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ENDAS OGGI

In caso di mancato recapito inviare all’ufficio di Bologna Cpo per la restituzione al mittente che si impegna a corrispondere i diritti postali ENDAS EMILIA ROMAGNA ANNO XXXVII N. 1 Gennaio-Febbraio-Marzo 2013

Periodico dell’Endas Emilia Romagna di informazione culturale, sportiva, ricreativa

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SPIRITO DI RINNOVAMENTO NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE di Franco Zoffoli

di Luciano Biasini

INGORGO ISTITUZIONALE Il Quirinale e la politica, può essere eletto un Presidente “super partes” ? A seguito delle elezioni politiche si è verificata una concentrazione senza precedenti di adempimenti istituzionali che sta creando un’ enorme confusione. L’ingorgo istituzionale è provocato dal concomitante insediamento dei parlamentari neoeletti e dall’ urgenza dell’ elezione del nuovo Capo dello Stato da parte delle stesse Camere. Le procedure rigorose, previste dalla Costituzione e dal Regolamento di ciascuna Camera, dovrebbero essere rispettate entro quindici giorni dall’insediamento. Esistono forti dubbi che vi siano i tempi tecnici per tali incombenze, tranne a volere considerare eventuali accordi preinsediamento che riguardino non solo ciascuna camera, ma l’indicazione per l’ elezione del nuovo Capo dello Stato. Bisogna poi considerare la nomina del nuovo Governo. Infatti il nuovo Capo dello Stato dovrà subito attivarsi con le consultazioni al fine della nomina dell’esecutivo che a sua volta dovrà superare il voto di fiducia di ciascuna Camera. Bisogna ammettere che l’ingorgo istituzionale creatosi delinea alcuni aspetti singolari. Mentre si insediano le Camere avremo un Presidente della Repubblica con poteri prorogati. Anche dopo l’insediamento delle Camere avremo un Governo uscente con poteri prorogati. Una vero percorso ad ostacoli. *** Per quanto concerne poi l’elezione (sarebbe meglio dire la nomina) da parte delle Camere del nuovo Presidente, l’articolo 84 della Costituzione recita: «Può essere eletto presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d’età e goda dei diritti civili e politici». Non c’è molto da interpretare, è chiarissimo: chiunque abbia quei requisiti può essere nominato presidente della Repubblica. Perché allora, abbiamo sempre avuto politici di lungo corso e quindi con un passato caratterizzato da un’inevitabile impronta ideologica? Niente vieta infatti che alla presidenza della Repubblica venga eletto un filosofo, uno scienziato, un imprenditore, un filantropo. Tuttavia il Presidente della Repubblica, nel quadro della Costituzione italiana (ahi, ahi), non può che essere un «politico». La Carta costituzionale avrebbe dovuto precisare e definire meglio i poteri del capo dello Stato, ma – come osserva Sergio Romano, editorialista del Corriere – “L’Italia, per ora, assomiglia alla monarchia dei Savoia, soprattutto prima del fascismo, molto più di quanto non assomigli alla Repubblica federale tedesca, alla Repubblica austriaca o alla IV Repubblica francese. Esiste un governo, ma i poteri del presidente del Consiglio non sono quelli del cancelliere tedesco. Esiste un Parlamento, ma le decisioni di maggiore importanza vengono spesso prese nelle segreterie dei partiti. Ed esiste un Presidente della Repubblica che ha alcuni poteri fondamentali: la nomina del presidente del Consiglio, lo scioglimento delle Camere, la controfirma delle leggi, la nomina di alcuni giudici costituzionali e dei senatori a vita”. Come è possibile allora che la scelta del capo dello Stato non cada su chi ha una lunga familiarità con il Parlamento, la pubblica amministrazione, il funzionamento della macchina dello Stato e dei partiti? Quanto alla sua assoluta imparzialità - con Sergio Romano - credo anch’io che «super partes» sia una espressione alquanto retorica e che ogni persona abbia le sue preferenze, le sue convinzioni, il suo passato. Mi accontenterei di una imparzialità ragionevole. O almeno decente, che non è scontato.

Endas fa parte del Terzo Settore, sappiamo tutti che questo termine abbraccia tante realtà, anche molto diverse tra loro: organizzazioni di volontariato, associazioni culturali, sportive, cooperative sociali, fondazioni, sindacati, scuole private, istituzioni di ricerca, associazioni di categoria; persino i partiti si collocano in quest’ambito. Il censimento del non profit attivato dall’Istat è stato inviato ad oltre cinquecentomila istituzioni mentre l’ultimo censimento del 2001 ne aveva contate meno della metà. Negli ultimi dieci anni il mondo del Terzo Settore è cresciuto, si è modificato; il censimento consentirà, anche a chi ci governa, di avere un quadro più preciso del contributo che il mondo così detto non profit è in grado di offrire allo sviluppo economico e sociale del nostro Paese, mettendo in luce chi veramente agisce con coscienza e senso civico. Nel contesto attuale accade infatti che spesso il terzo settore venga additato solo come fruitore di privilegi illegittimi a copertura di attività tendenti all’evasione fiscale, per tale ragione è necessario perseguire la massima trasparenza, contrastando ogni forma di abusivismo associativo, tenendo informate le strutture di base, sollecitandole al rispetto delle regole, forti della serietà che ci guida da tanti anni. Ben venga il Codice di Autoregolamentazione sottoscritto dalle associazioni di promozione sociale e dalla Regione Emilia Romagna al fine di verificare se i fini perseguiti dai Circoli di base, il nostro corpo, corrispondano ai nostri principi. Su questo vigileremo attentamente a tutela e onore della nostra credibilità. Oggi l’associazionismo di promozione sociale è in grande espansione. I cittadini riscoprono il bisogno e la necessità di stare insieme “per fare” e “dare una risposta” alle crescenti esigenze della società in campo sociale, educativo, culturale, civile alla luce delle maggiori difficoltà in cui versa il nostro Paese in campo economico, morale, civile. La aggregazione è lo spirito primo dell’associazionismo e il cittadino sa di poter trovare nella nostra associazione una risposta ai suoi bisogni e desideri.

Siamo aperti alla società civile perché ne siamo parte, forti della nostra presenza radicata sul territorio con oltre 500 circoli e tante iniziative culturali, sportive, sociali e solidaristiche. La strada del futuro, nel solco della nostra tradizione,

sta nella capacità di promuovere la “cittadinanza attiva” cioè includere e coinvolgere cittadini che partecipano alla vita sociale e civile, così come è sancito nella Riforma del Titolo V della Costituzione, in cui è scritta, all’art. 118, la norma che valorizza la sussidiarietà orizzontale. Il nuovo Direttivo Regionale (eletto in occasione del XVIII Congresso Regionale del 17 novembre 2012) dovrà fare proprio questo impegno oltre che nel cercare di crescere nella qualità e nella quantità dei servizi proposti agli affiliati e ai soci, stimolando, come sempre, la discussione ed il confronto sulle scelte intraprese nel sociale, nello sport, nella cultura, sia autonomamente che interagendo con le altre associazioni di promozione sociale, con la pubblica amministrazione e col mondo dell’impresa, utilizzando anche sempre di più gli strumenti della “nuova comunicazione sociale”.

