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22 I quaderni di Energheia

IL VENETO COME AREA STRATEGICA PER LA GREEN ECONOMY Dalle buone pratiche sperimentali agli interventi su vasta scala nella prospettiva 20/20 di Diego Santi, ENEA, Unità Trasferimento Tecnologico

L'ENEA è presente sul territorio Veneto con l'ufficio di Venezia e con una serie di iniziative progettuali nei campi dell'innovazione, dell'energia e dell'ambiente che vedono l'Agenzia collaborare con vari soggetti regionali. Ad esempio, ENEA partecipa assieme ad Unioncamere Veneto e Veneto Innovazione al progetto Friend Europe, finalizzato ad assistere le PMI regionali nelle loro necessità di innovazione tecnologica e di internazionalizzazione nel quadro dell'iniziativa europea Enterprise Europe Network che coinvolge circa 600 partner in più di 30 paesi. Come Ente energetico, ENEA non poteva mancare tra i promotori delle iniziative della settimana EUSEW che ha visto la presentazione di una serie di buone pratiche da parte di aziende e soggetti pubblici. Compiti dell’ENEA Con la legge n. 99 del 23 luglio 2009, l’ENEA ha cambiato la sua denominazione in “Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile”, che, da un lato ne conferma la vocazione tecnologica ed energetica, dall’altro, pone un maggiore accento sul sistema produttivo, coniugando le tematiche della sostenibilità con lo sviluppo economico. Tra i suoi compiti principali: - elabora studi e scenari riguardanti l’energia, in particolare le fonti rinnovabili e l’impatto antropico sull’ambiente; - supporta le Pubbliche Amministrazioni centrali e periferiche nella definizione delle politiche energetiche; - mette a punto metodologie e strumenti per la gestione delle risorse energetiche e per il miglioramento dell’efficienza degli usi finali dell’energia; - conduce sperimentazioni, realizza prototipi in collaborazione con soggetti pubblici e privati e trasferisce al sistema produttivo i risultati della ricerca. Consumo energetico e prospettive future Gli attuali trend energetici stanno portando verso un modello di sviluppo dell’intero sistema economico-energetico mondiale di tipo insostenibile. Sono necessarie azioni urgenti ai fini di uno spostamento globale di tutti i settori

verso le tecnologie low-carbon. Il consumo di energia è al centro del problema in quanto incide per il 65% delle emissioni mondiali di gas serra. I trend di sviluppo in corso porteranno ad un aumento della CO2 da usi energetici che passerà da 29 Gt nel 2007 a oltre 40 Gt nel 2030 (IEA Reference Scenario – Tendenziale). Un’evoluzione sostenibile del sistema ha come condizione essenziale il contenimento dell’aumento della temperatura globale al di sotto della soglia dei 2°C. Questo obiettivo è coerente con una stabilizzazione delle emissioni di CO2 nel lungo termine attorno a 450 parti per milione (ppm) in atmosfera a partire dalle attuali 380 ppm circa (IEA Scenario tecnologica450 – Accelerazione). Per ottenere questo risultato è necessario ridurre le emissioni di CO2 rispetto al tendenziale di 3,8 Gt al 2020 e di ben 13,8 Gt al 2030. In questo scenario, il contributo maggiore alle mancate emissioni sarà rappresentato dal risparmio energetico e dall’aumento dell’efficienza nei consumi finali (59% della riduzione al 2020 e 52% al 2030), e dall’utilizzo di fonti rinnovabili che aumenteranno progressivamente la loro quota fino a coprire circa 1/5 delle emissioni evitate nel 2030 (IEA – World Energy Outlook 2009). Le implicazioni per l’Italia sono contenute nella legge n. 13 del 27 febbraio 2009 che, recependo le indicazioni della direttiva 2009/28/CE sulla “promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili”, pone l'obiettivo del 17% del consumo interno lordo (da intendersi come il consumo finale di energia) per l'energia prodotta con fonti rinnovabili entro il 2020. Il documento dettagliato con il piano d’azione nazionale e il relativo burden sharing (la ripartizione fra regioni della quota minima di incremento dell'energia prodotta con fonti rinnovabili, tenuto conto dei potenziali regionali) è attualmente in fase di definizione e sarà trasmesso alla CE nei prossimi mesi. Le sfide per il sistema economico veneto È evidente che un obiettivo di tali dimensioni porrà al tessuto produttivo sfide di grande portata. Questo è ancor più vero per il sistema

