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Sopralluogo nell'area delle nuove piscine comunali, situate in via Zanella, Selvana, in comune di Treviso. Il giorno 5 Agosto 2011 ore 18.30 mi sono recata nell'area del piano di lottizzazione (PL) detto “Piscine” (PRG comunale) e presso l'area a servizi relativa alle nuove piscine comunali per descrivere la situazione del luogo e, in particolare, ciò che rimaneva della siepe asportata nel mese di Luglio 2011. Durante un precedente sopralluogo avvenuto il 2 Agosto 2011 avevo incontrato una cittadina residente che lamentava del danno procurato all'ambiente naturale del sito. Cosa questa che riscontravo con i miei stessi occhi ma la sig.a, di cui non conosco il nome, mi dichiarava le specie faunistiche presenti prima della distruzione della siepe e in particolare, tartaruga palustre, civetta, gufo, nonché moltissime specie di uccelli passeriformi, tra cui l'usignolo. A seguito di questo racconto ho organizzato il sopralluogo strutturato del 5 Agosto 2011 con cui ho rilevato quanto era osservabile. Quindi mi sono proposta di: − descrivere lo stato di fatto del luogo prima e dopo il danno, anche attraverso documenti fotografici e cartografie di inquadramento; − descrivere le presenze vegetali attraverso il rilievo delle specie nel lembo di siepe rimasto e delle specie rinvenute ancora in vita laddove è avvenuto l'asporto vegetale; − definire gli elementi che fanno ritenere l'intervento sulla siepe un danno ambientale non reversibile né mitigabile dal e con il progetto urbanistico approvato, sempre che questo sia stato previsto.

Mappa n.1 L'area delle piscine come da PRG comunale


Inquadramento dell'area interessata e localizzazione della siepe rilevata, confronto diacronico L'ambito di intervento di via Zanella è da considerarsi un comparto unitario in cui un unico progetto, progettista e ditte esecutrici hanno fino ad oggi operato, stando a quanto riportato dal comunicato stampa del comune di Treviso del 10 giugno 2011 che segnalava l'inizio dei lavori. Il PRG del comune di Treviso distingue per questa area due tipologie di trasformazione urbanistica: − un piano di lottizzazione detto “Piscine” - codice C2.1/2; − un'area a Servizi - codice F.2/1 cui corrisponde il progetto delle nuove piscine comunali (mappa n.1) – Inizio lavori giugno 2011. L'ambito è compreso e delimitato a ovest da via Caduti sul lavoro, a nord-ovest da via Rigamonti, a nord-est da fondi agrari, a est da una siepe ripariale con presenza di una polla risorgiva indicata in PRG, a sud dalla ferrovia, a sud ovest da una proprietà privata di tipo residenziale. Il fiume Storga e quindi il SIC, anche se non direttamente connessi, distano dal perimetro esterno

dell'area a servizi appena più di 30 metri lineari. Mappa n. 2 Ortofoto 2007 prima degli interventi nell'area piscine. In verde sono indicate le siepi all'epoca esistenti. La mappa n.2 riporta la visione aerea dell'area “piscine” nel 2007. Si possono distinguere chiaramente i filari di siepi presenti prima dei lavori. Si possono contare in quattro filari continui: due in direzione est-ovet e due in direzione nord-sud. Alcuni di questi, dove sono stati costruiti i parcheggi, ai due lati di via Zanella, sono stati abbattuti durante i lavori relativi alla lottizzazione antecedente all'inizio dei lavori dell'area destinata a servizi. In particolare la ripresa aerea di google maps (mappa n. 4) mostra quali siepi sono state abbattute rispetto alla mappa n.3.


Mappa n. 3 – In rosso sono indicate le siepi abbattute durante la realizzazione del piano di lottizzazione (PL “Piscine”).

Mappa n.4 L'immagine dell'inizio dei lavori presso la lottizzazione “Piscine” così come riportato da Google Maps


Mappa n. 5 confronto diacronico eliminazione siepi

Foto A1 l'area della siepe distrutta. Sullo sfondo, a ridosso della strada, il lembo di siepe rimasto.


Foto A2 stato attuale del fossato adiacente la strada vicinale

Foto A3 Stato attuale del fossato e del campo limitrofo


Foto A4 – stato attuale del fossato

Foto A5 Mucchio di rami e sterpaglie e legno a diretto contatto con il fosso di cui sopra


Foto A6 recinzioni impiegate per delimitare un invaso idrico

Foto A7 Erosione delle sponde del fossato lato Nord – area lottizzazione


Foto A8 Erosione delle sponde lato Sud (area lottizzazione)

