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QUADERNI DI CRITICA OMOSESSUALE N째1

catalogo dei periodici omosessuali italiani

a cura di stefano casi


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Copyright degli autori. La riproduzione dei brani è permessa se viene citata la fonte "Quaderni di critica omosessuale".

Edizione: Circolo Culturale XXVIII Giugno & Arci Gay, Bologna, giugno 1986. Fotocopiato in proprio. Tiratura limitata con numerazione progressiva delle copie. PRIMA EDIZIONE - COPIA N.

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Indirizzo: Centro di Documentazione Circolo Culturale XXVIII Giugno & Arci Gay Piazza di Porta Saragozza, 2 C.P. 691 40100 Bologna - Italy Tel. 051/433395-436700


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Da tempo, ormai, il Centro di Documentazione del Circolo Culturale XXVIII Giugno e dell'Arci Gay raccoglie materiali editi e inediti sull'argomento "omosessualità". E' uno sforzo che ci ha portato, tra acquisizioni e donazioni, a costituire una biblioteca di circa mille volumi (con servizio di prestito e consulenza per studi e ricerche), centinaia di riviste ed una notevole raccolta di materiale vario (rassegna stampa, volantini, manifesti...) e inedito (documenti, atti di seminari e congressi, tesi di laurea). Arrivati a questo punto, si è imposta una trasformazione qualitativa del Centro stesso: passare da organo passivo di ricezione e conservazione del patrimonio esistente a organo attivo di produzione di cultura. Questo passaggio viene oggi concretizzato nei "Quaderni di critica omosessuale". Il nome è, evidentemente, un richiamo a Elementi di critica omosessuale (1977) di Mario Mieli, che costituisce il primo contributo teorico organico ed intelligente all'interno del movimento gay italiano. La collana viene pubblicata senza grandi pretese editoriali, ma con una certezza di fondo: offrire a chiunque quei materiali che altrimenti andrebbero persi nel "dimenticatoio" (come, in questa prima occasione, un elenco completo dei periodici gay) e, d'altra parte, servire come immediato confronto su temi patrocinati dal Centro di Documentazione durante la sua attività di ricerca e di organizzazione culturale (come sarà il prossimo Quaderno, dedicato agli atti di un seminario organizzato dal Circolo XXVIII Giugno sull'omosessualità nell'opera di Pasolini). L'intento è, dunque, duplice: il Centro comunica all'esterno le proprie disponibilità e, d'altra parte, i Quaderni portano a compimento le iniziative che il Centro ha sollecitato e auspicato. La struttura dei Quaderni è, perciò, monografica e non periodica. L'uscita, a garanzia della qualità delle proposte, è subordinata non alle date ma all'interesse che può suscitare un argomento. Il mezzo della pubblicazione in fotocopia (con tiratura limitata e numerazione progressiva delle copie) ci consente, inoltre, di non sottostare ai tempi ed alle esigenze di una casa editrice, e di passare immediatamente dalla fase di elaborazione a quella di pubblicazione. Questo primo Quaderno esce in occasione del 28 giugno, la Giornata Internazionale dell'Orgoglio Omosessuale. A noi sembra di buon auspicio. Centro di Documentazione


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CATALOGO DEI PERIODICI OMOSESSUALI ITALIANI PROPOSTA DI LETTURA DI UN CATALOGO Un catalogo è noioso. Nomi, luoghi, date, numeri, sequenze rispettate, sequenze frantumate. E' una lista della spesa, ma rischia l'astrattezza. Una somma aritmetica, ma manca una conclusione. Una fila di tessere del dòmino, ma spesso le combinazioni non combaciano. Insomma, è poco leggibile. Si fa sempre un po' fatica a pensare che dietro ad un nome si possa nascondere una persona vera, "in carne ed ossa" E che dietro un abbinamento nome-luogo ci sia la vita quotidiana di quella persona in quella città. E che la sequenza di numeri improvvisamente interrotta rappresenti il fallimento (o il superamento, o il mutamento, o...?) di un impegno. Ecco una proposta di lettura per questo (quasi) freddo catalogo completo della stampa periodica omosessuale in Italia. La rassegna stampa. E' quasi una costante del periodico gay. Riportare quello che gli altri dicono di noi, con ossessionante, tormentato masochismo, con ossessionante, lucido impegno politico. Quasi tutte le riviste hanno spazi per la pubblicazione di articoli apparsi sulla stampa non gay. Si fa il confronto fra i soliti aberranti pensierini dei giornali sulle perversioni sessuali e le sue conseguenze, e la realtà dell'essere omosessuali. Altre volte si riportano articoli intelligenti: c'è il giusto compiacimento di chi sa di essere finalmente compreso, al di fuori del proprio ambiente. Si viene, così, a creare una dicotomia apparentemente molto netta: la stampa gay e la stampa non gay (ma che anche i gay possono leggere); i gay che leggono la stampa gay e i gay (mischiati agli etero) che leggono la stampa non gay; i gay che leggono la stampa non gay attraverso la stampa gay. Gli "altri" hanno detto, gli "altri" hanno letto... Il movimento si dota di strumenti in una ambigua tensione a superare le differenze e a sottolinearle. Ma è il movimento stesso ad oscillare fra l'inserimento (l'integrazione) ed una pasoliniana Diversità esistenziale, tra gli sforzi dell'Arci Gay per una legittimazione in ambiti politici sempre più "elevati" e il grido altrettanto politico di una parte del movimento (i vecchi COM milanesi, per esempio...) "Siamo donne". Altre proposte di lettura potranno venire da sé. Si tratta di saper leggere più attentamente i dati proprio nella loro iterazione più ossessiva, come, per esempio, i luoghi delle redazioni: Milano e Torino sono le più attive produttrici di riviste; Bologna, sede di importantissimi appuntamenti nazionali e primo circolo


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omosessuale in un locale pubblico, non ha mai pubblicato una rivista; stessa situazione al Sud, storicamente escluso dalla “vitalità” culturale settentrionale, ma luogo di nascita dell’Arci Gay. Qual è, allora, l’esigenza, in un’organizzazione omosessuale, che spinge a creare un periodico? È la stabilità di una “posizione”, di una legittimazione locale (o nazionale) raggiunta? È il dirottamento di forze intellettuali non altrimenti impiegate? È un bluff? SCHEDE Le seguenti schede sono in ordine alfabetico. Contengono alcune informazioni e i dati tecnici dei singoli periodici. Per le riviste tuttora attive si forniscono indirizzo e componenti la redazione. Mancano, purtroppo, i dati relativi alla tiratura (nessun giornale li riporta): viene così a mancare un elemento molto importante per capire l'effettiva incidenza quantitativa di queste esperienze nel mercato editoriale. Qualche scheda presenta delle lacune*: ci sarà utile, per un futuro aggiornamento di questo Quaderno, ogni segnalazione riguardante i periodici elencati e quelli che, eventualmente, ci fossero sfuggiti. Le informazioni qui riportate sono state elaborate sulla base dei materiali di proprietà del Centro di Documentazione di Bologna. * In particolare, nell'elenco dei numeri per annata della "Lettera - Bollettino" di Giudici sono riportati esclusivamente i numeri schedati presso il Centro di Documentazione, al contrario delle altre riviste (di cui, invece, si riporta l'elenco completo). Infatti, non siamo stati in grado di risalire ai numeri mancanti (se siano stati realmente inviati o no): Giudici stesso non dispone di un archivio per il proprio bollettino. ARCI GAY PRESS Organo dell'Arci Gay Nazionale dalla sua costituzione informale (1982) al momento di passaggio verso la formalizzazione (avvenuta col Congresso di Bologna nel dicembre 1985). Nasce come "Arci Gay Notizie" (rassegna stampa fotocopiata) sotto l'egida dell'organo dell'ARCI "Notizie Arci", per il quale Marco Bisceglia (responsabile dell'Arci Gay) curerà un numero speciale dal titolo Arci Sex (aprile 1983). Riprende con "Arci Gaia", per giungere al nome definitivo nel numero di giugno. Nato come rassegna


