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GIRONE A

Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net Capitali: Città del Capo (leg.), Pretoria (amm.), Bloemfontein (giud.) Popolazione: 48,5 milioni (39,7 ab/kmq) Lingue: afrikaans, inglese, zulu, xhosa, swazi, ndebele, sesotho, sesotho del nord, tsonga, tswana, venda

Numero 0 • Giugno 201 0 Nkosi Sikelel' iAfrika/Die Stem van Suid­Afrika

Nkosi sikelel' iAfrika / Maluphakanyisw' uphondo lwayo / Yizwa imithandazo yethu / Nkosi sikelela, thina lusapho lwayo. // Morena boloka setjhaba sa heso / O fedise dintwa le matshwenyeho / O se boloke, O se boloke setjhaba sa heso / Setjhaba sa South Afrika ­ South Afrika // Uit die blou van onse hemel / Uit die diepte van ons see / Oor ons ewige gebergtes / Waar die kranse antwoord gee // Sounds the call to come together / And united we shall stand / Let us live and strive for freedom / In South Africa our land. Dio benedica l'Africa/Il richiamo del Sudafrica

Indipendente dal Regno Unito Dio benedica l'Africa, tenga alta la Sua gloria, ascolti le nostre preghiere, Dio benedica noi, dall'11 dicembre 1931. Ordinamento: repubblica presi­ denziale Capo di stato: Jacob Zuma PIL procapite: 5.400$

figli dell'Africa. Dio, ti chiediamo di proteggere la nostra nazione, intervenire e mettere fine a tutti i conflitti. Proteggici, proteggi la nostra nazione, la nostra nazione, il Sudafrica, il Sudafrica. Dal blu dei nostri cieli, dalle profondità dei nostri mari, sulle nostre eterne montagne dove risuona l'eco tra le rocce risuona l'eco della chiamata a unirci, e uniti dovremo essere. Lasciaci vivere e combattere per la libertà in Sudafrica, la nostra terra.

Orientales, la Patria o la tumba

Capitale: Montevideo Popolazione: 3,4 milioni (19 Orientales la Patria o la Tumba! / Libertad o con gloria morir! / Orientales la Patria o la Tumba! / Libertad o con gloria morir! // Es el voto que el alma pronuncia, / Y que heroicos ab/kmq) sabremos cumplir! / Es el voto que el alma pronuncia, / Y que heroicos sabremos cumplir! Lingue: spagnolo // Que sabremos cumplir! // Es el voto que el alma pronuncia, / Y que heroicos sabremos cumplir! // Que sabremos cumplir! // Sabremos cumplir! / Sabremos cumplir! / Sabremos Indipendente dal Brasile dal cumplir!

25 agosto 1825.

Orientali, o la Patria o la tomba

Ordinamento: repubblica presi­ Orientali, o la Patria o la Tomba! Libertà, o una morte gloriosa! Orientali, o la Patria o la denziale Capo di stato: Tabaré Vázquez Tomba! Libertà, o una morte gloriosa! Questo è il voto che l'anima pronuncia e che eroici noi compiremo! Questo è il voto che l'anima pronuncia e che eroici noi compiremo! Che noi PIL procapite: 10.200$ compiremo! Questo è il voto che l'anima pronuncia e che eroici noi compiremo! Che noi compiremo! Che noi compiremo! Che noi compiremo! Che noi compiremo!


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Numero 0 • Giugno 201 0

La Marseillaise Allons enfants de la Patrie / Le jour de gloire est arrivé! / Contre nous de la tyrannie / L'étendard sanglant est levé / Entendez­vous dans les campagnes / Mugir ces féroces soldats? / Ils viennent jusque dans vos bras / Égorger vos fils, vos compagnes! // Aux armes, citoyens / Formez vos bataillons / Marchons, marchons! / Qu'un sang impur / Abreuve nos sillons! La Marsigliese

milioni

Indipendente dal Sacro Roma­ no Impero dall'8 agosto 843. Ordinamento: repubblica se­ mipresidenziale Capo di stato: Nicolas Sarkozy PIL procapite: 32.000$

GIRONE A

Avanti, figli della Patria, il giorno della gloria è arrivato! Contro di noi si è levata la bandiera insanguinata della tirannia. Sentite questi feroci soldati urlare nelle campagne? Stanno arrivando fino alle vostre braccia per sgozzare i vostri figli e le vostre compagne. All'armi, cittadini! Formate i vostri battaglioni! Marciamo, Marciamo! Che un sangue impuro bagni i nostri solchi!

Capitale: Parigi Popolazione: 65,4 (115 ab/kmq) Lingue: francese

Capitale: Città del Messico Popolazione: 11,2 milioni Mexicanos, al grito de guerra / el acero aprestad y el bridón / y retiemble en sus centros la (55,1 ab/kmq) tierra / al sonoro rugir del cañón. // Ciña, ¡Oh Patria! tus sienes de oliva / de la paz el Lingue: spagnolo e 62 lingue arcángel divino / que en el cielo tu eterno destino / por el dedo de Dios se escribió // Mas indigene Himno Nacional Mexicano

si osare un extraño enemigo / profanar con su planta tu suelo / piensa, ¡Oh Patria querida! que el cielo / un soldado en cada hijo te dio. Inno Nazionale Messicano

Messicani, al grido di guerra apprestate l'acciaio e la briglia, e tremi al centro la terra al sonoro ruggire del cannone! L'arcangelo divino cinga, o Patria, le tue tempie con l'olivo della Pace, che nel cielo dal dito di Dio fu tracciato il tuo eterno destino. Ma se un nemico straniero osasse profanare con il piede il tuo suolo, pensa, o Patria amata, che il cielo ti diede un soldato in ogni tuo figlio.

Indipendente dalla Spagna dal 6 novembre 1813. Ordinamento: repubblica fe­ derale Capo di stato: Felipe Calderón PIL procapite: 12.200$


GIRONE A - Sudafrica

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2006 2002 1 998 1 994 1 990 1 986 1 982 1 978 1 974 1 970 1 966 1 962 1 958 1 954 1 950 1 938 1 934 1 930

Non qualificata Primo turno Primo turno Non qualificata Esclusa dalla FIFA Esclusa dalla FIFA Esclusa dalla FIFA Esclusa dalla FIFA Sospesa dalla FIFA Sospesa dalla FIFA Sospesa dalla FIFA Non partecipante Non partecipante Non partecipante Non partecipante Non partecipante Non partecipante Non partecipante

Esordio internazionale: 2 novembre 1 924, Amsterdam

Olanda - Sudafrica 2-1

Palmares: Mondiali: terza partecipazione, mai oltre il primo turno. Coppa d'Africa: una volta campione (1 996). Olimpiadi: non ha mai partecipato al torneo olimpico di calcio. Più presenze in nazionale: Aaron Mokoena (1 00) Miglior marcatore: Benni McCarthy (32)

1 1 giugno 201 0 - Soccer City, Johannesburg Sudafrica - Messico (h. 16:00) 1 6 giugno 201 0 - Loftus Versfeld, Pretoria Sudafrica - Uruguay (h. 20:30) 22 giugno 201 0 - Free State, Bloemfontein Francia - Sudafrica (h. 16:00)