Foto A9 Sponde del fossato


Descrizione delle siepi rimosse a Luglio 2011. Si tratta del sistema verde che si disponeva linearmente a nord e a sud di via Zanella, in direzione da Ovest a Est, inoltrandosi verso alcune proprietà private e la centrale elettrica dell'ENEL visibile in mappa n. 4. In particolare, il tratto rivolto a sud della strada vicinale presentava delle caratteristiche di particolare pregio per la presenza di un fossato ricco di acqua, un'altezza della siepe pari a 7-8 metri, una struttura ecologica organizzata e in evoluzione verso il contesto circostante, in particolare, verso Sud inoltrandosi verso il prato (in mappa n. 3 è indicata come vegetazione in evoluzione). Non potendo rilevare più la siepe per quello che era in origine, ho proceduto a rilevare il lembo di siepe risparmiato e gli esemplari vivi nell'area di abbattimento. Risultati: Lembo di siepe: Platanus hybrida Acer campestre Ulmus minor Quercus robur Corylus avellana Cornus sanguinea Viburnum opulus Ligustrum vulgare Sambucus nigra Potentilla indica Rubus ssp

platano comune acero campestre olmo comune Farnia (plantulae) nocciolo Sanguinella Pallone di maggio Ligustrello sambuco nero fragola matta rovo ssp

Nell'area della siepe distrutta: Platanus hybrida Acer campestre Quercus robur Corylus avellana Cornus sanguinea Potentilla indica

platano comune (7 capitozzature vedi foto n. 1, 2, 3) acero campestre (piccolissimi arbusti singoli) a ridosso dei platani capitozzati e in un caso come esemplare solitario (vedi foto n. 4) Farnia (plantulae) (vedi foto n. 5) che spuntavano da un “cuscino” di Potentilla indica (foto n. 6) o fragola matta nocciolo (vedi foto n. 7) Sanguinella fragola matta

Ci sono alcune note importanti da segnalare: − le plantulae di farnia (Quercus robur) si sono generate certamente da un esemplare adulto in grado produrre ghiande alla distanza di non più di 15 metri dalle plantulae stesse. Infatti, le ghiande cadono sotto la pianta madre e non si distribuiscono con il vento. Questo fatto indica la preesistenza di una farnia di una certa dimensione (presumibile in 8-10 metri) ora scomparsa. − La disposizione delle specie era qui organizzata, tanto da indicare un equilibrio ecosistemico paragonabile a quello di un bosco in evoluzione e dal suo mantello. Questa considerazione deriva dal personale ricordo di com'era il sito ma, è ancora rilevabile dalla presenza degli arbusti e delle specie erbacee rimaste, nonché dal lembo di siepe lasciato intatto. Nessuna specie predominava, tanto che esemplari di rovo e sambuco nero, solitamente presenti in grandi quantità negli ambienti disturbati e degradati si potevano contare in pochissimi esemplari rientrando, così, in un equilibrio ambientale ormai raro in pianura e nel comune di Treviso. − La presenza del fossato con una certa costante presenza di acqua dovuta alle polle risorgive


una segnalata in PRG) arricchiva ancor più il contesto, oltre ad essere parte integrante a formare l'ambiente umido della siepe. Si tratta dell'ambiente ideale per gli anfibi e i rettili d'acqua come per esempio la tartaruga palustre (Emys orbicularis). − Il folto degli arbusti consentiva che piccoli uccelli si riparassero e nidificassero grazie all'effetto barriera e protettivo che questo determinava. − Il microclima della siepe era determinato da un insieme di fattori: ombreggiamento delle chiome degli alberi più alti nei confronti degli arbusti sottostanti. La ricchezza di questi ultimi determinava una minore aggressione da parte dei venti, mantenendo il microclima costante nella fascia del soprassuolo, infine la costante presenza di acqua contribuiva al mantenimento di un microclima umido di tipo ripariale e/o di risorgiva. − Il suolo era ricco e fertile. Ora, con l'asportazione della siepe, sono venuti meno non solo gli esemplari singoli e l'intera biomassa vegetale, ma anche le condizioni di equilibrio (sopradescritte) che rendevano tale siepe così interessante. Lo scavo e l'asportazione del suolo e soprassuolo ha determinato le distruzione del manto di specie erbacee preesistenti. Quel che succede ora è che tutto il fossato ha un aspetto degradato e si stanno insediando specie avventizie e opportuniste tipiche dei cantieri, delle aree di frana e di ambienti disorganizzati ecologicamente. Il semplice impianto di singoli esemplari arborei e arbustivi da qualche altra parte non è sufficiente a ricreare l'ambiente ormai distrutto. Dovrebbero, infatti, coesistere condizioni analoghe a quelle dette. Non si ravvede, infatti, all'interno della lottizzazione e dell'area piscine un altro sito che possa essere analogo e adatto, per la mancanza del fossato, per la presenza di recinzioni di cemento e rete, per il contesto artificializzato e per il fatto che sarà trasformato in giardino con specie da vivaio, a ospitare un ecosistema come quello descritto sopra.


foto n. 5 – Plantulae di Farnia fra le fragole matte

foto 6 Potentilla indica o fragola matta


Foto n. 7 – Esemplare di nocciolo (Corylus avellana)


Foto n. 8 Il lembo di siepe rimasto intatto nella parte orientale rispetto alla siepe ormai distrutta


Immagini raccolte da Google StreetView data di cattura immagine on-line 10 Agosto 2011


Le nuove piscine di Selvana  

Sopralluogo nell'area delle nuove piscine comunali, situate in via Zanella, Selvana, in comune di Treviso.

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