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2013 E R B M E IC D

Istituto C om p vo nsi re

Giornale dell’Istituto Comprensivo Statale “Velletri Centro”

Una gita a...

Viale Oberdan, 1 - Tel. 06.9625522 - Fax 06.9628320 www.icvelletricentro.it - e-mail: icvelletricentro@tiscali.it

Giornale dell’Istituto Comprensivo Statale “Velletri Centro” Velletri 2013 - Anno XV

Velletri Ce ntr o


Cari lettori...

Cari lettori, accanto alle tante iniziative che accompagnano a scuola il periodo che precede il Natale, un posto speciale per noi, e per me in particolare, riveste il primo numero annuale del giornale del nostro Istituto, “Noi Centro”. L’inizio di ogni anno scolastico è caratterizzato da tanta energia, tante aspettative, tante iniziative che scalpitano per trovare un punto di avvio. Ebbene, per quanto la solerte redazione si imponga di definire il menabò del giornale in tempo utile per arrivare alla stampa senza patemi d’animo, ci sono sempre mille cose che arrivano sul tavolo all’ultimo secondo e che vogliono trovare spazio sul nostro giornale. Tante cose vuole raccontare la nostra Scuola, così tante che persino tra noi docenti e studenti le ignoriamo tutte. E allora abbia-

mo voglia che, attraverso le pagine di questa rivista, tutta la vita scolastica divenga patrimonio di tutti noi, alunni, genitori e personale della scuola, Dovrei dire tante volte grazie per tutti coloro che collaborano al raggiungimento di questo risultato che state per vedere, ma un “bravo” speciale lo devo ai nostri piccoli redattori della scuola primaria “Marcelli” che hanno portato il loro entusiasmo in redazione, regalandoci degli acrostici che sono segno insieme della loro spontaneità e della loro maturità. Spero che vi divertiate a leggere questo giornale, a scoprire quello che combinano i compagni … della porta accanto. E che siate orgogliosi di far parte di una Scuola che mostra a tutti la sua faccia migliore, quella della ricerca, dell’impegno, della solidarietà. Ai nuovi amici che conoscono ora il nostro giornalino scolastico, che ha l’ambizione di raccontare piccole e grandi storie che ci riguardano da vicino, va parimenti un ringraziamento, ma anche un invito a farne parte attiva, con suggerimenti, ma anche con critiche, che rappresenteranno un valido stimolo a far meglio. E ora non resta che augurarvi Buone Feste e …. Buona Lettura a tutti! Antonella Isopi

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Tre anni insieme

Ricordiamo tutti credo, genitori, famiglie ma principalmente i ragazzi, il 1° giorno di scuola della 1° media. Che trepidazione quel passaggio dalle elementari alle medie! Hanno nello sguardo l’ansia di chi entra in un mondo sconosciuto e pieno di ostacoli, dove ognuno porterà le proprie paure e insicurezze, un mondo dove ci saranno nuovi incontri, nuove conoscenze e anche nuove amicizie. Pensiamo a quanto sia determinante il ruolo della scuola media, dove si entra bambini e si esce quasi ragazzi adolescenti. Un percorso di tre anni, per un ragazzo, è una parte importante della sua vita, che ricorderà per sempre, perché in quegli anni è cresciuto, cambiato, maturato grazie alla scuola. “La scuola” parola un po’ generica e forse per molti studenti anche un po’ “odiosa” è invece fatta da persone, e sono loro che la rendono ricca, complessa, che la fanno funzionare “nonostante tutto”. La scuola sono le donne e gli uomini, gli insegnanti e il personale, sono loro che vivono tutti i giorni, per tante ore al giorno con i nostri figli, e che non trasmettono loro solo nozioni, ma anche valori, umanità, affetto, partecipazione. Sono loro la scola, e al loro impegno quotidiano che ha accompagnato le nostre vite di genitori e le vite dei ragazzi, in questi tre anni, dico grazie. Massinelli Serenella “una nonna”

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Succede in classe Un nuovo anno scolastico tutto da vivere. Tante cose già da raccontare, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ri-mangono però ancora cose da dire dello scorso anno che per ragioni di tempi editoriali non abbiamo illustrato e allora iniziamo da lì Rappresentazione di fine anno all’infanzia di via Mura “Cinque doni da scoprire”

E poi inizia il nuovo anno Il primo giorno di scuola: la 1°B si racconta L’undici settembre ha segnato l’inizio di un nuovo, misterioso… anno scolastico . Quella mattina mi sono alzato e ho guardato per prima cosa il cielo pallido dell’alba. Feci un profondo sospiro e, in poco tempo , ero pronto per la nuova esperienza . Varcai quel cancello verde… nel mio cervello frullavano milioni di perché a cui non sapevo dare risposta. Mi trovai in pochi minuti fra una folla di ragazzi, quando, inaspettatamente, sentii chiamare il mio nome al microfono . In quel momento un brivido freddo mi percorse la schiena, facendomi intimorire; mi feci spazio fra tutti e mi diressi verso la mia fila, provando, in fondo al cuore, una sensazione di sollievo: incominciava il mio

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primo giorno di scuola, ricco di emozioni varie e sensazioni contrastanti. Passati ormai molti giorni, noto la differenza tra i due gradi di istruzione che ho frequentato: non più pochi e semplici esercizi, ma compiti più complessi e difficili; non più ricreazioni lunghe e divertenti, ma corti intervalli, per noi più costruttivi. Concludendo, posso dire che sono capitato in una classe numerosa , con professori severi e preparati, ma allo stesso tempo simpatici e giocosi. Tutti insieme mi riserveranno sorprese inaspettate. (Emanuele Temis)


Succede in classe

Il primo giorno di scuola, appena entrata in classe, ho avuto paura, perché era un nuovo ambiente; ho notato molte differenze con le elementari e ho confidato le mie paure alla mia migliore amica Elisa. (Francesca Crea) Il primo giorno di scuola ero emozionato perché aspettavo tanto quel momento. I professori li immaginavo più severi, invece sono risultati molto simpatici, ma le medie le ho trovate molto impegnative. (Enrico Gallé) Un nuovo anno scolastico è iniziato. Il primo giorno di scuola ero preoccupata: ho notato molto la differenza tra elementari e le medie, ma nonostante tutto ho conosciuto persone nuove. (Elena Celant) All’ inizio della scuola ero molto agitata, avevo tante ansie e paure; mi sono confidata con molte persone, ma rimaneva sempre questo peso; poi tutto è diventato più semplice. Nella scuola primaria c’erano meno compiti , meno maestri, meno libri di adesso; le insegnanti sono brave, ma un po’ più severe; la nuova aula è poco più grande, ma nella scuola mi ci potrei perdere. (Adelina Ruso) Talvolta alle elementari i compagni mi hanno preso in giro, ma nella scuola secondaria questo non è successo. All’inizio non volevo

parlare in classe, perché mi vergognavo, ma adesso mi sento più serena. (Claudia Maria Benghea) I primi giorni ho trovato difficoltà ad adattarmi per i troppi compiti, per il cambiamento di insegnanti e il diverso ambiente scolastico. Ma grazie alle professoresse che sono scherzose e gentili con me sono riuscito ad adattarmi: ora ho capito che bisogna lavorare con più impegno e serietà. Devo proprio dire che questa è una scuola magnifica. (Alessio Brizi) All’inizio dell’anno ero un po’ disorientato perché non conoscevo quasi nessuno. Alle elementari ci davano meno compiti mentre adesso sono di più e anche più difficili, ma comunque mi trovo bene con tutti. (Lorenzo Ciarla) La mia impressione sulla scuola è ottima: i professori e i compagni mi stanno simpatici. (Mihaela Cosma) È passato del tempo dall’ inizio della scuola. Io non sono una persona che fa facilmente amicizia, però qui mi è rimasto molto più facile. Mi sono abituata all’ambiente delle medie e sono felice della classe in cui sono capitata. (Sara D’Achille) Il primo giorno di scuola ero un po’ ansiosa perché volevo conoscere la mia nuova classe. Ho notato molte differenze tra scuola

primaria e secondaria. I compagni sono simpatici e poi conoscevo già Adelina e Sara. (Samantha Del Zanno) È passato del tempo dall’ inizio della scuola e mi sento ancora un po’ disorientato. I compagni sono spiritosi, i compiti sono di più; poi l’intervallo alle elementari durava di più. (Flavio Monti) La scuola è iniziata e sento un po’ la differenza tra elementari e medie. Mi sono inserita bene nella nuova classe e poi alcuni compagni già li conoscevo; gli insegnanti mi sembrano bravi e ho notato la differenza nella quantità dei compiti. (Monica Parisi) Il primo giorno di scuola avevo un po’ paura e mi sono confidata con i miei genitori. Alle elementari non avevamo la palestra,non avevamo l’aula di musica, mentre adesso abbiamo tutto. Certo qualche volta vorrei tornare indietro, ma resisto. (Elisa Sambucci) È passato del tempo dall’inizio della scuola. Nella mia nuova classe mi sono già inserita, gli insegnanti sono simpatici e i compiti sono molti di più. Con alcuni compagni vado d’accordo e con altri no. ( Tani Valeria)

Sapevate che le bilance...? Voi sapevate che a Campogalliano c’è un museo della bilancia ? E sapevate che la prima bilancia è stata ritrovata in Egitto e risale a 7.000 anni fa ? A noi lo ha detto nonno Pierluigi. Questa mattina ,infatti, il nonno di Matteo è venuto in classe e ci ha mostrato le bilance di una volta. Pensate che per evitare truffe, le bilance venivano bollate, così come le altre unità di misura . Il signor Pierluigi ci ha portato una bilancia il cui primo bollo risale al 1893 . E l’ ultimo al 1911. È stata una lezione meravigliosa,interessante e divertente e grazie a lui abbiamo fatto degli approfondimenti sulle unità di misura che stiamo ripassando in questi giorni Classe VC Marcelli

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Succede in classe

L’albero dei sogni Gli alunni della 1°C dell’Andrea Velletrano, nell’ambito delle attività di accoglienza, invitati a condividere con i compagni i loro sogni, presentano L’albero dei loro sogni. Il tronco e i rami, realizzati con bottoni riciclati, sostengono tante colorate foglie sulle quali ciascun alunno ha potuto scrivere il proprio sogno. C’è chi vorrebbe una casa gigantesca in cui accudire tutti gli animali abbandonati del mondo, chi sogna una cameretta tutta per sé , di avere due piscine olimpioniche con cubi di gomma piuma come trampolini, di avere un letto-tappeto elastico per saltarci su i quando non è di buon umore . C’è chi sogna di viaggiare, andare in Canada, andare a fare una gita in Puglia o in Sardegna. C’è ,inoltre, chi pensa al futuro e vorrebbe diventare un nuotatore famoso, un pilota , un militare famoso, un bravo muratore, un cantante come Michael Jackson, un ingegnere, un pilota della Red Bull, un ingegnere aero-spaziale, chi vorrebbe dipingere. E c’è chi sogna di abbracciare i propri idoli, gli One Direction o i protagonisti di El refugio. Tanti sogni , alcuni comuni a più alunni, altri molto diversi tra loro, ma tutti spontanei e di pari dignità. Si potranno esaudire? E perché no? Intanto … è bello sognare! E per dirla con Walt Disney: ”Se puoi sognarlo, puoi farlo, e se sogno dev ’essere, che sogno sia, possibile o meno”. Classe 1°C Velletrano

I primi argomenti di studio per i ragazzi delle prime. La favola occupa uno spazio speciale e allora eccone alcune inventa-te o rielaborate dagli studenti e addirittura “illustrate” NON TUTTI I MALI VENGONO PER NUOCERE Una volpe che aveva lasciato la coda in tagliola, ne provava una tale vergogna che la vita le riusciva insopportabile. Si sentiva terribilmente brutta. Cacciava nel bosco solo di notte, perché così nessuno l’avrebbe potuta vedere. Viveva di ricordi, pensando a quando passeggiava nella campagna con la coda alta come una bandiera, muovendola nel vento orgogliosa. Non sapeva la poverina che tutti gli altri animali la vedevano facilmente quando cercava di cacciarli, proprio a causa di quella grande coda. Per questo soffriva molto la fame. Una notte, nel fitto bosco, sentì due conigli parlare: «Lino, ho molta paura. Ho sentito dire che nessuno vede più la volpe quando arriva». «E’ vero! Proprio ieri ho perso due miei amici». All’improvviso la volpe capì perché da quando aveva perso la coda mangiava molto di più. Da quel giorno visse felice e serena; infatti pensò che non tutti i mali vengono per nuocere. Ginevra Gambardella 1°A Velletrano

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di Irene Borro e Arianna Pennacchini 1°A Velletrano


Succede in classe

L’IPPOPOTAMO IL BRUCO E LE FARFALLE Tutti sanno che le farfalle, prima di essere quel che sono, son dei piccoli bruchi. Un bel giorno, due farfalle, molto belle, svolazzavano da un fiore all'altro. Su un fiore ,incontrarono un bruco a cui dissero: «Quanto sei brutto!» Il povero bruco scese dal fiore e tornó verso casa piangendo. Lo udirono altri bruchini: «Hei ,perchè piangi?» «Due farfalle mi hanno preso in giro dicendomi che sono brutto!» Disse il bruco. «Tranquillo, anche tu diventerai ,come loro.» Il bruco, nella sua casetta, andò a guardarsi allo specchio e tra sé disse: «Penso chele due farfalle hanno ragione...sono molto brutto!» Il giorno dopo, appena alzato dal letto, si guardò allo specchio e...invece di avere quel corpo appiccicoso e verde, aveva delle bellissime ali colorate e scintillanti. Il bruchino, anzi ,la bellissima farfalla, andò in giro per la città a far vedere a tutti le sue meravigliose ali. All'improvviso, mentre sorvolava la città, vide le due farfalle. Si avvicinò a loro e disse :«Vi ricordate di me?» Domandò la farfalla. «No, ma sei molto bella!» Dissero le farfalle. «Grazie...sono il piccolo bruco che prendevate in giro!!» Ripose la farfalla. Le due farfalle, volarono via intimidita Con queste due, non parlava più nessuno invece la bellissima farfallina colorata venne nominata ''REGINA DELLA BELLEZZA''! Denisa Negrescu 1°G Velletrano

C'era una volta, nella savana, un ippopotamo grosso e impacciato, che quando si specchiava nello stagno non era affatto contento della sua immagine goffa. Alcuni esemplari più alti e slanciati, come le giraffe, a volte lo deridevano, senza nemmeno immaginare la sensibilità che si nascondeva dietro quella mole. L'ippopotamo rimaneva in silenzio e soffriva, un giorno mentre se ne stava da solo a giocare col fango, una farfalla perse l'equilibrio, e si bagno le ali, allora lui si precipitò vicino a quell'esserino tanto fragile, ciò impedì che annegasse nell'acqua,la sollevo con la testa, e le permise di asciugare al sole. La farfalla asciugate le sue ali delicate, spiccò il volo felice di aver trovato un nuovo amico. Morale: "la bontà d'animo vale più della bellezza fisica". Angelica Feuda 1°A Velletrano