Numero 0 • Giugno 201 0

È una sfida per il Sudafrica di Carlos Alberto Parreira: finora nessuna delle nazioni organizzatrici di una Coppa del Mondo si è fatta scappare l’accesso agli ottavi nella propria edizione. Per i Bafana Bafana, che nella loro brevis­ sima storia ai Mondiali non hanno mai superato il primo turno, è tanto più dura se si guardano i nomi delle avver­ sarie, squadre di maggiore valore, con tradizioni più radicate e palmares più imbottiti come Francia, Messico e Uruguay. Per non sfigurare, la fede­ razione ha fatto terminare la Premier Soccer League addirittura in marzo, per concedere tutto il tempo neces­ sario per prepararsi alla na­zionale di Parreira, una squadra che comunque non dev’essere sottova­lutata, anche alla luce di quanto messo in mostra alla Confederations Cup del 2009. Parreira è tornato alla panchina sudafricana dopo il breve e disastrato regno di Joel Santana: il tecnico brasi­ liano, a parte le due occasioni in cui ha guidato la nazionale del suo paese, non ha mai passato il primo turno di una Coppa del Mondo. Vanta inoltre un record negativo: è stato uno dei pochi tecnici ad esser licenziati a torneo in corso, quando nel 1998 guidò l’Arabia Saudita. Automaticamente qualificato in quanto paese ospitante, il Sudafrica basa il proprio gioco principalmente sulla

difesa, dove può fare affidamento sui due operai Siboniso Gaxa e Tsepho Masilela, rispettivamente di Mamelodi Sundowns e Maccabi Haifa, due terzini che faticano nell’ombra e producono una mole di lavoro impressionante. In mezzo è sicuro il capitanato di Aaron Mokoena del Portsmouth, nonostante le critiche piovute sulla sua effettiva utilità, mentre si giocano il posto l’altissimo trentatreenne dei Sundowns Matthew Booth, e il più giovane Thwala, in forza agli Orlando Pirates di Johannesburg. Assenza pesante quella di Gould, votato miglior giocatore del campionato. A difendere la porta con ogni probabilità dovrebbe essere Itumeleng Khune dei Kaizer Chiefs, uno dei più grandi talenti tra i pali che abbia prodotto la Nazione Arcobaleno. Il giocatore di cui il Sudafrica non può fare a meno è Steven Pienaar, ala mancina dell’Everton che vanta un livello di gioco decisamente superiore al resto della squadra. Accoppiato a lui sull’altro esterno gioca Teko Modise, due volte miglior giocatore della Premier Soccer League, mentre in mezzo al centrocampo spiccano gli interditori Sibaya e Dikgacoi. I problemi, in questa squadra, vanno trovati principalmente nel reparto avanzato: dopo l’esclusione di Benni McCarthy dalla lista dei convocati l’unico terminale offensivo affidabile sarà Katlego Mphela, capocannoniere della PSL.


Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net NOME Shu­Aib WALTERS Itumeleng KHUNE Moeneeb JOSEPHS Siboniso GAXA Tsepo MASILELA Aaron MOKOENA Lucas THWALA Matthew BOOTH Anele NGCONGCA Bongani KHUMALO

Siyabonga SANGWENI MacBeth SIBAYA Lance DAVIDS Siphiwe TSHABALALA Steven PIENAAR Teko MODISE Renielwe LETSHOLONYANE Kagisho DIKGACOI Surprise MORIRI Thanduyise KHUBONI Katlego MPHELA Bernard PARKER Siyabonga NOMVETHE Carlos Alberto PARREIRA

P P P D D D D D D D D C C C C C C C C C A A A

26.12.1981 20.06.1987 19.05.1980 06.04.1984 05.05.1985 25.11.1980 19.10.1981 14.03.1977 20.10.1987 06.01.1987 29.09.1981 25.11.1977 11.04.1985 25.09.1984 17.03.1982 22.12.1982 09.06.1982 24.11.1984 20.03.1980 23.05.1986 29.11.1984 16.03.1986 02.12.1977 27.02.1943

SQUADRA Maritzburg United Kaizer Chiefs Orlando Pirates Mamelodi Sundowns Maccabi Haifa (ISR) Portsmouth (ENG) Orlando Pirates Mamelodi Sundowns Racing Genk (BEL) SuperSport United Golden Arrows Rubin Kazan (RUS) Ajax Cape Town Kaizer Chiefs Everton (ENG) Orlando Pirates Kaizer Chiefs Fulham (ENG) Mamelodi Sundowns Golden Arrows Mamelodi Sundowns FC Twente (NED) Moroka Swallows

Gaxa

Mokoena

Booth

Masilela

Modise

Sibaya

Dikgacoi

Pienaar

Mphela

Per la seconda volta alla guida del Sudafrica dopo il fallimento nella Coppa d'Africa del 2008, Carlos Alberto Parreira è al suo sesto Mondiale in veste di allenatore. Il primo era stato quello del 1982, seduto sulla panchina del Kuwait, quello più di successo quello del 1994, quando portò il suo Brasile a vincere la Coppa del Mondo. In una carriera lunga 43 anni, Parreira ha allenato, oltre a queste tre, anche le nazionali di Ghana, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, oltre a occupare le panchine di Fluminense, Valencia, Fenerbahçe, San Paolo e Corinthians. Allenatore di grande esperienza a livello internazionale con undici incarichi complessivi ricoperti, ha sostituito il conna­ zionale Joel Santana dopo che questi aveva inanellato otto sconfitte in nove partite.

CHI È DENTRO E CHI È FUORI

Benni McCarthy è un escluso di lusso. Tagliato alla vigilia del Mondiale dalla lista definitiva, la punta del West Ham è il giocatore che ha segnato più volte con la maglia dei Bafana Bafana e l'autore della loro prima rete ad una Coppa del Mondo. Oltre a McCarthy, purgato da Parreira per via di uno stato di forma non eccelso, i tagli hanno colpito il portiere Rowen Fernandez, i difensori Bryce Moon e Innocent Mdedle e il centrocampista Franklin Cale. IL CAPITANO

Khune

Parker

IL COMMISSARIO TECNICO

A poco più di una settimana dall'inizio del Mondiale, il ventinovenne Aaron Mokoena è diventato il primo giocatore ad indossare cento volte la maglia della nazionale sudafricana. Difensore centrale nel Portsmouth, noto per la durezza dei suoi tackle, Mokoena è cresciuto nelle giovanili di Jono Cosmos e Bayern Leverkusen. Passato all'Ajax e poi nel campionato belga, Mokoena è poi approdato al campionato inglese, mili­ tando per quattro stagioni ai Blackburn Rovers. Convocato per la prima volta nel 1999, è stato il più giovane nazionale sudafricano della storia, ereditando nel 2003 la fascia di capitano da una leggenda come Lucas Radebe.

GIRONE A - Sudafrica

1 16 22 2 3 4 5 14 19 20 21 6 7 8 10 11 12 13 17 23 9 15 18 CT

Numero 0 • Giugno 201 0


GIRONE A - Sudafrica

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Numero 0 • Giugno 201 0 LA PROMESSA E IL CAMPIONE

IL CAMPIONATO NAZIONALE

PSL ­ Premier Soccer League 1 2 3 4 5 6

Squadra

Pt

Supersport United 57

Mamelodi Sundowns 56 Kaizer Chiefs 51 Santos 47

Orlando Pirates 44

Bloemfontein Celtic 42

Albo d'oro

Squadra

Ultimo

Kaizer Chiefs

10 2004­2005

Mamelodi Sundowns

7

2006­2007

Durban City

5

1983

Highlands Park

Orlando Pirates

1980

2002­2003

Non sono bastate due sconfitte nelle ultime due gare del campionato a far perdere lo scudetto al Supersport United di Pretoria, 8 Moroka Swallows 42 che ha ottenuto la certezza matematica del 9 AmaZulu 39 titolo con una giornata di anticipo, a 10 Bidvest Wits 35 dispetto della sconfitta patita contro i 11 Maritzburg United 35 Bidvest Wits e del responso finale della 12 Golden Arrows 32 classifica, con il Supersport solo di un Free State Stars 31 13 punto davanti ai Mamelodi Sundowns, squadra di Atteridgeville, una delle 14 Platinum Stars 31 township di Pretoria. Ai Sundowns non 15 Mpumalanga Black Aces 26 sono bastate le 1 7 reti del capocannoniere Jomo Cosmos 24 16 del torneo Katlego Mphela, punta della nazionale sudafricana. Niente da fare per i Kaizer Chiefs, la squadra di Soweto e probabilmente il team sudafricano più conosciuto nel resto del mondo. Gli Amakhosi, dal 2005 alla ricerca del loro undicesimo titolo, si sono dovuti accontentare di un terzo posto, staccati di sei punti dalla vetta. Retrocessi in National First Division i Jomo Cosmos di Johannesburg, mentre i Mpumalanga Black Aces di Witbank si sono salvati ai playout. Il titolo di miglior giocatore del torneo è stato assegnato all'unanimità a Morgan Gould, difensore del Supersport United e nazionale alla Confederations Cup 2009, che però non è finito nella lista dei 23 di Parreira per la Coppa del Mondo. 7

