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PROGETTI 1999 2015

ENRICO GARBIN


VII

about

progetti

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IUAV

NUOVA SEDE ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA. Venezia. Italia.1999, concorso, vincitore I° grado

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Auditorium H B G

AREA CONGRESSI OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII. Bergamo. Italia. 2003 - 2013

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Savoy

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SCUOLA DELL’INFANZIA. Grezzago. Italia. 2006, concorso, 1° premio

Autorimessa Pirelli RIQUALIFICAZIONE AUTORIMESSA REGIONE LOMBARDIA. Milano. Italia. 2006 - 2008

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31° Piano del grattacielo Pirelli

SPAZIO EVENTI, AUDITORIUM, SPAZIO ESPOSITIVO, BELVEDERE. Milano. Italia. 2005 - 2009, concorso, 1° premio

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56

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RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE. Bergamo. Italia. 2008 - 2013

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Il borgo sostenibile HOUSING SOCIALE. Milano Figino. Italia. 2009 - 2015, concorso, vincitore

Living PADIGLIONE LUDICO RICREATIVO. Milano Figino. Italia. 2009 - 2015, concorso, vincitore

Porta di Milano

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Ex-Cesalpinia

TRANSFER ESPOSITIVO. Milano Malpensa. Italia. 2010, concorso, 2° premio

Domus EVOLUZIONE DEL PARCO DI VILLA FAVORITA. Valdagno. Italia. 2011, concorso, menzione speciale

Casa Galante STUDIO GIOCO GIARDINO. Valdagno. Italia. 2011 - 2012

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6 corti HOUSING SOCIALE SOSTENIBILE. Settimo Torinese. Italia. 2013, concorso, 3° premio

Villas Urbaines ALLOGGI PER ANZIANI. Epalinges. Svizzera. 2013, concorso, vincitore I° grado

Hortus SOPRAELEVAZIONE EDIFICIO AMMINISTRATIVO. Lausanne. Svizzera. 2013, concorso

Helianthus

SCUOLA DELL’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA. Vaulruz. Svizzera. 2014, concorso

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Round center

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UFFICI E NEGOZI, Vicenza, Italia, 2014 - 2017

MY PANTON CHAIR. Vicenza. Italia. 2011, concorso, 3° premio

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Phantom

crediti colophon


Enrico Garbin

team dal 1999:

Studia all’ Istituto Universitario di Architettura di Venezia e alla Aalto University School of Art Design and Architecture di Helsinki. Si laurea in architettura nel 1995 sotto la guida del prof. Markku Komonen e del prof. Arrigo Rudi. Dal 1995 al 2000 lavora in diversi studi di architettura in Finlandia, Germania e Olanda, e nello studio Sanaksenaho Architects contribuisce al successo nel concorso per la progettazione della Cappella Ecumenica d’Arte a Turku in Finlandia, giunta a realizzazione nel 2005 e vincitrice nel 2007 del Premio di Architettura Barbara Cappochin. Nel 1999, in seguito al concorso di architettura per la Nuova Sede IUAV in cui risulta tra i vincitori di prima fase, fonda a Venezia il proprio studio con Erika Ambrosone. Nel 2001 si trasferisce a Vicenza e dal 2006 lavora a Valdagno. Cultore della materia allo IUAV dal 2001, ha svolto attività di collaborazione alla didattica nel settore disciplinare della progettazione architettonica e urbana presso la stessa Università nel triennio 2001-2003. Degli stessi anni è la partecipazione a workshop di progettazione di Architettura Ecclesiastica e di Housing Sociale. Dal 2003 realizza progetti architettonici ed urbani tra i quali il Belvedere al 31° piano del Grattacielo Pirelli a Milano (esposto nel 2010 all’Expo di Shanghai), la ristrutturazione dell’Autorimessa del Palazzo Pirelli a Milano, l’ Auditorium del Nuovo Ospedale di Bergamo, casa Galante a Valdagno, ed è in corso di realizzazione il masterplan dell’area Cesalpinia a Bergamo e la costruzione di 102 alloggi di Housing Sociale per anziani, giovani coppie, famiglie solidali, nell’ambito di un masterplan di 320 alloggi a Milano. Nel 2011 è stato relatore per Fondazione Housing Sociale in convegni quali Master Housing alla Università degli Studi Roma 3 e Urban Promo a Torino. E’ stato membro della commissione concorsi dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Vicenza nel quadriennio 2009-2013 e dal 2014 è membro del comitato scientifico di AVA, Agenzia Vicentina per l’Architettura. Annovera una approfondita esperienza in concorsi di architettura e design tra i quali: _il progetto per la Nuova Sede IUAV a Venezia, vincitore di I° grado all’omonimo concorso nel 1999 e al Premio di Architettura dell’Accademia di S. Luca nel 2003, ha fatto parte della mostra itinerante “Venezia, la nuova architettura” presente in numerose sedi espositive in Europa e Sud America, ed è stato acquisito dall’Archivio Progetti dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia; _ i progetti per Piazza Italia a Kobe e per un’ Unità Residenziale a Tokio, premiati ed esposti in Giappone nel 2002; _ il progetto per un Info-Spazio DARC ai Giardini di S. Elena a Venezia ha partecipato alla VIII Mostra Internazionale di Architettura alla Biennale di Venezia – NEXT del 2002; _ il progetto per il Belvedere al 31° piano del grattacielo Pirelli a Milano, vincitore di primo premio nel 2006 e giunto a realizzazione nel 2009; _ i progetti per due diversi siti a Kemi, Finlandia e a Bergamo, Italia, entrambi vincitori del secondo premio al concorso Europan 8 _ Urbanità europea nel 2006; _ il progetto per una scuola materna a Grezzago (MI) vincitore di primo premio nel 2006; _ il progetto per la Nuova Porta di Milano all’aeroporto Malpensa vincitore di secondo premio nel 2009; _ il progetto di Housing sociale per un Borgo sostenibile a Milano Figino, vincitore di secondo premio nel 2009 e giunto a realizzazione nel 2015; _ il progetto per una panchina d’artista, vincitore di primo premio nel 2010, e installata al Parco Querini a Vicenza; _ il progetto My Panton Chair vincitore di terzo premio nel 2011; _ il masterplan di Housing sociale a Settimo Torinese (TO) con Mecanoo architekten, vincitore di terzo premio nel 2013; _ il progetto per alloggi protetti per anziani a Epalinges, Losanna, Svizzera, vincitore di prima fase nel 2013; _ il progetto per una casa per anziani a Losone, Ticino, Svizzera, vincitore di quarto premio nel 2015. Enrico Garbin Erika Ambrosone Janne Vesterinen Luca Cristofoli Andrea Boschi Holger Mehnen Cristopher Unger

Luca Guoli Axel Scheele Andrea Boscolo Filippo Mazzaron Maurizio Parolari Stefania Bernardi Alberto Fichera

Annapaola Campesato Alessandro Tonin Stefania Albiero Leonidas Paterakis Valentina Carli Laura Ravazzolo Luca Biancoviso

Fabio Dalla Valle Paolo Soldà Matteo Colognese Paolo Gianfrancesco Rodrigo Masiero Devis Busato Marco Guarda

Luca Massignani Daniela Ruppner Marco Visonà Francesco Tomba Massimiliano Toniolo

VII


p ro g e t t i


IUAV NUOVA SEDE ISTITUTO UNIVERSITARIO DI ARCHITETTURA. Venezia, 1999

L’idea progetto è la nave, metafora idonea a significare l’ esperienza universitaria quale percorso esistenziale e conoscitivo. 02

L’inserimento urbano della nuova sede iuav riprende l’orientamento nord-sud, perpendicolare al Canale della Giudecca, degli edifici adiacenti. Il volume dell’edificio risulta frammentato da fenditure in forma di calli veneziane che garantiscono percorribilità verso la riva. La banchina di Ciò diviene una spiaggia: elemento di connessione con i Magazzini Ligabue, spazio di esposizione per sculture, passeggiata per turisti. Il campiello dello IUAV, a nord dell’edificio, si pone in relazione percettiva con il “campiello dell’Oratorio” e media il contatto con il tessuto edilizio minore di contesto. Il collegamento con la sede di Santa Marta è costituito da un campo sospeso trasparente, con struttura in acciaio e superficie calpestabile in grigliato metallico, collegato al tetto giardino del padiglione per gli atelier degli studenti. Le funzioni pubbliche non universitarie sono collocate al piano terra. L’ involucro trasparente consente un’ immediata relazione con l’esterno. Sul campiello si attestano gli accessi alla libreria, al foyer principale ed alla sala espositiva adiacente il canale. Dalla spiaggia si accede al bar ed al ristorante. Il corpo centrale è un ampio foyer passante fornito di bar e servizi. Ai piani superiori sono ospitate le funzioni universitarie. Nell’ ala ovest dell’ edificio si trovano le aule e gli spazi per seminario ad esse annessi. L’ ala est accoglie gli studioli per i professori, spazi per meeting e la sala riunione. Al primo piano del corpo centrale si trova l’ auditorium; al terzo piano sono collocate la sede amministrativa e la sala conferenze. L’idea progetto si traduce in forma e materiali. La sagoma degli edifici, la lieve inclinazione della copertura e delle pareti è la stilizzazione di una nave. Il legno è un materiale tradizionale di costruzione degli scafi. Le barche “navigano” su un mare cristallizzato nel basamento di vetro. La sabbia prevista sulla riva e nel pavimento in battuta di cemento ne costituisce il fondale. La “gravitas” della struttura neutra in c.a. evidenzia la leggerezza dello scafo ligneo.


