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Anno 5 · numero 4 · Luglio | Agosto 2013· Poste Italiane SPA - Spedizione in Abb. Postale - D.L. 353/2003 (Conv. in Legge 27/02/04 n. 46) Art. 1 comma 1, Lo/MI - prezzo € 12 - abbonamento annuo € 60


il Notiziario sulla

Sicurezza

NOVITÀ - AGGIORNAMENTI - APPROFONDIMENTI NEI LUOGHI DI LAVORO E PER L’AMBIENTE

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Il Notiziario sulla Sicurezza è un bimestrale tecnico scientifico che contribuisce alla formazione e all’aggiornamento dei professionisti della Sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita oltre che degli esperti sulle problematiche Ambientali.

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• Aziende • RSPP • Studi Tecnici • Produttori • Installatori

A chi ci rivolgiamo?

Grazie a una tiratura cartacea di 4.000 copie e una mailing list di 12.000 contatti, ogni numero raggiunge 16.000 professionisti del settore.

Cosa trovo all’interno del Notiziario? RUBRICHE FISSE: • La psicologia del lavoro • La parola al Legale • Verifiche Elettriche • Sicurezza Macchine FOCUS E APPROFONDIMENTI: • Ambiente ed Energia • Antincendio • Edilizia

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Direttore Responsabile Gaspare Vannicola Comitato Tecnico-Scientifico Coordinatore Dr. Isidoro Ruocco (email: cts@lineavita.org) Ing. Michele Marengo, Ing. Stefano Dalla Nora, Sig. Sandro Miari, P.I. Andrea Macconi, Sig. Stefan Rossi, Sig. Giovanni Buffoli, Arch. Cesare Archetti Comitato Tecnico-Formativo Coordinatore: Gaspare Vannicola (email: ctf@lineavita.org) Cesare Arvetti, Leonardo Bajoni, Marco Bergamaschi, Giovanni Buffoli, Serena Capucci, Giordano Dalpiaz, Sebastian Gallmetzer, Albert Pincigher, Francesca Ruocco, Isidoro Ruocco, Luca Ruocco, Raffaele Scorza, Patrizio Sirtori, Mirko Zoppiroli. Direttore Editoriale Lorena Martinelli Comitato di Redazione Cristina Gallotti, Lorena Martinelli, Daniela Nasi, Eleonora Zoli, Gaspare Vannicola Proprietà EmmeV editoria & formazione sas Sede Legale: Via Doberdò, 22 Milano Tel. 02.36708805 – Fax. 02.36708803 e-mail: info@emmev.it sito: www.emmev.it

Sommario Luglio | Agosto 2013

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Pubblicità EmmeV editoria & formazione sas Tel. 02.36708805 Fax 02.36708803 Abbonamento Annuo Normale 6 numero € 60,00 Arretrati € 12,00 salvo esaurimento scorte Per abbonarsi versare la somma su c/c IT94W0326801607052370339740 Intestato a EmmeV editoria & formazione sas Via Doberdò, 22 – 20126 Milano Progetto grafico e impaginazione EmmeV editoria & formazione sas Stampa Publistampa Arti Grafiche via Dolomiti 36, Pergine Valsugana (TN) tel. 0461.511000 fax 0461.533914 www.publistampa.com Copyright La collaborazione è gradita, utile e gratuita. Tutti gli interessi sono invitati a mettersi in contatto con la redazione. I dattiloscritti, le fotografie, i disegni non si restituiscono anche se non vengono pubblicati. Le opinioni espresse dagli autori non impegnano la direzioni della rivista. La società editrice si riserva il diritto di non pubblicare e in ogni caso declina ogni responsabilità per possibili errori od omissioni nonché per eventuali danni risultanti dall’uso dell’informazione contenta nella rivista. Riprodurre parte dei testi è permesso evidenziando la fonte.