Ajax Cape Town 42

Ha solo ventidue anni, ma ha già vestito la maglia della sua nazionale in ventiquattro occasioni: il portiere dei Kaizer Chiefs Itumeleng Khune è considerato uno dei portieri di maggior talento mai prodotti dal Sudafrica. Difensore nelle giovanili dei Chiefs, fu riconvertito al ruolo di portiere dopo aver avuto problemi respiratori durante una partita. Promosso in prima squadra all’età di sedici anni, ebbe l’opportunità di esordire solo tre anni dopo con il trasferimento del titolare Rowen Fernández all’Arminia Bielefeld: nella stagione 2007/08 subì solamente diciannove reti in trenta partite, guadagnando il titolo di miglior giocatore, miglior portiere e miglior giovane della Premier Soccer League. Durante l’ultimo campionato è stato colpito da un infortunio al dito che l’ha tenuto fermo tre mesi. È nazionale sudafricano dalla Coppa d’Africa del 2008. Le speranze del Sudafrica passano anche e soprattutto dai piedi di Steven Pienaar, la cui inventiva, in particolare alla luce dell’esclusione di Benni McCarthy, sarà necessaria per sperare di passare il primo turno. Ventottenne, mancino, ala schierabile su entrambi i lati del campo, Pienaar ha iniziato la sua carriera diciassettenne nell’Ajax Capetown, serbatoio del più famoso Ajax di Amsterdam. Volato in Olanda nel 2001, ha vinto due titoli nazionali nel 2002 e nel 2004, diventando un punto fisso di una squadra che comprendeva tra gli altri Wesley Sneijder e Andy van der Meyde. Dopo una stagione sottotono al Borussia Dortmund, è passato in prestito all’Everton, squadra che lo ha successivamente acquistato e con cui nel 2008/09 Pienaar ha raggiunto il massimo palcoscenico del calcio inglese: la finale di FA Cup a Wembley. Nella stagione appena terminata è stato votato miglior giocatore dell’Everton e della federazione sudafricana. In nazionale è arrivato nel 2002, restando però in panchina per la Coppa del Mondo di quell'anno.


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Ottavi di finale Ottavi di finale Ottavi di finale Ottavi di finale Squalificata Quarti di finale Non qualificata Primo turno Non qualificata Quarti di finale Primo turno Primo turno Primo turno Primo turno Primo turno Non partecipante Non qualificata Primo turno

Esordio internazionale: 1 gennaio 1 923, C. del Guatemala

Guatemala - Messico 2-3

Palmares: quattordicesima partecipazione, due volte ai quarti di finale (1 970, 1 986).

Mondiali:

Campionato CONCACAF - Coppa d'Oro: otto volte campione (1 965, 1 971 , 1 977, 1 993, 1 996, 1 998, 2003, 2009), due secondi posti (1 967, 2007), tre terzi posti (1 973, 1 981 , 1 991 ). Olimpiadi: otto partecipazioni. Più presenze in nazionale: Claudio Suárez (1 78) Miglior marcatore: Jared Borgetti (46)

1 1 giugno 201 0 - Soccer City, Johannesburg Sudafrica - Messico (h. 16:00) 1 7 giugno 201 0 - Peter Mokaba, Polokwane Francia - Messico (h. 20:30) 22 giugno 201 0 - Royal Bafokeng, Rustenburg Messico - Uruguay (h. 16:00)

Javier Aguirre la sa lunga, per perdere di vista l’equilibrio tattico che il suo Messico dovrà dimostrare nel prossimo Campionato del Mondo. Una difesa non eccezionale in quanto a velocità e controllo dell’uomo deve essere aiutata dal filtro massiccio del centrocampo e dai ripiegamenti delle punte esterne, abili nel dribbling e resistenti. Poi tutto ruoterà intorno al centravanti, che deve azzeccare il mese giusto. Se tutto fila liscio in questo quadra, Aguirre è un volpone capace di far del male a parecchie big. Il portiere è uno dei tanti dubbi di Aguirre il vertical: Óscar Pérez, 37enne che gioca nel Jaguares de Chiapas e ha con la Tricolor un conto aperto e mai saldato, Guillermo Ochoa, il papa designato prima del conclave o Luis Ernesto Michel del Chivas, che può far saltare il banco? Il mal di testa per il portiere passa quando si parla di difesa. Difesa a tre dall’inizio, con l’esperienza e le stellette europee degli intoccabili Osorio, Salcido e Márquez, con Francisco Rodríguez, Héctor Moreno ed Efraín Juárez pronti a subentrare nel momento in cui i titolari fanno vedere gli anni che si portano appresso. Il centrocampo messicano è da sempre un enigmatico rompicapo. Il metronomo dovrebbe essere Torrado, a modulare un calcio in minore come solo i numeri 6 messicani

sanno fare, mentre i dioscuri saranno Guardado, pronto a metterci grinta ed esplosività e Israel Castro, quando c’è da chiudere gli spazi. Completano il centrocampo le tre mezzepunte: di partenza dovrebbero essere Giovani dos Santos a sinistra, Carlos Vela centrale, Pablo Barrera a destra. Blanco è il caporione che in campo deve scendere, con Vela che si sposta in fascia, mentre il panciuto attaccante atterra vicino al centravanti. Ecco, proprio il centravanti diventa un altro dubbio bello complicato da decifrare. La ragione direbbe Javier Hernández, grande acquisto del Manchester United e potenziale craque assoluto dell’intero mondiale. È un Džeko più decisivo in zona goal, con un colpo di testa micidiale e una velocità di base molto difficile da gestire per il marcatore. Se lui inizia a segnare, non si ferma più ed è titolare fisso. Se invece va subito in bianco, Aguirre ha bello pronto Guillermo Franco, che non è più la vecchia punta di diamante del sottomarino giallo dei tempi d’oro, ma è un centravanti che sa giocare bene in assistenza delle mezzepunte, proprio perché impostato con quel tipo di gioco durante gli anni al Villarreal. Dove può arrivare un Messico messo così? Il primo turno lo passa, facendo sudare se non sangui­ nare la Francia. Decisiva per capire le sue potenzialità la prima partita con il Sudafrica.

GIRONE A - Messico

2006 2002 1 998 1 994 1 990 1 986 1 982 1 978 1 974 1 970 1 966 1 962 1 958 1 954 1 950 1 938 1 934 1 930

Numero 0 • Giugno 201 0


GIRONE A - Messico

Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net 1 13 23 2 3 4 5 12 15 16 19 20 6 8 18 7 9 10 11 14 17 21 22 CT

NOME Óscar PÉREZ Guillermo OCHOA Luis Ernesto MICHEL Francisco Javier RODRÍGUEZ Carlos SALCIDO Rafael MÁRQUEZ Ricardo OSORIO Paul AGUILAR Héctor MORENO Efraín JUÁREZ Jonny MAGALLÓN Jorge Torres NILO Gerardo TORRADO Israel CASTRO Andrés GUARDADO Pablo BARRERA Guillermo FRANCO Cuauhtémoc BLANCO Carlos VELA Javier HERNÁNDEZ Giovani dos SANTOS Adolfo BAUTISTA Alberto MEDINA Javier AGUIRRE

P P P D D D D D D D D D C C C A A A A A A A A

01.02.1973 13.07.1985 21.07.1979 20.10.1981 02.04.1980 13.02.1979 30.03.1980 06.03.1986 17.01.1988 22.02.1988 21.11.1981 16.01.1988 30.04.1979 20.12.1980 28.09.1986 21.06.1987 03.11.1976 17.01.1973 01.03.1989 01.06.1988 11.05.1989 15.05.1979 29.05.1983 01.12.1958

Numero 0 • Giugno 201 0

SQUADRA Jaguares América Guadalajara PSV Eindhoven (NED) PSV Eindhoven (NED) Barcelona (ESP) Stuttgart (GER) Pachuca Az Alkmaar (NED) UNAM Guadalajara Atlas Cruz Azul UNAM Deportivo La Coruña(ESP) UNAM West Ham (ENG) Veracruz Arsenal (ENG) Guadalajara Galatasaray (TUR) Guadalajara Guadalajara

Guardado

Quest’anno Rafael Márquez ha pascolato per il Camp Nou senza metterci troppo impegno, neanche in quelle partite in cui è sceso fisicamente in campo, oscurato dall'indissolubile coppia Puyol­Piqué, visto che il passo non è più quello deciso di un tempo. Márquez è diventato una riserva che si riserva di dare il meglio di sé quando è il momento giusto. Senza infortuni grandi e piccoli, il Mondiale è il periodo giusto per darsi una svegliata e dare un senso a questo 2010. In campo non accetta discussioni e fa talmente tanto il personaggio che la sua faccia da attore di soap argentine lo fa essere ancora meno credibile. Chissà dove andrà a giocare quando il Barcelona deciderà di liberarsene. Lo vedo capitano dei sette mari in una media squadra italiana. Fantacalcio?

