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aprile 2010

PROFESSIONI & Incontri magazine

Periodico di approfondimento su Tecnologie, Normative, Sicurezza, Ambiente ed Energia

Innovare insieme La sfida di “Professioni & Incontri”: non solo un news, ma un incrocio di esperienze

A

nticipare le tendenze dei mercati, adattarsi ai continui mutamenti della società, interpretare le dinamiche sociali e le normative che regolano ogni categoria e ogni rapporto tra queste e il mercato. Sono scelte obbligate che, in questo momento, professionisti e aziende si trovano a dover fronteggiare. Del resto proprio il confronto con le difficoltà fa emergere le nostre esigenze e consente ai talenti di svelarsi. Ora, un giornale come Professioni & Incontri non ha certo la pretesa di offrire risposte esaustive, meno che mai ci interessa sfornare facili “ricette” rispetto a questioni così ampie e complesse. Lʼidea di fondo che invece innerva le pagine di questo nostro tentativo, è quella di creare una sorta di spazio aperto, un contenitore ricco di idee e di esperienze interdisciplinari. Un luogo, insomma, in grado di offrire una visione dʼinsieme, un incrocio di esperienze che aiuti a giocare dʼanticipo. Un punto di raccolta delle tante sollecitazioni, magari minime, provenienti dalle imprese. Perché saper cogliere la portata di quelle sollecitazioni e rispondervi in modo nuovo è lʼinizio dellʼin-

“E in questa dinamica rapida e competitiva le professioni tutte, che lo si voglia o no, rappresentano il soggetto chiamato a riscrivere il futuro”

novazione. Dʼalto canto lʼinnovazione non si esaurisce certo nella “genialità” del singolo, ma è prima di tutto una questione di metodo. È tramontato il tempo del regolo nel taschino usato persino dai primi astronauti quando ancora non erano state inventate le calcolatrici scientifiche tascabili. Non esistono più spazi di margine per cui le aziende possano permettersi errori di gestione o mancanza di innovazione. Tutto è diventato articolato, difficile, e, soprattutto, accelerato. E in questa dinamica rapida e competitiva le professioni tutte, che lo si voglia o no, rappresentano il soggetto chiamato a riscrivere il futuro. Professioni & Incontri si rivolge a un pubblico ampio, culturalmente consapevole. Un pubblico composto da ingeneri, architetti, geometri, periti e da tutti i tecnici che in azienda, o in qualitá di liberi professionisti, sostengono ogni giorno il mondo edile e della produzione in-

dustriale. Nelle pagine del magazine, oltre alle rubriche fisse in materia di energia, di sicurezza nei cantieri e sul posto di lavoro, troveranno molto spazio le professioni. Le accosteremo, però, anche dal punto di vista della loro capacità di relazione. Sì, perché oggi non si puó piú parlare, per esempio, di edilizia o di energia senza tenere conto dei rapporti tra architettura e patologie ambientali, oppure affrontare questioni di sicurezza senza considerarne gli aspetti legali e normativi. Lʼobiettivo di Professioni & Incontri, quindi, è quello di condividere, coinvolgere, collaborare con le forze migliori nellʼambito tecnicoscientifico del nostro territorio, per poter dare vita a una rete relazionale netta, pulita e al di fuori di ogni interesse di parte. Una rete capace di offrire idee concrete, creative, e perché no, magari pure decisive. La Redazione


PROFESSIONI & Incontri

Ingegneria e Cultura

L’IGLOO DI MERZ TRA ARTE E TECNICA

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ROGETTO ARTE-CITTA’

Curatori: dott. Rudi Fuchs, dott. Maria Cristina Mundici IGLOO di Mario Merz Artista: Mario Merz, Torino/Milano

FRANCO GALVAGNO Ingegnere e architetto, si occupa della progettazione e direzione lavori di strutture dedicandosi soprattutto alla conservazione e il restauro di edifici di pregio artistico vincolati, anche se non mancano nel suo curriculum edifici per lo spettacolo di nuova costruzione, come la multisala Warner Village a Beinasco. Conoscitore delle problematiche legate all’attività dell’impianto teatrale durante il corso dei lavori, ha esperienza anche nell’installazione temporanea di opere d’arte, avendo da anni curato per conto del Teatro Regio l’impianto di Luci d’Artista. Tra i suoi interventi più significativi annovera: per il Teatro Regio di Torino la realizzazione della nuova sala regìa sotto la sala principale del teatro a – 9,80 m. ed il successivo restauro acustico della medesima sala principale, le opere per la protezione antincendio del Teatro Olimpico di Vicenza, opera architettonica di Andrea Palladio con le scene lignee di Vincenzo Scamozzi, edificio di notevolissimo interesse artistico e storico; la Fontana Igloo di Mario Merz sul passante ferroviario di Torino, e numerosi altri interventi di restauro strutturale in edifici di notevole valenza storica, come la Chiesa di San Rocco a Rivoli, la Chiesa della

Confraternita di Santa Croce a Beinasco, il Palazzo Reale di Torino, il Castello di Piobesi, il Castello di Agliè. Si occupa inoltre di strutture teatrali, quelle fisse riguardanti la meccanica di scena, e quelle mobili relative alle scenografie degli spettacoli

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COMMITTENTE: Città di Torino responsabile del procedimento: ing. Amerigo Strozziero PROGETTO e DIREZIONE LAVORI: coordinamento architettonico: arch. Pier Vincenzo Rinaldi, Cremona strutture: ing. Franco Galvagno, Rivoli (To)

capacità di circa 735 metri cubi, realizzata in Torino allʼincrocio fra i corsi Mediterraneo e Lione. Assieme alle opere di altri artisti contemporanei, essa fa parte del progetto Arte Città, curato da Rudi Fuchs e da Cristina Mundici. Lʼopera consiste in una semisfera di 12 metri di diametro con struttura di acciaio inossidabile satinato fine, sulla quale sono collocate lastre di porfido proveniente dal Trentino. Sopra alcune di queste sono state collocate scritte luminose al neon con lʼindicazione dei punti cardinali. Il lavoro dellʼartista é completato da una serie di getti dʼacqua e dalla collocazione di lastre di marmo bianco di Lasa , provenienti dal Trentino, allʼinterno della vasca.

La struttura é costituita da un anello di IMPRESA ESECUTRICE: Stramandinoli Nicola Costruzioni Metalli- base realizzato con un tubo tondo diametro 219 mm, spessore 5 mm e dodici meche s.n.c., Orbassano (To) ridiani in tubo tondo diametro 114 mm, spessore 4 mm, che nascono dallʼ anello IMPIANTO IDRAULICO: di base, al quale sono saldati. I meridiani CCP Blu, Torino convergono verso una calotta a base ciLʼ”Igloo” di Mario Merz é una scultura col- lindrica diametro 500 mm circa, forata al locata allʼinterno di una grande vasca centro e radialmente alla quale ogni medelle dimensioni di circa 82 metri di lun- ridiano, opportunamente chiuso allʼestreghezza e 19 metri di larghezza, con una mità superiore mediante una flangia


Fotografia 1 archivio ing. Fulvio Giani Fotografia 2 archivio Diego Beltramo Fotografia 3 archivio Diego Beltramo

stagna, forata e filettata, é fissato mediante bullonatura. In corrispondenza dellʼintersezione dei meridiani con lʼanello di base, la struttura posa su una piastra in cemento armato appoggiata sul fondo della vasca tramite 12 cuscinetti in poliuretano armato speciale anti corrosione e anti vibrazione, al fine di non trasmettere alla struttura le vibrazioni causate dal passaggio dei treni nella sottostante galleria . Tutti i profili sono in acciaio inox AISI 304. Il peso della struttura è di circa 6.000 kg, compresi i supporti per il fissaggio delle lastre di porfido. Il peso del rivestimento in porfido è di circa 37.000 kg. Il progetto iniziale prevedeva che tutti i tubi fossero comunicanti e che i meridiani fossero forati disordinatamente, secondo le disposizioni dellʼ artista, e dotati di speciali ugelli dai quali potessero fuoriuscire zampilli dʼ acqua, una volta riempito e messo in pressione il circuito interno. Successivamente, lʼ artista abbandonò lʼidea di usare lʼ Igloo stesso come circuito, pensando alla realizzazione di una doppia serpentina in rame che avvolgesse la struttura dal basso allʼalto, corredata di una serie di ugelli artigianali, come piccole fontanelle in tubo di rame, in modo da irrorare questa o quella parte dellʼ igloo. Questa idea, tuttavia, non ebbe seguito e, a pochissimi giorni dallʼ inaugurazione dellʼ opera, Mario Merz decise di creare un nuovo impianto idrico indipendente dallʼ igloo, sfruttando tutto lo spazio disponibile in vasca, da cui si diramano 17 canne alte dai 4 a 7 metri, con anima in acciaio inossidabile e pelle esterna in tubo di rame trattato con protettivo trasparente, per mantenere nel tempo le caratteristiche cromatiche iniziali. Di queste, le quattro di

maggiore altezza spiccano dallʼinterno dellʼigloo. I supporti che sorreggono le grandi pietre erano stati previsti nel progetto originario secondo una tipologia totalmente diversa rispetto a quanto realizzato, e si sarebbero dovuti costruire in opera in modo artigianale, in funzione del posizionamento esatto di ogni lastra. Evolvendo dallʼipotesi progettuale, con la collaborazione dellʼUfficio Tecnico della Stramandinoli Costruzioni Metalliche, è stata messa a punto una ganascia articolata che, sfruttando principi semplici di meccanica, grazie ad un particolare sistema di registri che ha permesso una rapida esecuzione dei lavori, ha consentito di posare in opera le lastre, alcune delle quali del peso di circa 1000 Kg, in qualsiasi posizione desiderata dallʼ artista e, soprattutto, nel momento in cui questʼultimo assumeva le sue decisioni in cantiere . In questo modo, pur considerando i molti cambiamenti avvenuti in corso dʼopera, é stato possibile completare lʼ igloo, in soli 25 giorni lavorativi, terminando i lavori entro il tempo previsto per lʼ inaugurazione, con notevole anticipo rispetto agli impegni contrattuali previsti.

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direttore responsabile Marco Bardazzi redazione Fulvio Giani, Massimo Giuntoli, Enrico Cigna, Pierluigi Palerma segreteria di redazione Maria Luisa Fasano redazione@pimagazine.it amministrazione e redazione 10040 - Via Torino, 60 - Givoletto (TO) editore Maria Luisa Fasano 10040 - Via Torino, 60 - Givoletto (TO) stampa Grafiche Viesti s.n.c. Nichelino (Torino) progetto grafico e impaginazione Studio Fasano Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 22 del 09/04/2010

Franco Galvagno Stampato su carta certificata: ecolabel

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Legale

L’applicazione del D.LGS. 231/01 nell’ambito della sicurezza sul lavoro

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CHIARA GIUNTELLI Avvocato penalista, consegue presso l’Università degli Studi di Torino la Laurea in Giurisprudenza nel 1997 dall’anno 2000 esercita presso lo studio legale Lageard con specifiche riguardanti la Sicurezza nei luoghi di lavoro e l’ambiente.

