito dal Gambia nel maggio 2015 alla ricerca di una “buona vita”; un viaggio lungo alcuni mesi, di passaggio in passaggio fino alla costa libica ed all’imbarco, mescolato ad un gruppo di persone che venivano spinte su un barcone. Quindi l’arrivo in Italia ed il peregrinare di luogo in luogo fino a Brescia. Sergio telefona ai tre figli che si sono già sistemati altrove e si dimostrano preoccupati: “State tranquilli, dai suoi occhi ho capito che mi posso fidare…”. Ora Sahiou ha una famiglia, un lavoro e può coltivare il suo sogno di calciatore: già indossa con orgoglio la maglia degli Juniores della Bagnolese.

A SARAJEVO Dopo le esperienze di Auschwitz e Berlino, il “treno per l’Europa” è partito da Brescia, il 3 novembre, per Sarajevo con trecento studenti bresciani, fra cui studenti e studentesse di Calvisano. Oltre a visitare le città-martiri di Sarajevo, Mostar, Srebrenica, i giovani partecipanti hanno potuto confrontarsi con i loro coetanei bosniaci ed ascoltare dolenti testimonianze. Jovan Divjak, militare serbo, ma

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bosniaco nel cuore, ha raccontato la guerra agli studenti, ricordando il suo libro “Sarajevo, mon amour” sottolineando che Sarajevo è stata difesa dagli uomini, ma salvata dalle donne. Toccante l’incontro con le “Madri di Srebrenica” salvate dalla pulizia etnica (!), violentate e private di mariti, figli, fratelli. Dolorosa la testimonianza di Agostino Zanotti che ha ricordato i tre bresciani massacrati a Gornji Yakuf, Guido Puletti, Sergio Leone, Fabio Moreni che portavano aiuti in quella terra martoriata.

DONNE CORAGGIO E’ una ricorrenza striata di sangue quella 25 novembre,” Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” . Una barbarie che non accenna a diminuire. Quasi ogni giorno, anche in questi ultimi mesi, la cronaca ha segnalato spaventosi episodi di violenza contro fidanzate, compagne, mogli, future mamme… E’ necessario un cambiamento culturale e di mentalità come sostiene Dacia Maraini nel suo recente libro “L’amore rubato”. A sostegno di una sensibilizzazione sempre più matura sono stati realizzati molti spettacoli, dibattiti, films, libri, mostre.. La nostra comunità ha potuto riflettere sul tema grazie alla messa in scena di uno spettacolo, organizzato dal Comitato per il Giardino dei Giusti in collaborazioni con numerose Associazioni locali e proposto nella serata di venerdì 25 novembre presso la Sala Polivalente, che ha presentato le figure di 6 donne coraggiose. L’incontro è stato estremamente significativo per i contenuti alti, nobili, drammatici e stimolanti nello stesso tempo. Le interpreti si sono lasciate trasportare dalle storie che raccontavano, vi si sono immedesimate coinvolgendo intimamente lo spettatore. Essenziale e suggestiva la scenografia corredata dal sapiente inserimento di musiche, immagini e video. I rami spogli degli alberi erano protesi ad ospitare frammenti di vite tribolate, violate ed umiliate, ma esaltate e rese immortali dall’impegno appassionato a favore dell’umanità. Il livello è stato altissimo ed ha riempito di significati il dolore di una giornata nella quale è stata ricordata la violenza ignobile e vile sulle donne. Ben chiaro il messaggio della serata: oltre il silenzio, oltre il dolore e la rassegnazione… l’impegno di ciascuno di noi per un’umanità migliore.

NUOVI EROI Sono gli uomini e le donne che fanno un po’ più del loro dovere, che hanno il coraggio della solidarietà: una quarantina quelli che il Presidente della repubblica, Sergio Mattarella, ha premiato a inizio gennaio. Da Emma Alatri, novantenne che continua a girare nelle scuole per raccontare ai ragazzi cos’è l’odio razziale, a Francesco Morelli, diciottenne, che ha salvato otto persone dalle macerie del terremoto, da Maria Rosa Volpe, Ispettore di polizia ad Agrigento, “mamma Maria” perché porta sempre il biberon appresso per sfamare i piccoli migranti, a Marco Bartoletti che nella sua azienda di moda assume disabili o malati terminali…storie di un’ Italia migliore che vale la pena di conoscere.

SHOPPING PREMIO Dopo il gradimento della passata edizione, il Comune con l’Associazione “Commercianti in Fiera” ripropone il concorso a premi, dal 17 novembre al 25 febbraio, con il coinvolgimento di 17 esercizi commerciali del nostro paese. Con una spesa di dieci euro, nei negozi aderenti, si potrà ricevere un timbro sulla “fidelity-card” e completati i sedici timbri si potrà partecipare all’estrazione di ricchi premi nella serata del 4 marzo, ore 21,30, presso la Sala Polivalente. Il primo premio ammonta a 340 euro, 190 euro il secondo, 150 euro il terzo ed altri dieci premi da quaranta euro ciascuno da utilizzare esclusivamente presso i “Commercianti in Fiera”.

