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Poste Italiane S.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) Art. 1 comma 1 LO/MI - N. 5 maggio 2014

ASSEMBLEA ENCI TIBETAN SPANIEL MASTINO NAPOLETANO

“organo ufficiale ENCI”

maggio 2014


MAPPA

Ipotesi di albero genealogico realizzato da Arthur Singer per il Life Nature Library.


SOMMARIO A EVOLUTIVA 4

ENCI, bilancio, progetti e proposte

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Il Mastino di Ercole Francesco Iovane De Falco Tibetan Spaniel, sacro e profano Anna Lorenzon Complice... in ogni avventura Sabina Pacini Fra arte e mestiere Piero Alquati Reggio, parata di campioni Vincenzo Parmiciano Cinzia Padovan A Taranto il buon cittadino Ilaria Pagliarulo Meglio il cane della polizza Lucia Ermini

36 G.C. Frosinone e Capitolino. Un grande successo per due Sergio Bianconi Luigi Di Rienzo

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40 A Linus il Trofeo Monaco Lidio Riva

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42 Crufts. Un modello per la Mondiale Paolo Dondina

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44 Siamo campioni del mondo Giancarlo Passini

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47 Mosè e Cleo insieme sul podio Mario Agosteo

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48 Il trionfo di Eclat Franco Rossi 50 Cartoline da Zara e Nis Gian Carlo Trivellato

Iscrizioni al Libro genealogico 2013 29 Expo, Padova in festa Zeus Caliri Lodi, sempre più in alto Daniele Martinotti

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CHI E DOVE

52 I successi 56 I successi 62 Gli allevatori

PER I GRUPPI CINOFILI

TEMPI DI CONSEGNA DI TESTI E FOTO

Si informano i Gruppi Cinofili ENCI che all’interno de “I Nostri Cani” sono disponibili gratuitamente pagine dedicate ai resoconti delle Esposizioni Internazionali e Nazionali. Per avere informazioni riguardanti gli aspetti tecnici e le modalità d’invio, contattare la redazione: redazione@enci.it - tel. 0270020358

Pubblicità expo con giuria: entro il giorno 3 del mese precedente l’uscita (es. 3 novembre per pubblicazione in dicembre) Pubblicità expo senza giuria: entro il giorno 5 del mese precedente l’uscita Articoli: previo accordi con la redazione Rubrica club: entro il giorno 5 del mese precedente l’uscita, in merito allo spazio disponibile Successi all’estero: in ordine di ricevimento, in merito allo spazio disponibile inviare a redazione@enci.it Si ringrazia per la collaborazione

Lo schema è in linea con le opere di Darwin riportate nell’ “Origine delle Specie”.

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Milano - Grande partecipazione all’Assemblea nazionale

ENCI, bilancio, progetti e proposte

Ampi consensi alla relazione del presidente Francesco Balducci ed ai lavori del Consiglio. Concordi gli interventi sui progressi e sui programmi. Unanimità sui bilanci. Grande attesa per la mondiale

Il tavolo dei Consiglieri durante i lavori dell’Assemblea

B

ilancio e progetti, speranze e proposte di nuovi impegni: così l’Assemblea ENCI ha approvato l’opera del Consiglio e dato suggerimenti per delineare il cammino da percorrere. Ma anche celebrato, in un sereno incontro, quanti hanno raggiunto cospicui traguardi in una cinofilia che continua a crescere ed imporsi nel mondo. Ed anche questo fa parte di una sapiente tradizione che guarda ai migliori come esempio da imitare. Così il 12 aprile, in una Milano insolitamente tiepida e serena come lo sono i suoi cieli d’inizio primavera, si è consumato un altro giorno da ricordare scrivendone la data fra le molte positive. Ne sono prova le decisioni prese e che hanno avuto il consenso per alzata di mano: merito di una partecipazione che da tempo oramai è patrimonio del popolo dell’ENCI capace di guardare positivamente al domani convinto nei fatti che occorre sempre lasciar aperta una porta per far entrare l’avvenire. Ed i progetti sono certamente molti, le at-

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tese tante, come le promesse che continuano a venir onorate con un sempre maggior coinvolgimento nella Società civile. A testimoniarlo e ad ascoltare suggerimenti e pareri, i membri del Consiglio in una ulteriore assunzione di responsabilità che è la miglior garanzia di un operare concreto, serio, in linea con Statuto, regolamenti ed attese. Tutto è scivolato, sull’orologio del mattino, come da programma: chiamato a presiedere i lavori l’avvocato Luchino Luchini presidente della Delegazione di Lucca, ci sono stati attimi di commozione nel ricordo di tanti allevatori e nel grazie a quanti hanno voluto essere presenti ai lavori. Poi la consegna dei riconoscimenti meritati e attesi ed anche questo fa parte della grande tradizione dell’ENCI che riconosce sacrifici e meriti ed indica ad esempi da imitare quanti hanno tenuto e continuano a tener alto il nome dell’Allevamento nazionale. Il presidente Francesco Balducci col proposito, pienamente accolto, di allargare il dibattito e quindi la collaborazione degli

intervenuti ha dato come letta la sua relazione. Una lucida analisi dei problemi che i nostri giorni pongono all’allevamento ed alla selezione, le finalità e le prospettive che si evidenziano per l’Ente e infine i nuovi compiti che la Società pone ed a cui non si può non rispondere. “In particolare nel breve e medio periodo focalizzeremo le nostre attività allo sviluppo di iniziative di supporto dei Gruppi, sia nell’attività istituzionale sia nelle verifiche zootecniche.” Il presidente dopo aver sottolineato il concreto operare del Consiglio dell’ENCI per la valorizzazione del cane geneticamente sano ed aver precisato anche il concreto impegno del Consiglio per la revisione del regolamento dello Statuto ha aggiunto che i compiti dell’ENCI sono aumentati anche grazie al prestigio che ha ottenuto dall’attività e dall’intelligenza degli allevatori. “L’ENCI - ha detto a questo proposito - deve rispondere alle nuove richieste che vengono dal mutato assetto dell’attuale Società civile con interventi che devono avere una valenza sociale: di questo ne sono testimonianza i vari progetti che alcuni Gruppi Cinofili hanno rea-


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Francesco Balducci, Dino Muto, Domenico Attimonelli

lizzato nelle scuole, negli ospedali, nei luoghi pubblici”. Il presidente ha poi riconfermato che “E’ intenzione di questo Consiglio destinare una ingente quantità di risorse economiche ad iniziative mirate ad aiutare i nostri allevatori anche nella vendita dei loro

ESPOSIZIONI Internazionali Nazionali Regionali Raduni TOTALE

2013 60 48 45 329 482

prodotti. Sono infatti già in fase di attuazione una serie di progetti per pubblicizzare il cucciolo nato in Italia”. I molti temi posti all’attenzione hanno trovato nel corso dell’assemblea interlocutori che hanno risposto positivamente riconfermando quindi la linea di azione dell’ENCI.

Fabrizio Crivellari, Francesco Balducci, Angelo Pedrazzini

Primo a prendere la parola Fabrizio Bonanno che antepone ad un risultato tecnico un problema etico e il dilemma è intelligente e non da poco. Tra i molti confronti che hanno in palio la corona mondiale c’è anche quello riservato ai cani della Protezione civile: Fabrizio Bonanno con l’intelligenza del suo interrogativo fa riferimento non ad una situazione tecnicaconfronto fra atleti - ma ad una opportunità. In altre parole aiuto, solidarietà e filantropia dovrebbero essere anonime quindi tutti i cani che vengono impiegati nella Protezione civile sono degni del podio e ciascuno merita la sua corona ed allora… Allora la risposta non può essere che salomonica: il Campionato è un evento che non esclude né nulla sottrae alla solidarietà ed è perché più si conoscono le vie del bene e chi le pratica più aumentano le persone disponibili ad impegnarsi. Francesco Cochetti pone alcuni interrogativi e fa proprie alcune preoccupazioni sui prossimi impegni per organizzare la mondiale: il suo intervento suona come sti-

Giancarlo Passini, Angela Francini, Silvio Marelli

molo a continuare ad operare ed anzi, ad accentuare l’impegno per un evento che porrà l’Italia al centro dell’attenzione del mondo cinofilo. E giunge puntuale, precisa e proprio nella direzione di un approccio positivo la risposta del vicepresidente Dino Muto che conferma come la scelta della giuria abbia tenuto conto – ed a questa affermazione sono ampi i consensi della platea - del fatto che la scuola che abilita i giudici italiani è considerata fra le più importanti e addirittura nei primi posti nel mondo e la scelta quindi è logica, obbligata e doverosa anche perché ha un riscontro obiettivo nella stima anche presso gli espositori oltrefrontiera. Ha inoltre aggiunto a proposito della mondiale che per la pubblicizzazione dell’evento l’ENCI avrà uno stand in tante manifestazioni perché non c’è solo la mondiale ma altri significativi confronti. In definitiva se la mondiale è un faro da tener acceso non significa che vadano spente tutte le altre luci: anzi… Infine, ha aggiunto Dino Muto tutto è on line e la FCI si è complimentata per il sito su cui va in onda la prossima avventura