L’IMPORTANZA DELL’ARITMETICA In Grecia i bambini andavano a scuola per imparare tante materie, ma c’era un bambino al quale non piaceva l’aritmetica. Il maestro si arrabbiava e gli diceva che l’aritmetica era molto importante e il bambino gli rispondeva che suo padre non sapeva l’aritmetica e che i sacchi di grano li contava segnandoli con una croce. Un giorno arrivarono i ladri e rubarono i sacchi di grano e il padre chiamò l’aiutante del questore, il quale si rese conto che il derubato non sapeva quanti sacchi erano stati rubati perché non conosceva l’aritmetica e li segnava con una croce. L’aiutante allora ne approfittò e gli disse un numero di sacchi qualsiasi e il padre del ragazzo disse che andava bene così. Al figlio la cosa non fu chiara, ma da quel giorno capì l’importanza dell’aritmetica. Patrizio Stregapede 1°G Velletrano

di Noemi De Felice e Benedetta Galieta1°A Velletrano

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Succede in classe

Ora spazio all’inventiva e alla creatività dei più grandi UNA LEZIONE PARTICOLARE Il giorno 5 novembre ’13, noi della classe 3°E siamo stati invitati dai compagni di 3°H ad assistere alla presentazione di alcuni lavori di gruppo, effettuati durante le ore di geografia, sulle fasce climatiche e sui biomi. La lezione si è svolta in Aula magna ed erano presenti anche la professoressa De Dominicis, la professoressa Maura e il professor Andreozzi. Il primo gruppo ha presentato il lavoro attraverso delle slide, sul deserto, in cui ci hanno illustrato le caratteristiche e mostrato diverse immagini sulla flora e sulla fauna di questo ambiente naturale. I due gruppi successivi hanno scelto di rappresentare la flora e la fauna della foresta pluviale e della savana attraverso la creazione di due plastici. I progetti erano stati realizzati complessivamente in 24 ore circa, più un pomeriggio a casa di uno dei membri dei rispettivi gruppi. I plastici erano costituiti da diversi materiali tra cui fili di lana per ricreare le liane, delle penne, del sughero e della spugna per gli alberi, il das per gli animali, un pezzo di bottiglia per l’albero più grande,,piccole scatole per le case,,carta stagnola dipinta di celeste per il fiume e tavole di compensato per la base. I due gruppi ci hanno spiegato come li avevano realizzati e come avevano assemblato le varie parti degli animali. Al termine della spiegazione la professoressa De Dominicis ci ha chiesto se avevamo qualche domanda o curiosità da chiedere ai ragazzi della 3°H sull’argomento e noi lo abbiamo fatto. La professoressa Maura, alla fine, si è complimentata con loro dicendo che avevano svolto un ottimo lavoro. Anche secondo me hanno svolto un lavoro eccellente, erano preparati sull’argomento che dovevano esporre, i plastici erano molto belli e frutto di un lavoro divertente e creativo, ma soprattutto hanno raggiunto l’obiettivo, cioè sono riusciti a esprimersi con naturalezza, senza farsi intimidire dalla nostra presenza. Presto anche la mia classe farà la stessa cosa, approfondiremo un argomento e lo presenteremo ai ragazzi della 3°H e spero tanto che saremo altrettanto capaci! Sara Habilaj 3°E Velletrano

Nella classe 2°H hanno giocato con i geroglifici e ne è derivata una cosa davvero divertente Se ti vedo, ti fulmino, ti prendo a sassate, ti porto in Egitto dove ti ridurrai a mangiare canarini e, per la fame, diventerai una lisca di pesce. Ti sbranerà un lupo affamato e tutti mi loderanno per averti eliminato dalla faccia della terra. Ordine delle immagini: 2,6,5,1,3,4,7,8 Giulia Pagani, Naomi Mongardini, Elena Favale 2°H Velletrano

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Succede in classe

Un evento doloroso ha colpito le nostre coscienze ai primi di ottobre, la tragedia di Lampedusa, e nelle classi se ne è parlato, discusso, come dimostrano questi lavori LA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA Era ora di cena e come sempre a casa seguo il TG insieme alla mia famiglia. Quella sera,il 3 ottobre,la notizia e le immagini trasmesse erano terribili,angoscianti:una vera e propria tragedia aveva avuto luogo a poche centinaia di metri dall’isola di Lampedusa. Durante la notte,il mare era molto agitato. Era affondato un barcone stracarico di migranti provenienti dal Nord Africa. Un superstite racconterà che,alcune persone avevano acceso un falò per farsi notare e quindi essere soccorse .Esso si era propagato e ,a causa dell’agitazione, l’imbarcazione superaffollata si ribaltò . E tutti quindi si ritrovarono nelle acque gelide. Paura, terrore, urla agghiaccianti di donne, bambini, uomini, molti dei quali non sapevano neanche nuotare. Delle cinquecento persone a bordo, all’inizio trecentosessantadue erano le vittime accertate,tra cui molti bambini e donne incinte. I funerali e la tumulazione dei corpi hanno avuto luogo ad Agrigento dove il premier Letta è andato a nome di tutto il governo,tra la commozione generale. Io,appena saputo dell’accaduto,sono andata subito a cercare ulteriori informazioni su internet ,non solo del naufragio ma anche sul perché del fenomeno, sempre più dilagante, dell’immigrazione. Ho trovato molte cose, ma quella che mi ha colpito maggiormente è l’obiettivo e il sogno di queste persone: vengono in Europa per costruirsi una vita, per non morire di fame, per non essere torturati e perseguitati nei loro paesi. Questo tragico evento ha sconvolto le nostre coscienze: penso che dobbiamo abituarci al fenomeno dell’immigrazione perché è inarrestabile, e pertanto dobbiamo impegnarci a far si che migliorino le condizioni di vita nei paesi d’origine ma nello stesso tempo evitare che queste tragedie accadano. Noi italiani ci siamo sentiti soli ad affrontare questa situazione e io penso che tutta l’Europa deve diventare protagonista e solidale affinché si creino condizioni “umane” per queste persone che ancora prima di giungere a destinazione subiscono violenze di ogni tipo. Non è un caso che il motto dell’Europa sia: UNITI NELLA DIVERSITA’. Beatrice Donfrancesco 3°B Velletrano

L’ITALIA, TERRA DI EMIGRAZIONE E TERRA DI IMMIGRAZIONE: DAL NAUFRAGIO DELLA NAVE SIRIO ALLA TRAGEDIA DI LAMPEDUSA Dopo la tragedia avvenuta lo scorso Ottobre a Lampedusa, che ha portato alla morte di circa 300 migranti provenienti dalla Siria e dalla Libia, abbiamo riflettuto in classe sul tema dell'emigrazione. Avendo affrontato discussioni sull'argomento, abbiamo deciso con la nostra insegnante di approfondirlo attraverso delle ricerche. Dai lavori è emerso che l'Italia, tra il diciannovesimo e la metà del ventesimo secolo, è stato un Paese di migranti; alla fine del ventesimo secolo si è trasformato in terra di immigrazione per essere oggi entrambe le cose. Ciò che ci ha sconvolti è stato venire a conoscenza di una realtà a noi ignota, ossia che molti italiani negli ultimi anni abbiano scelto di espatriare per migliorare la propria condizione economica, in particolare professionisti, laureati e neodottorati. Per svolgere questo lavoro siamo stati divisi in gruppi e abbiamo approfondito diversi aspetti del fenomeno: un gruppo si è occupato di indagare sull'emigrazione italiana tra '800 e '900, un altro si è occupato di ricercare musiche e canzoni legate all'argomento(sia nel passato che attualmente), un terzo gruppo si è occupato della cosiddetta ''Fuga di cervelli''.

Il tragico naufragio della nave Sirio Tra i canti di emigranti ne abbiamo trovato uno che racconta una tragedia simile a quella di Lampedusa che però ha come protagonisti nostri connazionali. La canzone fu composta per ricordare il naufragio di una nave carica di italiani che emigravano in America, avvenuta il 4 agosto 1906. La nave, proveniente da Genova e diretta verso lo stretto di Gibilterra, affondò nel Mar Mediterraneo; aveva a bordo circa 1300 passeggeri, dei quali la gran parte fu scagliata

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Succede in classe in mare e morì annegata. Le operazioni di salvataggio furono caotiche e, secondo le stime ufficiali, ci furono 300 morti. Secondo la stampa però i morti furono più di 500 gran parte dei quali furono sepolti a Cartagena, in Spagna. Pare che sulle lapidi siano ancora leggibili i nomi e cognomi italiani. • Nonostante l'uomo si sia evoluto mi colpisce il fatto che gli emigranti ancora oggi facciano dei viaggi in condizioni disumane, rischiando la propria vita. Manuel Cocco • Gli italiani molto spesso hanno dei pregiudizi nei confronti degli stranieri e non comprendendo le motivazioni che li hanno spinti ad andare via dal proprio paese. Federica Casentini • L’ Italia, un Paese afflitto da due piaghe: immigrazione e fuga di cervelli Il fenomeno dell'emigrazione ha riguardato il nostro Paese, in particolare tra il XIX e il XX secolo. L 'Italia è uno dei paesi più industrializzati del mondo , tuttavia, leggendo i dati emersi dalle nostre ricerche, ci ha colpito che, soprattutto nell'ultimo decennio, dall'Italia siano partite molte persone. L'espressione " fuga di cervelli" indica l'abbandono di un paese a favore di un altro, da parte di professionisti o persone con un alto livello di istruzione, generalmente in seguito all'offerta di condizioni migliori di lavoro e di vita. Nel 2012 la crisi ha colpito talmente tanto il nostro Paese che c'è stato un vero boom dell'emigrazione, soprattutto quello giovanile. Secondo i dati che abbiamo raccolto , il nostro Paese sta diventando sempre più povero, soprattutto dal punto di vista delle risorse umane. La questione della fuga di cervelli è scomoda, perché ci fa capire quanto i governi si interessino della ricerca.

e chi vuole rimanere, ma come fa?! ha le mani legate come Andromeda! qua ogni rapporto si complica come quello di Washington con Teheran si peggiora con l’età ti viene il broncio da Gary Coleman metti nella valigia la collera e scappa da Malincònia   tanto se ne vanno tutti! da qua se ne vanno tutti! non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti! da qua se ne vanno tutti! da qua se ne vanno tutti! non te ne accorgi ma da qua se ne vanno tutti!”

Bondi Liuba Classe 3°E Velletrano

• Vorrei un paese in cui i grandi si occupassero di più dell'istruzione e della ricerca, perché penso che il mondo sarà sempre più competitivo. Federica Casentini • Secondo me in Italia, è necessario mettere i giovani che sono capaci nelle condizioni di poter operare al meglio all'interno del Paese. Manuel Rocchi • Dopo aver letto diversi dati sull'argomento mi sono resa conto di quanto l'Italia sia afflitta da questo fenomeno. Non pensavo che ci potesse essere una perdita economica cosi notevole legata al trasferimento di professionisti e di giovani. Sara Habilaj • Sul fenomeno della migrazione italiana odierna abbiamo individuato una canzone di Caparezza, dal titolo “Goodbye Malincònia”, nella quale il cantante denuncia il fenomeno e definisce l’Italia Malincònia: “…Cervelli in fuga, capitali in fuga migranti in fuga dal bagnasciuga è Malincònia, terra di santi subito e sanguisuga il Paese del sole in pratica oggi Paese dei raggi UVA non è l’impressione la situazione è più grave di un basso tuba

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“ULISSE DA BAGHDAD Dopo aver lavorato su quanto avvenuto nelle acque di fronte a Lampedusa, con le prof.sse Antonella Manciocchi e Isabella Vitali abbiamo approfondito il tema dell’immigrazione attraverso la lettura di alcune pagine in francese del romanzo “Ulisse da Baghdad” di E.E. Schmitt, che narra la storia di uno dei tanti migranti, fuggiti da un paese in guerra. Il protagonista è Saad, un ragazzo bravo e onesto che vive a Baghdad, ha tre sorelle, vuole laurearsi in giurisprudenza e sposare Leila, la ragazza che ama. In Iraq però scoppia una feroce guerra civile contro la dittatura di Saddam Hussein: il paese soffre la fame, è sconvolto da attentati


Succede in classe terroristici e regna l’odio. Saad decide così di scappare e rifugiarsi in Europa, a Londra. Fugge privo di soldi e documenti, attraversa il Medio Oriente, solca il Mar Mediterraneo con un gommone, che però sarà travolto da una tempesta; vedrà morire, proprio di fronte a Lampedusa, il suo migliore amico, ma sarà salvato da Vittoria, una ragazza italiana, che fa la volontaria in un centro di accoglienza sull’isola. Sarà proprio lei a soprannominarlo “Ulisse”, in ricordo dell’eroe omerico che aveva vissuto tante avventure drammatiche prima di trovare un po’ di pace, anche se il suo vero nome, Saad, significa in arabo “speranza”, ma in inglese “ triste” (scritto “sad”) e porta in sé il significato profondo della storia. Il libro di E.E Schmitt, inspirato a tante storie vere, tratta il drammatico problema dei migranti e dei rifugiati e ci ha molto colpito. Francesca Sugamele ed Elisa Caponera 3°A Questi i commenti dei ragazzi: Questa storia è molto toccante, perché dimostra quante persone muoiono per fuggire dal proprio paese, a causa delle dittature e delle guerre. Ho apprezzato il modo in cui Saad ha affrontato la sua avventura, senza arrendersi mai e mi ha stupito il coraggio di Vittoria, che andava in soccorso dei sopravvissuti. Spero che vicende come queste non accadano più e che ogni essere umano possa vivere in pace nel proprio paese d’origine, senza dover emigrare in altri stati per vedere riconosciuti i propri diritti. Elisa Caponera “Ulisse da Baghdad” mi ha appassionato molto o forse è proprio il tema dell’immigrazione che mi colpisce; lo stiamo trattando in diverse materie ed è diventato un lavoro multidisciplinare. La parte che mi ha commosso di più è stata quando Bub, l’amico del cuore di Saad, si lascia trasportare via dalle onde del mare, ormai privo di forze. Francesca Sugamele Questo capitolo fa capire che gli immigrati vanno accolti con gentilezza e non ripudiati; inoltre ti fa conoscere il motivo per cui degli stranieri immigrano verso l’Europa in cerca di una vita migliore. Una delle parti più tristi è quando quasi tutti i clandestini nella barca muoiono, insieme al migliore amico di Saad; mi ha colpito anche la ragazza Vittoria che aiuta il protagonista. Roberto Cappelli Questa storia, anche se inventata, è ispirata a molte tragedie purtroppo vere e mi fa capire quanto sia sbilanciata e senza giustizia l’economia mondiale. Il ragazzo di cui parla il racconto proviene da Baghdad, in Iraq, dove le

persone, per rimanere in vita, sono costrette ad immigrare in altre terre senza famiglia, lasciando tutti i loro beni e ogni affetto. Queste tragedie purtroppo non accadono solo in Iraq, ma anche in altre parti dell’Asia, America e Africa. Emanuele Rosatelli Per me quando ci lamentiamo di qualcosa o di qualcuno dovremmo pensare a queste tragedie che ci fanno riflettere su una domanda: “Come fanno le persone che fuggono dalle loro terre e a cui succedono queste orribili storie a continuare la loro vita in serenità?” Noi oggi abbiamo tutto e se ci manca qualcosa, lo otteniamo dopo poco; i migranti non hanno nulla, perché hanno lasciato il loro paese e la loro famiglia. Lauren Mc Knight Questa parte del libro “Ulisse da Baghdad” mi è piaciuta molto perché Saad, il protagonista, tra le onde, il vento e la tempesta descrive le emozioni e gli stati d’animo che prova, dopo essere scappato da Baghdad per colpa della guerra e della dittatura, per trovare una possibilità di vita migliore, un lavoro e perché no avere dei figli e una famiglia da poter sfamare. Incontra così Vittoria, una bellissima ragazza che gli fa tornare il sorriso e battere il cuore, perché si innamora di lei, che fa parte di un’organizzazione che si occupa dei profughi e che lo ha aiutato appena giunto a Lampedusa. Purtroppo queste tragedie non sono solo raccontate nei libri, ma sono realmente successe, come abbiamo scoperto svolgendo un lavoro interdisciplinare a scuola sul disastro accaduto a Lampedusa non molto tempo fa. Francesca Favale Questo capitolo del libro “Ulisse da Baghdad” è stato molto triste e commovente, però mi ha fatto capire la situazione tragica degli immigrati e i pericoli che corrono per arrivare in un posto più sicuro, lontano dal loro paese nativo. Il momento più triste di questo capitolo è stata la morte di Bub l’amico del protagonista. La storia di Saad è romanzata, però nella realtà accadono cose peggiori di questa tragedia. Martina Vulcano

