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Anno VII | numero 4 luglio | agosto 2015 ISSN 2283-9356

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Maurizio Cilione LML Avvocati Associati

Massimo Granchi Christian Trinastich MTM Consulting

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2 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015


Sommario

Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

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Le eccellenze agroalimentari protagoniste alla Fiera di Sant’alessandro

Alla Fiera di Sant’Alessandro di Bergamo tornano le eccellenze dell’agro-alimentare “Made in Italy” che tutto il mondo ci invidia

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L’editoriale

5 Aifes al Festival del Lavoro 2015 | Antonio Scolletta Anpit e l’Italia che riparte | Redazione AIFES KHC risolve problem | Redazione AIFES Recupero e smaltimento rifiuti derivanti dalle attività di costruzione e demolizione | Redazione AIFES I lavoratori stagionali | Fabrizio Bottini

18 Antincendio | Fernando Cordella

20 Piattaforme PLE | IPAF Italia

24 La Parola al Legale | Maurizio Cilione

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Il nuovo format SAIE Smart House insieme a SIE

SAIE 2015 a BolognaFiere dal 14 al 17 ottobre

Spazio Confinato | Adriano Paolo Bacchetta

36 Psicologia del Lavoro | Piergiorgio Frasca

40 Medicina del Lavoro | Giovanna Pirana

46 Verifiche Impianti | Luigi Cucchiararo

54 Sicurezza Macchine | Massimo Granchi, Christian Trinastich

58 Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro | Mario Romeo

62 Il braccio dell’escavatore idraulico | Paolo Peretti

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L’Editoriale «Success is no accident» Aifes, come soggetto formatore e associazione, alza la voce con “Il Notiziario sulla Sicurezza” A.I.F.E.S. e “Il Notiziario sulla Sicurezza” lavorano insieme per un obiettivo: zero infortuni sul lavoro. Obiettivo che, a nostro parere, può essere raggiunto con l’impegno e la continuità delle proprie azioni, con i Centri di Alta formazione sull’intero territorio nazionale, con la partecipazione attiva nelle più importanti occasioni di dibattito e di incontro e nella convinzione che la “formazione” è l’unico strumento di prevenzione e protezione che deve e può agire per l’eliminazione del rischio residuo connesso all’attività lavorativa. La formazione è un prezioso strumento di tutela del lavoratore e gli operatori che operano nel settore devono, per questo motivo, agire con consapevolezza del proprio ruolo e con grande senso di responsabilità. Grazie anche alla spinta delle nuove normative, negli ultimi anni si sono consolidate conoscenze più precise sui rischi lavorativi e si sono attuate concrete misure di prevenzione tali da ridurre gli infortuni sul lavoro. In particolare sono diminuiti gli infortuni dovuti ai tradizionali fattori di rischio quali l’insicurezza e la pericolosità dei luoghi di lavoro, delle macchine e degli impianti soprattutto nella grande industria e nei settori produttivi storicamente più colpiti dal fenomeno. Cosa allora rimane carente? Riteniamo che il punto di fragilità risieda nel poco investimento sul tema etico dell’“educazione alla cultura della sicurezza”, nella sensibilizzazione dei datori di lavoro sul tema che vede la formazione come strumento principe per l’eliminazione degli infortuni in azienda e per la crescita produttiva dell’azienda stessa, che vede la formazione come investimento e non come costo; poco si investe nell’educazione dei lavoratori alla conoscenza concreta dei rischi connessi alle proprie mansioni. La fragilità di tutto il sistema della sicurezza sta nel poco interesse verso il “valore formazione”: una formazione efficiente ed efficacie non può che essere intrisa del valore della “sostenibilità”. A.I.F.E.S. ha partecipato al festival del Lavoro tenutosi a Palermo organizzando un importante seminario proprio sul tema della “sostenibilità dell’azione formativa: tra efficacia ed economicità”, e un’edizione straordinaria del Notiziario che si è vestito di Aifes. Una formazione sostenibile si caratterizza perché produce un miglioramento qualitativo attraverso l’azione congiunta di un fattore economico (utilizzo delle risorse), ambientale (disponibilità contestuale delle risorse) e sociale (ricaduta sui gruppi umani). La formazione sotto il marchio A.I.F.E.S. corrisponde a questo criterio: “economicamente valida, tecnologicamente appropriata e socialmente accettabile”. A.I.F.E.S. promuove l’educazione alla sicurezza, la formazione on the job, l’utilizzo della tecnologia (ove possibile) in termini di risparmio per le aziende che vivono un momento critico, la formazione efficace e di qualità, contestualizzata alle effettive esigenze aziendali. Lavoriamo insieme con grande orgoglio perché crediamo nell’immenso potere dello strumento formazione quale fattore etico e dirimente rispetto ai comportamenti pericolosi o alla scarsa attenzione. Arianna De Paolis Presidente AIFES Gaspare Vannicola Direttore Responsabile “Il Notiziario sulla Sicurezza”