s a l a e s p o s i t i v a s u R i o S . Ni c o l ò


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v i s t a d a l Ca na l e d e l l a G i u d e c c a

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v i s t a d a l Ca m p i e l l o d e l ’ O r a t o r i o

v i s t a d a l l a Fo nd a m e nt a d e i B a r i


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Auditorium HBG AREA CONGRESSI OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII. Bergamo, 2003 - 2013

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L’auditorium del Nuovo Ospedale papa Giovanni XXIII a Bergamo sorge nell’angolo sud-est del complesso ospedaliero. Completamente immerso nel verde esso si mimetizza con il disegno del parco sfruttando alcuni movimenti del terreno. Due grandi ondulazioni naturalizzate costituiscono la copertura articolando lo spazio interno in due ambiti distinti: la sala auditorium con 500 posti a sedere e il foyer d’ingresso. La sala conferenze è gradonata assecondando la pendenza del terreno esterno. E’ accessibile direttamente dal foyer al livello superiore e da una scala centrale a livello del palco. Il foyer ha funzione di accoglienza, ma può essere utilizzato anche come spazio per eventi o esposizioni con annesse sale riunione. E’ collegato internamente alla Rue Hospitalier, percorso principale di collegamento tra i diversi padiglioni dell’ospedale e la piastra dei servizi, ma è anche aperto alla città attraverso un percorso nel parco. La sala, orientata perpendicolarmente al foyer, è racchiusa da ampie vetrate che consentono la continuità visiva tra i diversi spazi e di traguardare al parco esterno. Le ondulazioni della copertura verde permettono l’apertura di vetrate sul tetto garantendo l’illuminazione naturale del foyer. La struttura è in cemento armato a facciavista per gli elementi in elevazione, ed è rivestita da pannellature lignee fonoassorbenti nelle parti orizzontali. La controsoffittatura dell’auditorium segue una curva disegnata per ottimizzare la diffusione del suono. I tamponamenti sono rivestiti in pannelli di alluminio in accordo con le facciate dell’ospedale, mentre le pareti vetrate sono sorrette da montanti che esaltano la partitura verticale. In orizzontale le specchiature sono semplicemente accostate con disegno a giunti sfalsati. La copertura è trattata a verde intensivo con spessori di terra adatti all’attecchimento di prati fioriti intercalati da superfici a erba medica e a trifoglio. Piante aromatiche e officinali, e appezzamenti di orticole in successione annuale (estivo/ invernale), arricchiscono la superficie di valenze ornamentali e produttive. I prati spontanei uniscono alla bellezza e scalarità delle fioriture un impareggiabile valore ecologico come amplificatori della biodiversità, fornendo rifugio e habitat ideale per numerosi insetti e piccoli mammiferi.


f ac c i ata s u d


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la sala auditorium

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Savoy SCUOLA DELL’INFANZIA. Grezzago, 2006

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Il progetto della Scuola dell’Infanzia di Grezzago si inserisce all’interno del processo di pianificazione di un nuovo Campus scolastico che comprende, oltre alla Scuola Materna, un Asilo Nido, una Scuola Elementare, una Scuola Media, una Palestra, e una mensa. L’elemento di identificazione del Polo scolastico sarà il bosco, segno di riconoscimento nel paesaggio locale e simbolo positivo di rispetto e valorizzazione della natura. La presenza del bosco consentirà di connotare in maniera pregnante il luogo ma svolgerà anche la funzione di barriera per mitigare l’inquinamento atmosferico ed acustico legato alla presenza nelle vicinanze dell’autostrada. La Scuola dell’Infanzia sarà collocata nella zona sud del bosco. Sarà immersa nel verde, nella parte più protetta dove la vegetazione arborea sarà costituita da essenze a foglia caduca per consentire nei mesi freddi l’irraggiamento diretto dell’edificio. Le più recenti ed aggiornate esperienze didattiche intendono la scuola dell’infanzia non come sommatoria di unità isolate, ma come un spazio unico articolato al suo interno. I principi ispiratori delle scelte progettuali sono quindi la fluidità degli spazi di distribuzione, la flessibilità delle aule mediante un’agevole modificazione della disposizione degli arredi, la trasparenza degli elementi separatori degli spazi (pareti divisorie e porte) sia tra gli ambiti interni sia con la natura esterna. L’edificio ha forma articolata: compatta e lineare a nord per limitare le dispersioni d’energia; aperta e sinuosa a sud per incrementare la superficie di esposizione al sole. Gli spazi adibiti alle sezioni sono rivolti a sud, mentre a nord sono collocati gli ambiti di servizio, la lavanderia, i depositi, gli uffici, la mensa. Patii interni consentono l’aerazione in profondità del corpo di fabbrica. Il foyer comune per le attività libere, la piazza, è concepito come un grande spazio che immagazzina energia e la distribuisce in tutto l’edificio. L’edificio è caratterizzato da una forte permeabilità tra l’interno e l’esterno. Il giardino-parco è organizzato e attrezzato come ambiente educativo ed il passaggio all’interno della scuola avviene tramite una pensilina in lamelle di legno, elemento filtro della radiazione solare.


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viste dal parco a sud


Autorimessa Pirelli RIQUALIFICAZIONE AUTORIMESSA REGIONE LOMBARDIA. Milano, 2006 - 2008

L’edificio si trova a Milano all’interno della corte del blocco urbano tra via Fabio Filzi e via Gustavo Fara, il cortile della Scuola Media Ungaretti e il giardino dell’UNA hotel. 18

L’ idea di progetto è la trasformazione del corpo di fabbrica esistente nell’albero della corte: la rampa centrale ne costituisce il fusto, le ali laterali i rami. Il corpo edilizio, più basso rispetto agli immobili circostanti, visto dall’alto, e dal grattacielo Pirelli, è un gradevole volume verde: la copertura è costituita da un tetto giardino. Un elemento tradizionalmente “grigio” e connotativamente anti-ecologico quale l’autorimessa viene completamente reinterpretato in una proposta sostenibile di riqualificazione urbana. L’edificio si sviluppa su cinque piani fuori terra e due piani interrati tutti destinati a parcheggio. E’ un parallelepipedo rettangolo (55 m x 16 m x 23 m) su cui si innesta un volume semicilindrico che racchiude la rampa di raccordo tra i piani. La planimetria ha una organizzazione semplice: un corsello centrale con stalli auto a pettine. Al piano terra dell’edificio è previsto uno spazio adibito a servizio di guardiania ed ospita un box per auto di rappresentanza oltre ai posti auto per disabili e degli ospiti. Sono previsti inoltre spazi sosta per biciclette e motociclette. Gli altri piani sono tutti adibiti a parcheggio. La capacità totale di parcamento è di 231 posti macchina. Il rinnovo delle facciate si è attuato tramite la rilettura e la valorizzazione degli elementi linguistici più significativi dell’edificio. Le vetrate della rampa sono state sostituite con elementi in lamiera di alluminio forato e brunito a suggerire l’idea del tronco dell’albero. Le vetrate delle ali laterali sono state sostituite con elementi inclinati tripartiti in altezza, di colore verde con diverse sfumature. Mobili e apribili con varie inclinazioni, si configurano come elementi che vibrano alla luce. Si approfondisce e attualizza con questo gioco di luci e ombre il tema della ricerca degli effetti della luce sulle masse dei corpi propria dell’architettura modernista. Le nuove pavimentazioni sono di tipo industriale realizzate con resina epossidica pigmentata con diverse colorazioni ad evidenziare gli stalli auto. La copertura ospita un giardino estensivo trattato a Sedum ed erbacee perenni di diverse specie in grado di garantire un’adeguata biodiversità.