Nostra missione sarà anche quella di risvegliare maggiormente, in ognuno di noi, la coscienza civica, per compiere un percorso che da individui ci trasformi sempre più in cittadini, fieri di appartenere alla collettività di uno Stato, soggetti ai doveri stabiliti dalla legge ma anche titolari dei propri diritti. E un’attenzione particolare ai giovani, futuro del paese e sempre più coinvolti nelle nostre attività, che da questo numero del nostro giornale troveranno uno spazio in cui potranno esprimere le loro opinioni, pensieri, storie. L’Endas Emila Romagna, forte della sua presenza e del suo impegno sul territorio regionale, è anche ben rappresentata a livello nazionale. Infatti il Congresso nazionale Endas, tenutosi a Roma nei giorni 1 e 2 dicembre 2012, ha eletto, nella Direzione Nazionale gli amici Luciano Biasini, Arrigo Guiglia e Carmine Capriolo, nell’Ufficio di Presidenza il sottoscritto Franco Zoffoli e Fabio Gardella e nella Procura Sportiva nazionale Renzo Forgani. Accettando con senso di responsabilità l’impegno della Presidenza regionale rivolgo un invito agli amici del direttivo regionale e ai presidenti provinciali: seguiamo il solco tracciato in questi anni con grande impegno, capacità e saggezza dall’amico Luciano Biasini, eletto dal Congresso Regionale Presidente Emerito, che ringraziamo a nome di tutta l’Endas e “facciamo sempre più squadra” sfruttando le abilità e le competenze di ciascuno per guardare, con rinnovata fiducia, al futuro della nostra associazione. Continua a pag. 2

Confrontiamoci

Il project management: una metodologia adatta sempre

A seguito del convegno che si è svolto a Ferrara il 6 dicembre 2012 nell’ambito del progetto promosso da Endas Emilia Romagna EndaServizi, in cui sono stato ospitato per presentare il Project management come metodologia adeguata alla gestione di progetti culturali in ambito istituzionale e aziendale, con i partecipanti si è verificato che le tecniche utilizzate possono essere applicate non solo alla creazione dei un evento, ma anche ai progetti delle associazioni e volendo estremizzare a quelli familiari. Le tecniche di Project Management ci aiutano nella gestione dei progetti complessi attraverso la definizione di “processi” che se sviluppati in modo coordinato e logico ci consentono di determinare gli obiettivi, di pianificare le attività, di realizzare il nostro progetto, di chiuderlo e di controllarlo periodicamente per verificare la corrispondenza tra quanto ipotizzato e quanto realizzato. Di solito il progetto viene definito come l’impegno a produrre un risultato specifico entro una certa data e in un certo tempo, con azioni scandite in tappe chiare e gestibili. Cosa cambia se il progetto che dobbiamo realizzare sono le nostre vacanze? Giuseppe Mariani, Cronopios


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AL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA UN’OPPORTUNITà PER LA DANZA ENDAS Il 26 aprile alle 20.30 andrà in scena presso il Teatro Comunale di Bologna il nuovo spettacolo del progetto, ideato da Rosanna Pasi, presidente della Federazione Nazionale Scuole Danza, Leggere per ballare: Sempre libera degg’io… La dame aux camèlias, da Dumas a Verdi.

attività diverse finalizzate alla realizzazione di uno spettacolo finale.

All’interno del progetto quest’anno sarà presente anche la scuola di danza Endas Il Cigno di Crespellano (Bo) che dal 1986 si impegna nella diffusione della danza sul territorio e che dall’anno passato è entrata a far parte dell’associazione Espressione Danza Bologna, presieduta da Bianca Belvederi Bonino, che riunisce dieci scuole di Bologna e provincia al fine di raggiungere scopi comuni, quali la formazione degli allievi e la realizzazione di spettacoli in collaborazione con la Federazione Nazionale Scuole Danza. Collaborando con questa associazione la scuola e i suoi allievi più meritevoli hanno avuto quindi la possibilità di partecipare al progetto Leggere per ballare una meritevole iniziativa didattica e artistica che, partendo dalla lettura di un libro, mette in relazione Continua da pag. 1

XVIII CONGRESSO REGIONALE ENDAS 17 NOVEMBRE 2012 Presidente Emerito Luciano Biasini Presidente Franco Zoffoli Direzione regionale Monica Baglioni, Carmine Capriolo, Olindo Ferri, Nevio Ferroni, Fabio Gardella, Arrigo Guiglia, Stefano Minghetti, Maurizio Ravegnani, Francesco Romanelli, Guido Rovinazzi, Giovanni Rossi, Giuseppe Schirripa, Giulio Gherardo Starnini, Piergiorgio Vasi Probiviri Antonio Caporaso, Aldo Malta, Nicola Rossini Revisori dei Conti Amadori Elvezio, Amadori Franco, Rinaldi Matteo 2

Lo spettacolo previsto dal progetto per il 2013, Sempre libera degg’io… La dame aux camèlias, da Dumas a Verdi sarà diretto da Arturo Cannistrà, coreografo che dirige anche i progetti speciali e le attività didattico/formative della Fondazione Nazionale della Danza - Aterballetto. Lo spettacolo, che andrà in scena in occasione del bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi, consiste in una interazione tra danza, recitazione e musica; infatti verranno recitati testi tratti da La dame aux camelias di Alexandre Dumas figlio e interpretati brani musicali tratti da La Traviata di Giuseppe Verdi, da Manon Lescaut di Massenet e da composizioni inedite di Francesco Germini. Ornella Verde, direttrice della scuola Il cigno, si occuperà delle coreografie che saranno interpretate dai suoi allievi invitati al progetto.

DA MODENA ALL’ANTICO EGITTO Dal 13 aprile al 25 maggio il circolo culturale Endas Archeosofia ci condurrà, attraverso la voce di Milena Celesti, laureata in egittologia all’Università di Bologna, nell’esplorazione di aspetti della cultura egiziana. Il viaggiatore curioso potrà conoscere in modo più approfondito gli elementi costitutivielevicendediunpaese antico e ricco di suggestioni attraverso cinque incontri dedicati a diverse tematiche: la vita quotidiana; archeologia, arte e storia; religione, magia, esoterismo, astronomia; la figura femminile e scrittura geroglifica e letteratura. Gli incontri del 13 aprile, 11, 18 e 25 maggio si svolgeranno presso il Teatro Guiglia (in via Rismondo 73 a Modena) dalle ore 15 alle ore 17. L’incontro del 20 aprile si svolgerà invece presso la sezione Egizia del Museo Civico Archeologico di Bologna. Per informazioni e prenotazioni: archeosofia@yahoo.it - 340/1812041

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PROGETTO EN MUSICA… Il polo dei giovani musicisti a Bologna

IL CONCORSO PIANISTICO ANDREA BALDI ALLA SUA TERZA EDIZIONE A seguito della numerosa partecipazione (oltre 60 iscritti provenienti da 12 paesi del mondo) al primo e al secondo concorso pianistico Andrea Baldi per giovani artisti il Circolo della musica ha deciso di dar vita alla terza edizione del premio. La terza edizione si terrà nei giorni 8 e 9 giugno 2013 nella sede del Circolo della Musica a Rastignano (Bologna) e il concorso dei vincitori si terrà sabato 9 giugno alle ore 21 (presso l’ Oratorio di San Rocco in via Calari 4/2) a Bologna e sarà ad ingresso gratuito per tutta la cittadinanza. Il bando del concorso è già disponibile sul sito del Circolo della Musica (www. circolodellamusica.it) ed è possibile iscriversi entro il 20 maggio 2012. Il concorso pianistico Andrea Baldi è riservato a tutti i giovani pianisti e articolato in cinque categorie (A fino ai 9 anni, B fino ai 12, C fino ai 15, D fino ai 18 ed E fino ai 35 anni) e contempla l’esecuzione di un vasto repertorio. Oltre ai premi in denaro per ogni categoria, ai vincitori assoluti delle categorie D ed E saranno assicurati ben 6 concerti a Milano, Bologna, Firenze, Ferrara, Asolo, Rapallo e all’Emilia Romagna Festival.