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Aifes al Festival del Lavoro 2015 Il valore aggiunto della formazione di qualità a cura di

Antonio Scolletta

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al 25 al 27 giugno 2015 si è svolto a Palermo l’annuale “Festival del Lavoro”, organizzato dall’associazione dei Consulenti del Lavoro. AIFES era presente con un proprio stand e, nell’ambito delle sessioni di approfondimento che si sono succedute nel corso di questa interessante kermesse, ha organizzato un workshop sulla “Sostenibilità della formazione in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, tra efficacia ed economicità”, che ha richiamato un nutrito pubblico di addetti ai lavori, tra i quali moltissimi consulenti del lavoro accorsi a Palermo da ogni parte d’Italia. Lungi dal rappresentare un momento di banale autopromozione, l’incontro è servito a chiarire la natura dei diversi “punti di vista”, rappresentati rispettivamente dal Segretario Confederale della Cisal, Fulvio Di Gregorio, e dal Presidente di Aniem, Ninni D’Aguanno, una delle maggiori associazioni di datori di lavoro nel settore delle costruzioni, con cui AIFES ha recentemente siglato un importante protocollo di collaborazione.

“L’incontro è servito a chiarire la natura dei diversi “punti di vista” con cui AIFES ha recentemente siglato un importante protocollo di collaborazione.” Presenti anche Paolo Varesi, nella sua qualità di componente della Commissione permanente sulla sicurezza nei luoghi di lavoro istituita presso il Ministero del Lavoro, Arianna De Paolis e Giuseppe Monaco, rispettivamente Presidente Nazionale Aifes e Aifes Regione Sicilia, e Gabriele Amato, nella sua “doppia” veste di Rappresentante di Sicurezza Lab srl e Presidente di Aifes Palermo. La domanda intrinsecamente deducibile dai diversi interessi in campo, primo fra tutti quello della salute dei lavoratori, aleggiava quasi a mezz’aria nella splendida...Continua

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Anpit e l’Italia che riparte. I nostri contratti di lavoro avvicinano imprese e lavoratori Intervista al Dott. Federico Iadicicco, Presidente Anpit a cura della

Redazione AIFES

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poche settimane dall’accordo che ha visto Aifes ed Anpit, sottoscrivere un’importantissima affiliazione, che consentirà ad Aifes di avvalersi degli effetti dei numerosi Ccnl sottoscritti da Anpit e quest’ultima, di poter utilizzare una qualificata rete di centri di alta formazione che diventeranno importanti l’unti di riferimento anche per l’attività sindacale promossa da Anpit, ospitiamo una breve intervista al Presidente Anpit, Federico Iadicicco, con l’obiettivo di far conoscere meglio questa importate realtà datoriale i cui Ccnl trovano sempre maggiore consenso sia tra i datori di lavoro sia tra i lavoratori che ne riconoscono il valore sociale ed economico, soprattutto in questa delicata fase dell’economia italiana Federico Iadicicco, nato a Roma il 6 novembre 1974, sposato con un figlio, si è laureato in Economia e Commercio alla Sapienza di Roma ed ha conseguito un master a Roma 3 in “Globalizzazione dei mercati e tutela dei consumatori”. Egli svolge in prima linea il ruolo di Presidente dell’ANPIT, Associazione Nazionale per l’Industria ed il Terziario, ma in parallelo si occupa anche di gestione delle risorse umane ed, infine, è il responsabile commerciale, nonché socio, dell’Azienda Vinicola “Terre del Cesanese”, al Piglio nel Lazio.

A chi spetta la scelta del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro? Il CCNL secondo il nostro ordinamento giuridico è un Contratto di natura privatistica privo pertanto di efficacia erga omnes. Secondo giurisprudenza consolidata, la scelta del Contratto Collettivo di Lavoro da applicare è lasciata al datore di lavoro, quale conse-

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guenza della sua adesione all’Associazione datoriale stipulante che l’ha sottoscritto, con obbligo di attenersi in toto alla sua normativa.

Cosa risponde a chi sostiene che i Contratti colAnpit-Cisal siano illegittimi e non applicabili? lettivi nazionali

I Contratti sottoscritti tra le diverse Associazioni Datoriali e la CISAL garantiscono il pieno rispetto dei principi costituzionali (art. 36) e sono regolarmente depositati presso il Ministero del Lavoro e pubblicati dal CNEL, trovando ampia diffusione e applicazione in Italia. Inoltre, essendo le Associazioni Datoriali che sottoscrivono il CCNL e la CISAL presenti, con le loro Federazioni, su tutto il territorio nazionale, rispondono ai criteri giurisprudenziali di “organizzazioni datoriali e sindacali maggiormente e comparativamente rappresentative”.