ALV associazione linea vita “Il piano nazionale amianto” a cura di Renato Pedrazzini

“Pubblicati i criteri per la formazione dei formatori” a cura di Isidoro Ruocco

Speciale Ambiente Lavoro 2013 Sicurezza degli operatori e prevenzione delle malattie professionali Italia: calano gli infortuni sul lavoro

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Speciale SAIE 2013 SAIE 2013 offre il suo contributo alla ripresa del comparto edilizio Il nuovo SAIE ridisegna l’esposizione

Registrazioni Camera di Commercio di Milano N.REA 1947743 P.IVA 07269590969 del 01/04/2011 N.ROC: 21011 del 06/04/2011 Registrazione del Tribunale n.390 del 18 settembre 2009 Editore EmmeV editore & formazione sas Tel. 02.36708805 – Fax. 02.36708803 e-mail redazione: redazione@emmev.it

Editoriale

Le nostre rubriche

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Spazio confinato

28

Psicologia del lavoro

a cura di Piergiorgio Frasca

35

Verifiche Impianti

a cura di Claudio Malaspina

40

La parola al legale

24

a cura di Adriano Paolo Bacchetta

a cura di LML Avvocati Associati

Lavorare negli Spazi Confinati: limitare i rischi a cura di A + A Monferrato

26

La radiazione ultravioletta - Un rischio da non sottovalutare

45

Mille modi per morire

46

Lavorare in sicurezza con gli agenti chimici

a cura di Renato Pedrazzini

a cura di Centro di Formazione e Ricerca Merlo S.r.l.

a cura di Massimo Granchi e Riccardo Bozzo

il Notiziario sulla Tutela della privacy Nel caso siano allegati alla rivista, o in essa contenuti, questionari oppure cartoline commerciali, si rende noto che i dati trasmessi verranno impiegati per i principali scopi di indagini di mercato e di contatto commerciale, ex D.L. 123/97. Nel caso che la rivista Le sia pervenuta in abbonamento, si rende noto che l’indirizzo in nostro possesso potrà venire impiegato anche per l’inoltro di altre riviste o di proposte commerciali. È in ogni caso diritto dell’interessato, in qualsiasi momento, richiedere la cancellazione, la rettifica o l’aggiornamento ai sensi della L.675/96

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Ilva: ancora nulla di fatto

a cura di Renato Pedrazzini

Errata corrige del n° di Maggio | Giugno 2013 Segnaliamo un errore a pag. 57. Il titolo corretto è: CT SAFE s.r.l. la sicurezza delle sicurezza


editoriale

il Notiziario sulla

Sicurezza

a cura di Gaspare Vannicola

Buongiorno care lettrici e cari lettori, la casa editrice EmmeV continua a partecipare alle fiere del settore per diffondere la cultura della sicurezza e a Settembre sarà presente alla fiera Agricola di Sant’Alessandro, alla quale parteciperà anche l’Associazione Linea Vita con un Convegno Tecnico Gratuito incentrato sulla sicurezza nei lavori agricoli-forestali, rimarcando il proprio impegno come ente no-profit. In Regione Lombardia l’agricoltura rappresenta una risorsa economica e lavorativa importante, ma non bisogna dimenticare che, insieme all’edilizia, è il comparto in cui si riscontra il maggior numero di infortuni. Cercherò perciò di evidenziare e analizzare i rischi del settore, con l’obbiettivo di sensibilizzare gli addetti ai lavori ad operare in condizioni di sicurezza per sé stessi e per gli altri. Aumentare la consapevolezza e l’attenzione è sempre alla base di un’efficace prevenzione dei fattori di rischio della propria attività, molti dei quali sono legati all’uso e alla manutenzione di strumentazioni particolari - come il classico trattore - oppure riguardano fattori ambientali - come gli interventi forestali o di pulizia dei fossi. Non dobbiamo però dimenticare che l’uomo è il principale nemico di sé stesso: imprudenza, negligenza e incertezza sono sempre i pericoli maggiori. A regnare sovrano è perciò il Principio di Precauzione. La prima regola da seguire infatti, è fornire una corretta informazione/formazione del personale, unendo alla preparazione l’utilizzo di adeguati DPI, quali guanti, calzature e caschi di sicurezza, oltre a dispositivi per la protezione dell’udito e delle vie respiratorie, in quanto: “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. (art. 2087 del codice civile “Tutela delle condizioni di lavoro”)