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stampa, il periodico è riuscito a diventare strumento di raccordo delle varie esperienze del movimento gay di sinistra, costituendo, nel difficile periodo iniziale della nuova associazione Arci Gay, l'unico punto di riferimento, grazie all'ostinata iniziativa di Bisceglia. Ben presto sì è sviluppato come momento di riflessione tra i neonati circoli Arci Gay ed anche all'interno dell'ARCI, con l'inserzione di documenti e lettere in mezzo alla consueta rassegna stampa. La chiusura, determinata da una parte dalla nuova spinta di crescita dell'associazione, e dall'altra dall'utilizzo di "Babilonia" come strumento di informazione, è del 1984. ARCI GAY PRESS Roma, Edizioni Arci, 1982-1984. Fascicolo in fotocopia, cm 30 (dal 1984: fascicolo a stampa, cm 27). Varia periodicità. 1982: SET ("Arci Gay Notizie"); DIC-GEN ("Arci Gay Notizie"). 1983: APR (Arci Sex, n. speciale di "Notizie Arci"); MAG ("Arci Gaia"); GIU; LUG-AGO; SET-OTT; NOV-DIC. 1984: GEN-FEB; MAR-MAG; GIU-SET.

BABILONIA Primo periodico gay di un certo peso nell'editoria italiana, nasce dalla volontà di alcuni ex redattori di "Lambda". Pensato inizialmente come punto di confronto dell'intero movimento gay, "Babilonia" è comunque il prodotto di un'impresa commerciale: le sue scelte sono il risultato di una mediazione fra le esigenze del mercato e la funzione che la rivista è venuta assumendo. Infatti "Babilonia" è ormai il punto di riferimento di tutte le realtà gay proprio per la sua capacità a conciliare l'intervento politico con il problema non indifferente della vendibilità; cosa che ha garantito un'ampia diffusione del giornale. Il numero 0 in formato tabloid è sostenuto da una lunghissima schiera di collaboratori che fanno corona ai redattori Felix Cossolo, Ivan Teobaldelli e Mario Anelli. In copertina, le firme di Mario Schifano e Corrado Levi. Il numero esce in occasione del campeggio gay organizzato a Vieste da "Lambda". Col primo numero, il formato diventa quello della rivistatipo, caratterizzandosi subito come "mensile di cultura e informazione gay" (ma dal n.3,


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significativamente, l'"informazione" diventa "seduzione"). Lentamente, l'immagine grafica del giornale diventa meno confusa. "Babilonia" pubblica recensioni di avvenimenti culturali e rassegne stampa, inchieste e reportage, piccole frivolezze e grandi servizi nel tentativo di farsi incontro ad un pubblico il più vasto ed eterogeneo. Ne è anche prova la decisione di "aprire" il giornale a temi di attualità e costume di più ampio respiro e non specificamente omosessuali (avvicinandosi ai modelli più noti della stampa gay europea ed americana). Tra i grandi servizi ricordiamo quelli su Leonardo (n.4), Genet (n.5), la pedofilia (n.7), la transessualità (n.ll), la pedagogia (n.12), la repressione (n.13), il mondo leather (n.14), l'AIDS (n.25), ed il notevole scoop di Giovanni Dall'Orto sul fascismo (nn.35 e 36). Sono di una certa rilevanza (soprattutto a Milano, dove ha sede la redazione) le iniziative "esterne" del periodico, in particolare sul problema dell'AIDS (fino alla costituzione dell'associazione Solidarietà AIDS). Da "Lambda" ha ricevuto in eredità l'impegno per la guida gay italiana (giunta quest'anno alla quarta edizione) e, per breve tempo, quello per il campeggio gay (ora organizzato dall'Arci Gay). BABILONIA Mensile di cultura e seduzione gay. Milano, Babilonia edizioni (ma fino al n.2 senza edizione; dal n.3 al n.5 Ed.Moderne), 1982-Fascicolo, cm 28 (ma n.O: cm 41). Periodicità mensile. 1982: 0-1. 1983: 2-9. 1984: 10-20. 1985: 21-31. 1986: 32Indirizzo: c.p. 11224 - 20110 Milano. Redazione: via Ebro, 11 - Milano. Tel. 02/5696468-564788. Redazione: Ivan Teobaldelli, Felix Cossolo, Mario Anelli. Supplementi : al n.26: Un po' di bon ton a cura di Max Marra.

Vedi Appendice, pp.54 e 58.


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DALLE CANTINE Creazione di Corrado Levi nell'ambito della Facoltà di Architettura di Milano, è un poster pieghevole, supplemento a "Stampa alternativa". Tra il 1975 e il 1977 escono tre numeri (l'ultimo col titolo "Dalle cantine frocie") e tre quaderni. La rivista contiene riflessioni, poesie, brani vari, immagini, in un assemblage tipografico disinibito. Il numero 3 contiene un notevole "inserto nelle chiappe (...) dedicato a: MADAME PONTORMO". DALLE CANTINE Milano, 1975-1977. Poster pieghevole. Varia periodicità. n.l - LUG 1975 / GEN 1976. n.2 - FEB/GIU 1976. n.3 ("Dalle cantine frocie") - GIU 1977. Quaderni : n.l - CORPI? CASA? RUOLI? CHE FARE?

SCINTILLE? Le posizioni reciproche

n.2 - Ti prendo in parola, non sottogamba di Corrado Levi. n.3 - La vecchia storia, alla sagra, leggeva sul serio il futuro a certi giovanotti di Marco Mercanti.

Vedi Appendice, p.48.

FUORI ! Organo del FUORI! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano, il movimento storico degli omosessuali italiani, federato al Partito Radicale), ha condotto per dieci anni le lotte politiche dei gay. Nasce nel 1971 come "mensile di rivoluzione sessuale" (con una tiratura di 1000 copie del numero 0). La redazione è composta da Angelo Pezzana, Alfredo Cohen, Mario Mieli, Maria Silvia Spolato, Domenico Tallone. Una pagina fissa è curata da Fernanda Pivano. Nel 1974 il FUORI! entra in un decisivo momento critico, trascinando la sua rivista nella crisi (anche


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tipografica), che porterà alla cessazione della pubblicazione. Le forze sono convogliate da Pezzana su un nuovo progetto di rivista, "Lambda", che prende l'avvio nel 1976. Ma il nuovo periodico acquista presto una propria autonomia, e nel 1978 il FUORI! torna alla vecchia testata. Nel 1981 (ultimo anno di attività) si riduce a bollettino ciclostilato a cura di Pezzana ed Enzo Francone. "Fuori !" è stato un fondamentale momento di battaglia politica dei gay italiani. Tra gli argomenti affrontati ricordiamo il dossier sul I° Congresso Internazionale di Sessuologia di Sanremo (n.l); i consuntivi degli 8 congressi nazionali del FUORI!, delle varie assemblee, degli incontri con partiti, associazioni e movimenti della sinistra; i dibattiti al parlamento nazionale ed europeo. Il n.13 è interamente dedicato al movimento delle lesbiche: il titolo del numero speciale è "Fuori! Donna". FUORI ! (varie sottotitolature) Torino, SEF - Società Editoriale Fuori! (ma nel 1981: Ed. Agenzia Stampa), 1971-1981. Fascicolo in vari formati (nel 1981: ciclostilato). Periodicità mensile.

