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44 I quaderni di Energheia

LE IMPRESE E LA SCOMMESSA DELLA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE L’invito della Camera di Commercio di Padova a fare rete di Roberto Furlan, Presidente della Camera di Commercio di Padova

Ottimizzare il consumo energetico per accrescere la competitività del mondo delle imprese e della società civile ed economica in generale è, oggi più che mai, un dovere, ma soprattutto un atto di grande responsabilità. È ormai opinione condivisa che interventi complessi sulle reti locali non possano essere guidati solo dal mercato, poiché per costruire reti efficienti è indispensabile sviluppare una costante relazione tra soggetti pubblici e privati. Padova, un concentrato di eccellenze Il mondo imprenditoriale padovano, attraverso la piena sinergia e condivisione della Camera di Commercio e di tutte le Associazioni di categoria, affronta da diversi anni la questione relativa all’energia, condividendo un percorso operativo dalle modalità innovative. L’obiettivo è di creare un sistema di rete predisposto e progettato per integrare ciò che il territorio esprime in termini di risorse e conoscenze, allo scopo di rendere il “problema energia” una opportunità di business. Il Veneto, in particolare l’area dell’Alta Padovana, è leader a livello nazionale nella ricerca e produzione di componenti legati all’energia solare e per il comparto del fotovoltaico. In particolare, Padova si propone di diventare cuore del Nordest per lo sviluppo e la produzione di tecnologie legate al solare. La Camera di Commercio si impegna dunque a mettere in rete le numerose imprese eccellenti di questo settore per poi permettere loro, proprio grazie a questa rete, di interfacciarsi meglio con le strutture universitarie di riferimento. Lo scopo è quello di garantire l’inter-operabilità dei prodotti e dei processi. In questo modo si può davvero costruire una comunità sostenibile, oltre che mantenere e potenziare il vantaggio competitivo delle imprese di questo settore. Le rinnovabili contro la crisi: il progetto per favorire sinergie di filiera Oltre a questo fondamentale aspetto, la Camera di Commercio di Padova è capofila e sostenitrice del progetto innovativo dal titolo “Consumo energetico ed incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili”, in nome del quale le

associazioni che rappresentano il mondo agricolo, artigianale, industriale e dei servizi, lavorano con convinta unitarietà e vivo interesse da più di 7 anni, con l’obiettivo di favorire e catalizzare sinergie di filiera nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica per uno sviluppo sostenibile. È ancor più in un momento storico come questo, caratterizzato da una profonda e strutturale crisi economico-finanziaria mondiale, che si avverte la necessità di fronteggiare in maniera unitaria e condivisa la questione ambientale ed energetica. I cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti e lo stesso vale per il progressivo depauperamento delle risorse e dei combustibili fossili. Agire a favore della sostenibilità ambientale è dunque indispensabile e doveroso, con l'ottica di mettere a punto e diffondere pratiche e scelte eco-compatibili sia per i cittadini sia per le aziende. Queste ultime, soprattutto nella provincia di Padova, sono sempre più consapevoli di quanto si possa beneficiare, in termini di maggiore competitività, se si introducono criteri di eco-progettazione all'avanguardia e azioni di risparmio energetico sui cicli produttivi. È una sfida che va colta e sostenuta a tutti i livelli e sono convinto che dopo le riflessioni e i lavori espressi durante GREENordEsT week, attraverso i numerosi incontri, dibattiti e confronti a 360 gradi, possa delinearsi il tracciato da seguire per costruire un'area metropolitana realmente “green”, basata su un sistema industriale meno energivoro e un processo residenziale e di consumo più sostenibile e sempre meno dipendente dalle fonti energetiche non rinnovabili. Solo così ci si può davvero proiettare in una rinnovata dimensione economica, basata su un equilibrato rapporto con le fonti di energia. È anche in questo modo che si combatte la crisi economica in corso.

FIRMS AND THE ENVIRONMENTAL SUSTAINABILITY DARE Padua Chamber of Commerce invites companies to build a network by Roberto Furlan, President of the Padua Chamber of Commerce Nowadays more than ever, managing and optimizing energy consumption is something we must focus on and, above all, behave in a highly responsible way in order to increase the competitiveness of enterprises and of civil and economic society in general. By now, it is widely known that complex projects on the local networks cannot be guided solely by the market, since a lasting relation between the public and private sector is essential for creating efficient networks. Padua, a concentrate of best practices Paduan entrepreneurs, through full cooperation between the Chamber of Commerce and all the trade associations, have faced the energy question for several years, sharing the same innovative operational approach. The aim is to create a network system designed to make the most of resources and knowledge in the region, so that the energy issue can become a business opportunity. The Veneto region, particularly in the north of the province of Padua, is Italy’s leading area in research and production of components which are used in the sector of photovoltaic panels. Padua intends to become the leading town of the northeast of the country in the development of new technologies linked to solar energy; what is more, the Padua Chamber of Commerce is undertaking to place on the web the several excellent enterprises of this sector, thus allowing them to have contacts with university departments, in order to guarantee the efficacy of products and processes. By doing this, not only can we really create a sustainable community, but we can also increase the enterprises’ competitive position in this sector.


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Renewables against the crisis: a project to support synergies Furthermore, Padua Chamber of Commerce finances the project “Energy consumption and promotion of renewable energy sources�, on which agricultural, craft, industrial and services associations have been working together for more than 7 years with great effort, aiming at promoting cooperation in the field of renewable energy sources and energy efficiency for a sustainable development. It is necessary to face this environmental issue together, especially in a period of deep economic and financial crisis as we are now going through. Anyone can see climate change, as well as the gradual impoverishment of resources and fossil fuels: therefore, supporting environmental sustainability is essential, with the aim of devising and promoting eco-friendly practices and choices for private citizens as well as for businesses. As for competitiveness, the latter, especially in the province of Padua, are becoming aware of how much they can benefit from introducing state-of-the-art methods of ecofriendly design and measures promoting energy saving on production cycles. It is a challenge that must be accepted and supported at all levels. I am sure that, thanks to the meetings, discussions and debates during GREENordEsT week, we are looking for a way to create a really green urban area, based on an industrial system with less energy consumption and on more sustainable residential zones less and less dependent on non-renewable energy sources. Only in this way will we be able to approach a new eco-friendly economic dimension and get over the present financial crisis.

MT-Energie - Tecnologia per biogas dal 1995 MT-Energie Italia, con sede a Conselve (PD), appartiene al gruppo tedesco MT-Energie, leader per la progettazione, la realizzazione, l’assistenza tecnica e la consulenza biologica di impianti di biogas. Il gruppo opera a livello internazionale con rappresentanze in oltre 10 paesi e conta ad oggi 300 esperti nel settore del biogas. L'esperienza della MT-Energie si fonda su oltre 250 progetti di biogas realizzati in Europa dal 1995, anno della sua fondazione, con potenze comprese tra i 100 kWel e 2 MWel. L'approfondita conoscenza del settore, permette a MT-Energie di offrire un affidabile servizio di assistenza biologica ai gestori di oltre 400 impianti di biogas. In Italia sono presenti 15 impianti di biogas firmati MT-Energie in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, per una potenza installata di circa 12 MWe (aprile 2010). Attualmente sono in funzione: 5 impianti da 1 MWe di potenza distribuiti nelle province di Cremona, Padova, Mantova e Treviso, e un impianto monostadio da 100 kWe in provincia di Piacenza. Altri 9 impianti di diverse taglie sono in fase di costruzione/avviamento.

MT-Energie - Technology for biogas since 1995 MT-Energie Italia, based in Conselve (Padua), belongs to the German group MT-Energie, leading company for the design, realization, technical assistance and advice for biogas plants. Currently, the Group works in more than 10 Countries with 300 biogas experts. The experience of MT-Energie is based on more than 250 biogas projects carried out in Europe since 1995, the year in which it was founded, with a capacity between 100 kWel and 2MWel. The profound knowledge of business allows MT-Energie to offer a reliable service of biologic assistance to the managers of more than 400 biogas plants. In Italy there are 15 biogas plants made by MT-Energie in Lombardy, Veneto and Emilia Romagna, for an installed capacity of about 12 MWe (April 2010). At present, five 1MWecapacity plants are working in the provinces of Cremona, Padua, Mantua and Treviso and one single-stage 100 kWe plant is working on the outskirts of Piacenza. Nine more plants are being built or started up.


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ISERA, COMUNE VIRTUOSO TRA IDROGENO E FOTOVOLTAICO La barriera antirumore fotovoltaica dell’A22 e il sistema di illuminazione notturna di Reviano e Folaso di Paolo Zaniboni, segretario Comune di Isera (TN)

Il Comune di Isera è situato alla destra del fiume Adige, sulla collina che domina la vicina città di Rovereto. Attraversato dall’Autostrada del Brennero, è posizionato fra i due caselli di Rovereto nord e sud. Attualmente conta circa 2.600 abitanti e da sempre gestisce in economia diretta la distribuzione e la vendita di energia elettrica, gas, acqua oltre che le fognature e la raccolta rifiuti. Isera ha effettuato studi di fattibilità sull’energia fotovoltaica già dai primi anni ’90, quando l’utilizzo del sole era considerato attività pionieristica, investendo in maniera massiccia in questo settore. Tutti i progetti previsti dall’Amministrazione si sono infatti tramutati in opere: dal tetto fotovoltaico di oltre 1.000 mq in centro storico, sopra la scuola materna e l’asilo nido, ai 150 lampioni a energia solare, fino agli 11 carrelli mobili dotati di un generatore fotovoltaico per alimentare le case montane non servite dalla rete comunale. È stata inoltre intrapresa la strada della semplificazione burocratica per l’installazione di pannelli solari e fotovoltaici da parte dei privati. Grazie ad un’apposita regolamentazione del Consiglio Comunale, ad Isera i cittadini possono installare ovunque pannelli raso falda del tetto, con la sola esclusione delle coperture visibili dalla piazza principale del centro. La barriera antirumore fotovoltaica della A22 L’ultima realizzazione in ordine di tempo è la barriera antirumore fotovoltaica sull’Autostrada del Brennero A22. Il progetto prevede una potenza di 715 kWp con una produzione annuale prevista di oltre 700.000 kWh che copriranno il 20% del fabbisogno elettrico della nostra azienda comunale, raggiungendo così l’obiettivo fissato dal protocollo di Kyoto (20/20/20) con oltre 10 anni di anticipo. Le misurazioni effettuate da quando l’impianto è in funzione ci restituiscono dei dati estremamente confortanti per la resa complessiva finale. I numeri registrati sul contatore fiscale entrato in funzione il 18 dicembre 2009 riferiscono di rese giornaliere medie superiori del 6–8% rispetto alle stime pregiudiziali precedenti l’investimento.

Il lampione eolico con luce al LED Altro progetto in fase di realizzazione è il lampione eolico con luce al LED. L’intervento si presta all’integrazione di due tecnologie complementari ed innovative: l’utilizzo di lampade a LED per l’illuminazione (questo riduce il consumo elettrico di un fattore 3 a parità di qualità del servizio) e l’utilizzo di pale eoliche che usano lo stesso supporto delle lampade. Nonostante le due tecnologie possano vantaggiosamente essere accoppiate ad un semplice sistema di immagazzinamento dell’energia elettrica prodotta per garantire autonomia di funzionamento al sistema di illuminazione, il progetto prevede l’installazione di una microturbina eolica su ogni palo di illuminazione e l’immissione in rete di tutta l’energia prodotta.