MAURIZIO BORTOLOTTO avvocato penalista, consegue presso l’Università degli Studi di Torino la Laurea in Giurisprudenza nel 1997 Già docente presso la Scuola di Amministrazione Aziendale consulente di diversi organismi di vigilanza ai sensi del D.Lgs 231/01 esercita presso lo studio legale Lageard con specifiche riguardanti la Sicurezza nei luoghi di lavoro, l’ambiente e i rischi psicosociali.

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Il D.lgs. 231/01: principi generali

Il D.lgs. 8 giugno 2001 n. 231, che ha introdotto nel nostro ordinamento una nuova ed autonoma forma di responsabilità amministrativa a carico degli enti, ha inevitabilmente determinato la necessità di procedere ad unʼattenta riflessione del sistema organizzativo societario in ragione delle conseguenze che può subire lʼente in occasione della realizzazione di determinati tipi di reati da parte di soggetti apicali o dipendenti della stessa. Naturalmente occorre che il comportamento illecito abbia determinato un vantaggio per lʼente o sia comunque realizzato nel suo interesse in quanto sono esclusi, per espressa previsione legislativa, tutti quei comportamenti che sono ascrivibili al mero interesse di colui che li compie e che pertanto non hanno ripercussioni sulla società di appartenenza.. Il decreto in questione prevede tuttavia una forma di esonero dalla responsabilità amministrativa se lʼente dimostra di avere adottato ed efficacemente attuato un modello di organizzazione, gestione e controllo idoneo a prevenire la realizzazione dei reati contemplati dalla legge. I recenti interventi legislativi in materia denotano una precisa volontà di estendere lʼambito di applicazione del decreto a tipologie di reato che rappresentano la concretizzazione dei rischi correlati allʼesercizio dellʼattività imprenditoriale. Il decreto 231 contempla infatti la responsabilità dellʼente in relazione ad unʼampia gamma di reati dolosi tra cui quelli contro la Pubblica Amministrazione, i reati societari o i delitti contro lʼindustria e il commercio. Eʼopportuno precisare che la legge prevede lʼadozione del modello organizzativo in termini di facoltatività e non di obbligatorietà non essendo assoggettata la sua mancanza ad alcuna sanzione. Tuttavia occorre non sottovalutare che la scelta di non predisporre unʼadeguata struttura organizzativa fa scattare automaticamente la responsabilità dellʼente al momento della commissione del reato con le onerose conseguenze che la legge pone in capo alla società. Qualora lʼente adotti il modello previsto dalla legge si potrà ragionevolmente invocare la clausola di esonero dalla responsabilità prevista dallʼart. 6 sempre che siano rispettati i requisiti in esso indicati. Una volta costruito il sistema di organizzazione e controllo la società dovrà provare, nellʼam-

bito del procedimento instaurato di fronte al giudice penale, lʼadeguatezza e lʼidoneità del modello a prevenire il reato commesso dallʼautore materiale del fatto illecito. Si comprende dunque come i modelli di organizzazione ed i sistemi di controllo assumano unʼimportanza fondamentale nellʼeconomia del decreto. Per quanto riguarda i reati commessi dai soggetti apicali dellʼente, è lo stesso Legislatore (art. 6, 2° comma) che si è preoccupato di delineare in maniera piuttosto analitica e dettagliata quali debbano essere le caratteristiche dei modelli di organizzazione e di gestione. Lʼarticolo menzionato prevede che il compito di vigilare sul funzionamento e lʼosservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento deve essere affidato ad un organismo dellʼente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo. Lʼorganismo di vigilanza, nello spirito della legge, appare come lʼorgano investito delle funzioni di supervisione e controllo del corretto funzionamento del modello. Le indicazioni contenute nella norma sono state elaborate dalle varie Associazioni di categoria (Confindustria, Assobiomedica, Ance, etc) le quali, attraverso lʼemanazione di proprie Linee Guida, hanno offerto validi strumenti di lavoro alle Società interessate allʼadozione dei modelli organizzativi. In estrema sintesi i passi operativi che un ente deve seguire per creare un proprio Modello possono essere così rappresentati. Preliminarmente occorre che sia operata da parte della Società, in relazione alla propria specifica attività, una sorta di “valutazione del rischio” attraverso la quale vengano individuati i settori aziendali nel cui ambito possono essere commessi dei reati. Successivamente, dopo unʼattenta ricognizione del sistema di controllo aziendale, è necessario che siano elaborati dei protocolli comportamentali finalizzati a programmare la formazione e lʼattuazione delle decisioni dellʼente in rapporto ai reati da prevenire. Inoltre è opportuno che siano individuate modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati. Infine devono essere previsti obblighi di informazione nei confronti dellʼorganismo di vigilanza e deve altresì essere introdotto un sistema disciplinare deputato a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate dal modello.


2. L’introduzione delle ipotesi di infortunio e malattie da lavoro quali fonti di responsabilit dell’Ente: l’art. 30 del D.lgs. 81/08. Come sopra indicato, la previsione di fattispecie dolose aveva determinato la costruzione di un sistema di controllo finalizzato a prevenire comportamenti di natura volontaria ma le ultime modifiche legislative hanno cambiato il quadro di riferimento. Infatti con lʼintroduzione dellʼart. 25-septies nel D.lgs. 231/01 ad opera della legge 3 agosto 2007 n. 123 (poi modificato dal D.lgs 9 aprile 2008 n. 81) sono stati inseriti nel novero dei reati presupposto previsti dal D.Lgs. 231/01 le fattispecie di cui agli articoli 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) del codice penale commesse in violazione della normativa a tutela dellʼigiene e della sicurezza sul lavoro. Tale modifica rappresenta unʼeffettiva rivoluzione sia sotto il profilo giuridico, in quanto per la prima volta fanno ingresso nel decreto 231 reati di natura colposa, sia sotto lʼaspetto più operativo in quanto è evidente la necessità di coniugare il sistema di regole poste a fondamento della responsabilità amministrativa dellʼente con la complessa disciplina prevista nel settore antinfortunistico ed in materia di igiene e salute sul lavoro. Le nuove ipotesi avendo natura colposa coinvolgono soggetti e realtà imprenditoriali che prima si ritenevano del tutto estranee alle ipotesi di reato previste sino alla riforma del 2007. La matrice dolosa delle tipologie di reati sino ad allora introdotti nel decreto (reati contro la Pubblica Amministrazione, reati societari, reati di criminalità organizzata, etc….) sembrava far propendere molti autori per unʼapplicazione del D.lgs. 231/01 come unʼesigenza più legata al mondo della grande impresa caratterizzata sovente da matrici aziendali complesse con problematiche di corporate governance a volte delicate. Lʼestensione alle ipotesi colpose suindicate ha invece posto un problema rilevante di adozione del modello organizzativo sostanzialmente in tutte le realtà aziendali ove si possa verificare un infortunio sul lavoro o una malattia professionale. Lʼattenzione del legislatore nei confronti dei reati commessi con violazione della normativa antinfortunistica ha trovato conferma con la previsione, nellʼambito del testo unico sulla sicurezza, dellʼart. 30 il quale ad oggi è un imprescindibile norma di riferimento per qualunque Società che intenda

dotarsi di un modello organizzativo idoneo a proteggere la società in caso di infortunio. La citata norma rappresenta il primo caso in cui il Legislatore è intervenuto analiticamente ad indicare i contenuti minimi del modello organizzativo finalizzato ad avere efficacia esimente per la Società con riferimento alla commissione dei reati di cui agli artt. 589 e 590 c.p. In questo modo si è voluto fornire alle imprese una traccia minima da seguire nella predisposizione del modello stabilendo una serie di elementi che devono necessariamente corredare lo stesso. La ratio risiede probabilmente nella convinzione che solo inserendo una scala di priorità si sarebbe realmente consentito alle imprese di costruire un modello completo ed esaustivo ed al contempo di raggiungere un livello ottimale di sicurezza al di sotto del quale non si può scendere. Chi opera nel settore della sicurezza si renderà immediatamente conto di come quanto richiesto dallʼart.30, di fatto, ripercorra i contenuti di un sistema di gestione della sicurezza che preveda lʼadempimento dei principali obblighi giuridici contemplati dal D.lgs 81/08. In primis è fondamentale procedere ad una corretta stesura del documento di valutazione dei rischi, redatto ai sensi dagli artt. 15 e ss. del D.lgs. 81/08, che rappresenta indubbiamente il documento più importante per una corretta gestione della sicurezza e successivamente disciplinare gli altri aspetti rilevanti indicati nella norma (ad es. formazione e informazione, sorveglianza sanitaria, appalti, etc). Lʼobiettivo è di garantire un sistema di protocolli (o procedure) che consenta di verificare nel concreto, da parte dellʼorganismo di vigilanza, lʼattuazione degli stessi al fine di delineare un sistema efficiente ed idoneo a preservare la società dallʼeventuale responsabilità amministrativa che potrebbe sorgere in caso di commissione dei reati in questione. Il modello dovrà essere non uno strumento statico ma dinamico capace di adeguarsi alle necessità concrete. Ad esempio in caso di un infortunio che evidenzi in modo chiaro che le procedure adottate non sono state efficaci o che in qualche modo possono essere migliorate occorrerà procedere ad una revisione delle stesse oppure ogni qual volta vi sia unʼinnovazione tecnologica occorrerà adattare gli standard di sicurezza in azienda. In tal senso deve essere interpretata la disposizione del comma 4 ove si prevede la

revisione del modello in caso “siano scoperte violaz i o n i significative delle norme relative alla prevenzione degli infortuni e allʼigiene sul lavoro, ovvero in occasione di mutamenti nellʼorganizzazione e nellʼattività in relazione al progresso scientifico e tecnologico” . Il sistema così delineato si contraddistingue sempre più perché lʼadozione di un modello organizzativo ai sensi del D.lgs. 231/01 diventa non solo una scelta di tipo giuridico, finalizzata ad evitare la condanna dellʼazienda, ma prima di tutto una decisione organizzativa. Perché il sistema descritto sia efficiente è necessario che la Società svolga unʼattenta valutazione sul tipo di attività svolta e sulla sua natura e dimensione, come indicato nellʼart. 30 comma terzo, e da tale valutazione scaturisca una chiara scelta organizzativa individuando in modo preciso i diversi profili di responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro e le principali fonti di rischio. Questo processo di c.d. risk assessment consente di avere ben chiari i rischi ai quali si dovrà far fronte con la stesura di procedure idonee ad evitare violazioni della normativa sulla sicurezza. Tuttavia è bene sgombrare il campo da facili suggestioni. Il modello organizzativo risponde chiaramente allʼesigenza di difendere la Società nellʼambito del processo penale. Chi dovrà giudicare lʼefficacia esimente del modello non sarà un ente di certificazione della qualità o un revisore dei conti ma solo il Giudice penale. Egli dovrà muovere la sua indagine con lo specifico fine di verificare se il modello contiene i requisiti indicati nellʼart. 30 del D.lgs. 81/08 e, successivamente, se quanto indicato nei protocolli sia stato efficacemente attuato. Più il sistema risulterà aderente al dettato dellʼart. 30 più sarà agevole la difesa del modello e, di conseguenza, del sistema di gestione della sicurezza in ambito giudiziario qualora la società dovesse essere coinvolta ai sensi del D.lgs 231/01.