“I Contratti sottoscritti tra le diverse Associazioni Datoriali e la CISAL garantiscono il pieno rispetto dei principi costituzionali” Cosa deve fare il datore di lavoro per “passare”

ai vostri Contratti?

Per prima cosa, dovrà aderire ad un’Associazione Datoriale sottoscrittrici il CCNL. Poi, se il precedente CCNL è scaduto o in scadenza, il datore di lavoro nel passaggio dovrà mantenere al lavoratore la parte economica-retributiva, avendo cura di inquadrare i dipendenti ...Continua


KHC risolve problemi alle Persone ed alle Aziende Intervista all’Ing. Angelo Freni sulla KHC - Know How Certification a cura della

Redazione AIFES

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oma – In compagnia dell’Ing. Angelo Freni, responsabile degli Schemi di certificazione KHC e Presidente dell’Associazione UNIQUALITY, parliamo di KHC, Know How Certification, un Organismo di Certificazione che da tredici anni è operativo in Italia per la Certificazione in ambiti strategici per il Sistema Paese, come la Safety, la Security, l’Energy, la Quality, la Privacy e l’Environment.

Ing. Freni, cosa rende particolare l’attività dell’En-

te di Certificazione?

Indubbiamente la capacità di risolvere problemi alle Persone ed alle Aziende.

Ma in che modo l’attività dell’Ente di Certifica-

zione risolve problemi alle Persone?

KHC è un Organismo di Certificazione che certifica le Persone (Professionisti) in conformità alla norma UNI EN ISO/IEC 17024, come indicato nella Legge 4/2013, anche sotto accreditamento ACCREDIA.

Ma quali sono questi Professionisti?

Pensate alle figure dell’RSPP o del Formatore della Sicurezza (FSL); o alle altre le figure previste dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. (es. Medico Competente); o a quelle figure previste dalla norma sui Sistemi di Gestione per la Sicurezza BS OHSAS 18001 (Auditor e Lead Auditor Sicurezza); o i Security Manager, con i riferimenti aggiuntivi del Decreto del Capo della Polizia del 24 febbraio 2015. Ed ancora, nell’ambito dell’Energia, KHC certifica gli Esperti in Gestione dell’Energia (EGE), figure professionali che operano in un ambito molto regolamentato da parte...Continua

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I lavoratori stagionali Applicabilità del D.lgs 81/08 e s.m.i. a cura di Fabrizio Bottini - Docente in legislazione prevenzionale comparata. Direttore Nazionale Ufficio Giuridico AIFES

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’avvento della bella stagione porta, gli operatori del settore, ad interrogarsi su quale siano le tutele da realizzare per i lavoratori cosiddetti stagionali. Come possiamo applicare le disposizioni in esame a coloro che sono connotati da una estemporaneità nella esecuzione del loro lavoro? Cosa si intende per lavoratore stagionale? Come ampiamente risaputo, le vigenti disposizioni prevenzionali, si applicano in maniera universale a tutti i lavoratori, a tutti i rischi lavoratori ed a tutti i settori lavorativi. Questo implica da parte del Datore di lavoro una attenzione maggiore nei confronti di quelle forme contrattuali caratterizzate da una estemporaneità dello svolgimento della prestazione lavorativa. Prestazione lavorativa che deve essere oggetto, ovviamente, di accurata ed attenta valutazione del rischio tenuto conto, però, della specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione richiesta. Tale principio è sancito e richiamato all’interno dell’art. 28, comma 1. La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicu-

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rezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. Ma come adoperarsi nella massima tutela prevenzionale nei confronti dei richiamati lavoratori stagionali? La risposta arriva dal DM 27.03.2013 (G.U. n. 86 del 12 aprile 2013). Attraverso detto provvedimento il Ministero ha fornito una importante specificazione su chi possa essere considerato come tale. “Tutti coloro svolgano la loro attività, presso la stessa azienda, un numero di giornate non superiori a cinquanta nell’arco dell’anno.” Unica condizione è che le lavorazioni siano generiche e semplici e non richiedano specifici requisiti professionali. Questa ultima definizione lascia perplessi perché la generalità del contenuto è tale che potrebbe...Continua


Il recupero e lo smaltimento dei rifiuti derivanti dalle attività di costruzione e demolizione Cosa fare quand’è possibile riutilizzarli e/o riciclarli e cosa fare quando occorre smaltirli a cura della