SAGRA DELLA BEATA CRISTINA E FIERA AGRICOLA 2017

Due eventi molto importanti ci attendono nelle prossime settimane: la Sagra della Beata Cristina e la Fiera Agricola 2017. Per oltre un mese, ci saranno attività per tutti i gusti e tutte le età, dando vita a un nutrito calendario che troverete dettagliato sul nuovo sito www.calvisanoinfiera.it. Dal corso di cucina, focalizzato quest’anno sulla preparazione di piatti a base di storione, alle conferenze tematiche, dal tour della Ville storiche del nostro Comune alle mostra fotografiche MADE IN CALVISANO e MILLE VOLTI, dagli Espositori LEGO alla rappresentazione della Vecchia Fattoria di Pontoglio, alla rassegna Vino Indipendente …e tanto intrattenimento per ogni età. Rivolgo a tutti i membri della Calvisano in Fiera un sentito ringraziamento in quanto solo grazie al loro impegno e alla loro dedizione è stato possibile realizzare questa nuova edizione della Fiera Agricola che spero incontri il gradimento di tutti i Calvisanesi. Altro riconoscimento va rivolto ai dipendenti comunali, alla polizia locale, alle associazioni e a tutti i volontari che hanno aderito con entusiasmo alla realizzazione degli eventi. Come sempre abbiamo bisogno della partecipazione numerosa dei nostri concittadini perché il successo di questa manifestazione sarà il successo di Calvisano. L.Z.


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LA VOCE DI CALVISANO

I TRIDUI Un po’ di storia: la tradizione del Triduo dei Morti è nata a Brescia nei primi anni del ‘700 per commemorare i Defunti con solenni funzioni per tre giorni… Poi, a macchia d’olio si è diffusa un po’ ovunque. Dal secolo XVIII in avanti la devozione popolare è arrivata a tal punto che, tra la povera gente si raccoglievano offerte per la celebrazione di Messe, Uffici dei Defunti e per l’erezione di imponenti strutture in legno scolpito o dipinto chiamate “macchine” sopra le quali veniva esposto solennemente il Santissimo Sacramento per l’adorazione dei Fedeli che sempre sono accorsi numerosissimi. Ogni macchina aveva, in base alle dimensioni, dalle 300 alle 700-800 candele di cera, simboleggianti le anime di ciascun defunto. Oggi in quasi tutte le parrocchie il Triduo si celebra ancora, anche se in alcune parrocchie sono andati perduti gli antichi apparati lignei delle “macchine”. I Tridui a Malpaga: anche qui vengono celebrati tutti gli anni i “tridui dei defunti” per suffragare le anime dei nostri cari che sono tornati alla Casa del Padre. Probabilmente la “macchina” dei morti a Malpaga non c’è mai stata, sembra venisse utilizzato un Catafalco nero, ma da parecchi anni è andato in disuso. A Malpaga i Tridui vengono celebrati a metà Quaresima. Iniziano il giovedì grasso e terminano la domenica pomeriggio. Per facilitare la raccolta dei nominativi da suffragare, degli incaricati della parrocchia, passano tutti gli anni di casa in casa. Per la famiglia che è interessata viene compilata una scheda “cartella” dove vengono scritti i nomi di parenti e amici per cui si vuole far celebrare le Messe dei Tridui. La cartella viene trattenuta dall’incaricato che la consegna in parrocchia e viene aggiornata di anno in anno. Non ci sono tariffe, l’offerta è libera. Chi è spesso fuori casa ed è interessato a far celebrare il triduo per i propri defunti e non riesce ad incontrare gli incaricati può rivolgersi in sacrestia prima o dopo gli orari delle messe domenicali. Quest’anno le messe dei tridui saranno celebrate: giovedì 23 marzo e venerdì 24 marzo alle ore 20,00; sabato 25 marzo alle ore 10,00 e si concluderanno domenica 26 marzo, iniziando alle ore 14,30 il rosario in chiesa e continuandolo in processione verso il cimitero dove sarà celebrata la S.Messa. Se volete fare del bene a qualcuno che ha lasciato questo mondo, fategli celebrare una Messa e, se possibile, cercate anche di partecipare a questa Messa. Poiché come diceva S.Gregorio “Chi ascolta devotamente la Messa, solleva le Anime dei Fedeli defunti ed ottiene la loro remissione dei peccati”. Buon Triduo. Mariangela


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LA VOCE DI CALVISANO

“Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio, che opera tutto in tutti.” 1Cor 12,4-6 San Paolo, Patrono di Malpaga


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LA VOCE DI CALVISANO

DEFUNTI 2017

RICORDIAMO INSIEME... Rubrica dedicata a coloro che ci hanno lasciato in questi mesi per rinnovare il ricordo e la preghiera per questi nostri concittadini.

37 - Maurilio Ferrari di anni 68

38 - Angela Treccani di anni 79

39 - Pierino Migliorati di anni 90

40 - Lidia Regonaschi di anni 80

41 - Daniele Este di anni 73

42 - Fabio Bassini di anni 46

43 - Angelo Pastorini di anni 90

44 - Paride Orlandi di anni 84

1 - Serafina Tonelli di anni 94

2 - Virginio Turra di anni 89

3 - Agnese Linetti di anni 91

4 - Umberto Faccin di anni 89

5 - Elena Freato di anni 87

6 - Vincenzo Silini di anni 82

IN MEMORIA...

Ottorino Appiani

Luigi Gorini

Bortolo Zaninelli

Augusta Baresi

Carlo Spedini

29/7/1928 - 27/12/2015

21/4/1927 - 4/2/2012

6/6/1953 - 21/1/2015

1/4/1936 - 18/1/2014

4/11/2015 - 4/11/2016

I tuoi cari ti ricordano con affetto.

Sempre rinnoviamo il ricordo e l’affetto per te.

Nel 1° anniversario della morte, Nel 5° anniversario della morte, Nel 2° anniversario della morte, i tuoi cari ti ricordano. i tuoi cari ti ricordano. ti ricordiamo con tanto affetto.

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La Voce di Calvisano - Gennaio 2017  

Bollettino parrocchiale

La Voce di Calvisano - Gennaio 2017  

Bollettino parrocchiale

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