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CALVISANO - MALPAGA MEZZANE - VIADANA Editore don Tarcisio Capuzzi - Dir. resp. Gabriele Filippini - Aut. Trib. Bs n. 31/97 del 7/8/97 - Anno XXXII - N° 266 - Fotocomposizione e Stampa: Grafinpack - Calvisano (BS)

FEBBRAIO 2019

COME SENTIRE VICINA LA GMG Mentre a Panama è in corso la Giornata Mondiale della Gioventù, leggiamo su una rivista cattolica che un noto teologo esprime dei pensieri preoccupanti: “La Chiesa si sta abituando a fare a meno dei giovani, non ne sente più la mancanza, questo è il dramma. Come dire ci siamo noi adulti e bastiamo. E facciamo sempre le stesse cose anche quando, come nella pastorale, non portano risultati”. Papa Francesco, nell’esortazione apostolica "Evangelii Gaudium", dice chiaramente che nel mondo cattolico c’è stata una rottura nella trasmissione della fede cristiana. Si tratta di prendere atto che, per i giovani, lo scarso o nullo interesse del Vangelo nella definizione della propria identità di adulti è dovuta all’eclissi del cristianesimo domestico. La nostra non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma, come dice Francesco, un cambiamento d’epoca. Sono considerazioni profonde che fanno riflettere. Vogliamo porre alcune domande al nostro parroco don Tarcisio perché abbia ad indirizzare meglio le nostre idee verso una maggior chiarezza. Don Tarcisio, si è svolta a Panama la Giornata Mondiale della Gioventù, si sente dire che le GMG hanno fatto storia, ma non hanno fatto scuola. Quello della GMG è un modello che funziona ancora? Questi eventi non devono essere fine a se stessi e devono rompere una certa auto-referenzialità altrimenti, se così non è, diventano un alibi per le pastorali giovanili e vengono meno all’intuizione profetica di San Giovanni Paolo II. Ho vissuto l’esperienza della GMG a Roma, è stata un’occasione di incontro di fede e di confronto di tradizioni ed atteggiamenti diversi a seconda delle nazioni di provenienza e dei gruppi ecclesiali di appartenenza. E’ stato un momento di integrazione che ha aperto dei dialoghi tra i vari ambienti: condividere un rapporto che va oltre il dichiararsi cristiani e vivere insieme atteggiamenti di fede, gesti, parole, preghiere. Al ritorno della GMG c’è stato chi ha portato le sue esperienze di fede e chi è tornato a fare quello che faceva sempre. La GMG è un evento dove si ha la possibilità di vivere un’esperienza, al ritorno ognuno può scegliere se continuare a vivere la sua vita come ha sempre fatto o cambiare percorso. In questo contesto si colloca bene l’immagine del giovane ricco: anche a lui viene data la possibilità di scegliere, ma anche la libertà di decidere. Come ama ripetere Papa Francesco si tratta di iniziare “dei processi”, non di fare conquiste. Tutti constatiamo la difficoltà dell’incontro umano, ma i giovani ne sentono l’urgenza. Qual è l’incontro decisivo per l’avventura dei giovani? Decisivo è l’incontro con il Vangelo. La chiamata di Gesù è vissuta a livello

personale, è una chiamata che produce una libera decisione. L’incontro personale è fondamentale. Siamo certamente in un cambiamento di epoca, è tramontato il tempo di chiamare a raduno i giovani ed aspettare che siano loro a venire: occorre uscire, andare dove loro sono, dove abitano. Essi cercano dei testimoni che siano strumenti del Signore e che attraverso la loro personale testimonianza aiutino a scoprire e fare esperienza di Gesù. L’incontro personale accade solo con la testimonianza, diversamente diventa un’aggregazione sociale dove il giovane non può maturare decisioni importanti. Dunque, non l’incontro con grandi idee o una morale, ma una realtà viva che intrighi e stupisca? Il giovane, se ha volontà, non necessita di richieste specifiche perché tutto diventa gratuità, qualcosa che non è dovuto per forza, ma un agire spontaneo nel vedere i bisogni. La gratuità è uno dei valori più sentiti e vissuti dai giovani: se questo non appare i giovani diffidano. Incontro, gratuità, camminare insieme restano urgenze assolute. Il giovane non aiuta perché obbligato, ma solo perché spinto dal desiderio di rendersi utile ed in questo desiderio si scopre che l’incontro con Gesù può ancora affascinare. Grazie don Tarcisio. Alla luce di queste esortazioni comprendiamo che anche la Giornata Mondiale della Gioventù può farci sperimentare la bellezza della fraternità universale di Cristo attraverso l’esempio di Maria che ci invita a non disperdere il dono ricevuto, ma custodirlo nel cuore perché germogli e porti frutti così che ciascuno, con i suoi limiti e le sue fragilità, possa essere testimone di Cristo, là dove vive. Franco Bellini


COMUNITÀ IN DIALOGO

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UNITÀ PASTORALE, NON MATRIMONIALE Da tempo si parla di Unità Pastorale e vorrei aggiungere alcune considerazioni sul cammino che stiamo compiendo come parrocchie di Calvisano, Malpaga, Mezzane, Viadana. All’indomani dell’assemblea dei Consigli Pastorali Parrocchiali delle 4 parrocchie (21 gennaio 2019), nel presentare don Filippo Stefani e le attività di cui si farà carico con me, ho aggiornato i presenti sul cammino inter-parrocchiale finora svolto, cogliendo l’occasione anche per ringraziare le 4 comunità per quanto maturato insieme in questi mesi: • Disponibilità a mettersi in gioco nel cercare di iniziare a vivere insieme alcune attività accettando anche modalità diverse di realizzazione • Il sorgere, dal confronto inter-parrocchiale, di iniziative nuove per coinvolgere l’età giovanile • Nuove modalità di incontro di catechesi per le famiglie. • Utilizzo delle strutture e delle attrezzature delle diverse comunità mettendole a disposizione anche delle altre parrocchie. • Creazione di una cassa comune per le spese delle iniziative inter-parrocchiali Tutto questo è stato avviato e si sta vivendo senza dover essere ancora una unità pastorale costituita, ma camminando verso la sua costituzione giuridica con la consapevolezza della bontà, pur nella fatica, di lavorare insieme per la pastorale del Vangelo. Schematicamente elenchiamo le attività inter-parrocchiali in atto: • Redazione del bollettino interparrocchiale • Incontri formativi periodici per catechisti ed educatori

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Incontri di preparazione dei battesimi Catechesi adulti Catechesi adolescenti e giovani con alcuni momenti comunitari nei tempi forti Cammino catechistico per i genitori Ritiri per i bambini delle elementari e medie Partecipazione ai Campi-scuola e ai Grest dei bambini, ragazzi ed animatori Foglio unico avvisi settimanali Collaborazione degli amministratori delle parrocchie Uso in comune di ambienti e attrezzature per manifestazioni.

Con i consigli pastorali abbiamo constatato che trovarsi insieme a condividere ciò che si fa in ciascuna parrocchia, ci arricchisce e ci aiuta a rinnovarci ed aggiornarci, confrontandoci, e a volte, anche, ideando proposte nuove; tuttavia, si deve anche riconoscere con umiltà che se non lavoriamo insieme viene meno l’entusiasmo di chi si mette a disposizione per le attività pastorali. Quindi: come camminiamo quest’anno? Dovremo valutare attentamente spazi, strumenti e ambienti delle singole parrocchie per proporre obiettivi a breve, medio e lungo termine e potrebbe essere anche utile il confronto del gruppo di lavoro con eventuali UP già costituite o in fase di costituzione. Quanto rielaborato andrà, quindi, condiviso dal presbitero coordinatore con il Delegato Vescovile e con la Commissione diocesana in vista dell’elaborazione del nostro progetto pastorale dell’UP. Don Tarcisio

BENVENUTO, DON FILIPPO Le nostre quattro parrocchie hanno accolto con soddisfazione, stima e rispetto don Filippo Stefani, giunto a metà gennaio in qualità di vicario cooperatore per collaborare con don Tarcisio nell’impegnativo compito di conduzione delle nostre comunità. Nato a Losine il 20/12/1957, don Filippo ha frequentato il seminario di Brescia per dieci anni. Ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 12 giugno 1982 a Brescia dal Vescovo mons. Morstabilini. Ha svolto la sua prima esperienza di curato a Botticino Mattina per 4 anni, quindi è stato nominato parroco di Incudine dove è rimasto per 9 anni. Successivamente, per ben 23 anni, è stato parroco delle parrocchie di Cevo-Saviore dalle quali si è accomiatato di recente, salutato e ringraziato calorosamente per l’intenso ministero esercitato. Nel corso di tanti anni di sacerdozio ha sicuramente incontrato tante persone e gruppi, il mondo associativo parrocchiale e sociale e del volontariato, condividendo esperienze di vita con i fedeli ed i confratelli, iniziative,

momenti di gioia e situazioni problematiche. Ora è in mezzo a noi: le nostre comunità, pur con tanti limiti, sono in cammino verso l’Unità Pastorale ed alla ricerca dei veri valori umani e cristiani. Lo ringraziamo per la disponibilità dimostrata nell’accogliere l’invito del Vescovo ed accettare questo nuovo incarico, fiduciosi di riuscire a stabilire positivi rapporti di collaborazione e di attenzione che ci stimolino a crescere e maturare cristianamente.