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Redazione AIFES

el settore edilizio, il recupero della massima quantità e con la migliore qualità possibile di rifiuti dipende dall’adozione di prassi di demolizione di tipo selettivo, che consentano la separazione dei materiali di risulta in frazioni omogenee, al fine di favorirne la valorizzazione in termini di recupero e di ridurre le quantità da smaltire in discarica. I rifiuti da costruzione e demolizione possono essere suddivisi in tre categorie generali: _La frazione riutilizzabile: costituita da quegli elementi che possono essere riportati alla loro forma precedente e riconvertiti direttamente alla loro funzione originale. _La frazione riciclabile: costituita dagli scarti ricicla-

bili. Il riciclaggio del materiale concerne soprattutto la frazione litoide, (non sono esclusi legno non trattato e metalli). A differenza della frazione riutilizzabile, questa frazione non ha conservato né la forma né la funzione originarie. _La frazione inutilizzabile: costituita dai componenti indesiderati presenti nel materiale da riciclare o dalle frazioni che contengono inquinanti, da conferire in discarica o trattare separatamente. In base alle diverse tipologie di rifiuti derivanti dalle attività di costruzione e demolizione di edifici e infrastrutture può essere fatta un’ulteriore classificazione: i rifiuti delle operazioni di costruzione...Continua

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Antincendio A cura di Fernando Cordella - Segretario Nazionale UGL Vigili del Fuoco

Il decreto di Recepimento Direttiva 2012/18/UE In arrivo il decreto relativo al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose

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in fase finale l’iter parlamentare di recepimento della Direttiva detta “Seveso III”, slittato di alcuni giorni per la sua definitiva approvazione. La sua entrata in vigore era prevista il 1 giugno 2015 anche in coincidenza con l’entrata a regime del Regolamento (CE) n.1272/2008 (CLP Classification, Labelling and Packaging), unica normativa vigente per la classificazione e l’etichettatura delle sostanze chimiche e delle miscele. La cosiddetta normativa “Seveso”, che prende il nome dal comune presso cui è avvenuto l’incidente dell’impianto ICMESA nel luglio 1976, riguarda il controllo dei pericoli derivanti da gravi incidenti connessi con sostanze pericolose. Essa risale al 1982, quando fu adottata la direttiva 82/501/ CEE, che ha obbligato i gestori degli stabilimenti che rientravano nel suo campo di applicazione a definire una strategia di prevenzione degli incidenti gravi connessi con determinate sostanze pericolose e a dotarsi dei relativi strumenti di attuazione.

“ è stata prevista la figura del Responsabile tecnico della sicurezza antincendio per la predisposizione e attuazione del sistema di gestione” Oltre agli aggiornamenti tecnici necessari per l’adeguamento alla nuova classificazione delle sostanze chimiche introdotta dal regolamento (CE) n.1272/2008 sulla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio di sostanze e miscele, le principali novità introdotte dalla direttiva 2012/18/UE sono volte a: _migliorare e aggiornare la direttiva in base alle esperienze acquisite con la Seveso II, in particolare per quanto riguarda le misure di controllo degli stabilimenti interessati; _semplificarne l’attuazione nonché...Continua

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La Parola al Legale A cura di Maurizio Cilione - LML Avvocati Associati

Responsabilità del datore di lavoro in caso d’infortunio Il lavoratore e l’allegazione dell’omissione commessa dal datore di lavoro nel predisporre le misure di sicurezza

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i vuole, nella presente rubrica, evidenziare come al fine di ritenere il datore di lavoro responsabile dell’infortunio sul lavoro è insufficiente dedurre la violazione di ogni ipotetica misura di prevenzione. La Sezione lavoro della Corte di Cassazione, con la Sent. N. 2687 dell’11/02/2015, ha affermato un importante principio in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, in particolare affermando che compete al lavoratore l’allegazione dell’omissione commessa dal datore di lavoro nel predisporre le misure di sicurezza (suggerite dalla particolarità del lavoro, dall’esperienza e dalla tecnica) necessarie ad evitare il danno, non essendo sufficiente la generica deduzione della violazione di ogni ipotetica misura di prevenzione, a pena di fare scadere una responsabilità per colpa in una responsabilità oggettiva. Il caso trae origine dal contenzioso instaurato tra un lavoratore e la società di cui era dipendente. La Corte di Appello, in riforma della pronuncia emessa dal Tribunale, accoglieva la domanda proposta dal lavoratore nei confronti della società, intesa a conseguire il risarcimento del danno biologico e morale derivatogli dall’infortunio sul lavoro occorsogli allorquando, nel tentativo di posizionare il cavo messaggero per il recupero di una boa che si era “incattivito” sotto un verricello, era rimasto con il gomito impigliato fra il tamburo ed il cavo, riportando una gravissima lesione alla mano destra. A fondamento del decisum, osservava in sintesi la Corte d’Appello, che la responsabilità della società armatoriale, alla stregua del materiale probatorio acquisito, era da ritenersi ascrivibile alla omessa adozione di tutte le cautele idonee a prevenire l’evento dannoso, non avendo assicurato - mediante costante e periodica manutenzione e tramite opportuni ingrassaggi e lubrificazioni delle funi - il perfetto funzionamento di verricelli e pulegge, che non risultavano dotati di sistemi di sicurezza atti ad impedire il tendersi dei cavi o comunque a consentire il distacco dei cavi stessi in situazione di pericolo...Continua

