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ANNO I - Numero 2 – Marzo 2013

mail: fogliomassonico@altervista.org

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G.L.R.S.

G.L.R.I.

Gran Loggia Regolare D’Italia Loggia Eurako n. 253 di Termini Imerese

IL TEMPIO ED I LAVORI RITUALI

L’

APERTURA DELLA LOGGIA

PROIEZIONE METAFISICA ED INTROSPETTIVA DEL LIBERO MURATORE (Fr. M.M G.U.)

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“Il Rituale Liberomuratorio ci insegna che il ciclo naturale della vita e della morte ha lo scopo di ricongiungerci con il Divino, in una dimensione spazio-temporale dove il tempo non ha uno svolgimento lineare, ma ciclico, secondo la teoria dell’eterno ritorno, a fronte dell’idea di progresso indefinito, tipico della visione illuministica. Lo scopo di una società iniziatica non è il progresso sociale perché essa, nel collocarsi fuori dal tempo, si colloca fuori dalla storia, essa non aspira a creare una società migliore, se non come conseguenza secondaria ed eventuale del vero unico fine che essa persegue: quello di fornire un contesto e favorire la scoperta in ogni

iniziato del

proprio Sé

Divino. Questo cammino non può che iniziare, svolgersi e

concludersi all’interno di ciascun individuo, la società e le sue dinamiche rimangono sullo sfondo e il suo grado di evoluzione non sarà che un riflesso, una proiezione della consapevolezza del Sé individuale.” (Ill.mo e Ven.mo Fr. Fabio Venzi, I Cinque Segni della Decomposizione dell’Angelo, Allocuzione tenuta alla Gran Loggia del 17 aprile 2009 )

“Siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste” (Matteo 5,48)

“Liberiamoci in fretta, spiriti celesti desiderosi della patria celeste, dai lacci delle cose terrene, per volare con ali platoniche e con la guida di Dio, alla sede celeste dove contempleremo beati l'eccellenza del genere nostro” (Marsilio Ficino, Theologia Platonica, 1482)