v i s ta n o ttu r n a


o c c h i o d el l a r am p a

p i an o d i p ar c am en to


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p i a nt a p i a no t e r r a

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facciata sud ovest


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f a c c i a t a s u d e s t - gi o r no


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f a c c i a t a s u d e s t - no t t e


31° piano del grattacielo Pirelli SPAZIO EVENTI, AUDITORIUM, SPAZIO ESPOSITIVO, BELVEDERE. Milano, 2005 - 2009

Il Belvedere al 31° piano del Grattacielo Pirelli a Milano è parte del progetto “Amate l’Architettura“ attraverso il quale la Regione Lombardia intende valorizzare il proprio patrimonio architettonico storico-monumentale. 26

In continuità con il restauro filologico del Grattacielo, a seguito dell’incidente aereo del 2002, la realizzazione di una “piazza alta” al 31° piano del grattacielo vuole dare compimento all’intento originario del progetto di Giò Ponti che intendeva il belvedere come dono alla cittadinanza di quello spazio sottratto al suolo dalla costruzione dell’edificio. Il progetto nasce da scelte emozionali prima che da richieste funzionali. Il percorso progettuale è stato essenzialmente un processo di de-materializzazione. La possente struttura in cemento armato e la luce delle vetrate conferiscono allo spazio un’aura sacra. E’ una sorta di navata laica. Il materiale di costruzione è la luce. Una pelle in vetro bianco invade lo spazio riversando all’interno la superficie riflettente delle vetrate a doppia altezza della facciata e divenendo essa stessa nuova sorgente di luce radiante. La struttura portante del POD è totalmente separata dalla struttura statica esistente. Questa indipendenza, materica e formale, rende maggiormente percepibile il rigore dei portali strutturali, il loro disegno complesso ed elegante, la “massa muscolare” contrapposta ora alla fragilità della pelle vetrata. Il programma funzionale prevede la possibilità di utilizzare lo spazio per funzioni diversificate: da spazio espositivo ad auditorium, da spazio di rappresentanza a luogo urbano, da spazio riservato per eventi istituzionali a belvedere pubblico secondo gli intenti di Giò Ponti. Un belvedere privilegiato sulla città che cambia e sui processi regionali di trasformazione. Il Palazzo Pirelli da “teatro del lavoro” diventa punto d’osservazione sul teatro della città. Al piano mezzanino l’involucro vitreo avvolge uno spazio di riunione riservato alle alte cariche istituzionali. Il disegno del nuovo pavimento riprende la texture della pavimentazione del Piazzale Collina.


i l Grattaci el o Pi rel l i e i l POD d a vi a Vi t r u vi o


il pod


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i n v o l uc r o vetr a to c e n t i n e i n a ccia io


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prospetto pod v i s t a a c c e s s o d a p u nt a p i r e l l i


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p i a nt a m e z z a ni no


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s a l a r i u ni o ni


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vista sulla cittĂ


Ex - Cesalpinia RIQUALIFICAZIONE URBANA SOSTENIBILE. Bergamo, 2008 - 2013

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L’area ex-Cesalpinia costituisce un tessuto a margine della città consolidata occupata fino alla fine del secolo scorso da attività protoindustriali. Il progetto di riqualificazione urbana in atto persegue la reintegrazione dell’area nel contesto urbano adiacente in termini di destinazioni d’uso, consistenza volumetrica, assetto del costruito e spazi aperti. All’interno di un tessuto urbano che tende alla saturazione, dove la densità dell’edificato e la tipologia delle infrastrutture viabilistiche privilegia l’elemento artificiale e minerale, il progetto propone una soluzione innovativa caratterizzata da forte integrazione tra vegetazione e costruito, generando un interessante elemento di riqualificazione dell’intero ecosistema urbano. Il verde è il tema dominante dell’intervento, sia come presenza fisica in forma di parco pensile, sia come verde verticale nella definizione degli edifici. Il sistema connettivo è costituito dagli spazi aperti. Sono proposte due principali tipologie di spazi: il parco e la piazza. Non si tratta di due sistemi paralleli, ma di un unico fluire di ambiti naturali ed artificiali. La piazza raccoglie attorno a sé il costruito ed è collegata con una rampa al parco pensile a copertura del volume commerciale. Una soluzione che consente di moltiplicare significativamente la presenza di superficie a elevato valore biologico. L’architettura si compone di quattro edifici diversificati per carattere e funzione. L’edificio residenziale di otto piani con la sua sagoma slanciata si fa landmark ed ospita dodici alloggi di housing sociale. Posto all’angolo con via Bono, media la sua relazione con il contesto esistente tramite un diaframma in traliccio metallico rivestito di verde rampicante che completa la cortina edilizia lungo via Fantoni. Ciascun piano alto ospita due alloggi: quelli a nord hanno vista privilegiata su città alta; gli appartamenti a sud hanno affaccio prevalente sul parco pensile. L’elemento caratterizzante l’edificio commerciale è la sua valenza di spazio pubblico: esso è sostanzialmente un parco urbano nelle cui radici è ospitato un supermercato. Una rampa di accesso si snoda dalla piazza centrale e conduce al sistema di spazi verdi praticabili in copertura. L’edificio direzionale si compone di tre piani fuori terra con nucleo distributivo centrale. Ha facciate completamente vetrate che mettono in relazione lo spazio interno con diversi ambiti urbani: la strada, la piazza, il parco pensile. Il blocco ad L che chiude a nord il lotto è prevalentemente residenziale ad esclusione del piano terra commerciale. Il carattere peculiare dei fronti è costituito da alberature di bamboosa, radicate su vasconi al primo piano, che si slanciano fino in copertura, e da pannelli in Ductal che ne riprendono il disegno delle foglie. Alberi e pannelli proteggono dall’irraggiamento solare, migliorano il microclima delle terrazze ed arricchiscono lo spazio della piazza.


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VIA MORETTI

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VIA FANTONI

PIAZZA VERONELLI

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vista da sud-ovest


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VIA BONO

VIA MORETTI

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r a m p a d i s a l i t a a l p a r c o p e ns i l e e i ngr e s s o a l G i ga nt e v i s t i d a P i a z z a Ve r o ne l l i


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area sportiva in copertura


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pia n ta p i ano terra

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v i s ta d al p ar c o p en s i l e


facciata est


Il borgo sostenibile HOUSING SOCIALE. Milano Figino, 2009 - 2015

Figino è un lembo della campagna milanese rimasto pressoché integro. Caratterizzato da una marcata identità territoriale, conserva tratti architettonici e urbanistici caratteristici del borgo agricolo. 56

La corte è la tipologia insediativa caratterizzante il progetto e trova il suo modello nel tipo della cascina lombarda che punteggia il territorio circostante. Gli edifici presentano forme “irregolari”, in apparenza non standardizzate, per contrastare la tendenza alla ripetitività e serialità dei volumi che spesso contribuisce ad una s-personalizzazione delle unità abitative, all’annullamento dell’individuo. I volumi sono caratterizzati dal variare costante delle altezze. I corpi di fabbrica a due piani verso la campagna si elevano progressivamente in altezza fino a rapportarsi ai 5 piani degli edifici esistenti a nord dell’intervento. L’altezza ridotta degli edifici a sud consente il soleggiamento diretto della corte anche nei mesi invernali. La tipologia a ballatoio deriva da un attento studio compositivo di aggregazione degli alloggi in combinazioni diversificate. L’effetto di naturalezza e movimento del volume derivano da un processo logico di combinazione di unità elementari. Il sistema distributivo alle unità è costituito da ballatoi esterni e da vani scala aperti che attraversano in profondità il corpo di fabbrica relazionando le corti con gli spazi pubblici esterni. Elemento caratterizzante gli ambiti distributivi è la piantumazione a bambù. E’ prevista la realizzazione di diverse tipologie di alloggi: giovani coppie, anziani, disabili, studios, famiglie solidali, alloggi-asilo. Le unità abitative si basano su principi distributivi condivisi: il doppio affaccio e il tipo open-space articolato dai nuclei di servizio. Ciò consente di realizzare un vero circuito di ventilazione naturale e di amplificare la dilatazione degli spazi interni traguardando diversi panorami. Il disegno delle corti è prodotto dalla frattalizzazione del sistema agrimensorio della campagna, costituito da “iugeri”, “pertiche” e “tavole”. La campagna nell’avvicinarsi al Borgo si parcellizza ed entra nelle corti, avvicinandosi alle proporzioni tipiche dello spazio dell’uomo e dell’abitare.