11 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

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Piattaforme PLE A cura di IPAF ITALIA

Il mercato del noleggio PLE e il loro utilizzo in sicurezza IPAF partecipa a GIS e Ambiente Lavoro: le analisi di IPAF sul mercato del noleggio delle piattaforme di lavoro mobili elevabili e l’importanza della segnalazione degli incidenti per la prevenzione

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PAF - International Powered Access Federation - è da sempre attenta ai mutamenti del mercato: nell’ottica di fornire un servizio ai soci e agli operatori di settore, IPAF commissiona studi e ricerche di comune utilità. Per quanto riguarda la dimensione globale del noleggio di mezzi e attrezzature di sollevamento persone, secondo le nuove ricerche commissionate alla società Ducker Research, in tutto il mondo il

12 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

parco macchine per il noleggio di piattaforme di lavoro aeree (PLE) si attesta oggi a 1.120.000 unità. Si tratta di un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Il Rapporto IPAF 2015 relativo agli Stati Uniti evidenzia che nel 2014 il mercato del noleggio delle PLE negli USA ha registrato una forte crescita, attorno al 10%, arrivando a circa 7,9 miliardi di dollari. Nello stesso anno il parco noleggio...Continua


Verifiche Impianti A cura dell’ Ing.

Massimo Trolli

Quando risparmio e superficialità hanno un costo troppo elevato L’avvedutezza del Datore di Lavoro dev’essere la garanzia primaria per la sicurezza: excursus di leggi ed esperienze per riconoscere attrezzature di lavoro sicure e non incorrere in un loro incauto acquisto.

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ire che la non prospera situazione in cui si trova purtroppo il mondo del lavoro oggi in Italia condizioni ed anzi obblighi gli imprenditori a scelte di strumenti e attrezzature di lavoro il più possibile con costi contenuti, anche non nuovi purché funzionali ed adatti a consentire un utile una volta ammortizzati, non sarebbe esatto. Da sempre e direi con intendimenti più che giustificati, chi deve svolgere un’attività produttiva per guadagnare, mantenersi e mantenere i collaboratori che prestano la loro opera per portare avanti quell’attività, ha trattato con una certa oculatezza il necessario acquisto di macchine atte a rendere Il lavoro meno faticoso e più efficiente. Spesso si rinuncia a prestazioni e rendimenti di mezzi di livello superiore, adottando in pratica una sorta di autoridimensionamento delle proprie aspirazioni e capacità lavorative, a favore di spese più contenute e risparmi apparentemente vantaggiosi conseguenti alla scelta ed all’acquisto di mezzi usati, di capacità ridotte, a volte obsoleti. L’importante è far apparire l’impresa idonea, in quanto a mezzi d’opera, a far parte del novero di ditte da interpellare per assolvere incarichi di lavoro sperando che prima o poi, con buone referenze e soprattutto con preventivi concorrenziali (il termine esatto sarebbe “estremamente ridotti”), il lavoro arrivi. Tutto questo va bene e rientra anzi nella più assoluta logica e normalità quando la scelta di macchinari per il lavoro non condiziona la sicurezza non solo di chi deve utilizzarli ma pure di chi presta la propria opera nelle vicinanze di tali attrezzature. Purtroppo invece è frequente l’adozione di mezzi d’opera privi di dispositivi (o con un numero molto esiguo di dispositivi) che garantiscano un lavoro sicuro o che almeno consentano l’attuazione dei più elementari criteri di sicurezza, essendo solitamente quest’ultima, riconosciamolo...Continua

13 | Il Notiziario sulla Sicurezza | maggio - giugno 2015

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Le eccellenze agro alimentari protagoniste alla Fiera di Sant’Alessandro Alla Fiera di Sant’Alessandro di Bergamo tornano le eccellenze dell’agro-alimentare “Made in Italy” che tutto il mondo ci invidia Dal 4 al 6 settembre 2015 il polo fieristico di Bergamo torna a ospitare uno degli eventi più attesi dagli operatori e dagli appassionati del settore agroalimentare: la Fiera di Sant’Alessandro (FdSA). L’evento, organizzato da Bergamo Fiera Nuova in collaborazione con Ente Fiera Promoberg, ha il merito di far toccare con mano al grande pubblico le eccellenze professionali del mondo rurale, tra antiche tradizioni e innovazioni tecnologiche.