ORARI SANTE MESSE

La seguente tabella sintetizza l’orario delle messe celebrate, normalmente, nelle nostre quattro parrocchie; la colonna “prefestive” si riferisce di solito al sabato, ma si estende anche a tutte le giornate che precedono festività infrasettimanali. Le messe feriali possono essere annullate o meglio, sostituite dalla messa per il defunto in caso di funerali. ORARI S. MESSE

CALVISANO

PREFESTIVE

FESTIVE

18.30

8.00

15.10

(alla casa di riposo)

10.30 18.30

FERIALI Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì

8.30 7.30 7.30 7.30 7.30

MALPAGA

9.30 - 18.00

Giovedì

17.00

MEZZANE

11.00 - 18.00

Martedì Venerdì

18.30 18.00

VIADANA

18.00

11.00

Mercoledì 18.00

L'ORATORIO DI CALVISANO ORGANIZZA IL 38° BABY ZECCHINO Sabato 16 Marzo 2019, alle ore 16:15 avranno inizio le prove per la realizzazione dello spettacolo di Giugno. L’Oratorio di Calvisano grazie alla partecipazione di generazioni di giovani cantanti, all’entusiasmo degli organizzatori storici ed attuali e alla collaborazione di numerose famiglie è giunto alla trentottesima edizione del Baby Zecchino. Aspettiamo tutti i bambini e ragazzi che vorranno divertirsi cantando insieme a noi. E perché no, chiunque abbia da proporre il proprio talento artistico per arricchire la serata. Info: @babyzecchinocalvisano Annalisa, Sara, Cristina e Maura

CERCASI MATERIALE FOTOGRAFICO PER ALLESTIRE LA MOSTRA IN OCCASIONE DEL 50° ANNIVERSARIO DI INAUGURAZIONE DEL NOSTRO ORATORIO.


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COMUNITÀ IN DIALOGO

IL SALE DELLA TERRA

a cura di Monica Gavazzi

FIGLIA, LA TUA FEDE TI HA SALVATA Gesù amava le donne. Non ne ha mai sposata una, nonostante ciò che favoleggiano alcuni vangeli apocrifi e qualche brutto romanzo contemporaneo, probabilmente perché conosceva troppo bene il destino che attende i profeti, e non voleva lasciare dietro di sé una vedova e degli orfani. Tuttavia le amava, lo vediamo ad ogni pagina del Vangelo. Le amava nel loro dolore: resuscita il figlio della vedova, il suo unico sostegno; guarisce la donna che soffre di emorragie, la quale univa all’infermità fisica un’impurità rituale che ne faceva un’emarginata; risana la figlia della donna straniera e pagana, che nella sua disperazione ha trovato il coraggio di ribattere ad una parola dura di Gesù: “- Non è bene dare ai cagnolini il pane dei figli. – Sì, Signore, ma anche i cani mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei figli”. Una lezione, per il giovane rabbi, il quale forse comincia a riflettere sul fatto che la sua missione può non essere rivolta solo al popolo di Israele, ma a tutti gli uomini della terra, se han-

no fede. Le amava nelle loro debolezze: sovranamente libero nel suo amore perfetto, lui non vede le donne come fanno gli altri uomini, che le considerano, in genere, o angeli disincarnati o diavoli tentatori. Lui le vede per ciò che sono: esseri umani, con tutti i loro difetti, e ciò nonostante (e forse anche per questo) amate da Dio. Così, quando incontra al pozzo la Samaritana la cui vita privata sarebbe considerata irregolare anche oggi (“hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito”), non ha per lei una sola parola di rimprovero, ma le annuncia invece l’avvento del Regno di Dio. E quando, per metterlo alla prova, gli conducono l’adultera che deve essere lapidata, Gesù interroga soprattutto le coscienze dei suoi accusatori: “Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra”. E anche per lei, neppure una parola dura: “Nemmeno io ti condanno. Va’, e non peccare più”. Le amava tanto da avere donne nel suo seguito e da portarne

una ad esempio: la povera vedova che dona al tempio una sola monetina, ma per lui è quella che ha donato di più, perché era tutto ciò che aveva per vivere. E il suo ultimo pensiero terreno è per una donna, sua madre, che affida a Giovanni, l’apostolo prediletto. Aveva capito benissimo tutto ciò una donna straordinaria, Teresa d’Avila, dottore della Chiesa, che cinquecento anni fa ha scritto queste parole profetiche: “Signore dell’anima mia, Tu, quando pellegrinavi quaggiù sulla terra non disprezzasti le donne, ma anzi le favoristi sempre con molta benevolenza e trovasti in loro tanto amore, persino maggior fede che negli uomini. Nel mondo le onoravi. Possibile che non riusciamo a fare qualcosa di valido per te in pubblico, che non osiamo dire apertamente alcune verità che piangiamo in segreto? Vedo però profilarsi dei tempi in cui non ci sarà più ragione di sottovalutare animi virtuosi e forti, per il solo fatto che appartengono a delle donne”.

I SANTI DELLA PORTA ACCANTO - LE INTERVISTE IMPOSSIBILI SOPHIE SCHOLL (Germania, 9 Maggio 1921 - 22 Febbraio 1943)

Una storia del passato che può illuminare le scelte del nostro presente, una storia di libertà in un mondo dove regna l’oppressione, la storia di una ragazza che segue la sua coscienza e i veri valori cristiani.

Viso piccolo, sguardo vivace e fiero, capelli alla maschietto non conformi alla moda dell’epoca. Così si presenta Sophie Scholl nelle foto che la ritraggono. E già da lì si capisce che si tratta di un personaggio fuori dalla norma. Una particella «impazzita» in un regime che tende a mettere in riga tutti, che inquadra e domina azioni e pensieri. Stupisce, nella sua biografia, la sua vita intellettuale fin da giovanissima, la vivacità del suo intelletto, la curiosità, gli interessi, il suo profondo amore per la musica e per la natura. Come è stata la tua esperienza con l’inizio del nazionalsocialismo e Hitler? Quando Hitler va al potere avevo 12 anni e, come la stragrande maggioranza dei ragazzi tedeschi, subisco la pressione della propaganda, ma anche il fascino e l’attrazione di un richiamo che è anzitutto quello della patria. Partecipo ai gruppi in cui i ragazzi venivano «irreggimentati» dal Nazismo. Amo il mio paese e voglio farne parte attiva. Questo anche andando contro le idee del papà che da subito si era reso conto della pericolosità dell’ideologia hitleriana. C’è dunque un confronto vivace nella mia famiglia poiché anche mio fratello maggiore, Hans, sosteneva apertamente il nuovo regime. Si tratta di un confronto e non di

uno scontro però, poiché questa è anche la storia di una famiglia che ha avuto il coraggio di contrapporre il proprio essere comunità morale, ad una comunità, quella tedesca degli anni ’30, che sembra essere asservita all’assenza di morale, una famiglia in cui ciascuno era libero da condizionamenti e poteva crescere con la massima autonomia di pensiero. Ma allora anche tu aderisci al nuovo regime... No, in maniera graduale e del tutto autonoma, ben presto maturo il dissenso come tutta la mia famiglia. Non è un processo repentino. È piuttosto una lenta presa di coscienza, frutto di osservazioni, valutazioni e analisi della realtà circostante. Mi rendo sempre più conto dell’assurdità dei metodi nazisti e del fanatismo che lo circonda. Forse è in questa fase che apro veramente gli occhi e prende il via quella maturazione spirituale che mi porterà a riconoscere che «Mi sento così impotente, e certo lo sono. Non posso pregare per niente altro che di essere capace di pregare». Come hai fatto a conciliare una visione di un Dio buono e Creatore quando tutto intorno a te crolla e sembra che il male vinca sempre? Nonostante l’orrore, il mondo continua ad essere bello. Nel mio godere della bellezza si è inserito un elemento sconosciuto, un presagio del creatore, che ogni creatura innocente loda la sua bellezza. Per questo soltanto l’uomo è capace di essere veramente crudele, perché è libero di dissociarsi da questo canto di lode. E adesso si potrebbe spesso pensare che lo faccia, coprendo questo canto col rumore di cannoni, di maledizioni e di bestemmie. Ma il canto di lode ha il sopravvento… ed io voglio fare tutto quello che è possibile per associarmi alla sua vittoria. Cosa ti ha portato a partecipare al gruppo pacifista la “Rosa Bianca”? Inizia con il mio fidanzato Franz che era al fronte, scrivendoci lettere ragionando sull’assurdità della guerra. Così con altri giovani cristiani che dalla fede traevamo forza e sostegno, cerchiamo di