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La Loggia, il Tempio, gli Ufficiali, le cariche ed i ranghi, i Rituali, tutti aspetti, immagini, simboli ed allegorie della Libera Muratoria che abbiamo iniziato a conoscere, a praticare, a studiare, talvolta anche a comprendere. Molti Liberi Muratori, anche dopo lungo tempo dal loro passaggio nella Camera di Mezzo del Tempio di Re Salomone e la loro Elevazione al Sublime Grado di Maestro Muratore, si interrogano sulla loro reale natura, sul vero significato di tale imponente solennità, se tali pratiche simboliche abbiano risvolti sostanziali od invece facciano, solamente, parte di una ritualità e di un simbolismo formale, propedeutico alla reale comprensione del Primo e più profondo Mistero Iniziatico. Mio parere è che tali simboli e gesti rappresentino il Vero, Primo e Unico Metodo per la comprensione del Mistero Iniziatico. Per meglio comprendere tale convinzione è importante, innanzitutto, centrare l’attenzione sul particolare significato che il Rituale Emulation riveste per coloro che lavorano secondo i suoi dettami. Massimo Graziani1 mette in evidenza come il modo di lavorare Emulation non sia soltanto un’aderenza ad un Rituale ma rappresenti, altresì, una concezione ed una filosofia massonica ben precisa, esso è, infatti, di natura Teista ed afferma la realtà del Divino inteso come trascendenza. In esso la biunivocità fra il G.A.D.U. e l’uomo, in quanto emanazione, creazione ed appendice del Divino, viene rivelata e posta come base della vera essenza massonica, in esso si manifesta la reale natura Divina della Massoneria, tale concetto viene descritto, magistralmente, dall’artista, studioso e Massone Vincenzo Tartaglia2. In tale visione profondamente spirituale ed iniziatica, lo Spirito Divino e la Luce Iniziatica che il Maestro Venerabile diffonde a tutta la Loggia vengono a Lui infusi per il tramite del Direttore delle Cerimonie, depositario della ortodossia ritualistica. Tale riflessione ci impone di introdurre un fondamentale concetto della Libera Muratoria di impronta profondamente esoterica, l’identificazione dei tre gradi della Massoneria Azzurra, che albergheranno sempre e comunque dentro noi stessi, indipendentemente dai nostri progressi nell’Arte Muratoria, con i diversi aspetti della complessa natura dell’uomo. L’Apprendista Accettato è accostato alla nostra natura corporea e materiale, sempre pronta a deviare verso i più bassi istinti della profana natura umana. Il Compagno di Mestiere personifica l’Anima Razionale che si eleva tramite lo studio della Natura e della Scienza. Il Maestro Muratore si protende verso il puro Spirito Divino emanando egli stesso la luce assorbita durante il Cammino Iniziatico. Centrare il ruolo di queste tre componenti nel nostro essere Libero Muratori ci permette di capire la reale essenza del Tempio, dei Fr.lli in esso riuniti e dei Lavori Rituali. In prima istanza risulta fondamentale comprendere appieno il vero significato simbolico del Tempio, non come luogo fisico ma come condizione metafisica e spirituale. In termini di fisica teorica diremmo che esso rappresenta una condizione quantistica, una nuova dimensione priva dei classici connotati spazio - temporali, dove le leggi fisiche a noi note smettono di esistere per far posto ad uno stato puramente spirituale. In termini esoterico - alchemici diremmo che esso rappresenta il forno di Athanòr, dove le componenti spirituali dei Fratelli, ciascuno con la propria personale e peculiare spinta iniziatica, si mescolano in una introspettiva sinergia d’intenti affinché si realizzi il perfetto punto di cottura e di fusione dell’Opera. Inoltre, possiamo attribuire al Tempio un connotato simbolico ancora più introspettivo, esso rappresenta, nella sua eterogenea complessità, noi stessi come Liberi Muratori. Al fine di chiarire tale anagogica descrizione del Tempio Massonico risulta necessario esplicare le funzioni ed i doveri ritualistico - esoterici dei Fr.lli e degli Ufficiali di Loggia descritti nella Cerimonia di Apertura. 1 2

Massimo Graziani, Massoneria Emulation, 2008, Bastogi Editrice Vincenzo Tartaglia, La Rivelazione Massonica, 2010, Bastogi Editrice Vincenzo Tartaglia, La Natura Celeste della Massoneria, 2011, Bastogi Editrice

