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Sponsor di prodotto per quest’anno, alcune delle più significative realtà della tipicità marchigiana. Dall’azienda Umani Ronchi a Velenosi e Belisario, la Grande Mela ha potuto gustare tra i migliori vini della nostra terra. La Distilleria Varnelli ha fatto conoscere la prelibatezza dell’anice, sapientemente trasformato in uno dei liquori più caratteristici della tradizione marchigiana, mentre Alberto Quacquarini ha offerto la Vernaccia, vino da dessert caratteristico della zona di Serrapetrona. Per la pasta La Terra e il Cielo, l’ormai noto Spinosi (con i suoi maccheroncini di Campofilone) e la Monterosso (produttrice quest’ultima del “farro marchigiano”); per l’olio extravergine di oliva la Fattoria

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Petrini (che tra gli altri ha ricevuto di recente il Premio Speciale Ercole Olivario per la costanza nella qualità della sua produzione). Tartufo e funghi porcini sono stati forniti dalla Marini e Azzolini di Acqualagna, mentre i formaggi (da quello “di fossa” o “alle noci”,

alla “casciotta di Urbino” e al pecorino) vedono una parata di aziende di grande tradizione come La Giunchiglia, Martarelli Maria Luisa, il Caseificio Val D’Apsa e Di Pietrantonio Andrea. “Dulcis in fundo”, marmellate e miele della Si.Gi. Grande successo alla serata inaugurale, alla Casa Italiana ZerilliMarimò, prestigiosa sede del programma di studi italiani della New York University, alla quale sono stati presenti, tra gli altri, il Console italiano a New York Radicati e personalità del mondo politico ed economico americano. Tutti deliziati dai sofisticati menù nei quali si è saputo sapientemente combinare tradizione ed innovazione.

“...deliziati dai menù preparati dallo Chef

Sebastianelli il quale ha saputo

sapientemente

combinare tradizione ed innovazione...”

L’entusiasmo dimostrato dal pubblico americano è proseguito nel New Jersey, dove Italian Food Week si è spostato facendo tappa al Trumpets Restaurant, uno dei luoghi più prestigiosi per ascoltare musica jazz di alto livello. E’ qui che la comunità italo-americana ha potuto assistere alla lezione di cucina tipica marchigiana e ad un pranzo a base di eccellenze delle Marche. Poi le tre serate di gala al Roger Smith Hotel, nel cuore di Manhattan, dove lo chef Sebastianelli ha deliziato gli invitati, selezionati tra tour operator, ristoratori, importatori e giornalisti enogastronomici. Entusiasta il commento di Sergio Bozzi, dirigente del Servizio Agricoltura della Regione Marche, presente a New York durante l’evento: “Ecco un esempio di come pubblico e privato

possano operare bene insieme nell’obiettivo comune di far crescere l’immagine del nostro territorio”. Italian Food Week, infatti, non si è contraddistinto solo come un “gran

gala” del gusto e della gastronomia: ai sapori della cucina si sono accompagnati i tesori del territorio, i piaceri dell’arte, perché la cultura della Regione Marche è soprattutto questo, un mix perfetto di elementi, in equilibrio tra storia ed innovazione. E i capolavori dell’arte culinaria, sono stati impreziositi anche dalle emozioni dell’arte “visiva” con le opere pittoriche e scultoree di Floriano Ippoliti e Tommaso Buglioni. Artisti che ritrovano rispettivamente nel Nuovo Manierismo e nella Trans-avanguardia l’espressione di una marchigianità dal respiro internazionale. Da sottolineare che Italian Food Week guarda già al futuro: è prevista, infatti, una prossima edizione dell’evento nel 2003 a San Francisco.

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Classe Donna n.015-dicembre gennaio 2003.  

Natale: i presepi, le tradizioni, la cucina, gli eventi nelle Marche. Inchiesta: l’informazione televisiva regionale. Marchgiani DOC: Cristi...