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Anno VI | numero 4 luglio | agosto 2014 ISSN 2283-9356

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Direttore Responsabile Gaspare Vannicola Coordinatore Editoriale Daniela Nasi Redazione Cinzia Bianchi, Dalila Marcotti, Saveria Smerdel, Marco Reina, Eleonora Zoli Progetto grafico e impaginazione Eleonora Zoli grafica@emmev.it EmmeV Service Sas

Comitato Tecnico-Scientifico (cts@lineavita.org) Sig. Michele Marengo, Ing. Stefano Dalla Nora, P.I. Andrea Maccari, P.I. Sebastian Gallmetzer, Geom. Giovanni Buffoli, Sig. Ezio Savojni, Ing. Gaspare Vannicola, Arch. Patrizio Sirtori, Ing. Alberto Pincigher, Sig. Simone Feltracco Comitato Tecnico-Formativo (ctf@lineavita.org) Gaspare Vannicola, Leonardo Bajoni, Marco Bergamaschi, Sebastian Gallmetzer, Alberto Pincigher, Renato Pedrazzini, Raffaele Scorza, Patrizio Sirtori, Mirco Zoppiroli Collaborano con noi Geom. Renato Pedrazzini RSPP e docente corsi di formazione

Contatti Ufficio Marketing Sul nostro sito internet è disponibile il prospetto relativo alle inserzioni pubblicitarie. Per maggiori informazioni: - redazione@emmev.it

Massimo Giubertoni Verifiche Tecniche

Editore EmmeV Serice Sas Tel. 02.36708805 – Fax. 02.36708803 e-mail redazione: redazione@emmev.it

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Dott. Piergiorgio Frasca Studio Frasca Psicologia del lavoro

Ing. Adriano Paolo Bacchetta Coordinatore www.spazioconfinato.it

Marco Bergamaschi Gamesystem Italia

Avv. Maurizio Cilione LML Avvocati, Foro di Milano

Pierpaolo Groppoli Associazione AIESIL

Ing. Mario Romeo Dirigente Salute e Sicurezza - SIA Srl

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Sommario

Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2014

4 7 34

10

| A Bergamo il primo appuntamento per efficientare un milione di case |

13

CondominioExpo

L’editoriale

La tutela della sicurezza | Renato Pedrazzini

L’importanza dei dispositivi di discesa per il soccorso industriale | Marco Bergamaschi

Psicologia del Lavoro | Piergiorgio Frasca

20 Spazio Confinato | Adriano Paolo Bacchetta

44

FerExpo

26 La Parola al Legale | Maurizio Cilione

30

| Seconda edizione per FerExpo |

D.Lgs 81 | Pierpaolo Groppoli

36 Sicurezza elettrica nel condominio | Massimo Giubertoni

Fiera di S. Alessandro 52 | Evento ultracentenario dedicato al mondo rurale |

38 Formazione alla Sicurezza | Mario Romeo

41 La pratica del sommerso | Mario Romeo

46 La valutazione del rischio di esposizione ad agenti biologici | Massimo Granchi, Riccardo Bozzo

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Verifiche Elettriche | Claudio Malaspina