ISERA, A VIRTUOS COMMUNITY AMIDST HYDROGEN AND PV

L’illuminazione notturna a idrogeno da fonti rinnovabili Una delle difficoltà che emergono quando si ha a che fare con le energie rinnovabili pulite (sole, acqua e vento) è quello del loro accumulo e del successivo utilizzo nei momenti di maggior richiesta o quando il prezzo è economicamente più conveniente. Dalla ricerca di soluzioni a tali problematiche è nato in via sperimentale l’innovativo impianto per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili, attraverso un processo di elettrolisi. L’obiettivo è di verificarne la fattibilità, sperimentare tutte le tecnologie ed evolvere l’attività verso un impiego reale. Avendo a disposizione un impianto funzionante e di facile utilizzo, abbiamo ritenuto opportuno utilizzare l’idrogeno prodotto per tentare una nuova modalità di sfruttamento di questo vettore energetico: attraverso tale sistema si è riusciti ad alimentare i lampioni di due frazioni montane, Reviano e Folaso che funzionano quindi a energia verde. Nel contempo, è stata creata una linea diretta per l’alimentazione di emergenze del Municipio in caso di black-out che consente il funzionamento di fax, telefono, computer e illuminazione dei locali per l’allestimento di unità di protezione civile con un funzionamento garantito di circa 40 ore.

Isera has conducted feasibility studies on photovoltaic energy since the early '90s, when solar use was considered a pioneering activity, investing heavily in this area. All the plans envisioned by the administration have, in effect, been realised: the photovoltaic roof of over 1,000 square metres in the old town, over the kindergarten, the 150 photovoltaic street lamps, not to mention the 11 mobile carts equipped with a photovoltaic generator to feed the mountain homes not served by the municipal network. It has also streamlined the bureaucracy involved for the installation of photovoltaic solar panels and by individuals. Thanks to special regulation from the City Council of Isera citizens can install solar fitted roof panels with the only exception of the roofs visible from the main square of the centre.

The photovoltaic noise barrier on the A22 motorway and nocturnal lighting system of Reviano and Folaso by Paolo Zaniboni, segretary of the Municipality of Isera (TN) The City of Isera is located to the right of the river Adige, on the hill overlooking the nearby town of Rovereto. With the Brenner motorway running through it , it is positioned between the two motorway exits for Rovereto north and south. It currently has about 2,600 inhabitants and has always managed the direct distribution and sale of electricity, gas, water, sewer and garbage collection economically.

The photovoltaic noise barrier on the A22 The last intervention to be carried out was the photovoltaic noise barrier on A22 Brenner motorway. The project provides an output of 715 kWp with a planned annual production of over 700,000 kWh which will cover 20% of municipal electricity needs of this municipality, thus achieving the target set by the Kyoto Protocol (20/20/20) more than 10 years in advance.


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Measurements that have been made since the plant has been operating give us very encouraging data for the overall final yield. The numbers recorded on the official metre which came into operation 18 December 2009 show an average daily yield of more than 6-8% compared to previous preliminary estimates of the investment. The wind driven lamp with the LED light Another project in development is the wind driven lamp with the LED light. The project lends itself to the integration of two complementary innovative technologies for the use of LED lamps for lighting (which reduces power consumption by a factor of 3 with the same quality of service) and the use of wind turbines that use the same lamp holder. Although the two technologies can be advantageously coupled in a simple storage system for electricity to ensure operational autonomy to the lighting system, the project involves installing a micro wind turbine wind on each lamp post and all the energy produced goes onto the network. The nocturnal hydrogen lighting from renewable sources One of the difficulties that arises when dealing with clean renewable energy (sun, wind and water) is the accumulation and subsequent use at times of increased demand or if the price is more convenient. The research into solutions to these issues gave rise to the trialling of an innovative system for producing hydrogen from renewable sources, through a process of electrolysis. The aim is to assess its viability, test all the technologies and develop the business so that it really works. By having an easy to use working device, we considered it appropriate to use the hydrogen produced to try out new ways to exploit this energy source: through this system one is able to feed the lights of two mountain villages, and Reviano and Folaso which therefore run on green energy. At the same time, we created a direct line to

power emergencies in the City Hall in case of black-outs which allows the operation of fax, telephone, computer and lighting of the premises for setting up civil protection volunteer units with a guaranteed running time of about 40 hours.

Fig. 1: Barriera antirumore fotovoltaica della A22 Photovoltaic noise barrier of the A22


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PROGETTO ENERGIA E SICUREZZA: BEST DRIVING La sperimentazione di SAF per il contenimento dei consumi e la guida sicura nel settore trasporti in Friuli di Gino Zottis, AD di SAF SpA

Un’azienda di trasporto è per sua natura una forte utilizzatrice di energia, in particolare per la trazione dei veicoli destinati al servizio. I relativi consumi rappresentano dunque una parte significativa dei costi aziendali. Ridurre la quantità di energia impiegata rappresenta un obiettivo di efficientamento del sistema produttivo e di riduzione dell’impatto ambientale conseguente all’emissione in atmosfera dei prodotti di scarto della combustione (per ogni litro di gasolio consumato si producono 2,3 Kg di anidride carbonica). SAF ha avviato una sperimentazione applicando le metodiche sviluppate da uno studio congiunto elaborato dal Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Milano (Gruppo di ricerca MOVE) e dalla società Teleparking s.r.l., titolare del progetto stesso che è stato brevettato. Si è ritenuto di affrontare il tema del contenimento dei consumi partendo da un approccio comportamentale, ponendoci le seguenti domande: - è possibile misurare lo stile di guida senza dover considerare gli aspetti meccanici e l’elettronica del veicolo? - è possibile stimare l’efficienza energetica e la sicurezza di uno stile di guida? Le parole chiave del progetto sono state: - ccosti di carburante - emissioni di anidride carbonica in atmosfera - percorrenze - manutenzioni - sollecitazione mezzi e passeggeri - professionalità e crescita degli autisti Misurare lo stile di guida Può sembrare scontato, ma una guida virtuosa influisce positivamente sui parametri di economicità e di sicurezza della conduzione del mezzo. Più virtuosa è la guida, minore è il consumo di carburante, minore la quantità di anidride carbonica emessa in atmosfera e maggiore è la sicurezza complessiva del sistema autista/mezzo/passeggeri. Ma come è possibile misurare la virtuosità della guida in modo obiettivo, scientifico e correlato al tipo di lavoro che il conducente sta svolgendo? Quali sono i parametri che occorre considerare per definire in maniera univoca e inequivocabile lo stile di guida? Quanto sopra è possibile con la

conoscenza, l’acquisizione e l’elaborazione dei dati relativi alla velocità, all’accelerazione, alla massa e alla sezione frontale o Cx del veicolo. L’approccio esclusivo (e brevettato) ideato e sviluppato da Teleparking in collaborazione con il Politecnico di Milano, si basa sull’acquisizione dei dati “per osservazione” e sulla loro elaborazione con sofisticati e unici algoritmi di calcolo, in grado di restituire in tempo reale all’autista e al backoffice informazioni precise sullo stile di guida in corso. Come funziona: - si osserva il mezzo dall’esterno attraverso una sofisticata piattaforma inerziale costituita da device di bordo non invasivo (antenna GPS, rilevatore velocità ed accelerazione, cavo per alimentazione del dispositivo DC 12/24 V e cavo di alimentazione per interfaccia conducente); - si raccolgono ed elaborano i dati inerziali mediante un modello matematico brevettato; - si visualizza in real time all’autista il suo stile di guida utilizzando un dispositivo di bordo costituito da un cellulare display SDG; - si trasmettono alla centrale aziendale i dati raccolti per predisporre statistiche e report a supporto delle decisioni, WEB portal. I risultati: il sistema, supportato da una minima attività formativa mirata - induce comportamenti di guida virtuosi; - consente la diminuzione del consumo di carburante e delle emissioni nocive in atmosfera, oltre presumibilmente a prevenire l’usura dei mezzi; - consente di impostare policy premianti su basi misurabili. Una sofisticata tecnica di campionamento delle velocità e delle accelerazioni nelle varie fasi del moto ed in particolare per ogni intervallo “startand-stop”, consente di elaborare dati eccezionalmente robusti. Utilizzando la relazione matematica desunta dal secondo principio della dinamica, F=Ma(t), si calcolano le forze che si oppongono alla forza del motore, che sono di tipo inerziale (la massa del veicolo), quelle legate alla resistenza aerodinamica (la forma del veicolo), all’eventuale recupero dell’energia impiegata in fase di frenata e alle caratteristiche altimetriche del percorso. Dalla forza - attraverso la rilevazione dell’andamento dei profili della

velocità e dell’accelerazione nelle varie fasi del moto, considerate come sommatoria di “startand-stop” - si passa al calcolo della potenza necessaria allo spostamento (inerziale e aerodinamica) e all’energia spesa. Il profilo di velocità che minimizza l’energia spesa è quello trapezoidale e si definisce di “ottimo teorico”. Il profilo ottimo teorico è però impraticabile, troppo severo e non tiene in considerazione: - il tracciato della strada (salite e discese, curve, semafori…) - traffico e imprevisti. Si è quindi definito un profilo più “buono”, ricavato da quello dell’autista e che comprende dinamicamente il contesto del percorso: il profilo “ottimo realistico”. Le prove sperimentali presentano risparmi fino al 15% di combustibile, conseguenza di una guida che si avvicina all’ottimo realistico richiedendo così minori quantità di energia per il moto. Lo stile di guida, oltre ai consumi, influenza anche le condizioni di sicurezza: in questo caso l’indice viene misurato costruendo un indicatore correlato alle variazioni di accelerazione sia longitudinale sia trasversale. Tale indice tiene conto del numero di volte in cui il conducente ha guidato in maniera non sicura e della lunghezza della prova; inoltre è implementabile on-line, è un parametro di tuning e della policy aziendale. Questo complesso di informazioni viene restituito a bordo del bus e reso in chiaro al conducente mediante un display che riporta per ogni “start-and-stop” la percentuale di sovra consumo rispetto all’ottimo realistico e la percentuale di eventi considerati di comportamento insicuro. Ad ogni stop, il display evidenzia questi dati ed orienta il conducente sia rispetto all’ultimo “start-and-stop”, sia rispetto alla sommatoria del comportamento tenuto dall’inizio della guida. Nella figura n.2, si evidenzia come la linea azzurra, che rappresenta il profilo di velocità del conducente, si discosti dal profilo di velocità realistica che il modello ha definito nelle specifiche condizioni di esercizio, eliminando/filtrando le frequenze sotto cui non si colloca nessuno: nel caso SAF, il valore assunto è pari a 0.05 Hz. Con questa frequenza si ottengono un profilo ottimo realistico raggiungibile da


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qualsiasi autista, un significativo potenziale di risparmio e un parametro di tuning aziendale. Tutti i dati raccolti e le informazioni prodotte per misurare lo stile di guida possono essere trasmesse ad un sistema informativo centrale. Le informazioni possono così essere oggetto di ulteriore elaborazione, analisi e sintesi, creando un vero e proprio cruscotto di flotta e un potente supporto alle decisioni aziendali.