Paolo Spicacci, Sandro Pacioni

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Molti i Soci che hanno affollato l’Assemblea pur non essendo elettiva

mondiale. Interviene poi Angela Ferullo chiedendo un potenziamento del sito che ha per oggetto la mondiale. Cesare Bonasegale inizia il suo intervento palesando “viva soddisfazione” per il lavoro dell’ENCI sul cane sociale aggiungendo che tale opera va incrementata, potenziata ed ancor più pubblicizzata. Subito dopo si complimenta anche sui notevoli progressi raggiunti per il perfezionamento del sistema informatico. Apre poi un interessante questione sulle Associazioni specializzate di razza che hanno al loro interno membri che abitano a grandi distanze e quindi si pongono problemi per riunioni, incontri e dibattiti: a suo avviso

PROVE

2013

Selvaggina Naturale 360 Starne 19 Classiche su quaglie liberate 19 Attitudinali su quaglie 122 Seguita 196 Utilità 325 Cae-1 108 Tana 37 Agility 211 Obedience 36 Spaniel 34 Levrieri 28 Soccorso 36 Traccia 128 Cirnechi dell’Etna 2 Retrievers 16 Mondioring 7 Ovini 8 Lagotto romagnolo 8 TOTALE 1700 sarebbe opportuno organizzare un sistema di tele conferenze (skype) che farebbe risparmiare soldi e renderebbe gli incontri ancor più frequenti e più ampio il dibattito delle idee e delle proposte. Una svolta positiva e moderna che ha trovato consensi. Poi evidenzia un’altra questione interessante sul fatto che la soppressione degli sconti ai soci sulle iscrizioni delle cucciolate abbia limitato le adesioni dei soci collettivi e propone quindi di avere dall’ENCI i nomi dei possessori di cani (ogni Club quelli di riferimento) in maniera tale che le stesse Associazioni specializzate li possano contattare, invitare ai Raduni e coinvolgere in altre iniziative: in questo modo si potrebbero acquisire più soci. Suggerisce il sistema automatico di associazione tramite un programma collaudato in molti altri siti del mondo dove basta autorizzare l’uso delle generalità secondo la legge sulla privacy. A questo proposito il presidente Francesco Balducci si dice pienamente concorde e conferma che l’ENCI ha tentato più volte di affrontare la questione

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senza per ora trovare risposte concrete alla soluzione del problema. Ma presto se ne parlerà nuovamente con il desiderio di giungere ad una soluzione positiva. Serena Donnini fa una serie di proposte operative per allargare gli orizzonti della cinofilia e chiede un concreto rapporto fra ENCI ed Università e lamenta che il corso di laurea per veterinari, ancora oggi non preveda argomenti sulla morfologia dei cani e sui cani in generale. Gianercole Mentasti propone che tutti i giudici vengano muniti o si auto-muniscano di lettore di microchip nel ring in maniera tale che l’assegnazione di un CAC possa essere garantita al soggetto che si sta effettivamente giudicando e propone

anche un kit in cui oltre al lettore di microchip ci sia il cinometro ed il nastro per la misurazione. Ugo Berardi propone la riduzione dell’Iva come per gli agricoltori e la possibilità di avere sul pedigree la comproprietà dei cani. E fa l’esempio dell’acquisto di un cane di valore che potrebbe essere sostenuto dividendo la spesa su due o tre compratori a patto che possa essere registrata anche nel pedigree. L’assemblea si è conclusa con i ringraziamenti del Presidente e l’augurio che l’impegno di tutti possa assicurare il buon esito delle proposte e dei numerosi progetti in corso. Rodolfo Grassi

Stefano Paolantoni (vincitore del Trofeo Cajelli 2013) con Francesco Balducci


Leggenda e attualità della mitica razza napoletana

Il Mastino di Ercole Gli fu compagno in una delle sue imprese. Ricordato da Cesare ha caratteristiche uniche. Come un’opera d’arte

… Molte volte un oggetto o una fotografia ci suggeriscono una serie di avvenimenti o sono per noi un ricordo evocatorio di una determinata circostanza… la prima volta che vidi un Mastino Napoletano mi sembrò che una suggestione simile a quella provata di fronte ad alcune testimonianze del passato si impadronisse di me. Mentre guardavo il cane e ne valutavo le reali ed a noi “contemporanee” funzionalità, forza, carattere, massa, il suo aspetto mi raccontava, o meglio detto, mi aiutava a riandare con il pensiero a storia e leggenda... quando Ercole aprì con la sua clava il cammino che porta al lago d’Averno, nei dintorni di Napoli, presso Cuma, se un cane l’accompagnava solo poteva somigliare al Mastino Napoletano; quell’aura mitica che sembra circondare questo cane, ovunque si trovi, gli conferisce, indubbiamente, un interesse particolare che trovando corrispondenza nelle sue attuali qualità come cane da guardia e difesa non può che accen-

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tuarne il valore....” Abbiamo voluto iniziare questo breve quadro di sintesi sul nostro cane con le parole di uno scrittore Gaetano Carlevaro Persico nel suo testo dal titolo “Uomini e Cani” “pubblicato nel luglio 1969; riteniamo che possono essere specchio reale su questa nostra splendida razza italiana le cui qualità meritano di essere ammirate. Il rilancio di questa razza, andata quasi perduta, parte dal dopoguerra è un frutto di un opera meritoria svolta da parte di tantissimi appassionati che ne hanno consentito la sopravvivenza ed il rilancio nonostante tante avversità e le difficoltà dell’epoca!!

CENNI STORICI La prima immagine, caposaldo storico, che va ricordata è il bassorilevo di Ninive conservato al Britisch Museum di Londra in cui è rappresentato un cane di grande mole e dalla voluminosa testa con una altezza al garrese di circa 80 cm. condotto dal suo proprietario che già esprime la ti-

pologia di questo animale, discendente dall’antico Molosso Tibetano; ma vi sono raffigurazioni anche in Mesopotamia di cani di questa mole posti a guardia degli armenti dagli attacchi delle fiere presenti ,allora, in quel territorio; ma il molosso era ben conosciuto nelle civiltà che albergavano nelle terre del mediterraneo, lo stesso Alessandro Magno era fiero proprietario di due molossi. È molto probabile che il nostro dalla Macedonia e dall’Epiro sia approdato a Roma conosciuto dai romani come fiero combattente e coadiuvante prima dei nemici di Roma e poi, curato ed allevato dalle legioni romane. Anche Giulio Cesare parlava dei “pugnaces britanniae”, come cani di grandissima mole, usati nei combattimenti ,questo darebbe adito alla diffusione dal bacino del mediterraneo, oltre che dall’Epiro, anche in Europa del molossus. La letteratura latina ha più volte parlato del “massatinus” guardiano alla masseria con gli scritti di Virgilio, Varrone e Columella (“De re Rustica”). Visto l’utilizzo da parte dell’esercito romano non è escluso ipotizzare che accom-


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pagnando i legionari nei territori da conquistare o da controllare il molossus si fuse con altre razze locali potendo forse dare origine alle varietà quali il Dogue de Bordeaux, il Mastiff, forse il Rottweiler ecc.. Tornando ai giorni nostri vogliamo molto brevemente ricordare che il nostro Mastino fece la sua comparsa ufficiale nel mondo della cinofilia alla Expò di Napoli del 12/10/1946 tenutasi in quel dopoguerra a Castel dell’Ovo:in quella circostanza furono presentati otto soggetti, grazie all’opera disinteressata di alcuni appassionati quali il Dr. Ruggero Soldati, il Dr. Durante, l’Avv. Pacifico ed altri, tutti padri putativi della razza; giudicava il Dr. Pier Angelo Pesce, che successivamente divenne giudice specialista. A quella esposizione canina era presente lo scrittore ticinese Piero Scanziani, colui che divenne il proprietario del primo Campione Italiano (Guaglione I°, era l’anno 1949, nonché capostipite di una linea storica quello dell’allevamento di Villanova da cui discese la prima linea di sangue ufficiale), grandissimi sono i meriti di questo personaggio, per i soggetti prodotti e per la letteratura che contribuì a diffondere il Mastino Napoletano in Italia, ma accanto a lui altri personaggi nella terra Campana, in Toscana, a Roma all’inizio degli anni ‘50 lavorarono alacremente per il consolidamento della razza, il loro merito è stato altrettanto immenso e duraturo nel tempo consentendo consolidamento, e diffusione ed una corretta selezione, quasi una riscoperta di questa splendida razza millenaria (non potendo ricordarli nominalmente li

accomuniamo ad un ideale abbraccio ed ad un sentito ringraziamento). È giusto e doveroso lasciare alla mirabile penna di Piero Scanziani la descrizione di quel giorno “… Si chiamava Guaglione, v’erano otto cani da presa in quella prima mostra partenopea: alcuni grigi come Bufariello e Zingarella, alcuni neri come Leone e Catariì, Moschella era serpata, solo Guaglione, blu, possente e redivivo. Lo riconobbi all’istante; era uno dei cento che Paolo Emilio il macedonico aveva por-