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Succede in classe

Questo capitolo è molto triste perché mi fa capire i rischi che corrono gli immigrati Il capitolo che abbiamo letto forse è il più tragico di tutti perché descrive la tempesta che ha colpito il barcone dove viaggiava il protagonista, durante la quale che scappano dal loro paese per trovare una vita migliore. Una cosa che mi ha colpito è quando Vittoria ha trovato Saad sulla spiaggia e lo muore Bub, il suo amico del cuore. Pietro Bertucci ha aiutato, chiamando tutti i cittadini per ripescare eventuali sopravvissuti. Michele Marsella Questo brano mi ha colpito perché parla di migranti che sono morti proprio come Questo brano tratto da “Ulisse da Baghdad” mi è piaciuto molto perché mi fa nel naufragio che è accaduto a Lampedusa e spero che questi episodi non si ripetacapire quanto siano terribili le condizioni in cui viaggiano i migranti, nella no mai più. Riccardo Ferri speranza di garantire un futuro migliore ai loro figli, ma spesso non ci riescono e muoiono a un miglio dalla salvezza. Matteo Gasbarra Questo brano del libro “Ulisse da Baghdad” non mi è piaciuto molto perché è sconvolgente il fatto che molte persone devono correre dei rischi e alcune volte Questa storia mi ha colpito perché ho capito meglio ciò che accade agli immigrati morire per avere una vita normale e tranquilla. Michael Pepe Esposito che cercano di arrivare in Europa per scappare dalla guerra o dalle dittature. Al giorno d’oggi è scandaloso che succedano ancora queste cose per colpa dell’uomo “Ulisse da Baghdad” è un libro che riguarda il tema dell’immigrazione che che, pur di avere tutto, scatena sempre nuovi disastri. Enrico Marinelli stiamo affrontando in classe già da molto tempo. Questa non è soltanto una storia romanzata, ma purtroppo ci parla di fatti reali, Questa storia, anche se triste, è molto bella perché fa capire quanta strada devono che si verificano ogni giorno: migliaia di persone sono costrette ad emigrare in fare i profughi per arrivare a destinazione, ma sfortunatamente certe volte i altri paesi perché vivono dove ci sono guerre, malattie, problemi economici e rischiano anche la morte, compiendo queste traversate. Purtroppo questa è la barconi affondano e poche persone rimangono in vita. Giulia Morelli realtà e si spera che un giorno tutti potranno vivere in pace e tranquillità nel luogo dove sono nati. A me questo brano è piaciuto molto e mi ha fatto riflettere su come possono sentirsi Di questo capitolo la parte che mi è piaciuta di più è quando Saad, nonostante le persone che su quei barconi, piene di dolore, provano a trovare una vita miglio- tutte le sue sciagure, alla fine trova l’amore. Elisa Sciotti re, abbandonando la propria terra; molti muoiono, altri no, ma resta comunque nei loro cuori una ferita aperta che non si rimarginerà mai. Federico Conti

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Altre riflessioni di grande attualità TRA L’ALTRO, LE SPOSE BAMBINE Tra gli argomenti trattati nel I quadrimestre un posto rilevante è stato dato ai seguenti argomenti: “La condizione delle donne in Afghanistan” e “Il lavoro minorile”. In classe abbiamo letto svariati libri come il romanzo “Sotto il Burqa”di Deborah Ellis, che racconta la storia di una ragazzina di nome Parvana, costretta, dopo la perdita del padre,a tagliarsi i capelli e a indossare gli abiti del fratello per sembrare un ragazzo, uscire di casa e recarsi al mercato dove procurarsi il cibo di cui la sua famigli ha bisogno. In Afghanistan la vita ha subito notevoli cambiamenti dal 1996, quando sono arrivati i talebani che hanno imposto divieti in particolare alle donne le quali hanno perso ogni forma di libertà e ogni diritto. Esse non potevano uscire di casa se non accompagnate da un uomo, dovevano indossare il Burqa, abito tradizionale che copre completamente il corpo, compreso il viso, né potevano essere visitate da medici uomini, né andare a scuola. In riferimento allo sfruttamento minorile abbiamo letto la storia di Iqbal Masih,un ragazzo pakistano che ha avuto il coraggio di ribellarsi e di denunciare il suo padrone, contribuendo a liberare centinaia di bambini ridotti in schiavitù. Purtroppo paga con la vita cadendo assassinato nel 1998 a Muritke, divenendo il simbolo della lotta contro la violenza e lo sfruttamento del lavoro minorile. Ciò che ha colpito maggiormente la mia sensibilità è la realtà delle spose bambine, costrette, dalla povertà della loro famiglia a sposare uomini che non conoscono e molto più grandi di loro che hanno già mogli e figli. “Prima che la guerra arrivasse nella mia vita,se qualcuno mi avesse detto che sarei stata capace di sopravvivere alla guerra o se mi avessero raccontato che tali situazioni esistessero davvero,forse non ci avrei

creduto.[…] Non pensavo di sopravvivere nella mia città distrutta dai bombardamenti ,dove ogni giorno si viveva a contatto con la morte. Ma ci sono riuscita,grazie alla convinzione che qualcosa di meglio sarebbe arrivato” Queste parole tratte dal “Diario di Zlata”, di Filipovic Zlata , sottolineano gli eventi che caratterizzano l’esistenza quotidiana, scolpita dall’orrore della guerra e mi hanno fatto riflettere sulle difficili condizioni esistenti in molti paesi poveri del mondo. Nello stesso tempo ho potuto confrontare la mia vita con quella di tante altre ragazze, mie coetanee, meno fortunate, che, per motivi politici, culturale, ideologici, economici, non sono libere di esprimere la propria identità e creatività, sono private dell’infanzia e vengono ignorate dalla società. I libri consigliati sui tali argomenti sono: “Ero una sposa bambina” di Fatima,”La sposa bambina” di Viswanthan Padma e “Io sono Malala” di Yousafzi Malala-Lamb Christina. Alessia Canini 3°I Velletrano

COME RISPARMIARE L’ACQUA FACENDO DEL BENE AL NOSTRO PIANETA E ALLE NOSTRE TASCHE Noi della classe 3° A, studiando geografia, ci siamo resi conto di come la Terra, pur essendo un pianeta coperto per due terzi della sua superficie di acqua, abbia sempre più bisogno di risorse idriche potabili e di quanto la carenza d’acqua sia drammatica per milioni di persone. Prima che il problema diventi grave anche da noi, vorremmo darvi dei consigli per risparmiare l’acqua attraverso semplici accorgimenti: • L'uso dei miscelatori d'aria nei rubinetti e nelle docce riduce il consumo d'acqua senza modificare le nostre abitudini. Si tratta di una piccola aggiunta al rubinetto in grado di miscelare l'acqua in uscita con l'aria. Chi usa il getto d'acqua non percepisce alcuna differenza, ma il consumo complessivo d'acqua è inferiore. Si arriva a risparmiare quasi la metà dell'acqua utilizzata. • Lo sciacquone del water consuma ad ogni getto circa 10 litri d'acqua. Non è però necessario utilizzare

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Succede in classe sempre questo getto. Per ridurlo è sufficiente porre nella cassetta una bottiglia di plastica da un litro piena d'acqua, priva di etichetta ed ermeticamente chiusa con il tappo, oppure far installare un sistema con doppio pulsante di scarico o regolare il galleggiante dello sciacquone, compatibilmente ad una capacità minore di acqua. • L'acqua piovana può essere raccolta e incanalata dalla grondaia verso il proprio giardino o in cisterne di raccolta per consentire un utilizzo successivo. L'acqua piovana è gratuita, usarla con razionalità equivale a risparmiare l'acqua degli acquedotti e molti euro sulla bolletta. • Le piante del terrazzo possono essere annaffiate anche tramite l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura. E' sufficiente raccoglierla l'acqua in una bacinella nel lavabo ed utilizzarla dopo aver sciacquato la verdura. • Quando si nota una fontanella pubblica sgorgare continuamente acqua potabile inutilmente, è consigliabile chiedere al proprio Comune di far inserire una manopola per aprire e chiudere il getto a richiesta. Nel caso di fontane pubbliche con acqua non potabile e solo per fini estetici, verificate che la fontana usi il sistema a ricircolo, ossia utilizzi sempre la stessa acqua. • Fare periodici controlli sullo stato dell'impianto idrico di casa. E' sufficiente controllare il contatore dell'acqua nel momento in cui tutti i rubinetti sono chiusi. Se continua a girare è probabile che ci sia una perdita nell'impianto. Chiamate un idraulico prima che la perdita peggiori o danneggi le proprietà dei vostri vicini. • Preferire la doccia al bagno. Per riempire una vasca sono necessari 100 litri d'acqua, mentre per una doccia il consumo d'acqua è pari circa alla metà. • Lavarsi i denti in modo ecologico. Un gesto quotidiano come lavarsi i denti può comportare enormi sprechi d'acqua nel lungo periodo a causa della pessima e inutile abitudine di lasciare sempre il getto dell'acqua aperto. E' sufficiente utilizzare il getto d'acqua soltanto due volte:

(1)inizialmente sullo spazzolino e (2) successivamente per risciacquare lo spazzolino. Nell'atto di lavarsi i denti, almeno due minuti per una buona pulizia, è inutile lasciare il rubinetto aperto. Inoltre per risciaquare i denti utilizzate un bicchiere, è più comodo e consente un minore spreco d'acqua. In ogni caso, per una migliore pulizia dei denti è sempre consigliato risciacquare la bocca usando lo stesso spazzolino imbevuto d'acqua per rimuovere il dentifricio dai denti prima di provvedere al risciacquo finale della bocca con un bicchiere. • La rasatura ecologica. Evitare di lasciare il rubinetto aperto per pulire il rasoio e mentre ci si rade. Chiudete il tappo del lavabo e riempitelo d'acqua fino alla metà per utilizzarla nel risciacquo del rasoio di volta in volta. Si tratta semplicemente di modificare un'abitudine, per il resto nulla cambia alla qualità della rasatura e tantomeno al tempo necessario per radersi. • Per lavare le stoviglie è consigliabile utilizzare una vaschetta dove porre le stoviglie per insaponarle e utilizzare un debole getto d'acqua soltanto alla fine per risciacquarle. • Per lavarsi le mani è inutile tenere sempre aperto il getto d'acqua. Per una buona pulizia è soprattutto necessaria una buona perizia nell'insaponarsi le mani. Aprite il rubinetto una prima volta per bagnare le mani e il sapone, poi richiuderlo. Dopo aver insaponato le mani, per 1-2 minuti, riaprite il getto d'acqua solo per risciacquarle. Il risparmio d'acqua è assicurato, si tratta solo di modificare qualche piccola abitudine. • Chiudere il rubinetto mentre ci si insapona. si può risparmiare acqua anche chiudendo il rubinetto mentre ci si massaggia la cute durante lo shampoo e durante il tempo che serve per il balsamo (uno o due minuti). Sono parecchi litri d'acqua, se si pensa alla pressione del rubinetto della vasca, e non cambia assolutamente nulla. Roberto Cappelli, Lauren Mc Knight 3°A Velletrano

Un po’ di suspence in un testo sulle origini delle leggende sui vampiri e in un racconto giallo che li ragazzi di 3°B hanno inventato per approfondire le caratteristiche del genere letterario. Con ben due finali a scelta! LE LEGGENDE SUL CONTE DRACULA Siamo intorno al XV sec., nell’epoca in cui la Romania non era unita, ma era divisa in diversi Stati, ognuno governato da un Re; c’erano esattamente quattro stati: Moldavia, Transilvania, Zara-Romaneasca e Muntenia. E’ appunto in Transilvania che nasce la leggenda di Dracula. Nel passato la Romania confinava con l’impero dei Turchi, ai quali interessava soprattutto la Transilvania. Che cosa facevano? Attraversavano il fiume al confine e distruggevano le città più vicine. Dopo la vittoria già sicura si fermavano e pianificavano un’altra battaglia, poi mangiavano e si ubriacavano, fino a non sapere più come si chiamavano. Un giorno un re di Transilvania Vlad Tepes, astuto e valoroso, stanco di vedere la sua gente soffrire a causa della povertà che cresceva a vista d’occhio, prese cento uomini coraggiosi e studiò una strategia: dopo che i Turchi si erano ubriacati, penetrarono nel campo nemico e uccisero dieci soldati. Poi fece vestire dieci dei suoi uomini con le armature dei Turchi e, quando la truppe turche insieme ai loro comandanti, si furono ubriacate bene, li circondarono, li uccisero e infine li fece trafiggere con pali affilati. Quando la mattina seguente i generali turchi si svegliarono e videro i loro uomini trafitti da questi pali, pensarono subito che ci fosse una forza soprannaturale che proteg-

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gesse tutto lo Stato della Transilvania, ma non si arresero così facilmente. Allora i soldati del re di Transilvania ci riprovarono altre sei o sette volte così i Turchi, per paura di fare tutti quella terribile fine, rinunciarono e se ne andarono dalla Romania. Dopo qualche anno scoprirono che in realtà era stato il Re della Transilvania ad avergli giocato un brutto tiro, comunque si arresero e dichiararono tregua momentanea con la Transilvania ed al Re di questa regione cambiarono il nome da Vlad Tepes in Conte Dracula (dalle insegne del Drago che aveva sul suo stemma). Ancora oggi in Romania Vlad viene considerato un eroe dell'indipendenza nazionale, anzi in un certo senso il fondatore dello Stato nazionale rumeno, in quanto segnò il passaggio in Valacchia e Transilvania dallo stato medievale a quello moderno e centralizzato, con Bucarest che da borgo contadino si trasformò in capitale; inoltre, per aver salvato il paese e tutta l’Europa dall’invasione turca lo si ricorda sempre con ammirazione. Un’ altra leggenda invece dice che in un castello in Transilvania viveva un principe crudele che spesso invitava degli uomini ricchi; li faceva mangiare e bere fino a saziarli, dopo li portava in una stanza vuota e li chiudeva a chiave; entrava con un coltello in mano e gli tagliava la testa, poi prendeva la testa, la mummificava e la appendeva con altre delle sue tante vittime. Prendeva il sangue e lo beveva come vino e così lo chiamarono: il Conte Dracula. Nel 1897 lo scrittore irlandese BRAM STOKER si ispirò alle oscure vicende della vita di questo nobile per realizzare uno dei personaggi più terribili della letteratura: il vampiro DRACULA. Da allora molti sono stati i film e i racconti dell’orrore ispirati a questa “creatura delle tenebre”, che non viene riflessa dagli specchi, vive in eterno e che può essere uccisa solo da un palo di legno conficcato nel cuore o dalla luce del giorno! Secondo l’autore Il vampiro si nutre del sangue delle sue vittime, che possono essere “contagiate” dal suo morso e diventare esse stesse vampiri.