raggiungere la coscienza del popolo tedesco solo attraverso dei volantini, poiché non avevano altro che la forza delle parole e un ciclostile. Nell’estate del 1942 distribuiamo, in centinaia di copie, 6 fogli scritti a macchina spedendoli a indirizzi scelti a caso dagli elenchi telefonici, lasciandoli nelle fermate degli autobus, gettandoli dai tram di notte o abbandonandoli nelle cabine telefoniche. «Libertà di parola, libertà di fede, difesa dei singoli cittadini dall’arbitrio di stati criminali fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa». «La libertà è il più prezioso tesoro che abbiamo», queste sono le frasi che più mi piacciono di quei volantini. Ma presto ci scopriranno. Cosa è successo quando siete stati scoperti… Nel colloquio di fronte all’ufficiale della Gestapo cerco di farmi forte pur essendo in una condizione di difficoltà e pericolosità estrema. La mia è la forza dell’anima che sfida e supera quella della violenza. L’ufficiale mi offre di tradire i miei ideali, tradire i miei amici per salvarmi la vita. Rifiuto l’offerta: «Non rinnego nulla. Sono convinta di aver agito nell’interesse del mio popolo. Non mi pento e ne accetterò tutte le conseguenze. Meglio un dolore insopportabile che un apatico vegetare. Meglio una sete bruciante, preferisco chiedere dolore, che sentire un vuoto. Non è forse anche il dolore un dono di Dio?». Cosi vieni condannata a morte e la notte prima dell’esecuzione fai un sogno? Si, sto portando un bambino a battesimo, mi sento sprofondare nel buio, ma lo metto in salvo, mentre io cado in un buco nero senza fine. La mia interpretazione è: « Il bambino simboleggia le nostre idee… trionferanno dopo la nostra morte». Non si sbagliava Sophie, una ragazza di 21 anni, che sapeva disegnare e suonare il pianoforte, che studiava scienze e filosofia, che amava la libertà e ascoltava la propria coscienza più di qualsiasi altra cosa. Una storia del passato che ci aiuta a vivere il presente.

a cura di Tomasoni A.


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I COMANDAMENTI SECONDO PAPA FRANCESCO a cura di Fausto Accini

Papa Francesco: "No all'ipocrisia di chi prega come un pappagallo" Continuiamo nella catechesi del mercoledì di Papa Francesco sui comandamenti. «Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio» parlando dell’ipocrisia di chi «usa il nome di Dio, ma senza verità». La versione «Non pronuncerai», spiega Bergoglio, «traduce un’espressione che significa letteralmente, in ebraico come in greco, “non prenderai su di te, non ti farai carico”. L’espressione “invano” è più chiara e vuol dire: “A vuoto, vanamente”. Fa riferimento a un involucro vuoto, a una forma priva di contenuto. È la caratteristica dell’ipocrisia, del formalismo e della menzogna». Il Papa ricorda quanto sia importante il nome delle cose e delle persone nella Bibbia, perché ne svela la verità e ne indica la missione. Per questo sia Abramo che Pietro ricevono un nome nuovo, per indicare il cambiamento della direzione della loro vita. Conoscere veramente il nome di Dio porta alla trasformazione della propria vita: dal momento in cui Mosè conosce il nome di Dio, la sua storia cambia. "Il nome di Dio, dice ancora Francesco, è legato alla misericordia." E non è un caso che, il nome di Dio nei riti ebraici, venga proclamato solennemente nel Giorno del Grande Perdono, (Yom Kippur) e il popolo viene perdonato perché per mezzo del nome si viene a contatto con la vita stessa di Dio che è misericordia. Allora “prendere su di sé il nome di Dio” vuol dire assumere su di noi la sua realtà, entrare in una relazione forte, in una relazione stretta con Lui. Per i cristiani questo comandamento è il richiamo a ricordarci che siamo battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, come affermiamo ogni volta che facciamo su noi stessi il segno della croce,

per vivere le nostre azioni quotidiane in comunione sentita e reale con Dio, cioè nel suo amore. Papa Francesco ritorna su un tema a lui caro: quello di insegnare ai bambini a fare il segno della croce. Afferma “Vorrei ribadire un’altra volta, di insegnare ai bambini a fare il segno della croce". Poi insiste sull’ipocrisia, sulla relazione falsa che si può vivere con Dio: “Gesù lo diceva di quei dottori della legge: loro facevano le cose, ma non facevano quello che Dio voleva. Parlavano di Dio, ma non facevano la volontà di Dio." Il consiglio di Gesù è: “Fate quello che loro dicono, ma non quello che fanno”. E questa Parola del Decalogo è proprio l’invito a un rapporto con Dio che non sia falso, senza ipocrisie, a una relazione in cui ci affidiamo a Lui con tutto quello che siamo. Infine la spiegazione del perché i santi siano così capaci di toccare i cuori. Perché i santi non solo parlano, ma muoiono, nei santi vediamo quello che il nostro cuore profondamente desidera: autenticità, relazioni vere, radicalità. E questo si vede anche in quei “santi della porta accanto” che sono, ad esempio, tanti genitori che danno ai figli l’esempio di una vita coerente, semplice, onesta e generosa. "Non bisogna pregare come un pappagallo, ma pregare con il cuore, sapendo che Dio si è fatto carico del nome di ciascuno di noi, si è fatto carico del nostro nome fino in fondo, anche del male che c’è in noi. Lui si è fatto carico per perdonarci, per mettere nel nostro cuore il suo amore. Per questo Dio proclama in questo comandamento: “Prendimi su di te, perché io ti ho preso su di me".

PERCHÈ FARE IL CHIERICHETTO? Molti sono i motivi: servire il Signore partecipando in parrocchia alle celebrazioni come primo aiuto al parroco e agli eventuali concelebranti. E’ un modo per essere più vicini a Dio e pregare il Signore in modo “diverso”. Certo che questo è un impegno che richiede qualche sacrificio. Ci sono alcune caratteristiche che devono distinguere un chierichetto: puntualità, attenzione, ordine, rispetto, spirito di servizio e.. tanta, tanta buona volontà! Puntualità: è necessario rispettare degli orari quando si svolge il servizio, ossia presentarsi in sacristia almeno un quarto d’ora prima dell’inizio della funzione per potersi vestire con calma ed ascoltare le indicazione del responsabile. Attenzione: a quelli che sono i compiti che ti vengono assegnati, quindi occhi e orecchie bene aperte; bocca aperta per… pregare e non per chiacchierare! Ordine: è importante comparire con gli abiti ben messi di fronte ai fedeli che ti osservano, perché anche l’occhio… vuole la sua parte! La tunica poi, va usata con un certo riguardo e deve essere sempre trattata come se fosse un tuo vestito. Rispetto: bisogna comportarsi bene con tutti i membri del gruppo, rispettando i più piccoli ed i responsabili del servizio. Spirito di servizio: ricordarsi che il compito del chierichetto è molto importante, quindi è necessario adattarsi a quello che dispone il responsabile, anche se decide qualcosa che non ti sembra giusto, non è vietato esporre la propria opinione, anzi questa è molto importante. Occorre quindi fare diligentemente tutto quanto ti viene richiesto, anche se a volte può capitare che si venga a fare solo presenza senza particolari compiti. Ultimo e importantissimo:

anche se ognuno già conosce molto bene le regole del buon comportamento, si deve evitare di fare gesti, versi e risate tenendo presente che tutti i fedeli sono in Chiesa per partecipare alla funzione e non per vedere le esibizioni. Questo è ciò che il gruppo chierichetti fa da alcuni anni anche nella nostra parrocchia. Un gruppo di 18 ragazzi della scuola Primaria e Secondaria che ogni domenica si mette a servizio delle celebrazioni eucaristiche. Sabato 12/01/2019 si sono ritrovati tutti insieme nella messa delle ore 18.30 per ringraziare Gesù del servizio che offrono alla comunità, per poi ritrovarsi in oratorio per una pizza insieme ed un momento di condivisione. Come detto da Don Tarcisio nell’omelia della messa, loro sono d’esempio a noi adulti dato che fanno questo “mestiere” mettendo in pratica tutte le regole di cui sopra, contagiandoci ad essere simili a loro nella partecipazione alla Messa. Il gruppo chierichetti


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GAUDETE ED EXULTATE In occasione della ormai prossima festa della Beata Cristina 2019 le Corali del centro e delle frazioni, unitamente ai musicisti che costituiscono un quintetto di ottoni, invitano la popolazione calvisanese ad un

concerto-riflessione dal titolo “Rallegratevi ed esultate”.

Si tratta di una libera lettura dell’Esortazione Apostolica di papa Francesco sulla chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo. Alcuni passaggi del documento saranno sottolineati da brevi riflessioni e da canti appropriati, come l’iniziale credo ebraico “Shemà Israel, Ascolta, Israele”, seguito da brani corali di esultanza e dalla “carta d’identità del cristiano” rappresentata dalle “Beatitudini”. Non mancheranno canti che riportano le significative parole di grandi personalità contemporanee, quali Madre Teresa di Calcutta e padre David Maria Turoldo. La manifestazione si svolgerà Domenica 17 Febbraio 2019 alle ore 16:00 presso la Chiesa parrocchiale di Calvisano.