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ei suoi oltre dodici secoli di storia, la Fiera di Sant’Alessandro è sempre rimasta fedele ai solidi principi del mondo contadino, ma riuscendo ad rinnovarsi costantemente e anticipando nel contempo - in particolare negli ultimi decenni - le nuove tendenze di un comparto in grande trasformazione. In base all’andamento delle iscrizioni delle imprese, l’evento conferma di essere in ottima forma, rafforzando il ruolo di vetrina d’eccellenza del settore e grande opportunità per fare business. Intercettando le nuove esigenze degli operatori e dei consumatori finali, la Fiera di Sant’Alessandro anche quest’anno metterà in mostra alcune importanti novità in campo agricolo, zootecnico e in tema di servizi. Dalla zootecnia ai grandi macchinari agricoli, dalle competizioni equestri ai prodotti enogastronomici tipici, dai balli e dalle musiche in salsa country...Continua

14 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015


Il nuovo format SAIE Smart House insieme a SIE SAIE 2015 a BolognaFiere dal 14 al 17 ottobre

SAIE, nella prima edizione del nuovo cinquantenario, lancia il format SAIE SMART HOUSE, a Bologna dal 14 al 17 ottobre 2015, tutto dedicato all’edilizia abitativa, assieme a SIE, il Salone dell’impiantistica per gli edifici organizzato da Senaf/ Tecniche Nuove.

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n format che si caratterizza come un nuovo approccio che guida alla progettazione e costruzione dell’integrazione del “Sistema edificio-impianto”. La piattaforma Saie Smart House avrà quindi un focus espositivo nei comparti della progettazione, dei software e delle tecnologie dell’informazione, delle macchine da cantiere, dei sistemi per il recupero del patrimonio esistente e per la realizzazione di costruzioni sicure, intelligenti e sostenibili. Sarà dedicato a tutte le filiere produttive dell’edilizia e dell’impiantistica civile.

“...SAIE 2015 sarà un percorso espositivo e culturale nelle tre grandi aree tematiche del “Progettare”, “Costruire”, “Abitare”, con approfondimenti sia espositivi che culturali” SAIE SMART HOUSE è pensato come un concept che stimoli e sostenga una nuova politica industriale per il rilancio dell’edilizia che passa anche attraverso la realizzazione delle reti, materiali e immateriali, per la modernizzazione, qualificazione e rigenerazione dell’edilizia e degli spazi urbani. SAIE 2015 sarà un percorso espositivo e culturale nelle tre grandi aree tematiche del “Progettare”, “Costruire”, “Abitare”, con approfondimenti sia espositivi che culturali coordinati da Norbert Lantschner e presentati nella piazza del Centro Servizi in SAIE SMART HOUSE LIVING...Continua

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Spazio Confinato A cura di Adriano Paolo Bacchetta

Criteri di valutazione e scelta delle attrezzature di accesso - uscita Applicazione del DPR 177/2011

Una corretta progettazione degli interventi in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, deve consentire l’individuazione, la valutazione e l’adozione delle attrezzature idonee per lo specifico contesto in cui si dovrà operare. La scelta delle attrezzature idonee, infatti, condiziona fortemente le operazioni e, in caso di errore, potrebbe anche portare all’adozione di componenti insufficienti o inadeguati allo scopo.

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imandando comunque al manuale di uso e manutenzione di ogni singola attrezzatura, la valutazione di quella più adeguata per la propria attività, è una scelta che dev’essere eseguita volta per volta secondo le condizioni d’impiego. A titolo di esempio, si vuole analizzare i criteri di scelta applicabili alle attrezzature di accesso-uscita, in altre parole al sistema tripode più verricello. In primo luogo, partiamo dalla certificazione di cui dispone ogni singolo elemento del sistema tripode più verricello, cominciando a segnalare che alcuni costruttori dichiarano il proprio tripode, punto di ancoraggio per il sollevamento di persone conforme alla direttiva macchine 2006/42/CEE - emendamento “sollevamento di persone” conforme alle prescrizioni della norma EN 1808 struttura di sospensione e che altri dichiarano il proprio winch o verricello idoneo per utilizzo in aree ATEX (sistema di frenatura di bronzo/acciaio inox) secondo al Directive ATEX 94/9/CE, EN 13463-1, EN 13463-5. Per il tripode, il riferimento usualmente adottato è l’UNI EN 795, norma che specifica i requisiti, i metodi di prova, le istruzioni per l’uso e la marcatura dei Dispositivi di Ancoraggio, progettati esclusivamente per l’uso con i D.P.I. contro le cadute dall’alto. Secondo quanto previsto dalla norma, quest’attrezzatura rientra...Continua