tato in Roma al suo trionfo:era il gran cane d’Epiro, il figlio degli Assiri, nipote dei Tibetani,era il Molossus…”. Nello scetticismo generale i competenti non afferravano l’importanza di quel giorno, e quell’incontro, stava ufficializzandosi la razza del Mastino Napoletano! Continua Scanziani: “… Invano mostravo loro Guaglione, parlavo del molosso antico, ridacchiavano di me e della mia enfasi:Il più autorevole dei giudici decretò: manca la razza,addirittura manca il cane. La frase pareva vietare ogni rinascita, tuttavia avevo imparato che la vita è imprevedibile e fervida, fuori dalle nostre logiche:ride dei no umani, ride dei sì: la vita talvolta si china a raccogliere proprio chi pareva reietto e ne fa un sovrano. Guaglione divenne patriarca…” E così in quell’autunno post bellico in quella regione d’Italia,dove ha sede la città del sole, iniziò l’avventura che tutt’oggi riconosce in Napoli, la culla del nostro cane. Si ritiene doveroso precisare che la nostra Associazione specializzata di razza, la SAMN, di cui mi onoro di essere il presidente, nasce nel lontano 1949 come SIM (Società Italiana del Mastino) per poi trasformarsi dal 1963 con il nome attuale. Il primo standard di razza fu redatto da Piero Scanziani, successivamente vi fu una versione di Giuseppe Solaro, ma quello più completo fu redatto dal veterinario trevigiano Ruggero Soldati, inizio anni sessanta, sostituito da quello riconosciuto dall’ENCI del Dr. Cajelli, ne seguirono altri ed in vigore quello attuale in attesa di prossime confermate modifiche in sede ufficiale da parte degli Organi nazionali ed internazionali preposti.

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CARATTERISTICHE GENERALI CONSIGLI PRATICI Si tratta di razza appartenente al gruppo 2° della classificazione della FCI ( Federazione Cinologica Internazionale), la testa è unica ed irripetibile nella sua tipicità: volumi e diametri, parallelismo degli assi cranio facciali, rapporto cranio muso, posizione del tartufo, dentatura completa e potenza mascellare, posizione e colore degli occhi, pliche e rughe che con lo sguardo ne de-

terminano l’espressione. Una solida costruzione scheletrica associata ad un tono muscolare notevole con una mobilità articolare valida, il tutto sostenuto da arti potenti sono forieri di un movimento sciolto con la caratteristica di coprire molto terreno per adempiere la sua funzione primitiva; guardiano dei beni e della casa per eccellenza! Come la testa è unica ed irripetibile, la pelle è anch’essa caratteristica: in particolar modo la pelle, nella testa, forma delle rughe che ne determinano l’espressione soprattutto quando il cane è

in attenzione, e nel collo forma la caratteristica giogaia, divisa, con funzione di protezione di questa regione del corpo dagli assalti degli avversari. Si rimanda per motivi di spazio alla lettura completa dello standard vigente sul sito dell’ENCI. Si ribadisce il concetto di un movimento sciolto, favorito da articolazioni ben funzionanti sostenute da un notevole tono muscolare che consentano una resistenza per un attività motoria prolungata ed assicurino una buona spinta. Taglia e mole non devono essere d’impedimento, una stato di buona


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ossificazione, una buona articolarità, accompagnati da una condizione clinica di buona salute favoriscono complessivamente il movimento prolungato dell’animale, migliorandone anche lo stato generale. Scheletri puliti e senza tare, apparato tegumentario senza lesioni croniche, insieme ad una buona condizione cardio respiratoria sono sempre auspicabili. Vedere in movimento prolungato al trotto un Mastino Napoletano è un immagine di potenza e di fierezza da rimanere incantati. Osservarne l’espressione in attenzione

fa venire in mente la frase di Piero Scanziani (vedi “Viaggio intorno al molosso”)…” Occhi non ostili e non gentili, sguardo che non dà e non chiede: rimira…” Non si staccherebbe mai lo sguardo da questa immagine! Lo sguardo del Mastino Napoletano deve essere vivo ed intelligente ma contemporaneamente profondo e serio fornendo l’impressione di autorevolezza e fermezza, insieme all’espressione costituisce quell’ aspetto caratteristico ed arcaico che sembra trasmettere fedeltà e fiducia ricordando la sua presenza accanto all’uomo sulla terra da millenni e millenni rammentandone il legame profondo ed indissolubile. Trattasi di cane da guardia per eccellenza, con grande attaccamento al padrone ed alla casa ed al territorio nel quale vive con le persone appartenenti al nucleo familiare, attento e vigile non consentendo ad estranei di violarne la proprietà e la sicurezza. Sin da cucciolo è necessaria una socializzazione con gli altri cani e le persone, senza isolamento, poche e chiare regole per essere in grado di controllare in ogni momento l’animale ed evitare sorprese spiacevoli, rispettando tali regole avrete a disposizione un amico fidato che vi accompagnerà per tutta la sua esistenza lasciandovi malinconia e nostalgia dopo la sua scomparsa.

Igiene dell’ambiente e cura dell’animale sia per quanto riguarda la crescita, l’alimentazione ed il giusto moto sono regole auree e fondamentali. In un programma di selezione si deve tener sempre presente che nel frutto di un accoppiamento entrano a far parte tutti gli ascendenti del maschio e della femmina, tutti pronti a far sentire il loro peso genetico sia in modo dominante che recessivo: è importante un attento esame dell’albero genealogico dei due cani, evitare consanguineità esasperata perché molto spesso ad una eccessiva tipicità si possono associare tare ereditarie. Non vanno trascurate attività di screening per patologie osteoarticolari, cardiovascolari, e dell’apparato tegumentario, nonché patologie oculari. Una sola ultima considerazione: chi si avvicina per la prima volta a questa razza rimarrà perplesso nel riuscire a comprendere la nostra enfasi nel parlare del Mastino Napoletano, delle sue caratteristiche anatomiche, caratteriali e di profondo attaccamento all’uomo con il quale stabilisce quel legame silenzioso ma di solida dipendenza che si protrae nel corso dell’esistenza, ma una volte conosciutolo, ecco “la malattia del Mastino”, dalla quale non si guarisce, anzi non si può stare senza IL CANE!! Si diventa mastinari tutta la vita…. Francesco Iovane De Falco

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I principali impieghi del Pastore Tedesco

Fra arte e mestiere un corpo normolineo correlato ad una media reattività e, tutti insieme, consentono il vasto utilizzo, grande orgoglio per i suoi allevatori. Oggi la razza è distinta in due varietà, una a “pelo corto” e una a “pelo lungo”, definizioni tuttavia che non rendono appieno le loro differenze poiché non vertono solo sulla lunghezza del pelo quanto sulla lanosità che ricopre diverse regioni, in particolare quella delle orecchie, delle zampe e delle cosce. È giusto sottolineare che il cane da pastore tedesco, innanzi tutto, deve superare un iter selettivo per divenire “cane selezionato”, attributo di eccellenza.

LE MOLTEPLICI ATTIVITÀ

In evidenza nel lavoro e nelle esposizioni. Una selezione sempre più accurata. L’importanza del “grigio”

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cani da pastore con cui fu composta la razza del cane da pastore tedesco provenivano da ambienti spesso isolati da valli che diedero vita a molte selezioni spontanee. Nel 1899 la registrazione genealogica, protetta da un libro chiuso, consentì la valutazione storica per operare un iter selettivo non più in modo occasionale ma sistematico, atto a uniformare i ceppi originali in un’unica razza, raccogliendo da ognuno le migliori doti morfologiche e attitudinali. Le diverse predisposizioni dei cani che

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hanno forgiato la razza resero possibile la poliedricità attitudinale. Proprio per questo motivo, nell’ambito dell’allevamento, si sviluppano selezioni che la rendono più adatta ai vari utilizzi incentivando rivalità tra gli appassionati dimenticando che il successo di ogni settore ha permesso la sua grande diffusione. È importante menzionare la classificazione biologica del cane da pastore tedesco suggerita da Ignazio Barbieri con la quale lo ha definito “cane per antonomasia mesocefalo, mesomorfo con costellazione endrocrina ideale”. Requisiti biologici che si conciliano con una testa armonizzata ad

L’impiego più frequente è la convivenza con la famiglia, dove il cane offre i vantaggi di tutte le sue doti innate. Fedele amico dei suoi componenti, compagno spensierato dei bambini, vigile guardiano e difensore della proprietà, motivo di gioia in qualunque passeggiata col proprio padrone e, quando avviene con la famiglia, il suo innato istinto di conduttore del gregge lo invoglia a riunirla con veloci corse quando qualcuno si stacca dal gruppo. Dopo queste premesse, non mi resta che l’imbarazzo della scelta con quale iniziare a commentare le attività della nostra razza. Ritengo giusto iniziare a commentare il mondo di chi partecipa con passione alle gare di lavoro perché il cane da pastore tedesco è “cane da lavoro”. Le doti di un cane da lavoro, obbedienza, addestrabilità, tempra, coraggio, predatorietà, combattività e fiuto sono certamente