Omicidio al S. John Hospital Quella mattina, in ospedale, in sala operatoria si respirava un’aria tranquilla: erano previsti solo interventi di routine. La prima della giornata era Jane Austin, una giovane paziente di Edinburgo dall’aspetto gioviale e simpatico, che doveva sottoporsi a una semplice appendicite. Il chirurgo era un uomo sui cinquant’anni, piuttosto tarchiato, dallo sguardo cupo e poco incline al sorriso, stimato e famoso per le sue

FILM CONSIGLIATI SUI VAMPIRI Dracula morto e contento

regista: Mel Brooks

Il mio amico vampiro

regista: Mcott Sollin

Amore al primo morso Aiuto vampiro

regista: Lynsay Sands

regista: Darren Shan

Twilight

regista: Robbie Collin

Promessi vampiri

regista: Beth Fantaskey

Cacciatore di vampiri La setta dei vampiri

Accademia dei vampiri Underwold

regista: Timur Bekman Beton regista: Lisa Jenesmith

regista: Richelle Mead

regista: Scott Speedman

LIBRI CONSIGLIATI SUI VAMPIRI L’ospite di Dracula

autore: Bram Stoker

Il principe vampiro

autore: Christine Feehan

La sposa vampiro Il secondo morso

Per Natale vorrei un vampiro

autore: Syrie James

autore: Chloe Neill

autore: Kerrelyn Sparks

Mihaela Cosma, Claudia Bengea, Claudia Cosuta 1°B Velletrano

Quella mattina, in ospedale, in sala operatoria si respirava un’aria tranquilla: erano previsti solo interventi di routine. La prima della giornata era Jane Austin, una giovane paziente di Edinburgo dall’aspetto gioviale e simpatico, che doveva sottoporsi a una semplice appendicite. Il chirurgo era un uomo sui cinquant’anni, piuttosto tarchiato, dallo sguardo cupo e poco incline al sorriso, stimato e famoso per le sue capacità personali. Il suo nome era Robert Taylor. Alle nove, come al solito, la sala operatoria era già allestita. Sulla lettiga Jane continuava a fare battute con gli infermieri proprio per esorcizzare la sua paura. - Stia tranquilla!... Andrà tutto bene!...- la ragazza sembrò

Quella mattina, in ospedale, in sala operatoria si respirava un’aria tranquilla: erano previsti solo interventi di routine. La prima della giornata era Jane Austin, una giovane paziente di Edinburgo dall’aspetto gioviale e simpatico, che doveva sottoporsi a una semplice appendicite. Il chirurgo era un uomo sui cinquant’anni, piuttosto tarchiato, dallo sguardo cupo e poco incline al sorriso, stimato e famoso per le sue capacità personali. Il suo nome era Robert Taylor. Alle nove, come al solito, la sala operatoria era già allestita. Sulla lettiga Jane continuava a fare battute con gli infermieri proprio per esorcizzare la sua paura. - Stia tranquilla!... Andrà tutto bene!...- la ragazza sembrò tranquillizzarsi – Lo so, professore,

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Succede in classe sono in buone mani.Durante l’intervento, all’improvviso, il cuore incominciò a rallentare i suoi battiti. Tutta l’equipe medica, si adoperò per salvare Jane, ma senza successo. A casa Austin, il telefono squillò ripetutamente. Al suo rientro la madre di Jane, come suo solito, andò a controllare la segreteria telefonica. -Signora, si rechi immediatamente all’ospedale Saint John, ci sono state serie complicazioni nell’intervento di sua figlia.- Di colpo lasciò le buste della spesa, si precipitò in macchina e si diresse di corsa verso l’ospedale a velocità sostenuta. La signora Rose, giunta in ospedale, si dirige velocemente alle reception e chiede convulsamente notizie della figlia. - Signora, siamo desolati! Sua figlia non ce l’ha fatta! Abbiamo fatto tutto il possibile- rispose costernata la segretaria. Rose, alla terribile notizia, corse piangendo disperatamente verso la sala operatoria dalla quale stava uscendo il dottor Taylor. - Robert !!?! Sei tu il chirurgo?!!- Senza aspettare la risposta, aprì la porta e vide Jane ancora distesa sulla lettiga con accanto l’equipe medica. Si inginocchiò davanti alla figlia, piangendo, dopo aver sollevato il telo che la copriva totalmente, e in preda alla disperazione le bisbigliò qualcosa all’orecchio. Stremata, Rose si diresse dall’investigatore Dylan, famoso per la sua capacità intuitiva nello svolgere le indagini: - Cosa posso fare per lei? Si calmi e mi racconti.La signora, soffiandosi il naso gli raccontò l’accaduto. In quell’esatto momento squillò il cellulare di Rose: era l’ospedale che la sollecitava a recarsi subito al Saint John per occuparsi dei funerali della figlia. -La prego ispettore, indaghi sulla morte di mia figlia! Non è stata una morte naturale: è stata uccisa!Mentre la signora Rose si recava all’ospedale, l’ispettore Dylan, insospettito dalle sue parole, si dirige a passi svelti (era un uomo atletico, dinamico che amava l’attività fisica), verso il Saint John, per dissipare ogni dubbio. Durante il tragitto Dylan pensò bene di avvertire il Coroner delle situazione, chiedendogli, qualora ce ne fosse stato bisogno, l’autorizzazione per

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eseguire l’autopsia sul cadavere della giovane. Arrivato in ospedale notò qualcosa: il famoso dottor Taylor era nel suo studio e, con aria furtiva, era intento amodificare la cartella clinica di Jane. - Cosa sta facendo di così importante?- disse alle sua spalle l’investigatore. Il dottore rispose: - Semplici controlli di routine.- Sono stato informato che questa mattina, una giovane donna è deceduta durante un semplice intervento. La madre sospetta che non sia una morte naturale.Taylor distolse lo sguardo e improvvisamente la cartella gli scivolò dalle mani sudatissime. Dylan, con noncuranza, la raccoglie e gli dà una rapida occhiata: un elemento, la quantità di anestetico somministrato, mostrava delle cancellature… I sospetti presero sempre più piede. -Ho già l’autorizzazione del Coroner: va eseguita un’autopsia. Spero che lei non abbia nulla in contrario?- disse l’investigatore… Finale n. 1 Le cose si misero male per Taylor: - No,no, nessun problema!- rispose il dottore con un sorriso. Dylan tornò a casa dove sentì degli strani umori e tirò fuori la sua pistola. -Chi va là?! Esci con le mani in alto!- l’uomo uscì con le mani alzate –‘Sera capo, tutto a posto?- Groucho?! Cosa ci fai qui?!?... Ti avevo dato le ferie!-Sì, lo so capo, ma sfortunatamente ho perso l’aereo!-Il solito idiota!- esclamò Dylan –Chi poteva perdere un aereo? In fondo dovevo aspettarmelo!!-Allora capo, qualcuno ti ha ingaggiato per un nuovo lavoro?- chiese Groucho, l’aiutante di Dylan, molto simpatico e dalle battute sempre pronte. -Sì,una donna di nome Rose. Le è morta sua figlia in un intervento di appendicite. È sicura che sia stato un omicidio ed io ho l’impressione che non abbia detto tutto. Ho il vago presentimento che il colpevole sia il chirurgo!-Capo, le serve aiuto?-Sì, cerca di scoprire qualcosa sul passato di

Robert Taylor.-Subito capo. Ai suoi ordini!La mattina seguente Dylan venne svegliato da Groucho che aveva delle notizie importanti. -Capooo!!!- gridò Groucho. - Groucho, ci sento, non c’è bisogno che urli!-Ho buone notizie: Robert Taylor da giovane fu tradito dalla sua anima gemella. Da allora ha vissuto solo e infelice.-Altro?- chiese Dylan mentre si metteva la camicia. -Indovina un po’, chi era la sua anima gemella?- Non dirmi che è…-Esatto capo è proprio lei, Rose!- Groucho, trova altri indizi. Io vado a parlare con Taylor e controllo il referto dell’autopsia. Dylan si diresse verso l’ospedale ed iniziò a riflettere: -Ora mi è tutto chiaro, Taylor ha ucciso Jane per vendicarsi contro Rose , che lo aveva tradito.- Arrivato in ospedale, andò dritto allo studio del dottore. -Dottor Taylor, è in arresto per omicidio!-Cosa?!?! Io non ho ucciso nessuno!!In quel momento arrivò un infermiere: -Ispettore, abbiamo terminato l’autopsia e nel polso c’è un piccolo foro che sicuramente è stato causato da una siringa.A quel punto squillò il telefono di Dylan: -Pronto, chi è?- domandò Dylan. - Capo, ho delle notizie!-Non ho tempo di parlare ora- Dylan attaccò il telefono che risquillò dopo tre secondi. -Capo, non è Taylor il colpevole!- esclamò Groucho. -Il giorno del delitto c’ero anch’io in quell’ospedale!-Tu eri qui?! Cosa ci facevi?!-Sì capo, dovevo fare una visita agli occhi per questo ho perso l’aereo!-


Succede in classe

-Non potevi dirmelo prima?!?!-Non ricordavo il nome capo! Comunque mentre ero in ospedale, per passare il tempo, aspettando il mio turno, ho intravisto Rose che, in ginocchio, stringeva la mano di Jane. È appena arrivata la posta dove c’era anche il referto dell’autopsia che dice che Jane aveva un piccolo foro nel polso causato da una siringa.-Non starai dicendo forse che il colpevole è Rose??-In effetti capo, c’è un complice, cioè l’infermiere. C’era la sua testimonianza tra le lettere della posta, che diceva che Rose gli avrebbe offerto un gran somma di denaro.- Allora mi spieghi come è morta Jane?-La lettera spiega anche questo, capo. Prima dell’intervento Jane chiese un bicchiere d’acqua e l’infermiere vi versò il veleno. L’autopsia non ha rilevato nessuna traccia di veleno perché…-Perché quando gli ha stretto la mano gli ha somministrato l’antidoto per far sparire le tracce del veleno. Ma perché lo ha fatto? Groucho, falla venire qui immediatamente!- Dylan attaccò il telefono:- E con te, dottore non ho ancora finito.- Dylan sì recò nello studio di Taylor, con lui: - Allora dottore, sono sicuro che lei sa perché Rose ha ucciso Jane.- Il dottore con le lacrime agli occhi gli rispose: - Jane era mia figlia. Ho cancellato tutti i dati che lo dimostravano per non farlo capire a Rose.- Mi dispiace dottore!- Rispose con voce acuta e disperata Dylan. Dylan se ne andò sconvolto. Arrestò l’infermiere e infine Rose.- Come può una madre…- disse tra sé. Dopo quella lunga e triste giornata, Dylan tornò a casa sua. – Capo ho sentito cosa è successo. Mi dispiace per il dottore. Beh, in fondo capo, questo è il suo mestiere.- disse Groucho sorridendo.

Dylan gli lanciò un sguardo, sorrise amaramente e gli chiese: - Groucho, raccontami una barzelletta.Frenki Mara 3°B Velletrano

suo turno era finito e che se ne era andato. Per Dylan, era un'ottima occasione per prendersi " in prestito", nello studio del dottore, la cartella clinica di Jane Austin . Fece in un lampo! Nessuno si accorse di quello che stava accadendo. Andò nel suo ufficio per verificare cosa vi fosse Finale n. 2 scritto e la portò al commissariato. … disse l’investigatore con aria ironica: - No, non Il giorno seguente, Dylan ritornò sulla scena del ho nulla in contrario, faccia pure?!delitto per trovare degli indizi. Ispezionò a fondo Dylan, si fece accompagnare dal dottor Taylor la sala operatoria e notò una cosa molto strana: la nella sala operatoria per prelevare il corpo di Jane. siringa dove vi era l’anestetico, era quasi vuota, e vi Arrivato al dipartimento, andò all’obitorio per era segnato il numero tre, cioè il numero perfetto ottenere delle informazioni sull’autopsia. per addormentare una ragazza durante un Il medico legale, gli disse: - Questa povera ragaz- intervento. Pensò tra sé e sé: “se è morta a causa di za, come le aveva già affermato la madre, è stata un anestetico molto più forte, vuol dire che il uccisa. La sua morte è dovuta ad una eccessiva numero doveva arrivare almeno a quattro.!” dose di anestetico!Portò la siringa alla scientifica per verificare se vi L’ispettore notificò i dati alla magistratura e alla erano le impronte digitali del dottor Taylor. Dopo polizia. Ricordò inoltre quello che vi era scritto due ore vi ritornò: ed ebbe la certezza che erano sulla cartella clinica della ragazza e collegò i proprio le sue. risultati dell’autopsia. Notificò i dati al Coroner che emise un mandato L’ispettore Dylan si recò dalla signora Rose per di arresto per Robert Taylor. Dylan immediatafarle qualche domanda. mente andò in ospedale per arrestarlo. Entrando, notò che la donna era molto agitata: - Il giorno del funerale l’ispettore era lì presente. Signora, la vedo molto turbata!Rose gli disse con aria sollevata: - La ringrazio La donna gli rispose con un’aria costernata: - No, per tutto quello che ha fatto per me e per mio non ho nulla, non si preoccupi! Ero solo ansiosa marito! Finalmente mia figlia può riposare in di sapere le informazioni che aveva raccolto! pace! Che Dio vi benedica!Tutto qua!- Non mi deve ringraziare, in fondo è il mio Dylan ribatté: - Non penso che mi stia dicendo la lavoro! Le auguro buona fortuna! Arrivederci!verità…disse andandosene l’ispettore Dylan. -Ha ragione, mi scusi! In effetti c’è qualcosa che le Rose commossa si mise a piangere; andò vicino dovrei dire! Io e il dottor Taylor, da giovani alla bara della figlia, e le sussurrò: - Figlia mia! eravamo stati fidanzati: stavamo bene insieme, Abbiamo trovato il colpevole che ti ha ucciso! poi io mi innamorai di un altro, e…- intervenne Ora puoi andare in pace! Ti voglio e ti vorrò l’ispettore: - … lo ha lasciato, non è così?!sempre bene, piccola mia!- Sì, è andata proprio così! Quando ho saputo che mia figlia è morta, sono immediatamente corsa in Beatrice Pappagallo ospedale, e mentre stavo entrando in sala opera3°B Velletrano toria, beh … l’ho visto, e mi è venuto un sospetto: penso che sia stato lui ad ucciderla per vendicarsi !?!?Dylan rifletté sull’ipotesi realizzata da Rose e concluse: - Verificherò e le farò sapere, arrivederci, e mi stia bene.Camminando, pensò di andare a fare visita al dottor Taylor. Chiese di lui alla reception dell’ospedale Saint John, ma gli risposero che il

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Guardando fuori Iniziamo questa rubrica con il ricordo e le immagini di due uscite fatte dalla scuola dell’infanzia Mura e dai ragazzi della 1°C delle medie. Tutte e due sono state realizzate alla fine dello scorso anno scolastico e quindi non avevamo potuto raccontarle.

USCITA DIDATTICA ALLA FATTORIA “MARDERO” Aria, sole, luci, colori, rumori ma soprattutto odori: un cocktail ideale per fare esperienza diretta e rafforzare quanto appreso dai bambini durante il percorso didattico del progetto “5 doni da scoprire”. Tutto questo si è realizzato durante la giornata dedicata all’uscita didattica e precisamente presso la fattoria Mardero, in cui i bambini della scuola dell’infanzia “Via delle Mura” hanno seguito il percorso di produzione della lavanda che si è concluso con un laboratorio dove i piccoli hanno utilizzato i semi e hanno portato a casa un sacchetto profumato. Patrizia Bragalone Infanzia Mura

ESCURSIONE SUL MONTE ARTEMISIO Il 21 maggio scorso la classe 1°C ha effettuato un’escursione sul Monte Artemisio. Abbiamo preso il pullman e siamo arrivati in un piazzale che conduceva all’entrata del parco regionale dei Castelli romani. Appena siamo entrati si sono avvicinate tre persone, vestite di verde con grandi zaini da campeggio, quelle tre persone erano i guardiaparco, coloro che salvaguardano il parco. La prima cosa che ci hanno dato sono state delle mappe che rappresentavano il parco visto dall’alto. Su quelle carte dovevamo inserire il punto, in cui ci trovavamo.