masterplan


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p l a ni m e t r i a c o r t e


v i s ta d ai c am p i a s u d


g i o va n i

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tipo A4 - 100 m2

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fa miglia

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la corte

il ballatoio


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vista da via Rasario


vista dal parco


Living PADIGLIONE LUDICO RICREATIVO. Milano Figino, 2009 - 2015

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Il padiglione Living è parte integrante del progetto denominato il Borgo Sostenibile in costruzione a Milano in via Rasario nel quartiere di Figino. Nel complesso l’intervento prevede la realizzazione di 323 alloggi di Housing Sociale e di servizi integrativi all’abitare quali Living, Ecoclub, Ufficio co-lavoro, Borgo Assistito, Negozi, Utensileria, Lavanderia, funzionali alla vitalizzazione di questa nuova parte di città. Inserito nel lotto 4, il padiglione Living si pone a conclusione della promenade centrale del borgo. Direttamente affacciato sul parco lineare a sud dell’insediamento, si relaziona con esso divenendone lo spazio ludico-ricreativo. Attestandosi a nord sullo spazio intercluso tra due corti residenziali, costituisce, assieme all’ Ecoclub, il polo di socializzazione di questo ambito d’intervento. La geometria di progetto riprende il disegno delle “foglie” che identificano i percorsi e gli spazi di sosta del parco. Le destinazioni d’uso insediate prevedono un foyer d’ingresso con funzione di guardaroba, una sala soggiorno- pranzo per attività comuni e l’organizzazione di eventi a servizio degli abitanti del borgo, una cucina per la preparazione del cibo, un deposito e servizi igienici. Il “tipo” di riferimento sono i padiglioni con funzione ludico-ricreativa immersi nei parchi milanesi. Il sistema costruttivo prevede una struttura portante in acciaio, tamponamenti in calcestruzzo rivestiti in pannelli bachelizzati con finitura in legno, e ampie superfici vetrate. La copertura è costituita da verde pensile con parti in aggetto realizzate con reti in fune d’acciaio inox per consentire la crescita dei rampicanti.


f r o nt e s u d


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p i a nt a


s e z i o ne

v i s t a d e l l ’ i ngr e s s o


Porta di milano TRANSFER ESPOSITIVO. Milano Malpensa, 2010

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Obiettivo del progetto, destinato a plasmare lo spazio di collegamento (tunnel-ponte) tra il Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa e la stazione dei treni, è inventare un paesaggio intermedio tra l’aerostazione e il nuovo hotel Sheraton. La proposta consiste nel ridare un’identità al luogo facendo tesoro degli elementi potenzialmente significativi a livello mnemonico, storico, artistico e paesaggistico del territorio. È così che l’acqua in tutte le sue variabili diventa il comune denominatore di un percorso esperienziale: percorso fluviale, pioggia e nebbia. Dal piazzale degli arrivi si percepisce l’attuale collegamento come elemento autonomo ed isolato di un contesto formalmente eterogeneo. La realizzazione del nuovo volume di collegamento permette di creare un sistema relazionale che annulla la frattura tra i fronti contrapposti. Al tunnel esistente viene aggiunto uno spazio espositivo “allagato”, sorta di naviglio in cui galleggiano le opere esposte. Esternamente, su entrambe i lati, un bosco che dialoga con i patii del nuovo hotel appare come un frammento della brughiera, naturale e selvaggia, che si estendeva originariamente nell’area aeroportuale. In copertura una vasca d’acqua con un sistema di nebulizzazione, alimentato da “foglie solari”, crea la nebbia, tipica del luogo. Il momento ed il luogo del transito, del passaggio tra l’aeroporto e la stazione del Malpensa Express, diviene momento esperienziale e sensoriale dov’è possibile vedere, guardare, osservare, ma anche sentire, toccare, udire ed annusare quanto accade all’interno ed all’esterno dello spazio. Pioggia, sole, nebbia, luci, si relazionano alle installazioni temporanee così come ai passeggeri in transito. La pioggia interna che cade dalla nuvola a soffitto, mette in relazione con l’ambiente esterno e accompagna il visitatore su un tappeto sonoro artificialmente naturale. Si attraversa la nuvola, si sente il suono dell’acqua; il transito, immateriale, diviene visibile. Unica opera permanente dell’esposizione sarà una zattera a richiamare la chiatta di Imbersago che collegava i feudi della Serenissima a quelli del Ducato di Milano, traghettando idealmente da una parte all’altra di questo moderno porto metropolitano il viaggiatore. Porta di Milano diviene ora Porto di Milano.


modello


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p i a nt a


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area espositiva sull’acqua


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l a p i az z a d ’acq ua con l a n eb b i a


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1. NUOVA STRUTTURA IN CARPENTERIA METALLICA nuova struttura in carpenteria metallica 2. LAMIERA GRECATA lamiera grecata 3. CALCESTRUZZO ALLEGGERITO calcestruzzo alleggerito 4. MASSETTO massetto 5. GUAINA IMPERMEABILIZZANTE guaina impermeabilizzante 6. RIVESTIMENTO VASCA rivestimento vasca 7. CONDOTTA PER SISTEMA DI NEBULIZZAZIONE SUPERIORE condotta per sistema diVASCA nebulizzazione 8. FARO LED faro led 9. COLLETTOREinox INOX CON con UGELLI PERugelli SISTEMA DI NEBULIZZAZIONE VASCA SUPERIORE collettore per sistema di 10. PASSANTE INGRESSO CAVO nebulizzazione 11. CONDOTTAingresso PER SISTEMA DI NEBULIZZAZIONE passante cavo TIPO “A PIOGGIA” VASCA INFERIORE 12. COLLETTORE INOX CON UGELLI PER SISTEMA NEBULIZZAZIONE TIPO “A PIOGGIA” condotta per sistema di DInebulizzazione tipo LAMPADA A CATODO FREDDO “a13.pioggia“ collettore inox con ugelli per nebulizzazione tipo 14. TELO TENSATO PER ARCHITETTURA RETROILLUMINATO IGNIFUGO “a15.pioggia“ NUOVA STRUTTURA IN CARPENTERIA METALLICA lampada a catodo freddo 16. VETRO BASSO EMISSIVO (U 1.1 W/ mq*K, g < 0.3) telo perINGRESSO architettura retroilluminato 17. tensato SISTEMA DI CONTROLLO ARIA ESTERNA ignifugo nuova struttura in carpenteria metallica vetro basso emissivo sistema di controllo ingresso aria esterna

6

75

d e t t a gl i o

07

s e z i o ne


Domus EVOLUZIONE DEL PARCO DI VILLA FAVORITA. Valdagno, 2011

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La strategia progettuale ha origine dallo studio dei disegni di Giò Ponti e Francesco Bonfanti per l’incompiuta villa Favorita. La complessità e la ricchezza di spazi previsti nel progetto originario diventano fondativi del disegno di rigenerazione del parco. Secondo un processo di “gemmazione” delle funzioni previste dagli architetti, il progetto del parco si configura come un insieme strutturato di spazi “dis-locati” sui prati. Le stanze del progetto della villa diventano pedane collocate in punti strategici del parco. Elemento primario è la Terrazza di Mezzodì, grande basamento in pietra rivolto a sud che assume posizione e profilo del progetto originario e diventa un podio rialzato utilizzabile come palco in occasione di eventi pubblici. Ad anticipare tale monolite, è previsto l’Atrio, un piano in vetro sotto il quale si intravede la rovina esistente. La Terrazza Soleggiata è un deck in legno sempre irraggiato dal sole. Adiacente ad essa, la Terrazza di Settentrione consente dall’alto delle balze di traguardare sull’asse di via V. E. Marzotto fino a Villa Margherita. Nell’ambito sud del parco trova posto la Sala da Musica, circondata da un colonnato naturale di platani. E’ pavimentata in gomma riciclata e dotata di copertura fissa in vetro. Sulla sommità della struttura è inserito un sistema perimetrale di tende a rullo in Etfe trasparente che permette di chiudere lo spazio. Il percorso dell’arte si articola lungo le balze nord attraverso la Galleria degli Antichi che sul primo dislivello ospita i marmi presenti nel parco, la Saletta Fattori e la Saletta De Nittis che sono attrezzate per esposizioni temporanee all’aperto, e la Galleria dei Moderni, basamento in lamiera di ferro destinato ad ospitare sculture contemporanee. La Biblioteca, collocata sulla seconda balza a sud, è attrezzata con sedute per la lettura e postazioni interattive in ambiente wi-fi. La zona ovest del parco ospita, nella parte più a nord la Sala Soggiorno, in quella più a sud la Sala da Pranzo entrambe pavimentate in legno. Sospesa tra gli alberi si trova la Galleria Superiore in forma di passerella utilizzabile per attività di canopyng e per godere di un punto di vista privilegiato sul parco. A terra un grande tavolo fisso in legno configura la Sala Minore adatta ad ospitare attività ludico-educative per le scuole. Lungo viale Duca d’Aosta, oltre alla Palestra fitness trova spazio la Piscina come ambito dotato in estate di un sistema di nebulizzazione dell’acqua per raffrescare gli utenti dopo le attività ginniche, in inverno di un sistema di refrigerazione a pavimento per il pattinaggio sul ghiaccio. Dall’alto di una balza affacciata sulla palestra la Sala Fumatori. L’accesso da sud al parco è annunciato dal Giardino d’Inverno. Il suo volume trasparente in vetro per la crescita dei rampicanti vuole essere elemento di relazione con le serre esistenti. Il progetto si configura come un sistema organico e flessibile. Può essere realizzato per fasi fino al completamento graduale del sistema. La distribuzione nello spazio delle diverse “stanze” consente di sviluppare nuovi flussi e percorsi, facendo vivere il parco come un unico sistema-villa a servizio della città. Da spazio monocentrico e contemplativo a spazio policentrico e fruibile da diverse utenze in diversi periodi dell’anno.