CHI È DENTRO E CHI È FUORI

Solo uno dei fratelli dos Santos parteciperà alla Coppa del Mondo sudafricana: all'ultimo taglio operato da Javier Aguirre per arrivare alla lista definitiva è saltato il giovane Jonathan dos Santos, centrocampista del Barcelona e fratello di Giovani, che ora minaccia di lasciare la squadra per l'esclusione di Jonathan. Tagliati insieme a dos Santos i difensori Juan Carlos Valenzueta e Adrián Aldrete, mentre è stato confermato l'attaccante Javier Hernández, fino a questo momento tra i dubbi di Aguirre. IL COMMISSARIO TECNICO

Ochoa Osorio

IL CAPITANO

Magallón

Márquez

Torrado

Juárez Vela

Hernández

Salcido dos Santos

Un calcio di iniziativa non vuole dire scapicollarsi in attacco, in attesa dello sfondamento per usura. Il calcio messicano ha perso troppe partite per ingordigia e Javier Aguirre è l’allenatore giusto per fare capire a tutti che si gioca nei propri spazi ed attraverso di loro, non soltanto con la palla al piede per mezzo della velocità e della tecnica di base. Deve scegliere tra tre portieri, tutti potenziali numeri uno, dare leadership concreta a Márquez, gestire Blanco, rivitalizzare Torrado, dare una dimensione finalmente sensata allo svariare di Giovani dos Santos, far esplodere Hernández. Auguri!


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Numero 0 • Giugno 201 0 LA PROMESSA E IL CAMPIONE

IL CAMPIONATO NAZIONALE

Primera Division

Apertura

1 2 3 4 5

Squadra

Pt

Toluca 35

Clausura

Squadra

Albo d'oro

Pt

Monterrey 36

Cruz Azul 33

Guadalajara 32

América 30 Monterrey 30

UNAM Pumas 28

Monarcas 33

Toluca 30

Santos 28

Guadalajara

Squadra

América Toluca

Cruz Azul

UNAM Pumas

11 10 8 6

Ultimo

Ap 2006 Cl 2005 Cl 2010

Inv 1997 Cl 2009

Santos 27

América 25 Morelia 25

Un altro ragazzo cresciuto a Guadalajara potrebbe invece sbocciare in Sudafrica. Carlos Alberto Vela Garrido attaccante esterno ed eterna promessa dell’Arsenal. Dopo aver trascinato a suon di reti il Messico under 17 alla vittoria del suo primo Campionato del Mondo di categoria, Vela si è un po’ perso. Dopo due anni in prestito in Spagna, nel successivo biennio alla corte di Wenger non è riuscito a ritagliarsi molte presenze. A soli ventun’anni però, Vela ha grosse possibilità di giocare un Mondiale da titolare. Vedremo se i consigli del navigato compagno di reparto Blanco lo aiuteranno a fare quel salto di qualità che tutto il Messico si attende da lui.

GIRONE A - Messico

Toluca e Monterrey sono state le due grandi protagoniste del campionato messicano nella stagione 2009/201 0. Il 7 Puebla 26 della lega prevedeva un 8 Pachuca 24 Pachuca 25 formato campionato di Apertura e uno di Clausura, 9 Atlante 23 Cruz Azul 25 in ciascuno dei quali il campione era Tigres 22 10 Atlas 24 determinato da un playoff disputato dalle 11 San Luis 21 Querétaro 21 prime otto squadre. Se Toluca ha dominato Jaguares 19 la regular season della lega di Apertura, è 12 Estudiantes 20 Jaguares 19 13 Puebla 19 stato Monterrey a trionfare ai playoff: la 14 Guadalajara 19 Estudiantes 19 stessa cosa a parti invertite è successa nel torneo di Clausura, denominato quest'anno 15 Tigres 19 Atlas 18 Bicentenario, in celebrazione dei 200 anni 16 Atlante 16 dall'inizio della guerra d'indipendenza Querétaro 18 17 UNAM Pumas 17 Indios 15 messicana. San Luis 14 Retrocessi dalla Primera Division son stati 18 Indios 6 gli Indios di Ciudad Juárez, verdetto Monterrey Campione Apertura (playoff) decretato da una complessa interpolazione Campione Clausura (playoff) Toluca dei risultati delle regular season dal 2007 Retrocessa Indios ad oggi. A sostituirla per la prossima stagione salirà il Necaxa, retrocessa dell'anno scorso, che ha dominato la Liga de Ascenso vincendo sia la lega di Apertura sia quella di Clausura. 6

A trentasette anni suonati Cuauhtémoc Blanco è un campione incamminato inesorabilmente verso il viale del tramonto. Poiché però l’esclusione da Germania 2006 gli brucia ancora è probabile che, a distanza di otto anni, l’attaccante del Veracruz vorrà riproporre alla platea mondiale quei numeri da circo che lo avevano reso celebre. Più ancora che da Blanco però i destini del Messico dipenderanno molto da José Andrés Guardado Hernández che, a soli ventitré anni, gioca già come un veterano. “El Principito” infatti, dopo due formidabili stagioni nel club della sua città, ha fatto le valige e da Guadalajara è atterrato a La Coruña. In tre stagioni nella Liga ha già superato le ottanta presenze dimostrando qualità e maturità tali da attirare l’attenzione dei migliori club di tutta Europa. Anche in nazionale quest’ala sinistra dal cross preciso e morbido può essere considerata un senatore, dato che ha già raggiunto le cinquantacinque presenze con la Tricolor. Dopo l’esordio nel 2005 Guardado ha preso parte ai Mondiali del 2006 collezionando una sola presenza nella sfortunata partita contro l’Argentina. Dal 2007 invece Guardado è diventato un titolare inamovibile e in Sudafrica Aguirre si aspetta molto da lui.


GIRONE A - Uruguay

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2006 2002 1 998 1 994 1 990 1 986 1 982 1 978 1 974 1 970 1 966 1 962 1 958 1 954 1 950 1 938 1 934 1 930

Non qualificata Primo turno Non qualificata Non qualificata Ottavi di finale Ottavi di finale Non qualificata Non qualificata Primo turno 4° posto Quarti di finale Primo turno Non qualificata 4° posto

Campione del Mondo Non partecipante Non partecipante

Campione del Mondo

Esordio internazionale: 1 6 maggio 1 901 , Montevideo

Uruguay - Argentina 2-3

Palmares: Mondiali: undicesima partecipazione, due volte campione (1 930, 1 950). Coppa America: quattordici volte campione (1 91 6, 1 91 7, 1 920, 1 923, 1 924, 1 926, 1 935, 1 942, 1 956, 1 959, 1 967, 1 983, 1 987, 1 995), sei secondi posti, otto terzi posti. Olimpiadi: due ori (1 924, 1 928). Più presenze in nazionale: Rodolfo Rodríguez (79) Miglior marcatore:

Héctor Scarone (31 )