economico veneto che si trova nella necessità di rinnovare un modello basato sui tradizionali distretti produttivi e sulla flessibilità delle sue aziende. Allo stesso tempo, la sfida della green economy offre opportunità di sviluppo e di recupero di competitività che non vanno trascurate. Si possono individuare almeno tre livelli di opportunità: • lo sviluppo di comunità locali sostenibili distretti energetici che consentano da un lato di ottimizzare l’uso e i flussi di energia e risorse abbassando i costi di produzione, dall’altro di migliorare la propria posizione competitiva attraverso azioni di marketing territoriale; • la produzione di componentistica e sistemi per le rinnovabili e per l’efficienza energetica; • la progettazione e la realizzazione di sistemi di produzione e di nuovi prodotti a minore impatto ambientale e con minore uso di risorse/energia. L’ENEA è attivo in tutti e tre i livelli, in particolare con iniziative che coinvolgono il territorio veneto: • distretti energetici: sono stati sviluppati strumenti e metodologie per processi innovativi di produzione, distribuzione e gestione di risorse energetiche (generazione distribuita, smart energy grids, integrazione di fonti energetiche diverse) che vengono validati attraverso la realizzazione di sperimentazioni sul campo (ad es. nell’Isola della Maddalena). Per quanto riguarda il Veneto, è stato recentemente presentato il progetto M2RES finalizzato alla sperimentazione e diffusione di metodologie per l’utilizzo di terreni marginali per produzione di rinnovabili; • ricerca e brevettazione di sistemi e componenti innovativi con il coinvolgimento di aziende nazionali per la fase di industrializzazione. Un esempio significativo è rappresentato dalla messa a punto e brevettazione di una tecnologia per la produzione di energia elettrica da solare termodinamico, con utilizzo di sali fusi che permette di raggiungere alte temperature di esercizio (550°) e un sistema di accumulo in grado di estendere l’operatività anche in


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assenza di radiazione solare. Significativo è stato il coinvolgimento di aziende venete come il Gruppo Angelantoni nella messa a punto della tecnologia e nella realizzazione del primo impianto a Priolo, in Sicilia; • assistenza alle PMI nell’individuazione e implementazione di tecnologie innovative attraverso la partecipazione a progetti finanziati dalla Comunità Europea. Ad esempio, il già citato progetto Friend Europe (www.enterpriseeurope-network.ec.europa.eu; www.friendeurope.it) per l’individuazione e acquisizione di tecnologie in risposta ai bisogni di innovazione delle PMI del Triveneto e il progetto Act Clean (www.act-clean.eu; www.act-clean.it) per la diffusione di sistemi di produzione eco-compatibili. In conclusione, le caratteristiche di complessità, diversificazione dei settori produttivi e dinamicità del sistema produttivo veneto, ne fanno il terreno ideale per la messa a punto di metodologie di intervento e sperimentazione di soluzioni da estendere in altre situazioni. Tenendo conto dei nuovi compiti e obiettivi posti dalla legge di riforma, l'ENEA individua nel Veneto un'area di importanza strategica e, di conseguenza, intende aumentare la propria presenza e le proprie attività in regione, dichiarandosi disponibile fin da ora a collaborazioni progettuali che vedano l'Agenzia come interlocutore privilegiato sulle tematiche energetiche sia del sistema industriale, sia delle amministrazioni locali.

VENETO AS A STRATEGIC AREA FOR GREEN ECONOMY From experimental best practices to wide scale interventions with a vision to 20/20 by Diego Santi, ENEA – Unità Trasferimento Tecnologico (Technology Transfer Unit) Through its office in Venice, ENEA is undertaking several initiatives in the Veneto Region in the fields of innovation, energy and the environment. To this purpose, the Agency collaborates with many regional institutions. For example, ENEA is

participating, along with Unioncamere Veneto and Veneto Innovazione, in the EU project called Friend Europe, aimed at assisting SMEs for their innovation and internationalisation needs, within the framework of the Enterprise Europe Network which includes about 600 partners in more than 30 countries. As a national energy agency, ENEA was one of the organisers of the EUSEW initiatives in Veneto, which presented several experiences of good practices implemented by local enterprises and public bodies. The mission of ENEA With the law n. 99 of 23 July 2009, ENEA has changed its official name into “Italian National Agency for New Technologies, Energy and Sustainable Economic Development”. This new name not only confirms its focus on technology and energy, but also emphasises the relationship with the industrial fabric, thus linking the themes of sustainability and of economic development. ENEA’s main tasks include: - elaborating scenarios and studies on energy, with a special focus on renewable sources, and on the impact of human activities on the environment; - supporting local and central administrations for the definition of energy policies; - setting up tools and methodologies for the management of energy sources and for the improvement of final use efficiency; - undertaking experimentations and creating prototypes in collaboration with public and private bodies and transferring the R&D results to the productive system. Energy consumption and future outlook Present energy trends lead to an unsustainable development model for the whole global economic system. Urgent actions are needed, aimed at shifting all sectors towards low-carbon technologies. Energy consumption represents the bulk of the problem as it accounts for 65% of greenhouse gas emissions in the world. Current development trends will lead to an increase of CO2 coming from energy uses from 29 Gt in 2007 to more than 40 GT in 2030 (IEA Reference Scenario – Prospective).