FIERA AGRICOLA DI CALVISANO E SAGRA DELLA BEATA CRISTINA 2019: CONFERME E NUOVE PROPOSTE

Anno nuovo, nuova fiera da organizzare...riconfermarsi ed allo stesso tempo trovare nuove proposte per migliorare quanto fatto nelle precedenti edizioni è sempre più difficile ed impegnativo. Anche quest'anno è stato pensato un calendario ricco di iniziative per tutti i gusti e tutte le età che troverete meglio specificato sul pieghevole distribuito a tutte le famiglie e sul sito www.calvisanoinfiera.it Dalle conferenze agli incontri in cucina, dalle mostre agli spettacoli, dalle esposizioni di auto, moto, trattori storici, attrezzi e macchine agricole, ai giochi, agli artisti di strada, alle passeggiate a cavallo...un nutrito programma consentirà a tutti di partecipare ed assaporare il meglio della nostra cultura e tradizione. Arrivederci

“La Creatività: un aiuto speciale per persone speciali” Ricordate tutti l’iniziativa “MAMMA aiuta MAMMA” a sostegno del locale Centro di Aiuto alla Vita, che l’anno scorso ha visto coinvolte temerarie ed instancabili mamme e nonne di Calvisano e paesi limitrofi? Ebbene, su richiesta della maggior parte di loro, il percorso riprende e si amplia per promuovere anche altre arti manuali oltre a quelle tessili. Una data: 14 Novembre 2018. Comincia la distribuzione del volantino, che, realizzato da Manuela Lorenzi, è il primo e speciale dono a sostegno dell’iniziativa, e parte silenziosamente il passaparola tra le persone più laboriose e tenaci nel voler dare una mano a chi ne ha bisogno. Il volantino dice già tutto: “La Creatività: un aiuto speciale per persone speciali”. Con il termine “creatività”, l’enciclopedia Treccani indica che è “la virtù creativa, cioè la capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia”. E’ infatti nota l’importanza della creatività fin dalla prima infanzia e per tutto il resto della vita, nello sviluppo della persona e della sua attiva inclusione nella società ed in particolare ora, è significativo che venga promossa per sostenere persone con disabilità, per le quali anche il pensiero creativo è una risorsa verso un benessere psico-fisico. Nel concreto, il progetto prevede il coinvolgimento di singole persone e di quelle facenti parte di associazioni di Calvisano, nel creare (meglio se lavorando in collaborazione) e donare un oggetto realizzato con le proprie mani (nelle diverse arti manuali, per esempio maglia, uncinetto, cucito, legno, carta, vetro, colori) da vendere sulla bancarella della Fiera della Beata Cristina che si terrà il 16 e 17 Febbraio 2019. Il ricavato verrà interamente donato alle quattro Associazioni che seguono persone con disabilità: - Il Sorriso (associazione “storica” a Calvisano e frazioni) - Insieme per il Dopo di Noi che sostiene “Casa da grande” a

Viadana dove alcuni adulti con disabilità fanno esperienza abitativa con gli educatori della Coop. La Sorgente) - Casa Francesco (a Mezzane dove alcuni adulti con disabilità fanno esperienza abitativa nei week end con gli educatori della Coop. Il Quadrifoglio Fiorito) - Disabilità Acquisita (che si occupa prevalentemente del trasporto e fisioterapia per le persone con disabilità) Doveroso ringraziare fin d'ora per il sostegno all’iniziativa: -il Parroco Don Tarcisio Capuzzi che supporta il progetto e “pazientemente sopporta” le mamme che lo portano avanti… -l’Amministrazione Comunale, in particolare il vicesindaco Dott. Marco Pari, per la sensibilità ed interessamento al prosieguo della proposta. -Le quattro Parrocchie di Calvisano e la Caritas nelle persone referenti: Sig.ra Luisa Ravazzolo per la Parrocchia e Caritas di Calvisano, Sig.re Cristina Vignoni e Monica Scarpella per la Parrocchia di Malpaga, Sig.ra Enrica Treccani Zorzetti per la Parrocchia di Mezzane, Sig.ra Giuliana Gianolla Trivella per la Parrocchia di Viadana. -La Mondial Lane di Brescia per il dono dei filati. -Le associazioni e le realtà di Calvisano che hanno già dato il loro sostegno: la BIBLIOTECA e la CASA di RIPOSO di Calvisano, GENERA_AZIONI e Uncinando 4.0, GRUPPO VIVO, CENTRO DI AIUTO ALLA VITA, Associazione Culturale e Ricreativa dell’Anziano, IDEANDO, ASS. ARTE AMICI nonché persone generose dei paesi limitrofi quali Montichiari e frazione Novagli, Carpenedolo, Leno e frazioni. Si confida nel maggior aiuto e sostegno possibile: Vi aspettiamo numerosi alla Bancarella sulla Fiera Agricola, a presto! Cristina e Monica di Malpaga


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TEMPO DI QUARESIMA


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CAMPI SCUOLA A OBRA EROI DI OGNI GIORNO 7-10 anni Dal 2 al 4 gennaio in un paesino sperduto del Trentino che si affaccia su una splendida vallata si è svolto il camposcuola delle elementari, per i bambini appartenenti all’unità pastorale che frequentano le classi dalla seconda alla quinta. Il gruppo era composto da 31 bambini, un team di educatori ben assortito per età, esperienza e provenienza, da don Tarcisio e da due cuoche. Soprattutto per alcuni dei più piccoli era la prima esperienza lontano dalla propria famiglia, ma si sono subito sentiti accolti nella bellissima casa di Obra, il paesino di circa 80 abitanti che ogni anno ci aspetta con simpatia per la novità che portiamo nella loro tranquilla realtà. Dicevamo camposcuola…scuola anche nelle vacanze di Natale? Ma no, non proprio scuola, anche se sicuramente è un’esperienza educativa che la nostra parrocchia propone perché crede fortemente che la vita quotidiana vissuta insieme e condivisa nel bello e nel difficile che essa comporta, sia un momento arricchente di crescita umana e cristiana. Attraverso la visione del cartone animato "Gli eroi del Natale", basato sulla storia della natività raccontata e rappresentata da alcuni piccoli animaletti divertenti, i bambini hanno scoperto ed analizzato giorno per giorno le diverse caratteristiche di questi "eroi", calandole poi nel concreto e riconoscendole nelle proprie azioni di vita quotidiana. Sono stati 3 giorni bellissimi fatti di giochi, pranzetti squisiti e di tanta amicizia, ma anche di aiuto reciproco nel pulire la casa e sistemare la sala da pranzo e talvolta anche di qualche bisticcio che però ci ha aiutato a crescere

nella vita comunitaria. Ciò che però rimarrà sicuramente nei nostri ricordi più belli è l’uscita sulla neve dove tra scivolate con lo slittino e battaglie a palle di neve abbiamo proprio assaporato e gioito delle meraviglie della natura che Dio ci ha donato. Ripercorrendo questi giorni, ripensando alle persone generose che han contribuito in vari modi alla riuscita del campo, si rimane sempre stupiti di come la gente si sappia spendere per realizzare “un bene più grande” e di questa gioia non possiamo che ringraziare il Signore. Chiara, Nicola, Stefania

Se non ti piace quello che vedi, cambia il tuo modo di guardare! 1ª - 2ª Media Dal 28 al 30 dicembre ad Obra di Vallarsa si è svolto il minicampo invernale che ha visti protagonisti i ragazzi di prima e seconda media. Durante i tre giorni il gruppo ha avuto l’opportunità di riflettere, partendo dalla storia della pecora nera e dal film “Wonder”, su quanto e come gli stereotipi e i pregiudizi condizionino il modo di guardare le persone che abbiamo attorno e modifichino i comportamenti di ciascuno, inducendo talvolta ad escludere chi è apparentemente diverso da noi. Sono solo gli atteggiamenti di

accoglienza a “combattere” i giudizi negativi ed a permetterci di cambiare la “lente” che utilizziamo per guardare gli altri. Insieme ai lavori di gruppo e ai momenti di preghiera, come ogni campo che si rispetti abbiamo avuto l’occasione di divertirci con giochi e serate organizzate dagli educatori. Sono stati tre giorni intensi, ricchi di amicizie nuove e riflessioni importanti! Speriamo di incontrarvi nuovamente al campo estivo!!