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Parafrasando il testo, il datore di lavoro deve essere in grado di identificare i pericoli potenziali e valutare i rischi effettivi, al fine di poterli affrontare in modo efficace, fornendo ai dipendenti gli strumenti teorici e pratici necessari. È possibile approfondire le tematiche normative che ruotano intorno a questo settore con l’excursus sul Testo Unico, che identifica le figure professionali garanti del rispetto dei criteri di sicurezza (datore di lavoro, RLS, RSPP, Preposto), con particolare attenzione al D.Lgs. 81/08, che mette l’accento sull’argomento formazione. Non dimentichiamo l’importanza del ruolo che le Istituzioni dovrebbero ricoprire sul fronte sicurezza: un segnale importante per le piccole imprese avviate in questa direzione arriva dalla Regione Toscana, che ha varato un progetto pilota per la messa in sicurezza delle attrezzature agricole, riconoscendo un contributo a fondo perduto pari al 50% della spesa sostenuta (fino ad un massimo di 1.500€) per l’adeguamento dei trattori, l’uso dei quali è tra le cause maggiori di infortuni gravi e mortali.

(Nell’immagine: esempio di ribaltamento di un trattore. Episodi come questo hanno spinto la Regione Toscana a muovere i primi importanti passi incentivando la messa in sicurezza delle attrezzature agricole) Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

Agosto2013


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il Notiziario sulla

Sicurezza

Il Piano Nazionale Amianto

D

opo un anno di lavoro da parte del Ministero dell’Ambiente, di quello del Lavoro, di Regioni, Enti locali, oltre a quello di varie associazioni dei cittadini, è stato concluso e presentato il Piano Nazionale Amianto. Presentazione che non poteva non avvenire che a Casale Monferrato, città simbolo della lotta contro l’amianto.

7 Nonostante la produzione e l’impiego di amianto sia stata vietata in numerosi paesi, vista la ormai nota pericolosità, rimangono operative linee di produzione e di conseguenza di impiego, in diverse ed estese aree del mondo. In Italia la produzione, la commercializzazione e l’impiego di amianto sono banditi ufficialmente dal 1992. A fronte di ciò, l’amianto rimane un problema non da poco, per la salute dei lavoratori ma anche per le persone che sono state esposte, e che lo possono essere ancora per motivi di lavoro, o a livello ambientale. Infatti tra le persone esposte rientrano gli addetti alla bonifica, gli addetti a opere di manutenzione, riparazione, gestione di rifiuti ecc. Un serio problema riguarda lavoratori che operano all’estero, e che potenzialmente possono esporsi al rischio. Infine, sono da considerare gli esposti a livello ambientale, in quanto l’amianto essendo un prodotto naturale, è presente in siti particolari ove possono vivere delle comunità. Da qui, la gravità della situazione generale, che

non riguarda solo l’Italia; ecco perché il Piano, ha una portata sì nazionale, ma con un ottica e una valenza europea. L’Italia, facendosi carico di progettare il Piano Nazionale Amianto, ha trovato l’approvazione e il sostegno in ambito europeo; quindi il progetto è la base applicativa e operativa per la gestione del problema, per tutti i paesi che vorranno interagire e avviarsi verso una soluzione possibile di un problema che affligge i lavoratori e le loro famiglie, quindi la comunità tutta. Non ci si illuda che il problema sarà risolto in breve tempo. Nonostante diversi paesi già da tempo abbiano legiferato leggi per il bando dell’amianto, le quantità installate, presenti nei vari paesi, e le potenziali esposizioni da parte di lavoratori, fanno sì che il problema e i rischi per la salute, saranno oggetto di osservazione e studi oltre che di indennizzo, per diverso tempo. L’applicazione del Piano richiederà, visto la sua portata, competenze, collaborazione su diversi livelli, ricerca, studi epidemiologici, clinici e terapeutici,

Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

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Sicurezza

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indagini sul territorio, mappatura, incremento della sorveglianza sanitaria, ecc. ecc. oltre al sostegno continuo di ordine finanziario. Purtroppo si deve ricordare che, l’Italia è stata la principale produttrice in Europa di amianto crisotilo, seconda solo alla Russia. Attualmente, sul territorio italiano si stima la presenza di diversi milioni di tonnellate di materiali e beni contenenti amianto; in particolare molte tonnellate di amianto friabile sono localizzate in siti industriali e residenziali privati e pubblici, impianti, mezzi di trasporto. Inoltre, vi sono siti naturali con presenza di amianto; suoli contaminati da abusivo sversamento di materiali contenenti amianto, e infine discariche abusive. Una fotografia della situazione non certo rassicurante e semplice da gestire. Ecco allora l’iniziativa del Piano Nazionale Amianto come utile strumento per affrontare e gestire una problematica complessa ed estesa in ogni ambito, senza dimenticare i costi da dover sostenere e le tutele da dover garantire sia nell’azione di indagine, bonifica, gestione e stoccaggio del rifiuto, e in tutto ciò che comporterà l’assolvimento di ogni singolo processo. Il Piano Nazionale Amianto, si pone giustamente obiettivi ambiziosi che vedranno il coinvolgimento di numerosi organi statali, università, istituti di ricerca, organizzazioni sindacali, associazioni di cittadini e naturalmente il coinvolgimento dei lavoratori e dei pazienti. L’applicazione del Piano Nazionale Amianto, prevede obiettivi e azioni riferite a tre macro aree: • tutela della salute;

Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

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• tutela dell’ambiente; • aspetti di sicurezza del lavoro e previdenziali. Questo significa che il Piano Nazionale Amianto, nella sua applicazione, agirà considerando questi tre obiettivi, entro cui, sono previste della azioni mirate da applicarsi nei diversi settori di intervento che sono stati individuati. Nella macro area tutela della salute, i settori di intervento previsti dal Piano sono: • Epidemiologia; • Valutazione del rischio e sorveglianza sanitaria; • Ricerca di base e clinica; • Sistema delle cure e della riabilitazione. Per la macro area tutela dell’ambiente sono previste azioni di: • Maggior controllo sul rispetto dei divieti di commercializzazione e utilizzo di prodotti contenenti amianto; • Individuare, mappare e caratterizzare le situazioni di rischio; • Attivare interventi di messa in sicurezza e bonifica; • Ricerca di nuove tecniche per lo smaltimento; • Intensificare l’informazione e la comunicazione nei riguardi del pubblico in generale e dei lavoratori sul rischio amianto. Relativamente agli aspetti di sicurezza del lavoro e previdenziali, occorre proseguire con l’informazione e formazione dei lavoratori sui rischi correlati all’amianto, migliorare e innovare gli aspetti organizzativi e procedurali nelle attività lavorative, estendere la sorveglianza sanitaria anche per i lavoratori esposti occasionalmente. Dal punto di vista previdenziale, si valuta l’intervento dell’Inail anche per le persone esposte non professionalmente, oltre all’attivazione di procedure previdenziali più snelle. In sintesi, l’obiettivo generale del Piano Nazionale Amianto è quello di: “migliorare la tutela della salute e la qualità di vita e di lavoro in relazione al rischio rappresentato dall’esposizione ad amianto”. a cura di Renato Pedrazzini


La nostra missione:

Garantire una Sicurezza che Salva la Vita! L’Associazione Linea Vita è un’Associazione No-Profit che si prefigge lo scopo di divulgare informazioni corrette e fornire formazione adeguata in rispetto alle norme tecniche preposte in materia di sicurezza sul lavoro, ed in particolar modo in difesa degli operatori sottoposti al pericolo di cadute dall’alto durante la loro attività