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Dobbiamo, innanzitutto, confrontarci con la simbolica ed esoterica funzione dei due Copritori. Il C.E. è posto “...fuori della porta della Loggia...”3 e rappresenta un baluardo contro l’ignoranza e l’oscurità del mondo profano, egli infatti “...armato di una spada sguainata...”4 ha il dovere di “...tenere lontano tutti i profani e gli intrusi dalla Muratoria ed assicurarsi che i candidati siano correttamente preparati”5, egli rappresenta la nostra primaria ed unica difesa dagli attacchi e dalle insidie che provengono dalla oscura ignoranza del mondo profano, permettendo soltanto ai veri iniziati di appropinquarsi a quell’orizzonte degli eventi rappresentato dalla soglia del Tempio, il varco spazio - temporale del nostro Spirito iniziatico. Il C.I. è, invece, posto “all’interno presso la porta della Loggia”6 ed ha il dovere di “Ammettere i Muratori, dopo averli provati tali, ricevere i Candidati nelle forme dovute e obbedire ai comandi del 2°S.”7. Tralasciando il secondo dei suoi doveri rituali oggetto di altra trattazione (Cerimonie d’Iniziazione, Passaggio ed Elevazione), possiamo scorgere chiaramente come il C.I. rappresenti simbolicamente la valvola di chiusura del nostro Spirito nel viaggio iniziatico, egli è, infatti, il guardiano della soglia del Tempio, cioè il tramite ed il divisorio tra il mondo profano e la Loggia, tra una realtà fisica ed una metafisica, ovvero tra il sacro ed il profano. Il C.I., inoltre, obbedendo ai comandi del 2°S, il quale è preposto a sorvegliare la Loggia prima della sua apertura e durante le fasi di sospensione dei lavori, tenendo eretta la colonna del suo scranno, esplica “...il primo dovere di ogni Muratore”8 e cioè “Assicurarsi che la Loggia sia debitamente coperta”9. L’espressione "coprire il Tempio" non vuole significare soltanto entrarne, uscirne o vigilarne l’accesso, ma essere sicuri che le volontà e le energie dei Fratelli siano in perfetta sintonia, in armonia tra loro ed orientate verso il medesimo scopo costruttivo. Secondo i principi della dottrina alchemica, il C.I. è il coperchio del forno Athanòr, quindi della Loggia, che va chiusa ermeticamente; il responsabile del punto di cottura e di fusione dell’Opera, quindi sovrintende all’integrità dell’Athanòr affinché questo non si rompa. Infine l’ammissione dei Fratelli “...dopo averli provati tali...”10 simboleggia la predisposizione del nostro Spirito di Liberi Muratori, il quale trova sintonia d’intenti ed affinità iniziatiche soltanto con coloro che, “debitamente preparati” si accingono a varcare la soglia del Tempio. Difatti subito dopo la verifica di tale ermetica copertura, il 1°S, che sorveglia i Lavori durante il loro svolgimento e solo dopo l’apertura della Loggia, momento in cui egli erige la colonna sul suo scranno, esplica il secondo dovere di ogni Muratore e cioè il presentarsi all’Ordine. Tale gesto non rappresenta soltanto la semplice “dimostrazione” che “...tutti i Fratelli presenti siano Liberi Muratori”11, ma il primo passo verso quel percorso iniziatico che i lavori rituali simboleggiano e guidano, il protendersi verso il Divino, affinché la sua Luce illumini il nostro Cammino. In questa rappresentazione delle funzioni simboliche degli Ufficiali, seppur limitata ai soli Copritori, scorgiamo già la corrispondenza fra l’intera composizione della Loggia e la dimensione introspettiva di ogni singolo Fratello. Ogni gesto, ogni funzione, ogni carica di ufficiale rappresenta un diverso aspetto della nostra natura e dei nostri doveri massonici, sia nei confronti di altri Fratelli che nei confronti del mondo profano. Tale concetto appare ancor più esplicito procedendo nella trattazione analitica delle funzioni simbolico - ritualistiche degli Ufficiali Principali “...il M.V., il 1° ed il 2°S...”12. Com’è noto il 2°S Sorvegliante rappresenta il punto di riferimento degli Apprendisti Accettati, ancora impregnati delle scorie del mondo profano, essi lottano contro il materialismo, l’ignoranza e l’oscurità nella quale hanno vissuto fino alla loro Iniziazione. Il 2°S guida 3

Rituale Emulation, Apertura della Loggia, pag 24 Ibidem 5 Ibidem 6 Ibidem 7 Ibidem 8 Ibidem, pag. 23 9 Ibidem, pag. 23 10 Rituale Emulation, Apertura della Loggia, pag 24 11 Ibidem 12 Ibidem 4