la vincitrice del Concorso Busoni di Bolzano nel 1992, Leonhard Westermayr, già allievo di Walter Krafft, è pianista dalla tecnica infallibile che ha tenuto più di mille concerti in Europa, Africa, in America ed in Asia e ha già inciso una decina di dischi molto ben accolti dalla critica, Alberto Nosè, vincitore di numerosi Concorsi Internazionali (Paloma O’Shea di Santander (1° Premio, Medaglia d’oro e Premio del Pubblico), F. Chopin di Varsavia (5° premio nel 2000), Maj Lind di Helsinki (1° premio nel 2002), Vendôme Prize di Parigi (1° premio nel 2000). Giuseppe Aneomanti, appartenente alla gloriosa scuola di Giuseppe Accorsi, Carlo Vidusso e Alberto Mozzati, vincitore del concorso “P. Neglia” di Enna, concertista attivissimo in sala di concerto, docente apprezzato nei conservatori italiani e in numerose master class e Boris Bechkterev, dopo aver ottenuto il Primo Premio al Concorso Sovietico per Pianisti, inizia un’importante attività concertistica come solista e in duo con il violinista Vladimir Spivakov. Protagonista di prestigiosi concerti in Unione Sovietica e nelle più famose sale d’Europa. Oltre ai primi premi per ogni categoria e al primo premio assoluto, all’interno del bando sono contemplati anche un “Premio speciale Andrea Baldi” per la migliore esecuzione delle composizioni del piccolo Andrea, la prima edizione del “Premio Endas Emilia Romagna” e un “Premio Curci”, che consiste in due buoni acquisto di libri Curci.

Il concorso, creato dal Maestro Baldi per perpetuare la memoria del figlio Andrea, nel 2013 si avvarrà di una giuria internazionale altamente qualificata composta da Anna Kravtchenko, concertista di fama internazionale, oggi fra le più accreditate interpreti della musica di Chopin e Liszt, è stata

PREMIO ENDAS EMILIA ROMAGNA per il concorso Andrea Baldi Endas Emilia Romagna si occupa, da oltre trent’anni, di divulgare la cultura musicale in tutta la regione ricorrendo sia ad artisti di provata esperienza e competenza, sia a giovani musicisti selezionati con cura nel panorama nazionale e internazionale. Dal 2010 la creazione del progetto En/Musica ha permesso di valorizzare i migliori talenti musicali nati o formatisi artisticamente nella nostra regione. Nell’ambito del Concorso pianistico Andrea Baldi da quest’anno l’Endas Emilia Romagna ha deciso di istituire un premio di 500 euro dedicato specificamente alla categoria E che comprende i giovani musicisti tra i 19 e i 35 anni. Il premio verrà consegnato al giovane vincitore dalla Presidenza Regionale Endas il 9 giugno, in occasione della serata finale del concorso che si terrà a Bologna presso l’Oratorio di San Rocco.

GIOVANI INTERPRETI AL PIANO Dal 6 aprile al 18 maggio in recital 4 giovani pianisti italiani di cui sentiremo parlare. Da qualche anno il Circolo della Musica di Bologna ha intensificato i suoi appuntamenti concertistici, dislocandoli fra la sede di Rastignano (Auditorium Andrea e Rossano Baldi) e quella in centro a Bologna (l’Oratorio di San Rocco). Grazie ad un accurato lavoro di selezione dei talenti più in vista del panorama internazionale da parte del direttore artistico Sandro Baldi, perfezionato anche attraverso il Concorso Pianistico Andrea Baldi, ecco dunque affiancarsi alla normale stagione concertistica attualmente in corso, una nuova programmazione dal promettente titolo Giovani Interpreti, in programma con quattro appuntamenti dal 6 aprile al 18 maggio alle ore 21.15 nell’Auditorium “Andrea e Rossano Baldi” (via Valleverde 33, Rastignano) ed altrettanti giovani vincitori delle scorse edizioni del Concorso Baldi. La rassegna apre il 6 aprile con il 17enne Alberto Tessarotto, vincitore dell’edizione 2012 del Concorso “A. Baldi”, allievo fra gli altri di Sergio Perticaroli all’Accademia di Santa Cecilia. Concertista affermato e artista elegante e raffinato, Tessarotto ha intrapreso una brillante carriera con numerosi primi premi in concorsi nazionali ed internazionali. Al Circolo della Musica suonerà un programma molto vario comprendente il Notturno op. 9 n. 1 e lo Scherzo n. 2 op. 31 di Chopin, l’Allegro da Concierto di Granados, l’Improvviso op. 90 n. 3 di Schubert, l’Arabeske di Schumann, una Rapsodia di Brahms, 2 Preludi di Debussy e la Rapsodia Ungherese n. 12 di Franz Liszt.

Alberto Tessarotto Vincitore Concorso A. Baldi edizione 2012

Il 20 aprile sarà poi la volta della 17enne pianista veronese Margherita Santi, anche lei vincitrice ex-aequo con Tessarotto del primo premio al Concorso “A. Baldi” 2012

e collezionista di premi in già ben 14 competizioni nazionali e internazionali. Allieva di Laura Palmieri, di grande temperamento e precisione, la Santi è una musicista molto convincente e particolarmente rispettosa del testo originale. Dalle sue mani ascolteremo i 3 Notturni op. 9, due Studi dell’op. 10 e il primo Scherzo di Chopin, il Sogno d’Amore e la poderosa “Après une lecture de Dante” di Franz Liszt. Il 4 maggio riflettori puntati su Alessandra Giunti Jacopo Giacopuzzi, finalista Finalista Concorso A. Baldi edizione 2011 dell’edizione 2012, diplomato a Verona con Laura Palmieri e perfezionato con molti grandi maestri fra cui Sergio Perticaroli, Dmitri Bashkirov, Leonid Margarius, Michel Dalberto e Anna Kravtchenko. Nonostante la giovane età anche Giacopuzzi ha al suo attivo premi importanti in una dozzina di concorsi nazionali ed internazionali. Il suo programma prevede la Sonata “Waldstein” di Beethoven, la Quarta Ballata di Chopin e un omaggio ai due autori festeggiati nel 2013, Verdi e Wagner: di Wagner suonerà la parafrasi di Tausig della Cavalcata delle Valchirie, di Verdi la Parafrasi di Liszt dal Rigoletto. Chiuderà il ciclo Giovani Interpreti sabato 18 maggio alle 21,15 la pianista pugliese Alessandra Giunti, che in finale nell’edizione 2011 commosse pubblico e giuria con un’intensa interpretazione della Sonata op. 111 di Beethoven. Originaria di Foggia, allieva di Vincenzo Balzani e Konstantin Bogino, Alessandra Giunti ha fra l’altro vinto il Premio Venezia e il Concorso Internazionale “Fausto Zadra” e si è già esibita in prestigiose sedi, fra cui il Bologna Festival. Incide per l’etichetta Velut Luna. Il suo programma comprende le 4 Ballate di Chopin, una scelta dei Preludi di Debussy e la Valse di Ravel. Per informazioni: 335/5359064 - www.circolodellamusica.it