ENERGY AND SAFETY PROJECT: BEST DRIVING SAF’s test for the reducing of consumptions and safe driving by Gino Zottis, CEO of SAF SpA A transport company usually uses a lot of energy, in particular to move transport service vehicles, and the relative consumptions usually represent a great part of company expenditure. The reduction of energy used is an objective of production system efficiency and of environmental impact reduction (impact due to the emission into the atmosphere of combustion waste). For example, for each fuel litre used 2,3 Kg of CO2 are produced. SAF has given start to an experiment applying the methods developed by a joint study elaborated by the Polytechnic of Milan, Department of Electronics (MOVE research Group) and by the company Teleparking s.r.l., which holds the patented project. We decided to analyse the possibility of reducing consumption starting from a behavioural approach, asking ourselves the following questions: - is it possible to measure the driving style without taking into consideration the mechanical aspects, the electronics of the vehicle? - is it possible to give an estimate of driving style energy efficiency and safety? Key project words were: - fuel costs; - CO2 emissions into the atmosphere; - Kms covered; - maintenances;

- vehicle and passengers' stress; - drivers' skills and growth. Evaluating the driving style It might seem obvious, but virtuous driving positively influences parameters of driving economy and safety. The more virtuous driving is, the lower the consumption of fuel, the lower the quantity of CO2 output in the atmosphere and the greater the overall safety of driver /vehicle/passenger system. But how might we measure driving virtuosity, in an impartial, scientific way, according to the kind of work the diver is carrying out? What are the parameters we should take into consideration in order to define driving style in an unambiguous and unequivocal way? The above is possible thanks to the knowledge, the acquisition and the elaboration of data on speed, acceleration, mass and front section or CC of the vehicle. The exclusive (and patented) approach created and developed by Teleparking in collaboration with the Polytechnic of Milan is based on the acquisition of data “through observation” and on their elaboration with sophisticated and unique algorithms, able to give driver and back office precise information on the driving style in real time. How it works: - the vehicle is observed from the outside using a sophisticated inertial platform made by a noninvasive device aboard (GPS antenna, speed and acceleration detector, DC 12/24 V device cable and driver’s interface cable); - inertial data are gathered and elaborated using a patented mathematical model; - the driver can see his driving style in real time using an on-board device made of an SDG display mobile; - data gathered are sent to the company HO in order to prepare statistics and reports supporting the decisions taken, WEB portal. The results: - the system, supported by a minimum of focused training, induces virtuous driving behaviour; - it allows the reduction of fuel consumption and

of harmful emissions into the atmosphere, and presumably of the vehicle wear and tear; - it allows the creation of bonus systems on a measurable basis A sophisticated technique used to sample speed and acceleration in the various motion phases and, in particular, for each “start and stop” interval makes it possible to elaborate exceptionally reliable data. Using the mathematical equation obtained from the second principle of dynamics, F=Ma(t), we can calculate power opposing the engine and, being inertial, vehicle mass, depending on aerodynamic resistance, vehicle shape, connected to the possible recovery of the energy used while braking and on the journey altitude features. From power, through the detection of speed and acceleration profile trends, in the various motion phases, considered as the sum of “start and stop”, we can then calculate the power motion necessary (inertial and aerodynamic), and the energy used. The profile that minimizes the energy used is the trapezium one and it is defined as “theoretical optimum” profile. However, the theoretical optimum profile is impracticable, too severe, and it doesn’t take into consideration: - road layout (slope and descents, bents, traffic lights, …) - traffic and unforeseen events. We have therefore defined a “better” profile, drawn from the driver’s profile and that dynamically includes the journey context. The profile: realistic optimum Tests show savings up to 15% of fuel as a result of a driving close to the realistic optimum requested, therefore, lower quantities of energy for motion. In addition to consumption, driving style influences safety conditions as well and it is measured by creating an indicator related to acceleration variances, both longitudinal and transversal. Such an index takes into consideration the number of times the driver has driven in a non-safe way and how long the test has lasted; it can be implemented online and it a is a tuning and company policy parameter. This


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Per scaricare documenti e video di greeNordEsTweek To download documents and videos about greeNordEsTweek

www.energheiamagazine.it

set of information is then transmitted to the bus and then shown to the driver on a display that gives the percentage of overconsumption vs the realistic optimum for each “start and stop” the and the percentage of events considered as being due to unsafe behaviour. At each stop the display shows these data and steers the driver both towards the last start and stop and towards the sum of his behaviour when he started driving. In picture 2, the blue line represents the driver’s speed profile and we can see how it moves away from the realistic speed profile which the model has defined in the specific operation conditions eliminating/filtering frequencies below which nobody goes.

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For SAF, such a value is equal to 0.05 Hz. With this frequency is possibile to achieve a realistic optimum profile which can be reached by any driver, a significative saving potential and a company tuning parameter. All data and information gathered to measure driving style can be sent to a central IT system. Information can then be further elaborated, analysed and summarised, creating a fleet management system and a strong decision support.

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Fig. 1: Calcolo dell’energia consumata - Calculation of the energy used Fig. 2: Confronto tra prestazione e ottimo realistico - Performance vs realistic optimum Fig. 3: Esempio di display di bordo - Example of displays aboard


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DA EX-DISCARICA PER RIFIUTI URBANI A PARCO FOTOVOLTAICO Un esempio di riqualificazione del territorio di Amedeo Levorato, Presidente Ente di Bacino Padova 2

Un parco fotovoltaico per la produzione di energia da fonte solare: è il progetto proposto dall’Ente di Bacino Padova 2 per valorizzare, da un punto di vista energetico ed economico, l’area di 15 ettari di proprietà dell’ente stesso, che ospitava l’ex-discarica di Roncajette a Ponte San Nicolò (PD). Si tratta di realizzare un impianto fotovoltaico di circa 1 MWp di potenza su circa 2 ettari di terreno nel versante sud del lotto C della discarica. Il progetto fa parte della valorizzazione energetica dell’area, accanto al recupero del biogas prodotto dai rifiuti nella discarica che nel 2009 ha permesso la produzione di energia per circa 2.800.000 kWh, pari al fabbisogno annuale di oltre 1.000 famiglie. All’energia prodotta dal parco fotovoltaico sarà riconosciuto un incentivo per 20 anni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto classificato come non architettonicamente integrato. Il progetto preliminare dell’impianto, che si prevede a regime entro il 2010, risale all’autunno del 2007. Nel dicembre dello stesso anno è stato presentato alla Regione Veneto per la verifica (screening) di impatto ambientale, in seguito alla quale l’ente regionale lo ha assoggettato alla procedura completa di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Lo studio è stato quindi inviato alla Commissione Regionale per la VIA, per ottenere da questa l’approvazione, e presentato alla cittadinanza in un’assemblea pubblica a settembre del 2008. Il parere favorevole di compatibilità ambientale, infine, è arrivato a luglio 2009. L’impianto utilizza unicamente fonti rinnovabili di energia ed è equiparato alle opere di pubblico interesse e di pubblica utilità “indifferibili ed urgenti” (L. 10/91 e L. 387/2003). La sua costruzione ed esercizio sono soggetti ad autorizzazione unica, rilasciata dal Comune di Ponte San Nicolò (DGR Veneto 2204/2008 e 2373/2009). A realizzare e gestire l’impianto sarà Apsholding SpA, società del Comune di Padova, in associazione temporanea d’impresa con Nestenergia SpA del gruppo AcegasAps SpA che gestisce la discarica di Ponte San Nicolò. Sul sito www.novambiente.it, cliccando sul logo del Bacino Padova 2, è possibile trovare maggiori informazioni in merito alle caratteristiche dell’impianto.

FORMER URBAN RUBBISH DUMP TURNED INTO PHOTOVOLTAIC POWER STATION An example of re-qualification of an area by Amedeo Levorato, President of Bacino Padova2 The project of a photovoltaic power station in order to produce energy from solar source was suggested by Bacino Padova 2 (the company in charge of the waste disposal of Padua and other 19 small towns of the surrounding area), which aims at improving its 15-hectare area of the former rubbish dump located in Roncajette, an administrative division of Ponte San Nicolò (near Padua). The plan consists in building and installing a 1MWp photovoltaic plant on about 2 hectares of land, on the south side of the plot C. The solar park is part of a project designed to increase the value of this area: at present, the biogas only, produced by waste materials in the dump, allows the production of a large amount of energy (2,800,000 KWH in 2009), fulfilling the requirements of more than 1,000 families per year. The photovoltaic power station is going to be a plant without any architectural constraint; what is more, the energy production is going to be promoted and financed up to 20 years after the date in which the plant will begin to work. The project was first drafted in winter 2007 and then introduced in December of the same year to the Veneto Regional Council for the screening

of its environmental effect; afterwards, it was evaluated by the Environmental Impact Assessment (EIA). Later on, the plan was sent to the EIA Regional Commission to be approved and it was finally introduced to citizens during a public meeting in September 2008. In July 2009 the authorities confirmed that the plan was environmentally compatible. The photovoltaic plant will use renewable energy sources only, and it is included in those urgent public works for the common good of citizens and it cannot be postponed (l. no 10/91 and l. no 387/2003 from the Italian system). According to the Regional Council Decrees 2204/2008 and 2373/2009, the town council of Ponte San Nicolò is responsible for giving permission to build the photovoltaic plant and make it operative. On the website www.novambiente.it, by clicking on the logo of the company Bacino Padova 2, a link to the project is available: there you can find more information about the general technical features of the plant, the importance of the project and the characteristics of the potential impact; moreover, you can also find more details about how long the work will last, how the panels will be installed on the ground, etc. Company Apsholding, a joint-stock company under the administration of Padua’s town council, will build and manage the plant, in partnership with Nestenergia spa of the AcegasAps spa group, which manages Ponte San Nicolò’s rubbish dump. The photovoltaic plant is supposed to become operative by the end of 2010.

Fig.1: Parco fotovoltaico di Roncajette - Ponte San Nicolò (PD) Photovoltaic power station in Roncajette - Ponte San Nicolò (near Padua)


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INCENTIVI DEGLI ENTI LOCALI PER IL FOTOVOLTAICO Le politiche dei Comuni del Camposampierese di Luciano Gallo, Direttore Generale dell'Unione dei Comuni del Camposampierese

Il progetto messo a punto nel Camposampierese per la promozione e lo sviluppo delle energie rinnovabili e del risparmio energetico, si chiama PuntoSiEnergia e coinvolge 11 Comuni della provincia di Padova e due Unioni di Comuni, quella del Camposampierese e quella dell’Alta Padovana, per un totale di 97.965 abitanti, con un’impresa ogni 8,2 residenti. A determinare la messa in opera dell’iniziativa sono stati diversi fattori: di carattere politico, con le indicazioni della Comunità Europea; legati alla crisi che coglie nella nuova green economy un’opportunità per generare nuove professionalità; infine, le pressioni del territorio che ha manifestato l’esigenza di una riconversione energetica dell’area mediante le discussioni del tavolo IPA (Intesa Programmatica d’Area). Il progetto PuntoSiEnergia ha più obiettivi: cogliere le opportunità offerte dagli incentivi governativi per gli interventi volti all’utilizzo di fonti rinnovabili, creare nuove professionalità e preparare il territorio alle future normative energetiche. Alla base dell’iniziativa, infatti, esiste la consapevolezza che per gestire i cambiamenti bisogna incidere sui comportamenti individuali. Questa convinzione nasce dal lavoro svolto sul territorio dal 1998 al 2001 con la raccolta dei rifiuti che è passata in 3 anni dal 3% al 65%: un successo dovuto al lavoro di sensibilizzazione della cittadinanza. Il modello di azione logica del nostro intervento di riconversione energetica del territorio si sviluppa in tre assi: azioni di governance, di intervento, e di valorizzazione e promozione. Le azioni di governance La prima fase, attualmente in corso, è l’istituzione di un osservatorio energetico del territorio, per capire quanta energia consumiamo e come. I primi risultati emersi indicano una grande difficoltà nel reperimento dei dati ed una scarsa conoscenza delle tematiche energetiche da parte della popolazione. La seconda fase prevede la pianificazione e la programmazione dello sviluppo energetico del territorio. Questa tappa viene sviluppata in sinergia con tre tavoli di lavoro: il tavolo territoriale dell'IPA, dove

sono rappresentati gli attori istituzionali, economici e del terzo settore del Camposampierese; il tavolo politico, composto dagli assessori all’energia degli 11 Comuni; il tavolo tecnico, con i tecnici comunali e dell’associazione di categoria. La terza fase riguarda il monitoraggio e la rendicontazione in due direzioni: verso il territorio, per informare e rendere consapevoli i cittadini che gli obiettivi del progetto sono raggiungibili; verso l’esterno, per caratterizzare il Camposampierese come area attenta allo crescita sostenibile e alla nuova green economy. Le azioni di intervento Le azioni di intervento sono state strutturate in quattro macro aree: - la costituzione della filiera locale dell’energia; - la creazione dello sportello PuntoSiEnergia, che si distingue per il carattere innovativo del coinvolgimento della filiera: il cittadino che si reca allo sportello avrà le informazioni e gli strumenti (su incentivi, finanziamenti e professionisti) per passare dalla teoria alla pratica; - gli interventi di comunicazione e sensibilizzazione; - la costituzione del tavolo delle regole e semplificazione delle procedure con i tecnici comunali e delle associazioni di categoria. Le azioni di valorizzazione e promozione Le azioni di valorizzazione e promozione prevedono la divulgazione dei risultati dello sportello. I tecnici che hanno aderito alla filiera mediante la selezione del primo bando sono stati 12, appartenenti a diversi settori delle energie rinnovabili. I sopralluoghi effettuati nei primi quattro mesi sono stati 35, riguardanti per oltre il 90% il fotovoltaico. In due Comuni sono partite delle azioni pilota di agevolazioni fiscali per interventi di bioedilizia ed energie rinnovabili. I prossimi obiettivi del progetto riguardano, per esempio, il PATI: nel Piano di Assetto del Territorio Intercomunale si tratta di affrontare in modo organico il tema dell’energia promuovendo sistemi di premialità fiscale e urbanistica. Inoltre, occorre intervenire sulla modulistica che deve essere omogenea

tra gli 11 Comuni, oltre che semplificare l’iter procedurale (parte dell’area è soggetta a vincolo ambientale per la presenza del Graticolato Romano). Infine, stiamo promuovendo assemblee per i cittadini e abbiamo avviato una campagna informativa su carta stampata e web.