16 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015


Medicina del Lavoro A cura del Dott.ssa Giovanna Pirana

L’alleanza tra medico e paziente può sconfiggere l’emicrania Cause, cure e problematiche legate a questo fenomeno neurobiologico complesso da non confondere con il “semplice” mal di testa L’emicrania è un comune mal di testa? La cefalea, o più comunemente il mal di testa, è certamente uno dei dolori più frequenti che possono affliggere le persone. Chiunque può soffrire di mal di testa e probabilmente a tutti è capitato di sperimentarlo almeno una volta nella vita. Non tutti i mal di testa però sono uguali. Solo in qualche caso, fortunatamente raro, dietro ad un banale mal di testa si può nascondere una malattia seria, ma, sebbene la maggior parte delle cefalee siano collegabili a cause non gravi, vi sono persone che sono afflitte da forme di cefalea talmente intensa ed invalidante da inficiare la qualità di vita in modo determinante. Tra queste vi è l’emicrania.

Che cosa è l’emicrania? Il termine emicrania indica un particolare tipo di cefalea, che, come dice la parola, spesso colpisce solo metà cranio. È un dolore spesso pulsante, che frequentemente si manifesta in sede frontale o alle tempie e che in genere si accompagna ad altri sgradevoli sintomi come pallore, nausea e vomito; alcune persone possono avvisare, prima del dolore, la cosiddetta “aura”, cioè la visione intermittente di lampi e puntini luminosi. I suoi attacchi possono durare anche fino a tre giorni, durante i quali rumori, luci, odori diventano insopportabili, fino a rendere difficile o addirittura impossibile ogni comune attività della propria giornata; i pazienti devono spesso rinchiudersi al buio, in silenzio, lontano da tutto e da tutti fino al termine dell’attacco.

Quali sono le sue cause? L’emicrania può essere considerata un fenomeno neurobiologico complesso, legato ad alterazioni transitorie del funzionamento delle cellule nervose senza che siano presenti alterazioni strutturali del sistema nervoso. L’emicrania non è una malattia ereditaria in senso stretto, ma gli studi epidemiologici evidenziano che la suscettibilità ad avere crisi di emicrania che poi si manifestano sotto lo stimolo di fattori scatenanti, ha una coincidenza familiare. I meccanismi che determinano gli attacchi ancora oggi sono poco conosciuti; appare tuttavia evidente che l’insorgenza del dolore dipenda dalle caratteristiche di alcune proteine della membrana neuronale e dalla produzione di alcuni neurotrasmettitori.

Chi ne soffre? L’emicrania colpisce il 12% della popolazione adulta (in Italia 4,8 milioni di persone). Le donne ...Continua

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Psicologia del Lavoro A cura del Dott. Piergiorgio Frasca

La percezione del rischio nell’uso dei DPI Fattori sociali e valori protettivi dei dispositivi di protezione individuale In questi ultimi anni, girando per le strade e osservando i cantieri di costruzione o entrando nei capannoni ove si eseguono le lavorazioni, si notano sempre più lavoratori che indossano i dispositivi individuali di protezione (DPI). Sono segnali che inducono a pensare che le attività di informazione e formazione dei lavoratori sulla sicurezza nel lavoro sviluppate negli ultimi anni e la crescente attività ispettiva attuata dagli Organi di vigilanza abbiano sortito degli effetti positivi. Tuttavia, nonostante i positivi risultati ottenuti, sono ancora tanti i lavoratori che non utilizzano i DPI prescritti, se non quando sono pressati dai loro capi. Segnale questo che indica che la sensibilizzazione in materia di sicurezza non ha ancora raggiunto un livello tale da fare ritenere di essere ormai giunti a condizioni stabili di utilizzo sistematico e autonomo dei DPI.