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S p o r t C u lS t upr ao r tC u l t S u rpa o rCtu l t uSr ap o Cr ut l t u rSa p oC ru tl t u r aS p Courl tt u r a S p o r t

ARTI MARZIALI ENDAS SUGLI SCUDI Il 26 e il 27 gennaio a Ravenna, presso Casa Matha, l’Endas Ravenna ha ospitato lo staff dell’Endas nazionale per fare il punto sul settore delle arti marziali. Il Presidente nazionale Piero Benedetti, coadiuvato dal referente nazionale delle Arti Marziali Endas Maestro Mario Camera, ha presieduto la riunione dei referenti regionali di settore, alla presenza di numerosi dirigenti dell’Endas Emilia Romagna e nazionali. Negli stessi giorni si è svolta anche la riunione dell’Ufficio di Presidenza dell’Endas nazionale, presieduta da Piero Benedetti in cui sono state trattate varie problematiche dell’associazione nazionale. Gli incontri sono stati significativi per la creazione della nuova linea programmatica Endas nel settore delle arti marziali. Fondamentale, secondo quanto discusso, l’importanza di unificare quanto più possibile i regolamenti afferenti le diverse discipline del settore. Partendo da questo contesto si è cercato di delineare le linee guida per la creazione di momenti formativi e di corsi di aggiornamento sia per istruttori che per giudici. A livello nazionale sono due gli importanti appuntamenti individuati: le Finali nazionali che si svolgeranno in ottobre, a Pisa, e la partecipazione delle arti marziali alla manifestazione nazionale di Endas Performance che avrà luogo a metà maggio a Roma. A livello europeo il settore Endas Arti marziali, a fine maggio, orga-

IN ROMAGNA E’ DI SCENA IL NUOTO ENDAS Il 10 marzo a Ravenna, presso la Piscina di Porto Fuori, si svolgeranno i Campionati Regionali Endas delle categorie esordienti A, B e C. Il 7 aprile si svolgeranno invece a Forlimpopoli, presso la Piscina Comunale, i Campionati regionali Endas delle categorie ragazzi ed esordienti A, B e C. I finalisti dei campionati regionali Endas si sfideranno poi nel Campionato nazionale Endas Nuoto confrontandosi con i finalisti degli altri campionati regionali. Quest’anno l’organizzazione del Campionato Nazionale è a cura dell’Endas Emilia Romagna e sarà affidata al coordinatore tecnico nazionale Endas Nuoto Carmine Capriolo. Per informazioni e iscrizioni ci si può rivolgere al Comitato provinciale Endas di Ravenna (info@ endasravenna.it - 0544/590928) e ad Acquasport Forlimpopoli presso la Piscina comunale di 4

Domenica 21 aprile si svolgeranno inoltre a Ravenna, presso la Piscina Comunale Gianni Gambi, il 22° Trofeo Sauro Camprini e il 31° Trofeo Endas e a Forlimpopoli il 9 giugno il Trentaseiesimo meeting nazionale di nuoto / Trofeo Querzoli 2013 e il Trofeo giovanissimi Endas riservato alla categoria esordienti B.

Associazionismo

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E’ MANCATO A RAVENNA JADER GHIRARDELLI, AMICO E DIRIGENTE NAZIONALE DELL’ENDAS di Luciano Biasini

Arti marziali Lisbona 24/25 Maggio 2013

nizzerà una grande manifestazione a Lisbona, coinvolgendo sia le rappresentative di Paesi extra europei che quelle dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

A FERRARA UOMO E CAVALLO TROVANO UN PUNTO D’INCONTRO Horsemankind è una associazione sportiva Endas, con sede a Ferrara, che pone al centro delle sue attività sportivo/formative un nuovo rapporto tra uomo e cavallo. Al posto della doma, del divenire leader o capobranco l’associazione propone infatti il rispetto tra i due esseri; diversi, ma capaci di diventare compagni nella vita, nel divertimento e nelle avventure. La filosofia che viene perseguita si concentra principalmente sull’atteggiamento dell’uomo, perché possa diventare realtà una conoscenza e una relazione interspecifica basata sul rispetto e l’equilibrio. Questo percorso consiste in una parte introduttiva fisica per svilupparsi poi in cinque passaggi fondamentali, ognuno dei quali è propedeutico al successivo. Si inizia dal riscoprire i propri sensi e la propriocezione per passare a comprendere l’atteggiamento verso il cavallo. Si prosegue sperimentando i significati di naturalità, neutralità, reciprocità e condivisione fino a completare il percorso con l’educazione. Il percorso proposto permette di creare un lavoro su se stessi per permettere di vivere momenti di libertà e piacere in cui cavallo e cavaliere potranno diventare una cosa unica in ciò che fanno e in come lo vivono. Centro focale delle attività formative della associazione è la struttura stabile istituita presso l’Agriturismo Prato Pozzo di Anita (Fe) ove sono stati riservati e dedicati circa 4 ettari di terreno come parco naturale.

Forlimpopoli (piscineesport@ libero.it - 0543/741212).

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Per maggiori informazioni: www.horsemankind.it.

Jader Ghirardelli è stato uno dei padri fondatori della struttura regionale dell’Endas in Emilia-Romagna, Segretario organizzativo dagli anni ‘70, in stretta collaborazione con il primo Segretario regionale, Armando Spazzoli, e successivamente dal 1975, Segretario regionale, egli stesso, a tempo pieno. E’ stato poi chiamato ai vertici nazionali dell’Associazione Endas a partire dal 1978, nel Comitato di Presidenza nazionale 1978-79 contestualmente alla elezione di Mario Bergesio alla guida dell’Endas, succeduto alla storica gestione di Dante Cerquetti e nel Comitato di Presidenza nazionale 1983-87, caratterizzato dalla prestigiosa e innovativa leadership dell’onorevole Mauro Dutto. Successivamente Ghirardelli si è prodigato come infaticabile promotore e organizzatore di attività culturali e coordinatore di rapporti interassociativi e istituzionali (tra le associazioni storiche ENDAS, ACLI, ARCI, AICS e con la Regione EmiliaRomagna). In Emilia-Romagna ha affrontato, con il sostegno di una robusta organizzazione territoriale, i molti problemi nei rapporti interassociativieneiconfrontidelle istituzioni per il consolidamento dell’associazionismo democratico (che allora veniva qualificato in modo sbrigativo come

organizzazione di “associazioni del tempo libero”). Non meno importante è stato l’impegno di Jader Ghirardelli nel contrasto alle vecchie organizzazioni corporative e dopolavoristiche sorte nel ventennio fascista, confluite nell’ENAL. In occasione del 1° Congresso regionale dell’Endas (15 aprile 1973) il Resto del Carlino annotava in modo eloquente: “L’Endas ha tenuto a Bologna il suo primo Congresso regionale. La definizione di una “politica del tempo libero” è un problema abbastanza recente, strettamente connesso all’evoluzione sociale. Studi, dibattiti, scambi di esperienze si sono succeduti per tutti gli anni Sessanta, su indirizzi che si sono andati sempre più distaccando dalla impostazione dell’ENAL, ente nazionale assistenza lavoratori, erede diretto – oltre