s tan z a d el l a m u s i c a


ZONA RELAX

SALA DI SOGGIORNO

SALA DA PRANZO

GALLERIA SUPERIORE

MAGAZZINI SPOGLIATOI

78 TERRAZZA DI MEZZODì

SALA MINORE

ATRIO

SALA BAGNO ZONA RELAX

SALA DA MUSICA

TERRAZZA SOLEGGIATA

GALLERIA DEI MODERNI

GIARDINO D' I N V E R N O

TERRAZZA DI SETTENTRIONE

SALETTA DE NITTIS

BIBLIOTECA

SALETTA FATTORI

GALLERIA DEGLI ANTICHI

FUMATORI

PORTICO DELLE AUTO PISCINA

RIMESSA AUTO PALESTRA

BAR

SALA RICEVIMENTO

p l a ni m e t r i a


SALA DA MUSICA

MAGAZZINI E SPOGLIATOI

PISCINA

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GALLERIA SUPERIORE

G A L L E R I A D E GL I A N T I C H I

BIBLIOTECA

SALETTA DE NITTIS E SALETTA FATTORI

TERRAZZA SOLEGGIATA

SALA MINORE

SALA DA PRANZO

G I A R D I N O D' I N V E R N O

a b a c o d e l l e s t a nz e


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s t a nz e d i s - l o c a t e ne l p a r c o

s e z i o ne


Casa Galante STUDIO GIOCO GIARDINO. Valdagno, 2011 - 2012

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Affacciato sul centro storico di Valdagno e in intenso dialogo con il paesaggio circostante, il sito, alle pendici del Castello, è orientato ad est ed è caratterizzato da un andamento in forte pendenza. La proprietà, che si sviluppa su un dislivello di circa 6 metri, collega la casa dei genitori a quella dei figli. I committenti desideravano realizzare uno spazio per lo studio e il gioco dei bambini, ridisegnare il giardino affinché fosse facilmente usufruibile ed integrato tra le due unità, e ricavare 4 posti auto. Riadattando il seminterrato della casa dei figli viene creato lo spazio studio-gioco totalmente vetrato aperto sul paesaggio. Un solarium in legno in aggetto sul verde ne costituisce l’estensione all’aperto. Il giardino viene rimodellato riducendo il dislivello a soli due metri di altezza con il salto contenuto da un prato armato. Il patio della casa dei nonni è direttamente accessibile dal soggiorno. I posti auto, sovrapposti due a due, sono accessibili da punti distinti della strada che sale al Castello. L’architettura del luogo presenta caratteri della tradizione con murature in pietra locale rivestita in intonaco. Le recinzioni dei giardini sono ricoperte di rampicanti. Il progetto reinterpreta i materiali presenti in loco conferendogli nuove valenze estetiche e tattili. I muri vengono rivestiti in pietra giallo-reale di “priara” a spacco di cava contenuta in gabbie grigliate d’ acciaio zincato; il frangisole in semplice filo di ferro a maglia sciolta sarà colonizzato da edera, gelsomino, glicine, vite come pure la recinzione dei posti auto. La pavimentazione del solarium è in teak burma, la panca in rovere, il lastricato del patio in pietra di Luserna.


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p i a nt a

prospetto est


v i s t e s u l c e nt r o s t o r i c o


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f ac c i at a est


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p r o s p e t t o no r d

s e z i o ne


viste sulla valle


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i l sol ar i u m


6 corti HOUSING SOCIALE SOSTENIBILE. Settimo Torinese, 2013

Obiettivo progettuale è creare una realtà urbana fortemente relazionata con le tracce paesaggistiche e le architetture rurali (cascine) che punteggiano l’intero territorio torinese. 92

Il progetto trasforma gli edifici a lama, previsti in questo ambito d’intervento dal Piano Particolareggiato di Esecuzione denominato Mf13, in 6 corti che definiscono una broadway centrale. Tutte le corti sono differenziate. La corte nord-est è costituita da una piastra commerciale e da edifici di 10-14 piani che diventano il landmark dell’intervento nel territorio. Le altre corti hanno ali di altezza variabile da due a sei piani. I tetti variano d’inclinazione ispirandosi alla raffinatezza di proporzioni tipica delle cascine. Per adattarsi al terreno in pendenza le corti galleggiano su basamenti solidi che contengono le autorimesse. Gli abitanti possono parcheggiare l’auto nel seminterrato della propria corte consentendo di rendere il quartiere un’isola ambientale libera dalla presenza veicolare. La spazialità del quartiere è generata dal paesaggio che abbraccia il costruito. Il verde pervade l’intero intervento: come macchia boschiva di mitigazione ambientale a protezione dall’inquinamento acustico ed atmosferico di via Torino a nord, come elemento di ri-naturalizzazione lungo Rio San Giorgio a sud, come orti urbani di memoria agricola, come corridoi verdi tra le cascine, come stanze alberate nelle corti. Gli orti urbani promuovono un continuo e fattivo coinvolgimento dei residenti in processi progettuali e obiettivi condivisi (coltivazione biologica, riciclo e compostaggio); favoriscono la creatività e la collaborazione, e consentono agli abitanti di partecipare alla trasformazione del paesaggio. La broadway è lo spazio comune centrale di progetto, elemento di identità sociale e comunitaria del quartiere. In essa trovano luogo tutte le funzioni pubbliche: scuola materna, asilo nido, living, palestra, bar, campi da gioco. Le corti presentano una cortina edificata continua che si apre solamente verso la broadway. Le finiture di facciata degli edifici sono caratterizzate da rivestimento in pannelli prefabbricati in laterizio sui fronti esterni alle corti e intonaco bianco all’interno.