18 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

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empre osservando i comportamenti sul lavoro, si può anche constatare che l’uso dei DPI risponde in genere ad una norma di gruppo più che un bisogno di protezione concreta da un rischio, sentito individualmente. Infatti, è frequente il caso che in un cantiere o in un’officina i DPI vengono indossati da tutti o da nessuno. Sembra, dunque, che l’uso o il non uso dei dispositivi di protezione non sia tanto collegato con la loro funzione protettiva, ma risponda a criteri diversi che spesso con la protezione dal rischio non hanno molto a che vedere. In altri termini, l’uso dei DPI in dotazione sarebbe più dovuto a fattori sociali, quali la coesione di gruppo e la protezione sociale e psicologica che esso offre, unitamente alla naturale tendenza al conformismo tipica dell’essere umano, anziché sull’apprezzamento del loro valore concretamente protettivo dai rischi delle attività svolte. Il riconoscimento del legame esistente...Continua


Sicurezza Macchine A cura di. Massimo Granchi e Christian Trinastich

Direttiva Macchine sulle PLE La nuova norma UNI EN 280 relativa alle piattaforme di lavoro mobili elevabili

Recentemente è disponibile anche in Italia la nuova norma tecnica UNI EN 280 relativa alle piattaforme mobili elevabili (PLE). Queste attrezzature rientrano nell’elenco di macchine particolarmente pericolose raccolte nell’Allegato IV della Direttiva Macchine 2006/42/CE per le quali è necessario adottare una delle procedure di certificazione previste in questo caso dalla stessa Direttiva. La conoscenza di norme di tipo C, come la UNI EN 280, in questo caso è fondamentale in quanto fornisce i criteri di progettazione in sicurezza dell’attrezzatura e, qualora seguita integralmente, permette al Fabbricante di non ricorrere necessariamente ad un Organismo Notificato per l’immissione sul mercato della macchina.

Introduzione Prima di immettere sul mercato una macchina, il Fabbricante, in accordo alle richieste della Direttiva Macchine 2006/42/CE, tra le altre cose, deve garantire che sia effettuata una valutazione dei rischi in grado di dimostrare come la macchina soddisfi tutti i pertinenti requisiti di sicurezza della Direttiva e, quindi, adottare una delle procedure di valutazione della conformità riportate all’art. 9 del D.Lgs. 17/2010, recepimento italiano della Direttiva Macchine. Nello specifico, per le macchine contemplate dall’Allegato IV, il Fabbricante, qualora realizzi la macchina in maniera totalmente conforme alla corrispondente norma di tipo C, può adottare tre possibili strade: _procedura di valutazione della conformità (rispetto alla norma di tipo C) con controllo interno della fabbricazione di cui all’Allegato VIII ...Continua

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Formazione sulla Sicurezza sul Lavoro A cura di Mario Romeo - Dirigente Salute e Sicurezza SIA Ingegneria

Sicurezza sul lavoro: attestati falsi, chiusure reali e tutte le novità del Jobs Act Sulla sicurezza dei Lavoratori non si scherza Una serie di accertamenti, ancora in corso, condotti dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Venezia, coordinati da Pubblico Ministero, Sergio Dini, hanno portato alla luce un sistema di false attestazioni riguardanti corsi sulla sicurezza mai svolti.

20 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

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isultano ad oggi oltre 30 persone indagate, tutte di nazionalità cinese titolari di 15 attività, 8 delle quali sono state immediatamente chiuse e poste sotto sequestro. La tipologia delle aziende era diversa (bar, laboratori artigianali, centri estetici, bazar minimarket, stirerie), ma tutte funzionavano con il medesimo sistema: invece di mandare i propri lavoratori ad effettuare i corsi di formazione, trovavano più comodo “comprare” direttamente gli attestati di frequenza da un falsario di Padova...Continua


Il braccio dell’escavatore idraulico Progettato per gestire con efficacia e precisione le operazioni di scavo e di movimentazione è l’elemento caratteristico dell’escavatore a cura di

Paolo Peretti

Incernierato nella parte anteriore della torretta, i movimenti dell’escavatore sono azionati idraulicamente e sono comandati dall’operatore mediante leve o joystick.

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a configurazione del braccio - e di conseguenza la sua geometria di lavoro - è variabile in funzione delle prestazioni di scavo (profondità e distanza) che si vogliono ottenere. Dal punto di vista della sua architettura, il braccio viene normalmente classificato come fisso oppure del tipo a geometria variabile...Continua

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Gli inserzionisti

| Copertina |

AIFES | Pag. 43 |

SAIE | II di Cop. | service S.a.s.

EmmeV service sas | Pag. 52-53 |

OCERT | pag. 18 |

UGL - Vigili del Fuoco

| Pag. 57 |

MTM Consulting

| pag. 27 |

Fiera di S. Alessandro

| Pag. 61 |

Condominio Expo

| pag. 39 |

Studio Frasca

| III di Cop. | | Pag. 41 |

Hermes Italia

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22 | Il Notiziario sulla Sicurezza | luglio - agosto 2015

SIA Ingegneria

Estratto "Il Notiziario sulla Sicurezza" | lug-ago 2015  
Estratto "Il Notiziario sulla Sicurezza" | lug-ago 2015  
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