1971: 0. 1972: 1-6. 1973: 7-11. 1974: 12-14. 1975: non è 1976: uscito 15-16.

uscito

1977: non

uscito it

è it 1978: 17-20. 1979: 21-23. 1980: 24-26. 1981: 27-31.

Vedi Appendice, pp.43 e 51.


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GUADO Organo del Guado ("gruppo di cristiani omosessuali milanesi" fondato nel 1980), nasce nel 1982 come bollettino di informazione e riflessione. Senza grandi pretese editoriali, è riuscito a creare un collegamento fra i gruppi del movimento gay cristiano. Gli articoli sono anonimi o firmati con pseudonimi. IL GUADO Milano, 1982Fascicolo ciclostilato, cm 21. Periodicità trimestrale. 1982: 1983: 1984: 1985: 1986:

1. 2-5. 6-9. 10-14. 15-

Indirizzo (solo recapito): presso Libreria Claudiana via F. Sforza, 12/a - 20122 Milano.

Vedi Appendice, p.56.

LE JENE E GLI STRUZZI

Numero unico, supplemento a "Stampa alternativa". E' un notevole documento del movimento gay milanese che si trovò a gestire dal gennaio 1977 la casa occupata di via Morigi. La rivista riflette questa esperienza, in particolare in un lungo "dossier Morigi". L'impostazione grafica è debitrice a "Dalle cantine" (e del resto l'ambiente di provenienza è lo stesso). Si tratta di un rutilante collage di immagini e parole, ritagli e numeri, documenti e poesie. Collabora il gruppo teatrale KTTMC&C di Parma. LE JENE 31x31.

E

GLI

STRUZZI

Numero unico. 1977: dicembre. Vedi Appendice, p.49.

Parma,

1977.

Fascicolo,

cm


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LAMBDA Nato, dopo la crisi del FUORI!, nel 1976 sotto la direzione di Pezzana, il nuovo periodico comincia presto a manifestare un forte dissenso nei confronti del movimento che lo aveva generato. Dopo poco più di un anno, il FUORI! ritorna alla sua rivista originaria, e "Lambda" prosegue più autonomamente sulla propria strada, per essere, come dice uno dei tanti sottotitoli del periodico, "giornale di controcultura del Movimento Gay". Il nuovo comitato redazionale è composto da Felix Cossolo, Paolo di Leonardo, Michele Ordine e le Brigate Saffo. E` del 1979 il primo campeggio gay (a Capo Rizzuto) organizzato dal giornale. La redazione, che si è allargata a comprendere Piero Tarallo, Gigi Malaroda, Gianni Calabrese, Mauro Caruso e Ivan Teobaldelli, elabora un progetto per una nuova rivista (autunno 1979), ma forti problemi economici obbligano "Lambda" alla chiusura. La nuova serie riprende dopo un anno come ridottissimo "bollettino d'informazione" curato da Cossolo. Sono attivate solo due rubriche (notizie e annunci). Da supplemento di "Alternativa Radicale" (nn.1-10) e da "Re nudo" (nn.11-26), passa a supplemento del "Quotidiano dei lavoratori". Notevole, in questa nuova serie, l'inserto su De Pisis (febbraio 1982, ma inserito nel numero di marzo). La pubblicazione della prima edizione della guida gay italiana costituisce l'ultima iniziativa prima della chiusura definitiva. LAMBDA (varie sottotitolature) Torino, 1976-1980. NS*: Torino, Ed. Lambda, 19811982. Fascicolo, cm 35 (dal n.7 al n.19: cm NS:Pieghevole, cm 32. Periodicità mensile. 1976: 1977: 1978: 1979: 1980:

1. 2-9. 10-19. 20-24. 25-26.

NS: 1981: 1-8. 1982: 9-15.

mensile

(dal

n.20:

bimestrale),.

33). NS:


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Vedi Appendice, pp.50 e 53.

NS = Nuova Serie.

LETTERA - BOLLETTINO Giovanni L. Giudici è l'autore di questa "lettera" (nel senso proprio del termine) periodica che viene inviata in fotocopia per abbonamento. Si tratta di un intenso lavoro di rassegna stampa e informazione che, durante gli anni, non ha cambiato impostazione. Funziona come momento continuo di presenza capillare all'interno del movimento gay e in particolare del movimento dei credenti omosessuali. Il titolo del foglio non è fisso. Dal dicembre 1985 comprende, nell'intestazione, la dicitura "Collettivo Assistenza Pastorale Omosessuali e Transessuali", ma è effettivamente noto come, appunto, "Lettera" o "Bollettino" di Giovanni Giudici. LETTERA - BOLLETTINO* (vari titoli) Mestre, 1981Fogli fotocopiati, cm 30. Periodicità mensile. 1981: 1982: OTT. 1983: MAR; APR-MAG; 16 MAGGIO (sic); LUG; AG0OTT; NOV; DIC. 1984: GEN-FEB; MAR; APR; MAG; GIU; LUG-AGO; SETOTT; DIC. •

v. nota a pag.12.

1985: APR; LUG-SET; OTT-NOV; DIC. 1986: GEN; MAR; APR; MAG; Indirizzo: (Venezia).

G.L.Giudici

-

c.p.

Redazione: Giovanni L. Giudici.

582

-

30170

Mestre


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NOI Interessante tentativo di creare una vera e propria "rivista" gay (unico precedente di "Babilonia" in questo senso), "Noi" è stata il sintomo di un'esigenza ormai diffusa (siamo nel '79) di informazione e confronto aperto che non limitasse il rapporto col lettore al solo "impegno". La rivista si avvicina, infatti (nella scelta della carta, nell'impostazione dei servizi e delle rubriche, nella grafica) alla tipologia del settimanale d'informazione. Numerose le fotografie, con notevoli ammiccamenti alle riviste porno. La rivista è vietata ai minori. Tra i collaboratori: Marco Pini, Massimo Consoli. NOI Insieme per una nuova realtà gay. Genova, Ed. Fortune, 1979. Fascicolo, cm 30. Periodicità mensile. 1979: 1 (GEN) - 2 (APR).

Vedi Appendice, p.52.

OMPO Organo del Movimento Politico degli Omosessuali (0MPO)zzzz, creato da Massimo Consoli con la collaborazione di Marcello Baraghini, nel 1975, alterna la forma di bollettino a stampa a quella di ciclostilato informativo sulle attività del gruppo che fa riferimento a Consoli (la fondazione di una "Gay House Ompo's"; l'organizzazione di numerose iniziative specialmente culturali e spettacolari). Ha pubblicato quaderni, numeri speciali e supplementi, dedicati in particolare alla poesia. Vi collabora spesso Dario Bellezza. OMPO Mensile di politica, cultura, attualità. Roma, 1975Fascicolo (quasi sempre ciclostilato) in vari formati. Periodicità mensile.


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1975: 1976: 1977: 1978: 1979: 1980: 1981:

1-9. 10-21. 22-33. 34-45. 46-57. 58-68. 69-*

Non abbiamo dati precisi per questo periodo.

1982: 1983: 1984: -78. 1985: 79-90. 1986: 91Supplementi: al n.16: Viva l'omosessualità di Massimo Consoli. al n.23: Non è reato di Bob Sturgess. Quaderni : n.l - Omosessualità e comunismi. Indirizzo: via Palaverta (1° tr.) 33 - 00040 Frattocchie (Roma). Redazione: Luciano Consoli, Marcello Baraghini.

Massimo

Vedi Appendice, p.47.

SODOMA La "rivista omosessuale di cultura" nasce nel 1984 come strumento di ricerca culturale sull'omosessualità, sul modello di altre riviste straniere (dalla vecchia "Arcadie" a "Masques"). Il notevole sforzo, assolutamente originale in Italia (dato che il tipo di rivista gay di movimento si è sempre tenuto tra stampa di propaganda e rivista alternativa, tra rassegna stampa e bollettino di informazione), è della Fondazione Sandro Penna. In una veste editoriale professionale e austera, i volumi raccolgono interventi di studiosi di fama nazionale e internazionale. Le sezioni riguardano narrativa, critica, arte, storia e poesia.