veduta aerea


facciata sud

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facciata ovest

f a c c i a t a no r d


v i s t a d e l l a b r o a d wa y

s e z i o ne t r a s v e r s a l e no r d - s u d


p l an i m etr i a gen er al e


fam i g l i a numerosa - 4/5 p ersone

t i po A3 - 102 m 2

tipo A2 - M - 102 m2

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s t ud enti

t i po A4 - 102 m 2

si ng l e

picc ol a fami g l i a - 2/3 p ersone

c oppi e / an z i an i

t i po B 2 - 83 m 2

t i p o C1 - 5 6 m 2

t i p o C2 - 5 6 m 2


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l a c or t e


Villas Urbaines ALLOGGI PER ANZIANI. Epalinges. Svizzera, 2013

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Il sito è caratterizzato da un terreno con pendenza accentuata, immerso nel verde ed esposto a sud. Gli edifici di contesto sono isolati e variamente orientati in base alla configurazione orografica. Obiettivo del progetto è quello di limitare l’impatto della massa edificata nel paesaggio. Il programma è articolato in sei edifici puntuali, aggregati in gruppi di tre attorno a spazi comuni. Il primo è costituito da una corte pavimentata mentre il secondo ha un carattere più naturalistico. I volumi a padiglione, di altezza ridotta, si insediano in maniera delicata e sensibile nel paesaggio, valorizzando l’andamento del terreno e creando spazi aperti a misura d’uomo, fra i quali la natura può continuare a “correre”. La loro disposizione crea rimandi visivi che favoriscono la socialità tra gli abitanti. I sei edifici sono tutti diversi tra loro pur avendo una matrice comune; si differenziano per altezza, sistema distributivo e tipologia di alloggi. Il volume adiacente la casa di cura La Girarde ospita gli uffici del Centro Medico Sociale. Sopra gli uffici, alla quota della corte si trova l’alloggio del custode. L’edificio più a sud ospita la sala comune ed è collegato tramite un percorso nel verde alla casa di cura. Sono previsti 36 appartamenti distinti in tre tipologie: 55 mq, 77 mq, 99 mq. La distribuzione degli alloggi prevede l’orientamento a sud della zona giorno con ampie superfici vetrate; la zona notte affaccia a nord con aperture ridotte. All’ultimo piano sono collocati gli attici affaccianti su patii ricavati nella copertura. La struttura portante degli edifici è in cemento armato. L’isolamento è a cappotto con finitura in intonaco bianco colorato in pasta e mescolato a polvere di vetro. La copertura è realizzata in scandole di lamiera metallica disposte a 45° rispetto alla facciata, assecondando l’andamento delle falde di copertura. I serramenti sono in legno e metallo riquadrati da cornici colorate. Le vetrate sono a triplo vetro per garantire il massimo isolamento termico e acustico. Le logge sono protette da vetrate di sicurezza che consentono di trasformarle in giardini d’inverno contribuendo a migliorare il micro-clima degli appartamenti. Gli edifici sono concepiti come alberi, stilizzati in forma geometrica. Nelle facciate si librano le “foglie” ed i giochi di luce creati dalle aperture e dalle vetrate.


v i s t a d a Ch e m i n d e l a G i r a r d e


800.00

102

AU PARKING SOUTERRAIN

803.00

AU PARK SOUTER ING RAIN

+797.00

+799.50

p l a ni m e t r i a ge ne r a l e

s e z i o ne


masterplan


an zia n i

fam i g l i a numerosa

A - pi an o pr i mo

t i po C 1 - 50 m 2

B - pi an o t er r a

t i po C 1 - 55 m 2

C - pi an o t er r a

t i po D - 25 m 2

A - p i a no s e c o nd o

t i p o A 1 - 9 9 m 2

t i p o C3 - 5 5 m 2

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an zia n i

piccol a fami g l i a

s a la co mu n e e osp i ti

fam i g l i a n u mer osa

fam i g l i a

an z i an i

t i po B 1 - 77 m 2

B - attico

tipo A3 - 99 m2

C - attico

t i p o B 2 - 7 7 m 2

t i p o C4 - 5 5 m 2


la corte


Hortus SOPRAELEVAZIONE EDIFICIO AMMINISTRATIVO. Lausanne. Svizzera, 2013

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Il progetto prevede la sopraelevazione di un edificio amministrativo cantonale a Losanna. Denominato UNI 5, esso si trova in uno spazio di demarcazione tra diversi paesaggi urbani: a sud-est un paesaggio con edifici storici monumentali; a nord-ovest un paesaggio in cui edifici residenziali degli anni ‘60 emergono dalla vegetazione. Il progetto intende valorizzare gli elementi significativi del contesto paesaggistico e migliorare l’inserimento ambientale dell’edificio. La nuova elevazione si protegge nei confronti dell’espansione residenziale e si apre verso la Losanna storica. Ad ovest il suo profilo di facciata piega in un tetto inclinato verde con inserite vetrate in aggetto in forma di bow-window per inquadrare puntualmente il paesaggio; ad est arretra per creare piccole corti aperte sulla città antica. L’edificio amministrativo esistente è suddiviso in uffici a cellula e una zona centrale poco illuminata con funzione di spazio connettivo. La serialità distributiva e la mancanza di spazi differenziati finalizzati allo scambio di informazioni e alla gestione in team del lavoro, lo rendono un modello di organizzazione spaziale superato. Il nuovo modello proposto è costituito da una articolazione dello spazio ibrida caratterizzata da ambiti di lavoro open space suddivisi da elementi fissi: cellule ufficio, sale riunione e patii verdi. Questi ultimi sono elementi architettonici e funzionali che migliorano la qualità ambientale in termini di luce, ventilazione, temperatura e comfort psicologico. Consentono di portare aria e luce dove la profondità del corpo di fabbrica lo impedisce. La superficie ad uffici è articolata in due zone principali: la prima dedicata al ricevimento, alle unità direzionali, alla sala riunioni; la seconda raccoglie le postazioni di lavoro, le sale di team-working e gli studios. L’andamento altimetrico della città rende la vista dall’alto dell’edificio particolarmente importante. La rivegetazione della copertura è la strategia scelta per relazionare percettivamente la nuova elevazione con il contesto urbano. Il fronte verso Rue de Deux Marchés è ritmato da bow-windows che riprendono le dimensioni e gli allineamenti della facciata esistente. Spazi verdi profondi scavano il volume chiuso e arretrando dal fronte su Avenue de l’Universitè alleggeriscono l’impatto volumetrico della nuova elevazione. Costituiscono inoltre una naturale protezione acustica per gli spazi di lavoro. Chi lavora all’interno è comunque vicino alla natura con benefici microclimatici e sensoriali. I bow-windows sono realizzati con vetro elettrocromico trasparente che all’occorrenza si colora per filtrare in modo efficace la luce esterna. Il vetro utilizzato nel prospetto est è stratificato con interposta una maglia cromatica che conferisce alle superfici vetrate un tono di colore antico. All’interno gli spazi sono definiti da superfici in vetro e in legno. Legno nelle pavimentazioni che escono anche all’esterno, legno a lamelle traforate nei controsoffitti con funzione di assorbimento acustico e diffusione della luce.


v i s t a d a Av e nu e d e l ’ U ni v e r s i t é


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sez i on e

mod el l o


v i s t a s u l l a c i t ĂŠ d i L o s a nna


110

s e z i o ne

p i a nt a


gl i u f f i c i

v i s ta s u l c as tel l o


Helianthus SCUOLA DELL’INFANZIA E SCUOLA PRIMARIA. Vaulruz. Svizzera, 2014

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Vaulruz ha origine dal Castello che dominava anticamente la cittadina medievale sviluppatasi lungo Rue du Chateau. Il villaggio è caratterizzata da un edificato diffuso in cui manca uno spazio pubblico di identità comune. La costruzione della nuova scuola diviene l’occasione per creare tale luogo di affermazione dell’identità collettiva, e si vuole porre come nuova polarità dialogante con il Castello. L’area di progetto è suddivisa in tre ambiti: un basamento centrale sul quale si fonda la scuola; un invaso con il campo da basket ad ovest; il parcheggio ad est ben collegato alla viabilità esistente. Nello sviluppo destrutturato del tessuto edilizio circostante la matrice semplice dell’impianto di progetto vuole ristabilire ordine ed equilibrio. Il nuovo edificio scolastico è un volume compatto a due piani su base quadrata arricchito da curvature minime che interagiscono con i caratteri del luogo. I due lati che affacciano sull’edificato di Vue des Alpes sono rettilinei e ortogonali tra loro, mentre i fronti sud-ovest e sud-est presentano leggere curvature in relazione ai prati verdi e alle Alpi. A sud-est si trova l’ingresso principale della scuola che accoglie gli studenti con una leggera flessione. Il lato sud-ovest dell’edificio si inarca per relazionarsi con l’ambito esterno della scuola, il verde attrezzato ed il campo sportivo. Il programma funzionale è organizzato a spirale attorno alla hall centrale che accoglie i diversi accessi all’edifico. Al piano terra si trova la classe d’asilo, l’area amministrativa, l’aula per le attività manuali comuni, e l’aula di riserva con funzione di auditorium. Sul lato ovest si trova uno spazio a doppia altezza coperto, collegato all’area verde, che permette ai bimbi di stare all’aria aperta protetti dalle intemperie. Al primo piano sono disposte le quattro aule della scuola primaria. Un salone centrale permette di traguardare sia i prati verdi di Belle Fontaine che, dal lato opposto, il Castello e la Chiesa. Esso può essere parzialmente suddiviso con pareti mobili per ottenere spazi per lavori di gruppo. Tutto l’edificio è rivestito in legno a lamelle verticali di diversa profondità per conferire vibrazioni di luce sulla superficie. In corrispondenza degli ingressi è utilizzato U-Glass per aumentare la luminosità. La struttura portante è in legno con muri X-lam e solai in pannelli prefabbricati in legno realizzati ad assito sfalsato che conferisce ai soffitti un’ottima resa acustica ed estetica. Il basamento esterno è pavimentato in calcestruzzo con inserti a verde che mediano il passaggio con il contesto naturale.