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l’Apprendista Accettato verso il superamento del nostro materialismo residuo e simboleggia la nostra natura corporea. Il 1°S rappresenta il punto di riferimento dei Compagni di Mestiere, che avendo soppresso i pericoli dei più bassi istinti profani, hanno salito i primi tre gradini della Scala di Giacobbe, occupandosi e studiando “...i Misteri occulti della Natura e della Scienza...”13. Il 1°S guida il Compagno di Mestiere in questo studio, eleva le sue conoscenze ad una superiore e più ampia coscienza iniziatica tramite le Arti e le Scienze Liberali per “...apprezzare le meravigliose opere dell'Onnipotente...”14 e simboleggia la nostra Anima Razionale. Infine il M.V., a cui si rivolgono i Maestri Muratori, e con essi tutti i Fr.lli, nello svolgimento dei loro compiti e dei loro doveri, simboleggia la Saggezza di Re Salomone, diffonde la Luce Ineffabile del Divino rivelata e proiettata sul nostro cammino, lungo i passi del nostro viaggio introspettivo per ricongiungerci alla nostra vera natura, quella dell’Assoluto Principio che ci ha creati ed emanati da Se. Inoltre, risulta fondamentale focalizzare l’univoco senso di direzione nei rapporti fra gli Ufficiali Principali per il tramite delle funzioni svolte dai due Diaconi. Il 1°D, che sta “vicino ed alla destra del M.V.”15, ha il dovere di “Portare tutti i messaggi e i comandi dal MV al 1° S. e attendere il ritorno del 2°D”16, mentre il 2° Diacono, posto “alla destra del 1°S”17, ha il dovere di “portare tutti i messaggi e le comunicazioni del M.V. dal 1° al 2°S ed accertarsi che questi vengano puntualmente eseguiti.”18 I due Diaconi, inoltre, si occupano di svelare la Tavola di Tracciamento di 1° grado, che racchiude in se in forma unitaria e simbolicamente sintetica le basi ed i precetti liberomuratori, la cui complessa trattazione è stata, infatti, aggiunta quale appendice del Rituale. I Diaconi, quindi, svolgono simbolicamente la funzione di vettori della rivelazione massonica nonché della gerarchia dottrinale di liberomuratoria di origine celeste. Avendo trattato analiticamente le funzioni ed i doveri simbolici delle figure descritte e prevalentemente impegnate nell’apertura della Loggia, siamo in grado di formulare una Unitaria Teoria del Tutto, che descriva come possano tali diverse funzioni simboliche coesistere contemporaneamente in noi stessi come Liberi Muratori e rappresentare i nostri doveri nell’azione e nel pensiero. Essa ci permette di comprendere che lo svolgimento del Rituale nel Tempio simboleggia i nostri doveri di condotta ed il corretto modus vivendi della nostra intera esistenza. Infine essa spiega in che modo le diverse cariche degli Ufficiali presenti in Loggia siano strumenti che ognuno di noi possiede autonomamente in se, rappresentando le svariate sfaccettature della nostra essenza. Tale concezione, inoltre, permette, a mio modesto parere, di trovare una sintesi, fra la visione allegorico - moraleggiante e quella anagogica del Rituale, la cui coesistenza può e deve rappresentare una ricchezza sinergica nella vita della Loggia e nell’ampliamento della coscienza iniziatica di ogni Fratello, così come auspicato dall’ Ill.mo e Ven.mo Gran Maestro nel suo ultimo saggio.19 A mio parere tale teoria unificatrice può essere così rappresentata; ogni Fratello, nella sua pratica Libero Muratoria deve oltrepassare la soglia del materiale e discendere nei più profondi anfratti della propria Anima (visita interiora terrae), sopprimendo il materialismo profano tramite il proprio intrinseco C.E., sigillare il varco fra la profanità e questa personale dimensione metafisica preparandosi debitamente al viaggio da intraprendere ed accettando una sinergia d’intenti solo con provati Fratelli Liberi Muratori tramite il proprio intrinseco C.I. Inoltre, la nostra dimensione corporea, simboleggiata dall’A.A. e guidata dal 2°S nei primi passi del suo cammino introspettivo, 13

Rituale Emulation - Cerimonia di Passaggio, pag. 106 Ibidem, pag. 105 15 Rituale Emulation - Apertura della Loggia, pag. 24 16 Ibidem 17 Ibidem 18 Ibidem 19 Fabio Venzi, Introduzione alla Massoneria, 2012, Atanòr 14