LOCAL GOVERNMENT INCENTIVES FOR PHOTOVOLTAIC The policy of the Union of the Camposampierese Municipalities by Luciano Gallo, Managing Director of the Union of the Camposampierese Municipalities The project PuntoSiEnergia was developed in the Camposampierese district to promote and develop sustainable energetic sources. It involves 11 Councils in North East Italy, in the province of Padua, the Union of the Camposampierese Municipalities and the Union of the Northern Paduan Municipalities Area, with a total population of 97,965 units and an average of 1 business unit every 8.2 residents. Different factors helped to determine the starting up of this initiative: mainly political reasons, after the urge of the European Community, which foresaw the great potential of the Green Economy in bringing relief to the actual crisis by fostering new professional skills. Besides this, the pressure of a territory showing the need of an energetic conversion nurtured in the discussions held at the IPA table (Italian acronym for “Local Program Agreement”). The PuntoSiEnergia project answers several objectives: picking up on the opportunities offered by government incentives for the use of renewable energy sources, creating new professional figures and preparing the territory for future energetic norms. At the basis of this initiative, in reality, lies the awareness that the only way leading to real change is working on individual behaviour. This conviction arises from a simple example: differentiated waste collection has grown in the last three years from 3% to 65%, a success due to the great effort put


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on sensitizing the public. The logical model of clean energy technology advancement develops along three actions: governance; intervention; promotion. Governance actions The first step, which has already been taken, is the constitution of a territorial energy observatory, which should allow us to understand the amount of energy we consume and in which way. The first outcomes point out more difficulties rather than positives: first of all, we have experienced a great difficulty in collecting useful data and a low level of information about energy issues on the citizens’ part. The second step is about planning the local energy development. This is achieved through the merging of 3 different kinds of talks: the territorial table of IPA, composed by the institutional, economic and non–profit actors of the Camposampierese district; the political table, composed by the energy committee chairmen of the eleven councils and the technical table, composed by the local councils officers and the guild associates. The third step plans the monitoring and activity reporting in two directions: the first is aimed at informing the citizens that the project objectives are attainable; the second is oriented towards the local mass-media in the effort to present the Camposampierese area as a supporter of the sustainable growth and of the new Green Economy. Intervention actions They have been structured in 4 macro-areas: - constitution of the local energy chain; - creation of an innovative PuntoSiEnergia frontoffice desk marked by the involvement of energy professionals: here customers will receive proper information and operational tools (incentives, financing and professional expertise) to turn theory into practice. - communication and promotion campaigns; - constitution of a normative and procedure simplification table with council officers and guild associates.

Promotional actions They are meant to pivot around the front-office desk results.12 technicians, belonging to different expertise fields of renewable energy, have adhered to the chain through the first selection. They have carried out 35 surveys, (90% regarding photovoltaic). Pilot campaigns covering tax breaks have been launched in two councils in order to promote eco-friendly architecture and renewable energetic sources. The next step in the project is targeted at encouraging tax and town- planning bonuses in the PATI (Italian acronym for “District

Luciano Gallo - Unione dei Comuni del Camposampierese

Territorial Setting Plan”) and at standardizing documentation in all eleven councils. Furthermore, we aim at simplifying the application procedures, since part of the area is subject to landscape restrictions due to the presence of the ancient Roman street grid. Lastly we are currently holding public conferences in each council to inform citizens about the great potential of green energy along with promoting it in local newspapers and on the web.


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CONSORZIO PONTEROSSO: MODELLO DI ECCELLENZA NEL RISPARMIO ENERGETICO Nasce il primo turboespansore cogenerativo a fonte rinnovabile integrato in un sito industriale di Dario Braga, Amministratore Unico di TurBinde Srl

Il Consorzio per la Zona di Sviluppo Industriale Ponterosso di S. Vito al Tagliamento (PN), rappresenta un modello di sostenibilità: sin dalle sue origini, ha promosso la creazione e l’incremento di attività industriali situate nella bassa pianura friulana, prestando attenzione al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico. Non a caso, il Consorzio è l’unico nel Triveneto e il secondo in Italia ad avere acquisito la Certificazione del Sistema di Gestione della Qualità e di Gestione Ambientale. Negli anni ’80, TurBinde è stata la prima azienda ad introdurre in Italia la turboespansione ed è oggi leader nel settore. La turboespansione è quella tecnologia che, nelle cabine di regolazione e misura, permette di estrarre l’energia meccanica di geopressione contenuta nel gas naturale e di trasformarla, tramite una turbina che riduce la pressione del gas stesso, in energia elettrica evitando dissipazioni di energia, come avviene nei sistemi tradizionali a valvola di laminazione. Impianto di Ponterosso, frutto dell’incontro di due tecnologie Consorzio e TurBinde, incontratesi grazie all’Impresa Antoniazzi, facente parte del Consorzio, hanno unito le energie nella realizzazione dell’impianto di Ponterosso che mette insieme due tecnologie tra loro complementari: la turboespansione e la cogenerazione da fonte rinnovabile. L’impianto costituisce un modello virtuoso di integrazione tra esigenze della comunità di piccole e medie industrie del territorio e soluzioni tecnologiche all’avanguardia, volte al recupero energetico, all’utilizzo di fonti rinnovabili e alla minimizzazione degli sprechi. La chiave di volta consiste nella centralizzazione delle infrastrutture e dei servizi (distribuzione di gas e calore) alle aziende del territorio consortile. Accentrando la distribuzione del gas, si è creata una semplificazione di accesso alle fonti e la possibilità di convogliare congiuntamente i consumi, stabilizzandoli nell’anno e determinando le condizioni per l’inserimento di un turboespansore in parallelo alla cabina di decompressione tradizionale. Esso produce energia e, insieme, riscalda le strutture di

servizio (es. asilo, uffici...) del Consorzio. Come funziona l’impianto Il processo di turboespansione permette la produzione di energia elettrica sfruttando la riduzione della pressione del gas naturale disponibile, a fronte di una richiesta di energia termica necessaria per riscaldare il gas e consentirne l’utilizzo (sarebbe altrimenti troppo freddo). Per massimizzare l’efficienza del processo, il pre-riscaldamento del metano va effettuato mediante il ricorso alla cogenerazione, ossia alla produzione contemporanea di elettricità e calore in un motore cogenerativo a fonte rinnovabile: si tratta di un motore diesel opportunamente modificato per l’utilizzo di una biomassa come combustibile. Inoltre, per evitare qualsiasi spreco energetico, il calore in eccesso prodotto dal cogeneratore viene distribuito all’interno del Consorzio per il riscaldamento. L’impianto utilizza come combustibile unicamente una biomassa costituita da olio vegetale grezzo puro da bruciare nel cogeneratore, mentre il turboespansore trasforma in energia elettrica il calore recuperato da tale cogeneratore e l’energia di geopressione del gas. Questo insieme costituisce un impianto integrato di micro-generazione che produce energia elettrica da fonte rinnovabile. Esso beneficia degli incentivi per la valorizzazione dell’energia prodotta da impianti di potenza inferiore ad 1 MW, oltre che di quelli derivanti dalla produzione di energia da fonte rinnovabile (certificati verdi). Grazie alla lungimiranza del Consorzio e al know-how esclusivo di TurBinde, si è creato dunque un modello virtuoso di impianti in sinergia integrata che valorizzano l’esistente, razionalizzando consumi e ottimizzando l’energia: dalla turboespansione e dalla cogenerazione saranno prodotti rispettivamente 320 kW e 420 kW. Il sistema integrato sarà a breve a regime.

CONSORZIO PONTEROSSO, A MODEL OF EXCELLENCE IN ENERGY SAVING The first renewable co-generative turboexpander integrated into an industrial plant by Dario Braga, General Manager of TurBinde Srl The “Consorzio per la Zona di Sviluppo Industriale Ponterosso” (Consortium for Industrial Development Zone of Ponterosso) of S.Vito al Tagliamento (Pordenone) is a sustainable model: since its beginning, it both promotes industrial creation and development, and covers environment and energy saving. In fact, the Consorzio is the only one existing in the Triveneto district and the second in Italy who received the Quality Management System Certification and Environmental Management Certification. In the 80’s TurBinde was the first Company in Italy to introduce turbo-expansion technology, and is leader in this field. Turboexpansion is the technology that, in pressure let-down stations, takes geo-pressure natural gas energy and converts it into electrical power through a turbine that reduces gas pressure This process avoids energy wastage, unlike traditional systems with standard JT valves. Ponterosso plant born from the meeting of two technologies The Consortium and TurBinde, thanks to the Antoniazzi Company – one of the members of the consortium - constructed the Ponterosso plant, chosing a pioneering solution for energy production: an integrated renewable cogenerative turboexpander. This is a virtuous model aimed at integrating industrial community needs with newest technology solutions, matching energy recovery, renewable sources and minimum wastage. Therefore, infrastructures and services (gas and heating) to Consortium member companies have been centralized. Through this centralization, a simpler access to sources and an opportunity of collecting together consumptions and making them more stable during the year has been


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achieved: this situation allows for the placing of a turbo-expander aligned to a traditional pressure let-down station. It produces energy and at the same time it heats the facilities of the Consortium (kindergarten, offices etc). How the plant works The turbo-expansion process produces electrical power by exploiting natural gas pressure reduction that becomes available after the necessary heating of the gas to make it ready for use (otherwise it would be too cold). To carry out the process at its maximum efficiency, methane pre-heating is obtained by means of a cogeneration process, that produces electricity and heat contemporarily in a renewable cogenerative engine: a special diesel engine fed by biomass fuel. Moreover, in order to avoid any energetic waste, the extra-heating produced by the co-generator is distributed inside the Consortium for heating purposes. The plant uses a fuel made only by pure raw vegetable oil and the turboexpander transforms heat, recovered from the co-generator, and gas intrinsic geopressure energy into electrical power. This framework is an integrated plant that produces electrical power from a renewable source.

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The Ponterosso plant is classified as a renewable micro-generation plant, taking advantage of incentives aimed at sustaining electrical energy produced by plants with less than 1,0 MW of power and, in addition, by renewable sources (“green certificates�). In conclusion, thanks to the forward-looking attitude of the Consortium and the unique knowhow of TurBinde, an exemplary model of integrated synergic plants has been ideated, achieving important goals: giving value to existing context, rationalising consumptions, optimizing energy. With this integrated system 320 kW will be produced by turbo-expansion and 420kW by cogeneration. The system will work soon at full performance.