La verità...fa male? 13-16 anni La verità è una scelta, spesso faticosa, ma che porta a migliorare e rafforzare le nostre relazioni; mentire invece è la via più facile, ma che poi, a lungo termine, si rivela sconveniente. È questa la tematica affrontata da un folto gruppo di più di 50 adolescenti dai 13 ai 16 anni che hanno deciso di trascorrere i giorni a cavallo di capodanno 2019 a Obra di Vallarsa. Oltre ai consueti momenti di preghiera e di riflessione, guidati da Don Tarcisio e da 9 giovani educatori, i ragazzi hanno avuto l’occasione di divertirsi sulla neve e di mettersi alla prova con il pattinaggio sul ghiaccio. Fra cadute

Beatrice

e risate è venuto a crearsi in poco tempo un gruppo di ragazzi unito e affiatato in grado di trascorrere con serenità tutti i giorni di permanenza fra i monti. Momenti intensi, ma anche di relax che hanno permesso a noi educatori di rafforzare il rapporto con i ragazzi e ai ragazzi stessi di vivere un'esperienza positiva di divertimento e fede sicuramente indimenticabile! Grazie alle cuoche Clara e Monica…come sempre all’altezza dei nostri palati e della nostra fame. Davide

IN CASA (campo famiglie) 4-6 GENNAIO Molti sono i luoghi che ognuno vive durante la giornata, ma lo spazio della propria CASA occupa un ruolo decisivo per la famiglia. La casa è uno spazio vitale in cui la famiglia può raccogliersi, dialogare, confrontarsi. La casa è però anche uno spazio di annuncio e di scoperta delle dimensioni educative e formative della famiglia e della comunità. A partire da questo campo invernale, per le famiglie partecipanti, è iniziato un cammino di riscoperta di questo luogo a partire dal significato che la "porta di casa" assume nella quotidianità. Seguiranno altre tappe sulla cucina, sulla sala bella, sulla camera, sul bagno, sulla terrazza e sul giardino… chi verrà ai prossimi campi potrà ridare significato a questi spazi della sua dimora! Dopo aver visto il film ‘Wonder’ ed esserci confrontati sul tipo di "porta" che siamo per il nostro coniuge, ci siamo interrogati su come la nostra famiglia lascia la porta aperta a coloro che bussano o chiedono di essere ascoltati, capiti, aiutati. Sono poi state proposte alcune sollecitazioni da Don Tarcisio:

- Perché abbiamo scelto il matrimonio cristiano? Perchè abbiamo deciso di ‘metter su casa’? - Gesù si è sempre fatto ospitare nella casa di amici o persone che incontrava (Zaccheo, Marta, Maria e Lazzaro,…), lui non aveva dimora fissa. Sguardo, parole e passi lo hanno condotto ad incontrare chi lo ospitava. Lasciamo che entri nella nostra casa… che il vino buono non potrà mancare! Ambienti e accoglienza piacevolissimi. Ottima la compagnia. Don Tarcisio più che disponibile nei nostri confronti e determinato nel ridarci una rotta chiara da seguire. Gli incontri fra adulti in linea con le problematiche di tutti i giorni, il parlare senza sentirsi giudicati...ottima terapia di coppia! I nostri bambini si sono sentiti ‘a casa’, seguiti da un quartetto di bravi animatori. Bello e divertente condividere per due giorni gli stessi spazi con altre famiglie. Cinque stelle alla cucina di Domenico e Maddalena. È un’esperienza da rifare. Sarebbe bello riuscire a coinvolgere anche altre famiglie... siete tutti invitati quest’estate! Le coppie partecipanti


COMUNITÀ IN DIALOGO

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CENNI DI STORIA LOCALE

le quarantaquattro chiese di Calvisano (terzo articolo) Dopo avere scritto relativamente alle 14 chiese scomparse (erette in luoghi diversi rispetto a quelli ove sorgono le chiese oggi esistenti), in questo articolo parlerò, proseguendo con la numerazione progressiva, delle tracce di tre chiese parzialmente ancora visibili e della ulteriore chiesa che solo per “qualche tempo” fu nel territorio delle Parrocchie di Calvisano. Tracce di chiese parzialmente ancora visibili: sono 3 15) Oratorio di San Giuseppe, in contrada Bordonala di Viadana: (trattasi della cappella della oggi fatiscente cascina sita nei pressi della linea ferroviaria e della dismessa ferriera, strada Calvisano-Viadana). Dopo il dovuto permesso del Doge e la successiva concessione Vescovile, venne edificata nel 1747. Mi pare interessante segnalare come in una stanza della cascina, sin dagli anni settanta del 1800, si iniziò a far scuola per i bambini delle contrade Viadana e Rovata. Nel 1893 il Comune affittò detta chiesa e in essa furono attive la prima e la seconda elementare. Nel 1906-1907 si costruirono le prime due aule delle nuove scuole di Viadana e alla Bordonala restarono la terza e l’asilo. La scuola elementare della frazione venne ampliata nel 1932-33 con altre due aule e quindi le classi prima, seconda, terza, quarta e l’asilo trovarono ivi collocazione. 16) Oratorio S. Maria Immacolata della villa Oriani (Viadana): È del secolo XVIII (1743: anche per la sua edificazione, come era in uso, si ebbe la necessità di ottenere le concessioni di cui sopra). Ne resta oggi visibile la struttura esterna. Secondo Prandini (testi citati) la tela rappresentante l’Immacolata, già sul suo altare, dovrebbe essere ancora conservata all’interno della villa. Nel catasto del Regno Lombardo-Veneto del 1816 viene segnalato come “Oratorio Immacolata Concezione”. 17) Chiesa di San Pancrazio di Mezzane: costruita da Giovanni Paolo Averoldi nel 1539, è sorta nei pressi della vecchia via che portava alla frazione, in prossimità della testa di un fontanile che da qualche anno è stato ripalificato e riqualificato (anche dal punto di vista arboreo) e rimesso a nuovo dal consorzio del Chiese. La struttura della chiesa è ancora completamente eretta. Gli interni sono degradati e la casa del cappellano, che a metà 1600 era stata costruita in aderenza, è stata demolita. La struttura era dotata anche di campaniletto e campanella. La chiesa è stata di proprietà Averoldi fino a dopo l’unità d’Italia. E essi vi facevano celebrare abbastanza costantemente. (Gli Averoldi avevano anche un palazzo a Mezzane: notevole edificio del Cinquecento  con facciata a portico di sette campate). Successivamente la chiesa fu acquistata dai conti Lechi che a loro volta la vendettero al conte Maggi. L’oratorio venne sempre meno frequentato e degradò. Il Vescovo Giacinto Tredici ne decretò quindi la sconsacrazione nel 1937. Da allora fu utilizzato anche quale deposito e con diversi scopi profani, passando ad altre proprietà. Da qualche anno la chiesa è stata acquisita da un nuovo privato e sono in corso diversi lavori di risistemazione della struttura ad uso civile. Sui terreni adiacenti sono stati fatti, nel tempo, diversi ritrovamenti archeologici che vanno dall’epoca romana a quella basso medioevale con presenza di rinvenimenti longobardi. Gli elementi acquisiti durante gli ultimi scavi, recenti, sono in fase di studio. Fatto sta che non sono stati ancora pubblicati e, nonostante alcune mie richieste in tal senso, proprio per tale motivo non mi sono stati neppure descritti. Parrebbe assai interessante, per l’epoca di costruzione, la struttura basale del campanile. Relativamente alla storia della chiesa, alla provenienza del culto di S. Pancrazio, alla storia del territorio e della gens che qui ha abitato, alle tracce di affresco che erano ancora visibili sulle pareti interne, ho scritto in un articolo del 2007, pubblicato solo nel mio sito “google sites; Pietro Treccani”, articoli di storia locale, allegato 5: “San Pancrazio di Mezzane, appunti”, e là rimando per gli approfondimenti del caso. Sulle pareti esterne della chiesa erano murate alcune lapidi, trafugate negli ultimi decenni del 1900. Dall’interno di detta chiesa proviene la grande “pietra” incisa, che ci racconta la storia di un liberto. Acquistata qualche decennio fa dal Comune, essa è posta sotto il loggiato del chiostro domenicano di Calvisano. Chiese che solo per “qualche tempo” furono nel territorio delle Parrocchie di Calvisano: è solo 1 18) Oratorio dedicato a Sant’Antonio (Mezzane, strada Montechiaresa): La costruzione è secentesca. In data 1839, per la prima

