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il Commercialista ORDINE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E DEGLI ESPERTI CONTABILI DI TIVOLI

Notiziario dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli

Puntocontabile snc Forniture per Uffici e Scuole - Libri Nuovi e Usati Vendita e Assistenza Computer - Software - Telefonia Stampe digitali di piccoli e grandi formati Sede: Via Vittorio De Sica, 1 - 00012 Guidonia - Centro Comm.le Euro Planet Tel. 0774 373209 - Fax 0774 372113 - Assistenza Software: 0774 379194 Filiale: Via L. Da Vinci, 1 - 00012 Guidonia (RM) - Tel. e Fax 0774 342618 info@puntocontabileguidonia.com - www.puntocontabileguidonia.com P.I. e C.F. 04121441002

Bimestrale di informazione professionale

www.odcectivoli.it - segreteria@odcectivoli.it - tel. 0774 332770

anno 1 - numero 1

Febbraio 2013

7 gennaio 2013: è la data che segna l’ufficiale insediamento del nuovo Consiglio dell’Ordine di Tivoli

Insediato il nuovo consiglio di Gianluca tartaro *

7 gennaio 2013: in un'unica riunione, alla presenza di tutti i Consiglieri, uscenti e neo eletti, presso la sede dell’Ente, è avvenuto il passaggio della campana. Non solo virtuale. Il Presidente uscente, Renzo Bitocchi, mi ha donato la “campana”. La serberò e custodirò gelosamente, a costante memoria di quanto è stato fatto e come stimolo per quanto ancora v’è da fare. Fare per una Categoria che non vuole essere additata come Colei che presta il fianco all’evasione. Ma che, anzi, contribuisce costantemente alla sanità delle aziende italiane ponendosi come anello di congiunzione fra i contribuenti e le Istituzioni, lo Stato. Il saluto dell’ex Presidente La lotta all’evasione, qualcuno osserva, è ormai un’ideologia. Guai a parlarne in termini non demagogici, ordinari. Chiunque di renzo bitocchi * ma era troppo tardi e non ce la si permetta di avere un’idea difeci. Quindi, per non perdere Sono nato contadino in casa di ancora un anno, optai, anzi mia versa dal pensiero unico, è concontadini da generazioni. Non madre optò, per le medie degli siderato un mostro. Un evasore. mi è mai piaciuto fare il conta- asinelli (lo dico con ironia e non Come tutte le ideologie è cieca. dino, senza avere niente contro sul serio) e cioè la scuola di avE come tutte le ideologie, l’andi loro, e così mi sono messo viamento commerciale e così nientamento del nemico (il capid’impegno per non farlo. Lo divenni “Computista”, quindi tale, lo sporcaccione, l’evasore) studio e mia madre mi hanno passai all’Istituto Tecnico per spinto fuori. Dopo ho capito che Ragionieri, dando in una sola conduce al roseo futuro. Di per le radici non si possono cancel- estate due esami molto pesanti. sé, naturalmente. Perbacco gli lare e questa è cosa buona. Entrai nell’Istituto Enrico Fermi evasori esistono e l’evasione Le elementari non furono bril- appena istituito a Tivoli. Mi dipure. Ma proprio per la diffulanti, anzi a causa di una lunga plomai con un’ottima media Rasione del fenomeno, a nostro avmalattia, dovetti ripetere la gioniere. Ma non volevo fare il viso, sarebbe opportuno quinta classe. E così persi il Ragioniere, la mia aspirazione discuterne con occhio critico, primo anno. Fatta la seconda era quella di fare il Chimico e volta la quinta dovevo prepa- lavorare in “equipe” in un cenpensante. Insomma: con metodo rarmi per l’esame integrativo e non con ideologia. per accedere alle medie (quelle Evasori sono sempre gli altri. continua a pag. 3 classiche, quelle con il latino), Tantopiù quando “assistiti” dal proprio Commercialista. È il luogo comune. Va sfatato. Assolutamente cancellato dalle menti dei “benpensanti”. Il concetto di legalità è insito e radicato nella quotidianità professionale del Commercialista, il quale è, e resta, il professionista votato al rispetto, suo e delle aziende assistite, delle imperative norme di Legge. Il Commercialista non presta il fianco all’evasore. Pretende rispetto delle norme dalle proprie

Ai giovani commercialisti...

continua a pag. 4

Considerazioni su una corretta comunicazione in merito alla tassazione dei redditi dei cittadini. di carlo De Vincenzi *

In questi giorni di campagna elettorale, principalmente imperniata sui temi della tassazione, sono emersi a mio avviso degli evidenti errori di scelta di continua a pag. 6

Il CAso

Non si finisce mai di imparare di primo ferranti *

L’estenuante vicenda elettorale per il rinnovo del Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, ha finalmente trovato il suo epilogo. continua a pag. 4


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il Commercialista

È con un grande “In bocca al lupo” che voglio salutare la nascita di questo nuovo periodico d’informazione incentrato sulla vita della nostra professione, ed è proprio su questa che intendo soffermarmi e proporre alcune riflessioni di certo largamente condivise. Innegabilmente nell’ultimo decennio la nostra professione ha subito una progressiva e consistente logorazione, la figura del Commercialista sta sempre più degradando verso quella di un mero esecutore di tutti quei balzelli che la nostra amministrazioni continuamente sfodera dal proprio geniale cilindro. Anche nei confronti della platea dei clienti la nostra immagine degrada inesorabilmente soprattutto in un contesto come quello italiano dove la spiccata ostilità dei contribuenti nei confronti del sistema fiscale conduce a considerare il ruolo del Commercialista come un ulteriore peso da sostenere per un qualche cosa che già si vorrebbe evitare a priori. Tutto ciò costituisce terreno fertile per una confusione tra le competenze offerte dalla nostra categoria ed altre categorie emergenti, che, senza nulla togliere loro, dovrebbero poter essere ben distinte e facilmente riconoscibili in modo da

Quella del dottore commercialista è forse l’unica professione priva di un’ “idea romantica”. Quando si pensa all’attività del giornalista l’immaginazione corre subito al lavoro dell’inviato impegnato a raccontare fatti e protagonisti lontani, se si pensa al chirurgo il pensiero vola alle tante vite salvate, alla professione dell’avvocato è associata invece l’idea del principe del foro che fasciato dalla toga arringa la corte in difesa dei suoi clienti. Ogni professione è avvolta da una sua aurea romantica, anche se spesso la realtà è ben diversa come sanno bene i giovani giornalisti o gli aspiranti avvocati. Forse l’unica attività professionale priva di romanticismo e di un’idea forte che la possa rappresentare è proprio quella del commercialista. Anzi troppo spesso il commercialista è preso ad esempio di chi svolge un’attività monotona, arida, fredda e persino un pò noiosa.