che dei beni materiali – anche di certe concezioni strutturali dell’ OND, l’Opera nazionale dopolavoro, nata nel ventennio fascista con lo scioglimento dei circoli politici”. Questo impegno, condotto in collaborazione con il CRAD (Coordinamento regionale associazioni democratiche) ha avuto pieno successo, con il riconoscimento da parte delle istituzioni e con provvedimenti legislativi a favore dell’associazionismo democratico. Inoltre ha portato in ambito nazionale la conoscenza della realtà associativa della regione Emilia-Romagna con il suo patrimonio imponente di Circoli ricreativi e culturali oltrechè di esperienze mutualistiche e assistenziali. E, di converso, ha contribuito a inserire queste aggregazioni spontanee di cittadini in un contesto

organizzativo nazionale. Per questo ha voluto ed ottenuto che il XII Congresso nazionale (19-21 marzo 1976) si svolgesse a Bologna. In questo congresso, dal significativo titolo “Per un progetto di civiltà”, si è riaffermato l’intento che l’Endas, come indicato nei suoi fini statutari, deve proporsi come “ambito informale” di partecipazione e come agile strumento che elabori modelli associativi, in modo non astratto, ma in riferimento alle situazioni sociali. Con queste premesse l’Endas nazionale ha potuto contare sul contributo organizzativo e progettuale delle strutture periferiche. A Jader Ghirardelli l’Endas deve indubbiamente riconoscenza e gratitudine. E noi, che siamo stati suoi collaboratori per molti anni, ne siamo buoni testimoni.

LE NUOVE LINGUE DEL MONDO PIACCIONO AI BOLOGNESI Da una recente inchiesta di Mauro Giordano (apparsa su Corriere Bologna) è emerso come sia il business e la ricerca del lavoro a spingere il ritorno sui libri per imparare una nuova lingua. Tra le lingue in più forte ascesa sono il russo, il cinese e l’arabo anche più essenziali dell’inglese per il business, ma che tuttavia hanno bisogno di un lungo periodo di studio, mentre l’inglese è rimasta la lingua che spesso le famiglie vogliono far apprendere ai propri ragazzi. Anche il francese viene studiato ancora ma vengono creati progetti specifici per insegnare il francese professionale.

Suscita poi sempre più interesse il Brasile, tra le nuove economie mondiali, e la sua lingua. A Bologna un centro di eccellenza è rappresentato dalla associazione culturale Endas Celubra / Centro di Cultura LusoBrasiliana attiva a Bologna dal 2005 la cui anima è il professore Bruno Persico. Ai corsi di lingua brasiliana partecipano molti studenti, ma anche persone che vogliono recarsi in quel paese, per motivi di studio, di lavoro, turistici. Persico racconta infatti di come abbia insegnato a diverse persone che hanno visitato, il Brasile, stabilmente o no, incluso un ragazzo bolognese che vi ha aperto poi un agriturismo.

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L a Cp u lat ur roa l a C ual it u G r a i o Cvual tnu ri a

CL u lat u rpa a rCou ll a t u ra a i CGuil o t uvr aa n i

Invito ai giovani lettori…. Con questo numero di Endas Oggi parte una pagina dedicata ai giovani under 35. Manda il tuo articolo in redazione su un tema che ti sta a cuore e la redazione, dopo valutazione, lo pubblicherà.

Quale futuro per il giornalismo oggi? Quale futuro per il giornalismo oggi? Bella domanda. Guardando i dati, la risposta non è, per la verità, molto confortante. Siamo un esercito di 110 mila professionisti. Più del doppio di quanto il sistema dei media italiani possa assorbire. Tra tutti, appena la metà riesce a pagare il contributo obbligatorio all’inpgi ossia riesce a lavorare regolarmente nell’arco dell’anno. Gli altri sono precari, collaboratori, stagisti, freelance (più free che lance) o, come direbbe qualche illuminato, semplicemente “cciovani” che probabilmente resteranno “cciovani” per tutta la loro carriera lavorativa.  Giornalismo: un piccolo passo per il lavoratore ma un grande passo verso l’immortalità. Effettivamente il giornalismo è proprio un mestiere da “cciovani”. Di quelli che fai appena ti laurei, in attesa di un’occupazione vera. Puoi scegliere se fare il dogsitter, la consegna delle pizze oppure il giornalista. Qualcosa di più della paghetta settimanale del nonno. Qualcosa di meno del passatempo utile e costruttivo.  Come si potrebbe definire del resto una professione in cui quelli che il resto del mondo civile e civilizzato chiama freelance (in italiano “frilenz”), vengono pagati 4 euro lordi a pezzo?  Tecnicamente, per le leggi italiane, si chiama libera contrattazione delle parti, in realtà è elemosina. 

Questi benedetti “cciovani” oltre a lavorare per pura passione per il giornalismo (null’altro che santa vocazione et beatificante estasi informativa) avrebbero anche una certa inclinazione per il masochismo e l’auto-schiavismo. Si, rendetemi schiavo! Che bello. La verità è che in Italia il giornalismo è un gingillo nelle mani del potere che corteggia, diletta, lusinga, vezzeggia, coccola e, in pratica, compra la compiacenza della lobby degli editori che sono stati legittimati a fare il bello ed il cattivo tempo con i diritti basilari dei lavoratori. Scusate, volevo dire dei “cciovani”. Nel maremagnum dei diritti calpestati, finalmente è arrivata (finalmente) una legge sull’equo compenso che dovrebbe ricordare al nostro paese che la costituzione è uguale per tutti. Anche qui: in teoria c’è un articolo, il 36 della costituzione, che garantisce ai lavoratori il diritto ad una retribuzione che permetta loro di vivere dignitosamente. In pratica, per il popolo dei giornalisti c’è voluta una legge (pubblicata lo scorso gennaio ma non ancora applicata causa caduta del governo, eccheccivuoifare?!) per ricordare al paese che il lavoro dovrebbe nobilitare l’uomo anziché “rin-cciovanirlo”.  Mariangela Latella, Giornalista “cciovane” e “frilenz”

LETTERA APERTA PER UN NUOVO SISTEMA TEATRALE Viviamo in un epoca e ancor più in un paese in cui è diventato difficile credere che esista un criterio di giustizia a orientare i fatti e le cose, una correttezza e un’etica fondata sul riconoscimento di ciò che ha senso, valore e merito da parte di chi governa e gestisce il potere. Difficile immaginare una società equa, giusta e governanti saggi, buoni disinteressati e intellettualmente onesti. Il rapporto diretto e il dialogo tra cittadini e “potere politico e istituzionale” è sempre più assente, a causa dell’ individualismo sempre più marcato e della sfiducia nella partecipazione civile sempre più diffusa. La cultura, come tutti ormai vediamo e sappiamo, in Italia ormai ha perso ogni valore, ogni priorità, forse perchè portatrice di una prospettiva diversa e più nobile e spesso antagonista di quella del profitto immediato e del consumo indotto. Anche nella nostra regione, provincia e città, un tempo, a detta dei più, e sicuramente con un fondamento di realtà, isola felice per la cultura, la situazione è andata via via deteriorandosi anno dopo anno. Oggi, anche in seguito ai continui e ripetuti ribaltoni politici, è diventato impervio anche solo incontrare, confrontarsi, con un presunto responsabile della cultura cittadina e anche solo sapere chi questo “responsabile” sia. Credo che si sia perso il contatto tra chi è stato scelto (da noi cittadini o da altri per noi) per occuparsi di cultura e nello specifico di teatro e le forze che si muovono in città, provincia, regione e che quotidianamente si impegnano in una lotta contro i mulini a vento per portare avanti la propria “missione culturale”. Da anni, mi sembra, ci sia una scarsa attenzione alle novità, al ricambio e alla rotazione, in un’ottica arcinota nel nostro paese che privilegia “i soliti noti” anche a prescindere dalla loro attività e impegno, nella logica che una volta che qualcuno riesce ad ottenere un briciolo di potere o di denaro… Visti i tagli sempre maggiori alla cultura è sempre più necessario ottimizzare e razionalizzare e ridistribuire le risorse in un ottica però di apertura e ridiscussione, fondata sulla volontà di incontrare e conoscere realmente gli operatori culturali di regione e città e non sulla più comoda riaffermazione di privilegi. Fondamentale è anche la cooperazione tra teatri, compagnie e altri spazi e realtà culturali come strategie che in collaborazione anche con le istituzioni aiutino a reperire fondi anche privati (contributi da fondazioni, sponsorizzazioni, etc…). Angelica Zanardi, Attrice e autrice