The control of the global temperature increase below the limit of 2°C is the key factor for a sustainable evolution of the system. This goal is consistent with the stabilisation of CO2 emissions in the long term at around 450 parts per million (ppm) in the atmosphere, starting from the current 380 ppm (IEA Scenario technological 450 – Acceleration). To achieve this result, we would have to reduce CO2 emissions by 3,8 Gt in 2020 and by 13,8 Gt in 2030 with reference to the trend. In this scenario, the most relevant contribution to the decrease in emissions will be represented by energy saving and increase of the final use efficiency (59% reduction in 2020 and 52% in 2030) and by renewable sources. These sources will gradually increase their rate up to about 1/5 of the decrease in emissions in 2030 (IEA – World Energy Outlook 2009). The law n. 13 of 27th of February 2009 contains the implications for Italy and, according to the Directive 2009/28/CE “on the promotion of the use of energy from renewable sources”, sets the goal of 17% of the internal gross consumption (to be interpreted as final consumption of energy) from renewable sources by 2020. The national action plans and related burden sharing (i.e. the allocation to each region of the minimal quote of increase for renewable energy), is currently being completed and will be presented to the European Commission in the next months. The challenge for the economic system of Veneto It is clear that such an ambitious goal will challenge the economic system of Veneto, which must renew its productive model based on the traditional industrial districts and on the flexibility of its enterprises. At the same time, the green economy challenge gives opportunities of development and recovery of competitiveness that cannot be overlooked. We can identify at least three levels of opportunities: - the development of sustainable local communities/energy districts which allow, on the one hand, the optimisation of the use of energy and resources, thus reducing production costs,


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and on the other hand the rise of competitiveness through territorial marketing actions; - the production of components and systems for renewable energy and for energy efficiency; - the design and the creation of innovative production systems and new products with a lower environmental impact and a lower use of resources and energy. In the Veneto region, ENEA operates at all three levels through various initiatives: - energy districts: we have developed methods and tools for innovative production, distribution and management of energy resources (distributed generation, smart energy grids, integration of different energy sources, ‌) which are validated through experimentations on-site (e.g. on the Maddalena island). As regards the Veneto, we have recently submitted a project named M2RES aimed at experimenting and diffusing methodologies for the use of marginal lands for setting up integrated production of renewable energy; - research and patenting of innovative systems and components with the involvement of national enterprises for the industrialisation and the production phases. A significant example is represented by the design and patenting of a technology for producing electricity from an innovative thermodynamic solar system. The technology, which uses melted salts enabling a high operating temperature (up to 550 °C), integrates a heat store system that allows energy to be produced even without solar radiation. In this case we have had the involvement of enterprises from Veneto (Angelantoni Group, Ronda) in the industrialisation of the technology and in the building of the first pilot plant in Sicily, at Priolo; - assistance to SMEs for the identification and implementation of innovative technologies through the participation in EU projects and networks. Examples are given by the above mentioned Friend Europe project (www.enterprise-europe-network.ec.europa.eu; www.friendeurope.it), aimed at identifying the technological needs of local SMEs and at finding suitable technologies and partners who meet

these needs, and the Act Clean project (www.act-clean.eu; www.act-clean.it) aimed at the diffusion of eco-compatible production systems. To conclude, the productive system of Veneto and its characteristics of complexity, diversification of productive sectors and dynamism, offers excellent opportunities for setting up and experimenting of methods and solutions which could be extended in other

situations. ENEA, taking into account the new mission and commitments established by the recent reforming law, identifies in this region a strategic intervention area and consequently plans to increase its presence and activities there. Therefore, the Agency wants to strengthen its relationships and collaborations with all the local institutions and to become a preferential partner for both the productive system and the local administrations on energy related themes.