1 1 giugno 201 0 - Green Point, Città del Capo Uruguay - Francia (h. 20:30) 1 6 giugno 201 0 - Loftus Versfeld, Pretoria Sudafrica - Uruguay (h. 20:30) 22 giugno 201 0 - Royal Bafokeng, Rustenburg Messico - Uruguay (h. 16:00)

Numero 0 • Giugno 201 0

Sarà la solita sporca e cattiva squadra, piena di calciatori che hanno come primo obiettivo quello di bloccare l’avversario, innervosirlo, istigarlo alle reazioni e ad un gioco poco ragionato. Eppure, maledetti, li ameremo come abbiamo sempre fatto ogni volta che l’azzurro cenere dell’Uruguay è sceso su un campo da calcio. E quest’anno, con i campi presumibilmente pieni di pioggia e le temperature che in altura toccano i 4 gradi, il gioco diventerà ancora più duro e sporco e l’Uruguay ci sguazzerà come un sorcio nella melma. Uno dei grandi dubbi che hanno tutti, laziali in primis, è come potrà reggere l’atmosfera mondiale Fernando Muslera, abile in Italia in parate complica­ tissime, ma debole dal punto di vista della personalità, che lo porta a sbagliare sempre nelle partite dove l’errore si nota di più. Se il portiere è un po’ fifone, la difesa è fatta di scaricatori di porto con un tappeto di pelo sullo stomaco: Diego Lugano è il capitano coraggioso che mette naso e occhi dove gli altri mettono i tacchetti, e spesso ha anche ragione, Martín Cáceres sembra arrivare direttamente dagli anni ’70, con i suoi capelli al vento e il passo da trattore ingolfato, Diego Godín è un centrale mascellato che prende la palla per caso puntando direttamente ai piedi, Andrés Scotti è

un filibustiere che ha navigato per i sette mari calcistici, dal Cile alla Russia. Non meno coriaceo della difesa, per corsa e filtro, è il centrocampo. Walter Gargano porta l’acqua, Álvaro Pereira i panini con companatico di interventi sull’uomo, Diego Pérez sembra un vecchio signore che mette insieme tecnica e ferocia, Sebastián Eguren, morbido come la carta vetrata, ma capace di inserirsi in zona gol. In rampa di lancio poi Nicolás Lodeiro, ancora in rodaggio all'Ajax. Arriviamo quindi alle punte, tutte diverse e ben incastrabili nei giochi di scambi che il Maestro Tabárez vuole organizzare per la competizione africana. Il Pichichi e Scarpa d’oro 2009 non è uno dei classici goleador poco gioco e molta attesa, ma una seconda punta che ha saputo riciclarsi centravanti d’area e riesce a trovarsi nei posti giusti mentre le azioni si sviluppano. Diego Forlán è una garanzia e su questo non ci piove, ma quest’anno il vero boom è stato quello di Luis Suárez, in passato ala destra con velocità di base discreta e cross sbilenco, oggi, spostato al centro, realizzatore messiano e ispi­ ratore di manovre offensive. Accanto a questi due che potrebbero segnare 13 gol in due in un mondiale, sostituti di tutt’altra stazza: Cavani, ancora più maturato con Delio Rossi e Sebastián Abreu, un loco alla Palermo che servirà nei momenti caldi.


Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net NOME Fernando MUSLERA Juan CASTILLO Martín SILVA Diego LUGANO Diego GODÍN Jorge FUCILE Mauricio VICTORINO Maximiliano PEREIRA Andrés SCOTTI Martín CÁCERES Walter GARGANO Sebastián EGUREN Álvaro PEREIRA Nicolás LODEIRO Diego PÉREZ Egidio ARÉVALO RÍOS Ignacio GONZÁLEZ Álvaro FERNÁNDEZ Edinson CAVANI Luis SUÁREZ Diego FORLÁN Sebastián ABREU Sebastián FERNÁNDEZ Oscar Washington TABÁREZ

P P P D D D D D D D C C C C C C C C A A A A A

16.06.1986 17.04.1978 25.03.1983 02.11.1980 16.02.1986 19.11.1984 11.10.1982 08.06.1984 14.12.1975 07.04.1987 23.07.1984 08.01.1981 28.11.1985 21.03.1989 18.05.1980 01.01.1982 14.05.1982 11.10.1985 14.02.1987 24.01.1987 19.05.1979 17.10.1976 23.05.1985 03.03.1947

SQUADRA Lazio (ITA) Deportivo Cali (COL) Defensor Sporting Fenerbahçe (TUR) Villareal (ESP) Porto (POR) Universidad de Chile (CHI) Benfica (POR) Colo­Colo (CHI) Juventus (ITA) Napoli (ITA) AIK (SWE) Porto (POR) Ajax (NED) Monaco (FRA) Peñarol Levadiakos (GRE) Universidad de Chile (CHI) Palermo (ITA) Ajax (NED) Atlético Madrid (ESP) Botafogo (BRA) Banfield (ARG)

IL COMMISSARIO TECNICO Oscar Tabárez è l’allenatore con maggiore esperienza globale del Mondiale. Il Maestro allenò già a Italia '90 una delle migliori e più difficili squadre delle notti magiche, riuscendo a far coesistere la classe infinita di Francescoli con il guizzo di Aguilera e Sosa. Da quella esperienza con l’Uruguay, Tabárez riparte per questa seconda avventura mondiale, dovendo mettere insieme almeno tre punte tutte differenti: Forlán, Suárez e Cavani, se non addirittura l'anarchico Abreu. La sua più grande capacità è stringere difesa e centrocampo intorno alla volontà di aiutarsi e coprire tutti gli spazi. In un girone in cui sembra spacciato perché la France c’est la France, il Sudafrica deve arrivare agli ottavi e il Messico è in forma, va a finire che il controgioco di Tabarez è quello che ci vuole.

CHI È DENTRO E CHI È FUORI

Jorge Andrés Martínez, punta del Catania dal 2007 con 25 reti all'attivo nel campionato italiano, non è nella lista dei ventitre componenti della squadra dell'Uruguay per la Coppa del Mondo. Gli esclusi dell'ultimo momento, insieme a Martínez, sono Álvaro González del Nacional e Jorge Marcelo Rodríguez del River Plate di Montevideo. Nonostante non abbia preso parte alla campagna di qualificazione e sia una novità nell'assetto della squadra, è stato invece confermato il giovane Nicolás Lodeiro. IL CAPITANO

Muslera Cáceres

Lugano

Godín

Fucile

Á. Pereira

Gargano

Pérez

Lodeiro

Forlán

Suárez

Diego Lugano non è un calciatore come gli altri, soprattutto nel calcio contemporaneo, troppo poco sincero in campo e fuori per dimostrare ardore che non sia allodola per tifosi. Lugano in tutte le squadre in cui ha giocato e in ogni situazione ambientale ha preso in mano le proprie squadre e gli ha infuso coraggio, delle volte spingendosi al limite dell’espulsione, fino a superarla con il sorriso da marachella. Passato ai turchi del Fenerbahçe dopo aver vinto Libertadores e Intercontinentale con il San Paolo, il biondone è già un cult in vita e diventerà uno dei calciatori che ricorderemo con gusto, quando parleremo ai nipoti del calcio degli anni 2000.