Endas si apre ai cittadini e alla società

Progetto BeLL... aiutaci a dare risposte! BeLL (Benefits dell’educazione permanente) è un progetto di ricerca finanziato dall’Unione europea che consentirà di comparare l’educazione permanente degli adulti e le sue ricadute in dieci diversi paesi europei. L’obiettivo di questa indagine è raccogliere informazioni sulla esperienza di apprendimento in età adulta. In particolare il progetto è interessato all’educazione liberale degli adulti, cioè corsi cui gli adulti abbiano partecipato per interesse personale, volontariamente, non correlati ad esigenze di lavoro e che non producono certificazioni o titoli spendibili in qualsiasi modo sul mercato del lavoro.

con lo scopo di favorire l’ingresso al mercato al lavoro delle più giovani o il reingresso al lavoro di donne che abbiano interrotto il loro iter lavorativo, progetti di cooperazione allo sviluppo sostenibile, esperienze formative di conflict partnership che svolge all’interno della Scuola di Pace di Monte Sole. Ha fondato e gestisce dai primi anni ottanta il Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne dotato oggi della Biblioteca Italiana delle Donne e di un Centro risorse di Genere, possiede una Archivio di storia delle donne aperto al pubblico che conserva una documentazione rilevante sulla storia del femminismo italiano dagli anni settanta agli anni novanta.

Il progetto è condotto dall’Associazione Orlando, associazione senza fini di lucro che ha origine a Bologna nella seconda metà degli anni Settanta da un gruppo informale di 11 donne attive in differenti ambiti quali università, scuola, professioni, sindacati che condividono l’esperienza dei femminismi e dei movimenti diversi delle donne e che nel 1983 si costituisce in Associazione e sigla una prima convenzione con il Comune di Bologna in ordine al Centro di Documentazione, Ricerca e Iniziativa delle Donne. L’associazione ha la finalità di approfondire, attraverso la ricerca e la riflessione, la documentazione e le pubblicazioni, la trasmissione e la comunicazione, i temi relativi alle culture delle donne e di genere. Essa è impegnata inoltre sul terreno della solidarietà sociale, dello scambio e aiuto internazionale e dell’approccio nonviolento ai conflitti mediante corsi di formazione rivolti a donne migranti e native

Endas Emilia Romagna collabora con l’Associazione Orlando di Bologna per la diffusione del questionario che è alla base di questa ricerca. I risultati della ricerca saranno utilizzati per arricchire la conoscenza dell’educazione permanente degli adulti, per tale ragione il tuo contributo è molto importante. Chi volesse aiutarci ad approfondire la conoscenza dell’apprendimento in età adulta può rispondere al questionario presente sul sito endas.net (http://www. endas.net/images/stories/endas/BeLL-Q_IT_0110.pdf) e inviarlo entro il 31 marzo a zappaterra@women.it.

AL MAR DI RAVENNA LA MOSTRA BORDERLINE, ARTISTI TRA NORMALITÀ E FOLLIA. DA BOSCH A DALÌ, DALL’ART BRUT A BASQUIAT. Dal 17 febbraio al 16 giugno 2013 il Museo Mar di Ravenna ospita la mostra Borderline, curata da Claudio Spadoni, direttore scientifico del museo, da Giorgio Bedoni, psichiatra, psicoterapeuta, docente presso l’Accademia di Brera e da Gabriele Mazzotta, con il supporto della Fondazione Mazzotta di Milano. Oggi il termine Borderline individua una condizione critica della modernità, antropologica prima ancora che clinica e culturale. In questo senso la mostra intende esplorare gli incerti confini dell’esperienza artistica al di là di categorie stabilite nel corso del XX secolo, individuando così un’area della creatività dai confini mobili, dove trovano espressione artisti ufficiali

SPORT E ASSOCIAZIONE NEGLI OCCHI DI UN SEDICENNE

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Con sport si intende l’insieme delle attività fisiche svolte al fine di divertire chi le pratica e chi le osserva, nella società odierna rappresenta un grande valore, ovvero da tutti è riconosciuto fondamentale per avere una condizione psico-fisica ottimale. Per questo la presenza di una associazione che sia un riferimento per tutti gli sportivi è molto importante, perché uno sport oltre a dare benefici fisici forma la persona anche caratterialmente. Cardine delle attività sportive è il ruolo dell’allenatore che rappresenta la società ed è anche un maestro di vita, il suo compito non è solo quello di preparare gli atleti alla gara ma anche di essere un loro secondo padre, deve comprendere che per riuscire ad avere successi non basta la prestanza fisica ma anche il cuore .

La maggior parte dei ragazzi che praticano un’attività motoria, hanno come scopo, in primis, quello del divertimento, in secondo quello di riuscire ad affermarsi ed emergere o quantomeno di provarci. A questi obiettivi si deve affiancare la formazione di gruppi molto coesi, che permettono ai giovani che praticano una attività di avere più supporto morale dai coetanei; sopratutto questi sono, infatti, in grado di capire al meglio le difficoltà, che si possono incontrare nel percorso di formazione fisica che comporta un notevole sforzo che va a provare il corpo e la mente; quest’ultima, infatti, a volte può non reggere ed è qui che il gruppo entra in gioco aiutando l’amico in difficoltà. Importante è anche però lo sport per diletto, l’attività sportiva compiuta per un divertimento puro senza glorie di vario

tipo, dove l’unico riconoscimento per chi lo pratica è per se stessi, un compiacimento che rende contenti e senza bisogno di premi perché il premio, in questi casi, ce lo si fa da soli, fissandosi dei risultati da raggiungere ed in questo caso la fatica diventa più importante della vittoria . Infine, lo sport può essere un valido metodo di integrazione dei ragazzi stranieri, che, appena arrivati, non conoscendo la lingua, trovano spesso nello sport un modo per potersi esprimere senza problemi di alcun genere. Soprattutto questo dimostra che lingua, colore della pelle, differenti tradizioni, contano ben poco di fronte al linguaggio universale dello sport dove conta l’impegno e l’abilità e dove si vale per quello che si è davvero, per quello che si fa e si dimostra. Il ruolo delle associazioni sportive è

dunque quello di raccogliere questi elementi e cercare di portarli avanti tutti assieme permettendo anche ai più deboli e ai meno fortunati di realizzare il sogno dello stare assieme e del dimostrare, prima di tutto a sé stessi, che vale sempre la pena di mettersi in gioco. Per esperienza personale posso dire che lo sport mi ha insegnato a gioire e a soffrire con i compagni e gli amici e, soprattutto, mi ha aiutato molto ad avere una concentrazione e una grinta che non sarei mai riuscito ad avere; qualità che spero di non perdere mai anche se smetterò l’attività sportiva e che mi auguro possano servirmi anche nello studio e nella vita lavorativa e sociale di domani. Andrea Vasi, classe 3° liceo scientifico ‘A.Oriani’ di Ravenna

Salvador Dalì, Mostro molle in un paesaggio angelico, 1977, olio su tela, cm 76x101, Musei Vaticani, Città del Vaticano ma anche quegli autori ritenuti “folli”, “alienati” o, detto in un linguaggio nato negli anni ’70, “outsiders”. L’idea della mostra è quella di superare i confini che fino ad oggi hanno racchiuso l’Art Brut e l’ “arte dei folli” in un recinto, isolandone gli esponenti da quelli che la critica (e il mercato) ha eletto artisti “ufficiali”.