Fig. 1: Impianto di Ponterosso - Ponterosso plant Fig. 2: Impianto di Ponterosso - interno - Ponterosso plant - internal


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SOGNANDO IL FOTOVOLTAICO

L’esperienza di un agricoltore padovano e la sua sfida con la burocrazia di Pier Mario Munari, agronomo e agricoltore

In qualità di agronomo e piccolo agricoltore di Padova, riporto la mia esperienza nel campo delle energie alternative. Nel 2007 ho assunto in gestione l’azienda di famiglia, 15 ettari di terreno ad uso agricolo ad ordinamento cerealicolo estensivo. Deciso nel voler fare alcuni investimenti per migliorare la redditività, ho vagliato diverse possibilità. La più percorribile mi è sembrata quella del fotovoltaico: l'investimento per un impianto medio di 100-200 kW è equiparabile all'acquisto, nella Regione Veneto, di circa 10 o 20 ettari di terreno e garantisce un ritorno economico interessante e certo per vent'anni a seguire. Grazie agli incentivi del Conto Energia, al Protocollo di Kyoto nonché alla propaganda a favore del fotovoltaico che stava sensibilizzando favorevolmente l’opinione pubblica, ho pensato sarebbe stato un intervento semplice da realizzare. Sfortunatamente, regolamenti, leggi nazionali e regionali nonché Piani Regolatori comunali si sono rivelati una babele di lacci e lacciuoli che di fatto mi hanno impedito di realizzare l'investimento nella mia proprietà. In particolare ricordo: la Legge Galasso, riguardante le costruzioni nelle vicinanze di corsi d'acqua; la legge regionale n. 11 del 2004 in materia di edificabilità nelle zone agricole; il PRG comunale che istituisce vincoli di ogni tipo. Tutto ciò ha fatto sì che dopo due anni di tentativi io non sia approdato a nulla. Nonostante ciò non mi sono scoraggiato e ho cercato un altro sito dove realizzare il mio progetto. Individuatone uno idoneo in Basilicata, ben esposto e coerente con le richieste della normativa regionale, ho contattato diversi istituti bancari per ottenere il finanziamento necessario. Nonostante i siti internet degli stessi assicurassero condizioni eccezionalmente vantaggiose, anticipi e finanziamenti al 100% Iva compresa, ho purtroppo ricevuto non poche risposte negative in merito alla mia iniziativa. È stato soltanto grazie ai buoni uffici di un amico, che un funzionario di banca ha finalmente preso in considerazione il mio progetto, appassionandosene. Così, dopo aver affrontato altre difficoltà burocratiche, sono riuscito ad ottenere la delibera di approvazione del finanziamento. Ma quello del finanziamento è soltanto uno degli step che ho dovuto affrontare: un impianto fotovoltaico va infatti assicurato. Il tipo di polizza richiesto dalla banca non era però contemplato dalla maggior parte delle compagnie assicuratrici. Il rimpallo di richieste tra banca e

assicurazioni è durato qualche altro mese fino a quando la mia banca ha stretto un accordo con un broker in grado di fornire una polizza accettabile sia dall’istituto di credito, sia dalla compagnia assicuratrice. Una volta ottenuto il finanziamento, aver acquistato il terreno e aver stipulato la polizza assicurativa, l'Agenzia delle Entrate ha certificato che il reddito ottenuto dall’impianto sarebbe rimasto agricolo. Pensavo quindi si potesse finalmente iniziare a produrre energia. Ho allora inviato la domanda all'Enel, attendendo fiducioso la risposta entro i 60 giorni previsti. La risposta, arrivata dopo 90 giorni (protocollata al sessantesimo giorno), è stata purtroppo negativa. Motivazione: la rete è satura e non può ricevere l'energia prodotta dall'impianto. Sulla lettera dell'Enel era indicato un numero telefonico da contattare, che si è rivelato però inesistente: sto ancora aspettando che qualcuno mi riceva in appuntamento. Non mi resta che pazientare ancora.

DREAMING OF PHOTOVOLTAIC ENERGY The story of a farmer from the Padua area and his battle with bureaucracy by Pier Mario Munari, agriculturist and farmer I would like to share my experiences regarding alternative energy as a agriculturist and small farmer from Padua. In 2007 I took over the running of the family business, 15 hectares of land used for agriculture namely for extensive ceral crops. I decided to make some investments to increase profitability, and amongst the various options the best seemed that of photovoltaic energy. The investment for a medium-sized power plant of 100-200 kW in the Veneto Region is equivalent to the purchase of approximately 10-20 hectares of land and would guarantee me a reasonable no-risk profit for the next twenty years. I presumed that it would be relatively simple to install this plant, thanks to the incentives of the feed-in tariffs for energy and the Kyoto Protocol, as well as the favourable publicity which photovoltaic energy was receiving, and which was having a positive impact on public opinion. Unfortunately I was wrong. Rules, national and regional laws and local town planning schemes proved to be

a tangle of red tape which prevented me from installing a photovoltaic plant on my property. Particolar difficulties were caused by the Galasso Law which applies to buildings located near waterways; the 2004 regional law n. 11 which regards constructing in agricultural areas, and local town planning regulations which establish all sorts of limits. The result of all this is that after two years I had achieved nothing. I refused to give up however and tried to find another location where I could carry out my plan. I found a site in Basilicata which was suitable and in accordance with regional requirements, and got in touch with various banks in order to obtain the necessary funding. In spite of the fact that the internet sites of the banks guaranteed particularly good conditions, with loans and funding up to 100% including VAT, all my requests were refused. It was only thanks to the help of a friend that one of the bank managers finally took my project into consideration and become enthusiastic about it. Thus, after having oversome various other bureaucratic difficulties I managed to obtain the approval of funding. This was however only one of the steps which I had to face; a photovoltaic power plant needs insuring. The problem was that most insurance companies didn’t provide the type of policy requested by the bank. After several months of negotiation between the bank and the insurance companies my bank managed to reach an agreement with a broker who was able to provide a policy which was acceptable both for the bank and for the insurance company. Once I had obtained the funding, purchased the land, and taken out the insurance policy, the Internal Revenue Service certified that the income obtained by the power plant would remain agricultural. I presumed therefore that I could at last begin to produce energy. I sent the application to the Electricity Board, and awaited their reply within the allocated 60 days. The reply arrived after 90 days (although it was officially stamped on the 60th day) and was, contrary to my expectations, a refusal of my application on the grounds that the grid was saturated and therefore unable to receive the electricity produced by my plant. On the letter from the Electricity Board there was a phone number to ring which however turned out to be nonexistent; the only thing I can do is be patient.


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ENERPLAN: “L’ABITO ECOLOGICO” DELL'AREA SCIENCE PARK DI TRIESTE Il piano per la produzione di energia da applicare agli edifici di Arvea Marieni e Fabrizio Rovatti, Innovation Factory Scarl – Consorzio per l’AREA di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste

Collocato nella splendida cornice del Carso triestino, con due campus situati a pochi chilometri dalla Slovenia, AREA Science Park è uno dei principali parchi scientifici multisettoriali d'Europa. Operativo dal 1982, il parco conta 87 realtà insediate tra imprese e centri di ricerca, con oltre 2.500 addetti e più di 170 milioni di euro di fatturato annuo complessivo. È gestito dal Consorzio per l’AREA di ricerca di Trieste, ente che fa capo al Ministero dell’Istruzione, Università e della Ricerca (MIUR). I settori presenti in AREA sono: tecnologie per l'ambiente e l'energia, biotecnologie e diagnostica, chimica e biochimica, elettronica e automazione industriale, fisica, aerospazio e nuovi materiali, informatica e sistemi multimediali, tecnologie biomediche, telecomunicazioni, robotica. Gli interventi di AREA Il trasferimento tecnologico alle imprese è il filone di attività che sempre più connota AREA negli ultimi anni, con una strategia di intervento articolata in progetti differenziati e sinergici, volti a dare innovazione e competitività alle imprese regionali e nazionali, a creare nuova impresa e a formare personale e competenze in grado di stabilire un legame permanente tra mondo della ricerca e realtà produttive. In un tessuto regionale che, come quello italiano, è composto in massima parte da piccole e medie imprese, AREA negli ultimi anni ha intrapreso un programma di sostegno all’introduzione di nuove tecnologie, tecniche e competenze organizzative. In questo periodo sono stati realizzati oltre 1.800 interventi di innovazione e di processo nelle PMI del Friuli Venezia Giulia. Le attività di trasferimento tecnologico e di valorizzazione dei risultati della ricerca sul territorio del Friuli Venezia Giulia hanno contribuito negli ultimi cinque anni a 139 brevetti (93 di imprese, 46 di istituzioni di ricerca). Quanto ai brevetti depositati dalle imprese e dai laboratori insediati all’interno di AREA Science Park, sono stimabili in una cinquantina negli ultimi due anni. Sul versante dell’informazione brevettuale, grazie a un accordo tra European Patent Office e Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, dal 1999 è attivo in

AREA l’Ufficio Studi e PatLib Friuli Venezia Giulia. Inoltre, grazie ad un accordo con SRI Consulting Business Intelligence (SRIC-BI) di Stantford (California – USA), leader mondiale nel monitoraggio delle tecnologie in grado di generare business, AREA mette a disposizione delle PMI Explorer, uno strumento di Business Intelligence che consente di ottenere informazioni mirate sui trend di oltre 30 settori tecnologici e produrre innovativi servizi di road-mapping tecnologico. L’incubazione d’impresa e l’avvio di nuove start-up è un altro filone di primo piano che vede oggi nel programma Innovation Factory la naturale prosecuzione delle numerose esperienze maturate da AREA Science Park nelle attività di assistenza alla creazione di imprese innovative. La creazione di valore attraverso la ricerca, l'applicazione tecnologica e l'innovazione, è la cifra ultima dell'insieme di progetti e programmi sviluppati in AREA. Questa creazione di valore passa anche per un significativo e costante trend di consolidamento dell’autonomia finanziaria del Consorzio, che si traduce nel passaggio – graduale – dal modello di amministrazione a quello di gestione. Un percorso senz’altro atipico nel comparto pubblico in Italia. Per ogni euro incassato dallo Stato, oggi AREA ne genera 1 e 43 centesimi attraverso attività di tipo prettamente commerciale (erogazione di servizi) o la partecipazione a bandi e progetti attivati su varie linee di finanziamento nazionali ed europee. ENERPLAN Una di queste linee, particolarmente importante in questo momento, ha a che vedere con lo sviluppo di tecnologie e programmi di intervento dedicati al risparmio energetico e alle energie rinnovabili che saranno realizzati e testati proprio su alcuni edifici del parco scientifico e che fanno parte di un ampio Programma Energia denominato ENERPLAN. Gli obiettivi del programma sono: - sviluppare e divulgare l’innovazione nel campo dell’efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili e alternative ai

combustibili fossili, costruendo impianti dimostrativi che siano anche laboratori di sviluppo tecnologico e sperimentazione industriale nei quali università e scuole dell’obbligo, enti di ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni possano apprendere e confrontare i risultati tecnici, ambientali ed economici delle varie soluzioni; - abbattere i costi della gestione energetica e, contemporaneamente, ridurre drasticamente le emissioni nocive nelle applicazioni energetiche destinate all’edilizia di uso civile e industriale. La decisione di avviare percorsi di sperimentazione e integrazione di tecnologie innovative nel settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nelle costruzioni, è legata a diverse motivazioni. I vincoli normativi e gli obiettivi strategici di abbattimento delle emissioni, la riduzione dell’utilizzo di fonti non rinnovabili, l’incremento delle quote di produzione e il consumo di energia prodotta da fonti rinnovabili definiscono un percorso di necessario sviluppo del settore. Un trend “impetuoso” confermato negli ultimi anni e in contrasto con la fase di rallentamento e decrescita che colpisce la maggior parte dei settori industriali. D’altra parte, in un momento di crisi, la contrazione dei fatturati aziendali disincentiva investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti proprio quando sarebbe più necessario un impulso verso la creazione di mercati nuovi attraverso l’introduzione di innovazioni radicali. Le sperimentazioni In collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, AREA investe nello sviluppo di innovazioni per l’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti rinnovabili e alternative. Il modello di azione è pragmatico e punta all’industrializzazione di alcune soluzioni innovative, co-brevettate da Innovation Factory Scarl, una house company di AREA che agisce principalmente come incubatore di aziende innovative in campo tecnologico. In tutti i 9 progetti raccolti sotto il cappello di ENERPLAN, il Consorzio propone ma anche sperimenta azioni dimostrative finalizzate allo sviluppo, industrializzazione e divulgazione


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di sistemi energetici innovativi, verificandone concretamente l’efficacia rispetto a soluzioni tecnologiche note. I progetti riguardano la sperimentazione del prototipo di un’innovativa pompa di calore ad alta temperatura destinata a sostituire le caldaie centralizzate tradizionali, e di un sistema denominato “cappotto attivo” destinato a migliorare l’efficienza di costruzioni altamente dispersive. Sono inoltre previsti un Laboratorio Impianto Dimostrativo Energie Alternative - LIDEA - a cogenerazione con motore a metano a giri variabili e verifica comparativa dell’efficienza di tre diversi tipi di pannelli solari, un innovativo impianto con microturbine a gas con sistema CHCP, un impianto dimostrativo di illuminazione stradale a led, un sistema per la sicurezza ecologica e una soluzione per trigenerazione a biomassa. Mettere a sistema l’acquisizione di nuove conoscenze vuol dire sviluppare sinergie tra attori - pubblici e privati - portatori di competenze specifiche e distintive, per valorizzare i risultati dell’attività di ciascuno. Ogni progetto è infatti realizzato in collaborazione con partner importanti: enti di ricerca e imprese, permettendo così il coinvolgimento ottimale dell’intero sistema della conoscenza. Il recupero di competitività del Sistema Italia è infatti favorito efficacemente sostenendo la ricerca in campo energetico, mirata alla creazione di nuovi prodotti, processi e servizi, capaci di conquistare spazi di mercato significativi e concreti ritorni commerciali.