Chiara Giuntelli chiara.giuntelli@lageard.assprof.it Maurizio Bortolotto mbortolotto@lageard.assprof.it Studio Lageard, Torino

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PROFESSIONI & Incontri

Fiscale

Fotovoltaico: istruzioni per l’uso E

FABIO CIGNA Dottore Commercialista Revisore contabile Studio Commercialisti Associati Via Bruno Buozzi 10 – 10123 Torino Studio Fabio Cigna Via Bisalta 3 - 12038 Savigliano (CN) Presidente Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Cuneo. Membro del Gruppo di Studio "Analisi di Bilancio" Open Dot Com Spa in collaborazlone con SAA (Scuola di Amministrazione Aziendale) Università di Torino. Membro della Commissione di Studio Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili "Finanza Ordinaria e Straordinaria". Relatore presso gli Ordini Professionali di categoria in materia di Analisi di Bilancio e Relazione sulla Gestione. www.studiocigna.com

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ntro il 2020, l’Europa si è impegnata alla riduzione del 20% dellʼemissione di gas serra ed allʼaumento dellʼefficienza energetica del 20%, nonché al raggiungimento del 20% di fonti di energia alternativa. LʼItalia, nel corso del 2009, si è posta ai primi posti fra i Paesi europei leader per la produzione di energia derivante dallʼirradiamento solare; ed in un decreto di prossima emanazione si prevede, entro il 2020, un obiettivo nazionale di installazione di potenza fotovoltaica pari a 8.000 MW. Questi risultati sono stati raggiunti anche grazie alle formule incentivanti in favore di privati, imprese ed enti locali. Vediamo nel dettaglio le più rilevanti. DETRAZIONE 55% PER L’INSTALLAZIONE DI PANNELLI SOLARI Lʼagevolazione riguarda le spese sostenute per lʼinstallazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali. Al fine di ottenere lʼasseverazione circa lʼinstallazione di pannelli solari sono richiesti dei requisiti minimi: • garanzia minima di 5 anni per pannelli e bollitori e di 2 anni per gli accessori ed i componenti tecnici; • conformità dei pannelli alle norme UNI EN 12975 e UNI EN 12976, certificati da un organismo di un Paese dellʼUnione Europea o della Svizzera; • installazione degli impianti eseguita in conformità ai manuali dʼinstallazione dei principali componenti. A seguito del D. M. 6 Agosto 2009, lʼasseverazione del tecnico abilitato può essere sostituita da una dichiarazione resa dal direttore lavori sulla conformità al progetto e può essere inclusa nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizione per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici.

Possono fruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito dʼimpresa, nonché gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, purché possiedano ed utilizzino a qualsiasi titolo lʼimmobile oggetto dellʼinstallazione. I benefici riconosciuti consistono nella detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55% delle spese sostenute, entro un limite di Euro 109.090,90= pari ad una detrazione dʼimposta complessiva di Euro 60.000,00= da suddividersi in cinque rate annuali di pari importo, per una detrazione dʼimposta massima di Euro 12.000,00= allʼanno. Condizione indispensabile per poter fruire dellʼagevolazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari esistenti. Per godere della detrazione, è obbligatorio disporre dei seguenti documenti: asseverazione di un tecnico abilitato; scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Tali documenti devono essere rilasciati da: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, dottori agronomi, dottori forestali e periti agrari, iscritti ai relativi ordini. Per gli interventi che si concluderanno nel triennio 2008-2010, entro 90 giorni dalla fine lavori, è obbligatorio trasmettere allʼENEA, in via telematica, la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. A partire dal 2009, per i lavori che proseguono oltre lʼanno, in ciascun periodo dʼimposta, il contribuente deve trasmettere in via telematica allʼAgenzia delle Entrate, unʼapposita comunicazione. Per i contribuenti non titolari di reddito dʼimpresa, i pagamenti delle spese agevolabili devono avvenire mediante bonifico bancario o postale con lʼindicazione di: causale del versamento; codice fiscale del beneficiario della detrazione; numero di Partita Iva o di Codice Fiscale del destinatario del bonifico.


INCENTIVI AL FOTOVOLTAICO Dal 1999, in Italia, si adotta un sistema di incentivazione in cui lʼenergia prodotta da fonti rinnovabili viene completamente acquistata dal Gestore servizi elettrici Spa ad un prezzo superiore a quello di mercato al fine di riconoscere al produttore una quota di incentivo per la quantità complessivamente prodotta. Questo premio incentivante ha notevolmente contribuito al proliferare sul nostro territorio di impianti fotovoltaici: gli incentivi al fotovoltaico riconosciuti sui KWh prodotti sono stati per diverso tempo tra i più vantaggiosi dʼEuropa. Il vento sembra stia cambiando e il trend degli incentivi al fotovoltaico dopo Francia e Germania, è destinato a scendere anche in Italia. La bozza di decreto del Ministero dellʼAmbiente prevede nuove tariffe di incentivazione che riguarderanno gli impianti di nuova costruzione che entreranno in esercizio dopo il 31 Dicembre 2010 e saranno valide per il triennio

Intervallo di potenza (P)

2011-2013 con un progressivo ribasso del 6% ogni anno. Il decreto prevede la possibilità di cumulare gli incentivi in oggetto con altre forme di agevolazione, ma le individua in maniera esclusiva in determinati contributi in conto capitale ed in finanziamenti a tasso agevolato. Beneficiari delle tariffe incentivanti saranno: le persone fisiche, compresi i

condomini di unità abitative e di edifici, le persone giuridiche ed i soggetti pubblici. La tariffa individuata sarà garantita per un periodo di venti anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio dellʼimpianto. Fabio Cigna info@studiocigna.com

Impianti entrati in esercizio in Impianti entrati in esercizio in Impianti entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2010 data successiva al 30/04/2011 data successiva al 31/08/2011 ed entro il 30/04/2011 ed entro il 31/08/2011 ed entro il 31/12/2011

Impianti su Altri impianti Impianti su Altri impianti Impianti su Altri impianti edifici fotovoltaici edifici fotovoltaici edifici fotovoltaici

kW

€/kWh

€/kWh

€/kWh

€/kWh

€/kWh

€/kWh

1<P<3

0,401

0,358

0,390

0,345

0,380

0,333

3<P<20

0,372

0,334

0,357

0,319

0,342

0,304

20<P<200

0,353

0,315

0,338

0,300

0,323

0,285

200<P<1000

0,348

0,304

0,331

0,285

0,314

0,266

P>1000

0,337

0,298

0,316

0,277

0,295

0,257

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PROFESSIONI & Incontri

Sicurezza nei luoghi di lavoro

Il sistema di gestione della sicurezza (SGSL)

L’

articolo 30 del D. Lgs. 81/2008 e s.m.i. attribuisce allʼeffettiva attuazione dei Sistemi di Gestione della Sicurezza sul Lavoro (SGSL) una efficacia esimente della responsabilità amministrativa prevista dal D.Lgs. 231/01. Le caratteristiche dei modelli di organizzazione e gestione della sicurezza idonei ad avere questa efficacia esimente sono ricondotte alle Linee Guida UNI INAIL o alle norme BS OHSAS 18001. Il sistema di gestione della sicurezza e salute sul lavoro (SGSL) ha validità generale e la sua applicazione va modulata tenendo conto delle caratteristiche complessive dellʼimpresa/organizzazione (dimensioni, tipologie produttive, cicli tecnologici, struttura dellʼorganizzazione, ecc.) che intende adottarlo. Il SGSL permette: • Di integrare obiettivi e politiche per la salute e sicurezza nella progettazione e conduzione di produzione di beni e servizi; • Di definire ed individuare, allʼinterno della struttura organizzativa aziendale, le responsabilità, le procedure, i processi e le risorse per la realizzazione della politica aziendale di prevenzione, nel rispetto delle norme di salute e sicurezza vigenti; • Il raggiungimento degli obiettivi di salute e sicurezza che lʼimpresa/organizzazione si è data in unʼefficace prospettiva costi/benefici. Tale sistema, infatti, si propone di: • Ridurre progressivamente i costi complessivi della salute e sicurezza sul lavoro compresi quelli derivanti da incidenti, infortuni e malattie correlate al lavoro, minimizzando i rischi cui possono essere esposti i dipendenti o i terzi (clienti, fornitori, visitatori, ecc.); • Aumentare lʼefficienza e le prestazioni dellʼimpresa; • Contribuire a migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro;

Migliorare lʼimmagine interna ed esterna dellʼimpresa/organizzazione.

“Un atteggiamento proattivo di prevenzione e pianificazione”

MASSIMO GIUNTOLI Architetto, Presidente Torinoprogetti Società di Ingegneria Srl. Coordinatore Focus Group OAT Area tematica Normativa Tecnica – Sicurezza Coordinatore Scientifico e Docenza ai corsi organizzati dalla Fondazione Architetti Torino in merito alla Sicurezza nei luoghi di lavoro. Coordinatore e Responsabile dell’ Ufficio Ambiente Confartigianato Torino Idoneità per l’insegnamento di Ergonomia applicata al disegno industriale per il corso di Laurea di I Livello in Disegno Industriale - Politecnico di Torino Facoltà di Architettura. Coordinatore del Dipartimento di Interior Design/Ergonomia dello I.A.A.D. – Torino Ruolo di moderatore e docente a convegni sulla Sicurezza nei Luoghi di Lavoro

“Un’efficace conduzione mirata al rispetto delle prescrizioni ed al miglioramento delle prestazioni”