Già nella cultura europea del XX secolo diversi protagonisti delle avanguardie e psichiatri innovatori guardarono in luce nuova le esperienze artistiche nate nei luoghi di cura per malati mentali. Le ricerche di quegli anni avevano avviato una revisione radicale di termini quali “arte dei folli” e “arte psicopatologica”, prendendo in esame queste produzioni sia come sorgenti stesse della creatività quanto come una modalità propria di essere nel mondo, da comprendere al di là del linguaggio formale. Ricordiamo in sintesi alcune significative tappe storiche: già nel 1912 Paul Klee, in occasione della prima mostra del movimento artistico del Blaue Reiter alla Galleria Thannhauser di Monaco aveva individuato nelle culture primitive, nei disegni infantili e in quelli dei malati mentali le fonti dell’attività creativa. Nel 1922 lo psichiatra tedesco Hans Prinzhorn pubblicò un testo dal titolo “Bildnerei der Geisteskranken (“L’attività plastica dei malati di mente”) che segnerà la fine dello sguardo positivista sulle produzioni artistiche nate negli ospedali psichiatrici. Infine, nel 1945 Jean Dubuffet conia la nozione di Art Brut avviando così una nuova epoca di ricerche in questo campo. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 31 marzo dal martedì al venerdì dalle 9 alle 18, sabato e domenica dalle 9 alle 19, dal 1 aprile dal martedì al giovedì dalle 9 alle 18, il venerdì dalle 9 alle 21, sabato e sabato e domenica dalle 9 alle 19. Per i Soci Endas è riservato un ingresso ridotto a 7 euro invece che di 9 euro.

Per maggiori informazioni: Centro documentazione delle donne di Bologna - Paola Zappaterra – 051/4299411.

A FORLì LA MOSTRA NOVECENTO SULL’ARTE E LA VITA IN ITALIA TRA LE DUE GUERRE Ai Musei San Domenico di Forlì fino al 16 giugno viene ospitata la mostra Novecento. Arte e vita in italia tra le due guerre. La nuova esposizione ai Musei San Domenico intende rievocare un clima che ha visto non solo architetti, pittori e scultori, ma anche designer, grafici, pubblicitari, ebanisti, orafi, creatori di moda, cimentarsi in un grande progetto comune che rispondeva, attraverso una profonda revisione del ruolo dell’artista, alle istanze del cosiddetto “ritorno all’ordine”. Il modello di una ritrovata armonia tra tradizione e modernità, sostenuto da artisti come Felice Casorati, Achille Funi, Mario Sironi,Carlo Carrà, Adolfo Wildt e Arturo Martini avrà, anche grazie allo spirito critico e organizzativo di Margherita Sarfatti, il sostegno da parte del regime che era alla ricerca della definizione di un’arte di Stato. La mostra rievoca le principali occasioni in cui gli artisti si prestarono a celebrare l’ideologia e i miti proposti dal Fascismo, basti pensare all’architettura pubblica, alla pittura murale e alla scultura monumentale. Verranno documentate la I (1926) e la II (1929) Mostra del Novecento Italiano; la grande Mostra della Rivoluzione Fascista, allestita a Roma nel 19321933 in occasione del decennale della marcia su Roma; la V Triennale di Milano (che vide la consacrazione della pittura murale intesa comearte nazionalpopolare volta a far rivivere una tradizione illustre); la rassegna dell’ E42 di Roma. La mostra presenta i grandi temi affrontati nel Ventennio dagli artisti che hanno aderito alle direttive del regime, partecipando ai concorsi e aggiudicandosi le commissioni pubbliche, e da coloro che hanno attraversato quel clima alla ricerca di un nuovo rapporto tra le esigenze della contemporaneità e la tradizione, tra l’arte e il pubblico. La presenza di dipinti, sculture, cartoni per affreschi, opere di grafica, cartelloni murali, mobili,oggetti d’arredo, gioielli, abiti, intende offrire una visione a tutto tondo del rapporto

Gino Severini, Maternita particolare, 1916. Cortona, Museo dell’Accademia Etrusca Gino Severini tra le arti e le espressioni del costume e della vita,confrontando artisti e materiali diversi. Il Novecento passò dall’arte alta agli oggetti della vita quotidiana, dove si respirava la stessa atmosfera di ritorno alla misura classica, anche nella manipolazione di materiali preziosi. Lo testimoniano gli splendidi mobili e gli altri oggetti di arredo disegnati da Piacentini, Cambellotti, Pagano, Montalcini, Muzio, GioPonti e i gioielli realizzati da Alfredo Ravasco. Mai come nel Novecento anche le vicende della moda si intrecciarono e si identificarono con quelle della cultura e della politica, originando, tra il sogno parigino e l’autarchia, la prospettiva della grande moda italiana. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 16 giugno dal martedì al venerdì dalle 9.30 alle 19, il sabato, la domenica e i giorni festivi dalle 9.30 alle 20. Apertura straordinaria il 1 aprile. Per i Soci Endas è riservato un ingresso ridotto a 8 euro invece che 10 euro.

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Il decreto legge 158 del 13.09.2012, meglio noto come decreto Balduzzi o decreto Sanità (*), è intervenuto nella materia della tutela sanitaria delle attività sportive. Due gli aspetti da esaminare. Il primo interviene sulle attività sportive c.d. “non agonistiche o amatoriali” la cui pratica, come è noto, fino ad ieri, necessitava della mera certificazione di idoneità generica rilasciata dal medico di base. Oggi viene previsto che un emanando decreto interministeriale (pertanto, fino alla pubblicazione di questo, tale norma appare inapplicabile) disporrà “l’obbligo di idonea certificazione medica, nonchè linea guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti”. Senza poter e voler entrare nel merito di cosa debba intendersi per “idoneo” certificato, significato che potremo comprendere solo quando saremo in possesso della disciplina applicativa sicuramente sarà un “qualcosa” di più dell’attuale certificato. La ratio della norma tende ad introdurre l’obbligo che qualsiasi attività che possa definirsi come “sportiva” richieda la preventiva certificazione con modalità

che esamineremo quando saranno approvate. Questo significa che la c.d. “attività ludico - motoria”, lo svolgimento della quale per la disciplina vigente in alcune regioni d’Italia non prevedeva la certificazione preventiva, non è attività sportiva. Quindi, se c’è sport, deve esserci il certificato, se fosse attività motoria la certificazione potrebbe forse non essere obbligatoria ma, in questo caso, non sarebbe sport. E se così fosse le risorse umane utilizzate per queste attività “ludicomotorie” non potrebbero essere retribuite con i compensi agevolati previsti per le attività sportive dilettantistiche. Aspetto questo legato all’emanazione del medesimo decreto applicativo e prevede l’obbligo della dotazione e impiego “da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita”. Si ritiene comunque che sarebbe preferibile ricondurre l’obbligo non tanto alle società sportive quanto agli impianti sportivi stessi.