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SODOMA Rivista omosessuale di cultura. Torino, Fondazione Sandro Penna, 1984-Volume, cm 24. Periodicità semestrale. 1984: 1. 1985: 2. 1986: Indirizzo: Fondazione Sandro Penna, via Accademia delle Scienze 1, Torino. Tel. 011/540370. Redazione: Angelo Pezzana, Enzo Cucco, Marco Silombria. Vedi Appendice, p.60.

LA TALPA Rassegna stampa fotocopiata, a cura del circolo Arci Gay N.O.VE. (Nucleo Omosessuale Veneziano). Inizia la pubblicazione con due "Dossier" fuori numerazione sulla violenza antiomosessuale e sul documento sulla sessualità del sinodo valdese, nel 1984. Dal n.O, la redazione (Beppe Tasca, Giovanni Ciluffo, Luca Tosone e G.L. Giudici) introduce anche documenti del circolo, fornendo un servizio di informazione delle attività svolte. Il n.l ha un supplemento fotografico sulla visita del NOVE a Mauthausen. LA TALPA Pagine d'informazione omosessuale. Venezia, 1984-1985. Fotocopia, cm 29. Periodicità mensile. 1984: 2 "Dossier" (fuori numerazione); 0-1. 1985: 1-4.

Vedi Appendice, p.59.

USCIAMO FUORI! Numero unico del Collettivo Autonomo del FUORI! di Milano, supplemento a "Rosso". Il titolo del numero è 6 domande per sapere se sei omosessuale o no. Con questa pubblicazione, il collettivo milanese intendeva sottolineare il proprio dissenso sulla gestione dell'informazione da parte del gruppo dirigente del FUORI! torinese, e si dotava di uno strumento


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alternativo movimento.

per

il

dibattito

all'interno

del

USCIAMO FUORI! Milano, 1975. Fascicolo, cm 30. Numero unico.

Vedi Appendice, p.46.

RIVISTE LESBICHE Pochissime sono le informazioni riguardo alla stampa periodica lesbica. Elenchiamo qui le uniche due testate reperite: un bollettino, organo del CLI (Collegamento fra le Lesbiche Italiane), strumento di confronto e dibattito politico, e una piccola rivista del gruppo milanese Onirica. BOLLETTINO DEL C.L.I. Collegamento fra le lesbiche italiane. Roma, 1982Fascicolo, cm 25. Indirizzo: presso Centro femminista, via San Francesco di Sales 1/A. Tel.06/6564201. LA ZUCCHINA L'ar-rivista dei sogni e delle donne. Milano, 1982. Numero unico.

RIVISTE "PORNOGRAFICHE" L'aggettivo è tra virgolette, per la ragione (fin troppo banale, certamente, ma fondata) che la distinzione tra erotismo (lecito) e pornografia (illecita) è molto sottile e, semmai, è da ricercare nelle convinzioni etiche interne al lettore, piuttosto che in un oggettivo promemoria che informi che "se c'è l'erezione è porno, se no no" (e via con queste amenità). D'altronde una differenza con le altre riviste elencate in questo Catalogo esiste, ma non è né etica, né ideologica, né culturale. A mio parere si tratta di una differenza funzionale: sono qui elencate le riviste la cui funzione primaria riguarda l'esibizione del nudo finalizzata all'eccitamento sessuale. Negli altri giornali, invece, questa


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funzione è assente o secondaria rispetto ad altre. Le riviste "pornografiche" sono vietate ai minori. DOPPIOSENSO Milano, International Press, 1977Fascicolo, cm 28. Periodicità settimanale. GAY ITALIA Roma, Editrice Cassia, 1983Fascicolo, cm 26. Periodicità mensile.

KAKE Milano, suppl. a "Maschio", 1986-Fascicolo, cm 21. Periodicità mensile. Pubblica esclusivamente i fumetti di Tom of Finland. MASCHIO Il piacere di essere uomo. Milano, Ed. Moderne, 1984-Fascicolo, cm 28. Periodicità mensile. OS Settimanale dei quattro sessi. Milano, REAM. Fascicolo, cm 30. Periodicità settimanale. SUPERMASCHIO Milano, Ed. Moderne, 1985-Fascicolo, cm 28. Periodicità mensile.

ALTRE RIVISTE Comprendiamo in questo elenco le riviste che, pur non essendo "riviste gay di movimento" hanno contatti col movimento omosessuale. LUCCIOLA Fa luce sul buio dei marciapiedi. Roma, Arci/Pieraldo, 1983-Fascicolo, cm 47 (poi: cm 33). Periodicità bimestrale. Affronta pressoché regolarmente travestiti e dei transessuali.

problemi

dei


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Indirizzo: piazza della Libertà, 13/A - 00193 Roma. Tel. 06/382832. Redazione: Pia Covra, Corso, Norma Rangeri, Paola Tavella.

Carla

ASPE Agenzia di stampa sui problemi dell'emarginazione Torino, Gruppo Abele, 1982Fascicolo, cm 28. Periodicità quindicinale. L'agenzia di informazione dà regolarmente notizie sui movimenti gay e dei transessuali. Indirizzo: Gruppo Abele - via Giolitti, 21 - Torino. Tel. 011/8395444-8395445. Direttore editoriale: Franco Prina.

L'ETA' DELL'ACQUARIO Bresci editore, 1970-? Fascicolo, cm 21. Periodicità semestrale. Rivista di teosofia e mistica, diretta da Bernardino Del Boca.

NUMERI SPECIALI DI RIVISTE NON GAY DIFFERENZE Roma, trimestrale.

1977-Fascicolo,

cm

29.

Periodicità

n.12, maggio 1982: Atti del Convegno di Donne Lesbiche (Roma, 26-28 dicembre 1981), a cura del collettivo VIVERE LESBICA di via Pompeo Magno 94.

DOCUMENTO-ATTUALITA'1971. cm 27. Periodicità mensile. n.2, aprile-maggio 1971: Terzo sesso al potere. IL DELATORE Milano, Ed. La Cartaccia, 1964- ? Volume, cm 23.


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Periodicità trimestrale. n.5, marzo 1965: I travestiti.

APPENDICE Sono stati raccolti, in questa appendice, brani dagli editoriali dei primi numeri delle riviste elencate nelle schede. L'ordine dei pezzi è cronologico. Per "Dalle cantine", che non ha editoriale, si riporta un breve ironico brano dalla prima pagina. Ugualmente, per "Le Jene e gli Struzzi" viene riprodotta, a titolo esemplificativo, una pagina. Per "Lambda" si è ritenuto utile ripubblicare, anziché l'editoriale del primo numero (di Pezzana), quello del n.18 (la scissione netta dal FUORI!) ed il Progetto del '79 (da un volantino). Per "Arci Gay Press" e per la "Lettera" di Giudici non esistono editoriali né pagine particolarmente significative per comprendere l'impostazione dei due fogli: la prima (v. pag. 13) è sostanzialmente una rassegna stampa; la seconda (v. pag. 26) una lettera. CHI PARLA PER GLI OMOSESSUALI ? di Angelo Pezzana Un giornale "nuovo" pone degli interrogativi non solo a chi lo legge ma anche a chi lo fa. Quando abbiamo immaginato FUORI! la prima domanda che ci siamo posti è stata questa: a chi ci rivolgiamo? Infatti chi ha mai parlato per gli omosessuali? Chi ha mai gridato con gli omosessuali? Molti, tantissimi, troppi, hanno avuto da dire e da raccontare, da scrivere e da analizzare, da riassumere e da concludere, sugli omosessuali e — quando la cosa gli risultava opportuna - per gli omosessuali. Nessuno mai è andato oltre l'analisi che proponeva, la sintesi che veniva manovrando ed anche manipolando. Perché è chiaro che non stiamo facendo semplicemente un "altro" giornale, ma iniziamo al contrario un discorso completamente nuovo, che vuole aprire con un'esplosione di gioia e di rabbia un processo di liberazione. Quindi: chi ci leggerà? Ma anche: perché noi? E' stato scoprire che non esiste una contraddizione tra le due domande che ci ha dato la forza (molta, credeteci) di cominciare. Noi oggi rifiutiamo quelli che parlano per noi. La loro disciplina non è il nostro moto d'urto e quanto loro vanno acquisendo, per noi è il dato da cui