ENERPLAN: “THE ENVIRONMENTALLY FRIENDLY ASPECT” OF THE AREA SCIENCE PARK IN TRIESTE The energy production plan adapted for buildings by Arvea Marieni and Fabrizio Rovatti (Innovation Factory Scarl, AREA Science and Technology Park of Trieste) AREA Science Park is a major, multidisciplinary science park located over two

campuses in the splendid setting of the Italian Karst just a few kilometres from Slovenia. The Park has been operating since 1982 and currently comprises 87 entities (companies and research centres) with more than 2,500 employees and an annual turnover over 170 million euros in total. These entities are managed by the Consortium for Research of Trieste, recognised by the Ministry of Education, University and Research (MIUR). The fields represented in AREA are: - environmental and energy technologies - biotechnology and diagnostics - chemistry and biochemistry - electronics and industrial automation - physics - aerospace and new materials - IT and multimedia systems - biomedical technology - telecommunications - robotics. Interventions in AREA Technology Transfer, in line with the global trend, has increasingly characterized AREA in recent years. An intervention strategy spanning various synergic projects has been designed to provide innovation and competitiveness to regional and national companies. In addition, it will create new business, train staff and develop expertise qualified to establish permanent links connecting research and production. At the regional level (Friuli Venezia Giulia), which is mostly made up of small and medium-sized enterprises (SMEs), AREA has been implementing a support program to introduce new technologies, techniques and organizational skills. Over 1,800 innovation interventions and processes have been achieved in recent years. In the past five years, technology transfer and valorisation of research results in Friuli Venezia Giulia have contributed to 139 patents (93 enterprises, 46 research institutions). Patents filed by companies and laboratories established within AREA Science Park, amounts to approximately another fifty in the last two years. In terms of patent information, an agreement between the European Patent Office and the Italian Patent

and Trademark Office, has allowed the Friuli Venezia Giulia PatLib Office Study and Research to be created and it has been operative since 1999. Moreover, owing to an agreement with SRI Consulting Business Intelligence (SRIC-BI) Stanford (California, USA), a global leader in monitoring technologies to generate business, AREA provides SMEs with Explorer, a business intelligence tool that delivers targeted information on trends in over 30 fields of technology and produces Roadmapping technology innovative services. The Innovation Factory program is the continuation of the numerous experiences of AREA Science Park in assisting the establishment of innovative enterprises such as Enterprise incubation and launching Start-upsanother current market trend. Value creation through research, technological application and innovation is the sum of projects and programs developed at AREA. This value creation also involves a significant and sustained trend of financial autonomy consolidation of the Consortium for Research, resulting in the gradual transition from the administration model to that of management. This transition is certainly atypical in the public sector in Italy. For every euro collected by the State, AREA generates 1,43 cents by clear-cut business activities (provision of services) or participation in tenders and projects activated from various sources of national and European funding. ENERPLAN One of these funding sources, particularly important at this time, pertains to the development of technologies and intervention programs dedicated to energy saving and renewable energies that will be implemented and tested on some buildings of the science park. These initiatives are part of a Comprehensive Energy Program named ENERPLAN which has the following objectives: - develop and disseminate energy efficiency and energy production innovation from renewable sources and alternatives to fossil fuels, new point building demonstration plants which are also laboratories for technological


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traditional boilers - a system called "active insulation" to improve the efficiency of highly dispersive buildings - an Alternative Energy Demo Lab Facility LIDEA - with variable speed natural gas engine co-generation plant and comparative efficiency verification of three different types of solar panels - an innovative system with gas microturbines CHCP system - a LED-based road lighting demonstration - an ecological security system - a biomass tri-generation solution.

development and industrial trials in which universities and primary schools, research institutes, enterprises and public administrations can learn and compare the results of technical, environmental and economic effects of various solutions; - reduce the costs of energy management and, at the same time, radically cut harmful emissions in energy applications in civil and industrial construction. There are various reasons why the decision was taken to open road map experimentation and innovative technologies integration in the field of renewable energy and energy efficiency in buildings. The regulatory constraints and strategic goals of reducing emissions, reducing the use of non-renewable sources, increasing shares of production and consumption of energy produced from renewable sources all call for the development of this sector. This great impetus was confirmed in recent years and contradicts the slowdown and decline that affects most industries. On the other hand, in a moment of crisis, the contraction of business turnover discourages investment in research and development of new products exactly when the need to create new markets through radical innovations is greatest. The experiments AREA invests in the development of innovation for energy efficiency and the use of renewable and alternative sources in collaboration with the Ministry for Environment. The action plan is pragmatic and meant to industrialize innovative solutions, co-patented by Innovation Factory Scarl, AREA’s in-house company acting primarily as an incubator for innovative technological companies. In total there are nine projects grouped under ENERPLAN. The Consortium proposal also includes demonstrative actions aimed at developing, industrializing and disseminating innovative energy systems, by specifically testing its effectiveness with respect to known technological solutions. The projects include: - the testing of an innovative high-temperature heat pump prototype to replace centralised

Acquiring new knowledge entails developing synergies between stake holders - public and private – skilled in specific and distinctive fields to enhance the results of each party. Each project is achieved in collaboration with key partners: research institutions and enterprises, enabling the optimal involvement of the entire knowledge system. Thus, the competitiveness of the Italian system is in fact boosted effectively by supporting research in the field of energy, aimed at creating new products, processes and services, in order to gain profitable market opportunities and tangible commercial returns.

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Fig. 1 - 2: AREA Science Park Fig. 3: Cappotto Attivo - "Active insulation"


60 I quaderni di Energheia

CITYPORTO PADOVA Considerazioni attuali sull’esperienza di gestione di un servizio di city logistics di Paolo Pandolfo, Direttore Logistica e Real Estate di Interporto Padova SpA

A Padova, dall’aprile 2004, è attivo Cityporto Padova, un servizio di distribuzione urbana delle merci destinate al centro, effettuato con mezzi a basso impatto ambientale. Tale servizio è ideato, sviluppato e gestito da Interporto Padova SpA. Il progetto nasce in seguito ad un accordo di programma tra Comune, Provincia, Camera di Commercio di Padova, APS Holding e Interporto. Il modello su cui si basa Cityporto è semplice: gli operatori consegnano la merce presso una piattaforma logistica localizzata all’interno dell’area di Interporto Padova, a ridosso del centro urbano. Dalla piattaforma partono mezzi ecologici a basso impatto ambientale per la distribuzione della merce all’interno della Zona a Traffico Limitato. L’Amministrazione Comunale di Padova, sensibile ai temi ambientali e alle iniziative di city logistics, ha messo a punto dispositivi premianti per i mezzi Cityporto. Proprio questo coinvolgimento degli operatori del trasporto fin dalla fase progettuale, la loro partecipazione su base volontaria, la neutralità di Cityporto rispetto ai dati sensibili dei singoli operatori e alla libera concorrenza degli stessi, hanno decretato la condivisione del progetto da parte dei maggiori attori nazionali del sistema trasporti. I benefici Tutti i mezzi di Cityporto sono georeferenziati: conosciamo i chilometri percorsi per ogni giro di consegna, il numero delle consegne stesse, i tempi di prestazione, i consumi e tutte le altre grandezze necessarie. Dal punto di vista della situazione “ex ante”, conosciamo ovviamente il numero e la tipologia di consegne, chi sono gli operatori, quali e quanti mezzi sarebbero impegnati. Risulta quindi facilmente calcolabile, in base a parametri condivisi, il “risparmio” di chilometri percorsi (visto che si utilizzano molti meno mezzi con un grado di riempimento superiore) a cui consegue una cascata di risparmi indotti. Interporto Padova SpA ha commissionato all’Università Bocconi di Milano uno studio sui primi 15 mesi di attività di Cityporto Padova. Al riguardo va considerato che i primi 5 mesi del servizio prevedevano solo due mezzi (da aprile 2004), passati a quattro dal

sesto mese e diventati poi sei nel secondo anno solare di attività. Dalla tabella 1 (Valutazioni ex post) appare subito chiaro che, al di là dell’utilizzo di mezzi a basso impatto ambientale, l’elemento di razionalizzazione con riduzione di chilometri percorsi rispetto ai viaggi gestiti dagli operatori è già di per sé di grande impatto. Le minori percorrenze sommate all’utilizzo di mezzi più “puliti” hanno portato ad un calcolo della riduzione delle emissioni inquinanti (tabella 2: riduzione emissioni). Proiettando questi dati, considerato che la collettività ha contribuito con 360.000 euro, i benefici in termini di costi esterni superano il milione di euro (tabella 3: calcolo dei costi esterni, risultati complessivi). Considerazioni sull’operatività Uno dei punti cruciali per l’effettiva attuazione di una politica di city logistics è rappresentata dalla concertazione estesa ai diversi attori coinvolti nel sistema distributivo: operatori logistici e del trasporto, commercianti, associazioni di categoria, amministrazioni locali e associazioni di consumatori. Uno dei problemi principali è proprio rappresentato dal fatto di "mettere d'accordo" soggetti ed esigenze molto diversi tra loro (orari, frequenza, quantità, stagionalità, tutela ambientale, ecc.). Ma cosa intendiamo per “operatori”? Nella fase iniziale, con tale termine si intendono essenzialmente le aziende di autotrasporto di merci per conto terzi. Sono queste aziende infatti a detenere la titolarità dei contratti di trasporto con i propri clienti/committenti che hanno come destinazione od origine le attività commerciali. Per ottenere il successo operativo occorre che gli operatori con i loro mezzi non vadano più in città ma facciano tappa nel magazzino dedicato del CDU (Centro di Distribuzione Urbana) e consegnino la merce destinata in centro; si attua in questo modo una sorta di “intermodalità” in cui non avviene un passaggio modale (ad esempio trenocamion) ma un passaggio da numerosi mezzi di trasporto con alimentazione tradizionale a pochi mezzi con alimentazione a minor impatto ambientale.

Il Centro di Distribuzione Urbana Una soluzione efficace per la riorganizzazione della logistica distributiva in ambito cittadino passa per la realizzazione di un Centro di Distribuzione Urbana (CDU), un magazzino di trasbordo delle merci dirette in città. La massimizzazione del tasso di caricamento del veicolo e l’ottimizzazione dei percorsi consentono di minimizzare le percorrenze totali effettuate per portare a destinazione la medesima quantità di merce; inoltre l’impiego di veicoli a basso impatto ambientale per le consegne finali in centro città può consentire un ulteriore beneficio ambientale. Ciò che è importante è una buona ubicazione e la giusta dotazione/conformazione del magazzino. La piattaforma dovrebbe infatti essere localizzata in un’area di immediato accesso dall’autostrada e sulle direttrici delle strade primarie di transito, in contesti facilmente praticabili dai veicoli dei trasportatori. I veicoli Sulla scelta del veicolo esiste la stessa duplice vocazione che sta alla base di un servizio di city logistics: da un lato la volontà di utilizzare mezzi a basso o nullo impatto ambientale, dall’altro la necessità di avere a disposizione mezzi che per capacità di carico e volume possano garantire un produttività sufficiente a salvaguardare il più possibile il conto economico. Il dimensionamento ottimale del servizio indica come utile nella sua fase di avvio l’impiego di veicoli cassonati, con portata 3,5-5,0 tonnellate. Con queste dimensioni, i mezzi sono in grado di addentrarsi all’interno della ZTL, risultando ideali anche in termini di portata. In merito alla motorizzazione dei veicoli, inizialmente alcune valutazioni gestionali ci hanno indotto ad escludere almeno per la prima fase l’opzione del veicolo elettrico. Oggi esiste anche una ulteriore opzione molto stimolante che consiste nei veicoli ibridi diesel/elettrici: la bimodalità consente di superare eventuali difficoltà connesse alla natura varia di particolari zone territoriali.