febbraio 2013

La nostra professione… Tanti obblighi e poca riconoscenza di anDrea brunelli *

poter offrire libertà e consapevolezza nelle scelte e nelle valutazioni dei contribuenti che a noi si rivolgono. Naturalmente spetta solo a noi l’arduo compito di rivalutare la nostra immagine e restituire alla nostra categoria professionale il lustro che gli spetterebbe, ma per giungere ad un tale risultato dobbiamo senz’altro rivedere la consapevolezza che abbiamo di noi stessi. Sarebbe inoltre superfluo sottolineare l’importanza, fondamentale, del ruolo svolto in tale ambito, dal nostro Ordine. Sono sotto gli occhi di tutti alcuni esempi, dai quali possiamo certamente trarre ispirazione, che dimostrano come ingaggiando battaglie che possono sembrare anche impari, si riesca pian piano ad ottenere risultati estremamente importanti. Noi forse ci siamo un po’ adagiati…?!, abbiamo perso la nostra combattività…?! oppure ci va semplicemente bene così. Io

non credo; da giovane iscritto quale sono, dopo tutti gli sforzi fatti, sarebbe molto deludente ritrovarsi a ricoprire il ruolo di “burocrate sottoposto all’Agenzia delle Entrate”. Insomma non bastano gli slogan… noi siamo davvero utili al paese, ma dobbiamo fare in modo che sia la nostra Pubblica Amministrazione, sia il modo imprenditoriale che a noi si rivolge, percepiscano questa nostra posizione di importanza strategica e tornino a guardarci come dei soggetti in grado di portare dei benefici concreti attraverso un’attività professionale evoluta, capace di accompagnare lo sviluppo economico delle aziende ed, insieme ad esse, del paese. I venti riformisti che si sono levati negli ultimi anni rivolti verso le varie categorie professionali, seppur spinti dalle migliori intenzioni di innovazione e giustamente tesi a smantellare palesi posizioni di

Siamo romantici .... oppure no di isiDoro capobianchi *

Ma come tutti noi ben sappiamo non c’è nulla di più falso. Il vero problema è che troppo spesso non riusciamo a far trasparire all’esterno le ragioni vere della nostra professione. Altro che monotona, la nostra ormai è una professione al cardiopalma, che mette a dura prova le nostre coronarie, al pari del bungee jumping. L’incertezza e la complessità normativa ci impongono di compiere dei veri slaloms tra mille cavilli e innumerevoli interpretazioni legislative. La proliferazione legislativa, spesso prodotta in prossimità delle scadenze fiscali, ci costringe poi a tempi di reazione degni di un pilota di formula uno.

Ma dei nostri mille sforzi quotidiani poco o nulla traspare all’esterno e forse l’idea che circola al di fuori dei nostri studi è quella di una professione agevole che richiede pochi sforzi e magari semplificata dall’utilizzo delle tecnologie informatiche e dall’impiego di internet. È per questo che è sempre più necessario un cambio di passo. Al dottore commercialista va riconosciuto il ruolo di professionista autorevole, al quale è bene ricorrere non solo perché lo impongono gli obblighi fiscali e normativi. Questo deve essere l’impegno di ognuno di noi, ed in primo luogo dei nostri organi istituzionale e

privilegio, rischiamo di travisare ed intaccare ulteriormente la posizione della nostra categoria. Con questo non si vuole certo biasimare il processo evolutivo che si sta attuando nel nostro paese, nel momento in cui questo è rivolto a portare maggiore efficienza e concorrenzialità nel mercato a beneficio dell’intera collettività. E’ pur vero, però, che se anche la nostra categoria deve essere, com’è giusto che sia, chiamata a giocare il proprio ruolo in questo processo, non è altrettanto giusto essere considerati una categoria privilegiata da dover smantellare. Come dire… le famigerate “caste” se esistono si trovano altrove. D’altronde in tema, ad esempio, di liberalizzazioni, c’è da dire che la nostra professione è, ed è sempre stata, piuttosto liberalizzata. Per concludere sembra più che mai indispensabile rispolverare il nostro spirito di appartenenza e forse, in qualche caso, far sentire la nostra voce con un po’ più di decisione. * R.T. Monterotondo ODCEC di Tivoli Commercialista in Monterotondo

rappresentativi. È necessario associare la figura del dottore commercialista ad un’idea forte, all’immagine di un professionista serio e preparato, lontano anni luce dalla figura del mago dei numeri un pò prestigiatore ed un persino un pò arruffone che molti hanno in mente . Dobbiamo dimostrare giorno per giorno la nostra autorevolezza, dobbiamo essere sempre più la cinghia di trasmissione tra le aspettative del settore pubblico e le esigenze della società civile, pronti a rappresentare e difendere le istanze dei nostri clienti alle prese con le mille difficoltà di una crisi che morde come non mai ed al tempo stesso a collaborare con lealtà con le istituzioni che sempre più utilizzano le nostre risorse per fronteggiare i ritardi e l’inadeguatezza delle strutture pubbliche. * Commercialista in Tivoli


il Commercialista

febbraio 2013

Le difficoltà di una professione di Giancarlo anGelucci * Ancora un’esclusione di un’attività “la conciliazione del lavoro” prevista dall’articolo 7 comma 5 della legge 604 del 15 luglio 1966 così come modificata dalla legge 92/2012 articolo 1 comma 40. Anche qui sembra un film già visto, come è successo per la mediazione obbligatoria (d.lgs 28/2010) dichiarata anticostituzionale per eccesso di delega. Difatti recita testualmente l’articolo 1 comma 40 della L. 92/2012 “5. Le parti possono essere assistite dalle organizzazioni di rappresentanza cui sono iscritte o conferiscono mandato oppure da un componente della rappresentanza sindacale dei lavoratori, ovvero da un avvocato o un consulente del lavoro”. Tesi ribadita chiaramente nella circolare numero 3 del 16 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sembrerebbe, che la professione del “commercialista” moderno, non sia più in grado di assistere, in una conciliazione del lavoro “obbligatoria” come consulente, un proprio assistito, perché di questo si tratta. Oppure, il legislatore si è dimenticato, che tra le materie riservate alla nostra professione - così come previsto D.Lgs. 28 giugno 2005, n. 139 Costituzione dell'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, a norma dell'articolo 2 della L. 24 febbraio 2005, n. 34 - esiste anche diritto del lavoro e della previdenza sociale nonché diritto processuale civile. Ma è possibile che in una società “civile” come la nostra, dobbiamo sempre guardarci le spalle da tutti e da tutto. Per non parlare del nostro legislatore, con le sue sbavature normative, ha creato e sta creando ulteriori incomprensioni e incertezze sociali. Forse, il problema più rilevante, nella nostra professione, è proprio l’incertezza con cui informiamo i nostri clienti, pianifichiamo le loro strategie, e tentiamo, in alcuni casi riuscendoci ed in altri no, di fare da traduttori ed interpreti tra loro e il legislatore. Ma come possiamo aiutare la nostra società a crescere, se il nostro legislatore è sordo ai nostri richiami, soprattutto come possono, le nostre aziende tornare ad essere competitive e ad investire sul nostro territorio, se coloro che dovrebbero consigliarli, seguirli, molto spesso non sono nemmeno in grado di rispondere a delle semplici richieste d’informazione e spesso non riescono a far comprendere alla propria clientela lo scopo, la finalità di una norma. Un esempio ci può aiutare prendendo spunto dalla riforma del Lavoro (Legge Fornero del 2012), approvata con la legge 28 giugno 2012, n. 92 ,come modificata dal D.L. n. 83/2012 (c.d. decreto sviluppo) convertito, con modificazioni, con L. 7 agosto 2012, n.