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Fig. 1: Emissioni mondiali di CO2 da usi energetici Fig. 2: Riduzione delle emissioni mondiali di CO2 da usi energetici


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ENERGIA: UNA NUOVA SFIDA PER IL VENETO E LE SUE IMPRESE Veneto Innovazione e l’impegno per la diffusione di una cultura delle rinnovabili di Giorgio Simonetto, Presidente di Veneto Innovazione SpA

Il consumo complessivo di energia elettrica in Europa [1], per soddisfare il fabbisogno annuale dell’illuminazione pubblica, ammonta a circa 60 Terawattora (TWh), di cui quasi il 64%, ovvero 38 TWh, risulta sprecato: una cifra pari alla produzione di 4 centrali nucleari, oppure di oltre 4.200 turbine eoliche da 4,5 MW, ovvero ancora da più di 25.000 parchi fotovoltaici da 1 MW ciascuno. Una soluzione per contenere gli sprechi Si tratta, perciò, di uno spreco enorme che richiede un intervento immediato e radicale. Veneto Innovazione, per questo obiettivo, sta già dando concreti contributi promuovendo, ad esempio, la tecnologia della Rasotto Engineering di Vicenza che ha sviluppato un innovativo sistema elettronico di alimentazione e regolazione di lampade stradali il quale consente di programmare l’illuminazione del singolo lampione in funzione delle reali esigenze illuminotecniche della zona servita. Progettato per avere un’efficienza prossima al 100%, l’alimentatore stabilizza la tensione di lavoro della lampada, garantendo oltre ai risparmi energetici un’estensione della vita dei corpi illuminanti fino al 50% in più. Scegliendo di ridurre la potenza a partire da una certa ora della notte, è possibile arrivare a risparmiare fino al 60% di energia e conseguentemente anche dei costi e delle emissioni climalteranti. Le iniziative di Veneto Innovazione a sostegno delle PMI Veneto Innovazione, attraverso Enterprise Europe Network, che fa capo alla Commissione Europea, ha assistito e assiste centinaia di piccole e medie imprese nel trasferimento tecnologico transazionale dando visibilità alle innovazioni sviluppate dalle aziende, dalle università e dai centri di ricerca del Veneto, e favorendo l'acquisizione di nuove tecnologie nate all'estero. La rete Enterprise Europe Network ha istituito ormai da diversi anni dei gruppi [1] Dati dal progetto “Intelligent Road and Street lighting in Europe - E-street”, promosso da Intelligent Energy Europe nell’ambito del programma europeo “SAVE”, 2006-2009. Ulteriori dettagli su www.e-streetlight.com.

tematici operanti in diversi settori tecnologici che agiscono con diverse attività e rappresentano dei veri punti di riferimento per le aziende e le università delle regioni europee che vi sono rappresentate. Veneto Innovazione fa parte del “Sector Group” UE sulle energie rinnovabili Intelligent Energy, composto da 61 membri. Tra le attività realizzate si segnala l'organizzazione di giornate di intermediazione tecnologica, come ad esempio l’evento SolarTech a Verona, all’interno della Fiera SolarExpo, durante le quali chi cerca e chi offre nuove tecnologie ha la possibilità di incontrarsi. Il gruppo tematico organizza inoltre incontri tra distretti europei ed iniziative a supporto dell'innovazione per le PMI del settore in tutta Europa. Semplificazione amministrativa per l’installazione di impianti a energia rinnovabile Il ruolo di Veneto Innovazione è in completa sintonia con le politiche regionali che prevedono di incentivare azioni volte a perfezionare le tecniche produttive e a migliorare i rendimenti energetici degli impianti. Tutto questo adottando soluzioni che consentano di sfruttare il potenziale energetico adoperando, per quanto possibile, le fonti rinnovabili e sistemi di generazione non tradizionali a basso impatto ambientale. Infatti con la recentissima legge regionale n. 10 del 22 gennaio 2010, il Veneto si è posto all’avanguardia nazionale nella semplificazione amministrativa che sottende l’installazione di impianti solari termici e fotovoltaici, a vantaggio tanto delle aziende, quanto dei privati. Questo, anche se già le autorizzazioni venivano concesse all’interno dei 180 giorni previsti dalla normativa vigente. La stessa legge, inoltre, prevede la concessione di incentivi per la realizzazione degli impianti. L’obiettivo è duplice: da un lato agevolare la semplificazione amministrativa in una regione che unanimemente rappresenta uno dei migliori sistemi amministrativi italiani, dall’altro offrire un contributo concreto al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di riduzione dell’emissione di gas ad effetto serra. Non si

