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INTERVENTI DI DIFESA DEL SUOLO IN AMBITO MONTANO

Geom. A. Tincani 18-03-2013


PERICOLOSITA’ DEGLI EVENTI ALLUVIONALI E FRANOSI NELLA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

MOTIVI DELL’ELEVATO RISCHIO IDROGEOLOGICO: •Caratteristiche geolitologiche dell’appennino •Elevata antropizzazione del territorio.


Alluvioni e inondazioni avvenute in Italia tra fine 2012- inizio 2013: •11-11-2012 Alluvione di Massa e Carrara :Precipitazioni superiori a 200 mm in due ore. Effetti: esondazione dei torrenti, zone inondate con 1 m acqua , 5000 abitazioni colpite e 300 sfollati. Acqua non potabile , black-out elettrici. •12-11-2012 Alluvione di Orvieto e dell’orvietano : Esondazione dei corsi d’acqua con allagamenti di strutture pubbliche (VVFF,ASL) e abitazioni private. Ospedale e plessi scolastici isolati, chiuso casello A1, crollo di un ponte. •12-11-2012 Alluvione della Maremma grossetana: Esondazione di corsi d’acqua. Centri abitati di Albinia e Marsiliana allagati. Tre morti per crollo di un ponte , 1 per piena torrente Chiarone e un quinto annegato nel Lago di Burano. •28-11-2012 Alluvione di Carrara e Ortonovo: Caduti 200 mm di pioggia in due ore che provoca esondazione di corsi d’acqua, allagamenti di aree abitate (già in sofferenza per forti piogge precedenti) , chiusura della Statale Aurelia. •28-02-2013 Alluvione a Catania: Caduti 40 mm di pioggia in 15 minuti. Allagamento delle vie cittadine, decine di feriti, chiuso aeroporto Fontanarossa


Distribuzione delle frane in Emilia Romagna (carta R . E.R . Ambiente)


La quasi totalità delle frane attualmente attive in E.R. è costituita da riattivazioni, parziali o totali, ripetute nel tempo di corpi franosi preesistenti con ampliamenti di superficie e sovrapposizioni di accumuli. I fenomeni di neoformazione, ossia le mobilizzazioni di ammassi rocciosi precedentemente integri sono estremamente rari e prevalentemente di piccole dimensioni, L'Emilia Romagna è una delle tre regioni più franose d’ Italia: dai dati disponibili risulta che la nostra Regione, insieme alla Lombardia e alle Marche è l'unica che presenta oltre il 20% del territorio collinare e montano interessato da accumuli di frane attive o quiescenti.


In provincia di Reggio Emilia il 2 6% del territorio collinare e montano è interessato da fenomeni di dissesto ; sono presenti 8.000 dissesti attivi e quiescenti Di cui : 14% frane quiescenti 10% frane attive 6% depositi di versante 0,1% frane scivolamento per blocchi


Cause di innesco di movimenti franosi:  Predisposizione al dissesto (frane attive e frane quiescenti):

    

formazione litologica (Argille scagliose,Gessi, flysch, depositi morenici + pendenza) Particolari condizioni meteorologiche: - Rapido scioglimento delle nevi, abbondanti e perduranti precipitazioni Cattiva gestione della regimazione superficiale delle acque Azione dell’uomo: - Lavorazioni agrarie inadatte , scavi, sbancamenti e riporti Erosione del piede di frana Terremoto (appennino classificato quasi completamentein classe 2 – pericolosità media)