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Dati di traffico Sono queste ovviamente le maggiori voci di ricavo, sulle quali si basa l’intelaiatura anche economica del servizio. Considerata la media peso per consegna e il volume specifico, a volte una singola consegna può anche impegnare quasi da sola un intero furgone. È evidente una crescita notevole negli anni, frutto della sempre maggiore fiducia del mercato, della convenienza dei costi e dell’appoggio dell’Amministrazione Comunale di Padova. Oggi il servizio relativamente al collettame può considerarsi maturo e quindi non possono verificarsi grandi incrementi a parità di mezzi. Aspetti economici Non esiste una tariffa uguale ad un’altra perché ogni operatore ha tipologie, quantità e qualità di merce sempre differenti e, proprio per limitare al massimo i suoi costi rispetto alla situazione precedente, occorre saper dosare sapientemente un tariffa perfettamente aderente alle specifiche esigenze. Considerazioni finali Cityporto, pur essendo un servizio con finalità fortemente votate al bene della collettività, prima di tutto rimane uno strumento a disposizione degli operatori che si vedono così facilitato il compito di entrare nel sempre più congestionato centro cittadino. Il servizio può sicuramente essere migliorato e potenziato, ma in ogni caso non potrà perdere la sua connotazione di apertura verso le esigenze del difficile settore dei trasporti.

CITYPORTO PADOVA Some updated considerations about the experience of management of a citylogistcs service by Paolo Pandolfo, Logistics and Real Estate Manager of Interporto Padova SpA The Cityporto Padova has been operating in Padua since 2004, a service of distribution of the freight addressed to the city centre and performed by means of vehicles with low environmental impact. The service was planned, developed and managed by Interporto

Padova SpA. The project was set up after the signing of a protocol of agreement between the local Municipality, Province, Chamber of Commerce and APS Holding (the Local Multiutilities Public Company) and Interporto Padova. The basis of the design of Cityporto Padova is very simple: the transport operators deliver the goods to a logistics platform located within the Padua Freight Village, close to the city centre. From here the fleet with low environmental impact (7 eco-friendly vehicles in October 2008) departs for the distribution of goods within the Limited Traffic Zone. The local administration of Padua, sensitive to the environmental issues and the initiatives of city logistics, developed a system of devices favouring the Cityporto’s vehicles. Indeed, the involvement of the transport operators since the beginning of the project, their participation on a voluntary basis and also the neutrality of the Cityporto service regarding their private data and to their free competition on the market, determined the sharing of the project by the main important national stakeholders in the transport system. Benefits All the vehicles of Cityporto are georeferenced: we know the mileage for each trip of delivery, the number of deliveries, the performance time, the fuel consumption and all other necessary parameters. From the perspective of the previous situation, of course we know the number and type of delivery, who was involved, which and how many vehicles were used. It is therefore easy to calculate the "savings" of the kilometres on the basis of shared criteria (since fewer vehicles are employed with a higher degree of filling) resulting in a great number of savings. Interporto Padova SpA has commissioned the University Bocconi of Milan in a study on the first 15 months of activity of the Cityporto Padova. One should take into account that in the first 5 months the service was performed by means of only two vehicles (since April 2004), increasing to four since the sixth month and then to six in the second calendar year of activity. It soon becomes clear from table 1 (Ex

post considerations) that, beyond the use of vehicles with a low environmental impact the element of rationalization by reducing the mileage compared to the number of trips operated previously by the haulers, is of great impact in itself. The reduced distances added to the use of "cleaner" vehicles have led to a calculation of the reduction of pollutant emissions (table 2: pollutant emissions reduction). On the basis of the projection of these data and considering that the community has contributed with 360,000 Euros, the benefits in terms of external costs have exceeded one million Euros (table 3: external costs calculation: final results). Considerations about the management One of the crucial points for the effective implementation of a city logistics policy is the consultation enlarged to the different actors involved (directly or indirectly) in the distribution system: transport and logistics operators, dealers, trade associations, local governments and consumers associations. One of the main problems is to find an agreement for operators and needs very different (hours, frequency, quantity, seasonality, environmental protection, etc). So, what do we mean by "operators"? Initially, this term mean essentially the haulage contractors delivering goods on behalf of third parties. These trucking companies hold the ownership of the contracts signed by the customers. The points of origin or destination of the goods are generally trade activities; indeed they often refer to flows of destination since, in general with regard to the merchandise a city is a place of consumption rather than production. To achieve an operational success it is necessary that the operators with their vehicles do not enter the city but stop at the warehouse in the CDU (Urban Distribution Centre), in order to deliver the goods intended for the shops located in the centre. In this way a kind of "intermodality" without modal shift (eg traintruck) is implemented, but with a shift of goods from several automobiles powered by traditional fuel to a few means powered with a lower environmental impact.


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Traffic data These are obviously the major items of income and represent the frame, also financial, of the services. Please note that, given the average weight per delivery set out in the charts and tables above, and the specific volume, sometimes a single delivery may also take up almost alone an entire van. It is clear that there has been considerable growth over the years, resulting from the increase in market confidence, in the advantages of costs and the support from the Municipality of Padua. Today the service for packaged cargo can be considered mature and therefore big rises will not occur on equal terms.

The Centre for Urban Distribution An effective solution to the reorganization of the city logistics certainly passes through the establishment / localization of a Centre for Urban Distribution (CUD), a warehouse for the delivery of goods addressed to the city. Maximizing the rate of loading of the vehicle (which results in using fewer loading vehicles) and optimization of routes (delivery journey) help to minimize the total distance made (kilometres travelled in urban areas) to deliver the same quantity of goods. In addition, the use of vehicles with low environmental impact (vehicles powered by natural gas, dual mode, electric, etc..) for final delivery in the city centre may allow a further environmental benefit. The important thing is to get a good location and a fair allocation / configuration of the warehouse. The platform should be located in an area of immediate access from the highway and to the primary transit roads, in order to allow easier and faster delivery operations of the goods by the operators that come from out of town. The vehicles The choice of vehicle is taken with the same dual vocation that lies on the basis of city logistics services: on the one hand, the desire to use vehicles with low or no environmental impact, on the other to have at disposal vehicles with a load capacity and volume which can ensure a sufficient productivity to preserve as much as possible the profit and loss account. The optimal sizing of the service shows that it is suitable during the start-up phase to use box trucks (cube trucks) with a carriage capacity of 3.5 / 5.0 tonnes. A vehicle of this size is, above all, able to circulate inside the Limited Traffic Zone and it results as also suitable in terms of freight transport capacity. With reference to the kind of engines to use for the service, some considerations on the management of the service led us to exclude, at least in the first phase, the electric vehicles.Today there is also another very exciting option represented by hybrid diesel / electric powered vehicles. It could indeed be an interesting option, since the bi-mode allows one to overcome any difficulties associated with the road nature in certain areas.

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Economic issues According to our business conception that

meets the needs of the real market, there is no fee equal to another because each operator has different types, quantities and quality of goods. So, to minimize costs compared with the previous situation, it is essential to know how to wisely determine a rate perfectly adherent to the specific customer’s needs. Concluding remarks Although Cityporto is a service principally aimed to the community’s welfare, it remains first and foremost a tool for the operators to facilitate their access to the increasingly congested city centre. Certainly, the service could be improved and strengthened, but in any case it can not lose its connotation of openness to the needs of a difficult sector such as that of the transport market.

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Fig. 1: Valutazioni ex post - Ex post considerations Fig. 2: Riduzione emissioni - Pollutant emissions reduction Fig. 3: Calcolo dei costi esterni: risultati complessivi - External Costs calculation: final results Fig. 4: La flotta di Cityporto Padova - Vehicles of Cityporto Padova


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64 I quaderni di Energheia

LAVORI IN CORSO PER IL PIÙ GRANDE IMPIANTO FOTOVOLTAICO AL MONDO SU TETTO È firmato SOLON e sorgerà sulle coperture dell’Interporto di Padova di Elena Cavazzin, Responsabile Ufficio stampa di SOLON SpA

Sarà più ampio e più potente dell’impianto fotovoltaico installato a Saragozza in Spagna ed entro la fine del 2010 diventerà a pieno titolo il più grande al mondo tra quelli realizzati su tetto. È iniziata nei mesi scorsi l’attività di SOLON SpA per la posa dei moduli che produrranno energia pulita sulle coperture dei fabbricati ad uso logistico di Interporto Padova - Magazzini Generali SpA. L’impianto sarà costituito da 67.500 moduli fotovoltaici che si estenderanno su una superficie di 250mila metri quadri (oltre ai tetti di tutti gli edifici, sono coinvolte anche le pensiline adibite al parcheggio delle auto), per un investimento complessivo di 50 milioni di euro. Grazie a quest’opera, che avrà una capacità energetica complessiva di 15 MWp e sarà in grado di produrre 17 milioni di kilowattora annui di energia pulita, Padova è candidata a diventare la capitale italiana del fotovoltaico. L’impianto rappresenta inoltre una scelta strategica per Interporto Padova – Magazzini Generali SpA e per tutta l’economia padovana, attraverso il coinvolgimento di circa 450 persone a livello occupazionale. Notevoli saranno anche i risparmi in termini di costi energetici e i benefici per l’ambiente. L’auspicio è che questa sia solo la prima di una serie di iniziative di alto valore ecologico che potranno essere realizzate a Padova. Non a caso, la città del Santo potrebbe diventare modello per la realizzazione di centri logistici ed industriali. Cifre alla mano, sui tetti della società interportuale padovana sarà prodotta tanta energia quanto quella consumata da 5.000 famiglie. Sul fronte della lotta all’inquinamento, l’emissione di CO2 nell’atmosfera verrà contenuta di ben 9 mila tonnellate l’anno, pari al consumo di circa 3.200 tonnellate di petrolio. Infine, massima attenzione è stata posta anche alla realizzazione di un impianto che, dal punto di vista logistico, può considerarsi “a chilometro zero” in quanto la localizzazione della produzione nello stabilimento di SOLON a Carmignano di Brenta ridurrà al minimo l’impatto del trasporto. L’installazione degli impianti fotovoltaici si concluderà in autunno 2010, mentre gli allacci alla rete elettrica sono previsti entro la fine dell’anno.

WORK IN PROGRESS ON THE BIGGEST PHOTOVOLTAIC ROOF PLANT IN THE WORLD It is made by SOLON and will be built on the roofing of Padua’s Interport. by Elena Cavazzin, Press Office Manager of SOLON SpA It will be bigger and more powerful than the photovoltaic installation in Saragossa in Spain and by the end of 2010 will become the biggest roof-installations in the world. Over the last months, SOLON SpA has started laying modules that will produce clean energy, on the roofing of the logistics buildings of Padua's Interport - Magazzini Generali SpA. The installation will be made up of 67,500 photovoltaic modules that 2will cover an area of 250,000 m (besides the roofs of all the buildings, even the car park shelters will be part of the project), for a total investment of 50 million Euro. Thanks to this intervention, which will have a total energetic capacity of 15 MWp and will be able to produce 17 million annual kilowatt-hours of clean energy, Padua is in line to become the Italian photovoltaic capital. Moreover, the installation

represents a strategic choice for Padua’s Interport – Magazzini Generali SpA and for all the Paduan economy by involving about 450 people in different areas of employment. Savings, in terms of energy costs and benefits for the environment, will also be considerable. The hope is that this will be only the first of a series of high-ecological value projects that will be able to be accomplished in Padua. By no coincidence, Padua could become a model for logistics and industrial centres. Numbers at hand, the energy produced on the roofs of the Paduan freight village company will be equal to the energy consumed by 5,000 families. With regards to the fight against pollution, the emission of CO2 in the atmosphere will be reduced by a good 9 million tonnes a year, equal to the consumption of about 3,200 tonnes of petroleum. Finally, great care was taken over the installation so that, from a logistics point of view, one can consider it as “limited mileage” seeing as the impact of the transportation will be reduced to a minimum because the place of production is Solon in Carmignano di Brenta. The photovoltaic installation will be concluded in Autumn 2010, while the link up to the electricity network is foreseen within the end of the year.


