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NUMERO 1 - ANNO 2017 • Gennaio-Febbraio

NASCE “CEMENTIR NEWS” La comunicazione all’interno delle organizzazioni, con lo scopo di facilitare il flusso delle informazioni e migliorare la conoscenza delle

Sommario

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Nuovo Codice Appalti La Redazione incontra...

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Intervista a Paolo Bossi Voce a due

diverse realtà operative, è da sempre “materia” molto richiesta e apprezzata quando è

Il nuovo codice degli appalti

agita in maniera sistematica. Non c’è peggiore

NUOVE PROSPETTIVE P E R I L M E R C AT O ?

condizione – in qualsiasi organizzazione complessa- che trovarsi nella situazione in cui “la mano destra non sa cosa fa quella sinistra”. E’ proprio con l’obiettivo di migliorare lo scambio delle informazioni all’interno di Cementir Italia e Cementir Sacci che nasce “Cementir News”, news-letter bimestrale pubblicata e distribuita su tutte le sedi aziendali. Cementir News parte con questo suo primo numero all’inizio del 2017. Questo per la nostra realtà sarà un anno particolare e da ricordare, poiché gli obiettivi fissati dall’azionista e condivisi con il management sono sicuramente sfidanti. Questo sarà l’anno in cui le sinergie tra Cementir Italia e la neo-acquisita Cementir Sacci dovranno cominciare a dare i frutti previsti dal piano industriale. Naturalmente con la speranza che anche il mercato finalmente dia quei segni di ripresa da troppo tempo attesi. Dal canto nostro come redazione di Cementir News ce la metteremo tutta per accompagnare questo percorso con una informazione puntuale e interessante. Non ci resta che augurarvi un proficuo lavoro per il 2017 e buona lettura. La Redazione di Cementir News

COMITATO AZIENDALE EUROPEO Si è tenuta a fine Novembre scorso -presso lo stabilimento danese di Rørdal ad Aalborg- la riunione Plenaria del Comitato Aziendale Europeo (CAE), l’organismo di rappresentanza a livello europeo dei dipendenti del Gruppo Cementir. Per l’Italia erano presenti Alessandro Merlo e Raffaele Tulipano dallo stabilimento di Arquata Scrivia, oltre ai delegati di Danimarca e Norvegia.

er completare una grande opera in Italia servono mediamente 14 anni e sette mesi. Una eternità. Sulla quale incidono nel 42 per cento dei casi in ritardo (e nel 60 per cento della durata dei ritardi) i cosiddetti “tempi di attraversamento”. Vale a dire i tempi che, dall’avvio della progettazione al collaudo, si prende la burocrazia nel passaggio da una fase all’altra, da un’amministrazione all’altra, da un parere all’altro. A certificarlo, un organismo al di sopra di ogni sospetto: l’Unità di verifica degli investimenti pubblici (Uver), struttura interna al Dipartimento per le politiche di sviluppo (Dps) che a sua volta risponde direttamente al Governo. L’Uver ha analizzato opere per un investimento complessivo del valore di oltre cento miliardi, un campione ultra rappresentativo di una triste realtà. Nella quale emergono anche disparità territoriali. I tempi di realizzazione più brevi sono appannaggio della Emilia Romagna, quelli più lunghi della Sicilia. Ma il Sud e le Isole non sempre arrancano: Calabria e Sardegna risultano tra le prime della classe. Aree di eccellenza (si fa per dire) a parte, questi autentici tempi morti pesano sull’intero sistema Italia. Le infrastrutture (materiali e immateriali) incidono sensibilmente anche sulla produttività. Non è un caso che tra il Duemila e il 2015 la dinamica della produttività italiana sia rimasta pressoché piatta (crescendo appena dello 0,4 per cento) mentre, per rimanere alle principali economie europee, in Germania cresceva del 15,9 per cento, in Spagna del 15,5 per cento, in Francia del 14 per cento. A cercare di imprimere una svolta alle consuete lentezze italiane la politica ha destinato la riforma degli appalti pubblici. Più poteri all’Autorità anti-corruzione, riduzione delle stazioni appaltanti, stretta sui ricorsi alla giustizia amministrativa, introduzione come requisito dell’offerta complessivamente più vantaggiosa (al posto del massimo ribasso, criterio solo economico) ne sono gli aspetti più rimarchevoli. Vedremo se il nuovo Codice, una volta a regime, riuscirà a far recuperare all’Italia il tempo perduto sul fronte delle opere pubbliche.