GIRONE A - Uruguay

1 12 23 2 3 4 6 16 19 22 5 8 11 14 15 17 18 20 7 9 10 13 21 CT

Numero 0 • Giugno 201 0


GIRONE A - Uruguay

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Numero 0 • Giugno 201 0 LA PROMESSA E IL CAMPIONE

IL CAMPIONATO NAZIONALE

Apertura 1

Squadra

Pt

Nacional 36

2

Liverpool 29

4

Wanderers 26

3 Defensor Sport. 29 5

Albo d'oro

Primera División

Peñarol 26

Clausura Squadra

Pt

Peñarol 43 Cerro 29

Fénix 29 Nacional 27

River Plate 23

Peñarol

Squadra

Nacional

River Plate

Montevideo Wanderers Defensor Sporting

Ultimo

48 2009­2010 42 2008­2009 4

1914 1931

2007­2008

Quarantottesima affermazione del Peñarol nella massima serie del campionato uru7 Danubio 23 Liverpool 22 guagio: i carboneros di Montevideo, arrivati 8 River Plate 23 Rampla Juniors 22 quinti nella lega di Apertura, si sono Racing 20 Racing 19 guadagnati l'accesso al playoff vincendo 9 nettamente il campionato di Clausura, con Cerrito 18 10 Tacuarembó 18 quattordici punti di distacco sulle inse11 Cerro Largo 16 Defensor Sport. 17 guitrici Cerro e Fénix e grazie alle 1 4 reti di 12 Danubio 16 Antonio Pacheco, che già aveva realizzato Tacuarembó 16 13 Central Español 12 Wanderers 15 otto reti nella prima parte della stagione. 14 Cerro 11 Cerrito 14 L'Apertura era stata dominata dal Nacional, Atenas 11 15 Cerro Largo 12 ma il Peñarol, avendo ammassato più punti Atenas 10 nel conteggio complessivo della stagione, 16 Fénix 6 affrontava il playoff da una situazione di Campione (playoff) Peñarol vantaggio. A Pacheco e compagni bastava Cerrito, Cerro Largo, vincere la prima gara per mettere le mani Retrocesse Atenas sul titolo, mentre il Nacional, per mettere in discussione il primato del Peñarol avrebbe dovuto batterlo nell'incontro iniziale e poi di nuovo. Nonostante lo spiraglio aperto per il Nacional dalla doppietta di García in gara 1 (terminata 2-0), Pacheco segnava l'unica rete del ritorno e in gara 3 al Peñarol bastava un pareggio 1 -1 (reti di Aguirregaray per i gialloneri e di Lembo per i bianchi) per aggiudicarsi il titolo. 6 Rampla Juniors 24 Central Español 22

Sebbene il ventunenne Nicolás Lodeiro rappresenterà per i prossimi dieci anni il futuro dell’Uruguay, non è scontato che Tabárez gli concederà le chiavi della regia. Se saranno preferiti González o Gargano al giovane neoacquisto dell’Ajax tutta la fantasia e la creatività ricadrà sulle spalle di un altro “lanciere”, Luis Alberto Suárez. Potrebbe sembrare riduttivo definire promessa questa seconda punta ­ in grado peraltro di giostrare tranquillamente da trequartista ­ che nell’ultima stagione ha sfiorato quota 50 segnando una rete a partita. È vero però che, dopo essere stato una colonna dell’under 20, Suárez è chiamato ora a fare il definitivo salto di qualità. Il Mondiale potrà essere la sua rampa di lancio. Ad attenderlo al varco non ci saranno solo tutti i tifosi della Celeste che già lo idolatrano come il nuovo Francescoli, ma anche i direttori sportivi dei club di mezza Europa, già pronti a soffiarlo all’Ajax ben prima della scadenza del contratto fissata per il 2012.

Tuttavia il campione chiamato a dare la differenza per la Celeste sarà soprattutto Diego Forlán. Il trentunenne di Montevideo, figlio d’arte, è sempre stato un’attaccante con il gol nel sangue. Negli ultimi anni però, da onesto gregario giramondo qual era, si è trasformato in un goleador implacabile. Capocannoniere e Scarpa d’Oro nel 2005 e nel 2009, quest’anno Forlán ha provato anche la gioia di vincere un trofeo importante. Grazie alla sua doppietta al Fulham infatti, l’Atlético Madrid si è aggiudicata l’Europa League. Dopo aver trascinato l’Uruguay alla qua­ lificazione mettendo a referto ben 7 reti, l’ex­attaccante di Independiente, Manchester e Villarreal sa che quello sudafricano potrebbe trasformarsi nel suo Mondiale. Diego Forlán, che può vantare una presenza e un gol ai Mondiali del 2002, ha ormai raggiunto la maturità giusta per caricarsi sulle spalle assieme a capitan Lugano la sua nazionale.


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2° posto Primo turno

Campione del Mondo Non qualificata Non qualificata 3° posto 4° posto Primo turno Non qualificata Non qualificata Primo turno Non qualificata 3° posto Primo turno Non qualificata Quarti di finale Primo Turno Primo turno

Esordio internazionale: 1 maggio 1 904, Bruxelles

Belgio - Francia 3-3 Palmares:

Mondiali: tredicesima parte-

cipazione, una volta campione (1 998), un secondo posto (2006), due terzi posti (1 958, 1 986). Europei: due volte campione (1 984, 2000), un terzo posto (1 996). Olimpiadi: un oro (1 984), un argento (1 900). Più presenze in nazionale: Liliam Thuram (1 42) Miglior marcatore: Thierry Henry (51 )

1 1 giugno 201 0 - Green Point, Città del Capo Uruguay - Francia (h. 20:30) 1 7 giugno 201 0 - Peter Mokaba, Polokwane Francia - Messico (h. 20:30) 22 giugno 201 0 - Free State, Bloemfontein Francia - Sudafrica (h. 16:00)

A centosei anni dal proprio esordio internazionale (un 3 a 3 ottenuto in quel di Bruxelles contro il Belgio) la Francia si presenta al Mondiale sudafricano per cercare la seconda affermazione iridata della propria storia. Arrivata alla tredicesima parte­ cipazione, infatti, la nazionale transal­ pina è stata capace di imporsi in una sola occasione: correva l’anno 1998 e quella che è stata forse la squadra più forte nella storia dei Galletti – non a caso due anni più tardi si seppero imporre anche all’Europeo – vinse il Mondiale casalingo stracciando per 3 a 0 il Brasile di Ronaldo in finale. Per provare a bissare quel successo, quindi, i nostri cugini si presentano ai blocchi di partenza con una squadra interessante costruita mixando a dovere esperienza e forze fresche. Domenech potrà infatti contare sui giovani portieri Lloris e Mandanda, con il primo favorito per il ruolo di titolare; a schermare quello che sarà il portiere ci penseranno invece i vari Sagna, Abidal, Evra e Gallas: tutti calciatori di un certo spessore tecnico nonché con ormai sulle spalle un bagaglio d’espe­ rienza da vendere. Le stelle del centrocampo saranno invece Yoann Gourcuff e Franck Ribéry, i giocatori dotati di più talento ed inventiva tra tutti quelli convocati per il Mondiale sudafricano. L’attacco, infine, verterà

sul buon Henry, pronto a sparare quelle che probabilmente saranno le sue ultime cartucce a questo livello, che potrà avere al fianco, a seconda delle intenzioni del proprio C.T., giocatori di valore come Anelka, Gignac o Cissé. Ha causato invece stupore l’esclusione di Karim Benzema: vero è che il talento franco­ algerino non viene da una grande stagione in quel di Madrid, altrettanto vero, però, che il futuro del reparto offensivo di questa squadra è proprio lui e che un’esperienza come un Mon­ diale, anche non vissuto da stella, avrebbe sicuramente potuto aiutare a crescerlo. Come questa squadra si sia qualificata al Mondiale è noto a tutti: dopo aver terminato al secondo posto, dietro la Serbia, il Gruppo 7 i francesi hanno dovuto affrontare l’Eire allo spareggio. E qui, decisiva, fu la mano galeotta di Henry, che trascinò i suoi ai Mondiali grazie ad un controllo palesemente irregolare. In Sudafrica, quindi, i Gal­ letti non avranno vita facilissima: oltre ai padroni di casa, che rischiano comunque di essere la vittima sacri­ ficale del Gruppo A, se la dovranno infatti vedere con Messico ed Uruguay, due squadre che pur non godendo dei favori del pronostico potrebbero co­ munque giocare qualche brutto scher­ zo ai nostri cugini transalpini. In Fran­ cia il ricordo del Mondiale 2002 brucia ancora.