62 La formazione è crescita professionale e personale | Paolo Peretti


L’editoriale Gentili lettrici e gentili lettori, la casa editrice EmmeV, sempre attenta alle questioni riguardanti la sicurezza, vi invita a partecipare alla Fiera dell’agricoltura Sant’Alessandro di Bergamo dal 05 al 07 Settembre 2014 e alla fiera Expo Condominio sempre a Bergamo dal 19 al 20 Settembre 2014, in entrambi i casi in collaborazione con l’Associazione Linea Vita verranno organizzati due convegni sulla sicurezza. In questo numero vorrei focalizzare l’attenzione sulla sicurezza macchine, in quanto sono a volte le cause degli incidenti sul lavoro. La progettazione dei sistemi di comando di una macchina deve essere finalizzata alla riduzione dei rischi conseguenti a comportamenti imprevisti e potenzialmente pericolosi della macchina stessa (avviamento inatteso, variazione incontrollata della velocità, mancato arresto delle parti in movimento, etc.). E i sistemi di comando devono permettere all’operatore di interagire in modo sicuro con la macchina. Per affrontare il tema della sicurezza delle macchine, dal punto di vista dei sistemi di comando, segnalo la pubblicazione realizzata in collaborazione dall’ INAIL Piemonte e il CPT Torino, dal titolo “ Le macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”. Nella pubblicazione si evidenzia che per permettere un interazione sicura con la macchina il progettista deve, ad esempio: • Analizzare sistematicamente le condizioni di avviamento e arresto; • Prevedere misure per specifici modi di funzionamento come il riavviamento dopo l’interruzione del ciclo o dopo l’arresto di emergenza, la visualizzazione delle avarie e le misure per prevenire il comando di avviamento inatteso (comando di avviamento protetto). • Nella progettazione dei sistemi di comando “occorre individuare i parametri di sicurezza all’interno dei quali devono essere limitati i movimenti della macchina come, ad esempio, il raggio d’azione, la velocità, la capacità di carico”. E tali sistemi di comando devono essere progettati “in modo da non essere esclusi dall’avviamento di una fonte di energia interna o esterna alla macchina” e devono funzionare anche “in caso di interruzione o fluttuazione eccessiva di una fonte di energia”, ad esempio permettendo “che le parti di macchinario o pezzi da lavorare e/o carichi sostenuti dallo stesso, restino trattenuti per il tempo necessario ad abbassarli in modo sicuro”. Riguardo ai comandi manuali (attuatori) – che possono assumere svariate forme (pulsanti, leve, maniglie, volantini, pedali, ...) - occorre osservare alcuni “principi di base come quelli ergonomici”; i principi ergonomici prevedono che i comandi siano: • chiaramente visibili, identificabili e correttamente marcati dove necessario; l’identificazione e le marcature devono essere immediatamente comprensibili e inequivocabili utilizzando preferibilmente i pittogrammi rispetto alle indicazioni scritte; • azionabili in modo sicuro, senza esitazione e rapidamente; • con ubicazione, nel caso dei pulsanti, e con movimento, nel caso di leve o volanti, coerente con il loro effetto; • sicuri in modo che il loro azionamento non possa causare un rischio supplementare; • compatibili con l’azione da compiere (corsa e resistenza al funzionamento), anche tenuto conto dell’eventuale uso di dispositivi di protezione individuale (es. guanti, scarpe,cordini,imbrago etc. Si ricorda che la norma tecnica UNI EN ISO 13850 “specifica i requisiti funzionali e i principi di progettazione per la funzione di arresto di emergenza delle macchine, indipendentemente dal tipo di energia utilizzata, applicabili a tutte le macchine ad esclusione di quelle in cui l’arresto di emergenza non ridurrebbe il rischio e alle macchine portatili e a guida manuale”. Si sottolinea inoltre che la funzione di arresto di emergenza “deve essere dominante su tutte le altre funzioni della macchina”. E’ importante prestare attenzione, nell’utilizzo delle macchine, soprattutto se pensiamo all’utilizzo delle PLE sia nell’edilizia e sia nel mondo dell’agricoltura dove la sicurezza è “meno sicura”, visto il maggior numero di incidenti rispetto alla media, e dove la formazione degli operatori è decisiva per l’utilizzo della macchina e sia nella scelta della macchina. Gaspare Vannicola


La nostra missione:

Garantire una Sicurezza che Salva la Vita! L’Associazione Linea Vita è un’Associazione No-Profit che si prefigge lo scopo di divulgare informazioni corrette e fornire formazione adeguata in rispetto alle norme tecniche preposte in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolar modo in difesa degli operatori sottoposti al pericolo di cadute dall’alto durante la loro attività lavorativa. Associazione LineaVita

Sede legale: via Doberdò 22, 20126 Milano Tel. +39 02.89055936 Fax +39 02.89056197 segreteriasoci@lineavita.org www.lineavita.org


L’importanza dei dispositivi di discesa Per il soccorso in ambiente industriale a cura di Marco Bergamaschi Utilizzando i dispositivi “anticaduta” non sempre è possibile comporre dei sistemi in grado di impedire completamente la caduta di un operatore; le norme ammettono infatti che, in situazioni non diversamente risolvibili, l’utilizzatore possa operare in situazioni che gli consentano di subire una caduta, che verrà poi arrestata dal sistema (appunto di arresto-caduta) adottato.

“...in molti casi, per quanto l’intervento possa essere tempestivo, è improbabile che l’operatore sospeso possa essere soccorso in tempi utili...”