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NUMERO 1 - ANNO 2017 • Gennaio-Febbraio

LA REDAZIONE INCONTRA... Lo Stabilimento di Spoleto ’approccio al lavoro è ciò che ha sempre contraddistinto lo stabilimento di Spoleto, perché i dipendenti lo sentono come qualcosa di proprio”. A parlare è l’Ing. Mauro Ranalli, direttore dello stabilimento di Spoleto, incontrato dalla redazione di Cementir News. Rimasto una delle poche realtà produttive sul territorio ancora in grado di assicurare continuità con il passato dal punto di vista lavorativo, lo stabilimento di Spoleto si caratterizza per essere uno stabilimento a ciclo continuo nel quale la produzione è organizzata su tre turni, viene svolta cioè 24 ore su 24, sabato e domenica compresi. Dotato di due cave di proprietà (di calcare e di argilla), prevede per il 2017 una produzione di circa 335mila tonnellate di cemento e per l’impianto a caldo di circa 255mila tonnellate di clinker. Il direttore Ranalli ha intrapreso la sua carriera 29 anni fa’ proprio a Spoleto, come capo esercizio. Con lo stesso incarico si è trasferito nel 1992 ad Arquata, dov’è rimasto per circa tre anni. Quindi a Taranto come direttore, poi due anni in sede nella direzione tecnica e, dopo una breve parentesi a Maddaloni, è tornato a Spoleto. “Il fatto che più mi ha colpito al mio ritorno a Spoleto è stato il notevole abbassamento dell’età media del personale”, ricorda. Negli ultimi anni si è verificato un turn-over piuttosto veloce all’interno dello stabilimento, che ha coinvolto oltre il 90 per cento dell’organico e determinato un consistente ricambio generazionale con le opportunità e al contempo le criticità derivate da questa “rivoluzione”. Le giovani leve, sebbene non ancora dotate dell’esperienza che solo il tempo sa coltivare e accrescere, rappresentano tuttavia un’importante risorsa, la cui preziosa energia va stimolata e indirizzata anche attraverso corsi di formazione e aggiornamento. I primi di febbraio è arrivata l’Ingegnere Silvia Castellini, Responsabile Qualità, addetta al “controllo qualità di fabbrica e tecnologia di processo”, una donna dunque, l’unica per il momento all’interno dello stabilimento. Tra i recenti fatti di rilievo, va sottolineata la manutenzione dell’impianto di macinazione del cemento e dell’impianto a caldo, che da fine dicembre ai primi di febbraio ha visto