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partiamo per rompere con il Passato. La risposta all'interrogativo del titolo è fondamentale per poter uscire finalmente fuori dalla condizione di "oggetto" in cui noi omosessuali ci troviamo. "Noi" omosessuali, non solo voi che leggete, ma noi che scriviamo. La vostra condizione è la nostra, la vostra oppressione è la nostra, la repressione che sopportiamo è comune. Per la prima volta degli omosessuali parlano ad altri omosessuali. Apertamente, con orgoglio, si dichiarano tali. Per la prima volta l'omosessuale entra sulla scena da protagonista, gestisce in prima persona la sua storia (bene o male non conta niente, non sono i valori formali che ci interessano qui). Parla di sé ad altri che sono come lui, il rapporto mercificante, oggetto da consumare-consumatore si spezza. Nessuno ci verrà più a dire cosa siamo e come siamo, da giornali di merda che ci usano come topi da laboratorio. Il grande risveglio degli omosessuali è cominciato. E' toccato a tanti altri prima di noi, Ebrei, Neri (ricordate?), ora tocca a noi. Ed il risveglio sarà immediato, contagioso, bellissimo. Lavorare in un movimento di liberazione rappresenta per noi un'esperienza eccitante e carica di significati nuovi. Stiamo cambiando la nostra vita, ritroviamo delle sensazioni che credevamo impossibile provare, ci sentiamo, a testa alta, omosessuali e non solo tra di noi, questo capitava anche prima, ma tra gli altri, soprattutto con gli altri. La liberazione inizia nel momento in cui si capisce che l'omosessualità è bellissima e che va gridata, mai più nascosta. Troverete in questo giornale la parola OMOSESSUALE ripetuta infinite, infinite volte. E la ripeteremo sempre di più, fino al giorno in cui il suo profondo senso di bellezza non sarà liberato. Due parole adesso sul giornale. La proprietà che vedete citata (SEF, società editoriale Fuori!) è costituita dal Collettivo FUORI!, cioè da tutti noi che facciamo il giornale e che l'abbiamo pagato. Se FUORI! si venderà potremo continuare, se no chiuderemo. Non abbiamo quindi nessun padrone, non ci finanzia nessuno (un giorno racconteremo la storia della ricerca dei soldi, ovviamente negativa, e crediamo sarà un racconto molto istruttivo). ("Fuori!", 1, giugno 1972, p.2) da AUTONOMIA DAL FUORI! NAZIONALE. PERCHE'? editoriale Su "Notizie radicali" del 10.10.1974 è apparso un articolo dal titolo: "Il Fuori! e il partito", a firma


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Angelo Pezzana, coordinatore del giornale FUORI!. Tale articolo dice: "... noi crediamo che entrando come FUORI! nel Partito Radicale realizzeremo giorno per giorno il nostro potenziale rivoluzionario di omosessuali...". Dal che si deducono parecchie cose. Almeno che: 1. esiste un movimento FUORI!; strutturato e burocratizzato che, da partito a partito, tratta alleanze con il P.R. 2. all'interno di questo presunto FUORI!-Partito ci sia una dirigenza. 3. esiste una coincidenza tra FUORI! giornale e FUORI! movimento. Nessuna di queste cose è vera! Perché il giornale rappresenta solo il collettivo redazionale che lo pubblica ma non rispecchia e non ha mai rispecchiato la realtà più complessa e articolata del FUORI! a livello nazionale. Infatti i gruppi sono fra loro scollegati e lo sono pure rispetto allo stesso giornale. E' assurdo quindi che Pezzana, uno dei responsabili del giornale, si erga a dirigenza di una base che è solo presunta e che mai ha fatto deleghe di alcun genere. Per quanto ci riguarda gli togliamo l'autorità (autoconferitasi) di parlare a nome nostro. (...) ("Usciamo Fuori!", n.u., 1975, p.3)

da PERCHE' "0-MPO"? editoriale Ogni volta che esce un nuovo giornale, soprattutto quando si tratta dell'organo ufficiale di un partito o di un gruppo politico, la prima domanda che ci si pone è: "Perché?", e nel nostro caso: "Perché 0MPO?" Noi vorremmo rispondere invece formulando un'altra domanda: "Come mai così tardi?" In effetti, da molto tempo si sentiva bisogno di una pubblicazione veramente nostra, non commerciale, di un "traitd'union" tra il movimento omosessuale italiano ed i vari movimenti europei e nord-americani, di un giornale che fosse il portavoce reale degli interessi, delle aspirazioni, delle idee, della volontà della classe omosessuale, di noi omosessuali italiani. (...) ("0-MPO", I, 1, aprile 1975, p.2)


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a questo "numero" collaborato:

3

di

'dalle

cantine'

hanno

E.P.F. Ente Protezione Frocie C.T.P. Collettivo Travestiti Padani A.F.P. Assistenza Frocie Povere C.S.P. Collettivo Serpenti Padani C.C.M. Collettivo Cule Metalmeccaniche C.C.T. Collettivo Cule Tessili M.L.S. Madri Libere Socialiste C.O.P. Collettivi Omosessuali Padani C.C.E. Collettivo Cule Edili (...) C.F.G. Collettivo Frocie Gigans C.B.N. Collettivo Baldracche Nane C.F.S. Collettivo Frocie Sfatte C.F.A.G. Collettivo Frocie Amiche Gondrand (per via delle 2000 valigie) C.F.D. Collettivo Frocie Dilapidatrici C.F.S. Collettivo Frocie Spastiche (soppresso) C.A.S. Collettivo Anime Sensibili CI. Collettivo Ippopotami C.F.A.V. Collettivo Foglie Al Vento C.P.R. Collettivo Petali di Rosa C.S.F. Collettivo Succhiatrici Folli C.C.L. Collettivo Ciabatta Libera (e poi dicono che tutti i diversi sono uguali!) ("Dalle cantine frocie", 3, giugno 1977)

da DOSSIER MORIGI CRONACHE DI PALAZZO Storia di un anno in Via Morigi - Milano

Perché scriviamo la storia della casa occupata? Per far conoscere alle persone "nuove", che frequentano oggi la casa, le esperienze attraverso cui gli occupanti-abitanti sono passati in un anno per arrivare alle posizioni attuali. Non pretendiamo di scrivere tutto quello che è successo: molte cose le abbiamo dimenticate o rimosse; questa storia potrà essere riscritta bene solo da TUTTI quelli che c'erano.


26 MA COME E` FATTA QUESTA CASA? Il complesso architettonico si compone di una parte del seicento, in cui è incorporata la torre dei Morigi che risale al decimo secolo, e una parte del settecento. Una enorme sezione del palazzo è sfitta e abbandonata da anni, mentre in due zone del palazzo ci sono ancora dei vecchi inquilini: la Taverna Moriggi e la Pensione Manzoni, i quali pagano l'affitto regolarmente all'Amm.ne Brindici. La zona occupata è divisa in due parti separate da un cortile. La parte su Via Morigi viene battezzata "ala nobile", quella posteriore "Corea". Al primo piano di entrambe le ali c'è una fuga di sale con soffitti alti 4 metri e superfici variabili tra i 30 e i 50 metri quadrati. Gli spazi abitabili sono al secondo piano di entrambe le ali: 3 appartamenti nell'ala nobile e altri 3 di cui uno enorme e due piccoli in Corea. Nell'ala nobile il tetto è rotto, l'acqua entra in molte stanze, facendo crollare i soffitti, mentre in Corea le condizioni generali degli spazi sono buone.