Studio di una frana: 1) Consultazione di strumenti messi a disposizione della regione (utili soprattutto per pianificazione territoriale ( es. PTCP – Piani Urbanistici Comunali ecc):  Carta geologica  Carta inventario delle frane  Archivio storico delle frane ( utile per valutare aree potenzialmente pericolose)  Cartografia della pericolosità delle frane ai fini della Protezione civile  Carta provinciale del dissesto (recepimento PAI)  PTCP provincia di Reggio Emilia 2 ) Studio sul posto:  Indagini (es.prove penetrometriche, indagini geofisiche (es sismica a rifrazione), carotaggi , scavi a cielo aperto ecc) e rilievi  Strumentazione ( es. piezometri, inclinometri) Dallo studio della frana(formazione geologica, localizzazione della frana, frana superficiale o profonda, tipo di movimento ecc) si ricavano i dati per la scelta del metodo di consolidamento:  Semplice modellazione con regimazione superficiale (utile ingegneria naturalistica) (frane superficiali)  Consolidamento con briglie in terra ( anche con utilizzo di terra- calce) (frane superficiali)  Consolidamento con fosse drenanti (frane superficiali)  Consolidamento con drenaggi sub-orizzontali (frane profonde)  Consolidamento con pozzi drenanti (frane profonde)


CARTA DEL DISSESTO PROVINCIA DI REGGIO EMILIA


ENTI COMPETENTI IN MATERIA DI DIFESA DEL SUOLO ENTI CHE REALIZZANO OPERE DI DIFESA IDROGEOLOGICA: •REGIONE EMILIA-ROMAGNA •CONSORZI DI BONIFICA •PROVINCIA DI REGGIO EMILIA (solo in riferimento ai danni alle strade provinciali) •COMUNI (solo in riferimento ai danni alle strade comunali)

COMPITI DELLA PROTEZIONE CIVILE: Finanziamento opere realizzate dagli enti soprarichiamati Gestione della fase di emergenza Esecuzione diretta solo di alcuni interventi di estrema urgenza (es.ricostruzione dopo terremoto dell’Aquila)


TIPOLOGIA DI FRANE

Colata di terreno (o frana di scivolamento)


ALCUNI ESEMPI


TIPOLOGIA DI FRANE

Frana di crollo


ALCUNI ESEMPI


TIPOLOGIA DI FENOMENI EROSIVI Calanchi : substrato argilloso con buona componente sabbiosa, stagioni aride succedute da piogge notevoli, esposizione a sud, acclivitĂ 

Calanchi


CORSI D’ACQUA NATURALI: ESONDAZIONI Alcuni esempi


CONCLUSIONI: L’uomo con le proprie opere ed infrastrutture, necessarie per lo sviluppo economico ed industriale puo’ e deve coesistere con la natura ma la natura stessa deve sempre essere rispettata Tre esempi di disastri di natura idrogeologica causati da scelte sbagliate dell’uomo: •Diga del Vajont

(anno 1963)

•Frana di Sarno

(anno 1998)

•Alluvione di Genova

(anno 2011)


Esondazione diga del Vajont


FRANA DI SARNO


ALLUVIONE DI GENOVA


CONFERENZA NAZIONALE SUL RISCHIO IDROGEOLOGICO Roma 6 febbraio 2013 (promossa da Coldiretti, Anci, Consiglio nazionale dei geologi, Consiglio nazionali architetti, Consiglio

nazionale dei dottori agronomi e forestali, Inu, Anbi, WWF, Touring Club Italiano, Slow Food Italia, Cirf, Aipin, Sigea, Aiab, Tavolo nazionale dei contratti di fiume Ag21 Italy, Federparchi, Gruppo 183)