(*) L'art. 7 al suo comma 11 prevede: “Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini che praticano un’ attività sportiva non agonistica o amatoriale il Ministro della salute, con proprio decreto, adottato di concerto con il Ministero delegato al turismo e allo sport, dispone garanzie sanitarie mediante l’obbligo di idonea certificazione medica, nonché linee guida per l’effettuazione di controlli sanitari sui praticanti e per la dotazione e l’impiego, da parte di società sportive sia professionistiche che dilettantistiche, di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita.” (tratto da Studio Martinelli-Rogolino)

Destinazione d’uso delle sedi delle associazioni di promozione sociale Su sollecitazione delle APS, sull’annosa questione della destinazione d’uso delle sedi delle associazioni di promozione sociale, la Regione ER ha fornito la propria interpretazione. Il Servizio Affari Generali e Giuridici della Regione ha sposato pienamente la nostra interpretazione dell’art.16 della L.R. 34/2002 secondo il quale non è necessaria alcuna variazione della destinazione d’uso dell’immobile, qualunque essa fosse in precedenza e, cosa più importante, non sono nemmeno dovuti gli oneri di urbanizzazione. La lettura inequivocabile e del tutto coerente con lo spirito della norma e con le intenzioni di chi quella norma ha scritto. Si risponde alla richiesta di chiarimenti relativamente alla applicazione dell’art. 16 della LR. 34 del 2002 sulle associazioni di promozione sociale (APS), il quale prevede una disciplina urbanistica favorevole all’insediamento delle sedi dove si svolge la loro attività. Infatti le sedi delle APS possono essere insediate in tutte le parti del territorio, essendo compatibili con tutte le zone urbanistiche di cui al DM 1444 del 1968 [comma 1 dell’art. 16]. Inoltre, lo stesso articolo al comma 2, nel determinare che “la destinazione d’uso rimane invariata fintanto che le associazioni occupano gli spazi”, consente alle APS l’utilizzo

di immobili esistenti, indipendentemente dal fatto che gli strumenti urbanistici prevedano o meno destinazioni d’uso per l’attività di promozione sociale, senza pretendere il cambio di destinazione d’uso, rimanendo formalmente in essere la destinazione in atto. In conseguenza, sotto il profilo urbanistico ed edilizio, non e necessaria la preventiva acquisizione del titolo edilizio per il solo cambio d’uso delle unite immobiliari dove e esercitata l’attività delle APS, né può considerarsi aumentato il carico urbanistico, che resta inalterato a seguito dell’utilizzo delle unità immobiliari in questione. Tuttavia, ai fini dello svolgimento delle attività di promozione sociale, é comunque indispensabile l’osservanza dei requisiti igienico-sanitari, di sicurezza, di accessibilità ` richiesti dalla normativa tecnica per la specifica attività svolta dall’associazione e della conseguente necessità di presentare il titolo edilizio relativo alle eventuali modifiche edilizie da apportare. Si ritiene pertanto che tale titolo edilizio non debba portare al formale cambio della destinazione d’uso degli immobili dove si insediano le sedi delle APS e conseguentemente non richieda il pagamento degli oneri di urbanizzazione connessi all’aumento di carico urbanistico.

Chiarimenti del Ministero sulle regole per la somministrazione di alimenti e bevande Il Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare esplicativa n. 3656 del 12.09.2012, illustra le principali novità contenute nel D.Lgs. n.147/2012 che, pubblicato in GU lo scorso 30 agosto, è entrato in vigore il 14 settembre ed ha modificato il decreto legislativo 59/2010 di recepimento della direttiva Servizi di provenienza comunitaria in materia di semplificazione e libera concorrenza nel mercato. Le principali novità introdotte dalla norma riguardano la modifica degli articoli 64 e 71 del già indicato D.Lgs. 59/2010 che, rispettivamente, individuano il titolo autorizzatorio necessario per l’apertura, il trasferimento e il subentro negli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande e i requisiti morali e professionali per poter materialmente esercitare l’attività nel settore della somministrazione e per la vendita di generi alimentari. La circolare, al fine di favorire una omogenea applicazione delle nuove disposizioni sul territorio nazionale passa

in rassegna le innovazioni riportando in merito opportune precisazioni e riservando un apposito paragrafo alla somministrazione di alimenti e bevande non rivolta al pubblico ma operata all’interno di associazioni e circoli privati. La circolare ministeriale ricorda in propositochel’attivitàdisomministrazione di alimenti e bevande da parte dei circoli privati è disciplinata dal D.P.R. 4 aprile 2001, n. 235 “Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande da parte di circoli privati”, che correla strettamente la normativa amministrativa qui in commento alla normativa di carattere fiscale che riguarda questi enti dettata dall’art. n. 148 TUIR. Il DPR 235 cit. prevede, infatti, solo per determinate categorie di associazioni e circoli privati la possibilità di intraprendere un’attività di somministrazione senza che sia necessario alcun requisito professionale da parte del soggetto che opera, requisito, invece, richiesto in tutte

le altre ipotesi. La modifica apportata al comma 6 dell’art. 71, ha determinato l’inapplicabilità di tutte quelle disposizioni del citato DPR n. 235 che richiamano l’obbligo del possesso dei requisiti professionali nel caso di attività di somministrazione di alimenti e bevande nei circoli privati che pertanto non saranno più necessari neanche nell’ipotesi di affidamento dell’attività di gestione in favore di terzi. Un’associazione sportiva dilettantistica che intende iniziare presso la propria sede sociale la somministrazione di alimenti e bevande a favore dei propri soci, pertanto, potrà farlo anche senza la necessità che ci sia l’iscrizione nel registro degli esercenti il commercio da parte del rappresentante legale della stessa o del terzo al quale eventualmente viene affidata la gestione del punto di ristoro. Permane però la differenza prevista dal DPR 235 cit. sulle modalità di concessione della licenza in quanto: Se l’associazione è affiliata ad un ente o organizzazione con finalità assistenziali

riconosciute dal Ministero dell’Interno, potrà limitarsi a presentare al Comune, nel cui territorio si esercita l’attività, che la comunica per conoscenza alla competente Azienda Sanitaria Locale (A.S.L.) per il parere necessario all’eventuale rilascio dell’autorizzazione di idoneità sanitaria, una semplice Segnalazione certificata di Inizio attività (SCIA) e potrà immediatamente iniziare l’attività di somministrazione. Le autorità competenti comunicheranno un eventuale diniego entro 60 gg. altrimenti l’attività potrà proseguire. Se NON aderente ad enti o organizzazioni nazionali le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal Ministero dell’interno (come l’ENDAS, ndr), dovrà presentare al Comune, nel cui territorio si esercita l’attività, domanda di autorizzazione e dovrà attendere la concessione della stessa prima di poter intraprendere l’attività. In ogni caso resta fermo, indistintamente per tutte le tipologie di associazioni e circoli, il possesso dei requisiti di onorabilità (di cui all’art.71).

Raccolta da staccare Inserto n. 1 / 2013

Certificati medici e defibrillatori

Informazioni Fiscali e Giuridico Amministrative

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Endas I 2013  
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