volta, questo oratorio è citato come dipendente dalla Parrocchia di Mezzane (atti delle visite pastorali). (La ridefinizione dei confini tra le Parrocchie di Montichiari-Mezzane-Acquafredda-Calvisano era avvenuta nel 1573 portando Montechiaresa “quae dicitur fuisse de parrocchia de Mezanis” a Montichiari). Nel 1914 (nel frattempo c’è stata una ulteriore revisione dei confini) la zona è ri-passata sotto la giurisdizione di Montichiari. Ma ancora negli anni ottanta-novanta Mezzane ne menziona l’esistenza, descrivendosi al Vescovo. Anche “Enciclopedia Bresciana” di mons. Antonio Fappani, alla voce “Mezzane”, XI volume, indica “nel territorio alcune chiese come quella di S. Antonio alla Montechiaresa, un tempo di proprietà dei Butturini”. Che dire? In effetti il territorio di Montichiaresa si trova diviso tra i comuni di Calvisano e Montichiari e, nel tempo, si venne a creare qualche differenza tra confini comunali e parrocchiali portando a… alcune difficoltà di interpretazione. Mons. Angelo Chiarini, nel suo pregevole volume “le trenta chiese di Montichiari”, 2005, a pag. 106 dà l’oratorio a Montichiari. Interessante la sua descrizione: “la secentesca chiesetta è addossata alla parte padronale dell’antica cascina Montechiaresa. Ha la caratteristica facciata delle chiesette campestri, con le due finestrelle per dar modo ai fedeli di pregare, essendo queste chiese abitualmente chiuse. Lo svelto campaniletto è stato aggiunto più tardi, sopra la sagrestia. Un quadro, ivi conservato, rappresentava il S. Antonio in preghiera davanti alla Madonna col Bambino, mentre un angelo sorreggeva i simboli del santo, il libro e il giglio. In alto uno stemma illeggibile, forse dei Pailorsi o dei Guzzago, che ne furono proprietari: una campanella, che riporta la figura di una salamandra e la scritta “AVE MARIA GRASIA PLENA – DOMINUS”.” (Annotazione: la parola “grasia” è proprio scritta con la esse). Da tempo abbandonata, la struttura della chiesa è ancora visibile per intero. L’interno, che conserva comunque alcuni arredi è, diciamo, utilizzato quale magazzino/deposito. 18/B) non enumero la chiesa di San Carlo Borromeo, al Ponte Rosso, tra le chiese di Calvisano , essendo dipendente dalla Parrocchia di S. Maria Assunta di Ghedi, ma quantomeno la cito poiché edificata anche con le offerte ed il lavoro di alcune famiglie di Malpaga (il territorio di Ponte Rosso si divide tra i Comuni di Calvisano e di Ghedi). Come si legge in alcuni articoli internet, la chiesetta, da poco ristrutturata dagli stessi abitanti del posto, è stata voluta non da sola, ma affiancata da un altro edificio per ospitare (allora) la scuola elementare per i ragazzi delle cascine circostanti. Vi si celebra due volte l’anno: il 4 Novembre (ricorrenza di San Carlo, e ad inizio estate). Vi si tengono anche i centri di ascolto e alcuni incontri di spiritualità per giovani e sacerdoti della zona pastorale di San Lorenzo. Interessante quanto riportato in un articolo del giornale di Brescia, lettere al Direttore, 30 ottobre 2015 (a firma Ludovico Guarneri, Ghedi): “Il 4 novembre 1947 gli abitanti di Ponterosso festeggiarono per la prima volta San Carlo Borromeo, santo a cui, qualche mese prima, con una cerimonia alla presenza di Mons. Tredici, vescovo di Brescia la chiesa era stata consacrata. Erano passati ormai circa una ventina di anni dalla completa bonifica della zona denominata «Regione delle lame di Ghedi» e queste famiglie di agricoltori e contadini, tutti immigrati provenienti da altri paesi della provincia e della regione, dopo avere imparato a conoscersi…, decisero di edificare il primo segno distintivo di questa loro presenza: una chiesa. Attraverso la ristrutturazione di un vecchio fienile donato dalla famiglia Tempini, proprietaria di gran parte delle cascine sorte e risorte dopo la bonifica, affittuari e contadini costruirono con il loro lavoro e materiali autoprodotti (prismi di cemento essiccati al sole) nella primavera-estate del 1947, la prima chiesa di Ponterosso. Migliorati da Berlingo, Carrara da Adrara San Martino (BG), Gatta da Bovegno, Carini da Montichiari, Maruti da Cremona, Bignetti da Offlaga insieme a tante altre famiglie erano riusciti a trovare in queste nuove terre conquistate all’agricoltura, soprattutto, dalla lungimiranza e abilità di Cristoforo Tempini, una loro nuova dimensione imprenditoriale e sociale. ...Sostenuti dall’opera indefessa di educatrici delle due maestre, Antonietta Nascimbene e Regina Portieri questi uomini e queste donne seppero trovare la coesione per completare il percorso della loro integrazione...”. Pietro Treccani


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COMUNITÀ IN DIALOGO

CRONACHE BREVI CONCERTO DI NATALE

Come di consueto, gli studenti della scuola media, indirizzo musicale, hanno augurato Buon Natale a genitori, insegnanti ed a tutti i presenti con il tradizionale e sempre riuscitissimo concerto, frutto dell’impegno e dell’abilità dei ragazzi e della bravura dei loro insegnanti. Nell’intervallo il sindaco arch. Giampaolo Turini ha premiato, con una borsa di studio del valore di 250 euro, gli studenti più meritevoli della Scuola Secondaria e primo e secondo grado.

MAMMA ESTERINA

Nel pomeriggio di domenica 9 dicembre si sono svolti i funerali della mamma di don Gino Regonaschi, per molti anni amato ed apprezzato curato nella nostra comunità e proprio a nome delle comunità che hanno conosciuto la bontà e la disponibilità di mamma Esterina è stato letto, al termine della messa, il pensiero di ringraziamento che riportiamo di seguito. Ricordo di una mamma speciale: Esterina Esterina è cresciuta in una famiglia in cui la Fede, l’amore verso la propria famiglia, la pazienza, l’umiltà, il sacrificio, il senso del dovere, la mitezza e la semplicità sono stati il filo conduttore di un’intera vita. Queste sue caratteristiche sono state anche la base della sua vita matrimoniale con Pino. Insieme legati da quel sacramento dell’amore che li ha uniti “per sempre”. Una donna forte, coraggiosa che non si è mai negata all’aiuto della propria famiglia, alle scelte dei propri figli, agli impegni presi da questi ultimi. Schiva, riservata, restava un passo indietro ogni volta che il suo Don Gino doveva compiere una scelta e umilmente lo ha sempre seguito, ricostruendo nuove relazioni con i parrocchiani, ascoltando tutti e suggerendo consigli. I figli e i nipoti che spesso passavano a farle visita, erano il suo orgoglio di mamma e nonna. Adorava i suoi nipotini, seguiva i figli, pregava per tutti e, come al solito, quel “per tutti” si estendeva all’intera comunità. E’ stata un grande esempio di quell’amore materno che dalla sua famiglia, attraverso la missione di Don Gino, come una goccia d’acqua si allargava verso tutta la comunità cristiana delle varie parrocchie che nel tempo ha conosciuto. La sua casa, era una porta aperta a tutti e l’occasione della condivisione della preghiera quotidiana è stata un esempio per tutti. Ha vissuto interamente il messaggio evangelico “riconosceranno che siete miei discepoli … se avrete amore gli uni per gli altri”. Ora alla casa del Padre fa ritorno una perla preziosa. Esterina, le comunità di Isorella, Calvisano, Acquafredda e Borgosatollo ringraziano il Signore per il tuo bell’esempio di vita.

PRESEPI

La nostra bella chiesa parrocchiale, nel periodo natalizio, ha accolto in mostra numerosi presepi posizionati sugli altari laterali. Il presepe è sempre un dono per tutti… il suo messaggio d’ amore, semplice ed immenso, è universale: è meraviglioso vedere quanto delle comuni statuine possono riempire il cuore degli uomini, riportando alla memoria lo straordinario dono che Dio Padre ha fatto agli uomini 2000 anni fa, Suo Figlio Gesù! Un ringraziamento particolare a coloro che hanno predisposto i loro presepi, in particolare: l’associazione Genera-comunità, la scuola Primaria di

a cura di Piera D’Adda

Calvisano, la Casa di Riposo Beata Cristina, le classi di catechismo di Calvisano, l’oratorio di Malpaga, la Biblioteca, l’associazione Ideando, le signore Lucia, Lara, Agnese, il sig. Zorzetti Agostino, Ravazzolo Pierferruccio e Borghetti Chiara, nonno Luigi, con l’augurio che l’iniziativa venga riproposta anche negli anni a venire. E non possiamo dimenticare la Stella Cometa, splendida di luce e di significato che ha riempito la navata della chiesa ed orientato lo sguardo al Dono Divino. Bellissima l’idea e sorprendente la realizzazione: grazie a quanti hanno regalato tempo e capacità per rendere ancor più preziose e suggestive le celebrazioni natalizie.

VIAGGIO NELLA MEMORIA

Sabato 5 gennaio, l’associazione “Ideando” ha organizzato un “viaggio della memoria nel bene e nel male” in Emilia, a Gattanico, nel podere ai “Campi rossi” per visitare il Museo Cervi, dedicato ai sette fratelli uccisi nel 1943 per la loro attività antifascista. Si prosegue per la Pieve di S.Valentino a Castellarano dove visse Rolando Rivi, un giovanissimo seminarista torturato ed ucciso dai partigiani comunisti per la sua fede, il suo amore per Gesù e la sua capacità di coinvolgere i ragazzi nelle attività dell’oratorio. Sabato 5 ottobre 2013 papa Francesco lo ha proclamato Beato. Dopo questi due momenti, frutti di odio e di violenza, il museo di Nonantola offre la sua bellissima esperienza di solidarietà ed accoglienza legata all’antifascismo ed alla resistenza. Un’intera comunità, guidata dal parroco del tempo, don Arrigo Beccari, e dal dottor Giuseppe Moreali, ha salvato dalla deportazione nei campi di sterminio 73 ragazzi ebrei, tedeschi e clandestini. A Calvisano, nel Giardino dei Giusti, un albero è dedicato a questa coraggiosa comunità. La giornata si conclude con la visita dell’Abbazia dove sono custodite le spoglie di S.Silvestro papa, patrono della nostra comunità, cui è dedicata la nostra chiesa parrocchiale.