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no dei fattori fondamentali da valutare in questa situazione è la modalità di soccorso dell’operatore che rimane sospeso. Egli può infatti andare incontro alla “sindrome da sospensione inerte”, grave problematica dovuta alla mancanza della pompa muscolare data dalle gambe ed alla compressione che i cosciali dell’imbracatura effettuano sugli arti inferiori. Questa sindrome è causa di insufficienza cardiocircolatoria ed ischemia cerebrale che portano alla morte l’operatore sospeso ed è caratterizzata da un tempo di evoluzione molto ridotto: una persona che rimane inerte sospesa ad un imbracatura si trova a rischio di morte già dopo pochi minuti di sospensione. Diventa quindi inammissibile lo svolgimento di attività in quota senza che sia stato preventivamente disposto un piano di emergenza per soccorrere un eventuale operatore sospeso; i lavoratori devono infatti sapere prima come comportarsi se dovesse avvenire la caduta di un collega. Uno degli elementi da considerare in tal senso è proprio il tempo di intervento del soccorso pubblico; in molti casi, per quanto l’intervento possa essere tempestivo, è improbabile che l’operatore sospeso possa essere soccorso in tempi utili. Spesso infatti i lavori in quota vengono svolti in posti isolati o difficilmente raggiungibili (pali, tralicci, gru, impianti, macchinari ecc..), caratteristica che rende più lungo e difficoltoso il soccorso e che si scontra con la sindrome da sospensione, fenomeno la cui evoluzione avviene in pochi minuti. Analizzando le attività di lavoro in quota svolte in ambito industriale emerge che spesso tali operazioni si prestano all’utilizzo di “dispositivi di discesa” per soccorrere l’eventuale operatore sospeso. Questi sono DPI descritti nella norma EN341 che possono ...Continua


La tutela della salute e sicurezza Il piano 2014-2018 della Regione Lombardia a cura di Renato Giovanni Pedrazzini La Regione Lombardia, sul finire del 2013, ha pubblicato il Piano Regionale 2014-2018 per la tutela della sicurezza e salute nei luoghi di lavoro. Sulla base di analoghe iniziative degli anni scorsi, e dei risultati riscontrati, si sono poste le basi e gli obiettivi del nuovo Piano Regionale, anche in vista dell’EXPO 2015.

I

n virtù di tre concreti obiettivi, il Piano si prefigge di adottare strategie di lavoro che vedano il coinvolgimento e la collaborazione di Istituzioni, Aziende, Parti Sociali e Territoriali che si inquadreranno come “Sistema Lombardia”, con un’ottica rivolta alla prevenzione e protezione dei lavoratori che possa stimolare la competitività imprenditoriale e susciti attrattiva internazionale. La tutela della salute e sicurezza sul lavoro è un elemento importante in ogni ambito socio-economico; il Piano Regionale sottolinea questo aspetto attraverso alcune caratteristiche: • innovazione e concretezza, per migliorare le performance di Regione in un contesto di forte cambiamento; sostegno delle imprese nel territorio, per mantenere il tessuto produttivo e attrarre finanziamenti; • trasparenza e correttezza nei procedimenti amministrativi, per ridurre i costi degli adempimenti burocratici a carico delle aziende; • ruolo di traino di Regione rispetto al contesto nazionale. Un Piano che vuole, attraverso la sua caratterizzazione, calarsi e modellarsi nel territorio regionale, valorizzandone le peculiarità. Vuole inoltre determinare opportune tutele dei lavoratori, estendere, attraverso l’iniziativa imprenditoriale, la cultura e l’attenzione all’ambiente e quindi ai cittadini. Un Piano atto a integrare tutte le energie disponibili per un processo virtuoso rivolto a una crescita comune, e a una maggior responsabilità individuale e sociale, per rilanciare progetti di crescita e sviluppo non esclusivamente economico ma anche culturale, nel senso più ampio del termine. Il Piano, con un’ottica di prevenzione, ha l’ambizione di estendere la sua influenza oltre il limite della salute e sicurezza aziendale per accrescere la conoscenza, la consapevolezza a sostegno delle singole responsabilità e contribuire a innalzare il livello professionale...Continua

“...piano atto a integrare tutte le energie disponibili per un processo virtuoso rivolto a una crescita comune...”