deve dimenticare che il Veneto è una regione dinamica, con un sistema socio economico assai più complesso rispetto ad altre realtá regionali; dal punto di vista orografico, poi, le peculiarità che costituiscono la fortuna turistica risultano limitanti relativamente alla possibilità di realizzare, per esempio, estesi parchi fotovoltaici in una regione intensamente sfruttata. In Veneto la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è stata finora affidata quasi esclusivamente all’utilizzo di risorse idriche (Figura n. 1), non solo nei torrenti di montagna, ma anche nei piccoli “salti” dei fiumi di pianura, con progetti avanzatissimi. Alla produzione di energia contribuiscono infatti solo in minima parte le biomasse utilizzate come combustibile in centrali termoelettriche, mentre sono trascurabili i contributi di fotovoltaico ed eolico, che, solo negli anni 2007 e 2008, hanno ricevuto un forte impulso con le varie forme di incentivazione (ciò nonostante il Veneto vanta in questo settore aziende validissime, un vero e proprio cluster). Sono da poco attivi e/o in progetto alcuni impianti eolici la cui produzione non è ancora contabilizzata mentre gli impianti fotovoltaici sono già cresciuti da fine 2008 ad oggi di oltre il 35%. È stata costituita a livello regionale, nel 2008, una “cabina di regia per la lotta ai cambiamenti climatici e lo sviluppo sostenibile” che ha esaminato con priorità le misure di semplificazione delle procedure autorizzative per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili. In materia di fonti energetiche rinnovabili si è data attuazione alle previsioni del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 (“Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità”), disciplinando le modalità di presentazione delle domande di costruzione ed esercizio degli impianti, l’iter procedurale, (tenendo conto delle disposizioni in materia di Valutazione d’Impatto Ambientale, VIA), e la ripartizione delle competenze tra le diverse strutture regionali, come ad esempio l’Unità di progetto Energia che negli anni ha saputo coniugare le esigenze normative e i bisogni del mercato. È sempre più


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necessario incoraggiare un sistema coerente di politiche e misure allo scopo di diffondere tecnologie innovative più efficienti nella gestione dell'energia e di promuovere una cultura tecnica sempre più all'avanguardia. L'intento è di trasformare il concetto di innovazione in un vero e proprio stile di vita. Veneto Innovazione si impegna a promuovere processi di innovazione sostenibile sul tema dell'energia. In questo contesto l'importanza di una comunicazione chiara e obiettiva è fondamentale allo scopo di aumentare una corretta conoscenza sul tema delle fonti energetiche e del risparmio, ed evitare che lo sviluppo tecnologico venga condizionato da fenomeni speculativi del mercato, ben poco sostenibili.

ENERGY: A NEW CHALLENGE FOR VENETO AND ITS BUSINESSES Veneto Innovazione and its committment to promoting renewable sources knowledge. by Giorgio Simonetto, president of Veneto Innovazione SpA The total consumption of electricity in Europe [1], to satisfy the annual needs of public lighting, amounts to about 60 TWh, of which 38 TWh, almost 64%, are wasted: the equivalent of the production of four nuclear power stations, or more than 4,200 wind turbines of 4.5 MW, which is still more than 25,000 photovoltaic parks of 1 MW each. A great waste, therefore, which requires urgent and radical action to be taken. A solution for reduction of waste For this purpose Veneto Innovazione is already giving real contributions, promoting, for example, a company in Vicenza, Rasotto Engineering Technology, which has developed an innovative electronic power supply and regulation of street lamps, which allows for each lamp to be programmed separately according to the real lighting requirements of the area. Planned to have an efficiency of almost 100%, the power supply voltage stabilizes the work of the lamps,

ensuring energy saving as well as extending lighting life by up to 50%. By choosing to reduce the power from a certain time during the night, it is possible to save 60% on energy and consequently on costs and GHG emissions too. The initiatives of Veneto Innovazione to support SMEs Veneto Innovazione, through the Enterprise Europe Network, which is managed by the European Commission, has assisted and still assists hundreds of small and medium enterprises in technology transfer by giving visibility to innovations developed by companies, universities and research centers in Veneto, and by facilitating the acquisition of new technologies developed abroad. For several years Enterprise Europe Network has been organizing thematic groups working in different technological areas which perform different activities and represent real key points for companies and universities in the European regions. Veneto Innovazione is part of the EU Renewable Energy Sector Group Intelligent Energy, made up of 61 members. The organisation of brokerage events is one of the activities carried out, such as SolarTech event in Verona at SolarExpo, a meeting point for those offering or looking for new technologies. The Thematic Group organizes meetings between European clusters and initiatives to support innovation for SMEs in Europe. Simplification of bureauocracy for installing renewable energy systems Veneto Innovazione’s role is in absolute agreement with the regional policies which aim to promote actions with the intention of enhancing productive techniques and to improve the energy efficiency of facilities, adopting solutions to exploit the energy potential, using, where possible, renewable sources and non-traditional power generation systems with low environmental impact. Indeed with the recent Regional Law No. 10 of January 22, 2010 Veneto region has made solar thermal and photovoltaic installation even simpler from a legal and adminstrative point of view, to benefit businesses and individuals (even though

