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Carattere e doti del Levriero spagnolo

Il Galgo disegnato dal vento Il Levriero spagnolo è uno dei levrieri europei più antichi, anche se l’omologazione dello standard da parte della FCI è abbastanza recente, il 1982. Ma la sua storia parte da molto prima… La presenza di levrieri in Spagna è documentata già in epoca romana e nel IV sec. A.C. troviamo una descrizione esaustiva nel “Cynegaticus” di Flavio Arriano. In seguito si hanno delle notizie della caccia alla lepre tramite levrieri in Spagna in vari testi. Da essi possiamo ricavare che già nel XI secolo in Castiglia la caccia con il levriero era molto in voga e nel XII-XIII secolo c’erano delle leggi che punivano l’uccisione di questi cani, considerati dei fedeli compagni e un insostituibile mezzo per procurarsi della selvaggina. In Spagna questo tipo di caccia ebbe una larghissima diffusione, visto anche i terreni ampi e sconfinati. La lepre iberica, al contrario di quella oltre i Pirenei, ha una taglia inferiore, ma è più resistente e veloce, così gli spagnoli selezionarono un levriero veloce ma con una resistenza eccezionale, capace di inseguire la preda anche

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per più di 2 minuti a una velocità che per la maggior parte del tempo supera i 55km/h. Questo obbiettivo, fu raggiunto anche grazie all’introduzione di Levrieri arabi, arrivati insieme all’invasione moresca. Nel Rinascimento la diffusione del levriero e il suo uso nella caccia, aumentò e, al contrario di altri Paesi europei, la caccia con il levriero era permessa a tutti, non solo ai nobili. Questo orgoglio per il proprio levriero, gli spagnoli non lo ebbero nel ‘900. L’alta borghesia e la nobiltà spagnola, sulla scia dell’inglese Waterloo Cup, volevano organizzare delle gare di caccia basate sulla velocità e spettacolarità e, purtroppo, il levriero spagnolo non era adatto a ciò, essendo un fondista. Così s’importò un gran numero di Greyhound per creare il cosiddetto “anglo-spagnolo”, levriero più veloce del Galgo español, ma incapace di resistere dietro alla lepre spagnola durante le prove di caccia in aperta campagna. In seguito si diffusero i cinodromi, che significarono un guadagno facile per molte persone, poiché un levriero che vinceva po-

Allevato da almeno 3.000 anni, ha pochi ma entusiasti estimatori

teva permettere una buona rendita al suo proprietario, pertanto l’anglo-spagnolo si diffuse ancor di più nelle città spagnole più importanti. Nel 1911 la FCI stava valutando di riconoscere il levriero anglo-spagnolo e in quel periodo non si trovano quasi più notizie del Levriero spagnolo allevato in purezza. In seguito, grazie all’impegno di alcuni cinofili spagnoli, si ricominciò a parlare del Galgo español usato nelle campagne per cacciare la lepre iberica, così nel 1965 la FCI chiese alla RSCE se esisteva o no un levriero spagnolo e fu allora che inizio il vero recupero e riconoscimento. Si andò nelle campagne a cercare le popolazioni di levrieri rimaste incontaminate dal meticciamento con il cugino inglese. E si vide che la caccia con il levriero era ancora ben diffusa e chi selezionava un levriero per la caccia alla lepre, non poteva far altro che selezionare un Galgo español corretto, senza sangue inglese. Al giorno d’oggi, ha uno standard molto esauriente e tecnico, uno standard da lavoro che non lascia adito a dubbi o prefe-

"I Nostri Cani" - marzo 2013  
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Rivista ufficiale ENCI "I Nostri Cani" - marzo 2013