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La prima tappa su cui abbiamo inserito il punto è stata la casa dei guardiani. Per arrivare alla seconda tappa abbiamo percorso una strada da dove si poteva vedere l’intera vegetazione del parco. Arrivati alla seconda tappa abbiamo fatto merenda e abbiamo misurato l’altezza di una quercia grazie ad uno strumento geometrico formato da un triangolo rettangolo di cartone, una cannuccia, un cordoncino e una chiave. Appena misurato l’albero abbiamo imboccato un sentiero in mezzo al bosco che conduceva alla tappa successiva. Quando abbiamo iniziato a camminare abbiamo intravisto moltissime piante come i pungitopo, chiamate così perché hanno delle foglie molto pungenti. Continuando il

percorso vedevamo altre specie vegetali, come una rosa che ha affascinato tutto il gruppo; era formata da petali rosa con la parte interna gialla. Con il passare del tempo eravamo sempre più stanchi e camminavamo sempre più lentamente. Ad un certo punto, a pochi passi dalla terza tappa, avevamo davanti a noi una decina di alberi caduti, che dovevamo oltrepassare, così i guardiaparco ci hanno aiutato. Eravamo arrivati alla terza tappa, la Valletta del lupo, dove si narra sia morto l'ultimo lupo ucciso da un grande cacciatore di nome Peppe. Quando siamo arrivati alla valletta del lupo, abbiamo visto dei


Guardando fuori massi di basalto e così ci siamo seduti. Dopo qualche minuto abbiamo ripreso a camminare per arrivare all'ultima tappa, il castello medievale di Lariano. Quando siamo arrivati al castello ci hanno spiegato che fin dall’età del bronzo l’uomo si era insediato nel territorio del vulcano laziale per la sua posizione strategica, che permetteva di controllare gli attacchi nemici. Infatti nell’età del ferro venne costruito un piccolo fortilizio chiamato Oppidum. Dopo qualche anno il fortilizio venne ingrandito e fortificato dagli Equi e venne

chiamato Oppidum Verrugo. Con l’aumentare della popolazione l’Oppidum Verrugo divenne un vero e proprio castello, costruito dalle famiglie Annibaldi, Colonna e Conti. Infine il castello fu distrutto dai veliterni nel 1433. Alla fine della spiegazione siamo ridiscesi, abbiamo preso l’autobus e siamo tornati a scuola. Così è finita la nostra fantastica escursione. Edoardo Cancellieri

Da qui invece inizia il racconto dell’anno in corso ALLA SCOPERTA DEL NOSTRO TERRITORIO

Inizio della scuola, inizio dell’autunno. Nelle campagne che circondano Velletri le vigne sono in fermento, i nostri contadini si affaccendano intorno alle viti per la raccolta dell’uva. L’uva e il vino fanno da sempre parte della cultura dei Castelli Romani e di Velletri: così proprio nei giorni in cui si svolgeva nel nostro paese la Festa dell’Uva, i bambini e le bambine della scuola dell’infanzia “Marandola” hanno visitato una vigna presso l’agriturismo “I Casali della Parata”, dove hanno potuto conoscere l’uva e sperimentarne la raccolta e la spremitura. Grazie all’accoglienza del signor Scatamacchia, che ha voluto offrire gratuitamente la possibilità di questa bella esperienza, i nostri bambini si sono trasformati per un giorno in vignaioli: hanno tagliato i grappoli maturi, ponendoli nei tini, e hanno poi provveduto a schiacciarne gli acini, un po’ con le mani e un po’ con i piedi. Hanno apprezzato questo frutto con tutti i sensi, toccando, annusando, assaggiando e osservandone le diverse parti. E’ stata una giornata veramente intensa, ci siamo divertiti molto e, come sempre avviene nella scuola dell’infanzia, abbiamo imparato giocando! Roberta Menta Infanzia Marandola

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Guardando fuori

UN GIORNO DA RICORDARE

DAL PORCELLINO AL BANCOMAT: TUTTI BANCHIERI PER UN GIORNO! Nell’immaginario collettivo infantile, la banca è un luogo non ben identificato: c’è chi lo associa al deposito di Zio Paperone, chi ad una macchina che fabbrica i soldi, chi ad un grande salvadanaio. Il progetto “Dal porcellino al bancomat” proposto dall’ Associazione BABYCAMPUS edutainment, nell’ambito del progetto Osservatorio bambini e territorio si propone, fin dalla scuola primaria, di mettere i bambini in condizione di avere un approccio corretto alla Banca ed allo stesso tempo confrontarsi con concetti basilari di economia, denaro, risparmio e credito. Giovedì 28 Novembre 2013 abbiamo trascorso una mattinata bellissima! Nella nostra classe sono venute le dott.sse Laura Romani e Silvia Sfrecola dell’associazione Babycampus che ci hanno spiegato che cos’è e come funziona una banca. Ci hanno detto che i Sumeri (che abbiamo finito di studiare in storia proprio in questi giorni) usavano la ziggurat come una specie di banca; nel tempio si depositava l’oro e l’argento che, come in una banca, veniva prestato a chi ne faceva richiesta. La banca infatti è un luogo dove proteggere i nostri “tesori”. Prima dell'invenzione della moneta gli uomini ricorrevano al baratto,cioè allo scambio diretto di beni contro beni. Questo scambiare di oggetti è stata appunto la prima forma di commercio.

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Il 4 Novembre è la giornata dedicata alle celebrazioni dell’Unità nazionale e delle Forze Armate. E’ una data molto importante dato che ogni anno la si celebra con l’obiettivo di ricordare quanti hanno dato la vita per l’ Italia nella dolorosa storia della Grande Guerra. A Velletri, presso il Monumento ai Caduti di Piazza Garibaldi, si è svolta una cerimonia in onore appunto di tutti coloro che hanno combattuto per il proprio paese e noi della 3°I abbiamo partecipato in rappresentanza del nostro Istituto. A dare il via alle celebrazioni sono stati i cadetti della Scuola Marescialli dei Carabinieri e subito dopo l’Amministrazione comunale ha deposto una corona d’alloro in onore dei caduti veliterni. La cerimonia è proseguita con il discorso di un colonnello dei carabinieri che ha ricordato il coraggio di tutte quelle persone che hanno sacrificato la propria vita in difesa della patria. Il primo cittadino di Velletri, Fausto Servadio, ha avuto una particolare attenzione nel ringraziare tutti i partecipanti alla cerimonia, dai carabinieri agli studenti, a tutte le Associazioni d’Arma, combattentistiche e di volontariato presenti. L’inno nazionale ha infine concluso la cerimonia. Adriano Borghi 3°I Velletrano

Sapete che la prima Banca nel mondo nacque proprio in Italia? Sì, è proprio così. Nel 1408 a Genova nasceva Casa San Giorgio. Per farci capire come funziona una banca Laura e Silvia ci hanno chiamati un po’ alla volta e ci hanno fatto giocare “alla banca”! Abbiamo fatto una vera e propria simulazione di come si effettua un prelievo,un versamento o come si ottiene prestito.

Uno di noi impersonava la guardia giurata fuori dalla banca, c’era il direttore che faceva gli “ onori di casa”, l’impiegato che faceva le domande ai clienti, il cassiere che consegnava il denaro richiesto. E’ stato davvero divertentissimo! Dopo aver fatto merenda, ci siamo incamminati a piedi presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna che si trova vicino alla nostra scuola. Ad aspettarci c’era il direttore Paolo Tosti che ci ha accolto con un grande sorriso. Appena arrivati ci ha fatto vedere come funziona il metal detector, esso ha il compito di rilevare oggetti metallici e pericolosi: si sentiva una vocina che diceva: “Si prega di uscire e depositare gli oggetti metallici”. Successivamente ci ha fatto visitare la banca e ci ha fornito tante spiegazioni: abbiamo potuto vedere cose “top secret” che soltanto noi ragazzi della IV C abbiamo avuto l’onore di osservare così da vicino. Abbiamo visto poi il bancomat verificando che in realtà, dietro lo sportello che di solito vediamo fuori dalle banche, non c’è un omino che dà i soldi alla gente ma un vero e proprio computer


Guardando fuori

programmato. Paolo, così ha detto di poterlo chiamarlo, ci ha spiegato e fatto vedere un libretto degli assegni che oggi sta andando in “pensione” per lasciare il posto alla nuovissima e fiammante carta di credito. Prima di andar via ci ha regalato dei piccoli block notes arancioni con dei colori a ricordo della mattinata trascorsa in banca. E’ stato davvero bello essere tutti “ banchieri” per un giorno! Classe IV C Marcelli

E ora andiamo al cinema, con i ragazzi delle medie UN BEL FILM: “VITA DI PI”

Il 25 Novembre abbiamo visto al cinema il film “Vita di Pi”, una storia straordinaria raccontata con grandiosi effetti speciali. Pi, il protagonista, a seguito di un naufragio, si ritrova a convivere con quello che è l’animale più pericoloso per l’uomo, una tigre. L’unica strada da tentare per sopravvivere è farsela amica. E proprio il rapporto tra Pi e la tigre ci ha tenuti con il fiato sospeso lasciandoci con un dubbio: si può diventare amici di un animale feroce? “Gli animali non pensano come gli uomini”,” La tigre non è tua amica”, aveva ammonito il padre di Pi. Ne abbiamo discusso in classe dopo la visione: è vero che il nostro contatto con il mondo animale è limitato a cani, gatti e tartarughe, ma amiamo così tanto gli animali che ci piace pensare che quella tra Pi e la tigre sia stata una vera amicizia, di quelle che lasciano traccia indelebile nei ricordi, per sempre. Classe 1°C Velletrano

“VADO A SCUOLA”

“Dimentichiamo troppo spesso che andare a scuola è una fortuna” : inizia con questo messaggio il film “Vado a scuola” che il 26 Novembre abbiamo visto al cinema. Inevitabile pensare al nostro vado a scuola : ci alziamo più o meno alle sette, facciamo colazione, ci accompagnano a scuola in macchina, mentre ancora sbadigliamo e, a dirla tutta, una volta arrivati a scuola vorremmo essere altrove. Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sono nostri coetanei , vivono in altri luoghi del mondo, e il loro vado a scuola significa alzarsi all’alba, affrontare un lungo viaggio pieno di pericoli, dover risolvere imprevisti che potrebbero farli arrivare in ritardo o, addirittura, non farli giungere a destinazione, farsi carico di fratelli più piccoli o più deboli che proteggono anche a costo della vita. Insomma, il loro vado a scuola è tutta una scommessa , ma perché sfidano il destino per studiare? Perché hanno dei sogni da realizzare ( diventare aviatore, medico, veterinario) e la consapevolezza che l’istruzione sia un fattore indispensabile per il loro riscatto e il loro futuro. Una lezione di vita e di speranza. E ,per concludere, la fortuna di andare a scuola è nelle nostre mani, apprezziamola! Classe 2°G Velletrano

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Guardando fuori

Ora, invece, una vera e propria relazione sull’uscita che alcuni ragazzi delle medie hanno fatto coi loro professori al liceo artistico di Velletri LABORATORIO DI MODELLISTA

- DATA:19/11/2013 - LUOGO:LICEO ARTISTICO,SEDE DI VIA LUIGI NOVELLI - SCOPO:PROGETTAZIONE E REALIZZAZIONE DI UN AMBIENTE ESTERNO - TEMPI: 4h - PARTECIPANTI: Classe 2ª B Istituto “Velletri Centro”, Marcelli Cristian (1ª A), Serangeli Matteo (3ª A). Gli insegnanti: Costantino Antonella, Tessitore Franco, Di Meo Vincenzo; assistente alla comunicazione: Francesca; studenti della classe 4ª del Liceo Artistico e professori. - MODALITA DI LAVORO: a coppie con la supervisione dei tutor (gli studenti del liceo). - MATERIALI E STRUMENTI USATI: compensato di varie forme, carta vetrata, colla vinilica, carta adesiva, forbici, taglierino, squadre, carta quadrettata, cartoncino, matite. - FASI OPERATIVE: 1) gli alunni della classe 2ªB hanno formato piccoli gruppi di lavoro (coppie) ed è stato loro consegnato il materiale comprendente alcuni modellini realizzati dai ragazzi del Liceo Artistico; 2) le coppie di lavoro hanno incollato la carta quadrettata sul compensato e a chi voleva, veniva consegnato; 3) successivamente hanno scelto il modellino di riferimento per poi realizzarlo in maniera personalizzata; 4) ogni gruppetto ha iniziato a realizzare il proprio progetto, supportato dai ragazzi tutor del Liceo; 5) gli alunni hanno lavorato per circa 3h, utilizzando strumenti e materiali a disposizione; 6) in ultimo, ogni gruppo ha decorato e personalizzato il modellino realizzato. -DIFFICOLTA’ INCONTRATE: si sono registrate alcune difficoltà nell’assemblaggio soprattutto delle parti più piccole. - VALUTAZIONI FINALI: gli alunni sono rimasti molto soddisfatti del progetto e hanno riportato i modellini realizzati in classe. Fabio Scognamiglio 2°B Velletrano

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Autoanalisi del sangue • Holter Pressorio Holter cardiaco• Dermocosmesi • Fitoterapia Articoli Sanitari• Dietetici Prodotti prima infanzia Noleggio tiralatte e bilancia elettronica


Eventi Diamo il via a questa rubrica raccontando l’incontro di Monsignor Apicella con le famiglie e i bambini della primaria e dell’infanzia La visita del vescovo all’Istituto Comprensivo Velletri Centro Momenti unici e straordinari per gli alunni della primaria e infanzia Eccoci qua, tutti insieme, per raccontare il pomeriggio gioioso ed emozionante vissuto insieme al vescovo della nostra Diocesi, Vincenzo Apicella. Tutto si è svolto nella giornata del 19 novembre quando, il vescovo ha incontrato gli alunni dell’Istituto Comprensivo Velletri Centro. Evento sensazionale e straordinario poiché si svolge ogni 10 anni e noi, abbiamo avuto la fortuna di esserci. Un’accoglienza calorosa e gioiosa è stata riservata al vescovo; bambini, genitori e nonni l’hanno atteso con trepidazione e accolto con un applauso fragoroso nel salone della scuola primaria Marcelli. Il vescovo entusiasta ha ascoltato le canzoni da noi

preparate e ha risposto alle nostre domande con semplicità e con il sorriso stampato sulle labbra. La nostra preside Antonella Isopi, dopo averlo ringraziato, ha donato a lui e ai sacerdoti presenti, tre statuine lignee rappresentanti la Madonna con il Bambino, provenienti dal Madagascar, simbolo di una scuola aperta e sempre attenta alle esigenze delle persone meno fortunate e più bisognose. Classe V D Marcelli

Premio di poesia “Goccia d’oro” ai ragazzi della Velletrano Il 28 novembre 2013 alle ore 10 si è svolta nell'aula magna dell'Istituto "A.Velletrano" la cerimonia di premiazione dell'XI edizione del premio per la poesia "Goccia d'oro", indetto dall'associazione culturale "Mons. Giuseppe Centra". Dopo il saluto della Dirigente, prof.ssa Antonella Isopi, ha preso la parola il prof. Enrico Mattoccia, presidente dell'associazione che ha invitato i giovani presenti ad amare la poesia e la cultura. Il prof. Enrico Mattoccia ha ricordato che le poesie vincitrici della sezione

ragazzi sono state premiate insieme a quelle degli adulti il 12 agosto a Rocca Massima e tra i premiati c'era Matteo Gasbarra della 3°A con la sua poesia "Cavallo pazzo", mentre le altre nelle rispettive scuole. Quindi si è passati alle premiazioni. Sono stati premiati con attestato e medaglia i seguenti alunni: Dafne Montalbano e Arianna Latini, tutte e due alunne della 3°E dello scorso anno, Sofia Roffi della classe 3°D, Roberta Ponzo, Riccardo Ferri ed Elisa Caponera della classe 3°A Hanno invece ricevuto un attestato di partecipazione: per la classe 2°C Alessia Biagioni, Matteo Bernardo, Edoardo Cancellieri, Beatrice Colella, Gabriele Latini e Nicole Cherubini; per la classe 3°A Federico Conti, Francesca Favale e Martina Vulcano; per la classe 3°D Benedetta Nardini e Camilla Giuliani, per la classe ex 3°E Erica Caporro. M.Antonietta Morganti

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Succede in classe Cavallo selvaggio Maestoso e potente, come un gigante. La tua forza è racchiusa in un rettangolo da lavoro. Lontani i tempi in cui correvi libero, nelle verdi praterie, e con un salto toccavi il limpido cielo azzurro. La mano dell’uomo ti ha catturato e fatto prigioniero, ma il desiderio di libertà nasconde la sofferenza nei tuoi occhi. Un giorno ti libererò e, se vorrai, cavalcheremo insieme gli spazi sconfinati, così capirò la libertà. Matteo Gasbarra 3°A Velletrano

La guerra Un uomo sdraiato a terra, ferito durante la guerra, contempla il cielo, con un espressione di gelo, i compagni sconvolti, guardano i soldati già sepolti, cola il sangue rosso fuoco, questo non è affatto un gioco. Dafne Montalbano ex 3° E Velletrano

Stella cadente Ti osservo con passione fervente mio splendente meteorite. Quanti sogni ho da narrarti; quanti desideri per nulla appagati. Ma non voglio disturbarti con strazi o sentimenti. Riuscirti a trovare mi intenerisce il cuore… Arianna Latini ex 3°E Velletrano

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Sulla panchina Lì, su quella panchina, dormi uno strano sonno… Mi avvicino e i tuoi occhi mi guardano, ma non puoi più vedere né me né questo mondo che sta andando in rovina. Ma forse è meglio così, non perdi niente. Lo strano sorriso Che hai sulle labbra Mi dice che sei felice. Mi commuovo alla tua immagine Finalmente appagata dalla vita. Roberta Ponzo 3°A Velletrano

Amicizia Ama l’amicizia, non buttarla via! Perdona, non abbandonare, non dare le spalle agli altri e cerca di non perdere gli amici. L’amicizia non si trova sulle strade Perché è preziosa. Non trascurarla Come un giocattolo vecchio, ma custodiscila nel tuo cuore. Riccardo Ferri 3°A Velletrano

Mamma… Tu per me Sei come il sole, che porta a tutti molto amore. Tu per me Sei come una splendente Stella cadente. Tu per me Sei come una rosa Molto preziosa. Tu per me sei immensa come il mare E quando ti guardo negli occhi Mi sembra di volare. Tu per me Sei come una fata, che mi capisce quando sono felice, triste oarrabbiata. Tu per me Sei come un sogno, che mi aiuta Quando ne ho bisogno. Tu per me Sei l’amore, che completa la mia vita di un fantastico colore. Elisa Caponera 3°A Velletrano