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Sin dalla fine degli anni ʼ80 la legislazione in materia di sicurezza, derivante dallʼemissione e successivo recepimento delle direttive europee, pone fortemente lʼaccento su aspetti di carattere organizzativo e sistematico rimandando gli aspetti tecnici alle norme specialistiche. In particolare con lʼentrata in vigore del D.Lgs. 626/94, le aziende sono state obbligate ad analizzare sia i luoghi di lavoro, sia le lavorazioni che costituiscono il proprio ciclo produttivo, individuare i pericoli, reali e potenziali, per i lavoratori, eseguire conseguentemente una accurata valutazione dei rischi ed infine attuare misure di

prevenzione sufficienti per lʼeliminazione o la riduzione possibile del rischio. La suddetta legge prevede anche che le aziende pianifichino un programma di miglioramento per una continua riduzione del rischio residuo ed una migliore gestione controllata della sicurezza sul lavoro. Oggi tutto ciò è realizzato dai requisiti che impone il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. sia per la


valutazione del rischio che per lʼadozione di sistemi di gestione della sicurezza al fine di garantire unʼefficace conduzione mirata al rispetto delle prescrizioni ed al miglioramento delle prestazioni. In questi ultimi anni le aziende hanno spesso avuto oggettive difficoltà per tenere sotto controllo lʼintero apparato organizzativo necessario a garantire la realizzazione, da un punto di vista sostanziale e non solo formale. Lʼadesione allo schema volontario SGSL, che abbandona lʼatteggiamento reattivo mirato allʼemergenza e/o allʼinfortunio ed adotta un atteggiamento proattivo di prevenzione e pianificazione, comporta sicuramente dei miglioramenti che possono essere così sintetizzati: • Riduzione dei premi assicurativi; • Prevenzione dellʼinsorgenza di malattie professionali; • Creazione allʼinterno dellʼazienda di una “cultura della sicurezza”; • Diminuzione progressiva della numerosità e gravità degli infortuni; • Controllo attuazione adempimenti legislativi con diminuzione dei rischi di sanzioni amministrative e penali; • Riduzione delle perdite materiali derivanti da incidenti e interruzioni della produzione; • Integrabilità con ulteriori sistemi di gestione ed in particolare con i sistemi di gestione qualità (ISO 9001) ed ambientale (ISO 14001); Sicuramente per il successo di un Sistema di Gestione della SSL occorre lʼimpegno di tutti i livelli e di tutte le funzioni aziendali a partire dal top management fino ad arrivare ai singoli dipendenti e/o ai loro rappresentanti. Il sistema dovrebbe inoltre basarsi sui seguenti elementi: • Politica di SSL appropriata rispetto alla società; • Individuazione e valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei relativi aspetti legali; • Obiettivi, finalità e programmi che assicurino il continuo miglioramento della SSL; • Attività di gestione per il controllo dei rischi di SSL; • Monitoraggio delle performance del sistema SSL;

“Anche una chiara indicazione della strada da seguire per una corretta organizzazione aziendale” •

Riesame, valutazione e miglioramento del sistema;

SGSL: un sistema volontario ad integrazione del Documento di Valutazione dei Rischi. Lʼutilità di integrare il Documento di Valutazione dei Rischi, nasce non tanto dalla sua inidoneità, diciamo così filosofica, ma da una non completa previsione di procedure obbligatorie (soprattutto per la parte che riguarda la verifica del sistema stesso), che lo fa rimanere uno strumento ancora incompleto dal punto di vista operativo. Il già citato articolo 30 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. conferisce ai modelli di organizzazione aziendale, definiti conformemente alle Linee Guida UNIINAIL o al British Standard OHSAS 18001:2007, una presunzione semplice di conformità nei confronti della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, offrendo anche una chiara indicazione della strada da seguire per una corretta organizzazione aziendale. La norma BS OHSAS 18001 definisce come sistema di gestione della salute e della sicurezza sul lavoro quella parte del sistema di gestione di unʼorganizzazione utilizzato per sviluppare ed implementare la sua politica e la gestione dei rischi relativi alla salute e sicurezza sul lavoro. Ovviamente un sistema di gestione include la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse e le verifiche. Lʼestensione della sua applicazione dipende dalla politica dellʼorganizzazione, dalla natura delle sue attività e dei suoi rischi e dalla complessità delle sue operazioni. Come per la ISO 9001 e la ISO 14001, la BS OHSAS 18001:2007 si ispira al

modello P-D-C-A (Plan, Do, Check, Act), rappresentando uno strumento organizzativo che consente di gestire in modo organico e sistematico la sicurezza dei lavoratori senza sconvolgere la struttura organizzativa aziendale. Con riferimento al sistema documentale previsto dalla norma BS OHSAS 18001:2007 è opportuno segnalare che la documentazione del SGSL deve comprendere: • Politica e obiettivi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro; • La descrizione del campo di applicazione del SGSL; • La descrizione degli elementi principali del SGSL e delle loro interazioni e i riferimenti ai documenti correlati; • I documenti, incluse le registrazioni, richiesti dallo standard OHSAS; • I documenti, incluse le registrazioni, stabiliti dallʼOrganizzazione che sono necessari per assicurare lʼeffettiva pianificazione, funzionamento e controllo dei processi che sono correlati alla gestione dei propri rischi; È importante che la documentazione sia proporzionale al livello di complessità, dei pericoli e dei rischi correlati e che sia tenuta sempre ad un livello minimo che garantisca efficacia ed efficienza del sistema di gestione. A tale proposito la BS OHSAS 18001:2007 segnala che: • Non è previsto un manuale obbligatorio; • Devono essere documentati e con-

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servati i risultati dellʼidentificazione del pericolo, della valutazione del rischio e dei controlli definiti aggiornati; Ruoli, responsabilità, responsabilità finanziaria e autorità devono essere documentate; I documenti richiesti dal SGSL e da questo standard devono essere controllati; Le registrazioni sono un tipo particolare di documentazione che deve essere controllato in base ai requisiti della norma; I risultati delle indagini sugli incidenti devono essere documentati e mantenuti; Le “procedure documentate” obbligatorie sono quelle che servono a coprire situazioni p e r l e q u a l i l a l o r o assenza possa consentire deviazioni dalla politica e dagli obiettivi, con particolare riferimento alla operazioni ed attività che sono associate con pericoli identificati, dove lʼattuazione dei

controlli è necessaria per gestire i rischi per la salute e sicurezza sui luoghi di la voro; • Lʼaudit (anche quelli interni) devʼessere un processo sistematico, indipendente e documentato; • Si devono documentare le risposte a comunicazioni rilevanti proven i e n t i dalle parti interessate esterne; Da ciò, si può concludere ricordando che, certo, il Testo Unico ha una forte valenza sistemica, tuttavia lʼintegrazione con un SGSL più strutturato è non solo possibile, ma anzi è naturale e quasi indispensabile per tutti i datori di lavoro, pubblici o privati che, indipendentemente dalla tipologia e dalle dimensioni della propria azienda, siano

tesi a dimostrare di avere adottato, nel rispetto dellʼart. 2087 del codice civile: “le misure che, secondo le particolarità del lavoro, lʼesperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare lʼintegrità fisica e la personalità morale dei lavoratori.” Massimo Giuntoli giuntoli@torinoprogetti.it

RIDURRE GLI INVESTIMENTI E AUMENTARE I RISULTATI

CONVEGNI E WORKSHOP IN CO-MARKETING

Le aziende che competono in mercati evoluti devono sviluppare relazioni dirette e privilegiate con tecnici competenti, opinion leaders, centri studi e aggregazioni di settore. Il professionista, dal canto suo, ha la necessità di mantenere una tensione permanente nei propri percorsi di aggiornamento. Da questi presupposti nasce il nostro servizio di attività congressuale dove ci adoperiamo per creare momenti culturali e relazionali sviluppati su obbiettivi comuni. Una soluzione ideale tra l’impegno economico e i benefici relativi alla realizzazione di un convegno o di un workshop, in quanto la ripartizione dei costi e le sinergie attuate consentono importanti risparmi e risultati concreti.

EVENTI MIRATI E CONVEGNI CONSULENZA DI COMUNICAZIONE

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PROFESSIONI & Incontri

Ambiente sul posto di lavoro PARTE IL NUOVO SISTEMA DI CONTROLLO RIFIUTI - SISTRI

I

l nuovo sistema di controllo della tracciabità dei rifiuti pericolosi e non è diventato realtà. Come noto, è partito a gennaio 2010 il nuovo sistema elettronico per la gestione dei rifiuti denominato SISTRI; una novità per molte imprese obbligate a mettersi in conformit con il nuovo meccanismo che dovrebbe “permettere lʼinformatizzazione dellʼintera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale”. FABIO TARTAGLIA Il nuovo sistema sostituisce gli adempiConsegue nel 1998 Diploma di perito meccanico conseguito all’I.T.I.S. menti cartacei che consentivano di avere Enzo Ferrrari di Torino. dati sui rifiuti con 2-3 anni di ritardo senza Nel Novembre 2008 consegue Abilipermettere una politica efficace. tazione nel Ruolo di Periti ed Esperti Il medesimo dovrebbe anche essere una cat XXIII sub cat 12) servizi di sicumodalità capace di ridurre i fenomeni di ilrezza e prevenzione nei luoghi di lalegalità che gravano intorno a questo setvoro; tore. dal 2006 si occupa di Sicurezza nei Infatti tutti i movimenti dei rifiuti prima ogLuoghi di Lavoro per Torinoprogetti getto di documentazione cartacea saSocietà di Ingegneria Srl dal 2010 collabora con l’Ufficio Amranno comunicati in tempo reale mediante biente della Confartigianato di Torino strumenti telematici ad un centro gestito dal Comando Carabinieri per la Tutela dellʼAmbiente. Per poter monitorare il percorso dei rifiuti e la destinazione dei mezzi sarà utilizzato un sistema satellitare GPS. Dunque, nelle discariche saranno istallate telecamere per il monitoraggio degli automezzi dagli impianti stessi (ingresso – uscita). Secondo le stime del Ministero, per merito del nuovo sistema 147 milioni di tonnellate di rifiuti all'anno, di cui il 10% ritenuti pericolosi, verranno tenuti sotto controllo nei loro spo“Entro il 31 dicembre 2010 gli stamenti, dalla produzione operatori obbligati al nuovo allo smaltimento, 24 ore su 24. sistema dovranno comuni- Entro il 31 dicembre 2010 care i quantitativi di rifiuti in gli operatori obbligati al nuovo sistema e finora tecarico e in giacenza e le ope- nuti alla presentazione del razioni di gestione effettuate Mud (modello unico di diambientale) con le relative destinazioni”. chiarazione dovranno comunicare i quantitativi di rifiuti in carico e in giacenza e le operazioni di gestione effettuate con le relative destinazioni. Le spese per lʼacquisto della carta sim che consente di comunicare i dati del sistema, così come dei dispositivi da instal-

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lare sui veicoli che trasportano rifiuti, sono a carico dei soggetti che entrano nel sistema obbligatorio. La copertura delle spese di funzionamento del sistema sono a carico degli iscritti che devono versare un contributo annuale entro il 31 gennaio di ogni anno, mentre in sede di prima applicazione entro i prossimi 45 giorni. Tutte le aziende di trasporto riceveranno il kit di controllo satellitare pagando una quota che oscilla da 100 a 6-700 euro all'anno. Dopo una concitata corsa allʼiscrizione è stata approvata una proroga di trenta giorni per potersi registrare. ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 30 MARZO 2010 per i soggetti del primo gruppo • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e che occupano oltre 50 dipendenti; • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché fanghi da potabilizzazione, da depurazione delle acque e da abbattimento fumi, le quali occupano oltre 50 dipendenti; • coloro che effettuano a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti (pericolosi e non); • coloro che svolgono attività di recupero e di smaltimento dei rifiuti (pericolosi e non); • i commercianti e gli intermediari di rifiuti; • i soggetti coinvolti nel trasporto intermodale; • i consorzi per il recupero e il riciclaggio di particolari tipologie di rifiuti. ISCRIZIONE OBBLIGATORIA ENTRO IL 29 APRILE 2010 per i soggetti del secondo gruppo • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi e che occupano fino a 50 dipendenti • imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, artigianali, o da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, nonché fanghi da potabilizzazione, da depurazione delle acque


e da abbattimento fumi che occupano da 11 a 50 dipendenti. Deroghe per chi gestisce i rifiuti non pe-

ricolosi con meno di dieci dipendenti, per le imprese che esercitano la raccolta e il trasporto dei propri rifiuti non pericolosi come attività ordinaria e regolare, per le imprese che trasportano i propri rifiuti pericolosi in quantità che non eccedano trenta chilogrammi al giorno o trenta litri al giorno, per le imprese agricole con un volume dʼaffari non superiore agli 8 mila euro: in tutti questi casi è previsto un sistema di adesione volontaria al sistema. Dopo aver provveduto alla registrazione verranno consegnate alle

aziende i dispositivi USB che serviranno per confermare la compilazione elettronica con apposita firma digitale. Da luglio per il primo gruppo e da agosto per il secondo gruppo si partirà ufficialmente alla registrazione telematica dei rifiuti speciali. Non pochi problemi accoglieranno il SISTRI che se da un lato renderà il sistema più trasparente e sicuro dallʼaltro dovrà fare i conti con realtà in crisi ed economicamente allo stremo.