("Le Jene e gli Struzzi", dicembre 1977, p.22)

da LAMBDA: INIZIO DI UNA SVOLTA editoriale (...) LAMBDA E' FINALMENTE AUTONOMO, ma è stato ricattato con il boicottaggio (casella postale, direzione responsabile, sede, grafico etc.) Parte della vecchia redazione si è schierata su posizioni ghettizzanti e verticistiche del FUORI! torinese, decidendo di organizzarsi per entrare a far parte del bi-mensile FUORI! Attualmente il giornale con la nuova redazione ha fatto delle scelte differenti: 1) Lambda non si identifica in nessuna sigla politica ma vuole essere MENSILE DI CONTROCULTURA DEL MOVIMENTO GAY 2) propone a tutti i collettivi omosessuali di costituire delle redazioni locali (compresi i gruppi FUORI! dissidenti), collaboratori, partecipi alla vita e alle scelte redazionali; 3) la redazione torinese convocando il convegno di Bologna si prefigge di aprire un grosso dibattito teorico, politico, tecnico sul mensile stesso e dà la massima disponibilità e garanzia che si atterrà alle decisioni e proposte dei compagni e delle compagne che interverranno a Bologna; 4) decide inoltre di aprire una SOTTOSCRIZIONE NAZIONALE per il finanziamento della testata (per rifarsi della divisione con alcuni nostri abituali sostenitori che hanno fatto una scelta diversa dalla nostra). (...) ("Lambda", 13, giugno 1978, p.3)


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da E' IL TUO GIORNALE Angelo Pezzana (...) Preparatevi ad un FUORI! che sicuramente sorprenderà molti, ci saranno rubriche impensabili alcuni anni fa, il taglio di molti articoli sarà del tutto diverso da come lo potevamo immaginare prima. Vorrei dire che abbiamo perso - ed evidentemente ne avvertiamo il bisogno - il rigore rivoluzionario, e vorrei sottolineare la parola rigore più chiara di quella rivoluzionario, perché se c'è una cosa che oggi ci è ben chiara è che la rivoluzione la si vive cambiando noi stessi giorno per giorno, conquistando giorno per giorno possibilità di vita diverse da quelle precedenti. (...) A questo punto sarà chiaro che la nostra intenzione, attraverso questo giornale, è quella di rivolgerci a tutti gli omosessuali italiani, cercando di fare un organo di informazione che risponda alle esigenze di tutti. E' una impresa difficile, tenendo conto delle difficoltà che condizionano il nostro lavoro. Un'impresa difficile ma non disperata e, soprattutto, bella ed entusiasmante. Se giusta, non dobbiamo essere noi a dirlo, ma tu con il tuo contributo critico e con il tuo sostegno. Sarai tu a stabilire se andremo avanti oppure no. Le lesbiche e gli omosessuali di FUORI! aspettano il tuo contributo. ("Fuori", 18, giugno-luglio 1978, p.1) da CON ANIMO SERENO editoriale (...) Questa rivista vuole dare a tutti gli amici omofili italiani un "periodico" che sia strumento di dibattito, di impegno ideologico e civile, una piattaforma per uscire dal ghetto e venire alla luce del sole. Ma non si vive di solo impegno, non si vive di sola problematica, per quanto di elevato contenuto morale. Nella vita di ciascuno di noi vi deve essere uno spazio vitale destinato all'evasione, al sogno, alla confessione, al dialogo più francamente umano, meno impegnato magari, ma più aderente alla semplice, e talvolta umile, realtà della vita quotidiana. A questo scopo noi pensiamo che debba servire una rivista come NOI INSIEME, una pubblicazione per gli omofili indirizzata al dialogo, al sogno, all'evasione, al vagheggiamento della propria vita e dei propri problemi quotidiani. Una rivista, dunque, che non vuole e non deve essere fatta dalla redazione


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per i lettori, ma dalla redazione ASSIEME ai lettori, DAI LETTORI STESSI, in altre parole. Un giornale che vuole trarre ispirazione e contenuto dalle lettere dei lettori, dai consigli, dalle fotografie che invierete, dai racconti che vorrete pubblicare, dalle vostre confidenze, dalle testimonianze che voi potrete e vorrete arrecare della vostra vita quotidiana. E così facendo crediamo di servire, più e meglio che con i fumismi ideologici che da altre parti ci vengono propinati, la causa dell'"impegno" omofilo. ("Noi", 1, gennaio 1979, p.17) da PROGETTO PER UN NUOVO LAMBDA (...) OCCORRE REALMENTE UN GIORNALE CHE SIA PORTAVOCE DEL MOVIMENTO GAY E CHE NE RACCOLGA 0GNI TIPO DI ISTANZA? DEVE MOBILITARE? DEVE FARE "CULTURA"? DEVE ESPRIMERE IL PUNTO DI VISTA GAY SU QUANTO ACCADE NEL MONDO? DEVE INVENTARE NUOVE FORMULE? UN NUOVO LINGUAGGIO? DEVE SUPERARE GLI STEREOTIPI MASCHILISTI E CAPITALISTI PROPRI DELL'INFORMAZIONE BORGHESE? SU QUALI FORZE PUO' CONTARE? QUALI DEVONO ESSERE I TEMPI DI SVILUPPO? (...) Bisogna uscire dal chiuso del "bollettino parrocchiale" come è ora Lambda per approdare gradualmente a una rivista che esprima il punto di vista gay su "tutto" o quasi e non solo sulla tematica strettamente omosessuale. Questo "tutto" deve logicamente essere filtrato attraverso la visione gay delle cose e del mondo; ampliando nel contempo il discorso sulla sessualità, approfondendolo ed estendendolo a tutte le forme possibili di questa. Occorre divenire capaci di fare la nostra "cultura"; occorre rivendicare il nostro diritto a non essere più subalterni all'informazione e alla cultura etero. In sintesi la griglia dovrebbe essere articolata su tre filoni: ANALISI TEORICA E SESSUALITA', CULTURA, MOVIMENTO, LOTTE E VISSUTO. Andare in edicola vuol dire raggiungere un'area di "sinistra" (questi pensiamo siano i soggetti politici a cui vogliamo rivolgerci) che ora non riusciamo a coprire in modo puntuale, organico e continuativo. (...) (volantino, ottobre 1979) EDITORIALE Confessare che Babilonia, mensile di cultura e informazione gay, prende quota solo per un'ostinata