Potpourri Dalle fiere ornitologiche agli spazi giovani di Velletri, dai libri agli scrittori., alla legalità Di tutto un po’, appunto, ma con grande impegno RIVALUTIAMO LO SKATE-PARK

Sabato 26 ottobre, l’associazione studentesca veliterna degli istituti superiori di secondo grado,ha organizzato l’evento ’’ Rivalutiamolo’’ allo skatepark di Velletri. ‘’Rivalutiamolo’’ nasce dalla voglia e l’esigenza dei ragazzi di Velletri di rivalutare un luogo d’incontro come lo skatepark, che per lungo tempo è rimasto inutilizzato e poco curato. Lo skatepark è un luogo che offre la possibilità ai ragazzi di fare sport, suonare, studiare ,leggere,o semplicemente stare insieme ai propri amici senza andare fuori città. Dalle 15.00 alle 21.00 ci sono stati ragazzi che hanno dato prova delle loro passioni e di quanto può fare la differenza l’aiuto della gente per salvare questo posto Per una volta Velletri si muove a favore dei giovani, rimettendo in uso un posto pubblico che fino ad ora era poco usato e lasciato a se stesso . Lo skatepark è un parco adeguato con delle rampe di legno per fare acrobazie con lo skate o anche con i pattini, come ci hanno fatto vedere in questa giornata i ragazzi di Velletri che praticano hockey. Anche i ragazzi che ballano la break dance hanno partecipato a quest’evento, intrattenendo a ritmo di musica e passi di break dance le persone che venivano a dare il proprio contributo morale. Il successo di questo evento è stato anche grazie ai social network che hanno divulgato la notizia di quest’evento in tutta Velletri e dintorni. Con questo evento si spera che il comune di Velletri inizi a restaurare e a creare posti adatti per i più giovani perché il futuro siamo noi; è importante vivere il presente nel modo migliore e avere dei posti dove poter svagarsi e non pensare ai piccoli problemi che iniziano ad emergere nel periodo dell’ adolescenza. E’ importante avere un posto di ritrovo per i più giovani, avere un posto che i genitori possano reputare sicuro per i propri figli. È importante dare una mano a creare eventi e trovare sempre più posti lasciati a se stessi, rivalutarli e dare nuova vita a quei posti che sono stati trascurati per anni. Dobbiamo ricordare che ci sono ragazzi di altri paesi che sognano di avere dei posti come quelli che noi abbiamo e che disprezziamo o di cui semplicemente ignoriamo l’esistenza . Facciamo vedere la parte di Velletri più giovane perché Velletri è anche nostra e dobbiamo lottare perché i suoi spazi siano vivibili e sicuri. Alessia Mecozzi ex 3°C Velletrano Foto di Leonardo Candidi

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Potpourri

DIECI BUONI MOTIVI PER LEGGERE UN LIBRO 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

Per arricchire la nostra fantasia. Per arricchire il nostro lessico. Per migliorare la nostra ortografia. Per farci conoscere nuovi mondi e nuove realtà. Per ridere, divertirci e per passare il tempo libero. Per insegnarci a vivere in modo corretto, spesso ci indicano una morale. Per aiutarci a scrivere meglio. Per arricchire le nostre conoscenze ( storiche, geografiche, archeologiche, scientifiche...) Per conoscere usi, costumi e tradizioni di popoli lontani da noi nel tempo e nello spazio e per capire le situazioni del mondo. Per indirizzarci nella scelta del nostro futuro. Classe 1° B Velletrano

DALLA PARTE DELLA LEGALITÀ

Nel mese di settembre ho fatto una gita molto istruttiva in Campania,più precisamente a Casal Del Principe. Lì abbiamo visto diversi posti che si collegano alla camorra, il male della Campania. Abbiamo visitato, insieme all’associazione ‘Libera Caserta’, che gestisce i beni confiscati e il territorio della camorra ,il cimitero dove giace Don Diana,un famoso prete che cercò di guarire la Campania da questa piaga, una fattoria che produce mozzarella di bufala e prodotti agricoli sviluppati in un bene confiscato, un ristorante locale situato in un ex manicomio con la memoria delle vittime della camorra. Per me questa è stata una gita che ha lasciato un segno. Subire atti di violenza, fisica e psicologica, è orribile, è come una gabbia senza serratura da cui è difficile uscire. Mi auguro di tornarci presto. Alessandro Giancane 1°H Velletrano

INCONTRO CON SEPÚLVEDA Domenica 24 novembre 2013, alcuni alunni della classe 2°H sono andati a Roma, presso la sala conferenze del centro Eatitaly, una nuova struttura che vende prodotti alimentari, ad assistere alla presentazione del nuovo libro di Luis Sepúlveda, intitolato "Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza". Siamo stati informati dalla professoressa Sandra Dell'Omo e dalla professoressa Stefania De Dominicis. Per noi è stata una grande gioia quella di conoscere lo scrittore contemporaneo molto famoso di origine cilena. Insieme a lui c'era una giornalista che lo intervistava: abbiamo capito i duri momenti dell'esilio che ha dovuto affrontare e anche l'ispirazione per il suo nuovo libro. Cinque anni fa, il suo nipotino Daniel, fissando una lumaca, chiese a Sepúlveda il perché della sua lentezza; non potendo, l'uomo, spiegargli il motivo scientifico, gli disse che presto gli avrebbe dato una risposta. Cinque anni dopo ha tentato di dare una spiegazione fantasiosa a quel perché. Abbiamo capito, anche, come cominciò la sua passione per la scrittura: suo nonno era un tipo molto singolare, che gli raccontava storie bellissime e, alla fine di ogni giornata, voleva che Sepúlveda gli raccontasse una storia su come aveva trascorso il dì. Da suo nonno, dunque, gli derivò la passione per la scrittura e il racconto. Ci ha spiegato poi che una storia può iniziare con un io, ma deve finire con un noi, perché con un io puoi fare poche cose, ma con un noi puoi fare di tutto. Abbiamo fatto tesoro dei suoi insegnamenti e abbiamo portato a casa il libro con l'autografo. Luca Zeverini e Claudio Sambucci 2°H Velletrano

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Potpourri

ESPOSIZIONE ORNITOLOGICA INTERNAZIONALE DI REGGIO EMILIA E' la manifestazione ornitologica più importante d'Europa. Ha sempre portato a Reggio Emilia il meglio dell'ornitologia mondiale. Si stima che quest'anno siano stati esposti circa 23.000 soggetti tra canarini, pappagalli ed altri animali esotici iscritti al concorso, oltre ai soggetti ospitati nel mercato, con la presenza di molti allevatori ed espositori internazionali. All'ingresso della manifestazione sono stati venduti vini e prodotti gastronomici tipici locali ai visitatori provenienti da tutto il mondo. Anche quest'anno, in un apposito capannone, sono stati ospitati colombi ornamentali di varie razze che hanno attratto moltissimi visitatori; in un altro capannone venivano invece esposti tutti gli altri animali avicoli: galline, oche, cigni, anatre, alzavole, fagiani, pavoni, quaglie e tanti altri ancora. Per vedere questo spettacolo mi sono alzato alle ore 3 della notte del 24 novembre ed insieme a mio nonno ed alcuni suoi amici sono partito per questa meravigliosa avventura. A dire il vero non mi ero neanche addormentato perché era tanta la voglia di affrontare questo viaggio che non ero riuscito a prendere sonno. Durante il viaggio abbiamo fatto una sosta per

riposare e, con l'occasione, ho fatto colazione con una ciambella fritta ripiena di crema, ancora calda ed un succo di frutta. Finalmente arriviamo in Emilia, la nostra destinazione, dopo 5 ore di viaggio, e dopo avere attraversato l' Umbria e la Toscana. Appena entrati ho spalancato gli occhi davanti a quello spettacolo colorato: altro che i colori dell'arco baleno; i piccoli ospiti variopinti avevano pitturato tutti

i padiglioni. L'unico aspetto negativo è stato l'affollamento ed il continuo rumore delle voci delle persone presenti che ovattavano tutto l'ambiente. Allora io e mio nonno abbiamo deciso, dopo aver fatto tante fotografie, di recarci al padiglione esterno per andare a vedere il reparto di avicoltura; faceva veramente freddo ma, alla vista di quei meravigliosi pennuti, ho cominciato a tremare solo per la gioia. A questo punto non potevo tornare a casa senza neanche un animaletto e così sono riuscito a convincere mio nonno ad acquistare una coppia di anatre di razza "cayuga", proveniente dall' omonimo lago dello stato di New York ed una coppia di anatre detta "anatra sposa", per via dei colori particolari della livrea nuziale, specialmente nel maschio. Una cosa voglio precisare, non credo di aver dovuto insistere poi così tanto con mio nonno, sicuramente anche lui era tornato un po' bambino. Il tempo è passato in fretta e, dopo avere fatto un pranzo con i panini preparati la sera prima da mia nonna, abbiamo ripreso la strada del ritorno, ricchi di una esperienza indimenticabile. Dennis Coculo 1°G Velletrano

Un’intervista, che si inserisce in un progetto sull’emigrazione che comprende più classi e di cui qui proponiamo un primo assaggio, fatta da una nipote al nonno IL NONNO DI VALENTINA 1) Come mai siete andati via dall’Italia? Avevo uno zio, fratello di papà, che aveva un ristorante. Per lavoro. 2) Quali sensazioni ricordate di aver provato prima della partenza? Di piacere perché avrei avuto nuovi contatti con persone di un’altra nazione. 3) Con quale mezzo di trasporto siete partiti?

Come è andato il viaggio? Con il treno Roma-Francoforte Butzbach. E’ andato bene ed è durato 16 ore. 4) Avevate già un contatto nel luogo in cui vi siete trasferiti? Sì, avevo un contatto con un parente. 5) Conoscevate la lingua? No, non conoscevamo la lingua. 6) Avevate già un posto dove dormire? Sì. 7) Quali difficoltà avete incontrato all’inizio? Pochissime difficoltà. 8) Come vi hanno trattato gli abitanti del posto?

Benissimo. 9) Vi siete ambientati facilmente? Sì, perché ero giovane. 10) Quali differenze sostanziali ci sono tra l’Italia e il paese in cui vi siete trasferiti? Sono differenze enormi per la mentalità, la precisione e la pulizia. 11) Vi sentite ancora Italiani oppure no? Sì. 12) Tornereste a vivere in Italia? Sì. Valentina Cugini 1°E Valletrano

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Divertimente CRUPUZZLE Che numero è?

Un bambino di 5 anni ha un papà di 26 anni. Quanti anni dovrà avere il bambino perché il papà abbia il doppio dei suoi anni?

RISPOSTA : 27

Rebus 1

RISPOSTA :21

- è un numero compreso tra 25 e 35 - non è un numero pari - non è un numero primo - non è divisibile per 5 - non ha uguali le due cifre

E ora divertiamoci con i rebus Rebus 2

Rebus 3

Rebus 4

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Una volta che avrai trovato tutti i tipi di pasta qui sotto elencati, le lettere rimaste scoperte riveleranno una frase (5, 6, 2, 5, 2, 5, 2, 10!) Bavette Orecchiette Spaghetti Cellentani Paccheri Tagliatelle Farfalle Pappardelle Tagliolini Fusilli Penne Trenette Garganelli Pipe Ziti Linguine Rigatoni Maccheroni Ruote


Divertimente

ORIZZONTALI 1) dolce tipico natalizio 9) seguono n e precedono q11) lo erano i magi 12) la suonano i pastori 14) sigla di rieti 15) seconda sillaba di vo-to16) visita a……..inaspettata 19) e’ di fronte ad ovest20) me al contrario 21) din…….dan 22) il al contrario 24)dono senza inizio e fine 25) una preposizione semplice 26) nessuna novità 27) nome di donna 30) re al contrario 31) puntini neri sulla pelle 32)aggettivo possessivo plurale 33) un dono dei magi 35) due in numero romano 37) prima sillaba di ot-to 39)aggettivo possessivo singolare 40) e’ nato il 25 dicembre 41) anno domini 43) riso senza vocali 45) ente nazionale idrocarburi 47) segue il settimo 49) vocali di giada 51) finale della parola torneo 52) aloe senza la vocale iniziale 53) le al contrario 54) sono i nostri custodi 56) sinonimo di cerimonia 58) oro senza la vocale finale 59) si addobba a natale 62) prime due lettere di pace 64) curare senza le lettere iniziali e finali 65) la seguirono i magi 66) tea senza t VERTICALI 1) si fa a natale con i pastori2) le prime due vocali 3) eco senza finale 4) dolce duro natalizio 5) e’ la somma di 36 mesi 6) onorevole in breve 7) si festeggia il 25 dicembre 8) remo senza inizio 13) iniziali di andata – ritorno 17) grande poeta greco 18) sigla di padova 23)io frequento quello comprensivo 28)secondo pronome personale 29) dio del vento 31)contrario di giorno 34) oro senza iniziale 36) la madre di gesù 38) sigla di messina 40) non e’ tristezza 41) avete senza la vocale finale 42) lo causa il mal di denti 44) santo senza to 46) preposizione articolata 48) e’ il nostro pianeta 50) si usa con il filo 55) sera senza iniziale e finale 57) iniziali di istituto ordine religioso 60) sta insieme all’asinello 61) c’e’ quella glaciale 62) per conoscenza 63) sigla di aosta Classe Vb Marcelli

Rebus 3 Quadrimestre Rebus2 Frase 4, 2, 7 - OR dadi, barba RI = orda di barbari REBUS 1 BARATTOLI SCIVOLOSI (BA ratto LI scivolo SI) SOLUZIONE: Tante forme di pasta ma conta il condimento!

SOLUZIONI

In questo gioco ogni settore rappresenta un terreno sul quale si può sistemare un solo albero. Inoltre in ogni colonna e in ogni riga può esserci un solo albero e nelle celle che circondano un albero non possono esserci altri alberi. Il gioco è risolto quando sono stati collocati tutti gli alberi (1 per settore)

CRUCIVERBA DI NATALE

Rebus 4 Orsacchiotto

SUDOKU

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Spazio Creativo Iniziamo con un lavoro dei bambini di prima elementare che festeggiano l’inizio dell’anno scolastico in versi

Arianna Vicario1°C Beatrice Ciarla 1°G

Enes Habilaj 1°D

Mauro Antonio 2°C

Manuel Vetri 1°C

Beatrice Curci 1°G

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Spazio Creativo

Da una frase detta dall’insegnante in classe l’idea di un racconto IL RUMORE DELLE STELLE

Leonardo Esposito 1°D Simona Ciaccio 1°H

In una casa di campagna nel 1947 viveva un ragazzo di nome Franco con suo padre Isacco. Franco non aveva la mamma, perché era morta con una grave malattia l’anno prima. Franco era un ragazzo di 12 anni e naturalmente andava a scuola dalle 8:00 alle 14:00. Dopo la scuola il ragazzo tornava a casa e si metteva a giocare insieme ai suoi amici. Invece il padre andava a lavorare in fabbrica e la sera quando tornava a casa era stanco. La sera, dopo cena, di solito salivano sul tetto a guardare il cielo stellato. Ad un certo punto una sera Franco chiese al padre: -Papà,secondo te che rumore fanno le stelle? Il padre sorpreso rispose: -Il rumore? Le stelle? Beh, caro figliuolo, non saprei! Ma ad un certo punto scese una stella cadente e cadde proprio sul terrazzo. Di corsa il padre con il figlio scesero sul terrazzo e videro che la stella era ferita, così la portarono dentro casa e la curarono mettendogli un cerotto. Ma quella stella non era come tutte le altre, era una stella speciale: aveva dei poteri e sapeva parlare. La stella durante la notte, non sapendo cosa fare, si mise a parlare. Non diceva parole, ma emetteva suoni che sembravano melodie dolcissime. Franco si svegliò prima spaventato, poi si rassicurò perché quello che sentiva era qualcosa che già aveva ascoltato, qualcosa di familiare. Erano le ninne nanne che la madre gli cantava e capì che dentro quella stella c’era lei. Quella notte Franco con quelle melodie si addormentò e quando al mattino si risvegliò non trovò più la stella. Disperato pianse tutto il giorno e quando giunse la sera, come al solito, si mise a guardare il cielo. Ad un certo punto vide la stella con il cerotto che si avvicinava sempre di più e restò con lui finché non chiuse gli occhi. Da quel giorno in poi la stella tornò a suonare quelle dolci melodie tutte le notti. Gaia Manciocchi 2°H Velletrano