v i s ta d a s u d o v es t


p l a ni m e t r i a p i a no t e r r a


v i s t a i ngr e s s o d a R u e d e B e l l e Fo nt a i ne


116

pi an t a pi an o pr i mo

s e z i o ne


i l s a l o ne d e i gi o c h i


Round center EDIFICIO PER UFFICI E NEGOZI, Vicenza Italia, 2014-2017

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L’area di progetto ha forma triangolare, delimitata a nord da Strada delle Cattane, a sud-est da via Massignan, a ovest da una proprietà privata. Dal punto di vista morfologico-urbanistico il contesto è caratterizzato dalla presenza di capannoni artigianali – industriali – commerciali disposti perpendicolarmente alla rete viaria. Il fabbricato, la cui forma in pianta è regolata dalla particolare geometria del lotto, si distribuisce su tre piani fuori terra ed un piano interrato per una superficie totale di circa 3.000 m2. Prevede un uso ad uffici al primo e secondo piano, attività commerciali al piano terra e al piano interrato, oltre all’autorimessa, una galleria espositiva illuminata da patii ribassati. L’accesso principale al fabbricato avviene da sud ed è segnato da una grande pensilina a tripla altezza. Il sistema costruttivo è tipico del fabbricato costruito in opera. Il piano interrato è in calcestruzzo impermeabilizzato con il sistema a vasca bianca. La struttura portante dei piani fuori terra è formata da telaio in cemento armato controventato dal nucleo del vano scala e solai in latero-cemento. Per conferire leggerezza all’imponente volume in costruzione, le facciate sono interamente in vetro, con serramenti basso-emissivi schermanti la radiazione solare per le parti trasparenti, e vetro colorato di rivestimento per le parti opache.


v i s t a d a v i a M a s s i gna n


sez i on e t r asver sal e

120

pi an t a pi an o sec on d o

RA

ST DA E

LL DE T CA NE

TA

pl an i met r i a pi an o t er r a


v i s t a s u s t r a d a d e l l e Ca t t a ne


Phantom MY PANTON CHAIR. Vicenza, 2011

La Panton Chair è un’icona nella storia del design moderno, concepita da Verner Panton a partire dal 1959 e sviluppata nel corso degli anni assieme a Vitra. 122

Entrata nel mercato nel 1967, fu la prima sedia realizzata in plastica in un unico pezzo. Fin dalla sua nascita ha subito una continua evoluzione in termini di materiali e di tecnologie di produzione: dai primi modelli realizzati in poliestere rinforzato con fibroresina, passando a versioni in poliuretano espanso o in Luran stampato ad iniezione, fino alla versione attuale in polipropilene riciclabile. Phantom chair intende proseguire la ricerca creativa e tecnologica di Verner Panton in una direzione di dematerializzazione della seduta. Il risultato è una sedia traforata secondo un disegno che combinando fori di 6 e 3 mm di diametro conferisce alla sua superficie l’aspetto di un pizzo. E’ stata realizzata perforando manualmente il materiale con il trapano fino a realizzare circa 6.000 fori. Il risultato è una sedia di peso ridotto e con un effetto trasparente. Una possibile produzione consentirebbe un notevole risparmio di materiale. Altri due modelli interpretativi della Panton chair ideati sono Ottoman e Tartan. Ottoman prosegue lo studio ergonomico della seduta. E’ composta da due elementi ricavati l’uno dalla deformazione plastica, l’altro dalla trasformazione fisica della sedia. L’elemento seduta viene termoformato aumentando l’inclinazione dello schienale. Si genera così una nuova linea di profilo che si innesta sull’elemento di sostegno per le gambe: nasce una Panton Lounge. Tartan è la versione morbida della Panton chair. La Panton chair è una seduta di forma plastica. La sinuosità delle linee contrasta con la rigidezza del materiale, duro e freddo. Tartan riveste la Panton chair con un granulato di gomma colorato che ne ammorbidisce la superficie. L’elasticità del materiale ben si adatta alle deformazioni della seduta.


124


c re dit i


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IUAV Periodo: 1998-1999 Stato: Concorso, Vincitore prima fase Luogo: Venezia, Italia Superficie area: 30.300 m2 Superficie di progetto: 8.800 m2 Volume costruito: 38.400 m3 Costo di costruzione: 12.000.000 €

Auditorium HBG Periodo: 2003-2013 Stato: non finito Luogo: Bergamo, Italia Superficie area: 4.200 m2 Superficie di progetto: 2.400 m2 Volume costruito: 16.300 m3 Costo di costruzione: 3.200.000 €

Savoy Periodo: 2006 Stato: Concorso, Primo Premio Luogo: Grezzago, Italia Superficie: area 3.500 m2 Superficie di progetto: 1.180 m2 Volume costruito: 4.130 m3 Costo di costruzione: 1.750.000 €

Autorimessa Pirelli Periodo: 2006-2008 Stato: Realizzato Luogo: Milano, Italia Superficie area: 1.870 m2 Superficie di progetto: 6.470 m2 Volume costruito: 21.250 m3 Costo di costruzione: 3.535.000 €

Progettisti: Enrico Garbin, Erika Ambrosone Collaboratori: Janne Vesterinen, Andrea Boschi, Luca Cristofoli Modello: Roberto Righetti, Venezia Strutture: Marzi Todeschini i. a., Venezia Giorgio Todeschini Impianti: Tecno Proget snc, Mestre Eros Grava Committente: IUAV, Venezia

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati, Traversi + Traversi Collaboratori: Andrea Boscolo, Guadalupe Fervenza, Fulvio Papponetti Strutture: ETS S.p.A., Villa d’Almè Impianti: Steam srl, Padova Committente: Traversi + Traversi, Bergamo

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati, Gianluca Della Mea Bioclimatica: Sisthemaengineering, Brescia Antonio Manfredini Costi: Pier Dolci, Bergamo Committente: Comune di Grezzago

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati Strutture: Thema srl, Bologna Antonino Lauria Impianti: Studio Omega Sebastiano Americo Antincendio: Silvestre Mistretta, Milano Costi: Pier Dolci, Bergamo Impresa di Costruzioni: Grassi e Crespi, Milano Committente: Regione Lombardia

31° Piano del grattacielo Pirelli Periodo: 2005-2009 Stato: Realizzato Luogo: Milano, Italia Superficie area: 1.080 m2 Superficie di progetto: 850 m2 Volume costruito: 6.100 m3 Costo di costruzione: 3.201.000 €

Ex-Cesalpinia Periodo: 2008-2013 Stato: Realizzato Luogo: Bergamo, Italia Superficie area: 9.240 m2 Superficie di progetto: 9.000 m2 Volume costruito: 32.450 m3 Costo di costruzione: 17.436.000 €

Il borgo sostenibile Periodo: 2009-2015 Stato: in costruzione Luogo: Milano, Italia Superficie area: 6.650 m2 Superficie di progetto: 10.890 m2 Volume costruito: 35.940 m3 Costo di costruzione: 9.400.000 €

Padiglione Living Periodo: 2009-2015 Stato: in costruzione Luogo: Milano, Italia Superficie area: 351 m2 Superficie di progetto: 169 m2 Volume costruito: 625 m3 Costo di costruzione: 388.000 €

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati Strutture: SCE Project srl, Milano Stefano De Cerchio Impianti: Studio Massacesi, Pescara Remo Massacesi Illuminazione: Telmotor, Bergamo Mario Morosini, Chiara Sesti Sangalli Tecnologie, Bergamo Dario Sangalli, Giancarlo Terzi Antincendio: Silvestre Mistretta, Milano Costi: Pier Dolci, Bergamo Impresa di Costruzioni: Grassi e Crespi, Milano Committente: Regione Lombardia

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati, Traversi + Traversi Paesaggisti: Laura Gatti, Milano Emanuela Borio, Azzate VA Strutture: Crew srl, Brescia Lamberto Cremonesi, Riccardo Vezzoli Impianti: Brescia2progetti, Brescia Dario Ferrari Acustica: Duelle Studio, Brescia Laura Lombardi Costi: Pier Dolci, Bergamo Impresa di Costruzioni: Impresa Percassi, Clusone Committente: Broseta Due s.r.l., Bergamo

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati Collaboratori: Matteo Colognese, Leonidas Paterakis, Rodrigo Masiero, Maurizio Parolari, Marco Guarda Strutture: ARUP Italia srl Maurizio Teora, Daniela Azzaro Impianti: ARUP Italia srl Maurizio Teora, Claudio Buzzi Acustica: GPS Europe srl, Sesto S. G. MI Domenico Brioschi, Antonio Colombo Costi: D&D srl, Paullo MI Elio De Stefano, Daniele Villa Impresa di Costruzioni: Carron s.p.a., San Zenone degli Ezzelini VI Committente: PolarisRE SGR, Milano