- Ogni anno ingenti risorse economiche devono essere destinate alla riparazione dei danni causati dal verificarsi di eventi calamitosi di natura idrogeologica; risorse che potrebbero essere risparmiate se si attuasse una reale politica di prevenzione e di buon governo del territorio. - Il Ministero dell’Ambiente (entrato nella gestione delle risorse per la difesa del suolo nel 1998, con il Decreto Sarno) ha quantificato in circa 8,4 miliardi di euro i finanziamenti statali erogati complessivamente nel ventennio 1991-2010 per interventi preventivi di mitigazione del rischio idrogeologico , e in 40 miliardi (più 4 miliardi per la difesa delle coste) quelli necessari per la sistemazione delle situazioni di dissesto su tutto il territorio nazionale, riportate nei Piani Assetto Idrogeologico(PAI), di cui circa 11 miliardi sono necessari per mettere in sicurezza le aree a più elevato rischio . - Nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane ed alluvioni (mentre si stimano richieste per 60 miliardi). Fino ad oggi le risorse destinate ad interventi di prevenzione dallo Stato sono risultate insufficienti, e comunque non destinate a finanziare un’efficace opera di prevenzione a tutto campo. Inoltre, sempre più spesso le risorse per le emergenze vengono recuperate “erodendo” quelle per la prevenzione. - Il 2010 è stato l’ultimo anno che ha visto l’inserimento in Finanziaria di risorse destinate alla prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico (legge 191/2009 articolo 2, comma 240: 1000 milioni di fondi FAS triennio 2010-2012, ridotti a 900 milioni con il decreto-legge 195/2009 articolo 17, ulteriormente ridotti a 800 milioni con il cd Decreto mille proroghe). - Dal 2003 lo Stato non finanzia più la manutenzione dei bacini idrografici, né gli studi per individuare le criticità del territorio (entrambi finanziati con un’aliquota dei fondi destinati ai programmi triennali di difesa del suolo ex Legge 183/89).


COS’E’ UN CONSORZIO DI BONIFICA E PERCHE’ LA BONIFICA IN MONTAGNA Il Consorzio di Bonifica è un Ente di diritto pubblico; consorzia obbligatoriamente gli abitanti proprietari di immobili di un territorio e in cambio deve fornir loro un servizio, un beneficio. L’attuale consorzio è il frutto di una serie di unificazioni che nel 1984 (esecutiva dal 1988) e nel 2009 ha unito i 5 Consorzi presenti inizialmente sul territorio. Attraverso queste fusioni l’attività di bonifica tradizionalmente eseguita in pianura (irrigazione, scolo) è stata unita all’attività di difesa dal dissesto idrogeologico e mantenimento della viabilità minore da eseguirsi in montagna. L’attività del Consorzio di Bonifica in montagna è iniziata negli anni ’50 del secolo scorso con il Consorzio di Bonificazione Tresinaro Secchia che ha operato sino alla fine del 1987. In quegli anni il consorzio era incentrato in un’ottica di bonifica integrale e si occupo’ di costruzione di strade (attuali strade provinciali e comunali) , elettrodotti, acquedotti, scuole, edifici a servizio della collettività. Negli anni, in seguito a riforme legislative, l’attività consorziale si è spostata esclusivamente sulle opere di difesa del suolo.


IL LAVORO IN AMBITO MONTANO DEL CONSORZIO DI BONIFICA DELL’EMILIA CENTRALE

Consolidamento movimenti franosi Opere idrauliche su corsi d’acqua naturali Opere viarie minori Acquedotti rurali SUPERFICIE DEL TERRITORIO MONTANO 120.000 Ha N. 34 COMUNI distribuiti tra le Provincie di Reggio, Modena e Parma.


Come lavora il consorzio:  Segnalazione effettuata da Comune o privato cittadino  Sopralluogo  Programmazione dell’intervento  Progetto  Appalto lavori  Esecuzione del lavoro  Collaudo dell’opera

Nella progettazione ed esecuzione dell’opera occorre che siano soddisfatti i requisiti previsti dalla normativa di settore Lavori pubblici : Codice contratti pubblici D.Lgs163/2006 Regolamento di attuazione del codice contratti pubblici DPR 207/2010Costruzioni: D.M. 14/01/2008 Norme tecniche per le Costruzioni – Costruzioni in zone sismiche Legge regionale 30 ottobre2008 n.19