Fabio Tartaglia tartaglia@torinoprogetti.it f.tartaglia@confartigianatotorino.it


Sicurezza nei Cantieri

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QUANDO IN SCENA VA LA SICUREZZA

I

FULVIO GIANI Lo studio di ingegneria dell'ing. Fulvio Giani è specializzato nel coordinamento della sicurezza in fase di progetto ed esecuzione nei cantieri temporanei e mobili (D. Lgs. N. 81/2008 e s.m.i.). Tale competenza ha origine nella decennale esperienza (1987 – 1997) nella Direzione Tecnica di Cantiere, assunta in interventi nel campo delle manutenzioni, delle ristrutturazioni e delle nuove costruzioni. Terminata l'attività d'impresa nel 1997, l'esperienza maturata ha portato l'ing. Fulvio Giani ad avere titolo, fin dalla data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 494/96, a intervenire in qualità di Coordinatore di Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione e in qualità di docente nei corsi di formazione per la qualificazione dei coordinatori. L’attività professionale ha comportato coordinamenti sia in ambito privato che pubblico. Consigliere dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino per il quadriennio 2009-2013, è il referente per le Commissioni Sicurezza Cantieri e Industriale dell’Ordine. Inoltre è delegato di Torino nella Commissione Sicurezza del Lavoro della Federazione Interregionale degli Ordini degli Ingegneri del Piemonte e della Valle d’Aosta e rappresentante dell’Ordine presso il Comitato Provinciale Permanente di Studio e Coordinamento in Materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro presso la Prefettura di Torino. www.studioinggiani.it www.linkedin.com/pub/fulviogiani/b/567/37b

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l Titolo IV del D. Lgs. N. 81/2008 e le disposizioni integrative del D. Lgs. N. 106/2009 nel Capo I, in merito al campo di applicazione (art. 88), escludono le attività svolte in studi teatrali, cinematografici, televisivi o in altri luoghi in cui si effettuino riprese, purché tali attività non implichino l'allestimento di un cantiere temporaneo o mobile. Lʼattività, al di sopra del palcoscenico di una struttura teatrale, non è quindi regolata in Titolo IV, ma ricade nella valutazione del rischio, intesa in senso più generale, come trattata negli altri Titoli del Decreto. Eʼ considerata, pertanto, una normale attività produttiva, con tutte le deroghe che questa speciale attività comporta, quali la necessità di operare al di sotto di carichi sospesi e molto altro, che può essere, da solo, oggetto di trattazione specialistica e specifica. In merito si faccia riferimento agli articoli e agli interventi del Sig. Bruno Scagliola, RSPP del Teatro Regio di Torino, che rimane il riferimento teorico e operativo importante, e molto copiato, per chi si occupa di sicurezza sul palcoscenico. Diversamente accade quando lo spettacolo non è tenuto allʼinterno della struttura teatrale, vera e propria fabbrica in cui si produce lo spettacolo, ma è portato fuori in una struttura, che è temporaneamente costruita allʼuopo. La realizzazione temporanea di tale struttura, e il suo successivo smontaggio, ricadono nel Titolo IV, in quanto vera e propria attività comprendente lavori edili e di ingegneria civile, di costruzione e smantellamento di opere temporanee, in cui possono anche concorrere attività di montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. Nel momento in cui la costruzione del nuovo involucro temporaneo, e di tutti i suoi servizi di supporto, cessa, la sicurezza ritorna alla sua normale gestione di attività produttiva, con gli allesti-

menti sul palcoscenico e quanto altro prevede lo spettacolo, ma da quando le attività della struttura teatrale temporanea cessano e lʼinvolucro che le ha contenute deve essere rimosso, riparte il cantiere per le operazioni di smantellamento, ricadendo nel Titolo IV. Si tratta quindi di individuare il Committente, che altro non è che il soggetto per il quale viene realizzato lʼinvolucro in cui saranno allestiti gli spettacoli e, nel caso di opera pubblica, sarà il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa, relativo alla gestione dellʼappalto. Questi può incaricare un responsabile dei lavori, per lʼespletamento di alcuni adempimenti, tra cui la nomina del coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la progettazione dellʼopera che, tra i vari obblighi dovrà redigere un piano di sicurezza e di coordinamento e predisporre un fascicolo adattato alle caratter i s t i c h e dellʼopera. In fase di realizzazione del cantiere, sarà operativo un coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante lʼesecuzione che, tra i numerosi adempimenti, verificherà sul rispetto dei contenuti nel piano. Andiamo ora ad esaminare alcuni aspetti della trattazione di un piano relativo ad un intervento di questo genere. Iniziamo a considerare in quale contesto il coordinatore si trova a progettare la sicurezza, per la realizzazione dellʼapprestamento teatrale temporaneo, senza la presunzione di dare indicazioni esaustive, ma semplicemente segnalando alcune delle possibili circostanze in cui ci si trova da operare. Quasi sempre ci si confronta con spazi che, fino a quel momento, erano di consueto accesso e percorribilità a terzi, quali piazze o parchi pubblici. In tali ambiti risulta necessario realizzare la struttura teatrale temporanea. Il progetto di tali apprestamenti riguarda, quasi sempre, gli interventi di montaggio del palcoscenico, spesso con copertura, della platea nei vari


Fotografia 1: palco montato con copertura e opere di finitura nel montaggio dei due settori della platea Fotografia 2: montatori e arrampicatori in quota, durante le operazioni di montaggio Fotografia 3: preparazione al montaggio delle americane, per la copertura del palco

settori, della fossa dʼorchestra, delle torri regia e di illuminazione; il montaggio delle tensostrutture dellʼarea di servizio; il montaggio delle strutture degli impianti elettrici di alimentazione palcoscenico, platea, tribuna, area servizi, illuminazione percorsi del pubblico e il montaggio dellʼimpianto idrosanitario; il montaggio della recinzione di divisione tra area pubblico e scena e relativo backstage; la installazione di monoblocchi per i servizi igienici, camerini, sale di servizio e altro. La realizzazione di tutto questo interferisce con il contesto circostante, in quanto percorsi pedonali e veicolari, abitualmente utilizzati, risultano inglobati, in parte, nellʼarea di cantiere. Risulta quindi particolarmente importante, già nelle prime fasi, porre in atto una accurata attività di segnalazione e delimitare in maniera invalicabile gli spazi interessati, per prevenire accessi indesiderati e il rischio di investimento. La recinzione degli spazi, oltre ad essere un preciso adempimento normativo, è attività di prevenzione per tutta la durata degli allestimenti, in quanto estranei possono incautamente avventurarsi nellʼarea di cantiere, durante le fasi di montaggio degli apprestamenti teatrali, esponendosi ai rischi tipici della fase in corso. Particolare cura sarà inoltre posta nella previsione della emissione di rumore, o di altri agenti fisici, nei confronti del contesto circostante, con lʼintroduzione delle necessarie cautele per il contenimento e lʼabbattimento. In merito alla fase costruttiva, è bene evidenziare come, molto spesso, intervenga la necessità di montare strutture prefabbricate e pertanto risulta necessario acquisire un piano di lavoro, che descrive le operazioni che devono essere effettuate, le procedure di sicurezza da

adottare nelle varie fasi di lavoro e lʼesatta cronologia degli interventi. Così sarà possibile individuare quando si presenteranno le fasi critiche di interferenza sia spaziale che temporale tra le varie fasi del montaggio. Bisogna ricordare che il tempo di esecuzione delle lavorazioni è sempre, estremamente, concentrato nel tempo e i soggetti, che concorrono alla realizzazione dellʼimpresa, sono molti e, molto spesso, si trovano a collaborare insieme per la prima volta, con evidenti problemi di comunicazione e di metodologia comportamentale condivisa. In merito alle opere di montaggio, solitamente, questi allestimenti sono realizzati con ponteggi di tipo multi direzionale che, per la loro versatilità e la ricchezza di pezzi speciali, ben si prestano alla progettazione e realizzazione di palcoscenici, pedane per il pubblico e torri di supporto allʼimpiantistica. I montatori, e i preposti che sovraintendono, hanno una particolare qualifica, ottenuta con corsi, come da Norma, di formazione e addestramento specifico. Solitamente sono soggetti di grande professionalità e competenza, con una consuetudine professionale consolidata e dimostrata. Il coordinatore, che per la prima volta affronta un cantiere di questo tipo, immediatamente percepisce la differenza con i pontisti, che operano tradizionalmente in edilizia. In particolare la procedura di montaggio è del tutto diversa. Innanzi tutto i lavoratori non operano su piano di lavoro, ma sul tubo e si divi-

dono, tradizionalmente in montatori e arrampicatori. La esposizione al pericolo di cadute dallʼalto, vista la particolarità della struttura da realizzare, è prevenuta con dispositivi di trattenuta individuali, costituiti di imbracatura per il corpo (cosciali e bretelle) e di doppio sistema di collegamento a punto sicuro di ancoraggio (doppio cordino corto, con due connettori di dimensioni adeguate ad ancorarsi al tubo), in modo che, in corrispondenza di un nodo, nelle fasi di sgancio, per ancoraggio a nuovo punto sicuro, almeno uno dei due dispositivi assicuri il lavoratore al precedente punto sicuro. Il lavoratore quindi non sarà mai sottoposto al rischio di caduta nel vuoto non trattenuto. Il lavoratore dovrà sempre indossare casco di protezione, con sotto gola, per evitare, in tutte le fasi, di subire urti con il capo. In cantiere dovrà essere sempre presente il dispositivo per il recupero del lavoratore in quota, se svenuto o colto da malore, e il personale presente, dovrà essere informato, formato e addestrato in merito alla procedura di salvataggio. Molti altri aspetti potrebbero essere trattati, per descrivere la attività di progetto ed esecuzione allʼinterno di un cantiere di allestimento di un involucro teatrale temporaneo e per questi ci riserviamo spazio in un nuovo intervento su questo giornale e su una pubblicazione specifica, che sarà posta in stampa in un prossimo futuro Fulvio Giani studioing@gianifulvio.191.it

