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NISIMAZINE Gazze;a quo:diana in collaborazione con NISI MASA, rete europea del cinema giovane A daily gaze;e in collabora:on with NISI MASA, European network of young cinema FILM DEL GIORNO

MOVIE OF THE DAY

NON-DIT

2

22-11-08

TORINO

INTERVIEW

Chiara Malta

Armando e la poli:ca Lo Stato delle Cose

La madre fa i suoi lavori di casa, si occupa del marito, va in piscina, aiuta l’anziano vicino quando lo scaale della libreria gli cade addosso, parla con le amiche della ďŹ glia. Risponde che tu;o va bene, quando le viene chiesto della sua famiglia. Intelligentemente e tristemente, fugge dalla realtĂ . Il padre va al lavoro, incontra la gente e parla, cerca dappertu;o la loro ďŹ glia scomparsa. Ogni chiamata anonima sembra essere una sua chiamata, lui le parla con amore e ae;o; sente la sua mancanza ed è sicuro che sia ancora viva. La ďŹ glia è scomparsa 4 anni prima; non hanno piĂš avuto sue no:zie da allora. Ma questo è un sogge;o tabĂš, a casa non se ne parla mai. Questa realtĂ  non de;a e una telecamera ultra sensibile (troppi lunghi primi piani, pensa: per far provare allo spe;atore il reale stato emo:vo dei personaggi) rendono il ďŹ lm lento e difďŹ cile da guardare. A un certo punto il pesante non de;o diventa insostenibile e il regista Fien Troch separa i protagonis:. Luca, il padre, (Bruno Todeschini) scompare e Grace, la madre, (Emmanuelle Devos) deve portare il peso di una seconda perdita. La donna, che si nascondeva dal mondo circostante dietro la bugia che tu;o andasse bene, ora deve dire la veritĂ  per riuscire a sopravvivere. La vediamo parlare con un giovane prete e ďŹ nalmente confessare la paura che Ia ďŹ glia non sia piĂš viva. E non vuole perdere anche il marito. Alla ďŹ ne il regista riunisce la coppia, che si abbraccia esitante nella scena ďŹ nale, lasciando ancora molto non de;o.

22/11 ambrosio 1 23/11 ambrosio 1

h. 20.15 h. 10.00

The mother does her housework, cares for her husband, goes to the swimming pool, helps the old neighbour when the book-shelf falls on him, and talks to her daughter’s friends. When asked about her family, she replies that everything is alright. Intelligently and sadly, she hides from reality. The father does his daily work, meets and talks to people. He looks for their missing daughter everywhere. Every anonymous call, to him, is a call from her. He speaks to her with love and care; he misses her and believes she is s:ll alive. Their daughter disappeared four years ago and they have had no news of her ever since. But this is a taboo subject, which is never men:oned at home. The unspoken reality and the hyper-sensi:ve camera (too many long-las:ng close-ups, which make the spectator feel the real emo:onal state of the characters) make the ďŹ lm slow and diďŹƒcult to watch. At a certain point, the heavy unspoken silence becomes unbearable and the director Fien Troch separates his characters. Luca, the father (Bruno Todeschini) disappears and Grace, the mother (Emmanuelle Devos) has to carry the painful burden of a second loss. Un:l now, she has hidden herself from the world around her, behind the lie that everything goes well in her family. But now, she has to speak out in order to survive. We see her talking to a young priest and ďŹ nally confessing that she is afraid that her daughter is not alive anymore. She doesn’t want to lose the husband as well. At the end, the director brings them together again. They hug hesitantly in the ďŹ nal scene, s:ll leaving a lot unspoken.