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impegnato lo stabilimento spoletino. L’unificazione delle sale comando è l’importante novità introdotta al termine di questa fase. Lo stabilimento di Spoleto era, infatti, l’unico ancora a mantenere questa separazione che risaliva agli anni settanta. Un’integrazione opportuna che rappresenta un primo passo verso una maggiore localizzazione dell’impianto e una migliore gestione delle risorse umane. Altro fatto degno di nota, l’importante modifica impiantistica dello scorso anno che ha riguardato la sostituzione dell’elettrofiltro del forno con un filtro a maniche. Quest’ultimo, grazie a una tecnologia superiore, ha permesso allo stabilimento di adeguarsi ai limiti più bassi stabiliti per l’emissione di polveri, migliorando notevolmente il proprio impatto ambientale. “Un altro aspetto sul quale stiamo lavorando è l’impiego di combustibili alternativi”, sottolinea Ranalli. Il costo del coke è in aumento, quindi incrementare l’utilizzo di combustibili alternativi, ci spiega, consentirebbe di ridurre notevolmente il costo calorico dello stabilimento con riferimento al ciclo a caldo, grazie anche all’introduzione del Css (combustibile solido secondario) che la nuova normativa considera “prodotto” e non “rifiuto”. A tale scopo sono stati ripresi i contatti anche con Regione e Provincia per capire quali possibilità offra il territorio. Lo stabilimento già usa materiali alternativi nella macinazione della farina; a esempio, rifiuti autorizzati, come le ceneri pesanti e leggere che provengono dagli inceneritori di biomasse, i fanghi contenenti calcare, e da febbraio anche le ceneri pesanti provenienti dalla centrale Enel di Civitavecchia con la quale è stato recentemente ripreso il dialogo. I consigli da direttore a direttore? Rispettare rigorosamente le procedure ambientali (perché è importante tutelare il territorio con cui è stata instaurata una buona e consolidata collaborazione) e puntare sulla sicurezza, intensificando i corsi di formazione e magari pensando alla reintroduzione del “Progetto 0 infortuni” che in passato aveva portato dei risultati apprezzabili perché “la vera ricchezza dell’azienda sono le persone”.

Strategic Committee Quarterly Meeting Il 25 e 26 Gennaio scorsi si è tenuto a Roma, nella sede del Gruppo Cementir, lo Strategic Meeting, quarto appuntamento annuale rivolto al Top Management del Gruppo. L’edizione ospitata dall’Italia ha infatti seguito quelle di Copenaghen, Smirne e Kuala Lumpur. L’Amministratore Delegato Paolo Bossi ha svolto il ruolo di ospite aprendo e chiudendo i lavori insieme al Group CEO Francesco Caltagirone jr. Trattandosi del primo trimestre dell’anno i temi fondamentali trattati hanno riguardato soprattutto i dati di consuntivo sull’esercizio 2016 appena chiuso e le previsioni per l’anno 2017. Per la prima volta hanno partecipato al Meeting Strategico tutti i manager della prima linea di Cementir Holding, che

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hanno presentato le loro organizzazioni interne, i principali obiettivi per il 2017 e i principali progetti cross-gruppo. Lo Strategic Committee Quarterly Meeting è stata l’occasione anche per il lancio del nuovo Progetto di miglioramento e ottimizzazione dei processi denominato “CORE”, Cementir Operational Road to Excellence, presentato nella seconda giornata di lavori dal suo Project Leader Giacomo Cornetti.