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Aggiornamenti e Normative

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Valutazione del rischio elettrico S

ALDO CELANO Laurea in Ingegneria Elettrotecnica Politecnico di Torino. Dottore di Ricerca Ingegneria Elettrotecnica Politecnico di Torino. Membro dell’unità di ricerca di Torino Gruppo di coordinamento regionale per le ricerche sugli impianti elettrici - Consiglio Nazionale delle Ricerche (dal 1990). Volontario della Protezione Civile Regione Piemonte. Iscritto elenco dei verificatori 46/90. Abilitato ai sensi della Legge 494/96 e s.m.i. Iscritto elenco professionisti abilitati ad operare nel campo della P.I. – Legge 818/84. Iscritto All’Albo dei Consulenti del Giudice Tribunale Ordinario di Torino. Consulente di riferimento dell’Università degli Studi di Torino. Coadiutore dell’Area Tecnica nelle attività riguardanti l’impiantistica elettrica e speciale. Dal 2005 è Supporto al RUP della Divisione Edilizia e Grandi Infrastrutture. Svolge attività di consulenza presso vari enti pubblici per lo sviluppo di sistemi informativi. Svolge attività di progettazione e direzione lavori di impianti elettrici e speciali. Inoltre, sviluppa software specialistico per il trattamento dati grafici ed alfanumerici. Libero professionista dal 1988 e dal 2000 è Titolare dell’omonimo Studio di Ingegneria in Torino.

OMMARIO

Il D.Lgs. 81/08 allʼart. 17 pone lʼobbligo (non delegabile a carico del datore di lavoro) della valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. La valutazione di rischi deve tradursi nella redazione di un documento il cui contenuto è specificato allʼart. 28 (“oggetto della valutazione dei rischi”). Al successivo art. 29 (“modalità di effettuazione della valutazione dei rischi”) sono riportate le modalità di effettuazione della valutazione dei rischi. Il comma 2 dellʼart. 28 specifica che il documento di valutazione dei rischi deve contenere anche una relazione in cui sono specificati i criteri adottati per la valutazione. Nei successivi articoli dallʼ80 allʼ86 sono riportati indicazioni per attività specifiche come per i lavori sotto tensione o in prossimità, i requisiti generali di sicurezza le verifiche e i controlli. Infine, allʼart. 87 sono riportate le sanzioni. Nei successivi paragrafi sono riportate indicazioni a carattere generale per la valutazione dei rischi elettrici. RIFERIMENTI AL D.LGS. 81/08 Gli artt. 80, 81, 82, 83, 84, 85, 86 riportano gli obblighi del datore di lavoro riguardanti gli impianti e le apparecchiature di natura elettrica. I rischi da prendere in considerazione sono: a) contatti elettrici diretti; b) contatti elettrici indiretti; c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni; d) innesco di esplosioni; e) fulminazione diretta ed indiretta; f) sovratensioni; g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili. Trascurando il significato della parola “ragionevole” e “prevedibili”, il punto g) esprime la chiara volontà del legislatore di valutare tutti i possibili rischi derivanti da condizioni di guasto.

(aninherent physical or chemical characteristic that has the potential for causing harm secondo lʼAmerican Institute of Chemical Engineers AICHE). Evento pericoloso: evento che può causare un danno. Rischio: attualizzazione di un pericolo attraverso la combinazione dei due elementi: • Gravità del danno che il pericolo può causare • Probabilità che il danno si verifichi Valutazione del rischio: valutazione globale della probabilità e della gravità di possibili lesioni o danni in una situazione pericolosa per stabilire se è necessario adottare contromisure. Misure di sicurezza: mezzi che eliminano il pericolo o riducono il rischio. Rischio residuo: rischio che sussiste dopo lʼintroduzione di misure di sicurezza. TIPOLOGIE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO A seconda degli ambiti di applicazione, sono state sviluppate diverse metodologie di valutazione dei rischi. Nellʼindustria automobilistica in generale si utilizza il metodo FMEA (Fehler-Möglichkeitsund -Einfluss-Analyse – analisi delle possibilità di errore e loro conseguenze). Nellʼindustria chimica è utilizzato il metodo HAZOP (Hazard and Operability Study). Il metodo HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è impiegato nellʼindustria alimentare. Altri metodi di valutazione del rischio sono il metodo dellʼanalisi dellʼalbero degli errori e loro conseguenze e il metodo Value at Risk.

DEFINIZIONI Si riportano nel seguito alcune definizioni di uso comune. Danno (harm): lesione fisica e/o danno alla salute, ai beni, allʼambiente. Pericolo (hazard): qualsiasi fonte di danno

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Rappresentazione grafica


Il metodo più diffuso di valutazione del rischio è la matrice di rischio. Il metodo si adatta bene sia alle organizzazioni (imprese, organizzazioni no-profit) e sia ai sistemi (prodotti, servizi, processi, progetti). Con la matrice si rischio si individuano i principali scenari di rischio di un sistema e si rappresentano in gruppi di categorie di probabilità ed effetti. Nella pratica si valuta la sostenibilità di un rischio secondo un li-

mite di tollerabilità. STIMA DEL RISCHIO La stima del rischio può essere quantitativa, semi-quantitativa o qualitativa in termini di probabilità dellʼevento e di possibili conseguenze. Le conseguenze e le probabilità possono essere classificate in categorie omogenee e alle quali sono associati indici con diversi gradi di valutazione. I gradi di valutazione più utilizzati vanno da tre a cinque. METODOLOGIE DI VALUTAZIONE Le fasi per una corretta valutazione possono essere riconducibili ai seguenti punti: 1. Stabilire il contesto 2. Identificare i rischi 3. Analizzare i rischi 4. Valutare i rischi 5. Controllare i rischi (monitoraggio e revisione)

La valutazione specifica del rischio elettrico è un sottoinsieme del processo di gestione del rischio. La valutazione del rischio consiste principalmente nelle seguenti attività: (stabilire il cont e s t o ) a n a l i s i dellʼambiente: suddivisione in ambienti omogenei in base alla tipologia di impianto e attività identificazione dei rischi: elencazione di tutti i possibili rischi; nella pratica viene stilata la lista dei pericoli e identificare i potenziali esposti analisi dei rischi: valutazione dei possibili scenari in base alla probabilità di insorgenza o accadimento e potenzialità del danno. La valutazione comprende anche lʼanalisi delle cause e degli errori valutazione dei rischi: i rischi vengono valutati e riportati nella matrice di rischio. In base ai valori ottenuti viene stabilita la priorità di intervento adottare le misure di tutela RIFERIMENTI ALLA NORMATIVA CEI La norma CEI 0-10 “Guida alla manutenzione degli impianti elettrici” contiene dei riferimenti sulla valutazione del rischio. In particolare, allʼart. 5.3.1 è definito il rischio come prodotto della probabilità che si manifesti un evento dannoso per lʼampiezza del danno che ne deriva. R =F(E) x C(E) x D(E) = P(E) x D(E) Dove: R = rischio F(E) è la frequenza di ripetizione dellʼevento indesiderato C(E) è la probabilità che dallʼevento derivi un danno D(E) è lʼampiezza del danno P(E) è la probabilità dellʼevento dannoso. I fattori di rischio (art. 5.3.2) da considerare sono quelli conseguenti ad azione diretta e da azione indiretta. I rischi da azione diretta (5.3.2.1) sono schematizzati in: • contatti diretti (contatto con parti attive in tensione) • contatti indiretti (contatto con masse in tensione a causa di un guasto) • contatti con masse estranee • contatti con parti soggette a tensioni indotte o sovratensioni di origine atmosferica I rischi da azione indiretta (art. 5.3.2.2) possono essere indicativamente riconducibili a: • esposizione ad archi elettrici • esposizione ad eventi dannosi originati da sovraccarichi

• •

esposizione a campi elettromagnetici mancanza di illuminazione di sicurezza

Per la valutazione del danno (art. 5.3.2.3) occorre principalmente considerare: • le conseguenze fisiche del danno (morte, lesioni permanenti o temporanee) • le conseguenze economiche dellʼevento (coinvolgimento di servizi pubblici essenziali, coinvolgimento di beni pregevoli per arte e storia, ecc...) La Norma CEI 11-48 definisce: • Rischio: combinazione delle probabilità e della gravità del possibile infortunio o danno alla salute di una persona esposta ad uno o più pericoli. • Pericolo elettrico: fonte di possibile infortunio o danno alla salute in presenza di energia elettrica di un impianto elettrico. • Rischio elettrico: rischio di infortunio causato da un impianto elettrico. La Norma CEI 81 “protezione delle strutture contro i fulmini” riporta le metodologie per la valutazione del danno CONCLUSIONI Le brevi note e i riferimenti riportati in precedenza sono un buon punto di partenza per la valutazione del rischio elettrico. Anche se occorre ammettere che le cose sono più complesse di come rappresentate. Per la corretta valutazione del rischio elettrico devono essere eseguite indagini, verifiche e misure di tipo strumentale e documentale. Le indagini e le verifiche possono essere condotte secondo approfondimenti via via crescenti. Ad esempio effettuando prima di tutto una ricognizione documentale, successivamente effettuando ispezioni a vista ed infine eseguendo delle verifiche strumentali. Va da se che lʼinvestimento in termini economici e di risorse è proporzionale al livello di approfondimento effettuato. Tecniche e metodologie appropriate, ancora nella fase di sviluppo e verifica, saranno il passo obbligato per conciliare esigenze diverse e contrastanti come gli obblighi legislativi, la redditività delle attività e la sicurezza degli ambienti di lavoro.