in the region permission was already being granted within 180 days, the legal limit). The same law also establishes incentives to build plants. The goal is twofold, first to simplify administrative procedures, in a region which is recognised as having one of the best administrations in Italy, on the other to offer a concrete contribution to achieving the national target of reducing emission of greenhouse gases. It should not be forgotten that Veneto region has a more complex socio-economic system than other regions, and from the geographical point of view, features that make up the popular tourist venue limit the possibility to construct, for example, extensive photovoltaic parks in such a heavily exploited region. In Veneto electricity energy production from renewable sources has until now been assigned almost exclusively to the use of water resources (Figure No. 1), not only in mountain streams, but also in small "jumps" of the rivers of plain, with very advanced projects; the use of biomass thermoelectric power stations only contributes minimally to energy production; as regards photovoltaic and wind power their contributions are are insignificant, even though in 2007 and 2008 a series of incentives were passed to assist them and despite the fact that Veneto region has a cluster of very efficient companies in this sector. Some wind power plants have been recently installed and others are planned so these have not been taken into account, and photovoltaic systems have already increased by more than 35% since the end of 2008. In 2008 the Region established “a control unit to counter changes in climate and promoto sustainable development” to asess and decide the priority of measures to simplify authorization procedures for plants fueled by renewable sources. As regards renewable energy the Legislative Decree 29 December 2003, No. 387 (Directive 2001/77/EC “Implementation on the promotion of electricity energy produced from renewable energy sources in the internal electricity market”) has been implemented, regulating the procedure for submitting plants;


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DISTRETTO PER L'IDROGENO A PORTO MARGHERA: L'INIZIATIVA HY ZONE

HYDROGEN CLUSTER IN PORTO MARGHERA (VENICE): HY ZONE INITIATIVE

Il distretto dell'idrogeno a Porto Marghera nasce dalla volontà della Regione Veneto e del Ministero dell'Ambiente di offrire un'alternativa e dare nuova vita ad una zona industriale fortemente vocata alla chimica. In quest'area saranno attivate azioni pilota nel campo della produzione, distribuzione, stoccaggio e utilizzo dell'idrogeno, nonché un laboratorio sperimentale (Centro Idrogeno di Porto Marghera - HY Zone Hydrogen Lab) il quale può trasmettere conoscenze e competenze alle aziende interessate a sviluppare tecnologie che utilizzano l'idrogeno.

Hydrogen cluster in Porto Marghera comes from the will of the Veneto Regional Government and the Italian Ministry of the Environment to offer an alternative and give new life to an industrial zone strongly typified by chemistry. In this area pilot actions will start, such as production, distribution, storage and use of hydrogen, but also an experimental laboratory (Hydrogen Centre in Porto Marghera - HY Zone Hydrogen Lab). HY Zone can convey knowledge and expertise to businesses meant to develop hydrogen technology applications.

L’iniziativa, supportata anche dal Distretto Tecnologico Trentino (Habitech), oltre ad avere evidenti ricadute in termini ambientali ed essere in grado di generare risorse per l’intera comunità, costituirà un innovativo modello di promozione territoriale, con benefici per il settore turistico.

The initiative, supported among others by Habitech (the energy and environment network of Trento), as well as having an environmental relapses and producing resources for the whole community, will be an innovative example of local advancement, with benefits for tourism.

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the procedure, (taking into account the applications for the construction and start-up of provisions of the Environmental Impact Assessment, EIA - VIA), and competences shared amongst various regional structures, such as Energy Project Unit which over recent years has been able to combine both regulatory requirements and market needs. It is becoming more and more important to promote a coherent system of policies and measures aimed at disseminating innovative technologies more efficient in energy management and promoting a more advanced technical culture. The objective is to transform innovative concepts into a real lifestyle. Veneto Innovazione is committed to promote sustainable innovative processes in the energy sector , and in this context the importance of clear and objective communication is fundamental to increase knowledge regarding energy sources and saving, and to prevent technological developments being conditioned by market speculations not interested in sustainabilty.