Armando Malta: socialista vicino al sindacato, berlusconiano dopo Tangentopoli. Il ritra)o dei voltafaccia pubblici di un uomo diventa la storia di un rapporto padre/figlia sui generis. PerchĂŠ un film su suo padre? Non penso di aver fa;o un ďŹ lm su mio padre; la sua a<vitĂ  poli:ca non è stata cosĂŹ rilevante da essere celebrata o canzonata al cinema. Armando è un pretesto; m'interessava il gioco che aveva iniziato quando negava la realtĂ  che ricordavamo e diceva: "Mai sostenuto la destra io!". Lo trovavo uno spunto interessante sul senso dello schieramento poli:co. Raccontare queste cose mi ha fa;o poi pensare: quale veritĂ  trasme< o meno ai tuoi ďŹ gli? E allora mi piace di piĂš pensare che si tra;a di un ďŹ lm sulla ďŹ liazione. Qual è il suo rapporto con la poli/ca? Mio padre non ha mai ricoperto ruoli cosĂŹ rilevan: da indurmi a voler seguire le sue orme o a remargli contro; fortunatamente non ha avuto questo carisma. A tavola, sĂŹ, abbiamo sicuramente sempre mangiato pane e poli:ca, piĂš che altro come responsabilitĂ  civile. Quello che succedeva nel paese era discusso come un problema che ci toccava tu< in prima persona. Nel suo film ha u/lizzato i materiali piĂš dispara/ (film priva/, sequenze animate, digitale)... Vorrei che i ďŹ lm che faccio dialogassero con lo spe;atore senza annoiarlo, sollecitandolo sempre in modo allegro e intelligente; la scelta dei diversi forma: non è aďŹ&#x20AC;a;o programma:ca. Per Armando e la Poli:ca poi, tu< quei ďŹ lma: che sembrano "di famiglia" in realtĂ  non lo sono: sono sta: ricostrui:, e tu< vi recitano dentro.

22/11 massimo 3 24/11 greenwich 3

h. 21.00 h. 11.00

Hasmik Hovhannisian

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Armando Malta: member of the Socialist Party and close to the syndicate, on the side of Berlusconi aer the Tangentopoli scandal. The portrait of the many public changes of a man becomes an original story of the rela(onship between a father and a daughter. Why chose a film about your father? I guess I didn't make a ďŹ lm about my dad; his poli:cal ac:vity has never been signiďŹ cant enough to be celebrated or mocked on ďŹ lm. Armando is a pretext; I was interested in the joke he started when he denied something we all remember saying: â&#x20AC;&#x153;I've never endorsed the right wing!â&#x20AC;?. I thought it was an interes:ng cue on the meaning of poli:cal belief. Telling me this made me think: what kind of beliefs are you going to (or not going to) pass on your kids? So I like to think it's a movie about parents and sons. How do you relate with poli/cs? My father hasn't ever held any oďŹ&#x192;ce relevant enough to make me want to either follow in his footsteps or dri( away from them; luckily he never had that charisma. At home, sure, poli:cs (mostly intended as civil consciousness) was our daily bread. We used to deal with the events happening in our country as something that involved each one of us personally. Your movie is made of the most motley material (private films, animated sequences, digital shots)... I want my movies to hold a dialog with the viewer without boring them and always s:mulate them in a funny and clever way; the use of different formats is not predetermined at all. Armando e la poli:ca, from every angle seems to be a â&#x20AC;&#x153;family ďŹ lmâ&#x20AC;?. It has however been reconstructed, and everyone acts themselves in it.

Flavio Fulvio Bragoni


FOCUS ON

Julien Temple Il fes:val propone The Great Rock‘n’Roll Swindle, esordio di Temple nel lungometraggio, storia dei Sex Pistols dal punto di vista del loro manager Malcolm McLaren: Sid Vicious e Johnny Ro;en se n’erano già anda:. The fes:val is screening The Great Rock’n’Roll Swindle, Temple’s first feature film: the story of the Sex Pistols in their manager Malcolm McLaren’s words: Sid Vicious and Johnny Rotten had already le(.