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indispensabili ma, per ottenere eccellenti risultati, è necessario convivere con il proprio cane sin da cucciolo in modo che l’addestramento divenga un momento di divertimento e non di costrizione. L’addestramento agonistico impone la preparazione fisica del cane ma, soprattutto, deve essere inteso a stabilire un ottimo rapporto cane-conduttore. La continuità, la costanza e l’esercitazione sono essenziali ma è anche necessaria la disponibilità di campi idonei, attrezzati e frequentati da figuranti capaci che spesso sono lontani dalla propria abitazione. Queste difficoltà in Germania sono alleviate dalla presenza di oltre un migliaio di campi efficienti che facilitano il successo. I soggetti impiegati nelle prove di lavoro usualmente sono grigio focati perché provengono da ceppi grigi della Turingia i quali, nelle memorie di Walter Rheiche comparse sulla rivista della SV nei primi anni ‘60, erano così descritti “orecchio diritto e colorazione grigia del lupo... come cane da lavoro pieno di nervi, ciò che si tramutava spesso, per i suoi estimatori, in insopportabili cattiverie ed in sfrenata rozzezza...”. Una predisposizione che nel tempo si è diluita pur mantenendo la presenza di maggior tempra e coraggio. Tuttavia spesso anche i soggetti neri o nero-focati ottengono successi perché non è il colore del mantello la sola garanzia del miglior risultato. Il cane da pastore tedesco mostra in queste competizioni una grande attitudine sia nelle prove di fiuto, di obbedienza quanto di coraggio e quando si confronta con altre razze, spesso risulta vincitore. Grandi successi in campo internazionale sono stati ottenuti da molti nostri conduttori che hanno dato spessore a questa magnifica attività. Tra questi ricordo Ezio Roman, Sesto Carmelo, Angelo Taddei, Franco Zappi. Una grande parte dei sostenitori del cane da pastore tedesco è anche costituita dai molti appassionati che partecipano alle esposizioni. La specifica competenza dei giudici invoglia la partecipazione ai Raduni di razza, ma è l’ampiezza dei ring che permette di premiare il dinamismo e la resistenza dei cani che concorrono. Un metodo di giudizio spesso frainteso tanto da essere recepito come un inutile roteare frenetico sollecitato esternamente. Questa valutazione agonistica, aggiunta alle usuali stime, permette di compilare nei Raduni nazionali, ma ancor più nei Campionati, dove la partecipazione può giungere sino ad oltre centinaia di soggetti per classe, una graduatoria nell’ambito di gruppi di soggetti di valore similare, appellandosi alla miglior funzionalità dinamica quale garanzia di integrità fisiologica della razza. Ai critici va concessa una parte di ragione

perché, sovente, l’esposizione degenera agonisticamente travisando le intenzioni originali che dovrebbero premiare i soggetti dotati di uno spontaneo trotto, radente e spazioso che consente di limitare la frequenza dei passi generando un’economica andatura, un tempo indispensabile per la conduzione del gregge di cui era prevalentemente traslatore piuttosto che raggruppatore. Ai Campionati i soggetti, per accedere alla massima qualifica, devono, prima di poter essere sottoposti a giudizio, dar prova di

coraggio. Questa preselezione rende ancor più ansiosa la partecipazione dove un nulla può compromettere tutto. La preparazione dei soggetti in concorso non comporta solo cure estetiche del pelo, ma anche attenzioni per la condizione fisica, muscolare e atletica perché per primeggiare non basta un bell’aspetto ma serve anche un gran fiato e una voglia di correre da condividere con gli ansimanti presentatori. In questa attività sportiva abbiamo avuto l’onore, tra i molti successi, di veder pro-

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clamati in Germania al Campionato Mondiale tra i maschi il Sieger Pakros d’Ulmental, ossia il migliore, e tra le femmine la Siegerin Elly del Seprio, ossia la migliore. Essere presenti e concorrenti ad un Campionato in Germania è un momento magico che, qualunque sia il risultato della competizione, lascia emozioni e ricordi indelebili tanto che alla loro partecipazione è difficile rinunciare. In Germania è possibile conseguire il brevetto per la conduzione del gregge e ogni anno è indetto un Campionato nel quale i cani dimostrano l’abilità nel loro remoto impiego. Sono competizioni entusiasmanti dove si rivive un momento storico della razza, esaltato dai conduttori che partecipano con abiti tipici dei pastori per rendere ancor più reale e suggestiva questa prova. Altri sono gli impieghi nei quali il cane da pastore tedesco si adopra dimostrando sempre le proprie qualità anche se non promosse da impegni agonistici. Tra questi, i diversi tipi ricerca nei quali il cane può al meglio esprimere le sue doti di curiosità, perlustrazione, fiuto e addestrabilità. Esistono, è vero, Campionati e Prove di queste discipline ma è attraverso l’impegno operativo che si gioisce nell’apprezzare il lavoro del cane e l’intesa con il conduttore che difficilmente si realizzano in altre attività agonistiche. Tanto avviene perché il cane non è sotto un preciso controllo ma è lasciato libero di muoversi e, in tal modo, è possibile apprezzare le sue reali capacità. I tipi di ricerca che il cane può fare, e che il cane da pastore tedesco assolve con eccellenza, sono diversi. La ricerca su traccia è l’unica che si effettua seguendo il cane con un lungo guinzaglio, la sua azione è sulla pista lasciata da un disperso conoscendo un punto di partenza. La ricerca è a megaolfatto, ossia col naso a terra, per valutare le emanazioni provenienti dal terreno che sono analizzate come attraverso un microscopio. Altre ricerche sono quelle dei dispersi per i quali non vi è un preciso riferimento di partenza. Un cane o più cani hanno il compito di perlustrare zone molto vaste e la loro indagine è a tele-olfatto che permette di fiutare le possibili emanazioni disperse nell’aria. Con il naso all’insù scrutano nel cono di odore come usassero un telescopio. Quando si avvicinano alla sorgente dell’emanazione tendono a rimettere il naso a terra come seguissero una pista. Nelle ricerche dei sepolti sotto le macerie e sotto le valanghe, il lavoro avviene in zone più circoscritte che invogliano una ricerca prevalentemente a mega-olfatto. Anche in questo impiego il cane da pastore tedesco dimostra le sue molteplici attitudini, fiutando sia a maga-olfatto sia tele-olfatto,

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Pakros d’Ulmental

favorite da una lunga canna nasale, da un buon sviluppo dei seni frontali e dal parallelismo degli assi cranio-facciali. Io ho operato molti anni in questo settore e posso dire di aver raccolto le maggiori soddisfazioni come cinofilo. Esperienze che ogni allevatore dovrebbe fare per poter comprendere quali siano i tanti pregi da mantenere nella razza. Il cane da pastore tedesco partecipa a tutte le prove ludiche promosse dall’obedience e dall’agility e si prodiga anche negli impegni d’ordine quale prezioso cane anti-

droga, così come cane militare ed eroe di campo in tempi passati. La sua fama lo ha reso più volte star cinematografica dove ha raccolto in passato grande affermazione con le gesta di Rin Tin Tin, poi a fianco della bella Virna Lisi in Zanna Bianca ed ora interprete apprezzato delle gesta di Rex, interpretato da più soggetti che hanno tutti ottenuto ugual ottimo risultato. Quindi...tutti insieme per il successo di una grande razza! Piero Alquati


Le iscrizioni al Libro genealogico del 2013

Pastori Tedeschi ancora primi I Rottweiler entrano nella top ten. La classifica delle razze

10 1

9

8 7 6 5

2 3 1 2 3 4 5

RAZZA Pastore Tedesco Setter Inglese Labrador Retriever Golden Retriever Jack Russell Terrier

26.000

23.937

TOTALE 15237 12536 8308 5614 5473

4

RAZZA TOTALE 6 Chihuahua 4334 7 Boxer 3738 8 Cane Corso 3633 9 Segugio Italiano a pelo raso 3403 10 Rottweiler 3381

Pastore Tedesco e Setter Inglese primi nella “top ten” delle razze iscritte nel Libro genealogico dello scorso anno. Vincono per una lunghezza i Pastori Tedeschi consolidando un primato numerico che dura ormai da alcuni anni. I Setter restano solidamente ancorati nella posizione cadetta: preferiti dai cacciatori hanno quella bellezza suggestiva che sta seducendo anche chi abita in città.E poi, oltreché essere belli hanno anche un carattere stupendo. Al terzo posto e non poteva essere altrimenti ecco i Labrador Retriever pacifici e allegri compagni di giochi. Al quarto posto i Golden Retriever scarmigliati e bellissimi superano i Jack Russell Terrier di appena una lunghezza. È questa una classifica per quantità delle singole razze e che non tiene quindi conto di risultati ottenuti nell’agonismo o in altri settori in cui opera la cinofilia. Di sicuro gli italiano si orientano sempre più (anche se hanno un gran cuore per tutti gli animali) verso le razze pure. Segno che l’azione promozionale ENCI ha già raggiunto importanti risultati ma anche conferma dell’alta professionalità degli allevatori italiani.

