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oxygen 08 – 12.2009

Obiettivo zero emissioni

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Cattura post-combustione. La CO2 è rimossa dai fumi delle centrali attraverso un processo di assorbimento chimico. Questo filone sembra essere il più promettente sia per il grado di maturità tecnologica già raggiunta, sia per la possibilità di applicazione alle centrali esistenti. Stiamo già realizzando un impianto pilota nella centrale a carbone di Brindisi che, dal 2010, consentirà di testare la tecnologia su una scala significativa. L’impianto catturerà circa 15.000 tonnellate di CO2 all’anno e contribuirà allo sviluppo di un progetto in piena scala presso la nuova centrale a carbone che sarà realizzata a Porto Tolle (Rovigo). Questo secondo impianto avrà una capacità di cattura di circa un milione di tonnellate di CO2 all’anno e sarà supportato, con un finanziamento di circa 100 milioni di euro, dall’Unione Europea nell’ambito del programma European Economic Plan for Recovery. Combustione in ossigeno ad alta pressione. Il carbone è bruciato ad alta pressione utilizzando ossigeno al posto dell’aria; i fumi prodotti dalla combustione sono costituiti da CO2 e vapor d’acqua e grazie a un semplice processo di condensazione è possibile catturare la CO2. Il processo garantisce un’elevata efficienza (circa 35%), ma l’esigenza di modificare radicalmente il processo di combustione non lo rende adatto per il retrofit di impianti esistenti. Si tratta dunque di una soluzione di medio-lungo termine.

Cattura pre-combustione. Il carbone è pre-trattato e convertito in una miscela di CO2 e idrogeno (processo di gassificazione del carbone). La CO2 viene rimossa dalla miscela e l’idrogeno viene utilizzato per produrre energia elettrica. Le tecniche di gassificazione del carbone sono già disponibili, anche se necessitano di ulteriori sviluppi per garantirne l’affidabilità. Non è invece ancora disponibile una tecnologia che consenta di usare l’idrogeno come combustibile, limitando le emissioni di ossidi di azoto. Enel, per prima al mondo, collaborando con General Electric è riuscita a sviluppare un bruciatore per turbogas in grado di utilizzare idrogeno puro come combustibile, contenendo notevolmente le emissioni di ossidi di azoto. Il bruciatore è già stato applicato su un impianto in piena scala nella centrale a carbone di Fusina (Venezia). Sequestro. La CO2, una volta catturata, è trasportata attraverso appositi gasdotti fino ai depositi di stoccaggio geologico. Ne esistono tre diversi tipi: le miniere di carbone esaurite (che hanno capacità di stoccaggio limitate, ma consentono di recuperare il metano spiazzato dall’iniezione di CO2), gli acquiferi salini profondi (che hanno notevoli capacità di stoccaggio e al loro interno la CO2 viene trasformata grazie a un processo di mineralizzazione) e i giacimenti esauriti di gas o petrolio (la CO2 può essere usata anche per recuperare le quantità residue di combustibile presenti).

Civitavecchia, centrale termoelettrica Torrevaldaliga Nord. Alfredo D’Amato/ 7 Minutes © Enel S.p.A.

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2 Civitavecchia, centrale termoelettrica Torrevaldaliga Nord. Roberta Krasnig/ 7 Minutes © Enel S.p.A.

Oxygen n°8  

Il nuovo numero della rivista dedicata alla scienza

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