NUMERO 1 - ANNO 2017 • Gennaio-Febbraio

Intervista a Paolo Bossi

CEO di Cementir Italia e Cementir Sacci Ingegner Bossi la sua nomina come Amministratore Delegato è coincisa con una operazione straordinaria di acquisizione (Sacci n.d.r.). Secondo lei a che punto è il processo di integrazione? Sì, mi sono insediato all’inizio di Settembre, ad operazione appena chiusa. In ogni caso come manager del Gruppo (CEO della controllata in Egitto n.d.r.) ho avuto visibilità su tutte le fasi dell’acquisizione con un coinvolgimento nelle fasi finali. Direi che il processo di integrazione è quasi completato. Le attività commerciali iniziano a dare le sinergie previste e anche dal punto di vista del posizionamento e riconoscibilità sul mercato la neo-nata Cementir Sacci ha consolidato la sua presenza. Per quanto riguarda gli acquisti, la completa integrazione ha consentito di ottenere tutte le sinergie attese con riduzione dei costi. L’integrazione operativa ha permesso di beneficiare delle eccellenze delle due società con ottimizzazioni su processo, qualità dei prodotti e manutenzioni degli impianti. Grande attenzione è stata posta agli aspetti di sicurezza sul lavoro ed impatto ambientale, creando un team centralizzato. Dopo un’attenta analisi di tutti i siti, in pieno rispetto della legge 231, abbiamo stanziato un significativo piano di investimenti per portare all’omogeneizzazione e all’eccellenza anche in ambito HSE entrambe le società. La gestione finanziaria e del credito ha beneficiato dell’esperienza delle due società per migliorare le performance e ridurre il circolante. Dal punto di vista delle risorse umane abbiamo completato l’integrazione con una riallocazione delle risorse nei vari stabilimenti. Infine resta da completare solo l’integrazione dai sistemi informativi. La completa integrazione su un unico SAP è prevista nel 2018. Per la sua esperienza e per l’idea che si è fatto in questi mesi quali sono le attività ancora necessarie e dove sarà necessario concentrare i maggiori sforzi? Come dicevo prima molto lavoro è stato fatto lato integrazione, ma sicuramente ci sono delle grandi aree di miglioramento per poter beneficiare di tutte le sinergie. Per esempio nelle attività di distribuzione e più in generale nell’ottimizzazione della logistica si possono ottenere delle efficienze che porteranno benefici al conto economico già nel medio termine. L’utilizzo di combustibili alternativi (CSS end of waste n.d.r.) è un’altra importante voce in termini di efficienza e quindi di risparmio economico sulla quale stiamo lavorando assiduamente. Due implementazioni sono già previste nel 2017, mentre per altri due siti siamo in attesa delle licenze. Non sarà facile anche per la ritrosia di alcune Pubbliche Amministrazioni alla concessione, ma spero che alla fine prevarrà il buon senso e otterremo la possibilità di operare e competere con gli altri operatori che già utilizzano combustibili alternativi. In aggiunta abbiamo avviato una serie di progetti che vanno dal miglioramento qualitativo degli attuali prodotti, all’introduzione di nuovi cementi più mirati alle esigenze dei clienti e quindi a maggiore marginalità, dalle riduzioni dei costi variabili di produzione ai costi fissi di manutenzioni e gestione in generale, fino a re-introdurre la commercializzazione del cemento bianco. Alla luce delle riflessioni precedenti, come vede il 2107 per Cementir Italia e Cementir Sacci? Il 2017 sarà sicuramente un anno di transizione in cui portare a termine il processo di integrazione ed efficientamento delle due aziende, quindi non mi attendo risultati economici particolarmente brillanti. Mi aspetto piuttosto risultati più che positivi dal punto di vista del team di lavoro. Il 2017 sarà l’anno della formazione della squadra. Dal 2018, ci aspettiamo la vera svolta economica che rappresenta il risultato dello sforzo compiuto nel 2017 per le ottimizzazioni sopra descritte.

PROGRAMMA COMPLIANCE ANTITRUST Nel Dicembre 2016 Cementir Italia e Cementir Sacci hanno adottato un programma di Compliance Antitrust ed il relativo “Codice di condotta”. Le Società, infatti, credono fermamente che un mercato concorrenziale costituisca un valore per le imprese ed i consumatori, e sono da sempre impegnate ad operare in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti, facendo leva su capacità e competenze, oltre che sull’elevata qualità dei propri prodotti. Con l’adozione del Codice Antitrust, le Società intendono diffondere tra dipendenti e dirigenti i propri valori ed il rispetto delle norme sulla concorrenza e di tutta la normativa applicabile alle proprie attività, e si impegnano pertanto ad organizzare specifici eventi di formazione in materia.

RECORD SENZA INFORTUNI

o scorso Novembre lo stabilimento di Arquata Scrivia (AL) ha tagliato un grande traguardo, toccando i 3 anni senza infortuni e stabilendo un importante record per l’Azienda. Il raggiungimento di tale obiettivo è la prova del costante impegno del Gruppo in merito alla sicurezza sul lavoro, che si concretizza giorno dopo giorno attraverso attività di formazione ed il coinvolgimento attivo di tutti i dipendenti.