24.448

25.427

21.000

19.700

16.000

12.952

13.066

12.361

11.000 6.000

2.954

4.084 1.065

1.000 0 GRUPPO 1

GRUPPO 2

GRUPPO 3

GRUPPO 4

GRUPPO 5

GRUPPO 6

GRUPPO 7

GRUPPO 8

GRUPPO 9

GRUPPO 10

29


LIBRO GENE GRUPPO 1 CANE DA PASTORE BELGA BOBTAIL WELSH CORGIE CARDIGAN WELSH CORGI PEMBROKE CANE DA PASTORE DI BEAUCE KOMONDOR PUMI SCHIPPERKEE CANE DA PASTORE SCOZZESE SHETLAND CANE DA PASTORE DI BRIE CANE DA PASTORE DEI PIRENEI CANE DA PASTORE SCOZZESE A PELO LUNGO PASTORE TEDESCO CANE DA PASTORE BERGAMASCO CANE DA PASTORE MAREMMANO ABRUZZESE CANE DA PASTORE OLANDESE MUDI BEARDED COLLIE CANE DA PASTORE CROATO CANE DA PASTORE AUSTRALIANO KELPIE CANE DA PASTORE SCOZZESE A PELO CORTO BORDER COLLIE CANE DA LUPO SAARLOOS SCHAPENDOES CANE DA PASTORE DELLA RUSSIA MERIDIONALE CANE DA LUPO CECOSLOVACCO AUSTRALIAN SHEPHERD PASTORE SVIZZERO BIANCO ROMANIAN MIORITIC SHEPERD DOG BOVARO DELLE FIANDRE AUSTRALIAN CATTLEDOG TOTALE GRUPPO 2 DOBERMANN RIESENSCHNAUZER SCHNAUZER MEDIO ZWERGSCHNAUZER PINSCHER ZWERGPINSCHER AFFENPINSCHER TERRIER NERO RUSSO DOGUE DE BORDEAUX BOXER ROTTWEILER BULLDOG BULLMASTIFF MASTINO NAPOLETANO FILA BRASILEIRO ALANO TOSA MASTIFF DOGO ARGENTINO SHAR PEI BROHOLMER CANE CORSO DOGO CANARIO CANE DA PASTORE DI CIARPLANINA TERRANOVA CANE DI SAN BERNARDO MASTINO SPAGNOLO 30

700 48 3 158 151 8 11 5 201 72 12 518 15237 108 780 21 1 64 5 45 11 2968 11 14 13 1024 1157 324 16 29 222 23937 1751 340 179 697 24 509 3 42 855 3738 3381 1890 454 596 56 1081 20 66 1093 558 4 3633 35 26 596 654 10

MASTINO DEI PIRENEI 92 CANE DA MONTAGNA DEI PIRENEI 93 LEONBERGER 116 CANE DE CASTRO LABOREIRO 5 HOVAWART 222 LANDSEER 21 TIBETAN MASTIFF 108 CANE DA PASTORE DEL CAUCASO 325 CANE DA PASTORE DELL’ANATOLIA 26 CANE DA PASTORE DELL’ASIA CENTRALE 358 BOVARO DEL BERNESE 1675 BOVARO DELL’APPENZELL 38 BOVARO DELL’ENTLEBUCH 7 GRANDE BOVARO SVIZZERO 48 TOTALE 25425 GRUPPO 3 KERRY BLUE TERRIER 34 AIREDALE TERRIER 82 BEDLINGTON TERRIER 18 BORDER TERRIER 7 FOX TERRIER A PELO LISCIO 86 IRISH SOFT-COATED WHEATEN TERRIER 71 LAKELAND TERRIER 68 MANCHESTER TERRIER 17 WELSH TERRIER 43 DEUTSCHER JAGDTERRIER 164 IRISH TERRIER 20 FOX TERRIER A PELO RUVIDO 99 PARSON RUSSELL TERRIER 207 CAIRN TERRIER 25 NORWICH TERRIER 30 SCOTTISH TERRIER 71 SEALYHAM TERRIER 4 WEST HIGHLAND WHITE TERRIER 684 DANDIE DINMONT TERRIER 5 TERRIER BOEMO 1 NORFOLK TERRIER 29 JACK RUSSELL TERRIER 5473 BULL TERRIER INGLESE TAGLIA NORMALE 604 STAFFORDSHIRE BULL TERRIER 974 AMERICAN STAFFORDSHIRE TERRIER 3307 BULL TERRIER INGLESE MINIATURA 191 YORKSHIRE TERRIER 632 AUSTRALIAN SILKY TERRIER 6 TOTALE 12952 GRUPPO 4 BASSOTTI TEDESCHI 2954 TOTALE 2954 GRUPPO 5 SAMOIEDO 221 ALASKAN MALAMUTE 492 SIBERIAN HUSKY 742 CANE DA ORSO DELLA CARELIA 46 LAIKA DELLA SIBERIA OCCIDENTALE 5 LAPINKOIRA 2 LAPINPOROKOIRA - PASTORE FINLANDESE DELLA LAPPONIA 1 SPITZ TEDESCHI 580 VOLPINO ITALIANO 154 CHOW-CHOW 168 AKITA 796 SHIBA 437 EURASIER 13


NEALOGICO SHIKOKU AKITA AMERICANO BASENJI CANAAN DOG PODENCO IBICENCO PODENGO PORTUGUES CIRNECO DELL’ETNA TOTALE GRUPPO 6 GASCON SAINTONGEOIS POITEVIN OTTERHOUND BLOODHOUND CHIEN DE SAINT-UBERT BLACK AND TAN COONHOUND GRIFFON NIVERNAIS BRIQUET GRIFFON VENDEEN ARIEGEOIS PORCELAINE PETIT BLEU DE GASCOGNE GRIFFON BLEU DE GASCOGNE SEGUGI SVIZZERI GRIFFON FAUVE DE BRETAGNE SEGUGIO SERBO SEGUGIO DELL’ISTRIA A PELO RASO SEGUGIO DELL’ISTRIA A PELO DURO SEGUGIO POSAVATZ SEGUGIO ITALIANO A PELO FORTE SEGUGIO TRICOLORE JUGOSLAVO SLOVENSKY KOPOV BEAGLE HARRIER ANGLO FRANCAIS DE PETITE VENERIE SEGUGIO ITALIANO A PELO RASO BASSET BLUE DE GASCOGNE BASSETT FAUVE DE BRETAGNE PETIT BASSET GRIFFON VENDEEN BEAGLE BASSETHOUND SEGUGIO TEDESCO HANNOVERISCHER SCHWEISSHUND BAYERISCHER GEBIRGSSCHWEISSHUND ALPENLAENDISCHE DACHSBRACKE SEGUGIO MAREMMANO SEGUGIO DELL’APPENNINO RHODESIAN RIDGEBACK DALMATA TOTALE GRUPPO 7 BRACCO UNGHERESE A PELO CORTO CANE DA FERMA TEDESCO A PELO DURO WEIMARANER CANE DA FERMA TEDESCO A PELO CORTO BRACCO FRANCESE TIPO PIRENEI BRACCO D’AUVERGNE BRACCO ITALIANO EPAGNEUL BRETON CANE DA FERMA TEDESCO A PELO LUNGO GRIFFONE A PELO DURO (KORTHALS) SPINONE ITALIANO POINTER INGLESE SETTER INGLESE

3 268 54 6 1 1 94 4084 176 7 1 84 1 50 517 614 149 218 293 201 3 5 194 27 61 1010 10 92 93 62 3403 5 29 60 1379 406 1 79 127 483 1876 226 271 148 12361 148 866 1212 2334 103 23 685 3209 5 55 486 2039 12536

SETTER GORDON SETTER IRLANDESE ROSSO SETTER IRLANDESE ROSSO-BIANCO TOTALE GRUPPO 8 GOLDEN RETRIEVER FLAT COATED RETRIEVER LABRADOR RETRIEVER CHESAPEAKE BAY RETRIEVER NOVA SCOTIA DUCK TOLLING RETRIEVER COCKER SPANIEL INGLESE SPANIEL TEDESCO SPRINGER SPANIEL INGLESE WELSH SPRINGER SPANIEL COCKER AMERICANO KOOIKERHONDJE CAO DE AGUA LAGOTTO ROMAGNOLO TOTALE GRUPPO 9 BOULEDOGUE FRANCESE BOSTON TERRIER CARLINO MALTESE BOLOGNESE BICHON A POIL FRISE PICCOLO CANE LEONE BICHON HAVANAIS COTON DE TULEAR BARBONI GRIFFONE DI BRUXELLES GRIFFONE BELGA PICCOLO BRABANTINO CHINESE CRESTED DOG SHIH TZU TIBETAN TERRIER LHASA APSO TIBETAN SPANIEL CHIHUAHUA KING CHARLES SPANIEL CAVALIER KING CHARLES SPANIEL CHIN PECHINESE EPAGNEUL NANO CONTINENTALE RUSSIAN TOY TOTALE GRUPPO 10 BARZOI LEVRIERO AFGANO SALUKI IRISH WOLFHOUND DEERHOUND GREYHOUND WHIPPET SLOUGHI PICCOLO LEVRIERO ITALIANO GALGO ESPANOL AZAWAKH TOTALE TOTALE COMPLESSIVO

