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Bangui, la sua capitale, è poco più di un grosso villaggio e non ha nulla a che vedere con le grandi metropoli africane come Khartoum, Luanda, Kinshasa o Kampala. Non ci sono grandi palazzi, ma neanche le enormi bidonville che spesso circondano queste città. Il centro è rappresentato da Place de la Republique, una rotonda da cui si diramano le quattro strade principali, le sole asfaltate. Lo chiamano «punto zero»: da qui i centrafricani contano i chilometri per indicare i diversi quartieri. Per fare degli esempi, al PK 5 c’è il mercato, il PK12 è un limite della città, e cosi via. Il fiume Oubangui qui in città segna il confine con la Repubblica Democratica del Congo, meglio conosciuta come «Congo Kinshasa» per distinguerla dal «Congo Brazzaville» con cui il Centrafrica

confina più a Ovest. Piroghe di legno fanno la spola tra le due rive del fiume per piccoli commerci e per la pesca; il pesce maggiormente diffuso è il capitone, che viene cucinato in molti modi. Particolarmente gustoso quello lessato con spezie e avvolto in foglie di banano. Grazie alle piogge abbondanti, il paese è molto verde e vista dall’alto la città sembra immersa in un enorme giardino. Fino a 70 bambini visitati ogni giorno Aperto anche di notte per le emergenze

Ai confini con Ciad e Sudan, gruppi di ribelli al governo centrale assaltano i villaggi, facendo razzie e catturando bambini da arruolare nelle loro file. Come spesso avviene in questi casi, i governi si n° 51 giugno 2009

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EMERGENCY n°51 - GIUGNO 2009  

Dal 1995 Emergency pubblica una rivista trimestrale per informare e aggiornare i suoi sostenitori sulle attività dell’associazione e per app...

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