22/11 ambrosio 2 27/11 massimo 2

h. 15.00 h. 11.00

Cicek Coskun

CRITICA

REVIEW

Al college Julien Temple conosce il lavoro di Jean Vigo e si innamora del mondo del cinema. Decide che fare film sarà la sua vita e intraprende una lunga carriera da regista di documentari, film e video musicali. Alla vita del suo nume tutelare dedicherà persino un film, Vigo, nel 1998. Temple inizia a farsi conoscere a;raverso i suoi lavori con i Sex Pistols, la cui frequentazione risale indietro nel tempo. Il suo primo lavoro è proprio un film sulla band: Sex Pistols Number 1 (1977). Punk Can Take It (1979) e The Great Rock’n’Roll Swindle (1980) – presentato nella retrospe<va Bri:sh Renaissance del fes:val – con:nuano questo proge;o. Nel 1980 gli viene offerto di dirigere il controverso musical Absolute Beginners. Il film ha un budget molto alto: nel Regno Unito è un fallimento ma ha successo negli Sta: Uni:, dove Temple decide di trasferirsi. Con:nua a lavorare per il cinema e l’industria musicale con prodo< come Le ragazze della terra sono facili (1988) e Wilson Phillips: The Videos (1990). Torna nel Regno Unito negli anni ’90, girando videoclip per Tom Pe;y and the Heartbreakers (1995), Janet Jackson(1996), I’m your baby tonight per Whitney Houston, Blue Jean, Absolute Beginners e Day-in Day-out per David Bowie. Ma non dimen:ca l’amore per il cinema, al quale torna varie volte: oltre che con il già menzionato Vigo, nel 2007 riunisce i suoi due più grandi amori nel documentario capolavoro Strummer: The Future is Unwri;en, mentre nel 2008 torna alla fic:on con Eternity Man. Temple dice che i giovani dovrebbero imparare da Joe Strummer che “puoi creare un intero codice di libertà quando sei giovane, a cui non devi rinunciare quando invecchi”. Sembra che Temple abbia semplicemente seguito questa regola precisa, nell’arte come nella vita. As a college student, Julien Temple met the work of Jean Vigo and he fell in love with the charming world of cinema. He turned filmmaking into his lifestyle and he built a lifelong career as a documentary, film and music video director. Once he discovered Jean Vigo’s films, he became an icon for Temple, who even made a film en:tled Vigo in 1998, talking about the life of his beloved director. We start to know Temple through his works featuring the Sex Pistols, whose acquaintance with the director goes far back. His first work was a short about the band, with Sex Pistols Number 1 (1977). Punk Can Take It (1979) and The Great Rock ‘n’ Roll Swindle (1980) he con:nued this project. In 1986 he was offered to direct the controversial musical Absolute Beginners. The film had a huge budget: it was a commercial failure in the UK but became succesfull in the U.S, where Temple decided to move. He kept working in the cinema and music industry with products such as Earth Girls Are Easy (1988) and Wilson Phillips: The Videos (1990) He then returned to the UK in the 1990s, direc:ng videos for Tom Pe;y and Heartbreakers (1995), Janet Jackson (1996), I'm Your Baby Tonight for Whitney Houston, and the videos of Blue Jean, Absolute Beginners and Day-In Day-Out for David Bowie. He never forgot his love for cinema, and he went back to it many :mes. Apart from the previously men:oned Vigo, he combined perfectly his two greatest loves in the masterpiece documentary Strummer: The Future is Unwri;en (2007) and he went back to fic:on with The Eternity Man (2008) Temple says that young people should learn from Joe Strummer that “You can create a whole code of liber:es when you're young that you don't have to give up on when you're older.” It seems that Temple just followed this precise rule, in life as in art. Most importantly, he has always proved that there is no such thing as a specialized director. He moved easily in many different fields, always perfectly able to turn sounds and images into brilliant stories.