134 (G.U. n. 187 del 11-08-2012) e successivamente dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, con L. 17 dicembre 2012, n. 221, e dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228. Questo, dovrebbe rendere l’idea di come siamo costretti a svolgere la nostra professione. Ma se proseguiamo ancora nella disamina della legge, vorrei invitarvi a fare un’ulteriore riflessione sull’articolo 2 comma 31 “ Nei casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per le causali che, indipendentemente dal requisito contributivo, darebbero diritto all'ASpI, intervenuti a decorrere dal 1° gennaio 2013, è dovuta, a carico del datore di lavoro, una somma pari al 41 per cento del massimale mensile di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni. Nel computo dell'anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità o se comunque si è dato luogo alla restituzione di cui al comma 30”. In un periodo di recessione in cui le aziende nel 2012 hanno chiuso con una media di mille imprese al giorno, i licenziamenti e il tasso di disoccupazione sono aumentati a dismisura, il nostro legislatore ha pensato bene di inserire “una somma” a carico dei datori di lavoro che licenziano, utilizzata per finanziare la nuova ASpI. Da un conteggio fatto può arrivare anche a 1500 euro a dipendente. Vi invito, dove ancora non vi fosse successo, a prepararvi adeguatamente, nella circostanza in cui vi troverete a far comprendere la ratio della legge ai vostri clienti, che si vedono costretti a licenziare dipendenti, perché i loro clienti (magari enti pubblici) non rispettano gli impegni nei tempi dovuti e le banche a loro volta, rimangono sorde alle esigenze di liquidità di cui le imprese hanno bisogno. Ed infine così come giustamente evidenziato da un articolo pubblicato su italia oggi del 30 gennaio 2013, di un nostro collega (Luigi Lucchetta V. Presidente Odcec di Roma) che accusa di inattività, gli organi che avrebbero dovuto rappresentare e difendere la nostra professione, mentre erano occupati altrove, lasciandoci ancora una volta così come è successo per la “Mediazione civile” soli a combattere in trincea. Ormai dove in una società le lobby sono a farla da padrone e hanno condizionato sia il passato ma soprattutto il futuro del nostro paese, non rimane altro che continuare dove possibile a difendersi da soli. * Presidente Commissione Mediazione e Arbitrato Odcec di Tivoli Commercialista in Fonte Nuova

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segue dalla prima pagina di renzo bitocchi *

Il saluto dell’ex Presidente

Ai giovani commercialisti ... tro di ricerche. Era il 1956, con il diploma di Ragioniere si poteva accedere solo a tre facoltà universitarie: Economia e Commercio, Statistica e Scienze Politiche. La scelta per la prima delle dette facoltà fu motivata non da predisposizioni particolari, ma solo dal fatto che con quella laurea avrei avuto più possibilità di trovare un lavoro ed inoltre, allora, non c’era l’obbligo di frequenza. In quattro anni presi la Laurea, avevo appena compiuto 25 anni. Durante il corso di laurea ho lavorato come contabile “tutto fare” per un paio di piccole aziende, percependo un modestissimo stipendio che mi permise di pagarmi l’università e qualche spesa personale. L’ultimo periodo più bello della mia gioventù, spensierato e godereccio, è stato l’anno 1962/1963 passato sulla Costiera Amalfitana da Ufficiale di complemento, con £. 91.000 circa di stipendio al mese. Prima del congedo (luglio 1963) il Monte dei Paschi di Siena mi offrì un posto da semplice impiegato presso la Filiale di Latina. Ci sono stato fino al 31/12/1969. In quel periodo mi sono sposato, ho avuto figli, mi sono abilitato all’insegnamento, mi sono abilitato alla libera professione. Giusto per avere diverse possibilità di sistemazione in più. Non sapevo cosa veramente volessi fare in futuro in modo definitivo. A darmi un calcio al sedere per gettarmi dalla banca alla professione (e per qualche anno all’insegnamento), è stato un Amico di infanzia, che da tempo svolgeva la professione. Il quale, in modo perentorio, mi disse “Ho bisogno di aiuto, ho lasciato lo Studio dove sono stato per 12 anni, il lavoro c’è, lascia tutto e torna a Tivoli a darmi una mano”. Dopo una breve ma intensa consultazione in famiglia, ho lasciato tutto e sono tornato a Tivoli a fare il “Commercialista”. Era il 1970. Ero già iscritto all’Albo Speciale di Latina dal 1969. Non rimpiansi la Banca, nonostante le allora 16 mensilità, me la sentivo stretta, la soffrivo. In 44 anni, io che volevo fare il chimico e lavorare in equipe per fare grandi scoperte, ho svolto questa attività arida, fatta di freddi numeri, regole spesso incomprensibili ed in continua “involuzione”, tasse ed imposte sempre nuove che non piacciono a nessuno. Eppure è un’attività così intrigante, così affascinante, così coinvolgente che ancora alla mia non più tenera età, mi fa sentire vivo ed attivo, come il primo giorno, con le stesse emozioni e mi dà la forza di dedicarmi con lo stesso entusiasmo anche a tante altre cose e ad interessi diversi. Che cosa voglio dire con questa mia piccola storia? Che se è vero che non si diventa pittori, poeti, scrittori ed in genere artisti se non si è predisposti per farlo, si può invece diventare bravi artigiani, bravi professionisti, bravi commercianti, ecc. ecc. con il lavoro, con l’onestà, con la responsabilità, con la volontà e con la costanza, anche partendo da molto in basso e da ambienti non proprio privilegiati. Questo discorso ho immaginato di farlo specialmente ai nostri giovani colleghi. Ai quali dico non abbiate timore, con il lavoro, la volontà e la preparazione si giunge a qualunque traguardo. Credetemi. A me è successo. * Commercialista in Tivoli già Presidente ODCEC Tivoli


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il Commercialista

febbraio 2013

l’AnAlIsI segue dalla prima pagina di Gianluca tartaro *

aziende proprio perché profondo conoscitore dell’impianto sanzionatorio nonché del sistema tributario italiano. Perché obbligato ad aggiornamento e formazione in modo continuo serio e costante. Perché obbligato, dalla Legge, a mantenere una condotta irreprensibile attestata dalla propria iscrizione ad un Albo tenuto da un Ordine professionale. Perché soggetto a sanzioni disciplinari. A tutela esclusiva della pubblica fede. Si sappia : il Commercialista è accanto alle imprese per farle crescere, non certo accanto ai “furbetti” bramanti facili guadagni. Il 90 per cento delle imprese italiane è di dimensioni microscopiche: i dipendenti e i datori di lavoro sono sulla stessa barca. Frequentano gli stessi bar, vivono nelle stesse piazze, lavorano nei