255 491 1 24448 5614 122 8308 6 48 2080 37 1721 7 84 6 56 1611 19700 1218 247 869 1461 450 236 4 63 95 1546 26 14 15 93 641 38 119 28 4334 7 1438 31 17 65 11 13066 71 62 83 59 2 49 406 14 288 1 30 1065 139992

Dati riferiti ai soggetti iscritti al Libro genealogico nati dal 1.1.2013 al 31.12.2013

31


Franco Ferrari ci ha lasciato Quando la mattina del 29 Marzo, mi è stata comunicato che il giorno precedente Franco Ferrari era deceduto nel corso di un intervento chirurgico (quasi di routine), la prima reazione è stata quella di stupore e incredulità. Da tempo Franco appariva un po’ affaticato, ma questo non lo dissuadeva dall’ accettare i numerosi inviti a giudicare; d’altro canto era, unitamente a quella per i suoi adorati Dalmata “delle Valli”, la sua grande passione, la sua vita! Anche se con la scomparsa dell’amica Candida Falsina e successivamente del marito Nanni, le occasioni di incontro con il ristretto gruppo di cinofili, tra i quali gli immancabili coniugi Cavalchini, si erano fatte più rare, Franco era sempre disponibile a lunghe chiacchierate telefoniche nel corso delle quali voleva resoconti dettagliati sui cani giudicati, sui conoscenti comuni nonché su qualche benevolo e divertente pettegolezzo! Al di la’ dei momenti felici e di quelli tristi che inevitabilmente caratterizzano il percorso umano di ognuno di noi, Franco è stato un uomo fortunato che ha comunque saputo farsi voler bene e soprattutto ha potuto coltivare la sua grande passione cinofila sia come allevatore che come giudice internazionale all rounder! Nel mio ricordo ti immaginerò nella tua bella casa ai piedi dei colli di Bergamo, mentre orgogliosamente mi mostri l’ultima cucciolata o una nuova rarissima anatra nel laghetto dietro casa. Alberto Marengoni

Il ricordo di Anna Albrigo

Quando le persone speciali se ne vanno lo fanno allo stesso modo in cui sono entrate nella tua vita: in punta di piedi, in silenzio per non disturbare. Così anche tu Franco te ne sei andato, chiudendo piano la porta, lievemente. Sei stato il mio maestro, prima ancora di

vita che di cinofilia, prima di tanti standards mi hai insegnato ad “essere” un giudice. In un mondo dove lucciole si affannano per apparire stelle, tu, rara stella, non disdegnavi di apparire lucciola.

In memoria di Tommaso Cianflone Anche “Tommasino” Cianflone ci ha lasciato. Uno dei grandi interpreti della cinofilia del sud se ne è andato in silenzio ed ora è accanto al suo amico Silvano Sorichetti e a tanti altri grandissimi pilastri della cinofilia del passato. E’ stato, insieme a loro uno dei protagonisti ai bei tempi della Cipollara, di Altamura, di Castelluccio di Norcia e di tante altre pale-

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stre che li ha visti mettere a disposizione la loro passione e competenza cinofila di esperti Giudici. Ci univa una fede cinofila comune e cristallina, quella di una volta, tanto che fino a qualche giorno prima della sua scomparsa ci intrattenevamo piacevolmente per ore al telefono in ricordo dei bei tempi passati. Insieme all’amico Silvano era

sempre ben lieto e disponibile ad impartire consigli necessari ed utili per agevolare la crescita di un giovane che voleva apprendere. Grazie Tommasino, noi cinofili tutti ti siamo grati, per tutto quello che ci hai dato, per quello che ci hai insegnato e per quanto ci hai voluto bene. Sandro Pacioni


Crufts, in quattro giorni 21.614 concorrenti

BANANA BENDER THE GOVERNOR, Australian Cattle Dog, Crufts 6/3/14, BOB, Giudice Jeff Luscott, Allevatore e proprietario: Allev. Banana Bender

Un modello per la Mondiale

Record di presenze con 2.663 stranieri di cui 241 italiani sempre in evidenza. Primi per razze i Golden Retriever (677), fra le tricolori in vetta gli Spinoni (158). Perfetta l’organizzazione

A

nche quest’anno si è tenuta al NEC, l’enorme Centro Sportivo di Birmingham, servito da stazione ferroviaria collegata con tutto il Paese, aeroporto a 10 minuti d’auto, autostrada, tre grandi alberghi vicinissimi, enormi garage coperti e parcheggi, un contorno di alberi, laghetti e collinette con alberi e fiori tipicamente inglesi, per quattro giornate, la più importante parata di cani di pura razza al mondo. Organizzata da un “team” di cinofili, molti volontari, tutti di alta professionalità e competenza in questo campo, coordinati da un comitato eletto ogni quattro anni dal Kennel Club e presieduto dall’impeccabile Mr. Gerald King (il tutto sotto l’occhio vigile e attento dell’inflessibile quanto garbato nei modi Prof. S.P. Dean, da qualche anno ormai consolidato Chairman del Kennel Club). Quattro giorni di festa e di confronto tra la cinofilia inglese ed… il resto del mondo,

42

con prevalenza di giudici britannici ma anche stranieri, sicuramente nomi di grande richiamo internazionale. Sì, perché alcuni anni fa per decisione del Comitato del KC e di Crufts, presieduti rispettivamente dal Chairman dr. Ronnie Irving e dall’ora scomparso Mr. Terry Thorn anche il “very british” e “chiuso” Crufts in contemporanea con l’apertura politica del governo in materia di quarantena, si è aperta alla concorrenza di tutte le Nazioni aderenti alla FCI (inclusa l’immensa Russia), dell’ American Kennel Club, del Canada, dell’Australia e della Cina. Diamo qualche cifra ufficiale. Partecipanti all’ultima edizione nella quattro giorni, complessivamente, 21.614 cani, la grande parte all’Esposizione di tutte le razze, ma una minoranza consistente era rappresentata dai cani da lavoro iscritti alle finali delle prove dei cani da riporto, condotti dai “Gamekeepers”, e alle finali delle prove di Obedience e Agility, (quest’ultime rap-

presentate anche nazioni straniere). Il totale degli iscritti a catalogo, come sopra, ha visto una crescita del 5% rispetto al 2013. Ma, il dato più interessante, anche a mio giudizio, è la crescita quest’anno della partecipazione 25% dei cani iscritti, provenienti dell’estero. Penso possa interessare i lettori della nostra Rivista il dato di questa notizia. I partecipanti stranieri di quest’anno, nonostante la grave crisi economica, sono stati ben 2.663 provenienti da 49 nazioni. Gli espositori-allevatori italiani hanno tenuto ben alta la nostra bandiera, non solo per i buoni risultati qualitativi ottenuti nelle razze, ma anche e soprattutto per la presenza di ben 241 cani iscritti (presumo pochi assenti, tenuto conto del prestigio della manifestazione e anche dei notevoli costi d’iscrizione). Considerando le 49 nazioni estere partecipanti l’Italia è stata battuta solo dalla Francia (310 iscritti), l’Irlanda (303), l’Olanda (258) risultando quarta assoluta.


i nostri

Cani

Anno 60 num. 5 maggio 2014

AKASHA BANANA SPLIT Bassethound Crufts Brimingham 7 marzo 2014 BOB Giudice Ron S. Parker Allevatore Elvira Teresa Secci Proprietario Antonella Bonacossa IL TROVATORE DELLA VAL D’AVETO, Golden Retriever Crufts 9 marzo 2014 1° Classe Limit Allevatore Allev. Della Val d’Aveto Proprietario Salvatore Carboni