GIRONE A - Francia

2006 2002 1 998 1 994 1 990 1 986 1 982 1 978 1 974 1 970 1 966 1 962 1 958 1 954 1 950 1 938 1 934 1 930

Numero 0 • Giugno 201 0


GIRONE A - Francia

Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net 1 16 23 2 3 4 5 6 13 17 22 8 14 15 18 19 7 9 10 11 12 20 21 CT

NOME Hugo LLORIS Steve MANDANDA

Cédric CARRASSO Bacary SAGNA Éric ABIDAL Anthony RÉVEILLÈRE William GALLAS Marc PLANUS Patrice EVRA Sébastien SQUILLACI Gaël CLICHY Yoann GOURCUFF Jérémy TOULALAN Florent MALOUDA Alou DIARRA Abou DIABY Franck RIBÉRY Djibril CISSÉ Sidney GOVOU André­Pierre GIGNAC Thierry HENRY Mathieu VALBUENA Nicolas ANELKA Raymond DOMENECH

P P P D D D D D D D D C C C C C A A A A A A A

26.12.1986 28.03.1985 30.12.1981 14.02.1983 11.09.1979 10.11.1979 17.08.1977 07.03.1982 15.05.1981 11.08.1980 26.07.1985 11.07.1986 10.09.1983 13.06.1980 15.07.1981 11.05.1986 07.04.1983 12.08.1981 27.07.1979 05.12.1985 17.08.1977 28.09.1984 14.03.1979 24.01.1952

Numero 0 • Giugno 201 0

SQUADRA Olympique Lyonnais Olympique de Marseille Girondins de Bordeaux Arsenal (ENG) Barcelona (ESP) Olympique Lyonnais Arsenal (ENG) Girondins de Bordeaux Manchester United (ENG) Sevilla (ESP) Arsenal (ENG) Girondins de Bordeaux Olympique Lyonnais Chelsea (ENG) Girondins de Bordeaux Arsenal (ENG) Bayern München (GER) Panathinaikos (GRE) Olympique Lyonnais Toulouse Barcelona (ESP) Bayern München (GER) Chelsea (ENG)

IL COMMISSARIO TECNICO Nativo di Lione, ma di origine spagnola, Raymond Domenech spese buona parte della sua carriera di calciatore tra Olympique Lyonnais e Strasburgo, prima di chiudere come allenatore­giocatore nel modesto Mulhouse. Dopo tre anni il ritorno a casa: ad attenderlo c’era il suo Lione, che riuscì a riportare in Ligue 1 in una sola stagione. Nel 1993 entrò nel giro della nazionale, prima come allenatore dell’under 21 (per ben undici anni, guadagnando un bronzo ed un argento europeo) poi, dal 2004, come allenatore della nazionale maggiore. Il suo palmares di allenatore è piuttosto scarno: in carriera Domenech ha infatti vinto un solo campionato di Ligue 2, tanto che il risultato migliore lo fece segnare nel corso dell’ultimo Mondiale, quando perse la finale contro gli Azzurri.

CHI È DENTRO E CHI È FUORI

Un'influenza intestinale ha fatto la scelta definitiva al posto di Domenech: quando il problema di salute di Lassana Diarra ha fermato il giocatore, il CT francese ha deciso di non chiamare rimpiazzi e di dare piena fiducia ai 23 giocatori rimasti, ratificandoli come lista ufficiale per la Coppa del Mondo. Già esclusi dalla lista preliminare erano stati Patrick Vieira, Karim Benzema e Samir Nasri, le cui stagioni sono state segnate da uno stato di forma non esaltante o, nel caso di Nasri, da infortuni pesanti. IL CAPITANO

Lloris Sagna

Gallas

Abidal

Evra

Gourcuff

Toulalan

A. Diarra

Ribéry

Henry

Anelka

Francese di Les Ulis ­ dipartimento dell’Essonne ­ ma di madre martinicana e padre guadalupese, Thierry Henry è stato uno degli attaccanti più forti dell’ultimo decennio. Passato dall’accademia nazionale di Clairefontaine, completa la sua maturazione calcistica nel Principato di Monaco, diventando un calciatore professionista. Dopo la poco fortunata parentesi juventina, fa la fortuna e la sfortuna dell’Arsenal per poi trasferirsi dopo otto stagioni al Barcellona, dove con Eto’o e Messi formerà uno degli attacchi più devastanti al mondo. In carriera ha già vinto tutto, con la propria nazionale. La fame di ripetersi, però, non gli mancherà certo.


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Numero 0 • Giugno 201 0 LA PROMESSA E IL CAMPIONE

IL CAMPIONATO NAZIONALE

Ligue 1

Squadra

Pt

1

Olympique de Marseille 78

3

Auxerre 71

2 4 5

Olympique Lyonnais 72 Lille 70

Montpellier 69

6

Girondins de Bordeaux 64

8

Monaco 55

7

Lorient 58

Albo d'oro

Squadra Saint­Étienne

Ultimo

10 1980­1981

Nantes

9 2009­2010 8 2000­2001

Monaco

1999­2000

Olympique de Marseille Olympique Lyonnais Girondins de Bordeaux Stade de Reims

7 6

2007­2008 2008­2009 1961­1962

Stade Rennais 53

GIRONE A - Francia

L’Olympique Marsiglia torna ad essere campione di Francia diciotto anni dopo l’ultimo titolo. La squadra allenata dall’ex-bian10 Valenciennes 52 conero Deschamps, infatti, ha avuto la meglio Lens 48 11 sull’agguerrita concorrenza di Lione ed Nancy­Lorraine 48 12 Auxerre, distanziate a fine campionato di sei Paris Saint­Germain 47 13 e sette punti. L’unico posto valevole per 14 Toulouse 47 l’Europa League assegnato in campionato è 15 Nice 44 invece andato al Lille. Solo sesti, quindi, i campioni in carica del Bordeaux. Continua 16 Sochaux 41 invece la crisi della squadra capitolina: il Saint­Étienne 40 17 Paris Saint-Germain si è infatti piazzato solo Le Mans 32 18 tredicesimo, a ben 23 punti dalla zona EL e 19 Boulogne Côte d'Opale 31 trentuno dalla vetta. I parigini, oltre alle 20 Grenoble 23 difficoltà sul campo di gioco, sono stati colpiti anche dalla tragedia sugli spalti: la spaccatura tra le sue frange di tifosi è sfociata nelle violenze che hanno causato la morte di un giovane di origine algerina. Retrocessione, invece, per il Le Mans e le piccole Boulogne e Grenoble: queste tre verranno quindi rimpiazzate da Caen – campione della Ligue 2 -, Brest ed Arles. Niente promozione, quindi, per Metz e, soprattutto, la nobile decaduta Nantes. 9

Passato, presente e futuro legati da un unico obiettivo: vincere il Mondiale. E se Titì Henry rappresenta al meglio la prima categoria Ribéry e Lloris sono invece, rispettivamente, il campione attorno cui gravitano buona parte delle speranze francesi ed il giovane rampante la cui fame di vittorie potrebbe risultare decisiva in ottica Mondiale. Franck Ribéry, nato 27 anni fa a Boulogne­sur­Mer, cominciò a giocare proprio nel club della sua città. Gli inizi della sua carriera non furono brillanti, nonostante il talento non gli mancasse di certo. Dopo tre stagioni disputate ai margini del calcio francese, a 21 anni passa al Metz. In Lorena, però, Ribéry non si ambienta al meglio tanto che in gennaio lascerà la Francia per tentare un’avventura esotica: a puntare su di lui è infatti il Galatasaray, club turco che lo convince a trasferirsi ad Istanbul. Alla fine di quella stagione decide di rientrare in patria, questa volta tra le fila del prestigioso Olympique Marsiglia. A Marsiglia Ribéry mette a tacere tutti gli scettici, affermandosi come vera e propria stella del calcio mondiale. Nell’estate del 2007 risponde alla chiamata del Bayern Monaco, club in cerca di rifondazione dopo il naufragio del campionato appena terminato: in Germania Ribéry ha la sua definitiva consacrazione, arricchendo il proprio palmares, fino a quel momento limitato a una Türkiye Kupası ed una Coppa Intertoto. Hugo Lloris è nato invece a Nizza, città che oltre a dargli i natali lo crebbe come calciatore, facendolo anche esordire tra i professionisti. Impostosi subito come uno dei migliori portieri della Ligue 1, è stato quindi ingaggiato nell’estate del 2008 dal Lione, squadra che gli diede senza timori il compito di difendere i propri pali. E lui, con altrettanta spavalderia, ha ripagato al meglio la fiducia, andando a convincere anche Domenech del fatto che, quantomeno con Frey fuori dai giochi, sia lui il miglior portiere di Francia.


