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I pazienti arrivano trasportati dalle ambulanze, da macchine private, da mezzi di fortuna, qualcuno a braccia. Emanuele, il logista, ha predisposto un cordone di guardie al cancello: ad eccezione dei feriti, tutti devono essere perquisiti, il rischio di attentati è alto. Cinquanta feriti in ospedale Sale operatorie a pieno regime

Vicino al cancello i feriti vengono caricati sulle barelle e Matteo, infermiere, fa il primo triage per valutare la precedenza da dare ai pazienti. Tutti hanno lesioni multiple da schegge, soprattutto su braccia, gambe e sul volto. Qualcuno ha ferite all’addome e al torace. Per qualcuno non c’è più nulla da fare, come per i primi due uomini arrivati già morti con schegge nell’addome e ferite lacero contuse al capo. I pazienti che necessitano di chirurgia immediata vengono por-

tati in sala operatoria. Io, anestesista, aspetto lì. Insieme agli infermieri locali e ai chirurghi prepariamo il materiale: controlliamo che ci siano farmaci, ossigeno, set chirurgici sterilizzati. Arrivano i primi pazienti. In sala 1, c’è un ferito con l’arteria femorale da riparare, in sala 2 si inizia un’esplorazione addominale. Arriva un uomo con il volto sfigurato dalle schegge, non respira. Non può aspettare, procediamo subito a una tracheotomia in corridoio. A sera si fa il bilancio della giornata: sono arrivati 50 feriti, 12 già morti, 21 sono stati operati e ora dormono in corsia, gli altri sono stati medicati e rimandati alle loro case. NADIA DE PETRIS

n° 51 giugno 2009

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EMERGENCY n°51 - GIUGNO 2009  

Dal 1995 Emergency pubblica una rivista trimestrale per informare e aggiornare i suoi sostenitori sulle attività dell’associazione e per app...

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