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scommessa, è quasi una professione di fede seguita da un esorcismo di debolezza. E' un po' come riuscire a sollevare un aquilone e 3poi puntare il dito sulla sua fragilità. Ci saranno allora spettatori tentati di sostenerlo con tutta l'emozione ed altri che gli augureranno di finire subito in un crepaccio. Ma questa vulnerabilità esiste e quando "si racconta" di un periodico autogestito, sembra di appartenere all'epoca dei lampioni a gas o di radio Alice. Tutti si affrettano ad esibire, tirandoli per i piedi, i cadaveri di Re Nudo, di Grattacielo e del Quotidiano Donna e attaccano un mitragliamento del tipo: ma l'avete individuato il vostro lettore medio? farete un discorso ruffiano o rigorosamente minoritario? puntate sulla colletta o sui finanziamenti? e la pubblicità? e il professionismo?... La presunzione di rappresentare qualcuno (non accontentandosi mai di "poco" ma esibendo "procacissime" minoranze) è la prima e la più comoda delle tentazioni. Permette automaticamente di legittimare tutto : le ambizioni personali, le stronzate letterarie, le vendette e la voglia di un papà o di una mamma. Babilonia, al contrario, rappresenterà semplicemente chi ci lavora. E se capita che costoro abbiano alle spalle una vivace militanza gay (e un giornale, Lambda, con 5 anni di pubblicazioni), rappresenterà anche quell'impegno di lotta. E se questa minoranza ha deciso di arrischiare una sua ridefinizione con le forze politiche e sociali più attente, Babilonia non farà il grillo parlante da un ramo secco e irraggiungibile, ma rischierà tutte le sue penne nell'imprevedibilità di questa avventura. Continuare a sostenere l'irriducibilità dei due linguaggi, quello dominante e quello omosessuale, come un dialogo tra sordi, è una semplificazione che macina tutti e soprattutto mortifica la ricchezza inesplorata dei dialetti omosessuali. Babilonia vuol essere anche questo: il capovolgimento del castigo biblico per permettere il riconoscimento all'espressione di tutte le Omosessualità. Anche dei linguaggi più degradati e impoveriti, quelli che catturano la stragrande maggioranza dei "froci" (le canzonette, certa stampa settimanale, i locali) senza che il Movimento gay abbia espresso, fino ad oggi, qualcosa di meglio di una smorfietta di disgusto. Aggredire ostinatamente la parola e l'immagine stampata, per enuclearne l'ambiguità o l'eversione che possiedono, non sarà allora solo un atto d'amore nei confronti del Linguaggio, ma sarà forse l'ultima possibilità, per noi devianti, di non sprofondare nella palude dell'irriconoscibilità. Se perderemo questa scommessa, l'avranno persa tutti.


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("Babilonia", 0, agosto 1982, p.2) IL GUADO editorialeIl guado richiama anzitutto una pagina biblica: la cosidetta "Lotta di Giacobbe con l'angelo" sulla riva dello Jabbok (Gen.32, 22-32). Dopo aver fatto passare al di là dal torrente mogli, schiave, figli e tutto quanto possedeva, Giacobbe resta solo e al calar della notte è aggredito da un "uomo che si avvinghiò con lui fino allo spuntare dell'alba". Giacobbe si difende da quello che sente come un nemico, ma poi, paradossalmente, accorgendosi che si tratta di un essere superiore in cui è presente la divinità, gli dice: "Non ti lascerò se prima non mi darai la tua benedizione". Gli chiede cioè di dargli tutto quanto ha di buono, potremmo quasi dire che gli chiede di volergli bene, e insieme gli rivela il proprio nome, che è come dire che gli si affida , gli si consegna. Non è difficile riconoscere qui la traccia e il senso di tante nostre storie. L'entrata improvvisa e violenta nel nostro paesaggio di solitudine di qualcuno da cui speriamo di ottenere la risposta al nostro bisogno profondo di amicizia, la "benedizione" che possa aiutarci a vincere l'isolamento e l'insignificanza, una presenza che in certo modo ci aggredisce e contro cui lottiamo, perché se da una parte promette dall'altra chiede (...) Ma il guado è anche un'immagine che descrive un passaggio, faticoso, ma pur sempre possibile, da una riva all'altra del fiume. Gli omosessuali sono anche detti, e non certo con benevolenza, "quelli dell'altra sponda". Se ci piace l'immagine è perché vogliamo che non ci sia né antagonismo né separazione tra gli uomini, ma una costante possibilità di passaggio da una sponda all'altra, incontrandoci magari proprio nel mezzo del guado. Per noi però l'altra sponda significa soprattutto un approdo di liberazione, una terra dove poter vivere un amore purificato dall'egoismo e da tutte le ambiguità. E' una speranza, questa, che ci fa muovere verso i campi dell'amicizia e della fraternità, seguendo le indicazioni del Vangelo, che resta per molti di noi un punto preciso di riferimento. In questo senso c'è per tutti un'altra sponda verso la quale guadare, insieme possibilmente, perché così la fatica si fa più leggera, e se uno inciampa può trovare subito aiuto. Offriamo questi fogli a quanti, omosessuali e non, credenti e non, si riconoscono in questo desiderio di lavorare uniti per una traversata verso una vita più autentica.


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("Il Guado", dicembre 1982) DOVE OSANO LE AQUILE Felix Cossolo Babilonia compie il suo secondo compleanno. Tutti alla Nuova Idea il 27 novembre per la festa-giungla "Me Tarzan You Jane". C'è da festeggiare un'avventura che dura da due anni. Allora furono in molti a sibilare sulla culla maligne previsioni. Puntualmente invece sono usciti 19 numeri; abbiamo organizzato campeggi e feste; vista la nascita di collettivi e dibattiti; giornalmente arrivano decine e decine di lettere; nel numero estivo siamo arrivati al traguardo di 400 annunci. Non è poco, in questo paese, in questi tempi bui per la stampa e per la difesa delle libertà. Un grazie a tutti coloro che sono stati vicini: ai redattori e ai collaboratori (mal pagati); ai giornalisti delle testate più democratiche; agli edicolanti meno repressi; ai gestori di locali gay più "sensibili"; agli abbonati e ai lettori tutti. Una nuova complicità si è fatta strada nella comunità gay. E' nostra la difesa degli spazi. Non la possiamo più delegare. Così come l'indagine su questo "pianeta sommerso" che serva a riconoscersi e a non perdersi. Allora, due anni fa, nell'editoriale del numero zero, assistevamo alla partenza spaventata di un "aquilone". Oggi vogliamo puntare sulla forza di un'aquila che allarga le ali nei cieli più puliti. ("Babilonia", 19, ottobre 1984, p.3)

IDEE A CONFRONTO editoriale Qualcuno si chiederà che ragione c'è di dar vita ad un foglio, che per giunta ricorda le testate "underground", quando sul mercato c'è già una presenza in tal senso. Il fatto è che non ci interessa, come gay militanti, né la pornografia a buon mercato e pessima qualità né i tentativi di sub cultura con tante belle "foto ricordo". Molti tentativi di un serio, ma non serioso periodico gay sono naufragati dopo un paio di numeri. Lo stesso BABILONIA che, con tutti i pregi ed i suoi limiti, rappresenta l'unico foglio valido, spesse volte vede in pericolo la sua esistenza per difficoltà economica. E' nata quindi


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1'idea di un foglio autogestito con tutti i suoi difetti che tale collocazione comporta. Ma nasce soprattutto dalla necessità nostra di non sussurrare o mormorare timidamente la nostra omosessualità ma gridarla con tutto l'orgoglio e la dignità che tale condizione merita. Aspettiamo le vostre impressioni, suggerimenti e critiche poiché questo non è solo il nostro giornale ma soprattutto il VOSTRO. ("La talpa", 0, novembre 1984) EDITORIALE "Sodoma" è senza dubbio un titolo difficile per una rivista di cultura omosessuale. Ci ricorda immediatamente la condanna biblica di quella città posta a Sud del Mar Morto nella valle di Siddim, ricca come "il giardino del Signore", e che il signore stesso pare abbia distrutto col fuoco per la corruzione dei suoi abitanti. Ritornano anche alla mente le torture, i roghi, le ingiurie, le violenze e tutto quanto gli omosessuali, identificati in quella parola, hanno dovuto subire nel corso dei secoli. Questo titolo appare esclusivamente "maschile", sia nel significato che nella storia che rievoca, ed esclude le lesbiche. Perché sceglierlo quindi? Forse proprio perché è così carico di storia, della nostra storia. Forse perché il suo sapore per nulla "alla moda" comunica meglio a quanti ci leggono la consapevolezza, la volontà di costruire e l'orgoglio che sostengono questa iniziativa. Consapevolezza dei tempi diversi che viviamo. Non più la militanza degli inizi, ma la lenta e faticosa ricerca delle nostre radici, il paziente lavoro di ricognizione nella storia delle "storie" omosessuali, la riflessione sul significato e sul futuro della liberazione sessuale e omosessuale. Perché il passato, non lo abbiamo dimenticato, è diventato tesoro per la costruzione di un nuovo futuro al quale oggi lavoriamo. Consapevolezza della necessità di uno strumento che raccolga e promuova gli studi sull'omosessualità, dalla storia alla letteratura, dall'arte alle scienze, che molto lentamente si vanno producendo anche in Italia. Con attenzione anche verso la numerosa produzione straniera. Consapevoli infine che non ci possiamo inventare una situazione che non c'è: una collaborazione fra omosessuali maschi e lesbiche diventata ormai in tutto il mondo molto difficile da costruire. Siamo com'è ovvio interessati ad ospitare i contributi di quelle donne, di quelle lesbiche che non