Se consideriamo che le tre sopra ricordate nazioni sono assai più vicine al Crufts dell’Italia, il quarto posto conseguito è a dir poco clamoroso ed esaltante per la cinofilia italiana, che va qui pubblicamente apprezzata con grande plauso. La seconda razza più rappresentata a questa edizione è quella dei Labrador Retriever che hanno raggiunto l’incredibile quota di 600. Per la seconda volta consecutiva, un cane nato e allevato in Italia e di proprietà italiana, ha conseguito il migliore di razza, (BOB). È lo stesso cane italiano che lo scorso anno conseguì il prestigioso premio di secondo assoluto dell’Esposizione con il noto giudice-allevatore Mr. Jeoff Corish. La razza più rappresentata è risultata quella dei Golden Retriever (677) , con una crescita del 155% rispetto allo scorso anno! Ma vi sono stati anche inspiegabili crolli nelle iscrizioni: Border Collies (-78%); Beagles (-33%); Leonbergers (-28%); Pembroke Welsh Corgi (-26%); Japanese Spitz (-25%); Pointer (-23%); Old English dog (-22%); Bracchi Tedeschi, Rottveiler e Saluki (-20%). Le Razze Italiane erano così rappresentate: Mastini Napoletani 22; Maremmani 16 (giudicati giovedì 6 marzo rispettivamente nel Working e nel Pastoral Group); Bracco Italiano 54. Spinoni Italiani 158 (giudicati la domenica 8 marzo nel Gundog Group); Piccoli Levrieri Italiani 87, (giudicati il venerdì 7 marzo nel Toy Group). La media dei cani iscritti in ognuna delle quattro giornate, al netto degli assenti, si aggira intorno ai 5.000 cani! La razza più rappresentata nei rispettivi raggruppamenti: Working: Dobermann 217: Pastori: Bearded Collies 356; Terrier: Border Terrier 303 (per inciso la razza allevata anche dal penultimo Chairman Irving e il Prof. Dean, come visto, Chairman del KC!). nei Terrier a mia conoscenza, gli italiani hanno conseguito il BOB nei Kerry Blue e nei Fox Terrier lisci; con ottima concorrenza. Negli Hound i più rappresentati sono stati i Whippet con ben 467 iscritti; nei Toy (più

o meno il nostro 9 Raggruppamento) la razza con più iscrizioni (374) è stata quella dei Cavalier King Charles. I meglio rappresentati nel Gruppo dell’Utility sono i Bulldog, la razza simbolo del Regno Unito, con 257 iscritti; nel Gundog Group, già si è detto sopra (Golden 677). I cataloghi, costosi ma pieni di informazioni, uno per ogni giornata di esposizione, con riportate una serie di notizie interessanti per gli addetti ai lavori e indicazioni importanti per i visitatori paganti (alcune centinaia di migliaia). Numerosissimi, interessanti stand con in offerta, oltre ai mangimi, etc, i prodotti più disparati. Senza contare le decine di ristoranti, i posti di ristoro (anche specifici per i visitatori stranieri), i bar, i numerosi pub, i caffè, le toilette, ampie e assai pulite (periodicamente) da addetti professionali. Il Ring d’Onore, ogni sera, ma specie per la finale di domenica 9 marzo, ha presentato una serie di eventi, spettacoli, premiazioni, indicate in catalogo, rispettate nei tempi al minuto, e riprese in diretta per circa due ore da una TV privata che ha trasmesso il magnifico spettacolo che si svolgeva nella enorme Arena, consentendo così la visione delle finali a molti milioni di spettatori in tutto il pianeta cinofilo. Per la cronaca il Best in Show è stato vinto dal CH. Afterglow Maverick Sabre, Barbone Standard (Owner: Mr J & Mr J & Mrs S Lynn & Stone), al 2° posto il CH. Nikara Diamond Dancer Jw, Samoiedo (Owner: Mrs V & Mrs S A Freer & Smith). L’accesso all’Arena (in un enorme padiglione separato del NEC) era severamente controllato, per giustificati motivi di prevenzione antiterroristica, da polizia e altri addetti ai servizi di controllo in borghese oltre a decine di guardie private in divisa. Si ricordi che tutti i giudici e addetti, per accedere al Ring d’Onore e all’Arena in generale, erano muniti di speciali braccialetti colorati con scambiabili o cedibili, da mostrare ad ogni occorrenza. Nei sette raggruppamenti gli italiani quest’anno, pur presenti in alcuni di essi, non hanno conseguito risultati da classi-

fica. Ma, dice il proverbio, l’importante è partecipare… anche se non si vince (sempre)! I circa 240 cani italiani al Crufts 2014 sono, già l’ho sottolineato, un prezioso patrimonio che, agli occhi del mondo, la cinofilia italiana si è assicurata. Ed ora per finire, mi consentirete un piccolo punto di orgoglio che modestamente penso dia lustro (al di là della mia vicenda personale di allevatore e giudice) alla Scuola Cinotecnica italiana e rinnovi il ricordo e la riconoscenza verso i “grandi maestri” del passato, mai dimenticati. Dopo aver vinto al Crufts nel 1975, con un Fox ruvido in comproprietà con un grande amico prematuramente scomparso, il dr. Giusppe Benelli, nel 2011 ho avuto il grande onore di giudicare il BIS, nel 2012 il Gruppo Terrier e quest’anno prima del BIS, la finale dei quarantasei Gruppi di Allevamento che si contendevano il titolo di miglior gruppo di Allevamento del 2013. Migliore è risultato quello dei Lhasa Apso, veramente eccezionale per omogeneità, qualità, condizione e movimento. Tutto questo avveniva nel grande catino ovale dell’Arena, tra squilli di tromba e un cerimoniale tipicamente britannico, di fronte a decine di migliaia di spettatori che hanno, credetemi, riscaldato l’ambiente già saturo, con forti applausi per questo o quel gruppo che sfilava. Un evviva dunque al Crufts e alla sua magica ineguagliabile atmosfera, alla cinofilia mondiale, ed un augurio di grande successo a quella italiana che il prossimo anno, con enorme impegno di uomini e mezzi, organizzerà nel giugno 2015 l’ Expo Mondiale FCI e l’Internazionale nel grande rinnovato Centro Fieristico di Rho-Milano, richiamando, ci auguriamo, cani da tutto il mondo. Paolo Dondina I soggetti italiani (proprietà e/o allevamento) che abbiano conseguito il 1° posto nella classe d’appartenenza, possono accedere alla rubrica Successi all’Estero. Per la modalità d’invio, consultare il regolamento a p. 52.

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Il trionfo nella sfida iridata Kurzhaar a La Tollara il 28 e 29 marzo La squadra italiana. Al centro con la bandiera il selezionatore Sandro Pacioni. A dx col microfono, Giancarlo Passini

Siamo campioni del mondo Iscritti 43 atleti in rappresentanza di 13 nazioni. Ecco la cronaca di confronti più entusiasmanti d’un un romanzo a puntate. Ottima la regia di Elio Cantone, commovente la collaborazione di tutti

I

l testimone per l’organizzazione del Campionato del Mondo, dalla Serbia passa all’Italia, e se non ci saranno novità spetterà l’anno dopo, il 2015 alla Spagna. L’organizzazione potrebbe sembrare semplice, ma così non è. Ad ottobre si correrà a “La Tollara”, dove si disputeranno anche il Campionato Europeo Epagneul Breton, la Coppa Europa ed il Derby. Comincia così un susseguirsi di colloqui e con Valeria Merighi (referente per il CIEB e che ringrazio ancora), andiamo a Fubine per incontrare Elio Cantone ed il suo staff fra cui Chiappone responsabile della zona. La messa a punto delle tre manifestazione è laboriosa ma si giunge al traguardo con

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grande soddisfazione. Non vuole certo essere un’autocelebrazione, ma i concorrenti sono arrivati trovando accordi per il soggiorno, la ristorazione, gli allenamenti, ed anche due prove di caccia ad un’ora da Fubine per quelli che dal 27 marzo si fermavano fino alla Coppa Europa del 4 aprile. Partenza del programma ai 35 Paesi aderenti al Club Internazionale, intanto il riconfermato selezionatore Sandro Pacioni, che ringrazio ancora, si era messo a disposizione mantenendo il programma stabilito. Il 16 sera mi comunica la squadra. Laky, all. Zanni prop. Moretti S. cond. Scarpecci; Luna propr. Aroldi/Martegani cond. Aroldi; Pradellinensis Pablo propr. Corrao cond, Capelli; Dabò all.Carbone

prop. e cond. Venturelli; Axel all. Tognolo. prop. Elisabetta Biancani Ausiello cond. Patrignani. A chiusura iscrizioni sono 13 i Paesi aderenti: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania, Slovacchia, Serbia, Montenegro, Olanda, Romania, Ukraina, Croazia, Russia (alla fine mancheranno i 2 cani della Russia che è arrivata con un giorno di ritardo). La giuria, dove ci spetta la presidenza, è così composta: Radice, Rago, Pacioni, Passini, Zoran Markovic, H. Lemmer, J. Vargas, P.Bahlke, P.Klun, R.B. Merino, Gapon A. e l’Ing. Vlasak che però non riesce ad arrivare pertanto giudicheranno 3 terne ed una a due che per sorteggio è la mia con il francese Josè Vargas. I Paesi dell’Est che entrano preponderanti


La giuria del Campionato del Mondo Kurzhaar

con soggetti di qualità e tanta bramosia di cinofilia, la giusta curiosità e sovente l’umiltà di ascoltare, chiedere, voler apprendere considerando, “noi italiani”, gli artefici dell’ammodernamento “classico” delle razze, allevatori lungimiranti che i risultati confermano il loro valore a livello internazionale. La macchina è a pieni giri il 27 sera con una bella partecipazione alla cena di apertura. Il 28 mattino il mio benvenuto, gli inni ed applausi alle bandiere, ed il confronto zootecnico comincia sui grani de La Tollara. La ventilazione, quasi inesistente rende a tutti la vita difficile. Nella mia batteria, nei 12 cani ho Pablo e Luna ad altri 5 cani di belle qualità e di eccellente impostazione sul terreno, e per azione e per metodo. Pablo va al richiamo, ma poi si complica la vita. Venera dello Slovacco Takac, al richiamo si mette alla grande, avverte e va in ferma, si disunisce e va a mettere in volo coppia. Vox del croato Stojkovski sta sul terreno con autorità, va a realizzare un eccellente punto su coppia, ma ha qualche sbavatura sul metodo. È comunque 2° Eccellente. Alla grande si presenta Darko dello stesso conduttore, ma a metà turno rincorre lepre senza rispondere prontamente ai richiami. Govinco Del Rade Savic, va a fermare nel lato di Vargas che si confronta a lungo con Rade in quanto ci sono due coppie sul campo... La cerca è quasi sempre al limite del controllo, alla fine è 3° MB.