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deve agire secondo i dettami, comunicatici tramite il 2°D, della nostra Anima Razionale rappresentata dal 1°S, che a sua volta, per il tramite del 1°D viene illuminata dalla Luce e dalla Saggezza Divina emanata dal M.V. Le considerazioni fin qui svolte e l’analisi della ritualità mi hanno condotto alla profonda convinzione di quanto detto in precedenza: il Rituale non rappresenta un testo da utilizzare in un processo ermeneutico della Libera Muratoria ma rappresenta il Vero, Primo e Unico Metodo per la comprensione del Mistero Iniziatico, che il Libero Muratore deve seguire per percorrere il sentiero verso la Luce, morendo nella dimensione materialistica ed egoistica della vita profana e rinascendo nella dimensione universale e noetica dell’intera creazione Divina, attraverso un processo gnoseologico di stampo metafisico e spirituale che lo conduca lungo quel viaggio ascensionale verso l’Altissimo. Il concetto, fondamentale nella Libera Muratoria di stampo iniziatico - esoterico, di viaggio ascensionale verso la Luce Divina, viene, infine, simboleggiata dalle fasi finali dell’Apertura della Loggia, difatti, come già ricordato, i D.ni espongono la Tavola di Tracciamento, dove compare la Scala di Giacobbe che porta alla Stella Risplendente e viene sorretta dal VLS, questo viene aperto dal Cappellano della Loggia in modo tale che il M.V. possa leggerlo20. Tale precisazione non è casuale, infatti il M.V. è posto ad Est perché “Come il sole sorge ad est per dare inizio e vita al giorno, così il M.V. è situato a est per aprire la Loggia e per impiegare ed istruire i Fratelli nella Libera Muratoria”21. Quindi il M.V., dovendo istruire i Fratelli nella Libera Muratoria, si serve del VLS che egli stesso definisce, rivolgendosi ad ogni nuovo iniziato, “...infallibile guida alla verità e alla giustizia e regolatore delle vostre azioni in base ai precetti divini...”22. La simbologia derivante dagli ultimi istanti dell’Apertura della Loggia ci fa comprendere che le istruzioni impartite dal M.V. provengono dai dettami contenuti nel VLS che sorregge saldamente il nostro Cammino Iniziatico rappresentato dal viaggio ascensionale verso la Perfezione. Tale viaggio ascensionale non è altro che un ritorno alla prima, vera ed unica natura dell’uomo, quella Divina, un ritornare fra le braccia del Padre Celeste, Grande Ideatore, Ordinatore ed Architetto del Tutto, poiché da esso ed a sua immagine siamo stati creati quale emanazione della sua infinità Saggezza, e ad esso siamo destinati a ritornare, tramite un processo in cui: il Puro Principio Unitario si espande all’infinito e l’infinita sua creazione si ricontrae in un unico punto di energia che splende di Luce Divina

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Rituale Emulation, pag. 26 - Note al Rituale, pagg. 14 e 15 Ibidem, pag. 25 1 Rituale Emulation, Esortazione dopo l’Iniziazione, pag. 76 1

Bibliografia

Rituale Emulation

Fabio Venzi, Introduzione alla Massoneria, 2012, Atanòr

Massimo Graziani, Massoneria Emulation, 2008, Bastogi Editrice

Vincenzo Tartaglia, La Rivelazione Massonica, 2010, Bastogi Editrice

Vincenzo Tartaglia, La Natura Celeste della Massoneria, 2011, Bastogi Editrice

Arturo Reghini, Le parole sacre e di passo dei primi tre gradi e il massimo mistero massonico, 1922, Atanòr

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L'amore è un concetto estensibile che va dal cielo all'inferno, riunisce in sé il bene e il male, il sublime e l'infinito. (C. G. Jung)