APPALTI PUBBLICI REALIZZATI DAL CONSORZIO DI BONIFICA DELL’EMILIA CENTRALE NEGLI ANNI DAL 2006 AL 2012

importo progetti di propria competenza:

euro 14.587.692,00

importo progetti eseguiti per conto di enti territoriali: euro 8.811.607,00

Totale: N. APPALTI = 418 IMPORTO LAVORI ESEGUITI = 23.399.299,00 euro


CONSOLIDAMENTO MOVIMENTI FRANOSI


CASE GIANMARCO - Comune di Villa Minozzo (RE)

Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica ed un’abitazione privata sottostante Tipologia di intervento: Consolidamento con drenaggi e opera di sostegno in muratura di gabbioni


LA GOCCHIA Comune di Lama Mocogno (Mo)

Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica Tipologia di intervento: Consolidamento con drenaggi e gradone in terra battuta


CASE CASOLOTTI - Comune di Toano (RE)

Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolto versante con presenza di viabilitĂ  pubblica ed abitazioni private Tipologia di intervento: Consolidamento con drenaggi sub orizzontali e fossati di raccolta acque di superficie


Tipologia frana : Frana di scivolamento (colata di terra mista a pietrame) Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica

Tipologia di intervento: Consolidamento con opera di sostegno in muratura di gabbioni

LOCALITA’ CASE CARLONI – Comune di Polinago (Mo)


RIAPERTURA

DISGAGGIO

SEDE STRADALE

COSTRUZIONE GABBIONATA


GABBIONATA E RETE PARAMASSI VERTICALE CONCLUSE


Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica Tipologia di intervento: Consolidamento eseguito con trincee drenanti

CASA QUATTRINI – Comune di Montefiorino (Mo)


LAVORI IN CORSO: COSTRUZIONE DRENAGGI E MODELLAMENTO SUPERFICIALE DEL CORPO DI FRANA


LAVORI CONCLUSO


Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica Tipologia di intervento: Trincee drenanti e pali in cemento armato rinforzati con tiranti in acciaio CASE BEDESCHI – Comune di Castellarano (RE)


PASSO VO – Comune di Carpineti (RE)

Tipologia frana : Frana di crollo Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica Tipologia di intervento: Consolidamento con muro di controriva in muratura di gabbioni prefabbricati


STRADA ROSIGNETO VOGILATO Comune di Vetto (RE)

Tipologia frana : Frana di crollo Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica Tipologia di intervento: Consolidamento con reti, tiranti e reti paramassi


DISGAGGIO

POSA RETI E TIRANTI


PARTICOLARE TIRANTI

LAVORO FINITO : SCARPATA IN FASE DI RINVERDIMENTO


Cassinago – comune di Baiso (RE)

Tipologia della frana : calanco – colata Tipologia del danno: coinvolta strada provinciale e centro abitato posti a monte del coronamento Tipologia di intervento: protezione della viabilità con opera di sostegno in c.a.su pali superficiali, briglia in terra,modellamento frana e realizzazione canali di scolo


LAVORO FINITO


Tipologia frana : Frana di scivolamento Tipologia del danno: Coinvolta la strada pubblica ed abitazioni private Tipologia di intervento: Consolidamento con palificate in legname e pietrame

MONTERICCO Comune di Albinea (RE)


Tipologia frana : Calanchi Tipologia del danno: Coinvolta area artigianale con colate di fango Tipologia di intervento: Regimazione acque superficiali con canali filtranti

MURAGLIONE – Comune di Baiso (RE)

CANALI FILTRANTI


OPERE IDRAULICHE SUI CORSI D’ACQUA NATURALI


Tipologia di manufatto idraulico: BRIGLIE Tecnica di costruzione: Briglie in cemento armato a faccia vista o rivestito in pietrame, briglie in muratura di gabbioni, briglie in legname e pietrame BRIGLIA A SCATOLA IN CEMENTO ARMATO

BRIGLIE IN MURATURA DI GABBIONI BRIGLIE IN LEGNAME E PIETRAME


RIO VECCHIEDA – comune di Toano (RE)