Spazio Confinato

Appalti di attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati (D.P.R. 177/2011) Certificazione dei contratti di appalto si o no? a cura di Adriano Paolo Bacchetta Nonostante il tema sia già stato trattato (il Notiziario sulla Sicurezza Nov-Dic 2013), torniamo a occuparci della certificazione dei contratti in ambito DPR 177/2011. Questo perché, a livello nazionale, si registra una sostanziale difformità applicativa di questo istituto, in altre parole ci sono aree dove, per quanto ci viene riferito, è richiesta non solo la certificazione del contratto di subappalto, ma anche (e non si capisce su quali basi giuridiche) anche la certificazione del contratto di appalto principale.

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ominciamo con il ricordare che, nel Decreto, il Legislatore ha deciso di richiamare un istituto che originariamente nasce come adempimento di carattere volontario avente la finalità di consentire l’accertamento della distinzione concreta tra somministrazione di lavoro e appalto, così da ridurre i contenziosi. Ciò premesso alcuni ritengono che quest’adempimento possa contribuire all’eliminazione o riduzione al minimo di rischi in un settore caratterizzato da gravi incidenti, mentre altri pongono invece l’accento sul fatto che, in questi specifici ambienti operativi nei quali non tutto è programmabile con tempi certi (chi può pensare di certificare in anticipo un contratto con un’impresa che deve intervenire per consentire all’appaltatrice principale di intervenire a seguito di un guasto con conseguente fermo impianto – ad esempio guasto di pompa immersa in un impianto di trattamento reflui con necessità di accesso all’interno della vasca in cui è installata previa bonifica della stessa) ...Continua


II parte | L’apporto dell’operatore umano all’affidabilità di un sistema produttivo a cura di Piergiorgio Frasca Come si è cercato di dimostrare nella prima parte dell’articolo, la condizione di massima sicurezza nel funzionamento di un sistema produttivo uomo-macchina-ambiente è raggiungibile nel momento in cui le relazioni tra i tre elementi sono in perfetto equilibrio. Questa condizione non si realizza in modo naturale, ma va ricercata e creata continuamente. Un sistema abbandonato a se stesso, tende infatti a massimizzare il proprio livello di rischio.

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ffinché la condizione di equilibrio si sviluppi e si mantenga nel tempo è necessario che gli apporti di ciascun componente del sistema diano luogo a interazioni affidabili. Tutto questo si riflette inevitabilmente sul ruolo rivestito dalla componente umana nel sistema produttivo, tradizionalmente ritenuta l’elemento debole del sistema, in quanto poco affidabile a causa del verificarsi di errori e di comportamenti non sicuri. Per un certo tempo l’ipotesi che è stata percorsa è stata quella di restringere l’inaffidabilità del soggetto umano incanalandone l’azione tramite schemi e procedure di lavoro molto rigide, così da eliminare o ridurre drasticamente l’apporto della “creatività soggettiva”. I risultati di questo approccio sono stati deludenti. Tuttavia questa tendenza si è andata ulteriormente accentuando con l’evoluzione tecnologica e organizzativa, che ha puntato sempre più verso impianti in grado di autoregolarsi e indirizzando l’uomo verso compiti di sorveglianza e controllo che richiedono applicazione mentale e ragionamento, mentre i compiti che richiedono risposte predefinite e programmabili in anticipo vengono oggi gestiti mediante calcolatori. Il ruolo dell’operatore umano è stato perciò sempre più indirizzato a compiti di sorveglianza e di regolazione del funzionamento dei dispositivi, intervenendo solo allorché fosse necessario apportare delle correzioni o in caso di emergenza. ...Continua

Psicologia del Lavoro

Sicurezza e benessere nelle organizzazioni lavorative


La Parola al Legale

La responsabilità del datore di lavoro Sicurezza nei cantieri ferroviari. a cura di Maurizio Cilione, LML Avvocati Associati Torniamo, ancora una volta, ad occuparci di responsabilità legata al delicato mondo chiamato “cantiere” citando la Sent. Cass. Pen. n.10898 del 6 marzo 2014 ove la Suprema Corte è chiamata ad individuare la responsabilità della morte di un operaio, fulminato mentre eseguiva lavori in un tunnel ferroviario.