Associazione LineaVita

Sede legale: via Doberdò 22, 20126 Milano Tel. +39 02.89055936 Fax +39 02.89056197 segreteriasoci@lineavita.org www.lineavita.org


il Notiziario sulla

Sicurezza

Pubblicati i criteri per la Formazione dei Formatori

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on la firma dei Ministri Balduzzi e Fornero, é stato pubblicato il D.M. 6 marzo 2013, che determina i “criteri per la qualificazione della figura del formatore per la salute e la sicurezza sul lavoro”. Arriva con un anno di ritardo, stante che i criteri in questione furono approvati dalla Commissione Consultiva Permanente ben il 18 aprile dello scorso anno. Vi erano questioni in sospeso da approfondire? Nessuna, tranne l’ignavia dell’apparato amministrativo ministeriale competente in materia.

Era il mese di febbraio dello scorso anno che, commentando la pubblicazione dell’accordo raggiunto in seno alla Conferenza Permanente per i Rapporti tra Stato, Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, salutavo con interesse il nuovo standard formativo minimo, che

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avrebbe dovuto portare con sé un miglioramento delle conoscenze e delle procedure di lavoro offerte ai lavoratori. E, sebbene la formazione in Italia in materia di “cultura della sicurezza” sia ancora molto lontana da quella di altri Stati europei, in particolare quella anglosassone, l’accordo sottoscritto il 21 dicembre 2011 pareva costituire il nuovo fondamento su cui erigere la svolta sulla nuova formazione dei lavoratori. Passaggio obbligato di tutto il percorso, però, rimaneva e rimane l’identificazione ed il possesso dei requisiti dei formatori, in quanto l’Italia intera é inflazionata da pseudo formatori improvvisati, incompetenti, impegnati in progetti estremamente delicati ma non all’altezza degli obiettivi da raggiungere in tema di sicurezza. Non che il possesso del titolo accademico sia automaticamente indicativo della capacità di trasmettere cultura, ma all’opposto sappiamo pure che da sola l’esperienza dei lavoratori anziani sul campo, sinora non ha prodotto grandi risultati. Anzi, se guardiamo alcuni comparti, esempio quello dell’edilizia, proprio il basso livello di scolarizzazione degli addetti alla formazione dei lavoratori, contribuisce in modo importante alla sottovalutazione delle condizioni di rischio, che poi sfociano in infortuni.

[...continua] a cura di, Isidoro Ruocco Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

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RUBRICA

Spazio confinato

Il D.P.R. 177/2011 sotto i riflettori nell’ambito del prossimo Terzo Convegno Nazionale sulle attività nei Confined Spaces

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l Convegno Nazionale sulle attività nei Confined Spaces organizzato annualmente da www.spazioconfinato.it, sin dalla sua prima edizione, rappresenta un momento di analisi e confronto delle esperienze di tutti quegli attori del sistema prevenzionistico nazionale e internazionale che, a vario titolo e con differenti modalità, hanno acquisito una specifica competenza nell’ambito delle attività nei Confined Spaces.

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Il Convegno Nazionale sui Confined Space, da sempre, fonda la propria ragione d’essere sulla consapevolezza che l’estrema varietà di situazioni operative connesse all’attività nei Confined Spaces necessita un grande sforzo di ricerca e condivisione dell’esperienza acquisita, anche a livello internazionale, così da poter fare tesoro dei diversi approcci metodologici e accorgimenti tecnici da poter tradurre in chiave operativa e rendere disponibili a livello nazionale agli operatori del settore. Per evitare che si ripetano incidenti in queste attività, appare infatti fondamentale definire strumenti concettuali e operativi adeguati a garantire la salute e sicurezza degli operatori addetti. Se da una parte è evidente che la verifica della qualità dell’aria interna e la garanzia di un’adeguata ventilazione sono basilari, dall’altra la conformazione strutturale di molti ambienti in cui si è chiamati a operare e la presenza di ulteriori rischi specifici associabili a queste attività, necessitano l’applicazione di specifiche metodiche di analisi e valutazione delle singole fasi operative. Affermata sia l’importanza di DUVRI, POS, PSC come Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