Insediato il nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli medesimi spazi. Per un’impresa che muore, crolla la famiglia che ha ideato la bottega e chi ci lavorava dentro. Tra il leader di un’impresa e i suoi collaboratori non ci sono filtri. Tra il Commercialista di quell’impresa ed il suo leader non c’è spazio. Si viaggia insieme. La crisi finanziario-economica è seria. Ma se pensiamo che la soluzione sia solo quella di tutelare i posti di lavoro e non anche il posto delle imprese, continuiamo a sbagliare strada. Procediamo alla tutela di tutti gli interessi generali (spesso coincidenti a ben guardare), anche chiedendo aiuto (sempre disponibile, peraltro) a Categorie professionali profonde conoscitrici del tessuto economico nazionale. Questo, a mio avviso, è impor-

tante. È importante che i Commercialisti sappiano, per primi, sentirsi parte attiva del tessuto economico della Nazione per il tramite delle peculiarità e delle proprie prerogative professionali. Si pensi alla Revisione Legale delle imprese commerciali, alla Revisione degli Enti locali, alle attività collegate al comparto Giustizia (Curatele, Deleghe, Custodie, CTU, ecc.), al contenzioso tributario, passando per la mediazione tributaria e civile e finendo, non per importanza, alla gestione dei beni e delle aziende confiscate alla criminalità organizzata. Questo il pensiero comune del nuovo Consiglio dell’Ordine di Tivoli che, in conclusione, voglio presentarvi perché sia esso Or-

gano, il punto di riferimento di tutti i Colleghi del Circondario. Affinché nessuno, tra essi, si senta mai lontano dall’Istituzione che lo rappresenta. Presidente Gianluca Tartaro Vice-Presidente Enrico Crisci Consigliere Segretario Primo Ferranti Consigliere Tesoriere Fernando Fabrizi Consigliere Stefano Boanelli Consigliere Vincenzo De Luca Consigliere Carlo De Vincenzi Consigliere Francesco Diotallevi Consigliere Maria Cristina Rovazzani

* Presidente ODCEC di Tivoli Commercialista in Tivoli

Il CAso segue dalla prima pagina di primo ferranti *

Con decreto ministeriale è stato sciolto il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e nominato un commissario straordinario, con l’incarico di provvedere all’ordinaria amministrazione e agli adempimenti necessari alla ripetizione delle votazioni. Le nuove votazioni si terranno il 20 febbraio 2013, sperando che questa sia la volta buona. Un antico proverbio, proveniente da persone più grandi di me, che ogni tanto riecheggia nella mia mente, era “Non si finisce mai di imparare”. Ebbene: fino a poco tempo fa

Non si finisce mai di imparare ero convinto che rappresentare la nostra categoria professionale fosse un impegno così imponente che solo pochi volenterosi e ben organizzati Colleghi, potessero assumere. Ed è per questo che ho sempre pensato “per fortuna c’è qualcuno che lavora per la Categoria esponendosi in prima persona al posto di chi non ha né il tempo e forse la capacità di farlo ”. Oggi invece, sconcertato e perplesso, ho sommessamente assistito ad una lotta senza precedenti, uno scontro duro,

una vera e propria “corsa alla poltrona” che solo la politica dei nostri tempi poteva riservarci. Neanche la più fervida delle menti avrebbe mai immaginato di dover assistere ad una campagna elettorale dai toni così aspri e duri, iniziata con la carta bollata e finita ancora peggio. Quello che ho sempre considerato “volontariato” si è invece trasformato in qualcosa da ottenere e raggiungere a tutti i costi. In tutti i modi possibili ed immaginabili. Quello che

mai avrei creduto potesse accadere è invece accaduto. La vittoria “a tutti costi ” ha preso il sopravvento, travolgendo le regole del gioco e il rispetto dell’avversario. Ecco perché “non si finisce mai di imparare”. “La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c’è più né sole né luna, c’è la verità”. (L. Sciascia) L’unica verità di tutta la vicenda è che è stata una sconfitta per tutti .

* Consigliere Segretario ODCEC di Tivoli Commercialista in Tivoli


ECONOMIA E BENI CULTURALI: IL RILANCIO DEL NOSTRO PAESE DEVE PARTIRE DALL’ARTE, DALLA STORIA E DALLA CULTURA.

V

oglio partire con una domanda, ovviamente provocatoria. Siamo davvero sicuri che gli amanti dell’arte, della storia e della cultura, tutti quei viaggiatori, provenienti da ogni parte del mondo, che per millenni si sono avvicendati sul suolo italiano alla ricerca di bellezze artistiche, paesaggistiche e naturalistiche che solo in Italia avrebbero potuto trovare, non vengano più nel nostro paese soltanto a causa della crisi globale che attanaglia il pianeta o soltanto perché, come oggi usa dire, il baricentro del pianeta si è spostato nei paesi cosiddetti emergenti? Non sarà, piuttosto, che quei viaggiatori ci hanno abbandonato (e questo è un dato certo) perché gli italiani moderni, attraverso la politica cieca, greve e particolaristica dei governi nazionali e locali che si sono succeduti dagli anni sessanta a oggi su tutto il territorio, sono riusciti a compromettere per sempre quell’idea dell’Italia che non i barbari di Alarico o Attila, non le truppe di Carlo V di Spagna, non gli eserciti di Hitler erano riusciti ad annientare? Un’entità geografica – quella dell’Italia – sulla cui nobiltà un padre della patria come Petrarca, autore di una famosa epistola metrica intitolata Ad Italiam e primo teorico del paesaggio come categoria estetica ma anche intellettuale e morale, riteneva addirittura intrinseca alla sua stessa forma, destinata all’egemonia dalla sua stessa conformazione idrogeologica, prima ancora che dalla storia. Non sarà, dunque, che gli stranieri – o almeno un certo tipo di essi: e cioè i viaggiatori seri e abbienti, non gli inconsapevoli, schizofrenici e feticistici pellegrini sbattuti controvoglia a destra e a sinistra, in ogni angolo del paese – non vengono più in Italia perché, di fatto, è stata per sempre distrutta, o quanto meno messa a dura prova, la regolata mescolanza con cui le bellezze paesaggistiche e naturalistiche e il clima favorevole si univano, in una sintesi altissima, irretibile e unica al mondo, all’arte e ai prodotti dell’intelletto umano?


Il Novecento, purtroppo, nel nostro paese non è stato soltanto il secolo delle guerre, ma anche quello della febbre edilizia e della cementificazione. E questo a Roma e nella sua provincia lo avverti con una limpidezza raccapricciante. Gli italiani (ma io preferisco attribuire le colpe soltanto a quelli che ci hanno governato e, in seconda battuta, a una società civile distratta) dal 1950 a oggi non hanno saputo fare altro che innalzare cumuli enormi di spazzatura edilizia, alimentando quella che ancora adesso – nel XXI secolo – è l’unica vera, ma poco lungimirante, industria del nostro paese: quella del mattone. I risultati, oggi, sono sotto gli occhi di tutti: una nazione cementificata oltre ogni limite, dissennatamente, inutilmente e senza alcuna progettualità reale, violentata dall’abuso elevato a sistema. La politica e i politici italiani hanno al cospetto della storia e del mondo delle colpe enormi. Ma grazie a Dio e alla provvidenza la provincia di Roma – pur essendo stati i suoi territori tra i più violentati della penisola dalla febbre edilizia del XX secolo – conserva ancora un patrimonio inestimabile di opere d’arte e di siti d’interesse culturale, nonostante il cieco accanimento con cui si è cercato, anche in tempi recentissimi (vedi lo scampato pericolo della discarica nei pressi della Villa Adriana), di danneggiarne ulteriormente il suo sempre più fragile equilibrio. È incredibile a dirsi, ma sul territorio della provincia di Roma, in rapporto alla sua estensione territoriale, insiste una percentuale elevatissima di beni culturali di enorme valore per la storia dell’umanità intera. Un patrimonio che tutto il pianeta ci invidia. Nel solo territorio di Tivoli e dintorni – senza andare a scomodare un testo imprescindibile per la storia dell’archeologia romana, quale è il tempio della Fortuna Primigenia