Aldo Celano aldo.celano1@tin.it

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PROFESSIONI & Incontri

Sanità e Sicurezza

DISPOSIZIONI PER L’ACCERTAMENTO DI ABUSO DI ALCOLICI E TOSSICODIPENDENZA IN ADDETTI A MANSIONI CHE COMPORTINO RISCHI PER LA SICUREZZA DI TERZI

S

CARLO LOVERCI Medico Chirurgo Specialista in Oncologia Specialista in Medicina del Lavoro Dirigente Medico Legale INAIL 19902010 Socio SIMLII ( Società italiana di medicna del lavoro ed igiene industriale ) Socio Sige ( Società italiana gastro enterologia ) Segretario Nazionale AME ( associazione medici emergenza ) Consulente medico di Medicina & Lavoro Srl ( Torino – Pinerolo ).

ino al Dlgs 626/94 si è intesa la sicurezza e salute sui luoghi di lavoro come mera tutela del lavoratore e della sua salute ed integrità fisica a carico del Datore di Lavoro e di chi da lui incaricato. Con il Dlgs 81/2008 è stata introdotta, in modo particolare con lʼarticolo 20, la responsabilità nei confronti propri e di terzi da parte dei singoli lavoratori. Tale innovazione, introdotta seguendo lʼorientamento della 125/2001, 131/2003, della 123/2007 e successive modificazioni, ha imposto che, per tutelare lʼincolumità di terzi, debba essere accertato il possibile abuso cronico od acuto di alcolici ed uso abituale o saltuario di sostanze psicotrope o stupefacenti e, in caso di positività degli accertamenti, deve essere negata per tali lavoratori lʼidoneità alle mansioni lavorative a rischio. A tal fine il legislatore ha provveduto ad individuare le mansioni che comportano rischi per la sicurezza, l'incolumità e la salute proprie e di terzi individuandole in due elenchi separati lʼuno per gli alcolici e lʼaltro per gli stupefacenti, la prima più estesa , la seconda più ristretta. Ovviamente, rilevandosi un rischio e prevedendosi un controllo medico, ne discende che per tali mansioni é obbligatoria la sorveglianza sanitaria. Per gli stupefacenti le mansioni che prevedono il controllo sono quelle per le quali e' richiesto un certificato di abilitazione per l'espletamento dei seguenti lavori pericolosi: impiego di gas tossici; fabbricazione e uso di fuochi di artificio; posizionamento e brillamento mine; direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari. La guida di veicoli stradali per i quali e' richiesto il possesso della patente di categoria C, D, E, e quelli per i quali e' richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada; la guida di macchine di movimentazione terra e merci; di addetto o responsabile della produzione, del confezionamento, della detenzione, del trasporto e della vendita di esplosivi. Per

“Per tutelare l’incolumità di terzi, deve essere accertato il possibile abuso cronico od acuto di alcolici ed uso abituale o saltuario di sostanze psicotrope o stupefacenti”

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gli alcolici si aggiungono a tali attività anche la manutenzione ascensori, la conduzione di generatori di vapori e di fochino, la vendita di fitosanitari, tutte le mansioni sanitarie e le attività dʼinsegnamento, le mansioni comportanti il porto dʼarmi, la guida professionale di veicoli anche con sola patente B, i lavori in quota ( oltre 2 metri da un piano stabile ), capiforno e conduttori di forni di fusione, operatori ed addetti a sostanze infiammabili del settore idrocarburi, tutti gli addetti a cave e miniere ed, infine, gli addetti alla sovrintendenza ai lavori in tubazioni , canalizzazioni o simili ove possano essere presenti gas pericolosi. Il datore di lavoro, prima di adibire un lavoratore all'espletamento di tali mansioni, qualunque sia il tipo di rapporto di lavoro instaurato, provvede a richiedere al medico competente gli accertamenti sanitari del caso, comunicandogli il nominativo del lavoratore interessato. Provvede inoltre affinché i lavoratori che svolgono le mansioni comprese nell'elenco siano sottoposti ad accertamenti sanitari, di norma con periodicità annuale, dal medico competente. Può richiedere controlli straordinari qualora abbia il sospetto di un episodio di uso di sostanze alcoliche o stupefacenti . Il medico competente, all'atto dell'assunzione del personale adibito alle suddette mansioni e successivamente, con periodicità da rapportare alle condizioni personali del lavoratore in relazione alle mansioni svolte, provvede a verificare l'assenza di assunzione di alcool o sostanze psicotrope e stupefacenti sottoponendolo a specifici tests di screening in grado di evidenziarne l'assunzione. Per lʼalcool tale verifica periodica è parte integrante del protocollo di sorveglianza sanitaria. Per gli stupefacenti entro trenta giorni dalla richiesta del datore di lavoro comunica la data ed il luogo della visita al lavoratore interessato con almeno un giorno di anticipo, concordandola con il datore di lavoro per non porre ostacoli allʼattività lavorativa, per organizzare l'effettuazione degli accertamenti sanitari. A seguito degli accertamenti il lavoratore risultato positivo ai tests, che per tale positività riceverà un giudizio di inidoneità


temporanea, viene inviato da parte del medico competente al servizio per le tossicodipendenze (SERT) dell'Azienda sanitaria locale, nel cui territorio risiede il lavoratore, o alle altre strutture sanitarie eventualmente competenti. Qualora gli ulteriori accertamenti effettuati dal SERT, o da altra struttura sanitaria competente, evidenzino uno stato di tossicodipendenza, il lavoratore interessato dovrà sottoporsi ad un percorso di recupero, che renda possibile un successivo reinserimento nelle mansioni. In tal caso il datore di lavoro informa il lavoratore interessato della data dell'accertamento e gli comunica il luogo ove l'accertamento si svolgerà all'inizio del turno di lavoro del giorno fissato per l'accertamento. Nel caso in cui il lavoratore non si sottoponga all'accertamento di assenza di tossicodipendenza, la struttura sanitaria competente dispone, entro dieci giorni, un nuovo accertamento. Nel caso in cui il lavoratore non si sotto-

ponga nuovamente, senza giustificato motivo, all'accertamento, il datore di lavoro e' tenuto a farlo cessare dall'espletamento delle mansioni, fino a che non venga accertata l'assenza di tossicodipendenza. Comunque lʼinidoneità alle mansioni non comporta automaticamente la risoluzione del rapporto di lavoro e il lavoratore può essere adibito a mansioni diverse, trovando applicazione la disciplina normativa o contrattuale collettiva relativa al settore lavorativo di appartenenza. Per il lavoratore che non si sottopone controllo sanitario, trovano applicazione le sanzioni previste dal Dlgs 81/2008 e successivi. Nei confronti del datore di lavoro, che non ottempera alle disposizioni relative all'obbligo della cessazione da parte del lavoratore dall'espletamento delle mansioni in caso di accertamento dello stato di tossicodipendenza, trova applicazione la sanzione prevista dall'art. 125, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990. La struttura sanitaria competente comunica immediatamente l'esito degli accertamenti al medico competente, che lo inoltra, nel rispetto della riservatezza, al datore di lavoro e al lavoratore interessato. Il lavoratore di cui sia accertata la tossicodipendenza ha diritto di chiedere, entro dieci giorni dalla comunicazione dell'esito, la ripetizione dell'accertamento presso il SERT che avviene sul medesimo campione oggetto dell'accertamento. In caso di esito favorevole, il giudizio di inidoneità potrà essere modificato in senso positivo. Per altro il medico competente al fine di certificare la permanenza dell'idoneità alla mansione provvederà, in maniera individualizzata rispetto ai rischi di assunzione sporadica, a effettuare controlli ripetuti

per almeno 12 mesi per escludere l'assunzione di droghe da parte del lavoratore. I costi di tutti gli accertamenti preventivi e periodici, con esclusione di quelli a richiesta del lavoratore, sono a carico del datore di lavoro nei limi imposti dai tariffari regionali. Tali norme sono, per altro, ancora in via di chiarimento da parte del legislatore e si è a tuttʼoggi in attesa di una nuova conferenza Stato Regione per la revisione dei criteri applicativi. In attesa di tali chiarimenti non si può che applicare quanto ad oggi in vigore. Riassunto: dal mese di ottobre 2008 è obbligatorio per i datori di lavoro segnalare i lavoratori adibiti a mansioni che comportino rischi per terzi affinché venga accertata dal medico competente lʼassenza di uso abituale o saltuario di alcolici e di sostanze stupefacenti. Per gli addetti a tali mansioni è obbligatoria la sorveglianza sanitaria. Qualora fosse ravvisata positività degli esami il lavoratore sarà reso inidoneo alla mansione. Per gli stupefacenti lʼinidoneità sarà temporanea essendo previsto un percorso con esecuzione di ulteriori accertamenti da svolgersi a cura del Servizio per le Tossicodipendenze (SERT). In caso di ulteriore positività è prevista la conservazione del posto di lavoro sino a tre anni se il lavoratore è disponibile alla disintossicazione. Al reintegro devono essere effettuati controlli per almeno 12 mesi. È possibile il controllo a campione o su richiesta del datore di lavoro. I costi degli accertamenti sono a carico del datore di lavoro. Carlo Loverci gestione@medicinaelavorosrl.it


PROFESSIONI & Incontri

Programma Formazione

in collaborazione con La collaborazione tra Torinoprogetti e Ingegneri Oggi nasce con l’intento di mettere a compimento un progetto formativo di elevata qualità su tematiche tecnico scientifiche abilitanti e non allo svolgimento della professione. Ci si vorrà differenziare offrendo un programma didattico più vicino alle reali esigenze del professionista; i responsabili del progetto formativo sono infatti figure altamente qualificate e con una profonda conoscenza di ciò che occorre per espletare egregiamente i servizi richiesti dal mercato. Allo stesso modo sapremo cogliere e/o raccogliere le esigenze dei discenti cercando di fornire, anche a corso iniziato, suggerimenti specifici che possano aumentare il gradimento di soddisfazione dei medesimi. Tra le novità proposte la possibilità di frequentare alcuni corsi (ad iniziare dal Corso RSPP Modulo C) il sabato mattina. A premessa si ricorda che la struttura in questione, oltre ad essere in possesso della Certificazione ISO 9001:00 al n. IT08/0668 per i propri servizi, è Organismo Accreditato dalla Regione Piemonte per la Formazione con Certificato n. 903/001. I siti consultabili per l’offerta formativa, oltre a seguire con assiduità le proposte presenti all’interno della rivista, sono:

www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it

COD. 001/2010

Destinatari Obiettivi e finalità Requisiti

Professionisti che si trovano a dover fronteggiare la problematica energetica per una svolta radicale nella progettazione e costruzione degli edifici e/o ad una differente valutazione a livello di mercato immobiliare. Periti industriali, geometri, architetti, ingegneri. Obiettivo del corso è quello di formare adeguatamente i professionisti alla tecnica della diagnosi e della certificazione energetica degli edifici. Diploma di geometra o di perito edile o di perito industriale, laurea in architettura o ingegneria - esperienza lavorativa nel settore edile.

Ente Formatore

Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

Responsabile Progetto Formativo

ing. A. Bauchiero

Durata

40 ore (n. 13 moduli) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto. Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino

Sede del corso Date svolgimento

Documentazione rilasciata Verifica finale

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

Pag. 20

1° EDIZIONE CERTIFICATORE ENERGETICO DEGLI EDIFICI

3, 5, 10, 12, 17, 22, 24, 26, 31 maggio 2010 - 7, 9,12, 26 giugno 2010 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento. Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del corso, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto. Euro 400,00 + iva = Euro 480,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 26 aprile 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.


