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influenze pandemiche erano in molti, all'interno dell'organizzazione, a chiedersi perché raccomandare il Tamiflu e non spingere la produzione, permessa in situazioni di emergenza, delle versioni generiche». Questa affinità con i colossi del farmaco si palesa nella pletore di consulenti di cui si circondano i diversi bracci dell'organizzazione. Senza alcuna trasparenza. Adriano Cattaneo, epidemiologo presso il centro collaboratore dell'Oms Burlo Garofalo di Trieste, ricorda l'influenza di consulenti pagati dalla farmaceutica AstraZeneca nel comitato che decise le

linee guida dell'ipertensione, i cui valori di rischio furono opportunamente abbassati per favorire il mercato dei farmaci. Anche le milioni di dosi di antivirali impilate nelle riserve dei paesi ricchi e l'impennata di richieste di brevetti per proteggere i virus di aviaria non possono che apparire sospetti. Diverse analisi prevedono che, entro il 2012, le entrate per i prodotti contro i virus influenzali si aggireranno attorno ai 14 miliardi di dollari. Ma un'organizzazione inquinata non è necessariamente un'organizzazione da abbattere. Tutti gli osservatori concor-

dano sul fatto che è necessaria un'azione di coordinamento quando un'infezione supera le frontiere di più paesi, e che non potrebbe essere fatta da nessun altro ente, né tanto meno da un governo. Così come è innegabile che l'organizzazione, pur con i suoi sfarzi, le dorate sedi di Ginevra e le sue incongruità, «ha condotto fondamentali battaglie per l'equità e l'universalità», come ricorda Nicola Magrini del Centro per la valutazione dell'efficacia dell'assistenza sanitaria. Il fatto è, spiega Samantha Bolte, che «nell'Oms c'è una task force di tecnici molto com-

petenti, che però si perdono in un bicchier d'acqua quando devono diventare operativi». È ciò che accade quando la burocrazia prende la mano, quando i funzionari superano gli effettivi, quando i soldi spesi per le segreterie sono dieci volte quelli per i progetti. Quando la rete si sfrangia in centinaia di sedi, migliaia di centri cooperativi, un esercito di consulenti e di funzionari che trescano con chi ha i soldi e si dimenticano la mission: salvare il mondo. Soprattutto il mondo dei più poveri. Troppo impegnativo? Ma qualcuno deve pur farlo.

n° 51 giugno 2009

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EMERGENCY n°51 - GIUGNO 2009  

Dal 1995 Emergency pubblica una rivista trimestrale per informare e aggiornare i suoi sostenitori sulle attività dell’associazione e per app...

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