Luna corre al 10° turno con una discreta calura, in un ampio grano con una depressione delimitata da una insidiosa siepe (fagiani corridori a gogo) e di seguito arato. Recita la nota di primavera, sfoggia le sue qualità di razza, si va a prendere un punto su coppia che risolve perfettamente. Aroldi lega ed è pronto ad uscire dal campo, ma abbiamo fatto solo 4 minuti. Si rilancia nell’arato, dove tiene bene, sale sulla destra a bordo di insidioso argine ferma espressiva, servita parte coppia lunga e ben indicata. Si rilancia e tiene bene per il ritmo e concentrazione: innegabile il CAC. La mia batteria chiude con 8 incontri su coppie e una isolata che viene sfrullata. La Tollara risponde bene, la tranquillità inizia a palesarsi. Alla fine andranno al barrage Laky condotto da Scarpecci e Luna condotta da Aroldi, aggiudicandosi rispettivamente CACIT e R/CACIT. Terna giudicante, Radice, Lemmer, Benjamin Merino R. Degli altri nazionali, Dabò va al richiamo ma senza fortuna. Alla cena di gala tutti presenti, un mio ringraziamento, ricordando la storia del Piemonte, un omaggio di protocollo ai Giudici e via con la Barbera piemontese. Una enorme torta con il logo del Campionato allieta la fine della festa ed addolcisce… tutto. Il secondo giorno ho ancora 5 cani di eccellente livello. Al primo turno Junus V.Himslaiter condotto da Elena Villa. Soggetto che ha eccel-

lente preparazione per dressaggio, buona continuità, bel portamento, cerca che, se pur di buona mentalità, non mantiene il giusto equilibrio nelle aperture ai lati. Ferma, guida ma non risolve. Rilanciato, punta nel vento e va a fermare nella precedente indicazione risolvendo corretto su isolata. Rilanciato dimostra fondo e collegamento: sarà 2° MB.

Italia

PUNTI 31

Belgio

13

Germania

10

Individuale Laky di Salvatore Moretti

È a volta di Rioseco Azul Apache dell’amico Renan, condotto da Quereda. Inizialmente ha un terreno di loglietto alto ed una sciepe che taglia il campo. Dimostra continuità d’azione ed un eccellente adattamento svolgendo una cerca intelligente e redditizia. Va a fermare a bordo di bosco, nulla si palesa, Rilanciato, ferma espressivo e risolve corretto su coppia. Chiude con cerca ampia e ben regolata: vince col 1° Eccellente. Laky, dopo un eccellente punto ad una prestazione autoritaria, non accetta l’indi-

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cazione di Roberto di andare sulla destra, se ne va a fermare sull’estrema sinistra, ma sul suo terreno Roberto mette in volo coppia. Si va fuori. Peccato, dice anche Vargas. Carlita du Clos des Morandes, condotta dalla signora Larrieu, si mette da subito con grande ritmo e tenuta di campo, giusta profondità ed un eccellente collegamento. Il portamento è a tratti in linea ma va considerata la totale assenza di vento. In terreno arato ferma in bella espressione, guida alcuni metri e si disunisce. Rilanciata

Qualche dato statistico: 43 cani iscritti 13 classificati nei 2 giorni (+ 1 CQN) 9 nazioni su 12 hanno classificato cani: - 3 + CQN Italia – 2 Belgio - 2 Germania - 1 Spagna - 1 Romania - 1 Francia - 1 Olanda - 1 Serbia - 1 Croazia.

nel lacet successivo, avverte nella stessa direzione dell’indicazione precedente, ma non riesce a bloccare coppia che parte lunga. Saluto di cortesia, come loro fanno d’abitudine, e sotto un altro. Idolo del Cakic, (corre per Ukraina) parte bene evidenziando bella espressione di razza, buona continuità ed ordine nella cerca. Fila e ferma espressivo, servito, cade anche quella bava di vento esistente e si disunisce, Rilanciato sulla sinistra si porta avanti con giusta profondità ma va a scontrarsi con la coppia che aveva fermato e che si sottraeva di piede. La mia batteria termina con 11 coppie incontrate e 2 utilizzate. Degli altri nazionali nelle altre batterie, Pablo al MB e Dabò al CQN, sempre nel richiamo. Al rientro, trovo l’efficientissima segreteria al lavoro per la classifica finale. Gli inni accompagnano l’incoronazione dei vincitori. Tanta gente alle presentazioni pur essendo giorno feriale, ma il sabato le truppe kurzhaariste si moltiplicano, il senso di aggregazione è palpabile, un grande e bellis-

simo segnale di sportività, kurzhaaristi di ogni regione, dal Trentino A.Adige alla Sicilia, cosa si poteva pretendere di più?? Inequivocabile l’innalzamento medio qualitativo rispetto a pochi anni fa. La globalizzazione ha fortemente accentuato l’interscambio, cani italiani come francesi serbi corrono per Russia,Ukraina ed altri Paesi. I complimenti agli allevatori, ai proprietari che fortunatamente continuano con passione ad investire risorse, ai conduttori che sono parte integrante del nostro tessuto, un grazie anche a coloro che sono rimasti esclusi perché hanno comunque mostrato soggetti di valore da potersi rimettere in gioco. Voglio ringraziare gli amici della delegazione Piemonte che hanno dato il loro contributo e in particolare Valeria Merighi, Domenico Riverso e a famiglia Zerbin. Grazie ancora ad Elio Cantone, dalla sua esperienza abbiamo raccolto la positiva risposta de “La Tollara”, naturalmente con tutti i suoi collaboratori e quanti hanno voluto essere presenti. Giancarlo Passini

Il Barrage


NOTIZIE DAL MONDO

MAPPA CANI E PERSONE

ORGANO UFFICIALE DELL’ENCI Ente Nazionale della Cinofilia Italiana n. 5 maggio 2014 – Anno 60° DIRETTORE RESPONSABILE: Fabrizio Crivellari

STESSE EMOZIONI

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hi ha un animale lo sa, solo che adesso c’è anche il timbro della scienza: il cervello del cane è sensibile come quello umano ai segnali delle emozioni e degli stimoli sociali dall’esterno. È questo il risultato di una ricerca del Mta-Elte Comparative ethology research Group in Ungheria, pubblicata su ‘Current Biology’. Siamo davanti al primo passo verso la comprensione di come sia possibile che gli ‘amici a 4 zampe’ possano essere così straordinariamente bravi ad entrare in sintonia con i sentimenti dei loro proprietari. “I cani e gli esseri umani condividono un ambiente sociale simile - spiega Attila Andics, autore della ricerca - e i nostri risultati suggeriscono che entrambi usano gli stessi meccanismi cerebrali per elabo-

Le classifiche del TOP DOG sono visibili sul sito dell’ENCI

rare le informazioni sociali. Questo può in parte spiegare il successo della comunicazione vocale tra le due specie”. Gli scienziati hanno sottoposto 11 cani e un gruppo di persone a risonanza magnetica, catturando l’attività del cervello mentre i due gruppi ascoltavano quasi 200 suoni emessi da cani e persone, dal pianto di un bambino all’abbaiare giocoso di un cucciolo. Ebbene, le immagini della risonanza mostrano che nelle due specie le aree interessate sono situate in spazi simili. I ricercatori hanno anche osservato sorprendenti analogie nel modo in cui il cervello del cane e quello delle persone elabora suoni carichi di emotività. In entrambe le specie è responsabile di questo processo una zona vicino alla corteccia uditiva primaria, che si “accende” quando il soggetto sente voci o latrati più o meno felici.

Campioni in www.enci.it I campioni sono sul sito ENCI in questo modo si avrà un'informazione più diffusa.

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Ipotesi di albero genealogico realizzato da Arthur Singer per il Life Nature Library. Unione Stampa Periodica Italiana

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A EVOLUTIVA

Lo schema è in linea con le opere di Darwin riportate nell’ “Origine delle Specie”.

I Nostri Cani - maggio 2014  

I Nostri Cani - maggio 2014