Villa Gregoriana

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dell’antica Praeneste – si passa dalla sterminata distesa della celeberrima villa del grande imperatore Adriano (117-138 d. C.) al Santuario di Ercole vincitore; da Villa D’Este, fatta edificare da un mecenate colto e lungimirante come il cardinale Ippolito II d’Este a metà Cinquecento, all’ottocentesca Villa Gregoriana, voluta intorno al 1830 da papa Gregorio XVI Cappellari nella sede del vecchio letto dell’Aniene, deviato per scongiurare definitivamente quelle pericolose inondazioni che sino ad allora avevano colpito Tivoli, proprio alle pendici di quell’acropoli i cui templi di Vesta e della Sibilla fanno parte dell’immaginario collettivo di tutto il mondo e al riparo delle cui ombre Goethe, alla fine del Settecento, ammirò, estasiato, le bellezze millenarie e primigenie dell’antica Tibur. E proprio Villa Gregoriana, abbandonata nel corso del XX secolo a un degrado infausto, è stata negli ultimi anni al centro di un’esemplare operazione di recupero, di restauro e di promozione per opera dello straordinario e mai sufficientemente lodato F.A.I. (Fondo per l’Ambiente Italiano), ultimata nel 2005. Un’operazione che dovrebbe costituire il modello contemporaneo di sviluppo della nostra società civile e della nostra economia in rapporto ai cosiddetti “giacimenti culturali”, la nostra unica, vera e spendibile ricchezza. Prima o poi (speriamo più prima che poi) anche la politica giungerà a comprendere questo tetragono assioma! Non si viene in Italia per l’industria pesante, per le materie prime o per non so cosa di altro. Si viene in Italia per il nostro patrimonio artistico, per la nostra storia, per la nostra cultura, per ciò che resta delle nostre indimenticabili bellezze paesaggistiche. Ele-

Tivoli - Laghetto ai piedi della grande cascata

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menti che, uniti insieme, formano un tessuto capillare, minuto e ramificato irripetibile. Se ci ostineremo in questa politica distruttiva, il mondo mai più ne avrà uno uguale. Nostro compito non è quello di inventare chissà quale nuova economia, ma è quello di proteggere, tutelare, promuovere il nostro patrimonio storico-artistico e paesaggistico (che è malato grave); è quello di salvaguardare le nostre chiese tanto quanto le nostre coste, i nostri musei tanto quanto le nostre montagne, di non permettere più abusi, soprusi e atti delinquenziali a danno di una ricchezza e appartiene a tutti noi. Soltanto incamminandosi su questa strada il nostro paese riuscirà – come si dice oggi – a fare sistema. A creare cioè, anzi a ri-creare, quell’indotto economico, fatto di legami inestricabili tra arte, natura, storia, cultura, cibo, industria alberghiera, piccola impresa, made in Italy, che ha sempre determinato la gran parte delle nostre ricchezze. Insomma, dovremo tornare, attraverso i tanto bistrattati beni culturali, ad attrarre le genti del mondo. È questa la scommessa. Ma per fare ciò è necessario investire: soldi, risorse umane, energie intellettuali, progettualità. E bisogna farlo senza timori e senza guardare strettamente ai bilanci delle singole istituzioni, perché il ritorno, in termini di economia, è di portata incalcolabile. Di converso dico soltanto che molti dei nostri musei, ormai, non hanno più neanche i custodi per tenere aperte le sale che li compongono. E allora, forse, prima di ogni altra formula o idea, c’è bisogno di una rinascita civile, di un risveglio delle coscienze d’ognuno di noi. L’alternativa non c’è. Anzi sì, ed equivale al fatale e irreversibile crollo del nostro paese rispetto allo scenario mondiale. Il principe Miškin, ne L’idiota di Dostoevskij, sosteneva che la bellezza, e la sua propagazione, avrebbe salvato il mondo. Se Petrarca potesse rinascere oggi, sono certo che si porterebbe immediatamente alla testa di un esercito di ruspe. Io sarei senz’altro al suo fianco, se solo mi volesse. Contribuiremmo così, insieme, all’avverarsi della profezia del grande romanziere russo. Francesco Leone Docente di Storia dell’Arte Contemporanea Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara.

Le foto di questo inserto sono state gentilmente concesse dal sito www.tibursuperbum.it


il Commercialista

febbraio 2013

All’indomani dell’insediamento, in qualità di membro, del nuovo Consiglio dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli, ho avuto la curiosità di approfondire il significato del vocabolo ORDINE e ciò anche per meglio capire la portata ed il significato della carica appena assunta. Tale curiosità era ancor più alimentata dalla circostanza che qualche giorno prima riflettevo sul significato originario, o meglio etimologico, di alcuni termini e come tale significato originario, strideva con l’utilizzo fattone ai giorni nostri. In particolare mi riferisco a vocaboli, senza dubbio di estrema attualità, quali candidato ed onorevole. Il primo ha la sua origine dall’usanza dell’antica Roma di indossare una toga bianca, simbolo ovviamente di purezza, nel momento in cui si aspirava ad un pubblico ufficio mentre la seconda, assai utilizzata nella nostra società moderna, come aggettivo, sta a significare degno di onore. Non vado oltre, ma ognuno di noi può fare le sue più opportune riflessioni sul fatto che molto spesso, ma molto molto spesso, tali termini vengono anteposti a nomi (ovvero a cognomi) di persone con estrema, diciamo così, superficialità. Come prima cosa ho consultato un vocabolario, per la verità un po’ datato, riposto su di un ripiano della libreria dello studio. A pag. 1285 ho trovato la parola ricercata che, relativamente alla fattispecie oggetto del mio approfondimento testualmente reci-

Etimologia dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli di stefano boanelli *

tava:”Ceto, classe: l’ _ dei magistrati, dei nobili, dei liberi professionisti ……..”. Non ritenendo tali termini qualificare nel giusto modo il nostro ordine professionale, e ciò forse anche perché i termini ceto e classe mi generano un forte prurito epidermico, ho fatto la cosa più semplice, ho navigato trovando la seguente ulteriore definizione:” o. professionale, associazione che raccoglie, organizza e disciplina tutte le persone che esercitano una stessa professione: o. degli architetti (dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli n.d.r.)“. Anche tale definizione aveva qualcosa che sembrava non convincermi e ciò in quanto la stessa sembrava incentrata, almeno a mio parere, sugli interessi particolari della categoria. Tornato a casa la sera, animato dal mio proposito ed armato solo di buona volontà, non ritenendo, se mai lo avessi pensato, di avere alcuna capacità quale etimologo, sono andato a prendere “Il Nuovo zingarelli”, vocabolario della lingua italiana. Il vocabolario non lo ho trovato riposto sul ripiano della libreria ma sul comodino di mio figlio il

quale, seguendo le orme del nonno e non certo le mie, ha la buona abitudine di consultarlo quotidianamente. A pag. 1225, punto 4, del termine ordine si legge:”Ordine professionale, associazione di chi esercita determinate professioni regolarmente per legge”. Si tale definizione, pur nella sua estrema sinteticità, mi è sembrata la definizione giusta, o almeno, ad essere onesti, la definizione che risponde di più al mio pensiero. Regolare una categoria professionale, affinché gli utenti che si rivolgono alla stessa siano garantiti attraverso un determinato e qualificante corso di studi, un esame di stato, un costante ed obbligatorio percorso professionale di aggiornamento mi sembra ed è la definizione più corretta. Mi domando quale potrebbe essere l’effetto di recarmi presso un medico sulla cui targa è scritto esplicitamente di non essere iscritto al relativo ordine professionale. Ovviamente potrei trovare un professionista estremamente competente, più di altri, ma confesso che nell’attraversare la soglia dello studio avrei qualche remora in più. A questo punto mi domando se