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati Collaboratori: Matteo Colognese, Leonidas Paterakis, Rodrigo Masiero, Maurizio Parolari, Marco Guarda Strutture: ARUP Italia srl Maurizio Teora, Daniela Azzaro Impianti: ARUP Italia srl Maurizio Teora, Claudio Buzzi Acustica: GPS Europe srl, Sesto S. G. MI Domenico Brioschi, Antonio Colombo Costi: D&D srl, Paullo MI Elio De Stefano, Daniele Villa Impresa di Costruzioni: Carron s.p.a., San Zenone degli Ezzelini VI Committente: PolarisRE SGR, Milano


Porta di Milano Periodo: 2009-2010 Stato: Concorso, Secondo Premio Luogo: Milano, Italia Superficie area: 2.800 m2 Superficie di progetto: 1.050 m2 Volume costruito: 4.720 m3 Costo di costruzione: 1.750.000 €

Domus Periodo: 2010 Stato: Concorso, 5° premio con menzione speciale Luogo: Valdagno, Italia Superficie area: 34.300 m2 Superficie di progetto: 2.190 m2 Volume costruito: 0 m3 Costo di costruzione: 880.000 €

Casa Galante Periodo: 20010-2014 Stato: Realizzato Luogo: Valdagno, Italia Superficie area: 540 m2 Superficie di progetto: 340 m2 Volume costruito: 380 m3 Costo di costruzione: 300.000 €

Sei corti Periodo: 2012-2013 Stato: Concorso, Terzo Premio Luogo: Settimo Torinese, Italia Superficie area: 93.460 m2 Superficie di progetto: 43.870 m2 Volume costruito: 131.600 m3 Costo di costruzione: 65.000.000 €

Progettisti: Enrico Garbin, Deotto associati Artisti: Vedovamazzei, Milano Paesaggisti: Laura Gatti, Milano Emanuela Borio, Azzate VA Modello: Ateliermisto, Brescia Bioclimatica: Transsolar, Stoccarda Strutture: SCE Project srl, Milano Impianti: Studio Massacesi, Pescara Idrodinamica: Watercube srl, Marano Vi Illuminazione: Telmotor, Bergamo Costi: Studio 3, Bussero Impresa di Costruzioni: Leggeri s.p.a., Bergamo Committente: SEA Aeroporti, Milano

Progettisti: Enrico Garbin, Devis Busato, Rodrigo Masiero, Leonidas Paterakis Committente: Comune di Valdagno

Progettista: Enrico Garbin collaboratori: Rodrigo Masiero, Leonidas Paterakis Strutture: Andrea Pilati, Costabissara Impianti: Valtermo, Valdagno Illuminazione: Agenzia Idee, Camin PD Davide Callegaro, Anna Vaccarotto Impresa di Costruzioni: Pace srl, Valdagno Committenti: Gerardo, Luca e Monica Galante, Loredana Tasin, Cristina Mascella

Progettisti: Enrico Garbin, Mecanoo Architekten_Francine Houben, Dick van Gameren, Fedele Canosa, Delft, Olanda Collaboratori: Inga Hilburg, Anne-Marie van der Veide Bioclimatica: Deerns Italia spa, Milano Giovanni Consonni, Giuseppe Dibari Committente: Prelios SGR, Milano

Villas Urbaines Periodo: 2013 Stato: Concorso, Vincitore prima fase Luogo: Epalinges, Svizzera Superficie area: 5.770 m2 Superficie di progetto: 4.690 m2 Volume costruito: 14.100 m3 Costo di costruzione: 12.300.000 €

Hortus Periodo: 2013 Stato: Concorso Luogo: Losanna, Svizzera Superficie area: 980 m2 Superficie di progetto: 870 m2 Volume costruito: 2.840 m3 Costo di costruzione: 3.100.000 €

Helianthus Periodo: 2014 Stato: Concorso Luogo: Vaulruz, Svizzera Superficie area: 5.450 m2 Superficie di progetto: 1.290 m2 Volume costruito: 4.790 m3 Costo di costruzione: 3.750.000 €

Round center Periodo: 2007-2017 Stato: in costruzione Luogo: Vicenza Superficie area: 1.759 m2 Superficie di progetto: 3.040 m2 Volume costruito: 10.900 m3 Costo di costruzione: 3.000.000 €

Progettista: Enrico Garbin Collaboratori: Andrea Boscolo, Luca Massignani, Leonidas Paterakis Modello: Enrico Garbin Strutture: Pedrazzini Guidotti sagl, Lugano Andrea Pedrazzini Impianti: BESM sa, Granges MD Stefan Maillard, Olivier Cuenot Illuminazione: Thorsen sarl, Echandens Serge Thorimbert Committente: Commune d’Epalinges

Progettista: Enrico Garbin, Collaboratori: Matteo Colognese, Massimiliano Toniolo Modello: Fabio Dalla Valle, Cornedo VI Strutture: Pedrazzini Guidotti sagl, Lugano Andrea Pedrazzini Impianti: Andrea Petey, Saint-Cristophe AO Illuminazione: Claudio Buccola, La Tour-de-Peilz Costi: AFCO Management, Renens Frederic Clerc Committente: SIPaL Etat de Vaud, Losanna

Progettista: Enrico Garbin Collaboratore: Massimiliano Toniolo Strutture: Pedrazzini Guidotti sagl, Lugano Andrea Pedrazzini Impianti: Andrea Petey, Saint-Cristophe AO Illuminazione: Claudio Buccola, La Tour-de-Peilz Committente: Commune de Vaulruz

Progettista: Enrico Garbin Collaboratore: Massimiliano Toniolo Strutture: Antonio Schillaci, Vicenza Impianti: Francesco Guizzon, So.S.E., Arcugnano Committente: Roundgroup, Vicenza Modello: Fabio Dalla Valle, Cornedo VI


referenze iconografiche Disegni e immagini, dove non diversamente specificato, sono proprietĂ degli studi di architettura citati nei crediti.

Luca Baldi 07; Daniele Delonti 19, 20, 23, 24, 25, 27, 28, 31, 34; Piero Mollica , Vittorio Maggioni, ILSPA 33; Gabriele Ferraresi 35; Paolo Da Re 47, 48 sotto; RSG, Giacomo Penco 57; Marta Pirlo 69; Eddie Tan 119, 121


Enrico Garbin Architetto Viale Trento 7 I - 36078 Valdagno VI www.2architetti.com

Ideazione Enrico Garbin Grafica Enrico Garbin, Massimiliano Toniolo

Carta Soporset Premium Offset, 300 g/m 2 Stampa Stamposubito.com Rilegatura Legatoriagaiarsa.com

Editore Idea Architecture Books srl via Lago Trasimeno 23/2 I - 36015 Schio VI tel. +39 0445 576574 www.ideabooks.it finito di stampare nel dicembre 2014

ISBN 88-89394-30-7 ISBN 978-88-89394-30-4

Immagine di copertina Shoreline Housing a Kemi, Finlandia


Enrico Garbin

1966 nasce a Valdagno 1994 studente Erasmus, Aalto University School of Art Design and Architecture a Helsinki 1995 laurea in Architettura, Istituto Universitario di Architettura a Venezia 1995 Sanaksenaho Architects, Helsinki, Finlandia 1996 Hansen+Petersen Architekten, Dortmund, Germania 1997 Sanaksenaho Architects, Helsinki, Finlandia 1998 Schroeder Schulte-Ladbeck, Dortmund, Germania 1999 VMX architects, Amsterdam, Olanda 2000 fonda lo studio ENRICO GARBIN _ 2 architetti Selezione mostre: Venezia la nuova architettura (Fondazione Giorgio Cini, Venezia 1999), New Italian Blood (Kungliga Tekniska HĂśgskolan, Stoccolma 1999), Piazza Italia (City Museum, Kobe 2002), Darc D40 (Biennale di Venezia 2002), Giovani Architetti Italiani (Accademia di S. Luca, Roma 2003), Europan 8_UrbanitĂ europea (Finlandia Talo, Helsinki 2006), Italian high design and high technology (WTCA pavillon, Shanghai EXPO 2010), Architettura dei modelli (itinerante 2014-2015) Selezione progetti: Belvedere Grattacielo Pirelli a Milano (2009), Casa Galante a Valdagno (2012), Auditorium a Bergamo (2013), Riqualificazione urbana sostenibile area Cesalpinia a Bergamo (2013), Borgo Sostenibile a Milano (2014)


Enrico garbin 2 architetti issuu  
Enrico garbin 2 architetti issuu  
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