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SEMINARIO DI QUALITÀ E PROCESSI l secondo incontro della Process and Quality Community quest’anno ha avuto luogo dal 22 al 24 Novembre presso lo stabilimento di Tavernola Bergamasca (BG), ed ha visto coinvolti ingegneri e responsabili di laboratorio provenienti da tutte le Region del Gruppo. Organizzato su base annuale, lo scopo principale del convegno è di incrementare la cooperazione all’interno del Gruppo Cementir, condividendo strategie per migliorare la qualità dei prodotti e le tecniche di produzione. Il seminario si è articolato su tre giornate, in cui i partecipanti si sono alternati per presentare e discutere delle innovazioni tecniche e chimiche messe a punto nel corso dell’anno, prendendo parte sia a riunioni plenarie che ad incontri più ristretti suddivisi per argomento. Al termine delle tre giornate è stato inoltre organizzato un tour dello stabilimento di Tavernola.

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CORPORATE IDENTITY l processo di integrazione della neo acquisita CementirSacci passa anche attraverso la ricerca di un’immagine coordinata con le linee guida di identity di Gruppo. Negli ultimi mesi è nato il nuovo marchio “Cementir Sacci” e di conseguenza è stata realizzata ed installata la nuova segnaletica in tutti e tre gli stabilimenti Cementir Sacci.

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NUMERO 1 - ANNO 2017 • Gennaio-Febbraio

VOCE A DUE Laura Molini Responsabile Miniere e Cave stabilimento di Tavernola Bergamasca In Cementir: dalla data di acquisizione di SACCI, in stabilimento a Tavernola Bergamasca da Gennaio 2002.

Marta Cavalli Responsabile Sicurezza e Ambiente per lo stabilimento di Arquata In Cementir: dal 2008

Nome: Ruolo:

Raccontaci la tua giornata tipo in stabilimento. Nel mio caso non esiste una giornata tipo perché quotidianamente, a seconda delle contingenze, devo affrontare situazioni quali: sopralluoghi in cantiere, organizzazione degli eventuali interventi necessari, reportistica e rendiconto, soprattutto ad uso personale, redazione di documentazione amministrativa di vario tipo Al termine dei tuoi studi ti saresti mai immaginata di lavorare in un cementificio? Ho studiato ingegneria mineraria perché ambivo a lavorare sul campo, piuttosto che in ufficio. Dopo diverse esperienze di vario genere in cui però l’attività di cantiere risultava piuttosto ridotta, mi è capitata questa opportunità e mi ci sono gettata a capofitto, non tanto per la cementeria in sé, quanto per le attività estrattive. Certo, la fabbrica è operativa h24 e 7gg/7, il tempo è scandito in modo diverso rispetto al succedersi naturale del giorno e della notte. C’è sempre qualcosa in marcia, non ci si ferma mai… Qual è stata la tua più grande soddisfazione sul lavoro? E il momento più difficile? La più grande soddisfazione: l’organizzazione di un’attività di rilocazione del frantoio mobile in miniera (una bestia da 113t, alto 8m) per la quale era necessario definire con estrema precisione tempi e sequenze delle singole azioni per rispettare le condizioni imposte, pena la mancanza di continuità nell’alimentazione dello stabilimento a valle. Si è trattato di un lavoro “fisico” oltre che di pianificazione, ma a me piace molto mettere le mani in pasta… Il momento più difficile: una frana nella miniera non più attiva alle spalle dello stabilimento che aveva precluso la regolare marcia dello stesso. La difficoltà tuttavia non è stata gestire l’emergenza, bensì convincere i miei superiori a supportare il programma proposto. In tale frangente, oltre all’attività operativa sul campo, mi sono dovuta occupare anche di trascrivere la quotidiana gestione del cantiere in Procedure di Coordinamento e di Sicurezza che formalizzavano le attività svolte. Contemporaneamente andavano curati gli aspetti tecnici relativi alle forniture, i rapporti con i consulenti e quelli con la Regione, che andava costantemente aggiornata circa il Programma Lavori adottato. Il carico di lavoro era notevole, ma grazie alla grossa collaborazione generale, è stato raggiunto lo scopo nei tempi e nei modi prefissati. Che consiglio daresti ad una ragazza che si accinge ad intraprendere la tua stessa strada? A monte deve esserci una solida preparazione tecnica e una intrinseca adattabilità alle situazioni più disparate. Quotidianamente sono necessarie perseveranza e determinazione per poter raggiungere gli obbiettivi prefissati, il tutto accompagnato da una sostanziosa dose di buon senso per filtrare le singole azioni, nonché di umiltà, soprattutto all’inizio! CONTATTI C.so di Francia, 200 - 00191 ROMA 4