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l’aria di liberalizzazione che si respira, anche attraverso l’abolizione di tariffe professionali, peraltro già da molto tempo difficilmente applicabili nella realtà, sia o meno una tutela per il cittadino che potrebbe trovarsi in balia di onde ben più alte di quelle attuali. In conclusione non vorrei che il termine Ordine, in conseguenza ad una latente, ma non troppo, delegittimazione venga a perdere il suo originario significato e cioè quello, attraverso una puntuale regolamentazione, di tutelare la fede pubblica del cittadino che si rivolge con fiducia. Il mio impegno, e quello dell’intero Consiglio, sarà, ora e sempre, quello di evitare che ciò avvenga. * Consigliere ODCEC di Tivoli Commercialista in Tivoli

il Commercialista Notiziario dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Tivoli BIMESTRALE DI INFORMAzIONE PROFESSIONALE

Anno 1 numero 1 febbraio 2013 Iscrizione Tribunale di Tivoli n. 15 del 29/12/2011 Registro della stampa e dei periodici Proprietario Testata: Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Tivoli Via Palatina, n. 19 • 00019 Tivoli (Roma) tel. 0774 332770 • fax 0774 312922 www.odcectivoli.it email: redazione@odcectivoli.it pec: ordine.tivoli@pec.commercialisti.it Editore: Fondazione ADeRC - Via Palatina 19 - Tivoli Comm/ne Stampa, Comunicazione ed Informatica ODCEC di Tivoli: Dr. Rag. E. Crisci, Dr. A. Falcone, Dr. G. Sorbera, Dr. A. Brunelli, Rag. P. Frangella, Dr. A. Irti Direttore Responsabile: Dott. Gianluca Tartaro Grafica, Impaginazione e Stampa Azienda Grafica Meschini snc Via Inversata 6 - 00019 TIVOLI (Rm) - Tel. 0774 312794 chiuso in tipografia il 07/02/2013

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il Commercialista segue dalla prima pagina di carlo De Vincenzi*

linguaggio o, più in generale, di comunicazione. È innegabile che il cittadino si senta, come in effetti è, sottoposto ad una pressione fiscale elevata, ma ciò nonostante si ascoltano politici di fazione, che espongono i loro programmi elettorali enunciando concetti del tipo “colpire i redditi alti”, “andare a prendere i soldi dove sono”, “aggredire il sistema delle rendite” e così via. Ciò offre il fianco a politici di fazione opposta che annunciano la difesa delle “tasche dei cittadini” e sostengono l’attuazione di forme di liberismo fiscale più ammiccanti che sostenibili per una struttura di welfare come quella negli anni consolidata nel nostro Paese. Tale forma di comunicazione “colpevolizzante” potrebbe avere diverse origini: una forma ideologica di considerazione negativa del reddito in senso assoluto, oppure potrebbe risultare da una sott i n t e s a sovrapposizione/assimilazione tra

febbraio 2013

Considerazioni su una corretta comunicazione in merito alla tassazione dei redditi dei cittadini ingenti redditi ed evasione fiscale, per cui la maggiore disponibilità di reddito-patrimonio debba essere “colpita” o “aggredita”…….. in una parola “punita”. Questo tipo di linguaggio contribuisce a generare nel contribuente un effetto automaticamente difensivo, non collaborativo e di cosiddetta scarsa fedeltà fiscale. Tratto comportamentale considerato da tempo tipico del contribuente italiano. Stante la necessità di aumentare o spostare la tassazione, si dovrebbe invece comunicare facendo più esplicito riferimento al concetto originario del principio di capacità contributiva che è alla base dell’obbligo di partecipare alle esigenze di una comunità cui si appartiene in proporzione delle proprie disponibilità reddituali-patrimoniali. Pur rammentando che chi dispone

di imponibili più alti è già sottoposto alla progressività delle aliquote fiscali, può essere necessario, in periodi come l’attuale, dove le situazioni contingenti richiedono una maggiore contribuzione o un alleggerimento del peso fiscale dai redditi più bassi, ricorrere ai cittadini con maggiore disponibilità economico-patrimoniale per chiedere loro un ulteriore sforzo contributivo. Tuttavia, sarebbe più proficuo rivolgersi a questi soggetti mediante campagne di sensibilizzazione al concetto di capacità contributiva che, mi spingo (avventuro!) ad assimilare ad una forma di ulteriore potenziale “generosità”, implicitamente contenuta nei redditi progressivamente più alti, con presumibili effetti benefici, nel’immediato sulla fedeltà fiscale in genere dei contribuenti, se non

anche sul fenomeno dell’evasione. Da qui l’opportunità di un linguaggio nuovo in merito alle politiche fiscali, forse più freddo e tecnico ma più efficacemente basato sulla responsabilità civica e non più bloccato su posizioni ideologiche o echi di lotta di classe di passata memoria ovvero, di contro, ammiccante a facili, eccessivi, insostenibili liberismi. Sempre in un’ottica di corretta comunicazione, ma in questo caso anche di contenuto, non si deve dimenticare che chi è chiamato a sempre maggiori sforzi di contribuzione vorrebbe altresì una più chiara rendicontazione sulla spesa ed una dimostrazione di “oculatezza” della stessa , ma questo è un altro capitolo. Tengo infine a precisare che chi scrive ha intenzione di esprimere concetti privi di colore politico o di fazione di sorta, per cui ogni collegamento con personaggi riconducibili alle suddette citazioni virgolettate è puramente casuale. * Commercialista in Tivoli Terme Consigliere ODCEC Tivoli

sede legale - Direzione Generale - palestrina (rm) 00036 Via della Vittoria, 21 - 06 953001 06 9535188 Divisione amministrativa - Gallicano nel lazio (rm) 00010 Viale aldo moro, 85 - 06 9546291 06 954629209 agenzie: palestrina (rm)