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Spazio Creativo

L’ADOLESCENZA

Cristiano Cellucci 3F

Questa malinconia così tenebrosa così dolorosa così profonda così devastante Questa malinconia,penso, gli altri non l’hanno mai provata E,speri che sia la fine di tutto, di tutto il male ricevuto, e che alla fine di tutto ci sia la quiete la beatitudine il paradiso E invece è solo l’ inizio di un lungo periodo chiamato adolescenza Eleonora Ponzo 3°H Velletrano

Ioana Cristina Irimia 2°

Simona Cai 2°A

Kaur Jeevan Jot 2°B

L’AMICIZIA Filippo Miceli 2°H

Martina Sannino 3°C

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Ascoltarsi, comprendersi e consolarsi se un amico è vero lo fa. Non bada a pregiudizi o pettegolezzi. Ti conosce e ti accetta per i pregi e per i difetti ma solo se è un vero amico. Seila Addessi 3°H Velletrano

Liuba Bondi 3°E

Martina Sannino 3°C


Spazio Creativo

LA MIA MAMMA Quando penso alla mia mamma, vedo una vera fiamma, la mia non si ferma mai, perché io combino sempre tanti guai! Mia mamma non è cattiva, anzi! È piena di vita! Vedo una donna speranzosa, una mamma tanto generosa! Ti voglio tanto bene ! Lauren McKnight 3°A Velletrano

Daniele Aniello 2°H

Michelangelo Fuscà 3°B

Elisa Caponera 3°A

Martina Vulcano 3°A

L’ALBERO L’albero È un Amico leale che non ci abbandona e cresce insieme a noi. Arianna Vicario 1°C Velletrano

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Due Parole Con Per questo numero ci siamo affidati alle parole di un uomo che fa della poesia e del pensiero letterario il suo pane quotidiano. Poeta, appunto, scrittore, studioso e critico, è divenuto amico della Velletrano e con piacere allora i ragazzi della redazione lo hanno intervistato Questa poesia ha rappresentato l’Italia a un convegno di traduttori in Francia dal titolo “Traduire la mer” e il bello è stato che la traduzione in francese inizialmente non riusciva a replicarne il ritmo. Infine la bravura della traduttrice è stata tale che è riuscita a creare un ritmo che, sia pure con i caratteri propri della lingua francese, corrispondesse a quello della lingua italiana. Ogni volta che leggete una poesia rintracciatene il ritmo, nessun poeta scrive senza cercare un ritmo.

Per lei è facile scrivere poesie? Sì, perché sin da piccolo sono stato abituato a sentire poesie, da mio padre. Mia madre raccontava favole e mio padre mi leggeva tante poesie, sin da quando ero davvero bimbo, tra i 4 e i 7 anni. Sin da piccolo ho avuto nella testa tanti ritmi. A mio padre piaceva molto Carducci, un poeta dai ritmi particolari e io già in quel periodo, intorno ai sette anni, avevo scritto la mia prima poesia. Quanto tempo impiega a scrivere una poesia? Molto, più che altro serve molto tempo per perfezionarla. Inizialmente le poesie non le scrivo, le penso, me le ripeto in testa, perché voglio sentirne il suono, il ritmo. Quando questa operazione è conclusa, scrivo i versi e poi lascio passare un po’ di tempo. Poi ci ritorno sopra e faccio un lavoro di rifinitura fino a che ciascuno di quei versi raggiunge il suono che voglio. Per una poesia di media lunghezza, possono trascorrere dai 7 ai 10 giorni. Poi, però, non finisco mai di tornarci sopra per trovare quella che per me è la perfezione. Mentre il libro è in stampa, fino all’ultimo, chiedo di rivedere il testo per fare ancora modifiche. Difficoltà e gioie di questo mestiere? Non sempre quello che uno ha dentro diviene parola. Far diventare parola, comunicare quello che uno ha dentro significa spogliarsi. La sofferenza è quando questo non succede o stenta ad accadere, la gioia è quando riesce bene. A volte, escono fuori delle cose che non corrispondono a quello

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che avevo in testa e allora io butto via quello che ho scritto, cancello proprio il file dall’hard disk. Lo ritengo necessario, ma, dopo aver lavorato tanto, è davvero una grande sofferenza. C’è un tema che preferisce? Sì, il mare. Io sono nato su un’isola. In realtà sono nato a Trapani, perché un tempo, in procinto del parto, per maggiore sicurezza, si andava sulla terraferma, ma da un mese di vita ho respirato l’aria della mia isola. Michele si ferma e ci legge una poesia “Porto dei giorni”, in cui il mare è protagonista, e riprende a raccontare.

C’è chi preferisce la prosa e chi la poesia. Una questione di indole o cosa? Preferire la poesia vuol dire privilegiare un rapporto musicale con la parola. Alla vostra età ero un ballerino scatenato. Ballare è vicino al fare poesia, è seguire comunque un ritmo. Amo la poesia allo stesso modo in cui amavo ballare. D’altronde ho appena finito di scrivere un libro di prosa, “Due perfetti sconosciuti”, quindi prosa e poesia non sono incompatibili. Non avevo mai scritto una prosa narrativa ed è stato difficile. Ho pensato a un personaggio femminile attorno al quale ho costruito una storia. Ci ho lavorato moltissimo, ma lo considero una parentesi, tutto il mio amore è per la poesia. Si è mai innamorato di una parola che poi ha fatto nascere il pensiero poetico? Può capitare che una parola ci colpisca e che da lì parta tutto il lavoro, anche se di solito mi capita il contrario: e cioè è un oggetto, un fatto, un sentimento che


Due Parole Con produce la parola. Una volta ho scritto una poesia a partire da una frase pronunciata da un critico durante la presentazione di un libro: “i libri sono come telescopi”. La parola “telescopi”, collegata al libro, mi colpì profondamente e già lì, durante l’incontro, cominciai a buttare giù dei versi da cui è poi nata la poesia “Hai ragione, Bruno, che i libri”. A questo punto Michele si ferma e ci legge la poesia. Versi che parlano della paura e del coraggio di guardare la vita, l’orrore e il dolore, nella speranza di comprendere e poter guardare oltre. Il mestiere dello scrittore è illuminazione o applicazione quotidiana? Tutte e due. Non esiste scrittore che sulla base di un’illuminazione abbia scritto opere. Neanche Rimbaud si limitava alla trascrizione pura e semplice di un’idea improvvisa, ma la scriveva sul foglio e poi ci lavorava sopra, per completarla, perfezionarla. Quella dell’illuminazione è una mitologia: lo scrittore lavora e produce, costantemente.

In realtà non ne ho idea. Tutte le statistiche e i sondaggi affermano che sono gli adulti a leggere pochissimo in Italia, sono tra quelli che leggono meno al mondo. Una ricerca del maggio dello scorso anno ha messo in rilievo, però, che sono i bambini dai 10 anni in poi che spingono i genitori a leggere e se davvero fosse così, sarebbe davvero un dato interessante. Io , alla vostra età, leggevo moltissimo, ma tutti i ragazzini di allora lo facevano perché non c’era altro, né televisione né computer. Cosa consiglierebbe ad un giovane che vuole scrivere? Di leggere. Si impara a scrivere leggendo. Tutti gli scrittori sono prima di tutto dei grandissimi lettori. Certo, c’è anche un altro metodo: esercitarsi. In America ci sono tantissime scuole di scrittura creativa da cui escono non scrittori, ma lettori più attenti. Poi, tra questi milioni di persone che leggono tanto e con consapevolezza, qualcuno diventa anche scrittore. Leggendo ti entrano in testa ritmi, parole. La prima volta che leggi una parola la conosci, poi quando la leggi una seconda volta la ricolleghi a precedenti sensazioni e ogni volta si arricchisce di nuovi significati, sfumature. Quando la usi nella scrittura, questa parola è diventata un pezzo di storia della tua vita. Ma se non leggi tutto questo non può accadere.

Qual è il suo poeta preferito? Tra quelli che preferisco, a parte quelli contemporanei, che vi invito a leggere, quelli americani della Beat Generation. Ero giovane e uscì una raccolta di questi poeti americani tradotti dalla grande Fernanda Pivano e mi innamorai immediatamente di quei versi. Soprattutto di un poeta di origini italiane, Lawrence Ferlinghetti. Credo che quello sia stato un momento molto importante nella storia della poesia. E poi quelli che probabilmente leggete a scuola, Montale, Saba. Secondo lei è vero che i giovani leggono poco?

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Solidarietà

IL SALVADANAIO DI ALESSANDRO Il giorno 30 Giugno 2011 alle ore 19.00, nel giardino della casa della famiglia Favale-Pallocca, è stata celebrata una funzione in commemorazione dell’ottavo anniversario della tragica scomparsa di Alessandro Pallocca. Al termine della cerimonia religiosa la Dirigente, prof.ssa Antonella Isopi, è intervenuta ricordando il ragazzo immaturamente scomparso e ringraziando la famiglia per il suo impegno sociale. Quindi è stata consegnata la borsa di studio, che la famiglia Pallocca ha istituito in ricordo di Alessandro, all’alunna Marwa Vetri della classe 3°C della S.M.S. “A.Velletrano” per la sua partecipazione sempre attiva e costruttiva, per l’ interesse vivo verso tutte le attività proposte, cui ha partecipato con impegno serio e diligente.Sempre collaborativa con i compagni, responsabile, educata e corretta, Marwa ha conseguito risultati brillanti in tutte le discipline. Congratulazioni a Marwa per il brillante risultato e auguri per il suo futuro. M. Antonietta Morganti

ANCH’IO PORTO UN DONO E’ tempo di Natale , di luci e di colori. Anche di tanta gioia perché si sta insieme, in compagnia a celebrare una festa che idi cui bontà e generosità sono le parole chiave. Purtroppo, e le cronache ce lo ricordano ogni giorno, tantissimi sono coloro che vivono in condizioni di grande difficoltà: persone che hanno perso il lavoro, famiglie senza casa, bambini che davvero non troveranno giochi o doni sotto l’albero. “Anch’io porto un dono” , promosso dalla Caritas, parrocchia di S. Clemente, cerca allora di sensibilizzare ragazzi e famiglie a pensare chi ha poco o nulla, a farsi attori di una solidarietà tangibile che induca chi può a raccogliere viveri e generi commestibili non deperibili, a donare qualcosa e a regalare un sorriso. Il nostro istituto, da sempre in prima linea quando si parla di solidarietà – per ricordare solo alcuni dei progetti che abbiamo abbracciato citiamo l’Airc e le arance della salute, “Nuova Velletri per il Mali”, Medici senza frontiere, etc – ha aderito con entusiasmo e, come sempre, ci aspettiamo che le nostre aule diventino colme di pacchi e di doni. Essere vicino agli altri, questo lo ricordiamo spesso ai nostri alunni, vuol dire costruire un’esistenza ricca di emozioni e di significato, si traduce nell’affermazione di valori civili e spirituali di grande rilievo che aiutano a crescere, e a crescere bene. L. A. Marigliani

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Progetti e Concorsi In apertura offriamo ai nostri lettori il frutto del lavoro di un pomeriggio in redazione. Ragazzi grandi e alunni della primaria hanno lavorato gomito a gomito sulla realizzazio-ne di acrostici a partire dai titoli delle nostre rubriche. Ne è venuto fuori qualcosa di interessante, giudicate voi…

Succede in classe

S tudenti U niti C on C oraggio E D eterminazione E mpatica I ncontrano N uovi C ompagni L ontani A rmoniosamente S cambiano S impatiche E sperienze

Divertimente

D ovunque I o V iaggio E sprimo R abbia T radisco I l M io E go N on T rovando E nergie

Guardando fuori G uardo U n

A rcobaleno R icco Di A llegria N on Di O dio F uori U n O ceano

R adiante I llumina il mondo

Due parole con

D ire U n’ E sperienza P er A marne R ipetutamente O gni L ibertà E spressiva C on O gni N ovità

Eventi E V E N T I

mozionarsi ivendo venti uovi utti nsieme

Spazio creativo

S ugo P ronto A llo Z afferano I nsolitamente O ttimo C arne R adicchio E A nanas T utto I nvitante V i O ffriamo

Solidarietà

S uperando O gni L imite I o D imentico A Anche R iferimenti I mportanti E T orno A lla ragione

Potpourri P assiamo O re T ra P arole

O U rla R Ridendo R umorosamente I Insieme

Progetti e concorsi

P er R isolvere O perazioni G randi E T emi T roppo I mpegnativi E C ompetizioni O limpiche N on C omplicate O ggi R estiamo S empre I nsieme

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Progetti e Concorsi

Un’iniziativa, che ha visto i ragazzi impegnati a lavorare per un mondo più pulito, colla-borare per rendere più belli i luoghi dove vivono “PULIAMO IL MONDO” CON LEGAMBIENTE Il giorno 28 Settembre alcune scuole del territorio di Velletri hanno partecipato all'iniziativa di Legambiente "Puliamo il mondo", che consisteva nell’adottare uno spazio pubblico della nostra città e pulirlo. Noi dell’I.C. Velletri Centro abbiamo aderito subito con entusiasmo e ci siamo divertiti molto. Ora vi racconto cosa abbiamo fatto. Esattamente alle 9.00 ci siamo incontrati a Villa Ginnetti dove erano convenute le scuole partecipanti, con un numero incredibile di studenti e insegnanti accompagnatori. Noi e i ragazzi della Marcelli abbiamo deciso di occuparci delle nostre scuole, per rendere più vivibili ed ospitali i luoghi dove trascorriamo molte ore al giorno. Abbiamo aspettato un paio di minuti, durante i quali abbiamo indossato cappelli e pettorine legate all’iniziativa, e quando la nostra squadra è stata al completo ci siamo avviati verso la Velletrano, noi delle medie, e i piccoli alla Marcelli. Tutti insieme, armati di buona volontà, insieme alle nostre professoresse, abbiamo pulito il giardinetto attiguo alla palestra; con guanti, rastrelli, scope e palette abbiamo raccolto foglie, estirpato erbacce e abbiamo anche creato delle aiuole piantando sia fiori che alberelli. Lo abbiamo reso uno splendore, ma abbiamo fatto molta fatica, anche per via dei sacchi della spazzatura che nel frattempo avevamo riempito e che abbiamo trasportato al cancello di ingresso dove i i mezzi del Comune sarebbero passati a fine manifestazione. Dopo aver pulito il giardinetto, mancava ancora del tempo all’ora in cui ci saremmo dovuti riunire agli alunni della Marcelli e allora abbiamo deciso di occuparci dell'entrata della scuola. Per pulire tutti e due gli spazi abbiamo impiegato 4 ore. Ne è valsa davvero la pena, nonostante l'impegno e la fatica. Ah, mi sono dimenticata di dirvi che secondo me l'anno prossimo, se riorganizzeranno questa iniziativa, aderiremo sicuramente. E’ stato fantastico parlare di questo con voi, ma adesso devo andare. Ciao a tutti e alla prossima! Matilde Priori 1°G Velletrano

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Progetti e Concorsi

Tra i vari progetti che ci vedono impegnati, vogliamo segnalare quello voluto dal Comune di Velletri ,“Prevenzione al bullismo”, che si propone di affrontare con gli studenti un percorso di lavoro e di approfondimento, anche grazie alla presenza di esperti e rappresentanti delle forze dell’ordine. Impegnate nelle varie fasi di cui si compone il progetto, tre classi la VC e la VD della Marcelli e la 1°D della Velletra-no. Nel prossimo numero lo racconteremo più ampiamente, per ora un assaggio dai bambini delle elementari. STOP AL BULLISMO Nella nostra scuola ha preso finalmente avvio il progetto "Prevenzione al bullismo", promosso dal Comune di Velletri. Da qualche settimana ha avuto inizio il percorso che ci permetterà di conoscere questo fenomeno che fa sempre più parte, purtroppo, della nostra società. Questo argomento ce lo stanno illustrando, oltre che le nostre insegnanti, degli esperti: una sociologa, un’educatrice e due rappresentanti delle forze dell’ordine. Attraverso letture, filmati, questionari e dibattiti abbiamo approfondito la nostra conoscenza del bullismo. Gli insegnamenti che abbiamo ricavato da questi incontri ci aiuteranno a formare una coscienza civica basata sulla legalità e a ridurre le tensioni fra i giovani. Classe VC Marcelli