Situazione iniziale: Erosione di fondo e movimenti franosi sui versanti Tipologia di intervento: Regimazione con briglie in gabbioni e legname e pietrame


RIO DEI CANI – comune di Toano (RE)

Situazione iniziale: Manufatto idraulico danneggiato a pericolo di crollo Tipologia di intervento: Riparazione del manufatto attraverso la ricostruzione di muratura di pietrame


RIO CERVARO– comune di Polinago (Mo)

Situazione iniziale: Frana di versante che tende ad occludere il corso d’acqua Tipologia di intervento: Costruzione di briglia in calcestruzzo e rivestimento in pietrame


Tipologia di manufatto idraulico: DIFESE DI SPONDA Tecnica di costruzione: Massi ciclopici a secco o gettati con calcestruzzo, muratura di gabbioni, muri in cemento armato, muri in legname e pietrame Torrente Tresinaro– comune di Viano (RE)

Torrente Lucenta – comune di Baiso (RE) RIO RIPA comune di Casalgrande (RE)


RIO DI SECCHIO – comune di Villa Minozzo (RE)

Situazione iniziale: Pericolo di occlusione ponticello stradale ed erosione di sponda Tipologia di intervento: Allargamento della sezione idraulica e difese di sponda


RIO RIPA– comune di Casalgrande (RE)

Situazione iniziale: Pericolo di occlusione del sottopasso stradale Tipologia di intervento: Pulizia dai depositi, asportazione delle piante secche o cadute nell’alveo, allargamento della sezione idraulica all’imbocco del tombamento e difese di sponda


Tipologia di manufatto idraulico: TOMBINI ED ATTRAVERSAMENTI STRADALI

Situazione iniziale: Esondazione di corso d’acqua a causa di attraversamento stradale sottodimensionato Tipologia di intervento: Calcolo idraulico del bacino per dimensionamento del tombamento e sostituzione della tubazione esistente con scatolare di sezione idraulica adeguata


Tipologia di manufatto :REGIMAZIONE DI ACQUE SUPERFICIALI

Colombaro – comune di Scandiano (RE)

Situazione iniziale: Corso d’acqua parzialmente occluso da detriti, pericolo di esondazione ed allagamento delle abitazioni poste a monte Tipologia di intervento: Allargamento della sezione idraulica per migliorare la capacità di deflusso del corso d’acqua


VIABILITA’ MINORE


Tipologia di manufatto stradale: PONTI

MOLINO DI PIANORSO – comune di Lama Mocogno (Mo)

Situazione iniziale: Manufatto con evidenti segnali di degrado delle murature Tipologia di intervento: Consolidamento del manufatto attraverso la ricostruzione delle parti mancanti, stuccatura della muratura, rafforzamento delle spalle


PONTE IN PIETRAME DURANTE L’INTERVENTO


RIO GROPPO- Comune di Albinea (RE)

PONTE IN PIETRAME PRIMA E DOPO L’INTERVENTO


Tipologia di manufatto stradale: MURI DI SOSTEGNO Situazione iniziale: Manufatto con evidenti segnali di ammaloramento di murature

LE GROTTE – comune di Castelnovo nÊ Monti

Tipologia di intervento: Consolidamento del manufatto attraverso la ricostruzione delle parti mancanti, stuccatura della muratura, posizionamento di barriera di sicurezza


- comune di Castelnuovo Monti (RE)

GATTA


Tipologia di manufatto stradale: PAVIMENTAZIONI

CERRETO ALPI comune di Collagna (RE) Pavimentazione con conglomerato bituminoso

RESCADORE - PIANVALLESE comune di Villa Minozzo (RE) Trattamento antipolvere

POGGIOLO ROSSO – comune di Prignano S/S (MO) Pavimentazione con conglomerato bituminoso


ACQUEDOTTI RURALI


Manufatti idraulici: ACQUEDOTTI RURALI

CORIANO – comune di Villa Minozzo (RE)


GRAZIE PER L’ATTENZIONE


Zanelli anno 2013