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Storie e miti di Sicilia – 1a parte Eccolo questo magnifico triangolo dalle sfumature cangianti al centro di quel mare Mediterraneo culla della civiltà. Qui miti e misteri diventano metafora della vita quotidiana. C’è una tipica espressione siciliana che si sintetizza nella parola “Boh ?” per dire “non so” che la dice lunga in merito alla possibilità di esprimere un giudizio. Essa, benché spesso assimilata, da chi non conosce i siciliani, ad una naturale predisposizione omertosa, rappresenta invece l’antica saggezza di chi sa che la verità può avere mille sfaccettature e non sempre è possibile conoscere tutti i dati che presuppongono ad un corretto giudizio. Così in Sicilia le storie rimangono sospese a mezz’aria con risvolti enigmatici che lasciano spazio alla fantasia e all’intuizione di chi le apprende. In questo numero iniziamo a passarle in rassegna, almeno quelle più note, iniziando dal primo mistero siciliano che è il suo stesso simbolo, il triscele: tre gambe piegate alle ginocchia in una figura a spirale e tutte e tre collegate a un centro che è la testa della “Medusa” i cui capelli, nello specifico, sono serpenti intrecciati con spighe di grano. E’ un simbolo solare di origine mitologica, diffusissimo nell’antichità.

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Si tratta della Gorgone, uno dei mostri della mitologia greca. Le gambe simboleggiano i tre promontori più estremi dell’isola: Capo Lilibeo a Est, Capo Peloro o Punta Faro a Ovest e Capo Passero a Sud. La Sicilia fu chiamata Trinacria per prima dai Greci dalla parola “Trinacrios” che significa “treis” (tre) e “akra” (promontori). La gamba piegata, nel Peloponneso, era anche simbolo di forza, tanto che era rappresentata sugli scudi dei guerrieri Spartani. Le spighe di grano stanno ad indicare la fertilità di questa terra di Sicilia tanto che per i Romani, l’isola divenne uno dei granai dell’Impero.

Gli studiosi sono concordi nell'affermare che il triscele è un antico simbolo religioso orientale, sia che rappresentasse il dio Baal, o il sole, nella sua triplice forma di dio della primavera, dell'estate e dell'inverno, sia che rappresentasse la luna con le gambe talora sostituite da falci lunari. Il prof. Tricoli saggiamente avverte che "il simbolo della Triscele vuole rappresentare una concezione cosmica: le tre gambe esprimerebbero, appunto, il movimento cosmico, la vita, il divenire e si ricollega ad analoghi simboli della civiltà indo-europea di cui dà un'interpretazione mediterranea, calata cioè nella cultura umanistica dei popoli mediterranei. Il Gorgoneion, effigiato al centro delle tre gambe che è una rappresentazione della Medusa, appare in un momento successivo. Il simbolo della Trinacria, se perdette il suo originario valore solare, ne acquistò uno sacrale in Sicilia, dato il suo valore apotropaico, che lo trasformò in una sorta di talismano. Ma il suo valore divenne essenzialmente geografico: e si identificò talmente con la Sicilia, nelle sue diverse denominazioni di Trinacria, Triscele, Triquetra, Trichetria, che fu addirittura “esportato”. Il simbolo della Trinacria si trova, infatti, nell'Isola di Man nel mare d'Irlanda, portatovi, secondo una leggenda locale, dai Normanni che venivano dalla Sicilia nei secoli X – XI e che sostituirono con la Trinacria l'antico simbolo dell'isola irlandese, che sotto i re scandinavi era costituito da un vascello. Tenendo conto che questa stessa figura era diffusissima nell'antichità in altri paesi a cui non la legavano isomorfismi geografici, qual è allora il suo vero significato o comunque quello originario? Diverse le ipotesi plausibili, ma è certo che la maggior parte di tali emblemi appartiene alla famiglia dei simboli d'interazione cosmica, cioè dei simboli attraverso i quali si vuole dare la percezione della genesi del cosmo e dell'uomo e di un eterno accordo che si ripete ciclicamente. Questi stessi deriverebbero dalla medesima matrice interpretativa da cui nasce il Triscele: la spirale. M.M. 2L

Questa pubblicazione è da intendersi quale rivista interna ad uso esclusivo delle Logge della G.L.R.I. Gli articoli pubblicati costituiscono opera della maestria dei loro rispettivi autori. Il loro contenuto non riflette necessariamente la posizione delle Logge siciliane o della G.L.R.I.

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Il Foglio Massonico - n.2 - 2013