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si fermeranno a quel titolo "troppo maschile" e vorranno collaborare con noi; ma è scorretto pensare che un titolo neutro, magari un sottotitolo generico potesse sopperire alla mancanza di donne in redazione, ed appianare di colpo le differenze che pur esistono. Abbiamo anche una grande volontà di costruire, un ottimismo ed un entusiasmo, forse più controllati rispetto a quelli passati, ma non per questo meno vigorosi. La cultura degli omosessuali e delle lesbiche è un campo di ricerca del tutto nuovo e ricco di prospettive. Orgoglio, infine. Quello che ci ha permesso nel corso di questi anni di riscattare la nostra immagine di "finocchi", "ricchioni", "cupi", "arrusi", e via dicendo. Ultima nell'ordine, ma non d'importanza, quella di sodomiti. Racconta il Vasari che il pittore Giovannantonio Bazzi avendo sempre attorno "fanciulli e giovani sbarbati, i quali amava fuor di modo, si acquistò il soprannome di Sodoma; del quale non che si prendesse noia o sdegno, se ne gloriava, facendo sopra esso stanze e capitoli, e cantandogli sul liuto assai comodamente". Che consapevolezza! Che volontà! Che orgoglio! ("Sodoma", I, 1, autunno-inverno 1984, pp.5-6) LA PAGINA FROCIA DI “LOTTA CONTINUA” Ricordiamo anche, in appendice, un’esperienza significativa che sta a margine del nostro excursus sui periodici, ma anche che è certamente fondamentale per aver più chiara l’evoluzione del rapporto tra il movimento gay e l’informazione a stampa. Si tratta della rubrica La pagina frocia, che “Lotta Continua” mise a disposizione del movimento nel 1977. La pagina autogestita assolve un’importante funzione di raccordo tra i gruppi (e tra le singole persone) gay. Nell’uso di un quotidiano per questa funzione fu vista la possibilità di far uscire l’informazione dalle colonne di riviste esplicitamente omosessuali, e quindi la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio, omosessuale e no; nell’uso di quel quotidiano fu invece sottolineata l’esigenza di un confronto più immediato con la sinistra extraparlamentare, che in quegli anni rappresentava il referente politico più vicino alle rivendicazioni dei gruppo omosessuali. BIBLIOGRAFIA Scarsa la bibliografia sul movimento gay in Italia: sulla sua stampa periodica, poi, la bibliografia tende


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ad annientarsi. E' l'occasione, in conclusione di questo Quaderno, per sollecitare una ricerca approfondita sull'argomento. Questa bibliografia è divisa in due sezioni: la prima riguarda il nostro argomento specifico; la seconda comprende i maggiori saggi italiani "di movimento" sull'omosessualità. I - sulla stampa periodica omosessuale italiana. CECCHI, Giuseppe, L' (anti)conformismo omosessuale, tesi di laurea, rel.Marzio Barbagli, Università di Bologna, Facoltà di Pedagogia, a.a. 1979/80. ORRU', Marco, Sessualità e politica. I movimenti omosessuali in Italia, tesi di laurea, rel.Anna Oppo, Università di Cagliari, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 1977/78. PEZZANA, Angelo (a cura di), La politica del corpo, Roma, Savelli, 1976. SILOMBRIA, Marco, Immagine di un movimento, in "Sodoma", I, 1, autunno-inverno 1984, pp.65-80. SPOLATO, Mariasilvia (a cura di), I movimenti omosessuali di liberazione, Roma,Samonà e Savelli, 1972, pp.117-151. II - bibliografia generale. CASTELLANO, Ferruccio (a cura di),Essere 0mosessuali, Cuneo-Torino, AGA-Gruppo Abele, 1981. COLLETTIVO TEATRALE "NOSTRA SIGNORA DEI FIORI", La Traviata Norma, ovvero: vaffanculo... ebbene sì!, Milano, L'erba voglio, 1977. DALL'ORTO, Giovanni, Leggere omosessuale. Bibliografia, Torino, Gruppo Abele, 1984. DELFINO, Giovanni (a cura di), Quando le nostre labbra si parlano, Torino, Gruppo Abele, 1986. FEDE cristiana e omosessualità, Prali, Agape, 1981. GNERRE, Francesco, L'eroe negato, Milano, Gammalibri, 1981. LANCINI, Fiorenzo - SANGALLI, Paolo, La gaia musa, Milano, Gammalibri, 1981. MERLINI, Francesco, Io omosessuale, Milano, La Salamandra, 1979. MIELI, Mario, Elementi di critica omosessuale, Torino, Einaudi, 1977. MODUGNO, Elio, La mistificazione eterosessuale, Milano, Gammalibri, 1978. OMOSESSUALITA' e comunismi, Roma, Ompo, 1979. OMOSESSUALITA' e istituzioni, Roma, s.e., 1984. ORGOGLIO e pregiudizio. L'eros lesbico e omosessuale nella letteratura del Novecento, Torino, Fondazione


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Sandro Penna, 1983. PARIS, Renzo - VENEZIANI, Antonio, L'amicizia amorosa, Milano, Gammalibri, 1982. REIM, Riccardo - DI NOLA, Laura - VENEZIANI, Antonio, Pratiche innominabili, Milano, Mazzotta, 1979. REIM, Riccardo - VENEZIANI, Antonio (a cura di), Una questione diversa, Cosenza, Lerici, 1978.

INDICE Presentazione Proposta di lettura di un catalogo SCHEDE Arci Gay Press Babilonia Dalle cantine Fuori ! Il Guado Le Jene e gli Struzzi Lambda Lettera - Bollettino Noi Ompo Sodoma La talpa Usciamo Fuori! Riviste lesbiche Riviste "pornografiche" Altre riviste Numeri speciali di riviste non gay APPENDICE La Pagina frocia di "Lotta continua" BIBLIOGRAFIA

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QUADERNI

DI

CRITICA

OMOSESSUALE

n. 1 - Catalogo dei periodici omosessuali italiani, a cura di Stefano Casi, giugno 1986. IN PREPARAZIONE: Cupo d'amore. L'omosessualità nell'opera di Pasolini. Interventi di Sandro Avanzo, Giovanni Dall'Orto, Nico Naldini, Dario Trento.

Il Centro di Documentazione di Bologna è aperto a tutti. In particolare, svolge servizio di documentazione e consulenza per studi, ricerche, tesi di laurea (per tutte le Facoltà universitarie) che abbiano attinenza coi temi dell'omosessualità. Bologna, Piazza 051/433395-436700.

di

Porta

Saragozza,

2.

Tel.



Quaderni di Critica Omosessuale -Libro 1 -