Drowning by Numbers Bri(sh Renaissance

La controversa scri;ura cinematografica di Peter Greenaway sembra fa;a apposta per dividere. Non esiste una “cri:ca delle sfumature”. Il suo linguaggio suscita una reazione forte e non lascia indifferen:. In Drowning By Numbers, l’autore di I misteri dei giardini di Compton House calca ancora più la mano nelle sue ossessioni ed esagera i toni di questa black comedy postmoderna me;endo assieme conce< filosofici e sociologici, giochi del doppio, problemi di personalità e perversioni sessuali. I reitera: intrecci triangolari, la ripe:zione quasi come un Eterno Ritorno, l’ossessione dei numeri (la serie 1100 ripetuta perché “uguale nel tempo”), l’a;enzione per il macabro e il so<le gioco d’inganni tra i personaggi femminili e il coroner proto-carnefice, complice, amante e vi<ma. È un film volutamente estremo, che si inserisce perfe;amente in un’opera che ha sempre giocato con la psicologia, con le differenze ne;e e che sembra quasi voler provocare le reazioni da “dentro” o “fuori” di appassiona: e cri:ci. La cifra s:lis:ca del regista britannico è ben presente. Bas: solo pensare alle immagini che rimandano con:nuamente alla Storia dell’Arte e a come tu< gli elemen:, talvolta elementari, come gli inse<, l’acqua e i colori, acquis:no un par:colare significato simbolico. Drowning by Numbers è forse il film che più di altri paga l’influenza di Ingmar Bergman in Greenaway. Una riflessione sul senso della vita che pare non avere risposta se non la sua fu:le manovrabilità.

22/11 greenwich 2 23/11 greenwich 2

h. 14.30 h. 10.15

Peter Greenaway UK/Ned, 1988

Peter Greenaway's controversial wri:ng is inten:onally made to divide opinion. There's no halfway house. His language s:rs up strong reac:ons; it's impossible to be indifferent to it. In Drowning by Numbers, the author of The Draughtsman's Contract exaggerates his obsessions and tones of this postmodern black comedy, bringing together philosophical and sociological concepts, the idea of "the double", personality crisis and sexual perver:ons. He refers to reiterated triangular plots, repe::on (almost as an ‘Eternal Return’), his obsession with numbers (1-100 series reappears, "unchanged over :me"), a;en:on to the macabre, the subtle double-cross between the female characters and the proto-murder, accomplice, lover and vic:m coroner. It's a deliberately extreme film. Greenaway's work always plays with psychology, marked differences and paradoxes. He uses a style, which aims to provoke, labelling himself as either a “popular” or an “unpopular” author in the eyes of his audience, cri:cs and scholars. Drowning by Numbers is a clear expression of Peter Greenaway's style. You only have to consider the choice of images to realise they constantly refer to history of art, and even the most simplis:c of things, insects, water, or colours have a par:cularly symbolic meaning. Drowning by Numbers is maybe the film that shows the most how Greenaway was influenced by Ingmar Bergman. It is a reflec:on upon the meaning of life, which seems to have no answer expect for its fu:le manoeuvrabiliy.

Hamilton San(à

CRITICA

REVIEW

NISIMAZINE TORINO 22-11-08 #2 allegato indipendente de LA RIVISTA DEL CINEMA Reg. Trib. Torino n. 5560 del 17/12/2001 DIR. RESPONSABILE Alberto Barbera RESP. PROGETTO Marta Musso CAPO REDATTORE E GRAFICA Tommaso Caroni REDAZIONE Cicek Coskun, Sahar Delijani, Simone Do;o, Flavio Fulvio Bragoni, Bistra Georgieva, Hasmik Hovhannisian, Dorothy Kirk, Tania Laniel, Andrea Ma;acheo, Ilona Nukševica, Sebas:ano Pucciarelli, Jennyfer Rapisarda, Hamilton San:à, Mirtha Sozzi, Elżbieta M. Stachowiak TRADUZIONI Sahar Delijani, Dorothy Kirk CORREZIONE BOZZE Sebas:ano Pucciarelli ORGANIZZAZIONE Maddalena Longhi(coordinamento per l’Associazione Fran:), Mirtha Sozzi (coordinamento Nisi Masa Europa), Luca Vigliani (Logis:ca) TIPOGRAFIA Mondostampe - Grafica & Stampa Proge0o dida1co realizzato con il contributo di EDISU Piemonte dal Gruppo Studentesco “Professione: Reporter” in coll. con Fran/ e Nisi Masa