GIRONE A - Oltre il calcio

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Una prima storica, una vittoria da pietra miliare. Nel freddo dell’Estadío Pocitos di Montevideo, col termometro sotto lo zero e tremila spettatori radunati per assistere all’evento, la Francia aveva vinto la partita inaugurale del primo Mondiale di calcio, battendo 4­1 il Messico e segnando, attraverso i piedi di Lucien Laurent del Sochaux, la prima rete nella storia della Coppa del Mondo, dopo diciannove minuti di gioco. A capitanare quella pionieristica spedizione era Alexandre Villaplane, in quel mo­ mento stella del calcio ed eroe nazio­

nale. Era il 13 luglio 1930. Quattordici anni e mezzo più tardi, il 26 dicembre 1944, Villaplane sarebbe stato fucilato come traditore.

I francesi erano partiti il 21 giugno da Villefranche­sur­Mer, condividendo per due settimane il transatlantico Conte Verde con le altre tre squadre europee partecipanti – Belgio, Romania e Jug­ oslavia – e raccogliendo a Rio de Janeiro la nazionale brasiliana. In Uruguay erano approdati il 4 luglio, a una settimana dal calcio d’inizio. A scendere in campo con­

Numero 0 • Giugno 201 0

tro il Messico furono Thépot, Mattler, Chantrel, Capelle, Delfour, Villaplane, Pinel, Laurent, Langiller, Liberati e Ma­ schinot. Lucien Laurent, che sarebbe poi stato prigioniero di guerra dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, aveva segnato girando al volo dal limite dell’area un passaggio della rapida ed elegante ala destra Ernest Libérati. Marcel Langiller raddoppiò al 40’ dopo un’azione personale, mentre André Maschinot aggiunse la terza rete due minuti più tardi, chiudendo la prima frazione di gioco sul 3­0. Ridotti in dieci

e con il difensore Augustin Chantrel in porta per via dell’infortunio occorso al 26’ al portiere Alexis Thépot, i francesi concessero una sola rete nel secondo tempo, rincarando la dose di nuovo con Maschinot a tre minuti dalla fine. Nelle partite seguenti il successo disertò i francesi: due sconfitte 1­0 contro l’Ar­ gentina e il Cile conclusero l’avventura della Francia alla prima Coppa del Mondo.

Sarebbero state le ultime partite in nazionale per Alexandre Villaplane, un pied­noir, un Francese di Algeria. Nato a Constantine, principale centro della regione nord­orientale algerina, si trasferì dagli zii in Francia all’età di sedici anni, cominciando a giocare per il Football Club de Sète. Nel 1927 passò allo Sporting Club Nîmois sotto la promessa di un lavoro ben pagato: erano i tempi dell’amateurisme marron, quando il professionismo non era per­ messo, anche se le squadre trovavano diversi modi di aggirare le regole e pagare per assicurarsi i giocatori migliori. Centrocampista energetico dal tackle rude, dotato di buona abilità tattica nel passaggio e del colpo di testa più ammirato della nazione, Villaplane cominciò a destare l’attenzione di tutta la Francia e l’11 aprile 1926 fece il proprio esordio in nazionale in una vittoria 4­3 ai danni del Belgio, primo nativo nord­africano a vestire la maglia dei Bleus. Nel 1929, tre anni prima che il professionismo venisse accettato oltral­ pe, Villaplane passò a quel Racing Club


Pianeta Sport • www.pianeta-sport.net de Paris che stava facendo di tutto per costruire la squadra più forte di Francia, ottenendo sottobanco un ingaggio da favola che non cercò di nascondere, scialacquandolo tra i locali della vita notturna di Parigi e le scommesse all’ippodromo. In quel periodo il centrocampista cominciò a fare co­ noscenze non limpide nella malavita parigina.

Bastidienne di Bordeaux, fu cacciato e terminò ingloriosamente la sua carriera di calciatore. Nel 1935 finì in carcere per uno scandalo legato alle corse dei cavalli.

Quando nel giugno del 1940 i tedeschi marciano su Parigi, Villaplane sta pas­ sando le sue giornate alla Prison de la Santé di Parigi, per atti di banditismo e contrabbando d’oro. Al momento del suo rilascio viene contattato da uno dei personaggi più oscuri della storia di Francia: Henri Chamberlin, detto Lafont, capo della Carlingue, la Gestapo fran­ cese. Lafont, Villaplane e i loro sodali cercano di mungere tutte le fortune che possono attraverso la collaborazione con gli occupanti nazisti. Il punto di ritrovo della Carlingue, il numero 93 di rue Lauriston, diventa ben presto triste­ mente noto per le torture che vi pren­ dono luogo. Nel febbraio 1944, su proposta di Lafont e del nazionalista algerino Mohamed el­Maadi approvata dalle autorità tedesche, viene fondata la Brigade Nord­Africain, uno squadrone che aveva il suo serbatoio di reclu­ tamento nella popolazione immigrata. A Villaplane, promosso sottotenente delle SS, viene data la responsabilità di una delle cinque sezioni della Brigade.

“Saccheggiavano, stupravano, rubavano, uccidevano ed erano in combutta con i Tedeschi, con i quali compivano oltraggi ancora peggiori e esecuzioni tra le più crudeli. Hanno lasciato fuoco e rovine nella propria scia. Un testimone ci ha raccontato di come abbia visto con i suoi propri occhi questi mercenari prendere gioielli dai corpi delle loro vittime, coperti di sangue e che ancora si contorcevano. Villaplane era nel mezzo di tutto ciò, calmo e sorridente. Gioioso, quasi rinvigorito”: questa è la descri­

zione della Brigade da parte dell’accusa durante il processo a Villaplane nel dicembre 1944. Quando aveva presen­ tito che i tedeschi rischiavano di perdere la guerra, aveva tentato di ripulirsi la faccia, senza però riuscire a nascondere la propria cupidigia: proclamava di aver rischiato la vita per salvare decine di persone e chiedeva ingenti somme di denaro per garantire la propria prote­ zione. Catturato nell’agosto 1944 dalla resistenza parigina, mentre gli Alleati procedevano a tappe forzate verso la capitale francese, Alexandre Villaplane fu processato dal Tribunale della Senna nei primi dodici giorni del dicembre di quell’anno. Colpevole di almeno dieci omicidi, oltre che di alto tradimento e cospirazione con il nemico, fu fucilato a Fort de Montrouge il giorno di Santo Stefano.

GIRONE A - Francia

Il 1930 fu l’anno dell’apice per Villa­ plane: il 23 febbraio capitanò per la prima volta la Francia, perdendo 2­0 contro il Portogallo, poi in aprile indossò di nuovo la fascia in una sconfitta 6­1 da parte del Belgio. Essere il leader della nazionale alla Coppa del Mondo fu la sua gioia più grande, ma fu anche la sua ultima occasione di rappresentare il proprio paese: Villaplane smise la maglia della nazionale dopo averla indossata in

venticinque incontri ufficiali e dopo aver capitanato la squadra cinque volte e averla guidata nella prima, storica, campagna di Coppa del Mondo. Era un’icona del calcio francese, ma ben presto dilapidò ogni suo successo. Passato all’Antibes nel 1932, vinse la finale di campionato contro lo Sporting Club Fives Lille, un momento di gloria che durò poco: il risultato della partita era stato fissato in precedenza e l’Antibes perse il titolo. Villaplane, sospettato di essere l’artefice della truffa, cambiò squadra approdando a Nizza e a Bordeaux, dove si ritrovò agli ordini di Victor Gibson, l’allenatore scozzese che lo aveva scoperto e lanciato al Sète. Era ormai l’ombra del giocatore che era stato: raramente presente agli allenamenti, si trascinava disinteressato per il campo durante le partite e, dopo appena tre mesi al

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La Guida a Sudafrica 2010 - Girone A