65 I quaderni di Energheia

MEZZI DI TRASPORTO ALIMENTATI DAL SOLE La rivoluzione della mobilità dentro e fuori l’azienda di Luca Secco, Responsabile Progetti Speciali di SOLON SpA

Sta per compiere un anno la proposta di mobilità urbana ecosostenibile Solar Mobility lanciata da SOLON SpA in collaborazione con i maggiori produttori di veicoli elettrici. Il progetto, che punta a soggetti pubblici e privati, prevede la possibilità di muoversi in modo alternativo ed ecologico, alimentando scooter e biciclette elettriche attraverso pensiline fotovoltaiche SOLON, capaci di trasformare i raggi solari in energia elettrica. Tutto questo a costi irrisori: uno scooter, si calcola, può fare 100 Km con 75 centesimi. Con la possibilità, in futuro, di sviluppare un sistema attraverso il quale effettuare il pieno con una tessera tipo bancomat, presso gli sportelli di ricarica. Il progetto è già realtà all'interno dell'azienda di Carmignano di Brenta (PD): ne beneficiano gli oltre 200 dipendenti che possono così ricaricare gratuitamente i mezzi di trasporto forniti dall'azienda (bici e scooter elettrici) sfruttando l'energia prodotta dai moduli fotovoltaici installati sul tetto del capannone. Si tratta di un'idea che affonda le sue radici nel passato e rientra in una serie di progetti che rispondono non solo ad una filosofia aziendale, ma a delle scelte diventate un vero e proprio stile di vita. Solon dispone di una flotta di veicoli estremamente affidabile che sostituisce i mezzi privati garantendo ottime prestazioni senza emettere alcuna sostanza inquinante. A quasi un anno dal varo dell’iniziativa, il consenso dei dipendenti è andato ben oltre ogni aspettativa, tanto che la lista delle richieste supera già ampiamente il numero dei mezzi disponibili e l’azienda sta valutando di acquistarne altri in tempi brevi. A seconda della preferenza, è possibile scegliere fra biciclette che hanno un’autonomia di oltre 30 km, scooter equivalenti a 50 cc con un’autonomia superiore ai 60 km e maxi-scooter equivalenti a 250 cc con un’autonomia ancora maggiore. Come in un “meccanismo” perfetto, mentre in azienda si lavora, i mezzi si ricaricano con l’energia autoprodotta.

SUN FUELLED MEANS OF TRANSPORT A mobility revolution inside and outside the company by Luca Secco, Special Project Manager of SOLON SpA The Solar Mobility proposal for ecosustainable urban mobility launched by SOLON S.p.A – leading photovoltaic system and module production company in Italy and among the top in Europe – in collaboration with the largest producers of electric vehicles is about to turn one year old. The project, which targets the public and private sectors, foresees the possibility of moving around in an alternative and ecological way by fuelling electric scooters and bicycles through SOLON photovoltaic shelters, capable of transforming sun rays into electricity, all at ridiculously low costs. It has been calculated that a scooter can travel up to 100 km on 75 cents; with the possibility of developing, in the future, a system through which one can fill up with an ATM-type card at recharging dispensers. The project is already a reality within the company from Carmignano di Brenta (Padua): the 200

employees that can recharge the means of transportation provided by the company (electric bicycles and scooters) for free are benefiting from it by taking advantage of the power produced by the photovoltaic modules installed on the roof of the warehouse. It is an idea that comes from the past and forms part of a series of projects that acknowledge our company philosophy as well as choices that have become a way of life. SOLON has a fleet of highly reliable vehicles that substitute private transport and guarantee excellent performance without emitting any polluting substances. About a year after the launch of the project, the employees’ approval has gone well beyond every expectation, so much so that the request list already widely exceeds the number of means available and the company is considering buying more soon. Depending on one’s preference, it’s possible to choose between bicycles with a fuel distance of more than 30 km, 50 cc scooters with a fuel distance of more than 60 km and 250 cc maxi-scooters with an even greater fuel distance. So, while the company is at work, the means of transport are recharged with the self-produced power, just like a perfect machine.


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RAPPORTO TRA UTILITIES E AMMINISTRAZIONI LOCALI L’esperienza di Vicenza di Aldo Campesan, Consigliere di amministrazione di Aim Vicenza SpA

Con il patto di stabilità, gli enti pubblici presentano problematiche importanti che mettono le amministrazioni nella condizione di ricorrere a sistemi di project financing, oppure a società di scopo, in house. Il rapporto con il cliente per le aziende municipalizzate come Aim non è lo stesso delle società di capitali. La municipalizzata vive in doppio regime (il cliente è anche il cittadino), inoltre non ha una posizione neutrale nell’ambito dei rapporti energetici anche se vende gas, energia elettrica, trasporti ma si pone nell’ottica dei valori del Comune, nell’ottica del cittadino. Vicenza punta sul fotovoltaico Le ultime due generazioni hanno fatto un uso massiccio delle risorse energetiche a discapito delle generazioni successive. Chi arriva oggi si trova in una condizione compromessa sul piano ambientale. In questo contesto, quindi, cosa può fare una municipalizzata del Comune? A Vicenza si è deciso di puntare sul fotovoltaico, trattandosi di una delle forme più incentivanti di energia rinnovabile, tanto che anche aziende come la nostra, fortemente indebitate nel corso del tempo, sono in grado di gestirlo senza oneri. Il project financing Quella di Vicenza è un’esperienza di project financing sul fotovoltaico: nel 2009, in soli tre mesi, sono stati infatti realizzati impianti fotovoltaici su 18 scuole comunali, tra materne, elementari e medie. Aim si è fatta carico di tutte le spese: progettazione, installazione, gestione del Conto Energia. Il soggetto responsabile resta il Comune, il quale trasferisce parte della tariffa incentivante all’azienda che a sua volta dà a quest’ultimo un bonus energia. Valutiamo alcuni dati: innanzitutto una municipalizzata lavora per affidamento diretto. Siamo dunque nell’ambito dei servizi strumentali in house e questo dà grande agilità nella gestione dei rapporti. Inoltre la Finanziaria del 2008 ha stabilito che gli enti locali abbiano diritto alla tariffa per impianti integrati anche in caso di mancata integrazione. Questo ci permette di avere un margine di 8 centesimi dalla tariffa iniziale alla finale. In mezzo, tuttavia, abbiamo un problema di Iva: quando il GSE paga direttamente la tariffa al

quando il GSE paga direttamente la tariffa al soggetto responsabile non assoggettato a Iva, e questo soggetto - cioè il Comune - trasferisce la tariffa ad una società in project financing, si tratta di pagamento differito dell’impianto, su cui grava l’Iva al 10%. È quanto accade nel nostro caso. Nonostante questo, però, restano 4 centesimi di vantaggio sugli 8 iniziali. Un’ultima considerazione: se Aim avesse realizzato 18 impianti in regime di vendita, avrebbe avuto diritto a 10 centesimi al kWh, mentre il Comune, utilizzando lo scambio sul posto, riesce ad ottenere un risparmio di circa 15 centesimi al kWh sull’autoconsumo. Aim riconosce dunque una certa quantità di kW all’anno al Comune, il quale non ha alcun tipo di onere finanziario. A fine ciclo di vita dei moduli, la municipalizzata si impegna ad occuparsi anche del loro smaltimento. A questo intervento si è agganciato un programma educativo: su ogni scuola c’è un display che segna l’energia prodotta e risparmiata. Basandoci su questo meccanismo stiamo investendo anche in altri progetti: discariche e parcheggi di interscambio, per esempio, sui quali saranno installati impianti fotovoltaici. Risorse, non parole La sensazione, infine, è che se non prepariamo il cammino alle energie rinnovabili non avremo via d’uscita. Occorrono risorse, non bastano le dichiarazioni di intenti. Fino a qualche anno fa quello delle rinnovabili era un bell’argomento da tema. Poi, se si andava a guardare i bilanci dei Comuni, a questa voce non corrispondeva niente. Per questo motivo, una politica energetica razionale e sostenibile è da sempre, oggi più che mai, condizione di sopravvivenza.

THE RELATIONSHIP BETWEEN UTILITIES AND LOCAL ADMINISTRATION The experience of the City of Vicenza by Aldo Campesan, Councillor for administration of AIM Vicenza SpA With the stability pact public institutions have important issues to face. They are in a position

whereby they can choose to use project financing schemes in outsourcing, or through inhouse specific companies. The relationship between municipality utilities, such as AIM, and the client is not the usual relationship formed between companies and customers. Municipality utilities operate within a dual system, where the customer is also the citizen. Furthermore, the municipality is not neutral as far as energy is concerned (even if it supplies gas, electricity, transport) but it operates in sight of the values imposed by the Municipality, in full view of the citizen. Vicenza steers towards photovoltaic systems The last two generations have made extensive use of energy resources. All this at the expense of later generations. New arrivals find themselves in a compromised position regarding environmental planning. In this setting, what can a municipal utilities provider for the City do? In Vicenza, we decided to focus on photovoltaic systems, which is one of several forms of renewable energy incentives, so that even our municipality, which has become heavily indebted over the years, can manage this without incurring costs. Project financing Vicenza’s experience was in the area of project financing on photovoltaic systems in 2009, in just three months, 18 municipal schools, including a nursery, primary and secondary schools were, in fact, fitted with photovoltaic systems. The municipality is to bear all costs: design, installation, management of the Energy Account. The responsibility for this remains with the City Hall, which transfers part of the incentive rate to AIM, which in turn offers an energy bonus. Let us consider some of the data: firstly, a municipal utility works directly with the supplier, we therefore deal in in-house services which means greater flexibility when managing relationships. Moreover, the 2008 Budget established that local authorities have the right to charge for integrated systems even when there is no integration. This gives us a margin of 8 cents from the initial charge to the final one. In between, however, we have the problem of


67 I quaderni di Energheia

VAT, when the GSE pays the fee to the entity responsible it is not subject to VAT, and this entity – that is to say the City itself - then transfers the charge to a project financing company. This is called a deferred payment of the system, on which VAT is paid at 10%. Despite this, however, there remains a four cent margin on the initial 8 cents. One last point: if AIM had made 18 plants within a sales set up, it would have been entitled to 10 cents per kWh, while the City itself, using on site exchange, is able to obtain a saving of about 15 cents per kWh on its own consumption. Aim therefore releases a certain amount of kW per year to the City at zero cost, thus no financial burden is incurred. At the end of the product’s life cycle, the City will also ensure its proper disposal. An educational programme has been aligned to the project. Each school has a display that marks the energy produced and saved. Based on this mechanism we are investing in other projects, e.g. landfills and parking, where photovoltaic systems are to be installed.

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Resources, not words The feeling is that eventually if we do not prepare the way for renewables there will be no escape. Resources are needed for this, it is not enough to make public declarations of intent. Up until a few years ago the subject of renewable energy was simply an interesting discussion point. At that time, if you looked into the spending budgets of the municipalities, you would not have found any reference to this. For this reason a rational and forever sustainable energy policy is needed, but today more than ever, it has become a condition of survival.

Fig. 1: Impianto fotovoltaico sul tetto della scuola Media Ambrosoli a Vicenza - photovoltaic systems on the roof of Ambrosoli school in Vicenza


I quaderni - sostenibilità energetica