www.fran/nisimasa.it www.nisimasa.com professione.reporter2008@gmail.com

L’armée des ombres

L’armée des ombres è un film di Jean Pierre Melville del 1969, tra;o da un romanzo di Joseph Kessel. Il film gira intorno alla forza di personaggi solitari (interpreta: da Lino Ventura, Paul Meurisse, Jean-Pierre Cassel, Simone Signoret, Paul Crauchet, Claude Mann, Chris:an Barbier e Serge Reggiani) che sacrificano le loro vite per il bene comune: abbiamo infa< a che fare con la Resistenza, non con la guerra. Jean Pierre Melville si ispira ad immagini della sua vita personale per rendere omaggio alle vi<me di tortura e ai Par:giani. E questo è chiaro dalle prime parole che compaiono sullo schermo: “Memorie orribili - e ciò nonostante benvenute - siete la mia giovinezza lontana” Si potrebbe pensare che un film del genere si basi sull’empa:a, ma Melville fa l’esa;o opposto. Tu;a la messa in scena è tesa “a purificare la tragedia”. La violenza è mostrata in modo mai spe;acolare (le esecuzioni dei traditori sono sempre momen: in:mi, nessun pianto o urlo). Usa colori freddi, dando ai personaggi un aspe;o semplice e realis:co. Fedeli al :tolo del film, gli a;ori molto spesso scompaiono nell’oscurità della scena, come ombre. L’obie<vo è la so;razione, e Melville lo raggiunge con delicatezza, senza comba<men: epici nei momen: più dramma:ci. Il modo in cui dilata il tempo nelle inquadrature è un modo per ricordare che la Resistenza non è uno sprint, ma una maratona, e che molto tempo dopo la guerra il mondo porta ancora le sue cicatrici: come disse Melville, “E’ parte della mia memoria e della mia carne”.

22/11 greenwich 2 24/11 nazionale 2

h. 21.00 h. 10.00

Jean-Pierre Melville France, 1969

L’armée des ombres is a film by Jean Pierre Melville, adapted from a novel by Joseph Kessel in 1969. The movie is about the strength of solitary characters (interpreted by Lino Ventura, Paul Meurisse, Jean-Pierre Cassel, Simone Signoret, Paul Crauchet, Claude Mann, Chris:an Barbier and Serge Reggiani) who sacrifice their lives for the common good. In fact, this film deals with the Resistance Movement and not with war. Jean Pierre Melville took his inspira:on from the images of his own life in order to pay homage to the tortured people and to the resistant fighters. We no:ce this as soon as the first wri;en words appear: “Bad memories - Yet welcome - You are my distant youth”. We could expect such a film to be empha:c, but Melville does the contrary. Throughout the se<ng, he aims to purify tragedies. Violence is shown in a non-spectacular way (the execu:on of traitors are always in:mate with no screams or tears.) He uses cold colors giving the characters a simple and realis:c aspect. Reflec:ng the :tle of the film, the actors disappear into the darkness of the se<ng very o(en like shadows. The objec:ve is subtlety and Melville achieves it with delicacy, without provoking epic ba;les in the most drama:c moments. His manner of stretching :me in his shots is a way to remind us that The Resistance is not a sprint but a marathon and long a(er the war, the world is s:ll marked with scars: as Melville puts it, “It is part of my memory and my flesh”.

Tania Laniel


Nisimazine Torino #2