Nome: Ruolo:

Raccontaci la tua giornata tipo in stabilimento. Le attività sono tante e variano a seconda del periodo e delle esigenze. Ultimamente mi trovo, per gran parte della giornata, a seguire pratiche autorizzative per l’avvio dell’impianto di betonaggio qui vicino allo stabilimento. Trascorro quindi molto tempo in ufficio o a contatto con consulenti esterni. Generalmente nel caso di un’attività di gestione interna, procedo personalmente con sopralluoghi sul campo; altrimenti, il mio lavoro si divide tra l’ufficio e lo stabilimento. Al termine dei tuoi studi ti saresti mai immaginata di lavorare in un cementificio? Ricordo molto bene il giorno in cui sono stata contattata dallo stabilimento di Arquata. Mi trovavo in Università quando ricevetti una telefonata da un numero a me sconosciuto. Risposi e con gran stupore capii che stavo ricevendo una proposta di lavoro. L’allora Capo Servizi Amministrativi dello stabilimento mi spiegò che il nominativo era stato selezionato tramite il portale universitario dedicato. Ci accordammo quindi per un colloquio conoscitivo ed è così che inizia il mio percorso in cementeria. Qual è stata la tua più grande soddisfazione sul lavoro? E il momento più difficile? Ripensando a questi otto anni in azienda, credo che la mia più grande soddisfazione risalga a poco più di due anni fa. Durante una normale giornata di lavoro, il mio capo funzionale di sede mi informò di voler intraprendere una nuova esperienza lavorativa e che di lì a breve avrebbe avuto bisogno di passare le consegne ad un collega lo sostituisse. Sapere di perdere un prezioso supporto e uno stimato collega fu sicuramente motivo di dispiacere e di preoccupazione. Allo stesso tempo, sapere che aveva scelto me per ricoprire tale ruolo, mi lusingò e mi riempì di soddisfazione. Non nego che quei precisi istanti siano stati anche i più difficili: “Sarò veramente all’altezza?” A posteriori posso dire che è stata un’esperienza importante e piena di soddisfazioni sia a livello professionale che personale. Ho avuto modo di trattare in prima persona aspetti che fino a quel giorno erano richiesti ad altri. Che consiglio daresti ad una ragazza che si accinge ad intraprendere la tua stessa strada? Di non aver timore ad intraprendere un’esperienza di questo tipo e, anzi, di sfruttarla al meglio per poter crescere. Questo è il tipo di lavoro che permette di toccare con mano i risultati del proprio operato e di non vedere tutto solamente da un computer d’ufficio. Lo stabilimento insegna ad ampliare il proprio campo di azione: per chi ha voglia di imparare e per chi è curioso, (e notoriamente noi donne lo siamo tanto), lo stabilimento è un’ottima scuola.

Tel. +39 06 324931 comunicazione@cementir.it

In Redazione: Andrea Colucci, Emilia Sponsiello, Michele Andalini

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