Agosto 2013

documenti che formalizzano l’attività di cooperazione, coordinamento e informazione reciproca tra le imprese, sia la necessità di verificare che la catena degli appalti e subappalti non porti aziende o lavoratori autonomi a eseguire attività per le quali non sono né preparati né attrezzati, la questione è una sola... [...continua] a cura di Adriano Paolo Bacchetta, Studio Consulenze industriali Coordinatore Network www.spazioconfinato.it


RUBRICA

Verifiche Impianti

Attrezzature di lavoro: le nuove regole del gioco Con il Decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81 sono cambiate le regole del gioco relative alle attrezzature di lavoro: apparecchi di sollevamento materiali non azionati a mano ed idroestrattori, apparecchi di sollevamento persone, attrezzature a pressione ed insiemi. Con questo articolo si vuole fornire una disamina delle principali novità introdotte dal D.lgs. 81/08 e dal successivo DM 11 aprile 2011, tentando di fare un po’ di chiarezza per quei soggetti proprietari di attrezzature rientranti nell’elenco previsto dall’Allegato VII del D.lgs. 81/08 e non molto pratici della materia. Una volta acquistata un’attrezzatura di lavoro occorre innanzitutto comunicare all’INAIL competente per territorio la messa in servizio della stessa. Ricevuta la comunicazione, l’ente pubblico assegnerà all’attrezzatura il numero di matricola comunicandola al proprietario della stessa. Decorso il periodo previsto dall’Allegato VII del D.lgs. 81/08, variabile a seconda del tipo di attrezzatura,

occorre sottoporla alla prima verifica periodica (cd. collaudo). La richiesta deve essere inoltrata sempre all’INAIL competente per territorio, utilizzando il modello scaricabile dal sito internet dell’ente stesso. Per le attrezzature che sono già state sottoposte a tale verifica, cioè che sono state già “collaudate”, occorre procedere a verifiche periodiche di controllo. La periodicità dipende sia dal tipo di attrezzatura sia dall’età della stessa. L’Allegato VII del D.lgs. 81/08 specifica caso per caso tale periodicità. Tali verifiche sono a carico delle varie ASL o ARPA a seconda dei vari accordi esistenti a livello regionale. Anche le modalità di richiesta dipendono da regione a regione, passando dal semplice invio cartaceo a procedure più complesse che prevedono l’utilizzo di un portale web. [...continua] OCERT S.r.l. Ing. Claudio Malaspina

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RUBRICA

La parola al legale

La parola al legale

G

razie alla continuità collaborativa della presente rubrica e soprattutto alle sollecitazioni dei lettori, oggi si porrà l’attenzione sulla responsabilità del datore di lavoro, titolare d’azienda con più stabilimenti sparsi sul territorio nazionale. Ebbene, principio ormai noto, questi non è sempre responsabile in caso di infortunio sul lavoro, soprattutto ove il direttore dello stabilimento ha i poteri in materia di prevenzione antinfortunistica.

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Il caso che si pone all’attenzione del lettore è quello di un lavoratore, addetto alla pressa nello stabilimento della RoSa PLAST S.p.A il quale, nell’ispezionare l’interno della tramoggia, annessa alla pressa a iniezione, in mancanza di supporto adeguato, perdeva l’equilibrio e, nel tentativo di proteggersi, si agganciava al bordo tagliente della tramoggia con la mano destra, riportando ferita lacero contusa al terzo dito della mano destra con lesioni tendinee al flessore profondo con prognosi di 81 giorni ed invalidità

Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

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permanente pari al 3%. Secondo il giudice di merito l’imputato era responsabile di avere omesso in qualità di datore di lavoro e legale rappresentante della ditta Ro-Sa PLAST S.p.A di Pordenone di mettere a disposizione dei lavoratori attrezzature adeguate e, in particolare, una scala pedana di dimensione e conformazione tali da realizzare... [...continua] LML Avvocati Associati Foro di Milano


il Notiziario sulla

Sicurezza

Mille modi per morire I

l titolo del serial televisivo proposto dal canale “D Max” ben si addice per descrivere le assurde situazioni di rischio innescate da quanti devono saltuariamente svolgere attività in quota. In campo agricolo e forestale si è sempre ritenuto che il trattore, macchina di elezione per il settore, possa e debba essere utilizzato per far fronte a qualsiasi tipo di lavoro. Da qui deriva il frequente impiego di tale mezzo anche per svolgere attività le quali, in teoria, si dovrebbero affrontare con macchine e attrezzature specifiche. L’improvvisazione domina purtroppo ancora sovrana, in particolare quando si devono svolgere i cosiddetti lavori in quota, attività che per essere espletate a termini di Legge e secondo le regole del buon senso richiedono il rispetto di precise norme di sicurezza. Queste ultime, invece, spesso e volentieri risultano trascurate, sia perché ogni operatore tende a pensare che l’esperienza e la professionalità accumulatesi negli anni lo rendono invulnerabile al destino, sia perché nell’immaginario collettivo gli incidenti capitano sempre e solo agli altri. Da qui l’insorgere di atteggiamenti tanto scellerati quanto inconsapevoli che, nella pratica, altro non sono se

non vere e proprie sfide alla fortuna. Per sostituire una gronda, per effettuare una potatura su alberi d’alto fusto o per cambiare un neon posto subito sotto al colmo del tetto di una stalla, tanto per fare qualche esempio, difficilmente si noleggia una piattaforma aerea. Si preferisce piuttosto ricorrere a sistemi di sollevamento più immediatamente disponibili, come ad esempio la pala di un caricatore frontale o la benna di una terna. In alternativa si ricorre a scale o trabattelli. Quando ci si deve staccare da terra la fantasia sembra sbizzarrirsi nell’inventare nuovi usi delle attrezzature più diverse e strane, complice anche il fatto che il tempo è denaro e l’arrangiarsi è una delle attività in cui da sempre l’essere umano primeggia. Il risultato è che una quota importante degli incidenti con esito mortale avvenuti nel settore agricolo nel 2012 si lega a cadute, delle quali molte si sarebbero potute evitare con un minimo di raziocinio e semplicemente evitando il fai-da-te. No quindi alle soluzioni improvvisate. L’unico strumento sicuro per lavorare in quota è la piattaforma aerea, fermo restando però che anche quest’ultima va usata con competenza e previo ancoraggio degli operatori con imbragature e sistemi di ritenzione omologati, la cui presenza serve per evitare che l’operatore possa essere catapultato fuori dal cestello in caso di bruschi scossoni, provocati magari dalle stesse attività di lavoro. a cura di Paolo Peretti Centro di Formazione e Ricerca Merlo S.r.l. Il Notiziario sulla Sicurezza Luglio

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45


gli Inserzionisti

Copertina

II di Cop.

2

25

CFRM S.r.l.

31

Studio Frasca

CT SAFE S.r.l.

33-34

Fiera di S. Alessandro

Sicurteam 2000

38-39

Ocert

EmmeV

47

mtm consulting

51

Industrial Noise Protection S.r.l.

53

GSR S.p.a.

editoria & formazione

9

ALV

13

CT SAFE S.r.l.

19

Spazio Confinato

55

Novital

21

A+A Monferrato

59

Saie 2013

III di Cop.

De.ca. System

il Notiziario sulla IV di Cop.

Trentino Sicurezza

il Notiziario sulla Sicurezza luglio agosto  
il Notiziario sulla Sicurezza luglio agosto  
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