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piazza dante 3

0774820041

0774820070


il Commercialista

febbraio 2013

Giù le mani dal frutto dei nostri sacrifici

Non c’è logica spiegazione, né provvedimenti, come quello che alcun fondamento di corretimpone alle Casse private il ritezza giuridica, per i recenti basso “autoritativo” del 30% dei provvedimenti legislativi che contratti di locazione sugli imhanno preso di mira le Casse di mobili locati alle Pubbliche AmPrevidenza private. di sonia Quaranta * ministrazioni o come quello che La politica della spending reimponeva la vendita forzosa view va accolta senz’altro con favore. Niente di più auspicabile degli immobili a prezzi inferiori a quelli di mercato, provvediin Italia che una decisa e saggia revisione della spesa. mento, quest’ultimo fortunatamente bloccato dal parere sfavoLa situazione del Bilancio dello Stato e del debito pubblico grirevole della Ragioneria dello Stato, con la motivazione che dano vendetta in tal senso, anche perché l’ipotesi di incidere anavrebbe minato i requisiti di sostenibilità richiesti agli Enti stessi. cora sull’aumento della pressione fiscale rischia di andare Costatazione questa talmente scontata che, francamente, non si addirittura a vuoto, come lo scoppio di una bolla di sapone, come spiega perché non sia stata verificata a priori dal legislatore. così bene descrisse Arthur Laffer con sua famosa “curva”. E pensare che già la previdenza privata italiana è di gran lunga Tuttavia qualcuno ci deve spiegare come sia possibile pretendere la più tassata d'Europa e pone i professionisti italiani in una eviche i “risparmi” di soldi pubblici provengano anche da soggetti dente e ingiusta condizione di sfavore rispetto ai loro colleghi che non sono affatto destinatari di trasferimenti pubblici. E’ aseuropei. siomatico che tecnicamente non possono essere definiti “riSi applica, infatti, in Italia un sistema di tassazione sul modello sparmi”. Su ciò è impossibile non convenire. ETT (Esenti i contributi, Tassati gli avanzi patrimoniali, Tassati Eppure accade che la legge 135/2012 impone agli Enti Prevideni trattamenti previdenziali), quando invece risulterebbe più equo, ziali privati il versamento di parte dei loro risparmi sui consumi in un’azienda di erogazione, applicare un modello EET (Esenteintermedi, giocando su una questione formale di classificazione Esente-Tassato): i contributi e i rendimenti sono esenti nel pedi tali Enti come “pubblici”, in quanto operanti nel campo della riodo di accumulazione, ma tassati nel momento dell’erogazione Previdenza di primo pilastro, annoverata costituzionalmente tra della prestazione, così come nella maggior parte degli altri Paesi. le finalità pubbliche. Concordemente, in tal senso si è pronunBasterebbe comprendere che gli Enti Previdenziali privati non ciato il Consiglio di Stato (sentenza n. 6014 del 28/11/2012), finhanno alcun scopo di lucro e che i versamenti che raccolgono gendo di ignorare la manifesta illogicità della questione di fondo. dai propri iscritti derivano da liquidità sottratta alle loro famiglie, E quindi siamo di fronte ad uno Stato padrone ,che, in virtù del ulteriore sacrificio dopo il pagamento delle imposte. proprio potere autoritativo, impone nuovo prelievo fiscale: niente di diverso. * Delegata CNPADC Non solo: ancora il tiro al bersaglio lo osserviamo su altri recenti Commercialista in Tivoli

ADC

Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Sindacato Nazionale Unitario Sezione di Tivoli

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“…….per compiere grandi passi non bisogna solo agire

ma anche sognare, non solo pianificare ma anche Credere……

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di : Fernando Fabrizi - Tesoriere ODCEC di Tivolidell’Ordine – Commercialista in Fonte Nuova (RM) Il Bilancio Il Bilancio dell’Ordine DATI PREVISIONALI 2013 ODCEC TIVOLI febbraio 2013 Il Bilancio dell’Ordine DATI PREVISIONALI 2013 ODCEC TIVOLI Con l'Assemblea generale degli iscritti del 29 Novembre 2012, l'Odcec di Tivoli ha approvato il DATI 2013 ODCEC TIVOLI bilancio preventivogenerale per l'esercizio anno 2013, preventivo dell'Ordine Con l'Assemblea degliPREVISIONALI iscritti del 29quarto Novembre 2012,dall'Istituzione l'Odcec di Tivoli ha approvato il bilancio per l'esercizio anno 2013, quarto preventivo dall'Istituzione dell'Ordine avvenutapreventivo in data 06/11/2009: DATI PREVISIOnALI Con l'Assemblea generale degli iscritti del 29 Novembre 2012, l'Odcec di2013 TivoliODCEC ha approvatoTIVOLI il avvenuta in data 06/11/2009: bilancio preventivo per l'esercizio 2013, di quarto preventivo dall'Istituzione dell'Ordine Preventivo Finanziario Gestionaleanno in termini “competenza” di fernanDo fabrizi * avvenuta in data 06/11/2009: Preventivo Finanziario Gestionale in termini di “competenza” Con l’Assemblea generale degli iscritti del 29 Novembre 2012, l’Odcec di Tivoli ha approvato il bilancio preventivo per l’esercizio anno 2013, quarto preventivo PARTE I – ENTRATE dall’Istituzione dell’Ordine avvenuta in data 06/11/2009: PARTE II – USCITE Preventivo Finanziario Gestionale in termini di “competenza” PARTE I – ENTRATE PARTE II – USCITE Preventivo Finanziario Gestionale in termini di “competenza” TITOLO I – ENTRATE CORRENTI TITOLO I – USCITE CORRENTI Dati e notizie rilevanti: PARTE I – ENTRATE PARTE II – USCITE TITOLO I – ENTRATE CORRENTI TITOLO I – USCITE CORRENTI Contributi Ordinari : i contributi ordinari sono stati

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il Commercialista

IL BILAnCIO DELL’ORDInE

Entrate contributive Entrate per iniziative culturali

! !

103.948,00 4.000,00

Entrate contributive ! 103.948,00 TITOLO I – diENTRATE Entrate per quote partec. Iscritti !CORRENTI 5.000,00

Entrate per iniziative culturali ! Redditi Proventi Patrimoniali ! Entrate per quote di partec. Iscritti ! TOTALE ENTRATE TITOLO I ! ! Entrate Redditicontributive Proventi Patrimoniali ! Entrate per ENTRATE iniziative culturali TOTALE TITOLO I !! TITOLO – ENTRATE Entrate perIII quote di partec. PARTITE Iscritti ! DI GIRO PartiteProventi di giro Patrimoniali Redditi ! ! DI GIRO TITOLO III – ENTRATE PARTITE Totale Generale TOTALE TITOLO I !!! Partite di ENTRATE giro Totale Generale ! TITOLO III – ENTRATE PARTITE DI GIRO Partite di giro ! Totale Generale !

4.000,00 500,00 5.000,00 113.948,00 103.948,00 500,00 4.000,00 113.948,00 5.000,00 77.382,00 500,00 191.330,00 113.948,00 77.382,00 191.330,00 77.382,00 191.330,00

Oneri per il personale in attività di servizio ! Uscite per acq. beni di consumo e servizi ! ! ! ! !!! !!! !!! !!! !! ! ! !

56.490,00 9.600,00 56.490,00 38.268,00 9.600,00 1.150,00 38.268,00 7.000,00 56.490,00 1.150,00 300,00 9.600,00 7.000,00 640,00 38.268,00 300,00 113.448,00 1.150,00 640,00 7.000,00 113.448,00 300,00 640,00 113.448,00

! !

100,00 400,00

Oneri per il personale in attività CORRENTI di servizio ! TITOLO I – USCITE Uscite per funzionamento uffici !