COD. 002/2010 Destinatari

Obiettivi e finalità

Requisiti Ente Formatore Responsabile Progetto Formativo

1° EDIZIONE FONTI RINNOVABILI E IMPIANTI FOTOVOLTAICI : I PRIMI PASSI CONCRETI VERSO UNA SOCIETÀ ECOSOSTENIBILE

Professionisti ed addetti ai lavori, del settore pubblico e privato, che operano ed opereranno nel campo delle fonti rinnovabili con particolare interesse nell’ambito fotovoltaico Al termine del corso i partecipanti saranno in grado di applicare le seguenti competenze professionali: analisi dei fabbisogni energetici dell’utenza e delle potenzialità produttive/risolutive di un impianto fotovoltaico; scelta degli impianti fotovoltaici tecnologicamente più idonei e valutazione economica-finanziaria, anche in funzione delle normative vigenti ed agli incentivi previsti, supervisione, progettazione e project management di una commessa fotovoltaica. Diploma di maturità e di scuola media superiore, iscritti a corsi di laurea, laureati preferibilmente in ambito tecnico. Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

ing. A. Bauchiero

Durata

32 ore (n. 11 moduli) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto

Sede del corso Date svolgimento Documentazione rilasciata

Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino 29 giugno 2010 – 1, 5, 7, 9, 12, 14, 16, 21 luglio 2010 - 11, 18 settembre 2010 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento.

Verifica finale

Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del corso, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto.

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

Euro 400,00 + iva = Euro 480,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 23 giugno 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.

COD. 003/2010

1° EDIZIONE CORSO DI AGGIORNAMENTO PER COORDINATORI DELLA SICUREZZA (D. LGS. 81/08)

Destinatari

Obiettivi e finalità

Requisiti Ente Formatore Responsabile Progetto Formativo

Il corso è rivolto alla figura del Coordinatore per la progettazione e per la esecuzione delle opere. Il corso (con contenuti conformi all'allegato XIV del Nuovo Testo Unico sulla Sicurezza e Salute sul Lavoro n. 81/2008) si propone di aggiornare la formazione della figura del Coordinatore per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori (cantieri temporanei e mobili). Essere in possesso di un attestato al corso di formazione di 120 ore. Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

ing. Fulvio Giani

Durata

40 ore (n. 10 moduli da 4 ore) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto

Sede del corso Date svolgimento Documentazione rilasciata Verifica finale

Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino 4, 6, 11, 13, 18, 20, 25, 27 maggio 2010 – 3, 8 giugno 2010 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento.

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del corso, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto. Tale Attestato certifica il conseguimento dell’idoneità e costituisce credito formativo con validità quinquennale Euro 380,00 + iva = Euro 456,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 28 aprile 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.

Pag. 21


COD. 004/2010

Destinatari

Obiettivi e finalità

Il corso, in base all’obbligo di formazione di cui al D.Lgs. 81/08, è rivolto agli operatori del settore elettrico per il riconoscimento della qualifica di: • persona esperta (PES) • persona avvertita (PAV) Il D.Lgs. 81/08 impone obblighi stringenti circa la formazione dei lavoratori ed in maniera particolare per i lavori su parti elettriche. Gli addetti che lavorano su parti in tensione devono essere appositamente formati e avere l’idoneità come PES o PAV. L’idoneità è attestata e rilasciata dal Datore di Lavoro a fronte, tra l’altro, di processi formativi superati con esito positivo comprensivi anche di esercitazioni teoriche e pratiche rappresentative dei lavori da effettuare (Livello 2A e 2B, art. 12.2.3).

Ente Formatore

Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

Responsabile Progetto Formativo

ing. Aldo Celano

Durata

32 ore (n. 8 moduli da 4 ore) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto. Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino 16, 23, 30 settembre 2010 - 7, 14, 21, 28 ottobre 2010 - 4 novembre 2010 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento.

Sede del corso Date svolgimento Documentazione rilasciata Verifica finale

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

COD. 005/2010

Destinatari

Obiettivi e finalità Ente Formatore Responsabile Progetto Formativo Durata Sede del corso Docente Date svolgimento Documentazione rilasciata Verifica finale

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

Pag. 22

1° EDIZIONE FORMAZIONE ADDETTI PES E PAV - CONSEGUIMENTO REQUISITO MINIMO DI FORMAZIONE PER IL RILASCIO ABILITAZIONE ALLO SVOLGIMENTO DI LAVORI SOTTO TENSIONE SU IMPIANTI ELETTRICI DI CAT. 0 E I

Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del corso, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto. Euro 400,00 + iva = Euro 480,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 10 settembre 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.

1° INCONTRO MONOTEMATICO SISTEMI ANTICADUTA E DPI: ILLUSTRAZIONE DELLA NORMA UNI EN 795 E PROVE PRATICHE DI UTILIZZO E PROGETTO

Il corso è rivolto agli operatori del settore edile e ai professionisti che operano nel campo della sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08. Obiettivo del corso è quello di formare e aggiornare al corretto utilizzo dei sistemi anticaduta e DPI. Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

ing. Fulvio Giani 3 ore Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino arch. Giorgio Giorgis Data: sabato 5 giugno 2010 - orario: 9.30 – 12.30 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento. Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del corso, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto. Tale Attestato certifica il conseguimento dell’idoneità e costituisce credito formativo di 3 ore per le figure di A/RSPP e Coordinatori per la progettazione e per l'esecuzione dei lavori (cantieri temporanei e mobili). Euro 120,00 + iva = Euro 144,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 31 maggio 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.


COD. 006/2010

Destinatari

Obiettivi e finalità

Requisiti

1° EDIZIONE CORSO PER RESPONSABILI SERVIZIO PREVENZIONE PROTEZIONE MODULO C

Intervento formativo di formazione professionale rivolto a soggetti che devono svolgere il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione essendo il medesimo svolgibile soltanto internamente secondo le indicazioni dell’art. 31 comma e). Tutti i lavoratori di qualsiasi azienda, impresa, servizi, nel settore privato ed il quello pubblico, con qualsiasi tipologia di contratto (fisso, progetto, temporale, atipico). Il modulo integra il percorso formativo degli RSPP, al fine di sviluppare le capacità gestionali e relazionali e di far acquisire elementi di conoscenza su: sistemi di gestione della sicurezza, organizzazione tecnicoamministrativa della prevenzione, dinamiche delle relazioni e della comunicazione, fattori di rischio psicosociali ed ergonomici, progettazione e gestione dei processi formativi aziendali. Occorre avere già frequentato il Modulo "A" od esserne esonerati. I requisiti per partecipare al corso sono indicati nella tabella A4 (per gli RSPP) e A5 (per gli ASPP) dell'accordo Governo-Regioni del 26/01/06.

Ente Formatore

Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

Responsabile Progetto Formativo

arch. Massimo Giuntoli

Durata

24 ore (n. 6 moduli da 4 ore) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto. Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino 24 aprile 2010 – 8, 15, 29 maggio 2010 - 5, 19 giugno 2010 Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento.

Sede del corso Date svolgimento Documentazione rilasciata Verifica finale

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

COD. 007/2010

Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del Modulo, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto, rilasciato dalla Provincia di Torino e Regione Piemonte e valido ai sensi dell’Art. 14 della Legge 845/78 (Legge-quadro in materia di Formazione Professionale). Tale Attestato certifica il conseguimento dell’idoneità e costituisce credito formativo con validità quinquennale. Il costo del corso è pari a Euro 320,00 + iva = Euro 384,00 L'iscrizione dovrà avvenire entro il 19 aprile 2010 compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.

1° EDIZIONE LAVORATORE E PREPOSTO ADDETTO AL MONTAGGIO, ALLO SMONTAGGIO E ALLA TRASFORMAZIONE DI PONTEGGI – 32 ORE

Requisiti

Intervento formativo di formazione professionale rivolto a persone che in azienda si occupano abitualmente di montaggio e smontaggio di ponteggi e per i quali diventa obbligo di legge avere partecipato a specifica formazione. IIl percorso formativo è finalizzato all’approfondimento di tecniche operative adeguate ad eseguire in condizioni di sicurezza le attività di montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi D.lgs. 81/08 Art. 136 commi 6 -7. Persona incaricata a far parte della squadra di montaggio, trasformazione, smontaggio ponteggi.

Destinatari

Obiettivi e finalità

Ente Formatore

Torinoprogetti Srl in collaborazione con Ingegneri Oggi

Responsabile Progetto Formativo

Ing. Fulvio Giani

Durata

32 ore (n. 14 ore teoria, 14 ore pratica, 4 verifica finale) La frequenza è obbligatoria per il 90% del monte ore previsto. Via Legnano n. 20/10 – 10128 Torino / Parte pratica: presso apposito campo prove. In fase di calendarizzazione Cd Rom contenente, in relazione ad ogni singolo Docente, le slides degli argomenti trattati nel Corso e la relativa normativa di riferimento.

Sede del corso Date svolgimento Documentazione rilasciata Verifica finale

Certificazioni Quota di iscrizione

Modalità di iscrizione

Verifica finale finalizzata all'accertamento delle conoscenze acquisite. Al termine del Modulo, superata la verifica finale, viene conseguito l’attestato di frequenza con profitto, rilasciato dalla Provincia di Torino e Regione Piemonte e valido ai sensi dell’Art. 14 della Legge 845/78 (Legge-quadro in materia di Formazione Professionale). Tale Attestato certifica il conseguimento dell’idoneità e costituisce credito formativo con validità quinquennale. Il costo del corso è pari a Euro 300,00 + iva = Euro 360,00 L'iscrizione dovrà avvenire compilando il modulo scaricabile dai siti: www.torinoprogetti.it www.ingegnerioggi.it www.studioinggiani.it Saranno accettate le adesioni in ordine cronologico di ricezione. Il corso sarà attivato esclusivamente a raggiungimento del numero minimo di 16 partecipanti. La quota di partecipazione dovuta per ciascuna persona iscritta, sarà versata nel momento in cui sarà data conferma di attuazione del corso.

Pag. 23


QUALUNQUE SIA IL TIPO DI STAMPA CHE AVETE IN PROGRAMMA VI SERVONO QUALITÀ PRECISIONE VELOCITÀ. Abbiamo scelto di dare valore all'esperienza acquisita investendo per il futuro, puntando su qualità e puntualità e perfezionando la nostra attività con la collaborazione di professionisti del settore. Il tutto con l'intenzione di offrire un servizio efficente ed una elevata professionalità per consolidare il rapporto di fiducia con studi grafici, agenzie ed aziende. La competenza e l'approfondita conoscenza del "mestiere" sono garanzia di qualità anche nelle lavorazioni particolari.

PROPRIO CIÒ CHE POSSIAMO DARVI NOI. L'odierna struttura aziendale ci permette di rispondere con estrema flessibilità alle mutevoli richieste del mercato attuale. Muovendoci con disinvoltura in tutte le fasi di lavorazione siamo utile e prezioso strumento per dare vita agli stampati più svariati.

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Professione & Incontri Magazine - n 1° Aprile  

Periodico di approfondimento su Tecnologie, Normative, Sicurezza, Ambiente ed Energia Numero Uno

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