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ell’occasione i giudici di legittimità ribadiscono che la normativa che attiene al delicato tema della sicurezza del lavoro, in particolare nell’ambito di attività svolte in un cantiere edile, individua diverse posizioni garanzia, la principale delle quali certamente riguarda il datore di lavoro, che organizza e gestisce l’esecuzione dell’opera, e sul quale anzitutto grava l’obbligo di intervenire, attraverso l’adozione di adeguate misure di protezione e prevenzione, affinché l’attività dei dipendenti si svolga in sicurezza e sia garantita l’incolumità fisica e la salute degli stessi. È noto che tra i principali compiti che la legge gli affida vi è quello di redigere il piano operativo di sicurezza, attraverso il quale egli, dopo un’approfondita valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con riferimento alla natura dell’attività aziendale, deve elaborare e predisporre adeguate misure di prevenzione e protezione, idonee a garantire la sicurezza e l’incolumità dei dipendenti. ...Continua


D.Lgs 81 - Analisi - Approfondimenti - News

La responsabilità patrimoniale delle società Il difficile cammino del D.Lvo 231 del 2001. a cura di Pierpaolo Groppoli, AIESIL L’8 giugno 2001 entra in vigore il Decreto Legislativo n. 231, sul tema della “Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche”. Sulla carta il provvedimento legislativo è “rivoluzionario”. Per la prima volta nel sistema legislativo italiano è prevista, oltre alla responsabilità personale di chi commette un reato, anche la possibilità da parte dello Stato, tramite la magistratura, di “aggredire” il patrimonio delle Aziende nel caso in cui i dirigenti e/o gli impiegati abbiano commesso una condotta illecita nell’interesse o a favore della propria azienda. Un formidabile strumento per colpire la criminalità economica sempre più pervasiva e salvaguardare la corretta concorrenza tra gli operatori economici.

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l Decreto, che ha visto importanti aggiornamenti in questi anni, si applica a tutti i settori merceologici e a tutte le forme giuridiche di società, indipendentemente dalle dimensioni e dal fatturato, ed anche alle associazioni prive di personalità giuridica. La prima parte dello schema del Decreto 231/2001 è semplice: se soggetti “qualificati”, cioè aventi un rapporto di lavoro o collaborazione con una società, commettono uno dei reati previsti dal Decreto, nell’interesse o a favore della stessa, la Società potrà subire una sanzione pecuniaria da un minimo di € 25.800,00 ad un massimo di € 1.549.000,00 e nei casi più gravi anche sanzioni interdittive, della durata da 3 mesi a 2 anni, come l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la revoca o sospensione di autorizzazioni, licenzeL’assoluta novità per il sistema italiano è che per la prima volta, in caso di commissione di un ...Continua


Formazione alla Sicurezza

Testo Unico Antincendio Norme di prevenzione incendi generali e semplificate. a cura di Mario Romeo, UIL Dipartimento Salute e Sicurezza Il Ministero dell’Interno ha presentato il documento preliminare che sarà alla base dell’emanazione di un futuro “Testo Unico” della prevenzione incendi, ambizioso progetto con l’obiettivo di inquadrare in un unico testo organico e sistematico le disposizioni di prevenzione incendi applicabili a tutte le attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco, fornendo strumenti di progettazione semplici, versatili ed accettati a livello internazionale, in grado di individuare le soluzioni tecniche necessarie.

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on l’emanazione del DPR n. 151/2011, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco ha avviato il processo di rinnovamento e di semplificazione dei procedimenti amministrativi di prevenzione incendi per le attività soggette al controllo del Corpo stesso. L’obiettivo di semplificazione, coniugato all’esigenza di assicurare tempi più rapidi per l’avvio delle attività produttive, senza ridurne nel contempo il livello di sicurezza, ha comportato il trasferimento di parte dei controlli antincendio - ex ante - dal Corpo nazionale ai professionisti antincendio esperti del settore, consentendo di impiegare più efficacemente le risorse nelle verifiche - ex post - successive all’avvio dell’esercizio. ...Continua


La valutazione del rischio di esposizione ad agenti biologici a cura di Massimo Granchi e Riccardo Bozzo Per rischio biologico si intende la probabilità che un individuo entri in contatto con un organismo patogeno, si infetti e contragga una malattia. Questo tipo di rischio, indipendentemente dall’attività svolta in azienda, deve essere considerato dal Datore di Lavoro tramite una valutazione dei rischio formalizzata.