GIORNATA DELLA MEMORIA

Anche quest’anno, l’associazione “Ideando” ha promosso il progetto “Memoria del Bene e del Male” un percorso formativo per educare alla pace ed alla giustizia, nella consapevolezza che solo il Bene può sconfiggere il Male. Da gennaio a marzo gli alunni della scuola primaria, ragazzi, adolescenti e giovani saranno coinvolti nei laboratori di pace presso gli oratori con l’obiettivo di renderli capaci di costruire una “Cultura di pace” dove l’amicizia e l’attenzione agli altri dettano regole di vita, attraverso esperienze di cittadinanza attiva, gestione non violenta dei conflitti, con attività pratiche, giochi, racconti, attività cooperative, tecniche e teatrali e con l’aiuto di educatori. Gli adolescenti ed i giovani hanno partecipato ai laboratori di teatro e di musica per l’allestimento della serata musico-teatrale per la celebrazione della “Giornata della Memoria” rappresentata con successo sabato 26 gennaio presso la Sala Polivalente, dal titolo “In difesa dell’uomo”. In un mondo che non sa offrire - un pane - a tutti i suoi abitanti, ma garantisce ad ognuno - 20 tonnellate di tritolo - è quanto mai urgente, oltre ogni ideologia, rimettere al centro l’uomo con la sua identità, dignità e diritto alla vita.

TRADIZIONE

Giovedì 17 gennaio, ricorrenza di S.Antonio Abate, don Tarcisio ha celebrato la s.messa alle ore 10,30 con la benedizione del sale, salute per gli animali, richiamo ai fedeli ad essere “il sale della terra” e la benedizione degli animali, preziosi amici che Dio ci ha posto accanto nella fatica e per la compagnia.


COMUNITĂ€ IN DIALOGO

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Auguri ai nonni

Mostra presepi e NativitĂ

Tombola Gruppo Vivo

Premiazione Presepi

Santa Lucia

Lab-Oratorio

Bancarella lab-oratorio e fiori

Pigiama Movie

Ritiro Adolescenti

Lustri Matrimonio

Visita alla casa di Paolo VI

Presepio in Chiesa Presepio e albero Oratorio

Re Magi

Tombola Epifania

Matrimonio Daniela Ferrari e Cristian Lesioli


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COMUNITÀ IN DIALOGO

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3. 129, 84€ 3. 129, 84€ 2. 973, 91

Ga so r a t o r i o , c h i e s aec a n o n i c a

4. 650, 17€ 4. 650, 17€ 4. 254, 35

ma n u t e n z i o n i

4. 825, 90€ 4. 825, 90€ 5. 906, 30

T A RI

Sp e s ep o s t a l i

1, 50

Co mme r c i a l i s t a

950, 00€

950, 00€

300, 00

Sp e s ev a r i ec o l l a b o r a t o r i ( u o v aP a s q u aGi t a )

115, 00€

115, 00

Ca n c e l l e r i a

69, 00€

69, 00

-

2. 690, 94€ 2. 690, 94€ 2. 690, 94

SA L DOA L31/ 12/ 2017 SA L DOA L31/ 12/ 2018

€ € €

258, 60€ -

237, 70

€ 17. 605, 80€ 17. 605, 80€ 16. 476, 50 31. 409, 93

A V A NZ OORDI NA RI ODI GE ST I ONE

6. 976, 78 6. 520, 49 13. 497, 27

DEFUNTI

PADRE BELLINI MARIO FERRARI FEDERICO FACCHETTI PAOLO MIGLIOLI ANDREINA FERRARI ERMINIA -

6976, 78

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01/03/2018 06/03/2018 07/07/2018 07/07/2018 06/12/2018

FABIO PAGNONI 27 Dicembre 2018

Nei nostri cuori resta per sempre il tuo sorriso, la tua generosità e disponibilità ad aiutarci in Oratorio. Fabio, ti chiediamo di continuare a farlo da lassù in Cielo.

ERMINIA FERRARI IN TRECCANI

330, 00 8. 489, 53€

258, 60€

di Stefano e Jessica Cavagna di Silvano e Moira Marchetti di Andrea e Greta Visini di Matteo e Manuela Lorenzi di Stefano e Alessandra Statello

MATRIMONI

241, 22

RI SUL T A T O GE ST I ONE

511, 27€

ROSSINI BEATRICE BELLINI AURORA TASSELLARI DIEGO GHIDONI JAMES VOLTOLINI GIORGIA

50, 00

T A SSE

T OT A L E

4 FEBBRAIO 29 APRILE 20 MAGGIO 26 AGOSTO 28 OTTOBRE

1. 095, 00

1. 305, 00€

Ri n f r e s c o

CHI E SA / ORA T ORI O

BATTESIMI

6 OTTOBRE LESIONI CRISTIAN e FERRARI DANIELA

€ 4. 836, 20€

T OT A L E

ANAGRAFE PARROCCHIALE 2018

RI SUL T A T O GE ST I ONE

Sa l o n e

o ff e r t aaP a r r o c c h i a( L a b Or a t o r i o )

Signore Gesù, ti preghiamo per Don Filippo, perché possa continuare tra noi la sua missione di servizio della Chiesa con la forza dello Spirito Santo; aiuta questa Comunità Parrocchiale ad accoglierlo, in modo che possa sentire, fin dal primo momento, il calore della sua nuova famiglia.

6. 199, 50€ 16. 093, 05€ 11. 671, 21

Ba r

A b b o n a me n t oF a m. Cr i s t i a n a / Gi o r n a l i n o

-

-

50, 27€

112, 00€

DON FILIPPO, BENVENUTO TRA NOI

IN MEMORIA

CHI E SA

6 Dicembre 2018 Te ne sei andata in silenzio, con la stessa discrezione che hai tenuto nella vita e che, ricordiamo, esprimevi fedelmente ogni domenica alla Santa Messa. Grazie Erminia per l’esempio che ci hai dato.

LUCIA SCALVI ved. MAGLI di anni 94 21 Gennaio 2019

BARATTI MARISA ved. CHITÒ di anni 62 23 Gennaio 2019


COMUNITÀ IN DIALOGO

Collaborazione. Quanto valore racchiuso in questa parola!

Quando si fa un'esperienza di collaborazione si ha un po' la sensazione di essere in comunione con tutto il mondo, sembra di poter arrivare anche al più piccolo degli uomini e di raggiungere i cuori più duri. Proprio grazie alla collaborazione è nato il progetto "il Faro della Speranza" che ha coinvolto il gruppo pre-adolescenti/adolescenti di Mezzane durante l'anno appena passato. L'anno scorso i ragazzi hanno avuto l'occasione di incontrare Emanuele Masina, scrittore di Carpenedolo, e ascoltare la sua testimonianza di conversione. Il soffio dello Spirito Santo ha acceso una scintilla: Emanuele ha scritto una storia che i ragazzi hanno approfondito e portato in scena. E' stato un percorso intenso, in un linguaggio teatrale ed educativo. I ragazzi si sono incontrati una volta a settimana per alcuni mesi, sperimentando il lavoro di gruppo, le dinamiche spaziali, gestuali e vocali, ma soprattutto la relazione; hanno condiviso il divertimento, l'energia, l'entusiasmo, le fatiche e gli ostacoli che lungo il cammino si sono presentati, cercando sempre di sostenersi e di trovare, insieme, la strada per raggiungere l'obiettivo. E' stato molto bello, per loro, poter affrontare questa esperienza in amicizia e sentirsi uniti nello scoprire nuove prospettive. Con l'aiuto delle musiche scritte ad hoc da Tamer Abdalla (carpenedolese) e una scenografia colorata di Andrea Tiboni (bedizzolese) è andato prendendo forma il tutto, alimentando l'anima di questa condivisione. Così, un passo dopo l'altro, ha preso vita lo spettacolo sul palco del teatro di Viadana, sabato 24 novembre, alle 21:00, e i ragazzi hanno assaporato, di fronte ad un pubblico che riempiva la platea, tutta l'emozione di essere protagonisti di un messaggio che non ha età. Un messaggio di speranza: ognuno di noi ha una luce dentro, e donandola agli altri possiamo riscoprire quanto sia importante, quanto ciascuno possa rendere bello il mondo che lo circonda e di cui fa parte; un messaggio di riscatto di fronte alla dinamica drammatica del bullismo, o della scarsa autostima. L'incasso ricavato dall'offerta libera all'entrata è stato donato dai ragazzi al progetto "la casa di tutti", per rendere concreto quel messaggio che hanno raccontato. Il progetto continuerà a vivere, sperando nel sostegno di più persone possibili in futuro, per poter arrivare ad altre realtà (oltre a quella locale) e regalare la bellezza della condivisione e della speranza nella vita.