Una mattina con i cavalli , grazie al progetto “Conoscere gli sport”, e il divertimen-to è assicurato come ci dimostrano i racconti di due alunni di 1°H I CAVALLI SONO DEGLI ANIMALI FANTASTICI! Giovedì 14 novembre , con la classe 1°B, siamo andati al centro equestre “Santa Chiara”. Era la prima gita di questo anno ed ero molto contenta ed emozionata. Quando siamo arrivati gli istruttori ci hanno detto il nome dei vari attrezzi che servono per la cura del cavallo e ci hanno spiegato la loro funzione. Dopodiché ci hanno divisi in quattro gruppi da 11 ragazzi e ogni gruppo doveva scegliere un cavallo; io ed il mio gruppo abbiamo scelto ”Nuvola”, un pony medio tutto bianco con dei bellissimi occhi celesti come il ghiaccio. A scelta ogni ragazzo doveva pettinare la criniera del cavallo o spazzolare il collo o passare altri tipi di spazzola. Io le ho pettinato la criniera e spazzolato il busto e collo. Mi piaceva cosi tanto prendermi cura di quel pony che avrei continuato all’infinito, ma gli istruttori ci hanno fatto cambiare attività. Finalmente sono salita su un pony medio di color marrone chiaro con la criniera bionda, di nome “Eola” e, accompagnata da un’istruttrice, il pony è andato prima al passo e poi al trotto. All’inizio tutto bene ma quando il pony è passato dal passo al trotto credevo di finire per terra,

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Progetti e Concorsi

per fortuna non sono caduta ma avevo il cuore in gola!!! Dopo sono andata a fare “volteggio”, ossia le acrobazie sul cavallo. Mi sembrava di essere un’acrobata del circo, anche se un po’ imbranata. In seguito abbiamo eseguito la staffetta con i cavalli e ci siamo divertiti molto. A quel punto i cavalli erano stanchi, quindi gli istruttori li hanno messi nelle stalle e noi gli abbiamo dato da mangiare, sia del fieno che del mangime. Infine abbiamo pulito le stalle e lavato le selle , dopo l’istruttrice ha messo la musica e abbiamo cominciato a ballare e a ridere a crepapelle . Insomma è stata una giornata molto impegnativa ma indimenticabile. I cavalli sono degli animali fantastici! Giulia Cambi 1°H Velletrano

Un nuovo progetto che nasce dopo il successo di “Nonni su Internet” e che ci ve-de ancora una volta partner della Fondazione Mondo Digitale, in una collaborazione che dura con entusiasmo da ben sei anni “Genitori su Internet”, un nuovo progetto per l’I.C. “Velletri Centro” Davvero un bell’incontro quello che si è tenuto nella Sala Micara venerdì 15 dicembre, ricco di spunti di riflessione sui giovani e sulla loro voglia di fare e di scoprire. L’occasione è stata quella organizzata dall’Istituto Comprensivo “Velletri Centro” per presentare l’adesione al nuovo progetto della Fondazione Mondo Digitale “Genitori su Internet”. La collaborazione dell’Istituto con la Fondazione dura ormai da sei anni e si attua nel progetto “Nonni su Internet” che, sotto il coordinamento del prof. Franco Tessitore, dal 2009 ha coinvolto moltissimi over 60 del nostro territorio nella scoperta delle nuove tecnologie grazie all’aiuto di alunni tutor che ne hanno vinto diffidenze e timidezze. Ed è proprio sulla base di questa esperienza di grande successo che la Fondazione ha pensato di lanciare una nuova sfida, dando vita ad un altro progetto che coinvolgesse scuole e famiglie, genitori e figli, in un percorso di approfondimento sull’uso corretto delle nuove tecnologie. Sfida che la nostra

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scuola ha subito raccolto. In una sala Micara piena di ragazzi e di genitori, la dott.ssa Staiano, della Fondazione, ha illustrato le varie fasi del progetto che, inaugurato già ad inizio anno scolastico con la produzione di elaborati sotto forma di fumetti, giochi , quiz e video, proseguirà con attività di confronto e dibattito in classe e a casa e infine con la nomina, a conclusione del progetto, di “@gente In-formatore” per la migliore realizzazione di elaborati. La classe partecipante, la 2C, accompagnata dalla prof.ssa Maria Antonietta Morganti e dal prof. Franco Tessitore, ha quindi presentato due video che gli studenti hanno realizzato. Il primo raccontava la storia di una ragazzina che decide di incontrare un amico conosciuto in rete e si ritrova in una situazione di estremo pericolo, nel secondo, invece, un’ adolescente decide di rivolgersi alle forze dell’ordine dopo essere stata bersaglio di insulti e offese on line. Dopo la visione dei due filmati estremamente significativi e ben realizzati, il che la dice lunga sulla capacità di analisi dei giovani - , una delle rappresentanti della Polizia Postale, Paola Turi, intervenuta

all’incontro insieme alla collega Loredana Marzario, ha lanciato una serie di domande che hanno provocato la reazione vivace e consapevole degli studenti. In un botta e risposta velocissimo si è parlato dei social network, della gestione delle password, degli account e dei profili che molte volte nascondono la vera identità dei soggetti in rete, dell’estremo pericolo che spesso situazioni


Progetti e Concorsi

all’apparenza innocenti in realtà nascondono. Non bisogna demonizzare le nuove tecnologie, come ha ricordato il dirigente scolastico Antonella Isopi, ma si deve, come ha ribadito la Polizia Postale, essere consapevoli dell’utilizzo che se ne fa. La dott.ssa Turi ha ribadito infatti che in rete sono pure possibili storie di amicizia vera, fatta di condivisione di emozioni e pensieri, ma esiste allo stesso tempo il pericolo di brutte avventure e l’anonimato della rete permette ai malintenzionati di mascherarsi molto bene. E ancora si è parlato di privacy, di dipendenza da internet, di download illegale come quello di file musicali, tema caro agli adolescenti che spesso scaricano indiscriminatamente canzoni, che è e rimane un reato, mentre, come ha ricordato la Polizia Postale, scaricare una canzone da I-tunes, sito web autorizzato,

costa solamente 99 centesimi. E’ importantissimo dunque mettere in atto un’attività di sensibilizzazione dei genitori, che è appunto quello che si propone la collaborazione tra l’Istituto “Velletri Centro” e la Fondazione, che con i figli debbono individuare il percorso più giusto per un uso corretto degli strumenti digitali. L’incontro è proseguito con la presentazione degli altri elaborati degli studenti: una serie di fumetti sul tema, un decalogo di ciò che è bene fare quando si è in rete e uno splendido gioco dell’oca sull’uso sicuro di internet, ideato e realizzato dalla classe. A chiusura dell’incontro la Polizia Postale ha presentato due spot in cui si narravano storie che purtroppo accadono di frequente, legate al cyberbullismo e al pericolo pedopornografico in rete. Il pericolo è sempre dietro l’angolo, ha detto uno studen-

te, ed è per questo che la scuola deve essere in prima linea nel rendere i suoi ragazzi forti e pronti ad affrontare il mondo esterno. E’ un obiettivo che l’I.C. “Velletri Centro” si è posto, oltre che con la Fondazione Mondo Digitale, anche con il Comune di Velletri, abbracciando le finalità del progetto “Prevenzione al bullismo”, che si propone, anche con il supporto di esperti e delle forze dell’ordine, di tracciare percorsi di conoscenza del fenomeno sempre più diffuso tra i giovani.

Ora invece parliamo di scherma, perché i ragazzi della Marcelli hanno fatto una lezione davvero singolare e ci hanno voluto raccontare le loro emozioni LEZIONE DI SCHERMA: LA CRONACA Who? Istruttori What? Lezione dimostrativa di scherma Where? Palestra When? Mattina del 27/11 Why? Conoscere lo sport della scherma Il 27 novembre, alla scuola primaria G. Marcelli, precisamente nella palestra, si è svolta una lezione dimostrativa di scherma. Gli alunni delle classi quinte hanno avuto la possibilità di conoscere e praticare per qualche ora questo sport. A mostrare le regole e i tipi di armi (fioretto,sciabola e spada) sono stati degli istruttori che con destrezza e abilità hanno mostrato ai bambini le tecniche della scherma. Per tutti gli alunni partecipanti, la mattina del 27 Novembre sarà indimenticabile. La lezione di scherma in palestra ci ha fatto tornare indietro nel tempo...Infatti durante il campo-scuola di Maggio abbiamo visito un castello medievale, dove abbiamo avuto la possibilità di indossare le armature e impugnare spade e lance e sotto la guida di un maestro d’armi abbiamo provato a fare dei combattimenti. Che emozione, che divertimento! Classi VC e VD Marcelli

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Progetti e Concorsi

Un progetto , “RicilcArte”, che ha visto la nascita di nuove classi in cui i ra-gazzi delle medie sono i docenti e quelli della primaria gli studenti, ma , si sa , anche noi insegnanti abbiamo molto da imparare dai nostri alunni… UN GIORNO DA INSEGNANTE Martedì 26 Novembre 2013 è una data da ricordare dato che per la prima volta, gli alunni della classe 3°I dell’Istituto comprensivo Velletri Centro, hanno avuto la possibilità di ricoprire l’incarico di insegnante. Tutto e` iniziato quando due settimane fa la professoressa Colasanti è arrivata in classe con della carta e delle bacchette. Il compito era quello di provare a costruire il maggior numero di cannucce possibile, facendo arrotolare obliquamente il pezzo di carta sulla bacchetta, fissandola agli estremi con una goccia di colla vinilica. Successivamente queste cannucce venivano schiacciate e poi arrotolate su due matite colorate, una larga ed una fina, così da ottenere anelli grandi e piccoli. Infine, seguendo un modello disegnato sulla lavagna, questi anelli venivano uniti tra loro ottenendo così una specie di stella. La professoressa, vedendo l’ottimo lavoro svolto dagli alunni, ha avuto un’idea: ha proposto alla 3°I di andare, la settimana dopo, alla scuola Marcelli, per insegnare quel tipo di lavoro ai bambini delle classi terze. Abbiamo accettato con entusiasmo e, appena entrati nelle classi dei più piccoli, ognuno di noi ha collaborato con un bambino per insegnargli il lavoro. A dire la verità, qualche bambino era pure più bravo di noi. Per me questa esperienza è stata molto piacevole e soddisfacente dato che era la mia prima volta che vestivo il ruolo di insegnante. Nonostante avessi solamente un bambino da seguire, svolgere questo incarico non e` stato facile dato che, per correggere gli errori, bisognava ripetere (con pazienza) i vari passaggi molte volte. Malgrado tutto, e’ stato veramente uno spasso. Adriano Borghi 3°I Velletrano

La mattina di martedì 26 novembre eravamo entusiasti, sentivamo battere fortissimo il cuore nel petto perché sapevamo che sarebbero venuti dei ragazzi della scuola media Velletrano per svolgere un’attività di manipolazione. Quando arrivarono ci accorgemmo che tre di loro li conoscevamo già, a quel punto prendemmo coraggio e abbandonammo la timidezza. Mentre la prof. Colasanti spiegava cosa fare, eravamo molto concentrati e attenti. Finalmente iniziammo a lavorare: prima mettemmo la colla sul giornale da utilizzare, poi lo avvolgemmo sopra una stecca. Finita questa fase, aggiungemmo altra colla ed uscì fuori una lunga cannuccia. Dopo la schiacciammo e la girammo intorno ad un tubetto di colla. Cosi facemmo per le altre cannucce. Intanto gli altri avevano realizzato con la stessa tecnica altre forme. Quando l’incontro finì eravamo tutti felici per quanto avevamo realizzato ma tristi perché avremmo desiderato lavorare ancora. Classe VF Marcelli

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Progetti e Concorsi

ENGLISH FOR KIDS E’ dimostrato quanto l’età d’oro dell’apprendimento sia compresa tra i tre e i sei anni; quindi quanto sia importante iniziare ad imparare una lingua straniera sin da questa età. La capacità che i bambini in questa fase hanno di assorbire i suoni e le parole della lingua straniera rende particolarmente spontaneo e piacevole questo percorso di apprendimento. A partire quindi dal mese di Novembre del corrente anno scolastico nella Scuola dell’Infanzia “Via delle Mura” sarà realizzato un percorso finalizzato all’apprendimento della lingua inglese: English for kids. L’obiettivo del nostro progetto è che il bambino familiarizzi con la lingua inglese in modo piacevole e divertente acquisendone nel contempo i primi rudimenti. Infanzia Mura

La cronaca di una vittoria, ampiamente meritata dai nostri sportivi Torneo di pallavolo “Ennio Barigelli”: primo posto per la Velletrano Il 4 dicembre scorso nella palestra polivalente di Velletri si è disputato il 4° Torneo misto di pallavolo “E. Barigelli”, organizzato dall’Istituto Vallauri in ricordo del prof. Ennio Barigelli per le scuole secondarie superiori di 1° grado del territorio di Velletri e Lariano. I nostri ragazzi si sono comportati alla grande, infatti, dopo un avvio titubante contro la S.M.S Mariani, che li vedeva sotto di un set, si sono ripresi e hanno vinto in scioltezza il secondo e il terzo set. La finale si è disputata subito dopo contro la S.M.S De Rossi che aveva a sua volta vinto con la S.M.S Campanile di Lariano. La nostra squadra, formata da 3 ragazze e 3 ragazzi, come prevede il regolamento del torneo, ha preso subito l’iniziativa e non ha lasciato margine di recupero alla squadra avversaria che, infatti, è stata travolta in soli due set. Complimenti ai ragazzi della Velletrano! Mauro Latini

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Progetti e Concorsi

E’ ormai Natale e questo che stiamo per raccontarvi ne ha tutto il sapore

“UN ALBERO FANTASTICO” Tra i tanti concorsi cui partecipiamo, con sempre nuova voglia di imparare e di fare, segnaliamo quello che ha avuto come obiettivo la realizzazione di un albero di natale con materiale di recupero. Il concorso, indetto dalla Pro Loco di Velletri è stato abbinato all’evento” Rassegna Nazionale Gruppi Folk 2013” che ha visto confluire al Palasport Bandinelli di Velletri decine e decine di sportivi venuti per partecipare alla gara nazionale di pattinaggio artistico su rotelle. L’albero realizzato dai ragazzi e dai docenti della Velletrano ha preso vita da un enorme cartone che, tagliato, sagomato, ripiegato e quanto altro ancora, ha preso alla fine la forma di un enorme abete. Magicamente, poi, ma mica tanto come ben sanno i prof. Andreozzi, Marcari, Colasanti, Tessitore e Usai che hanno lavorato continuamente con i ragazzi per produrre le decorazioni, l’albero si è arricchito di alberi più piccoli di carta colorata, di fiocchi e di nastri artisticamente composti. Tra le tante le composizioni giunte alla Pro Loco ed esibite poi al Palasport Bandinelli nel corso della manifestazione, il nostro albero, insieme ad altri delle scuole veliterne, ha meritato una segnalazione particolare e questo fa onore al lavoro e all’impegno dei nostri ragazzi e dei nostri prof.

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Il Comitato di Redazione

NOI CENTRO Giornale dell’Istituto Comprensivo “Velletri Centro” Numero 2 – anno XV

Comitato di redazione Capo redattore: Antonella Isopi Alunni: Giulia Arena, Adriano Borghi, Chiara Calcari, Alessia Canini, Giorgia Capri, Marta Capitani, Roberto Cappelli, Melanie Ceraglia, Michela Ciarla, Beatrice Donfrancesco, Camilla Giuliani, Sara Habilaj, Elvin Hodorogea, Emiliano Ivan, Lauren McKnight, Lorenzo Pace, Alessio Pacifico, Beatrice Pappagallo, Irene Priori, Riccardo Raponi, Sofia Roffi, Lorenzo Schiavetti,

Insegnanti: Melina Allegro, Edwige Marcari, Luisella Ada Marigliani, Alessia Maura Genitore: Serenella Massinelli

Dicembre 2013 Velletri

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Istituto C om p

vo nsi re

Velletri Ce ntr o


Dicembre