Fig. 1: Produzione di energia elettrica per fonti rinnovabili in Veneto, 2008 (Fonte: Terna) Energy electricity production by renewable sources in Veneto, 2008 (Source: Terna) Fig. 2: Domande istruite o in corso di istruttoria di competenza regionale nel periodo 2005-2009. Numero di impianti (Fonte: Regione del Veneto) Applications assessed or under assessment by regional experts during the years 2005-2009. Number of plants (Source: Veneto Region) Fig. 3: Domande istruite o in corso di istruttoria di competenza regionale nel periodo 2005-2009. Potenza installata (Fonte: Regione del Veneto) Applications assessed or under assessment by regional experts during the years 2005-2009. Installed power (Source: Veneto Region)

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TERMINALE ADRIATIC LNG: L’ENERGIA ABITA QUI Situato al largo di Porto Levante (Rovigo), l’impianto fornisce gas naturale all’intero Paese di Lisa Roncon, On Site Public Affair di Adriatic LNG Srl

È operativo ed è in Italia, posizionato al largo di Porto Levante in provincia di Rovigo, nell’alto Mare Adriatico, il primo terminale offshore al mondo in cemento armato per la ricezione, lo stoccaggio e la rigassificazione di gas naturale liquefatto (GNL). Questa infrastruttura d’avanguardia pone il Veneto e l’Italia al centro dell’innovazione tecnologica in un settore strategico per la vita e il progresso di ogni comunità. Progettato, costruito e gestito operativamente da Terminale GNL Adriatico Srl società nota come Adriatic LNG e costituita nel 2005 da Qatar Terminal Limited (45%), affiliata di Qatar Petroleum, ExxonMobil Italiana Gas (45%) e da Edison (10%) - è nato per rivestire un ruolo di primo piano nello scenario energetico italiano di lungo periodo. Il terminale è stato infatti dichiarato progetto di interesse strategico in Italia e in Europa, rispettivamente dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e dalla Commissione Europea. Con una capacità di 8 miliardi di metri cubi l’anno, il terminale Adriatic LNG è in grado di coprire circa il 10% del consumo nazionale di gas. Intende, pertanto, svolgere un ruolo significativo nell’aumentare e diversificare le fonti di importazione di energia in Italia, contribuendo in questo modo alla sicurezza e alla competitività dell’approvvigionamento energetico del Paese. Il terminale La struttura è situata a circa 15 chilometri dalla costa veneta, così da minimizzare l’impatto sull’ambiente e sulla comunità locale. È stata collocata sul fondale marino ad una profondità di circa 29 metri ed è collegata alla rete di distribuzione nazionale tramite un nuovo metanodotto. Il terminale offshore è costituito da una grande struttura di cemento armato che ospita due serbatoi di stoccaggio del GNL e comprende un impianto di rigassificazione e le strutture per l’ormeggio delle navi e lo scarico del GNL. L’impianto è lungo complessivamente 375 metri e largo 115 metri. Costruito con tecnologie d’avanguardia e dotato di un’infrastruttura innovativa, il terminale Adriatic LNG è in grado di fornire al Paese una nuova fonte d’energia sicura e affidabile.

Perché GNL? Il gas naturale è da tempo riconosciuto come il più pulito tra i combustibili fossili. Dopo l’estrazione e l’eliminazione delle impurità, viene raffreddato fino a -162°C. A questa temperatura si trasforma in liquido, riducendo di 600 volte il proprio volume. Allo stato liquido può essere facilmente stoccato in serbatoi, immesso nelle navi metaniere e trasportato per lunghe distanze fino ai mercati finali di consumo, dove viene rigassificato e distribuito. La sua combustione produce soprattutto vapore acqueo e anidride carbonica in quantità limitata (di gran lunga inferiore rispetto a petrolio e carbone), senza praticamente alcun altro residuo, né polveri, fuliggine o metalli pesanti. Il gas naturale liquefatto è una delle fonti di energia il cui utilizzo cresce più velocemente. La domanda globale di GNL dovrebbe raggiungere all’incirca i 500 milioni di tonnellate l’anno entro il 2030, con un incremento del 200% rispetto al 2005. Il GNL rappresenta attualmente circa il 25% del mercato internazionale di gas. Sicurezza e tutela ambientale Adriatic LNG ha adottato e osserva i più rigorosi standard di sicurezza e di protezione dell’ambiente che sono applicati quotidianamente a tutte le attività lavorative. Il progetto ha ottenuto parere favorevole per quattro Valutazioni di Impatto Ambientale e la collaborazione con le autorità ha condotto all’adozione di oltre 100 misure specifiche di protezione ambientale e all’attuazione di un ampio programma di monitoraggio. Nel gennaio 2009 il terminale ha ottenuto l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) ovvero il via libera per entrare in esercizio. Il terminale opera con tecnologie che ne consentono la massima efficienza energetica e il pieno rispetto dei requisiti di tutela ambientale. Le turbine a gas, ad esempio, sono dotate di sistemi di controllo delle emissioni tra i più moderni al mondo, per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, in linea con le normative nazionali. Al terminale inoltre, sono state installate barriere artificiali che andranno a costituire un habitat ideale per la flora e la