Uscite per acq. beni di consumo e servizi Oneri finanziari Uscite per funzionamento uffici Oneri tributari Oneri il personale in attività di servizio Oneriper finanziari Parte correttiva e compensativa Uscite acq. beni di consumo e servizi Oneri per tributari Fondiper di riserva Uscite funzionamento uffici Parte correttiva e compensativa TOTALE TITOLO I Oneri Fondifinanziari di riserva Oneri tributari TOTALE TITOLO I Parte correttiva e compensativa Fondi di riserva TOTALE TITOLO I

TITOLO II USCITE IN CONTO CAPITALE TITOLO II USCITE IN CONTO CAPITALE Acquisizione di beni Acquisizione di immob. tecniche

Acquisizione II di beni ! 100,00 TITOLO USCITE IN CONTO CAPITALE TOTALE TITOLO II ! 500,00

Acquisizione di immob. tecniche ! 400,00 TOTALE TITOLO II ! 500,00 Acquisizione di beni ! 100,00 TITOLO III – PARTITE DI !GIRO Acquisizione di immob. tecniche 400,00 TITOLO III II– PARTITE DI !GIRO TOTALE TITOLO 500,00 Uscite aventi natura di partite di giro ! 77.382,00 Totale generale ! 191.330,00 Uscite aventi III natura partite di giro DI GIRO ! 77.382,00 TITOLO – diPARTITE Totale generale ! 191.330,00

calcolati sulla base del numero degli iscritti alla data del 29/10/2012 n. 390 e sulla base della quota iscrizione anno 2012 quantificata in € 420 per gli iscritti con età superiore a 35 anni e la riduzione per gli iscritti con età inferiore a 35 anni quantificati in € 280,00 così suddivisi: € 118,00 per 22 iscritti con età fino a 35 anni (quota di competenza dell’Ordine) € 258,00 per 360 iscritti con età pari o superiore a 35 anni (quota di competenza dell’Ordine) € 88,00 per i 21 iscritti all’elenco speciale (quota di competenza dell’Ordine) Oneri per il personale: In questa voce è previsto il costo della retribuzione e degli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell’Odcec, ammontante complessivamente ad € 56.490,00

Avanzo di amministrazione iniziale presunto € 67.602,00 Fondo di cassa presunto 65.710,00 Uscite aventi natura di partite di giro € ! 77.382,00 Avanzo di amministrazione iniziale presunto 67.602,00 Totale generale ! ! 191.330,00 organica Dotazione Fondo didicassa presunto 65.710,00 Avanzo amministrazione iniziale presunto !! 67.602,00 AREA POSIZIONE PROFILO N. UNITA' A N. UNITA' A La dotazione della pianta organica deliberata dal Consiglio il 25/10/2010 è!la seguente: Fondo di cassa presunto 65.710,00ECONOMICA PROFESSIONALE TEMPO PIENO TEMPO PARZIALE Dati e notizie rilevanti: Amm.va B1 Operatore di 1 2 Avanzo di amministrazione iniziale presunto ! 67.602,00 Contributi Ordinari : i contributi ordinari sono stati calcolati sulla base del numero degli iscritti alla data del Amministrazione Dati edi notizie Fondo cassa rilevanti: presunto ! 65.710,00 29/10/2012 n. 390 e sulla base della quota iscrizione anno 2012 quantificata in ! 420 per gli iscritti Contributi Ordinari : i contributi ordinari sono stati calcolati sulla base del numero degli iscritti alla data del La29/10/2012 previsione in 390 bilancio viene a n.per 2 unità e precisamente una a atempo ed una ainpart-time incosì rispetto dei limiti di spesa imposti dall'art. 9 comma 36 del D.L. con età superiore ae35 anni e lalimitata riduzione gli iscritti con2012 età inferiore 35inanni quantificati ! 280,00 n. sulla base della quota iscrizione anno quantificata !pieno 420 per gli iscritti Dati e notizie rilevanti: La previsione in bilancio viene limitata a n. 2 unità e precisamente una a tempo pieno ed una a part-time in rispetto dei 31/02/2010 n. 78 convertito ile Legge n. 122per delgli30/07/2010 n.età122. suddivisi: con età superiore a 35 anni la riduzione iscritti con inferiore a 35 anni quantificati in ! 280,00 così liiti di spesa imposti dall'art. 9 comma 36 del D.L. 31/02/2010 n. 78 convertito il Legge n. 122 del 30/07/2010 n. 122. Ordinari : in. contributi ordinari sono ha stati calcolati sulla base delpubblico numero per degli iscritti alla data InContributi data 10/08/2012 G.U. 62, l'Odcec di Tivoli pubblicato il concorso ladata copertura unn.del posto di operatore a tempoil concorso pieno epubblico di un per posto di operatore In 10/08/2012di G.U. 62, l'Odcec di Tivoli ha pubblicato la copertura di un postoadi suddivisi: 29/10/2012 n. 390 e sulla base della quota iscrizione anno 2012 quantificata in ! 420 per gli iscritti operatore pieno edefinito. di un posto di operatore a tempo parziale. ! 118,00 per 22 iscritti fino a del 35 anni (quota di competenza dell'Ordine) tempo parziale. Alla data con dellaetàstampa giornale il concorso è stato espletato e l'Ordine ha una tempo organico con età superiore a 35 anni e la riduzione per gli iscritti con età inferiore a 35 anni quantificati ! 280,00 così Alla dataindella stampa del giornale il concorso è stato espletato e l'Ordine ha un organico definito. 258,00 per per 360iscritti iscritti2013 conetà età paria o35superiore a 35di anni (quota di dell'Ordine) competenza dell'Ordine) Ilsuddivisi: preventivo finanziario approvato dagli iscritti nell'assemblea del 29/11/2012 evidenzia un pareggio di bilancio. !! 118,00 22 con fino anni (quota competenza 88,00 per 21 iscritti speciale (quota dell'Ordine) Il preventivo finanziario approvato dagli iscritti nell'assemblea un pareggio di bilancio. Dal!! 01/01/2012 il servizio di cassa dell'Odcec di Tivoli (in (quota seguito gara di appalto) viene espletato dalla2013 Cassa di Risparmio di Orvieto.del 29/11/2012*evidenzia 258,00 peri 360 iscrittiall'elenco con età pari o superiore adi35competenza anni dia competenza dell'Ordine) Tesoriere ODCEC di Tivoli Dal 01/01/2012 il servizio di cassa dell'Odcec di Tivoli (in seguito a gara di appalto) viene espletato dalla Cassa di 88,00 per 21iscritti iscritticon all'elenco (quota di di competenza dell'Ordine) Commercialista in Fonte Nuova (RM) Risparmio di Orvieto. !!118,00 per i22 età finospeciale a 35 anni (quota competenza dell'Ordine) Oneri per il personale: ! 258,00 per 360 iscritti con età pari o superiore a 35 anni (quota di competenza dell'Ordine) In questa voce è previsto il costo della retribuzione e degli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'Odcec, personale: !Oneri 88,00 per per iil21 iscritti all'elenco speciale (quota di competenza dell'Ordine) ammontante complessivamente ! 56.490,00 In questa voce è previsto il costoaddella retribuzione e degli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'Odcec, ammontante complessivamente ad ! 56.490,00 Oneri per il personale:

InDotazione questa voce organica è previsto il costo della retribuzione e degli oneri previdenziali ed assistenziali a carico dell'Odcec, ammontante complessivamente ! 56.490,00 La dotazione della pianta ad organica deliberata dal Consiglio il 25/10/2010 è la seguente: Dotazione organica

La dotazione della pianta organica deliberata dal Consiglio il 25/10/2010 è la seguente: Dotazione organica La dotazione della pianta organica deliberata dal Consiglio il 25/10/2010 è la seguente:


Il Commercialista, notiziario dell'Odcec di Tivoli n.1-2013