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COMUNITÀ IN DIALOGO


COMUNITÀ IN DIALOGO

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PARROCCHIA S. MARIA ANNUNCIATA VIADANA SACRAMENTI 2018 PARROCCHIA SANTA MARIA ANNUNCIATA

BATTESIMI Zoni Martina 25.02.18 Facchinetti Riccardo 13.05.18 Tagliabue Angelo 22.07.18

Scarpella Manuel 22.04.18 Kasa Isabel 02.06.18 Marini Andrea 02.12.18

PRIMA CONFESSIONE CELEBRATA IL 29.04.20 Agliardi Francesca Facchetti Michele Lorenzi Daniel Manenti Melissa

Mori Thomas Tomasoni Linda Zanetti Cristiano Isaia Zubani Lorenzo

PRIMA COMUNIONE E CONFERMAZIONE CELEBRATA IL 27.05.2018 DA MONS. MARCO ALBA Balbi Samuel Bellini Francesco Boffetti Ilaria Brancaccio Marco Cavagnini Irene Cavagnini Sara

Cavallari Erica Favalli Alessandra Gobbi Simone Guarisco Daniele Manenti Mattia Marchetti Fabrizio

Pasotti Giada Reghenzi Federica Tomasoni Angelica Trivella Chiara

MATRIMONI Ferrari Luciano con Posetano Mirea 23.06.18

MORTI NEL SIGNORE Giuzzi Pasquale Fantoni Sergio Galleri Agostino Pelizzari Bruno Barcellandi Vittorina

Cornelio Vincenzo Perotti Battista Bertelli Giuseppe Sperani Manuel Costanzi M. Cristina

Beffa Emanuele Rossi Daniele Beffa Guerino Cheula Nicola La Fede Paolina

IL PRESEPE

La Notte di Natale, all'interno dei locali del garage del parroco è stato inaugurato un suggestivo presepio, che è stato possibile ammirare fino al giorno dell'Epifania. La tradizione del presepe affonda le proprie radici a Greccio in Umbria, quando San Francesco nella Notte di Natale del 1223 realizza il primo presepe vivente. Da allora la tradizione del presepe si è rinnovata per secoli e secoli fino ad arrivare a noi. A portare avanti questa tradizione e a prendersi cura della sua realizzazione è stato il sig. Giuseppe Tellaroli, che pazientemente, dallo scorso settembre, ha dedicato tempo e impegno per la sua messa in opera. Il classico paesaggio della Betlemme della natività e l'invito di Gesù Bambino ‘’Sei venuto anche tu…Dimmi'' si completava con le montagne dei pastori, gli antichi umili mestieri del villaggio, a cui si aggiungeva un bellissimo effetto di luce, che alternava il giorno e la notte, ricordando così agli occhi ed ai cuori il vero significato del Natale. Il sig. Giuseppe sta già pensando a rinnovare e implementare il presepio per il prossimo Natale, per questo però auspica di costituire un gruppetto di adolescenti, cui trasferire l'entusiasmo e la passione verso questa forma di devozione popolare molto cara alla nostra tradizione religiosa. Il presepe infatti oggi rappresenta, ancora di più che in passato, un segno di legame con la tradizione e di identità per tanti piccoli borghi e paesi, un mezzo per animare e far vivere i luoghi e per ritrovare il senso di comunità, che sarebbe bello far riscoprire proprio ai giovani.

Danila

Nella foto il Presepio che la Commissione durante la Visita alle Famiglie ha decretato il più Bello. Complimenti Vivissimi a coloro che lo hanno realizzato. Complimenti anche a chi ha deciso di mettersi in gioco. Arrivederci al prossimo Natale con la fiducia di nuovi partecipanti

"Non c'è colore né religione, ma solo il volto di Cristo in ogni bambino che nasce". Con questo "slogan" i bambini di Viadana durante la funzione liturgica dell'Epifania di Nostro Signore hanno portato in dono a Gesù Bambino prodotti per l'infanzia, dei vestiti o dei giocattoli di quando erano piccoli. Tutti questi regali sono stati portati al Centro Aiuto alla Vita di Calvisano a sostegno della Vita.


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COMUNITÀ IN DIALOGO

Con i seguenti incontri per il primo semestre 2019, il GRUPPO VIVO riprende il cammino per il ventiseiesimo anno consecutivo. Vi aspettiamo tutti. Arrivederci. Luciano Cavagnini

IN MEMORIA

ANNIVERSARI DI MATRIMONIO ERMINIA BERTOLETTI VED. BUSSENI 04. 11. 1931 - 21. 01. 2019

5-10-15 ANNI

20-25-30-35 ANNI

40-45-50-55 ANNI


COMUNITÀ IN DIALOGO

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RICORDIAMO INSIEME...

Rubrica dedicata a coloro che ci hanno lasciato in questi mesi per rinnovare il ricordo e la preghiera per questi nostri concittadini.

40) DURANTE FILIBERTO di anni 73

41) CONTI LUCIA di anni 95

IN MEMORIA...

39) ARRIVABENE IOLE di anni 83

COMINI GIULIO OMERINO di anni 105 (Mezzane)

42) RIGHETTO ANGELO di anni 85

ROBERTO TOMASONI 26/01/2017 - 26/01/2019

Sei sempre nei nostri cuori

FERRARI ANDREA di anni 29 (Mezzane)

DIO NON CONOSCE FRONTIERE

L’è tötò questiù calsecc L’èdetötò questiù

de calsecc Sabato 16 febbraio 2019 ore 20,30 commedia dialettale brillante in 2 atti

di Lorenzo Stofler

commedia dialettale brillante in 2 atti

di Lorenzo Stofler Cristina” Sala Polivalente “Beata

Sabato 16CALVISANO febbraio 2019 ore 20,30

Sala Polivalente “Beata Cristina” Rosa Carnidi

Sergio Facchetti Franco Turini Gianfranco Bregoli Marco Ziletti Alessandro Este

CALVISANO

Claudia Capra Monica Maffi

Mirella Favagrossa

Regia: Luigina Cassa Scenografie: Roberto Saleri Tecnici audio e luci: Davide Accini - Damiano Piovanelli - Giovanni Zani

Rosa Carnidi Claudia Capra Monica Maffi Mirella Favagrossa

Sergio Facchetti Franco Turini Gianfranco Bregoli Marco Ziletti Alessandro Este

Regia: Luigina Cassa Scenografie: Roberto Saleri Tecnici audio e luci: Davide Accini - Damiano Piovanelli - Giovanni Zani

Nel corso della serata si terrà l'estrazione della lotteria Commercianti in Fiera

Sono trascorsi tre anni da quando il Consiglio Pastorale Parrocchiale ha condiviso la scelta di avviare l'esperienza di micro accoglienza a favore di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale; il gruppo che si è reso disponibile di gestire il progetto ritiene doveroso aggiornare la nostra Comunità sul cammino svolto.Nel ricordare l'impegno iniziale di offrire ambienti della Parrocchia, per un periodo di due anni, dalla metà dello scorso anno gli attuali 4 ragazzi sono ospitati in un appartamento proposto da privati in continuità con il progetto coordinato dalla Caritas Diocesana in convenzione con la Prefettura di Brescia. Nel gruppo Parrocchiale che ha avviato questo percorso sono entrati 'nuovi volti', a testimonianza dell'accresciuta sensibilità della nostra Comunità, ma soprattutto si sono aggiunti i giovani dimostrando che sui temi dell'accoglienza sono molto più aperti e hanno tanto da insegnare agli adulti. Come gruppo Parrocchiale, denominato Equipe, cerchiamo di coinvolgerli in alcune iniziative con il preciso obiettivo di far crescere la loro capacità di autonomia per consentire di guardare al futuro con maggior serenità. Non dimentichiamo di chiederci perché e come sono arrivati da noi. I fatti di queste prime settimane dell'anno dovrebbero aiutarci a rispondere a queste domande. Negli ultimi 12 mesi sono proseguite le attività in funzione di una sempre maggior integrazione. E' continuata l'opera di formazione, scolarizzazione, partecipazione a corsi pratici per acquisire conoscenze in ambito lavorativo. Attualmente due ragazzi richiedenti asilo frequentano la scuola, uno alterna scuola e lavoro ed uno lavora a tempo pieno. Inoltre collaborano per la pulizia degli spogliatoi dell'oratorio, a volte aiutano in alcuni lavori presso la Caritas e recentemente hanno iniziato a gestire un orto per la coltivazione di prodotti. Quale segno di condivisione con la Comunità, recentemente hanno distribuito sacchetti di arachidi durante la S. Messa. La Caritas di Brescia, che sovrintende il progetto, nell'ultimo anno ha costituito un gruppo formato dai richiedenti asilo che si è reso protagonista di alcuni recital presentati nelle Parrocchie, Comuni, scuole per raccontare il dramma del viaggio verso l'Europa. Per quanto concerne la sensibilizzazione dei nostri ragazzi su questi argomenti 'assai divisivi' l'anno scorso è stata organizzata una giornata rivolta alle classi elementari e medie in collaborazione con i catechisti. Anche per quest'anno l'idea è di riproporre l'esperienza coinvolgendo le scuole, gruppi di catechismo e ACR. Quale spunto per la riflessione e su indicazione di Don Tarcisio avremmo scelto il brano evangelico 'la moltiplicazione dei pani e dei pesci'. La data è da definire prima della S. Pasqua.E' essenziale come unità pastorale 'coinvolgerci' in questo cammino, ponendoci in ascolto degli incessanti messaggi di Papa Francesco che ci invita a mettere in pratica l'accoglienza attraverso piccoli gesti di carità... perché Dio non conosce frontiere. Antonio Baresi

Profile for Enrico Tafelli

Comunità in dialogo - Febbraio 2019  

Bollettino parrocchiale delle comunità di Calvisano, Mezzane, Malpaga e Viadana (BS)

Comunità in dialogo - Febbraio 2019  

Bollettino parrocchiale delle comunità di Calvisano, Mezzane, Malpaga e Viadana (BS)

Profile for entaf
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