fauna marine. Salvaguardare l’ambiente e minimizzare l’impatto sulla comunità locale, infatti, sono tra gli impegni che Terminale GNL Adriatico ha da sempre identificato e considerato come prioritari.

THE ADRIATIC LNG TERMINAL: ENERGY LIVES HERE Off the coast of Porto Levante (Rovigo), the plant provides the entire town with natural gas by Lisa Roncon, On Site Public Affairs of Adriatic LNG The first ever offshore Gravity Based Structure (GBS) for unloading, storing and regasification of Liquefied Natural Gas (LNG) is already in operation in Italy, off the shore of Porto Levante, in the province of Rovigo, in the Northern part of the Adriatic Sea. This avantgarde facility puts the region of Veneto and Italy at the centre of technological innovation in a strategic sector for the life and progress of all communities. Designed, built and operated by Terminale GNL Adriatico Srl - commonly known as Adriatic LNG - was established in 2005 by Qatar Terminal Limited (45%) - a Qatar Petroleum subsidiary, ExxonMobil Italiana Gas (45%) - an ExxonMobil subsidiary and Edison (10%).- its mission is to play a leading role in the long-term Italian energy scenario. In fact, the terminal has been declared a project of strategic interest in Italy and in Europe, by the CIPE (Interministerial Economic Planning Committee) and the European Commission, respectively. With its 8 billion cubic meters annual capacity, approximately equal to 10% of the country’s entire gas consumption, the Adriatic LNG Terminal intends to make a significant contribution to increasing and diversifying Italy’s traditional sources of energy imports, thus contributing to the security and competitiveness of Italy’s energy supplies.


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The terminal The structure is situated about 15 kilometers off the Veneto coast, so as to minimize the impact on the environment and the local community. It was laid on the sea bottom at a depth of about 29 meters and is connected to the national transport network by a new gas pipeline. The offshore terminal consists of a large Gravity Based Structure (GBS) that contains two LNG storage tanks, the regasification plant and facilities for mooring and unloading LNG vessels. The plant is 375 meters long and 115 meters wide. The Adriatic LNG Terminal is on the cutting-edge of technology innovation, engineering ingenuity and can provide the Country with a reliable flow of new energy. Why LNG? For many years now natural gas has been recognized as the cleanest of fossil fuels. After extraction and the elimination of impurities, it is cooled to -162째C. At this temperature it turns liquid, thus reducing its volume 600 times. In the liquid state it can easily be stored in tanks, loaded onto the LNG tankers and transported long distance to their destination markets where it is regasified and distributed. Its combustion produces above all water vapor and carbon dioxide in limited quantities (much less than oil and coal), leaving hardly any residues at all, no dust, soot or heavy metals. The liquefied gas is one of the sources of energy that is becoming more and more widely used. The global demand for LNG should reach about 500 million tons a year by 2030, with a 200% increase since 2005. LNG currently represents about 25% of the international gas trade. Environment and Safety Adriatic LNG has adopted and conforms to the strictest safety and environmental protection standards, which it applies to all its working activities every day. The project has obtained a favorable opinion from four Environmental Impact Assessments and its collaboration with the authorities has led to the adoption of over 100 specific environmental protection measures and the implementation of an extensive monitoring program. In January

2009, the terminal obtained the IPPC authorization (Integrated Pollution Prevention and Control), confirming the environmental protection program and granting permission to operate. The terminal operates on the basis of technology that ensures maximum energy efficiency and full respect of the environmental protection requirements. At the Terminal, gas turbines, with among the most modern emission control systems in the world, 1

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Fig. 1 - 2: Terminale Adriatic LNG - Adriatic LNG Terminal

are installed to reduce greenhouse gas emissions, as prescribed by the Italian regulator. Artificial reefs have been installed near the terminal thus creating an ideal habitat for the marine flora and fauna. Safeguarding the environment and minimizing the impact on the local community are two commitments that Adriatic LNG has always considered top priorities.


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