“Il Titolo X funge da base di partenza per eseguire una valutazione nelle attività che non hanno la manipolazione di agenti biologici come scopo principale ...”

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l rischio è potenzialmente sempre presente in tutti gli ambienti di vita e di lavoro, e il Testo Unico D.Lgs. 81/2008 vi dedica un intero titolo, il Titolo X Esposizione ad agenti biologici. Sebbene il titolo in sé tratti in particolare le metodologie di lavoro in un ambiente nel quale si manipolino agenti biologici, come ad esempio un laboratorio di ricerca o una struttura sanitaria, esso funge da base di partenza per eseguire una valutazione di questo aspetto nelle altre attività lavorative, ovvero nelle attività che non hanno la manipolazione di questi agenti come scopo principale, ma che in alcuni tipi di lavorazioni possono esporre i propri lavoratori a rischi di contatto con agenti biologici. È questo il caso di chi compie, ad esempio, attività di sanificazione, spurgo di sistemi fognari, accesso in aree remote dell’azienda e con livelli di igiene minimi non garantiti, trattamento e stoccaggio di rifiuti ...Continua


Verifiche Elettriche

Impianti elettrici Obblighi di legge e manutenzione a cura di Claudio Malaspina, Ocert Srl Che cosa deve fare il datore di lavoro o un suo preposto per ottemperare a quanto previsto dalla normativa in materia di impianti elettrici?

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he cosa deve fare il datore di lavoro o un suo preposto per ottemperare a quanto previsto dalla normativa in materia di impianti elettrici? Com’è noto, ogni fabbricato dotato di un impianto elettrico deve soddisfare le disposizioni previste dal D.M. 37/2008 e dal D.P.R. 462/2001. Questa normativa prevede che, per impianti con potenza superiore ai 6kW, venga effettuato il progetto dell’impianto elettrico e successivamente la sua messa in opera con il conseguente rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore. Inoltre, per i luoghi di lavoro ove sono occupati lavoratori dipendenti o a questi equiparati, vi è l’obbligo di denuncia all’INAIL e all’ARPA mediante trasmissione agli stessi della dichiarazione di conformità. L’INAIL può eseguire a campione la prima verifica periodica. A questo punto il datore di lavoro diventa responsabile dell’impianto elettrico. Deve infatti provvedere a far eseguire sia la manutenzione ordinaria che le verifiche previste dal D.P.R. 462/2001 che avranno periodicità biennale, nel caso in cui l’immobile sia soggetto al certificato di prevenzione incendi (CPI) o nel caso di cantieri edili, locali ad uso medico o ambienti con rischio di esplosione, quinquennale nei casi restanti. Queste verifiche possono essere effettuate sia da personale ASL/ARPA che da personale abilitato facente parte di organismi autorizzati dal Ministero dello Sviluppo Economico. In fase di verifica occorre produrre il progetto dell’impianto elettrico, ove previsto, la dichiarazione di conformità ed i verbali delle eventuali verifiche periodiche precedenti. È consigliabile fornire assistenza all’ispettore affiancandogli un elettricista che conosca bene l’impianto, sia per rendere più veloce la verifica sia per evitare ...Continua


SCIENZE E TECNOLOGIE PER COSTRUIRE CITTÀ E TERRITORIO 5 aree tematiche , 35 lezioni

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• > Tutela e sicurezza del territorio • > Sicurezza del patrimonio edilizio • > Progettare e Costruire Sostenibile • > Riqualificazione Urbana • > Innovazione nella progettazione

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| pag. 43 |

FerExpo | pag. 5 |

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Servizi Isacchi | pag. 53 |

Fiera di Sant’Alessandro

| pag. 17 |

Ghisi Andrea IL PRIMO SISTEMA | pag. 19 | ANTICADUTA CON

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Novital

>> Noleggio piattaforme per lavoro aereo con o senza operatore >> Formazione operatori secondo normativa vigente

| pag. 33 |

CondominioExpo | pag. 35 | Organismo autorizzato dal Ministero delle Attività Produttive ai sensi del DPR 462/01 con D.M. del 23 giugno 2005 – GU n. 155 del 06-07-2005 e successivo del 21 Giugno 2010 GU n.166 del 19 Luglio 2010

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Sedicesimo Luglio Agosto 2014  
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